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CNEN - Carta dei siti (aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari)

9 Luglio 2009 di Amministratore

Tempo fa Renzo Riva ci ha inviato una documentazione sulla famosa “Carta dei siti” redatta negli anni settanta dal C.N.E.N (Comitato nazionale per l’ Energia Nucleare) in cui si andavano ad individuare le aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari: è proprio su questa carta che sono state fatte tante speculazioni negli ultimi mesi su dove potrebbero essere ubicate le eventuali nuove centrali nucleari italiane, che l’ attuale governo Berlusconi vorrebbe iniziare a costruire.

Si ritiene però importante sottolineare fin da subito che non è proprio esatto e corretto usare tali mappe “degli anni settanta” per fare speculazioni su quali potrebbero essere “oggi” gli esatti siti suscettibili di insediamento di impianti nucleari. Tuttavia ciò non toglie che sono probabilmente un interessante punto di partenza per definire in linea di massima le “zone” (e non gli specifici siti) che potrebbero essere interessate nuovamente.

Detto questo vediamo più nel dettaglio tale “Carta dei siti”, facendo riferimento a quanto riportato in una relazione “CNEN - Direzione Sicurezza Nucleare e Protezione Sanitaria” del settembre 1979 al termine dei lavori:

Innanzitutto va detto che tutto nasce con l’ art. 23 della Legge n. 393 del 2 agosto 1975 il quale diede mandato al CNEN di redigere, d’intesa con l’ENEL e con le Regioni, la carta dei siti suscettibili di insediamento di impianti nucleari.
Ed ai fini dell’ espletamento di tale mandato il CNEN predispose una serie di documenti (Doc. DISP (77) 1, 2, 3, 4) in cui sono chiariti i presupposti logici e i criteri di selezione dei siti, derivanti dalla considerazione dell’ ubicazione di centrali elettronucleari sotto il profilo della sicurezza nucleare e della protezione della popolazione e dell’ambiente.

Detti documenti furono stati inviati nell’agosto 1977 alle Presidenze delle Giunte Regionali e all’ENEL. Successivamente si tennero una serie di incontri con le Regioni sia per illustrazioni e aggiornamenti sullo stato del lavoro sia per problemi connessi allo scambio di informazioni su parametri territoriali.

Va rilevato peraltro che il raggiungimento dell’ intesa con le Regioni, con la considerazione di tutti gli aspetti connessi con la gestione del territorio, era presupposto indispensabile per l’adempimento dell’art. 23 della citata Legge n. 393. Ed il CNEN riteneva che detta intesa si sarebbe dovuta ricercata successivamente a livello politico, per cui il presente lavoro venne poi trasmesso alle Autorità di Governo.

Il fatto poi di dover procedere ad una selezione su scala nazionale in un intervallo di tempo limitato, impose di ricercare una metodologia basata su parametri territoriali quantizzabili e su un livello di informazione il più preliminare possibile. È per tale ragione che il lavoro svolto, anziché tendere alla definizione dei siti qualificati ai fini della installazione di centrali elettronucleari conduce piuttosto alla indicazione di aree caratterizzate da favorevoli caratteristiche insediative in relazione alle analisi effettuate, aree sulle quali andranno ottimizzate le scelte puntuali al momento della qualificazione del sito.

I criteri che sono alla base del lavoro effettuato sono illustrati in alcuni documenti del luglio 1977 e segnatamente nel “Doc. DISP (77) 2” (Requisiti e criteri di scelta dei siti suscettibili di insediamento di centrali e impianti nucleari) in cui sono indicate anche le variabili prese in considerazione nella ricognizione sistematica del territorio (demografia, geologia, sismica, agibilità tecnica, eventi limite, ecologia).

Tra le diverse variabili considerate, quella che ha determinato le più rilevanti riduzioni di territorio utile è stata la variabile demografica.
Una ulteriore non trascurabile riduzione di territorio è stata determinata dalla esclusione di zone caratterizzate da elevata sismicità.

Furono inoltre illustrati i risultati mediante carte tematiche relative ai parametri di volta in volta affrontati, le quali per il loro alto contenuto sintetico sono particolarmente idonee alla rappresentazione di analisi che hanno come oggetto l’ intero territorio nazionale.

L’intersezione delle varie carte tematiche fornisce una serie di aree risultanti, suscettibili di insediamento di impianti nucleari, ma sempre subordinatamente allo studio di dettaglio in sede di qualificazione di siti puntuali.

Passiamo adesso a vedere quindi le “Carte tematiche” relative al territorio nazionale (”TAVOLE”):

TAVOLA I - demografia, sismica, tettonica e vulcanismo

TAVOLA I - demografia, sismica, tettonica e vulcanismo

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TAVOLA II - demografia relativa alle zone di centri abitati con molte decine di migliaia di abitanti

TAVOLA II - demografia relativa alle zone di centri abitati con molte decine di migliaia di abitanti

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TAVOLA III - agibilità tecnica dele aree dal punto di vista della disponibilità di acqua per la refrigerazione

TAVOLA III - agibilità tecnica dele aree dal punto di vista della disponibilità di acqua per la refrigerazione

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TAVOLA IV - analisi clinometrica effettuata sul territorio con la rappresentazione di tutte le maglie del reticolo caratterizzate da una pendenza superiore al 10% (per problemi connessi essenzialmente con la realizzazione di reti di trasmissione)

TAVOLA IV - analisi clinometrica effettuata sul territorio con la rappresentazione di tutte le maglie del reticolo caratterizzate da una pendenza supe

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TAVOLA V - aree risultanti dall’ intersezione delle varie carte tematiche, suscettibili di insediamento di impianti nucleari

TAVOLA V - aree risultanti dall' intersezione delle varie carte tematiche, suscettibili di insediamento di impianti nucleari



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  • 29 Commenti a “ CNEN - Carta dei siti (aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari)”

    1. Renzo Riva scrive:

      Questo era il testo della lettera che inviai insieme alle mappe in
      Data: Martedì 10 marzo 2009, 17:43

      È da ricordare che i criteri che furono adottati alla fine degli anni ‘70 per la determinazione dei siti nucleari idonei erano molto restrittivi e prevedevano pure piani per l’evacuazione delle popolazioni ricadenti in un determinato raggio dall’impianto in caso di incidente grave.
      Oggigiorno tali piani non sono più richiesti all’infuoti di un’area di rispetto di 1.400 metri di lato che circoscriva l’impianto. Ciò è dovuto alle più rigorose misure di sicurezza intrinseche dei nuovi reattori e dei fabbricati che li contengono, costruiti per non rilasciare all’esterno alcuna radioattività anche in presenza del peggiore incidente.
      Pare impossibile ma in regione Friùli Venezia Giulia le linee di politica energetica e ambientale sembra fatte dai “Verdi” ed invece la giunta è di centro-destra.
      Mi chiedo cosa è valso il voto espresso dagli italiani l’anno scorso che estromisero i Verdi ed i Comunisti dal parlamento italiano se poi dobbiamo assistere che AN non vuole il nucleare, FI non vuole i termovalorizzatori bensì la gassificazione dei rifiuti, e la Lega Nord P. che a Udine vuole l’interramento degli elettrodotti e tutti assieme vogliono i rigassificatori quando invece bisognerebbe ridurre drasticamente i consumi del gas di almeno il 60% - attualmente l’elettricità è prodotta con tale fonte per più del 50% - per riportarci almeno alla pari con i Paesi più spreconi di tale carburante che sono gli USA ed il Regno Unito con il 20%.

      Ecco una lettera che ho inviato questa settimana ai quotidiani locali.

      ENERGIA
      Vittime del gas

      C’è una tabella, che i cultori della rete possono scaricare dal web, che riporta tutti gli incidenti di varia natura occorsi nel Mondo e fra loro quelli industriali.
      Alla sua lettura sono basito per la superficialità con la quale gruppi d’interesse (lobbies) divulgano ad arte le bugie e la disinformazione per orientare la percezione del pubblico destinatario delle loro informazioni.
      Prendo ad esempio il gas causa dell’ultimo disastro a Viareggio.
      Il lettore nemmeno immagina di quanti disastri è responsabile il gas e, fra i più recenti, cito l’impianto di liquefazione di Skikda in Algeria che nell’anno 2004 ha prodotto 29 morti e 74 feriti a seguito dell’esplosione e dell’incendio durato otto ore che ha provocato danni per 1 miliardo di dollari. L’ufficio investigativo di una compagnia assicuratrice attribuì la causa ad una fuga di gas liquido in fase di carico dalla tubazione di collegamento alla nave metaniera. Inoltre, lo stesso anno in Belgio, in fase di scarico un’analoga esplosione provocò la morte di 15 persone. Storicamente si ricorda, uno per tutti gli anni antecedenti, l’esplosione di un serbatoio di gas liquido a Cleveland (Ohio) che nel 1941 produsse 131 morti, 225 feriti, 680 senzatetto, 2 fattorie e 79 case distrutte. Comunque, in assoluto, quello che causò più morti accadde in Messico a St. J. Ixhuatepec, nell’anno 1984 e dovuto all’esplosione di un grande serbatoio di stoccaggio di GPL; ci furono 500 morti, 2.500 feriti, 200.000 evacuati.
      Ora proviamo a collegare questo incidente con gli impianti di rigassificazione proposti a Trieste da Gas Natural nel vallone di Zaule e da Endesa off-shore nel golfo di Trieste.
      Il terminal petrolifero della S.I.O.T. di Trieste conobbe un attentato attribuito all’organizzazione terroristica “Settembre nero†nell’anno 1972. Quali rischi per Trieste in caso d’attentato o incidente alle navi metaniere - oggi possono trasportare fino a 253.000 mc - attraccate ed ai rigassificatori? Bombe termobariche semoventi?
      Che bisogno c’è di rigassificatori in Italia quando dal prossimo anno arriverà anche il gasdotto Nabucco?
      Dove si accumula tanta energia ed incuria accadono i più grandi disastri: leggasi Vajont.

      Renzo Riva
      Energia e Ambiente
      Nuovo PSI F-VG

    2. Edoardo scrive:

      Per Renzo:

      scommetto che nessuno di codesti giornali ha avuto la ghigna di replicare qualcosa…

    3. Pietruccio scrive:

      Intanto faccio i miei complimenti a Scajola per l’approvazione del decreto sviluppo.

    4. Giorgio Metafune scrive:

      Dove e’ possibile trovare la tabella di cui parla Renzo Riva?
      Grazie per l’attenzione

      Giorgio Metafune

    5. Egisto scrive:

      Eccola:

      http://gabe.web.psi.ch/research/ra/

    6. Egisto scrive:

      Qualche considerazione sull’attualità di queste tavole:

      1) Per quanto riguarda la disponibilità di acqua non ci dovrebbero essere grandi variazioni anche se forse la portata dei fiumi si è ridotta.
      2) La stessa cosa vale per la sismicitÃ
      3) Notevolmente cambiata invece la densità abitativa, anche se le nuove centrali non richiedono piani di evacuzione
      4) Rimango perplesso di fronte all’analisi clinometrica, di cui non sono chiari i motivi

    7. Renzo Riva scrive:

      Accidents and disasters

      http://gabe.web.psi.ch/pdfs/PSI_Report/ENSAD98.pdf

      http://gabe.web.psi.ch/pdfs/PSI_Report/ENSAD98App.pdf

      en.wikipedia.org/wiki/List_of_accidents_and_disasters_by_dea...

    8. Giacomo scrive:

      @Egisto
      3) Notevolmente cambiata invece la densità abitativa, anche se le nuove centrali non richiedono piani di evacuzione

      In effetti in Italia esiste una certa grave schizofrenia con relativo disordine nella pianificazione di nuove costruzioni.Se potessero cementarti il giardino per nuove soluzioni abitative lo farebbero gia’ domani.In Italia conta principalmente il calcio,le veline,la politica ed il cemento a scopo edilizio (meglio se diluito).Poi mi spieghino come ci si mantiene…….
      Un caso davvero emblematico sono gli elettrodotti.Molte linee sono installate da trent’anni o piu’.Nel corso degli ultimi vent’anni hanno costruito di tutto sotto salvo poi svegliarsi e lamentarsi dell’elettrosmog con richieste di SPOSTAMENTO delle linee.Ma siamo impazziti??.Ma quando perseguiamo penalmente chi ha dato le concessioni?? (ammesso che l’ettrosmog sia un reale problema)
      Prevedo sorgano problemi per QUALUNQUE sito.Spero nel pugno di ferro dello stato contro queste assurde stupidita’ e delinquenze.

    9. Pietruccio scrive:

      x Giacomo

      Le leggi dello stato sono già severissime, qualcuno le ritiene vessatorie e/o addirittura “feroci”.

      Quello che non funziona in ambito tecnico sono due cose:

      1.- l’eccesso di norme e la loro scarsa chiarezza figlia di una assurda complicazione per cui, come si sente dire, “le leggi con gli amici si “interpretano” e con gli altri si “applicano”" (se le leggi fossero chiare una battuta come questa non avrebbe senso);

      2.- la schizofrenia dei controlli: quando troppi e quando pochi, con una catena di responsabilità che salva chi ci guadagna e colpisce chi c’entra poco e niente o ha la sfiga di trovarsi in posizione esposta.

      In Italia non c’è lassismo, anzi!

      La ragione profonda che sta alla base di tutto è che chi vince impone le sue regole come è logico che sia in democrazia. Ma non vince mai l’intera popolazione. Di volta in volta vince solo una parte che impone senza pietà né ragionevolezza il proprio punto di vista e se ne frega delle esigenze degli altri. In questo senso, per questa mancanza di educazione e di rispetto nei confronti degli altri, siamo indietro… in maniera abissale. Sono convinto che per questa strada ci saranno solo guai.

    10. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:

      una domanda a proposito dei siti:
      mentre Caorso, Trino e Montalto (il migliore per una centrale a detta dell’EDF) i siti di Latina e Garigliano, viste le dimensione e la potenza degli EPR attuali, non sarebbero più utlizzabili.

      Ti risulta qualcosa a proposito?

    11. Pietruccio scrive:

      Non ho i dati di dettaglio di Latina e Garigliano, ma mi pare verosimile che non siano il massimo quanto a portata d’acqua (però, volendo si possono fare le torri di raffreddamento).

      In generale credo comunque che siano studi piuttosto complicati in quanto non sono poche le cose da considerare: sui giornali emerge solo la punta dell’iceberg del lavoro fatto.

      Poi ho trovato perfino quanche coglione che ha la faccia tosta di dire che i siti (tipo Montalto) sono stati scelti dal rbdomante. Ma non è così.

      Dalle caratteristiche del sito si dottano poi le varie soluzioni di progetto che incidono anche sui costi. Il tutto va poi condito con una buona dose di ragionevolezza e con la necessità di standardizzare il più possibile.

      Staremo a vedere come evolve la situazione.

    12. Alfredo scrive:

      Sono stupefatto che si consideri il bacino del Po ricco d’acqua;non perché c’è stata una stagione relativamente piovosa dobbiamo dimenticare le recenti siccità, e la loro durata.
      Questi ultimi anni mostrano come i fenomeni metereologici si vanno estemizzando sempre più, e le siccità ritorneranno; certo non si potranno ignorare in un arco di tempo trentennale/cinquantennale, da prendere in considerazione per aggiornare la mappa dei siti.
      Non si riesce a garantire nemmeno la navigabilità del tratto finale del Po, figurarsi il raffreddamento delle centrali nucleari.
      Anche la Francia, che ha grandi fiumi, comincia a risentire del problema.
      Non credo che il funzionamento delle centrali possa “andare secondo le stagioni”.

    13. Pietruccio scrive:

      Ma secondo te quelli che progettano le centrali non ci pensano?

      Sono tutti deficenti?

    14. Edoardo scrive:

      Forse si alludeva alla falsità che propagandano gli ambientalisti: le centrali nucleari consumano enormi quantità di acqua.

      L’acqua in una centrale nucleare, così come in quelle convenzionali, serve solo a raffreddare i condensatori ovvero parte esterne non in contatto con quelle radioattive (il nocciolo, ai ciruiti primari e/o secondari, ecc. se si tratta di un PWR)
      L’acqua entra,viene filtrata così quando viene rimessa nel fiume, lago o mare è anche più pulita, raffredda i condensatori e se ne esce più calda i qualche grado per poi raffreddarsi e tornare alla temperatura iniziale.
      In Francia una parte dell’acqua riscaldata dalle centrali vene utilizzata anche per l’agricoltura.
      P.S.: in Francia la percentuale di leucemie e malattie neoplastiche è inferiore (dati OMS 2007) a quella Italiana… se davvero il nucleare è quel flagello che dicono ildato dovreebbe essere all’incontrario, o no?

    15. Alfredo scrive:

      Per Pietruccio

      Il fatto è che la mappa dei siti servirà ai Pubblici Poteri per individuare le zone dove sarà ammesso progettare e realizzare gli impianti; ci sarà una presunzione di idoneità, come per i Piani regolatori comunali, ad esempio per le zone a rischio idrogeologico escluse dall’edificazione.
      Si sa poi come potrebbe andare a finire le cose quando le aspettative degli investimenti in ballo sono notevoli (e per il nucleare saranno infinitamente più rilevanti di quelli di semplici “immobiliaristi”).
      Certe perplessità del comune buon senso saranno impertinenti ma sono legittime (e quindi pertinenti).
      Non deleghiamo tutto ai “tecnici”; in fondo anche Cernobyl ha avuto i suoi ingegneri, sia in progettazione che in gestione.
      Io resto molto perplesso sulle possibilità di utilizzare il Po per il raffreddamento.

    16. Giacomo scrive:

      Deleghiamo allora ai fatti.Il Po ha gia’ raffreddato con successo la centrale di Caorso.

    17. Edoardo scrive:

      Per Alfredo
      Non deleghiamo tutto ai “tecniciâ€; in fondo anche Cernobyl ha avuto i suoi ingegneri, sia in progettazione che in gestione.

      Esempio da evitare.
      Sei rimasto fermo alle paure evocate dalle bugie e dal terrorismo mediatico del 1987, cmq per tua informazione:
      (puoi riscontrare queste notizie con un’ampia letteratura (anche antinucleare) disponibile in più opere letterarie e giornalistiche.

      I “tecnici e progettatori” di Chernobyl era gente messa lì per meriti di partito od altro; non avevano la benchè minima formazione tecnica. Gli operai e gli addetti dovevano solo ubbidire agli ordini che venivano imposti dalla direzione dell’impianto. Tra l’altro il direttore della centrale Brjuchanov ed il capo ingegnere Fomin , all’epoca dell’incidente, provenivano dalla direzione di una norma centrale termoelettrica a carbone.
      Il reattore, tipologia RBMK costruita solo in Unione Sovietica e ad oggi dismesso dovunque a parte nelle centrale lituana di Ignalina ove l’anno prossimo cominceranno le operazioni di decommissiong; era di per sè instabile: un reattore moderato a grafite e refrigerato con acqua bollente, nei reattori occidentali l’acqua è sia moderatore che refrigerante e se questa viene a mancare la reazione a catena cessa, cosa che non fu a Chernobyl!
      Inoltre era mal concepito e costruito visto che non aveva l’unità di contenimento (se ci fosse stata non sarebbe avvenuta l’enorme contaminazione esterna): al posto di due cupole alte 60 metri (tre addirittura nel reattore EPR in costruione ad Olkiluoto Finalndia) di cemento armato di 120 cm., con barre di acciaio e schermatura in piombo, il reattore ucraino si trovava sotto una semplice struttura prefabbricata.
      Nonostante tutte queste magagne l’impianto funzionava senza aver causato danni dal 1977. Quello che causò il disastro fu l’assurdo “esperimento†che quell’idiota di Brjuchanov volle per forza tentare (tra l’altro altre centrali nucleari ucraine erano state interpellate e si erano rifiutate di attuare l’esperimento):
      Si trattava di valutare la capacità del gruppo turbine/alternatore di generare elettricità sufficiente per alimentare i sistemi di sicurezza e di raffreddamento anche in assenza di produzione di vapore dal reattore nella primissima fase del transitorio. In particolare gli operatori disattivarono i sistemi di sicurezza del reattore, che è proibito dai manuali operativi dell’impianto. Secondo il rapporto dell’agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori estrassero completamente dal nocciolo almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone inserite solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 30 il numero minimo assoluto di barre nel reattore in funzione.

    18. Renzo Riva scrive:

      http://www.21mosecolo.it/sitonew/news/1.jpg

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      ================================

      meteoclima.net/it15/index.php?option=com_content&view=ca...

      Ci sono i collegamenti a tutti gli ultimi articoli ed editoriali
      del prof. Franco Battaglia

      ================================

      ELETTROSMOG - UN’EMERGENZA CREATA AD ARTE

      Ci dicono che provoca leucemie e cancro?
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      di Franco Battaglia
      Presentazione di Umberto Veronesi
      (ex ministro della sanità e oncologo di fama
      mondiale)

      «Questo è un libro che mai avrebbe dovuto essere
      scritto. Almeno in un Paese normale, visto che
      l’elettrosmog non esiste. Non lo dico io: non
      esiste alcuna istituzione scientifica che sia
      ufficialmente riconosciuta, scientificamente
      accreditata e non coinvolta con eventuali
      interessi (economici e/o politici) in gioco col
      problema in questione e che sostenga il
      contrario.
      Gli interessi economici in gioco sono troppo
      consistenti e non è da sottovalutare il rischio
      che qualche amministratore poco responsabile
      preferisca ascoltare quegli interessi anziché le
      istituzioni scientifiche».
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    19. Edoardo scrive:

      Deleghiamo allora ai fatti.Il Po ha gia’ raffreddato con successo la centrale di Caorso.

      Infatti alla fine degli anni ‘70 e per i primi anni ‘80, coincidenti con l’avvio della centrale di Caorso, il Po ha avutospeeso momenti di secca ma mai il reattore ha riscontrato problemi o interruzioni di servizio.

      Forse si alludeva alla falsità che propagandano gli ambientalisti: le centrali nucleari consumano enormi quantità di acqua.

      L’acqua in una centrale nucleare, così come in quelle convenzionali, serve solo a raffreddare i condensatori ovvero parte esterne non in contatto con quelle radioattive (il nocciolo, ai ciruiti primari e/o secondari, ecc. se si tratta di un PWR)
      L’acqua entra,viene filtrata così quando viene rimessa nel fiume, lago o mare è anche più pulita, raffredda i condensatori e se ne esce più calda i qualche grado per poi raffreddarsi e tornare alla temperatura iniziale.
      In Francia una parte dell’acqua riscaldata dalle centrali vene utilizzata anche per l’agricoltura.
      P.S.: in Francia la percentuale di leucemie e malattie neoplastiche è inferiore (dati OMS 2007) a quella Italiana… se davvero il nucleare è quel flagello che dicono ildato dovreebbe essere all’incontrario, o no?

    20. Pietruccio scrive:

      Non centra con questa pagina in particolare ma vorrei segnalare questo bellissimo articolo sulla situazione tedesca

      libertiamo.it/2009/08/13/germania-l’abbandono-del-nucleare...

    21. Edoardo scrive:

      Grazie Pietruccio, bell’articolo:
      tra l’altro si riconferma una notizia detta e ridetta, riporto la specifica:

      Se un deposito definitivo non si è ancora trovato, una buona responsabilità ce l’ha quindi anche la dirigenza del movimento ecologista.

      D’altra parte, ormai, le scorie ci sono e girare la testa dall’altra parte o addirittura temporeggiare, come hanno mostrato di fare con disinvoltura i Grünen, non aiuta molto la causa dell’ambiente.
      I dubbi e le perplessità degli ecologisti si appuntano sulla sicurezza dei siti di stoccaggio. Ma ciò risulta a dir poco bislacco se è vero che ai tempi del precedente esecutivo fu lo stesso Ministro dell’Ambiente, l’ecologista Jürgen Trittin, a rassicurare i tedeschi circa gli alti standard di sicurezza delle operazioni di smaltimento dei residui. Leggere qui per credere. Walter Hohlefelder, presidente del Forum atomico tedesco, ricorda comunque che in un massimo di 100.000 anni la radioattività verrà meno ed essendo Gorleben una cupola salina vecchia più di 100.000.000 di anni i rischi sono assai contenuti.

    22. Pietruccio scrive:

      x Alfredo

      A integrazione dell’ottimo intervento di Edoardo vorrei far presente una cosa che si dà per scontata ma non mi sembra lo sia nei tuoi interventi.
      L’ho già ripetuta tante volte

      archivionucleare.com/index.php/2007/11/13/caterpillar-terzo-...

      archivionucleare.com/index.php/2008/03/18/edison-piano-nucle...

      archivionucleare.com/index.php/2008/03/18/edison-piano-nucle...

      archivionucleare.com/index.php/2009/01/28/nuclear-energy-out...

      e in tanti altri commenti.

      —————–

      L’acqua a un reattore serve per raffreddare il condensatore (dove il vapore in uscita dalla turbina viene ritrasformato in acqua da pompare negli scambiatori) e fa parte della componente convenzionale dell’impianto (cioè non centra niente col fatto che la centrale sia NUCLEARE). E’ una caratteristica di tutte le centrali termiche (a olio, a carbone, temovalorizzatori, a ciclo combinato, geotermico) a parte il turbogas che raffredda sparando direttamente i prodotti di combustione cancerogeni in aria (ma questi a gente ed ecologisti piacciono e quindi contenti loro…).

      Per compiere l’operazione non è necessario avere un fiume con grandi portate. Se le portate sono piccole allora si fanno le torri di raffreddamento (quelle grosse col pennacchio che si vedono in tutte le foto di centrali atomiche) e se la portata è ancora più piccola si possono fare torri a secco (che smaltiscono il calore in aria)

      en.wikipedia.org/wiki/Neckarwestheim_Nuclear_Power_Plant

      e se vai a pagina 7 di questa presentazione vedrai che intendono adottarla in svizzera per un impianto atomico

      atel.eu/it/images/Praesentation_Niklaus_20080610_it_tcm64-48...

      ———————–

      Se venisse a mancare l’acqua necessaria al condensatore non succede niente. Chiaramente l’impianto va spento, tutto lì.

      Per fare una centrale atomica bisogna presentare all’autorità di controllo un dettagliatissimo “RAPPORTO PRELIMINARE DI SICUREZZA” che contiene anche la Valutazione di Impatto Ambientale attraverso la quale si analizza quale impatto può avere l’ambiente sull’impianto (si analizza tutto dai terremoti alle trombe d’aria alle massime piene e alle massime secche, alla rete dei trasporti circostante e ad ogni altra cosa) e quale l’impianto sull’ambiente (riscaldamento dovuto allo smaltimento del calore dal condensatore, emissioni ammissibili, cosa succede all’ambiente se si verifica un incidente ecc…).

      Per avere un’idea delle dimensioni di un rapporto preliminare di sicurezza puoi navigare attraverso questo indice relativo alla versione ridotta per il pubblico della centrale di Falmanville, in costruzione in Francia

      http://www.edf.com/html/epr/rps/index.pdf

      Quindi in sede di progetto si stabilisce fino a quale livello di “secca†può funzionare l’impianto e si dimensionano le torri. La scelta sul discorso della massima secca sopportabile dall’impianto è dunque di tipo sostanzialmente commerciale (se faccio poche torri risparmio ma rischio di dovermi fermare più spesso: 2 o 3 o 10 volte nella vita di un impianto). Niente a che vedere con la sicurezza nucleare che viene garantita per altre strade.

      ——————

      Non è il settore energetico e tantomeno quello nucleare a creare problemi all’acqua né viceversa

      nei.org/resourcesandstats/documentlibrary/protectingtheenvir...

      “in sostanza negli Uniti l’intero settore energetico (inclusi i fossili) consuma il 3% dell’acqua dolce contro l’80% usato per l’irrigazione”

      ——————

      Altri dati sull’italia relativi alla situazione idrica li trovi qui

      archivionucleare.com/index.php/2008/03/18/edison-piano-nucle...

      ——————

      Un approfondimento spiegato in modo semplice sull’incidente di Chernobyl lo trovi qui
      agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=vi...

    23. Renzo Riva scrive:

      Voglio riprendere quanto ha detto il prof. Marino Mazzini alla festa di Legambiente di Grosseto la sera del 14 c.m. durante il dibattito condotto dal giornalista RAI Corradino Mineo direttore di Rai news 24 che ha visto anche la presenza del segretario del C.I.R.N. ing. Giorgio Prinzi e la presenza fra il pubblico, in prima fila, mia e di Edoardo.

      http://www.festambiente.it/index.php?c=evento&id=598

      14/08/2009 19:30
      Il Paese in bilico tra nucleare e rinnovabili.

      Coordina Corradino Mineo Direttore Rainews24. Partecipano: Stefano Ciafani Responsabile Scientifico Legambiente, Massimo Scalia Università di Roma, Vittorio Cogliati Dezza Presidente Nazionale Legambiente, Marino Mazzini Università di Pisa, Giorgio Prinzi Segreteria Generale Comitato per il Rilancio del Nucleare in Italia.

      Ma fatevi raccontare da Edoardo con quale “Sole virtuale” funzionava la pompa d’acqua; sono ancora mosso alla risata solo a pensarci.

    24. Pietruccio scrive:

      Tanto per fare un po’ di polemica faccio notare come qualche settimana fa veniva sbandierato il progetto Desertec che dovrebbe rifornire una parte consistente di energia elettrica niente po’ po’ di meno che a tutta Europa. Il sistema sarebbe quello del solare termodinamico, il quale, ovviamente, basandosi su un ciclo termico dovrà (coi sali fusi o qualche altra diavoleria, visto che i sali mi pare abbiano molti molti problemi) far bollire dell’acqua in pressione il cui vapore andrà in una turbina. A priolo gargallo, per esempio, il vapore prodotto dovrebbe andare a finire insieme a quello del secondo stadio della centale a ciclo combinato, cioè insieme al vapore proveniente dalla caldaia che va coi fumi della turbina a gas.

      In uscita dalla turbina quel vapore andrà condensato (bisogna sottrargli una montagna di calore) per farlo ritornare allo stato liquido (acqua).

      Con che cosa?

      Possibile che quando si parla di nucleare tutti si preoccupano della mancanza di acqua in piena pianura padana, che non mi pare sia proprio brulla, e quando si parla di solare termodinamico la questione non viene neanche posta anche se si parla di un ciclo termico sfigatissimo in pieno deserto!

      Ve la ricordate la polemica assurda di J.Rifkin che diceva che, causa siccità, per colpa del nucleare (sempre lui) sono morti un sacco di vecchietti francesi perchè sono rimasti senza energia elettrica nucleare e quindi senza condizionatore d’aria? (Dal discorso del geniale Rifkin, guru antinucleare, si deduce anche che da una certa età in poi in francia hanno tutti o quasi il condizionatore in casa se no muoiono)

      Evidentemente secondo questi ambientalisti e i loro amici giornalisti, con una bella centrale nel deserto, invece, non si corre nessun rischio di restare senz’acqua di raffreddamento e tutti potremo avere il condizionatore d’aria e campare perciò fino a 100 e più anni, chissà, magari anche in italia.

      Poi, evidentemente per quei signori, esperti in politiche energetiche, mettere un condizionatore in ogni casa fa risparmiare un sacco di energia (purchè non la si faccia col nucleare, naturalmente), visto che professano anche l’efficienza e il risparmio energetico.

    25. Pietruccio scrive:

      x Renzo Riva e Edoardo

      Più che altro mi piacerebbe sapere cosa è stato detto.

    26. Pietruccio scrive:

      Dimenticavo: fantastica la foto della “pompa solare” col cavo della corrente…

    27. Renzo Riva scrive:

      Pietruccio scrive:
      20 Agosto 2009 alle 15:17

      Dimenticavo: fantastica la foto della “pompa solare†col cavo della corrente…

      Pietruccio scrive:
      20 Agosto 2009 alle 15:15

      x Renzo Riva e Edoardo

      Più che altro mi piacerebbe sapere cosa è stato detto.

      Tutto si può riassumenre nella pompa alimentata dal “SOLE ENEL”

      … e più non dimandare

    28. Enrico scrive:

      Buongiorno a tutti,

      purtroppo la campagna di ri-nuclearizzazione dell’Italia parte con il piede sbagliato secondo me: non si parte individuando un sito sicuro dove destinare le scorie radioattive (così some è stato fatto in Francia spendendo una cifra folle ma garantendo un sito sicuro, mi pare nella zona di Bordeaux ma potrei sbagliarmi sulla città).
      Nessuno ne parla perchè è un argomento scomodo per il politici: nel nostro paese così densamente popolato (non siamo la Finlandia purtroppo) la cosa è ben difficile da realizzare. è molto più importante costruire le centrali, individuare i siti per la costruzione delle centrali e poi si vedrà.

      Purtropo alcuni siti di stoccaggio delle vecchie scorie del nucleare anni ‘80) già li abbiamo e sono purtroppo tutt’altro che sicuri: ne ricordo uno vicino a Torino (vicino alla Dora Baltea mi pare) che rischia di essere inondato ad ogni piena invernale.

      Finchè non si sarà individuato, deciso e costruito la paura inconscia dell’opinione pubblica non sarà mai eliminata/attenuata e il nucleare sarà sempre osteggiato dai più.

      Saluti

    29. Edoardo scrive:

      Per Enrico:
      Nessuno ne parla perchè è un argomento scomodo per il politici: nel nostro paese così densamente popolato (non siamo la Finlandia purtroppo)
      Il falso problema della densità di popolazione non riguarda il nucleare; si tenga presente che in Italia ci sono 196 abitanti per Km2 l’Italia, 231 abitanti per Km2 in la Germania (con 18 reattori nucleari in attività), 340 abitanti per Km2 in Giappone (53 reattori)
      Poi, ovviamente, su tutto il territorio ci sono zone più abitate e meno abitate.

      Finchè non si sarà individuato, deciso e costruito la paura inconscia dell’opinione pubblica non sarà mai eliminata/attenuata e il nucleare sarà sempre osteggiato dai più.
      Vero hai ragione. A Scanzano Jonico, tra l’altro, fu una “maldestra improvvisata†che non aiutò la causa nucleare.
      Se però si decide di informare le popolazione, fare dibattiti approfonditi ma ugualmente ci sono i soliti ambientalisti che si oppongono solo per ideologia allora rimaniamo sempre fermi per qualsiasi cosa…

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