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Le scorie radioattive: un mito da ridimensionare

25 Novembre 2009 di Amministratore

Il Professor Marino Mazzini (Professore Ordinario del raggruppamento “Impianti Nucleari†presso l’Università di Pisa) ci ha mandato un approfondimento sul tema delle scorie radioattive.

Si ricorda che una breve intervista proprio al Professor Mazzini è stata trasmessa da “Striscia la Notizia†di recente.

Segue il testo inviatoci.

Le scorie radioattive: un mito da ridimensionare - di M. Mazzini (novembre 2009)

Credo non sia più possibile tacere di fronte alla strumentalizzazione del rischio nucleare di alcuni gruppi della nostra società. Essi, sfruttando la paura della gente, hanno fatto di tale rischio una vera e propria costruzione intellettuale per i propri scopi politici e personali (carriera), distorcendo completamente la verità.
In realtà, anche nel caso delle scorie nucleari i tecnici del settore operano in modo da imitare la natura (o quanto fatto da Dio, per i credenti), in quella ricerca dell’eccellenza per quanto concerne sicurezza dell’uomo e tutela ambientale che caratterizza tutta l’ingegneria nucleare, e non nel modo barbaro ed irresponsabile che è implicito nella rappresentazione che di tali attività danno in generale i media.
Le “scorie nucleari†sono rifiuti solidi contenenti sostanze radioattive, condizionati, cioè resi inerti e sicuri per poterli maneggiare senza rischi per gli addetti e per la popolazione in tutte le fasi del processo: dalla produzione, al condizionamento, al trasporto, all’immagazzinamento temporaneo, fino allo smaltimento definitivo. I contenitori in cui sono racchiusi tali rifiuti sono realizzati in modo da assolvere la loro funzione di schermatura ed isolamento del contenuto sia in condizioni normali che in caso di incidenti di una certa gravità. Ad es., essi possono resistere ad un incidente stradale che coinvolga, oltre all’automezzo che li trasporta, un autobotte che trasporta benzina o altro liquido infiammabile: non si avrebbe alcuna contaminazione radioattiva dell’ambiente né in conseguenza dell’urto, né a seguito dell’incendio che potrebbe svilupparsi subito dopo, con immersione del contenitore fra le fiamme per oltre mezz’ora. Per inciso, in tale incidente si avrebbe invece l’immissione in atmosfera di sostanze pericolose convenzionali, tossiche e cancerogene, derivanti dalla combustione della benzina e dei mezzi, quali benzene, idrocarburi policiclici aromatici, particelle fini – PM10 e PM2,5 -, metalli pesanti, ecc., con conseguenze per l’ambiente e la popolazione certamente tutt’altro che trascurabili.
La caratteristica fondamentale dei “rifiuti radioattivi†è ovviamente il loro contenuto in termini di radioattività, cioè la presenza di isotopi che decadono con emissione di radiazioni Alfa (nuclei di elio), Beta (elettroni) o Gamma (onde elettromagnetiche), in generale trasformandosi in isotopi stabili innocui o in altri isotopi ancora radioattivi (è il caso ad es. delle catene radioattive dell’uranio, del torio e di tutti gli elementi transuranici prodotti artificialmente dall’uomo). Perché una sostanza sia considerata un rifiuto radioattivo, oltre ad essere un materiale di scarto di un processo che coinvolge o produce isotopi radioattivi, deve originare più di una disintegrazione al secondo (Bequerel, in sigla Bq) per grammo di materiale.
In realtà tutto ciò che è presente sulla Terra (piante, animali, rocce, il nostro stesso organismo, gli oggetti che usiamo quotidianamente, l’acqua che beviamo, i cibi che mangiamo, ecc.) è radioattivo, con una radioattività media dell’ordine di 0,1-1 Bq/g. Questo ed altre sorgenti di radiazioni naturali, come i raggi cosmici, comporta per tutta l’umanità una dose naturale di radiazioni (in media 2 milliSievert all’anno), a cui l’organismo umano si è certamente adattato nelle decine di migliaia di generazioni che ci hanno preceduto su questa Terra. Ma la radioattività naturale e di conseguenza la dose naturale di radiazioni è molto variabile da punto a punto della superficie terrestre, con valori in alcune aree doppi, tripli ed in qualche caso anche 10 volte superiori ai valori medi sopraindicati, senza che questo comporti differenze nello stato di salute o nell’attesa di vita delle popolazioni che vivono in tali zone rispetto a quelle che vivono in zone vicine con simili caratteristiche per quanto riguarda clima, diete alimentari, contesti economici, sociali, ecc. Ad es. nel nostro Paese gli abitanti del Viterbese e della zona dei Campi Flegrei sono soggetti a dosi di radiazione 2-3 volte la media nazionale, ma la mortalità per cancro in tali zone non è diversa da quella degli abitanti delle altre zone del Lazio o della Campania. Per fare un altro esempio, la radioattività dei blocchetti di granito usati per pavimentare P.zza S. Pietro è così elevata da dare un’intensità di dose oltre 10 volte il fondo naturale medio in Italia, comparabile con quella della zona di 30 Km di raggio interdetta alla popolazione attorno al famoso reattore di Chernobyl (ma a nessuno è venuto in mente di interdire l’accesso a P.zza S. Pietro della gente per la pericolosità della situazione!).
Chiariti questi concetti, ritorniamo al problema dei rifiuti radioattivi.

La quantità delle scorie nucleari
Oltre il 99% dei circa 26.000 m3 che sono attualmente distribuiti in depositi temporanei in varie regioni italiane sono a medio-bassa radioattività, prodotti in oltre 40 anni, in conseguenza di:
- attività connesse con il ciclo dell’energia nucleare (fabbricazione degli elementi di combustibile nucleare, riprocessamento – a scopo sperimentale - di elementi di combustibile esauriti, produzione di energia elettrica, ecc.);
- materiali derivanti dallo smantellamento di impianti nucleari;
- esercizio di apparecchiature e reattori sperimentali per attività di ricerca;
- uso di radioisotopi, acceleratori di particelle e sorgenti radioattive in medicina, nell’industria, nella ricerca scientifica e tecnologica, ecc..
A questi rifiuti sono da aggiungere quelli che deriveranno dallo smantellamento delle centrali nucleari dimesse e ciò porterà il totale a circa 100.000 m3, per fare cifra tonda.
Analisi recenti circa i rifiuti radioattivi dovuti alle attività umane distinguono innanzitutto tra materiali:
• a bassa attività, che occupano il 90% del volume e contengono l’1% della radioattività,
• ad attività intermedia, il 7% in volume ed il 4% per radioattività,
• ad alta attività, il 3% in volume ed il 95% per radioattività.
I rifiuti a bassa radioattività, condizionati come indicato all’inizio di questo articolo, possono essere smaltiti in tutta sicurezza in discariche superficiali o a poca profondità adeguatamente progettate e gestite, come dimostrano le esperienze spagnola, svedese, ecc. Dopo qualche secolo saranno completamente decaduti e pertanto non più “rifiuti radioattiviâ€.
Solo i rifiuti ad alta attività richiedono un trattamento molto accurato, ma si tratta di quantità modeste, che per essere smaltite in sicurezza non pongono problemi insormontabili. Infatti, una centrale da 1000 MW elettrici, che produce in un anno 7-8 miliardi di kWh di energia elettrica, dà luogo ad un quantitativo di scorie ad alta attività che può essere inglobato in circa 6 tonnellate di matrice vetrosa, racchiuse in recipienti di rame o di acciaio inossidabile del volume totale di pochi metri cubi. Nel considerare queste cifre si deve tenere conto che esse possono variare in ragione dei processi e del combustibile adottati, ma il loro ordine di grandezza non cambia.

Il trattamento e la deposizione finale delle scorie nucleari
Anche in questo caso i tecnici del settore nucleare operano con elevati standard di sicurezza e tutela ambientale. I rifiuti, resi inerti e sicuri per essere maneggiati senza rischi eccessivi in tutte le fasi del processo, hanno ovviamente un livello di radioattività elevatissimo e restano più radioattivi dei minerali da cui si è partiti per migliaia o decine di migliaia di anni. Peraltro, le tecniche di trasmutazione degli elementi transuranici attualmente allo studio ridurranno considerevolmente i tempi di dimezzamento degli elementi a lungo periodo, semplificando il problema.
E’ comunque possibile smaltire in sicurezza questi materiali in formazioni geologiche di sale, argilla o granito, come nel caso dei depositi che sono attualmente in fase di progettazione o realizzazione. I contenitori di rame o acciaio inossidabile, sigillati per saldatura, contenenti le scorie vengono sepolti in cunicoli scavati all’interno del deposito, ad una profondità tra 300 e 1000 m, e sigillati con bentonite in modo da ripristinare la continuità strutturale dello strato.
Chi garantisce che tale sistemazione non darà alcuna interazione con gli ecosistemi in superficie per il lunghissimo periodo di tempo necessario al decadimento delle sostanze radioattive contenute? Le caratteristiche intrinseche dei materiali utilizzati e le analogie naturali. Infatti:
• il vetro ed il rame, nelle condizioni chimico-fisiche in cui operano all’interno del deposito, non sono soggetti ad alcun effetto di corrosione (ad es. in condizioni simili il rame si ritrova allo stato nascente di metallo puro, dopo la sua formazione alcuni miliardi di anni fa);
• uno spessore d’argilla di centinaia di metri isola completamente il suo contenuto dall’ecosistema, per le caratteristiche dell’argilla di impermeabilità all’acqua; inoltre la sua plasticità dà garanzie di tenuta anche in presenza di terremoti e sconvolgimenti geologici, che in nessun caso potrebbero fratturarla.
Sulla terra esistono situazioni analoghe a quella di un deposito sotterraneo di scorie che dimostrano l’improbabilità dell’eventuale risalita verso l’ecosistema dei prodotti radioattivi, in periodi di tempo dell’ordine delle ere geologiche. In Canada, nella zona del Cigar Lake, esiste una formazione minerale con contenuto di uranio, e quindi di prodotti delle relative catene di decadimento (radio, polonio, ecc.), assolutamente eccezionale: fino al 60% in peso. Il minerale uranifero si trova in profondità, separato dal materiale sabbioso sovrastante da uno spessore di argilla. In superficie non c’è alcuna traccia anomala di radioattività o di elementi radioattivi derivanti dalle catene di decadimento dell’uranio, nonostante che uno di questi (il Radon) sia un gas nobile, completamente inerte dal punto di vista chimico, che si libera facilmente in atmosfera.
In un altro analogo naturale, ad Oklo in Gabon, c’è una formazione minerale simile a quella di Cigar Lake per concentrazione di uranio, ma senza lo strato di protezione di argilla; l’acqua può quindi penetrare liberamente nel terreno. Due miliardi di anni fa, questo portò a condizioni tali che decine di depositi divennero critici e funzionarono naturalmente come reattori nucleari, in modo intermittente, per un milione di anni, originando tutta la gamma dei prodotti di fissione e di attivazione che si producono negli attuali reattori nucleari. Queste sostanze pericolose sono rimaste in loco, con spostamenti limitati al massimo ad alcune decine di metri, in un terreno assolutamente normale, certamente non selezionato per poterli trattenere. Come risultato, tra gli ecosistemi e le popolazioni che vivono nell’area e quelli in aree contigue, con clima, habitat e abitudini di vita simili, non è possibile evidenziare differenze apprezzabili.

L’eredità e i posteri
Merita un’ultima considerazione il concetto di eredità lasciata ai posteri in termini di scorie radioattive, che è in stretta relazione con quello di sostenibilità. Considerare i depositi di materiali radioattivi che ci si appresta a realizzare un fardello troppo pesante per le generazioni future implica che il progresso tecnologico debba improvvisamente fermarsi o indietreggiare e che i nostri posteri, vestiti di pelli ed armati di clave, risulteranno esposti ad un rischio per loro tremendo e incomprensibile. Al contrario, considerando i risultati ottenuti dallo sviluppo tecnologico in pochi secoli di scienza sperimentale, è invece lecito supporre che le nostre odierne preoccupazioni faranno sorridere i nostri pronipoti, che avranno a disposizione conoscenze ben più profonde ed ampie delle nostre. Talora si suggerisce che i depositi potrebbero diventare per loro miniere di materiali utili.
Pertanto, anziché ostacolare lo sviluppo tecnologico con miti e leggende terrorizzanti, ben al di là di ovvi criteri di prudenza, sarebbe bene mettere tutto il nostro impegno nel rendere sempre più umano e solidale il contesto in cui esso avverrà, così da crescere contemporaneamente nella conoscenza e nella responsabilità.



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  • 131 Commenti a “ Le scorie radioattive: un mito da ridimensionare”

    1. umotta76 scrive:

      Complimenti per la spiegazione, utile e dettagliata. È necessaria molta più informazione in questo senso per contrastare le ideologie dietro le quali si nascondono i contrari al nucleare

    2. Pietruccio scrive:

      Grazie Professore.

    3. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Nemo propheta in patria.
      Putroppo da anni io, come tanti altri, andiamo dicendo che il prezzo dell’energia in italia e’ elevato, e che questo avra’ sicuramente delle ripercussioni sempre piu’ gravi.
      Leggo oggi questa notizia:

      notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/11/26/alcoa-operaio-o...

      Ricordate che il destino non e’ un qualcosa di inevitabile che necessariamente ci casca sulla testa, bensi e’ dato in buona parte dalla somma delle decisioni che prendiamo e delle azioni che poniamo in essere NEL PRESENTE…

    4. Pietruccio scrive:

      Ma veramente incredibile la preoccupazione di questi operai.
      Se avessero letto il Sole 24 Ore avrebbero già la soluzione in mano

      ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavor...

      il signor Marco Pinetti, presidente di Artenergy Publishing, chiarisce bene che “…nel caso del fotovoltaico l’energia è pulita perché generata dal sole ed è a costo zero. Inoltre, il fotovoltaico ha tempi molto più veloci: per la fine del 2010 si dovrebbe salire già a 2 GW…”
      Quindi basta affidarsi al PV, abbiamo energia gratis!
      Dov’è il problema?

      —————–

      Ovviamente scherzavo (si fa per dire, c’è solo amarezza in queste cose)

      La verità purtroppo è che l’energia rinnovabile è costosissima e l’Italia, buttandosi a pesce sul gas e facendo fuori nucleare e carbone, ha fatto in tempi passati le scelte che condizionano l’oggi, mettendoci di fatto in scacco sul piano economico.

      Non oso pensare, poi, a cosa potrebbe succedere se finisse la tregua dei prezzi sulle fossili e ci fosse un riassestamento sui 150 $/barile. Fallimenti e chiusure si susseguirebbero come noccioline e, come abbiamo detto tante volte, se a quelli delle rinnovabili qualcuno dicesse “ok, siete bravi, ci avete convinto, adesso tocca a voi produrre quello che non ci danno più il petrolio e il gas a prezzi tollerabili” in realtà, in pratica, non potrebbero fare niente, come succede adesso in sardegna (in pratica, al di là dei discorsi, dei proclami e dell’energia gratis, non c’è nessuna possibilità di mettere pannelli o pale per dare energia a basso costo a quella industria né in tempi brevi né in tempi lunghi).

      ————

      Riguardo all’articolo linkato forse è anche il caso di sottolineare una delle solite panzane, e cioè che quando la potenza installata PV raggiungerà il GWp in realtà non produrrà quanto una centrale atomica (un EPR fa circa 12.5 TWh/anno) ma solo circa 1.3 TWh/anno. Per fare quanto una centrale ce ne vogliono 9.6 GWp di potenza installata che in incentivi (folli) costerebbero 5.6 miliardi di € all’anno…
      tutti gli anni…
      ai poveri contribuenti italiani…
      cioè più del costo di costruzione di una centrale atomica…
      ma quella la pagano le aziende e una volta per tutta la vita della centrale, cioè 60 anni…
      quei 5.6 miliardi di €, invece, se li intascherebbero loro…
      ogni anno…
      sulle nostre spalle…

      Conclusione:

      ti credo che festeggiano il “Giga party”

    5. mirco scrive:

      la soluzione senza scorie e snza radiazioni E’QUI
      playlist della conferenza EPPUR si FONDE del 20 11 a Milano
      http://www.youtube.com/view_play_list?p=BEA69BC985E4457C

    6. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      mirco,

      per favore non inserire lo stesso commento più volte in diverse discussioni.

      grazie

    7. Davide scrive:

      Bah, il tempo passa, e io vedo che le date slittano. Sembra che il governo sia in difficoltà con questa cosa,forse ne è complice la crisi, la mancanza di fondi, fatto sta che non riparte un accidenti.
      Non sarà l’ennesimo fallimento del nucleare nel nostro paese ? Spero di no.

      Quando verranno costruiti i depositi permanenti di Mercurio ? Quando quelli di Piombo? E per tutti gli altri materiali del RoHS ? E tutto il materiale cancerogeno rilasciato dalla combustione dei combustibili fossili ? E quando fanno vedere a Striscia LA Notizzia i depositi abusivi di amianto e di Eternit ? Si sa che quello schifo va stoccato in maniera definita e permanente ? Che anche se non emette radiazioni sarà sempre tossico velonoso e cancerogeno? Qualcuno riesce a capire che un grammo di uranio produce come una tonnellata di carbone ? Il vero scandalo non sono le scorie nucleari, ma tutte le altre, per le quali non viene fatto nulla, e tutti fanno finta di niente. Il nucleare è l’unica industria che fin da sempre si è posta tra i suoi obbiettivi primari il problema dello smaltimento e stoccaggio delle scorie.
      Quando Rubbia la pianterà di dire le sue stronzate, quando si smetterà di dar credito a tutti quei ciarlatani ?

    8. Renzo Riva scrive:

      Caro Davide,
      Concordo.

      Qualora l’Italia producesse l’intero fabbisogno elettrico col nucleare le scorie di 1 anno ammonterebbero a 5 m^3.

      Mica saranno un problema di fronte a 5 milioni di tonnellate di rifiuti tossici e nocivi e 50 milioni di RSU (Rifiuti Solidi Urbani)?

    9. Luigi scrive:

      Per me che sono un profano questa spiegazione non è convincente al punto di farmi cambiare idea sul nucleare.
      L’unica cosa che appoggio è che siamo già immersi nelle radiazioni, come l’esempio di piazza S. Pietro. Solo che questa secondo me è incoscienza e non è una giustificazione.

      cito
      “E’ comunque possibile smaltire in sicurezza questi materiali in formazioni geologiche di sale, argilla o granito, come nel caso dei depositi che sono attualmente in fase di progettazione o realizzazione”

      Dalla puntata sul nucleare di report dello scorso anno,mi sembrava evidente che i tedeschi che adottano questo metodo, siano costretti da eventi non calcolati a ritirare fuori tutto dalle cave… e chi ci va poi e tirarli fuori il professore??

      e anche quando si parla di analogie con i sistemi di isolamento della stessa terra, la parola usata dal prof è “improbabilità“,mentre per quello che mi riguarda ci vogliono certezze quando si parla di nucleare, ma di certezze a me sembra che ce ne siano troppo poche x fare il bilancio a favore del nucleare.

      Saluti a tutti

    10. Pietruccio scrive:

      Per quel che mi riguarda frequento questo sito proprio perchè nessuno vuol convincere nessuno. Qui si fanno discorsi cercando di impostarli su un piano tecnico-scientifico (con qualche umana incazzatura, ma chi è perfetto?).

      Per “convincere” questi discorsi, per l’appunto, non servono.

      Per “convincere” servono attori (films antinucleari di vario genere e tipo, anche a cartoni), comici (tipo Beppe Grillo), cantanti (tipo Celentano) o persone molto in vista dal punto di vista mediatico e considerate credibili (tipo Rubbia).

      Sono persone e sistemi che suscitino emozioni, perchè sono le emozioni che fanno cambiare idea e credere ciecamente e ideologicamente in qualcosa (fino alla morte putroppo, come insegna la storia).

      E’ comunque tutta gente che di nucleare civile ne sa ben poco.

      Per quanto ti riguarda devi chiederti se ti interessa sapere come stanno le cose o preferisci vivere nel mondo della propaganda stile report. Ad esempio se ti piacciono le cattiverie e vuoi spaventarti un po’ sulle miniere di Asse trovi qualcos’altro qui

      unonotizie.it/431-germania-asse-la-radioattivita-fa-paura-me...

      se non va il link togliere le parentesi a questo indirizzo
      (http://www.unonotizie.it/431-germania-asse-la-radioattivita-fa-paura-mentre-ripropinano-il-nucleare-a-montalto-ed-altri-siti-d-italia.php)

      mentre se ti interessa saperne qualcosa in più puoi guardarti una delle discussioni che abbiamo già fatto sull’argomento

      archivionucleare.com/index.php/2009/04/10/inganno-mediatico-...

      e anche i commenti dell’AIN e dell’Ing. Romanello alla trasmissione di report

      assonucleare.it/Documenti%20AIN/Osservazioni%20Report%2029-0...

      archivionucleare.com/files/inganno-mediatico-panzane-nuclear...

      ————————–

      Sulla radioattività in piazza S. Pietro forse c’è un equivoco: quella e’ radioattività naturale, l’esempio serviva a mostrare che la radioattività non è un “ba-bao” di cui avere terrore infantile ma un qualcosa del tutto normale: ricordiamoci ad esempio che il sole è un immenso reattore nucleare a fusione, e come tutti i reattori (a fusione o a fissione che siano) emette radiazioni, che noi stessi siamo sorgenti radioattive da 10000 radiazioni al secondo (mica noccioline, infatti siamo fatti di materiali radioattivi come carbonio, potassio, idrogeno), che tutto ciò che ci circonda e che mangiamo è radioattivo (gli italiani si mangiano, tutti insieme, una ventina di chili di uranio all’anno).

      Ma NON E’ COLPA DELLA TECNOLOGIA NUCLEARE, è proprio la natura che è così!

      Lasciarsi prendere dalla propagnda ambientalista radiofoba è un problema se uno poi scopre come stanno davvero le cose e ha il coraggio di guardare in faccia la dura e sporca realtà.

      In un universo così, radioattivo, che farai?

      D’ora in poi avrai paura ad incontrare un amico o un parente perchè è una sorgente radioattiva?

    11. Renzo Riva scrive:

      Ai profani dico:
      Non inserite la spina nella presa elettrica perché il 14% dell’energia che consumate è di fonte nucleare.
      Provate solo a pensare di punto in bianco di dovervi privare del 14% dell’energia elettrica che consumate attualmente! Di quali funzioni elettrodomestiche o altre fareste a meno o vi privereste?
      Siete come Al Gore e Grillo che predicate male e razzolate peggio visto i consumi energetici delle loro abitazioni.
      Vuoi una certezza?
      Prova a chiederti se fra un anno sarai ancora vivo!
      Sarà una cosa certa oppure solo probabile?
      Io vorrei che i 1000 lavoratori dell’Alcoa fossero licenziati perché non voglio pagare con le mie bollette energetiche il loro fittizio posto di lavoro che invece di produrre ricchezza invece la depaupera.
      T’ha capì Luigi!?

    12. Enrico D'Urso scrive:

      @luigi

      si è ampiamente scritto qui sopra, che quel deposito è per rifiuti ospedalieri ed industriali di categoria inferiore, quindi pericolosi solo per alcune decine di anni. le crepe e le perdite erano conosciute fin dall’inizio dello sfruttamento della miniera, sono poi state tappate ed ora non ci sono più perdite, che cmq erano di soli alcuni mc/d

    13. Enrico D'Urso scrive:

      mi stava venendo in mente una cosa, ma non ho mai trovato risposta nello specifico alla mia domanda…….

      1) si sa che una scoria da reattore PWR o BWR rimane pericolosa per l’ambiente per centinaia di migliaia di anni
      2) per diminuire i problemi di stoccaggio di riprocessa e quindi si diminuisce il volume
      3) si sa poi che i maggiori problemi di durata per le scorie normali sono dati dagli attinidi minori, ora mi stavo chiedendo………

      visto che nelle scorie riprocessate di attinidi minori quasi non ce ne è traccia, allora, per quanto sono pericolose le scorie che ritorneranno in italia da francia e gran bretagna? perchè ad esempio da wiki c’è un magnifico grafico che mostra le scorie per ciclo produttivo, quelle per reattori veloci Pu-U sono solamente i prodotti di fissione senza attinidi, visto che gli attinidi sono sempre reimmessi in circolo, visto che questi hanno ordini di pericolosità di ordini di grandezza inferiori, come collochiamo le nostre scorie da riprocessamento? per me la loro radiotossicità dovrebbe essere di ordini di grandezza più breve rispetto a quelle non riprocessate, ma…….

    14. Pietruccio scrive:

      Forse trovi qualcosa qui

      http://downloads.hindawi.com/journals/stni/2009/193594.pdf

    15. Pietruccio scrive:

      o qui

      latermotecnica.net/pdf_riv/200809/20080915003_1.pdf

    16. Enrico D'Urso scrive:

      tnx

      quindi così si smonta un’altro spauracchio degli antinuclearisti, anzi……2.

      1) il nucleare civile non è per quello militare visto che il plutonio non è buono (e l’arricchimento sarebbe ancora più costoso dell’uranio essendo tutti molto vicini come A)
      2) le scorie durano poco se si riprocessano (quindi proprio quello che facciamo noi)

    17. Pietruccio scrive:

      “Simpatica” informazione nucleare su un giornale locale in Trentino:
      riporto alcune perle degli esperti (naturalmente ecologisti perchè a quanto pare solo loro sanno).

      ———–

      Due articoli su questo tono

      - “Il grande problema è quello della dispersione energetica: le reti di distribuzione riescono a erogare il 30-35% di quello che trasportano”

      - “bisogna lavorare sull’efficienza del trasporto energetico, sull’efficienza delle macchine che consumano energie e avviare una politica forte di risparmio energetico. Italia ed Europa non hanno bisogno del nucleare.”

      - “La produzione di anidride carbonica nella lavorazione dell’uranio è del tutto equivalente ad altri sistemi. Se invece si usano eolico e fotovoltaico c’è una bella differenza”

      - “secondo uno studio del MIT di Boston sono circa 6 mila dollari per kilowattora”

      - “quattro centrali produrranno meno di un decimo dell’energia complessiva… … Le risorse di unranio non sono molto abbondanti, quindi le centrali potranno andare avanti con un prezzo come quello attuale per qualche decennio … dopodichè il costo aumenterà.”

      - “poi c’è la grossa rogna della gestione delle scorie che altre fonti energetiche non hanno”

      —————

      Mentre quello che per par condicio sarebbe l’esperto a favore (naturalmente fisico perchè gli ingegneri nell’immaginario collettivo giornalistico evidentemente non sono all’altezza), che occupa solo 1/4 dello spazio dedicato agli altri (1/4 è par condicio perchè gli antinucleari sono quelli buoni onesti e corretti e quindi lasciare 1/4 dello spazio ai cattivi è già una concessione super e un’eccesso di democraticità) sottolinea i danni li fanno anche le altre e riguardo alla salute pubblica chiarisce che

      - “il rischio è contenuto … ormai la sicurezza scientifica rasenta margini assolutamente buoni. Però, se scoppia una centrale, è un bel caos”

      ————————

      Credo che per chi frequenta questo sito non siano necessari commenti sulle frasi che ho riportato sopra e sulla loro astrusione dalla realtà. Notare che a un giornalista di non ricordo più quale giornale locale mi ero offerto, qualche mese fa, per scrivere (gratis, si intende, per solo amore della verità e della cultura) qualche articolo di chiarimento almeno sulle questioni energetiche più ovvie, e il nucleare in particolare, per evitare gli errori più banali ma mi hanno detto che la cosa non interessava nessuno.

      Quello che interessa allora cos’è?

      Fare propaganda antinucleare intervistando esperti che spiegano che secondo il Mit un kWh col nucleare costa 6000$?

      (hanno confuso energia e potenza, almeno spero, se no saremmo proprio al colmo)

    18. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Caro Pietruccio,

      per me niente di nuovo: sono anni che va avanti cosi, e anzi, ora va gia bene: quando ho cominciato a fare divulgazione io (o per lo meno ho cominciato a provarci, seppur con tutte le difficolta’ ed i limiti del mondo, era MOLTO peggio il nucleare non si doveva nemmeno nominare!).

      Spero ora tu possa iniziare a capire perche’ mi incazzavo (giacche’ eri fra quelli che mi accusavano di essere troppo ‘di parte’…io!)…

    19. Pietruccio scrive:

      Solo qualche amichevole divergenza…

      poi, sono daccordo che non incazzarsi con certa gente è veramente molto dura…

      quelli hanno pure spacciato come prof. dell’Università un fisico che aderisce semplicemente a qualche associazione antinucleare pacifista…
      Ma come si fa!!!!!
      Adesso per fregiarsi del titolo di cattedratici basta fare gli ecologisti?

    20. Enrico D'Urso scrive:

      vorrei sapere quel tizio dove ha letto che le reti elettriche disperdono il 30-35% di quello che gli passa dentro……

      quella francese disperde il 5.5%, quella italiana il 6%, quella indiana mi pare il 15……mhà………..

      qualcuno saprebbe dirmi dati sui processi di vetrificazione delle scorie da combustibile e per il successivo stoccaggio?
      nel preciso: processi utilizzati, consumi energetici, sicurezza del processo in fase d’esecuzione?

    21. Pietruccio scrive:

      Forse si riferiva al passaggio dall’energia primaria all’energia utile (da non confondere con quella finale che è molto di più - vedere il documento IEA - statistics manual del 2009) che comporta perdite significative e potrebbero anche essere in linea col valore dato, che però non so da dove venga: mi pare che Egisto abbia dato per l’italia un’efficienza del 45% che credo intenda per l’appunto il rapporto fra l’energia utile e quella primaria (correggetemi se sbaglio).

      Ho già trovato, negli anni passati, dei commenti di ambientalisti che non si rassegnano al fatto che ci siano perdite nel ciclo completo del combustibile, delle sue trasformazioni, del trasporto dell’energia e della sua distribuzione, oltre ad altre perdite per l’uso finale e puntano il dito contro gli “ingegneri” che sarebbero dei deficienti incapaci di fare il loro lavoro (il che presuppone che i veri geni siano tutti ambientalisti e siano tutti nati in questi ultimi anni!).

      Ad esempio, da qualche parte ho letto che per ogni litro di benzina che infiliamo nel serbatoio ne è stato speso un’altro per passare dal petrolio a quel prodotto finale. A parte il fatto che quel dato mi sembra eccessivo, e quindi poco verosimile, che ci siano delle spese in termini di energia per avere l’energia lì alla pompa di benzina è evidente (peccato che non ho trovato da nessuna parte quanto - dimostrato in modo credibile intendo): ho capito che quella è considerata “energia finale”. Quella “utile” invece è quella che arriva all’albero motore che è un 75% di meno. Sicchè alla fine di utile in quel caso, rispetto al petrolio che stava nel giacimento, finisco per avere poco più del 10%: e i trsporti rappresentano circa un terzo dell’energia utile (in Italia circa 140 Mtep sui 192 Mtep di primaria).

      Grazie al cielo ci sono anche settori più efficienti, per cui un 30% medio di “utile” mi parrebbe verosimile così come mi pare possibile che l’ambientalista, che si occupa soprattutto di propaganda, non vada troppo per il sottile e attribuisca tutte le perdite al “sistema delle reti di distribuzione”: probabilmente ha in testa internet (la rete… parola magica e grande risolutrice di ogni problema) e solo quello.

      La realtà è ben più complessa: aumentare l’efficienza non sarà facile, sarà lento e sarà costoso sia in termini economici che sociali.

      Se poi la gente invece di fare ciascuno il proprio mestiere si mette a fare il “genio” (anche chi proprio non è portato) allora trovare una soluzione sarà impossibile:

      - il politico dovrebbe fare il politico, cioè organizzare, informarsi, fare le scelte e prendersi le responsabilità,

      - il tecnico dovrebbe fare il tecnico, cioè deve produrre informazioni, studi di fattibilità, trovare e proporre un ventaglio di soluzioni ecc…

      Ad esempio un vero ambientalista pretenderebbe confronti e informazioni, trasparenza, ricerca, serietà e responsabilità, non promozione di questo o quel prdotto energetico: quel lavoro lo fanno i piazzisti. Professione nobile, sia chiaro, anche perchè quelli veri, quelli bravi, non si spacciano per qualcosa che non sono, e in particolare non si mettono a fare i salvatori della terra quando ti propongono il loro prodotto.

    22. Pietruccio scrive:

      correggo…

      …e i trsporti rappresentano circa un terzo dell’energia finale (in Italia circa 140 Mtep sui 192 Mtep di primaria).

    23. Pietruccio scrive:

      Sulle scorie qui trovi qualche dato tecnico

      cea.fr/var/cea/storage/static/gb/library/Clefs46/contents.ht...

      se non funziona togliere le parentesi da qui
      (http://www.cea.fr/var/cea/storage/static/gb/library/Clefs46/contents.htm)

      e qui

      http://www.world-nuclear.org/education/wast.htm

    24. Enrico D'Urso scrive:

      @pietruccio:
      tnx

      intanto aspetto sempre delucidazioni per il secondo problema :D

    25. Pietruccio scrive:

      quale?

    26. Enrico D'Urso scrive:

      la domanda a cui hai risposto alle 16.47 di oggi…….

      stranamente prima non mi era comparsa e cmq non mi arrivano le notifiche via mail delle risposte……

    27. Pietruccio scrive:

      Tante volte non l’avessi già visto, sulle scorie

      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...

      e per qualche esempio

      unisa.edu.au/hawkecentre/events/2006events/Hore-Lacy.pdf

      http://www.youtube.com/watch?v=JMrjhNgd1VA

    28. Pietro scrive:

      Pazzesco, articolo allucinante in cui si danno una serie di notizie inutili, per far si che ci si convinga dell’utilità del nucleare!
      Vigliacchi!

    29. Renzo Riva scrive:

      da “il Giornale”
      Mercoledì 22.12.2009

      I rischi delle scorie nucleari? Tutte bufale
      di Franco Battaglia

      Quando nacque il movimento antinucleare, negli anni Settanta del secolo scorso, gli attivisti strillavano che una eventuale esplosione in un reattore nucleare avrebbe causato 100.000 morti immediati. Quando, alla fine, l’esplosione ci fu (a Chernobyl) i morti furono 3. E furono 3 perché quella di Chernobyl non fu un’esplosione nucleare, né poteva esserlo: per ragioni tecniche che spiegherò un’altra volta, un’esplosione nucleare in un reattore nucleare è impossibile. I disinformatori in servizio permanente effettivo cambiarono mantra: quello delle scorie - stanno ripetendo, come un disco rotto - è un problema irrisolto. Lo hanno ripetuto talmente tante di quelle volte che è diventata una verità data, urbi et orbi, per assodata. Ma è una delle tante leggende metropolitane, perché l’allocazione sicura dei rifiuti radioattivi è invece un problema di ingegneria semplicissimo e facilmente risolvibile. Innanzitutto, senza sapere né leggere né scrivere, basta guardare i fatti. Avete mai visto qualche cittadino francese o giapponese additare il problema da cui la Francia o il Giappone - che pure hanno quasi 60 reattori nucleari ciascuno - dovrebbero essere assillati, nel caso fosse, quello delle cosiddette scorie, come un problema veramente irrisolto? Per capirne meglio la portata, dovete poi sapere che per produrre 1 gigawatt-anno elettronucleare è necessaria 1 t (tonnellata) di uranio fissile. I consumi elettrici italiani si attestano, oggi, a 40 GW, quindi se tutto il fabbisogno elettrico italiano fosse soddisfatto dal nucleare, gli elementi di combustibile (che contengono il 99% della radioattività) conterrebbero 40 t di scorie radioattive, di volume nominale di circa 4 metri cubi. I volumi reali sarebbero molto maggiori, anche perché l’uranio fissile (U-235) è solo il 5% dell’uranio nell’elemento di combustibile, essendo il 95% U-238, che non è fissile. Esso, però, sia chiaro, non è rifiuto prodotto dalla centrale, ma è presente in natura, e dalla natura è stato prelevato per essere poi utilizzato. E non è neanche rifiuto in sé, perché, pur non essendo fissile, l’U-238 è però fertile, cioè è ottimo combustibile per i reattori cosiddetti «veloci», come lo sono alcuni reattori della ventura IV generazione. A ogni modo: sarebbero questi volumi di rifiuti radioattivi - 5 o 5000 mc/anno che siano - un problema? C’è un’altra cosa che dovete sapere: ogni anno l’Italia produce 50 milioni di mc di rifiuti solidi urbani e 5 milioni di mc di rifiuti tossici altamente pericolosi (cioè pericolosi come le scorie radioattive). Come si vede, i volumi di rifiuti radioattivi in più - anche nell’ipotesi che tutto il fabbisogno elettrico italiano fosse soddisfatto dal nucleare - non sposterebbero la realtà attuale più di tanto. Un’altra scemenza che viene detta e a pappagallo ripetuta è che le scorie radioattive sarebbero pericolose per migliaia di anni. Chi la dice non capisce che è, questo, un pregio e non un difetto dei rifiuti radioattivi: la pericolosità dei rifiuti radioattivi diminuisce nel tempo, fino ad esaurirsi del tutto; al contrario di ciò che accade per i (mille volte più voluminosi) rifiuti tossici altamente pericolosi che già produciamo, la cui pericolosità è, invece, per sempre. L’allocazione sicura dei rifiuti radioattivi, lungi dall’essere un problema irrisolto, è invece, dicevo, un problema di ingegneria semplicissimo e facilmente risolvibile. Ma esso diventa un problema risolto a una sola condizione: che si individui il sito per un deposito, anche solo di superficie, di questi rifiuti, e si metta in cantiere la sua rapida realizzazione. Energia elettronucleare o no, il Paese produce rifiuti radioattivi, e allocarli in un appropriato deposito come fa tutto il resto del mondo non è un’opzione, ma un dovere, verso noi stessi e verso le generazioni future.

      Il successo di quanto detto dipende solo dal successo con cui si veicola il seguente messaggio: un deposito di rifiuti radioattivi non è, come irresponsabilmente strillano gli ambientalisti, una discarica radioattiva, ma è un centro di radioprotezione a tecnologia avanzata, e gli abitanti vicini a esso - oltre a godere dei benefici per la presenza di tal centro e per gli inevitabili compensi da chi vi alloca i propri rifiuti radioattivi - potranno vantarsi di essere, senza alcun dubbio, i cittadini meglio radioprotetti del Paese.

    30. Enrico D'Urso scrive:

      mi sono letto un pezzetto del tuo blog, è a dir poco encomiabile……in 2 righe hai sparato tante di quelle scemenze da far paura……

      trino e caorso hanno ancora un pò di combustibile, latina e garigliano no

      la SOGIN è una ditta statale che può operare solamente dietro autorizzazioni superiori, se non arrivano le autorizzazioni non può far niente, se non si fa l deposito nazionale (non di sua competenza il trovarlo, solo l’amministrarlo) non può far niente, come se a te come meccanico incolpassero di non aver aggiustato l’auto mentre il tuo capo non ti ha dato il permesso di farlo e non ti hanno voluto mandare i pezzi di ricambio

      davvero……..encomiabile…….
      poi penserò a commentarti l’articolo

    31. mirco scrive:

      se fosse necessario il nucleare, benvenga il ridimensionamento del pericolo scorie.
      ma se capite cosa sono le radiazioni, il Vs livello puo ben capire che questa tecnologia e’ senza consumo, e pulita…
      il link e’ della sez.filmati, per facilitare la comprensione
      blacklightpower.com/FLASH/reactoranimation/Reactor_Animation...
      W L’OBIETTIVITA’

    32. Ivan scrive:

      Le scorie radioattive, non sono un mito da ridimensionare.
      Non sono d’accordo con l’Autore su alcune osservazioni iniziali da Egli fatte.
      risulta chiaro che l’Autore dell’articolo è favorevole al nucleare e dispice che per sostenere il nucleare segua la strada dei mediocri “politici”, cioe’ fare raffronti dove le cifre ballano.
      Ho smesso di leggere l’articolo con l’attenzione dovuta, dopo che l’Autore ha presentato le Sue osservazioni su piazza S. Pietro e Chernobyl.
      Cito testualmente:

      “Per fare un altro esempio, la radioattività dei blocchetti di granito usati per pavimentare P.zza S. Pietro è così elevata da dare un’intensità di dose oltre 10 volte il fondo naturale medio in Italia, comparabile con quella della zona di 30 Km di raggio interdetta alla popolazione attorno al famoso reattore di Chernobyl (ma a nessuno è venuto in mente di interdire l’accesso a P.zza S. Pietro della gente per la pericolosità della situazione!).
      Chiariti questi concetti, ritorniamo al problema dei rifiuti radioattivi.”

      Citazione di chi ignora la situazione a Chernobyl.
      A Chernobyl il materiale radioattivo e’ stato lanciato a distanze di decine di chilometri e successivamente trasportato in vari modi (persone, animali, eventi naturali) in altre zone. Tuttora il Cesio viene assorbito dagli abitanti delle zone intorno a Chernobyl, ben oltre la fascia di rispetto.

      Secondo, non chiarisce alcun concetto come egli sostiene. Verifichi in modo scientifico i fatti di cui parla.

      Oppure si metta in contatto con gli specialisti de CCR di Ispra che conoscono la situazione e forse questi potrebbero fornirgli dati oggettivi.

      Ora è il caso di dire: “…chiariti questi concetti…” perche’ no al nucleare? e perche’ no alle altre fonti di energia alternative?

    33. Renzo Riva scrive:

      Il seguente articolo è stato pubblicato
      sulla Gazzetta di Modena
      a pagina 17 il giorno 30.06.2009

      LA BUFALA DEL PELLET RADIOATTIVO

      PORTO FRANCO

      Cesio-137, la paura di Chernobyl
      torna col caso del biocombustibile

      di Franco Battaglia

      L’isteria, come sempre, è ai massimi livelli.
      Se poi c’è di mezzo la parola nucleare, allora non v’è limite.
      La parola magica di questi giorni è cesio-137, trovato nel biocombustibile proveniente dall’Est e destinato alle stufe, posto sotto sequestro.
      Ammettiamo - ma non concediamo - che tutto il cesio-137 rilasciato dall’esplosione di Chernobyl del 1986 sia finito nel combustibile incriminato.
      Quant’è e che effetti sanitari può dare?
      Quanto alla prima domanda, la risposta è che l’evento di Chernobyl rilasciò, in tutto, 250 megacurie di radioattività (principalmente da xenon-133 e iodio- 131) di cui solo poco più di 2 megacurie da Cs-137.
      Quanto alla seconda domanda, bisogna sapere che gli effetti sanitari alla popolazione civile a causa
      di quei 250 megacurie sono stati nulli.
      Intendiamoci: tra i 600 lavoratori alla centrale e i soccorritori poi inviati a spegnere gli incendi, 3 morirono immediatamente sotto le macerie dell’esplosione; e dei 137 che furono ricoverati con la
      sindrome da esposizione a radiazione acuta, 28 morirono entro 3 mesi e 14 nei successivi 20 anni.
      Ma tra la popolazione civile, chi si ammalò di qualcosa? Nessuno.
      Lo scrive l’ultimo rapporto dell’Unscear (l’organismo dell’Onu che, composto da 100 scienziati di
      20 nazioni diverse, ha valutato le conseguenze sanitarie del disastro di Chernobyl): il rilascio di
      quegli oltre 250 megacurie “non ha causato alcun aumento d’incidenza di tumori solidi o di leucemie o di disordini sanitari non maligni associati alle radiazioni.
      E la ragione dell’assenza del rapporto causa-effetto è dovuta al fatto che non si è osservato alcun
      effetto. Con una sola ed unica eccezione, recita sempre quel rapporto: in seguito ad una diagnostica capillare eseguita, dopo il 1986, tra le popolazioni in Ucraina, Russia e Bielorussia, sono stati osservati, a oggi, 5000 casi di tumore alla tiroide, di cui 15 evoluti con decorso fatale.
      La domanda è: sono da addebitare, questi casi, ai rilasci radioattivi di Chernobyl?
      La risposta è no, e vediamo perché.
      Il tumore alla tiroide ha decorso fatale con incidenza del 5%, per cui 15 decessi occorsi sarebbero da associare non a 5000, ma a 300 casi; che, tra la popolazione considerata e in 20 anni, sono
      entro la norma statistica.
      Da dove vengono, allora, i 4700 casi in eccesso?
      Bisogna sapere che, ovunque nel mondo, si registrano tumori alla tiroide cosiddetti occulti, per lo più benigni e di cui gli individui affetti mai ne vengono a conoscenza.
      La loro incidenza è nota dalle autopsie, ed è ben maggiore di quella dei tumori manifesti: del 6% in Canada, del 9% in Polonia, del 13% in Usa, fino al 30% in Finlandia. Non si conoscono i dati relativi a Ucraina, Russia e Bielorussia, ma non v’è ragione di ritenerli diversi dal resto del mondo, e cioé di qualche punto percentuale.
      In questi Paesi però, si conosce l’incidenza dei tumori alla tiroide manifesti prima dell’evento di Chernobyl: 0.02% circa.
      Appare quindi evidente che, eseguendo una diagnostica capillare, come quella poi eseguita dopo Chernobyl, enorme sarebbe stato il potenziale di scoprire tumori occulti che mai, altrimenti, sarebbero stati scoperti, facendo aumentare così, in modo fittizio, però, l’incidenza di tumori tiroidei.
      In conclusione: gli oltre 250 megacurie di rilasci radioattivi a Chernobyl non hanno causato alcun danno sanitario alla popolazione, e non si capisce come potrebbero i 2 megacurie da cesio-137, fossero essi tutti nel biocombustibile incriminato.
      Purtroppo, il terrore da nucleare deve rimanere vivo a ogni costo, anche a costo di diffondere disinformazione e bugie.

    34. mirco scrive:

      certo che se l’informazione fosse in mano a Emilio Fede,
      non ci sarebbe ne confronto ne crescita culturale, ma solo slogan a partito preso.
      Battaglia e’ ancor meno credibile,
      sara’ mica “colpa” dei soldi dai dal main sponsor de il giornale? (eni)
      ma attenzione, voi non ne prendete,
      E, poi le cose si rivoltano ma la credibilita’ sara’ ESTINTA!

      FBL:::se il nucleare e’ paragonabile al sistema solare,
      sappiate che urano e plutone MOLTO sono marginali.
      non si capisce perche volete centrare un palo…
      .dato che il nucleare all uranio e’ vecchio di settant’anni…

      ES: induced gamma emission

    35. Edoardo scrive:

      Per Ivan:

      Sono uno straconvinto nuclearista e non avrei nessun problema ad abitare a vicino ad una centrale nucleare, come mi è capitato spesso in Francia e Svezia, o ad un deposito di scorie (impianti hi-tech mica discariche a cielo aperto come alcuni ambientalisti del fischio voglio farci credere!) ma sono il primo a riconoscere che il problema delle scorie c’è ed esiste e non va sottovalutato.
      Parlare di scorie nucleari e Chernobyl credo non abbia molto senso come già mi fece notare, durante un congresso a fini divulgativi, sia un fisico dell’Enea sia un ricercatore dell’Ispra (guarda caso) il quale adesso lavora nel settore privato, visti i problemi di sovvenzioni ed occupazionale che l’istituto sta affrontando.
      L’incidente, come ben si sa, fu causato da un criminale esperimento imposto da ottusi burocrati ed il reattore era, detto e ridetto fino alla noia, moderato a grafite e raffreddato ad acqua quindi pericoloso - qui il moderatore era grafite e, perdendo l’acqua di raffreddamento, i neutroni continuarono ad essere rallentati dalla grafite e le reazioni a catena proseguono indisturbate mentre le barre di controllo erano state tutte estratte! - e mal costruito: la totale mancanza delle cupole di contenimento fu la causa principale della dispersione di materiale radioattivo, se ci fossero state la contaminazione non sarebbe avvenuta… Pensa all’incidente di Three Miles Island del 1979: erano due reattori PWR da 900 Mw e in quello dove avvenne l’incidente nessuno fu contaminato, non ci furono né vittime né nessuna cinematografica“sindrome cinese†e non ci fu contaminazione esterna…Tra l’altro lo scorso 24 Ottobre al reattore di TMI rimasto in funzione il DOE ha rinnovato la licenza di esercizio fino al 2024.

      Tornando alle scorie, a mio avviso, la questione è un’altra: il modo di confinare e gestire lo scorie tecnicamente c’è e funziona ; ci sono i precedenti naturali tipo i reattori naturali di Oklo nel Gabon e l’area di Cigar Lake (per rispondere alla famosa domanda. “Ma voi cosa potete sapere cosa succede fra 500.000 anni?) e ci sono ritrovati scientifici che danno capacità di contenimento elevatissime.
      Per documentarsi ti consiglio il libro di Piero Resoluti (ingegnere Enea che si occupa principalmente del settore relativo alla gestione dei rifiuti nucleari) da titolo “Rifiuti nucleari: problema tecnico o politico? (2004, Edizioni Aracne) oppure, per esempio, il pluricitato documento redatto da ingegneri nucleari dell’Università di Pisa (ripreso anche dal Sole 24 ore nel 2007)
      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...
      Il problema, credo sia più politico che tecnico, visto che quando si parla del tema salta fuori il solito luogo comune: “Al mondo non esiste ancora un deposito definitivo per le scorie!â€â€¦ tralasciando Yucca Mountain, e ricordando quello denominato Wipp (Waste Isolation Pilot Plant) di Carlsbad in Messico attivo dal 1999 e quello finlandese in avanzato stadio di realizzazione di Olkiluoto – attivo dal 2018 –
      Su un fatto vorrei attirare l’attenzione: il principio delle multibarriere e la vetrificazione. Quest’ultimo, un metodo (sempre in via di miglioramento e di sviluppo) che prevede l’incapsulamento - o la dispersione come alcuni la definiscono – in cristallini di minerali stabili trattati con boro, silicio e zirconio; il cosiddetto SYNROCK Synyetich Rock oppure il R7T7 vetro particolarmente duttili agli urti e al calore emesso dalle scorie.
      Questa è la prima, importante barriera al fine di isolare le scorie per lunghissimi periodo. Quindi in primo luogo, i rifiuti saranno sepolti in formazioni di roccia isolata dalle acque sotterranee e questo isolamento dovrebbe mantenersi per almeno 1000 anni; ma se l’acqua riuscisse di fatto ad entrare, prima dei rifiuti attaccherebbe la roccia circostante e, per poter intaccare e/o erodere le rocce circostanti ai fusti delle scorie, il tempo normalmente e geologicamente richiesto sarebbe di milioni di anni. La creta – chiamata bentonite ed usatissima in edilizia civile e non - di cui è costituito il blocco vetrificato delle scorie, quando si bagna si gonfia sigillando ulteriormente il materiale impedendo che venga a contatto con altra acqua. Nel caso in cui l’acqua riuscisse lo stesso a passare, la creta stessa eserciterebbe un’azione di filtraggio sul materiale radioattivo che impedirebbe a questo di muoversi insieme all’acqua nel sottosuolo. Infine, se anche questa barriera non funzionasse, gli involucri stessi che contengono il materiale vetrificato (fusti in rame ed acciaio saldati tramite processi elettronici) resistentissimi alla corrosione, alla mancanza di ossigeno ad alte profondità e ad elevati sbalzi termici, anche se rimanessero a bagno nelle acque sotterrarne, per essere corrosi intaccati e/o corrosi occorrerebbero molte migliaia di anni. Se anche dopo migliaia di anni l’acqua arrivasse a toccare gli involucri vetrosi (il synnrock o il R7T7) questa, per riuscire ad intaccare questi vetri speciali, impiegherebbe dai 500.000 al 1.000.000 di anni (test laboratori Areva). Già il vetro normale richiede migliaia di anni prima di essere bio degradato, figuriamoci questi vetri particolari… Se poi, per assurdo, la radioattività delle scorie riuscisse a raggiungere le acque superficiali, questa sarebbe facilmente rilevata…Non credo che nei secoli a venire, con lo sviluppo tecnologico sempre in moto, le generazioni future non potranno munirsi si un banale rivelatore Geiger, apparecchio inventato nel 1913!…un milionesimo della radioattività ch potrebbe sessere dannosa , potrebbe esser subito individuata e neutralizzata.
      Concludo (mi spiace se mi sono dilungato) portando dati Enea (Dott. Risoluti) ed Ing. Filipponi: “Può essere utile Paragonare i materiali HLW (High Level Waste) con le rocce ordinarie del sottosuolo. In media un atomo di roccia collocato ad una profondità di 600 metri ha una possibilità di un miliardo di anni di arrivare in superficie con l’acqua del sottosuolo ed essere ingerito da un essere umanoâ€

      Ecco perché il problema delle scorie è un mito da ridimensionare.
      Domanda: ci sono tutte queste cautele ed accorgimenti per lo stoccaggio dei milioni di rifiuti chimici e non prodotti ogni anno?

    36. mirco scrive:

      alora mettiamola in un discorso di pura e semplice logica, ammesso e non concesso che siamo sicuri comunque al 100%..
      perche dovremmo stare a monitorare i depositi di scorie, o istallare rilevatori gaiger per eventualmente recuperare perdite quando la tecnologia atomica del blacklightpower non prevede ne emissioni ne scorie?
      centrali da 250 TW…e non bruscolini!
      forse solo per affezione ad uranio e plutonio?
      o magari per affezione ad aziende centralizzate come eni ed enel?

    37. Renzo Riva scrive:

      Mirco, mettiamola così:
      A Parigi i metrò potrebbero circolare senza conducente e lo stessa dicasi per i TGV.
      Sai perché lasciano a bordo un macchinista?
      Perché la gente in attesa sul marciapiede si preoccupava quando avevano istituito il servizio senza uomo ai comandi.
      Siccome la gente vuole essere rassicurata è bene dare dei dati che li confortino nella sicurezza ed anche per controllare che qualcuno non faccia il pirla.
      Ricorda che fu proprio dalla radioprotezione svedese che arrivò il primo allarme della “super cazzata” che fecero i “super tecnici-politici” per un esperimento che si rifiutò di svolgere il capo centrale e che poi… la storia la conoscete.
      Comunque l’incidente della fusione parziale del nocciolo se fosse accaduto in una centrale costruita come in occidente non avrebbe rilasciato alcuna radioattività all’esterno tant’è vero che oggi non servono nemmeno i piani d’evacuazione: i 200.000 evacuati da Three Miles Island, dintorni e Harrisburg.

    38. mirco scrive:

      mi spiace che si faccia finta di non capire quale e’ il discorso di base….
      il problema non sarebbe l’emissione radioattiva di processo, che se schermata sarebbe innocua; per esempio come nell’ INDUCED GAMMA EMISSION.
      il problema sta’ nella vita radioattiva delle scorie e delle necessarie prevenzioni da prendere per 200 000 anni, ben sapendo che uno o mille contatori gaiger possono NON essere un problema…
      noi anti URANIO-PLUTONIO e TORIO….NON riusciamo a capire perche si spacia per soluzione tecnica quello che e’ un esclusiva motivazione economica, ovvero la necessita’ di mantenere CENTRALIZZATO il mercato energetico.
      e questo comporta sottosviluppo, non potendo far andare ad abitare 70 000 000 di eritrei vicino ad una centrale nucleare.
      dunque la soluzione sara’ NUCLEARE, ma da idrogeno ad Hidrino e ritorno…nucleare decentralizzato,senza emissioni e senza scorie!
      VEDI: blacklightenergy process

    39. Edoardo scrive:

      noi anti URANIO-PLUTONIO e TORIO….NON riusciamo a capire perche si spacia per soluzione tecnica quello che e’ un esclusiva motivazione economica, ovvero la necessita’ di mantenere CENTRALIZZATO il mercato energetico.

      Esclusiva motivazione economica nel mettere in sicurezza le scorie? Spiegati, non capisco cosa intendi.
      Ogni processo tecnico/industriale (come lo steso stoccaggio dei rifiuti nucleari) comporta dei costi così come la produzione di idrogeno, di pannelli fotovoltaici o pale eoliche e quant’altro….
      E poi credo che, in mancanza di vere e proprie privatizzazioni, a prenscidere dalle fonti energetiche (quindi non ci si può riferire solo al nucleare!), il mercato rimarrà centralizzato.

      Saluti.

    40. Renzo Riva scrive:

      Mirco,
      Come responsabile Energia e Ambiente del Nuovo PSI F-VG ho chiesto l’istituzione di un ministero ad Hoc dell’Energia.
      Perché?
      Ricordi la nazionalizzazione dell’Enel?
      Portò l’energia elettrica anche nei villaggi che altrimenti nessun privato aveva interesse a fare.
      Oggi, a maggior ragione, è necessiario che il settore strategico dell’energia sia in mano alla Politica.
      Poi se c’è la politica degli omuncoli votati dai quaquaraquà non ti soddisfa ciò rientra nella logica della democrazia che, come diceva Sir Winston Churchill, “È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.

      Qui sotto alcune frasi celebri che ho postato anche in altro 3d.

      Massime di uomini illustri.

      • La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
      • Nella guerra, determinazione; nella sconfitta resistenza; nella vittoria, magnanimità; nella pace, benevolenza.
      • La democrazia funziona quando le idee di pochi riescono a soddisfare i pochi che contano.
      • Il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria.
      • Sono sempre pronto a imparare, sebbene non sempre gradisca che altri mi insegnino.
      • Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre.
      • Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.
      • Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle.
      • Non mollate mai.
      • Chi vive nella libertà ha un buon motivo per vivere, combattere e morire.
      • L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità.
      • Mi piacciono i maiali. I cani ci guardano dal basso. I gatti ci guardano dall’alto. I maiali ci trattano da loro pari.
      • La più grande lezione nella vita è sapere che anche i pazzi alle volte hanno ragione.
      • Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento.
      • È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.
      • L’abilità politica è l’abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l’anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto.
      • L’uomo inciamperà occasionalmente nella verità, ma la maggior parte delle volte si rialzerà e andrà avanti.
      • Non è necessario inasprire le pene per bigamia. Un bigamo ha due suocere: come punizione mi pare che basti.
      • Il rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l’indigestione.
      • Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.
      • Non c’è dubbio che è intorno alla famiglia e alla casa che le più grandi virtù della società umana si creano e si rafforzano. • Non c’è niente di più esilarante che l’esser preso di mira senza successo.

      • Sono pronto a incontrare il mio creatore, ma che Lui sia pronto al gran cimento d’incontrarmi è un’altra questione.
      • Possiede tutte le virtù che detesto e nessuno dei vizi che adoro.

      • Agatha Christie è la donna che, dopo Lucrezia Borgia, è vissuta più a lungo a contatto col crimine.
      • Un prigioniero di guerra è un uomo che cerca di ucciderti, non ci riesce, poi ti chiede di non ucciderlo.
      • Senza il coraggio, tutte le altre virtù perdono valore.
      • Più si riesce a guardare in dietro, più avanti si riuscirà a vedere.
      • Quando mi capita di ripensare a tutte le preoccupazioni, mi ricordo della storia dell’uomo anziano che sul suo letto di morte racconta che nella vita ha dovuto affrontare molti problemi, molti dei quali non sono mai accaduti.
      • Quelli che sono in grado di vincere una guerra possono raramente realizzare una pace conveniente, e quelli che possono realizzare una buona pace non hanno mai vinto una guerra.

    41. mirco scrive:

      come responsabile del nuovo movimento a 5 stelle, l’energia restera’ in mano alla politica, anzi ci tornera’ pure l’acque e le telecomunicazioni (e dunque anche le concessioni frequenze) .
      vedi movimento 5 stelle lombardia…..
      praticamente non fingiamo di privatizzare (come sembri confermare) ma cercheremo di riportare i MONOPOLI NATURALI del territorio ai legittimi proprietari….i cittadini

    42. mirco scrive:

      citazioni :
      non e’ per dimostrare che l’impossibile e’ possibile che vi dimostriamo che la free energy esiste, ma e’ per fare in modo che la verita’ vinca sulla menzogna che regge gli interessi (PANACEA UNIVERSITY)
      ed:
      The Human rights also include energetic freedom and prosperity for all (hector perez torres)
      ed:
      marciammo su berlino e il muro cadde,
      marciammo sul sudafrica e l’appartaid cadde
      ora marceremo su copenaghen e’ l’opressione dei potenti cadra’….
      (desmond tutu)

    43. Renzo Riva scrive:

      The Human rights also include energetic freedom and prosperity for all (hector perez torres)

      Ma cosa sono dei diritti fai da te o prêt à porter?
      Niente di più sbagliato.
      Fra poco Hector Perez Torres reclamerà i diritti sessuali?
      Niente di più errato dello scambiare i desideri per diritti.

    44. mirco scrive:

      be se guardi bene nelle citazioni sopra di Riva cene sono di ben piu assurde…
      comunque energia = acqua pompata e freddo per mantenere il freddo e i cibi ecc ecc….non vedere solo nel limitato punto di vista personale.
      analizza i 5 miliardi di individui che hanno una stato in cui la moneta e’ debole…

    45. Edoardo scrive:

      5 stelle Il movimento di Grillo? Mah… Sarà credibile il movimento ove il buon Beppe prima strilla che i suoi candidati correranno in cinque regioni, «perché qui è tutto autofinanziato e di più non ci potevamo permettere» solo per nascondere quanto è avvenuto in Liguria, dove il locale meet-up poche settimane fa ha espresso un vivo contrasto verso lo stesso Grillo che aveva bocciato il candidato individuato con le primarie (dico primarie!) e chiesto alla lista di non presentarsi. Azioni che francamente hanno contribuito ad un affossamento della credibilità del personaggio soprattutto per la sua marcata non consistenza con quanto predicato da anni. Comunque uno segue chi vuole…

      marciammo sul sudafrica e l’appartaid (ma non si scriveva apartheid?) cadde
      Accidenti, allora ringrazieremo di questo voi!… che abbaglio: tutti noi pensavamo che era stato merito di un certo Nelson Mandela, delle sue lotte, ecc.. ed invece eravate stati voi.

      em>marciammo su berlino e il muro cadde,Ma per favore!…Il muro cadde perchè il regime sovietico implose per enormi problemi politici, economici e sociali (è storia! Ricordate l’esodo dalla DDR nel 1988?) e non certo perchè voi marciavate…a quel tempo Grillo era quello che dovrebbe rimanere: un comico.

      ora marceremo su copenaghen e’ l’opressione dei potenti cadra’….

      Infatti s’è visto gli “enormi risultati†derivati da Copenaghen!… Bah! L’importante è essere convinti!

      Possibile che tutte le volte che facciamo un discorso tecnico arriva uno che sposta maldestramente il discorso in politica? Restiamo in tema, per favore!

    46. mirco scrive:

      il protocollo di Copenhagen sara’ attivo dal 2012,
      perche’ fino ad allora sara’ in vigore il protocollo di Kioto
      (anche se limitato dalla incoerenza tra questo e il prossimo) .
      il NOI e’ riferito a DEsmon Tutu, quello che ha detto l’aforisma…
      ridicizzare o fare lo gnorri, non e’ un merito….

      BLACKPOWERENERGY NOW!

    47. Renzo Riva scrive:

      Vedete al collegamento cosa intendono fare i russi.
      Con questi reattori le singole aziende potrebbero alimentare i loro opifici.
      world-nuclear-news.org/NN_Initiative_for_small_fast_reactors...

      Ci sono pale e pal(l)e dice Renzo Riva
      Leggete e seguite il collegamento che dà all’eolico quello che si merita.

      ilmovimento.eu/index.php?option=com_content&task=view&am...

      Tenetevi le pale, ma non rompete le “assonantiâ€
      di Giorgio Prinzi

      L’improvvida modifica del Titolo V della Costituzione ha delegato alle Regioni competenze in materia di energia. La Sardegna, infatuatasi del costoso ed inefficiente eolico, chiede ora aiuti allo Stato per contenere il prezzo dell’energia. Intanto Alcoa di Portovesme e Fiat di Termini Imerese rischiano di chiudere.

      Secondo quanto riferito da un lancio dell’Ansa di Cagliari dello scorso 30 dicembre 2009, l’Alcoa, la multinazionale dell’alluminio con sede a Pittsburgh, in Pennsylvania (Usa), ha ribadito l’intenzione di chiudere dal prossimo giovedì 7 gennaio 2010 gli stabilimenti italiani se non gli verrà effettivamente una tariffa energetica competitiva.

      L’amministratore delegato di Alcoa Italia, Giuseppe Toia, lo avrebbe comunicato ai sindacati in un incontro a Iglesias. Sarebbero a rischio oltre 2000 operai, indotto escluso, che lavorano negli impianti di Portovesme in Sardegna e Fusina in Veneto.

      L’Alcoa riscia di chiudere perché nella Sardegna “supereolificata” da Soru l’energia elettrica costa il 40% in più della media nazionale. Nonostante alcuni provvedimenti assistenzialisti di alcune settimane orsono, evidentemente solo virtuali e comunque insufficienti, il problema sembra permanere. L’Azienda chiederebbe una tariffa elettrica garantita di intorno ai 30 euro al megawattora.

      Non si è fatta attendere la replica del Presidente della Regione Sardegna che secondo un lancio da Cagliari dell’Adnkronos dello stesso giorno 30 dicembre si sarebbe detto meravigliato della presa di posizione dell’Alcoa in quanto sarebbe già in agenda un incontro al Ministero per lo Sviluppo Economico proprio per fare il punto della situazione. In questa prospettiva, la presa di posizione della multinazionale statunitense sembra un ultimatum: tariffa sicura garantita o si chiude!

      «Il Governo nazionale - avrebbe, secondo Adnkronos, affermato il Presidente Cappellacci - in ossequio agli impegni presi, ha posto in essere atti concreti, dimostrando una disponibilità che non lascia adito a dubbi e sulla quale ripongo gran parte delle mie speranze. Per arrivare al risultato cui aspiriamo, però, occorrono comportamenti responsabili e reciproci da parte di tutti».

      Ma sono proprio gli Amministratori locali a non avere comportamenti responsabili. Lo stesso Cappellacci, che pure è un esponente del Popolo della Libertà e quindi dovrebbe sostenere il rilancio del nucleare, si è pronunziato contro questa opzione, se non altro come indisponibilità ad ospitare centrali elettronucleari nella sua “ecologica†ed “supereoloficata†Sardegna.

      Sopra: un grafico dell’Enel che mostra la distribuzione in ore/anno dei venti in un sito tipico in Sardegna

      Sotto: l’andamento delle potenze erogate da una girante eolica in funzione della corrente aerea

      Dobbiamo finirla con l’idiozia delle cosiddette rinnovabili, costosissime, inefficienti e persino invalidanti il sistema elettrico. Il Governo ha sbagliato, anche se alla vigilia di una delicata tornata elettorale, a cedere alle pressioni di chi ne trae profitto e non tagliare le regalie di cui godono, ritirando uno specifico emendamento in Finanziaria.

      Solo la veloce ripartenza del nucleare e la cancellazione degli oneri spuri in bolletta derivanti dalle cosiddette rinnovabili può consentire il rilancio dell’economia.

      La gente deve capirlo e lo devono capire anche e soprattutto i politici (compresi i nostri), spesso solo ignoranti e demagoghi, che assecondano tutte le più assurde credenze popolari, come quelle ecoambientaliste sull’energia, perché altrimenti temono di perdere voti.

      Si dica chiaramente, quando si gettano soldi in questo genere di impianti ritenuti ecologici, che le conseguenze saranno di pagare l’energia molto, ma molto più cara della già cara da fonti fossili, e di chiudere le industrie a cominciare da quelle a maggiore intensità energetica.

      La Sardegna ha fatto le sue scelte e vi persiste rifiutando, nonostante il cambio di maggioranza, il nucleare. Anche la Sicilia, che ha deturpato con tante installazioni eoliche uno stupendo paesaggio con rischio dell’equilibrio idrogeologico (i basamenti per sorreggere gli eolomostri oltre a rendere indisponibile il terreno per futuri usi agrari o forestali, innescano pericolosi fenomeni di erosione a causa dei cosiddetti “moti filtrantiâ€), lamenta una crisi industriale di settore. Come mai produrre le auto a Termini Imerese costa di più che in altre parti d’Italia? Forse che, come in Sardegna, il costo dell’energia elettrica è lievitato a seguito delle politiche a favore delle cosiddette rinnovabili? Pongo una domanda, non avendo analizzato la situazione siciliana, come ho fatto invece per quella sarda, quindi parlo solo in via ipotetica e per supposta analogia.

      Ore statistiche annue di utilizzo degli impianti eolici nelle varie regioni d’Italia.

      Si corre ora il rischio di chiudere industrie trainanti, ma energivore. Cosa vogliono costoro? Si assumano le responsabilità della loro demagogica ignoranza e si tengano le pale eoliche di cui sono tanto orgogliosi, ma non vengano ora battere cassa per i loro errori con il Governo nazionale, altrimenti andremo a fondo tutti. Si tengano le loro pale, ma non rompano agli altri le “assonantiâ€.

      Possibile che nessuno abbia il coraggio di cantarlo chiaramente in faccia a tutti costoro? Possibile che gli uffici ministeriali “competenti†oltre che da “fannulloniâ€, su cui tanto pontifica il ministro Brunetta, siano anche infestati da ignoranti e incompetenti in materia?

      Che Silvio Berlusconi intervenga e, se necessario, cambi anche i ministri responsabili e gli acquiescenti portavoce dell’apparato!

      Giorgio Prinzi

      Roma: martedì 5 gennaio 2010

    48. Enrico D'Urso scrive:

      peccato che non ci siano le immagini……..

    49. mirco scrive:

      peccato che non ho a disposizione il link, ma anche la thosciba ha in catalogo un mini reattore nucleare.
      e il problema di Alcoa sulla necessita’ di avere energia a buon mercato, dipende solo dalla necessita’ di moderare la VORACITA’ del fisco sul PRODOTTO energia…
      cosa di cui ho non solo dubbio, ma la certezza che oltre alla fame di incame, si dovra pagare anche la nuke power Plant ….

    50. Edoardo scrive:

      Renzo, se non sbaglio anche da voi in Fruili alcune fabbriche hanno avuto problemi simili all’Alcoa in Sardegna?

    51. Renzo Riva scrive:

      Si Edoardo,
      in parte risolte con licenziamenti nascoti: Cassa Integrazione e Mobilità.

      A Mirco che scrive:
      solo dalla necessita’ di moderare la VORACITA’ del fisco sul PRODOTTO energia…

      dico che la voracità del fisco dipende dai politici irresponsabili che da oltre quarant’anni tollerano le cazzate dei sinistri che credono nelle energie rinnovabili e che hanno messo nella testa dei giovani, con la complicità dei professori 68ini, tanta merda ecologica dove, al posto della scienza, hanno posto e imposto l’ecologismo degenerato poi in ideologismo ecologico.

      Ovviamente la questione è politica e non scientifica per cui l’irresponsabilità della subcultura verdastra può solo essere arginata nell’attesa di una resipiscienza di una riconquistata “libertà“.
      A ciò deve afferire l’attuale situazione economica che da essa discende.

      Riporto quanto ho già scritto sul forum dei Radicali Italiani.
      http://forum.radicali.it/content/nucleare-no-grazie

      Nucleare, no della Campania alle centrali

      Facile soluzione:

      Non fornire più l’energia elettrica se non quella localmente prodotta alle regioni che non accettano la possibile installazione degli indispensabili siti nucleari.

      Le regioni a questo punto non potranno rivolgersi per le loro forniture elettriche a Paesi comunitari e extracomunitari che hanno l’elettronucleare perseguendo eventuali forme di triangolazioni delle forniture.

      Qualora poi le prodigiose fonti cosiddette rinnovabili, che a questo punto dovranno autofinanziarsi e non più essere incentivate a discapito delle finanze pubbliche, e non ce la facessero a sostenere le necessità delle imprese basterà che queste delocalizzino dove l’energia sarà disponibile.

      Provvedano poi le regioni alle necessità della eventuale manodopera che sarà eventualmente espulsa da tali ristrutturazioni.

      Giustizia vuole che ognuno paghi il fio dei suoi errori fossero anche intere comunità.

      Non risponde al vero che i popoli non sono responsabili di cosa fa la sua classe dirigente.

      Questa è una storiella che va bene per le bacate menti sinistre.

      Mandi,
      Renzo Riva
      renzoriva@libero.it
      349.3464656

    52. mirco scrive:

      i prof 68ini io non ne conosco….e al limit sembra di parlare con prof.48ini, dato che il nucleare all uranio e plutonio ha questa eta’…
      non saranno le rinnovabili a risolvere il problema, ma il nucleare PULITO come quello della BLAKPOWERENERGY, o, quello del prof.Cardona.
      a questo punto il problema della voracita’ dello stato, mal si concilia con la salvaguardia del 100miliardario fatturato di eni….
      ENERGIA distribuita ed entrate dirette alla PPAA territoriale .

    53. Luigi scrive:

      @ renzo riva

      smetti da fare il figo dicendomi di non attaccare la spina xchè sono ignorante e non sò che il 14 % dell’energia proviene dal nucleare xchè possiedo una piccola azienda agricola con un’impianto da 10 kw, non consumo neanche 1 w di corrente nucleare anzi sei te che consumi quella che produco io da fonti a te sconoscute…
      come faccio a discutere con uno che cita libri del calibro “l’illusione dell’energia del sole” del quale sono la prova vivente della falsità… scritto dal prof. FRANCO BATTAGLIA lo stesso che il 23 novembre scorso su “il giornale” ha scritto un articolo dal titolo “Come salvare il pianeta? Surriscaldandolo”
      manca solo :
      “come risolvere il problema dei rifiuti? trasformiamo l’italia in una discarica a cielo aperto”

      vogliamo parlare dell’odissea che ho dovuto sostenere contro lo stato x costruire i miei impianti?una vergogna in un paese civile che mentre mi mette i bastoni fra le ruote fa i decreti a favore del nucleare di nascosto.

      non so chi tu sia esattamente ma sembri un laureato in ingegneria nucleare prereferendum che grazie al nostro amato silvio intravede uno spiraglio di riscossa…

      vuoi parlare di tecnologia? bene, parliamo di nanotecnologie e nanotubi, roba che si concretizzerà in meno di 10 anni… sono troppi 10 anni? visto che avrai sicuramente conoscenze altolocate digli di investire i soldi DELLO STATO in ricerca invece che in centrali e gli anni diventeranno 8…

      thà capì renzo??

      Saluti a tutti :)

    54. Luigi scrive:

      dimenticavo, ho anche un bell’impianto geotermico abbinato ad una stanza in casa adibita a sera(evito di spiegarti come funziona tanto non ti interessa) nonchè un’impianto solare termico col quale scaldo l’acqua x fare il formaggio.
      Recupero le potature e gli sfalci x fare il compost e recupero anche le acque piovane x il cesso dell’azienda…

      ovviamente non guadagno montagne di denaro come i proprietari delle centrali anzi con la crisi ne risento molto e sopravvivo grazie alla mia autonomia..

    55. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Per favore,

      sebbene gli argomenti possono rendere a volte la discussione più accesa, si invita a svolgere la discussione sempre in modo costruttivo e pacato …in modo che tutti possano trovare gradevole restare qui.

      Grazie …e buona discussione!

    56. mirco scrive:

      i miei complimenti Luigi per i soldi che hai investito, e per le difficolta’ che hai aggirato….vorrei solo segnalarti il riscaldamento e il rafreddamento magnetocalorico , come un potenzialmente molto utile per la tua azienda.
      e tra l’altro e’ uno dei cinque principi che hanno trasformato da LEGGE in TENDENCY, il II°principio della termodinamica…..

    57. Pietruccio scrive:

      x Luigi

      Parlando di R.Riva dici

      “…sembri un laureato in ingegneria nucleare prereferendum che grazie al nostro amato silvio intravede uno spiraglio di riscossa…”

      Se ti interessa parlare con un “laureato in ingegneria nucleare prereferendum” posso risponderti io… non mi pare che la cosa mi qualifichi in qualche modo in maniera negativa, come sembra di capire dal tuo intervento. Né chiedo riscossa grazie a Silvio: sono di sinistra e facevo parte attiva del partito dei democratici di sinistra della mia città.

      Credo che l’atteggiamento marcatamente antinucleare che ha scelto tutta la sinistra, non solo i verdi, e in particolare il PD, si rivelerà un pesante boomerang, perchè i motivi che lo giustificano affondano le radici nella propaganda e nell’ideologia e non nella realtà e nell’analisi scientifica della situazione, che è assai più complessa di quanto si possa pensare e non lascia molto spazio all’ottimismo per il futuro: io, quindi, come esempio di “ing. nuc. preref.”, non cerco riscossa grazie a Silvio, ma dando un’occhiata alla situazione globale e ai possibili scenari futuri, sono semplicemente preoccupato per quello che potrebbe succedere ai miei figli fra qualche decina di anni se, come nazione, in termnini di politica energetica (e in tante altre cose), non ci decidiamo a rimettere i piedi per terra e la testa sulle spalle, lasciando perdere soprattutto propagande e pubblicità, di qualsiasi genere, tipo e fine esse siano.

      Credo che bisognerebbe ragionare di più e lasciarsi prendere meno dalle mode e dalle emozioni, chiedere conto e reponsabilità a chi ci spinge verso scelte azzardate.

    58. luigi scrive:

      @ pietroccio

      io sono contadino di professione e informatico di ex professione e ora passione ma di alto livello. In informatica la parola più importante è ottimizzazione. Poi trasformare un lentissimo portatile con windows in un missile con l’ottimizzazione o un vecchio server linux in un buon server sempre ottimizzando, x non parlare di quando si scrive codice…quello che fa differenza è la cultura.

      politicamente concordo con te ma se hai timore x i tuoi figli credo che la soluzione sia l’ottimizzazione di cui nessuno o pochi parlano. Produciamo già fin troppa corrente, è che la usiamo malissimo. Unendo il risparmio a un progressivo moltiplicarsi di situazioni come la mia, già potremo fare grandi cose nel giro di pochi anni…gli stessi che servirebbero a costruire le centrali…se poi i soldi delle centrali venissero usati x informatizzare meglio un pò tutto e facilitare certe pratiche il tutto diventerebbe ancora più veloce…

      io credo che non abbiamo bisogno delle centrali ma se proprio vogliamo farle OK! facciamole, ma basta di fare la guerra a tutto quello che ho scritto sopra…l’unione fa la forza…solo che ancora non ho sentiti 1 sola volta pronunciare a Silvio le parole “pannello solare” e “risparmio energetico” come strategia, ma solo centrali e gas con l’ amico Putin (quel caro dittatore che riconverte i soldi delle statue in memoria dei morti fatti da Stalin in soldi x statue di Stalin!!!quindi un comunistaccio…)

      amareggiante….

    59. luigi scrive:

      @ Pietruccio
      scusami ho quotato male il nome

    60. Pietruccio scrive:

      x Luigi

      Si. Sull’efficienza si punta molto per il futuro: intendo nelle proiezioni di IEA, non nella real politik che, come si è visto a Copenaghen, ha qualche problema, e può di fatto intervenire solo dopo che la gente ha “tastato con mano” i guai e non prima.

      Il problema è diffuso a livello planetario, a quanto pare, infatti, sono spariti i leader: ormai gli amministratori della cosa pubblica si dovrebbero chiamare “follower” perchè si preoccupano di seguire quello che il popolo vuole (altrimenti l’elezione successiva non vengono più eletti - a mio modo di vedre è un malfunzionamento di questa democrazia e bisognerebbe trovare una soluzione, altrimenti ha la tendenza a degenerare).

      Di fatto dominano le fossili (81% a livello mondiale, 86% a livello italiano) perchè forniscono energia a basso costo effettivo (è alto se ci mettiamo anche i costi esterni, ma quelli non si vedono). Il problema è che in questa situazione è in pratica impossibile ogni deviazione da questa linea, ma questa linea ha una fine: dire che ci sono 40 anni di riserve per il petrolio, 60 per il gas e 130-240 per il carbone ai consumi attuali in pratica vuol dire che fra 40 anni avremo finito gas e petrolio e in altri 20-30 anni anche il carbone. Perchè? Ma perchè i consumi sono in crescita, e lo sono per l’aumento demografico e perchè paesi che consumano meno della media mondiale vorrebbeo un po’ di sacrosanto benessere e qualcuno, tipo Cina e India, ci stanno riuscendo.

      Il passaggio sarà difficile e chissà quali saranno i nuovi equilibri. In una situazione del genere è d’obbligo la versatilità, che non può solo riguardare il numero di gasdotti e impianti di rigassificazione, come sta facendo l’Italia.

      Per quanto riguarda le rinnovabili, per essere di una qualche utilità a 60 milioni di persone, e non solo a qualcuno, bisognerebbe che la smettessero di esagerare con l’incentivazione smisurata e puntassero all’autosostentamento. Non è possibile che a chiunque produce 1 kWh col PV gli venga lasciata la corrente gratis (va bene, se l’è prodotta quindi…) e in più gli venga fatto un regalo di 45 centesimi quando un kWh sul mercato ne costa 6.

      E’ ottimo invce il lavoro che descrivi tu dove raccogli e ottmizzi tutto nella tua azienda agricola. Vedremo nel tempo e con l’aumento del prezzo dei combustibili quanto può dare (le biomasse già oggi rappresentano la voce principale delle rinnovabili e i pannelli solari termici, dove è possibile utilizzarli, sono sicuramente il modo migliore di sfruttare l’irraggiamento solare, così la geotermia).

      Però… sarebbe posssibile farlo per gli abitanti di Milano o di qualche altra grande città? No. L’autosostentamento energetico richiede basse densità di popolazione: non è proprio il caso dell’Italia.

    61. mirco scrive:

      il titolo di alcuni articoli appena letti da me’:
      min.dell energia finlandese in guerra con Areva
      uscire dal nucleare , quanto costera’ alla Francia?
      energie.lexpansion.com/articles/energie-nucleaire/2010/01/Co...
      e facebook.com/video/video.php?v=1135036183812&ref=nf
      piu’ : la francia ammette la fuga di materiale radiottivo che contamina una regione del niger…

    62. Giacomo scrive:

      @luigi

      Luigi ma che vai dicendo? In informatica la parola piu’ importante e’ compromesso.Il compromesso e’ la base di ogni buon progetto informatico sia hw che sw.L’ottimizzazione arriva solo dopo.Un progetto di qualsiasi natura deve soddisfare prima di tutto determinati requisiti spesso in antitesi fra loro e solo in seguito deve essere ottimizzato. Lo dimostra lo stesso linux,sistema velocissimo ai tempi del kernel 1.2 e 2.0 ma privo di funzionalita’ enterprise quindi di scalabilita’ e di multithreading avanzato.Difatti bastava caricarlo ben bene con Apache per vederlo crollare miseramente.Questo non succedeva al piu’ lento Solaris che tuttavia non batteva ciglio ne’ sulle piccole stazioni di lavoro monoprocessore ne’ sulle grosse installazioni da decine di CPU tipo E15000.Maggior lentezza contro totale scalabilita’ e stabilita’ sotto grossi carichi di lavoro della piattaforma stessa.
      Lo stesso compromesso lo apprendi studiando le scelte progettuali fatte al tempo della realizzazione del meraviglioso MIPS R3000 oggetto del corso di architettura degli elaboratori nei corsi di laurea in informatica.
      Cosi’ anche il nucleare come l’eolico o il solare sono sottoposti a dei compromessi in fase realizzativa.La differenza sostanziale fra eolico e solare rispetto al nucleare e’ che i primi due possiedono dei limiti fisici superiori che ne compromettono pesantemente lo sviluppo e neppure le ottimizzazioni da piu’ parti sollecitate modificano competitivamente la tecnologia, mentre il nucleare,se vogliamo,richiede solo ottimizzazione essendo la tecnologia presente,provata sicura ed assolutamente competitiva.
      L’ottimizzazione piu’ importante consistera’ nel recupero dei famigerati attinidi che oggi vengono considerati scoria ad alto livello.Come ben sai ci stanno gia’ lavorando,ma tale realizzazione futura non rendera’ inutile ed obsoleta la tecnologia odierna essendo qualcosa di complementare e non sostitutivo.

    63. nicthepic scrive:

      bei commenti, magari un po di parte, ma almeno alcuni sono approfonditi.
      tralasciando battaglia, che non è solo di parte come potrei esserlo io, ma fanatico e basta.
      magari qualche cazzata è stata sparata, ma nel complesso mi sembra ci sia equilibrio.
      non sono proprio un antinuclearista convinto, ma ho i miei dubbi, almeno sul nucleare che sembra sia stato scelto per l’italia.
      quasi quasi preferisco, sempre non siano bufale, le minicentrali a torio che la toshiba vorrebbe sviluppare, piuttosto che quaste megacentrali epr d 1,6 Gw ed oltre .
      va bene, il problema delle scorie non è un problema, le metteremo nel mausoleo di arcore, postove ne è tanto, ma vorrei chiedervi, qualcuno sa dirmi quale è il costo del combustibile nucleare da utilizzare, e chi lo produce al mondo?
      e, quanto combustibile nucleare vi è disponibile , ovvero quanto ve ne è di estraibile in maniera conveniente.
      i dati che si trovano in giro non sono confortanti, e togliere una dipendenza mettendone un’altra mi sa come il dare il metadone ai drogati
      grazie delle eventuali risposte

    64. Davide scrive:

      Bella domanda. Boh e chi lo sa. Sicuramente, sul nostro suolo una volta, tanti anni fa, c’era una miniera di uranio, a Novazza. Quello che posso dirti è che un paio di anni fa la Metex australiana era interessata fortemente a metterci sopra le mani e sfruttare la risorsa.
      archivionucleare.com/index.php/2006/09/26/novazza-uranium-pr...
      (Chissà che fine avranno fatto?:) Sta di fatto che se venivano qua dall’australia, dove di uranio ce n’è tanto, forse qualche conticino non sbagliato se l’erano fatto loro. Certo, le mie sono solo supposizioni.

    65. Renzo Riva scrive:

      nicthepic scrive:
      7 Gennaio 2010 alle 16:52

      e, quanto combustibile nucleare vi è disponibile , ovvero quanto ve ne è di estraibile in maniera conveniente.

      Se il petrolio costasse per sempre $ 20 al barile non si parlerebbe più di nucleare e pertanto la tua domanda sarebbe inutile.
      Ma… la convenienza è in ragione diretta al prezzo del petrolio.
      col petrolio a $ 250 al barile sarebbe persino conveniente estrarre l’uranio dal mare.

    66. nicthepic scrive:

      se per estrarre dal mare un grammo di uranio, usi l’energia che produce lo stesso grammo o magari di piu, la cosa non è piu’ conveniente.
      i dati che ho trovato danno un ipotesi di 5,5 milioni di tonnellate di combustibile estraibile in maniera conveniente, a fronte di un consumo di 48.000 tonnnellate annuali dato da tutte le 438 centrali funzionanti.
      se cosi’ fosse, e se si aumentasse il numero delle centrali, la aumentata domanda farebbe lievitare i prezzi, manadando a puttane l’economicita attuale dell’uranio.

    67. mirco scrive:

      mi spiace continuare a farvi presente che a volte bisogna ALZARE lo sguardo sopra i muri logici in cui vi siete autoreclusi.
      il futuro sta nella scomposizione-fissione atomica dell idrogeno in idrino usando il Litio, e della susseguente naturle ricomposizione-fusione dell idrino in idrogeno; con centrali da 50kW a 400MW gia in funzione….
      il tutto senza nessun consumo di atomi…..
      senza scorie e senza radiazioni
      BLACKLIGHTPOWER PROCESS
      saluti a Pietruccio…., whit respect

    68. Renzo Riva scrive:

      nicthepic scrive:
      7 Gennaio 2010 alle 17:58

      se per estrarre dal mare un grammo di uranio, usi l’energia che produce lo stesso grammo o magari di piu, la cosa non è piu’ conveniente.
      i dati che ho trovato danno un ipotesi di 5,5 milioni di tonnellate di combustibile estraibile in maniera conveniente, a fronte di un consumo di 48.000 tonnnellate annuali dato da tutte le 438 centrali funzionanti.
      se cosi’ fosse, e se si aumentasse il numero delle centrali, la aumentata domanda farebbe lievitare i prezzi, manadando a puttane l’economicita attuale dell’uranio.

      Ammesso e non concesso la veridicità dei “dati” cosa faresti?
      Ti sparesti sulle palle?
      Suvvia! Animo che ce n’è d’Uranio 238 e Torio 232 per un tempo almeno pari a quello che resta di esistere alla Terra per come oggi la conosciamo.

    69. Enrico D'Urso scrive:

      tralasciando mirko che è alquanto monotono…..
      riva, stai calmo :°°°°°

      a nicthepic provo a rispondere io:

      di uranio ce ne è tanto così:
      http://www.world-nuclear.org/info/inf75.html

      come vedi questi sono i dati al 2007, e sono per uranio a prezzo massimo di 130$. è come voler considerare solo il petrolio con prezzo estrattivo a 30$, quello è poco, porta il petrolio a prezzo ESTRATTIVO (ripete) a 100$ e ti cambia la solfa, infatti il canada con i suoi scisti bituminosi ha complessivamente più petrolio dell’arabia, ma quel petrolio è molto più costoso da estrarre, ma di molto…….

      come per l’uranio, al momento le miniere CONOSCIUTE a 130$ hanno riserve per 4.5-5MtU. porta per esempio l’uranio a 250$ e sono disponibili ALMENO altri 10MtU dai fosfati, fosfati che sono estratti in ogni caso per fare fertilizzanti. a questi però si aggiungono però tutte le miniere normali a 250$…..

      nell’acqua di mare si stima, SI STIMA che ci siano 1000MtU, i giapponesi stanno studiando come fare ad estrarli con processi passivi usando spugne, ma ho letto che il prezzo non sarà inferiore ai 300$ e per il 2020-25 circa riuscirà a sopperire a metà del proprio fabbisogno di uranio (stimabile in 4000tU/y quindi dal mare)

      la cina ha sperimentazioni di estrazione di uranio dalle ceneri delle centrali a carbone (la cina fa oltre 2000TWh di elettricità dal carbone, ed installa la potenza che l’italia ha installato in un secolo ogni anno……cioè 100GW), ed essendo le ceneri già estratte, già macinate e tutto, il costo energetico di estrazione è molto più basso che usare una miniera con pari tenore di uranio. nelle ceneri poi oltre uranio ci sono molti metalli pesanti e torio, quindi se si riescono a riutilizzare, è come la pollina in veneto, la cacca delle galline vale più delle galline……

      quindi per finire, di uranio non si sa quanto ce ne è, non si sa quanto ce ne è a 130$ (dal grafico vedi che è in aumento), le riserve ATTUALI ACCERTATE ai prezzi odierni dureranno sul secolo massimo.

      come ultima cosa ricordati che di tutto l’uranio estratto, solo una minima percentuale è effettivamente consumata, il resto o è uranio impoverito (e gli usa avevo letto una volta che solo loro ne hanno 700.000t) o uranio delle barre di combustibile non utilizzato (che è il 95% del totale con un 1% di plutonio NON WEAPON GRADE perchè troppo sporco di Pu240), quindi utilizzando reattori veloci autofertilizzanti, la durata delle riserve uranifere aumenta SPAVENTOSAMENTE, e diventerebbe inutile estrarre altro uranio ma si potrebbe usare solo quello già estratto o utilizzare fonti secondarie quali ceneri centrali a carbone o fosfati (che anche se spegni le centrali a carbone saranno sempre usati) o scarti dell’industria mineraria in genere (mi dicevano che le fonderie nei loro scarti hanno quantità considerevoli di torio, e quegli scarti non vengono considerati rifiuti radiologici in senso stretto)

      infine, c’è da considerare che il torio è stimato essere qualche volta più abbondante dell’uranio nella crosta terrestre

    70. Enrico D'Urso scrive:

      huff, non ti ho risposto a tutto nicthepic

      http://www.world-nuclear.org/info/inf02.html
      questi sono gli aspetti economici.

      per la centrale al torio di toshiba personalmente non ne so nulla, ma sono tutti progetti, come ITER, ci mettiamo ad investire tutto in iter, poi in demo, e finalmente nella generazione dei reattori a fusione? fra 50 anni al minimo? e se poi è un flop colossale?
      si deve PRODURRE, quando poi PRODUCI puoi anche diversificare gli investimenti, metti qualche cosa nel torio, qualche cosa in IGNITOR, qualche cosa in ITER, se non produci, come fai a generare i soldi da investire? è questo il punto di tante discussioni che non capisco, uno vorrebbe investire e consumare ma non produrre, c’è qualcosa che non fila nel discorso………

      se trovi difficoltà a trovare posti per centrali da 1.6GW, come vuoi che una città accetti di avere il suo reattore personale da 50MW? ti ricordo che siamo in italia, non in svezia dove fanno a gara per avere il deposito di scorie…….o in lituania dove fanno referendum in cui il 90% dei votanti vuole prolungare la vita della centrale (referendum non passato per bassa affluenza e se anche fosse, era una delle clausole dell’entrata della lituania nell’UE)

      il problema scorie è un problema, ma non è un problema irrisolvibile che nessuno ci pensa e nessuno ci ragiona. si è ragionato e si sono trovate soluzioni, il dire che la soluzione non c’è è una menzogna. non sarà la soluzione migliore, ma nessuno è rimasto colle mani in mano…..

      il combustibile lo producono pochissime aziende al mondo, per l’europa sono una inglese, l’URECO mi pare, e l’AREVA francese a tricasten (quello rifornisce oltre 100 reattori per mezzo mondo)

      il fatto di togliere una dipendenza e metterne un’altra mette il paraocchi al problema. usando il nucleare si mette un’altra dipendenza, ma si è meno dipendenti per tutte le altre cose, è come se te prima hai tre cappi ed ora 4. si, ne hai 4……ma ognuno ti stringe di meno e puoi ricattare meglio un cappio se ti vuole stringere troppo dicendo che te vai dagli altri.

      la DIVERSIFICAZIONE è il verbo, rinnovabili, nucleare, fossili, tutto va bene, togline uno e sei più vulnerabile……qualsiasi tu voglia togliere

    71. mirco scrive:

      io sarei monotono, ma se vedete di capire questo, FORSE lo troverete interessante.

      1)non parlatemi di rinnovabili
      2)parlo di nucleare
      3)ITER e’ gia’ ORA un flop…..

      3 power plant completate con questa tech.
      e 6 tra i 250MW a 400MW gia in costruzione in USA

      http://www.blacklightpower.com/process.shtml

    72. nicthepic scrive:

      quello su cui verte la mia domanda è il payback di energia, se per estrarre un grammo di combustibile, ne devo usare un’altro, la cosa non è conveniente, qualunque sia il prezzo finale del combustibile.
      eviterei di andare su centrali del tipo EPR, proprio per il combustibile che queste utilizzano.
      attualmente l’italia va piu a gas che altro, e di questo ve ne è ben piu che uranio, aspettare ( e , naturalmente, ricercare) centrali che usino altri combustibili, ( ma è vero che il sistema canadese (candu) puo in linea di principio utilizzare torio?) puo’ essere mossa ben piu saggio che buttare soldi in centrali in cui il costo e la reperibilità del combustibile non è ben consciuto.

    73. Enrico D'Urso scrive:

      uhm……..vediamo

      en.wikipedia.org/wiki/World_energy_resources_and_consumption...
      e poi
      en.wikipedia.org/wiki/World_energy_resources_and_consumption...

      vabbè, wiki non è la bibbia, però se si va ad ordini di grandezza è tutto giusto. considera che l’uranio da ciclo unico è quello: estrai-arricchisci-conscumi-metti in stoccaggio
      se dopo consumi metti un riprocessi-consumi hai molto altro combustibile, visto che l’1% circa di quello che ti esce da un reattore è plutonio ed un altro 1% è altro U235

      per il fattore EROEI non so quantificartelo, ma si può considerare la CO2 equivalente prodotta……dal libro ANTINUCLEARISTA: IL NUCLEARE IMPOSSIBILE, PERCHè NON CONVIENE TORNARE AL NUCLEARE

      c’è uno studio, secondo cui, considerando UNICAMENTE la spesa energetica usata per estrazione uranio, raffinazione e tutto il resto, poi il costo dell’impianto e uso di CO2 per sua costruzione, estrazione uranio, arricchimento e decommissioning si ha la formula

      Y=0.098-0.072ln(G)

      si ha, cambiando un poco i parametri, che con uranio di facile o difficile estrazione, che si conti o meno il decommissioning, si vede che nel caso più favorevole che si ha che senza decommissioning da giacimenti facili allo 0.008% circa, e con decommissioning da giacimenti difficili allo 0.015% (circa, il grafico è bruttino), si ha una produzione di CO2 equivalente da una centrale a gas a ciclo combinato, cioè 469-680gCO2/kWh

      c’è da dire alcuni parametri non sono più attuali mentre altri approssimativi.
      dallo stesso grafico si vede che con solamente tenori di uranio pari a 0.1%, si ha senza decommissioning poco più del 20% e con poco meno del 40% di emissioni equivalenti ad una centrale a gas a ciclo combinato, una a carbone dallo stesso libro ha emissioni su oltre 1000gCO2/kWh, ed un pannello fotovoltaico va dai 58 ai 250gCO2/kWh
      ad esempio però i calcoli però sono stati fatti, nella componente variabile che è quella estrattiva, unicamente considerando rocce dedicate per la estrazione dell’uranio, e che non si estragga altro che uranio, altrimenti questo grafico sarebbe totalmente sballato.
      miniere di uranio però sono rare, ad esempio si hanno due miniere al 20% in canada, per totali 400.000tU (e non è detto che non ce ne siano altre visto che le hanno scoperte ultimamente queste miniere, una decina di anni fa mi pare, ed una delle due non è ancora entrata in peoduzione), mentre ad esempio la più grande miniera di uranio è una australiana con tenore allo 0.01% circa.
      quindi a prima vista la prima miniera è ottima per le emissioni di Co2 equivalenti, la seconda a seconda che consideri o meno il decommissioning, c’è da dire però che la seconda è una miniera di rame, ferro, oro e platino con anche 500.000tU totali, quindi te estraendo gli altri estrai anche uranio…….quindi il costo energetico netto per l’uranio diminuisce notevolmente visto che l’uranio è uno scarto di produzione
      le ceneri delle centrali a carbone hanno all’incirca questo tenore di uranio, e le ceneri delle centrali a carbone sono già estratte e trasportate, quindi il costo energetico di estrazione e frantumazione è da sottrarre a priori…….
      c’è da aggiungere poi che il reattore preso in considerazione è un reattore tedesco con BurnUP di 46GWd/tU, ora gli EPR ad esempio sono oltre i 60GWd, sempre il reattore preso in considerazione è preso con vita di 26 anni, mentre sempre i soliti reattori di III sono considerati con vite di 60 anni, quindi le emissioni equivalenti da costruzione e decommissioning si spalmano su molti più anni e si possono usare tenori di rocce più bassi. poi, utilizzando gli attuali reattori solo una minima parte dell’uranio estratto utilizzando l’U235 e solo minima parte del U238. sfruttando però tutto l’uranio (alcune tipologie di reattori di IV a gas-grafite arriverebbero a 250GWd), si ha che si hanno emissioni equivalenti molto più basse, o che si possono usare tenori di rocce da estrazione ancora più bassi.
      per i primi secoli però non ci sarebbero più da estrarre minerali di uranio da miniere dedicate, ma semmai usare uranio di scarto da altre fonti, in quanto si hanno enormi riserve di uranio impoverito al mondo, solo gli usa avevo letto che ne hanno 700.000t……

      c’è da dire…….se l’uranio è 4 volte meno presente nella crosta del torio, è anche però meglio conosciuto come distribuzione geografica come riserve accertate, si sono già raffinati molto i processi estrattivi e tutto è già economizzato. il torio invece si PRESUME che ce ne sia 4 volte, ma miniere note e sfruttate non credo proprio che ce ne siano tante, vista la bassa richiesta di questo combustibile. tutti i reattori ad acqua pesante possono andare a torio con minime modifiche, come reattori normali ad acqua leggera con piccole modifiche possono usare qualche elemento di MOX, però una cosa è usare un reattore che modifichi, un’altro in uno nato per……ad esempio l’EPR è uno dei primi reattori nati per essere caricati interamente a MOX, prima si andava solo ad un terzo massimo della ricarica.

      l’usare un combustibile piuttosto che un’altro sono tutte scelte politiche, nè economiche nè pratiche visto che le difficoltà oggettive sono le medesime, ed anzi…..entrare ex novo e puntare in larga parte su una filiera nuova dà ancora più ingoghite (andare solo a CANDU al torio). come anche l’italia che ha puntato tantissimo sull’auto, è solo una scelta politica…….

    74. Daniele Rovai scrive:

      Ho letto solo ora la lunga lettera del professore sui rifiuti e le scorie radioattive. E anche se il discorso è poi divagato voglio tornarci a bomba e chiedere al professore - o a chi per lui - di rispondere a queste semplici domande sulla facile gestione delle scorie.

      1) il quantitativo di scorie di III categoria considerate come “rifiuto” per la produzione di energia elettrica di una centrale nculeare è calcolato dopo il ritrattamento dell’elemento di combustibile? Immagino di si.
      Saprebbe dirmi il professore quanti elementi di combustibile irraggiato, quindi non riprocessato ma chiuso nei cask, ha la Francia e gli altri paesi nucleari?

      2) può dirmi il professore se è più economico fabbricare combustibile nucleare partendo da “uranio fresco” o dall’uranio fertile recuperato con il ritrattamento?

      3) Sa dirmi il professore dove sono stoccate le scorie di III categoria vetrificate francesi se i loro due depositi superficiali contengono “semplici” rifiuti radioattivi di II categoria?

      4) mi sa dire il professore se conosce un deposito geologico attualmente in funzione? Per favore lasciamo stare lo WIPP che è dell’esercito.

      5) Sa dirmi il professore se a Le Hauge e a Sellafield ci sono stoccate scorie liquide derivate dal ritrattamento, quindi i rifiuti generati dalla lavorazione e non le scorie ad alta attività che vengono vetrificate? E se si con che sistemi questo “liquido” viene raffreddato, visto che durante il decadimento radioattivo genera ovviamente calore?

      6) Mi sa dire il professore dove stoccano oggi i paesi nucleari le scorie di III categoria vetrificate e gli elementi irraggiati stoccati a secco? A me risulta presso le stesse centrali.

      Mi fermo qui.

    75. Renzo Riva scrive:

      A proposito di scorte d’Uranio

      world-nuclear-news.org/ENF-Kazakhstan_takes_top_spot_in_2009...

      Kazakhstan takes top spot in 2009
      05 January 2010

      Kazakhstan has laid claim to being the world’s top uranium producing country in 2009. Provisional figures show that its uranium output leapt over 60% last year to reach some 13,900 tonnes, surpassing both Canada’s and Australia’s forecast production.

      (continua)

    76. mirco scrive:

      mi piacerebbe che qualcuno valuti anche la : POLLUTION APRES LE MINES IN NIGER
      praticamente l’inquinamento alla fonte…
      http://www.nonukes.it/niger.html

    77. nicthepic scrive:

      se ho letto bene l’articolo, si prevede uno shortage fra sei anni…..
      cominciamo bene!

    78. Edoardo scrive:

      Se si vuol fare inofrmazione onesta, bisognerebbe sottolineare che l’inquinamento alla fonte esiste anche per il fotovoltaico (precessi chimici/industriali particolaremnte energivori) così come lo smaltimento.

      Infatti, nella fase di produzione dei pannelli solari l’impatto ambientale è assimilabile a quello di qualsiasi industria o stabilimento chimico. Nel processo produttivo sono utilizzate sostanze tossiche o esplosive che richiedono la presenza di sistemi di sicurezza e attrezzature adeguate per tutelare la salute dei lavoratori. In caso di guasti l’impatto sull’ambiente può essere forte ma pur sempre locale. L’inquinamento prodotto in caso di malfuzionamento della produzione incide soprattutto sul sito in cui è localizzata la produzione. A seconda della tipologia di pannello solare fotovoltaico si avranno differenti rischi. La produzione del pannello solare cristallino implica la lavorazione di sostanze chimiche come il triclorosilano, il fosforo ossicloridrico e l’acido cloridrico (altamente cancerogeni). Nella produzione del pannello amorfo troviamo il silano, la fosfina e il diborano. Infine nella produzione dei CIS spicca il seleniuro di idrogeno e in quella dei CdTE il cadmio, quest’ultimo ad elevata tossicità e forte impatto sulla salute. In conclusione, l’impatto ambientale della produzione dei pannelli solari FV è assimilabile a quello di una qualsiasi produzione industriale.

      Fase della fine vita del prodotto. Un pannello solare ha una durata di 25 anni, ben più lunga di qualsiasi bene mobile di consumo o di investimento. Al termine del loro ciclo di vita si trasformeranno in un rifiuto speciale da trattare. I moduli dei pannelli solari FV si caratterizzano per l’essere composti da numerosi elementi. Un pannello solare include sostanze tossiche come il rame, il piombo, il gallio, il selenio, l’indio, il cadmio e il tellurio. La separazione e il recupero dei metalli non è un processo facile. Un pannello solare FV giunto alla fine della sua vita diventa pertanto un problema per le attività di riciclaggio. Vanno però aggiunte alcune importanti osservazioni. La vendita su scala dei pannelli solari FV sta trovando soltanto in questi ultimi anni un primo boom commerciale. E’ molto probabile che nei prossimi anni le attività di riclaggio dei moduli ricevano investimenti dalle stesse case costruttrici del settore fotovoltaico per recuperare e rigenerare una parte dei metalli necessari per le nuove produzioni - con processi inquinanti di non poco conto.. se si pensa che uno dei processi più inquinanti, ma necessari, è il riciclo della carta, figuriamoci vecchi pannelli solari.

    79. mirco scrive:

      il discorso e’ interessantissimo, ma anche se l’acido cloridrico e’ cancerogeno, poi vorrei sapere perche non si muore pur avendone mezzo litro nello stomaco….
      cosi come mi fa venire il sospetto che IL METRO e’ un opinione
      dicendo che l’anidride carbonica e’ mortale…..velenosa! ahhh si?
      e allora la radioattivita’ cos’e? un opinione?
      certo non puzza e non si vede, ma a me non me la fai…..bere

    80. Enrico D'Urso scrive:

      bhè, risposte più semplici non ci possono essere :D

      l’acido cloridrico non è cancerogeno, è un corrosivo (dicensi acido mica per sport……), nello stomaco ne abbiamo una soluzione (dalla regia mi dicono 1M) allo 0.5% di acido cloridrico. questo acido NON è prodotto in continuazione ma quando serve, lo stomaco poi si digerisce da solo, e quando il meccanismo di riparazione non funziona ci sono le ulcere……

      la CO2 non è mortale o velenosa in sè, ma lo è a date concentrazioni…..anche il sale, non mangiarne e hai notevoli disturbi, soprattutto tiroidei, mangiane troppo e puoi morire (bevi per troppo tempo acqua di mare) o ti si acuisce l’ipertensione arteriosa.

      la radioattività non è un veleno in sè, lo è a date concentrazioni, concentrazioni che per avere effetti certi fra rischi e dose sono radioterapici.

      se non vuoi bere radioattività, non bere acqua lurisia, è una delle acque più radioattive d’italia :P

    81. nicthepic scrive:

      ho avuto modo di studiare i processi di produzione di celle e pannelli fotovoltaici, il ciclo puo’ essere chiuso, sia in senso dei componenti usati in produzione ( gas acqua e acidi) sia nel senso del riciclo, riducendo moltissimo l’eventuale produzione di inquinanti.
      è un po come quello che sta’ succedendo con i componenti elettronici, il recupero dei vari metalli , plastiche ed altro è un bel business, e nei pannelli FV ve ne sono di materiali costosi ( in primis ad oggi le stesse celle)
      sono d’accordo invece sul tellurio di cadmio e sui CiGs, che , proprio per i materiali usati, non credo avranno un futuro luminoso(ma non per l’inquinamento, ma per la reperibilita dei materiali)

    82. Edoardo scrive:

      Caro Mirco,

      anche nelle ossa umane ci sono piccole quantità di uranio così come in alcuni legumi e nelle banane, essendoci il potassio 40, elemento radioattivo con isotopi che si dimezzano dopo 1500 anni lo stesso corpo umano emete radazioni…. oppure come l’esempio dell’ acqua lurisia come Enrico a detto.
      Come vedi non sono io che ti vuol far “bere” qualcosa ma quei signori ambientalioti che speculano sull’ignoranza (inteso come non essere a conoscenza di qualcosa) e sulla disattenzione delle persone.

      Poi ognuno è libero di credere quel che vuole.

    83. Edoardo scrive:

      Come vedi non sono io che ti vuol far “bereâ€Come vedi non sono io che ti voglio far “bere”

      Spiecente errore di battitura

    84. Renzo Riva scrive:

      Edoardo scrisse:
      - con processi inquinanti di non poco conto.. se si pensa che uno dei processi più inquinanti, ma necessari, è il riciclo della carta,

      Caro Edoardo,
      Devo rettificare:
      - con processi inquinanti di non poco conto.. se si pensa che uno dei processi più inquinanti, ma NON necessari, è il riciclo della carta,

      La carta è da stupidi riciclarla perché può essere bruciata come qualsiasi biomassa; è una balla che si salvano gli alberi riciclandola.
      In Finlandia e Svezia vi sono piantumazioni e tagli programmati e grazie all’elettronucleare ed all’abbondante acquadolce hanno quasi un monopolio e le cartiere italiane producono e vendono sottocosto perché godono dei contributi statali .
      Si pensi solo che le bobine di carta prodotte in Finlandia e Svezia hanno un fronte di metri 11,60 mentre in Italia si arriva al massimo a 6 metri (se non hanno rinnovato qualcosa ultimamente.
      Non riciclando si evita di produrre fanghi che sono tossici e nocivi.

      borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/E5...

    85. Edoardo scrive:

      A conferma di quanto afferma Renzo dirò di più: nel 2006 due importanti cartiere dedite anche al riciclaggio della carta – delle quali preferisco non fare il nome - in provincia di Lucca (zona ove detta attività è prevalente)sono state indagate per smaltimento di rifitui industriali non conforme al D.Lgs n. 152/2006, ai sensi della direttiva 91/689/CEE (vedi elenco codici CER RIFIUTI): i liquami prodotti dai processi di riciclo, contaminati da piombo, altri metalli pesanti, solventi tossici a base di benzene, ecc. venivano sversati in vasche che, tramite perdite, inquinavano il terreno circostante…. Spero che per i pannelli fotovoltaici non utilizzino questo “ciclo chiuso†dopo 25 anni di servizio!

      Quindi anche il riciclo della carta che, personalmente credo sia una gran bella cosa, e che è una dei cavalli di battaglia di legambiente, wwf e compagnia briscola, comporta rischi e pericoli. Imputare solo ad una determinata catena di attività industriale rischi e pericoli o ad una determinata categoria di rifiuti lo trovo bizzarro, per non dire stupido.
      Non dimentichiamoci che le radiazioni possono anche curare: in radioterapia, tramite isotopi di Cobalto e/o Radio(tempo di dimezzamento 2.500 anni) si possono curare varie forma di neoplasie.
      Accenno poi al fatto che una buona parte delle scorie nucleari deriva proprio dal settore medico (laboratori di radiochimica, centri per la diagnosi – PET – ove lavoro, ecc.) ove si usano isotopi radioattivi per le analisi.

    86. Pietruccio scrive:

      Ho trovato interessante questo articolo

      upnews.it/outframe/energy-mix-abitare-vicino-alle-centrali-n...

      di risposta alla solita amabile e disinteressata propaganda CIR-Repubblica sul nucleare

      ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01...

    87. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:

      ma guarda, i soliti noti: che per casosi trata di quel Dott. Bottaccioli presente a tante manifestazioni di legambiente?… Ma guarda che caso!

      Perchè invece di essere sul vago, questo signore non presenta tutto/i i rapporti sanitari per intero con le cifre esatte? Sparare cifre, nomi di studi esteri e riferendosi a Chernobyl (ancora???) tutto l’articolo da solo l’idea della solita propaganda antinucleare.

      Il problema è se una viol conoscere la verità o si accontenta delle chiacchiere altrui

    88. ferd scrive:

      Pza San Pietro non è pavimentata con “blocchetti di granito” ma in blocchetti di “selce” composti di leucitite melilitica. materiale compatto e poco poroso che difficilmente libera gas radioattivi.

    89. davide scrive:

      E bravo Edoardo, hai proprio fatto CENTRO con l’esempio della cartiera fuori di casa che inquina le falde con materiale tossico, cancerogeno e permanente (e liquido che è molto peggio ancora perché entra più facilmente nel ciclo della vita o meglio della morte), ma guarda un po’ ste notizie qua, non fanno mai neanche un filo di notizia. Inutile star qua a ripetere che l’industria nucleare è l’industria con i più alti standard di sicurezza, ambientali ed ecologici. Inutile dire che i depositi per lo schifo servono cmq in ogni caso con o senza nucleare, ed intuile dire che con il nucleare l’ammontare sia in volumi che in peso è nettemante inferiore, e solo per mancanza di burocrazia e perché le altre industrie sono nate molto tempo prima che lo stesso problema dei rifiuti viene affrontato in maniera molto meno restrittiva. (e oltretutto i rifiuti di origine nucleare vengono anche prodotti negli ospedali).

    90. Roberto scrive:

      Si certo i siti di deposito sono in fase di progettazione e/o esecuzione chissa perche….. aspetto che il professore realizzi con le sue proprie mani il sito ideale… se poi non coincide alla perfezione va bene anche un 99% se poi c’è un attacco terroristico va bene… se poi c’è un terremoto va bene… se si puo’ formare percolato va bene… lui sicuramente lo sa… io suggerisco una cosa….. perche non la realizza nel giardino di casa sua? lui ha mani esperte ed è cosi affezionato al materiale radioattivo che non vorrei che se ne disfasse.

    91. Renzo Riva scrive:

      Dedicato a Roberto

      «Pàrmi d’aver per lunghe esperienze osservato, tale essere la condizione umana intorno alle cose intellettuali, che quanto altri meno ne intende e ne sa, tanto più risolutamente voglia discorrerne, e che all’incontro, la moltitudine delle cose conosciute ed intese renda più lento e irresoluto il sentenziare»
      (Galileo).

    92. Edoardo scrive:

      NUCLEARE: COMMISSIONE UE PREPARA NORME ELIMINAZIONE SCORIE
      (ANSA) - BRUXELLES, 18 FEB - La Commissione europea sta preparando nuove regole per l’eliminazione delle scorie nucleari, che saranno probabilmente presentate entro la fine dell’anno in corso. ‘’La gestione delle scorie nucleari e’ un’area importante che ha bisogno di essere affrontata sia dall’industria che dai governi nazionali'’, ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’energia, il tedesco Gunther Oettinger, annunciando che l’esecutivo e’ al lavoro su nuove norme. ‘’Il ruolo dell’Unione europea e’ di mettere a punto una cornice comune per la definizione a livello nazionale dei programmi di gestione delle scorie'’, ha aggiunto. La portavoce ha precisato che le proposte non influiranno minimamente sul mix nucleare di ciascun paese che e’ di competenza dei governi nazionali. In Europa, ci sono paesi che hanno adottato il nucleare (come la Francia e la Finlandia) altri che invece lo hanno respinto. Con il governo Berlusconi, l’Italia ha deciso da poco di ritornare al nucleare, dopo che era stato bandito da un referendum popolare. (ANSA). OS
      18/02/2010 16:00

    93. Edoardo scrive:

      Notizia di oggi 24/02/2010:
      Il governo australiano ha confermato oggi di aver designato il Territorio del Nord, e probabilmente la remota comunita’ di Muckaty, come sede della prima discarica nucleare del paese. E’ quanto ha dichiarato stamane il ministro per l’Energia, Martin Ferguson, ai microfoni della radio Abc. ‘’Procederemo per prima cosa con l’unico sito che si e’ proposto volontariamente per ricevere la discarica, la terra Ngapa vicino a Muckaty station'’, ha detto il ministro, che ha aggiunto che le scorie nucleari che vi saranno immagazzinate non provengono dai residui dell’uranio venduto ad altri paesi o da centrali, ma dagli isotopi utilizzati nei trattamenti ospedalieri.

    94. cinzia scrive:

      Sono come l’acqua santa queste scorie! Perchè temerle. Le generazioni future dovranno sicuramente bacciare la terra dove siamo passati!

    95. Edoardo scrive:

      Cinzia se hai argomenti, dati scientifici che smentiscono quanto sopra, puoi mostrarceli e faremo un dibattito serio. Codeste frasi demagogiche non servono a nulla.

    96. cinzia scrive:

      Non ho niente per confutare quanto da voi detto, però io penso che la paura insieme al dolore, presente in tutti gli esseri senzienti, sia stata fondamentale per operare scelte di sopravvivenza. L’uomo ha perso questo senso e non teme più nulla. Il nucleare sarà sicuro quasi al 100%. Ma è proprio quel quasi che mi lasci perplessa. Basta un piccolo incidente e le conseguenze si protraggono per secoli ( o no? ). Non sono laureata in fisica nucleare ho solo una laurea scientifica che mi permette di prevedere quali potrebbero essere i danni biologici di un’eventuale disastro nucleare ( quasi impossibile secondo voi ). Sono di parte io come lo siete voi. Comunque leggo con curiosità qualsiasi opinione anche se non cambierò la mia. Poi se trovo articoli medici validi ve li girerò cosi approfondirete anche il lato medico.
      Saluti Cinzia

    97. Renzo Riva scrive:

      Provatevi a staccare la spina ed immaginarvi quale sarebbe la vostra vita senza elettricità.
      Fino a quando ciò non succederà avremo le varie Cinzia, Rebecca ecc. che si trastulleranno nelle loro stucchevoli amenità.

      http://www.opinione.it/articolo.php?arg=3&art=90024

      03 Marzo 2010
      - Economia
      Intervista a Franco Battaglia
      Energia e Nucleare Quando il dibattito è inutile
      di Giuseppe Blasi

      Il palcoscenico è allestito all’interno di un albergo romano. Il cartellone prevede un convegno e un dibattito su un tema vitale per l’Italia e che riguarda l’approvvigionamento energetico da nucleare. Tra gli attori, e scomodo protagonista in questo paese divenuto genitore adottivo della New Age e della green economy, il professore Franco Battaglia chimico-fisico, insegnante all’Università di Modena che testimonia quotidianamente il suo impegno civile legato a sostenere libertà e verità scientifiche che non possono essere contrabbandate e negate per servire ideologie e interessi lobbistici dei sostenitori del cosiddetto sviluppo sostenibile ormai usciti allo scoperto.

      Professore, vogliamo riprendere l’argomento della green economy per spiegare che, allo stato, di green nell’economia non c’è assolutamente traccia, anche in quello che mangiamo, e che si tratta unicamente di un falso ideologico messo in piedi per un colossale imbroglio?

      Green economy significa, sostanzialmente, promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici (FV) e eolici per la produzione di energia elettrica, nonché la produzione di biocarburanti per l’autotrazione. Il punto da comprendere è che queste tecnologie sfruttano un’unica fonte, quella solare, che eroga energia con potenze assolutamente incompatibili coi fabbisogni energetici dell’umanità. Quando il sole non brilla o il vento non soffia gli impianti eolici e FV sono inutili; essi, pertanto, non aumentano la capacità di un sistema elettrico; detto diversamente, possiamo installare 10, 100, 1000 GW eolici o FV, ma, a fronte di ciò, non possiamo chiuderne neanche uno a gas, carbone o nucleare.

      Cosa stiamo perdendo come sistema paese, in assenza di una fondamentale componente energetica quale è quella nucleare, in termini di quattrini, di posti lavoro, di tecnologia e di ricerca scientifica?

      Basti solo dire che l’Italia ha un contratto di 6 GW elettrici con la Francia: ogni anno paghiamo alla Francia l’equivalente del costo di un reattore nucleare. Lo scherzo dura da 20 anni: un quarto del parco nucleare francese l’hanno pagato i contribuenti italiani.

      C’è un altro aspetto che dovremmo chiarire e riguarda la quotidiana dipendenza del nostro paese dai voleri dei nostri fornitori soprattutto di gas che, come dovrebbe essere noto ai più, è un sistema di rifornimento “rigidoâ€, un cordone ombelicale…

      Il gas (come il petrolio) è un bene prezioso che andrebbe riservato alla chimica e all’autotrazione. Bruciare gas (e anche petrolio) per produrre energia elettrica è un crimine e nessuno lo fa: Usa e UK lo fanno per il 20%, la Germania per il 10%, la Francia per il 5%; ma noi lo facciamo per il 55%!

      Esiste una opposizione al nucleare anche per quanto concerne la scelta dei siti delle centrali. Si dice che, tolte le zone sismiche, quelle montuose, quelle protette da piani paesistici e non so quali altre, le aree utili si conterebbero sulle dita di una mano e quindi…

      Il Giappone ha una densità di popolazione doppia dell’Italia e una sismicità che nulla ha da “invidiare†all’Italia: in Giappone ci sono più di 50 reattori nucleari in esercizio. In Belgio v’è un reattore nucleare ogni milione di abitanti: il 55% dell’energia elettrica Belga viene dal nucleare.

      L’altra questione della politica tipicamente italiana è quella del compromesso perseguito anche da questo governo. Mi sembra di aver capito che Berlusconi abbia raggiunto un accordo con l’Albania per costruire lì una centrale nucleare. Se così fosse non sarebbe un regalo agli albanesi? Le dispense di vivande non è meglio averle in casa?

      Già: dimostriamo ancora una volta di essere un Paese irresponsabile. Mi impressiona fortemente in materia di nucleare una (apparente?) cesura tra l’evanescente ministro dell’ambiente e invece la netta posizione presa dal ministro delle attività produttive a favore di questa reintroduzione-soluzione. Il ministero dell’ambiente andrebbe chiuso e sostituito con una Agenzia con responsabilità scientifiche sulle misure da suggerire ai politici.

      Certo è che importiamo energia sotto forma di petrolio, gas, elettrica da nucleare, ma poi importiamo anche forza lavoro, il cibo che mangiamo lo importiamo in gran parte, infine anche tanta droga: mi sembra l’immagine di un paese quasi pronto per diventare terra di conquista.

      Non sarei così pessimista. la bilancia italiana in agricoltura è senz’altro in attivo. Abbiamo però bisogno di un piano elettrico nazionale e di un piano energetico nazionale. Fondato sulla scienza più accreditata, non sui sogni.

    98. cinzia scrive:

      Le varie Cinzia, rebecca… hanno il diritto di avere un’opinione anche se meno autorevole della tua!
      Buona giornata.

    99. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Renzo Riva:

      per favore non inserire interi articoli in una discussione, se questi articoli non hanno un carattere prettamente tematico con la discussione stessa.

      per questo genere di “segnalazione” di articoli , usiamo il forum
      http://www.nuclearmeeting.com/forum/

      grazie

      cinzia :
      sei benvenuta qui.
      Renzo Riva non voleva essere offensivo nei tuoi confronti, anche se magari ha usato un tono un po’ ironico.

    100. Edoardo scrive:

      Comunque leggo con curiosità qualsiasi opinione anche se non cambierò la mia. Poi se trovo articoli medici validi ve li girerò cosi approfondirete anche il lato medico.

      Ci mancherebbe, qui nessuno vuol convincere nessuno. E’ solo uno scambio di opinioni ma con dati alla mano solo per evitare di scadere nella solita “tifoseria” nuclearisti contro antinuclearisti.

      A presto.

    101. Edoardo scrive:

      Per Cinzia:
      però io penso che la paura insieme al dolore, presente in tutti gli esseri senzienti, sia stata fondamentale per operare scelte di sopravvivenza. L’uomo ha perso questo senso e non teme più nulla. Il nucleare sarà sicuro quasi al 100%. Ma è proprio quel quasi che mi lasci perplessa. Basta un piccolo incidente e le conseguenze si protraggono per secoli ( o no? )A tale proposito vorrei suggerirti (se vai a questo link lo trovi archivionucleare.com/index.php/2007/05/14/scienze-chernobyl-...

      Si premette che per via della lunghezza dell’ articolo qui non sarà possibile seguire tutte le considerazioni fatte dai due studiosi e per approfondire sarebbe cosa utile trovare una copia della rivista. Questo non certo per sminuire Chernobyl o per dire che dosi massicce di radioattività fanno bene, ma per far luce su tanti falsità, esagerazioni e falsi allarmismi sull’argomento… Ricorda però che Chernobyl non si può neanche definire un incidente: un reattore, privo di contenimento, che a bassi regimi di potenza diventava instabile, per di più governato da tecnici che volutamente tentarono un esperimento folle…..
      Comunque:
      Sulla rivista “Le Scienze†di maggio 2007 (numero 465 - edizione italiana) c’è un articolo di Ronald K. Chesser e Robert J. Baker che parla degli effetti delle radiazioni nella zona di Chernobyl a venti anni dall’ incidente.

      Anche la stessa copertina del suddetto numero della rivista è dedicata all’ argomento con un emblematica frase: “Imparare da Chernobyl
      Ronald K. Chesser e Robert J. Baker dichiarano di aver visitato per la prima volta la cosiddetta “zona di esclusione†di Chernobyl (cioè una zona circolare con raggio di 30 km dal punto di ubicazione della centrale di Chernobyl) nel 1994 per analizzare gli effetti biologici a lungo termine delle radiazioni ionizzanti conseguenti all’ incidente avvenuto il 26 aprile 1986 al quarto reattore della centrale. E da allora hanno condotto per diversi anni studi sulla fauna locale in particolare nella zona della “Foresta Rossaâ€, così soprannominata per via del colore degli alberi bruciati e scoloriti dalle radiazioni. La “Foresta Rossa†è molto vicina alla città Pripyat che fu fatta evacuare dai suoi 50.000 abitanti. Pripyat distava circa 3 km dalla centrale ma non fu investita direttamente dalle nubi di cenere radioattiva (le nubi seguirono due direzioni: traccia nord e traccia ovest che sfioraono la città di Pripyat)
      Dunque si fa rilevare comunque che il materiale radioattivo derivato dall’ incidente di Chernobyl non cadde in modo omogeneo e a causa di questa disomogeneità gli effetti sulla fauna sono poco facili da esaminare perchè¨ un animale di una zona poco contaminata poteva essersi poi spostato in una zona altamente contaminata e viceversa.
      I due studiosi iniziarono a studiare alcuni topi selvatici ed analizzarono i loro cromosomi, stupendosi che nonostante le alti dosi di radioattività questi roditori avevano un aspetto normale senza alcun danno evidente ai cromosomi.
      Al momento la radioattivਠmeno del 3% di quella iniziale seguita all’incidente e la fauna selvatica attualmente prospererebbe, dopo l ‘iniziale declino.
      I principali radionuclidi di Chernobyl sono lo stronzio 30 e il cesio 137: lo stronzio tende a depositarsi nelle ossa e nei denti, il cesio si accumula nei muscoli e in altri tesstui molli.
      Ronald K. Chesser e Robert J. Baker in altre parole attraverso i loro studi affermano che gli effetti a lungo termine delle radiazioni sugli animali sono ancora in fase di studio e sarebbe errato giungere già a delle conclusioni.
      Inoltre le ricerche di questo tipo sono spesso soggette a vari fattori che incidono sull’ attendibilità della ricerca stessa: motivi politici, preconcetti degli studiosi, procedure di analisi non rigide e lasciate a possibili interpretazioni più o meno libere.
      E per questo motivo che Ronald K. Chesser e Robert J. Baker affermano che si dovrebbero innanzitutto definire degli standard severi per la radioecologia e trovare un sistema rigoroso per distinguere le variazioni naturali da quelle derivate dalle radiazioni ed altri agenti contaminanti in un ambiente che non era campionato prima del rilascio delle radiazioni.
      A tuttoggi ci sono studi relativi a Chernobyl condotti su grano, topi, uccelli ed umani che hanno raggiunto la conclusione che i tassi di mutazione sono elevatissimi, altri studi viceversa hanno affermato che non si sono verificati rilevati mutazioni genetiche.
      Inoltre per evitare i preconcetti degli studiosi l’analisi migliore sarebbe quella “ciecaâ€, cioè quando il ricercatore non sa se i campioni provengano del gruppo sperimentale o da quello di controllo.
      A questo poi si aggiunge che spesso la stampa non riporta in modo chiaro e comprensibile i dati di un’ indagine, facendo apparire curiosi e strani i diversi risultati ottenuti dai vari rapporti pubblicati nel 2006 (in occasione del ventesimo anniversario dell’ incidente di Chernobyl) che hanno sostenuto che il disastro avrebbe causato 93.000 oppure 70.000 oppure 4.000 oppure appena qualche centinaia o anche soltanto 31.
      Ronald K. Chesser e Robert J. Baker nel finale affermano quindi che è difficile dare un senso preciso ai dati per poter giungere a conclusioni sicure ed ancor oggi non sarebbe possibile fare quindi un accurato bilancio del numero dei morti e delle malformazioni causate dall’ incidente.
      L’ articolo originale è stato pubblicato su “American Scientist†di novembre-dicembre 2006.
      Ronald K. Chesser è professore di scienze biologiche alla Texas Tech University, dove dirige il “Center for Environmental Radioation Studies†e da anni studia l’ analisi delle emissioni radioattive degli incidenti nucleari .
      Robert J. Baker è professore di scienze biologiche alla Texas Tech University, dove dirige il “Natural Sciences research Laboratory†e si interessa da tempo delle conseguenze molecolari negli organismi esposti alle radiazioni di incidenti nucleari, in particolare di Chernobyl.

    102. Renzo Riva scrive:

      Caro amministratore,
      l’articolo è pertinente perché volevo comunicare la mia convinzione che alcun dialogo è possibile con i gli ambientalisti ideologici cosa mirabilmente espressa dall’articolo del prof. Battaglia attraverso il suo titolo:

      Energia e Nucleare - Quando il dibattito è inutile

      e di questo mi sono convinto anch’io e l’amico Edoardo Cicali che eravamo presenti all’Aran Park Hotel al convegno reclamizzato attraverso il cartellone di cui al collegamento:

      2.bp.blogspot.com/_agtF-qaio1s/S4a2ODTF0hI/AAAAAAAAAHg/Tem95...

      http://renzoslabar.blogspot.com/

      e che è stato concettualmente espresso dallo stesso prof. Battaglia nel suo intervento conclusivo.

    103. cinzia scrive:

      Per Renzo da Cinzia:
      io sono come dici tu un’ambientalista ideologica, ma visto dal mio punto di vista tu sei un nuclearista ideologico. E solo una questione di punti di vista diversi. Io però provo a capire i vostri. Per voi il nucleare è pane quotidiano, ne conoscete i preggi e i limiti,le potenzialità e la pericolosità. Per una volta cerca di capire in modo empatico come è percepito il problema dal comune cittadino. A molte di queste persone non importa se nucleare si o nucleare no, l’importante è avere energia al più basso costo possibile ( sono i menefreghisti), ad altre persone il nucleare va bene perchè ne capiscono o pensano di capirne quel che basta, ed altre ancora non accettano una cosa imposta quasi con la forza e della quale hanno paura ( vedi referendum contro nucleare di qualche anno fa ). Il problema della scorie esiste oppure sono tutte mensogne giornalistiche? E il problema della maggiore radio-attività nelle vicinanze delle centrali? vero o falso? Alcuni studi dicono si, altri no? Come si fa a capire?

    104. Renzo Riva scrive:

      Qui è già stato tutto scritto e dal maggior esperto ovvero il professor Marino Mazzini e non per fideismo.
      Fine delle trasmissioni per Cinzia.

    105. Enrico D'Urso scrive:

      chiedo scusa per riva, è troppo, TROPPO acceso alle volte.

      il problema delle scorie esiste, ma è prima di tutto un problema economico che scientifico, le centrali di IV gen esistono da anni, solo che ora avrebbero costi assurdi per la loro realizzazione (i materiali di oggi possono essere superati in performances da altri futuri più economici e quindi hai sicurezze maggiori, la tecnica si riutilizzano in parte studi degli anni ‘60 che non ebbero buon fine perchè precorrevano troppo i tempi). per le scorie il problema è il medesimo, esistono da anni sistemi per neutralizzare le scorie rendendole stabili in pochi anni, solamente che sono troppo onerosi perchè siano attuabili. uno è l’attivazione con bombardamento neutronico della scoria, in questo modo cambi numero di massa, e ti viene o un atomo stabile o uno ancora più radioattivo (e che quindi sparisce prima), ma non si usa per problemi meramente economici, ti costa troppo, anche in energia……

      altri sono la separazione totale degli attinidi dalle scorie, così hai poco più combustibile, e le scorie diventano radiotossiche con livelli pari a quelli dell’uranio in meno di 300 anni e dopo 400 sei ad ordini di grandezza più basso…..ora si fa solo quello del plutonio, che è più economico, in quantità maggiore e si sa bene come trattare.

      passiamo alla radioattivitÃ
      la radioattività vicino alle centrali E’ più alta rispetto a distante, solo che è come aggiungere una unità ad un migliaio, non ti cambia nulla…..non è come la goccia che fa traboccare il vaso quell’unità di radioattività.

      TUTTI gli studi dicono di si, solo che alcuni esagerano in modo assurdo…….ed esagerano soprattutto sugli EFFETTI che questa unità in più dentro il mare avrebbe. si vorrebbe poi dare una distribuzione omogenea ad un evento casuale (studio KKK tedesco sconfessato dal ministero della salute teutonico), è come le persone che creano i sistemi o danno le previsioni del lotto, vogliono cercare l’ordine dentro il caos, ma questo caos è fuori da ogni estrapolazione statisticamente attendibile. è come se te volessi dare una distribuzione statistica delle vincite al lotto nella popolazione, coi grandi numeri e con tante estrazioni ci riesci, passa però al SUPERNENALOTTO!!!!! non puoi più farlo, con miliardi di combinazioni, miliardi di schedine, solo una è vincente all’anno, prova a stabilire la distribuzione!!!!! potrai dire che a roma ci sono più probabilità che in tutta la sardegna, visto che a roma si giocano più schedine, ma se poi ti capitano 2 vincite in sardegna sei fregato, il sistemone non è più valido. allo stesso modo quello studio vuole non solo correlare le leucemie infantili con la presenza di centrali, ma dare anche una distribuzione geometrica alle stesse rispetto alla distanza dalla centrale!!!!!! una cosa abbastanza folleggiante. in quello studio si pone l’accento sul fatto che in una popolazione di tot ci sarebbero dovuti essere 2 casi di leucemie, ce ne sono stati 4: SCANDALO!!!!!!
      è però più difficile trovare il caso opposto, una popolazione in cui NON siano avvenuti quei due casi, perchè te cerchi un raro positivo in mezzo ad una marea di negativi. se la dose è stata correlata solo per quantità dell’ordine di grandezza del Sv con misurabile aumento di malattie e tumori, come può essere che una dose milioni di volte inferiori (il fonto è a qualche mSv, una centrale ti dà frazioni di questo all’anno) dia aumenti così elevati?

      non si può capire, è impossibile per un comune mortale capire dove sia la verità, uno deve essere un minimo dentro il campo, ma a quel punto sei visto come un lobotomizzato che pensa solo in un dato modo, perchè la verità risiede fuori dagli atenei, dai grandi guru, che loro sanno e tutto indagano, e solo loro hanno il vero verbo. non so darti una risposta che sia univoca ed universalmente accettata……mi spiace.

    106. mario scrive:

      Cinzia, fai questo simpatico test:

      archivionucleare.com/files//calcolare_dose_annuale_radiazion...

    107. cinzia scrive:

      Grazie per le delucidazioni. Ora non resta che mettere ordine a tutte le nozioni. NB Lo studio al quale ti riferisci, Enrico, è stato ritenuto statisticamente significativo in quanto si basa su un numero elevato di tumori. Nel mese di settembre 2009 è apparso su Pub Med Centrale un’articolo di Ian Fairlie ( Commentary: childhood cancer near nuclear power stations). Lo studio KiKK riportava una frequenza di 1,6 a carico dei tumori solidi e di 2.2 volte per le forme di leucemia.
      Lo studio di Ian fairlie conferma che esiste, in germania, una correlazione tra la distanza esistente tra l’abitazione e la centrale nucleare più vicina, al momento della diagnosi, ed il rischio di sviluppare una neoplasia ( sptt. leucemia ) prima dei 5 anni di età. Anche se non è stato possibile trovare quali fattori di rischio biologico possono spiegare una tale relazione.
      Baker e Hoel hanno analizzato i dati riguardanti 136 siti nucleari sparsi nel mondo ed hanno riscontrato che nei razzi di oltre 9 anni la % di morte per leucemia è aumentato del 5-24% e l’incidenza della leucemia è più rpobabile del 14-24% .
      E pur vero che anche gli autori, nelle lora conclusioni, ammettono che allo stato attuale delle conoscenze non possono dire con sicurezza che le centtrali ne siano la causa.
      Però il dubbio resta. Mi sembrano articoli abb. indipendenti
      PS l’ultima parte dell’articolo è più di vostra pertinenza. Bisognerebbe capire come stanno effettivamente le cose. Mi è parso di capire che i problema non sono i siti di deposito ma le centrali stesse. Certo che è un problema serio anche perchè tocca quella parte di popolazione più sensibile e della quale siamo responsabili.

    108. Enrico D'Urso scrive:

      come scritto prima, la correlazione fra centrali, radioattività e tumori ha alquanto dell’assurdo……

      invito a leggere questo articolo
      energy-mix.blogspot.com/2010/01/abitare-vicino-alle-centrali...
      con relative risposte, è MOLTo illuminante.
      l’italia, SENZA centrali, SENZA depositi, con una produzione avuta da nucleare di circa 100TWh, la francia siamo a qualche decina di migliaia di TWh come anche la germania, la germania ha qualche CENTINAIO di reattori fra commerciali e scientifici (in italia ne rimangono meno di una decina, di cui non tutti funzionanti) hanno incidenze tumorali inferiori a quella italiana.

      come è quindi possibile spiegare la maggiore incidenza in italia e NON assumere le stesse cause anche per l’estero? e lo stesso vale anche per l’inverso, come è possibile che una causa che sarebbe prevalente all’estero in italia non esiste ma ci sono più eventi?

      da tenere conto anche di un’altro fattore, man mano che il tempo passa ci sono più cure per più malattie, una volta si moriva di tisi, ora è sconfitta quella malattia, però c’erano sempre casi di leucemie infantili e via discorrendo. ora la tisi è sconfitta, e le cause di morte si sono ristrette, dando aumenti percentuali di quelle esistenti, in molti casi SENZA che siano aumentati i fattori oggettivi di rischio, solo che non si muore per altro ma per qualcosa si deve sempre morire……quindi ritorno al mio ragionamento sul superenalotto

    109. daniele rovai scrive:

      Vorrei anch’io intervenire nella discussione sopratutto dopo aver letto l’intervento di Enrico e sopratutto gli interventi di Cinzia che si diverte a fare l’ambientalista ingenua anche se non lo è ingenua.

      Le piccole dosi di radiazione
      Il problema della pericolosità delle basse dosi di radiazioni che inevitabilmente - allo stesso modo delle polveri emesse dalle centrali a gas o dai bruciatori di immondizia - viene emesso sotto forma di aeresol dai camini delle centrali - nessun filtro elimina al 100% la tossicità di quei fumi - idem per le centrali tradizionali - si è inziata a studiare con attenzione dopo TMI e sopratutto dopo Chernobyl. L’eccitazione per la scoperta della fissione atomica e i benefici che si pensava avrebbe portato - non per niente il XX secolo viene chiamato Era Atomica - aveva messo in secondo piano lo studio degli effetti delle radiazioni emesse da questi impianti. TMI prima e Chernobyl, purtroppo, dopo costringono tutti a fare un passo indietro e a iniziare a prendere in considerazione gli effetti sull’ambiente di una tecnologia che liberava basse dosi di radiazioni per lunghi periodi di tempo. E Chernobyl è il laboratorio ideale per farle. Non so chi ha ragione: quello che so è che qualunque cosa facciamo, facciamo anche inquinamento ed io non abiterei ne accanto ad una centrale atomica, ne accanto ad una centrale tradizionale, ne accanto ad un inceneritore. Non abiterei nemmeno vicino ad una qualunque fabbrica che ha un camino altissimo perché se c’é un camino e per di più “alto” vuol dire che quello che esce non è buono. Ma volente o nolente c’é sempre un camino davanto a me. Sopra il mio tetto, pr esempio, c’é quello della caldaia a gas.

      Le scorie
      Se per il problema dell’inquinamento da produzione di una centrale non ho molto da dire, per quanto riguarda la gestione delle scorie, cioè lo scarto della produzione, e lo smantellamento delle centrali alcune certezze le ho.
      Questi due punti sono il vero problema degli impianti nucleari. Basti un esempio: a Caorso ci sono migliaia di bidoni pieni di scarpe, stracci, tute, etc.. che non possono essere smaltiti nemmeno come scorie di I Livello. Sono considerati rifiuti di II livello. Questi rifiuti da trent’anni stanno li tal quali aspettando il processo di sistemazione che prevede il supercompattamento dei fusti ed il loro inserimento in altri contenitori di acciaio impastati con il cemento che saranno poi trasportati e stoccati in un deposito per 300 anni. Per adesso tutti i paesi nucleari hanno costruito DEPOSITI NAZIONALI solo per tenere questo tipo di “rifiuti”. E che siano DEPOSITI di superficie o sub-supefice o grotte, si tratta sempre di rifiuti di II livello.
      Quelli importanti, le famose “scorie”, sono da sempre stoccati all’interno degli stessi siti nucleari. Se Cinzia vuole saperne di più legga qualcosa su Sellafield (UK) o su Le Hauge (FR). Conoscerà cosé il “ritrattamento del combustibile irraggiato”, cosa sono le scorie di III categoria - sono le scorie “liquide” prodotte dal ritrattamento del combustibile- e come devono venir trattate.
      Certo non si fa peccapo a dire che solo il 4% della barra nucleare (scusate la semplificazione) diventa scoria perché il 96% viene recuperato; ne si fa peccato a dire che le scorie prodotte in 1 anno da una centrale nucleare sono “grandi” quanto un pacchetto di sigarette. Si fa però peccato non dicendo cosa si produce sia come quantitativo che come qualità (le scorie di III livello sono tossiche per sempre - 250 secoli sono un eternità) per “riciclare” il combustibile nucleare. Certo si fa peccato non dicendo che oltre all’URANIO FERTILE, dal quale si ricava nuovo combustibile, si recupera PLUTONIO che solo in minima parte viene utilizzato come “carburante” e quello che resta ha necessità, a causa la pericolosità dell’elemento, di una conservazione che presenta alti rischi per la nazione che lo ha.
      Sentir dire ad Enrico che il problema delle scorie è solo un problema di soldi non è corretto. Il nucleare di soldi ne ha presi, e ne prende, tanti. Dire che l’ADS o gli altri sistemi per neutralizzare le scorie non esistono per motivi economici e non tecnici non è corretto.

      Per Cinzia
      Non so se abitare vicino ad una centrale sia più dannoso che abitare vicino ad un inceneritore o peggio di vivere vicino al fiume Ambro. Quello che so è che il nucleare ha il problema delle scorie che ancor oggi non sa come gestire se non cercando in tutti i modi di isolarlo dalla biosfera aspettando che si esaurisca l’ffetto dannoso. E purtroppo se sulla “breve” distanza, 3 secoli, qualcosa si può prevedere, nella “lunga” distanza, 250 secoli, nessuno può prevedere come si comporteranno queste scorie. Ed il fatto che si pensi al sotterramento geologico - oltre i 1.000 metri di profondità - da 30 anni ma ancora non si sia trovato ne il luogo ideale, ne il sistema ideale per costruire li sotto il deposito, la dice lunga sul VERO problema che da sempre pende, come la famosa spada di Damocle, su questa tecnologia

    110. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Dire che i sistemi per neutralizzare le scorie non esistono per meri motivi economici in effetti non è corretto, tuttavia bisogna dire che la fisica ci dice che delle soluzioni sono possibili (ed infatti gli esperimenti in questa direzione ci sono e sono promettenti). Non vedo onestamente motivo per essere oltremodo pessimista.
      Il deposito geologico poi rappresenta una ragionevole soluzione: in Europa sono già stati individuati almeno un paio di siti (Oskarshamn in Svezia e Bure in Francia). Quiondi che non sia una soluzione attualbile è completamente falso.

      Ciò detto, bisogna ribadire che “…l’energia nucleare non è la soluzione, ma senza energia nucleare non c’è soluzione”. O si? Se qualcuno ha qualche idea (CONCRETA) non sia timido, la esponga pure nell’interesse di tutti…
      Dire “cosi non funziona” non va bene: se si vuole aprire bocca, bisogna fornire una soluzione alternativa valida (e io, personalmente, una alternativa al nucleare non la vedo, a meno che non si voglia considerare alternativo il petrolio, il carbone o il gas). Mi sbaglio?

    111. daniele rovai scrive:

      Ingegner Romanello

      lo sviluppo della tecnologia non si ferma. E su questo siamo tutti daccordo.
      Sono daccordo anche su non essere pessimista. Ci mancherebbe.
      Io fotografo solo la situazione che vedo. E cosa vedo?

      Scorie e depositi
      Le scorie sicuramente si bruceranno con l’ADS! Per adesso si stoccano o in depositi ingegneristici - quelle di II categoria - o presso le centrali stesse - quelle di III.
      I depositi geologici sicuramente saranno trovati e si costruiranno depositi a 700 metri di profondità! Per adesso ci sono solo laboratori scientifici che studiano alcuni siti e progetti già in fase avanzata, YM negli USA, che dopo 20 anni di studi sono ancora al palo.
      Si farà, si costruirà, si realizzerà… spero di si - sono ottimista - e quando succederà sarò il primo a voler una centrale. Ma oggi, e con oggi mi permetto di dire anche tra 20 anni, non c’é sistema per sistemare le scorie in tempi non biblici e non nemmeno il deposito che le possa contenere per tempi biblici.

      La soluzione alternativa
      Non è vero che la soluzione alternativa non c’é. Si chiama efficienza, risparmio e rinnovabili. Non voglio annoiare e farò solo dei brevi esempi. Efficienza, cioè sistemi energetici che sfruttano sempre di più il carburante che li alimenta producendo sempre meno rifuti - la cogenerazione per esempio. Risparmio, per esempio decentrando la produzione di energia che veda le singole realtà produrla con il sistema meno inquinante ma anche più conveniente utilizzando la rete tradizionale solo in caso di necessità; rete che sarà maggiormente utilizzata dalle (poche) aziende energivore Italiane. Rinnovabili perché è innegabile che il futuro sia quello. Un piccolo esempio che potete verificare sui giornali e su internet. Enel ha intenzione di vendere degli asset per rientrare del suo ingente debito di 51 miliardi di euro. Venderà il 35% delle quote di Enel Green Power, l’azienda sotto la quale dal 2008 ha raggruppato le sue attività con le rinnovabili. Un’azienda che Citigroup ha valutato dopo 2 anni di vita valere 8 miliardi di euro (12 se saranno aperti i cantieri già autorizzati). E’ anche l’asset che ha portato più guadagno al gruppo. Ed è l’unico asset appetibile dal mercato. Sarebbe da domandarsi perché l’asset nucleare non ha un suo marchio e perché non è spendibile sul mercato.

      Ingegnere siamo daccordo che servirà un mix energetico ed il fatto che lei veda il nucleare sostituire i fossili merita rispetto. Il fatto è che oggi anche l’evoluzione tecnologica è vittima del mercato. Ed il mercato non è disposto ad investire in una tecnologia che si affermerà tra 30 o 40 anni con la IV generazione o, ancor più tardi, con la fusione. E’ chiaro che i soldi del mercato andranno a finanziare le rinnovabili che promettono, e già danno, ritorni di investimenti più brevi. Sta succedendo proprio adesso.
      Il nucleare, al contrario, non è sostenuto dal mercato e ha bisogno del sostegno pubblico. Obama promette incentivi all’industria privata - attenzione a cosa ha detto e cosa devono finanziare qui 8 miliardi di dollari - mentre in Francia il nucleare è di stato. In Finlandia si fa la nuova centrale perché la costruisce un consorzio che produce, distribuisce e usa quell’energia elettrica. Nei paesi dell’Est - Slovacchia a parte - tutto è in mano allo stato. Nessuno fa affari con il nucleare. Chi l’ho ha lo usa ma non ci investe. Nemmeno la Francia che, guarda caso, con Edf è il primo produttore europeo di energia elettrica da rinnovabile e ha intenzione di investire nel mercato delle rinnovabili lo sesso impegno che negli anni ‘70 mise nel nucleare. Anche perché le costerà meno sostituire le ormai vecchie centrali - lo smantellamento e la sistemazione delle scorie sarà un salasso per la Francia - con poche centrali nuove e tante centrali rinnovabili.

      Le confido un segreto. Se dovessi scegliere chi mi è più simpatico tra me e lei, sceglierei lei. Perché? Perché tra uno che dice che per produrre l’energia che ci servirà dovremo comunque continuare a inquinare (produrre rifiuti), seppur sempre meno, perché le rinnovabili da sole non bastano, e uno che dice che con il nucleare - qando avrà risolto il problema delle scorie - e le rinnovabili l’inquinamento sarà quasi a zero, preferirei che avesse ragione il secondo.

    112. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Caro Rovai quello che Lei dice e’ vero in buona parte, ma con qualche dovuta puntualizzazione.
      E’ vero: un deposito oggi non c’e', e nemmeno un ADS (o altro) funzionante - questo e’ un dato oggettivo - e dal mio punto di vista questo e’ un po’ un peccato originale dell’industria nucleare, che avrebbe dovuto occuparsi prima di certe questioni. Diciamo pure pero’ che praticamente tutte le altre industrrie non si stanno occupando del loro ‘back-end’ come il nucleare sta facendo, e che le soluzioni tecniche proposte sono decisamente ragionevoli, seppur non ‘ottime’ (ma esiste una soluzione ottima?). Pertanto io affronterei la questione con un briciolo di ottimismo in piu’!

      Quanto alla seconda questione: Lei suggerisce di non installare centrali nucleari in Italia, ed al loro posto coprire il 25-30% del fabbisogno nazionale con efficienza, risparmio e rinnovabili? Si rende mimimannte conto che NON e’ possibile? Comunque non salvando le nostre tasche ed il futuro dei nostri figli, che, a mio modesto parere, hanno DIRITTO ad un livello di vita per lo meno pari al nostro (e senza pesanti eredita’ da parte nostra - pena essere giudicati una generazione di inquinatori sconsiderati e senza scrupoli).

      Se poi facciamo un discorso di tipo economico: l’ho detto e lo ribadisco - il nucleare, se fatto come si deve, e’ assolutamente economico e conveniente. E non per gli incentivi di Stato (che, al contario di quello che si racconta, spesso non esistono). Questo e’ un dato oggettivo, ne prenda atto.
      Poi si puo’ argomentare sull’investimento in tale settore, che ha tempi di ritorno lunghi. Ma e’ giusto che un tema come l’energia sia lasciato interamente al mercato?
      Se si allora continuiamo cosi come facciamo oggi: bruciamo gas, che va benissimo per ora (perche’ badi che anche solare ed eolico hanno tempi di ritorno lunghi - senza contare che generalmente convengono a pochi a danno di molti - proprio a causa degli incentivi statali, che spesso per i cittadini sono un salasso - caso Germania docet!).

      L’unico vero problema che vedo in Italia e’ che le cose non vengano fatte a regola d’arte, che gli apalti siano dati ad amici di amici, ecc. Questo sarebbe probabilmente catastrofico - ed e’ questo, se posso dare uno spassionato consiglio - il punto vero su cui vegliare. A meno di non lasciar perdere e continuare ad andare a… tutto gas (tanto si sa - “…il metano ti (gli) da una mano”)!

    113. Luigi scrive:

      Colgo l’occasione x quotare GIACOMO che un bel po sopra mi spiegava che l’informatica è COMPROMESSO e che i vecchi server linux con apache “crollavano”…..
      Sei un mito, ho spedito il tuo commento ai miei vecchi colleghi e sono rimasti a dir poco stupiti… Siamo proprio in italia, il posto meno informatizzato del mondo civile…

      E visto che ci sono saluto il buon RENZO RIVA che continua a intimidire chi lo contraddice con la storia di staccare la spina e a quotare i mirabolanti articoli del prof BATTAGLIA…meglio del vernacoliere!

    114. Chiara scrive:

      Finalmente un sito serio dove si fanno considerazioni serie, e si ridimensionano credenze al limite della superstizione sull’argomento: era proprio quello che cercavo.

    115. Edoardo scrive:

      Per Chiara:

      per quel modesto contributo che posso dare personalemte, con l’aiuto degli altri, il mio auspicio è che si faccia un po’ di luce (leggi VERITA’) su un argomento delicato ove, per più di vent’anni, si sono dette enormi menzogne ed inesattezze.

      Saluti.

    116. nicthepic scrive:

      Carissimo ing Romanello: perche NON è possibile ricavare il 20 25 % dalle rinnovabili?
      Perchè, in una epoca in cui è il mercato che sostiene quasi tutto, dobbiamo pagare per fare centrali nucleari obsolete ( ovvero, magari adesso saranno attuali, ma fra dieci anni, quando FORSE verranno messe in funzione, saranno obsolete)?
      perchè, visto che viviamo in italia, paese in cui la trasparenza degli affari pubblici non brilla certo, dovremmo far gestire agli amici del quartierino una cosa cosi’ grossa? ( il caso autostrade docet, ma anche abruzzo, g8 applti in lombardia….)
      No, molto meglio che sia il mercato, debitamente autorizzato ( e non come in sicilia, come la trasmissione presa diretta ha denunciato)
      se uno vuole che i propi figli vivano meglio, si dia da fare personalmente, magari installandosi pannelli FV ( costa meno di una auto nuova, solo che alla fine i soldi per i annelli ti tornano tutti in tasca, l’auto, invece, non del tutto) o magari associandosi con altri per una pala eolica.

    117. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      “Carissimo ing Romanello: perche NON è possibile ricavare il 20 25 % dalle rinnovabili?”

      Per lo stesso motivo per cui non possiamo un’astronave spaziale tipo Star trek ed iniziare l’eplorazione del cosmo: e’ semplicemente irrealistico, per motivi tecnici ed economici spiegati in questo sito centinaia di volte.

      In ogni caso io non sono certo contrario al fatto che chi vuole si installi tutti i pannelli fotovoltaici, pale, ecc. che vuole, basta che PAGHI LUI!

    118. Renzo Riva scrive:

      nicthepic scrive:
      se uno vuole che i propi figli vivano meglio,

      Se avesse letto qualcosa negli argomenti trattati su questo sito non porrebbe questa domanda.
      Non si chiede l’umiltà ma almeno la pazienza di leggere.
      Ecché pretende, come dicono a Napoli, di “nascere già imparato”?
      Ma è davvero sicuro di volere e di fare il bene dei sui supposti figli?

      La protervia dei neofiti che vogliono bacchettare con sopponente saccenza ed invece nulla sanno.

      Ingegnere Vincenzo la prego di non rispondere e di non perdere il suo prezioso tempo per chi dopo tutto non sa di avere la fortuna di poter apprendere cose che altrimenti non potrebbero acquisire.

    119. Renzo Riva scrive:

      Errata corrige

      Ingegnere Vincenzo la prego di non rispondere e di non perdere il suo prezioso tempo per chi dopo tutto non sa di avere la fortuna di poter apprendere cose che altrimenti non potrebbero acquisire.

      Ingegnere Vincenzo la prego di non rispondere e di non perdere il suo prezioso tempo per chi dopo tutto non sa di avere la fortuna di poter apprendere cose che altrimenti non potrebbe acquisire.

    120. daniele rovai scrive:

      Ingegner Romanello (ma rispondo a tutti)

      perché con l’efficienza, il risparmio e le rinnovabili non è possibile? Per me l’uso delle fonti fossili è essenziale - da quello che ho capito per lei quelle fonti sarebbero sostituite da nucleare - e si deve usarle meglio, con maggior efficienza. Poi l’efficienza è costruire edifici a risparmio energetico e realizzare micro centrali invece di maxi - l’esmpio della cogenerazione è chiaro. Si tratta di decentralizzare quello che oggi è centralizzato. Ed in questo contesto il nucleare non entra - per sua posizione è adatto ad una gestione centralizzata dell’energia.

      Quindi se il disegno finale è un quadro dove il tema principale è l’uso delle fonti fossili + le rinnovabili racchiuse in una cornice di efficienza e risparmio, come fa a dire che non è possibile?

      Certo io non sono a emissisone zero! Ma sono il primo a dirlo che inquinando per forza devo gestire l’inquinamento facendone il meno possibile.

      Io non credo all’emissione zero. Per me è solo uno slogan. E l’emissione zero non si fa nenmmeno con il nucleare.

    121. nicthepic scrive:

      carissimo sig. Riva, sono ingegnere elettronico da 15 anni, contitolare di una azienda elettronica che si occupa di gruppi di continuita’ ( e , fra poco, di invertere per fotovoltaico), mi interesso di fotovoltaico, e nucleare, da quando studente all’universita’ di padova dividevo l’appartamento con uno studente di fisica nucleare, poi assunto per quattro anni al cern ( se non ricordo male) e da li scappato ( perche anche l’europa produce molti precari, non si sapesse)
      umilta’ ne ho, forse troppa, ho studiato le rinnovabili per anni con occhio critico, molto meno il nucleare, visto che una aziendina come la mia niente puo’ in quel campo.
      la mia domanda non era retorica, effettivamente mi piacerebbe sapere quale blocco potrebbe impedire alle rinnovabili di arrivare al 25 %, ma non accetto argomenti come quelli che sentii discutere da un noto opinionista di destra ( franco battaglia) su un forum di rinnovabili, che “stortava” i dati per portare acqua al suo mulino durante il passato governo, salvo sparire quando la destra vinse.
      Mi creda, non è per saccenza che non leggo tutti i post del forum, è solo per mancanza di tempo.
      mi viene in mente che attualmente in italia le rinnovabili hanno almeno circa il 15 % di share, ( ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/0... ) che ci vuole ad arrivare al 25 %?

    122. nicthepic scrive:

      tornando alla risposta dell ing. Romanello, sono d’accordo con lei, basta che se li paghi lui, come dovrebbero pagarsi “Loro” chi vuole costruire e/o usare centrali nucleari.
      se le seconde devono essere a carico dello stato, giocoforza devono esserlo le prime no?
      solo, chi ha 6 miliardi di euro per una centrale nuke?
      certo piu facile avere 6000 euro per 3 kw picco di FV no?

    123. Enrico D'Urso scrive:

      6 miliardi non so dove li ha letti, cmq…..

      la finlandese con tutti i ritardi è a 5.2miliardi (cambiamenti di progetto e menate varie)

      la francese è nel budget di 4.5

      per quelle successive (inglesi, francesi, forse italiane) si prevedono diminuzioni dei costi (non sostanziali, ma diminuzioni)

      per i 6 miliardi, li hanno le compagnie elettriche, come l’ENEL che ha comprato la ENDESA con i soldi suoi e non con quelli dell’italia, con tutti i proventi che sta raccimolando in italia ed altrove, può pagarsi le centrali, gli ultimi bond sono andati a ruba (mi pare di aver letto che ne aveva proposti 2, con possibile aumento a 3, e ha avuto richieste per 11 miliardi e ha dovuto chiudere le trattazioni in anticipo)

      per il pannello, se lei lo vende a 2000€ farà affari d’oro, visto che anche la grande casa beghelli lo vende a 4000€ e poi ci sono 100€ all’anno di menate varie.

      visto che per il nucleare, l’unica cosa a carico dello stato è l’agenzia nucleare, poi per il resto è tutto a carico delle imprese, così l’investimento nel foto dovrebbe essere tutto a carico del consumatore, perchè è facile dire che si guadagna quando ti pagano per consumare……

    124. nicthepic scrive:

      non voglio entrare in polemica, ma il combustibile le centrali non lo pagano? e le scorie, chi decide dove metterele e chi paga questo?
      i 2000 euro sono fattibili oggi, visto che il costo dei soli pannelli è sui 1700 dollari se europei, 1400 se cinesi, piu il resto, il costo si aggira sui 2000 euro
      attualmente c’e’ chi sta’ marginando un po troppo…..
      ma fra 3 anni, chi puo’ dire quale sia il costo?

    125. Edoardo scrive:

      A questo punto mi chiedo: e fra tre anni a quanto sarà arrivato il costo del petrolio o del gas che, molto intelligentemente usiamo sia per l’autotrazione sia per generare corrente elettrica? Pare che solo il nucleare sia una voragine magiasoldi

      Francamente la pluri citata relazione (ripresa dal Sole 24Ora nel 2007) toglie qualche dubbio
      http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf

      Saluti.

    126. Pietruccio scrive:

      x nichtepic

      Non può che farmi piacere se il PV costa poco e va via via e concretamente a costare meno, ma, con le cifre che hai dato, stai confermando che gli incentivi al fotovoltaico sono astronomici.

    127. Enrico D'Urso scrive:

      @ nichtepic

      si…..come no…..casostrano, però tutti vendono i pannelli a 4000€ SE TI VA BENE, altrimenti sei subito sui 5000, io di siti internet ne ho girati, e molti…….

      il combustibile, da questo sito:
      http://www.world-nuclear.org/info/inf02.html
      sono 0.71c$/kWh, che corrispondono a 7.1$/MWh per il combustibile

      da quest’altro sito
      http://www.mercatoelettrico.org/En/Default.aspx
      puoi vedere il costo dell’elettricità al netto di tasse e tutto (è in €, per semplicità considera che il combustibile sia espresso in €)

      vedi subito che questo è una parte trascurabile…….il famoso studio del mit che avrai letto, dice invece 7.6$/MWh, ma considera anche un aumento del 2% annuo del costo del carburante.

      le compensazioni alla popolazione per il disturbo sono dell’ordine di 0.4€/MWh per MWh prodotto, poi ci sono ICI o cose simili (le tasse sono una cosa che non capirò mai……) che sono una decina di milioni a reattore ad anno (indicativamente, mi pare sia qualcosa di meno), considerando solo il costo del combustibile e delle tasse, hai quindi il tuo kWh che ti costa meno di 9€/MWh, tutto il resto per arrivare a 40-50-60 sono tutto il ritorno della società che deve rimborsare il prestito.

      al contrario, se si considera il fotovoltaico a 4000€ e 1200kWh/y sono per 20 anni sono 0.17€/kWh, oppure 17c€/kWh oppure 170€/MWh, SOLO per il fatto che la hai prodotta, mettendoci gli incentivi che sono sui 45c€ ti viene un costo sui 450€/MWh per 20 anni.

      a questo devi aggiungere un costo di smaltimento non quantificabile al momento (e se mi dici che sono energia pulita allora non sai minimamente quello che c’è dentro).

      per il nucleare le stime per il decommissioning tedesco parlano di 500milioni per un impianto da 1.2GW (sempre a patto di avere il deposito, altrimenti si spende e non si demolisce nulla), che spalmati su una produzione di (poniamo il caso 30 anni all’80% del fattore di carico) sono 2€/MWh, considerando che anche quelle tedesche i 30 anni li hanno superati quasi tutte e hanno lavorato per più dell’80%…..il costo scende

      per le scorie il costo varia in base a che ci vuoi fare e come sono…..in base a quantità, tipologia, tipo di stocaggio che vuoi utilizzare, ti cambia molto il costo

    128. Don Peppone scrive:

      Champagne!! Champagne per tutti..

      In Francia l’ agenzia Andra che si occupa della gestione dei rifiuti radioattivi) ha individuato il deposito proprio nella zona dello champagne; il deposito che dovrebbe essere costruito tra il 2015 ed il 2025 costerebbe solo 60 miliardi di euro (ma chiaramente i nuclearisti diranno che i costi sono già compresi nelle tariffe elettriche).

      Tra il 2025 ed il 2030 verrebbe riempito dopodiche si andrebbe ad ampliare o a fare un nuovo impianto, chiaramente tutto in sicurezza.

      Questa informazione è rivolta ai degustatori di champagne e compare su questo forum in via del tutto casuale.

    129. Renzo Riva scrive:

      nicthepic scrive:
      10 Marzo 2010 alle 18:01
      non voglio entrare in polemica, ma il combustibile le centrali non lo pagano? e le scorie, chi decide dove metterele e chi paga questo?
      i 2000 euro sono fattibili oggi, visto che il costo dei soli pannelli è sui 1700 dollari se europei, 1400 se cinesi, piu il resto, il costo si aggira sui 2000 euro
      attualmente c’e’ chi sta’ marginando un po troppo…..
      ma fra 3 anni, chi puo’ dire quale sia il costo?

      Peccato che non hai compreso che il fot(t)ovoltaico è inutile
      qualunque sia il suo costo.
      Anzi, anche se ti regalassero i pannelli, tutte le altre apparecchiature e la loro installazione non giustificherebbero la loro spesa.

      Ripeto e se serve fino alla noia

      Quand’anche avessi installato 10 GWp di pannelli fot(t)ovoltaici ti accorgerai (solo allora?) che non potrai dismettere nemmeno 1 GW di potenza tradizionale (olio, gas, carbone o altro idrocarburo).

      Perché allora installare il fot(t)ovoltaico per dover mantenere come riserva e in caldo una equivalente potenza tradizionale?

      Io dico che se fossi solo un poco intelligente capiresti che non vale la pena spendere neanche 1 Euro per tale tecnologia ma ripeto: dovresti essere almeno un pochino intelligente.

      Qualora poi avessi bisogno di ragionare a posteriori su ciò non ti dico con quali epiteti t’apostroferei.

      A Don Peppone dico quanto disse Pertini:
      A brigante brigante e mezzo.
      Mi Firmo: Don Camillo

    130. nicthepic scrive:

      Carissimo sig. riva, se arriviamo agli epiteti capisco solo una cosa: lei è un tifoso da stadio, per lei il nucleare, o la squadra del cuore, sono la stessa cosa.
      E’ evidente che lei ha capito tutto della vita, che la natura la ha dotata di un Q.I. di almeno 280, che non nutre dubbi di sorta su alcuna cosa, e che , molto probabilmente, il mondo le sta facendo un torto marcio a non metterla a capo di tutto.
      Io da parte mia continuero a porre in dubbio tutto cio’ che so e conosco, e continuero’ a non fidarmi di persone che hanno capito tutto della vita, e che invece che confrontarsi preferiscono offendere.

    131. Renzo Riva scrive:

      Un dubbio ce l’ho!
      Lei è un essere pensante?

      Non deve riscoprire l’acqua calda!
      Questa castagna dal fuoco gliel’hanno tolta già molti millenni fa i nostri progenitori; oppure vuole mettere in dubbio anche questo!?

      Non proietti su di me comportamenti da stadio che forse le appartegono.
      Quello che ho qui scritto è stato tutto supportato da ragionamenti e numeri.
      Produca anche lei ragionamenti e numeri e poi potremo “dialogare” con dei dati che potranno essere o meno contestati.

      Fino allora sarà mia cura sottrarmi al suo “monologo” per giunta inconcludente.

      Una domanda:
      Mi dimostri perché il fotovoltaico sarebbe coveniente!
      Ragionamenti, numeri e dati io li ho già scritti in vari argomenti di quest’archivio.
      Ora tocca a lei dare i numeri; importante è che non siano i numeri del lotto.

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