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Agenzia per la Sicurezza Nucleare - la “Manovra Monti” ne prevede la chiusura

11 Dicembre 2011 di Amministratore

Sulla Gazzetta Ufficiale del 6 dicembre 2011 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 201/2011 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’ equità e il consolidamento dei conti pubblici” (definito decreto “Salva-Italia” o “Manovra Monti”) e che introduce diversi novità, tra cui la soppressione di alcuni Enti e Organismi.

Più esattamente questo decreto legge 201/2011 (in attesa di essere poi convertito in legge dal Parlamento) con l’ art. 21 (”Soppressione enti e organismi”) comma 13 prevede la soppressione dell’ Agenzia per la sicurezza nucleare a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e il conseguente decadimento dei relativi organi.
Viene inoltre previsto il trasferimento dei compiti al Ministero dello sviluppo economico d’ intesa con il Ministero dell’ ambiente e della tutela del territorio e del mare.



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  • 56 Commenti a “ Agenzia per la Sicurezza Nucleare - la “Manovra Monti” ne prevede la chiusura”

    1. Pimby scrive:

      ” Viene inoltre previsto il trasferimento dei compiti al Ministero dello sviluppo economico d’intesa con il Ministero dell’ ambiente e della tutela del territorio e del mare.”
      Il che è una clamorosa gaffe, fatta da chi non sa di nucleare. I compiti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare sono squisitamente tecnici e di controllo: è l’autorità di sicurezza, insomma. Per questo, le sue competenze non possono essere trasferite a Ministeri, ma solo ad un’altra autorità di controllo, che sia in grado di svolgere compiti di sorveglianza su impianti e sorgenti di radiazioni in genere.
      Vedrete che in sede di conversione in legge questa parte del decreto sarà modificata nel senso di attribuire i compiti dell’Agenzia soppressa ad un’autorità di controllo (finora è stata l’ISPRA, ma questa è ancorata al Ministero dell’ambiente ed invece dev’essere indipendente ed autonoma dal punto di vista decisionale).

    2. Pietruccio scrive:

      L’unica cosa che vogliono è questa:

      agienergia.it/Analisi.aspx?idd=205&id=68&ante=0

      cioè gas, gas, gas e ancora gas (notare cosa dice l’autorità per l’energia delle rinnovabili-quelllo che diciamo qui da anni! cioè che evidente che non bastano).

      A quel punto, affermata la supremazia del gas, che bisogno c’è mai di occuparsi della radioattività? Era solo una scusa per spaventare la gente e non fare concorrenza a qualcuno: mica interessa la salute e la sicurezza dei cittadini!

    3. Daniele Rovai scrive:

      Dopo alcuni anni che non cliccavo su questo forum è come se il tempo non fosse passato! Ci sono ancora i giapponesi (l riferimento al disastro nucleare giapponese non è voluto) che credono ancora di essere in guerra! Per loro non basta quello che è successo. Fanno fnta di niente e continuano per la loro strada. Speriamo qualcuno riesca a comunicargli che la guerra è finta e che loro hanno perso.

    4. Cher scrive:

      La miseria è in arrivo e si sperà che i primi a soccombere sarà il VERDAME-VARIEGATO, sepolte le loro carcasse putride di antinuclearimo si inizierà una nuova era con energia nucleare come base per la rinascita.
      Cher

    5. Daniele Rovai scrive:

      Sveglia Cher! Il progetto atom for peace è partito negli anni ‘50 e non mi sembra che il mondo si sia nuclearizzato. Giusto o sbagliato è così.

      Il NUCLEARE, che doveva portare libertà e ricchezza per tutti perchè con l’energia a portata di tutti il mondo sarebbe progredito, non ha mantenuto le promesse.

      Sono contento che le tue certezze siano solide. Ti informo però che nessuna legge vieta la costruzione di impanti nucleari in Italia. Lo sai vero che ci sono ben 4 leggi nucleari!

      Cher ti stanno prendendo per il culo. Se in Italia non si fa nucleare è perchè non conviene non perchè ci sono i verderame!

    6. Cher scrive:

      Una segnalazione per gli ECO-PUTRIDI:
      ilgiornale.it/cronache/stangata_benzinacon_nuove_addizionali...

      aggiungere il rincaro sulle bollette di luce e gas, che costerà agli italiani 54 euro all’anno a famiglia. Principali colpevoli in questo caso gli aumenti dei prezzi dell’energia elettrica (+4,9%) e del gas (+2,7%), dovuti a “persistenti rialzi delle quotazioni petrolifere e, per l’energia elettrica, anche gli incentivi alle fonti rinnovabili e i connessi costi per adeguare i sistemi a rete al nuovo scenario di produzione decentrata e intermittente“.

      Prima crepano di stento gli ECO-VERDOSI è prima si RICOMINCIA a vivere degnamente.

    7. Pietruccio scrive:

      Tanto per robadire quello che dice Cher
      ecco cosa dice l’ex ministro Clò sul PV

      casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article...

      in particolare

      “…. Dall’agosto dello scorso anno il costo dell’importazione di fotovoltaici è stato di 11 miliardi di euro, un costo che si mangia un quinto dell’avanzo commerciale del Paese”.

      “Se poi rapportiamo… …arriviamo a un costo di 1000 dollari a barile, quindi noi oggi diamo un contributo minimo alla nostra industria mentre stiamo sovvenzionando l’industria cinese e quella tedesca, questa è una follia, una situazione assurda che non ha alcun riferimento con la realtà”.

    8. Silviuccio Berluschino scrive:

      Chiedo scusa ai moderatori/gestori/lettori di questo blog se vado un po’ “off-topic”, fuori tema, ma volevo esporre alcune mie considerazioni dirette all’ing. Soraperra che altrimenti non avrei avuto modo di veicolare. Spero me lo concediate.
      Dunque, egregio professor Soraperra, spero non si offenda se la chiamo “professore” visto che in un suo commento su Blogeko lei ha dichiarato di insegnare fisica. Dicevo, professore, che volevo fare qualche piccolissima osservazione in merito ad una sua risposta ad un mio commento. Non si preoccupi, la tranquillizzo. Neanch’io ho voglia di “avvitarmi su vuoti tecnicismi”, come dice lei, ma c’è qualche piccolissimo punto che ritenevo meritevole (a mio modo di vedere, si intende, che non necessariamente coinciderà col suo) di una risposta.
      Come prima cosa devo dire che sono d’accordo con lei quando sostiene che il fotovoltaico in Italia costerebbe molto meno se non ci fossero i cosiddetti “incentivi”. Questo tipo di meccanismi vengono ampiamente usati nel paese dei balocchi per gli speculatori (l’Italia) per gabbare la gente e prelevare in maniera più o meno “consenziente” dai loro portafogli grandi quantità di soldi.
      Il meccanismo lo conosciamo entrambi, penso. Si va da qualche parlamentare, gli si promette una certa dose di “gratitudine” (a buon intenditor…) e si fa pagare all’ignaro cittadino il doppio o il triplo di quello che potrebbe essere un giusto prezzo di mercato, magari dicendogli che “grazie” all’incentivo, sta pagando la metà, o qualche cosa del genere. Il meccanismo è ampiamente usato (in Italia e, molto probabilmente, anche nel resto del mondo). SI va dai decoder digitali terrestri, alle auto, ai frigoriferi, ecc. ecc. Lei questo non può non saperlo visto che, mi corregga se ho capito male, è anche attivo in un partito politico (di stampo “progressista”).
      Alla luce di queste considerazioni viene spontaneo domandarsi: per quale misteriosa legge soprannaturale (che lei che scrive in questo blog omettete di spiegare. Perché?), per quale misteriosa ragione divina i “furbacchioni” del fotovoltaico userebbero questo meccanismo e i “furbacchioni” (o gli angeli?) del nucleare no? Forse che il mercato del nucleare, a differenza di tutti gli altri mercati, ha degli anticorpi a livello genetico che escludono a priori la speculazione finanziaria e la tentazione di promettere “gratitudine” ai politici? Per qualche misteriosa ragione divina, una volta raggiunto l’obiettivo, l’industria del nucleare non dovrebbe mettersi d’accordo con quella del petrolio o del carbone (o di chissacché) e praticare dei prezzi sul mercato italiano pompati ad arte? (La storia delle privatizzazioni italiane, da questo punto di vista è un esempio da manuale! Come l’AIDS, se le conosci le eviti!) Per quale misteriosa ragione sarebbe scandaloso il meccanismo, tutto italiano, di gestione degli incentivi al fotovoltaico, e non lo sono i milioni di euro che vengono dati all’industria nucleare anche dopo che l’Italia ha, per la seconda volta, detto chiaramente NO al nucleare?
      E sempre in tema di costi, visto che lei dice di essere un’ingegnere nucleare, non potrà non sapere (a meno che non abbia sempre insegnato fisica e non si sia MAI fatto ALMENO un cantiere) come vengono “calcolati” i costi per la costruzione di una centrale (nucleare, a carbone, a gas, o vattelappesca) o qualsiasi altro stabilimento di industria pesante. A Fukushima si sono sbancati 14 metri di terreno per portare lo stabilimento agli attuali 6 metri slm perché altrimenti l’impianto di sollevamento acqua sarebbe stato troppo costoso. Nei vari modelli matematici e programmi di simulazione adottati in giro per il mondo per valutare il rapporto costi/benefici prima dell’approvazione della costruzione di una centrale si fissa in una cifra assolutamente ARBITRARIA il costo in VITE UMANE in caso di incidente grave, e questo sempre per rimanere “competitivi”. I costi non sono una dimensione “assoluta” fissata nel “regno delle idee” di Platone. Lei/voi porterete tutti i vostri documenti che testimoniano la “competitività” del costo per kWh del nucleare e i “tifosi” dall’altra parte poteranno i loro, ma la realtà va cercata in un’altra direzione: il prezzo di qualche cosa dipende solo ed esclusivamente dalla disponibilità di qualcuno a pagarlo (potrei citare anche l’avidità dell’uomo come fattore ma temo che andremmo troppo lontano). Se convinco qualcuno che una biglia di vetro colorato è uno “status simbol di potenza incommensurabile” (come fa la Nike con le sue scarpe) e trovo l’allocco che mi paga 1000 euro per una coccio di vetro allora il prezzo di mercato del cocci di vetro sarà di mille euro. E questo vale per il fotovoltaico, il nucleare, il petrolio, il gas, ecc.
      E non ci scolleremo di una virgola da questo modo di ragionare fino a quando non cambieremo la concezione che abbiamo dell’uso delle risorse energetiche. Si è mai accorto di quanti appartamenti, uffici, negozi, stanno in piena estate con l’aria condizionata accesa e tanto di porte e finestre spalancate? Si è mai accorto di quanta gente accende il motore dell’auto e si ferma a chiacchierare tranquillamente con gli amici del bar prima di mettersi in auto e partire? E lei questo lo chiama “benessere”? Peggio, lei si auspica che il resto della popolazione del mondo desideri questo tipo di “benessere”. (cosa perfettamente in linea con le idee “progressiste” del suo partito, peraltro) Io non ho mai avuto conguagli di 5000€ in bolletta, e nemmeno di 500. Lo ammetto, non sono sposato, ma come si fa a spendere tanto in energia elettrica, “stando attentissimi”? Me lo spiega, per favore, perché non lo so.
      E ci sono anche altri costi che i “tifosi” (dell’una o dell’altra parte, non ha importanza) non vedono. Gli USA ci hanno fatto un bel regalo: ci hanno dato da tenere in Basilicata, sulla costa ionica una novantina di barre dai noccioli esauriti della centrale di Elk River, e la cosa è stata tenuta nascosta fino a quando qualcuno di nostra reciproca conoscenza non decise “democraticamente” di fare delle cave di salgemma sulla costa ionica il deposito unico nazionale (e forse europeo) per le scorie di prima, seconda e terza categoria. La gente del posto (”ignorante” secondo il vostro “umilissimo” modo di vedere) si arrabbiò e fu un putiferio di cui a malapena i giornali hanno detto qualche cosa. Di queste barre, inoltre, circa una decina sono sparite in circostanze “misteriose” e quando qualcuno cominciò ad indagare, i giudici furono IMMEDIATAMENTE trasferiti in altra sede e i giornalisti che seguirono la vicenda, MINACCIATI DI MORTE.
      Allora, professore? Quanto costa il kWh? Sono fuori tema, off-topic? Può darsi che lo sia per l’articolo di ArchivioNucleare che gentilmente mi/ci ospita, ma non lo sono affatto per la sua osservazione sulle persone “ignoranti come me” che fanno “immensi danni economici”, o no?
      E mi dica anche, in quanto può venire stimato sul kWh il costo della Jolly Rosso e della Jolly Giallo, le due navi cariche di scorie nucleari affondate al largo delle coste italiane tirreniche e ioniche per gabbare l’assicurazione e le leggi sullo smaltimento? Allora, professore, chi è che fa “immensi danni economici”? Mi sto avvitando sui tecnicismi? Mi pare di no.
      Se qualcuno non “vi” crede (come sua madre, sue parole) forse un minimo di riflessione ed autocritica dovreste farlo. Non si può proprio dire che la modestia e l’umiltà sia il vostro forte, egregi professori, e volutamente escludo dalla statistica quel grandissimo villano, volgare e maleducato del suo “collega” che si fa chiamare peakoil o robertok, è troppo al di sopra della media per fare testo. Io non “fingo di essere un esperto nucleare” (sue parole), non ho mai detto di esserlo. Siete voi che dall’alto dei vostri “titoli onorifici” (con cui tenete scrupolosamente a esordire quando pubblicate i vostri commenti!) vi ritenete i depositari della Verità Assoluta. Io non sono un esperto di energia nucleare, non l’ho mai detto ne ho la pretesa di diventarlo. Sono una persona, professore, esattamente come lei, con il diritto di esprimere la sua opinione (e mi pare che i blog servano proprio a questo, o no?) e di sapere (non dico di decidere) di che morte deve morire (se ammazzato dalla lobby del nucleare, da quella del petrolio, del gas, del fotovoltaico o dal Padreteno). La mancanza di modestia/umiltà sembra essere un tratto comune a tutti i tecnici, in generale, ma in particolar modo ai “tifosi” del nucleare.
      Zichichi, quando la gente lucana si ribello in massa alla decisione dell’allora governo di centro-destra di fare della Basilicata la pattumiera nucleare d’Italia (e forse d’europa), in un intervista, stizzito, diede dell’ignorante ad un’intera regione (e chissà, magari anche dopo Asse in Germania la pensa ancora così). Wane Allison, nel suo libro “Nuclear and Reason” spiega accuratamente come la paura che ha la gente del nucleare sia “irragionevole”. Lei stesso, quando suoi “colleghi” certamente più qualificati di lei (mi corregga se mi sbaglio o lei non fa parte né della NISA, né della NRC americana, né della commissione indipendente incaricata dall’allora primo ministro Naoto Kan di indagare sull’incidente) usano il termine “prompt criticality”, esplosione nucleare, incidente di reattività, lo chiami come le pare, li liquida con sufficienza dicendo che è impossibile. Ma chi è lei per poter dire ciò? La commissione, come ampiamente documentato nell’articolo “Nationalizing Fukushima” apparso su Nature, ha analizzato le tre ipotesi, quella dell’esplosione di idrogeno, quella della “prompt criticality” e quella dell’evento chimico (contento? È la “sua” ipotesi) causata da sostanze IGNOTE (???). E ha concluso che l’ipotesi più plausibile è quella della “prompt criticality”. E mentre loro dicono che è “la più probabile” lei con certezza assoluta che le arriva da chissà dove (forse ha accesso a documenti segreti cui la stessa commissione non può accedere?) dice che è impossibile e che “diffondere queste notizie fa danni economici immensi”. Non dice “non credo” o “lo ritengo estremamente improbabile”, no. Dice “È impossibile”! Ma chi è lei?
      “Se si vuole fare un’idea di come stanno REALMENTE le cose si legga ArchivioNucleare e si renderà conto che le cosa stanno in maniera opposta a quello che lei crede.” “Non è giusto che ci sia gente come meridiana che sembra provare un’angoscia vera senza sapere che è preoccupata di niente” E chi è lei per sancire che lei o ArchivioNucleare siate i depositari della verità assoluta? Per quale motivo le altre fonti di informazione dovrebbero essere meno attendibili? (E non sto parlando di qualche post o commento su di un Blog. Sto parlando di una commissione di inchiesta!!!!!!!) Solo voi siete i competenti e gli altri tutti ignoranti, indistintamente? Non vi sembra un po’ grossa?
      Un’intera categoria di professionisti, per bocca del “Canadian Medical Association Journal” (una rivista “peer reviewed”!) da quasi del “criminale” al governo giapponese (”… una cultura dell’insabbiamento e sforzi di decontaminazione inadeguati stanno esponendo la popolazione giapponese a rischi per la salute da INCOSCIENTI…”) e lei si arroga il diritto di dire che la gente si preoccupa per “niente”? Chi è lei? Ha un accesso privilegiato a fonti a cui i medici canadesi non hanno diritto?
      Concludo (e ringrazio ArcivioNuceare per avere accolto un commento “off-topic” se vorrà farlo). Lei mi chiede perché non mi firmo con il mio vero nome. Le rispondo: ha mai letto i commenti del suo “collega” (e ammiratore) peakoil, alias robertOK sui blog “dell’altra parte”? Se no, beh se li legga ed avrà la risposta che cerca. Ci risentiamo tra qualche hanno quando sarà saltata per aria qualche altra centrale nucleare (e qualche altro pozzo di petrolio) perché le “criticità istantanee” nelle SFP sono “impossibili”, anzi, spero proprio di NON risentirla.

      La saluto

      SB

    9. Cher scrive:

      Ringrazio Pietruccio, che con piacere leggo sempre i suoi interventi. Stranamente condivisibili e mi pongo il seguente quesito:che sia un caso oppure una strana coicidenza condividere il mio pensiero con quello di ingegneri che dedicano il loro tempo in questo luogo?

      Dopo aver letto con umana dedizione l’intervento di Silviuccio, mi sono ricordato di un piacevole racconto che potrebbe essere d’interesse!

      Mi si permetta allora di allieviare le sofferenze alla bile di qualche onesto e logico pensatore che con calma spiega o per lo meno cerca di mantenere le proprie risposte logiche e corrette con il riporto di un testo straniero in salsa gogliardica ,gentilmente tradotto da “Drugo” ( utente di nuclearmeeting) in risposta all’ectoplasma di “stronzate” mai così “omnicomprensive” dove anche la più ferea buona volontà per una rispota pacata vacilla…… della serie: un limite è un limite e mi sà che stò limite l’abbiamo superato di gran lunga! ( mi ci metto anch’io per solidarietà )

      Ecco che allora il “gogliardico racconto” in salsa nucleare ( così per i puritani dell’anti-atomo, pardom, la tematica è salva e si evita di dire che non si vuol discutere)
      Non è il volere che manca è il come!

      Per gli ECO-PUTRIDI che leggeranno il proseguo e non lo comprendono possono seplicemente farselo spiegare dagli eruditi scribacchini, in quanto il racconto pre annuncia in futuro ormai alle porte con il pieno e totale controllo da parte degli ECO-PUTRIDI o più banalmente ECOLOGISTI sia che siano convinti o per induzione per mancanza di capacita cognive di come sarà la gestine del vivevere umano sul pianeta terra.
      Leggetevelo con calma:

      Una Dose di Realismo

      “Chi è John Gray?”

      Michael G. Stabin and Jeffry A. Siegel
      http://www.doseinfo-radar.com/Roentgen_Shrugged.pdf

      (John Doe è un nome usato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare un uomo la cui reale identità va mantenuta sconosciuta o segreta . Gray - Unità di misura della dose assorbita di radiazioni )

      La domanda fu posta in tono quasi monotono dalla vagabonda alcolizzata
      che mendicava monete all’ingresso del negozio, tra le folate vorticose di
      vento. Randy proseguì fingendo di non accorgersi di lei, anche se in realtà la riconobbe come un tecnico di medicina nucleare che aveva lavorato presso lo stesso ospedale universitario. Avrebbe anche potuto chiedere: “Quanto dovrebbe essere basso un limite di dose?” Randy pensò, e sputò con disgusto sul terreno gelato. Si fermò all’Internet Point della libreria all’angolo, cercando di accedere ad alcuni dei suoi siti Web preferiti, che avrebbero potuto offrire posti di lavoro in fisica sanitaria, ma c’era poca speranza. Non c’era stato un annuncio serio per mesi, e ultimamente le loro pagine Web richiedevano tre o quattro minuti per caricarsi, e molte volte dopo aver atteso tutto questo tempo, tutto ciò che si otteneva era un errore “pagina non trovata”. Randy provò a digitare gli indirizzi un paio di volte, con le dita tremanti dal freddo, poi fece un gesto sprezzante al terminale rivestito in plastica e se ne andò. Forse sarebbe stato meglio bersi una tazza di caffè.
      Gli tornarono in mente i giorni quando afferrava un caffè di corsa sul lavoro, quando era il Radiation Safety Officer (RSO) in un grande campus
      universitario nel Massachusetts.
      Rise di sé, ricordando di come si lamentava nel dover fare i wipe test, ripulire le contaminazioni o rivedere i report dei dosimetri a film. Ora, quanto avrebbe dato, cosa avrebbe sacrificato, per avere nuovamente quella noiosa routine di lavoro??
      Bene, chi è John Gray?
      E’ stato incredibile quanto velocemente le cose fossero cambiate, nessuno
      avrebbe potuto prevedere il ritmo dei cambiamenti, anche se molte erano le voci che predicevano cambiamenti catastrofici, nei giorni precedenti il
      Declino.
      Randy aveva ricevuto la migliore formazione per entrare nel mondo del
      lavoro. Non era uno studente da 10 e lode, ma aveva studiato sodo, i suoi
      professori universitari erano entusiasti e competenti, e aveva conseguito una
      laurea. Aveva trovato facilmente un buon lavoro come assistente RSO e dopo
      anni di duro lavoro era stato promosso a RSO.

      A quei tempi, fisica e matematica definivano come funzionavano le cose. Proteggere le persone dai pericoli di radiazioni era basato su dati osservati e gli effetti reali delle radiazioni derivavano da osservazioni su veri esseri umani. Nessuno poteva indicare quando la spirale del declino era iniziata, ma ora si percepiva come una marea irresistibile che stava sommergendo tutti; non si poteva negare la sua realtà e la sua forza distruttiva.

      I limiti di dose delle radiazioni ionizzanti per i lavoratori erano cambiati
      rispetto al livello di 50 mSv y-1 tenuto per decenni, prima a 20 mSv, poi a 1
      mSv, poi a 0,1, e ora potenzialmente era prevista un’altra riduzione di 10
      volte, a 0,01 mSv y-1, senza alcuna particolare base razionale per le
      modifiche, solo la fede predicata dai Veri Credenti per cui il limite, più è
      basso, meglio è.
      La “ragionevolezza” era stata portata fuori dalla dottrina ALARA (As Low As
      Reasonably Achievable) anni fa. Al suo posto era stata adottata la filosofia di
      mantenere dosi basse come “irragionevolmente” ottenibile (ALAuRA). Le
      applicazioni mediche delle radiazioni avevano sostanzialmente cessato di
      esistere, a causa dei timori di induzione di cancro. I malati di tumore alla
      tiroide ricevevano solo trattamenti chirurgici, tornando ai tassi storici di
      morbosità e mortalità come prima dell’introduzione della terapia con
      radioiodio. Medicina nucleare, raggi X, e TAC furono banditi dal Congresso
      degli Stati Uniti nel 2025, a causa della loro “ben definito” potenziale
      cancerogeno. I medici tornarono alla palpazione per la maggior parte delle
      loro diagnosi, ed i professionisti dell’imaging, inclusi i medici di medicina
      nucleare, radiologi, tecnici, (e naturalmente RSO), rimasero senza lavoro.
      A causa della carenza di centri medici in conseguenza del divieto di imaging,
      i pazienti dovevano sottoporsi a interventi chirurgici diagnostici invasivi. Per
      queste operazioni dei pazienti morivano, ma gli “esperti” insistevano che
      questa situazione era preferibile rispetto al potenziale teorico di rischio di
      morte previsto dalla inviolabile “Linear, No Threshold” (LNT) legge del
      modello di carcinogenesi da radiazione.
      Non accadde tutto in un giorno, ci vollero anni prima che Randy “si
      risvegliasse” in un mondo dove si era formato un consenso per cui tutta la
      sua formazione nella scienza oggettiva della fisica sanitaria non aveva alcun
      valore. Attualmente gli “esperti” volevano spingere Randy a credere che:

      • I raggi gamma provenienti dai pazienti sono di ordini di grandezza più pericolosi di quelli provenienti dai blocchi di cemento del seminterrato
      dell’ospedale.

      • la radiazione emessa da una fuoriuscita radioattiva è meno pericolosa di quella emessa da un paziente durante la terapia di medicina nucleare

      • L’esposizione alle radiazioni ricevute in Europa è 2,5 volte più pericolosa
      dell’esposizione ricevuta negli Stati Uniti (questo fatto accettato a livello
      internazionale avrebbe causato una migrazione di massa dei pazienti
      europei verso gli Stati Uniti per le loro procedure di imaging. Fortunatamente
      questo non si era verificato… perché la maggior parte dei centri USA di
      imaging erano stati costretti a chiudere i battenti).


      Le Macchine a raggi X e i sistemi per la radioterapia devono essere
      schermati per livelli di rateo di dose inferiori a quella ricevuta dai bambini
      mentre mangiano il gelato sui marciapiede a Denver, Colorado
      .

      • Dovrebbero essere sviluppati modelli di protezione per conigli e cespugli, e
      dovrebbe essere affrontate spese massicce per proteggere gli animali e le
      piante contro effetti delle radiazioni che sono possibili (ma che nessuno
      aveva mai osservato).

      Nonostante le voci preoccupate di molti esperti di radiazioni e delle
      organizzazioni professionali di imaging ed il pronunciamento della Health
      Physics Society’s, per cui a basse dosi gli effetti sono o inesistenti o
      semplicemente non misurabili, la spinta a limiti di dose sempre più bassi fu
      ininterrotta.
      Molti fisici sanitari non erano d’accordo, ma se avessero parlato di questi
      problemi a voce alta, (non voglia Becquerel), sarebbero stati messi a tacere
      con la forza e bollati come una minaccia per una società più sicura. E dopo,
      lavorare di nuovo? Bene, non facciamo scherzi a questo proposito,
      d’accordo? E’ stato pazzesco, semplicemente pazzesco, ma tutto
      terribilmente … reale, perché l’ “International Committee on Relative
      Dosimetric Relationships”, l’ International Council of Atomic Priestesses, ed il
      United World Council on the Theoretical Effects of Radiation - tutti considerati
      esperti indiscussi nel campo, avevano proclamato che era così e quasi tutti
      avevano semplicemente assecondato.
      Gli organismi di regolamentazione erano stati fin troppo ansiosi di limare
      continuamente verso il basso i requisiti della dose-limite. Inoltre molti
      professionisti di medicina nucleare e radiologia che condividevano
      l’ inviolabile regola LNT, (responsabile per il fuorviante principio Alaura ma
      che era stata essenzialmente stabilita tracciando una linea retta attraverso i
      dati di induzione del cancro con un righello), credevano anche che
      disegnando una retta per tre punti su una curva di assorbimento whole-body
      fosse irrilevante o richiedesse troppo lavoro per ottimizzare la terapia del
      cancro per i pazienti di un linfoma non-Hodgkin. Quindi sostenevano che la
      pratica di prescrizione della terapia con radionuclidi sulla base della dose
      dovesse essere semplicemente abbandonata, almeno negli Stati Uniti.
      L’imponente figura di Sir Lawrence Olivier nei panni del dottor Szell nel film “Il
      Maratoneta”, con uno strumento di tortura in una mano ed un unguento di
      balsamo nell’altra, che chiede con insistenza “LEI E’ SICURO?”,
      ossessionava i sogni di Randy. Chi potrebbe davvero dire ciò che è più
      sicuro? Beh, non certo i membri dei comitato di esperti che erano diventati
      politici, abbandonando la loro base di conoscenze scientifiche.
      Una situazione ancora da affrontare da parte dei governi del mondo era
      l’esposizione costante delle persone alla radiazione di fondo giornaliera.
      C’erano state proposte di legge in vari comitati che proponevano di
      schermare in modo massiccio tutte le case, i luoghi di lavoro e gli spazi
      esterni con materiali a bassa attività per ridurre queste “minacciose”
      esposizioni ambientali!!

      Erano stati destinati dei fondi alle compagnie aeree per riprogettare i loro
      aerei per schermare meglio le radiazioni cosmiche, ma per ora l’unico
      progetto accettabile aveva aggiunto così tanto peso che gli aerei non
      sarebbero stati in grado di decollare.

      Non erano mancate tensioni internazionali con paesi quali l’Iran, India e
      Brasile, che avendo una notevoli rappresentazione numerica nei comitati ma
      possedendo regioni con fondi naturali di dose elevati (ovviamente senza
      effetti noti sulla loro popolazioni), erano stato in grado fino ad oggi di bloccare la maggior parte delle misure proposte.

      Ma con molte strette di mano e manovre dietro le quinte (insieme a generose
      offerte di brandy) i più “illuminati” membri dei comitati erano certi della loro
      capacità di prevalere alla fine anche in questa situazione.

      Nel frattempo, molti esperti e fisici delle radiazioni cominciavano a rifiutarsi di
      continuare la loro attività. Dopo aver osservato il crollo del mondo scientifico
      che li circondava ed il governo prendere sempre più il controllo dell’industria
      delle radiazioni e della diagnostica per immagini, erano stati progressivamente ridotti al silenzio dai voti dei comitati, i cui membri, pur
      avendo anni di esperienza sui loro curriculum, erano incapaci di comprendere
      i dati oggettivi presentati in opposizione alla loro teorie infondate.

      I professionisti avevano iniziato progressivamente a ritirarsi dalla societÃ
      perché credevano che la protezione dalle radiazioni non può esistere se il
      governo si sentiva autorizzato a dominare il dibattito scientifico.

      Il “Consiglio Internazionale delle Sacerdotesse atomiche” aveva dichiarato che la protezione dalle radiazioni del pubblico è responsabilità assoluta della società, ed i limiti di dose diversi imposti dai governi di tutto il mondo dovevano riflettere le differenze di sistemi giuridici e atteggiamenti sociali al rischio radiazioni, al diavolo i dati oggettivi sulla dose di radiazioni e i loro effetti!!

      Ma chi credeva nel valore dei dati, della ragione e delle evidenze scientifiche
      si era stancato degli infiniti dibattiti politici antiscientifici, di indicare gli errori
      nelle pubblicazioni peer-reviewed e di correggere gli errori dei presunti
      “esperti”, dopo aver lavorato 14 ore al giorno guadagnandosi onestamente da vivere.

      Così lentamente, uno ad uno, davano le dimissioni o scomparivano
      per iniziare a lavorare in una piccola comunità di professionisti della sicurezza
      delle radiazione che formarono a Frostbite Falls, nel Minnesota, organizzata
      da un uomo misterioso conosciuto come John Gray.

      John Gray aveva inviato e-mail a sette professionisti, uomini e donne che
      conosceva, invitandoli a formare un’organizzazione di radioprotezione basata
      sul pensiero razionale e sui dati oggettivi. Poi lui ed il gruppo avevano inviato
      e-mail ad altri che ritenevano in grado di partecipare in modo produttivo al
      team. Il gruppo era cresciuto lentamente, ed i membri avevano
      progressivamente chiuso i propri siti web, in precedenza resi disponibili
      gratuitamente per il mondo libero e consentito l’accesso a questi enormi
      database di dati utili solo ai membri del gruppo.

      Poi cominciarono a contattare segretamente ospedali, università e industrie
      selezionate nel mondo, offrendo la loro esperienza per guidarli nei loro
      problemi giornalieri di protezione dalle radiazioni, per consentire ai pazienti
      l’accesso sicuro ed efficace alle tecniche di imaging e ai trattamenti
      radiologici.

      Tutto questo era naturalmente alquanto illegale, ma i canali dati
      erano stati sapientemente protetti e i dati crittografati in modo che neppure i
      migliori esperti del mondo avrebbero potuto violare. La maggior parte dei
      centri con sede negli USA erano stati costretti a chiudere perché l’utilizzo
      delle radiazioni coinvolti era stato ritenuto troppo pericoloso, ed era diventato
      troppo costoso assumere sempre più persone per svolgere le indagini senza
      fine e mantenere le montagne di scartoffie necessarie per conformarsi alle
      mutevoli e sempre più onerose regolamentazioni per l’uso delle radiazioni.
      Ma a Frostbite Falls venivano effettuati trattamento radiologici con alta
      efficienza e presto arrivarono molti pazienti che pagavano di tasca propria per ricevere i trattamenti con radionuclidi ed i test di imaging medicale
      appropriati.

      Questi pazienti avevano rifiutato di essere sottoposto a diagnosi
      invasive chirurgiche e preferivano ricevere le loro diagnosi attraverso
      procedure di imaging non invasivo. Simili situazioni stavano accadendo ai
      pochi centri in rete che avevano accettato l’aiuto degli esperti in incognito, e
      la notizia si diffuse rapidamente. I membri dei comitati ufficiali strillarono a
      gran voce per richiedere l’intervento, anche militare, per fermare queste
      attività illegali. Fortunatamente, il consenso in questi comitati era difficile da
      raggiungere in modo tempestivo e la documentazione necessaria per
      autorizzare qualsiasi azione concordata richiedeva diversi mesi per
      l’approvazione…. Ogni volta che questi gruppi di esperti si riunivano per
      valutare una situazione particolare e prescrivere un rimedio, l’incontro in
      genere andava avanti per giorni con lunghe discussioni inconcludenti,
      accordandosi solo di incontrarsi di nuovo dopo alcuni mesi (e partecipando a
      cene costose e relative bevute, naturalmente a spese dei contribuenti).

      Randy sorseggiava il suo caffè all’Internet Caffè e fissava l’unica pagina Web
      pubblica del Frostbite Cascate, la RAdiation Dose Assessment Resource
      (RADAR) home page. Questa pagina una volta aveva decine di link utili alle
      risorse di informazioni e dati, ma ora mostrava solo un breve paragrafo,
      senza collegamenti attivi. Il paragrafo affermava modo semplice e diretto che
      il sito sarebbe tornato in piena attività quando il mondo scientifico avesse
      riconosciuto che 50 mSv y-1 è un limite di dose perfettamente sicuro per i
      lavoratori (e forse, che questo limite di dose potrebbe probabilmente anche
      aumentato con piena sicurezza), che i limiti di dose devono essere fissati a
      livelli ragionevoli e coerenti basati su dati reali osservati con gli effetti delle
      radiazioni sulla salute e che i limiti di dose per le lavoratrici gestanti, il
      pubblico, e così via, avrebbero dovuto essere fissati a livelli ragionevoli e
      coerenti basati su dati reali e non su previsioni non documentate o stime di
      rischio, basata sulla credenza cieca nella LNT / Alaura “religione”.
      Da un lato, Randy rimpiangeva i vecchi tempi quando teneva traccia di ogni
      disintegrazione e di ogni fotone diffuso, anche se sospettava a volte che
      fosse un totale spreco di tempo. Si era sempre sentito confortato da quelle
      voci che proclamavano che ogni radiazione poteva essere letale e che anche
      livelli di dose di femtosievert erano pericolose.

      In fondo, però, sapeva che avrebbe dovuto combattere la limatura continuo verso il basso dei livelli di dose al di là di quanto anche lui considerava come limiti di sicurezza.

      Ma allora contava solo la sicurezza del lavoro e lui non si era reso conto che
      cosa avrebbe potuto fare se si fosse unito con altri RSO e con i veri esperti di
      radiazioni per opporsi a queste riduzioni senza senso.

      Ora non c’era quasi più nessun lavoro in fisica sanitaria, almeno non negli
      Stati Uniti.

      D’altra parte, si chiedeva come sarebbe potuto arrivare alla cascate Frostbite e incontrare i membri della nuova società e magari trovare un lavoro retribuito per proteggere le persone dalle radiazioni o per fare
      dosimetria nei trattamenti medici dei pazienti.

      Ma Randy non sapeva come raggiungere il gruppo a Falls Frostbite e non si aspettava di essere contattato da loro. Sorrise con affetto, ricordando il suo fidato dosimetro, che conteneva
      una calibrazione per 1°)”Alaura”, 2°)”LALAURA” (Inferiore Alaura), e 3°
      “JPDL” (Livello Fottutamente Basso). Pensava che avrebbe dovuto rimuovere
      questi marker se fosse mai arrivato alla cascate Frostbite…

      Almeno, i prezzi del caffè erano tornati a un certo livello di sanità mentale. I
      caffè da $ 7 a tazza aveva cessato l’attività anni fa, e pur essendo
      disoccupato, Randy poteva permettersi una seconda tazza.

      Osservò la leggera nevicata e si chiese quale sarebbe stato il futuro della sua professione, di cui una volta era stato fiero.
      ————————————-

    10. Pietruccio scrive:

      Grazie Cher

      Racconto interessante… e possibile (la storia ci ha fatto vedere nei secoli degenerazioni del pensiero inimmaginabili e conseguenze ben più gravi spesso figlie di ignoranza e supersitizioni - basti pensare alla pratica dell’infibulazione).

      Mi sento sempre in colpa con te per le misure sui contatori ma un periodo così sfigato per gli impegni non l’ho mai avuto: dovremmo fare un lavoro su qualcosa del genere a scuola coi colleghi elettrotecnici e chissà che qualcosa non venga fuori: ti informerò non appena in posseso di qualche dato.

    11. Pietruccio scrive:

      @ Silviuccio Berluschino

      Purtroppo adesso non ho modo di risponderti per i motivi che ho detto sopra, ma qualcosa vorrei precisare:

      - non accetto la frase ” non si offenda se la chiamo “professore”” che lascia presupporre un sentimento negativo nei confronti di una professione che io ritengo importantissima per la vita di una nazione (e che hanno praticato i miei genitori e i miei nonni) e francamente non capisco neppure lo spirito o il senso di quella frase

      - negli anni ho potuto constatare che questo sito è libero e aperto e io come altri sono ospite, quindi non servono le cautele che ha usato come se si trattasse di un sito per soli “nuclearisti”

      - non faccio più politica attiva da quando ho dovuto constatare che a sinistra (compreso il centrosinistra) non c’è più posto per chi è favorevole all’energia atomica

      - non capisco di cosa parla quando cita nomi strani tipo “peakoil o robertok”

      - non dica che sono come lei (o che lei è come me): direi che ci sono differenze profonde proprio nel carattere, nella mentalità e negli obiettivi di vita, e anche nella ricerca della verità e nel rispetto di ciò che pensano le persone (nel senso che lei continua a mettermi in bocca e ad attribuirmi atteggiamenti che non ho: non sono uno scellerato consumista! Vivo in condizioni più che normali e devo stare attento a tutte le spese, non posso cambiare automobile anche se ha 12 anni e mi pare, guardandomi in giro, che sono molte di più più le persone che intorno a me possono permettersi di “consumare” in modo “sfernato”… anche fra i cosiddetti ambientalisti, quelli che comprano tutto eco- e bio-, che è roba che costa il triplo… e che si sono messi sul tetto il PV, che gli pago io, ma che per loro fa molto fashon… e anche soldi…)

      - di elettricità consumo 12-13 kWh/gg, è che per anni mi hanno fatto i conti come se ne consumassi 10-11, perchè all’inizio in casa eravamo in due, poi sono venuti i figli e nessuno si è preoccupato di aggiornare finchè non ho cambiato gestore, e quindi contatore, e siccome, tasse comprese l’energia elettrica costa circa 0.24 €/kWh, che salgono a 0.34€/kWh se fanno i conguagli tutti insieme… (ma non capisco cosa c’incastra questo col fatto che sono favorevole all’energia atomica - l’energia elettrica in italia costa troppo, e questo è un fatto, e la green economy ci marcia, e questo è un’altro fatto, sottolineato in questi giorni anche dall’ex. ministro Clò)

      - entrando nell’argomento nucleare vedo che non ha letto i molti interventi che ho fatto nei vari post su questo sito, peccato, avrebbe visto che fin dal primo momento sono stato molto duro coi tecnici giapponesi (progettisti, gestori e controllori) che hanno gestito la cosa in modo irresponsabile e molto lontana da quelli che dovrebbero essere gli standard della tecnologia nucleare, quindi non sono certo qui a difendere chi specula sul nucleare; ho anche sostenuto, a differenza di quello che crede, che il problema non è nucleare sì o nucleare no, e che non dobbiamo pensare che facendo il nucleare ce la caviamo mentre senza c’è il baratro, la situazione è ben più complessa. Il problema è: stiamo in balia di tutti i farabutti, mistificatori e speculatori che fanno soldi a palate specuilando e sfruttando la propaganda per prendere per il culo la gente ignara, o vogliamo metterci a ragionare e a fare un piano energetico che in qualche maniera cerchi di farci sopravvivere nella tempesta che si preannuncia nel momento in cui le fonti energetiche a basso costo economico (gas e petrolio) cominceranno a scarseggiare? E la cosa, vede, giocoforza, perchè funzioni, va affidata a gente che ci capisce qualcosa e che ha anche delle doti naturali riguardo alla capacità di capire le situazioni e di progettare dei sistemi: se lei dà da fare un’operazione complicata al cuore al panaio sotto casa sua ci sono ben poche possibilità che vada a buon fine, forse perchè certe cose bisogna anche saperle e studiarle per anni… oltre a tutto il resto…
      purtroppo, riguardo all’energia si sentono degli strafalcioni che fanno rizzare i capelli e che vengono sparati da gente che purtroppo è molto abile a raccogliere il consenso… e il male è tutto qui: chi è bravo a fare propaganda di solito non capisce quasi niente dei complessi problemi che ci circondano, e viceversa, chi studia, lavora e tira la carretta poi non ha nè il tempo, nè il modo, nè le capacità di trascinare le folle…

      - riguardo ad alcune questioni tecniche che sfiora nel suo discorso la informo che io non mi sovrastimo affatto, semplicemente ho studiato l’argomento e so, e dico, quello che c’è su tutti il testi di impianti nucleari del mondo; quindi non faccio il saputone se dico che il termine “pronto critico” non vuol dire esplosione, o che in caso di terremoto il reattore va immediatamente in SCRAM (spegnimento d’emergenza) o che quell’insieme di materiali non può diventare critico ecc… (per inciso non ho affatto ipotizzato l’evento chimico da sostanze ignote - a fondere è stato semplicemente il calore residuo con la relativa produzione d’idrogeno - altra cosa ben nota nella tecnologia nucleare) ecc… sto dicendo tutte cose normali note e arcinote come ordinare un caffè al bar (non è che il barista può offendersi e dare del saputello a chi ordina un caffè). Casomai fornisca il link delle sue fonti anche perchè se mi dice che una “commissione” ha ipotizzato il “pronto critico” per un reattore con le barre inserite, e si definisce commossione di esperti, allora c’è qualcosa che non va: come se uno venisse a dire che una “commissione di esperti” ha accusato un certo chirurgo di aver operato male perchè non si era affilato bene le unghie… quello che forse non le è chiara è la quantità di pagliacciate e di frottole che gira intorno alla questione nucleare (è con quelle che anche una persona in buona fede e ben disposta, come mia mamma, a vedere il telegiornale ogni tanto vacillava e cominciava ad avere dubbi che a raccontare panzane fossi io).

      - mi scuso in anticipo per gli errori di battitura ma non sono una dattilografa e non ho proprio tempo di rileggere quello che ho scritto (domattina mi devo alzare presto).

    12. Silviuccio Berluschino scrive:

      In risposta a Cher (non che ne meriti, ma per semplice chiarezza):

      http://www.pnas.org/content/100/9/5057.full.pdf

      Non sarà molto goliardico …

      E ora rispondo a lei signor, professor, dottor Pietruccio, non so, mi dica lei come la devo chiamare perché non si offenda. Guardi che non intendo usare il termine “professore” in senso polemico o dispregiativo, mi creda. Non ho affatto in disistima (anzi!) la categoria dei professori (di cui lei, pare, faccia parte). Quello a cui mi riferisco nel mio commento, in generale (e di nuovo, la prego di credermi, SENZA spirito polemico), è un certo atteggiamento da saccenti che diverse persone hanno per il semplice fatto di sentirsi in possesso di un qualche tipo di titolo, atteggiamento questo generalmente, statisticamente, più osservabile tra tecnici e scienziati che non in altre categorie di persone. Questo tipo di gente ha la tendenza ad etichettare automaticamente chiunque come incompetente o ignorante, specialmente se non fa sfoggio dello stesso tipo di pezzo di carta.
      Abbiamo cioè (e dico “abbiamo” perché anch’io come Cher, non intendo escludermi da questi giudizi) la tendenza a valutare l’attendibilità o meno di chi scrive (un commento in un blog, ad esempio) semplicemente in base alla “veste” con cui questa persona si presenta e non in base all’effettivo contenuto di ciò che scrive. Detto ancora in altre parole, abbiamo la tendenza a giudicare affrettatamente, superficialmente e “irrazionalmente” (anche se, sulla carta siamo dei “superlogici”), spinti da sentimenti poco edificanti come rancore, collera, frustrazione, invidia, ecc.
      Le faccio un esempio che riguarda lei direttamente e di nuovo, mi creda, non intendo “attaccarla” o denigrarla o insultarla (come invece fa qualcuno qui sopra!). Voglio solo mettere in evidenza un certo meccanismo se non ci sbarazziamo del quale, non arriveremo mai a conclusioni pacate, logiche (perché no?) e condivise.
      Lei nel suo commento ha parlato di un “pronto critico” in un reattore con barre inserite (SCRAM) e ha (giustamente) concluso che ciò è impossibile. Ma nel mio commento qui su ArchivioNucleare (così come su BlogEko), io non ho mai parlato di “incidente di reattività” (o “prompt criticality”) all’inerno dal PV ma nella vasca del combustibile esausto. Quindi lei ha letto affrettatamente e senza prestare attenzione a quello che ho scritto. Ripeto, non la voglio offendere o criticare, né intendo ergermi a giudice ritenendomi immune da queste tendenze. (Ammetto, anch’io sono stato superficiale quando ho letto la sua risposta a meridiana su BlogEko e ho pensato, erroneamente, che a commentare fosse una persona molto maleducata e volgare, molto di più di Cher, per intenderci, anche se pure lui se la cava piuttosto “bene” da questo punto di vista, non c’è che dire. Questa persona risponde nei blog al nome di peakoil o robertok e pensavo che fosse lui a cambiare pseudonimo, tanto per aggiungere un po’ di pepe al gusto perverso che prova nell’insultare e denigrare volgarmente chi non la pensa come lui. Non sapevo bene quindi come regolarmi e potrei avrle dato l’impressione di volerla “disprezzare”. Se l’ho fatto me ne scuso. Questo, tra l’altro, dovrebbe rispondere anche alla sua curiosità sul motivo per cui non mi firmo con il mio vero nome. (Ha letto il precedente commento di Cher e gli “aggettivi qualificativi” che usa, no? C’è bisogno di aggiungere altro?) Invito quindi fortemente la gente a riflettere, a riflettere molto su questi meccanismi.
      In merito alla riflessione, invece, su cosa succederà quando finirà il petrolio devo ribadire (forse nel mio commento precedente questo non era chiaro?) che in sostanza sono d’accordo con lei quando dice che dobbiamo riflettere (pacatamente, educatamente, e senza ritenerci “superiori” o depositari della Verità Assoluta. Siamo d’accordo su questo?) sui possibili scenari, tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi, vuoi nei blog filo/contro nucleari, vuoi nei blog filo/contro carbone/petrolio, vuoi nei forum politici, sociali, economici ecc., nessuno, ma proprio nessuno prende in considerazione gli aspetti da me appena esposti. Lei sa che da quando è stata introdotta l’agricoltura “industriale”, con tutti i suoi annessi e connessi di prodotti chimici, ad oggi, l’uso di pesticidi è aumentato di qualche cosa come centomila volte (se non di più, non ricordo bene il numero esatto) eppure la percentuale di prodotti agricoli (cereali, frutta, ortaggi, ecc.) che ogni anno si perde a causa di malattie e insetti, anziché diminuire, è rimasta pressoché invariata: il 25% circa!
      Abbiamo realmente bisogno di tutti questi pesticidi? Abbiamo realmente bisogno di aria condizionata in città, salvo poi lasciare porte e finestre spalancate d’estate? La gente si rende conto di quello che fa? La gente si rende conto che il calore sottratto dagli appartamenti in estate non “svanisce nel nulla” ma viene riversato all’esterno (addizionato magari a quello generato dall’energia elettrica necessaria per mettere in moto il condizionatore)? La gente si rende conto che più condizionatori ci saranno nelle città e più queste saranno calde, avvitandoci così in un circolo perverso in cui riterremo di avere sempre più “bisogno” di un condizionatore? Qualcuno glie le spiega queste cose alla gente?
      Persone prive di scrupoli (del tipo di quelle che ci marciano sui meccanismi degli incentivi, per intenderci), potendo controllare i mezzi di comunicazione di massa, convincono la gente di avere un “assoluto bisogno” di tutta una serie di “cose”. Ma quante di queste “cose” sono veramente utili (non dico indispensabili)? La gente si rende conto dei danni (immensi ed economici, oltre che sociali ed ambientali - posso usare le sue parole?) della mentalità “usa e getta” che siamo tanto ansiosi di esportare in giro per il mondo sotto il nome di “benessere”? Non sarebbe meglio, prima di addentrarci in ipotesi futuristiche o futuribili su cosa potrebbe sostituire il petrolio a livello attuale di consumi, cercare di capire se veramente ha senso consumare tutto quello che stiamo consumando, sperperando, bruciando, distruggendo? Anche l’uranio, o il torio, prima o poi finiranno e non mi sembra molto saggio buttarci a capofitto in un avventura in cui tra 10, 20, 50, cento o mille anni ci troveremo di nuovo a discutere delle stesse cose, piangendo magari un po’ sui danni (già fatti dal petrolio e prossimi venturi dal nucleare), e consolandoci pensando che forse, forse, qualcuno nel frattempo potrebbe avere inventato qualcos’altro.
      Ma torniamo agli “aspetti tecnici” come li chiama lei. Guardi che stiamo parlando del Giappone, non dell’Italia. La commissione d’inchiesta di cui parlo non è stata nominata da una velina di Canale5 oppure da Miss Italia. È stata nominata dallo stesso primo ministro in carica (poi dimessosi, ma anche la faccenda delle dimissioni ha dei lati oscuri) al momento dell’incidente, Naoto Kan. È una commissione “ufficiale” ed è stata “ufficialmente” incaricata dal governo di condurre un’inchiesta sulle cause che hanno portato all’incidente. (Ripeto: quali elementi oggettivi ha lei per poter asserire che le persone incaricate non dispongano della sufficiente competenza per svolgere questo compito?)
      Il rapporto completo non è facie da trovare (almeno, io non ci riesco) ma una sua sintesi, esposta in forma di intervista ad Hatoyama, predecessore di Kan nel ruolo di primo ministro e membro della commissione, è apparsa su “Nature” (ehi, Cher, anche “Nature” è una pubblicazione di “eco-putridi”?) in un articolo che va sotto il nome di “Nationalizing Fukushima” (un po’ ambiguo a dire il vero, non molto indicativo dei reali contenuti). È lì che si cita espressamente il termine “nuclear explosion” (ripeto: nella vasca del combustibile esausto del reattore 3, NON nel PV), in confronto con le altre due ipotesi, quella dell’idrogeno e quella dell’agente chimico sconosciuto (si dice che l’esplosione di idrogeno avrebbe scatenato gli eventi che hanno poi portato alla “prompt criticality”).
      Concludo con una riflessione a proposito dell’idea che certe questioni andrebbero discusse “solo” da esperti. Ancora una volta mi sento di essere in larga misura d’accordo con lei, più che larga misura. La invito tuttavia prudentemente a riflettere sulla pericolosità di una posizione di questo tipo. Se non si stabilisce a priori un rapporto di reciproca, corretta, fiducia, basata sulla massima trasparenza e stima reciproca, difficilmente un approccio decisionale di questo tipo porterà a risultati positivi. Di esempi (negativi) ne è piena la storia dell’umanità, fin dalla notte dei tempi. Dalle guerre di conquista romane, alla “santa” inquisizione, agli stermini di massa dei vari Hitler, Stalin, ecc. ecc. ecc.
      Almeno sulla carta e fino a prova contraria, siamo in democrazia, cosa di cui sinceramente dubito fortemente ma temo che questo argomento ci porterebbe un po’ troppo lontano. Siamo in democrazia, almeno sulla carta, e le decisioni dovrebbero essere prese non perdendo MAI di vista l’obiettivo della condivisione più ampia possibile, di cui una discussione ANCHE tra persone NON “ufficialmente” competenti, purché pacata ed EDUCATA, fa parte integrante visto che è anche della “loro” pelle che stiamo parlando e non solo della nostra.
      E tale condivisione, perché sia eticamente corretta (non dimentichiamo che la popolazione tedesca appoggiò Hitler, almeno nelle fasi iniziali della sua folle corsa al suicidio) deve essere basata su di una informazione il più possibile corretta, completa e trasparente. Il fatto stesso che lei, invece, non fosse a conoscenza neanche dell’esistenza della commissione, certamente non depone bene in tal senso. Non mi fraintenda, non intendo biasimarla o disprezzarla o in qualche modo sminuirla (neanche io conosco il contenuto esatto del rapporto, se è per questo), voglio solo accendere i riflettori sul fatto che siamo ben lungi da quello che a qualche politico piace chiamare “consenso informato”. La gente ha il diritto di sapere, di giudicare e di decidere liberamente, senza pressioni o condizionamenti (le consiglio di leggersi il libro di Vance Packard, quando e se ne avrà tempo/voglia, “I persuasori occulti”, 1957), soprattutto di cose che riguardano la propria vita e la propria salute, ma non mi pare che siamo vicini ad una tale situazione ideale, neanche lontanamente, almeno di questi tempi.
      Tra l’essere operato da un un “panaio” quindi, ed esserlo da un chirurgo, “qualificato” ma che il giorno prima mi ha ammazzato a fucilate moglie e figli, francamente preferisco la terza ipotesi: non essere operato affatto!
      Solo un ultimo piccolissimo consiglio, se non lo prende come una provocazione o una “saccenteria”: eviti di usare volgarità e parolacce nei suoi commenti. Per quanto faceti, spiritosi o “innocui” possano sembrare in apparenza, non rendono un buon servizio ai messaggi che vogliamo veicolare, che siano pro o contro il nucleare, pro o contro il petrolio, pro o contro questo o quell’altro non ha importanza.

      La saluto e sperando di non doverci più risentire, le auguro buon anno.

      SB

      Dimenticavo: per chi (come Cher, molto probabilmente) tiene ai “titoli”, PNAS sta per “Proceedings of the National Academy of Scientists”, una pubblicazione medica americana “peer reviewed”. Non si sa mai.

    13. Silviuccio Berluschino scrive:

      Il mio commento è in attesa di essere approvato!? Ma che criterio usa il sistema automatico di moderazione?

    14. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Silviuccio Berluschino,

      c’è un sistema antomatico …che ovviamente non è infallibile.
      se il sistema ritiene che sia necessaqria la moderazione, allora si deve attendere che il messaggiov enga manualmente approvato.

      Saluti.

    15. Pietruccio scrive:

      @ Silviuccio…

      Non sono così permaloso. Anzi, non lo sono affatto. Non ha idea di quante me ne hanno dette in questi anni, compreso l’augurio che gente come me andrebbe ammazzata (in una conferenza, cioè proprio dal vivo - ma sono un uomo di montagna… non ci faccio caso e tiro dritto per la mia strada).

      Sull’incidente di reattività nella piscina del combustibile esausto le confermo che, per quanto ne so, è possibile, per quanto improbabile (richiede una notevole dose di spregiudicatezza nella conduzione, ma visto quello che è successo lì, non la escludo).

      Le parole “pronto critico” e “esplosione” sono invece un’altra cosa. Pronto critico significa che la massa (barre più acqua più corpi circostanti che possono “rifelttere” una parte del flusso) è diventata critica coi soli “neutroni pronti”: perchè una piccola parte (ma importante per il controllo del reattore) sono ritardati, cioè arrivano dopo. La situazione di “pronto critico” è molto molto molto remota (i fenomeni termici sono lenti e danno tutto il tempo alle controreazioni naturali della reazione nucleare di intervenire e casomai portare alla fusione che è ovvio che era avvenuta, e lo dico da due giorni dopo l’incidente, quando tutti ancora dicevano che “c’era il rischio che fondesse….”) e porta all’immediata distruzione dell’ammasso, ma non tende a formare un’esplosione per ciò che si intende con quel termine nel linguaggio comune (parlando di nucleare - perchè la gente si spaventa). Più probabile che nelle piscine del combustibile esausto sia mancata l’acqua di refrigerazione e evaporando abbiano fuso il combustilie, con la produzione di idrogeno delle camice ecc…, attendiamo le analisi delle commissioni scientifiche che andranno lette “di prima mano” senza intermediazione di giornalisti e tanto meno politici.
      ————-
      Riguardo al discorso politico e al significato di democrazia e di come andrebbe gestita, credo che sia un nodo molto molto complesso (ne ho parlato tante volte, in tante sedi), perchè tutti devono poter controllare ciò che li riguarda (ad esempio la sicurezza per le popolazioni intorno a un reattore, ma anche la sicurezza della propria casa in relazione a terremoti, inondazioni ecc…) e le scelte non possono che essere politiche (le scelte non può certo farle uno solo perchè è esperto, perchè, come dice lei, potrebbe essere uno che ha appena ucciso la moglie o l’amante…!). Quindi esiste un grave problema relativo ai controlli, alle competenze, all’informazione e al livello al quale devono essere prese le decisioni. Io non vedo una via d’uscita. Credo che su questo punto siamo in scacco, ma almeno dirlo che questa è una democrazia incompiuta e ben lontana da quanto dichiara d’essere, credo aiuti a stare tutti bene attenti, a non addormentare le coscienze, a pretendere informazione corretta, bona fede, onestà ecc… (dopo decenni di diseducazione civile purtroppo ho la sensazione che siano molti, anzi troppi, quelli che la pensano in modo oppsto, per semplificare dirò “da furbi”).

      Sicuramente qualcosa si potrebbe fare da subito, e a costo zero. Quello che rinfaccio agli ambientalisti e che mi ha dato la convinzione che siano semplicemente dei “persuasori occulti”, coiè dei pubblicitari che lavorano per vari interessi facilmente individuabili è il fatto che, per esempio, nè come opposizione nè quando sono stati al governo abbiano insisitipo per la trasparenza totale dei conti e delle decisioni di tutto ciò che è pubblico: ma perchè? Se come cittadino pago le tasse avrò il diritto di poter controllare dove e come viene speso ogni centesimo dei miei soldi, che dev’essere completamente tracciabile fino a sapere proprio in tasca di chi va a finire (nome e cognome, non sigle di società, di società, di società ecc…): se a qualcuno non sta bene eviti di fare affari con lo stato. Semplice no? Perchè non si fa? Perchè non si è fatta una legge vera sul conflitto d’interessi che intervenga ad ogni livello, anche quelli bassi (e in modo non ridicolo come ora per cui uno che sta in commissione edilizia o fa l’assessore nei comuni della mia provincia può fare lavori come professionista in quello stesso comune, mentre un insegnante non può dare lezioni private a un ragazzo della sua scuola - cosa, quest’ultima che ritengo giusta, mentre la prima è paradossale)? Perchè coi ministri verdi è passata una legge che impedisce ai giornalisti di informare a fondo sulle frodi alimentari anche con informazioni vere? ecc… Lei dice che non devo usare “parolacce”, ed ha ragione, ma come fa un grezzo tecnico come me a esprimere quello che ho appena elencato e che viene praticato da gente che va prendere il consenso dalla popolazione dicendo di difere gli interessi delle classi più deboli (ormai un buon 70% degli italiani?).

      Riguardo alla questione energetica non vedo perchè a chi si definisce esperto e pontifica (ho letto titoli raccappriccianti quanto a panzane sparate da sedicenti “esperti” sui giornali locali) definendosi “tecnico” non debba rispondere legalmente e penalmente come tutti gli altri tecnici che si rispettano: una dichiarazione falsa va a finire sul penale per un tecnico iscritto all’albo, lo stesso dovrebbe valere per chi va sul giornale, si dichiara tecnico esperto, e poi magari va a dire che possiamo cavarcela con un po’ di eolico, o che a fare un foro di 11 metri per un bacino di pompaggio dentro una montagna di 60 km c’è il rischio che frani la montagna: se sono affermazioni false, considerato l’impatto che oltretutto hanno sulla popolazione (è i guai che creeranno per la situazione di squilibrio che stiamo costruendo) il signore dovrebbe finire in galera. Perchè invece sul piano della politica energetica ognuno può sparare qualsiasi cosa e non rispondere mai di niente? Rubbia aveva detto che che in 5 anni ci avrebbe dato la fusione nucleare: era il 1987! Tutti i soldi che gli italiani hanno speso in più acquistando gas (perchè questa è stata in definitiva la soluzione - in attesa di quello che aveva dichiarato il Nobel italiano e a al quale come si fa a non credere) chi ce li restituisce? Rubbia? I verdi? Sono responsabili? No? Allora sono irresponsabili (si dice così? io non so bene l’italiano, sono un tecnicaccio montanaro…).

    16. Silviuccio Berluschino scrive:

      Lei ha colto una vena di ironia nel mio uso del termine “professore” ed io colgo una vena di ironia quando si definisce un “tecnicaccio montanaro che non sa l’italiano” e chiede il permesso di usare il termine “irresponsabili”, comunque come si diceva, meglio mettere da parte ogni vena polemica, per quanto sottile e “innocente” possa essere, e discutere di cose molto più serie.
      Ho il serio timore che, come prevedeva lei, finiremo per avvitarci in una discussione senza fine (non solo tecnica) fino a perdere di vista il punto da cui eravamo partiti, per cui mi sforzerò di essere il più stringato (e conclusivo, spero) possibile.
      Mi pare di capire che in larga, larghissima misura siamo d’accordo. Forse, se inquadriamo bene il contesto delle nostre affermazioni, potremmo pure togliere il “larga misura” e dire che siamo d’accordo su tutto. Il “conflitto di interessi” in Italia è una farsa. Un certo personaggio, non difficile da indovinare, andava fermato prima che scendesse “in campo”, oops, pardon, volevo dire in politica (e non solo lui), ma nessuno lo ha fatto e non risulta difficile immaginarne i motivi. Dire che nel settore delle rinnovabili in Italia c’è chi ci marcia è, almeno per me, un’ovvietà così come lo è dire che il 70% dei parlamentari italiani (compresi quelli della cosiddetta “opposizione”, quindi) sono inquisiti. Tuttavia quello su cui manchiamo puntualmente di riflettere quando discutiamo (nei blog o nelle sedi “ufficiali”) è su ciò che sta a monte.
      Io starei attento, molto attento nel dire “non mi fido dell’intervista rilasciata da Hatoyama a Nature perché è un politico” oppure “non mi fido di quello che dicono i giornalisti”. Attenzione! Di nuovo, come l’idea che a decidere devono essere solo i tecnici, mi sento di condividere in larghissima misura. Non so se ha già letto Vance Packard oppure il suo riferimento ai “persuasori occulti” era solo un “riutilizzo” delle mie parole. Questo libro, scritto in tempi “non sospetti”, è illuminante, soprattutto su come funzionano le fonti di informazione “mainstream”. Ma attenzione però! Attenzione! Perché anche queste affermazioni sono pericolose, molto pericolose, forse persino più pericolose della prima.
      Io non nutro particolare stima e simpatia per la classe politica da cui siamo governati, anzi, e neanche per quelle nel resto del mondo per intenderci, ma dobbiamo stare attenti! Molto, molto attenti.
      Tanto per essere estremamente chiari, riporto questo articolo: ex-skf.blogspot.com/2012/01/japan-to-stop-using-speedi-to-de...
      Il governo giapponese dichiara di NON voler più usare SPEEDI, il software di simulazione della dispersione della radioattività per decidere se, quando e dove evacuare la popolazione o somministrare le pillole di iodio in caso di incidente. La motivazione “ufficiale” è che le simulazioni hanno prodotto dati “discordanti che hanno ingenerato confusione, ritardi e incertezze”. Per questi motivi “ufficiali” il governo userà “le misure di radioattività nell’aria ed il livello di acqua nei reattori per decidere“!!! Non so se ci rendiamo conto di cosa vuol dire. Già di per sé la notizia è piuttosto sconcertante. Ma il blogger aggiunge altro. Il fatto che le simulazioni di SPEEDI fossero errate è completamente falso. Le simulazioni erano, al contrario, estremamente precise! Lo ha affermato in un lungo e documentato servizio su un altro quotidiano giapponese, un tecnico, mandato dal governo stesso, a misurare la radioattività dell’aria nei primissimi giorni dopo l’incidente, proprio nei punti indicati dalla simulazione. Le rilevazioni furono fatte, le previsioni di SPEEDI confermate e il governo decise di IGNORARLE (Volutamente? Per la gran confusione che regnava in quei giorni? Non ci è dato saperlo.) Il governo giapponese quindi sta mentendo, e sta mentendo, molto probabilmente, sapendo di mentire. Il governo giapponese è fatto da politici? Certo! Le notizie le apprendiamo dai giornalisti? Ovvio!
      Ma che facciamo? Ce ne andiamo sul cocuzzolo di una montagna a nutrirci di bacche e radici così non abbiamo bisogno dei politici? Andiamo a lezione dai fachiri indiani per imparare a leggere nel pensiero, così non abbiamo bisogno nemmeno dei giornalisti? Non mi sembrano soluzioni praticabili, almeno dalla stragrande maggioranza della popolazione, per cui, volenti o nolenti, dobbiamo usare queste “risorse” al meglio che possiamo (e, se possiamo, cercare di “migliorarle”). Io quindi non me la sentirei di liquidare automaticamente come “inattendibile” (o irresponsabile?) senza prima averla letta e valutata, un’affermazione di qualcuno semplicemente perché questo è un “politico” o un giornalista. Ci andrei cauto, molto cauto. Ragionando così rischiamo di buttare via il bambino con tutta l’acqua sporca.
      Ma come prevedeva lei, ci stiamo avvitando, stiamo qui a discutere di politici e di giornalisti (corrotti e non) e rischiamo di perde di vista il punto di partenza: la mancanza di trasparenza!
      Io ho voluto citare solo una delle fonti di informazione, quella che bene o male, mi è sembrata la più attendibile (una commissione di inchiesta incaricata da un governo e un’intervista su una pubblicazione, “Nature”, che è lontana anni luce - ne conviene? La conosce? - da quotidiani come il Giornale o l’Unità). Ma non è l’unica: c’è stato un ex (sembra che in Giappone bisogna essere “ex” per poter dire certe cose e forse non solo in Giappone) ispettore della NISA che in un’intervista ad un giornalista indipendente, prima di quella ad Hatoyama, ha spiegato le cose usando più o meno gli sessi termini dell’ex-primo ministro (membro della commissione). C’è la NISA che in conferenza stampa al 29 Agosto (meglio tardi che mai) ammette la presenza di 3,2*10^9 Bq di Pu-239 e 7,6*10^13 Bq di Np-239 a 38km dall’impianto (ma non specifica il volume o la superficie a cui queste misure si riferiscono. Curioso?). C’è l’articolo del NYTimes (altro giornale ben lontano dagli standard italiani, ne conviene?) in cui si parla di pezzi di combustibile sparsi attorno all’impianto per un raggio di un paio di miglia e subito coperti con bulldozer per evitare danni a persone e strumentazione. Insomma, facendo due più due, pur non potendo escludere “a priori” l’ipotesi della montatura giornalistica, mi sembra azzardato concludere che le cose non stiano come dice la commissione.
      E qui veniamo al nocciolo fondamentale di tutta la questione: se un’esplosione nella vasca del combustibile esausto è possibile, con tutti gli annessi e connessi che ne derivano (proiezione di frammenti di combustibile, dispersione di plutonio, ecc. ecc. ecc.) la gente ha il diritto di saperlo!
      Non le sembra quanto meno “singolare” che di questa faccenda dell’esplosione nella SFP in Italia ne sia venuta a conoscenza, e in maniera piuttosto rocambolesca e contorta, solo gente con conoscenze di lingue diverse dall’italiano?
      Il polverone è una delle tecniche citate da Vance Packard. Molto più facile nascondere un ago in mezzo a mille altri aghi simili piuttosto che metterlo sotto un tappeto o dentro un cassetto. Molto più facile mandare in giro gente a sparare panzane sul nucleare, sul petrolio, sul solare, ecc. ecc. ecc. piuttosto che tentare di nascondere con metodi di staliniana (o hitleriana) memoria incidenti come quello di Chernobyl, di Fukushima, della DeepWaterHorizon, della HexxonValdez, ecc. ecc. ecc.
      Meglio incitare al risentimento e all’astio reciproco la gente, dividendola in “tifoserie” opposte pro/contro il nucleare, pro/contro l’eolico, pro/contro il petrolio, pro questo, contro quell’altro (di modo che liquidi disprezzandole tutte le notizie “scomode” senza nemmeno leggerle), piuttosto che rinchiudere o mettere a tacere tutti i personaggi scomodi con mezzi da “santa” inquisizione “riciclati” dalle dittature moderne. Purtroppo però, almeno al momento, non abbiamo scelta per cui o ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo l’”ago” tra gli aghi, cerchiamo di recepire e valutare il più PACATAMENTE possibile quel poco che riusciamo a distinguere in mezzo al polverone, oppure non ci rimane che mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che tutto va bene.
      Concludo quindi ribadendo che se non si mette mano a monte, spiegando prima questi meccanismi alla gente, discutere se sia meglio o peggio il petrolio, se sia meglio o peggio il nucleare, se sia meglio o peggio il solare o questo o quell’altro è un vuoto, sterile esercizio di tecnica/retorica.

      La saluto cordialmente

      SB

    17. Pietruccio scrive:

      Sono d’accordo.

      Il termine “persuasori occulti” andava di moda un trentina d’anni fa, l’ho citato perchè me l’ha fatto venire in mente.

      Purtroppo non ho nessuna possibilità di leggere nessun libro (almeno finchè non andrò in pensione, ma, come si sa, ultimamente l’hanno spostata un po’ in là).

      Per lo stesso motivo (situazione tragica nella gestione del tempo - c’è ci ne ha tanto, mi sono sempre chiesto come fanno) non ho potuto seguire più di tanto il dettaglio di Fukushima (so qualcosa in più su Chernobyl): bisognerebbe leggere attentamente ogni notizia, vedere diverse fonti e valutarne la credibilità o la verosimiglianza. L’ho fatto ogni tanto su alcune notizie “sorprendenti” sul nucleare prima di Fukushima e le conclusioni sono su questo sito, in qualche pagina (e dimostrano tutte immancabilmente la malafede degli antinucleari).

      Chiaro però che niente va scartato a priori e mi guarderei bene da disprezzare un’informazione semplicemente perchè viene fatta da questo o da quello (politico, giornalista ecc… ma anche scienziato, favorevole o contrario che sia al nucleare).

      Sulla faticosa costruzione di una democrazia, non abbiamo scelta. Dobbiamo lavorare qui: se ognuno fa il suo il mondo piano piano migliora, o almeno non peggiora. Certo a leggere i commenti che circolano in questi giorni sulla manovra mi prende lo sconforto: sembra che la gente non capisca che il problema è stato il fare un debito astronomico non il fatto che adesso che alcuni nodi sono venuti al pettine dobbiamo fare qualcosa (che inevitabilmente è doloroso). Un po’ come un cane che morde chi gli sta davanti anche se a pestargli la coda è stato quello dietro.

    18. Cher scrive:

      X Silviuccio Berlusichino
      Riporto:

      L’imponente figura di Sir Lawrence Olivier nei panni del dottor Szell nel film “Il Maratoneta”, con uno strumento di tortura in una mano ed un unguento di balsamo nell’altra, che chiede con insistenza “LEI E’ SICURO?”,

      Vede, qui nessuno vuole (per lo meno il sottoscritto) emulare il Dott Szell ( anche se non nego che forse è il metodo più spiccio per chiarire alcune tematiche energetiche) :) ……

      Quello che credo sfugga agli autorevoli ECO-PUTRIDI ( si chiamano cosi per essere stati infettati con ” germi patogeni” diffusi da riviste più o meno autorevoli , anzi maggiore è l’idea di auterovolezza è maggiore è il fattore di virulenza del germe nella “psiche” di “beoni” comuni, che privi di autodifese costruite con studio e conosceza, restano in balia di questi “germi”, rendendo “putrido” ogni tentativo di ragionamento che gli rimane all’ECO-BEONE.

      Per non lasciare spazio alla facile retorica che il mio dire può scatenare proseguo con una spiegazione che non vuole giustificarmi, ma bensì amplificare il mio presiso riferimento ogni qualvolta uso il terminbe ECO-ECC.

      Come è ben noto siamo nell’era PRE-ARISTOTELICA , cioè l’era della comunicazione che grazie alla tecnica si è espansa per dimensioni e con una velocità senza pari nella storia il genere umano. ( leggi internet )

      Uso il termine PRE-ARISTOTELICA ( lungi da me arrogarmi la “primo- genesis” di questa definizione) semplicemente per la constatazione che grazie alla rete web chiunque può dire “TUTTO” e chiunque può dire il “CONTRARIO” di tutto!

      Solo la scienza per tracciare una line di confine e non certo la filosofia, la quale traccia la via ma non la demarcazione.

      Come vede “Silviuccio ” la scienza che viene dopo i filosofi è in grado di decretare con indiscutibile certezza ciò che è vero da ciò che non è vero!

      Certe derive “filosofiche” che interpreto nei suoi scritti, sono un tentativo di voler abbracciare aspetti puramente scientifici con termini puramente filosofici! Cito un esempio per meglio esporre il mio pensiero; Perchè affermare che Chernobyil è stato un incidente? L’hanno fatto con l’intento di farlo!
      —————————

      Le materie prime per produrre energia dette fossili di esauriranno? Ma-chi giova questo esaurimento? Questo dovrebbe essere il “pricipio” su cui basare la necessità di studio per trovare fonti di energia alternativa e non cercare fonti di energia “rinnovabile” che solo nel termine denota una incredibile poca visione della enorme complessità del fenomeno di esigenza energetico mondiale per il genere umano.

      Se ne discusso in mille salse su questo sito grazie alla pazienza dei vari utenti.
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      Solo il nucleare salverà il genere umano, il motivo è banale…… ora cedo il dialogo a ” silviuggio” o a che ne desidera portare il suo punto di vista, che di certo non sarà in sintonia con il mio punto di vista. :)

      Nella speranza che gli erroriri siano inferiori agli strafalcioni , attendo replica da parte di chiunque.

    19. Silviuccio Berluschino scrive:

      Va bene signor Pietruccio, va bene. Volevo solo esortare persone di buona volontà (come lei, mi pare, a differenza di chi usa termini come eco-putridi o eco-beoni) a non generalizzare e fare attenzione che la “malafede” difficilmente è solo dove la vediamo noi, anzi.

      La saluto

      SB

      E veniamo ad un maleducato (l’ennesimo)

      Ad uno che etichetta come “eco-putridi” chiunque non la pensi come lui ritengo proprio non valga la pena di rispondere. Potrei allungare l’elenco di aggettivi qualificativi usati da “personaggi” del genere, che usano emoticons con faccine sorridenti ma a rispecchiare il loro VERO stato d’animo sarebbero certamente più appropriati musi digrignati e ciglia aggrottate. Potrei evidenziare che tali “vette” di “integralismo”, almeno in occidente, lo ho riscontrate fino ad ora SOLO tra i “tecnici” e, tra i “tecnici” lo scettro spetta a buon diritto ai “tifosi” del nucleare… ma come già ho avuto modo dire a qualcun altro della stessa risma, rischio di cadere nella loro trappola: quella della provocazione. Penso quindi che l’ “eccellente” esempio di Cher, da solo, sia più che sufficiente e quindi lascio perdere.

      A puro scopo “didattico” tuttavia vorrei evidenziare alcune “affermazioni” che, a mio avviso, esemplificano in maniera magistrale i meccanismi da me descritti nei miei post precedenti e che pilotano la “psiche” di questo tipo di persone.
      Riporto (il grassetto è mio):
      “[…] qui nessuno vuole […] emulare il Dott Szell (anche se non nego che forse è il metodo più spiccio per chiarire alcune tematiche […]”
      “l’era della comunicazione che grazie alla tecnica si è espansa […]”
      Solo la scienza per tracciare una line di confine e non certo la filosofia
      “Chernobyil è stato un incidente? L’hanno fatto con l’intento di farlo!”
      “fonti di energia “rinnovabile” che solo nel termine denota una incredibile poca visione della enorme complessità del fenomeno”
      “Solo il nucleare salverà il genere umano”

      Come vedete queste persone esordiscono sempre con citazioni “dotte”, come per dire: “stia attento a come parla! Lei non sa chi sono io!”
      Proseguono poi con insulti di vario genere, sia aperti (”eco-putridi/beoni”) sia velati, per darsi un certo contegno, travestendo l’insulto da “argomentazione tecnico/scientifica” (”voi non capite banalità come il fatto che SOLO il nucleare SALVERA’ il genere umano, quindi siete stupidi“, per esempio).
      Poi, non riuscendo più a trattenere la smisurata superbia di cui sono malati tra gli angusti spazi che i pregiudizi hanno creato nella loro piccola mente, mostrano trionfanti la superiorità della loro conoscenza (”[…]non capite l’enorme complessità del fenomeno[…]” al contrario di loro che, invece, la capiscono) e, una volta, sputato tutto il veleno e l’astio che covano dentro, concludono soddisfatti mostrando una faccina sorridente e “aspettando una risposta da chi non la pensa come loro”, sfoggiando così orgogliosamente la loro “apertura mentale”.

      Queste persone scrivono d’impulso (si vede dal fatto che non rileggono per correggere gli errori di battitura, almeno quelli più grossolani), sono spinti dal risentimento e non riflettono su quello che dicono (figuriamoci poi pretendere che riflettano su ciò che leggono, soprattutto se in contrasto con i loro pregiudizi). Queste persone non postano commenti per confrontare le proprie idee con quelle di altri, ma per sfidare (”attendo replica da parte di chiunque voglia portare il ’suo’ punto di vista”, come dire “Avanti! Provateci! Vediamo cosa sapete fare!”), sfidare come farebbe un coyote in un branco di suoi simili per intimorire chiunque osi mettere in dubbio il suo “status” di capobranco.
      Queste persone hanno una fede cieca in un nuovo dio: la tecnica (la scienza è tutt’altra cosa da quello che pensano loro) e, cosa peggiore di tutte, non hanno dubbi! (Per esempio sono certi che i russi - ma forse a loro piacerebbe più usare la parola “comunisti” se non temessero di sbilanciarsi troppo - hanno causato “di proposito l’incidente di Chernoyl”)
      Sono certi che loro, al posto dei tecnici in sala controllo, a Fukushima o a Chernobyl, avrebbero “salvato il mondo”, un mondo che hanno diviso in “buoni e cattivi”, un mondo in cui sono loro a decidere chi sono i buoni e chi i cattivi.

      Facciamo attenzione quindi: questi eccessi di “ragione” non hanno mai fatto bene all’umanità. È stato l’uso della “ragione” (a sproposito e fatto da persone prive di scrupoli) che ha portato alle peggiori vergogne del genere umano (e non sarà certo l’uso del nucleare che laverà questa macchia!)
      Anche i domenicani della “santa” inquisizione discutevano “ragionando” se era il caso di bruciare vivo chi non la pensasse come loro (”[…]non nego che forse è il metodo più spiccio [quello del dottor Szell - N.d.r.] per chiarire alcune tematiche[…]” ricordate?). Anche il dottor Mengele (medico e teorico della dottrina nazista, per chi non lo conoscesse) ha contributo (a modo suo) alla conoscenza moderna di alcuni meccanismi della fisiologia del corpo umano, e non dimentichiamoci che la popolazione tedesca ha appoggiato le “ragioni” e le “certezze” (assolutamente prive di ogni dubbio) di Hitler.
      Hitler era uno psicopatico ma nessuno se n’è accorto (così come non ci siamo accorti di un altro psicopatico, non difficile da indovinare, che in tempi recenti è andato al governo) fino a quando non è stato troppo tardi. E la “ragione”, anzi, la “tecnica” non potevano fare proprio un bel niente per fermarlo. Le uniche cose che avrebbero potuto fermarlo sarebbero state la compassione, l’empatia, l’etica, la morale, il senso di giustizia… tutte cose che oggi abbiamo deciso di buttare giù dal trono e metterci al loro posto la “tecnica”.

      Torno a dire quello che ho detto all’inizio: se la gente ha paura di voi un motivo dovrà pur esserci!

      Non si dia la pena di rispondere “professor” Cher (questa volta sì che uso il termine “professore” in senso ironico, senza con questo voler minimamente offendere la categoria dei professori che, come ho già detto, stimo). Chiaramente nessuno può costringerla, scriva quello che le pare, ma io non attenderò nessuna replica e soprattutto non ne scriverò. Ho di molto meglio da fare che leggere il vomito di gente come lei.
      E già che c’è mi saluti il suo collega, il “professor” robertok, suo degno, degnissimo compare.

      P.S.: Ha visto, Pietruccio, come NON si rende un buon servizio alla causa che intendiamo difendere (pro/contro nucleare o pro/contro qualsiasi cosa) quando si usano certi “modi”?

    20. Pietruccio scrive:

      Stamattina nel dormiveglia pensavo all’”esplosione” nella piscina del combustibile esausto: forse è il caso di fare un paio di considerazioni su cose che a prima vista possono sfuggire (altre che riguardano più in dettaglio la reazione nucleare non posso descriverle qui: prima o poi mi sono ripromesso che farò un articoletto per archivio nucleare perché al di là della storiella sulla reazione a catena ho visto che sono pochissimi che conoscono le basi della reazione controllata che avviene nei reattori compresi i fisici - laureati o prof. che siano).
      Chi invece vuole conoscere meglio gli argomenti sul nucleare può dare un’occhiata qui
      http://www.fisicamente.net/SCI_SOC/NUCLEARE-filiere.pdf
      ————————–
      1) La reazione nucleare è difficile da sostenere soprattutto con quelle concentrazioni basse di materiale fissile (U235 o Pu239 e altri isotopi del Pu) e sta in piedi solo perchè le barre sono immerse in acqua perfettamente distillata e la geometria è quella adottata e nel nocciolo sono materiali che non assorbono neutroni: barre troppo fitte o troppo rarefatte impediscono comunque la reazione nucleare indipendentemente dalla presenza o meno delle barre di controllo

      2) Anche il fatto che l’acqua si scaldi riduce la reazione la reazione e la formazione di bolle (per ebollizione) riduce ulteriormente la “reattività” dell’insieme: nei reattori ad acqua bollente la cosa è limitata dal fatto che siamo ad alta pressione per cui le bolle sono piccolissime, ma a pressione ambiente un’ebollizione “normale” impedisce comunque la formazione di una reazione nucleare (per maggiori dettagli su come sono fatti i reattori di Fukushima vedere - e leggere attentamente –
      archivionucleare.com/index.php/2011/03/16/reattori-bwr-incid... )

      3) Anche il fatto che il combustibile stesso (cioè l’uranio) si scaldi riduce la reattività del sistema (per effetto doppler – roba complicata)

      4) Le barre esauste quando vengono estratte dal reattore hanno una concentrazione di materiale fissile molto bassa anche se superiore a quella dell’uranio naturale (diciamo 1% o qualcosa in più), ma sono anche piene di prodotti di reazione che sono normalmente assorbitori di neutroni e modificano drasticamente le caratteristiche “nucleari” delle stesse rispetto a quelle nuove fatte con materiali che, uranio 238 a parte, non assorbono neutroni (zirconio, ossigeno).

      5) E’ evidente che chi ha progettato la piscina per elementi esausti ha tenuto conto di tutti questi fatti, ha fatto calcoli e simulazioni computerizzate, ha previsto una disposizione delle barre, una composizione, un tipo e una modalità di acqua di refrigerazione che esclude con margini amplissimi ogni possibilità di innesco di una reazione nucleare… anche in caso di terremoto ovviamente, e di qualunque altro evento: ma la cosa come si vede non è difficile perché avviene naturalmente essendo quei materiali inadatti per loro natura a sostenere una reazione nucleare.

      6) In definitiva nella piscina di stoccaggio del combustibile esausto bisogna solo smaltire il calore dei materiali radioattivi che si sono formati per la reazione nucleare (calore di decadimento): calore che dopo qualche mese (dovrei vedere i dati esatti) è di qualche kW per tonnellata… comunque niente di ché.

      6) Il fatto che qualcuno ipotizzi una reazione nucleare lì vuol dire che immagina che non siano state rispettate le distanze e le quantità (quindi che siano stati fatti lavori illegali per modificare nella sostanza la concentrazione delle barre) e che vi sia stato messo non solo combustibile esausto ma anche combustibile abbastanza fresco (cosa possibile visto che c’era mi pare il reattore vuoto e che quando si fa il carico si cambia normalmente solo una parte delle barre per cui in un nocciolo ci sono barre più “bruciate” e barre meno “bruciate”) ma in quantità o in modalità non ammissibili perché le procedure di rito garantiscono sempre e comunque amplissimi margini di sicurezza per ogni circostanza possibile.

      7)In ogni caso il raggiungimento di una configurazione “critica” (cioè capace di autosostenere la reazione) potrebbe comunque avvenire solo nel caso di un cambio brusco della geometria (altrimenti l’incidente di criticità sarebbe avvenuto prima, cioè al momento del carico della piscina) e presumibilmente conseguente al terremoto. E’ possibile fare questo ragionamento? No! Perché l’”esplosione” non è avvenuta durante o subito dopo il terremoto, ma qualche giorno dopo, e coi tempi delle altre esplosioni (verosimilmente causate dall’idrogeno) - quindi bisognerebbe pensare a qualcosa tipo un “incastellamento (chiaramente totalmente illegale) delle barre che si rovina durante il terremoto per poi crollare proprio qualche giorno dopo, proprio in concomitanza con le esplosioni da idrogeno delle altre: mi pare un’ipotesi del tutto fantascientifica. Del resto la possibilità di avere il “pronto critico” può essere solo dovuta a cause meccaniche perché la massa interessata deve attraversare la fase critica senza dare il tempo di intervenire né all’effetto doppler, né al riscaldamento e all’ebollizione dell’acqua (ricordo ancora che senza acqua distillata relativamente fredda quella roba non può dare reazione nucleare). Chiaramente trattandosi di combustibile arricchito al plutonio il margine fra il critico e il pronto critico si assottiglia per cui anche se è ben controllabile nel reattore potrebbe essere superato nel caso di un incidente di reattività al di fuori di esso, ma dovrebbe trattarsi comunque di un processo rapido, quindi meccanico. Né si può pensare che sia stata l’acqua (fredda = che aumenta la reattività) gettata per raffreddare le strutture perché mi risulta si trattasse di acqua di mare, non certo distillata, quindi piena di assorbitori di neutroni. Né, tanto meno, potrebbe trattarsi di un raffreddamento “spontaneo” dell’acqua della piscina che è impossibile visto che le barre producono il calore residuo. In ogni caso fenomeni del genere sarebbero troppo lenti per passare alla criticità pronta: casomai arrivati alla criticità partirebbe la reazione che scaldando farebbe prima bollire e poi evaporare il tutto. E’ comunque veramente poco probabile avere una massa che sia sottocritica per un pelo al punto che basta una variazione della temperatura dell’acqua in piscina per portare la massa in condizioni critiche. Se ci fosse acido borico (grande assorbitore – presente a volte nelle piscine) il ragionamento sostanzialmente non cambierebbe perché è vero che in quel caso è un aumento di temperatura che fa aumentare la reattività (coefficiente di reattività positivo), ma la presenza di acido borico esclude ogni possibile innesco di reazione praticamente in ogni caso. (vedere anche
      http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_combustibile_nucleare )

      In conclusione non vedo come possa una commissione di esperti ipotizzare condizioni di criticità (tantomeno pronta) nella piscina del combustibile esausto. Sarei curioso di sapere cos’hanno pensato, ma sono pronto a scommettere che informazioni di quel genere siano filtrate da ambienti di fisici, chimici, biologi ecc… che non conoscono a fondo la tecnologia nucleare.

      Tanto più che abbiamo a disposizione una spiegazione semplice e logica: una volta messo fuoriuso dallo tsunami il sistema di rimozione del calore residuo il calore di decadimento delle barre ha fatto evaporare l’acqua della piscina (che magari dopo il terremoto potrebbe aver anche subito delle incrinature e quindi delle perdite – chiaro che anche questo sarebbe totalmente “illegale” in quanto l’impianto va progettato in sicurezza per terremoti molto maggiori di qualsiasi terremoto possa mai verificarsi nella zona), le barre si sono surriscaldate e in presenza dell’acqua rimasta lo zirconio ha reagito liberando l’idrogeno dell’acqua. L’idrogeno ha fatto boom come negli altri.

      Quello che non si spiega nell’incidente di Fukushima è ben altro.

      A parte la demenza di costruire un sistema di emergenza che non è protetto da tsunami di un certo rilievo in una zona come il Giappone (se fanno opere civili per tsunami di 10 metri gli impianti nucleari andrebbero protetti per tsunami almeno di 30 metri), che capisco (perché la stupidità è un pozzo il cui fondo non ha limite) ma non giustifico in nessuna maniera (vuol dire che da quelle parti la dipendenza dall’affarismo e dalla speculazione arriva a dei livelli di autolesionismo, perché anche parlando solo da un punto di vista economico il rischio di un danno costosissimo è infinitamente maggiore dei bassi costi di una protezione di quel genere… tutt’altro che complicata – basti pensare che l’acqua di mare di raffreddamento, caratterizzata da grosse portate, basta che arrivi fino al “condensatore”, non serve che risalga all’altezza dell’impianto al quale arriva, ma in ciclo chiuso, l’acqua di processo – caratterizzata da portate relativamente piccole e comunque con giochi di pressione per i quali il dislivello è niente = non c’è nessun motivo valido per tenere il reattore in basso, o non proteggerlo dall’acqua, o non proteggere i diesel d’emergenza : reattori nucleari, per intenderci, ci sono anche nei sottomarini, che sono completamente immersi), a parte quello, dicevo, non si spiega cosa sia successo all’idrogeno. Perché? Perché siccome se ne conosce il pericolo (anche per i potenziali danni economici ammettendo che qualche imbecille se ne freghi di quelli alle persone e all’ambiente – ma non era certo questa la mentalità del nucleare che conoscevo io) negli impianti è obbligatorio avere i ricombinatori. E dubito che il contenimento con atmosfera in azoto, spesso adottata in quel tipo di impianti, possa averne giustificata l’assenza nelle altre parti dell’impianto. E i ricombinatori dove sono finiti? Perché non ne parla nessuno? E perché facendo uscire dal contenimento l’idrogeno non è stato incanalato all’esterno? Notare che prima delle esplosioni i reattori erano comunque spenti, la zona raggiungibile e, prima di aprire le valvole per scaricare l’idrogeno, possibile che non si sia pensato aprire i corridoi o le stanza per convogliarlo all’esterno invece di lasciare che si accumulasse in un ampio spazio chiuso dove ovviamente sarebbe esploso come una bomba di altissimo potenziale?

    21. Cher scrive:

      x Silviuccio: “…..Hitler era uno psicopatico ma nessuno se n’è accorto (così come non ci siamo accorti di un altro psicopatico, non difficile da indovinare, che in tempi recenti è andato al governo) fino a quando non è stato troppo tardi.

      Mettere sullo stesso piano Chernobyil e Fukuschima denota una grande ” capacità cogntiva” dell’argomento nucleare!

      Senza ombra di dubbio che la causa primaria del disastro di Chernobyil è da imputare al regime comunista, ancora qualche dubbio?

      Questa è sensata :” Torno a dire quello che ho detto all’inizio: se la gente ha paura di voi un motivo dovrà pur esserci!

      Solo che è mal riposta e va indirizzata nei confronti di chi abraccia o solidarizza con la mentalità ecologista senza se e senza ma!

      La tematica di questo thread è la chiusura della agenzia delle sicurezza nucleare , dall’alto della sua prosopopea, equipara il governo precedente DEMOCRATICAMENTE eletto,dopo averla costituita tra mille difficoltà …ad un personaggio storico di indiscutibile abilità&crudeltà!

      Però Lei non offende nessuno, non insulta e non disgusta con le sue affermazioni! Quando mai!

      Elogia un governo istituito con balzello che puzza di colpo-di-stato ( dicono di no….va bè) e ne elogia l’operato come la chiusura dell’agenzia!

      Ma come? La paura del nucleare è colpa di chi cerca in mille modi di informare di spiegare? Ottimo! Sempre meglio!

      Il fatto che siamo circondati da centrali nucleari e che nel terzo mondo stanno prolificando centrali…… chi meglio di una agenzia nazionale può monitorare?

      Natualmente tutto non interessa all’ecologista convinto, meglio ELIMINARE tutte le centrali con argomenti “filosofici” e spalmare i vari discorsi con equiparazioni tra periodi storici diversi ignorando le varie evoluzioni tecniche? Interessante, non le pare?
      ——
      Cmq per la cronoca sotto il regima comunista manco potevi andare al CESSO senza il benestare governativo, pertanto togliere tutti i sistemi di sicurezza da un reattore PROGETTATO E FUNZIONANTE per produrre Plutonio ( questa era la funzione di reattori a Chernobyil) per una “bizzarra” “prova” lascia il tempo che trova, naturalmente i vari ecologisti sono riusciti ad imprimere nella mentalità colletiva che sia avvenuto un incidente!
      Così come la chiesa è riuscita ad imprimere nella mentalità colletiva che il perfido Imperatore Romano Nerone bruciava i Cristiani nel Colosseo e lui suonava la lira tra le urla strazianti dei martini cristiani!

      Per “insulti” personalizzati si può sempre consultare il forum su nuclearmeeting.com dove il movimento d’opinione ” seduti sulla riva del fiume” lascia, democraticamente parlando, ognuno al suo destino!
      Per non essere fraintesso , quanto mi esprimo in riferimento al nucleare che salverà il mondo è riferito alla IV generazione e in particolare agli SMR.
      Troppo difficile da comprendere, poco importa la strada sarà quella, per cui basta attendere.

      ———-

      Per Pietruccio c’è una interessante relazione rilasciata dai Jap sul disastro di Fukuschima, lo resa disponibile nel thread dedicato, gradirei leggere un suo parere, grazie.

    22. Silviuccio Berluschino scrive:

      Va bene, lasciamo perdere Cher che finalmente è venuto allo scoperto (non avendo più “comunisti” con cui prendersela, come insegnatogli dal suo “maestro” di fanatismo, ora se la prende con gli ambientalisti) ma lasciamo perdere dicevo. Ci sono cose molto più serie di cui parlare dei suoi deliri.
      (ATTENZIONE, ATTENZIONE! Pericolo avvitamento in tecnicismi e rischio OFF-TOPIC!) Infatti, Pietruccio, infatti. Forse è il caso che si turi un po’ il naso (abbia pazienza) e si legga su internet un po’ delle argomentazioni “dall’altra parte” (cercando di “filtrare”, come si diceva). Lei parla di operazioni illegali e di brusco cambiamento della geometria! Infatti! Sia la prima affermazione sia la seconda sono ampiamente documentate. Scandali e collusioni con la mafia giapponese della TEPCO sono piuttosto ben documentati. C’è un servizio, per esempio, fatto da un reporter inglese su Channel4 girato nel 1994, ci sono inchieste della magistratura, scandali (famoso quello legato alla decisione di TEPCO di usare MOX a Fukushima). La TEPCO non è mai stata realmente trasparente in merito a questioni cruciali come per esempio, appunto, la quantità di combustibile esausto stoccato nelle SFP. Insomma, ce n’è d’avanzo per non ritenere “pura fantasia” operazioni illegali da parte del gestore (mi dispiace disilludere i fanatici ma errori, debolezze e bassezze nell’animo umano esistono - e sono sempre esistiti e sempre esisteranno - anche fuori dai regimi “comunisti”).
      Ma a parte quello c’è la questione “brusco cambiamento di geometria”. Chi ipotizza la “criticità” non la ipotizza come “alternativa” all’esplosione di idrogeno, cioè come “o una o l’altra”. Ipotizza la seconda come causa scatenante della prima! L’esplosione di idrogeno, avvenuta esattamente con gli stessi meccanismi e le stese modalità degli altri due reattori, l’1 e il 2, ha modificato bruscamente la geometria delle barre. Non si afferma che è stato il terremoto a causare il crollo dell’incastellatura, ma l’esplosione di idrogeno! (C’è chi parla di 2 se non addirittura 3 deflagrazioni consecutive, tutte succedutesi in frazioni di secondo l’una dall’atra). Ci metta poi il fatto che nella SFP del reattore 3 c’era, a differenza che nei reattori 1 e 2, il plutonio, come dice lei, e tiri le somme.
      Ma al di la di tutto ciò (che come diceva lei è un avvitarsi su tecnicismi) c’è il fatto che la nube dell’esplosione nel reattore 3, a differenza delle altre, era nera. Mi corregga se mi sbaglio ma questo può voler dire solo due cose: o c’era qualche elemento chimico “sconosciuto” che ha avvelenato la nube rendendola nera oppure c’era aerosol di combustibile. Del combustibile esausto è stato aeroslizzato e disperso, anche in frammenti, nell’ambiente circostante. Che poi l’esplosione sia una “criticità“, una deflagrazione di idrogeno, entrambe le cose o qualsiasi altra cosa, abbiamo del combustibile esausto che è stato disperso nell’ambiente. Come riportato da UnicoLab, che i “tifosi” del nucleare (e con questo non includo lei. Come ho già detto non intendo polemizzare ma solo discutere, a differenza di altri), pare, ritengano la fonte più attendibile, la TEPCO raffredda la SFP del reattore 3 solo una volta al giorno e nel periodo tra il 30/12 e il 4/1 hanno disattivato completamente il raffreddamento!
      Riporto da UnicoLab (spero che non sia anche questo un sito di eco-putridi):
      Vi ricordiamo che potete controllare i parametri dei reattori guardando i grafici che teniamo quotidianamente aggiornati. Da notare come il grafico della temperatura della piscina 3 abbia dei punti vuoti. Questo è dovuto ai lavori che hanno e che stanno effettuando sul circuito primario di raffreddamento della piscina e accendono il sistema di ricircolo solo una volta al giorno per avere una stima significativa della temperatura dell’acqua e quindi degli elementi di combustibili stoccati.
      I detriti presenti in massa in questa vasca stanno rendendo molto problematico il passaggio dell’acqua e il filtro che nella giornata di ieri è stato definitivamente sostituito accumula una grande quantità di particolato e diventa anche un punto caldo dal punto di vista radiologico.

      Ci sono le immagini che mostrano come travi e intelaiature metalliche siano ammassate sulle SFP nei reattori 1 e 2 mentre nella SFP del reattore 3 i detriti sono dentro la vasca e tutt’intorno!
      Insomma, a mio modesto avviso ce n’è d’avanzo per dedurre che di combustibile nella SFP del reattore 3 ne è rimasto ben poco e quel poco che c’è, è pesantemente danneggiato. Questo è l’essenziale, il combustibile esausto è stato disperso nell’ambiente, e discutere del perché e del percome (”criticità“, idrogeno o altro) ha senso solo se lo si fa con lo spirito di correggere i propri errori, non di nasconderli. Altrimenti è solo esercizio di retorica.
      Un’ultima considerazione in merito alla questione delle “porte aperte” per evitare l’accumulo di idrogeno. Ancora una volta invito alla cautela prima di esprimere giudizi affrettati (come fa certa gente, ma i loro non sono giudizi, sono PREgiudizi). Ci sono notizie NON ufficiali (tweet anonimi, quindi da prendere con le molle, di sedicenti operatori d’impianto a Fukushima) che indicano come la TEPCO abbia saldato dei “blow-out panels” su indicazione della NISA perché, pare, in occasione di un precedente terremoto in un altro impianto, questi si siano aperti esponendo così la centrale al “potenziale” rischio di fuga radioattiva. Sembra anche che gli operatori, subito dopo il terremoto, abbiano cercato disperatamente di smontare a mano, a rischio della pelle, flange e cerniere di questi pannelli. Anche subito dopo il terremoto (e questa è una notizia più “ufficiale”) tra gli operatori c’è stato il panico in sala controllo.
      È arrivato un operatore avvisando la gente che stava per arrivare l’onda di tsu-nami. Dopo interminabili attimi di panico e di silenzio, qualcuno ha detto: “serve a qualche cosa che rimaniamo qui a rischiare la vita se non c’è niente ch e possiamo fare per controllare i reattori?”. Al che l’allora direttore dell’impianto (quello che si è dimesso per problemi di salute) si è buttato in ginocchio (cosa che a noi occidentali, arroganti, superbi, presuntuosi e orgogliosi, può sembrare oltremodo stravagante) pregando gli operatori di rimanere.
      La gente in Giappone, l’opinione diffusa che ha la gente in Giappone (quindi non scritta sui giornali ma che circola nei vari forum/blog) è che l’ex-premier Kan sia almeno in parte responsabile di quello che è successo a Fukushima (infatti si è dimesso, anche se sarebbe più preciso dire “lo hanno fatto dimettere”). Sembra che poco dopo lo tsu-nami sia piombato sull’impianto, brontolando e rimproverando tutti a destra e a manca, costringendo così gli operatori a sospendere le febbrili operazioni in corso in quei tragici momenti.
      È facile giudicare l’operato di altri, soprattutto quando stiamo comodamente seduti dietro un monitor di PC. Molto più difficile giudicare il proprio di operato, soprattuto quando siamo in condizioni di rischiare la pelle e, assieme alla nostra, quella di potenziali decine, migliaia, milioni di altre persone.
      Io con questo, ovviamente, non intendo giudicare nessuno. Non voglio dire né che gli operatori di Fukushima hanno fatto bene né che sono dei criminali, né che i tecnici di Chernobyl hanno fatto bene né che sono stati dei criminali (e se proprio vogliamo cercare un operato criminale, che non nego, questo andrebbe cercato, semmai, più a monte.)
      Né con questo intendo giudicare persone come lei che, pacatamente ed educatamente, esprimono giudizi (a differenza di chi scrive sopra, che, maleducatamente, parla solo per stereotipi/pregiudizi e/o perché aizzato come un mastino da chi gli ha fatto il tele-lavaggio del cervello. Questa gente, come ha ampiamente dimostrato il suo “degno” compare robertok, non si lasciano andare a volgarità e insulti ancora peggiori solo perché teme la “censura” del moderatore del blog, null’altro.)
      Voglio solo dire che il mondo non è fatto in bianco e nero e che dovremmo fare una autoanalisi, una seria autoanalisi delle motivazioni profonde (psichiche, etiche, filosofiche e morali, con buona pace di chi ha nominato “Tecnica” a suo nuovo dio) che ci muovo, possibilmente corredate del confronto pacato ed educato di chi vede le cose da un diverso punto di vista, perché noi, giocoforza, siamo troppo immedesimati con il nostro.
      Questo è, ed è sempre stato il senso della “logica dell’alternanza”, del conflitto di interessi, delle commissioni indipendenti, dei consiglieri, chiamiamoli come li vogliamo chiamare, soprattutto se abbiamo incarichi delicati e di grande responsabilità (come appunto quello di insegnare o di governare una nazione o di condurre una centrale nucleare!) Si dovrebbe apprezzare chi, pacatamente ed educatamente, ci fa notare cose che dal nostro punto di vista non riusciamo a vedere (dopodiché decidere in autonomia ed assumersi la responsabilità, tutta, delle decisioni) e non fare come certi personaggi che si circondano di “signorsì” salvo poi dare la colpa agli “altri” se non sono riusciti a fare quello che avevano strombazzato.
      Allora e solo allora sarà utile e proficuo fare discussioni ardite sul perché ed il percome della “tecnica”. Certo, molto più facile a dirsi che a farsi…
      Davvero concludo

      SB

    23. Pietruccio scrive:

      Sì. Qualcosa di strano a Fukushima è successo. Pian piano ricostruiremo il puzzle mentre altre cose non si sapranno mai (purtroppo).

      Resta il fatto che in un paese di tipo occidentale, quindi non in una dittatura, è stato possibile farla in barba a una tecnologia che richiede serietà e controlli come base: non si può fare il nucleare in modo poco serio e con controlli inefficienti. La sicurezza è parte integrante della tecnologia e della filosofia che sta alla base di questo tipo di opere per lo sfruttamento pacifico dell’energia atomica, essendo stata sviluppata a partire dalla ricerca scientifica e da massicci investimenti statali e non da una base di piccoli e furbi affaristi come la maggior parte delle altre attività che nascono “sporche” e poi si ingrandiscono.

      E’ per quest’ultima considerazione che credo sarebbe stato particolarmente utile all’italia essere costretta ad aprire almeno un’attività giocoforza impermeabile a mafie, pagliacci, speculatori ecc… (non sto qui a dirle la trasparenza, la documentazione e l’infinita sequenza di controlli che accompagnano la produzione nell’ambito del nucleare civile… se le cose andassero fatte come si deve). La scelta di rinunciare a fare cose serie (come il nucleare) perchè ci sentiamo incapaci di liberarci di un certo tipo di persone (come mi hanno detto molti che hanno votato all’ultimo referendum) la lascio definire a lei (io senza parlacce non ci riesco).

      La questione riguardo agli “ambientalisti”, o meglio all’ambientalismo reale (tipo il “socialismo reale”, che di socialismo, solidarietà ed equità non aveva niente) è però un’altra. In quell’ambiente l’antinuclearismo è un dogma. E’ un pregiudizio. Ciò che è stato chiesto, e praticamente ottenuto, è l’abolizione di una tecnologia a prescindere (e questo non è certo né bello, né giusto, né democratico, né intelligente). Le critiche che lei rivolge a una certa parte di sostenitori del nucleare (un po’ coloriti) vale simmetricamente anche dall’altra (le ho già detto degli insulti che mi hanno rivolto, oltre a certi “auguri” che per un superstizioso richiederebbero una riserva di tonnellate di ferro).

      Vede, io sarei altrettanto impegnato (agguerrito?) se qualcuno proponesse l’abolizione di questa o quella tecnologia rinnovabile e anche all’abolizione istantanea e pregiudiziale e irragionevole dell’uso del petrolio, del gas o del carbone. Così come bisogna essere contrari al fatto che sia la tecnologia che prenda in mano tutto, o viceversa che non conti niente e che valga il primato della politica, o il triste primato dell’economia (che dopo anni adorazione ideologica promossa dai tempi del binomio Tacher-Regan in questo periodo mostra tutti i sui limiti e la sua faccina feroce mentre si appresta a deprimere le popolazioni del mondo intero oltre a noi che forse ce lo meritiamo).

      Chi ideologicamente combatte il nucleare (o qualsiasi altra cosa) a priori, invece di valutarne aspetti positivi e negativi, equilibri e modalità di sfruttamento all’interno di un quadro equo e organizzato, fa dei grossi guai, e le organizzazioni “verdi” appartengono senz’altro a questa categoria… come altri? sì come altri su altre questioni, motivo per cui passiamo da un guaio all’altro, e non si vede all’orizzonte un filo a cui aggrapparsi.

      Nello specifico (questione energetica) ci sono politici che fanno i tecnici e tecnici che fanno i politici raccontando panzane su panzane e forzando soluzioni che portano sì voti, ma metteranno anche in ginocchio il proprio paese: un esempio sta emergendo in germania dove l’ideologia e il populismo (unito a una sana dose di disinformazione) ha imposto scelte impraticabili e i risultati nefasti si vedranno nei prossimi anni. Scommettiamo?

    24. Pietruccio scrive:

      @ Cher

      “Per Pietruccio c’è una interessante relazione rilasciata dai Jap sul disastro di Fukuschima, lo resa disponibile nel thread dedicato, gradirei leggere un suo parere, grazie”

      Non la trovo

      E’ qui?

      nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=179&pid=871#...

      E’ in formato pdf?

      E’ un link?

    25. Cher scrive:

      si…….#messaggio 340 pag n° 34

      cmq qui l’originale:

      world-nuclear-news.org/RS_Fault_lines_in_Japanese_nuclear_re...

      ————————-

      @ silviuccio……non capisco se sono io che non mi spiego o che cosa! ” Lei è sicuro?” di quello che afferma come un “mantra” il suo anti-nuclearismo?
      http://it.wikipedia.org/wiki/Mantra

    26. Pietruccio scrive:

      @ Cher

      C’è da rabbrividire e da incazzarsi.

      Non tanto per alcuni equivoci o errori di valutazione nati durante l’emergenza dove con l’agitazione che c’è è facile che succedano certe cose, ma per la approssimazione con cui sono stati organizzati i comitati di emergenza (comitati a piani diversi che non si parlano, con sistemi di emergenza SPEEDI che non funzionano in emergenza e nessuno che si prende in carico il coordinamento ecc…), per l’assurdo rapporto che hanno con l’informazione (se vai a vedere i commenti che facevo all’epoca del mini incidente di kashiwazaki kariva ipotizzavo addirittura che lo facessero apposta a fare la figura dei cretini davanti ai media, con silenzi e imbarazzi assurdi, per mettere in cattiva luce il nucleare e così fregare l’occidente - invece evidentemente il motivo è che lavorano da cani), e, fatto gravissimo, gli assurdi risparmi nella progettazione, a livello si direbbe da … (devo evitare querele)

      “… An overall failing of Tepco, NISA, METI and its predecessors was to fail to plan for very large tsunamis. The site was licensed in the 1960s and 1970s on the basis of a 3.1 metre tsunami wave and although later studies indicated that much larger waves were possible, no concrete steps were taken by any of the bodies to plan for that eventuality. Furthermore, external risks like tsunami and earthquake were not part of a government analysis of measures against severe accident made most recently in 2002 - and the recommendations from that were voluntary and not part of regulatory requirements….”

      Ricordo che in una centrale atomica in Italia a Caorso, zona non sismica, noi la progettiamo per reggere in sicurezza (quindi almeno 2 volte tanto) il terremoto tipico di una zona come Messina (cioè la centrale di Caorso è stata progettata coi parmatri che si usano per l’edilizia civile di Messina).

      In giappone, una zona sismica e soggetta a tsunami quei …. (evitiamo querele) la dimensionano per terremoti uguali o inferiori a quelli del reattore di Caorso e, incredibile, per tsunami di 3.1 metri (qui siamo veramente al ridicolo), addirittura con problemi ai filtri all’interno dell’edificio del reattore (dall’articolo non si capisce bene quali e dove), e l’autorità di controllo non solo non blocca istantaneamente l’esercizio e ordina lo smantellamento (in realtà in quel modo non dovrebbe nemmeno essere mai stata costruita).

      Addirittura l’ente di controllo consente l’esercizio con plutonio (MOX)!

      Questi hanno letteralmente tradito tutto e tutti, a partire dai loro concittadini, ma anche chi ha lavorato seriamente nel ramo gettando un onda di discredito su tutto il settore nucleare e, come dico sempre, e non per paradosso (vedrete le conseguenze) dando voce e credibilità a chi, da antinucleare, promuove politiche che avranno conseguenze pesantissime sulla popolazione occidentale (il perchè evito di ripeterlo per la centesima volta… non se ne può più): paradossalmente noi e i nostri figli saremo le vere vittime dell’irresponsabilità dei giapponesi.

    27. Silviuccio Berluschino scrive:

      Eccone un altro che legge pilotato da astio, risentimento e pregiudizi.
      Ha visto Pietruccio? Quanto è difficile distaccarsi da questo meccanismo? Anche lei (che tra tutti quelli che ho avuto modo di leggere fino ad ora su questo blog, mi sembra il più equilibrato) non vi è sfuggito. L’idea che il “brusco cambio di geometria” fosse stato causato dall’esplosione di idrogeno e non dal terremoto io l’avevo già citata precedentemente nei miei post ma lei non l’ha letta. Ripeto, con questo non intendo additarla o screditarla, voglio solo evidenziare un fenomeno che rende piuttosto pericolosa la gestione di un po’ tutto, almeno qui in Italia (ma ci credo poco che sia solo in Italia). Io stesso, come ho già detto (lo ha letto?) NON mi ritengo immune da questo meccanismo: quando qualcuno esordisce con termini come “eco-putridi” o “raccolta di castronerie” provo il forte, fortissimo impulso di NON leggere e di passare oltre, magari perdendomi qualche considerazione “interessante” che anche persone ottuse, stolte, fanatiche e presuntuose come i “coloriti” di cui sopra possono azzeccare ogni tanto. Quindi come vede io NON nego l’esistenza di questo meccanismo ANCHE “dall’altra parte”. Quello su cui non sono d’accordo è di vederlo SOLO dall’altra parte.
      Ha visto cos’ha letto Andrea? Ha letto “reattore esploso” invece di seguire tutto il filo del ragionamento sull’esplosione nella SFP (ma saprà cos’è una SFP?). Ha letto le prime righe, ha “deciso a priori” che io scrivo “castronerie” e ha spento il cervello, partendo in quarta con gli insulti.
      E se me lo permette, senza che lo prenda come un’offesa, la considerazione che il nucleare è “geneticamente” immune alla mafia è un po’ sulla linea di questo meccanismo.
      Guardi che anch’io sono un “tecnico” (non snocciolerò le mie “credenziali” accademiche per non cadere nella trappola di cui sopra), anche i miei genitori erano professori (ora in pensione) e anch’io lavoro come progettista nell’industria. Il mondo non è bianco e nero come a certa gente di vedute ristrette risulta sin troppo facile credere. Anche le istituzioni italiane, sulla carta, dovevano essere “geneticamente”, “costituzionalmente”, immuni alla mafia e guardi adesso dov’è arrivata! Io lavoro da una vita nel settore “industria pesante” e la realtà “operativa”, quella di tutti i giorni, mi creda, è ben diversa da quella tutta ideale, descritta nel mondo accademico.
      Il mondo delle idee di Platone, qui, su questa terra non esiste! Sulla base di questo dato di fatto (perché di dato di fatto si tratta!) non esiste niente, niente che al giorno d’oggi possa essere considerato “geneticamente” immune alla corruzione. Ha visto Andrea? Lui non crede che i Jap (come li definisce l’altro maleducato) siano poi così incompetenti o “criminali”.
      Da questo punto di vista non posso dargli tutti i torti (ha visto? Anche un gretto maleducato può dire qualche cosa sensata ogni tanto!) È facile additare e trovare errori nell’operato di altri, molto più difficile trovarlo, da noi nel nostro. Non dimentichiamoci che il nucleare è stato “venduto” ai giapponesi dagli americani. La popolazione giapponese, dopo Hiroshima e Nagasaki, NON lo voleva proprio, ma una intensa campagna propagandistica ha convinto (ma sarebbe più appropriato dire “obbligato”) la popolazione ad accettarlo. Il nucleare giapponese è tutto “occidentale”, i reattori sono di tecnologia USA, le ispezioni, i controlli, le verifiche… tutto “made in West”.
      Quindi non è che la tecnologia russa (o comunista?) fosse pericolosa perché “russa” (o comunista anche se questa è una posizione fino troppo facile da assumere se si è di vedute ristrette) o quella “occidentale” pericolosa in Giappone perché “in Giappone”. Solo il Giappone è corrotto? Tutto? Davvero? E noi? Siamo puliti?
      Da questo punto di vista, per questi motivi il nucleare (guardi che questo non vuole essere un pregiudizio anche se i “coloriti” di cui sopra non ci crederanno mai) ha il potenziale per fare danni immensi, esattamente come l’economia dei “fossili”, danni che oggi sono già sotto gli occhi di tutti.
      Per questo dico, attenzione! Attenzione! Visto che abbiamo già fatto catastrofi con il petrolio, carbone, ecc. ha senso buttarsi a capofitto senza prima riflettere a fondo, veramente a fondo su qualche cosa che ha il potenziale per fare altrettanto (se non di più)?

    28. Pietruccio scrive:

      @ Silviuccio

      Avevo scritto un commento ma il gatto mi è salito sulla tastiera e me l’ha cancellato: è sicuramente un antinucleare!

      Provo a fare un riassunto:

      - danni come quelli delle fossili è impossibile farli.

      - non ho detto che la tecnologia nucleare è immune da mafie & c. ho detto che nasce in un ambiente diverso il che presuppone che se gestita bene potrebbe esserlo (io sarei per trasparenza totale e controlli ossessivi): credo che quella sviluppata negli anni ‘70 qui in italia lo fosse (per una serie di motivi che non sto qui a elencare), vedi articolo a pag. 6

      ordine.ingegneri.vi.it/db_img/rivista/Rivista_23_2008.pdf

      - riguardo alla possibilità che un’esplosione di idrogeno nella piscina del combustibile esausto possa aver causato un pronto critico l’eventualità resta comunque quasi impossibile: presupporrebbe la presenza materiali tipo un nocciolo al Pu non del tutto esausto messo in posizione precaria (da criminali) e la presenza di acqua che si “materializza” allo stato liquido e senza bolle dopo essere evaporata (in buona parte - altrimenti le barre non si surriscaldano) e aver reagito oltre i 1200 °C con le camice delle barre. Poi, siccome in questi anni ho letto di tutto sia da parte di chi informa con notizie false (ad esempio che la caduta di una barra di combustibile in siberia stava minacciando la salute dei cittadini di tutta europa) sia da parte di chi gestisce il nucleare in modo completamente irresponsabile (vedi quello che è successo a Mayak), ormai non mi stupisco più di niente: insomma per capirci qualcosa servono notizie certe e ipotesi realistiche descritte in modo scientifico, con dati e riscontri, da parte di chi sta lì e fa indagini, il resto possono essere solo ipotesi che non so che legame possano avere con la realtà.

    29. Pietruccio scrive:

      @ Andrea

      No, non sono d’accordo.

      Sono convinto che quei discorsi che si facevano sulle probabilità avevano comunque un senso solo per delle fascie molto ristrette di tecnici altamente specializzati, e nemmeno tutti. Spesso l’accettazione della tecnologia nucleare era più legata all’ideologia (come l’atteggiamento antinucleare, del resto) che alla reale percezione della situazione.

      Dopo Chernobyl, anche se non ci fosse stata la massiccia campagna antinucleare (ben foraggiata e sostenuta da tutti i media), molti dubbi sarebbero comunque venuti alla gente e l’unica “difesa” che poteva avere un senso per la popolazione normale era chiarire che si trattava di una tecnologia ben diversa dalla nostra e gestita in un regime totalitario che disperezzava la vita dei cittadini (cosa vera). Infatti, non so quanti anni hai, ma se c’eri ti ricorderai che al telegiornale rimarcarono più volte che un non meglio precisato supertecnico IAEA americano aveva dichiarato che la tecnologia russa era uguale a quella occidentale (l’informazione era ovviamente totalemente falsa perchè gli RBMK sono completamente diversi dai nostri, avevano alzato le barre di controllo che in quei reattori ottimizzati per il Pu da bombe all’inserimento danno contributo positivo alla reattività ecc… tutte cose che saprai sicuramente) - informazione essenziale per spingere la gente a usare altre energie (anche Rubbia, che secondo me ha spostato molti “elettori”, sostanzialmente ha fatto filtrare questa sensazione).

      Ma qui era diverso.

      Dopo Fukushima questo non lo possiamo più dire. La tecnologia è occidentale e i nostri compatrioti hanno visto in diretta esplodere gli impianti. Pensi davvero di potergli andare a dire che “si, però le probabilità…”. I miei colleghi a scuola, anche quelli di materie scientifiche, ormai parlano con me solo se gli garantisco che non entro nella questione: non ne vogliono proprio sentir parlare (e non sono disposti neanche a dirmi perchè hanno votato contro al referendum - i più democratici mi dicono che se in giappone è successo quello, figuriamoci qui in italia con la mafia…)

      Difendere poi la tecnologia giapponese e la loro gestione mi sembra autolesionista. Lì con uno tsunami si è bloccato tutto. Vogliamo essere seri! Non stiamo mica parlando di un reattore messo in mezzo alla pianura padana, ma messo in riva all’oceano in zona strasismica: non è questione di metro più metro meno, se non sei un disgraziato ti prendi dei margini da garantirti ogni cosa, perchè quello è lo spirito della tecnologia nucleare (hai mai visto la vignetta del tipo “nucleare” che la mattina si veste con la cintura, le bretelle e comunque pantaloni abbastanza stretti che non cadono da soli?). Il criterio è quello dell’ALARA, anche se si sono rispettati i limiti, è quello di avere sempre più soluzioni diponibili qualunque cosa succeda: a Fukushima un po’ d’acqua ha messo fuori uso tutto, dai diesel d’emergenza alla strumentazione. Il fatto che i terremoto fosse forte non è una giustificazione perchè l’impianto o si può fare perchè è in grado di resistere a ogni sollecitazione naturale, o non si fa: ma pensi davvero di poter dire a qualcuno “ti faccio un impianto vicino casa (così io ci guadagno un sacco di soldi) ma se arriva un tromba d’aria più forte di tot l’impianto esplode e vi ammazziamo tutti”? Perchè è questo che hanno capito le persone di tutto il mondo.

      Non è così? Non ha fatto nessuna vittima? Lo so, ma non quello che ha percepito la popolazione oltretutto completamente intortata dai soliti che ci marciano (la diga ha fatto centinaia di vittime ma nessuno chide che vengano smantellate le dighe - anche perchè nessuno nei media si mette a fare angoscianti conti di probabilità sulle dighe - semplicemente la percezione è che le dighe sono comunque sicure anche se ammazzano la gente, i nucleare no anche se non ammazza nessuno).

      L’unica proposta che fra qualche anno si potrà fare (ma la cosa importante sarebbe stata non fare il referendum, perchè quello è un macigno e vedrai quanto peserà) se mai l’italia, quando sarà nei guai fino al collo con l’energia e ammesso che ci siano ancora soldi (dubito), è far capire alla popolazione che si ciuccerà un impianto vicino, che il manico ce l’hanno in mano loro - e se mi permetti hanno ragione, perchè proprio il giappone ha dimostrato che in una economia di mercato non ti puoi, anzi non ti devi, fidare di nessuno, TEPCO, ministri, enti di controllo ecc… ma se non eserciti il tuo dovere civico di cittadino comunque di controllo reciproco, ti fregano.

      Poi vuoi dire che dopo aver “rotto le uova” e creato i presupposti per il disastro i tecnici si sono dati da fare e stanno riportando le cose alla normalità con efficienza e competenza? Vediamo (non sto seguendo la vicenda ma mi pare verosimile). Però il baco sta da un’altra parte, non nella bravura o meno dei tecnici del sol levane, i guai stanno sempre sul versante economico.

    30. Pietruccio scrive:

      Che il nocciolo del problema stia nel modo in cui si informano i cittadini è quello che vado ripetendo anch’io da anni su questo sito (e su altri)

      Oltretutto la cosa pone una questione seria sul significato di democrazia perchè come vedi la gente vota in modo “pilotato”, il cervello umano è purtroppo facimente malleabile, per cui l’informazione e il controllo dei media in democrazia è materia molto molto delicata: eppure qui in italia la maggior parte delle persone (ideologicamente) favorevoli al nucleare (e in prevalenza apaprtenenti a una parte politica) non ha compreso il pericolo di mandare al governo uno che controlla i media - anche se la cosa gli è stata detta e ribadita in tutte le salse - e viceversa gli antinucleari - adesso parlo di quelli in buona fede e appartenenti all’altra sponda - che politicamente hanno rimarcato il problema quando si trattava dell’altra parte politica, non vedono la massiccia propaganda antinucleare, il controllo sistematico dei media e gli interessi immensi che ci stanno dietro, ma si adagiano su certi risultati, come i referendum, pensando che quelle vittorie siano le loro.

      Coi media e più in generale con la pressione ideologica puoi spingere la gente a fare di tutto comprso suicidarsi (vedi certi atti di terrorismo, ecc…): e qui possiamo soltanto prendercela con nostro signore che ci ha lasciato un libero arbitrio un po’ troppo “libero”, che non sappiamo gestire.

      Tornando alla questione reattori, non voglio dire che non andavano fatte centrali a Fukushima, ma che se uno fa una centrale in riva all’oceano in zona “strasismica” la deve progettare per resistere a qualunque tsunami si possa mai presentare lì, come a Caorso è stata progettata per terremoti che non si potranno mai verificare nella zona, e il tutto con un ampio margine. (In ogni caso non è necessario il mare per alimentare il condensatore di una centrale atomica, o per qualsiasi centrale terloelettrica: basta anche la portata d’acqua di un piccolo fiume (diciamo una sessantina di metri cubi al secondo) o una portata anche molto minore se si intendono usare le torri di raffreddamento, senza contare che teoricamente ci sono anche delle torri di raffreddamento “a secco” che smaltiscono il calore in aria e non hanno la necessità di una portata d’acqua costante, ma solo di quella per i servizi).

      Quanto a Rubbia, in occasione del primo referendum andò in televisione dicendo

      - che il nucleare non andava fatto perchè coi reattori si prouce il combustibile per le bombe atomiche (la cosa è vera per gli RBMK ma non per i nostri ad acqua leggera)

      - che c’è il problema delle scorie (lasciando intendere che non è risolvibile mentre invece è tecnicamente facilmente risolvibile - è invece socialmente difficile da gestire, ma qui si torna al punto precedente dell’informazione)

      - che i reattori si basano su un fenomeno intrinsecamente instabile (mentre è vero il contrario, la reazione nucleare si autoregola sicuramente nei reattori del nostro tipo ad acqua leggera ed anche in altri tipi di reattore e in certe condizioni anche negli RBMK, solo che a Chernobyl erano usciti da quel campo)

      - che lui, col suo gruppo di ricerca, ci avrebbe dato la fusione nucleare, e quindi energia abbondante a basso costo, in 5 anni (lasciando intendere che era inutile insistere con la fissione che quindi andava abolita dalla faccia della terra).

      Ricordo che rimasi molto deluso e capii tante cose sugli scienziati e sulla ricerca (che come tutto a questo mondo a bisogno di soldi).

      Qualche anno dopo ho letto che il CERN, dove presiedeva Rubbia, aveva ricevuto mille miliardi di lire di finanziamento dallo stato italiano (non ho sotto mano le date, non so se le cose sono correlate, ma sicuramente Rubbia con quelle dichiarazioni non si era certo inimicato la classe politica italiana notoriamente contraria al nucleare).

      Riguardo ai miei colleghi ti posso assicurare cheFukushima ha fatto cambiare parere e punti di vista a molti.

      Riguardo alla questione mafia poi, già che ci sono, vorrei ribadire la mia convinzione che dati i molti controlli e la tracciabilità che c’è nel nucleare la situazione è, secondo me, capovolta rispetto a quello che si crede: cioè secondo me la mafia non vuole il nucleare perchè lì è più difficile “fare afffari di un certo tipo”.

      Riguardo al far risalire gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima alla probabilità 10E-4 di incidente grve per anno-reattore non sono d’accordo con te: quelli sono calcoli risultanti da un’analisi di affidabilità dei componenti, quindi sono legati a incidenti tipo Three Mile Island (e anche lì il fattore umano non ha pesato poco, ma il tutto ha avuto origine da uno strumento guasto e da una perdita) e non all’irresponsabilità e all’imbecillità umana, che non viene messa in quota in quei calcoli. I fatti (Three Mile Island) hanno dimostrato piuttosto che quei calcoli erano abbondantemente conservativi e che i reattori di II generazione sono infinitamente più affidabili di quanto immaginato (logico - tutto era fatto e progettato con ampi margini, a parte in giappone sembrerebbe).

      I reattori di IV generazione non vanno visti tanto nell’ottica di una maggiore sicurezza (quelli di III sono già esagerati, prevedendo anche protezioni nei confronti di possibili cavolate “umane”) ma nell’ottica di una moltiplicazione delle risorse du fattore circa 100.

      L’ranio dell’acqua di mare al giorno d’oggi non può essere considerata una risorsa realmente disponibile (neanche coi reattori di IV).

      Il film cui ti riferisci credo sia “Sindrome cinese” con la bella Jane Fonda dove un fisica “esperto” racconta la storiella dello sprofondamento del nocciolo fuso fino al centro della terra e poi viceversa con disgrazie infinite sull’umana gente. Fa parte di un ciclo di fil che appartengono a uno dei sistemi più efficaci di fare propaganda: i verdi belli, svegli, intelligenti ed eroici e i tecnici nucleari impappinati, balbettanti, prieni di crisi di coscienza e imbranati (sembrava di vedere quelli giapponesi in tv dipo l’incidente di Kashiwazaki). Ne sono stati fatti altri fil di quel genere, tipo Silkwood, un’altro su un mostro a 9 teste (o giù di lì) che richiamava l’apocalisse (ovviamente apocalisse nucleare) coi soliti attori (Douglas). Quelli sì che spostano “voti”… quelli sì che dovrebbero far pensare tanti antinucleari in buona fede da dove sono piovuti i soldi per fare un film? o meglio, tanti film? E’ interessante l’eroico caso di Paul Newmann, che diventato favorevole in una Holliwood tutta contraria, è stato escluso da quegli ambienti.

      Se vuoi saperne di più sulla sindrome cinese (incidente comunque preso in considerazione per il rischio che il corium bucando il contenimento dal fondo, anche se non può andare molto più in giù poteva comunque liberare vapori radioattivi: è l’incidente fra i più gravi ipotizzabili e comunque mai verificato perchè il corium a quanto apre si ferma ben prima)

      ingegnerianucleare.net/Tematiche/4SN/4SNsicurezzaD/4SNsicure...

    31. Cher scrive:

      Il voler coinvolgere L’Ing. Pietruccio in suo commento /analisi del rapporto dei Jap sul post-incidente di Fukuschima era solo per rimarcare che la chiusura della Agenzia per la Sicurezza Nucleare è una decisione ERRATA che denota ignoranza e irresponsabilità.

      Ringrazio Andrea per la gentile presa di posizione nei miei confronti!

      No, non voglio esagerare con termini che alle orecchie dei vari Eco-Storditi possono sembrare maldicenze, infondo non è colpa loro!
      Il probleam ha radici profonde e per meglio esporre il mio pensiero riporto un piacevole e semplificativo articolo che sintetizza uno dei prolemi della nostra era, quello che qualcuno crede che la coltura sia più di una, la coltura è solo una!
      Dato che viviamo nell’era –> Pre-Aristotelica ecc ecc e spesso divulgare cose interessanti che superino la facile retorica che l’ ” Eco-Putrido-di-turno” innesca ogni qualvolta si cerchi ti approfondire un argomento.
      Di seguito qualcosa che spero sia di interesse comune, inteso come lettura!
      ———————–

      Cultura e tecnica
      E’ sbagliato pensare che la tecnologia tolga spazio all’umanesimo
      di Michele Marsonet 9 Gennaio 2012

      Nel celebre volumetto Le due culture pubblicato nel secolo scorso alla fine degli anni ’50, lo scienziato e scrittore britannico Charles Percy Snow lanciava un grido d’allarme denunciando la crescente separazione tra la cultura umanistica e quella scientifico-tecnologica.

      Egli era invece convinto che la cultura è una sola, che la summenzionata distinzione è in fondo artificiale e ingiustificata, e che occorre superare questa barriera che giudicava negativa per le sorti del mondo e del sapere. Non a caso, la traduzione italiana dell’opera, uscita nel 1970 per i tipi di Feltrinelli, fu curata da Ludovico Geymonat, pioniere della filosofia della scienza nel nostro Paese e convinto assertore dell’unicità della cultura.

      Il punto cruciale, tuttavia, è capire la natura e l’essenza della cultura. Curiosamente Snow, quando parla delle “due culture”, si riferisce sempre agli specialisti, e questa è una visione elitaria e poco realistica. Snow, scienziato per formazione e romanziere per vocazione, immaginava i salotti inglesi divisi in due. Da una parte gli scienziati che - chissà perché - non hanno mai letto Dickens, e dall’altra gli umanisti che - cosa più plausibile - non conoscono la seconda legge della termodinamica.

      In realtà la cultura è un insieme strutturato di conoscenze specialistiche dotate di un valore non solo teorico o contemplativo, ma anche politico e, soprattutto, pragmatico. Non ci sono due culture, ma solo una, e la vera distinzione da fare è tra cultura e in-cultura. La conoscenza non diventa cultura se è incomunicabile, e questo vale sia per il versante umanistico sia per quello tecnico-scientifico.

      In Italia la situazione è ancor più complicata a causa del lungo predominio di tendenze idealistiche in filosofia e nelle scienze umane, tendenze che - non tutti lo sanno - sono state trasmesse anche alla scuola marxista italiana, poiché Gramsci fu assai influenzato da Croce.

      La scienza, per Benedetto Croce, era solo “un libro di ricette di cucina”, e ancor meno valeva la tecnica. La vera cultura si faceva in altre sedi.

      Tuttavia, se si guarda attentamente alle grandi svolte del pensiero scientifico, e allo sviluppo dell’innovazione tecnologica, si coglie sempre una creatività in grado di travolgere qualsiasi steccato disciplinare. La separazione tra le culture discende dalla tesi che vede le acquisizioni umane quali entità fisse, sospese in un cielo platonico di idee pure e indipendenti dalla realtà empirica.

      Al contrario, le teorie scientifiche e le innovazioni tecnologiche, come i miti, le credenze religiose, le dottrine politiche, le creazioni artistiche, sono realtà viventi in incessante trasformazione, che interagiscono con il loro ambiente specifico, e con l’ambiente circostante in generale.

      Scienza e tecnica sono “cultura” nel senso più pregnante del termine. L’impresa tecnico-scientifica è uno dei più forti fattori di rinnovamento intellettuale e anche etico. Non dimentichiamo che, oggi, molti dei problemi etici che i filosofi affrontano nascono per l’appunto in ambito scientifico e tecnologico: basti pensare alla bioetica.

      Gli sviluppi tecnologici possono per esempio aiutare filosofi e umanisti in genere a riflettere su problemi fondamentali: la loro presenza consente di cogliere elementi che non erano disponibili in passato.

      Prendiamo in considerazione un caso noto. Si parla spesso di computer che “pensano”, e tale metafora ha avuto un enorme successo. Ma cosa significa “pensare”? Tutti sappiamo che un computer può vincere una partita a scacchi con un giocatore anche molto esperto, e da questo a dire che la suddetta macchina “pensa” il passo sembra facile e breve. Tuttavia non è così. Immaginiamo che il giocatore sconfitto voglia proseguire il dialogo con il calcolatore e, terminata la partita, chieda a quest’ultimo: “Riconosco che sei più bravo e più veloce di me. Io desideravo vincere perché intendevo dimostrare che un essere umano non può essere sconfitto da una macchina. Ora dimmi perché tu hai voluto vincere”. Può un computer gestire un dialogo simile, che fa riferimento diretto all’intenzionalità? Ed è ipotizzabile una sua risposta razionale a un simile quesito?

      Naturalmente le opinioni dei filosofi e dei teorici dell’Intelligenza Artificiale a questo riguardo divergono. Tuttavia è utile notare che una risposta positiva risulta assai problematica, poiché il computer non è inserito in un processo comunicativo originario, che faccia cioè riferimento sia ad altri parlanti che a un ambiente circostante, bensì in un processo derivato, dove ciò che realmente conta è l’input che uno o più esseri umani gli trasmettono.
      Molti altri esempi si potrebbero citare, tra cui il fatto che la creazione di Internet consente agli umanisti un confronto in tempo reale con le idee di altri studiosi, il che era impensabile sino a pochi decenni fa.

      Mi preme comunque sottolineare che il pessimismo circa le nuove tecnologie è ingiustificato.

      Lungi dal togliere spazio all’umanesimo, esse consentono l’apertura di orizzonti inediti. Gradualmente metodi e problemi filosofici vengono raffinati e compresi attraverso la luce di questi nuovi concetti; man mano che si ottengono risultati originali e interessanti dal punto di vista filosofico, l’impulso originario cresce “a ondate” che attraversano tutta la disciplina.
      L’informatica offre alla filosofia un insieme di semplici - ma incredibilmente fertili - nozioni, cioè argomenti, metodi e modelli per la ricerca filosofica nuovi e in continuo sviluppo.

      L’informatica fornisce così delle nuove opportunità e pone inedite sfide alla tradizionale attività filosofica. Del resto, l’informatica sta modificando l’attività professionale dei filosofi, tanto per il modo in cui essi fanno ricerca, quanto per come collaborano tra loro, e per come insegnano i loro corsi. Ma, ed è questo il punto di maggiore importanza, l’informatica sta modificando il modo in cui i filosofi comprendono alcuni concetti che costituiscono il fondamento della filosofia, come quelli di mente, coscienza, esperienza, ragionamento, conoscenza, verità e creatività.

      Questo nuovo corso nella ricerca filosofica, che include l’informatica come oggetto di studio, come metodo e come modello, aumenta progressivamente la sua velocità.

      L’interesse dei filosofi per argomenti di questo tipo non è certo nuovo. Pitagora era affascinato dal circolo e identificava strettamente la realtà con i numeri. Egli era colpito, per esempio, dal calcolo dei rapporti in musica che dimostravano come la bellezza musicale dipendesse da relazioni matematiche tra le note di una scala. Nel diciassettesimo secolo Thomas Hobbes propose una spiegazione meccanica, “computazionale”, della mente umana.

      Per Hobbes percezione, immaginazione e memoria potevano essere spiegate in termini di movimenti di materia secondo le leggi della meccanica. Ragionamento non è altro che calcolare, cioè aggiungere e sottrarre, le conseguenze di nomi generali concordati per designare e rappresentare i nostri pensieri.

      Per venire a tempi più recenti, Turing pensava che l’agire intelligente potesse essere compreso in termini di computazione, e dopo la fine della guerra propose il gioco dell’imitazione (oggi ben noto come “test di Turing”) per stimare le capacità intellettuali dei computer attraverso la valutazione di conversazioni tra umani che pongono domande, un computer nascosto e degli umani che danno risposte.

      Quando le idee vengono modellate su un computer, alcune delle conseguenze, soprattutto quelle che emergono dopo una lunga elaborazione, si mostrano in un modo che sarebbe stato assolutamente non rilevabile senza una tale elaborazione da parte del calcolatore; tanto i modelli quanto i metodi possono essere così più precisi, collaudati e raffinati. Questi risultati filosofici possono inoltre essere condivisi con altri che, per parte loro, li sottopongano a esame. I filosofi hanno sempre condiviso le loro idee mediante la produzione scritta, e ora utilizzano spesso il computer per condividere le opinioni: le idee astratte si animano.

      E’ interessante notare come siano stati soprattutto i regimi totalitari del XX secolo a cogliere le enormi potenzialità sociali dello sviluppo tecnologico. La Germania nazista, per esempio, fu il terreno ideale di coltura di una corrente di pensiero che si può definire “modernismo reazionario”.

      Nella Germania di quel periodo vi furono molti intellettuali che miravano a riconciliare le idee antimoderniste, romantiche e irrazionaliste presenti nel nazionalismo tedesco con le più evidenti manifestazioni della moderna razionalità scientifico-tecnologica. L’esaltazione da un lato della razza e della volontà di potenza e dall’altro della tecnologia formò una miscela esplosiva, destinata a travolgere in breve tempo tutti gli argini creati dal pensiero liberale. In questo senso il modernismo reazionario è una costruzione che, usando un termine di Max Weber, potremmo definire ideal-tipica. Non si tratta di un movimento autocosciente; eppure la sua esistenza può essere ricostruita ponendo mano all’analisi delle opere dei principali esponenti nazionalisti tedeschi del secolo scorso.

      Reazione politica e progresso scientifico-tecnologico, che a prima vista potrebbero sembrare antitetici, furono quindi riconciliati in nome del superiore interesse nazionale e della volontà di rivincita dopo la sconfitta subita nel primo conflitto mondiale. I modernisti tedeschi, in altre parole, insegnarono alla destra tedesca a parlare di tecnologia e di cultura allo stesso tempo, laddove per i tradizionalisti questi due termini erano tra loro alternativi. Il tradizionale anticapitalismo romantico della destra fu depurato dalle nostalgie per un tipo di società arcaica e contadina, e l’ordine nuovo da costruire venne identificato con il concetto di nazione unita e tecnologicamente avanzata.

      Accanto a intellettuali notissimi quali Carl Schmitt, Ernst Jünger e Oswald Spengler, il movimento si nutrì dei contributi teorici di una larga schiera di ingegneri i quali concepivano la loro professione in termini non meramente tecnici, e che intendevano porre al servizio della nazione la propria naturale competenza in materia di tecnologia. A tutti - umanisti e ingegneri - materialismo borghese e collettivismo marxista apparvero come due facce della stessa medaglia, e cioè immagini speculari di un mondo senz’anima, mentre la conciliazione tra tecnica e spirito divenne un’esigenza primaria. Dal punto di vista politico, l’intelaiatura fu fornita da Schmitt, il quale riteneva che lo Stato autoritario, reso più forte dalla tecnologia avanzata, fosse in grado di ristabilire il dinamismo politico di una società burocratizzata come quella di Weimar.

      Più noto, ma certamente non meno significativo, è il caso sovietico. Durante una cena riservata tenutasi nell’ottobre del 1932 Stalin, parlando a un gruppo di scrittori riuniti in casa di Maksim Gork’ij, disse: “I nostri carri armati non valgono niente, se le anime che devono guidarli sono di argilla. L’uomo è trasformato dalla vita e voi dovete aiutarlo nella trasformazione della sua anima. Siate ingegneri di anime!”. Un’intera generazione di scrittori pagò il suo tributo a dighe e canali, poiché secondo quella concezione del mondo tecnologia e scienza erano destinate ad aprire le porte del futuro.

      E’ tuttavia necessario notare che non esiste una scienza e una tecnica italiana, europea o americana, ma una scienza e una tecnica tout court. Scienza e tecnica, in altri termini, sono potenti strumenti di superamento delle barriere politiche, linguistiche e razziali. Si tratta di cultura cosmopolita per eccellenza. La scienza è dunque tentativo costante di conoscere oggettivamente il mondo, e ciò nulla ha a che fare con le differenze politiche, etniche o religiose.

      Proprio per questo chi si colloca nell’alveo del pensiero liberale deve capire che la diffusione della tecnologia non toglie spazio all’umanesimo, a differenza di quanto sostengono alcuni celebri filosofi come Martin Heidegger. Al contrario, l’applicazione della tecnologia informatica alle discipline umanistiche sta diventando un campo sempre più sfruttato e studiato. La tecnologia ha reso la comunicazione più facile anche per gli umanisti, e il pessimismo circa lo sviluppo e la diffusione della tecnologia è pertanto ingiustificato.

    32. Pietruccio scrive:

      Il problema non è la chiusura dell’agenzia per la sicurezza nucleare, dalla quale mi pare si fosse già dimesso il presidente prof. Veronesi, il problema è che nessuno ci ha mai creduto (anche dopo essere stata istituita non gli erano stati destinati fondi né, mi pare, una sede degna).

      Come al solito le cose erano state fatte per finta, come quasi tutto in questo paese da quando ho l’età adulta, salvo poi prendere decisioni pesantissime (almeno per chi non ha “santi in paradiso”) “in emergenza” (che vuol dire in pratica che ci fanno un … grosso così!).

      Forse solo il vituperato Scaiola da me elogiato su queste pagine per il coraggio di promuovere concretamente il nucleare - salvo poi specificare che la cosa non riguardava il suo bacino elettorale (cosa che mi ha deluso non poco: in ogni caso mi sono preso secchiate di … da più “postanti” su questo sito per averlo difeso) - ha avuto il coraggio di metterci veramente la faccia e probabilmente avrebbe veramente dato avvio a un’altra era per l’energia italiana. Per il resto la possibilità di ridurre un po’ la totale dipendenza da certe fossili (gas e petrolio, perchè il carbone non è nelle grazie) era morta e sepolta nel momento in cui è stato consentito, con una presa di posizione assai originale (e pare anche completamente sbagliata dal punto di vista tecnico visto che gli italiani, tecnicamente, hanno votato al 95% per fare il nucleare avendo abrogato il decreto che lo abrogava), di fare il referendum in un momento così (la gestione della disinformazione sui media è stata solo una conseguenza di ciò che aveva deciso il regime al completo, maggioranza, opposizione e extraparlamentari compresi… tanto chi ci guadagna a fare qualcosa che è nell’interesse della popolazione).

      Quello che non ho mai capito è come mai, di facciata (perchè di sostanza non lo è mai stato) il governo precedente abbia fatto finta di sostenere il nucleare (una qualche spiegazione l’ho sentita, e non le voglio riportare perchè niente hanno a che vedere con l’energia, ma mi sembra veramente fantascienza: preferisco pensare che ci fosse gente come Possa e qualche altro preparato e coi piedi per terra che riuscivao ad avere un qualche peso nella coalizione e che hanno dovuto capitolare nel momento in cui, dopo Fukushima, l’evidenza dimostrava che un atteggiamento favorevole all’atomo era da “eroi” ma non era adatto a chi volesse consenso e stare al governo).

      Certo adesso che hanno terrorizzato tutti e “maramaldeggiato” sui pericoli delle radiazioni e sul “costruttivo” spirito NIMBY, voglio proprio vedere come “i vincitori” gestiranno “l’emergenza” dei rifiuti radioattivi, perchè quelli ci sono indipendentemente dal fatto che si facciano le centrali atomiche, e ne vengono prodotti continuamente anche nel nostro paese, come pure succederà che le eco-mafie certo non si sentiranno impedite dal referendum a riciclare in italia (paese ormai sguarnito di presidio, ricerca, industria e competenze nel ramo e allo sbando) rifiuti radioattivi magari provenienti da altre regioni della terra (perchè per loro è comunque un buon affare): ma agli italiani (che si sentono tutti furbissimi) va bene così, convinti nel loro credo da superman

      “teniamoci la mafia e non facciamo il nucleare, così siamo al sicuro!”

      poi che i brandelli di agenzia per la sicurezza nucleare restino indipendenti o vengano associati a qualcosa non cambia molto (neanche come spese - la decisone è senz’altro più politica, nel senso di atto di sudditanza nei confronti di chi odia e disprezza la tecnologia nucleare).

      Altra cosa sarebbe avere quella che era l’ENEA (dove quell’N allora voleva dire Nucleare e presupponeva ricerca e gestione nel campo) e l’ENEA-DISP che si occupava dei controlli e della sicurezza, ma quella, in italia, al di là dei discorsi, nessuno ha mai pensato veramente di rimetterla in piedi.

    33. Cher scrive:

      @ Pietruccio : “teniamoci la mafia e non facciamo il nucleare, così siamo al sicuro!”

      Qualche dubbio? Con quello che è successo in questi ultimi mesi, non c’è alternativa per questa nazione. Non passa giorno dove delle incredibili violazioni dei principi elemetari per una nazione EX-democratica sono calpestati e tutti zitti! ( Giornalisti schierati, Popolo Viola, Girotondini,Sindacati, Ecologisti,Pacifisti,Indignatos, Teppisti, Anarchici,BrigateRosse,Stupratori…..) Con il governo precedente non c’era SECONDO in giorno che ogni STRONZO di questo elenco effetuava una sua performances e la colpa era di Berlusconi, naturalmente le MIGLIAIA di persone affigliate alla maffia,camorra,andrangheta,sacra corona unita , venivano messi in galera BOSS compresi e latitanti da decenni ……..poi tutto di colpo ZAC , via il Berlusca, il silenzio cala come una cappa su tutti i problemi, quelli in galera sono i “poverini” tutti a casa e tutti liberi.( questione di giorni)

      La cosa buffa, che oltre al gas, come fonte primaria e la più onerosa per l’apporto energetico stanno tornando le municipalizzate del Gas!
      Solo gli Eco-Storditi NON sanno chi si annidia nelle municipalizzate!

      Povera Italia, grazie agli Eco-comunisti siamo tornati nelle mani dei più rapaci esseri energetici che esistono . Le Municipalizzate!

    34. Pietruccio scrive:

      Sul vittimismo del governo precedente credo che siamo su posizioni opposte: certo che è stato molto criticato, ma francamente, dal mio punto di vista, non è che non ci avesse messo, e parecchio, del suo.

      Sul fatto che una buona fetta di speculazione e corruzione si annidi in basso, e che non si stia certo facendo quello che serve per sbaragliare le mafie di vari generi, tipi e livelli (anzi) le penso, invece, come te.

      Riguardo a definizioni tipo “eco-putridi” ecc… credo si debba fare una
      distinzione fra chi è in buona fede (e, come dice il vangelo, “perdona … perchè non sanno quello che fanno”) e chi invece, sotto la copertura di una attività angelica di difesa dell’ambiente, fa da promotore a certi movimenti che hanno come fine quello di ben altre speculazioni (non solo necessariamente economiche - ad esempio un atteggiamento populista che sfrutta le paure che suscita il nucleare e la pesante propaganda fatta con dovizia di uomini e mezzi per altri scopi, può rendere molto, e gratis, in politica).

      In ogni caso credo che non ci liberemo del “malgoverno” rivolgendoci a questo o a quel partito, e non credo neanche che all’interno di uno stesso partito si sappia chi si comporta male e chi no, né che sia possibile che si puliscano da soli o che una certa ideologia per principio produca tutte persone oneste ed efficienti e un’altra solo ladri e incapaci: come è ovvio c’è di tutto (buoni e cattivi) da tutte le parti.

      Quello che servirebbe sono meccanismi efficaci che incastrino chi sporca il lavoro virtuoso di quelli che “tirano la carretta” e, in politica e nelle altre attività sociali, tenga alla larga furbi e farabutti perchè sanno che lì non c’è “trippa per gatti”.

      Servirebbero regole e informazione: io credo che per cominciare potrebbe essere una buona cosa per avvicinarci a quello scopo la trasparenza totale, cioè la possibilità da parte di chiunque (stranieri compresi) di avere un rendiconto su ogni centesimo e ogni delibera o atto fatto dalla pubblica amministrazione (anche il voto dei rapprensentati politici di ogni livello, non vedo come non debba essere sempre palese, altrimenti come fa un cittadino a decidere se vuol rivotare o meno un certo consigliere o un parlamentare) e senza dover giustificare né chiedere niente a nessuno: dovrebbe essere in pratica tutto consultabile su internet.

      Lo stesso dovrebbe valere per qualunque attività che comporta rischi per la popolazione (come ad esempio i rigassificatori ecc…, e quindi anche le centrali atomiche, ovviamente, che sono assolutamente convinto abbiano la coscienza totalmente a posto su questo fronte).

      Ma tutto questo chi dovrebbe pretenderlo?
      Semplice, il popolo sovrano… solo che da queste parti dorme… e se un sovrano dorme gli portano via il regno e anche i vestiti.

    35. Cher scrive:

      @ Pietruccio , il popolo in Italia non è più sovrano, non lo è mai stato ma ora è certo! Per il resto chi soppraviverà vedrà!

      Il governo precedende era eletto dal popolo, questo è imposto dalla lobby FINANZA&COMUNISMO un paradosso tutto Italiano!

      Nulla di strano visto che siamo l’unico paese al mondo che ha smatellato le centrali nucleari nuove di pacca per una tangente* di 300 milioni di vecchie lire pari a 150.000 euro pari al valore di un appartamento vista colosseo per il politico-immune di turno!

      * Esiste un estesa documentazione e il titolare dell’Inchiesta ( Mani pulite anni 90) era il Magistrato On.DiPietro

    36. Pietruccio scrive:

      La tangente di 300 milioni… stai parlando di Caorso, di Montalto, di Trino?
      Hai mica qualche link?

      Questa non la sapevo: sulla questione ero rimasto all’intervista all’intervista di Bitetto

      archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/07/gas_uccise_atomo_...

      e all’intervista al mega presidente di Ansaldo di allora nel documentario “Gli anni dell’atomo” (anche lui decisamente esplicito) che non trovo più su internet: grazie al cielo ho conservato una copia in formato avi.

    37. Cher scrive:

      come lo trovo lo pubblico il link della tangente da 300 £M. Credo che sia interessante riportare il testo del link che hai postato affichè gli EruditiEcoSfigati sappiano come sono e SARANNO sempre presi per i fondelli e gl’altri l’hanno preso in saccoccia!
      Stiamo parlando di fatti ACCERTATI 25 anni fà e ACCADUTI nei 30 anni precedenti! ( Alla faccia dù C*****)
      Gli EcoIdioti sono ancora convinti di operare per il bene della natura……. poveri esseri privi di ogni rispetto per la loro dignità di esseri umani! Più tordi degli animali da cortile!
      ————

      I VERBALI DI TANGENTOPOLI RISCRIVONO UN GIALLO ITALIANO TITOLO: IL GAS UCCISE L’ ATOMO Nel 1987

      l’ energia nucleare fu sepolta dal referendum. Che pero’ ebbe un complice. Chi? Valerio Bitetto, l’ ex amministratore dell’ Enel in carcere per mazzette ai politici, non ha dubbi: la lobby del metano. Che guidata dal Psi e in chiave anti Dc… - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

      Nucleare, anatomia di un delitto. Personaggi e interpreti: Enel, Eni, Psi, Dc, Verdi, Pci. Partecipazione straordinaria: Bettino Craxi, Claudio Martelli, Ciriaco De Mita, Giovanni Goria.

      I verbali di Tangentopoli riscrivono la sceneggiatura di un giallo italiano: la morte dell’ atomo e il suo frettoloso funerale. Nel 1987 lo avevano sepolto un referendum e una martellante campagna ambientalista. E sull’ onda della paura radioattiva diffusa da una nuvola maledetta il Paese aveva detto “no, grazie”.

      Sei anni dopo Chernobyl, lo scandalo tangenti ha riesumato anche la salma della “tecnologia che puo’ fallire”. E dopo i primi accertamenti sul banco degli imputati sale un altro accusato. Valerio Bitetto, ex consigliere dell’ Enel, in carcere per le mazzette miliardarie incassate sul conto del Garofano, e’ pronto a fare l’ identikit dell’ assassino.

      Il nucleare l’ ha ucciso il referendum in complicita’ con una lobby: quella del metano. Sponsor: il Psi. Movente: mettere in buca la Dc e sostituirsi allo scudocrociato nel controllo del settore. Un settore strategico e redditizio per il partito capace di assumerne il controllo. Nel wargame energetico che da trent’ anni si gioca in Italia con i soldi pubblici, affiorano trame e congiure che l’ inchiesta dei giudici di Mani Pulite non ha ancora messo a fuoco. Nel suo ufficio di via Vincenzo Monti, due giorni prima dell’ arresto per una tangente da quattro miliardi pagata dalla Nuovo Pignone (gruppo Eni), Bitetto, 53 anni, ingegnere, socialista, ex colonnello di Craxi, cresciuto nella Cgil e approdato al consiglio d’ amministrazione Enel all’ inizio degli anni Ottanta, rilegge il libro nero della corruzione e racconta il suo ruolo di “combattente” all’ assalto del potere Dc che fino ad allora dominava i grandi enti di Stato.

      “Avevo una missione da compiere e mi sono subito applicato: dovevo rompere l’ egemonia Dc nel business energetico e trovare uno spazio per il Psi, sistematicamente tagliato fuori dai grandi appalti gestiti da ministero dell’ Industria, Finmeccanica, Ansaldo, Enel ed Enea che facevano capo ai vari big dello scudocrociato: da Moro ad Andreotti, da Donat Cattin a Marcora.

      Dopo una fase di studio l’ unica strada mi e’ sembrata quella di aggregare sistemi industriali privati e portarli a gestire tangenti. Cosi’ ho incominciato a taglieggiare i privati…”. E una strada in salita quella di Bitetto. L’ Enel e’ un grande carrozzone di Stato, centomila dipendenti, un fatturato di 12 mila miliardi, una produzione elettrica di 158 miliardi di chilovattora, un presidente di nomina Dc e un consiglio d’ amministrazione che fa da cerniera con i partiti di governo. Il cuore e’ democristiano, ma nelle decisioni si forma spesso un asse con il Pci, come nel caso dell’ atomo.

      Il piano energetico del ‘ 78, che prevede 12 mila megawatt nucleari, passa in Parlamento con il voto comunista e l’ astensione del Psi. “Dc e Psi difendevano il sistema delle partecipazioni statali perche’ con il nucleare avevano creato un sistema protetto, che garantiva una quota anche alle cooperative rosse . racconta l’ ingegnere che con le sue prime confessioni ha portato al quarto avviso di garanzia Craxi .. Il Psi all’ interno dell’ Enel si era sempre limitato ad azioni di guerriglia, ma con l’ avvento di Craxi bisognava trovare una nuova strategia: il suo disegno era quello di diversificare le fonti e centralizzarne la gestione.

      Ma per dribblare gli apparati dello Stato era necessario operare una politica di sfondamento coinvolgendo le imprese private. Io mi sono dedicato a questo: prima favorendo il ritorno al carbone, poi il risanamento ambientale, infine il mix che doveva comprendere anche una quota di nucleare. Ma dopo Chernobyl tutto e’ diventato piu’ difficile.

      La lobby del metano e’ diventata un rullo compressore, una formidabile macchina da guerra per il consenso e le tangenti, con ramificazioni su tutto il territorio attraverso le concessionarie.

      Craxi, dopo avermi dato via libera, si e’ schierato da quella parte e io ho perso la mia partita: non sono piu’ stato il suo interlocutore”.

      Pulito, ecologico, apparentemente conveniente il metano a meta’ anni Ottanta diventa il grimaldello del Psi per ridiscutere da una posizione di forza tutta la politica energetica italiana. Il nucleare arranca, dei quattro impianti costruiti in vent’ anni solo uno e’ in funzione tra polemiche e fermate sospette, quello di Caorso. Garigliano e Trino Vercellese sono disattivati, Latina e’ ormai a fine corsa. E quasi pronta Montalto di Castro: ma il cantiere e’ diventato un pozzo senza fondo di miliardi. Mille, duemila, seimila. Senza mai entrare in funzione.

      Per il Psi cinque anni di pressing nell’ Enel, il lavoro ai fianchi delle Partecipazioni statali e la presidenza dell’ Eni hanno ribaltato gli antichi equilibri. L’ industria privata appoggia l’ onda lunga socialista, Bettino Craxi e’ presidente del Consiglio, la Borsa tira e la nave Italia va.

      Nel 1985, alla scadenza del primo mandato, Bitetto ottiene la riconferma all’ Enel senza fatica. E oggi ammette: “E vero, taglieggiavo i privati, ma c’ e’ stato un reciproco consenso. Quando ho chiesto ad alcune ditte come la Tosi o la Belleli se volevano entrare nel grande business degli impianti, sembrava che non aspettassero altro.

      La Tosi era in difficolta’ e rischiava la chiusura. La Belleli e’ riuscita ad entrare nel giro e senza il mio aiuto, non avrebbe avuto il decollo. Pagavano la tangente, ma erano d’ accordo. Sapevano anche che non bastava solo il mio appoggio per concludere gli affari, ci voleva il consenso degli altri consiglieri. Ma coi soldi passava tutto”. Quando il 26 aprile 1986 il vento dell’ Est porta con una nuvola l’ angoscia radioattiva il Psi e’ il primo partito a dire “nucleare addio”.

      Claudio Martelli, vicesegretario, cavalca la protesta ambientalista, la Dc e’ spiazzata, il Pci lacerato. Attorno all’ energia dell’ atomo l’ Italia si spacca: Chernobyl manda in corto circuito le fragili certezze della politica energetica nazionale. Sul nucleare ci si interroga, si litiga, ci si divide.

      E mentre i Verdi martellano l’ opinione pubblica con dati da brivido sui rischi della fissione atomica, al governo si prepara la staffetta Psi Dc.

      E forte, fortissimo Craxi quando lascia il timone di Palazzo Chigi. Giovanni Goria, il suo successore, deve fare i conti con un referendum che ha detto no alle centrali nucleari. Tocca a lui e al ministro Adolfo Battaglia, repubblicano, firmare la smobilitazione.

      E quasi una nemesi storica: i partiti che piu’ di altri hanno spinto questa tecnologia ora la condannano a morte. Crolla il fortino costruito dallo scudocrociato: le nuove fonti sono il metano e il carbone, sulle quali il Psi aveva investito in largo anticipo. Ora il business energetico puo’ passare da via Del Corso. Ma sempre meno attraverso Bitetto. E l’ ora di Bartolomeo De Toma, collettore di tangenti nel settore energetico ambientale e di Silvano Larini, regista dei fondi neri del Garofano.

      C’ e’ il gruppo Acqua dei fratelli Ottavio e Giuseppe Pisante pronti a lasciare dall’ 1 al 3% su ogni appalto per le centrali Enel. E poi c’ e’ l’ Eni, che per i pagamenti ha un filo diretto con via del Corso senza dimenticare piazza del Gesu’ . Chernobyl, referendum, campagna ecologistica, metano: tutti hanno colpito a morte il nucleare. “Sicuramente c’ e’ un concorso di colpa . racconta Bitetto .. Gli accordi per il gasdotto algerino hanno imposto all’ Eni una politica d’ assalto per favorire la nuova fonte energetica. E con il Psi c’ e’ stata un’ unita’ d’ intenti.

      Anche l’ appoggio dato ai Verdi, non e’ un mistero. L’ Eni si e’ sempre coperta bene sul fronte ambientalista, con finanziamenti occulti e palesi”.

      E la lobby dell’ atomo? Distrutta, disintegrata. Resiste, come l’ ultimo dei mohicani, Felice Ippolito, ex presidente del Cnen: “La pagina dell’ addio al nucleare e’ una delle piu’ vergognose della storia italiana. In un cupio dissolvi la vigliaccheria della classe politica non e’ neppure riuscita a salvare il presidio tecnologico. Chi prendeva le mazzette con il nucleare ha continuato a prenderle con il metano: dalla Dc al Psi e’ solo cambiata la cassa”.

      Schiavi Giangiacomo

      Pagina 23
      (7 aprile 1993) - Corriere della Sera

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      Solo una rivoluzione analoga a quella Francese può dare qualche risultato in Italia! ( forse)

    38. Cher scrive:

      Per Pietruccio , naturalmente sull’attuale Premier, questa non l’ha ancora divulgata nessuno!

      Tanto per capire il PERCHE’ nel ‘93 è scoppiata mani pulite?
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      Mario Monti DIRIGENTE FIAT dal 1979 al 1993……….
      Non sa nulla ………..?

      Dopo il regalo dell’Alfa Romeo, la FIAT prese precisi impegni con lo Stato su Arese e Pomigliano:
      perchè MONTI non li fece rispettare?

      Nessuno ne parla ma il bocconiano MARIO MONTI non è solo l’uomo delle banche e della finanza (prima COMIT e GENERALI e poi GOLDMAN SACHCS) ma è stato innanzitutto un “UOMO FIAT”. MONTI ha fatto parte dei CdA della FIAT dall’età di 36 anni (1979) all’età di 50 anni (1993); dopodichè, dal ‘94 al 2004 è stato Commissario UE.

      E alla FIAT non era un comprimario ma comandava:

      CdA GILARDINI (FIAT) dal 1979 al 1983;
      CdA FIDIS (FIAT) dal 1982 al 1988;

      Cda e comitato esecutivo FIAT dal 1988 al 1993; oltre a Mario Monti, facevano parte del comitato esecutivo FIAT Gianni e Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens.

      Dal 1° gennaio 1987 la FIAT ha avuto in regalo l’Alfa Romeo dall’IRI (Prodi) e dallo Stato (Craxi, Andreotti, Amato, Darida, ecc..) impegnandosi per iscritto con il CIPI a mantenere i 40.000 lavoratori di Arese e Pomigliano e a pagare quattro soldi allo Stato con 5 comode rate annuali a partire dal 1993.

      Ma nel novembre 1993 riduce a 4.000 (e poi a zero) i lavoratori di Arese e così poi con Pomigliano. E mentre la FIAT ridimensiona e poi chiude l’Alfa, riceve 1.000 miliardi dallo Stato solo per costruire gratis lo stabilimento di Melfi.

      E in questi anni la Fiat, mentre si sbarazzava di 40.000 operai Alfa Romeo, ha ricevuto “aiuti” di Stato di 2mila miliardi di lire per Arese e altrettanti per Pomigliano.

      Per le tangenti FIAT il 9 aprile 1997 il Tribunale di Torino ha condannato Romiti e Mattioli a oltre un anno di carcere, con sentenza confermata in Cassazione nel 2000 ma cassata qualche anno dopo con la legge di Berlusconi che ha depenalizzato il falso in bilancio.

      I 150 operai dello Slai Cobas che si costituirono parte civile nel processo di Torino furono comunque poi risarciti con 1milione e 600mila lire a testa.

      “Una gran brutta notizia”. E’ questo il commento dell’amministratore delegato dell’ Ambroveneto, Corrado Passera, alla notizia della sentenza di Torino (LaRepubblica, 10 aprile 1997). Ma la tangentopoli FIAT è solo di Romiti? Ma non scherziamo!

      Soldi avvolti in carta da giornale “I pacchi di denaro arrivavano avvolti in carta da giornale accuratamente sigillati con nastro adesivo. Dal sesto piano di Corso Marconi, quartier generale della Fiat, le banconote – mezzo miliardo a pacco – venivano quindi portate al quinto piano, nell’ufficio della Signora Maria Nicola, addetta contabile e soprattutto segretaria di fiducia dell’ Amministratore delegato C. Romiti. La funzionaria, impiegata presso la cassa centrale della Fiat S.p.A., ora in pensione, provvedeva poi a dividere il denaro in piccole mazzette” (Repubblica 15.6.95). “Sulla conoscenza da parte di Mario MONTI delle tangenti FIAT rimane perlomeno un ragionevole dubbio”;

      Poteva il presidente onorario della FIAT, il senatore a vita Giovanni AGNELLI, non sapere nulla dei fondi neri e delle tangenti del suo gruppo?

      La Procura di Torino si è posta più volte questa domanda, ma non ha ricevuto alcuna notizia di reato nè alcuna risposta utile dalle centinaia di testimoni e imputati interrogati (Pomicino avrebbe voluto parlarne fuori verbale ma, quando i pm torinesi gli hanno spiegato che non si può, si è avvalso della facoltà di non rispondere; Craxi ha giurato che di vil denaro si occupava Romiti, mentre l’Avvocato si limitava all’alta strategia).

      Così la Procura non ha potuto indagarlo. Senonchè il gup Saluzzo, nella sentenza che condanna Romiti e Mattioli, la invita esplicitamente ad aprire un’inchiesta sull’intero Comitato Esecutivo degli anni delle tangenti, e cioè su Giovanni e Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Mario Monti.

      I cinque vengono dunque inquisiti per falso in bilancio nel maggio 1998. Ma ogni tentativo di approfondire il loro eventuale ruolo nel sistema illecito si infrange dietro i “non so” e le negazioni di chi potrebbe inguaiarli. Così alla Procura non rimane che chiedere l’archiviazione, in quanto “non esistono sufficienti elementi di prova a carico dei membri del Comitato Esecutivo”……

      Il 1° settembre 1998 il gip Paola DE MARIA archivia dunque il fascicolo sull’Avvocato e gli altri quattro, scrivendo che è “storicamente provato che Giovanni AGNELLI avesse mentito agli azionisti nel negare” le tangenti FIAT, ma non è provato che le conoscesse.

      Romiti, secondo i magistrati di Torino, in soli 10 anni avrebbe accantonato fondi neri per almeno 1.000 miliardi! “Centododici miliardi di lire falsamente dichiarati per un solo bilancio: quello del 1991. Le riserve occulte tuttavia risalirebbero “a far data dagli esercizi precedenti ad almeno il 1984″.

      E fra queste disponibilità vi sarebbero pure i “versamenti per almeno 4 miliardi di lire nella primavera 92 destinati al PSI” (”La Repubblica” del 13/12/95).

      Questa tangente di 4 miliardi di lire fu versata con assegno da ROMITI a CRAXI il 20 marzo 1992. La fotocopia di questo assegno fu recapitata da Craxi ( già allora ad Hammamet) allo Slai Cobas Alfa Romeo tramite l’avvocato Lo Giudice. Lo Slai Cobas consegnò la copia dell’assegno alla Procura di Torino.

      Dato che MARIO MONTI è anche: 1. “Presidente europeo della commissione Trilaterale e presidente onorario di Brueguel, il think tank che lui stesso ha fondato nel 2005″ (Libero, 15-11-2011);

      2. “L’Italia sarà il primo Paese al mondo ad avere un capo del governo che fa parte allo stesso tempo del comitato esecutivo della Trilateral e del Bilderberg group, considerati come due superlobby globali più influenti di stretta osservanza liberista”(Il fatto Quotidiano);

      3. Mario Monti fa anche parte dell’ASPEN INSTITUTE, abbondantemente foraggiato con centinaia di milioni di lire al colpo con i fondi neri tangentizi FIAT, come comprovato dal processo ROMITI a Torino, lo SLAI COBAS chiede a MARIO MONTI di chiarire la sua posizione sulla FIAT e sulle TANGENTI FIAT prima di dare altri soldi a sbafo a MARCHIONNE e alla FIAT per licenziare e portare gli stabilimenti e i soldi all’estero.

      tupamaros.altervista.org/politica/lo-sapevate-mario-monti-di...

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      Naturalmente qui per una SANA lettura caldamente consigliato:

      http://www.lacrimae-rerum.it/documents/0-IgiornidellIRI.pdf

    39. Silviuccio Berluschino scrive:

      (Mi tappo le orecchie per non sentire l’esplosione di insulti che questo post scatenerà)

      A proposito di chi è “terrorista” e chi non lo è:

      “Meanwhile, across Japan, 48 out of 54 nuclear reactors remain out of service, almost all because of safety fears. Until somebody in power seizes on the report as a call to action, its findings, especially those that reveal sheer ineptitude, suggest that the public has every reason to remain as scared as hell.”

      È la conclusione di un articolo su giornalucolo provincialotto, famoso per le sue “castronerie filotalebane, terroriste, comuniste ecc.” (http://www.economist.com/node/21542437)

      P.S.: Con 48 reattori nucleari fermi su 54 in Giappone non si è ancora verificato nessun black-out mentre negli USA con i reattori che vanno a tutta birra ci sono black-out che bloccano interi stati. Sarà anche questo un complotto dei “comunisti”?

    40. Pietruccio scrive:

      Cosa c’entra il nucleare coi blak out in USA?

      Anche articoli come questo sono svianti

      greenstyle.it/giappone-nessuna-carenza-energia-anche-senza-c...

      La capacità produttiva, in qualsiasi paese normale, è sempre maggiore rispetto alle esigenze massime: ad esempio in italia la massima richiesta di potenza elettrica non arriva a 60 GW mentre la capacità produttiva supera i 90 GW (fonte Terna).

      In USA il nucleare rappresenta circa il 20% della fornitura di energia elettrica (NB: NON della potenza) e in giappone circa il 27% dell’energia elettrica (NB: NON della potenza). E’ noto che in USA il sistema elettrico è raffazzonato e sostanzialmente fa schifo (dal punto di vista elettrotecnico, intendo.)

      Nessuno ha mai detto che senza il nucleare non si riesce a rispondere alla domanda di potenza.

      Il nucleare serve a tutt’altro: serve a produrre la parte costante del carico per alimentare le industrie energivore con continuità e a costi bassi: in pratica è in concorrenza col solo carbone e solo perché in italia (da un po’, ma adesso anche nel resto del mondo occidentale) il gas viene usato in modo totalmente anomalo per produrre energia elettrica in grosse centrali (che è un assurdo – il gas è una risorsa preziosissima – andrebbe casomai usato, e con parsimonia, nel riscaldamento e coi cicli combinati e cogenerazione e per autotrazione soprattutto nelle città e non nelle centrali dove si dovrebbe bruciare “di tutto”, poi può compensare l’intermittenza delle rinnovabili con le turbogas) che il nucleare si trova in concorrenza col metano. Quel tipo di carico elettrico, di potenza relativamente bassa (diciamo un terzo della potenza media) corrisponde a circa il 60% dell’energia (perché l’altra è variabile). La scelta nucleare dovrebbe essere strategica, e come ripeto spesso, non ha niente a che fare col (dio) mercato, perché gli investitori (che a me personalmente non suscitano la minima simpatia – e adesso, con la crisi, spero che tutti vedano bene di cosa si tratta, quando si dice “mercato”) hanno esigenze totalmente diverse da quella di fare investimenti, magari utili per la popolazioni, e su tempi lunghi: anche fossero molto convenienti (su tempi lunghi e quando parliamo di nucleare parliamo di 25-30 anni per rientrare con gli investimenti, e poi, però, altri 30 di vantaggi notevoli, soprattutto per la gente) per allora sarebbero già quasi tutti morti e sepolti, o “in pensione”.

      Le rinnovabili son l’asso per gli speculatori: poca energia prodotta, incentivi elargiti (irresponsabilmente) a peso d’oro, tempi brevi di ritorno, tecnologie semplici, il tutto condito sostanzialmente all’interno di un giro quasi totalmente finanziario dove anche gli incompetenti ci possono sguazzare alla grande (questa è vità!)

      Oltretutto mi pare proprio che i produttori di energie elettrica col nucleare siano anche dei grossi speculatori in campo “green business” (non mi pare il caso di chiamarla “economy”), e credo che questo sia il motivo per cui sui media non c’è mai una parola a favore del nucleare (se non qualche prof. di fisica che sente il dovere morale di fare un po’ cultura e di contraddire chi palesemente racconta frottole per fare i propri affari): eppure chi opera nel campo nucleare di informazioni ne avrebbe a iosa…

      Sia chiaro che non ce l’ho con le rinnovabili ma con la schifosa speculazione che si sta facendo sulla pelle delle famiglie con la scusa del “green”.

      Notare che l’adozione del nucleare (serio – con le caratteristiche di controllo e trasparenza che ho più volte detto – se no non si può fare) per coprire la componente costante del carico elettrico porterebbe un netto miglioramento dal punto di vista ambientale

      vedi inquinanti (costi esterni) secondo UE
      pag.18
      http://www.externe.info/brussels/methup05a.pdf
      pag.35
      http://www.externe.info/expoltec.pdf

      e permetterebbe l’adozione di tecnologie più semplici (come quella dei petrolio e del gas) nei paesi in via di sviluppo, senza strozzarli, come avverrà fra poco (tempo di decenni), quando cominceranno a strozzare pure le nostre economie.

      Ricordo anche che la questione “scorie” non è un reale problema tecnico, ma solo frutto di una campagna di disinformazione (come già affermato anche dalla commissione Reul della UE) oltre che ripetuto più volte da tecnici di valore (quelli veri)

      archivionucleare.com/index.php/2009/11/25/scorie-radioattive...

      e che notizie come questa

      dica33.it/cont/focus/1201/1300/leucemia-infantile-centrali-n...

      ogni volta che siamo andati a scavare un po’ si è visto che nascono da una totale ambiguità di interpretazioni quando non da una gestione del tutto falsa dell’informazione scientifica (ricordo che appena ho dato un’occhiata all’identico studio kikk tedesco, sulla linea di questo, avevo subito segnalato la mancanza totale di professionalità e l’uso totalmente distorto della statistica (che andrebbe studiata per non farsi fregare))

      un riassunto della situazione (chiamiamola così), non esaustivo delle panzanate è qui

      energy-mix.blogspot.com/2010/01/abitare-vicino-alle-centrali...

      anche se mi pare che non funzioni più la pagina, come molte altre… ma cos’hanno fatto una censura?
      Questo spiega poco però qualcosa si intuisce (cioè che certi studi se concludono in modo affrettato quello che vogliono non sono altro che una bufala perché attualmente non c’è niente di certo, e gli studi non si conducono in quel modo, ad esempio, guardando semplicemente i dubbi, sembra che sia cancerogeno per i bambini avere genitori che fanno lavori che li mettono in contatto con molte persone, quindi “lavorare ai supermercati è provato che sono pericolosamente cancerogeno”)

      http://www.ehjournal.net/content/8/1/43

      Oltretutto da studi precedenti risultava che in francia vivere vicino ai reattori riducesse le leucemie infantili (naturalmente sono tutte cazzate – è normale che su un fenomeno statistico i numeri non siano perfettamente in media, e uno scostamento dalla media in uno o in un altro senso non dimostra niente, soprattutto su piccoli numeri – Ricordo anche che nella denuclearizzata italia, invece, i grandi numeri dicono che abbiamo più tumori infantili che da altre parti… eppure non ci sono centrali atomiche, e come mai nessuno ha fatto uno studio di cosa succede nel raggio di 5 km intorno alle centrali a gas?).

      Altre amenità sulla questione (questo non è stato cassato! meno male, qualcosa resta)

      blog.forumnucleare.it/top-stories/leucemie-infantili-e-centr...

    41. Pimby scrive:

      Dal “Quotidiano energia” di oggi

      Nucleare, il “no” tedesco costerà 1.700 m.di €
      Secondo i calcoli di Siemens, l’uscita della Germania dal nucleare costerà al Paese una cifra compresa tra 1.400 e 1.700 miliardi di euro.
      Il consigliere di amministrazione responsabile del Settore Energia del colosso ingegneristico tedesco, Michael Suess, ha spiegato stamattina alla “Reuters” che la “forchetta” indicata considera la spesa maggiore nel caso di un forte incremento delle fonti rinnovabili, mentre lo scenario da 1.400 miliardi di euro ipotizza la scelta del gas come principale alternativa al nucleare.

    42. Andrea scrive:

      Salve,mi scuso se rispondo solo ora,ma devo rispondere a pietruccio.Non condivido molte cose che ha detto,anche se io e lei la pensiamo allo stesswo modo sul nucleare.
      1)il discorso dell’acqua che ne necessità un reattore,non è un problema di quantità o tecnica ma di norme di legge.Allo stato attuale in italia non ti farebbero costruire una centrale nucleare su un fiume tipo il tevere o altro,per un motivo,non si può cambiare la temperatura del corso d’acqua di un certo valore che credo si sia spostato negli ultimi anni da 3 gradi centigradi a sotto 1.
      Quindi come le cose qui sono cambiate ultimamente,potrebbe anche darsi che nel 51 in giappone c’erano norme che non ne permettevano la costruzione in altro luogo(vuoi per legge diretta o per antieconomicità).Le cose sono molto più complesse di quello che si pensa,lei rende molto semplice le coe scaricando colpe ed insulti ai giapponesi ma non è così semplice.

    43. Andrea scrive:

      Comunque stasera le risponderò anche in ambito tecnico sui discorsi del futuro energetico del paese dove anche lì a mio avviso ha detto cose inesatte.Comunque per chiarezza le dico che come scrive e le conoscenza che dimostra a mio avviso lei è molto in gamba per carità,però per altre questioni pure a lei la disinformazione ha un pò rincitrullito.Vedere tanto santoro nuoce gravemente alla salute altro che le sigarette.Ma per fortuna è stato cacciato a pedate come era giusto che fosse,anche se ho sentito che vuole ritornare in rai,purtroppo l’italia ancora non si è sbarazzata di un virus,in cui in parogone la peste bubbonica gli fà il solletico.

    44. Pietruccio scrive:

      A parte gli insulti (ci sono abituato) non è che ho capito molto di quello che dici (a proposito: perchè mi dai del lei? non lo trovo adatto a d un confronto su delle idee).

      Ma sei sicuro di aver letto dei miei post? Di non averli confusi con quelli di qualcun altro?

      Lasciamo perdere la questione politica: quanti fra quelli di destra e di sinistra sono a favore del nucleare lo diranno i sondaggi. Quanti di quelli a favore o contro il nucleare lo sono solo per ideologia pure, ma l’esperienza che ho io è che la posizione (di “destra= più o meno a favore” o di “sinistra=marcatamente contraria”) dipenda dall’ideologia perchè di persone che hanno tempo, e soprattutto voglia, di informarsi in modo critico ce n’è veramente poca. Mi pare che siano due i motivi principali per cui questo succede: il primo è che il motto di quasi tutti è che l’obbiettivo n.1 della vita è non pensare (si fa fatica), il secondo riguarda più specificatamente il nucleare, e cioè, l’impressione che ho, è che sia considerata una cosa poco importante… di energia in giro ne vedono a iosa, se devono andare in macchina vanno al distributore e di benzina ce n’è sempre e non costa poi così cara, per accendere la luce o la TV basta pigiare un bottone ecc… casomai chi è un po’ più dentro nelle questioni energetiche potrebbe capire che la dipendenza assurda dell’84% dalle fossili mette seriamente in pericolo il nostro benessere e la possibilità di un futuro ai giovani: è questo quello che tengono nascosto i giornali e i media in generale. Basterebbe in fatti un terremoto finanziario sui prodotti petroliferi per metterci in ginocchio.

      Riguardo al discorso di “chi controlla i media” ti lascio alle tue convinzioni… credo che avrai bisogno di un po’ di tempo per capire come funziona…

      Certo ribadisco la mia convinzione che il blocco di centro-destra che aveva in mano il governo durante l’incidente di Fukushima non ha fatto niente per evitare di togliere di mezzo il nucleare dall’Italia (avrebbe dovuto fare un decreto che rendesse inutile il referendum… anche dal punto di vista politico non ci credo che fossero talmente maldestri da non capire che un referendum di quel genere avrebbe rinforzato l’Italia dei Valori e soprattutto amplificato il consenso i grillini… quindi, per come la penso io, hanno preferito quella strada piuttosto che tener duro sul nucleare e fare quello che serviva per l’italia… il motivo? non lo so, e non me ne frega niente, ma mi risulta che il partito principale del blocco sia nato da una costola dei socialisti di Craxi e Martelli, che sono proprio quelli che più di ogni altro avevano dichiarato guerra al nucleare… perchè mai certa gente del blocco di destra avrebbe cambiato idea? Quello che mi chiedo, casomai, è come mai per poco più di un anno si siamo messi a dire che volevano il nucleare).

      Altre frasi che mi attribuisci, invece, proprio sono lontanissime a quello che ho sempre sostenuto
      - non ho certo mai assecondato La Repubblica e la sua vergognosa campagna di propaganda antinucleare,
      - non capisco che senso abbia parlare di acqua a proposito dei reattori giapponesi… lì la cavolata è stata non prendere in considerazione un possibile tsunami e, se come dici studi ingegneria nucleare, dovresti sapere che prima di fare un reattore devi valutare tutti gli effetti che può produrre l’ambiente sul reattore, e quelli di Fukushima non risalgono certo agli anni ‘50 e comunque hanno addirittura ricevuto di recente il permesso ad esercire… e quelli che gli hanno dato quel permesso, alla voce tsunami cos’hanno trovato? su che base era stata garantita la sicurezza dei reattori?
      - ripensamenti sulla tecnologia nucleare? di chi? miei? no di certo. Di altri? Parecchi, direi che se uno in italia vuole far carriera deve seguire l’aria che tira… anche sul fatto quotidiano ce n’è uno (ingengere nucleare) che sta sparando a zero contro il nucleare… che tristezza!

      Infine, nn consiglio: smettetela di considerare l’insegnamento un insulto. Per me è un insulto qualche altra cosa di cui forse dovreste preoccuparvi…

    45. Pietruccio scrive:

      Toh, guarda…
      Capita a fagiolo…
      Questi sono gli argomenti di cui si dovrebbe discutere…

      lescienze.it/news/2012/06/01/news/l_apocalisse_dietro_l_ango...

      Non che sia d’accordo con tutto quello che dicono… ad esempio siamo già 7 miliardi… gli 8 dovremmo raggiungerli fra poco, non fra qualche decina d’anni

    46. Pietruccio scrive:

      Mi pare proprio che parliamo lingue diverse… come si dice in toscana (dove ho studiato) “chiamo ghiaia e vien calcina”…

    47. Pietruccio scrive:

      Siamo su posizioni politiche differenti, mi pare, ma la cosa non dev’essere un problema: qui si discute di nucleare, e su questo siamo dalla stessa parte, del resto questo non è un forum di carattere politico (se non per ciò che attiene alle scelte - scellerate - della politica energetica nel nostro paese).

      In realtà anche su Fukushima la pensiamo in modo diverso: per me non hanno scusanti.

      A proposito della questione politica è forse bene ricordare che il vecchio PSI, come tutta la sinistra italiana, era a favore del nucleare (semplicemente perchè allora portava come logica conseguenza alla statalizzazione dell’energia elettrica, cioè a un certo tipo di affari). Poi i socialisti, quindi anche Craxi, che era favorevole, da un giorno all’altro fecero un congresso a Venezia con un voltafaccia a 180° diventando i nemici n.1 del nucleare italia: sul sito del CISE c’è un filmato che dà una versione del perchè (titolo “Gli anni dell’atomo” - molto molto bello). A ruota, dopo Chernobyl e dopo una discussione che pare fosse stata piuttosto animata anche il PCI “saltò il fosso”. I radicali sono invece sempre stati antinucleari e i verdi si affacciarono allora alla scena politica italiana con l’antinuclearismo come cavallo di battaglia. Interessante per capire posizioni e voltafaccia riguardo al nucleare italiano è anche la vicenda di Felice Ippolito: una buona ricostruzione la trovi anche (ma non solo) sul sito di Fisicamente di Renzetti, che avrà anche posizioni di sinistra estrema (mi ha quasi insultato con una polemica feroce anche lui in risposta a un intervento che ho tentato timidamente di fare a favore del nucleare sul suo sito - niente in confronto a quello che mi hanno augurato certi antinucleari, compreso la velleitaria necessità di menarmi o qualcosa del genere) ma che raccoglie documentazioni ampie e mi pare non manipolate, con riferimenti controllabili.

      Per quanto riguarda la mia posizione politica non devi riferirti in modo generico a miei fantomatici “colleghi” pensando, immagino, a chi è di sinistra: io ero nei DS (facevo tiepidamente politica in quel partito) e non mi sono più iscritto al partito democratico quando ho dovuto constatare che aveva assunto una posizione esplicita e contraria nei confronti della tecnologia in questione, quindi… io mi ritengo di sinistra in quanto vorrei politiche di solidarietà fra le persone: ritengo che la nostra intelligenza e la nostra peculiarità come esseri umani ci dovrebbero permettere delle alternative alla semplice evoluzione selettiva che riguarda tutte le altre specie animali: non voglio, in pratica, il “darwinismo sociale”, ma un mondo in cui si trovi un posto per ciascuno, ciascuno secondo le proprie attitudini, ma anche ciascuno che si prende il proprio carico di lavoro e le proprie responsabilità (non ci dovrebbe essere possibilità di farla franca per i furbi). Quindi, come capisci, in questo momento, in italia, non c’è nessuno né fra i vecchi né tantomeno fra i nuovi partiti, che assomigli anche lontanamente a quello che voglio. Sto per conto mio e constato che se un qualche partito avesse il mio consenso dovrebbe preoccuparsi assai perchè percentualmente il gruppo sociale che la pensa come me è molto molto ristretto e quindi raccoglierebbe pochissimi voti. Per guadagnare il consenso e sedersi sulle comode poltrone serve raccontare ben altro alla popolazione…

    48. Don Peppone scrive:

      Vi segnalo questo sito:

      http://www.i-nuclear.com/

    49. Don Peppone scrive:

      prendi una camomilla e vai a fare la nanna

    50. Don Peppone scrive:

      ho segnalato quel blog in quanto ci sono persone che scrivono su nucleonics, non mi sembra di aver detto altro e neppure che si parla solo di olkiluoto, invece di distorcere il nick fatti meno pippe.

    51. Pietruccio scrive:

      Rubbia, prima del referendum del 1987 andò in televisione e fra le altre cose (me lo ricordo come fosse ieri- perchè rimasi molto molto deluso perchè allora credevo che gli scienziati fossero al disopra delle logiche carrieristiche e di tattica di vita quotidiana) disse qualcosa tipo “io non vi dico fra 100 anni, non vi dico fra 50 anni ma vi dico fra 5 anni avrete la fusione nucleare” quindi… non serviva la fissione nucleare. Disse anche altre cattiverie contro il nucleare. Dunque, da allora sono passati 25 anni ma di fusione nucleare neanche l’ombra… quindi… anzi, l’”amico” in una trasmissione su RAI3 di qualche anno fa (non ricordo, ormai conosco i miei polli e non mi deludono più) trattava con evidente disprezzo quelli che lavoravano sulla fusione nucleare dicendo che lui conosce quella gente… sulle contraddizioni di Rubbia sono intervenuto spesso (insieme ad altri) su questo sito, basta aver voglia di andare a vedere.

      ———–

      Riguardo a Renzetti, è chiaro che è un sito schierato, ma ciò non toglie che ci siano molte informazioni importanti e delle ricerche ben fatte su documenti e materiali che non so dove sia riuscito a prendere (è bravo - l’interpretazione, poi, sulla questione dell’energia nucleare, è diametralmente opposta alla mia, ma questo non inficia ciò che fa di buono e poi anche lui, tempo fa, non era così contrario e riguardo al nucleare e a quello italiano anni ‘60 si è sempre dichiarato favorevole): una delle ricostruzioni storiche ben fatte è quella che riguarda il caso Ippolito - la consiglio a tutti: è una storia e un punto di vista che fa capire diverse cose.

    52. Pietruccio scrive:

      A proposito dell’uso “disinvolto” di certi modi per fare propaganda, ciò su cui non si insiste mai è il fatto che ci si può ben immaginare dove ci può portare il cinismo di chi usa sistemi di quel tipo per rincorrere i propri interessi.

      —-

      Non c’è dubbio che una analisi attenta dell’incidente di Fukushima potrebbe mostrare anche al più scettico quanto sia poco impattante un incidente nucleare (gravissimo e irresponsabile) rispetto a quello che viene raccontato alla gente.

      —–

      E “Gli anni dell’atomo” l’hai visto…?

    53. Pietruccio scrive:

      per Andrea

      Questo link dovrebbe funzionare (in una delle caselle relative ai filmanti dovresti trovare anche quello degli “Anni dell’atomo”, diviso in due sezioni (da vedere entrambe perchè descrivono momenti e situazioni diverse che si sono succedute nel nostro paese)

      cise2007.eu/Le%20origini/Filmati.php?criterio=titolo

    54. Renzo Riva scrive:

      Andrea,
      Nel caso non lo trovi te lo posso inviare in DVD via posta.
      una volta arrivato puoi sdebitarti caricando 5 Euri
      sul mio telefono al n° 349.3464656

      Renzo Riva

      C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare
      e
      P.L.I. F-VG – Energia e Ambiente

      renzoslabar@yahoo.it
      http://renzoslabar.blogspot.com/
      Skype: renzoriva1949
      +39.349.3464656

      Inoltre:
      Venerdì 25 Maggio 2012 ho partecipato ad un seminario
      “Il grave peso del fotovoltaico sulla bolletta elettrica”,
      tenutosi venerdì 25 maggio 2012
      presso la sede regionale lombarda del PdL a Milano.

      In seguito e su mia richiesta, sono stato inviati i files delle seguenti presentazioni:

      1.___“L’incidenza delle fonti rinnovabili sui mercati e sulle bollette elettriche” - power point dell’ing. Andrea Galliani – Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (23 slides)

      2.___“Il grave peso del fotovoltaico sulla bolletta elettrica” - pdf del prof. Gianluca Alimonti – INFN e Università degli Studi di Milano (26 slides)

      3.___“Bollette elettriche raddoppiate in 7 anni: perché?” - power point del prof. Franco Battaglia – Università di Modena (46 slides)

      Chi desidera riceverli invii richiesta a renzoslabar@yahoo.it

      Sinceratevi si avere una mail che possa ricevere uno zippato di 13 MB

    55. Renzo Riva scrive:

      Aggiungo anche il mio nominativo su facebook
      .
      Renzo Riva
      http://www.facebook.com/renzoslabar

      Difficile vero?

    56. Renzo Riva scrive:

      Invito a visitare il sito:
      .
      http://www.facebook.com/groups/118389311583455/
      .

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