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CNEN - Carta dei siti (aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari)

9 Luglio 2009 di Amministratore

Tempo fa Renzo Riva ci ha inviato una documentazione sulla famosa “Carta dei siti” redatta negli anni settanta dal C.N.E.N (Comitato nazionale per l’ Energia Nucleare) in cui si andavano ad individuare le aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari: è proprio su questa carta che sono state fatte tante speculazioni negli ultimi mesi su dove potrebbero essere ubicate le eventuali nuove centrali nucleari italiane, che l’ attuale governo Berlusconi vorrebbe iniziare a costruire.

Si ritiene però importante sottolineare fin da subito che non è proprio esatto e corretto usare tali mappe “degli anni settanta” per fare speculazioni su quali potrebbero essere “oggi” gli esatti siti suscettibili di insediamento di impianti nucleari. Tuttavia ciò non toglie che sono probabilmente un interessante punto di partenza per definire in linea di massima le “zone” (e non gli specifici siti) che potrebbero essere interessate nuovamente.

Detto questo vediamo più nel dettaglio tale “Carta dei siti”, facendo riferimento a quanto riportato in una relazione “CNEN - Direzione Sicurezza Nucleare e Protezione Sanitaria” del settembre 1979 al termine dei lavori:

Innanzitutto va detto che tutto nasce con l’ art. 23 della Legge n. 393 del 2 agosto 1975 il quale diede mandato al CNEN di redigere, d’intesa con l’ENEL e con le Regioni, la carta dei siti suscettibili di insediamento di impianti nucleari.
Ed ai fini dell’ espletamento di tale mandato il CNEN predispose una serie di documenti (Doc. DISP (77) 1, 2, 3, 4) in cui sono chiariti i presupposti logici e i criteri di selezione dei siti, derivanti dalla considerazione dell’ ubicazione di centrali elettronucleari sotto il profilo della sicurezza nucleare e della protezione della popolazione e dell’ambiente.

Detti documenti furono stati inviati nell’agosto 1977 alle Presidenze delle Giunte Regionali e all’ENEL. Successivamente si tennero una serie di incontri con le Regioni sia per illustrazioni e aggiornamenti sullo stato del lavoro sia per problemi connessi allo scambio di informazioni su parametri territoriali.

Va rilevato peraltro che il raggiungimento dell’ intesa con le Regioni, con la considerazione di tutti gli aspetti connessi con la gestione del territorio, era presupposto indispensabile per l’adempimento dell’art. 23 della citata Legge n. 393. Ed il CNEN riteneva che detta intesa si sarebbe dovuta ricercata successivamente a livello politico, per cui il presente lavoro venne poi trasmesso alle Autorità di Governo.

Il fatto poi di dover procedere ad una selezione su scala nazionale in un intervallo di tempo limitato, impose di ricercare una metodologia basata su parametri territoriali quantizzabili e su un livello di informazione il più preliminare possibile. È per tale ragione che il lavoro svolto, anziché tendere alla definizione dei siti qualificati ai fini della installazione di centrali elettronucleari conduce piuttosto alla indicazione di aree caratterizzate da favorevoli caratteristiche insediative in relazione alle analisi effettuate, aree sulle quali andranno ottimizzate le scelte puntuali al momento della qualificazione del sito.

I criteri che sono alla base del lavoro effettuato sono illustrati in alcuni documenti del luglio 1977 e segnatamente nel “Doc. DISP (77) 2” (Requisiti e criteri di scelta dei siti suscettibili di insediamento di centrali e impianti nucleari) in cui sono indicate anche le variabili prese in considerazione nella ricognizione sistematica del territorio (demografia, geologia, sismica, agibilità tecnica, eventi limite, ecologia).

Tra le diverse variabili considerate, quella che ha determinato le più rilevanti riduzioni di territorio utile è stata la variabile demografica.
Una ulteriore non trascurabile riduzione di territorio è stata determinata dalla esclusione di zone caratterizzate da elevata sismicità.

Furono inoltre illustrati i risultati mediante carte tematiche relative ai parametri di volta in volta affrontati, le quali per il loro alto contenuto sintetico sono particolarmente idonee alla rappresentazione di analisi che hanno come oggetto l’ intero territorio nazionale.

L’intersezione delle varie carte tematiche fornisce una serie di aree risultanti, suscettibili di insediamento di impianti nucleari, ma sempre subordinatamente allo studio di dettaglio in sede di qualificazione di siti puntuali.

Passiamo adesso a vedere quindi le “Carte tematiche” relative al territorio nazionale (”TAVOLE”):

TAVOLA I - demografia, sismica, tettonica e vulcanismo

TAVOLA I - demografia, sismica, tettonica e vulcanismo

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TAVOLA II - demografia relativa alle zone di centri abitati con molte decine di migliaia di abitanti

TAVOLA II - demografia relativa alle zone di centri abitati con molte decine di migliaia di abitanti

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TAVOLA III - agibilità tecnica dele aree dal punto di vista della disponibilità di acqua per la refrigerazione

TAVOLA III - agibilità tecnica dele aree dal punto di vista della disponibilità di acqua per la refrigerazione

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TAVOLA IV - analisi clinometrica effettuata sul territorio con la rappresentazione di tutte le maglie del reticolo caratterizzate da una pendenza superiore al 10% (per problemi connessi essenzialmente con la realizzazione di reti di trasmissione)

TAVOLA IV - analisi clinometrica effettuata sul territorio con la rappresentazione di tutte le maglie del reticolo caratterizzate da una pendenza supe

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TAVOLA V - aree risultanti dall’ intersezione delle varie carte tematiche, suscettibili di insediamento di impianti nucleari

TAVOLA V - aree risultanti dall' intersezione delle varie carte tematiche, suscettibili di insediamento di impianti nucleari



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  • 67 Commenti a “ CNEN - Carta dei siti (aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari)”

    1. Renzo Riva scrive:

      Questo era il testo della lettera che inviai insieme alle mappe in
      Data: Martedì 10 marzo 2009, 17:43

      È da ricordare che i criteri che furono adottati alla fine degli anni ‘70 per la determinazione dei siti nucleari idonei erano molto restrittivi e prevedevano pure piani per l’evacuazione delle popolazioni ricadenti in un determinato raggio dall’impianto in caso di incidente grave.
      Oggigiorno tali piani non sono più richiesti all’infuoti di un’area di rispetto di 1.400 metri di lato che circoscriva l’impianto. Ciò è dovuto alle più rigorose misure di sicurezza intrinseche dei nuovi reattori e dei fabbricati che li contengono, costruiti per non rilasciare all’esterno alcuna radioattività anche in presenza del peggiore incidente.
      Pare impossibile ma in regione Friùli Venezia Giulia le linee di politica energetica e ambientale sembra fatte dai “Verdi” ed invece la giunta è di centro-destra.
      Mi chiedo cosa è valso il voto espresso dagli italiani l’anno scorso che estromisero i Verdi ed i Comunisti dal parlamento italiano se poi dobbiamo assistere che AN non vuole il nucleare, FI non vuole i termovalorizzatori bensì la gassificazione dei rifiuti, e la Lega Nord P. che a Udine vuole l’interramento degli elettrodotti e tutti assieme vogliono i rigassificatori quando invece bisognerebbe ridurre drasticamente i consumi del gas di almeno il 60% - attualmente l’elettricità è prodotta con tale fonte per più del 50% - per riportarci almeno alla pari con i Paesi più spreconi di tale carburante che sono gli USA ed il Regno Unito con il 20%.

      Ecco una lettera che ho inviato questa settimana ai quotidiani locali.

      ENERGIA
      Vittime del gas

      C’è una tabella, che i cultori della rete possono scaricare dal web, che riporta tutti gli incidenti di varia natura occorsi nel Mondo e fra loro quelli industriali.
      Alla sua lettura sono basito per la superficialità con la quale gruppi d’interesse (lobbies) divulgano ad arte le bugie e la disinformazione per orientare la percezione del pubblico destinatario delle loro informazioni.
      Prendo ad esempio il gas causa dell’ultimo disastro a Viareggio.
      Il lettore nemmeno immagina di quanti disastri è responsabile il gas e, fra i più recenti, cito l’impianto di liquefazione di Skikda in Algeria che nell’anno 2004 ha prodotto 29 morti e 74 feriti a seguito dell’esplosione e dell’incendio durato otto ore che ha provocato danni per 1 miliardo di dollari. L’ufficio investigativo di una compagnia assicuratrice attribuì la causa ad una fuga di gas liquido in fase di carico dalla tubazione di collegamento alla nave metaniera. Inoltre, lo stesso anno in Belgio, in fase di scarico un’analoga esplosione provocò la morte di 15 persone. Storicamente si ricorda, uno per tutti gli anni antecedenti, l’esplosione di un serbatoio di gas liquido a Cleveland (Ohio) che nel 1941 produsse 131 morti, 225 feriti, 680 senzatetto, 2 fattorie e 79 case distrutte. Comunque, in assoluto, quello che causò più morti accadde in Messico a St. J. Ixhuatepec, nell’anno 1984 e dovuto all’esplosione di un grande serbatoio di stoccaggio di GPL; ci furono 500 morti, 2.500 feriti, 200.000 evacuati.
      Ora proviamo a collegare questo incidente con gli impianti di rigassificazione proposti a Trieste da Gas Natural nel vallone di Zaule e da Endesa off-shore nel golfo di Trieste.
      Il terminal petrolifero della S.I.O.T. di Trieste conobbe un attentato attribuito all’organizzazione terroristica “Settembre nero” nell’anno 1972. Quali rischi per Trieste in caso d’attentato o incidente alle navi metaniere - oggi possono trasportare fino a 253.000 mc - attraccate ed ai rigassificatori? Bombe termobariche semoventi?
      Che bisogno c’è di rigassificatori in Italia quando dal prossimo anno arriverà anche il gasdotto Nabucco?
      Dove si accumula tanta energia ed incuria accadono i più grandi disastri: leggasi Vajont.

      Renzo Riva
      Energia e Ambiente
      Nuovo PSI F-VG

    2. Edoardo scrive:

      Per Renzo:

      scommetto che nessuno di codesti giornali ha avuto la ghigna di replicare qualcosa…

    3. Pietruccio scrive:

      Intanto faccio i miei complimenti a Scajola per l’approvazione del decreto sviluppo.

    4. Giorgio Metafune scrive:

      Dove e’ possibile trovare la tabella di cui parla Renzo Riva?
      Grazie per l’attenzione

      Giorgio Metafune

    5. Egisto scrive:

      Eccola:

      http://gabe.web.psi.ch/research/ra/

    6. Egisto scrive:

      Qualche considerazione sull’attualità di queste tavole:

      1) Per quanto riguarda la disponibilità di acqua non ci dovrebbero essere grandi variazioni anche se forse la portata dei fiumi si è ridotta.
      2) La stessa cosa vale per la sismicitÃ
      3) Notevolmente cambiata invece la densità abitativa, anche se le nuove centrali non richiedono piani di evacuzione
      4) Rimango perplesso di fronte all’analisi clinometrica, di cui non sono chiari i motivi

    7. Renzo Riva scrive:

      Accidents and disasters

      http://gabe.web.psi.ch/pdfs/PSI_Report/ENSAD98.pdf

      http://gabe.web.psi.ch/pdfs/PSI_Report/ENSAD98App.pdf

      en.wikipedia.org/wiki/List_of_accidents_and_disasters_by_dea...

    8. Giacomo scrive:

      @Egisto
      3) Notevolmente cambiata invece la densità abitativa, anche se le nuove centrali non richiedono piani di evacuzione

      In effetti in Italia esiste una certa grave schizofrenia con relativo disordine nella pianificazione di nuove costruzioni.Se potessero cementarti il giardino per nuove soluzioni abitative lo farebbero gia’ domani.In Italia conta principalmente il calcio,le veline,la politica ed il cemento a scopo edilizio (meglio se diluito).Poi mi spieghino come ci si mantiene…….
      Un caso davvero emblematico sono gli elettrodotti.Molte linee sono installate da trent’anni o piu’.Nel corso degli ultimi vent’anni hanno costruito di tutto sotto salvo poi svegliarsi e lamentarsi dell’elettrosmog con richieste di SPOSTAMENTO delle linee.Ma siamo impazziti??.Ma quando perseguiamo penalmente chi ha dato le concessioni?? (ammesso che l’ettrosmog sia un reale problema)
      Prevedo sorgano problemi per QUALUNQUE sito.Spero nel pugno di ferro dello stato contro queste assurde stupidita’ e delinquenze.

    9. Pietruccio scrive:

      x Giacomo

      Le leggi dello stato sono già severissime, qualcuno le ritiene vessatorie e/o addirittura “feroci”.

      Quello che non funziona in ambito tecnico sono due cose:

      1.- l’eccesso di norme e la loro scarsa chiarezza figlia di una assurda complicazione per cui, come si sente dire, “le leggi con gli amici si “interpretano” e con gli altri si “applicano”" (se le leggi fossero chiare una battuta come questa non avrebbe senso);

      2.- la schizofrenia dei controlli: quando troppi e quando pochi, con una catena di responsabilità che salva chi ci guadagna e colpisce chi c’entra poco e niente o ha la sfiga di trovarsi in posizione esposta.

      In Italia non c’è lassismo, anzi!

      La ragione profonda che sta alla base di tutto è che chi vince impone le sue regole come è logico che sia in democrazia. Ma non vince mai l’intera popolazione. Di volta in volta vince solo una parte che impone senza pietà né ragionevolezza il proprio punto di vista e se ne frega delle esigenze degli altri. In questo senso, per questa mancanza di educazione e di rispetto nei confronti degli altri, siamo indietro… in maniera abissale. Sono convinto che per questa strada ci saranno solo guai.

    10. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:

      una domanda a proposito dei siti:
      mentre Caorso, Trino e Montalto (il migliore per una centrale a detta dell’EDF) i siti di Latina e Garigliano, viste le dimensione e la potenza degli EPR attuali, non sarebbero più utlizzabili.

      Ti risulta qualcosa a proposito?

    11. Pietruccio scrive:

      Non ho i dati di dettaglio di Latina e Garigliano, ma mi pare verosimile che non siano il massimo quanto a portata d’acqua (però, volendo si possono fare le torri di raffreddamento).

      In generale credo comunque che siano studi piuttosto complicati in quanto non sono poche le cose da considerare: sui giornali emerge solo la punta dell’iceberg del lavoro fatto.

      Poi ho trovato perfino quanche coglione che ha la faccia tosta di dire che i siti (tipo Montalto) sono stati scelti dal rbdomante. Ma non è così.

      Dalle caratteristiche del sito si dottano poi le varie soluzioni di progetto che incidono anche sui costi. Il tutto va poi condito con una buona dose di ragionevolezza e con la necessità di standardizzare il più possibile.

      Staremo a vedere come evolve la situazione.

    12. Alfredo scrive:

      Sono stupefatto che si consideri il bacino del Po ricco d’acqua;non perché c’è stata una stagione relativamente piovosa dobbiamo dimenticare le recenti siccità, e la loro durata.
      Questi ultimi anni mostrano come i fenomeni metereologici si vanno estemizzando sempre più, e le siccità ritorneranno; certo non si potranno ignorare in un arco di tempo trentennale/cinquantennale, da prendere in considerazione per aggiornare la mappa dei siti.
      Non si riesce a garantire nemmeno la navigabilità del tratto finale del Po, figurarsi il raffreddamento delle centrali nucleari.
      Anche la Francia, che ha grandi fiumi, comincia a risentire del problema.
      Non credo che il funzionamento delle centrali possa “andare secondo le stagioni”.

    13. Pietruccio scrive:

      Ma secondo te quelli che progettano le centrali non ci pensano?

      Sono tutti deficenti?

    14. Edoardo scrive:

      Forse si alludeva alla falsità che propagandano gli ambientalisti: le centrali nucleari consumano enormi quantità di acqua.

      L’acqua in una centrale nucleare, così come in quelle convenzionali, serve solo a raffreddare i condensatori ovvero parte esterne non in contatto con quelle radioattive (il nocciolo, ai ciruiti primari e/o secondari, ecc. se si tratta di un PWR)
      L’acqua entra,viene filtrata così quando viene rimessa nel fiume, lago o mare è anche più pulita, raffredda i condensatori e se ne esce più calda i qualche grado per poi raffreddarsi e tornare alla temperatura iniziale.
      In Francia una parte dell’acqua riscaldata dalle centrali vene utilizzata anche per l’agricoltura.
      P.S.: in Francia la percentuale di leucemie e malattie neoplastiche è inferiore (dati OMS 2007) a quella Italiana… se davvero il nucleare è quel flagello che dicono ildato dovreebbe essere all’incontrario, o no?

    15. Alfredo scrive:

      Per Pietruccio

      Il fatto è che la mappa dei siti servirà ai Pubblici Poteri per individuare le zone dove sarà ammesso progettare e realizzare gli impianti; ci sarà una presunzione di idoneità, come per i Piani regolatori comunali, ad esempio per le zone a rischio idrogeologico escluse dall’edificazione.
      Si sa poi come potrebbe andare a finire le cose quando le aspettative degli investimenti in ballo sono notevoli (e per il nucleare saranno infinitamente più rilevanti di quelli di semplici “immobiliaristi”).
      Certe perplessità del comune buon senso saranno impertinenti ma sono legittime (e quindi pertinenti).
      Non deleghiamo tutto ai “tecnici”; in fondo anche Cernobyl ha avuto i suoi ingegneri, sia in progettazione che in gestione.
      Io resto molto perplesso sulle possibilità di utilizzare il Po per il raffreddamento.

    16. Giacomo scrive:

      Deleghiamo allora ai fatti.Il Po ha gia’ raffreddato con successo la centrale di Caorso.

    17. Edoardo scrive:

      Per Alfredo
      Non deleghiamo tutto ai “tecnici”; in fondo anche Cernobyl ha avuto i suoi ingegneri, sia in progettazione che in gestione.

      Esempio da evitare.
      Sei rimasto fermo alle paure evocate dalle bugie e dal terrorismo mediatico del 1987, cmq per tua informazione:
      (puoi riscontrare queste notizie con un’ampia letteratura (anche antinucleare) disponibile in più opere letterarie e giornalistiche.

      I “tecnici e progettatori” di Chernobyl era gente messa lì per meriti di partito od altro; non avevano la benchè minima formazione tecnica. Gli operai e gli addetti dovevano solo ubbidire agli ordini che venivano imposti dalla direzione dell’impianto. Tra l’altro il direttore della centrale Brjuchanov ed il capo ingegnere Fomin , all’epoca dell’incidente, provenivano dalla direzione di una norma centrale termoelettrica a carbone.
      Il reattore, tipologia RBMK costruita solo in Unione Sovietica e ad oggi dismesso dovunque a parte nelle centrale lituana di Ignalina ove l’anno prossimo cominceranno le operazioni di decommissiong; era di per sè instabile: un reattore moderato a grafite e refrigerato con acqua bollente, nei reattori occidentali l’acqua è sia moderatore che refrigerante e se questa viene a mancare la reazione a catena cessa, cosa che non fu a Chernobyl!
      Inoltre era mal concepito e costruito visto che non aveva l’unità di contenimento (se ci fosse stata non sarebbe avvenuta l’enorme contaminazione esterna): al posto di due cupole alte 60 metri (tre addirittura nel reattore EPR in costruione ad Olkiluoto Finalndia) di cemento armato di 120 cm., con barre di acciaio e schermatura in piombo, il reattore ucraino si trovava sotto una semplice struttura prefabbricata.
      Nonostante tutte queste magagne l’impianto funzionava senza aver causato danni dal 1977. Quello che causò il disastro fu l’assurdo “esperimento” che quell’idiota di Brjuchanov volle per forza tentare (tra l’altro altre centrali nucleari ucraine erano state interpellate e si erano rifiutate di attuare l’esperimento):
      Si trattava di valutare la capacità del gruppo turbine/alternatore di generare elettricità sufficiente per alimentare i sistemi di sicurezza e di raffreddamento anche in assenza di produzione di vapore dal reattore nella primissima fase del transitorio. In particolare gli operatori disattivarono i sistemi di sicurezza del reattore, che è proibito dai manuali operativi dell’impianto. Secondo il rapporto dell’agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori estrassero completamente dal nocciolo almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone inserite solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 30 il numero minimo assoluto di barre nel reattore in funzione.

    18. Renzo Riva scrive:

      http://www.21mosecolo.it/sitonew/news/1.jpg

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      ================================

      meteoclima.net/it15/index.php?option=com_content&view=ca...

      Ci sono i collegamenti a tutti gli ultimi articoli ed editoriali
      del prof. Franco Battaglia

      ================================

      ELETTROSMOG - UN’EMERGENZA CREATA AD ARTE

      Ci dicono che provoca leucemie e cancro?
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      sull’argomento

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      UN’EMERGENZA CREATA AD ARTE

      di Franco Battaglia
      Presentazione di Umberto Veronesi
      (ex ministro della sanità e oncologo di fama
      mondiale)

      «Questo è un libro che mai avrebbe dovuto essere
      scritto. Almeno in un Paese normale, visto che
      l’elettrosmog non esiste. Non lo dico io: non
      esiste alcuna istituzione scientifica che sia
      ufficialmente riconosciuta, scientificamente
      accreditata e non coinvolta con eventuali
      interessi (economici e/o politici) in gioco col
      problema in questione e che sostenga il
      contrario.
      Gli interessi economici in gioco sono troppo
      consistenti e non è da sottovalutare il rischio
      che qualche amministratore poco responsabile
      preferisca ascoltare quegli interessi anziché le
      istituzioni scientifiche».
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    19. Edoardo scrive:

      Deleghiamo allora ai fatti.Il Po ha gia’ raffreddato con successo la centrale di Caorso.

      Infatti alla fine degli anni ‘70 e per i primi anni ‘80, coincidenti con l’avvio della centrale di Caorso, il Po ha avutospeeso momenti di secca ma mai il reattore ha riscontrato problemi o interruzioni di servizio.

      Forse si alludeva alla falsità che propagandano gli ambientalisti: le centrali nucleari consumano enormi quantità di acqua.

      L’acqua in una centrale nucleare, così come in quelle convenzionali, serve solo a raffreddare i condensatori ovvero parte esterne non in contatto con quelle radioattive (il nocciolo, ai ciruiti primari e/o secondari, ecc. se si tratta di un PWR)
      L’acqua entra,viene filtrata così quando viene rimessa nel fiume, lago o mare è anche più pulita, raffredda i condensatori e se ne esce più calda i qualche grado per poi raffreddarsi e tornare alla temperatura iniziale.
      In Francia una parte dell’acqua riscaldata dalle centrali vene utilizzata anche per l’agricoltura.
      P.S.: in Francia la percentuale di leucemie e malattie neoplastiche è inferiore (dati OMS 2007) a quella Italiana… se davvero il nucleare è quel flagello che dicono ildato dovreebbe essere all’incontrario, o no?

    20. Pietruccio scrive:

      Non centra con questa pagina in particolare ma vorrei segnalare questo bellissimo articolo sulla situazione tedesca

      libertiamo.it/2009/08/13/germania-l’abbandono-del-nucleare...

    21. Edoardo scrive:

      Grazie Pietruccio, bell’articolo:
      tra l’altro si riconferma una notizia detta e ridetta, riporto la specifica:

      Se un deposito definitivo non si è ancora trovato, una buona responsabilità ce l’ha quindi anche la dirigenza del movimento ecologista.

      D’altra parte, ormai, le scorie ci sono e girare la testa dall’altra parte o addirittura temporeggiare, come hanno mostrato di fare con disinvoltura i Grünen, non aiuta molto la causa dell’ambiente.
      I dubbi e le perplessità degli ecologisti si appuntano sulla sicurezza dei siti di stoccaggio. Ma ciò risulta a dir poco bislacco se è vero che ai tempi del precedente esecutivo fu lo stesso Ministro dell’Ambiente, l’ecologista Jürgen Trittin, a rassicurare i tedeschi circa gli alti standard di sicurezza delle operazioni di smaltimento dei residui. Leggere qui per credere. Walter Hohlefelder, presidente del Forum atomico tedesco, ricorda comunque che in un massimo di 100.000 anni la radioattività verrà meno ed essendo Gorleben una cupola salina vecchia più di 100.000.000 di anni i rischi sono assai contenuti.

    22. Pietruccio scrive:

      x Alfredo

      A integrazione dell’ottimo intervento di Edoardo vorrei far presente una cosa che si dà per scontata ma non mi sembra lo sia nei tuoi interventi.
      L’ho già ripetuta tante volte

      archivionucleare.com/index.php/2007/11/13/caterpillar-terzo-...

      archivionucleare.com/index.php/2008/03/18/edison-piano-nucle...

      archivionucleare.com/index.php/2008/03/18/edison-piano-nucle...

      archivionucleare.com/index.php/2009/01/28/nuclear-energy-out...

      e in tanti altri commenti.

      —————–

      L’acqua a un reattore serve per raffreddare il condensatore (dove il vapore in uscita dalla turbina viene ritrasformato in acqua da pompare negli scambiatori) e fa parte della componente convenzionale dell’impianto (cioè non centra niente col fatto che la centrale sia NUCLEARE). E’ una caratteristica di tutte le centrali termiche (a olio, a carbone, temovalorizzatori, a ciclo combinato, geotermico) a parte il turbogas che raffredda sparando direttamente i prodotti di combustione cancerogeni in aria (ma questi a gente ed ecologisti piacciono e quindi contenti loro…).

      Per compiere l’operazione non è necessario avere un fiume con grandi portate. Se le portate sono piccole allora si fanno le torri di raffreddamento (quelle grosse col pennacchio che si vedono in tutte le foto di centrali atomiche) e se la portata è ancora più piccola si possono fare torri a secco (che smaltiscono il calore in aria)

      en.wikipedia.org/wiki/Neckarwestheim_Nuclear_Power_Plant

      e se vai a pagina 7 di questa presentazione vedrai che intendono adottarla in svizzera per un impianto atomico

      atel.eu/it/images/Praesentation_Niklaus_20080610_it_tcm64-48...

      ———————–

      Se venisse a mancare l’acqua necessaria al condensatore non succede niente. Chiaramente l’impianto va spento, tutto lì.

      Per fare una centrale atomica bisogna presentare all’autorità di controllo un dettagliatissimo “RAPPORTO PRELIMINARE DI SICUREZZA” che contiene anche la Valutazione di Impatto Ambientale attraverso la quale si analizza quale impatto può avere l’ambiente sull’impianto (si analizza tutto dai terremoti alle trombe d’aria alle massime piene e alle massime secche, alla rete dei trasporti circostante e ad ogni altra cosa) e quale l’impianto sull’ambiente (riscaldamento dovuto allo smaltimento del calore dal condensatore, emissioni ammissibili, cosa succede all’ambiente se si verifica un incidente ecc…).

      Per avere un’idea delle dimensioni di un rapporto preliminare di sicurezza puoi navigare attraverso questo indice relativo alla versione ridotta per il pubblico della centrale di Falmanville, in costruzione in Francia

      http://www.edf.com/html/epr/rps/index.pdf

      Quindi in sede di progetto si stabilisce fino a quale livello di “secca” può funzionare l’impianto e si dimensionano le torri. La scelta sul discorso della massima secca sopportabile dall’impianto è dunque di tipo sostanzialmente commerciale (se faccio poche torri risparmio ma rischio di dovermi fermare più spesso: 2 o 3 o 10 volte nella vita di un impianto). Niente a che vedere con la sicurezza nucleare che viene garantita per altre strade.

      ——————

      Non è il settore energetico e tantomeno quello nucleare a creare problemi all’acqua né viceversa

      nei.org/resourcesandstats/documentlibrary/protectingtheenvir...

      “in sostanza negli Uniti l’intero settore energetico (inclusi i fossili) consuma il 3% dell’acqua dolce contro l’80% usato per l’irrigazione”

      ——————

      Altri dati sull’italia relativi alla situazione idrica li trovi qui

      archivionucleare.com/index.php/2008/03/18/edison-piano-nucle...

      ——————

      Un approfondimento spiegato in modo semplice sull’incidente di Chernobyl lo trovi qui
      agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=vi...

    23. Renzo Riva scrive:

      Voglio riprendere quanto ha detto il prof. Marino Mazzini alla festa di Legambiente di Grosseto la sera del 14 c.m. durante il dibattito condotto dal giornalista RAI Corradino Mineo direttore di Rai news 24 che ha visto anche la presenza del segretario del C.I.R.N. ing. Giorgio Prinzi e la presenza fra il pubblico, in prima fila, mia e di Edoardo.

      http://www.festambiente.it/index.php?c=evento&id=598

      14/08/2009 19:30
      Il Paese in bilico tra nucleare e rinnovabili.

      Coordina Corradino Mineo Direttore Rainews24. Partecipano: Stefano Ciafani Responsabile Scientifico Legambiente, Massimo Scalia Università di Roma, Vittorio Cogliati Dezza Presidente Nazionale Legambiente, Marino Mazzini Università di Pisa, Giorgio Prinzi Segreteria Generale Comitato per il Rilancio del Nucleare in Italia.

      Ma fatevi raccontare da Edoardo con quale “Sole virtuale” funzionava la pompa d’acqua; sono ancora mosso alla risata solo a pensarci.

    24. Pietruccio scrive:

      Tanto per fare un po’ di polemica faccio notare come qualche settimana fa veniva sbandierato il progetto Desertec che dovrebbe rifornire una parte consistente di energia elettrica niente po’ po’ di meno che a tutta Europa. Il sistema sarebbe quello del solare termodinamico, il quale, ovviamente, basandosi su un ciclo termico dovrà (coi sali fusi o qualche altra diavoleria, visto che i sali mi pare abbiano molti molti problemi) far bollire dell’acqua in pressione il cui vapore andrà in una turbina. A priolo gargallo, per esempio, il vapore prodotto dovrebbe andare a finire insieme a quello del secondo stadio della centale a ciclo combinato, cioè insieme al vapore proveniente dalla caldaia che va coi fumi della turbina a gas.

      In uscita dalla turbina quel vapore andrà condensato (bisogna sottrargli una montagna di calore) per farlo ritornare allo stato liquido (acqua).

      Con che cosa?

      Possibile che quando si parla di nucleare tutti si preoccupano della mancanza di acqua in piena pianura padana, che non mi pare sia proprio brulla, e quando si parla di solare termodinamico la questione non viene neanche posta anche se si parla di un ciclo termico sfigatissimo in pieno deserto!

      Ve la ricordate la polemica assurda di J.Rifkin che diceva che, causa siccità, per colpa del nucleare (sempre lui) sono morti un sacco di vecchietti francesi perchè sono rimasti senza energia elettrica nucleare e quindi senza condizionatore d’aria? (Dal discorso del geniale Rifkin, guru antinucleare, si deduce anche che da una certa età in poi in francia hanno tutti o quasi il condizionatore in casa se no muoiono)

      Evidentemente secondo questi ambientalisti e i loro amici giornalisti, con una bella centrale nel deserto, invece, non si corre nessun rischio di restare senz’acqua di raffreddamento e tutti potremo avere il condizionatore d’aria e campare perciò fino a 100 e più anni, chissà, magari anche in italia.

      Poi, evidentemente per quei signori, esperti in politiche energetiche, mettere un condizionatore in ogni casa fa risparmiare un sacco di energia (purchè non la si faccia col nucleare, naturalmente), visto che professano anche l’efficienza e il risparmio energetico.

    25. Pietruccio scrive:

      x Renzo Riva e Edoardo

      Più che altro mi piacerebbe sapere cosa è stato detto.

    26. Pietruccio scrive:

      Dimenticavo: fantastica la foto della “pompa solare” col cavo della corrente…

    27. Renzo Riva scrive:

      Pietruccio scrive:
      20 Agosto 2009 alle 15:17

      Dimenticavo: fantastica la foto della “pompa solare” col cavo della corrente…

      Pietruccio scrive:
      20 Agosto 2009 alle 15:15

      x Renzo Riva e Edoardo

      Più che altro mi piacerebbe sapere cosa è stato detto.

      Tutto si può riassumenre nella pompa alimentata dal “SOLE ENEL”

      … e più non dimandare

    28. Enrico scrive:

      Buongiorno a tutti,

      purtroppo la campagna di ri-nuclearizzazione dell’Italia parte con il piede sbagliato secondo me: non si parte individuando un sito sicuro dove destinare le scorie radioattive (così some è stato fatto in Francia spendendo una cifra folle ma garantendo un sito sicuro, mi pare nella zona di Bordeaux ma potrei sbagliarmi sulla città).
      Nessuno ne parla perchè è un argomento scomodo per il politici: nel nostro paese così densamente popolato (non siamo la Finlandia purtroppo) la cosa è ben difficile da realizzare. è molto più importante costruire le centrali, individuare i siti per la costruzione delle centrali e poi si vedrà.

      Purtropo alcuni siti di stoccaggio delle vecchie scorie del nucleare anni ‘80) già li abbiamo e sono purtroppo tutt’altro che sicuri: ne ricordo uno vicino a Torino (vicino alla Dora Baltea mi pare) che rischia di essere inondato ad ogni piena invernale.

      Finchè non si sarà individuato, deciso e costruito la paura inconscia dell’opinione pubblica non sarà mai eliminata/attenuata e il nucleare sarà sempre osteggiato dai più.

      Saluti

    29. Edoardo scrive:

      Per Enrico:
      Nessuno ne parla perchè è un argomento scomodo per il politici: nel nostro paese così densamente popolato (non siamo la Finlandia purtroppo)
      Il falso problema della densità di popolazione non riguarda il nucleare; si tenga presente che in Italia ci sono 196 abitanti per Km2 l’Italia, 231 abitanti per Km2 in la Germania (con 18 reattori nucleari in attività), 340 abitanti per Km2 in Giappone (53 reattori)
      Poi, ovviamente, su tutto il territorio ci sono zone più abitate e meno abitate.

      Finchè non si sarà individuato, deciso e costruito la paura inconscia dell’opinione pubblica non sarà mai eliminata/attenuata e il nucleare sarà sempre osteggiato dai più.
      Vero hai ragione. A Scanzano Jonico, tra l’altro, fu una “maldestra improvvisata” che non aiutò la causa nucleare.
      Se però si decide di informare le popolazione, fare dibattiti approfonditi ma ugualmente ci sono i soliti ambientalisti che si oppongono solo per ideologia allora rimaniamo sempre fermi per qualsiasi cosa…

    30. Mattia scrive:

      Buongiorno a tutti! Solo una precisazione: ATTENZIONE!!!
      In un reattore nucleare (termico) e diversamente da una centrale a combustibile fossile, l’acqua o comunque il refrigerante non servono “solo” a raffreddare. Mi spiego meglio: in centrali come PWR (pressurized Water Reactor) o BWR (Boiling Water Reactor) e altre, l’acqua fa anche da moderatore, ossia si occupa del rallentamento dei neutroni che producono fissione..Non è finita: se spegni una centrale nucleare devi continuare a raffreddarla per lungo tempo poichè le radiazioni (raggi beta, gamma, alfa, neutroni e nuclei instabili) continuano ad esistere e scaldano!!!E’ necessario quindi un costante, controllato ed efficiente raffreddamento del nocciolo anche se spenta.
      Saluti
      Mattia

    31. mario scrive:

      E’ vero, ma si tratta di una potenza irrisoria, tanto da poter essere assicurata, nelle piccole centrali,da sistemi passivi o dalla dispersione termica naturale. Nelle centrali più grandi, esistono sistemi più complessi… ma si tratta sempre di un qualche millesimo della potenza nominale.

    32. Pietruccio scrive:

      Di neutroni poi, a centrale spenta, ce ne sono veramente pochissimi: non sono certo quelli che scaldano.

      —————–

      Per la cronaca, l’acronimo del sistema designato ad asportare il calore dei prodotti di fissione radioattivi del nocciolo, si chiama RHR,oltre ad altri.

      Per esempio

      nrc.gov/reading-rm/doc-collections/nuregs/staff/sr0933/sec3/...

      “The RHR system is one of the systems available for long-term decay heat removal. For Surry, the systems which provide long-term cooling include the Inside Spray Recirculation System, or Outside Containment Spray Recirculation System coupled with the Low Pressure Recirculation System, and the RHR System. Any one of these systems will provide sufficient capacity for long-term cooling…”

    33. Renzo Riva scrive:

      VEDIAMO SE FA NOTIZIA LA SEGUENTE PETIZIONE!

      Chiunque volesse, può sottoscrivere la lettera collegandosi al sito

      http;//www.21mosecolo.it/

      Al Presidente della Repubblica
      Giorgio Napolitano

      e, p.c., a:

      Presidente del Senato
      Sen. Renato Schifani

      Presidente della Camera
      On. Gianfranco Fini

      Presidente del Consiglio
      On. Silvio Berlusconi

      Ministro allo Sviluppo Economico
      On. Claudio Scajola

      Ministro all’Ambiente
      On. Stefania Prestigiacomo

      Ministro alla Economia e Finanze
      On. Giulio Tremonti

      Ministro al Lavoro
      On. Maurizio Sacconi

      Presidenti delle principali organizzazioni sindacali

      Illustrissimo Signor Presidente,

      noi sottoscritti,

      desideriamo segnalarLe ciò che riteniamo essere un colossale ingannevole abbaglio che si sta perpetrando ai danni dei contribuenti italiani.

      Recentemente, in Italia, diverse amministrazioni locali stanno predisponendosi ad installare impianti fotovoltaici per la produzione elettrica. Ebbene, questi impianti sono una inutilità tecnica ed un disastro economico.

      Sono una inutilità tecnica perché nessuna potenza installata fotovoltaica potrà sostituire alcuna potenza convenzionale. Per farci capire: il nostro Paese assorbe, in media, una potenza di 40 GW elettrici e, nelle ore di picco, arriva ad assorbirne anche 60 GW, i quali, quindi, devono essere disponibili, tutti, pena l’occorrenza di blackout. E, di fatto, sono senz’altro disponibili grazie alla potenza elettrica convenzionale installata, sia essa a gas, a carbone, idroelettrica o nucleare (installata, quest’ultima, Oltralpe).

      Ora, è senz’altro concepibile installare un impianto qualunque di una delle tipologie elencate e chiuderne un altro della stessa tipologia. Ad esempio, tecnicamente parlando, nulla vieta l’apertura di un impianto da 1 GW a carbone e la chiusura di un analogo impianto a gas.

      Ma è concepibile la chiusura di anche un solo GW di questi impianti convenzionali in seguito all’apertura di 1, 10, 100 o 1000 GW fotovoltaici? La risposta è NO: quando il sole non brilla (e il sole non brilla fra il tramonto e l’alba!) questi impianti contano zero, come se non ci fossero; e tra l’alba e il tramonto la variabilità dell’insolazione impone che di essi non se ne tenga alcun conto e, ancora una volta, è come se non ci fossero.

      Esaminiamo ora il disastro economico. Installare un impianto convenzionale che eroghi 1 GW-anno all’anno di energia elettrica richiede un impegno economico che va da €1 miliardo a €3 miliardi (dipende dalla tipologia specifica: il turbogas è il più economico e il nucleare il più caro). Installare un impianto fotovoltaico di pari capacità produttiva richiede un impegno economico superiore a €50 miliardi!

      Stando così le cose, è evidente che nessun buon padre di famiglia prenderebbe in alcuna considerazione l’eventualità di impegnare risorse in questa tecnologia. E, se nella gestione del denaro pubblico l’amministratore fosse animato, come ci pare dovrebbe essere, dalla diligenza del buon padre di famiglia, la tecnologia fotovoltaica per la produzione elettrica sarebbe già bella e sepolta, come sarebbe giusto che sia e come di fatto è. Non a caso, infatti, nonostante il proliferare di sempre nuove installazioni, il suo contributo alla produzione elettrica mondiale è inferiore allo 0.001%.

      E veniamo, infine, all’ingannevole abbaglio. Per aggirare il fallimento economico (quello tecnico non è aggirabile), si è predisposta in Italia una legge, nota come Conto-energia, che garantisce di avere remunerato fino a 48 c€ il kWh elettrico a chi lo produce da impianti fotovoltaici, cioè fino a 8 volte il prezzo di mercato (il kWh è quotato circa 6 c€ alla Borsa elettrica). Naturalmente l’onere aggiuntivo è spalmato – grazie a questa legge del Conto-energia – sulle tasche di tutti i contribuenti, contribuendo essa ad elevare vieppiù il costo dell’energia elettrica che, nel nostro Paese, è già il più elevato del mondo. Circostanza, questa, che, peraltro, ha pesanti conseguenze sulla occupazione e sulla stabilità delle aziende più energivore, come alcuni casi di cronaca, recente e passata, ci hanno insegnato.

      Purtroppo l’inganno dell’affare-fotovoltaico non si esaurisce qui, ma è aggravato da quanto abbiamo l’obbligo di aggiungere. Siccome, malgrado il Conto-energia, il fotovoltaico continua ad essere un fallimento, non sono poche le amministrazioni locali che hanno predisposto, per legge, la sovvenzione con denaro pubblico di una buona percentuale – fino al 20% – del costo degli impianti. Inoltre, poiché tutto questo non basta a stimolare gli appetiti di alcun “buon padre di famiglia”, sta accadendo che siano le stesse amministrazioni locali a promuovere l’installazione di questi impianti su edifici e spazi pubblici. Infine a causa delle notevoli dimensioni dell’onere economico, non è raro che ad esso si faccia fronte con l’intervento di mutui bancari, il cui capitale viene alle Banche restituito – tipicamente raddoppiato dagli interessi – tramite, appunto, il Conto-energia. Per farla breve, il Conto-energia è un “meraviglioso” meccanismo che consente di trasferire denaro dalle tasche dei contribuenti a quelle dei produttori/installatori di questi inutili impianti, per metà, e delle Banche, per l’altra metà.

      Noi sottoscritti, cittadini e contribuenti, riteniamo che la prima condizione affinché gli amministratori della cosa pubblica possano auspicare, e pretendere, che l’evasione fiscale sia scoraggiata, è che essi stessi facciano mostra di esercitare quella “diligenza del buon padre di famiglia”, sopra evocata. E ci appelliamo pertanto a Lei, Signor Presidente, affinché voglia esaminare più a fondo la questione che Le stiamo sottoponendo e adoperarsi per evitare al popolo italiano questo ulteriore colossale inganno.

      Molto cordialmente,

      Franco Battaglia (Co-fondatore Associazione Galileo 2001 per la libertà e dignità della scienza)

      Donato Robilotta (Consigliere Regionale del Lazio e Direttore politico del Garofano Rosso)

      Associazione ProgettAmbiente (firma Arch. Giuseppe Blasi, Presidente)

      Comitato Italiano Rilancio del Nucleare (firma Ing. Giorgio Prinzi, Segretario Nazionale)

      Associazione Italiana Wilderness (firma Franco Zunino, Segretario Generale)

      Nuovo Psi, Sezione Friuli-Venezia Giulia (firma prof. Lauretta Iuretig, Segretario Regionale)

      Circolo Bettino Craxi di Roma (firma Dr. Nino Biddau, Segretario Generale)

      Associazione Il Ponte (firma Dr. Norberto Nicolai, Presidente)

      Associazione il Movimento d’Opinione (firma Ing. Temistocle Sidoti, Presidente)

      FareAmbiente Movimento Ecologista Europeo (firma Prof. Vincenzo Pepe, Presidente)

      Seguono decine di altre firme di ingegneri e tecnici del settore energetico.

      Chiunque volesse, può sottoscrivere la lettera collegandosi al sito

      http://www.21mosecolo.it/

    34. Renzo Riva scrive:

      Scusate ma il link all’inizio della petizione non funziona.
      Provate questo link

      http://www.21mosecolo.it/

    35. Renzo Riva scrive:

      http://www.21mosecolo.it/

      4.bp.blogspot.com/_agtF-qaio1s/S-AB4UAcMqI/AAAAAAAAAKM/5FTwd...

      http://renzoslabar.blogspot.com/2010/05/blog-post.html

    36. Edoardo scrive:

      Ok.
      Il penultimo link funziona.

    37. Enrico scrive:

      Si vuole utilizzare il buon esempio francese per convincere i cittadini ad accettare il nucleare e soprattutto per accettare la costruzione di una centrale sotto casa. Proprio ieri, 3 maggio 2010, il quotidiano francese Les Echos (equivalente del nostro Sole24Ore) ha dedicato a questo delicato argomento due articoli rivelatori: “rifiuti nucleari: perché i comuni dicono no”

      lesechos.fr/info/energie/020511097585-dechets-nucleairesR...

      e “Delle montagne di rifiuti”,

      lesechos.fr/info/energie/020511097730-des-montagnes-de-deche...

      in cui si spiega il “paradosso francese” per cui la Francia si propone come esempio per il nucleare civile (80% dell’energia prodotta) ma non sa proprio come smaltire l’abbondante milione di metri cubi di rifuiti radioattivi che già aveva nel 2007 (nel 2020 saranno 3,5 milioni di m3). Inoltre, visto il malcontento dei cittadini, i siti per lo stoccaggio sotterraneo dei rifiuti previsti per
      il 2019 saranno realizzati (forse) con anni di ritardo. Nel frattempo Greenpeace

      greenpeace.org/france/campagnes/nucleaire/fiches-thematiques...

      denuncia il traffico di rifiuti nucleari francesi verso la Siberia: rifiuti pericolosi che dopo aver viaggiato tranquillamente in treno per tutto il paese, verrebbero poi lasciati all’aperto. Sarebbe poi interessante fare un confronto tra il costo reale in bolletta dell’energia francese e italiana: scommettiamo che non è tutto oro quel che luccica?

      Ora: con l’abilità e la professionalità italiana con cui smalitamo i rifiuti speciali in Italia (traffico gestito dalla malavita, interramento rifiuti speciali in aree vietate, affondamento di navi “carretta” stipate di rifiuti pericolosi, ecc…) e NON avendo ancora definito i siti per lo stoccaggio delle scorie radioattive (PROLEMA SOTTOVALUTATO MA ALLA FINE IL PIU’ IMPORTANTE DI TUTTI), già mi immagino come verrà gestito anche in Italia questo mercato miliardario. La malavita sa come si fà, Confindustria saprà come si fa.

      Lo scenario che si presenta dal punto di vista tecnico è magari plausibile (garantire approvvigionamento energetico certo) ma lo scenario dal punto di vista smaltimento, stoccaggio rifiuti radioattivi è allarmante.

      In Italia non riusciamo neanche a gestire la differenziata in modo serio in tutta Italia, figuriamoci i rifiuti nucleari che risultano pericolosi per secoli.

      Persino in Germnaia (professionalità in questo ambito sicuramente migliore della nostra) una cava di salgemma deposito ritenuto “ipersicuro” per lo stoccaggio di immense quantità di rifiuti radioattivi, è invaso dall’acqua da qualche anno a questa parte e il costo per rimuovere i rifiuti radioattivi stoccati all’interno è ingestibile. Vi immaginate una cosa del genere anche in Italia?
      Sarà brutto dirlo ma se esplode un impianto per la liquefazione del gas muoiono un centinaio di persone, se un sito di stoccaggio di scorie radioattive si danneggia (o peggio avviene una fuga radioattiva) la zona verrà interdetta alla popolazione per tantissimi anni, vittime a breve termine magari inferiore ma danni a lungo termine incalcolabili.

      Non si accettano polizze assicurative per una centrale nucleare, chissà perchè.

      Saluti

    38. Edoardo scrive:

      Per Enrico:
      In Italia non riusciamo neanche a gestire la differenziata in modo serio in tutta Italia, figuriamoci i rifiuti nucleari che risultano pericolosi per secoli.
      Paragonare la gestione dei rifiuti urbani con la gestione delle scorie nucleari è sbagliato: la tecnologia ed i controlli IMPOSTI per il trattamento e lo stoccaggio di quest’ultime è inesistente per i rifiuti urbani e per tutti gli altri scarti industriali, non meno tossici e pericolosi delle scorie; magari ci fosse la stessa attenzione anche in questi settori! Nel nucleare i controlli sono ridondanti e continui – come al tempo prima del referendum – per la monnezza no.
      Allora le scorie di III livello ancora stoccate nelle vecchie centrali ( a parte quella piccola parte mandata a riprocessare in Francia) dovevano già da tempo essere state “trafficate” da qualche malvivente: riuscire ad impossessarsi quel tipo di rifiuti richiede mezzi tecnici.

      Persino in Germania (professionalità in questo ambito sicuramente migliore della nostra) una cava di salgemma deposito ritenuto “ipersicuro” per lo stoccaggio di immense quantità di rifiuti radioattivi, è invaso dall’acqua da qualche anno a questa parte e il costo per rimuovere i rifiuti radioattivi stoccati all’interno è ingestibile.

      Gorleben: una cupola di sale geologicamente datata a 100 milioni di anni ove nel 2008 furono individuate le cosidette “brine” di cui anch’io ho sentito parlare; queste sono il risultato dei movimenti delle inclusioni fluide nel sale; nel 1980 nel laboratorio i prof. Roedder e Belkin (se ben ricordo il nome) hanno studiato la migrazione delle inclusioni in un campione di salgemma per 156 ore ed alla temperatura di 202 gradi e ad un gradiente di 1,5 gradi/cm.
      Questo fenomeno di “migrazione termica” come da una ricerca del I.N.C.L.A.B. (Università degli Studi di Napoli Federico II) che lessi tempo addietro, dice che in pratica le scorie sigillate nel sale, per effetto del calore da queste emesse, formano questi liquidi.
      Ciò non vuol dire però che le scorie non sono più al sicuro essendo rivestite da cemento, ceramica (I e II livello) o vetro (quelle di III categoria) e in matrice insolubili nell’acqua.

      se un sito di stoccaggio di scorie radioattive si danneggia (o peggio avviene una fuga radioattiva) la zona verrà interdetta alla popolazione per tantissimi anni, vittime a breve termine magari inferiore ma danni a lungo termine incalcolabili.

      Mah… quello che pensi te è contemplato col principio delle multibarriere e la preventiva vetrificazione. Un metodo questo (sempre in via di miglioramento e di sviluppo) che prevede l’incapsulamento - o la dispersione come alcuni la definiscono – in cristallini di minerali stabili trattati con boro, silicio e zirconio; il cosiddetto SYNROCK Synyetich Rock oppure il R7T7 vetro particolarmente duttili agli urti e al calore emesso dalle scorie. Tutto viene racchiuso in cask di rame ed acciaio inossibile e contornato da bentonite.
      Ma se l’acqua riuscisse di fatto ad entrare, prima dei rifiuti attaccherebbe la roccia circostante e, per poter intaccare e/o erodere le rocce circostanti ai fusti delle scorie, il tempo normalmente e geologicamente richiesto sarebbe di milioni di anni. La bentonite ed usatissima in edilizia civile e non - di cui è costituito il blocco vetrificato delle scorie, quando si bagna si gonfia sigillando ulteriormente il materiale impedendo che venga a contatto con altra acqua. Nel caso in cui l’acqua riuscisse lo stesso a passare, la creta stessa eserciterebbe un’azione di filtraggio sul materiale radioattivo che impedirebbe a questo di muoversi insieme all’acqua nel sottosuolo. Infine, se anche questa barriera non funzionasse, gli involucri stessi che contengono il materiale vetrificato (fusti in rame ed acciaio saldati tramite processi elettronici) resistentissimi alla corrosione, alla mancanza di ossigeno ad alte profondità e ad elevati sbalzi termici, anche se rimanessero a bagno nelle acque sotterrarne, per essere corrosi intaccati e/o corrosi occorrerebbero molte migliaia di anni. Se anche dopo migliaia di anni l’acqua arrivasse a toccare gli involucri vetrosi questa, per riuscire ad intaccare questi vetri speciali, impiegherebbe dai 500.000 al 1.000.000 di anni (test laboratori Areva). Già il vetro normale richiede migliaia di anni prima di essere bio degradato, figuriamoci questi vetri particolari… Se poi, per assurdo, la radioattività delle scorie riuscisse a raggiungere le acque superficiali, questa sarebbe facilmente rilevata…Non credo che nei secoli a venire, con lo sviluppo tecnologico sempre in moto, le generazioni future non potranno munirsi si un banale rivelatore Geiger, apparecchio inventato nel 1913!…un milionesimo della radioattività ch potrebbe essere dannosa , potrebbe esser subito individuata e neutralizzata.

      Non si accettano polizze assicurative per una centrale nucleare, chissà perchè.

      Potresti citarmi la fonte che attesta codesta affermazione: possibile che impianti che costano miliardi e vi lavorano centinaia di persone non siano assicurati? Le compagnie rinuncerebbero a polizze (ovvero a guadagni) enormi rifiutando di assicurare dette centrali.

    39. Pietruccio scrive:

      Volevo solo aggiungere una (amara) considerazione a quanto già detto in modo chiaro da Edoardo, di cui non posso non condividere l’intervento.

      Enrico a un certo punto dice

      “… Sarà brutto dirlo ma se esplode un impianto per la liquefazione del gas muoiono un centinaio di persone, se un sito di stoccaggio di scorie radioattive si danneggia (o peggio avviene una fuga radioattiva) la zona verrà interdetta alla popolazione per tantissimi anni, vittime a breve termine magari inferiore ma danni a lungo termine incalcolabili…”

      e non si rende minimamente conto di quanto sia lontano dalla relatà.

      Quell’immagine del “sito di scorie che si danneggia” o la “fuga radioattiva” da quel sito, magari fra centinaia di migliaia di anni, fa capire bene come in realtà Enrico non sa bene di cosa stia parlando, ma sia semplicemente una delle tantissime vittime della scorretta proaganda antinucleare. Purtroppo so bene che è inutile dirglielo, crederà solo ai suoi fantasmi.

      Comunque chiariamolo bene (nel senso che ripeto il concetto espresso da Edoardo, perchè repetita juvant), casomai qualcuno fosse interessato a sapere qualcosa di vero:

      la radioattività non è una specie di gas compresso che stà per esplodere da un momento all’altro, né un liquido malefico verde che insinua dappertutto e insegue la gente. Ci sono migliaia di materiali radioattivi, comprese le persone (ciascuno di noi emette 10000 radiazioni al secondo e l’uranio che abbiamo in corpo vivrà non miloni ma miliardi di anni). Le scorie sono solo “sassi” inerti o “ceramiche” o “vetri” che non si sciolgono certo in acqua (al massimo, nei milioni di anni possono rilasciare traqcce di qualcuno dei materiali radioattivi che contengono) e sono comunque messi sotto protezione centinaia di metri sotto terra in terreni stabili: potrebbero far male solo se qualcuno li polverizzasse li mangiasse (una bella centta a base di vetro!!!!!), e comunque, anche in quel caso sarebbero qualcosa di cancerogeno quanto i fumi delle auto con cui girano, belli e contenti, i nostri amici ambientalisti.

      Beata incoscenza!

    40. Renzo Riva scrive:

      http://www.newclear.it/

      http://www.newclear.it/?p=1389&cpage=1#comment-1971

      http://www.newclear.it/?p=1389&cpage=1#comment-3122

    41. Enrico D'Urso scrive:

      renzo, perchè mi hai citato nel tuo secondo link?

    42. Renzo Riva scrive:

      Perché?
      Questo scrivesti:
      “I nostri concorrenti stanno facendo a gara per creare posti di lavoro e per controllare la crescente industria energetica. E l’energia nucleare non fa eccezione. Giappone e Francia hanno da tempo investito pesantemente in questo settore. Nel frattempo, ci sono 56 reattori nucleari in costruzione in tutto il mondo: 21 solo in Cina, 6 nella Corea del Sud, 5 in India. E l’impegno di questi Paesi non è solo creare posti di lavoro in tali impianti, bensì di mettere le basi per sviluppare competenze e nuove tecnologie.”

      Sembra un discorso, apparentemente, sensato ma assolutamente errato nel contesto del panorama energetico.
      Il compito di un sistema elettrico è garantire la fornitura dell’energia elettrica ai suoi clienti al prezzo più basso possibile per poter restare competitivo nel mercato della borsa elettrica e non di aumentare o garantire posti di lavoro.
      Anzi i sistemi che impiegano maggior personale per MWh prodotto sono i più cari e inefficienti oltre che inaffidabili.

    43. Enrico D'Urso scrive:

      ma dove lo hai letto…….hai linkato un post ironico…….

    44. Renzo Riva scrive:

      Pardon!
      Misunderstanding.

    45. Edoardo scrive:

      Riporto quest’ansa:
      ROMA, 12 MAG - L’americana Westinghouse e l’italiana Ansaldo Nucleare, forti di una collaborazione ventennale, sono pronte a realizzare in Italia reattori nucleari AP1000, vale a dire una centrali nucleari con una potenza elettrica di 1.150MW e una grandezza di circa la meta’ rispetto ad una centrale convenzionale della stessa potenza. I due gruppi lo hanno annunciato nel corso del convegno ‘AP1000 is on schedule for 2013′. ‘’La centrale AP1000 si puo’ collocare anche vicino ad un fiume importante e non solo vicino al mare - ha sottolineato Silvio Bosetti general manager della EnergyLab Foundation e assistente del presidente di A2A - . Da uno studio di EnergyLab e’ emerso che la rete elettrica nazionale e’ in grado di sostenere l’attivita’ di una centrale AP1000 e quindi e’ pienamente percorribile la strada per la realizzazione di un sito nel nostro Paese'’. Negli Stati Uniti, secondo Gary Shuttlewoth della Westinghouse, sono in via di costruzione in tre siti AP1000, in South Carolina, Georgia e Florida e si stanno costruendo le prime quattro centrali in Cina. La centrale AP1000 prevede un sistema di sicurezza cosiddetto passivo, poiche’ assicura 72 ore senza la necessita’ di intervento da parte di un operatore, a fronte dei 30 minuti per le centrali con sistema di sicurezza attivo. I responsabili di Westighouse e Ansaldo Nucleare sono consapevoli del fatto che in Italia sara’ necessario un lungo periodo di tempo prima che possa essere gettata la prima pietra di un impianto nucleare e soprattutto sono consapevoli della necessita’ che il Paese si doti dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, prevista nel ddl approvato nel 2009.

    46. Lorenzo scrive:

      x vari ed eventuali
      Per caso i reattori in questione solo quelli di cui la NRC chiede dal 2008 delucidazioni sulla sicurezza ? Quelli del post allegato ?
      nrc.gov/reading-rm/doc-collections/news/2009/09-173.html

    47. mario scrive:

      si

      Sono però anche gli stessi reattori che hanno ricevuto la certificzione NRC due anni prima… però nel 2008 la NRC ha richiesto protezioni aggiuntive contro l’impatto di aerei a scopo terroristico.
      Praticamente, cambiano le condizioni di impatto (aerei più grandi, più veloci, pieni carburante ed esplosivi etc) e si deve verificare la conformità alle nuove disposizioni. Peccato che a quel punto fossero già cominciati i lavori di costruzione di alcune centrali….

      world-nuclear-news.org/RS_More_shield_work_on_AP1000_1610091...

      “The AP1000 received design certification from the NRC in 2006, meaning that a utility could then apply to build. Westinghouse later submitted revisions to the certified design which it said would reduce cost and financial risk to buyers, afford extra protection against large aircraft crashes, improve instrumentation & control and finalise details such as pipe layouts.”

      ap1000.westinghousenuclear.com/docs/NRC_Public%20Mtg._Nov.%2...

    48. Lorenzo scrive:

      x mario
      specificatamente la NRC ha dato la licenza nel 2006 POI ha richiesto ben 18 revisioni dei disegni nei due anni seguenti, facendo quasi triplicare il costo del progetto, nell’ottobre scorso ha poi chiesto ulteriori modifiche in quanto la struttura, oltre a non garantire circa i rischi da aereo kamikaze non era a suo dire in grado di sostenere gli effetti di forti venti e neppure il peso dalla cisterna d’emergenza del fluido, parte integrante dello sprimentale sistema di sicurezza passivo dell’AP 1000. Intanto il 21 aprile scorso 12 associazioni americane hanno chiesto la sospensione della licenza ed il blocco dei fondi pubblici a seguito dei nuovi dati sulla carenza di sicurezza dei gusci di contenimento, rilevati come forati dalla ACRS sui reattori in funzione negli USA pur avendo caratteristiche di molto superiori a quelle dei gusci proposti per i nuovi reattori.

    49. mario scrive:

      “eppure il peso dalla cisterna d’emergenza del fluido, parte integrante dello sprimentale sistema di sicurezza passivo”
      Beh, sperimentale mica tanto.. i vecchi reattori GE come quello di Trino,. ce l’avevano già trent’anni fa

      Sul resto, hai dei riferimenti?

    50. Pietruccio scrive:

      “… nell’ottobre scorso ha poi chiesto ulteriori modifiche in quanto la struttura, oltre a non garantire circa i rischi da aereo kamikaze non era a suo dire in grado di sostenere gli effetti di forti venti e neppure il peso dalla cisterna d’emergenza del fluido …”

      Ma stiamo scherzando. Ma avete idea di quali siano le forze del vento?
      E quelle di una cisterna messa sopra una struttura in c.a.: ma volete che coi sistemi di calcolo che ci siano oggi i progettisti non abbiano previsto i carichi su strutture che oltretutto sono marcatamente antisismiche?

      Sarà la solita panzana, come quella delle emissioni 7 volte tanto (e non era vera), come quella della lavanderia attraversata dagli scarichi della centrale, come le atomiche al tecnezio, l’esplosione delle centrali secondo i francesi (errore di traduzione) ecc…

      Bisogna andare a vedere in dettaglio: chissà cosa stava dicendo l’ente di sicurezza, probabilmente avrà apportato una modifica per rendere un po’ più restrittivi dei parametri che in campo nucleare sono già assurdamente conservativi.

      Scommettiamo?

      Come dice mario, i riferimenti please!

    51. Lorenzo scrive:

      Vediamo circa la debolezza rispetto al “severe weather” fenomeno ben definito anche su wikipedia e riferito alle tempeste serie…

      world-nuclear-news.org/RS_More_shield_work_on_AP1000_1610091...

      il termine innovativo e sperimentale viene usato dalla stessa azienda qui

      nuclearinfo.net/twiki/pub/Nuclearpower/WebHomeCostOfNuclearP...

      anche se poi deriva da quello del AP 600.

      sui problemi attuali invece

      cleanenergy.org/index.php?/Press-Update.html?form_id=8&i...

      e qui

      http://www10.antenna.nl/wise/697/697.pdf

      Tanto dovevo ( direbbe un certo Riva )

    52. Lorenzo scrive:

      La press della NRC

      nrc.gov/reading-rm/doc-collections/news/2009/09-173.html

      Pietruccio…sono molto, molto deluso…

    53. Pietruccio scrive:

      A parte le battute (che non mi interessano perchè non sto facendo politica ne propaganda: a me interessa parlare di questione tecniche) mi pare che gli articoli che riporti (che non sono una documentazione tecnica, perchè non entrano nello specifico, cosa che peraltro non saremmo in grado di fare), confermino esattamente quello che dicevo.

      Intanto bisogna distinguere due questioni:

      1) NRC chiede a Westinghouse di dimostrare che lo shield tiene strutturalmente sotto tutte le condizioni di progetto, le “design basis loads”. I carichi di progetto sono tutti ben individuati. Non penserai mica che i reattori vengano progettati senza tener conto del “Severe weather” (da wiki… weather includes: thunderstorms, hurricanes, extratropical cyclones, hailstorms, tornadoes or downbursts). Naturalmente ne avevo già parlato e poi andarteli a vedere nel rapporto preliminare di sicurezza che ogni costruttore deve presentare all’autorità pubblica (mi pare avevo fornito il link a quello di Flamanville - se cerchi su internet lo dovresti trovare). Quindi non è che hanno progettato un reattore di III generazione e si sono fimenticati delle trombe d’aria, ma l’ente di controllo semplicemente non è convinto della dimostrazione fornita dalla Westinghouse e vuole delle modichie e delle prove sperimentali: normalissima pratica nella tecnologia, se no l’ente di controllo cosa ci starebbe a fare. In questo caso, per capire se sono quelli della NRC che sono esageratamente prudenti o sono stati quelli della W. a essere troppo disinvolti bisognerebbe vedere carte e calcoli. In ogni caso adegueranno: e allora?

      2) Ci sono dodici organizzazioni di ambientaliti “twelve national and regional environmental organizations” che chiedono (ma guarda un po’…) la chiusura del nucleare (e magari la sostituzione con centrali a gas, come fa il dott. Sternglass dell’RPHP) e in particolare l’interruzione della produzione degli AP1000 perchè secondo loro il contenimento in acciaio “potrebbe” bucarsi, naturalmente secondo loro nessuno “potrebbe” accorgersene, e se si “dovesse tranciare” una tubatura principale (il cosiddetto LOCA) allora l’asportazione passiva del calore prevista per gli AP1000 potrebbe favorire la contaminazione… e quindi ovviamente bisogna smettere di fare il nucleare.

      Ragionando nella stessa maniera io potrei dire che se la gente si mettesse a respirare il gas invece dell’aria potrebbero morire 25 milioni di italiani nel giro di una settimana, e quindi bisogna bandire il gas dalla faccia della terra ecc…

      In realtà dietro ai discorsi di quel tipo c’è una cosa molto complicata che ho tentato ogni tanto di affrontare, ed è la sicurezza. E’ difficile ragionare in termini di sicurezza perchè è legata a doppio filo col mondo della probabilità e della statistica e perchè le persone invece ragionano per certezze. Adesso non ho voglia di rimettermi ad affrontare queste cose, anche perchè vedo che non riesco a farmi capire nemmeno su semplici questioni edili parlando con imporesari, tenici e committenti, figuriamoci sul nucleare che oltretutto è inquinato mortalmente dai pregiudizi e dalla propaganda dei persuasori di mestiere. Sappi solo, se ti interessa capire le cose dal punto di vista tecnico, che quei discorsi ti allontanano dalla realtà perchè si insinuano proprio nella scollatura che c’è fra il modo di ragionare schematico del nostro cervello e la complessità dei fenomeni che ci circonda: è lì che sanno far breccia i “comnicatori”, ma se li segui ti porteranno lontano, come i bimbi del pifferaio…

    54. Edoardo scrive:

      Per curiosità:
      ROMA - ‘’E’ veramente singolare che il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota riapra al nucleare - sottolinea Greenpeace in una nota - Ne’ io, ne’ Cota, ne’ Formigoni vogliamo il nucleare, aveva annunciato a marzo, durante la campagna elettorale, la collega di coalizione, Renata Polverini tre giorni prima delle elezioni, senza subire alcuna smentita dall’attuale governatore del Piemonte'’. ‘’Ora, con un colpo di mano Cota vuole ritirare il ricorso presentato nel 2009 dalla Regione Piemonte contro la Legge 99, quella che promuove il ritorno dell’Italia al nucleare e che impedisce alle regioni di opporsi alla localizzazione di una centrale nel proprio territorio. Se ne deduce che Trino Vercellese rientra nei tre siti di cui parlava pochi giorni fa l’Amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, per una localizzare le centrali nucleari'’. ‘’Cota ripete la tipica storia : fa il voltagabbana dopo le elezioni - accusa Andrea Lepore, responsabile campagna antinucleare di Greenpeace - Prima fa credere ai cittadini che non avranno il nucleare e dopo le elezioni cambia le carte in tavola. A questo punto - continua Lepore - ci chiediamo cosa diranno gli altri due del trio, Formigoni e Polverini, che si erano dichiarati contro il nucleare prima delle elezioni. Siamo curiosi di sapere se hanno gia’ cambiato idea o se continuano a dichiararsi contrari al nucleare'’. ‘’Basta con la politica delle chiacchere: i governatori che hanno dichiarato in campagna elettorale di non volere il nucleare adesso ufficializzino la propria posizione in consiglio regionale'’, conclude Lepore.

    55. Enrico D'Urso scrive:

      veramente lepore si è totalmente inventato cosa ha detto COTA

      cota ha detto che piuttosto che una vecchia centrale in francia è meglio averne una in italia, e più di così non si è mai sbilanciato, nè mai ha detto di non essere contro il nucleare

    56. Edoardo scrive:

      Per Enrico:

      infatti anche a me risulta quello che hai detto. Ho voluto dare risalto alla notizia proprio per far vedere che la menzogna, da certi individui, è cosa normale.

    57. Renzo Riva scrive:

      NUCLEARE: MENIA,NON CREDO CHE FVG POSSA ESSERE SEDE CENTRALE

      ZCZC0276/SXA
      XSP16315
      R POL S0A S04 S41 QBXB
      NUCLEARE: MENIA,NON CREDO CHE FVG POSSA ESSERE SEDE CENTRALE
      (V. ‘’NUCLEARE: PRESTIGIACOMO, NON C’E'…'’ DELLE 15:27)
      (ANSA) - TRIESTE, 24 MAG - Roberto Menia, sottosegretario
      all’Ambiente, ha detto oggi ‘’di non credere che il Friuli
      Venezia Giulia possa essere sede di una centrale nucleare'’.
      A margine di un incontro italo-sloveno sui temi dell’ambiente
      - al quale hanno partecipato i ministri Stefania Prestigiacomo e
      Roko Zarnic - Menia ha detto che ‘’verosimilmente le centrali
      nucleari italiane dovrebbero sorgere la’ dove erano gia’ state
      programmate. Non credo quindi che si possa farne una qui'’.
      Quanto ai rigassificatori, Menia ha sottolineato che ‘’il
      golfo di Trieste non e’ ampio. Credo quindi che ci sia spazio
      per un rigassificatore soltanto'’.
      In tema di nucleare e, piu’ in generale, di energia, Menia ha
      invitato tutti ‘’a non fare strumentalizzazioni'’ per evitare
      ‘’di terrorizzare l’opinione pubblica'’. (ANSA).

      GRT
      24-MAG-10 16:31 NNN
      #ENDSMS#

      Che dire?
      Ignora la Carta dei Siti del 1979 che lo smentisce.

      1.bp.blogspot.com/_agtF-qaio1s/StRsZXux1TI/AAAAAAAAAFs/2fPAa...

      4.bp.blogspot.com/_agtF-qaio1s/StRsZF45DlI/AAAAAAAAAFk/snX1B...

      4.bp.blogspot.com/_agtF-qaio1s/StRrvzfaw8I/AAAAAAAAAFc/vZfSb...

    58. Lorenzo scrive:

      X Pietruccio.
      il rapporto NRC parla chiaramente di inadeguati calcoli dei carichi di base. Per un progetto che è arrivato, mi sembra alla diciannovesima versione, in termini di presentazione, mi sembra un pò troppo o mi sbaglio ? I criteri di progettazione degli AP 600 e degli AP 1000 sono del resto chiari. Minimizzare i costi di costruzione, quelli cioè che alla fine rendono proibitive la costruzione di nuovi impianti. Tutte cose che vanno benissimo ma che debbono essere sempre subordinate alla sicurezza cito l’IAEA ” safety shall not be compromised for reasons of production or economics, or for any other reason”.
      A questo servono essenzialmente gli organi di controllo del nucleare.
      Se un progetto NON risponde ai requisiti dovrebbe esser fatto andar bene lo stesso perchè a noi SERVE il nucleare ? Quale tipo di deontologia scientifica sarebbe questo ?
      2 ) Nel caso, verificatosi, dei rilevamenti di fori nel guscio di contenimento, RILEVATI e non ipotetici nei reattori già esistenti ( e rilevati da controlli esterni non interni tra l’altro ) costruiti dallo stesso produttore chiedere una sospensione della licenza ( non certo l’uscita dal nucleare ) in attesa di verifiche e prove di tenuta non è forse una prassi ?
      Circa lo scollamento dalla realtà ed i tuoi pifferai di Hamelin mi permetto di osservare che tutti i disastri ecologici passati o recenti ( come quello italiano del Lambro o quello americano del Golfo del Messico) la dicono lunga su che cosa ci si può aspettare dalle multinazionali delle utility energetiche. Massimizzazione dei profitti. Corruzione degli addetti ai controlli od aggiramenti degli stessi. Incapacità di affrontare le emergenze. Terrificanti calcoli di convenienza tra guadagno e costi per ripianare le eventuali conseguenze.

    59. Pietruccio scrive:

      “Se un progetto NON risponde ai requisiti dovrebbe esser fatto andar bene lo stesso perchè a noi SERVE il nucleare ? Quale tipo di deontologia scientifica sarebbe questo ?”

      ?????????????????????????

      A che proposito lo dici?

      ——————————————-

      Sui carichi agenti sull’AP1000

      Westinghouse ha fatto la sua proposta sulla base della sua interpretazione e la NRC ha detto che così non gli stava bene. Ok. NRC ha fatto il suo mestiere e ha dato il suo parere. E allora? Dov’è il problema?

      Poi come ti dicevo per capire chi ha esagerato bisognerebbe entrare nel merito il ché oltre alla documentazione richiederebbe tempo e competenze specifiche che non so neanche se abbiamo.

      La questione è un’altra. E’ di comunicazione. Questo che hai citato è un esempio di normale dialettica su questioni tecniche e criteri che fa capo a qualcosa di molto complesso come la sicurezza (in cui non mi voglio impelagare perchè ci sarebbe da scrivere libri e comunque non servirebbe a niente - tanto fanno tutti esattamente il contrario di quello che secondo me si dovrebbe fare, compresi giornalisti, ambientalisti, popolazione ecc… e non solo burocrati, speculatori, tecnici in buona e mala fede ecc…).

      Il problema è di come viene presentata la cosa: il fatto che la NRC non sia d’accordo su un qualcosa viene utilizzato come dimostrazione per affermare che i progettisti in ambito nucleare sono del tutto inaffidabili…
      è già, siamo tutti deficienti!

      Non sappiamo neanche calcolare i carichi da vento…

      ————————————

      Sui “fori” nel contenimento il discorso è assolutamente analogo.

      Un conto è il dato tecnico che richiederebbe di entrare nel merito e un conto è la presentazione che viene fatta per screditare della gente che lavora.

      Ma come puoi pensare che sia verosimile che una parete d’acciaio di quasi 4 cm si possa bucare in modo significativo fra un controllo e un’altro al punto da rendere inutile, anzi dannoso, il sistema di raffreddamento di sicurezza.

      Hai un’auto? Che spessore ha quella lamiera? In quanto si forma un buco? Secondo te in un reattore non si fanno controlli? Non ci sono strumenti? C’è bisogno che venga un’antinucleare a ricordarcelo?

      Attento, che non sto dicendo che non si possano formare crepe. La teoria della sicurezza insegna che… (sarebbe un discorso lungo…) Sto dicendo che queste cose si sanno, che si programano e si fanno controlli, che si cerca di pensare a tutto. Che se qualcuno fa un appunto serio si va a verificare la stabilità della soluzione (vedi NRC e altri enti di controllo che ad esempio hanno fermato i lavori a Olkiluoto perchè la documentazione di rito di un saldatore c’era ma non era esattamente nel posto previsto).

      Altro è usare le informazioni a mo di certe campagne giornalistiche semplicemente per demolire qualcosa che a un certo gruppo d’interesse non conviene.

      ————————————

      La cosa strana è che a nessuno viene il benchè minimo dubbio che certe cose non siano verosimili, e che noi nucleari potremmo essere con ogni probabilità ingegneri “normali”.

      Evidentemente, da parte di un certo gruppo di persone, siamo considerati tarati dalla nascita perchè chi nasce intelligente, poi, da grande, non può che diventare verde.

      Che dirti: continua pure a crogiolarti in queste illusioni.

      Auguri.

    60. Lorenzo scrive:

      x Pietruccio
      Non essendo io afflitto da alcuna tara ereditaria verdastra ma convinto come sono che il termine “ingegnere nucleare” NON sia sinonimo di alcun dio, mi permetto di specificare.
      1 ) il problema dei carichi di base non è saltato fuori per mistificatoria necessità di nessuno. Semplicemente la Westinghouse, cercando di ridurre i costi del suo progetto ( perchè bisogna anche trovare i soldi per farli sti benedetti reattori, disegnarli perfetti evidentemente non basta ) ha modificato il disegno che aveva già ottenuto la licenza e non ha fornito al NRC i dati necessari alla nuova valutazione dello stesso. Il fatto è subito rimbalzato all’attenzione dei media che negli USA usano un solo metro per giudicare queste cose, quello del “quanto verrà fatto pagare ai contribuenti ?” e visto che gli AP 1000 erano il fulcro della spesa per le sole due utility elettriche del sud carolina che hanno chiesto il famoso contributo di Obame le conseguenze sono evidenti.
      2 ) Il rapporto su fori e fessurazioni è un altro dato di fatto, anche questo già evidenziato nei rapporti di svariati enti di controllo. Come dici tu, accadono, come dico io se accadono e li trovano poi le autorità di controllo vuol dire che chi gestisce gli impianti non li controlla con la dovuta attenzione, visto che ci vogliono decenni, non solo anni per intaccare del metallo a tal punto. Quindi ?
      Quindi gli ingegneri, nucleari e non, NON sono una massa di scriteriati ma lavorano per società i cui dirigenti sono capaci di tutto in relazione agli introiti ed alle politiche aziendali…tutta la storia delle catastrofi recenti e passate ne è la perfetta dimostrazione.
      Mettiamola così.
      Assodato che chi gestisce in realtà il mondo possiede difatto sia interessi nel nucleare che nelle rinnovabili che nelle energie fossili ADESSO, questo qualcuno, vuole ritardare “l’inevitabile nucleare” per vendere sempre più caro il prodotto dalle fossili introducendo al contempo nel mercato le rinnovabili e il cosiddetto rinascimento nucleare caricandoli entrambi sul groppone dei contribuenti per poi averli pronti quando le altre fonti saranno ormai del tutto sfruttate. E tu ed io, non ci potremo fare proprio un bel niente. A parte disquisire sulla migliore tecnologia disponibile per le centrali prossime eventuali.

      Per il resto, mi crogiolo.
      Grazie per gli auguri che ricambio sentitamente.

    61. Pietruccio scrive:

      Niente propaganda, ma sana critica su fatti concreti.

      Ok. Così mi torna.

      Purtroppo anche l’amara constatazione che ci si può fare poco.

    62. Pietruccio scrive:

      A proposito di propaganda e di fatti “scientifici” divulgati dagli antinucleari (ma che andrebbero visti bene in dettaglio) ve lo ricordate quello studio tedesco KiKK (e poi smentito da uno studio del governo successivo), cavallo di battaglia degli antinucleari, fatto col governo (guarda caso) rosso-verde, che diceva che secondo loro i bambini che vivono vicino alle centrali atomiche tedesche sviluppano il cancro ecc… e le interviste (a report) alle mamme tedesche letteralmente terrorizzate…

      a quanto pare in Spagna (così come rilevato a suo tempo in Francia) non succede niente di tutto questo

      www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/234052/

      e questa volta il campione è di 8 milioni di persone, una cosa un po’ più seria di quelle balle statistiche con numeri intorno a qualche decina di casi, proposte dallo studio commissionato dal ministero verde tedesco.

    63. Pietruccio scrive:

      sparito un commento?

    64. Pietruccio scrive:

      adesso lo vedo. ma sempre problemi. è da 9 mesi che ho gui col computer. auguro di tutto cuore a chi fa i virus tutto il peggio che gli possa capitare e spero che qualcuno di quelli capiti su questo post.

    65. antonio scrive:

      Leggo con interesse e ammirazione per tutte le persone che spiegano con dovizia di particolari la questione nucleare in questo paese. Non sono un ingegnere, nè un tecnico. Semplicemente un cittadino conscio che le risorse energetiche di questo pianeta, mi riferisco alle fossili, abbiano una data di scadenza abbastanza prossima. E l fatto che ci sia bisogno di una soluzione è incontrovertibile.Però c’è un campanello d’allarme che vorrei evidenziare. L’essere pro o contro il nucleare è un fatto di convinzione etico-scientifica. Io vorrei porre ‘accento su un’altra cosa. Ovvio che se non ci fosse stato il terremoto in giappone niente sarebbe successo. E credo anche che le centrali oggi si possano costruire in piena sicurezza, credo che da Chernobyl ad oggi, da ignorante, progressi tecnici ce ne siano stati. Ma il nocciolo qui è un altro. Si chiama Italia. Al di là delle eccellenze progettualistiche, scientifiche e quant’altro poi si va sul territorio. E qui nasce il disastro. Basti pensare agli inceneritori, anche quelli sicuri, in regioni come la CAmpania. O alle decine di opere iniziate con clamore e promesse e finite poi come cattedrali nel deserto, non c’è bisogno di esempi. Insomma io non mi fido. Ma non di chi progettta e svilupa, io non mi fido del sistema politico di questo paese. Dove, prima ancora del progetto e della sua necessità, si calcola a quanto ammonta la spesa. A chi conviene. A chi no. Trovo allucinante la notizia dell’asta fra regioni a minor offerente per prendersi i siti di stoccaggio nucleare. Ecco che succede. La regione XXX si accontenta di qualche milione di euro poi il sito viene iniziato e costruito ma… vedi le case all’Aquila, con sabbia del mare? non antisismiche’ Insomma, chi metterebbe la mano sul fuoco sula chiarezza della costruzione non slo del’impianto nucleare ma anche dei siti di stoccagggio? Se fossimo in Svezia o in Finlandia direi sì, mi fido. Ma qui in Italia, perdonatemi, gli esempi delle strutture statali, chiamali ospedali, inceneritori e quant’altro, tutto sono tranne che un esempio di eccellenza ingegneristica.
      Scusate la prolissitÃ
      Un cittadino molto dubbioso

    66. simone scrive:

      Secondo me la SICILIA è la MIGLIORE, e io non sono siciliano ma sono della sardegna…in sardegna tutti invidiano la sicilia,e non solo perchè è la più grande isola d’italia,dell’europa e di tutto il mediterraneo ma anche perchè ha tutto: mare meraviglioso(anche se tutti dicono che il miglior mare d’italia è in sardegna vi sbagliate perchè ce un bel mare ma sicuramente non raggiunge quello della sicilia) e poi i siciliani sono molto accoglienti e da dire anche che apparte il mare meraviglioso c’è anche un vastissimo patrimonio artistico(circa 1/3 di tutta italia)
      e vi dico anche che io ho girato tantissime città italiane, tra cui roma,milano torino,firenze ,napoli,bari e anche palermo e tutta la sicilia e vi posso dire che la sicilia non è sicuramente la migliore ma sicuramente si guadagna un 3 o 4 posto nella classifica delle regioni più belle d’italia… ora vi saluto e mi raccomando andate in sicilia e poi vedrete…. CIAOOOO :) :)

    67. Renzo Riva scrive:

      ?

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