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Sogin - la finanziaria 2007 produrrà un cambio al vertice

29 Novembre 2006 di Amministratore

La “Legge Finanziaria 2007” (disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri il 29 settembre 2006 e poi approvato di recente prima dalla Camera e quindi poi dal Senato) prevede all’ interno alcune conseguenze significative anche per la Sogin e in particolare per i componenti del suo consiglio di amministrazione .

In particolare si riportano qui gli articoli 166 e 167 della legge “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”:

166. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, il numero dei membri dei consigli di amministrazione della società di cui al decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, e delle società controllate, nonchè della società di cui all’ articolo 13, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e delle società controllate, è ridotto a tre. I componenti dei suddetti consigli di amministrazione cessano dall’ incarico alla data di entrata in vigore della presente legge ed i nuovi componenti sono nominati entro i successivi quarantacinque giorni.
167. Con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti indirizzi volti al riassetto organizzativo delle società di cui al comma 166 e alla determinazione delle aree di intervento della stessa.

Si desume quindi che il consiglio di amministrazione della Sogin cessa dall’ incarico alla data di entrata in vigore della presente legge ed entro 45 giorni dall’ entrata in vigore saranno nominati i nuovi componenti, il cui numero andrà ridotto a solo tre (anzichè gli attuali nove).

Il Ministro dello Sviluppo economico Bersani ha già fatto sapere che nel rinnovare la struttura del consiglio di amministrazione della Sogin saranno privilegiate le competenze tecniche.



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  • 25 Commenti a “ Sogin - la finanziaria 2007 produrrà un cambio al vertice”

    1. Edoardo scrive:

      Il buon Bersani parla di tecnici… e chi decide le nomine, lui?
      Fui egli stesso che, insieme ad “tecnici esperti” nel dicembre 1999 approvò “lo smantellamento accelerato” degli impianti nucleari.
      Ora si sa che lo smantellamento o decommissioning più è protratto nel tempo più è sicuro ed economico. In Inghilterra, per una centrale arrivata alla fine della sua vita, è stato deciso di comminciare le operazioni di smantellamento fra 50/100 anni con un notevole abbattimento dei costi ed evitando così di esporre il personale a radiazioni.
      Lo smantellamento accelerato è un’invenzione tutta italiana e folle: non esiste il deposito nè definitivo nè provvisorio per questi materiali e si vuol tirar via a smontare tutto.

    2. daniele scrive:

      E’ vero! Bersani ha inventato lo smantellemanto accelerato ma il governo Berlusconi ha creduto di attuare questo piano con un generale despota ed incompetente.
      Sicuramente i problemi ci sono e ci saranno, ma almeno un pò di pulizia è stata fatta!

    3. Edoardo scrive:

      Per Daniele:
      Mah… forse “pulito burocratico” (3 membri al posto di 9) per risparmiare un po’ ma, per il resto sarà tutto come prima. Ho letto che a Lucca, Prodi e Chirac si sono accordati per riprocessare le scorie italiane in Francia. Queste, una volta trattate, ritorneranno in Italia entro il 2025 (poco più di 18 anni)
      Il Bersani esulta dicendo che “…Abbiamo 20 anni per trovare il posto idoneo dove stoccarle!” (LA NAZIONE, Domenica 26/11 u.s.)
      Penosa affermazione per dire agli ingenui: “Abbiamo avuto la fortuna di prorogare di 20 anni la risoluzione ad un nostro dovere…Tanto chi se ne frega: quante legislature cambieranno in tutto questo tempo!”
      Quando queste scorie torneranno ci ritroveremo di fronte al problema.
      Ho letto in passato le tue critiche al generale Jean è posso concordare che un militare non abbia le competenze in campo nucleare (almeno quello civile!) Ma dubito anche delle competenze di Bersani (laurea in filosofia) e dei suoi tecnici che spingono sia a smantellare impianti nucleari che a rimandare all’infinito la costruzione di un deposito.
      Bravi!

    4. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Edoardo,

      ti ho cancellato il commento doppione.

    5. daniele scrive:

      Caro Edoardo forse mi sono spiegato male.
      Sono daccordo con te! La soluzione del problema che la sinistra a proposto, e la destra ha portato avanti, è sbaglita in partenza.

      La Sogin non doveva nemmeno partire. L’Enel, che ha già ricevuto centinaia di miliardi da noi utenti elettrici sia quando era un ente statale, sia quando è diventata una spa, doveva essere la principale responsabile per iniziare ad “uscire ” dal nucleare. Però, e questo è molto doloroso dirlo per uno come me che si sente democratico e “di sinistra”, si è pensato solo a quanto si sarebbe ricavato con la vendita in borsa delle azioni Enel. Scorporare l’ufficio nucleare dall’Enel, voleva dire tagliare i rami secchi che avrebbero fatto storcere il naso ad eventuali investitori (non lo dico io ma persone informate sui fatti). I primi 5 anni dovevano invece servire all’Enel per accordare i suoni, per partire poi con lo smantellamento, e al parlamento per “digerire” il documento di Bersani e realizzare una legge parlamentare (come ha fatto la Francia ed altri stati) per fare il decommissioning, con un’agenzia pubblica di gestione dei rifiuti e varie aziende di smaltimento (gli spazzini). La Commissione Scalia fece approntare un ddl in questo senso. Eppure in due anni il parlamento di allora non trovò il tempo di discuterlo. Il fatto è che i nostri parlamentari si preoccupano solo di salvare le proprie poltrone (a sinistra come a destra) pensando che se di un problema NON SE NE PARLA IL PROBLEMA SPARISCE. In 5 anni si sarebbe iniziato a condizionare i rifiuti, fatto esperienza e poi si sarebbe partiti con le carte in regola. Invece dal 1999 al 2001 la Sogin lavora per realizzare le prime fasi del piano di smantellamento senza una legge ne un decreto che la indirizzi (fuorilegge quindi). Eppure la Sogin di Maurizio Cumo fà quello che deve anche se solo a fine legislatura, per sistemare una situazione incresciosa, addirittura dopo che la CDL ha vinto le elezioni e a pochi giorni dall’insediamento dei nuovi ministri, Enrico Letta emana un decreto di indirizzo per Sogin
      . Sono il primo a dire che il centrosinistra non ha voluto fare una legge perché ci si sarebbe presa una grande responsabilità e si sarebbe dovuto affrontare il problema.
      Forse il centro destra poteva fare meglio? Ti posso assicurare che ci sono le carte che dimostrano come si sia usato il documento Bersani e di proposito si sia lasciato che la Sogin fosse indirizzata da decreti e ordinanze per poterla controllare meglio.
      MA le vicende del generale radioattivo e della perenne emergenza sono note.

      A questo punto siamo da capo.
      Non sò se hai seguito il dialogo che ho avuto con Enrico che ci ha fatto trovare daccordo, lui “nuclearista”, io “anti” (ma ti assicuro che queste definizioni sono estremiste e non rispecchiano quello che siamo) sul problema della gestione delle scorie.
      Io ho proposto un manifesto che raccogliesse le firme di tutti coloro che credono nel dialogo e nella trasparenza per chiedere con forza che si affronti il problema e si agisca “assertivamente”. Forse la mia è una visione romantica ma in questo momento serve credere a degli ideali.
      Il problema inquinamento esiste e sicuramente dovremo trovare una soluzione. Che tra le proposte ci sia anche il nucleare lo vedremo e ne discuteremo. Adesso c’é un problema da risolvere. Risolviamolo e forse inizieremo a dialogare in maniera assertiva anche sul nucleare.

      Sul riprocessamento sfondi una porta aperta. Sono daccordo che è il procedimento sbagliato ma è la dimostrazioe di come sia miope la nostra politica che preferisce non vedere o rimandare “all’infinito”il problema. Tanto ci penserà qualcun’altro!

      Fammi sapere la tua idea e scusami, tu e tutti i frequentatori del forum, della lunghezza della mia risposta.
      Cosa ne pensi?

    6. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      per Edoardo: e da quando interessa l’opinione dei tecnici qualificati del settore?
      Di una tematica tanto complessa continuano a discutere filosofi, politici, giornalisiti, ecc.: ossia incompetenti in merito, poichè i competenti sono ‘di parte’ e quindi ‘inaffidabili’. Sembrerebbe una vera e propria barzelletta, ma è la cruda realtà .

      Comunque la tematica delle scorie va risolta, e va messo a punto un deposito geologico permanente. Attenzione però: per fare una cosa seria (e quindi secondo gli standard necessari) sono necessario decenni (e non qualche anno), quindi conviene iniziare quanto prima (a chi interessasse approfondire la tematica veda: www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur... )

    7. daniele scrive:

      Ingegner Romanello ha letto l’ultima parte del mio prensiero? E’ necessario che “filosofi” “tecnici” inizino a lavorare assieme sull’unica base comune: la soluzione alla gestione delle scorie radioattive e del ciclo del combustibile.
      Dobbiamo finirla (ed io per primo) di pensare che siamo gli unici depositari della verità .
      L’idea del manifesto delle persone contro la burocrazia della politica, la trasparenza ed il dialogo contro gli slogan (da una parte e dall’altra) e le bugie (da una parte e dall’altra) per me porebbe essere un’inizio. Io per primo chiedo scusa della mia arroganza e vi chiedo di partecipare a questa iniziativa.
      Fatemi sapere cosa ne pensate.
      Daniele

    8. gauss2 scrive:

      Per Daniele,
      questa mail sarà logorroica!
      quello che dici lo trovo buono … anche se in merito alla politica .. starei attento … per esempio il fatto che Enel si sia tirata fuori dal settore nucleare per essere più ben piazzata a livello commerciale e di mercato … si e no! (da un lato lascierebbe pensare che tu sostenga che i politici cercano di fare affari .. una sorta di parlamento messo li per o arricchirsi le tasche e non trattare l cose incresciose per poi lasciae la patata agli altri in futuro .. salvo che poi nessuno è fesso e nessuno si prende la bomba in mano realmente .. insomma al max ci si sbilancia con affermazioni tipo per sondaggiare le popolazione in merito a possibili vari .. in cui comunque l’ipotesi finale sarebbe fare busisness e non “vera” politica intesa come amministrazione e legiferazione per una nazione .. sempre più in difficoltà )
      io la vedo così.. accetto comunque qualsiasi antigauss pensiero!
      Premetto che reputo i parlamentari persone scaltre e intelligenti (poi ci sarà chi più chi meno) e soprattutto che la politica è prima di tutto un lavoro di gruppo, bene a partire da ciò ..mi verrebbe da dire che se si varano certe decisioni .. o la si sà tutta la storia , e quindi tutti i risvolti, o sarebbe bene tenere conto anche di possibili diversi scenari.. per esempio .. l’Enel doveva essere, all’epoca, essere quotata in borsa per concedere all’Italia presenza sui mercati esteri soprattutto europei! di più essendo l’Enel una azienda strategica a livello nazionale per cui come saprete il 30 % è dello Stato e vede nel ministro degli Interni (credo sia lui) la figura responsabile per quel pacchetto … bene il quotare di Enel in borsa, ha concesso all’Italia di rafforzare la sua posizione extranazionale e attraverso la sua espansione azionistica il suo guadagno ha consentito due cose:
      1 poter aprire più canali di busisness sul sistema energetico … es: se mi occupo molto di un settore energetico (es: gli impianti cogenerativi) .. e sò che in questo momento è li che si fanno i soldi .. bene vuol dire che chi si occupa per esmpio di nucleare ora si crea basi per li futuro .. io con i miei soldi che adesso faccio .. poi lo pago e mi faccio dare Know how .. o a scelta mi ci fondo .. o a scelta me lo compro (se posso)
      2 più ritorno (utile) uguale più possibilità per gli azionisti (il 30 % è Stato Italiano .. quindi minori manovre sullle finaziarie)
      quindi la privatizzazione dell’Enel era all’epoca una MUST .. la fuoriuscita dal nucleare anche e per quanto dolorosa … se portava più soldi nelle casse dello Stato (visto che cmq lo spettro Cernobyl aleggiava .. e con la guerra del golfo degli anni 90 .. ormai anche solo parlare di nucleare era vietato) era cmq ben accetta .. di fatto .. meglio sacrificare quel settore , anche se aveva lavorato bene e anche se le persona che vi lavoravano erano persone capaci e intelligenti e con conoscenze “superiori” (dove per “superiori” intendo conoscenze polivalenti per i campi dello scibile) … ossia eracomunque una perdita di conoscenza e di risorse umane che duraente si erano fatte il mazzo e duraente avevano lavorato per dare anche all’Italia tutta un peso e un prestigio internazionale.
      Quindi mi vien da pensare che anche a livello politico in molti da ambo gli schieramenti abbiano storto il naso e bestemmiato per la manovra che però secondo logica politica andava fatta.
      Detto questo … Enel non si è dimenticata che il nucleare negli anni sarebbe divenuto un settore del quale riparlarne .. Sogin era nell’ottica di questo 20 ennio la sola forma con cui riproporlo in Italia .. di più era anche un’opèprtunità .. a parte un tentativo tedesco nessuno aveva ancora iniziato a fare decommissioning delle centrali .. se si fosse creato un primato a livello internazionale .. saremmo stati leader in quello .. cosa non da poco visto i problemi connessi allo smantellamento di una centrale.
      In merito alle scelte di Bersani dell’epoca .. non conosco i retroscena .. ma immagino che ipotizzò l’idea di uno smatellamento “veloce” anche se i tempi delle operazioni difficilmente si potevano diminuire .. era o una messa in scena per dire facciamo cmq qualcosa o un trucco per far avere più fondi in quel versante nella speranza che qualcosa ne venisse fuori .. in merito a Cumo .. chi ha letto il libro alzi la mano! .. io si .. i miei docenti me ne hanno parlato come di unapersona molto capace … il libro è una pietra miliare per l’Italia .. quindi associato che la persona non è incompetente .. anzi .. le difficoltà sono di tipo o gestionale o di politica (giochi strategici sulla scacchiere nazionale e probabilmente anche extra)
      Jean incompetente? forse in merito alle tematiche nucleari .. ma quando dirigi .. dirigi ..tu hai dei tecnici che ti devono fare il report sulla situazione e proporre le possibili soluzioni in merito o a cui puoi chiedere la fattibilità di certe soluzioni … non credo che Jean sia diventato Generale così .. alla cavolo .. credo che sappia fare il suo lavoro.. soprattutto essendo un alto ufficiale militare (il che significa un alta capacità di concretizzare i concetti) sappia dirigere le persone e i fondi .. che le sue scelte possano non piacere .. la cosa è possibile .. ma invito tutti a riflettere sul fatto che una società come Sogin non è fuori dai gioch politici .. anzi è da sempre bersagliata dalla politica …
      non mi voglio comunque sbilanciare sulla personache non conosco personalemnte .. solo fare capire che le cose possono essere diverse da come sono ..
      sul fatto che non si costruisca il deposito unico .. ragioniamo .. perchè dopo tanto parlarne non si fà ??? .. o per effettivo disinteresse! .. idea da scartare .. dove si fà si fanno affari .. o perchè è socialemte destabilizzante .. possibile troppe persone incazzate fanno casino .. meglio evitare … oppure ci sono possibili soluzioni all’orizzonte… forse .. e si parla di ADS e di 4^ generazione di reattori …
      ci si dimentica, forse, che i politici cmq anche a livello internazionale si parlano .. si scambiano informazioni .. la domanda che sorge spontanea è .. chi ha messo su il deposito nazionale tra le altre nazioni del mondo? .. praticamente nessuno! … perchè? .. per uno di quei tre motivi la sopra .. o semplicemente perchè fino ad oggi la cosa non conviene .. a livello politico si intende … appena converrà la si farà io credo ..
      Prodi ha strappato un accordo di 20 con i francesi per lo stoccaggio delle scorie .. ma se la stessa cosa l’aveva proposta il governo di centro destra .. vuol dire che i 2 schieramenti reputano tale manovra come importante e si trovano concordi.. tra 20 anni ci sarann odiverse forme di centrali? forse ! .. magari valorizzeranno pure le scorie .. in modo che la scoria diverrà una miniera di soldi.. beffardo però se poi è così si parlerà di lungimiranza della politica di quegli anni … al che chi invece ha vissuto in quegli anni avrà il volta stomaco … perchè aveva in relatà una percezione di una accozzaglia di incapaci ..
      quello che manca in realtà in Italia credo sia una vera presa di coscienza del problema energia .. del problema mancanza di diversificazione .. del fatto che chi è di un mestiere dovrebbe avere più voce in capitolo su quella materia
      .. direi in tal senso che questo sito e le persone che vi intervengono siano comunque un passo incoraggiante in tal senso ..
      Gauss2

    9. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Non credo che nessuno sia e possa mai essere depositario della verità , se non Dio.

      Ciò premesso, faccio notare che per discutere di una tematica bisogna esserne competenti. E per tematiche di tale complessità , purtroppo, questo non è semplice (nemmeno per gli “addetti ai lavori”).

      E’ poi essenziale un coinvolgimento democratico di tutte le parti sociali, all’insegna della trasparenza e della verità (beni assolutamente irrinunciabili a mio avviso); certe scelte infatti coinvolgono tutti, e quindi tutti devono essere informati ed interpellati (e per questo non approvo il metodo con cui è stata gestita la vicenda di Scanzano, da entrambe le parti in causa!).

      Per far questo però, a mio modesto avviso, è essenziale un dibattito sereno e molto al di là delle ideologie. Credo poi che si dovrebbe tenere ben in conto l’opinione di persone qualificate (esattamente per lo stesso motivo per cui si chiede quale sia la cura più adeguata per un tumore ad un oncologo, e non ad un ingegnere, un avvocato, o un salumiere).

      Per quanto mi riguarda credo che il deposito permanente delle scorie e l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare siano due tematiche con cui dovremo molto presto, volenti o nolenti, fare i conti.

      E da parte mia ho fatto del mio meglio per produrre (del tutto disinteressatamente) degli articoli divulgativi in merito al fine di spiegare le questioni tecniche coinvolte al massimo numero di persone. Forse non è sufficiente, ma può essere un inizio. O no?

    10. edoardo scrive:

      Per Ing. Romanello e Daniele:

      d’accordissimo sia con Daniele che l’ing. Romanello (io cui scritti sono davvero esaurienti e significativi!). D’altro canto mi aspetto che il problema delle scorie trovi una soluzione adeguata e che, nel frattempo, si informi esattamente l’opinione pubblica riguardo all’energia nucleare. Questo senza ideologie o demonizzazioni inutili. E’ risaputo che ogni fonte energetica ha i suoi pro ed i suoi contro.
      Io poi non faccio una questione di sinistra o di destra: se da una parte c’erano le fesserie di Bersani dall’altra c’erano le scemenze di Matteoli… Che elemento!

    11. daniele scrive:

      Sono daccordo.

      All’ing. Romanello dico che il parere degli esperti è essenziale, e le persone che ho conosciuto sono dei fisici e professori che conoscono molto bene di cosa parlano e che hanno preso la loro decisione di vedere la scelta nucleare uno sbaglio.
      Certo la loro maggiore critica è sapere che non si è risolto il problema delle scorie generate, se non quello di seppellirle e lasciarle alle future generazioni. Sul resto il loro pensiero è quello di persone che vedono nello studio l’idea di migliorare l’umanità non di farla peggiorare, quindi sono ben lontani dagli slogan estremisti di ceti ambientalisti.
      Vorrei proporre questo pensiero. Il tecnico è un cittadino. Deve scendere dal suo piedistallo e affrontare la discussione con l’altro cittadino, che non avrà le sue conoscenze tecniche ma, forse, gli fornirà quella visione comune che il tecnico, quando agisce come tecnico, non ha. Magari ce là appena dismesso il camice, ma è quando ha indosso il camice che io voglio parlarci assertivamente e sentirlo cittadino come me!

      A Edoardo. In due anni che studio la gestione delle scorie da parte di Sogin, ogni volta che vedo Matteoli parlare in televisione mi cascano le braccia. Quando la VIII Commissione, che ha le sue colpe nella gestione Sogin, gli chiede i primi di dicembre del perché si sarebbero dovute portare “provvisoriamente” tutto a Scanzano, lui dice che quel comma del decreto è stato un errore di scrittura. Ma poi il dossier sugli abusi d’ufficio dell’Anpa, che nel 2004 la procura dice non,essere veri, ma che nel 2001 ne provoca il commissariamento mentre si trasformava in Apat, bloccandone il lavoro per due anni. O quando decise la riforma della VIA! Lasciamo perdere!

      Che dire. Mi sembra che sul problema delle scorie ci sia una piattaforma comune.
      Io propongo questi 3 punti quindi, dai quali ripartire:
      1) Siamo daccordo che bisogna trovare una soluzione per le scorie ed il combustibile irraggiato.
      2) Siamo daccordo per un’informazione trasparente che faccia valutare i pro e i contro di questa tecnologia (e il raffronto con le altre è uno dei parametri).
      3) Siamo daccordo che il parere dei tecnici è essenziale ma che deve essere accompagnato da un’atteggiamento di appartenenza a un sentire comune, non d’elite (e questo vale anche per quegli ambientalisti e/o nuclearisti che estremizzano il problema).

      Vi ricordate di quando eravamo bambini e andavamo a scuola con il grembiule (mia figlia di 8 anni ci và anche adesso). Con il grembiule c’era solo una differenza. C’eravamo noi maschi e le femmine. Forse è un’esempio sciocco, ma penso che dovremmo metterci, quando parliamo di problemi comuni, un bel grembiule nero o azzurro o rosso, ma comunque un grembiule uguale. Forse qualche problema di comunicazione sparirebbe.

      Ditemi se sui 3 punti siamo daccordo oppure c’é qualcosa da correggere o da cambiare.
      Sono tutt’orecchi!

      Buonanotte e… a presto.

      A Edoardo dico che

    12. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Sui tre punti sono sostanzialmente d’accordo.

      Vorrei far notare però, ancora una volta, che il tecnico nucleare, prima che tecnico, è CITTADINO, e condivide come tale le sorti dei suoi concittadini. Perciò non si sente certo parte di una elite, se non per il fatto che ha qualcosa da spiegare in più a chi non ne capisce niente. Personalmente non mi prenderei mai la responsabilità di suggerire un rilancio del nucleare nel nostro paese senza il consenso della maggioranza dei cittadini: sarebbe una scelta troppo grossa e di responsabilità per un manipolo di persone.
      Tuttavia sono molto scettico che si possano veramente informare le persone come si dovrebbe: sia per l’oggettiva complessità del problema, sia per i numerosi interessi in gioco (vedi brillanti carriere politiche di alcuni ambientalisti).

      Avremo bisogno di energia, e dobbiamo trovare una soluzione ora, o sarà troppo tardi; di questo sono convinto. Serve una politica per l’energia, da portare avanti seriamente, negli anni, indipendentemente dal partito al governo, o rimarremo al buio (e non solo metaforicamente!).

      Io credo all’opzione nucleare come soluzione del problema, non perchè sia ottima, ma è la migliore di cui disponiamo oggi e per i prossimi anni (o una delle migliori almeno). Quello delle scorie è un falso problema a mio modo di vedere, come ho cercato di spiegare nel mio articolo.
      Ci sono poi le tecnologie di bruciamento dei rifiuti radioattivi, che saranno pronte in pochi anni. Noi stessi abbiamo studiato dei cicli simbiotici che riducono sensibilmente il problema producendo energia. Studi di questo tipo sono diffusi in tutto il mondo. Credo che questi punti andrebbero tenuti un minimo in considerazione: le scorie nucleari si possono ‘incenerire’, esiste già la teoria in merito.

      Comunque la si pensi però, un deposito di scorie in Italia serve senz’altro.
      Io propongo una procedura tipo quella che viene seguita negli USA: si sono spesi milioni di dollari e sono 20 anni che studiano tutte le problematiche possibili. Il sito sarà davvero high tech, con caratteristiche assolutamente durevoli nel tempo.
      Spingerei molto poi anche sulle ricerche sugli inceneritori nucleari (reattori ad alto flusso): sarebbe una soluzione definitiva al problema.

      In ogni caso ho sempre pensato che la procedura migliore per questo tipo di impianti/installazioni sia la seguente: l’ente preposto alla realizzazione dell’opera dovrebbe essere posto sotto il controllo di uno o più tecnici (esperti nel settore e di chiara fama però, senza posizioni preconcette) nominati dai cittadini residenti nella zona. Tali tecnici dovrebbero avere il potere di fermare i lavori. Forse sarebbe utopistico, ma credo sarebbe trasparente e dovrebbe dare tranquillità ai cittadini (specialmente se anche i tecnici fossero residenti, magari assieme alle famiglie, in zona). Non credete?

    13. daniele scrive:

      Indubbiamente siamo tutti cittadini. Ho solamente esposto la senzazione che io ho provato al riguardo. L’espressione “ma chi sei, uno scienziato nucleare!” rende bene l’idea del distacco che c’é, che c’é stato, che non ci deve essere più tra una persona comune e lo scienziato nucleare, visto come una figura quasi fantascientifica.
      Io penso che le colpe sono da ambedue le parti. Nessuno è più alto di un’altro e nessuno è più basso di un’altro. Nel dialogo tutti sono alti uguali. Non conoscere non vuol dire non poter comprendere. Se la scienza non si fà comprendere non è utile.

      Io penso che le persone devono smetterla di avvicinarsi a questa tecnologia con il timore di essere troppo “semplici” per capire e, al contrario, gli “scinziati nucleari” devono capire che il loro lavoro è per la comunità , di cui fanno parte, e da questa deve essere capito, pena la mancanza di dialogo e di confronto, che porta alla situazione che oggi viviamo, dove eserciti faziosi si combattono a forza di slogan.

      Dottor Romanello lei ha parlato con responsabilità . Stia tranquillo che più riuscirà a calarsi nel suo vestito cittadino più sarà convincente (e lo dice uno che non la pensa come lei).

      Sui politici sono daccordo e non c’é niente da dire. La politica invece la facciamo noi,non loro. Se noi decidiamo di fare una cosa non c’é politico che tenga!

      Vorrei che a questo punto si iniziasse a proporre una strategia. Contiamoci e pubblichiamo il nostro manifesto per risolvere il problema delle scorie in Italia.
      In era internet questo vuol dire fare un sito dove “appendere” il manifesto e raccogliere adesioni. Forse un consiglio in questo senso potrebbe darcelo il web master. Forze zona nucleare potrebbe concederci una pagina dove pubblicare il manifesto per le adesioni dandoci subito una vetrina nella via principale (chiaramente la email sarebbe quella di uno degli associati).

      Ecco cosa propongo:
      1) facciamo un decalogo di proposte per realizzare un primo passo: la sistemazione delle scorie radioattive pregresse, presenti e future. Se l’idea si estenderà , dal nucleare passeremo a realizzare una proposta di piano energetico nazionale;
      2) realizziamo un manifesto e “pubblichiamolo” in internet chiedendo alla gente di aderire al progetto.

      Enrico 73, dott Romanello, Edoardo, Gauss2 e chiunque se la sente… possiamo provarci?

    14. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Possiamo provarci, ma teniamo presente che si tratta di un task molto impegnativo e delicato a mio avviso.

      In realtà questo tipo di scelte e strategie dovrebbe toccare al governo (come avviene negli altri paesi), non ad un manipolo di cittadini volenterosi.

      Tuttavia ho sempre pensato che la responsabilità dell’azione sia in mano a chi può agire.

      Per conto mio continuerò a fare del mio meglio in ogni contesto di buona volontà , come tecnico e, soprattutto, come cittadino (credo di aver contribuito, nel mio piccolo, con pubblicazioni divulgative, del tutto disinteressatamente, al chiarimento della tematica).
      Come già dissi a suo tempo, l’ingegner Romanello non si preoccupa molto del suo futuro; è il CITTADINO Romanello ad essere fortemente preoccupato!

      E’ vero che la scienza deve essere chiara e vicina alla gente il più possibile, ma non sempre è facile (qualche volta impossibile forse). Provare per credere!

    15. gauss2 scrive:

      Per Daniele,
      l’idea dei tre punti è credibile .. ripeto però sinteticamente un aspetto di quello scritto nello scorso intervento, mi preme far capire che:
      1) la politica non opera sempre per vie semplici o apparentemente logiche, ha una logica tutta sua .. che conosce chi vi è dentro .. e io non sono un politico .. però ho conosciuto persone che lo erano che qualcosa mi hanno chiarito
      2) chi fà politica dialoga con altri politici extra nazionali e vi possono essere accordi bilaterali .. sarebbe bene tenere conto di queste cose
      3) chi fà politica ed è nella stanza dei bottoni .. oltre a cercare il massimo consenso possibile conosce tutta la storia (o almento è quello che spero .. un politico non informato sui fatti è un pericolo .. per se e per il paese) .. inutile non pensare di non rivolgersi alla politica ..
      .. certo un moviemento può partire dal basso .. ma prima o poi la palla deve passare dalla parole ai fatti .. e qui entra per forza in gioco la politica … e quindi la manipolazione dell’idea in primis . facile poi perdere per strada l’ideale iniziale e vederselo trasformare

      In merito al fatto che scienziato, ingegnere, fisico, ricercatore abbiano rispetto la società civile una sorta di alienazione perchè a tuo avviso manca il dialogo .. mhhh … può essere .. però quello che mi ha colpito sempre è che spesso, e ti parlo di gente , amici che mi conoscono, non hanno molta voglia di parlare del problema (forse per la paura che dici tu di non essere all’altezza delle problematiche).. e quando se ne parla su 10 persone che ti ascoltano dopo 15 - 20 minuti rimangono ad ascoltarti in 2 .. gli altri hanno già combiato argomento … forse dirai tu che è colpa mia .. forse .. ma a me pare che dopo un pò ascolta chi per davvero è interessato .. tanto è che capisce, pur non sapendo niente della materia, e inizia a ragionare sopra alle cose .. cercando di approfondire ponendo domande spesso anche interessanti .. magari buttandoci dentro anche aspetti del suo lavoro per cercare di capire se anche nel suo piccolo può aiutare .. come dire a molti che dopo un pò ci mollano perchè è il fine settimana e vogliono distrarsi .. in pochi vedono la cosa come una vera opportunità e la sfruttano e alla fine ne sono contenti..
      a me pare che gli altri pare che dicano .. bè adesso sono stanco sarà per la prossia volta .. tanto sei sempre qui .. confido che così come oggi sei stato disponibile a spiegare lo sarai anche domani .. o quando ci sarà il bisogno ..
      mi pare che comunque al di là di tutto questo il seguente sito sia già un tentativo, come anche gli altri, che vada nella giusta direzione .. dove al di là di tutto .. vi accede chi vuole e soprattutto lo fà secondo volontà propria .. credo che tu Daniele come tutti gli altri che scrivono siano in buona fede .. e soprattutto siano preoccupati del problema .. e per quelli che sono tecnici ci sia la voglia di aprirsi a un confronto e a una voglia di poterlo esporre .. certo spesso poichè l’ambiente che per tanti anni ci ha condizonato per via degli studi ci ha reso persone che utilizzano un linguaggio tecnico che ovviamente un neofita non ha e non può avere .. però c’è anche da dire che per quanto complesse siano le cose si è sempre cercato di spiegarle tentando di farsi capire .. certo diventa anche per noi difficile esporlo in tali termini . e soprattutto, mi è capitato .. si dà per scontato che certe cose la gente le sappia quando invece no! … ma non è una cosa voluta ..
      chiudo dicendo che le idee espresse nei tre punti sono interessanti e se intendi promuoverle darò per quel che posso la mia adesione ..
      Gauss2

    16. enrico73 scrive:

      Salve a tutti,

      sono del parere che le imprese più ardue siano quelle che alla fine riservano le maggiori soddisfazioni. E la definizione del manifesto proposto da Daniele rientra a buon diritto in questo ristretto novero.

      Condivido le preoccupazioni di Gauss sullo scarso appeal che una tematica del genere esercita sulle persone, soprattutto su quelle che sentono meno il problema in quanto, magari, “geograficamente” distante.
      Proviamo però almeno per un attimo ad immedesimarci in chi questo problema lo sente vicino, come , ad esempio, gli abitanti delle cittadine (Saluggia,Trino, Caorso, Bosco Marengo, Latina, Rotondella, solo per citarne alcune) nel cui territorio sorgono installazioni in cui attualmente siano stoccati,ad esempio, rifiuti radioattivi liquidi.

      Anche per una questione di solidarietà nei loro confronti (sinora non hanno fatto alcuna protesta clamorosa pur dovendo convivere con un potenziale pericolo mentre a Scanzano la popolazione è scesa in piazza legittimamente pur non avendo visto transitare neanche un fusto di rifiuti) occorre sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare i nostri amministratori politici a fornire risposte concrete sul cosa si stà facendo o non si stà facendo, sul cosa si intende fare e come lo si vuole fare.

      E’ assodato che le scorie liquide dovranno essere trattate in loco e quindi condizionate, in attesa del trasferimento ad un deposito.
      Gli elementi di combustibile verranno invece trattati all’estero (a caro prezzo !) e fra vent’anni ritorneranno, condizionati, in Italia per essere stoccati definitivamente.

      E’ chiaro che questo è l’orizzonte temporale entro cui dovranno essere sciolte le riserve per la costruzione di un deposito, che assicuri anche lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi prodotti annualmente in campo medico e di quelli prodotti dallo smantellamento accelerato degli impianti nucleari (se si intende proseguire con questa strategia).

      Vent’anni sembrano tanti ma rischiano di divenire troppo pochi se non si indicano sin da ora delle precise direttive unanimamente condivise e ci si impegni a seguirle, indipendentemente dalle coalizioni politiche che nel frattempo si succederanno al governo del paese.
      In sostanza serve una programmazione di lungo periodo che fissi gli obiettivi da raggiungere, definisca le strategie e garantisca una informazione costante e puntuale sullo stato di avanzamento del piano.

      Noi tutti possiamo dare il nostro contributo, ciascuno in base alle proprie conoscenze e personali convinzioni; al limite proviamo ad armonizzare le nostre posizioni nel senso di individuare ciò che condividiamo: queste considerazioni potrebbero essere uno spunto per formulare il decalogo.

      Con cosa partiamo ?

    17. Edoardo scrive:

      Anch’io sono d’accordo con l’iniziativa.
      Penso, inoltre, che la gente debba essere incoraggiata, invogliata ad ascoltare chi parla ed informa sul nucleare.
      Quando ero un antinuclearista ascoltavo solo chi dava addosso a questa forma di energia. Poi decisi di approfondire tutte quelle critiche che, a dire il vero, mi sembravano un po’ troppo esagerate.
      Ho avuto la fortuna di conoscere tecnici ed ingegneri che mi hanno aiutato in questa mia voglia di saperne di più. Ma perchè ero io che avevo deciso di andare aldilà dei pregiudizi e delle ideologie verdi…Ero disposto ad ascoltare con senso critico!
      Così tutti i problemi insormontabili relativi all’uso pacifico del nucleare sono stati sfatati. Col comune cittadino si dovrà prima insistere sull’invogliarlo ad ascoltare pacatamente poi, dargli tutte le nozioni tecnico-scientifiche sul nucleare in sè, sulle scorie, ecc.
      Grazie per l’attenzione

    18. Vittorio scrive:

      L’iniziativa è senz’altro interessante, ho dei dubbi sul promotore dell’iniziativa visto che ha sempre criticato duramente chi come me crede in questa tecnologia………….. .
      Forse le persone cambiano……..chi lo sa!
      Saluti.

    19. daniele scrive:

      Inanzi tutto un grazie a tutti quelli che partecipano a questo dialogo.

      A Edoardo dico che mi sono avvicinato al nucleare partendo dal cassonetto, cioe dai rifiuti e dalla loro gestione (non solo italiana ma europea). Per necessità ho dovuto fare la strada al contrario e arrivare a conoscere l’energia nucleare. Penso di essere una persona comune, nel senso che mi sono avvicinato a questo discorso senza preconcetti o faziosità . Due anni fà non conoscevo Scanzano, ne conoscevo esattamente cosa era successo a Chernobyl. Sono la persona che da solo e con grande sforzo, grazie a internet e alle possibilità che il nostro tempo dà di incontrare le persone, si è fatto la sua idea. No Vittorio per ora, per ora, non ho cambiato idea. Ma è la mia idea e, dialogando con le persone, ho scoperto che le verotà non sono assolute ma relative e se sarò convinto della bontà della soluzione la cambierò.

      Adesso però è il momento di porre le basi di un nuovo modo di affrontare questo problema e, sono convinto, che noi siamo l’esempio di come pur partendo da differenti opinioni si riesca a trovare un comun denominatore: nel nostro caso”la questione rifiuti” che è il problema, sia per chi crede nel nucleare, sia per chi non ci crede.
      Se non risolviamo questo problema non si può andare avanti.
      Qui sarebbe da chiedere a tutti noi una cosa: la prima era nucleare (ipotizzando che il rilancio del nucleare sarà la seconda) ha veramente preso in considerazione il problema delle scorie oppure si è dedicata solo allo sviluppo del processo pensando che prima o poi la tecnologia avrebbe risolto il problema? Perché il nostro progetto potrebbe essere un nuovo modo di vedere il nucleare. Potrebbe anche essere l’esempio di come porsi sulle scelte energetiche. Una sorta di Valutatizione di Impiatto Ambientale che indirizzi i progetti energetici e non il contrario.
      Pensate che scompiglio tra ambientalisti (canonizzati ) ed industriali (pietrificati) sulle loro posizioni. Non saprebbero più che fare e, forse, ci sarebbe spazio per un nuovo modello di sviluppo che vede dialogare i campi opposti (che poi opposti non sono) per risolvere il problema.

      A detto bene Enrico. Con cosa partiamo?
      Potremmo partire con un’associzione (che non costa niente) con una sede virtuale (un sito che costa poco) dove appendere il manifesto e raccogliere adesioni.
      Magari mettendoci già del materiale, perché le persone (i cittadini), cioè noi, possano iniziare a conoscere questa tecnologia. Cosi che si rendano conto che lo “scienziato nucleare” non è un extra-terrestre ma una persona come noi e che “la fissione nucleare” non è una “bomba” ma uno dei modi di produrre “energia”.
      Cosi che inizino a guardarsi in giro e passando per una strada di Roma sapere che a pochi metri ci sono rifiuti pericolosissimi (penso che molti romani sappiano molto poco di quello che c’é alla Casaccia) e si incazzino un pò, così come molti Toscani (come me) finalmente possano sapere che a Pisa c’é un reattore del CISAM disattivato nella cui piscina di decadimento ci sono ancora le berre irraggiate.

      L’associazione, e qui ognuno di noi impegnerebbe un pò del suo tempo nella sua residenza, potrebbe dare informazioni e avvicinare la gente a questo problema.

      Ci sono regioni che vivono quotidianamete questo problema (dice bene Enrico) e che hanno creato dei gruppi cittadini. Potremmo contattarli e… come fà il sasso gettato in uno stagno… allargare i cerchi della conoscenza.

      E solo un’idea. Sicuramente sentita, come dimostra la lunghezza, ma solo un’idea.
      Ditemi la vostra.

      p.s.
      Gauss 2 e Vittorio è un piacere riavervi.

    20. edoardo scrive:

      Anch’io sono toscano, di Pistoia. Noi abbiamo il problema dell’amianto che, in una nota industria ferrotranviaria, ha provocato diversi decessi. Per quel che mi riguarda, come ho già detto in passato, avrei più paura ad abitare vicino ad un vecchio deposito di carrozze di treni pieni di amianto o a delle tettoie sempre dello stesso materiale ( la cosidette “onduline”) che ad 1 km da un deposito di scorie nucleari o da una centrale. L’amianto esposto agli agenti atmosferici si disfa lentamente e i microscopici “aghi” presenti nelle polveri si depositano nell’apparato respiratorio favorendo formazioni tumorali (asbestosi)
      Questo per rimarcare la mentalità comune al riguardo di sicurezza: ci sono dei composti chimici (es. solventi per vernici, composti per esplosivi, acidi per lo sviluppo di foto, particolari fertilizzanti ecc) che, contenendo benzene, arsenico, mercurio piombo ecc. sono pericolosissimi. Ci sono delle scorie chimiche a base di benzene e cianuro che, a solo contatto con l’aria, emettono gas.
      Mentre la radioattività nel tempo diminuisce, la velenosità di questi composti rimane costante nel tempo (come già afferma in un suo scritto il Dott. Romanello)
      Questa roba, che dovrebbe essere messa in sicurezza come e più delle scorie nucleari, spesso viene racchiusa alla meno peggio in bidoni ed abbandonate (alle volte seppellite di nascosto) in campagna. Tralasciando l’annosa questione dello smaltimento dei rifiuti urbani (diossina), vorrei attirare la vostra attenzione su quest’aspetto: mentre per le scorie nucleari ci siamo preoccupati di trovare il modo di stoccarle in sicurezza per lunghi periodi (volontà politica permettendo) e ad alti livelli di tecnologia, per un’infinità di rifiuti chimici nessuno dice e, sopratutto, fa niente! Sicuramente per lo smaltimento di queste sostanze non sono stati fatti studi fisici, geologici e chimici com’è stato fatto per i residui atomici.
      Concludo dicendo che, ad oggi, che si sta perfezionando il ciclo di riutilizzo ed incenerimento delle scorie nucleari (quindi non solo il deposito in siti stabili) per una miriade di agenti inquinanti e tossici non ci si pone neanche il problema.
      Questo è il frutto della disinformazione e sopratutto dell’ottusità ambientalista che pensa che sia sufficiente eliminare il nucleare per avere un mondo più sicuro e vivibile!…Ma fatemi il piacere!!

    21. edoardo scrive:

      P.S.: l’esclamazione non è rivolta a nessuno dei partecipanti al forum. E’ un’invettiva contro l’ipocrisia ambientalista.

    22. daniele scrive:

      Ciao Edoardo.
      I miei esempi volevano solo essere la dimostrazione di come sia stata gestita sino ad ora l’eredità nucleare. Mi rendo conto anche io che parlare solo del problema nucleare come il padre di tutti i mali è riduttivo e sbagliato. Da quando ci alziamo a quando andiamo a letto stiamo in una società che convive con l’inquinamento (di tutti i tipi).
      Un inquinamento subdolo e sicuramente più devastante di quello nucleare.
      Basta attraversare le barriere autostradali a Firenze Nord per sentire “che aria tira” dalla discarica lì vicina, oppure stare qualche ora nelle vicinaze dell’aereoporto per respirare un pò di JPL sversato dagli aerei, come hanno denunciato gli abitanti della zona, che alcune mattine si svegliavano con il bruciore agli occhi e il puzzo di benzina.

      Quello che vorrei succedesse (e su questo siamo daccordo) è che finalmente i veli dell’ipocrisia fossero gettati al vento e ci dicessimo le cose come stanno veramente!
      Ma ci deve essere una partenza. Io proponevo di partire dal problema delle scorie nucleari perché é il tema che ci accomuna in questa discussione e anche il tema più attuale, visto che siamo arrivati veramente all’emergenza sicurezza in Italia. Se poi la nostra discussione porta alla realizzazione di qualcosa di concreto la useremo sicuramente per affrontare gli altri problemi, svincolandoci dal nucleare e affrontando i mali che il nostro modo di vivere ci costringe ad accettare (ricordiamoci che noi siamo i produttori e noi i consumatori).
      Vogliamo partire dal problema dell’inquinamento chimico degli alimenti? Dal problema dei rifiuti urbani? Non c’é problema. Cetto che il “nucleare” e le “scorie radioattive” offrono una visibilità mediatica enorme (il fatto che nessuno ne voglia parlare ne è la conferma). Guardate cosa è successo con l’avvelenamento della spia russa. Tutti ha parlare prima del polonio e poi d icosa a fatto il Milan in campionato!. Se ora uscisse in libreria un libro dal titolo: “Polonio e le altre (radiazioni) ” diventerebbe un best seller!
      Secondo me si deve partire da un problema circoscritto e il problema nucleare lo è.

      Propongo quindi di andre oltre e vi chiedo se siete disponibili ad impegnare un pò del vostro tempo per fare qualcosa su questo aspeto: la soluzione del problema delle scorie radiaottive. Io la mia proposta l’ho fatta. Adesso aspetto le vostre.

      Ciao.

    23. Vittorio scrive:

      Da ing. civile voglio solamente precisare che le lastre da copertura in materiale composito cemento-amianto (comunemente chiamate eternit dal nome dell’azienda che le produceva, onduline in relta è una società che tutt’ora produce coperture e sottocoperture fibrobituminose senza amianto) non sono pericolose se non vengono toccate, i rilasci di amianto sono trascurabili il pericolo di questi materiali era dovuto soprattutto alla fase di produzione e di posa in opera. Gran parte delle vittime sono state infatti gli addetti delle aziende che producevano tali manufatti. Al giorno d’oggi (la produzione dovrebbe essere cessata con l’entrata in vigore della legge 257/92) il pericolo può derivare da una eventuale rimozione di tali manufatti che infatti prevede precise operazioni.
      I fertilizzanti che io sappia non sono così dannosi mentre lo sono i diserbanti.
      Saluti.

    24. enrico73 scrive:

      Salve a tutti,

      ovviamente risulta sempre difficile passare dalle parole ai fatti, anche quando le intenzioni siano tra le più nobili.
      Mi riaggancio alle proposte avanzate da Daniele nel suo penultimo intervento.

      Direi che l’idea dell’associazione esula da quello che era l’intento primario in quanto implicherebbe una qualche forma di organizzazione e impegno più o meno costante che contrasta con lo spirito del forum a cui partecipiamo che, al contrario, non presuppone alcuna dichiarazione di appartenenza ma rappresenta semplicemente un modo diretto e non vincolante di esprimere opinioni o fornire contributi personali.
      Il nostro sforzo deve continuare ad ispirarsi a questi concetti e deve in qualche modo indirizzarsi alla stesura di una sorta di appello che contempli tanto l’esigenza del rigore scientifico, avvertita da chi è esperto in materia, quanto il bisogno di chiarezza e trasparenza, senz’altro avvertiti in modo unanime ma particolarmente sentiti da chi esperto non è.

      Lo spazio ideale per ospitare tale appello , per farlo conoscere e raccogliere eventualmente adesioni non può che essere un sito internet; a tal proposito in prima istanza io proporrei quello di Zona Nucleare, terreno ideale considerate le tematiche da esso trattate; è ovvio che ciò potrebbe avvenire solo dietro consenso e disponibilità dell’Amministratore, al quale però ragionevolmente dovrà essere presentato un quadro piuttosto chiaro di ciò che si intende fare e delle modalità prescelte.
      Probabilmente si può prevedere anche un rafforzamento e una riorganizzazione delle argomentazioni contenute attualmente nel sito, magari facendo esplicito riferimento ad articoli come quelli dell’Ing. Romanello che oltre ad aver maggior visibilità fornirebbero occasioni di approfondimento ed elementi utili per valutare l’eventuale adesione all’appello stesso.

      L’idea di contattare eventuali associazioni già attive nelle cittadine sedi di installazioni nucleari è fondamentalmente apprezzabile ma dobbiamo chiarire, sin dall’inizio, che la nostra iniziativa è intrapresa nell’interesse di tutti i cittadini, indipendentemente dal loro coinvolgimento o meno dalle problematiche implicate dalla gestione delle scorie nucleari, in quanto in ultima analisi il nostro solo obiettivo dev’essere quello di sensibilzzare ed informare, nella speranza che l’eco arrivi anche alle alte sfere decisionali.

      Sono piccoli suggerimenti che sottopongo alla vostra attenzione e mi riprometto, e spero voi tutti come me, di fornire presto proposte più concrete.

      Vi ringrazio per l’attenzione.

    25. edoardo scrive:

      Per Vincenzo:
      Da noi si parla anche di fertilizzanti. Può darsi che il dato non sia corretto cmq Pistoia è zona di vivai. Recenti verifiche comunali e provinciali hanno messo in evidenza che, tra gli addetti al settore, c’è stato, negli ultimi 20 anni, un aumento notevole di casi tumorali.
      Spesso nelle piccole aziende vengono usati materiali (sia diserbanti che fertilizzanti) non sottoposti a controlli appropiati. Si parla anche di falde acquifere e pozzi inquinati, ecc.
      Tanti propietari e gestori di vivai sono anche degl’accaniti ambientalisti…
      Bah, che dire….

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