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Animata discussione sui costi del nucleare?

30 Gennaio 2007 di Amministratore

I primi di dicembre avevamo segnalato una pubblicazione sui costi dell’ energia nucleare dal titolo “I veri costi dell’ energia nucleare” di V. Romanello, G.Lomonaco, N. Cerullo dell’ Università di Pisa (per leggere il documento è sufficiente cliccare sul link sopra).

Il documento, sulla base delle argomentazioni portate avanti, giunge a diverse conclusioni tra cui che il costo dell’ energia prodotta con il nucleare potrebbe essere molto competitiva.

L’ 11 gennaio su “Quotidiano Energia” appare un articolo di Carlo Maciocco dal titolo “Il nucleare? Costa poco e serve per Kyoto” che cita tale studio in modo imparziale.

Segue quindi un’ articolo del giornalista Federico Rendina “Nucleare, elettricità a metà prezzo” che il 13 gennaio scrive sul quotidiano “Il Sole 24 Ore“. Tale articolo ottiene una certa risonanza, tanto che si apre poco dopo una diatriba sulle conclusioni dello studio dell’ Università di Pisa .

Infatti di risposta il 15 gennaio sul quotidiano online Greenreport c’è stato un articolo dal titolo “I veri costi dell’ energia nucleare, ma i conti non tornano” che fa riferimento a tale studio e in cui è presente un commento di Massimo Scalia che compie alcune osservazione critiche su quanto affermato nel suddetto studio.

Sarà sterile polemica o può nascere un’ interessante discussione fatta di botta-e-risposta da un giornale all’ altro? Ai giornali l’ardua sentenza.

AGGIORNAMENTI !!

4 FEBBRAIO
Riceviamo e pubblichiamo in data 4 febbraio alcune osservazioni dell’ ing. Paolo Fornaciari (ex Responsabile della attività nucleari dell’ ENEL fino al 1997) a quanto detto da Massimo Scalia sul quotidiano online Greenreport.
Paolo Fornaciari risponde a Massimo Scalia :
1. Non occorrono da 11 a 18 anni per costruire una centrale nucleare. Scalia si informi: anche le nostre prime tre centrali nucleari furono costruite rispettivamente in 55 mesi (Latina), 62 (Garigliano) e 51 (Trino Vercellese), quando le competenze non erano certo maggiori di quelle di oggi. E il tempo di costruzione delle nuove centrali nucleari è previsto in 3 o 4 anni.
2. Il costo di generazione elettro-nucleare è altamente competitivo con tutte le altre fonti energetiche.
[la tabella inviataci da Fornaciari fa riferimento a impianti nucleari, a carbone, a gas,ad olio combustibili, fotovoltaico, eolico e prende in esempio impianti da 1000 MWe tenendo conto di diversi fattori: costo capitale, costo combustibile, costro esercizio e manutenzione, csti esterni (decom e waste)]
3. Il costo di produzione del nucleare non è di 5,3 centesimi in Francia e di 6,1 negli Usa, come afferma Scalia: in Francia è 3.2 Eurocents/kWh, negli USA è 3.01 UScents/kWh, 2.9 in Germania e 4.8 in Giappone. Noi lo importiamo da Francia, Svizzera, Germania e Slovenia ad un costo di 3.5 Eurocents/kWh.
4. Le competenze ci sono tutt’ora, perché i nostri ingegneri, impediti di farlo in Italia, hanno lavorato all ‘estero, negli USA con il prestigioso Centro di Ricerca (EPRI) delle principali Società elettriche americane di Palo Alto in California e in Europa con EdF e Siemens per il nuovo progetto europeo EPR, che sarà costruito ad Olkiluoto in Finlandia e a Flamanville in Francia.”

5 FEBBRAIO
In data 5 febbraio sul quotidiano online Greenreport è stato pubblicato su Greenreport un articolo dal titolo “Nucleare, Fornaciari e Lomonaco replicano a Scaliacontenente alcune osservazioni di Guglielmo Lomonaco e di Paolo Fornaciari alle dichiarazioni di Scalia apparse su Greenreport.
Le osservazioni di Guglielmo Lomonaco e di Paolo Fornaciari erano state anticipatamente inserite in questa pagina del sito archivionucleare come commento (commento a nome di Guglielmo Lomonaco del 2 Febbraio 2007 alle 19:24) e come aggiornamento (aggiornamento di questa pagina del 4 febbraio)

6 FEBBRAIO
In data 6 febbraio sul quotidiano online Greenreport è stato pubblicato un nuovo articolo a firma di Massimo Scalia (professore ordinario di Istituzioni di Fisica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’ Università La Sapienza di Roma) dal titolo “Ma sul nucleare l’ ottimismo non basta“.
Tale articolo contiene nuove osservazioni relativamente allo studio di di V. Romanello, G.Lomonaco, N. Cerullo dell’ Università di Pisa e al nucleare più in generale che sarebbe un settore in fase di declino.
Si invitano i lettori a leggere per intero l’ articolo su Greenreport.

7 FEBBRAIO
In data 7 febbraio sul quotidiano online Greenreport è stato pubblicata una breve intervista a Alex Sorokin (consulente ingegneristico in ambito energetico) in un articolo dal titolo “Nucleare, Sorokin: Sicurezza intrinseca in crisi staccando la spina“.
L’ articolo parte discutendo quasi a voler essere una nuova risposta allo studio di di V. Romanello, G.Lomonaco, N. Cerullo dell’ Università di Pisa, ma il discorso si allarga troppo andando a discutere del nucleare in generale senza ribattere molto sugli specifici dati tecnici dello studio.

A questo articolo è seguita una mail che ci ha inviato l’ ing. Paolo Fornaciari che riportiamo integralmente in cui risponde a distanza a Dr. Alex Sorokin:
“E’ veramente incredibile che il Dr. Alex Sorokin non sappia, dopo venti anni, quello che è successo a Chernobyl! Non è stata la mancanza di alimentazione elettrica che ha provocato il disastro -semmai la mancanza d’acqua che negli impianti “occidentali” avrebbe invece spento la reazione a catena -, ma l’ instabilità intrinseca di un reattore progettato più per produrre plutonio a scopo militare che non per generare energia elettrica. Per qusto motivo funzionava a temperature troppo elevate allo scopo di aumentare la produzione di Pu239, temperature superiori alle soglie di reazione acqua-metallo e acqua-carbonio, con possibilità , come avvenne, di produrre gas esplosivi (idrogeno e metano). Per giunta, come se non bastasse, privo di un adeguato sistema di contenimento, ma alloggiato in un edificio con tetto a capriata come le nostre chiese medioevali. Del resto anche il primo reattore nucleare di Minsk,URSS,come si vede dalle foto presentate alla prima Conferenza sugli usi pacifici dell’energia atomica di Ginevra (1955), aveva finestre come le nostre abitazioni civili.”

Inoltre sempre il 7 febbraio è stato pubblicato su Greenreport un articolo dal titolo “Dibattito nucleare, Lomonaco risponde a Scaliacontenente alcune osservazioni di Guglielmo Lomonaco (coautore dello studio sui costi del nucleare) a quanto detto da Scalia in precedenza su Greenreport.
Le osservazioni di Guglielmo Lomonaco presenti su Greenreport le potete trovare anche nel commento scritto direttamente da Guglielmo Lomonaco in questa pagina del sito archivionucleare (commento a nome di Guglielmo Lomonaco del 6 Febbraio 2007 alle 19:25)

8 FEBBRAIO
In data 8 febbraio sull’ ormai “solito” quotidiano online Greenreport è stato pubblicato un articolo di Lucia Venturi (biologa, responsabile del settore scientifico di Legambiente) dal titolo “Ancora sul nucleare: atti (di governo), studi (da fare), fatti (da provare)” che si riallaccia alla discussione in atto argomentando oltre che sui costi del nucleare, anche sulla sicurezza intrinseca degli impianti e sul problema dello smanltimento delle scorie.
Lucia Venturi sostiene che il nucleare non sia attualmente una soluzione valida perchè c’è ancora molto da studiare e ricercare (e poi ancora verificare nel concreto) per avere energia nucleare a basso costo, sicura e con le scorie più facilmente smaltibili.



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  • 75 Commenti a “ Animata discussione sui costi del nucleare?”

    1. Giacomo scrive:

      Ragazzi,parliamoci chiaramente,il problema delle scorie e’ risolvibile si oppure no? Avevo letto tempo fa’ che e’ in avanzata fase di sperimentazione all’interno del progetto “Generation IV” una tipologia di reattore fastbreeder al piombo-bismuto (tipo Brest).Tale reattore promette di risolvere la potenziale pericolosita’ derivante dall’uso del sodio e per la natura stessa della tipologia breeder,di bruciare combustibile e scorie (a patto di utilizzare un ciclo chiuso per il combustibile).Se il tutto risultasse essere fattibile,non vedrei alcun motivo,neppure politico per ignorare ancora l’opzione nucleare nel nostro paese.Gradirei sapere cosa ne pensate.Grazie in anticipo.

    2. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Il problema delle scorie è assolutamente risolubile.

      Gli USA e la Svezia, ad esempio, hanno risolto brillantemente il problema: invito, ancora una volta, a leggere il mio articolo in merito, che tratta la questione in maniera un minimo organica (cosa impossibile invece in un forum!):

      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...

      Inoltre sono allo studio le tecnologie per ‘bruciare’ le scorie nucleari, ricavando per lo più energia (e magari anche idrogeno per l’autotrazione!).
      Sono state proposte molte vie interessanti; noi abbiamo proposto i cicli simbiotici LWR-HTR-GCFR (con tutte le possibili varianti/integrazioni), dimostrando la fattibilità della chiusura del ciclo del combustibile.

      Il lavoro l’ho presentato alla conferenza di Oak Ridge (USA) nel 2005, e pubblicato sul sito della NEA (Nuclear Energy Agency):

      http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/6.02.pdf

      A marzo presenteremo l’evoluzione di tale studio alla conferenza di Marrakech (i risultati sembrano davvero incoraggianti).

      Le soluzioni esistono, i lavori scientifici che le documentano pure, ma come al solito, occorre la buona volontà ed oggettività della gente, che invece manca.

      Negli anni ‘80 hanno propagandato le energie alternative AL POSTO (e non come complemento, al più!) dell’energia nucleare. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: inquinamento, dipendenza energetica, clima impazzito, costi esorbitanti dell’energia, perdita di competitività .

      Persino molti ‘verdi’ sembrano essersi convertiti (vedansi le dichiarazioni dell’ex presidente ENEL Chicco Testa, o di James Lovelock).

      A mio parere hanno cercato di curare il ‘cancro energetico’ del Paese con l'’aspirina alternativa’…

    3. Guglielmo Lomonaco scrive:

      Volendo dare una risposta sintetica ad una domanda lapidaria, la risposta è si, il problema delle scorie è tecnicamente risolvibile.
      Non tutto è stato ancora completamente definito (e di fatto molti studi sono ancora in corso sulla tematica) ma lo stato dell’arte tecnologico attuale è tale da rendere “fantasiose” (per usare un eufemismo…) le ipotesi (spesso ad arte propagandate) che vedono le scorie come una pesante eredità che lasceremo ai nostri discendenti nei prossimi milioni di anni.
      Spiegare nel dettaglio quale siano le soluzioni tecniche già disponibili richiederebbe molto spazio ed una trattazione piuttosto approfondita dal punto di vista tecnico (per una primo approccio all’argomento si rimanda all’articolo www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...), ma il messsaggio principale rimane questo: il problema delle scorie può essere opportunamente trattato e risolto.

    4. Edoardo scrive:

      Il sentire che c’e’ gente informata e competente ed altra gente che ha la bontà di asoltare e chiedere senza aggredire e/O FALSIFICARE la realtà mi da speranza che, nel nostro amatissimo paese, riprenda quanto prima quello sviluppo dell’energia nucleare (pacifico) che, nei tardi anni ‘60 ci vide terzi produttori mondiali di energia da atomo.

      Grazie a tutti!

    5. gauss2 scrive:

      Aggiungo inoltre uno spunto sulla 4^ generazione, oltre quelli sin’ora elencati, che fà riflettere ovvero riguardo al problema proliferazione arsenale atomico (problema che è particolarmente insito nel concetto di reattori a spettro neutronico veloce ) poi sono allo studio sistemi come il plasmafilter e già utilizzati tipo l’airox che non consentono l’estrazione di Pu 239 … con buona pace da aprte di chi dice nucleare = testate in uscita dal ciclo di vita del combustibile … quindi l’unico modo perchè di testate si voglia parlare in questo caso è che una nazione VOLUTAMENTE costruisca reattori per la proliferazione (pertanto non esisterà più il gioco che paesi come Iran cercano di portare avanti) .. non rimane perciò nessun adito a un nucleare che può dare luogo a una branca di arsenale militare a meno di una volontà esplicita, che ovviamente lo stato in questione dovrà porre in essere su tavoli diplomatici .. previo non scatenare conflitti bellici di ampia portata (tipicamente il vicino si incazza!)..

    6. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      In quanto alla proliferazione sto scrivendo una nota tecnica, che appena disponibile pubblicherò sul nostro sito.

      Vorrei citare che paesi come India o Israele (come potrete leggere nel documento di cui sopra) non hanno prodotto il plutonio per le loro bombe da reattori del tipo PWR, e nemmeno dai CANDU: bensì da piccoli reattori di ricerca (tipo l’NRX canadese, che ho visto di persona).

      Inoltre vorrei far notare che l’equazione plutonio=bomba non è tanto automatica: sono necessarie conoscenze e mezzi di detonica e fluidodianmica nucleare non banali, che rendono l’impresa di assemblare un ordigno davvero ardua…

      Come al solito quando si parla di certi argomenti bisognerebbe conoscerli prima…

      Comunque, poichè si è riportata qui la critica al mio articolo da parte del sito ‘greenport’ (http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=5387), riporto di seguito il testo della mia mail di risposta:

      Gentili Signori,

      capisco che siate un sito ‘verde’, ma vorrei mi venisse concesso un democratico diritto di replica in merito al vostro articolo dal titolo “I veri costi dell’energia nucleare, ma i conti non tornano” pubblicato all’indirizzo:
      http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=5387

      Vorrei mi venisse indicato precisamente il numero del Sole 24 Ore cui si fa riferimento.

      Inoltre contesto le dichiarazioni dell’On. Scalia nei seguenti termini:

      - Nel nostro articolo parliamo di 5 anni per la realizzazione di un impianto nucleare moderno. In realtà tale stima può essere considerata addirittura cautelativa: la Westinghouse assicura che dal primo getto di calcestruzzo all’entrata in esercizio dell’impianto sono sufficienti 36 mesi (ed è una stima realistica);

      -E’ noto che in Francia il costo dell’energia elettrica è molto minore di quello italiano. In media nel nostro Paese l’energia elettrica costa il 30% in più della media europea (proprio a causa della mancanza di centrali nucleari)

      - Non è un caso che i Paesi in Via di Sviluppo puntino i loro programmi energetici sullo sviluppo corposo dell’industria nucleare (es. la Cina)

      - Gli alti rendimenti termodinamici prospettati sono raggiungibili negli impianti di IV Generazione di cui ci occupiamo, e su cui abbiamo pubblicato svariati lavori (si veda ad esempio:
      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/I%20reattori%20nucleari%20ad%2...)

      - Tali impianti dispongono di sistemi di sicurezza INTRINSECA e PASSIVA, sono economici, resistenti alla proliferazione nucleare, possono bruciare le scorie nucleari ed al contempo produrre idrogeno per l’autotrazione (sono stati effettuati dei notevoli esperimenti in Giappone in tal senso - vedasi processo termochimico I-S)

      - Nell’articolo in oggetto il problema delle scorie è stato trattato da un punto di vista economico. Per una trattazione più esaustiva si veda il nostro lavoro:
      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...

      - E’ assolutamente falso che in Italia mancano le competenze

      -E’ assolutamente utopistico pensare che il problema energetico italiano si risolva con il risparmio (che pure è necessario e molto importante!) e con qualche domenica a piedi (e i fatti mi danno ragione)

      Nell’articolo di cui sopra, se lo si legge con la dovuta attenzione (disponibile all’indirizzo: http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf), si riportano solo gli aspetti economici dello sfruttamento dell’energia nucleare (includendo il costo dello smaltimento delle scorie e del recupero del sito alla situazione di ‘green field’).
      Per chi fosse interessato ad una sintesi delle mie opinioni in merito alle questioni da voi sollevate si può vedere la mia intervista al seguente link: tecnosophia.org/rassegna_stampa/articoli/2006_06_romanello.h....

      Gradirei la presente mail fosse inoltrata anche all’On. Scalia (di cui non conosco l’indirizzo).

      Per ulteriori chiarimenti rimango a disposizione.
      Cordialmente

      Ing. Vincenzo Romanello

    7. Giacomo scrive:

      Grazie,grazie a tutti.Ho salvato tutta la documentazione e provvedero’ a leggere con passione,disciplina ed attenzione.Come potete immaginare sono diventato un nuclearista dopo esserne stato contro ma solo perche’ non conoscevo le cose fino in fondo.Insomma in occasione del decennale di Chernobyl mi sono messo a studiare per capire e ho finalmente colto come un tema cosi’ delicato sia difficile da liquidare in poche parole e di come sia lodevole talvolta,la disponibilita’ costante da parte di tecnici,ingegneri o semplici appassionati a chiarire,a spiegare mettendo al posto giusto le paure irrazionali che spesso sono cavalcate per altri fini.Non voglio aggiungere altro,anche perche’ la situazione italiana la conosciamo a memoria tutti molto bene.Vorrei solo far notare attraverso qualche foto interessante come in altri paesi democratici quanto noi,che discutono,si scontrano,prendono una decisione definitiva e procedono senza ulteriori intoppi.Le foto in questione si riferiscono al completo decommissioning dell’impianto di MaineYankee,un PWR

    8. Giacomo scrive:

      da 1000 MW costruito nel 1972 e dismesso nel 1996.

      http://www.maineyankee.com

      Come vedrete il prato verde non e’ sitetico,e’ realta’.

    9. mirjana scrive:

      Ho letto il commento dell’On. Scalia sul sito di ‘greenport’ riguardante l’articolo degli ingegneri nucleari pisani. Mi colpisce il fatto che una persona non del tutto informata delle questioni tecniche esprima un giudizio così netto in merito. I calcoli effettuati dagli scienziati ho motivo di pensare siano sostanzialmente corretti: l’unico margine di errore/incertezza può essere costituito solo da quella che sarà l’imposta fiscale che il Governo (notoriamente insaziabile!) imporrà .

      Ritengo poi che per quanto concerne gli anni necessari per la realizzazione degli impianti nucleari, visto che gli ingegneri pisani parlano ‘prudenzialmente’ di 5 anni (e io credo a loro), mentre l’On. Scalia parla di ben 18 (!), vorrei dire a quest’ultimo di non preoccuparsi: se il Governo di centro-sinistra è stato capace di dare vita in pochi mesi a 62 tipi diversi di imposte, sarà anche in grado di realizzare gli impianti in molto meno di 5 anni!

      Vorrei ricordare peraltro, in merito alla competenza dei nostri tecnici, che la Ansaldo Nucleare ha fornito i generatori di vapore per le centrali nucleari statunitensi ed indiane. Ritengo quindi che i nostri ingegneri sarebbero capaci di costruire e gestire una centrale nucleare: mi meraviglio che l’Onorevole non sia informato di questo fatto.

      Sono altresì molto sicura che le scorie si potranno ‘bruciare’: questo dipende anche dai fondi destinati alla ricerca nel settore. Vorrei qui ricordare al Sig. Onorevole che con uno stipendio da fame e precario nessun ricercatore potrebbe giungere ad una soluzione tecnica.
      Continuando con certe idee medievali il popolo presto dovrà spegnere i frigoriferi, condizionatori, ecc.

      Vorrei ricordare che siamo ‘circondati’ da centrali nucleari che non controlliamo, per cui ne possiamo solo subire i ‘rischi’ senza averne alcun vantaggio, con tutte le dovute conseguenze. Trovo tale situazione, anche in considerazione del fatto che tutti i Paesi industrializzati dispongono di energia nucleare, assurda. Perchè noi desiderando la stessa cosa dovremmo essere ‘provinciali’?

      Vorrei dire infine che tutti quanti prima di prendere delle posizioni pubbliche in merito a questioni di qualsiasi ramo scientifico, dovrebbero essere prima molto ben informati, poichè noi, gente semplice, abbiamo una certa istruzione che non consente a persone che, pur avendo un’alta opinione di se ma ignoranti nella materia di cui ci vogliono convincere, di farci accettare le loro argomentazioni.

      Grazie per l’attenzione.

    10. "Guglielmo Lomonaco scrive:

      Come contributo alla interessante discussione riporto la risposta da me inviata alla redazione di greenreport a quanto pubblicato al link http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=5656

      Spettabile Redazione,
      premettendo che io e gli altri autori dello studio dell’Università di Pisa stiamo preparando una risposta dettagliata alle obiezioni dell’On. Scalia, ritengo utile fornire alcune precisazioni che gradirei fossero pubblicate sul vostro sito ed inoltrate all’On. Scalia stesso.
      1) Nelle obiezioni proposte non c’è nessun riferimento al merito tecnico del nostro studio: la metodologia di calcolo non viene minimamente messa in discussione; si può pertanto dedurre che, allo stato delle cose, quanto da noi detto è tecnicamente ineccepibile e quindi scientificamente corretto
      2) Le obiezioni sono sostanzialmente di carattere politico e comunque quanto meno discutibili; nello specifico:
      a. Il Governo Italiano ha, di fatto, aderito al GIF (Generation IV International Forum) in quanto membro della Unione Europea e questa ultima fa ufficialmente parte del consorzio attraverso l’Euratom che della UE è organo ufficiale
      b. Riguardo i tempi di costruzione “reali†dei nuovi impianti nucleari è sufficiente controllare quanto già è avvenuto per le recenti realizzazioni in Giappone e Corea dove le centrali sono state realizzate non in 5 ma in 3 anni
      c. Riguardo il costo dell’energia la differenza di prezzo dell’energia elettrica in Italia rispetto alla media UE è però maggiore del 30%, se ci si riferisce alle utenze maggiormente significative domestiche (3800 kWh annui) e industriali (da 2 a 10 GWh annui); inoltre secondo la ConfCommercio la differenza, lo scorso anno, per le piccole e medie imprese era del 47%, secondo Eurostat, sempre lo scorso anno la differenza era del 40% (industriale) e del 45% (domestico)
      d. I costi da noi calcolati si riferiscono ad un parco reattori di nuova realizzazione (cioè quello che sarebbe e dovrebbe essere il caso italiano) e non sono mediati su un parco reattori già esistente con un gran numero di centrali non di recente realizzazione (caso francese e statunitense che, per inciso, hanno comunque costi di produzioni per via nucleare che sarebbe riduttivo definire anche solo “allettanti†se paragonati al costo del KWh italiano…)
      e. I reattori di recente realizzazione in estremo oriente (Giappone, Cina, Corea) sono tutt’altro che obsoleti e sicuramente sono molto più “vicini†alle nuove soluzioni studiate che al “vecchio†Caorso (che per altro potrebbe benissimo funzionare in maniera economica…)
      f. Per ciò che concerne le competenze italiane in campo nucleare sono certo che l’On. Scalia non può non conoscere quanto l’Ansaldo ha realizzato in Romania e negli USA e quanto alcune Università (fra cui Pisa) ed alcuni centri di ricerca (per esempio l’ENEA) stanno facendo nell’ambito della ricerca più avanzata a livello mondiale, tra l’altro basando il loro sostentamento quasi esclusivamente su finanziamenti “stranieri†erogati non per motivi politici ma sulla base delle capacità e delle competenze riconosciute a tali enti da chi realmente lavora e fa ricerca in campo nucleare
      3) Infine, per ciò che concerne il presunto “scontro†fra le diverse opzioni tecnologiche all’interno del GIF, è bene sottolineare alcuni punti:
      a. L’obiettivo di tale iniziativa internazionale non è quello di costruire una sola tipologia di centrale nucleare quanto bensì di selezionare un certo numero di progetti ritenuti interessanti e favorire lo sviluppo degli studi che li riguardano
      b. I progetti già selezionati sono i seguenti:
      i. SFR
      ii. LFR
      iii. GCFR
      iv. MSR
      v. VHTR
      vi. SCWR
      c. Di questi solo i primi tre sono reattori veloci; inoltre per TUTTI i reattori sviluppati nell’ambito di tale iniziativa gli obiettivi sono:
      i. Economicità di esercizio e produzioni parallele all’energia elettrica (idrogeno, etc.)
      ii. Sicurezza intrinseca e passiva anche nelle più severe condizioni incidentali e “trasparenza†(ebbene si la sicurezza intrinseca è proprio un obiettivo dichiarato anche per i reattori veloci!)
      iii. Realizzazione di un ciclo chiuso del combustibile (risoluzione del problema delle scorie)
      iv. Resistenza alla proliferazione

      Per concludere mi permetto di citare le parole di una famoso “studioso appassionato del nucleare†quale J. Lovelock, uno dei padri del movimento ecologista mondiale e creatore della teoria di Gaia che chiaramente afferma, “senza se e senza maâ€Â, che la via nucleare è l’unica che possa salvarci da un tracollo generale; egli taglia corto con le molto futuribili fonti di energia rinnovabili e conclude che un uso massiccio dell’energia nucleare è l’unica decisione possibile; usando le sue parole “We have no time to experiment with visionary energy sources; civilisation is in imminent danger”.

    11. Guglielmo Lomonaco scrive:

      “”We have no time to experiment with visionary energy sources; civilisation is in imminent danger”"

    12. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Guglielmo Lomonaco
      ho corretto la frase da lei inserita.
      probabilmente la colpa della mancata corretta visualizzazione era data dalla presenza del segno grafico usato per citare la frase di J. Lovelock.
      Saluti.

    13. gauss2 scrive:

      Scusate se sposto l’asse del problema, per altro molto italiano, sulla burocrazia e i suoi tempi. Essi richiedono un tempo che il nostro paese non può permettersi di avere, è un lusso che oramai non ci è dato!! .. sia che sia nucleare che sia termovalorizzatore o quant’altro i tempi sono troppo elevati … in tal senso anche la possibile proposta, e per me molto auspicabile, di un ritorno al nucleare si scontrerà con questo problema (forse in tal senso Scalia dovrebbe rivedere la sua affermazione .. ossia si può fare in 5 anni .. ma prevedo che da noi meno di 10 o 13 non si farà ! ) … e in più con una forte ritorsione da parte di propaganda anti settore che accumulerà tempi e quindi aumenterà le spese … Diciamocelo chiaro e tondo in Italia ci vuole o una presa di coscienza generalizzata, senza tanti fronzoli e retoriche, dei problemi reali da parte della popolazione che deve capire che non si può più fare senza subire gli oneri che una decisione comporta (scelta auspicabile! (.. visto l’altra che ora andrò a descrivere) in più visto che i nodi ambientali in questo periodo stanno venendo al pettine e che c’è una presa di coscienza generalizzata del problema direi che, a livello di presa psicologica, più favorevole di così non si può!! .. è bene che si rifletta su questo punto!) .. o deve essere il governo, di qualunque credo politico, che deve, con mano anche pesante se necessario, provvedere a sistemare il problema energetico; ma l’Italia ne ha svariati attualmente: infrastutture, salute pubblica, ricerca e sviluppo, istruzione e pensioni! …
      a parer mio chiunque pensi che si può sciegliere di dare priorità a uno (o qualche) di questi problemi ha una visione un pò distorta della cosa … i problemi sopracitati non sono solo problemi straordinari, sono NECESSITA’ STRATEGICHE! Devono essere tutti trattati subito e risolti nel minor tempo possibile!
      Credo che la popolazione, attualmente più che mai, voglia fatti non solo parole!
      Gauss2

    14. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Segnalo che abbiamo aggiornato l’articolo aggiungendo le osservazioni inviateci via mail dall’ Ing. Paolo Fornaciari (ex Responsabile della attività nucleari dell’ ENEL fino al 1997).
      Buona lettura a tutti.

    15. Edoardo scrive:

      A tutti gli amici in discussione:
      L’On. Scalia è una vecchia conoscenza della classe nuclearista italiana. Si è sempre espresso contro il nucleare già dall’estate del 1975 quando venne stabilito il sito e l’avvio dei lavori per la centrale di Montalto di Castro; al tempo un solo partito di estrema sinistra (Democrazia Proletaria) si opponeva all’impianto affermando, tra l’altro, che le colture di carciofi dell’Alto Lazio potevano essere contaminate dalle radiazioni!… (se ne parla anche nel libro di Piero Resoluti “Scorie Nucleari: un problema tecnico o scientifico? pubbl. 2001) In passato ho letto alcuni suoi articoli chiedendo poi spiegazioni ad esperti (alcuni esempio: l’Ing. Fornaciari ex responsabile del Piano Unico Nucleare dell’Enel 1988 e l’ing. Prinzi dell’AIN e del CIRN)
      Risultato: notizie e dati riportati in maniera errata e senza precisi riferimenti scientifici (come, d’altro canto, avete potuto riscontrare). Solo tesi demgogiche ove il nucleare era visto solo come energia da guerra e minaccia per le popolazioni. Fate benissimo a replicare al sig. Scalia ed al sito verde (un altro?…) anche se, purtroppo, come si dice da noi in Toscana: “Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol stare a sentire!”
      Grazie per l’attenzione

    16. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Segnalo che abbiamo aggiornato l’ articolo segnalando che è stato pubblicato un nuovo articolo a firma di Massimo Scalia su Greenreport.
      Buona lettura a tutti.

    17. Guglielmo Lomonaco scrive:

      Riporto la mia risposta inviata alla redazione di greenreport alle “nuove” osservazioni dell’On. Scalia:

      Spettabile Redazione,
      ancora ed una volta ritengo utile fornire alcune precisazioni in merito a quanto affermato dall’On. Scalia nell’intervento riportato al link http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=5786 che gradirei fossero pubblicate sul vostro sito ed inoltrate all’On. Scalia stesso.
      1) Di nuovo non c’è nessun riferimento al merito tecnico del nostro studio; l’affermazione “analisi più approfondite vanno eventualmente riservate a progetti che siano usciti dalla fase di studio e per i quali sia stato mostrato un qualche interesse industriale†presuppone una non conoscenza di quanto riportato nel nostro studio che, infatti, non si riferiva ai costi di impianti più o meno futuribili quanto piuttosto ai costi delle centrali che oggi vengono già costruite nel mondo (vedi ad esempio Giappone e Corea)
      2) Per ciò che riguarda la politica, preferisco lasciarla a chi nel presente e/o in passato se ne è occupato e ne ha tratto beneficio; mi “limito†pertanto ad affermazioni basate su ragionamenti tecnici e scientifici, cercando di dimostrare sulla base dei numeri e dei fatti quanto da me proposto e cercando di evitare posizioni preconcette e/o affermazioni che trovano il loro fondamento esclusivamente su quanto dichiarato da altri; quindi l’aver risposto punto per punto ed in modo dettagliato e motivato alle affermazioni dell’On. Scalia vuole forse dire “far politica� E se si in che senso?
      3) L’EURATOM (European Atomic Energy Community) è un’organizzazione internazionale composta dai membri dell’Unione Europea. Fu istituita il 25 Marzo del 1957 per mezzo della firma del Secondo Trattato di Roma (firmato lo stesso giorno del più noto Trattato di Roma che istituiva la CEE). Quindi, a meno che l’On. Scalia non ritenga di dover “colmare una mia lacunaâ€Â, possiamo affermare che l’Italia non solo ne è membro ma è anche uno dei paesi fondatori. Siccome l’EURATOM fa ufficialmente parte del Generation IV International Forum (il documento ufficiale è il n. COM(2005)-222 del 25-05-2005 e può essere scaricato dal sito eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52005PC...), l’Italia, come membro dell’EURATOM, fa parte del Generation IV International Forum
      4) Per ciò che riguarda la “correttezza†delle stime sui costi, preferisco confrontarmi sulla base di ragionamenti tecnico-scientifici e non sulla base del “principio di autorità â€Â
      5) Ritenere “tecnica†una considerazione riguardante il (presunto, visto quanto accade ad esempio in Oriente) “declino dell’industria nucleare come dato globale†mi sembra quanto meno avventato, quindi preferisco lasciare questo tema a chi è più esperto nel “fare politicaâ€Â…
      6) La mia obiezione riguardo alla definizione di quello che l’On. Scalia chiama “scontro tutt’altro che presunto†nell’ambito del GIF non si basava sul considerare più o meno offensiva tale definizione, quanto piuttosto sul fatto che, come già riportato nel mio precedente intervento: “L’obiettivo di tale iniziativa internazionale non è quello di
      costruire una sola tipologia di centrale nucleare quanto bensì di selezionare un certo numero di progetti ritenuti interessanti e favorire lo sviluppo degli studi che li riguardanoâ€Â; pur facendone parte non avevo e non ho nessuna intenzione di “lavare i panni sporchi in famigliaâ€Â…
      7) I “pindarici†obiettivi del GIF riportati nel mio precedente intervento (fra cui la sicurezza passiva e la realizzazione di un ciclo chiuso del combustibile) non sono una mia “invenzione†ma sono tratti dai documenti ufficiali della GEN-IV (chi fosse interessato può trovarli sul sito ufficiale http://www.gen-4.org/); è vero l’ottimismo non basta: è per questo che bisogna investire nella ricerca e non solo arroccarsi su posizioni ideologiche preconcette
      8) Pur essendo figlio di un dio minore (ingegnere) non ho mai affermato (ne ho mai pensato) che il risparmio energetico non sia una priorità su cui tutti (come suggerito nell’appello delle Accademie delle Scienze dei “12â€Â) dobbiamo impegnarci: la questione energetica, come tutte le problematiche complesse, necessita di un approccio che integri nella maniera tecnicamente e scientificamente più opportuna tutte le possibili risorse, energia nucleare inclusa
      9) Infine, visto che l’On. Scalia ci suggerisce che adesso che Lovelock parla responsabilmente del nucleare è divenuto una persona inaffidabile e che le sue opinioni sono divenute “idee peregrineâ€Â, basiamoci su quanto quello che lui stesso definisce “grande leader†(Chirac) ha dichiarato alla stampa internazionale non più tardi di alcuni giorni fa (vedi ad esempio l’articolo su La Repubblica del 02-02-2007): “Da parte mia posso dirvi che l’energia nucleare trova un sostegno da un numero sempre maggiore di Paesi. E’ incontestabile. Anche i tedeschi attualmente si stanno molto interrogando al riguardo. Anche gli Stati Uniti. In Francia abbiamo una tecnologia valida che sta migliorando sempre di più nel senso, l’ho detto poco fa, di una maggiore sicurezza e di una produzione sempre minore di scorie. Io ritengo che il nucleare rimanga un elemento essenziale della produzione elettrica francese, e penso che l’energia nucleare sia destinata a svilupparsi un po’ ovunque nel mondo, anche tra i Paesi emergenti.â€Â
      Cordiali saluti
      Guglielmo Lomonaco

    18. gauss2 scrive:

      per una delucidazione sulla Generation IVsi può leggere lo trova sul sito dell’European nuclear society:
      http://www.euronuclear.org/info/generation-IV.htm
      che riassume il tutto.
      Gauss2

    19. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Ancora un nuovo aggiornamento dell’articolo: sul quotidiano online Greenreport è stato pubblicata una breve intervista a Alex Sorokin.

      Per maggiori informazioni leggere sopra (in questa pagina) gli aggiornamenti.

    20. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Riporto di seguito le mie osservazioni in merito agli articoli apparsi sul portale ‘greenreport’ agli indirizzi:

      http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=5816

      e

      http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=5810

      Gentili Signori,

      desidero replicare, se me lo consentite, ai vostri ultimi commenti sul nucleare.
      Trovo davvero sorprendente la vostra posizione secondo la quale c’è ancora molto da studiare, come emerso dal dibattito sul vostro giornale (?!): mi permetto di farvi notare che il sottoscritto e collaboratori hanno prodotto due documenti tecnici (!), dati, calcoli, grafici e numeri alla mano, in cui si dimostra il fatto che sostanzialmente le scorie sono un falso problema, e l’opzione nucleare è la più economica che si possa praticare.

      Del tutto infondate poi anche le preoccupazioni sulla sicurezza degli impianti, il cui livello di sicurezza è indiscutibile (come peraltro dimostreremo molto ampiamente in un articolo tecnico in preparazione).

      Trovo altresì del tutto lunari le posizioni espresse da Alex Sorokin: il nostro studio tiene in conto espressamente nella valutazione del costo lo smaltimento sicuro delle scorie e il ricupero del sito a ‘prato verde’. Sorprendente: voi stessi avete scelto (con molta onestà ) di pubblicare il link al nostro lavoro sui costi, e chiunque lo leggerà potrà sincerarsi di quello che dico.

      Non capisco poi il senso di alcuni quesiti sulle scorie: un mio lavoro spiega compiutamente la tematica.

      Vorrei sottolineare che, di fatto, fino ad ora, non abbiamo mai ricevuto critiche nel merito dei nostri lavori.

      Ridicola poi la storia del meltdown se si ’stacca la spina’. Tutti gli impianti nucleari occidentali sono intrinsecamente sicuri (semmai quelli di nuova generazione lo sono ancora di più). Quanto alla sicurezza passiva si basa su fenomeni fisici naturali, e quindi non necessitano di nessuna alimentazione elettrica e nemmeno di alcun intervento da parte di un operatore (si pensi ad esempio al raffreddamento per convezione naturale).
      Il Sig. Sorokin sa perchè i generatori di vapore in un impianto tipo PWR vengono messi in alto, rendendo necessario un contenimento più grande e più caro? Ha mai sentito parlare di circolazione naturale? Ha mai sentito parlare di sistemi ECCS (Emergency Core Cooling Systems), ed in particolare di AIS (Accumulator Injection System), che consiste in un recipiente di acqua borata sotto pressione, con una valvola che si apre automaticamente in caso di depressurizzazione del primario? Sa che in un impianto ci sono ben 3 o 4 motori diesel per fornire energia (principio della ridondanza nucleare) in caso di mancanza di alimentazione? Potrei continuare a lungo, ma non intendo tenere qui una lezione spiccia di ingegneria nucleare…
      Mi si consenta solo di dire che se un ‘progettista nucleare’ dice queste cose (se parla di reattori occidentali!) non ha ben chiare alcune cose: accendere un impianto progettato con questi criteri renderebbe alquanto nervoso anche me (potrei addirittura diventare un anti-nuclearista…).

      Vorrei concludere il mio intervento rivolgedomi a tutti i cittadini preoccupati per il loro futuro (e quello dei loro figli): anni di propaganda ambientalista hanno portato a spese enormi nel campo delle energie alternative (si parla di quasi 100 000 miliardi delle vecchie lire!) senza averne un riscontro effettivo. I cambiamenti climatici sono un dato di fatto secondo gli stessi ambientalisti, così come la carenza di energia, il costo elevato, e per lo più le gravissime tensioni politico/militari per gli approvvigionamenti energetici. Chi ne ha beneficiato sono statti solo i petrolieri (mi sembra un dato di fatto!).
      Il sottoscritto non percepisce nemmeno un euro dall’industria nucleare; spesso il dibattito mondiale in merito invece è stato condotto da persone che in campo energetico hanno avuto precisi interessi politico-economici. Ai lettori le dovute conclusioni…
      Grazie per l’attenzione.

      Ing. Vincenzo Romanello

    21. Giacomo scrive:

      Ragazzi,e’ a dir poco incredibile non ho parole.Siamo nel 2007 ed ancora sento le frasi ad effetto e gli stessi discorsi di vent’anni fa’ quand’ero bambino.Non sono ingegnere,non sono fisico mi sono imparato per conto mio il funzionamento dei reattori nucleari sui libri di fisica ed ingegneria e poi, mi sono aggiornato attraverso internet come qualsiasi comune mortale.Mai ripeto mai mi sarei aspettato di sentire discorsi privi di significato da persone che reputo preparate come l’ing, Sorokin e perche’ no anche dell’On. Scalia.Basta dico basta mistificare la realta’.Se a voi il nucleare non interessa indipendentemente da tutto e, osteggiarlo e’ una questione prioritaria,nessun problema ma per piacere la gente ha bisogno di sapere come stanno le cose e siate corretti fino in fondo.Cosa pensate che io/noi sia/siamo meno verde/i di voi? Nessuno e’ mai partito dal presupposto che il nucleare sia la migliore tecnologia a prescindere,ma esistono delle realta’ e delle responsabilita’ che ci si deve prendere di fronte alle persone ed all’ambiente.Oggi e’ il momento di prendersi queste responsabilita’ volenti o nolenti.Il paese ha bisogno anche della vostra collaborazione per costruire un futuro migliore ed uno sviluppo sostenibile fatto di nucleare e solare.Non lasciateci soli.

      Grazie.

      Giacomo

    22. fornaciari scrive:

      SICUREZZA NUCLEARE
      Per Giacomo : Si discuteva molto, venti anni fa, sulla necessità o meno di prevedere piani di emergenza in caso di incidente grave ad una centrale nucleare. Fino a quel momento si era seguito l’approccio “probabilistico”, cioè la frequenza di accadimento di un incidente nucleare grave deve essere di diverse migliaia o centinaia di migliaia di anni. Ci si rendeva conto peraltro che alla gente poco importa se un incidente grave capita oggi e poi non si ripresenta per un milione di anni. Per questo motivo la delegazione italiana di cui facevo parte per conto dell’Enel e quella francese guidata da Pierre Bacher dell’EdF, alla IAEA in una Conferenza apposita organizzata a Vienna nel settembre 1989, proposero il passaggio ad una nuova impostazione sulla sicurezza, di tipi deterministico, cioè a dire “qualsiasi incidente grave possa capitare, anche con fusione del nocciolo del reattore, non ci deve essere nessun effetto sanitario al di fuori del recinto di centrale”. Era un principio già adottato in Francia e in Italia, volto a disaccoppiare la Ragione Tecnica da quella della Protezione Civile. Cioè il Piano di Emergenza non sarebbe stato più necessario, ma lasciato alla facoltà della Protezione Civile, a seconda della sensibilità della popolazione. Questo principio fu accolto dalla IAEA e riportato poi in un successivo documento (IAEA bullettin 3/1989) di cui si è parlato molto poco. Figurati che Romano Prodi recentemente ebbe a dire :” Quando ero alla Commissione UE e chiedevo ogni giorno ai miei collaboratori se c’erano stati miglioramenti in tema di sicurezza nucleare, mi dicevano sempre di no. Ci vorranno venti anni prima che il problema venga risolto”. Evidentemente, come ho scritto il Professor Prodi non sapeva che il problema era già stato risolto dieci anni prima!
      Il problema della sicurezza nucleare é stato risolto da quasi vent’anni : un importante passo in avanti è stato infatti raggiunto alla XXIII Conferenza Generale IAEA del Settembre 1989, con il passaggio da una precedente posizione probabilistica ad una nuova impostazione deterministica :†The final goal is to limit the radioactivity release, even in case of the most severe accident, to a level so low that no evacuation be necessary outside the nuclear plant site boundaryâ€Â. Questo concetto proposto dalle delegazioni francese e italiana, della quale lo scrivente faceva parte, fu condiviso dal rappresentante tedesco Klaus Toepfer, allora Ministro per l’Energia della Germania, oggi responsabile del Programma Ambiente delle Nazioni Unite. Il bollettino della IAEA n° 3 del 1989 riporterà infatti : “ New designs should be able to contain consequences within the plant’s boundary from accidents beyond the plant’s design basis, making emergency measures in the surroundings unnecessary”.

      Dal 1989 nuovi criteri di sicurezza a livello internazionale Per quanto riguarda la sicurezza un importante passo in avanti è stato raggiunto alla XXIII Conferenza Generale IAEA del Settembre 1989, con il passaggio da una precedente posizione probabilistica ad una nuova impostazione deterministica :â€Âthe final goal is to limit the radioactivity release, even in case of the most severe accident, to a level so low that no evacuation be necessary outside the nuclear plant site boundaryâ€Â. Questo concetto proposto da delegati francesi e italiani fu condiviso dal rappresentante tedesco Klaus Toepfer, allora Ministro per l’Energia della Germania, oggi responsabile del Programma Ambiente delle Nazioni Unite. Il bollettino della IAEA n° 3 del 1989 riporterà infatti : “ New designs should be able to contain consequences within the plant’s boundary from accidents beyond the plant’s design basis, making emergency measures in the surroundings unnecessary”. Un concetto simile veniva condiviso da Pierre Bacher (EdF) alla Conferenza Generale IAEA con la seguente dichiarazione : “ The policy of EdF and other major European Utilities is to manage severe accidents with two objectives: 1. have a delay before any significant release of radioactivity to the environment long enough to enable implementation of emergency plan (1 day) 2. limit the release of radioactivity to a level enough that no evacuation be necessary beyond a short distance of the plant. The future deployment of nuclear energy will be greatly affected by society’s perception of needs and acceptability. We believe that nuclear energy will regain public acceptance only when society become convinced that nuclear energy is an absolute necessity”.Due anni dopo, alla Assemblea Generale della IAEA, il Ministro all’Energia della Germania, Klaus Toepfer confermava questo nuovo obiettivo di sicurezza : “The final objective is that to limit damages within the site boundary”.

    23. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Non credo valga la pena replicare alle dichiarazioni di Lucia Venturi: a parlare devono essere i fatti. Preferisco lavorare alle mie pubblicazioni, da rendere disponibili al pubblico. Saranno i cittadini a decidere…
      Posso solo dire che è singolare che essa esprima tante perplessità sui nostri lavori, senz’altro opinabili come ogni cosa (ripeto, ancora una volta, che non sono il detentore della Verità Assoluta), ma senza averli nemmeno letti.
      Credo poi che un biologo stia alle tecnologie nucleari come io sto alla microbiologia molecolare (ovvero ci capisco quanto un salumiere - senza alcuna offesa per i salumieri ovviamente)!
      Ritorniamo al fatto che a focalizzare la discussione su certi argomenti sono le persone incompetenti, perchè quelle competenti sono ‘di parte’: sarebbe una barzelletta se non fosse vero. Non credete?

    24. Giacomo scrive:

      Stimabile dott.ssa Venturi,
      Mi trovo in obbligo di risponderle perche’ come semplice cittadino mi sento privato del diritto ad una corretta informazione e le spiego il perche’.Nel mio precedente intervento scrissi la seguente frase: “Siamo nel 2007 ed ancora sento le frasi ad effetto e gli stessi discorsi di vent’anni fa’ quand’ero bambino”.Non a caso dopo aver letto il suo intervento non posso che riaffermare tale concetto: il movimento anti-nucleare e’ rimasto esattamente quello del 1987 ignorando totalmente la realta’ odierna e gli sforzi compiuti dall’industria nucleare mondiale per venire incontro alle necessita’ di uno sviluppo sostenibile e dell’ecologia.Le sue affermazioni sono semplicemente vecchie poiche’ tali preoccupazioni (vedere questione Yucca Mountain) sono gia’ obsolete a livello tecnologico e lo saranno fra qualche tempo a livello politico (Eh mai al passo con i tempi…).Si,i reattori di prossima generazione potranno bruciare le scorie ed espandere cosi’ la durata del combustibile di molti ordini di grandezza,senza dimenticare la sicurezza intrinseca da sempre primo obiettivo ! Se proprio non vuole credere al preparato e volenteroso Ing. Romanello (ma gli altri frequentatori di tale sito non sono da meno…) almeno segua il mio consiglio: giri,si informi,legga,internet e’ una benedizione per queste cose e lei ha la fortuna di utilizzarlo….
      Anzi visto che il “prato verde” e’ un’altra delle sue preoccupazioni maggiori le suggerisco di ripercorrere la storia della centrale di YankeeRowe (la gemella di MaineYankee…proposta qualche post precedente) e vedere come al 12/12/2006 non esiste piu’ nulla della centrale.

      http://www.yankeerowe.com/

      Grazie per l’attenzione.

      Giacomo

      P.S. cari amici di greereport spero di poter leggere,in futuro,qualche articolo di maggior profilo informativo.Se un vero dibattito deve essere,datemi delle valide argomentazioni per poterlo considerare tale.grazie.

    25. Renzo Riva scrive:

      radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=22693&sid=b35dd57bd3b...

      Giovedì 1 febbraio 2007 a Telenordest (TNE) si è parlato di “nucleare” nel programma “Le Quarantie” condotto da Luigi Gandi, dalle ore 21:00 alle ore 23:00.
      Eranono presenti in studio oltre al sottoscritto i professori: Renato Angelo Ricci, Carlo Lombardi, Franco Battaglia e altri ospiti.

      Mandi,
      Renzo Riva

      Via Avilla, 12/2
      33030 BUJA (UD)

      renzoriva(chiocciola)libero.it
      349.3464656

    26. Renzo Riva scrive:

      opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&id_art=3968&am...

      opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&id_art=2621&am...

      COS’È L’ E N E R G I A?

      Energia è la capacità di svolgere lavoro, nello specifico lavoro meccanico. L’energia trasformata in lavoro meccanico si concretizza in beni di consumo e in servizi, in definitiva in benessere. Maggiore è la quantità d’energia fruibile a basso costo, maggiore è la quantità di lavoro meccanico, beni e servizi, grazie ad essa fruibili, in definitiva maggiore è l’opulenza d’una società ,
      Come si fa ad avere un’idea a “misura d’uomo†della quantità d’energia che oggi utilizziamo?
      Facciamo riferimento proprio all’uomo, la cui potenza media, sotto sforzo protratto, è di un decimo di cavallo, pari a circa 75 Watt, ovvero la potenza assorbita da una lampadina tradizionale di media potenza.
      Per azionare un moderno ferro da stiro di 1000 Watt (W) si dovrebbe impiegare l’energia di almeno 13 uomini; andare in giro con una vettura di media potenza (70 CV) è come farsi scorazzare da una portantina sorretta da 700 schiavi. Una cosa impensabile persino per il più folle e megalomane degli imperatori romani.

      L’importanza dell’energia in una società moderna

      Fu l’introduzione del cavallo, al traino dei carrelli prima spinti dall’uomo, nelle miniere inglesi di carbone, che, aumentando la produttività per addetto e di conseguenza riducendo i costi del chilogrammo di carbone, rese possibile la prima rivoluzione industriale, consentendo l’impiego e la diffusione delle prime macchine termiche negli opifici.
      Il lavoro meccanico a costi competitivi che si sommava a quello manuale dell’uomo consentiva di accrescere la produzione di beni ed i consumi, di produrre maggiore ricchezza con beneficio di tutti, anche se all’epoca si organizzò un movimento tipo “no global†che si opponeva alla diffusione delle macchine, divenuto famoso con il nome di luddismo.

      RISORSE NATURALI DI COMBUSTIBILI

      Fonte anni

      Petrolio 40
      Gas 50
      Carbone 200
      Uranio 200
      Lignite 300
      Uranio in surgeneratori 20.000
      Uranio e torio in surgeneratori infinito

      Per quanto concerne le riserve stimate di combustibili fossili, va fatto presente che lo sfruttamento di riserve non convenzionali di combustibili fossili (giacimenti dei fondi oceanici, scisti bituminosi, idrati di metano) potrebbe elevare di diverse centinaia d’anni l’attuale disponibilità dalle riserve convenzionali, anche se va detto che lo sfruttamento dei giacimenti non convenzionali pone problemi severi sia di carattere ambientale che di costi. Quanto all’uranio, questo elemento può estrarsi, ma ad un costo sino a 10 volte quello attuale d’estrazione, da giacimenti convenzionali, anche dall’acqua marina che ne contiene in concentrazioni di circa 3 ppb (parti per miliardo). C’è però da notare che l’impiego di reattori di nuova generazione porterà la durata delle riserve d’uranio a 20.000 anni.

      Le risorse naturali d’Uranio
      Le riserve accertate d’Uranio sono oggi più ricche in potenzialità energetica di quelle petrolifere, benché siano state finora meno investigate. I Giapponesi studiano l’estrazione dall’acqua del mare… cosa possibile e che darebbe accesso a quantità ancora più significative, ma con un prezzo del kg di Uranio molto più elevato dell’attuale.
      In certe regioni si trova Uranio nel minerale in natura fino al 50% di purezza (per esempio Cigar lake in Canada).

      Si dimostra che al raddoppio dei prezzi dei vari combustibili risulterebbe che l’aumento percentuale del prezzo del kWe (chilowatt elettrico) prodotto è pari a:

      Nucleare 9%
      Carbone 31%
      Gas 66%

      2006.11.16 Renzo Riva Via Avilla, 12/2 33030 BUJA (UD)

      renzoriva(chiocciola)libero.it Mob.Tel.:349.3464656

      s.i.p. Socialisti 2005 Fvg – Federalismo Fiscale
      in Via Avilla, 12/2 Buja (Ud)

    27. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Sig. Renzo Riva per favore cerchiamo di restare in tema con la discussione. Se deve segnalare eventi o altro, può usare il forum
      http://www.nuclearmeeting.com/forum/
      Grazie.

    28. Giacomo scrive:

      Per l’Ing.Paolo Fornaciari: La rigrazio di aver approfondito e di avermi ulteriormente chiarito con il suo intervento,diversi aspetti riguardo la sicurezza nucleare.Certe testimonianze valgono di piu’ di mille teorie.Sono fermamente convinto che le vostre battaglie siano prima di tutto per amore della verita’ e della corretta informazione.Di nuovo,Grazie.

      Giacomo

    29. Renzo Riva scrive:

      PER SODDISFARE IL 5% DEL CONSUMO ELETTRICO ITALIANO
      E - CON BIOETANOLO - IL 5%
      DEL CONSUMO ITALIANO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE

      x109 € km2 ANNI DI VITA

      NUCLEARE 5 0,03 40-60

      FV 108 100 20+

      TERMOELETTRICO ? 200

      EOLICO 14 1.500 15-20

      BIOMASSA 12.000

      BIOETANOLO 50.000

      Sono rimasto in tema?

      Mandi,

      Renzo Riva
      Via Avilla, 12/2
      33030 BUJA (UD)

      renzoriva(chiocciola)libero.it
      349.3464656

    30. Renzo Riva scrive:

      La tabella sopra riportata è di difficile lettura.
      Chi desidera ricevere la tabella originale del Prof. Franco Battaglia può richiedermela alla seguente e-mail: renzoriva(chiocciola)libero.it
      oppure allo stesso professore Battaglia: fbattaglia(chiocciola)unimo.it
      Posso anche fornire delle presentazioni in ppt o pdf.

      Mandi,

      Renzo Riva

    31. edoardo scrive:

      A tutti gli amici in discussione.
      riporto l’intervista: “molti scienziati dissenzienti ignorati dal circo mediatico”
      che Alessio Grosso (meteolive.it) a fatto sulla “questione ambientale” a Riccardo Cascioli, Docente del Master in Scienzie Ambientali al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e Presidente del Cespas (centro europeo di studi su popolazione, ambiente e sviluppo) e giornalista di Avvenire, autore dei libri: “le bugie degli ambientalisti” editi da Piemme, oltre che de “il complotto demografico” vincitore del Premio Quarenghi. SI PARLA DI ENERGIA A LIVELLO MONDIALE.
      GROSSO: ci ha raggiunto in redazione il Dott. Cascioli, reduce dal grande successo dei suoi libri “le bugie degli ambientalisti”, scritti a quattro mani con il Dott. Antonio Gaspari, anche lui giornalista e scrittore, oltre che Direttore del Dipartimento Uomo e Ambiente del Cespas. Dott. Cascioli cosa non quadra in tutto questo catastrofismo ambientale che ha contagiato l’IPCC?
      CASCIOLI: molte cose non quadrano, a cominciare dal metodo. Si è parlato del Rapporto dell’Ipcc, ma quello presentato venerdì a Parigi non era il Rapporto ma una brevissima “Sintesi per i politiciâ€Â, appena 21 pagine in totale. Il vero rapporto, 3 volumi e 1600 pagine, sarà invece pubblicato a maggio quando ormai l’effetto sui governi e sull’opinione pubblica, voluto dall’IPCC sarà già ottenuto. E gli scienziati, nel frattempo, non sono in grado di verificare l’attendibilità dei risultati presentati. Inoltre è evidente che c’è una forte discrepanza tra i risultati mostrati e altre autorevoli ricerche: ad esempio, l’IPCC sostiene che c’è stato un intensificarsi degli uragani tropicali a partire dal 1970 come effetto del riscaldamento globale, ma l’Organizzazione Metereologica Mondiale, che pure dell’IPCC è fondatrice, lo scorso novembre sosteneva proprio il contrario. Ancora, non si capisce l’esasperazione dei toni apocalittici quando diverse proiezioni, come quello sulla crescita del livello dei mari, ridimensionano le previsioni fatte nel precedente rapporto sei anni fa. Mi pare evidente che siamo di fronte a un’operazione politica e ideologica che alla scienza può fare soltanto male.

      GROSSO: non trova che mascherare fini ideologici di estrema sinistra con un lenzuolo verde permetta a tali schieramenti politici di conquistare un elettorato moderato che, altrimenti, non avrebbe mai scelto quella direzione?
      CASCIOLI: diciamo che dopo il crollo dell’Unione Sovietica, buona parte del movimento comunista internazionale si è convertito all’ambientalismo e punta alla creazione di un governo mondiale di cui si vedono già le fondamenta, con l’imposizione di tasse ecologiche globali (carbon tax, biglietti aerei, ecc.) e con la richiesta – che sale a gran voce in questi giorni - di un organismo sovranazionale per la difesa del pianeta. Certamente, l’argomento della natura da salvare, unito allo stato di paura che è stato creato, ha l’effetto di attirare il consenso di tante persone moderate che evidentemente non si rendono conto che si tratta di una grande macchina propagandistica.

      GROSSO: c’è una parte del mondo scientifico che tace e dissente fortemente da questi atteggiamenti che pongono l’uomo sempre e comunque al timone del clima; non sarebbe ora che si svegliasse e facesse sentire in modo più netto la propria voce?
      CASCIOLI: ci sono molti scienziati che dissentono e cercano anche di dirlo, ma bisogna riconoscere che il circo mediatico che si è creato li ignora o li tratta da fanatici estremisti o venduti. C’è poi un’altra parte che certamente tace o si adegua per convenienza. Evidentemente non ci si rende conto della posta in gioco, che è la stessa credibilità della scienza. Lo ha detto chiaramente il professor Antonino Zichichi pochi giorni fa, denunciando anche il fatto che, data l’influenza che ha sui governi questa propaganda, la ricerca scientifica già non è più libera.

      CASCIOLI: sono bastati due libri per aprire gli occhi della gente ma ora bisogna perseverare, quale sente possa essere il suo ruolo nei prossimi anni rispetto a questa autentica battaglia?
      Diventa sempre più urgente promuovere una seria informazione su questi temi, aiutare tutti a porsi delle domande su tutto quanto ci viene propinato. Da parte mia, oltre ai libri, ho iniziato un’agenzia online che si chiama SVIPOP (acronimo di Sviluppo e popolazione, www.SVIPOP.org), con una newsletter che fa circolare materiale informativo normalmente censurato dai media. Davanti al tentativo di imputare all’uomo tutti i mali della terra, il nostro slogan è “L’uomo è la soluzione, non il problema”, lavoriamo per un amore all’ambiente che ponga al centro l’uomo, ma come risorsa non come imputato. E’ una piccola iniziativa, ma spero che con l’aiuto di altre persone di buona volontà , possa crescere nei prossimi anni.

      GROSSO: quali provvedimenti prenderebbe lei per limitare l’inquinamento, che reca indubbiamente danno alla nostra salute?
      CASCIOLI: una premessa è d’obbligo: contrariamente a quanto ci viene fatto credere, il livello d’inquinamento nei nostri Paesi sviluppati è in notevole diminuzione da oltre 50 anni, e questo grazie allo sviluppo che permette innovazioni tecnologiche abbassano le emissioni. Tanto è vero che l’età media nelle città continua ad allungarsi. detto questo, ciò non vuol dire che tutto va bene e che l’attuale livello di inquinamento si debba tollerare. va fatto certamente molto di più, ma la strada è quella già tracciata: fermare le auto e bloccare le attività produttive non risolve il problema dell’inquinamento ma in prospettiva lo peggiora. Quindi, ad esempio, il traffico automobilistico in città va fluidificato – e non ostacolato – costruendo, ad esempio, strade sotterranee sul modello di quelle già esistenti nelle maggiori città europee. Va anche potenziato il trasporto pubblico, attraverso metropolitane ma anche attraverso l’integrazione dei diversi mezzi di trasporto che faciliti l’uso del mezzo pubblico. Inoltre è importante incentivare la decentralizzazione delle attività produttive, come del resto in molte parti si sta già facendo. Ma nei prossimi anni un contributo potrebbe venire dallo sviluppo del telelavoro, che oggi con la tecnologia a disposizione appare realizzabile per diverse figure professionali.

      GROSSO: la tecnologia ha fatto passi straordinari in soli pochi anni ed in molti casi ha contribuito in modo efficace a migliorare le nostre condizioni di vita. L’università dell’Arizona ha messo a punto il pomodoro transgenico che ha contrastato le forme di dissenteria che ogni anno uccidono oltre due milioni di persone. Perché allora i cimi OGM vengono così avversati e marchiati con il soprannome di “cibo di Frankestein�
      CASCIOLI: è la solita posizione ideologica, cavalcata purtroppo anche da importanti associazioni di agricoltori che puntano a difendere posizioni di rendita. E’ una politica miope, di corto respiro, ma vorrei far notare soprattutto come questa contro gli OGM ha un punto in comune con tutte le altre battaglie tipiche dell’ambientalismo: cercare di dimostrare che la presenza dell’uomo sulla terra è eccessiva, sia quantitativamente (troppe persone) sia qualitativamente (troppo sviluppo). Per cui ci si batte contro ogni novità che smentisce questo approccio malthusiano. Da questo punto di vista si capisce che gli OGM, con la promessa di risolvere molti problemi alimentari e sanitari per i Paesi poveri, sono una minaccia fortissima per questi gruppi neo-malthusiani.

      GROSSO: come ritiene si possano aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere gli standard di vita europei?
      CASCIOLI: il fattore chiave è l’accesso all’energia. Oggi nel mondo ci sono 2 miliardi di persone che non hanno energia elettrica, sono le stesse persone che soffrono la fame o la denutrizione. Permettere lo sviluppo di fonti energetiche a basso costo è cruciale per lo sviluppo. Ma da anni le lobby ambientaliste stanno cercando di imporre ai Paesi poveri l’uso esclusivo di fonti rinnovabili che, seppure utili, possono rispondere solo in modo marginale al reale fabbisogno energetico.

      GROSSO: nei libri che lei scrive con Gaspari arrivate alla conclusione che l’ecologismo fondi le sue radici in una sorta di cripto-eugenetica che finirà per consegnare la Terra ad un gruppo ristretto di persone, le più forti, che potranno finalmente essere libere di idolatrare la natura in forme panteiste, e neopagane.
      CASCIOLI: la radice eugenetica dei movimenti ambientalisti è nella storia. Non per niente le prime società per la difesa della natura, alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti, nascono come emanazione delle Società eugenetiche. Anche panteismo e neo-paganesimo sono parte integrante dell’ideologia ambientalista. Basti pensare che è proprio sulla negazione del primato dell’uomo nel Creato che si basa la Carta della Terra, il documento che elaborato in sede Onu, ha l’obiettivo di sostituire la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo. Del resto non è certo un mistero l’esistenza di opinionisti e associazioni che si pongono esplicitamente l’obiettivo di ridurre la popolazione mondiale a 2 miliardi di persone o meno. E’ meno chiaro, per ora, il criterio di selezione per gli “eletti”.

      GROSSO: un vivo ringraziamento al Dott. Cascioli e a risentirla presto sulle pagine di MeteoLive.it
      CASCIOLI: grazie a voi!

      Al di là dell’accenno agli OGM che non riguardano l’argomento del forum, invito tutti a riflettere.
      Grazie

    32. edoardo scrive:

      Ci terrei a precisare che quello che voglio sottolineare non è l’esistenza di fantomatici complotti o di “popolazioni elette” ma la malafede con cui le lobbies ambientaliste illudono e disinformano le popolazioni. Forse tali argomentazioni non saranno scientifiche e non è mia volontà gettare la discussione in politica ma, penso, che certe cosa vadano segnalate. Poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.

      Grazie

    33. daniele scrive:

      Ciao a tutti. Ben ritrovati.

      Vorrei fare tre domande e vorrei delle risposte:
      1) mi sà dire qualcuno perché il reattore di III generazione viene chiamato EPR che è un acronimo che non dice niente? L’EPR come funziona rispetto a quelli di II generazione? Che differenze ha per essere considerato la macchina perfetta? C’é un nuovo concetto di controllo della fissione nucleare alla base del progetto?

      2) E’ vero che il combustibile nucleare esausto deve essere tenuto affogato in piscine di decadimento per anni prima di essere inserito nei cask? E’ vero invece che per il combustibile MOX servono dai 10-15 anni di stoccaggio del combustibile in piscina prima di essere inserito nei cask? Ma visto che l’acqua deve essere sostituita quali sistemi vengono utilizzati per decontaminarla dalla radioattività e quali per raffreddarla prima di versarla nel fiume?

      3) Perché se si può usare il combustibile MOX, si preferisce usare combustibile “fresco”? Costa meno quello “fresco”? Il MOX è ancora più problematico da smaltire?

      Grazie a tutti per le risposte che permetteranno di illuminare l’esistenza a questo povero uomo che ascolta parlare voi tennici con invidia.

    34. daniele scrive:

      Per tutti i volenterosi nuclearisti d’Italia.
      leggete l’audizione del ministro Bersani del 11 luglio 2006 alla XIII COMMISSIONE DELLA CAMERA sul piano energetico in Italia.

      BERSANI, ministro dello sviluppo economico. Scusandomi fin d’ora per la brevita` delle mie risposte, cerchero` di essere il piu` possibile chiaro.
      Per quanto riguarda i numeri, li abbiamo davanti a noi; credo che non
      ci sia bisogno di fare un piano energetico nazionale, che non ci sia bisogno
      di perdere un anno a discutere per sapere come siamo messi, grosso
      modo. Noi adesso produciamo energia con fonti combinate, piu` o meno
      secondo queste proporzioni: 45 per cento di gas, 18 per cento di olio combustibile,
      18 per cento di carbone: il resto, vale a dire una percentuale di
      poco inferiore al 20 per cento circa, viene prodotto attraverso le famose
      fonti rinnovabili, che comprendono l’energia idroelettrica.
      A mio avviso, dopo matura riflessione, se discutessimo per un anno,
      arriveremmo alle seguenti conclusioni: prima di tutto, con il gas non possiamo
      esagerare, occorre mettere un freno al suo utilizzo; in secondo
      luogo, ci conviene procedere a una lieve correzione dell’incidenza del carbone,
      sia pure in presenza degli accordi di Kyoto, se non altro per essere
      di punta sulle tecnologie in questo campo. In Italia abbiamo delle tecnologie
      molto promettenti dal lato del carbone e bisogna continuare la ricerca,
      perche´ potremmo arrivare piu` rapidamente di quello che pensiamo
      a risolvere i problemi di fondo per il famoso «carbone pulito», e a quel
      punto ci troveremmo di fronte ad una fonte molto democratica, molto presente
      nel mondo e quindi abbordabile. La terza conclusione riguarderebbe
      la riduzione dell’olio combustibile e la quarta l’incremento delle fonti rinnovabili.
      SCOTTI (FI). Sono fissi.
      BERSANI, ministro dello sviluppo economico. Sto parlando infatti di
      una correzione. Il nostro vero piano energetico nazionale deve verificare
      proprio come realizzare queste cose e come fare per liberarci da un vincolo
      troppo stretto nell’approvvigionamento, perche´ una parte rilevante
      di queste fonti non sono nel nostro controllo.
      A questo punto sorge la questione: perche´ non fate il nucleare?
      SCOTTI (FI). Fatelo adesso.
      BERSANI, ministro dello sviluppo economico. Potrei dirle: avevate
      cinque anni, potevate farlo voi.
      SCOTTI (FI). E` vero, ma non avevamo i vincoli…
      BERSANI, ministro dello sviluppo economico. La mia era una battuta,
      non rispondo cosı`, non mi piace rispondere in questo modo.
      BATTAGLIA Antonio (AN). La prendiamo come una battuta perche´
      ha il sapore della battuta.
      BERSANI, ministro dello sviluppo economico. E` una battuta, perche´
      avevate pure il tempo di lanciare un grande piano energetico nucleare.
      Al di la` della battuta, io faccio sempre riferimento alla mia esperienza
      personale. Ebbene, a suo tempo partecipai a una manifestazione
      per la centrale di Caorso, contestando non il se ma il come. Io abito a
      8 chilometri da Caorso; ero un nuclearista ragionevole ma con il tempo
      mi sono in parte raffreddato, perche´ siamo in presenza di una tecnologia
      di cui non riusciamo a dominare completamente gli esiti (tant’e` vero che
      stiamo ancora qui a discuterne, ma dovremmo farlo soprattutto a proposito
      di come ci stiamo muovendo per l’esito del nucleare italiano).
      Cio` detto, il mio ragionamento non e` mai pro o contro la questione
      nucleare. A mio avviso, essendo il tema energetico crucialissimo per il
      Paese, dico chiaramente che non devono esserci differenze tra destra, sinistra,
      centro, est e ovest; bisogna, invece, che ci convinciamo reciprocamente
      sul modo di agire. La mia battuta mirava proprio a questo. Se si
      domanda perche´ non e` stata avviata la sperimentazione dell’energia nucleare
      si puo` solo rispondere che oggi – e sottolineo oggi – non vi
      sono le condizioni. Infatti se anche voi, che non avevate imbarazzi ideologici,
      aveste deciso di avviare quella sperimentazione, stabilendo che
      chiunque avrebbe potuto realizzare un impianto nucleare in Italia, non
      avreste trovato nessuno disposto a farlo. E questo non perche´ non avrebbe
      saputo dove localizzare l’impianto, ma per mancanza di fondi: non si puo`
      costruire, infatti, una centrale isolata, ma e` necessario realizzarne almeno
      sette o otto – il che ha costi folli – e decidere chi far gravare i costi della
      sicurezza e dello smaltimento delle scorie. Se ne fa carico lo Stato? Li
      iscriviamo in bolletta? Ma in bolletta stiamo ancora pagando gli esiti
      del nucleare: vogliamo aggiungervi i costi di un grande piano di costruzione
      di altri impianti non realizzabile in meno di 15 anni e per il quale
      spenderemmo tantissimo? Allora – purtroppo o per fortuna, giusta o sbagliata
      che sia stata la politica fin qui adottata in merito – non e` realistico
      (oggi, nella situazione in cui versa l’Italia) dichiarare di voler lanciare un
      grande piano di realizzazione di impianti nucleari.
      Comprendo, invece, la
      politica adottata dal premier Blair, che ieri ha deciso di restaurare cinque
      centrali nucleari, perche´ ha gia` a disposizione alcuni impianti e deve ammodernarli;
      comprendo i Francesi, che stanno facendo altrettanto poiche´ si
      trovano nella stessa situazione.
      Non ho remore ideologiche di sorta avverso uno sfruttamento dell’energia
      nucleare che sia intrinsecamente sicuro ed economicamente gestibile
      (con diverse attrezzature) ma solo quando sara` risolta la questione degli
      esiti perche´, per ora, non sapremmo ne´ dove ne´ come collocarli. Partecipiamo,
      dunque, alla ricerca di nuova generazione: non me la sentirei,
      pero`, di proporre – anche se fossi convinto di voler realizzare impianti nucleari
      – il lancio di un piano economico in tale direzione. Ascoltate anche
      quanto sostengono gli operatori del campo, che hanno il medesimo orientamento
      (l’ENEL o l’EDISON, infatti, non attuerebbero in Italia un’operazione
      di tale tenore).

      Mi dispiace gente ma ne Berlusconi ne Pordi partiranno con il nucleare in Italia e vedrete che nel 2020 parleremo di rinnovabili e di risparmio energetico ed il nucleare sarà acqua (pesante) passata.

    35. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Provo a rispondere (anche se sarà inutile, almeno per alcuni date le posizioni ideologiche preconcette).

      1) L’EPR è il reattore pressurizzato europeo: si tratta di un PWR che implementa le migliorìe suggerite da 40 anni di esperienza operativa (fra cui un core catcher, riserve d’acqua di sicurezza, ecc.). Non cìè un nuovo concetto di controllo della fissione nucleare: nei design di tipo occidentale il controllo della fissione nucleare è già assolutamente soddisfacente.

      2) Il combustibile esausto viene tenuto immerso nelle piscine anche per 15-20 anni. Il motivo è sempre lo stesso: la radioattività decade nel tempo, rendendo molto meno problematico il maneggiamento delle barre dopo un certo lasso di tempo. In quanto alla purificazione ed al raffreddamento dell’acqua delle piscine credo proprio non si tratti di un problema.

      3) Usare MOX o combustibile frasco è solo una questione di scelta di politica energetica (se utilizzare lo smaltimento geologico o il riprocessamento). Il MOX, come ho spiegato altre volte, allegerisce notevolmente alcuni aspetti dello smaltimento delle scorie.

    36. daniele scrive:

      Qui c’é il disegno dell’EPR

      areva-np.com/common/liblocal/images/Multimedia/EPR/050_4trai...

      Qui c’é il disegno dell’AP 600
      http://sta-atm.jst.go.jp:8080/pict/06/06010129/02.gif

      Due domande?
      1) di quando è il progetto dell’AP 600?
      2) Perché l’AP600 è così simile all’innovativo EPR? O non sono concorrenti AREVA e WESTINGHOUSE?

      Grazie

    37. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Vorrei sottolineare inoltre che le parole dello stesso Bersani provano come l’opzione nucleare cominci ad essere presa sempre più sul serio, persino negli ambienti di sinistra (da sempre ideologicamente schierata in merito!).

      E’ necessario stressare un altro aspetto inoltre: alcuni Ministri della Repubblica (sia di destra che di sinistra) continuano a sostenere che per realizzare un impianto nucleare ci vogliono 12-15-20 anni (a chi offre di più), dimostrando palesemente di non avere alcun minimo contatto con la realtà (e questo è grave mi pare!): una nazione evoluta e determinata in tal senso potrebbe realizzare un impianto, dalla prima gettata di calcestruzzo all’erogazione del primo KWh nucleare, in 3-4 anni.

    38. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Il progetto dei due reattori dovrebbe risalire agli anni ‘90 se non erro.

      E’ ovvio che siano abbastanza simili: rappresentano la naturale evoluzione del reattore nucleare ad acqua pressurizzata, ed entrambe le aziende hanno speso la loro esperienza operativa/progettuale in merito. C’è qualche differenza, ma non sostanziale essendo ‘figli’ dello stesso ‘padre’ (che peraltro ha svolto egregiamente il suo ruolo in questi anni)…

    39. daniele scrive:

      Grazie ingegner Romanello ma le sue risposte non mi soddisfano. Vorrei precisare che pur essendo contrario al nucleare non sono un’integralista ne un focoso combattente ambientalista. Se ci fosse il sistema di smaltire il probema scorie sarei ben contanto di discutere e decidere per uno sviluppo anche col nucleare, beninteso sotto controllo parlamentare e statale. Nessuna liberalizzazione o competizione siamo chiari.

      Sulle risposte:

      1) Mi conferma che l’EPR è un’evoluzione dei reattori “tradizionali”, quindi niente di innovativo veramente, ma sopratutto protezione passiva e rindondanza di sistemi di controllo. Diciamo che se le macchine di ora hanno i freni a disco, per farla più sicura ne mettiamo due, con il secondo che si attiva se il primo non funziona. Che innovazione è?

      2) se il combustibile uranifero viene tenuto dai 10 - 12 anni (pensavo meno le dirò) il MOX ci rimane più del doppio allora (non mi a corrtto quindi ritengo di non aver detto bischerate) possibile che questo non sia un problema? Non è un problema tenere 10 anni in piscina un combustibile prima di poterlo solo toccare? Il cambio d’acqua non è un problema? Forse l’acqua è sempre la stessa? Gli elementi escono dal reattore dopo che per 30 anni hanno bruciato a 300 c°. Si rende conto che ricambio d’acqua ci deve essere? Come fà a dire che non è un problema!!!

      3) sul MOX: Vuol dire che sbaglio a dire che il MOX costa di più del “fresco”? Mi avevano detto che a causa del riprocessamento, che è costoso per il tipo di operazione e per le richieste di sicurezza che sono necessarie, le aziende preferiscono stoccare il combustibile e usare quello “fresco”. Se poi lei mi conferma che servono 10 anni per raffreddare il combustibile “fresco” e per il MOX più del doppio come minimo, a causa del tipo di combustibile misto, come fà a dire che è solo decidere se stoccare in deposito geologico o riprocessare! Intanto il deposito geologico ancora non c’é. Per il collegamento riprocessamento - MOX vuol dire che una volta esausta la barra di MOX la si può riprocessare nuovamente? Io sapevo di no!
      Infine se è vero che con il riprocessamento si ottiene il 90% del combustibile uranifero ancora integro e utilizzabile, e visto che il riprocessamento è altamente costoso, mi spiega che efficienza ha un motore che usa solo il 10% del suo potenziale energetico?

      Grazie.

    40. daniele scrive:

      “Il progetto dei due reattori dovrebbe risalire agli anni ‘90 se non erro.”
      Ing. Romanello ma allora di quale innovazione stiamo parlando! Non sono un anarchico ambientalista, ne un figlio dei fiori ma vorrei che si parlasse apertamente delle cose come stanno.

      Ho conosciuto emeriti professori in fisica, persone con le quali ho dialogato e, devo riconoscere, stimabili e degne di fiducia che mi hanno fatto crescere. Ho conosciuto anche fisici anti nuclearisti che, pensi, mi hanno rimproverato aspramente, dicendomi che sbagliavo, quando io ho detto che era meglio che Fermi quella sera fosse andato allo stadio invece che rimanere nello studio. Perché la scienza non ha paletti.

      Mi creda. Nessun preconcetto, ma dati di fatto. Valutabili e discutibile ma partendo da una base di chiarezza sulla situazione attuale, dicendo le cose come stanno e i pro e i contro che ci sono adesso attorno al nucleare.

      Grazie.

    41. fornaciari scrive:

      Ringrazio anzituuto l’ing. Romanello per aver risposto efficacemente a tutte le domande. Una sola nota di tipo “storico” per Daniele. Già nel dicemre 1986, 7 mesi dopo il disastro di Chernobyl l’Enel prendeva i primi contatti con l’EPRI, il prestigioso Centro di Ricerche delle maggiori Società elettriche USA di Palo Alto in California, che aveva aviato fin dal 1985 un programma di studi su nuovi reattori avanzati as acqua leggera, pressurizzata (AP600) e bollente (SBWR), rispettivamente con Westinghouse e General Electric, finanziato al 50% dal Dipartimento dell’Energia del governo USA(DOE).Ciò avveniva ben prima che il nuovo Piano Energetico Nazionale (PEN 88) delgoverno italiano lo raccomandasse.
      L’EPR invece fu la scelta europea avviata all’inizio del 1994 dal Consorzio
      NPI (Framatome.Siemens), naturale evoluzione del nostro Progetto Unificato Nucleare(PUN), di cui sono stato responsabile, che per la visione lungimirante dell’ing. Giorgio Speri,Direttore Centrale allle Costruzioni, l’Enel aveva avviato in collaborazione con la United Engineers and Constructors (UE&C) di Filadelfia, fin dall’estate del 1976, più di trenta anni fa! Tutta questa vicenda, ove interessasse, è descritta nel mio libro “Il petrolio, l’atomo e il metano”, Edizioni di Roberto Irsuti XX° secolo, da pag.171 a pag.190 e da pag.320 a pag. 327.
      Paolo Fornaciari
      Roma, 16 febbraio 2007

    42. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      “Grazie ingegner Romanello ma le sue risposte non mi soddisfano”: si, lo immaginavo.

      Ribadisco che le scorie sono un falso problema, risolubilissimo e con costi affatto esorbitanti (se saputo trattare).

      1) Quanto all’innovazione dei nuovi reattori: vorrei far notare che i reattori nucleari occidentali sono nati ‘evoluti’ (per fare un paragone automobilistico, sono ‘nati’ con con gli airbag, l’ESP, le barre laterali, ecc.). L’evoluzione di un prodotto già molto buono non può essere eclatante, mi sembra una cosa ovvia!

      2) Non capisco che tipo di perplessità le dia la gestione dell’acqua delle piscine: mi sembra un problema industriale standard gestibilissimo (vedere altre tipologie di tecnologie pacificamente accettate, tipo industria chimica!).(P.S. Gli elementi non ‘bruciano’ per 30 anni, ma per molto meno)

      3) L’obiezione è giusta. Uno sviluppo serio dell’energia nucleare a livello mondiale deve andare nella direzione di un migliore sfruttamento delle riserve di uranio (donde la necessità di spingere sulla ricerca in merito al riprocessamento, ai reattori veloci autofertilizzanti - che moltiplicherebbero per 1000 la disponibilità di combustibile nucleare -, alla tecnologia del torio). Nei nostri articoli ci occupiamo di questi aspetti (se qualcuno ha la pazienza di leggerli senza preconcetti).
      Quanto al deposito geologico: credo che bisognerà farlo quanto prima, nucleare o meno. Il nostro Paese sta scherzando col fuoco in merito.

      Capisco le perplessità , ma vorrei ricordare che tutte le nazioni industrializzate che ci circondano dispongono di energia nucleare, con notevole vantaggio mi pare. Perchè in Italia tutto dovrebbe risultare tanto più complicato non lo capisco!
      I pro e i contro li ho sempre detti con chiarezza mi pare. Non ritengo l’energia da fissione sia una soluzione ottima, ma penso che sia indiscutibilmente fra le migliori di cui disponiamo oggi. Se qualcuno ha idee CONCRETE migliori, sono ben felice e lieto di stare a sentire…

      P.S.:
      Anche io sogno di mettermi un bel pannello solare sul tetto che mi dia energia abbondante, pulita e ‘pacifica’ per i miei più elementari bisogni. Ma è solo un sogno, contraddetto dalle leggi della fisica, dell’ingegneria e dell’economia purtroppo!

    43. Giacomo scrive:

      Daniele,
      Premetto che non ho intenzione di infilarmi in una discussione che vede degli interlocutori di tutto rispetto e ben preparati.Tuttavia se puo’ esserti d’aiuto posso aggiungere il mio punto di vista da semplice cittadino informato sulla questione.I reattori come EPR ed AP600/1000 sono di una tipologia avanzata rispetto a quelli che oggi regolarmente producono energia elettrica.Sono migliori dal punto di vista della sicurezza poiche’ adottano sistemi di protezione passiva come la circolazione naturale dell’acqua e la gravita’ per quando riguarda l’arresto del reattore (richiamatemi se sbaglio).Ma poi possiamo pure trovare un design standarizzato e semplificato……Certo affinamenti importanti ma non risolutivi per quanto riguarda le scorie radiottive che per quanto possano essere di volume inferiore…..sempre esistono.Il problema pero’ potrebbe essere risolto con la IV generazione di reattori che consumeranno le scorie come normale combustibile.Ecco che i depositi geologici per sistemare prodotti radioattivi per migliaia di anni non hanno piu’ senso.In realta’ esistono pur sempre delle scorie residue,cioe’ quelle ad alta attivita’ con tempi di dimezzamento dell’ordine dei 50/100 anni.Cioe’ dopo un secolo non sono piu’ pericolose.(correggetemi se sbaglio qualche cosa…)
      Ma allora ha senso aspettare fin oltre il 2020-2025 per costruire reattori di questo tipo?No non necessariamente poiche’ essendo quest’ultimi in grado di distruggere le scorie di qualsiasi reattore termico (come AP-600/1000,EPR) non vedrei alcun impedimento nel cominciare subito a sfruttare reattori tradizionali.La questione quindi e’ politica e non tecnica.Se poi aggiungiamo il fatto che le teorie di Marion King Hubbert (noto geologo che predisse il picco di disponibilita’ del petrolio a livello mondiale in questi anni) sono applicabili anche per il gas naturale e non sono incoraggianti,l’Italia con un 48% di dpendenza dal gas….e’ in una situazione preoccupante.Tutto questo non vuol dire che le energie alternative non debbano contare,ma anzi,se sono viste nell’ottica delle loro effettive capacita’ tecniche come la discontinuita’ d’esercizio e la scarsa “densita’ energetica” ecco che possono integrare ma non sostiture le fonti tradizionali ma ad “impatto 0″ come il nucleare.Personalmente il solare e l’eolico lo vedo come sistema per limitare l’eccessivo numero di centrali piuttosto che una fonte sostitutiva.Temo che chi predichi da anni un futuro sostenibile solo con tali fonti alternative menta sapendo di mentire (se e’ documentato abbastanza….).
      Infine,a parte la buona documentazione che trovi gia’ qui,ti suggerisco di cercare in rete la documentazione relativa alle centrali nucleari di IV generazione.Anzi parti da qui:
      http://gif.inel.gov/
      Come posso concludere? Beh sicuramente se il problema tecnico non sussiste e quello economico puo’ valere solo per centrali di vecchia generazione (L’inghilterra credo che spendera’ un sacco di soldi per smantellare la sua filiera GCR) il tutto si rifa’ alla politica.Le vere riforme passano anche attraverso queste scelte.Bisogna avere coraggio e senso di responsabilita’.

    44. fornaciari scrive:

      FORNACIARI RISPONDE AL MINISTRO BERSANI

      1.Come si fa a parlare di “costi folli†per costruire 8 centrali nucleari, quando 4 rigassificatori, di LNG, unitamente alle altre indispensabili attrezzature (stazioni di liquefazione, navi frigorifere e porti attrezzati) ne costano il triplo ? Vorrei che mi rispondesse anche Paolo Scaroni, AD all’ENI, che di rigassificatori ne vuole “subito 15″ !
      2.Le esplosioni di rigassificatori hanno causato a livello mondiale 50 morti e 200 feriti negli ultimi due anni. In campo nucleare per la produzione di energia elettrica i morti sono stati 48 in oltre cinquanta anni di storia.
      3.Non è vero che ci sarebbero difficoltà a trovare il finanziamento per nuove centrali nucleari : secondo Alberto Nagel, “Mediobanca valuterebbe con favore un investimento nel settore energetico se si trattasse di un’iniziativa privata, se magari contemplasse, ove consentito dalla legge, il ricorso al nucleareâ€Â. Anche Corrado Passera di S.Paolo-Intesa si è espresso di recente in favore di un ritorno al nucleare nel nostro Paese.
      4.L’aggravio in bolletta, dovuto allo “smantellamento accelerato†delle centrali nucleari dimesse, ma ancora agibili, di Caorso e Trino Vercellese e della inutile spesa per il trasporto del gas via mare, è di 6 volte superiore al costo dello smaltimento delle scorie radioattive.
      5.Il problema della sicurezza nucleare é stato risolto da quasi vent’anni : un importante passo in avanti è stato infatti raggiunto alla XXIII Conferenza Generale IAEA del Settembre 1989, con il passaggio da una precedente posizione probabilistica ad una nuova impostazione deterministica :†The final goal is to limit the radioactivity release, even in case of the most severe accident, to a level so low that no evacuation be necessary outside the nuclear plant site boundaryâ€Â. Questo concetto proposto dalle delegazioni francese e italiana, della quale lo scrivente faceva parte, fu condiviso dal rappresentante tedesco Klaus Toepfer, allora Ministro per l’Energia della Germania, oggi responsabile del Programma Ambiente delle Nazioni Unite. Il bollettino della IAEA n° 3 del 1989 riporterà infatti : “ New designs should be able to contain consequences within the plant’s boundary from accidents beyond the plant’s design basis, making emergency measures in the surroundings unnecessaryâ€Â.
      6.Ma è possibile che in questa drammatica situazione di imminente, grave crisi energetica per mancanza di gas e con l’energia elettrica troppo cara , ormai il doppio della media europea, ci intestardiamo pervicacemente a continuare in quella vandalica azione dello smantellamento accelerato delle centrali nucleari di Caorso e Trino Vercellese, proposta nella precedente legislatura ? Una decisione contraria alla prassi internazionale – motivi finanziari e di radioprotezione suggeriscono di attendere 50 o più anni ( Il Regno Unito per Calder Hall ha preso 100 anni di tempo), annunciata dall’allora Ministro all’Industria, On. Pierluigi Bersani a fine 1999 in una Conferenza Stampa, inutilmente costosa (7.500 miliardi delle vecchie lire a detta dello stesso Ministro Bersani) quando con 200 milioni di Euro le due centrali potrebbero esser riavviate in 15 o 20 mesi e generare 8 miliardi di kWh ad un costo di 1 Eurocent/kWh mentre a noi costa 10 o 12 volte tanto produrla con petrolio o gas naturale, ma sopra tutto impossibile da eseguire senza aver prima identificato il sito in chi sistemare le scorie radioattive.

    45. daniele scrive:

      PREMESSA
      Tanto per essere chiaro: SE SI REALIZZA UN NUCLEARE CHE SFRUTTI APPIENO LE PROPRIETA’ DELLA FISSIONE E CHE PRODUCA MINIME SCORIE GESTIBILE IN 100 - 200 ANNI SONO IL PRIMO A FIRMARE PER COSTRUIRE IL REATTORE. Così chiudiamo il discorso delle posizioni ideologiche preconcette.

      CONSIDERAZIONI
      1) Inanzi tutto ha ragione dott. Romanello. Le ricariche avvengono ogni 1-2 anni. Volevo intendere che una centrale nucleae deve funzionare sempre perché ogni fermata costa e la centrale deve pagarsi il prima possibile. Ma ha ragione, ho detto una bischerata.

      DOMANDE
      2) Siamo daccordo che i cosidetti reattori di III generazione, che le aziende costruttrici ci stanno proponendo come i nuovi reattori nucleari, non sono altro che l’aggiornamento dei reattori commerciali ora in funzione (che entro il 2020 dovranno essere spenti), per sostituirli, così da permettere di continuare a produrre energia con la fissione nucleare, in attesa dei “veri nuovi reattori” (2040)?

      2) VOI COME TECNICI VI FIDATE DI FAR COMMERCIALIZZARE MACCHINE COSì PARTICOLARI E PERICOLOSE A PERSONE CHE PENSANO DI VENDERE UN PRODOTTO SIMILE AD UNA MACCHINA O AD UN ELETTRODOMESTICO, USANDO TECNICHE PUBBLICITARIE AL POSTO DI INFORMAZIONI ASSERTIVE? PERSONE CHE VENDONO UN UPGRADE DEL PROGRAMMA COME SE FOSSE IL NUOVO PROGRAMMA?

      Grazie

    46. Giacomo scrive:

      Daniele,
      Non so se ho interpretato bene le tue parole,in ogni caso provo a risponderti io.Partiamo da un paragone semplice:
      1) Fiat 500
      2) Fiat Punto
      3) Fiat XXX a celle a combustibile

      Confrontando la 1 con la 2 noi vediamo che sono due automobili apparentemente della medesima concezione perche’ troviamo un motore a scoppio che consuma benzina.Ad un’analisi superficiale queste due auto sono UGUALI.Se pero’ operiamo un’analisi piu’ approfondita vediamo come esistano delle diversita’ enormi,tipo:

      Analisi di impatto ambientale (al fine di una riduzione dell’inquinamento) alla costruzione del veicolo,durante il suo esercizio fino alla sua demolizione.Questo comprende pure le singole parti del veicolo.Ogni componente viene studiato e realizzato in una maniera totalmente differente!
      Quindi consumi ridotti,efficienza energetica,affidabilita’,riduzione costi in generale.

      Detto questo,rispondiamo ad una semplice domanda…la Fiat Punto del 2007 e la 500 del ‘65 sono due auto simili? Certo hanno un motore a scoppio e consumano benzina.Ma la similitudine termina li’.Credo che spesso la difficolta’ dei tecnici sia spiegare cose complesse in maniera capibile da tutti.Non sempre purtroppo si riesce ad trasmettere la portata di accurate analisi tecniche.
      Qundi tornando a noi,l’EPR e l’AP600 sono simili rispetto alla centrale di Trino del ‘66? Certo entrambe hanno dei reattori PWR e consumano uranio arricchito .Ma le similitudini terminano qui. Ci sono un sacco di particolari a cominciare da come viene progettata la centrale (pensando gia’ al decommisioning) che rende le cose diversissime.Quindi l’analisi sui costi del nucleare fatta attualmente non deve trarre in inganno rispetto ad un nucleare che e’ passato ed e’ per certi versi e’ eredita’.Ecco che l’ammodernamento e la riapertura sia di Trino che di Caorso con la tecnologia attuale e’ assolutamente valida a cominciare dai costi realizzativi e di esercizio futuro.

      E’ utile quindi attendere la Fiat XXX a celle a combustile? No per due motivi:

      Ci sono delle pesanti necessita’ non rinviabili.
      Quello che costruiamo oggi non viene perduto nel 2030/2040.Cioe’ come i tecnici si sforzano di spiegarci che,cio’ che oggi le centrali eliminano di combustibile (anche sottoforma di scorie) e’ utilizzabile da quelle di domani con enormi vantaggi nei costi di esercizio di quelle attuali che sono assolutamente fuori discussione come competitivita’.Come piu’ volte ha sottolineato l’ing. Romanello (ma non solo) i cicli simbiotici dimostrano la fattibilita’ tecnica ed economica del riutilizzo di cio’ che verrebbe oggi scartato chiudendo cosi’ il ciclo del combustibile senza problemi di proliferazione e massimizzando l’utilizzo di uranio e torio che diventerebbero una fonte praticamente inesauribile.E’ da anni che studiano questi sistemi raggiungendo la completa fattibilita’ tecnica erispettando i rigorosi obbiettivi che si erano proposti in fase iniziale.Tutto cio’ nonostante e’ stato fatto nel silenzio colpevole di una stampa che ha il diritto e il dovere di riportare fatti di ogni tipo.(vedere a titolo di esempio il progetto tutto italiano M.A.R.S. Quanti non del settore,sanno di che cosa si tratta?)
      Bene spero di essere stato abbastanza chiaro nell’esposizione e di aver preso dei buoni esempi capibili da tutti.Grazie per l’attenzione.

    47. gauss2 scrive:

      No Daniele … il progettista và incontro a molti controlli e soprattutto deve tenere conto di leggi molto restrittive in campo .. il progetto dura un anno e passa proprio perchè deve subire molti test prima di passare tutti i check … e ti dico, qualora non lo sapessi, che la vera complessità è nell’interfacciare e ottenere il giusto compromesso tra termofluidodinamica (come smaltire il calore creato dalle reazioni attraverso il fluido refrigerante), meccanica, e neutronica … con le varie tolleranze e requisiti di sicurezza, particolarmente stringenti per il settore nucleare! oltretutto la trattazione dei fasci tubieri è