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DDL Sviluppo - approvato al Senato ed ora diventato legge

11 Luglio 2009 di Amministratore

Giovedì 9 luglio il Senato ha approvato il cosiddetto “DDL Sviluppo” ed ora è legge.

Il “DDL Sviluppo” (Disegno Di Legge dal titolo “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia“) contiene, come molti di voi ormai sapranno, anche diverse novità nel settore delll’ energia e in particolare anche nel nucleare civile.

Il “DDL Sviluppo” ha avuto un percorso travagliato:

I - approvato una prima volta alla Camera il 4 novembre 2008
II - profondamente modificato al Senato (passò dagli iniziali 33 articoli a ben 64 articoli) e approvato il 14 maggio 2009
III - apportate alcune ulteriori modifiche alla Camera e poi approvato l’ 1 luglio 2009
IV - approvato al Senato senza ulteriori modifiche il 9 luglio 2009 con 154 voti favorevoli, un voto contrario ed una astensione (l’opposizione non ha partecipato al voto nel tentativo di far mancare il numero legale): è diventato legge ed a breve sarà pubblivato sulla “Gazzetta Ufficiale”.

(si ricorda che la procedura di formazione di una legge richiede che entrambi i rami del Parlamento approvino uno stesso identico testo).

La legge consta in totale di 64 articoli e gli articoli che hanno maggior attinenza con la tematica dell’ energia e del nucleare sono quelli che vanno dal art. 25 all’ art. 42.

Rispetto al testo approvato il 14 maggio 2009 al Senato, il testo approvato il 9 luglio 2009 ha (come detto) alcune modifiche che sono state apportate nel secondo passaggio alla Camera. Tra le modifiche più interessanti si menzionano qulle relative a:
(viene usato il “grassetto” per mettere in risalto le modifiche più notevoli).

—-

Art. 26. (Energia nucleare)

1. Con delibera del CIPE, da adottare entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge e previo parere della Con-
ferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e
successive modificazioni
, su proposta del
Ministro dello sviluppo economico, sentito il
Ministro dell’ambiente e della tutela del ter-
ritorio e del mare, sentite le Commissioni
parlamentari competenti, sono definite le ti-
pologie degli impianti per la produzione di
energia elettrica nucleare che possono essere
realizzati nel territorio nazionale. La Confe-
renza unificata si esprime entro sessanta
giorni dalla richiesta, trascorsi i quali il
parere si intende acquisito.

Art. 27. (Misure per la sicurezza e il potenziamento
del settore energetico)

9. Ai fini dell’attuazione dell’atto di indi-
rizzo strategico di cui al comma 8 e fino alla
sua completa esecuzione, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da
adottare entro trenta giorni dalla data di en-
trata in vigore della presente legge, si prov-
vede alla nomina di un commissario e di due
vicecommissari per la societa` Sogin Spa,
mantenendo in capo ad essa in fase transitoria
gli attuali compiti, dipendenze e fonti di fi-
nanziamento, che saranno ridefiniti al fine di
assicurare una maggiore efficienza nel setto-
re. Il consiglio di amministrazione della so-
cieta` Sogin Spa in carica alla data di entrata
in vigore della presente legge decade alla
medesima data
.

[…]

47. Al fine di contribuire al raggiungi-
mento degli obiettivi derivanti dal Proto-
collo di Kyoto e per il miglior persegui-
mento delle finalita` di incremento della
produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili, all’articolo 8 del decreto legi-
slativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:

a) il comma 1 e` sostituito dal seguente:
«1. E` istituito il Comitato nazionale per
la gestione della direttiva 2003/87/CE e per
il supporto nella gestione delle attivita` di
progetto del Protocollo di Kyoto
, come
definite dall’articolo 3. Il Comitato ha sede
presso il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare che ne as-
sicura l’adeguato supporto logistico e or-
ganizzativo»;
b) il comma 1-bis e` sostituito dal se-
guente:
«1-bis. Il Comitato di cui al comma 1
svolge la funzione di Autorita` nazionale
competente»;
c) al comma 2, la lettera t-quater) e`
sostituita dalla seguente:
«t-quater) svolgere attivita` di supporto al
Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare attraverso la parte-
cipazione, con propri componenti all’uopo
delegati, alle riunioni del Comitato di cui
all’articolo 23 della direttiva 2003/87/CE e
alle riunioni in sede comunitaria o inter-
nazionale concernenti l’applicazione del
Protocollo di Kyoto»;
d) al comma 2-bis, alinea, le parole:
«svolge, altresi`, attivita` di indirizzo al fine
di coordinare» sono sostituite dalle se-
guenti: «propone al Ministero del-
l’ambiente e della tutela del territorio e del
mare»;
e) il comma 5-ter e` abrogato.

Art. 29. (Agenzia per la sicurezza nucleare)

3. L’Agenzia svolge le funzioni di cui al
comma 1 senza nuovi o maggiori oneri ne´
minori entrate a carico della finanza pubblica
e nel limite delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente
di cui al comma 17.

[in pratica è stato eliminato il passaggio
“L’Agenzia opera con indipendenza di
giudizio e di valutazione e in piena autonomia
tecnico-scientifica e regolamentare, avvalendosi
di personale qualificato ed altamente
specializzato.”
]

[…]

6. Nell’esercizio delle proprie funzioni,
l’Agenzia puo` avvalersi, previa la stipula di
apposite convenzioni, senza nuovi o mag-
giori oneri per la finanza pubblica
, della
collaborazione delle agenzie regionali per
l’ambiente.

Per ulteriori approfondimenti e per la lettura completa del testo della legge ““Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” si invita a consultare:

- testo che era stato approvato al Senato il 14 maggio 2009, con a lato le ulteriori modifiche apportate dalla Camera e poi approvato l’ 1 luglio 2009
(file pdf, 75 pagine, circa 330 kb)

- testo definitivo approvato al Senato il 9 luglio 2009
(file pdf, 160 pagine, circa 500 kb)

Si riporta infine il link del sito del Senato relativo a tale disegno di legge “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”:

Senato - XVI Legislatura - Atto Senato n. 1195



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  • 26 Commenti a “ DDL Sviluppo - approvato al Senato ed ora diventato legge”

    1. Pietruccio scrive:

      Segnalo questo articolo

      ilsole24ore.com:80/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20La...

      sulla collaborazione con la Francia nel campo della ricerca e in particolare sui reattori di IV generazione, perchè è di questo che c’è bisogno e quella è l’unica fonte che, col tempo, potrebbe seriamente sostituire via via l’immenso fiume di energia che ci forniscono oggi le fossili.

      Ricordo che con la IV generazione il solo uranio già estratto basterebbe a soddisfare l’intero fabbisogno energetico mondiale per migliaia di anni, ma ci sono dei vincoli piuttosto pesanti sui tempi di produzione del combustibile dal materiale fertile e se si fanno due conti si vede chiaramente siamo già in ritardo (la IV generazione potrebbe non arrivare in tempo per evitare la crisi petrolifera).

      Quando scarseggeranno le fonti fossili non sarà facile, infatti, evitare contraccolpi anche pesantissimi sul tenore di vita della popolazione, e questo vale anche se faremo il nucleare di III generazione (non oso neanche pensare a cosa potrebbe succedere se continuiamo a perdere tempo).

      Attenzione che i conti vanno fatti giusti: dire che c’è petrolio per 40 anni, gas per 60 e carbone per 240 anni non vuol dire che quelle saranno le date in cui si esauriranno: il tutto si riferisce ai consumi attuali ma… i consumi per il 2030 saranno raddoppiati anche se il mondo occidentale li avrà ridotti. Inoltre il petrolio fornisce un terzo del totale dell’energia, il carbone un quarto e il gas un quinto. Questo (molto a spanne) significa che di petrolio ce n’è per circa 25 anni, e finito quello sarà il gas a sostituirlo per cui (coi soliti due conti a spanne) durerà solo per altri 5 o 6 anni dopo di chè tutto sarà sulle spalle del solo carbone che a quel punto durerà per qualche decina di anni, con una popolazione mondiale che avrà superato i dieci miliardi, in condizioni ambientali disastrose. Se non ci diamo una regolata, anche sull’espansione demografica… Altro che rinnovabili…

    2. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Vorrei fornire qualche numero, caro Pietruccio, se me lo consenti, datro che lavoro proprio agli argomenti di cui parli tu (che sono infatti oggetto di studi approfonditi in sede internazionale!).
      Da qui al 2100 la domanda di energia nucleare e’ verosimile aumenti da un minimo di 7 ad un massimo di 12 volte circa (non riporto qui i numeri esatti), considerando una penetrazione della quota nucleare nel mercato dell’energia elettrica da un 17% ad un 20% (a causa delle preoccupazioni ambientali). Anche adottando un reattore veloce che sia un buon breeder (con un CR=1.5 circa) si hanno tempi di raddoppio dell’ordine di 15 anni (ossia il tempo necessario affinche’ un reattore fornisca il combustibile per accenderne un altro uguale).
      Devo dirti pero’ che secondo i miei calcoli anche se si spinge sull’esplorazione dell’uranio e si adopera massicciamente il recupero dei materiali fissili per riprocessamento, usando i soli reattori termici (ossia Gen.III o III+), anche con questa impetuosa domanda di energia (ma sempre a patto il nucleare copra un 20%), si puo’ arrivare a meta’/fine secolo prossimo.
      Questo pero’ mon dovrebbe farci sentire comunque tranquilli: queste cose sono vere a livello globale, a livello regionale sono tranquillamente possibili tensioni sul mercato (forse anche gravi!).
      In ogni caso i reattori veloci costituiscono la risposta per il lungo o lunghissimo termine: spero la politica se ne renda conto per tempo, altrimenti non ci saranno davvero soluzioni (e se l’uomo comune lo scoprira’ di colpo, e qualche politico gli fara’ credere fosse inevitabile, noi gia’ oggi sappiamo che non e’ cosi’ - vorrei solo che quanto viene scritto oggi venisse riletto da qualcuno fra 30 o 40 anni, ma temo rimarra’ solo un ‘desiderio’).
      Ad maiora

    3. Pietruccio scrive:

      Daccordissimo.

      Intanto speriamo che Scajola riesca a tener duro su questa strada, nonostante i Verdi e tutti i loro potenti sostenitori mediatici e non, nonostante il gruppo CIR-Sorgenia-Repubblica-Espresso e in questi ultimi tempi, in modo strisciante, anche il Corriere, nonostante la RAI e perfino Famiglia Cristiana, nonchè i mezzi sgambetti di certi colleghi.

      Al ministro voglio esprimere tutta la mia stima per il coraggio, perchè ci ha messo la faccia, per la tenacia, per l’abilità, per la lungimiranza e per aver tenuto una questione complessa e delicata come il nucleare lontano dal sottobosco dei “politichini” degli infiniti livelli della nostra elefantiaca struttura amministrativa. Poitichini sempre in cerca di gloria, visibilità, facili consensi, veti, potere e qualcuno, perchè no, se capita, anche…

    4. Edoardo scrive:

      Concordo con Pietruccio.

      Scajola è, a parer mio, il miglior ministro dell’attuale esecutivo.

      Saluti.

    5. Loris Groppo scrive:

      Scajola miglior ministro dell’attuale esecutivo. Non so come interpretare il giudizio. Trattasi di un’ingenua esaltazione dovuta al risultato ottenuto, oppure di una sottile presa per il culo del tipo “se questo è il migliore figurati gli altri”. Sono confuso.
      Scajola lo ricordiamo come Ministro dell’Interno (ministero importante, no?) in occasione del G8 di Genova. Boh. Ovviamente qualcuno è già pronto a dire che lui non ha alcuna responsabilità, tutta colpa dei blackbloc. Scajola lo ricordiamo come quello che definì Marco Biagi un “rompicoglioni”. Boh. Solo parole? Oppure anche un modo di pensare?
      Appunto. Se questo è il migliore, figurati gli altri. No?

      Ma proviamo a scendere su un piano sostanziale. Scajola ottiene un importante risultato dopo un iter mica tanto leggero. Tutto dovuto alla sua maggioranza, fino a prova contraria.
      Verdi? Dove sono? Gruppo Repubblica-Espresso? Davvero, Pietruccio, dai al mediocre Cianciullo ed ai suoi accoliti tanto potere? RAI?, RAI… RAISe… RAISet… RAI e Mediset? Stai parlando di questo, vero? Del 90% dell’informazione nel nostro paese in mano ad una sola persona, in nano, tanto per evitare equivoci. Il Parlamento… cioè? Cos’è? A che serve? Boh. Ma anche qui i numeri mi parevano chiari: c’è un’opposizione in grado di “rompere i coglioni”? Non mi pare.

      Così è facile. E direi poco virtuoso, poco degno di rispetto. Io sono un convintissimo “nuclearista”, anche se questa definizione, in sé, mi fa cagare. Non ho alcun dubbio che questa sia la strada principale da seguire per cercare quantomeno di mantenere il nostro attuale livello di benessere, permettendo ai paesi in via di sviluppo di raggiungere standard di vita dignitosi.
      Ma se per far rientrare il nostro paese nel nucleare sono stati usati questi mezzi, io non solo divento scettico, ma comincio proprio a raffreddare il mio entusiasmo.
      Non era questo il modo di riprendere il discorso. L’unico modo possibile, sempre che questo paese possa essere ancora definito una “democrazia”, doveva fare riferimento a queste due espressioni: “dibattito pubblico” e “soluzione condivisa”. La seconda come conseguenza della prima.
      Tra l’altro è quello che si fa in Francia, o no?

      Questa sarebbe stata la strada virtuosa e quindi più produttiva. Sicura. Con risultati incontestabili negli anni.
      Occhio, ragazzi. Mettiamo pure che si posi la prima pietra. Poi, ad un certo punto, una pilloletta di Viagra presa nel momento sbagliato farà fermare un animoso cuoricino… mentre, nel frattempo, stuoli di Pecorari, che per definizione si nutrono di cibi sani e conducono una vita morigerata, saranno pronti a tornare alla ribalta. E non ci metteranno un secondo a bloccare i cantieri… Impossibile bloccare i cantieri? Hei, non è successo proprio qui, unico paese al mondo, che sono state spente centrali atomiche in ottima efficienza?

      “Soluzione condivisa”. Questa manca. Spero cinicamente che non ce ne sia bisogno. Ma la premessa è decisamente pessima.

      Confesso, Pietruccio ed Edoardo, che la mia ammirazione nei vostri confronti ha subito un colpo micidiale. Peccato. Eravate dei punti di riferimento. Teniamo duro, ricominciamo da capo…

    6. Giacomo scrive:

      Caro Loris e’ quello che penso anch’io.Sembra al momento tutto troppo semplice per esser vero.In ogni caso io me lo sono ripromesso.Cascasse il mondo non sara’ un nuovo ‘86.All’epoca ero un bambino e pensavo che quello che diceva quella gente che protestava fosse giusto.Solo in seguito,molti anni dopo,ho scoperto che razza di briganti fossero (sono).Li ho battezzati “La Disgrazia S.P.A.”.Il loro sport preferito e’ il ricatto riuscendo spesso in un paese emotivo come questo a rovesciare le decisioni nonostante siano la minoranza.Chiassosa quanto vuoi ma la minoranza.Evidentemente pero’,il ricatto riesce ad avere dei buoni risultati.Per vent’anni e’ stato cosi’.Odio doverci pensare ma se necessario faro’ come loro.Forse non solo io.Nell’86 non c’era nessuno oggi volendo si.Dipende da noi.Abbiamo un sano ideale comune.Organizziamoci e facciamo il nostro dovere per il paese.

    7. Renzo Riva scrive:

      Loris Groppo scrive:
      25 Luglio 2009 alle 01:40

      Non era questo il modo di riprendere il discorso. L’unico modo possibile, sempre che questo paese possa essere ancora definito una “democrazia”, doveva fare riferimento a queste due espressioni: “dibattito pubblico” e “soluzione condivisa”. La seconda come conseguenza della prima.
      Tra l’altro è quello che si fa in Francia, o no?

      Ma guarda cosa ci tocca sentire!
      Ahhhhh Groppooooo!!
      Scendi dalle nuvole che con questa sinistra di soluzioni condivise non si riuscirà mai ad averne se non mettendoli con le spalle al muro delle loro irresponsabilità.
      Discorsi da educanda in un bordello stai facendo!
      A proposito hai mi provato a cercare il dialogo con chi si è già prefisso il copione di colpirti alle spalle? Oppure parli per sentito dire!
      Sei una delusione.

    8. Loris Groppo scrive:

      Sinistra? E chi ha parlato di sinistra? Ecco, l’errore più grande che si possa fare è quello di dare a questo tema connotazioni politiche. Proprio come fai tu, Renzo. Il nucleare non è né di destra, né di sinistra. Temo che farne una bandiera di una parte politica in contrapposizione ad un’altra sia soprattutto controproducente. Non fa bene alla causa. Rischia di far dei danni.
      Quando io parlo di soluzioni condivise, mi riferisco a soluzioni condivise con “la gente”. Sì la ggente, il popolo, i cittadini. Esistono anche loro. Per arrivare a questo bisogna fare informazione. Bisogna rendere trasparenti gli atti, le procedure, i provvedimenti. Bisogna stimolare l’interesse. Questo è il solo modo per contrastare la disinformazione che diffondono gli ambientalisti retrogradi ed i potentati che li sostengono.
      Sì, bisogna avere il coraggio di farlo. Troppo facile nascondersi nei meandri delle procedure parlamentari approfittando di uno stato di grazia che l’inettitudine della classe dirigente dei partiti della sinistra ha messo lì su un piatto d’argento.
      Discorsi da educande i miei, caro Renzo? Dai un’occhiata qui (indirizzi già visti qui, tra l’altro):
      http://www.debatpublic-epr.org/
      http://www.debatpublic-dechets-radioactifs.org/
      Si dirà che lì è facile. Beh, se qualcuno sostiene questo voglio proprio capire il perché. Ricordo che là esiste una sinistra massimalista se volete anche più estrema di quella che abbiamo noi. Esiste anche là un movimento di opposizione al nucleare.
      Tuttavia, c’è una grossa differenza, lo ammetto. Là c’è una democrazia che funziona. Ed infatti hanno quasi sessanta reattori in funzione.

    9. Pietruccio scrive:

      Caro Loris

      intanto ti dico che sono d’accordo sulla critica alla definizione di “nuclearista”: dovremmo trovare delle espressioni che rappresentino meglio la situazione.

      Non entro, invece, nella questione tutta politica di giudicare l’attività di Scajola nel suo complesso, sia perchè questo non sarebbe il sito giusto, sia perchè non sono argomenti che mi interessano più di tanto. Che poi, come tutti, abbia fatto o detto cose sbagliate, non mi stupisce affatto: non mi risulta che ci siano persone che non commettono errori.

      Sul nucleare si è comportato bene. E’ stato coerente. Non credo sia facile portare avanti un discorso del genere oggi in Italia: è più che altro un lavoro da equilibristi. Perchè non riconoscerglielo?

      Credo che le maggiori difficoltà non vengano certo dall’opposizione, né dalle frange del variegato mondo ambientalista, che viene piuttosto usato come un’arma impropria e probabilmente inconsapevole (quanto?) per intortare la gente e sostenere ben altre speculazioni.

      L’atro pesante macigno su una possibile apertura del nostro paese alle tecnologie energetiche avanzate (come il nucleare) è rappresentato dalla superficialità e dall’opportunismo che ha mostrato la popolazione stessa: dopo il picco dei prezzi del petrolio dell’anno scorso a guardare al nucleare era quasi la maggioranza; oggi, dopo un assestamento a valori ragionevoli e un po’ di propaganda contro, di energia in generale nessuno né vuole più neanche sentir parlare e i favorevoli al nucleare pare siano ormai intorno al 14% (l’ultimo sondaggio che ho). Direi che con queste premesse si può soltanto giungere all’amara conclusione che non siamo attrezzati per affrontare le sfide che ci pone un futuro che si presenta piuttosto complicato.

      Sul nucleare, come sai visto che vedo segui questo sito, io ho sempre condiviso il “piano A”, cioè quello della …“democrazia” che doveva fare riferimento a queste due espressioni: “dibattito pubblico” e “soluzione condivisa”…, e mi sarebbe piaciuto se fosse sato adottato.

      La situazione è invece ben diversa. La TV di stato è palesemente schierata contro il nucleare… a parte Piero Angela… ma quant’è l’ascolto che riesce a racimolare? e lo share? quanti consensi riesce a spostare? e quanti consensi spostano due puntate di report di quel genere? Fra i miei colleghi molti.

      Non so perchè RAI (o meglio RAI-mediaset) spari a zero contro il nucleare, né perchè recentemente ci si siano messi a farlo anche il corriere e famiglia cristiana oltre ai soliti espresso-repubblica e mille altri che lo fanno da sempre.

      Sono i “pezzi da 90” dell’informazione in Italia. I telegiornali RAI non perdono occasione per “informare” sui danni e sul pericolo nucleare e il corriere fa propaganda in modo strisciante, esaltando le rinnovabili, dando così la sensazione alla gente che quello dell’energia non sia un problema, come per esempio

      http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-06-28/01.spm
      (Severgnini contro… Tanto per capirci un mio intervento a favore del nucleare su Italians, invece, è stato cestinato e non mancavo certo di rispetto a qualcuno: era tipo quello del link… fornivo dei numeri…)

      corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/cronaca/2009/23-l...
      (generico contro il PV… dopo che avevano esaltato l’aereo che fa il giro del mondo coi pannelli fotovoltaici sulle ali… naturalmente ancora da costruire… della serie tutti i geni sono nati oggi e sono tutti ambientalisti.)

      e la bufala delle bufale
      corriere.it/cronache/09_luglio_20/eolico_pale_121941de-7537-...
      spiegato dal mtico Reggiolani (un nome una garanzia) e da altri “divertenti” interventi di “esperti” che dicono a noi poveri ignoranti che la teoria della genialata del secolo si trova su libri russi (scritti in russo, ovviamente) e che bisogna capire che grazie alla forma del cono il flusso dell’aria, all’interno, diventa “laminare”… credo non serva dire altro.

      Cosa capisce chi legge? Secondo me capisce che non serve il nucleare tanto di rinnovabili ce n’è a iosa, e poi, anzi, anche le rinnovabili deturpano l’ambiente e quindi è meglio farne poche. L’energia? Da qualche parte arriverà.

      Insomma, non direi che la pressione mediatica sul cittadino distratto, non sia pesante. Poi il grosso dell’informazione sarà anche in mano, direttamente o indirettamente, alla maggioranza di governo, ma non la usano certo per informare correttamente sul nucleare (e sull’energia in generale): quindi una mano da lì al ministro non arriva di certo.

      Perché sul nucleare stiano adottando il piano “B” (cioè mettere gli italiani ed eventuali governi futuri di fronte al fatto compiuto, senza tante spiegazioni e discussioni, se non, credo, con le popolazioni direttamente interessate dagli impianti, lasciando tutti gli altri italiani in balia della gabbanelli & C.) non lo so. Sarà meglio? Sarà peggio? Non ho elementi per giudicare.

      Una cosa è certa: di soluzioni condivise sull’argomento con questo centro-sinistra, nonostante il PD conti (pare) un 30% di potenziali favorevoli all’atomo, non ne vedo. Non c’è nessuna possibilità. Anzi. Il nucleare è proprio un punto di forza su cui fanno leva per attaccare la maggioranza: hanno alle spalle più di 20 anni di sporchissima propaganda antinucleare gratuita che ha lavato bene bene il cervello di tutti noi a partire dalle elementari per finire ai telegiornali.

      Se a questo governo dovesse succederne uno di diverso colore bloccherebbe di nuvo tutto? Credo proprio di si. Ma l’alternativa è non fare niente già a partire da adesso. Fare, cioè, da subito una “desertificazione” totale di questa tecnologia: non mi sembra una gran soluzione.

    10. Giacomo scrive:

      Mio personalissimo parere: bisogna muoversi.anche noi dobbiamo fare la nostra parte

    11. Pietruccio scrive:

      Interessante su

      - densità di potenza
      - fattori di scala

      del nucleare

      news.rifiutiebonifiche.it:80/energia/nucleare-si-nucleare-no...

    12. Giacomo scrive:

      interessante

    13. Renzo Riva scrive:

      Loris, o ci fai o ci sei!
      Scendi nelle stalle per favore!
      Quando tu dici “la gente” è proprio quella che vota e l’elettorato che vota una certa parte è al 90% ideologicamete contro il nucleare.
      Dall’altraparte non è che vada meglio con: sono la maggior parte per il fotovoltaico perché così salviamo il Pianeta, dicono i tapini.
      Loris non hai neanche il pregio di fare “accademia”.

    14. Loris Groppo scrive:

      Pietruccio, la tua analisi è meditata, razionale e come al solito chiarissima. La mia ammirazione nei tuoi confronti (per quello che può valere) resta immutata, suvvia. Ritengo la tua posizione condivisibile sotto diversi punti di vista, sia chiaro. Tuttavia mi pare di rilevare in questo tuo modo di vedere le cose una sorta di rassegnazione, un’accettazione a denti stretti di un modo di fare che non fa parte della tua cultura, un sacrificio nei confronti di una dimensione etica che pure ha la sua importanza, ma che vuoi immolare per una causa (forse, giustamente, superiore).
      Io trovo, però, che un intellettuale non possa scendere così facilmente a compromessi. In questo senso mi rivolgo a te così come ad altri due o tre nomi in evidenza in questo spazio. Trovo che accanto alla lucida analisi di impostazione scientifica debba esserci anche un impegno politico virtuoso, non banale, non utilitaristico, non demagogico. Lo stesso spirito che ha animato molti importanti protagonisti del progresso scientifico del ‘900 nel nostro paese.
      Tu stesso, ad esempio, unico in questo blog, hai sentito il dovere poco tempo fa di ricordare nella sua grandezza la figura di Edoardo Amaldi, difendendola dalle basse strumentalizzazione di ambientalisti dal pensiero decrepito e folle.
      L’intellettuale, quello vero, quello che può veramente dare un contributo alla collettività senza piegarsi alle logiche di schieramento, non può trascurare la dimensione etica delle questioni per le quali egli può dare il suo prezioso contributo.
      Per ora mi fermo qui. Se serve, mi spiegherò meglio.

      Di nuovo grazie, Pietruccio, per il tuo ricordo di Amaldi che in altre occasioni in questo blog hai voluto esprimere. E’ importante.

    15. Loris Groppo scrive:

      @Pietruccio
      Entrando in modo più specifico su quello che tu affermi… Sì, so perfettamente che tu hai sempre sostenuto ed auspicato il “piano A”. Ma per quanto riguarda questo governo, diciamolo chiaramente, quel piano non solo non è stato preso in considerazione, ma non è stato nemmeno ipotizzato. Non fa parte di quella cultura. I modi sono altri, le idee sono altre, le capacità sono altre.
      Ed a questo proposito si provi ad analizzare questa proposta:
      senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=...
      in particolare in funzione dell’espressione che recita “con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia”.
      Come interpretare tutto questo? Il mondo della sinistra è già arrivato ad una conclusione. L’intenzione è quella di “militarizzare” i siti destinati alla costruzione di impianti nucleari, in modo da avere lo strumento per troncare fin da subito possibili contestazioni.
      Io non lo so, sono un ingenuo, non riesco ad interpretare. Ma se fosse così, non sarebbe una bella cosa. Non sarebbero modi degni di un paese civile.
      Ecco, appunto, che la questione etica torna a farsi sentire. Non credo che si possa costruire un futuro sulle basi di un autoritarismo così subdolo. Ecco perché credo che quelli che ho definito gli intellettuali, così come tutti quelli dotati di senso civico, non possano assistere inerti a questo teatrino.

    16. Pietruccio scrive:

      Ti ringrazio per l’apprezzamento che dai ai miei interventi. Concordo quando dici

      “…Trovo che accanto alla lucida analisi di impostazione scientifica debba esserci anche un impegno politico virtuoso, non banale, non utilitaristico, non demagogico…”

      però ho la sensazione che su questo punto ci troviamo su posizioni diverse come è normale che sia, fra persone che pensano con la propria testa.

      Non c’è rassegnazione nei miei pensieri né credo di tradire una qualche etica: semplicemente credo che una cosa sia quello che penso e che vorrei e un’altra cosa è la direzione che assumono gli eventi.

      L’evolversi delle cose credo sia conseguenza dell’insieme degli infiniti modi di agire e delle interazioni che avvengono tra milioni di persone, come l’acqua di un torrente che è il risultato del moto di una infinità di molecole, qualcuna va a destra, qualcuna a sinistra e qualcuna anche in dietro, ma l’acqua nel suo complesso, fra mille turbolenze, segue il suo percorso, e ogni pezzettino di flusso è conseguenza del moto precedente e dei movimenti confinanti.

      Riguardo al progresso e all’evoluzione, a differenza di quanto afferma la cultura dominante oggi, io sono convinto che nessuno realmente controlli questa marea, per me l’uomo subisce la propria evoluzione, non la governa: al massimo con qualche guerra, qualche rivoluzione, qualche crisi o qualche scelta folle di qualche governo si producono un po’ di turbolenze (e sofferenze immani alle popolazioni).

      Questi sono pensieri miei senza valore, nel senso che non hanno un corrispondente nell’opinione pubblica ne sostengono un qualche movimento: li esprimo solo per chiarire perchè certe mie affermazioni possono sembrare rassegnate. Semplicemente penso che ognuno debba fare la sua parte: uno tira da una, un’altro da un’altra. L’importante è che uno non molli rompendo l’equilibrio e lasciando campo libero agli altri: poi si starà a vedere la direzione che prenderanno gli eventi.

      In particolare, oggi in Italia, l’unico modo per fare il nucleare mi pare questo. Non sono sicuro che ci sia il tempo per un dibattito pubblico che preceda una reintroduzione del nucleare nel nostro paese, magari seguita da un referendum, come propone, mi pare, Tabacci, dell’UDC (anche se a me, sia chiaro, piacerebbe).

    17. Edoardo scrive:

      Caro Loris,

      innanzitutto ebbi l’opportunità a un convegno sull’energia l’allora sconosciuto Scajola che già all’epoca, 2001 ribadiva, sul nucleare civile italiano, gli stesi concetti di oggi mentre il Matteoli, bolso e noioso, traccheggiava fra dubbi e contraddizioni… che poi anche Scajola abbia fatto qualche passo falso ci può stare: mica è il Padreterno. Intanto però ha smosso molto le acque sull’argomento e si è passati dai buoni propositi ai fatti.

      Chiedo venia se ti ho deluso ma, come accenna Giacomo, io nel mio picco di semplice cittadino nuclearista (rivediamo la definizione) cerco sempre di metterci la faccia quando discuto sul tema con amici, conoscenti, colleghi o in piccoli incontri , presentando dati e fatti reali come qui sul forum…il mio progetto è quello di organizzare un incontro sul tema nella mia città e non è cosa facile!
      Io cerco di fare informazione accettando anche le critiche, il problema è trovare gente che vuol veramente sapere la realtà e qui ha ragione Renzo: non c’è peggior sordo di chi non vuol stare a sentire!

      Occhio, ragazzi. Mettiamo pure che si posi la prima pietra. Poi, ad un certo punto, una pilloletta di Viagra presa nel momento sbagliato farà fermare un animoso cuoricino… mentre, nel frattempo, stuoli di Pecorari, che per definizione si nutrono di cibi sani e conducono una vita morigerata, saranno pronti a tornare alla ribalta. E non ci metteranno un secondo a bloccare i cantieriI “pecorari”, quei pochi fessi che restano, li ho sempre avversati e sempre li combatterò con qualsiasi modo: le loro bugie e la loro ignoranza dannosa li hanno auto eliminati…Non furono loro nel 1987 a chiudere le centrali nucleari, furono le lobbies dei petrolieri che già vedevano nel gas pozzo di soldi (il famoso articolo del Corriere “Il gas uccisa l’atomo” 1994)… all’epoca tanti comitati ed associazioni antinucleari nacquero come funghi poi, dopo il referendum, sparirono. Tante di queste erano foraggiate da chi non voleva l’atomo come concorrente nella produzione di energia.
      Oggi, nel 2009, non so se questo sarà ancora possibile. Quando un Conti e soprattutto uno Scaroni affermano che anche loro vedono nel nucleare un importante risposta al fabbisogno di energia (nel 1986/1987 affermazioni del genere da Eni ed Enel sarebbero state considerate bestemmie!) le lobbies o si sono fatte furbe o hanno scoperto dopo vent’anni l’enorme fesseria che hanno fatto.
      Per esempio, notizia di domenica scorsa, Edison ha deciso di concetrarsi più su il gas che sul nucleare e la A2A, che invece vuole fortemente l’atomo, chiede allora di correre da sola.

      Io comunque nel mio piccolo, se posso, continuo a sostenere l’atomo e chi come Scajola e tutti voi fa lo stesso.

      Saluti.

    18. Loris Groppo scrive:

      @Pietruccio & Edoardo
      Ringrazio per l’attenzione. Tra i miei folli impegni di (mediocre) lavoro faccio fatica a trovare il tempo per riflettere su alcuni interessanti spunti che avete espresso. Mi riprometto di farlo, magari facendo cenno sulla mia modesta esperienza personale in tema di dibattito sul nucleare.
      Di nuovo grazie.

    19. Edoardo scrive:

      ANSA) - ROMA, 28 LUG - Con il nucleare ‘’nessuna innovazione, ne’ competitivita’. Solo alti costi, rischi e nessun vantaggio per il clima'’. Lo afferma in una nota il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, rispondendo alle dichiarazioni sul nucleare del presidente dell’Enea Luigi Paganetto rilasciate nel corso della presentazione del rapporto ‘Energia e ambiente’. ‘’Il tempo - aggiunge il presidente di Legambiente - non e’ una variabile indipendente e continuare ad ignorare che produrre energia dall’atomo in Italia non sara’ possibile prima del 2025-2030 e’ mettere la testa sotto la sabbia. La crisi economica e quella energetica hanno bisogno di provvedimenti immediati, cosi’ come l’urgenza di ridurre la CO2 in atmosfera e il nucleare non offre soluzioni a nessuna di queste problematiche. Per non parlare della sicurezza e dei costi'’. Legambiente sottolinea quindi che il nucleare ‘’servira’ solo alla produzione di elettricita’ settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18-20 per cento del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialita”’. Sul fronte innovazione ‘’la produzione di energia nucleare nel mondo - scrive Legambiente - e’ sempre piu’ marginale, una parziale sostituzione di vecchie centrali, tanto che la stessa IEA prevede una riduzione al 2030 di produzione di energia dall’atomo dall’attuale 15% al 9%'’ mentre per il capitolo competitivita’ ‘’il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall’estero e le riserve di uranio sono limitate (si parla di 35-70 anni al massimo)'’ e le bollette non diminuiranno. (ANSA). COM-GU

      L’autore di questa sparata non è né un fisco, né un ingegnere o tecnico ma Vittorio Cogliati Dezza, a capo di Legambiente da fine 2007. Costui è filosofo e storico, in passato è stato anche giornalista e ora, completamente all’oscuro da ogni nozione tecnico/scientifica, strilla le fesserie di cui sopra. E’ tra l’altro, a parer mio, persona piena di se al limite dell’arroganza, sempre circondato da “esperti autonomi di legambiente” (la maggior parte tutti giornalisti) che spesso cercano di indirizzare la discussione secondo i dettammi del Cogliati; questo ebbi modo di constatare ad alcune domande che gli furono poste durante alcune interviste televisivee ad una conferenza nella capitale… Sfido chiunque a provare a discutere con questi individui.

    20. Edoardo scrive:

      non è né un fisco

      Chiedo venia, errore di battitura: non è nè un fisico…

    21. Valerio scrive:

      Mi fa particoalrmente sorridere l’argomentazione:

      Legambiente sottolinea quindi che il nucleare ‘’servira’ solo alla produzione di elettricita’ settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18-20 per cento del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialita”’

      Ma, scusate, l’eolico e il solare non hanno gli stessi “limiti” ?
      O mi son perso qualcosa?

      NB: Tralascio le applicazioni stile Proof of Concept come le varie macchine ad energia solare, e il contributo al riscaldamento di un edificio che puo’ dare il solare termico sul tetto di una casa. Oggi eolico e solare non toccano i trasporti ne la residenzialità.

      Saluti
      V.

    22. Caronte_65 scrive:

      Tuttavia la rivista “Le Scienze”, edizione italiana di Scientific American (rivista nata nel 1968 da una idea di Felice Ippolito), pur appartenendo al gruppo Repubblica-Espresso ha sempre sostenuto e sostiene tuttora l’utilizzo del nucleare in Italia.
      Ci tengo a precisarlo perché recentemente, su un altro blog, sono stato attaccato per averla citata come fonte. Scusatemi l’intrusione.

    23. Giacomo scrive:

      @Caronte_65
      Qui puoi stare tranquillo su due cose:
      1) Nessuno attacca nessuno gratuitamente.Il confronto e’ si mantiene civile.
      2) Nessuno e’ intruso poiche’ non esistono gruppi chiusi.

      Quindi sei e sarai il benvenuto.

      Credo di avere espresso il parere di tutti.Saluti.

    24. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      @Caronte_65:

      l’ utente Giacomo ha espresso bene lo spirito di cordialità che si cerca di mantenere sempre vivo e vitale in questo sito al fine di incentivare discussioni costruttive.

      Benvenuto!

    25. Caronte_65 scrive:

      Grazie per l’ospitalità.

    26. Pietruccio scrive:

      Trovo che Le Scienze sia una bellissima rivista, seria e non di parte. Si trovano articoli scientifici di tutti i tipi, da quelli che sono convinti di risolvere tutto col fotovoltaico a quelli che dicono che per produrre un litro di bioetanolo serve spendere altrettanta energia sotto forma di gas metano (per la “digestione” delle piante). Chi attacca il nucleare, chi lo difende e chi ne cita pregi e difetti. Il tutto con un ottimo livello culturale e con rigore scientifico.

      Perchè il gruppo Espresso-Repubblica lo lascia libero di parlare quando le due riviste sono invece marcatamente schierate sul fronte antinucleare?

      Credo che sia per il fatto che sono pochi quelli che leggono le scienze e comunque è gente che pensa con la propria testa. I grandi numeri sull’opinione pubblica si fanno con le massaie e con la gente distratta che ha altro a cui pensare. Con gli anni mi sono fatto l’opinione che la politica (compresa quella commerciale) si fa con le bugie, con le maldicenze, con gli equivoci ecc… non certo con la serietà e il rigore scientifico.

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