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Novazza Uranium Project - Una miniera di uranio in provincia di Bergamo?

26 Settembre 2006 di Amministratore

La società mineraria australiana Metex Resources Ltd sta progettando di esplorare una zona in provincia di Bergamo, in alta Val Seriana (a circa 85 chilometri a nord-est da Milano) per trovare uranio.

La Metex Resources Ltd infatti ha comunicato di aver presentato domanda per la concessione di estrazione di uranio e dar via al “Novazza Uranium Project“: circa 870.000 tonnellate di materiale da estrarre da cui ricavare circa 1.300 tonnellate di ossido di uranio (U308 ). E poichè l’ attuale prezzo dell’ U308 è di circa 52 dollari USA per ogni libbra (= 453,59237 grammi), il valore della miniera è approssimativamente di 150.000.000 dollari USA e quindi circa 120.000.000 euro.

L’ aria interessata è di circa 300 ettari nei pressi di Novazza (una piccola frazione di Valgoglio, in provincia di Bergamo) e la presenza di uranio in quella zona è stata accertata già negli anni sessanta. Poi negli anni settanta l’ Agip effettuò già diverse attività esplorative del territorio, ma successivamente non si è mai più proceduto ad ulteriori approfondimenti.
Ma adesso il costante aumento dei prezzi dell’ uranio in questi ultimi anni e il rilancio del nucleare che si sta avendo in molti paesi potrebbero favorire il ritorno di interesse per questi giacimenti di uranio italiano.

La Regione Lombardia sta valutando il progetto per esprimere il proprio parere, su richiesta del Ministero dell’ Ambiente.
Intanto Legambiente ha già fatto sapere che si opporrà a ogni tentativo di estrazione di uranio in Valseriana a causa dei forti pericoli ambientali conseguenti.
Al momento non c’è nessuna attività di estrazione di uranio in Italia.

Novazza Uranium Project

(cliccare sulle cartina per vedere la zona geologica interessata dal “Novazza Uranium Project” della Metex Resources Ltd)

Sul sito della Metex Resources Ltd si può leggere la documentazione del “Novazza Uranium Project” (file pdf di circa 1,5 mb)

Inoltre la redazione del portale “Vivi sul Serio” ci ha segnalato un interessante e approfondito articolo relativo ai giacimenti uraniferi di Novazza, articolo presente sul loro portale e scritto e redatto dal socio Adrio Bocci e pubblicato sul Notiziario del Gruppo Orobico Minerali n. 2 anno 2000.
Qui riportiamo la parte finale del testo che ci spiega come a volte la scoperta di un minerale può avvenire in modo del tutto casuale: “a Novazza dei ricercatori, andando a pranzare, si imbatterono nei pressi del ristorante in una fontana pubblica costruita con una roccia contenente uranio e da questo fatto poterono scoprire il giacimento uranifero sovrastante il paese”.

Il 15 dicembre con un decreto del dirigente dell’ assessorato alla Qualità dell’ Ambiente della Regione Lombardia Marco Pagnoncelli è stata archiviata l’ istanza della società mineraria australiana Metex per l’ esplorazione del giacimento di uranio a Novazza. Inoltre è stato stabilito che eventuali future istanze di permesso di ricerca o di concessione mineraria dell’ uranio riceveranno direttamente un parere negativo della Regione Lombardia.



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  • 77 Commenti a “ Novazza Uranium Project - Una miniera di uranio in provincia di Bergamo?”

    1. edoardo scrive:

      L’uranio è un metallo radioattivo molto diffuso nel mondo. I paesi con i più grandi giacimenti sono il Canada e l’Australia (un tantino più stabili politicamente rispetto al medio oriente). In Italia giacimenti di uranio si trovano anche in Piemonte ed in Trentino, mentre l’alto Lazio è ricchissimo di Torio, altro minerale radiottivo utilizzabile per la fissione.
      Dati dell’Aiea danno per certe le riserve di uranio accertate nel modo: circa 10 milioni di tonnellate. L’uranio stesso si può estrarre ance dall’acqua del mare (indiani e giapponesi stanno già costruendo laboratori per questo)
      L’uranio ci garatirebbe un approvvigionamente per più di 500 anni. Gli ambientalisti dicono che inveve finirà entro 50 anni. Quest’affermazione è falsa perchè si riferisce non tanto alla quantità di uranio disponibile ma alle scorte estraibili ad un prezzo inferiore ai 130 $. Per rispondere a questi signori, è doveroso dire che l’estrazione di uranio sarà sempre è comunque concorrenziale rispetto al quella del petrolio ed altri combustibili fossili (es. il Carbone).
      Tenete presente che in 40 anni di sfruttamente civile di energia nucleare l’uranio, pur avendo avuto delle impennate di prezzo come negli ultimi tempi, si è sempre mantenuto a livelli economicamente concorrenziali.
      Meditiamo, quindi su un possibile rientro del nucleare nel mix energetico italiano….

    2. tommy scrive:

      sono bergamasco della val seriana.
      se questo uranio lo estraessero vicino a casa tua, come la prenderesti?
      E se tu avessi figli o una moglie incinta?
      Chi mi rassicura che estraendolo non finiremo a respirarci le polveri radioattive, o queste finiscano nei fiumi?
      vale la pena tutto questo per motivi di economia energetica?
      forse tu non sai che la zona è soggetta spesso a piene improvvise, ed è stata zona alluvionata nel 1987, e anche in maniera minore in altre occasioni.
      Pensa a chi vive lì e vivi di più di vita vissuta pure tu.
      ti saluto.

    3. edoardo scrive:

      Allora per te vale la pena continuare a respirare polveri tossiche (PM10) o altro per economia energetica? Credi, per esempio, che il carbone sia, per estrarlo, produrlo e bruciarlo nelle centrali meno inquinante di altro? Ed il petrolio ed il gas? Nelle miniere di carbone e nelle raffinerie ci sono sono almeno 1000 morti l’anno per malattie od incidenti vari. Riguardo poi, ai tumori all’apparato respiratorio, a parte gli addetti ai lavori, questi sono in aumento in tutte le grandi città (es. Milano)… Poi, ad esempio, ci sarebbero tante cose da raccontare sui vari pesticidi che si danno alle piante (anche quelli che chiamano “biologici”) ma si uscirebbe dal tema energia. E la chiami vita vissuta? Mah…
      Il fatto è che solo quando si parla di nucleare ed uranio si grida al pericolo ed al disastro.
      Saluti

    4. edoardo scrive:

      …Piccola rettifica: il dato sopra riportato è errato. I decessi per malattie correlate all’estrazione, alla produzione di petrolio, gas e carbone (ed al relativo inquinamento) sono molto di più: almeno 4000 all’anno!

      Grazie per l’attenzione.

    5. daniele scrive:

      Ciao Edoardo mi potresti dire quali sono le fonti da dove prendi queste informazioni? Si chiamano riferimenti bibliografici.

      Per quanto riguarda l’uranio, visto che sei così esperto, mi sai dire con quali metodologie viene estratto? Mi sai dire che fine fanno le 500 tonnellate di scorie minerarie e chimiche che sprigionano gas uraniferi e randon, scarto ottenuto per avere 1 tonnellata di ossido di uranio che poi sarà trasformato in fluoruro di uranio, una forma chimica che consente la separazione dell’isotopo-238 dall’isotopo - 235, e quindi irraggiato? Mi sai dire come viene smaltito l’uranio- 238, ancora radioattivo, ma inutile per la fissione? (info prese dal libro: “Scorie - l’irrisolto nucleare”, di Virginio Bettini, ed. UTET,2006).
      Certo che inquiniamo, certo che per far star bene noi milioni di persone muoiono in miniera, certo che sprechiamo quello che altri hanno con il contagoccie, certo che dobbiamo trovare soluzioni alternative. Ma credimi il ritorno al nucleare non è la risposta. Adesso l’unica risposta, perché sò che la domanda che mi avresti fatto è “ma voi cosa proponete, è risparmiare e consumare consapevolmente, realizzare macchine sempre più efficienti che utilizzino sempre meglio l’energia. Cambiare la visione dal macroscopico al microscopico, non grandi e mega centrali, ma realtà locali, iniziando a sfruttare le energie alternative che già ci sono. Fare un mix tra rinnovabile e convenzionale e, perché no, sopportare il caldo senza usare il condizionatore come si faceva solo qualche anno fà . Ecco cosa fare ora. Poi, invece di finanziare con 4 miliardi di euro La centrale atomica di III generazione EPR, finanziare con quelle cifre le ricerche sui rinnovabili. Insomma risparmiare e studiare, e pregare che ci sia una soluzione alternativa al gas-petrolio-carbone.
      Auguri

    6. edoardo scrive:

      Grazie Daniele per gli auguri ed il tuo sfoggio di cultura.

      Le fonti le ho già citate (alcune) e ti potrei fornire una sfilza di libri ed articoli (uno anche di Zichichi al vertice di Erice nel 2003) sugli argomenti. Le delucidazioni maggiori le ho avute da relazioni TECNICO SCIENTIFICHE dei Prof. Ugo Spezia, Paolo Fornaciari, Piero Risoluti ed altri addetti ai lavori che ne sanno più di me e di te (l’ultime notizie sul nucleare e sulle altre fonti di energia le puoi trovare sul mensile XXI Secolo scienza e tecnologia di marzo 2006). Su tutto le relazione del Prof. Franco Battaglia docente di chimica dell’Ambiente all’Università di Modena che intitola “L’ILLUSIONE DELL’ENERGIA SOLARE”

      Vedi più parlo con gente che la pensa come te e più sono convinto delle mie opinioni. Questo perchè le rinnovabili (sole e vento) anche se sfruttate al massimo, fornirebbero appena il 10% del fabbisogno nazionale (fonti ENEL). Inoltre sai benissimo che l’Italia rispetto alla Spagna, per esempio, non ha quel susseguirsi di venti che permette di sfruttare in maniera competitiva il vento. (2000/2500 ore vento Italia contro le 5000/6000 in spagna) Da noi, per l’eolico, solo la Sardegna ed alcune zone della Sicilia dell’Appennio calabro sono adatte ma, guarda un po’, i signori ambientalisti si oppongono con tutte le forze contro le centrali eoliche per via del cosidetto impatto ambientale!… Per il solare (sia termoelettrico e fotovoltaico) occorrono vaste aree coperte di specchi per ottenere quantitativi di energia irrisori.
      E poi il risparmio…Benissimo! Ma spiegami un po’ perchè quando si parla di risparmio ci si rivolge solo e soltando ai privati con i soliti consigli di non tenere TV ed altri apparecchi in stand by oppure di fare la lavatrice di notte a pieno carico…Alle industrie mai! Prova ad andare a parlare di risparmio ad aziende particolarmente “energivore” come quelle che producono carta, vetro, cemento od acciaio.
      Come vedi anche le tue tesi sono altamente discutibili quanto (forse) le mie.
      Grazie per l’attenzione.

    7. daniele scrive:

      Io ho espresso un mio pensiero portando argomentazioni e facendo un proposta che regge! Risparmiamo (tutti anche le aziende) e concentriamoci sulla ricerca di trovare la maniera di sostenere il nostro modo di vita senza autodistruggerci. Certo che non ho la soluzione ma il nucleare non è la strada.
      Risoluti può dire che a Chernobyl sono morti poche centinai di uomini, ma se vai in google metti la ricerca per immagini e digiti - nube chernobyl - puoi vedere la famosa nube radioattiva come si è espansa, oppure puoi andare a questo indirizzo

      http://www.progettohumus.it/chernobyl.php?name=simulavideo

      e vedere la nube. Pensa l’unico vero incidente successo. Certo adesso tutto è più sicuro ma guarda caso proprio in questi mesi, e se vai in “archivio nucleare” di questo sito puoi leggere la notizia dell’incidente alla centrale Svedese e se ieri sera ai visto il TG2 in basso sulla striscia che riporta brevemente le notizie è comparsa la notizia di un guasto agli impinti di raffreddamento di una centrale inglese subito fermata.

      Gli auguri erano rivolti a me perché non ci sia un rigurgito nucleare. Io non sò quanti anni hai, mà sò che i nomi che mi hai citato sono quelli di gente pensionata che ha già dato! Lasciali perdere.

    8. fausto scrive:

      …circa 870.000 tonnellate di materiale da estrarre da cui ricavare circa 1.300 tonnellate di ossido di uranio (U308 )…

      Il solo Giappone necessita, per la sola generazione di una quota corrispondente all’incirca al 34% del proprio fabbisogno elettrico, di qualcosa come 8.500 t di questo materiale (non ricordo nemmeno più se la stima si riferiva all’ossido o all’elemento contenuto); tralasciando le futili polemiche sui decimali, ed evitando altrettanto futili polemiche sulla precisione millimetrica dei dati, mi preme notare che gli ordini di grandezza del giacimento segnalato nella discussione sono davvero scarsi, se confrontati alle richieste di materiale fissile di una nazione che può essere facilmente presa come modello di riferimento per l’entità delle sue necessità energetiche.

      Il fatto che questa area, così modesta dal punto di vista estrattivo, sia la sola indagata al momento in Italia, serve a ricordare che nel nostro Paese abbiamo qualcosina per quanto riguarda il petrolio, un pò di carbone, una quota significativa di metano (in declino dal 1994), ma materiale fissile davvero poco, pochissimo…

      Tra tutte le fonti di energia, l’unica che assicurerebbe a noi italiani una dipendenza dall’estero quasi pari al 100% è proprio l’uranio.

      Anche queste faccende sarebbero da considerare.

      ciao

    9. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Escludendo l’estrazione dell’uranio dall’acqua di mare (almeno per il momento), in effetti dipenderemmo dall’estero per le importazioni di uranio.
      Ma credo sia il destino del nostro paese quello di dipendere da forniture estere: bisogna solo scegliere da cosa dipendere, se dal petrolio/gas o dall’uranio (e personalmente ho le idee molto chiare in merito).

      Naturalmente sarebbe molto auspicabile non dipendere in alcun modo da forniture estere: chi ha idee valide alzi la mano…

    10. fabrizio scrive:

      Per Ing. Vincenzo Romanello , la mia proposta e’ di nazionalizzare la miniera ed utilizzare il minerale come base di partenza per un futuro ritorno all’energia nucleare civile per questo paese . Bisogna cogliere al volo questa occasione per rendere finalmente L’Italia indipente dal punto di vista energetico dall’estero , indipendenza fondamentale per riaprire lo svilippo di questo paese ormai fermo da 1986 anno del fatale referendum .

      un saluto , viva il nucleare.

    11. fabrizio scrive:

      Ed aggiungo che tutti gli ecologisti e ambietalisti attualmente al mattino si fanno la doccia utilizzando acqua calda fornita da caldaie alimentate da energia elettrica di origine nucleare proveniente dalla Francia , inoltre il concerto del primo maggio , per fare un esempio , organizzato dalle sinistre notoriamente contrarie all’ energia nucleare , si puo’ effettuare grazie alla elettricita’ di origine nucleare fornita dall’estero , con questo non voglio fare polemica , ognuno e’ libero di esprimere le proprie opinioni siamo in un paese libero , pero questi sono fatti che vanno considerati.

      un saluto.

    12. Alessandro De Maida scrive:

      Salve a tutti,mi sono imbattuto per caso in questo sito- che non conoscevo -alla ricerca della notizia in oggetto. Sono un ingegnere chimico e quindi non un esperto di progetti nucleari,ma alcune cosette sull’uranio e la sua presunta pericolosità vorrei dirle perchè mi sembra che alcuni,mi pare di ricordare daniele e tommy,stiano facendo grossa confusione
      Primo qui non si sta parlando di energia nucleare,ma di estrarre un elemento appena debolmente radioattivo (le barre di uranio prima dell’inserimento nel reattore possono essere tranquillamente maneggiate senza alcuna precauzione - i deboli decadimenti alfa non riuscirebbero nemmeno a superare il sottile strato germinativo della pelle),la sua pericolosità (o dei suoi prodotti di decadimento) sarebbe quindi dovuta alla sua tossicità chimica in seguito ad inalazione ed ingestione cosa altamente improbabile (almeno perla popolazione,per i lavoratori vengono prese precauzioni particolari,ad es. ventilazioni costanti) visti i bassi volumi in questione; la distinzione è importante perchè anche in Australia,paese da dove proviene la Metex,non si sfrutta minimamente l’energia nucleare pur avendo loro ingenti riserve del metallo a basso costo
      In sostanza il dibattito nucleare sì/no in questa sede non ha senso,l’uranio sarebbe cmq venduto ad aziende straniere;i volumi sono inoltre molto bassi apenna sufficienti ad alimentare per una decina d’anni un impianto ad acqua leggera da 1000 MWe.

      Inoltre l’esperienza degli ultimi decenni di Paesi civili e democratici come Canada ed Australia,principali estrattori di uranio,ha dimostrato chiaramente che queste operazioni possono realizzarsi senza alcun pericolo per i lavoratori in miniera (un esplosione come per il carbone è impossibile),senza alcuna conseguenza sanitaria (la radioattività contenuta nel carbone per unità energetica è persino superiore all’uranio!) anche a causa dei bassissimi volumi da trattare,un kg di uranio naturale produce grossomodo la stessa elelttricità di 20 tonnellate di carbone
      Vi ringrazio per l’attenzione,saluti

    13. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      In effetti la tossicità dell’uranio debolmente arricchito utilizzato nelle centrali convenzionali è di tipo chimico. I raggi gamma si cominciano far sentire solo per arricchimenti superiori al 20% (si parla di reattori per la ricerca).

      Ho avuto modo di visitare una fabbrica di combustibile nucleare a Vasteras, in Svezia: esperienza costruttiva (che mi sento di consigliare a chi vogli discutere di certe cose, spesso senza averne la minima idea!).

      Rispondendo a fabrizio: va bene nazionalizzare la miniera e rilanciare l’indipendenza energetica; tuttavia il problema per l’ottenimento della stessa non è certo l’approvvigionamento dell’uranio, ampiamente disponibile ed a buon prezzo, ma la costruzione e la messa in marcia degli impianti. Se a questo poi si aggiunge che la costruzione della miniera e la successiva estrazione porterebbe a manifestazioni, proteste, e tutto quanto correlato, c’è la possibilità che il nostro uranio ‘autarchico’ diventi antieconomico…

    14. edoardo scrive:

      D’accordissimo con il Dott. Romaello, il Dott. Maida e con il sig. Fabrizio

      Per Fausto una precisazione: ovvio che quella piccola miniera da sola non è sufficiente per un rilancio del nucleare in Italia. Anche perchè i giacimenti di uranio sono stati di gran lunga molto meno indagati rispetto a quelli di gas, petrolio e carbone. L’Ing. Ernesto Pedrocchi del Politecnico di Milano (mensile Quark Aprile 2006) indica la presenza di altri giacimenti anche in Piemonte, Trentino.
      Senza dimenticare giacimenti di torio nell’alto lazio (Dott. Giorgio Prinzi del CIRN)
      Inoltre, come diceva il Dott. Romanello e come affermi tu, l’Italia purtroppo è carente di minerali e combustibili fossili quindi si dovrà per forza scegliere il combustibile più conveniente. Nonostante l’aumente del prezzo in questi ultimi anni, il prezzo dell’uranio si è mantenuto pressochè stabile dal 1960 (avvio dei primi reattori civili) fino ad oggi. I tecnici e gli economi affermano che mai l’uranio (od il torio) potranno mai ragguingere i prezzi del petrolio.
      Presto invierò al forum dei documenti pubblicati su interne a tale proposito.

      Saluti.

    15. edoardo scrive:

      P.s.. chiedo venia per gli errori di ortografia dovuti alla velocità di battitura e gradirei precisare che l’Italia è carente di minerali come l’uranio e di combustibili fossili e non minerali fossili come ho erroneamente scritto.

      A Daniele, di cui accetto le opinioni ma non le condivido, vorrei solamente precisare 2 cose (spero che tu abbia la pazienza di leggere queste righe e magari parlarne assieme):

      1)se i nomi che ho citato appartengono a presone anziane, dipende perchè subito dopo il referendum dell’87 un’ideologia antinuclearista a dir poco scellerata ed accanita cancellò, oltre a 7.500 posti di lavoro (fonti Enel/Ansaldo), un’intera classe di scienziati, ingegneri e tecnici i quali, senza prospettive di lavoro, furono costretti ad andare a lavorare all’estero. Molti nelle centrali francesi, svizzere e tedesche altri rimasero in Italia ripiegando in altri settori. La facoltà di ingegneria nucleare di Pisa fu quasi abbandonata anche se alcuni “irriducibili” continuarono a studiare ed operare. Ad oggi l’Ansaldo nucleare, sede Genova, ed altri tecnici Enel (età media 45 anni) sono pronti a riprendere i lavori da dove erano stati lasciati. Ricordiamoci che buona parte della nuova centrale di Cernavoda in Romania è stata costruita dall’Ansaldo Nucleare.

      2) Ho letto anch’io dei guasti in Inghilterra (in 3 centrali e non 1) ed in Svezia; non appena si sono resi conto che c’erano dei problemi hanno fermato tutto e provveduto alle riparazioni. I sistemi di allarme e di sicurezza hanno funzionato. Chernobyl, invece, fu causato da un folle esperimento attuato da burocrati ignoranti che, senza il minimo rispetto delle norme di sicurezza internazionali, resero il reattore instabile che già era mal costruito e fatto funzionare a temperature troppo alte per produrre plutonio. Niente a che vedere con i reattori occidentali.

      Credimi non ti voglio convincere, ci mancherebbe! E’giusto che tu abbia le tue opinioni anzi mi spiace avermi dilungato un po’ troppo. Però la verità su Chernobyl ad oggi la sappiamo tutti.

      Grazie per l’attenzione

    16. Giacomo Ganza scrive:


      Bisognerebbe poi vedere chi sono questi australiani della "metex Resources". Un esperto professore neozalendese, dice di non averne mai sentito parlare. Sostiene che in Australia queste "compagnie" nascono e spariscono come meteore.
      Come Valtellinese sono interessato alla cosa: perché giacimenti ce ne sarebbero anche in Val Vedello (comune di Piateda). Da una voce che avevo raccolto anni fa sembra ci siano giacimenti anche nel comune di Villa di Tirano, vicino al confine svizzero. Chissà !!

    17. Vittorio scrive:

      Per l’ing. Romanello,
      volevo chiedere per curiosità se è davvero facile visitare impianti che trattano combustibili nucleari (ma anche centrali) all’estero. Io per visitare una centrale in Italia che ovviamente è ferma ho dovuto attendere 6 mesi perche gli addetti della security dovevano fare degli accertamenti di non so che tipo.
      Volevano addirittura mandarmi a prendere da una pattuglia!
      Quest’estate in occasione di un viaggio in Svezia mi sarebbe piaciuto visitare la centrale di Uppsala, ma visto l’esperienza italiana non mi sono nemmeno informato sulla possibilità .
      Saluti.

    18. Giacomo Ganza scrive:

      Onestamente a me lo sfruttamento del giacimento di Novazza, che poi sarà seguito probabilmente dallo sfruttamento dei vicini giacimenti valtellinesi della Val Vedello, mi sembra assolutamente non necessario.
      Se un domani si volesse tornare al nucleare, al quale non sono contrario per principio, perché non comprare uranio dal Canada, dall'Australia o dal Sudafrica? Perché rovinare la pace di graziosi paesi come Valgoglio, Gromo o Ardesio? Se però voi bergamaschi deciderete di farlo sarà una vostra scelta da rispettare. poi però anche da noi in Valtellina si sfrutteranno, magari contro la nostra volontà i giacimenti del comune di Piateda.
      Di sicuro a guadagnarci sarà questa compagnia australiana, noi no di certo!
      per fortuna rimane tutto da decidere!!
      Sono decisioni da ponderare bene con calma e valutando bene i pro e i contro.
      Mi è stato detto da Australiani che in Australia non si concedono più licenze per sondaggi da almeno 20 anni. certo loro di uranio ne hanno a volontà . ma questa decosione deve far pensare.

    19. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Risposta al quesito di Vittorio:

      francamente io ho visitato molti impianti in giro per il mondo, con sforzo praticamente nullo.
      Questo perchè a organizzare la trasferta era l’Università .

      Naturalmente trattasi sempre di impianti ’sensibili’, quindi non si può accedere semplicemente fermandosi all’ultimo momento quando ci si trova a passare.

      Tuttavia la procedura che seguivamo era quella di inviare con congruo anticipo (ma si parlava di un mese circa se non ricordo male) gli estremi del proprio documento (in particolare del passaporto) perchè gli organismi preposti effettuassero i controlli. Veniva poi in alcuni casi verificata sul posto la nostra identità .

      In alcuni posti erano particolarmente rigidi (tipo TMI), si accedeva col pulmino della società e non si poteva portare nulla di metallico (neanche l’orologio); in altri, tipo la centrale canadese di Darlington, abbiamo persino fatto le fotografie all’interno!

      Per un privato credo sia un pò più complicato, ma non troppo; ricordo che tutte queste facility prevedono espressamente gite guidate. Credo quindi valga la pena contattare sempre gli information centre, e sentire come si pongono. Non credo sia impossibile, ed in compenso, comunque la si pensi, è un’esperienza fortemente costruttiva…

      P.S.
      Ho visitato anche l’impianto italiano di Trino Vercellese, in effetti la security era un pò fissata (rispetto ai colleghi esteri, nonostante gli impianti fossero spenti!), ma non abbiamo incontrato grossi ostacoli…
      Certe ‘vie’, tutte italiane, non sempre le comprendo…

    20. Vittorio scrive:

      Per l’ing. Romanello,
      grazie per la risposta, la prossima volta che mi reco in qualche paese con impianti nucleari prima proverò ad in formarmi sè è possibile effettuare visite. Devo dire che la visita effettuata in Italia alla centrale del Garigliano, anche se l’iter è stato particolarmente lungo è stata veramente interessante ed il personale sogin è di una disponibilità unica.
      Ho quasi finito di leggere il libro dell’ ing. Silvestri che mi avevi consigliato e fino ad ora mi è piaciuto molto.
      Saluti.

    21. Stefano Z. scrive:

      Buongiorno,
      Non ci crederete ma abito a 3km da Novazza ed ora sono in Australia, mi vien quasi voglia di bussare alla porta della Metex…

      Ho letto con piacere tutti i vostri commenti cercando di farmi un’idea, non sono contrario al nucleare a priori e cerco di pensare il tutto in “maniera altruista”, tanto per capirci “criticavo” la comunità della Val di Susa sulla questione del traforo, ora, anche solo per coerenza non voglio schierarmi contro lo sfruttamento della miniera di Novazza senza aver cercato di costruirmi un’opinione in modo obiettivo (difficile visto che sarò il minatore numero uno..he he).

      Vorrei semplicemente che tutti i “tecnici” di cui sopra si mettessero nei nostri panni e cercassero di spiegarci la fattibilità di un progetto come questo in una maniera a noi tutti comprensibile.
      Il problema è NOVAZZA OGGI E L’URANIO, condivido tutto ciò che si è detto su altre fonti energetiche etc. ma non vorrei distrarmi in discorsi ideologici…

      Vedetemi un po’ come l’ignorante che ha bisogno di risposte…so che coglierete la sfida.

      Grazie Stefano

    22. edoardo scrive:

      Per Stefano:
      L’estrazione dell’uranio non è inquinante e/o pericolosa. L’uranio diventa pericolosissimo una volta irraggiato e fuori dal reattore ma, quando questo viene estratto è debolmente radioattivo: può essere maneggiato a mani nude. L’elemento inquinante in questa tipologia di miniere è il radon, gas radioattivo emesso dallo stesso uranio. Detto gas si trova in abbondanza anche nelle miniere di carbone (eh,si…il carbone estratto a grandi profondità è anch’esso radioattivo!) ma si ovvia a questo inconveniente ventilando, con specifici macchinari, le miniere ed i locali dell’impianto. Il radon, una volta a contatto con l’aria aperta, si volatilizza rapidamente senza minacciare la popolazione adiacente alla/e miniera/e.
      Permettimi di aggiungere questa mia considerazione:
      in Italia non ci siamo mai posti il problema energia e mai abbiamo attuato una seria politica energetica (neanche durante la crisi del 1973!) Abbiamo sempre puntato sul petrolio (ieri) e sul gas (oggi).
      Io sono favorevole ad un mix energtico che ci permetta di un minimo di convenienza ed indipendenza; bene le rinnovabili (anche se da sole non bastano!) bene i rigassificatori, il carbone pulito, anche se tanto pulito non è ma sopratutto una rivalutazione ed un ritorno al nucleare…Non è vero che ci vuole troppo tempo, che non ci sono più scienziati e tecnici ecc. Si tratta solo di volontà politica.
      Per quel, e sono sincero, che mi riguarda preferirei vivere vicino alla miniera di Novazza che vicino ad un deposito di vecchie carrozze di treni zeppe di amianto e lasciate incustodite all’aria aperta con il pulviscolo che va in qua e là …Sono di Pistoia, città dove molti operai di una nota azienda di trasporti, sono morti o si sono ammalati di asbestosi da amianto.
      Scusa per il mio dilungarmi e grazie per l’attenzione

    23. Stefano Z. scrive:

      Per Edoardo (e tutti quelli che ne san più di me).

      Grazie mille per la tua risposta e dilungati pure sono molto sensibile all’argomento.

      Dato che ne so poco mi diverto a fare il “bastian contrario” e sfrutto fonti che sono palesemente di parte (Legambiente e mia Nonna che ne ha sentitte di tutti i colori sulla miniera).
      Ti chiedo:
      L’uranio così come viene estratto non è dannoso, ma il Radon si. Credo di poterti dire che a Novazza negli anni settanta si sia risentito del Radon perchè la ventilazione non era adeguata.

      1.Con la ventilazione il problema Radon viene eliminato al 100%? Che fine fa il Gas?
      2. Parte della lavorazione viene fatta sul posto e alcuni scarti (smarino) verrebbero lasciati proprio a Novazza. Lo smarino è radioattivo (fonte: Legambiente)
      3. Le scorie radioattive dove verrebbero spostate? Quanto sono dannosse?
      4. L’Inquinamento acustico è davvero insostenibile come si dice?
      5. Chi ci guadagana da questa miniera e in che misura?
      6. Questo lo posso dire con certezza, pericoloso o no, l’opinione pubblica si schiererà contro la miniera e a risentirne subito sarà il turismo.

      Vi (Edoardo in primis) chiedo di rispondere nel maniera oggetiva cercando di focalizzarvi sulla questione.

      Ho cercato di farmi un’idea ma in rete è più facile trovare informazioni che “demonizzano l’uranio” che a quelle a favore.

      Non ricordo chi ha scritto che in Australia companie come la Metex nascono e muoiono come funghi, posso dire che la Metex è quotata sul mercato azionario australiano e poi ho chi, qui in Australia, mi conferma che come in ogni parte del mondo esistono i “bidoni” ma la tradizione di estrazione mineraria in Australia e abbastanza forte e che qui convivono con l’estrazine dell’uranio da anni senza che nessuno ne faccia un problema e senza che nessuno ne risenta (non ho avuto modo di verificare la correttezza di queste informazioni).

      Grazie mille e scusate il basso tenore delle mie domande ma vorrei poter rispondere a gente come mia Nonna..hi hi

      Stefano

    24. edoardo scrive:

      Per Stefano:
      Il radon (presente in tre forme Rn222, Rn220, Rn219) è il prodotto di decadimento di tre isotopi radioattivi: uranio 238 e 235 (U238, U235), torio 232 (Th232), emette deboli radiazioni alfa, ed ha tempo di dimezzamento di circa 10 giorni. Questo gas, però, è pericoloso solo quando ristagna in ambienti chiusi (es. cantine).Una volta a contatto con l’aria aperta si volatilizza velocemente senza lasciar traccia ed inquinamento per chi è sul luogo. Le miniere, come già accennato, sono fornite di impianti che permettono una continua areazione, elimando così eventuali pericoli. Con il termine “smarino” si intendono i rifiuti derivanti dall’attività mineraria. In tali scarti spesso si trovano tracce di uranio ed amianto che devono essere smaltiti. Queste scorie vengono irrorate con soluzioni acquose per eliminare il pulviscolo e/o cementate e schermate in appositi fusti (fonti Sogin). Poi, sia per sicurezza sia per evitare ingombro ai lavori, vengono portati lontani dal sito. Si tratta per lo più di materiali scarsamente radioattivi e con brevi tempi di dimezzamento. Per tua notizia, sappi che anche il porfido ed il granito (minerali usatissimi in edilizia) emettono radiazioni!
      Se avessimo centrali nucleari, ci potremmo guadagnare noi con questa miniera.
      L’inquinamento acustico di un insediamento minerario non sarà tanto differente da quello prodotto da un normale cantiere o dal trambusto del traffico cittadino di una grande città : è stato rilevato che nell’ora di punta a Milano si sono registrati 70 decibel!
      Infine ti posso assicurare che tra Legambiente e tua nonna, molto più attendibile tua nonna! Molti dati e notizie relative al nucleare che questi signori diffondono, sono sempre state smentite da altrettanti dati tecnici e scientifici (non ideologici). Io da ex antinuclearista te lo posso assicurare!
      Il nucl

    25. enrico73 scrive:

      Sempre per Stefano,

      mi permetto di sottoporti un breve estratto, assai pertinente all’argomento su cui ti stai informando, dell’opuscolo “Rischio radon: cosa è,come si previene, come si misura,come si interviene (13 quesiti sul problema Radon) a cura dell’ANPEQ (Associazione Nazionale Professionale Esperti Qualificati nella sorveglianza fisica della radioprotezione), per la cui lettura integrale ti rimando a questo indirizzo http://www.anpeq.it/download/libretto_radon.pdf

      “Il Radon è un gas nobile non reattivo che, inalato,non si deposita nei polmoni ma viene rapidamente espulso, con trascurabile contributo di dose ai polmoni. Gli effetti dannosi del Radon sono prodotti dai suoi
      ‘discendenti’ radioattivi α-emittenti solidi Po-218 e Po-214
      contestualmente presenti nell’aria legati al pulviscolo atmosferico
      che, inalati, si depositano nell’epitelio bronchiale rilasciandovi dosi significative di radiazione α che possono produrre tumori polmonari.
      La concentrazione nell’aria dei ‘discendenti’ assume il valore massimo dopo un tempo sufficientemente lungo in assenza totale di aerazione, allorquando vengono a realizzarsi condizioni di ‘equilibrio radioattivo’ tra i ‘discendenti’ suddetti, che hanno tutti (compresi i radioisotopi intermedi Pb-214 e Bi-214) breve tempo di dimezzamento, e il ‘genitore’ Radon.
      La probabilità del danno conseguente all’esposizione ad una determinata concentrazione del Radon nell’aria risulta pertanto proporzionale al prodotto della concentrazione di attività del Radon, in Bq/m3, per le ore di esposizione e per il valore del ‘fattore di equilibrio’, dato dal rapporto
      tra la concentrazione di attività effettiva dei ‘discendenti’ e quella che si avrebbe se i ‘discendenti’ fossero in equilibrio con il Radon.
      Sulla base dei danni osservati nei lavoratori delle miniere, la probabilità di insorgenza di tumori mortali per esposizione ai “discendenti” del Radon viene valutata pari a 4.4*10-7 (leggi 4,4 per 10 alla meno 7) per ora di esposizione a concentrazione del Radon pari a 1000 Bq/m3 in
      equilibrio con i ‘discendenti’.
      Scaturisce che, per una intera vita lavorativa (80000 ore) in ambiente con concentrazione del Radon pari a 500 Bq/m3 e valore del ‘fattore di equilibrio’ pari a 0.6, tipico di ambienti scarsamente aerati, la probabilità di insorgenza di tumori mortali nell’intera vita è pari a circa 1*10-2 (leggi 1 per 10 alla meno 2).”

      Aggiungo che quest’ultimo dato è particolarmente significativo, essendo la vita di un uomo mediamente inferiore a 100 anni.

    26. edoardo scrive:

      Per Stefano

      la concetrazione pericolosa, riportata esattamente da Ebrico, ovvero 1000 Bq/m3 in equilibrio con i discendenti si otterrebbe se l’ambiente (mineira, cava, ecc.) fosse chiuso ermaticamente senza il minimo ricambio d’aria. A quel punto uno, prima di ammalarsi di tumore, morirebbe per mancanza di ossigeno!
      L’areazione nelle miniere è continua e ciò basta ad evitare il problema.

      Grazie per l’attenzione.

    27. roberto scrive:

      Vorrei ricordare che costruire delle centrali nucleari in Italia comporterebbe dei grossi rischi :
      1) la vita media di una centrale nucleare è intorno ai 10 anni dopodichè la radioattività accumulata al suo interno renderebbe molto pericoloso l’ambiente circostante,
      2) ricordo che siamo in Italia e quindi non mi scandalizzerei poi che siano trovate discariche abusive (magari sotto casa vostra) con materiali radioattivi.

    28. enrico73 scrive:

      Salve Roberto,

      gradirei sapere su quali basi o grazie a quali fonti pervieni a stimare la vita media di una centrale nucleare costruita in Italia in 10 anni, in che modo la radioattività accumulata al suo interno si libererebbe nell’ambiente circostante e cosa ti induce a pensare che in Italia ci sia la reale possibilità di una disinvolta gestione dei rifuti radioattivi.

      Grazie.

    29. edoardo scrive:

      Per Roberto:
      penso che sia meglio informarsi prima di parlare…
      La vita media di una centrale è tra i 40/50 anni. I reattori di IV generazione possono arrivare anche a 60 e più. La radioattività dentro alla centrale non può in alcun in modo mettere in pericolo l’ambiente circostante. Mai sentito dire che il reattore è racchiuso all’interno di un edificio alto 60 mt. e con i muri spessi 120 cm schermati con bario e piombo? La cosidetta unità di contenimento.
      All’interno dell’impianto i livelli di radioattività sono controllati in continuazione. Periodicamente si prelevano dei campioni dalle parti più a contatto con il combustibile (es. il vessel) per accertarsi del livello di irraggiamento. Le discariche abusive di rifiuti ci sono anche e sopratutto perchè non appena si tenta di costruire gli impianti per smaltirli, certi signori, in nome di un becero ed ipocrita ambientalismo, si oppongono. Risultato: lo stato si blocca, rinuncia e l’ecomafie se ne approfittano. Questo non lo dico io ma la cronaca recente. Inoltre devi sapere che i depositi di materiali radioattivi non sono delle semplici discariche ma laboratori scientifici ove, oltre che controllare le scorie stoccate in sicurezza, si attuano studi, per esempio, sulla radioprotezione.

      Saluti.

    30. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      AGGIORNAMENTO:
      Il 15 dicembre con un decreto del dirigente dell’ assessorato alla Qualità dell’ Ambiente della Regione Lombardia Marco Pagnoncelli è stata archiviata l’ istanza della società mineraria australiana Metex per l’ esplorazione del giacimento di uranio a Novazza. Inoltre è stato stabilito che eventuali future istanze di permesso di ricerca o di concessione mineraria dell’ uranio riceveranno direttamente un parere negativo della Regione Lombardia.

    31. elisa scrive:

      L’interesse che australiani e francesi mostrano nei confronti dei giacimenti uraniniferi di Val Vadello e Novazza non è tanto legato ad una possibile estrazione a fine ‘economico’ quanto ad un possibile studio dei minerali depauperati in uranio quali coffinite e brannerite che si trovano nel cappellaccio del giacimento. Lo studio su questi minerali è importantissimo per il ricovero degli attinidi delle scorie poichè coffinite e brannerite sono il naturale prodotto di processi di reazione tra uraninite (ossido d’uranio) e roccia incassante che porta alla perdita di radioattività .
      Lo scopo di uno studio di qst genere quindi è capire come l’uraninite possa impoverirsi in U interagendo ( processi di scambio) con altre rocce e quindi trovare nuove soluzioni (suggerite dalla Natura stessa) per stoccare in sicurezza le scorie.

    32. Edoardo scrive:

      Finalmente una donna (ragazza) che s’intende di queste cose! Che bello…
      Anch’io ero a conoscenza di questo. Ho letto che negli anni ‘60 ‘70 l’Agip Nucleare aveva sottoposto la zona ad accurati controlli sia per fini di estrazione sia per approfondire le conoscenze relative allo stoccaggio delle scorie proseguendo le procedure e gli studi di inglesi, francesi ed americani.

    33. elisa scrive:

      Agip nucleare negli ‘70 iniziò ad interessarsi di stoccaggio di scorie perchè non trovò praticamente uraninite nei primi 500-700 m del giacimento e quindi spostò i suoi interessi verso i minerali depauperati; ma nel ‘79 l’ultimo sondaggio scese quasi a 1000 m e lì incontrarono la paragenesi primaria: uraninite, calcopirite, REE (terre rare) ed oro.
      Purtroppo nell’87 accadde quel quel accadde e l’Italia si ritrovò improvvisamente fuori dai giochi!
      Attualmente americani e canadesi si stanno studiando nuovi metodi per ‘vetrificare’ le scorie rendendole amorfe ed inerti: gli ultimi risultati raggiunti sono pubblicati sulla rivista della Mineralogy Society americana ‘ Elements’, sezione ‘ Nuclear Waste’ ( rivista ameri-canadese).

    34. Gianfranco scrive:

      Ragazzi, siete tutti dei saccentoni ebbene sapete cosa vi dico ?
      La mia famiglia é originaria di quella zona e noi abbiamo una baita bellissima sulla montagna poco distante ma non ci andiamo mai, ma proprio mai , e sapete il motivo ?
      Abbiamo notato che da quelle parti muoioni quasi tutti di cancro e siccome siamo degli ignorantoni che non sappiamo ne leggere ne scrivere non ci fidiamo affatto della tenua radioattività dell’uranio non lavorato.
      Adios chavales !

    35. Gianfranco scrive:

      PS ho detto quasi tutti perché non volevo dire tutti ma avrei potuto dirlo.

    36. Gianfranco scrive:

      Ingegneri, dottori etc etc non occorre che vi affrettiate a rispondere che scientificamente non é provato nulla , anzi , che l’uranio fà bene alla salute.
      Saluti

    37. Edoardo scrive:

      I dati che vengono discussi e presentati in questo sito, sia da nuclearisti che antinucleristi, non hanno nessun intento di raggirare o di dimostrare cose impossibili.
      Se ho ben capito tu dici che la gente muore di cancro perchè nella valle di Novazza, vicino alla tua baita, a centinaia di metri di profondità c’e’ dell’uranio. Forse non sai che l’uranio è presente, non solo in moltissimi minerali, ma anche nel granito, nel profido ed in tanti altri materiali utilizzatissimi nell’edilizia civile (l’uranio è presente anche nell’acqua del mare!) anche regioni come il Trentino ed il Piemonte hanno giacimenti di uranio. Questo metallo diventa pericolosissimo solo dopo l’arricchimento e l’irraggiamento nel processo di fissione. Appena estratto emette debolissime particelle beta che puoi schermare con un cartoncino. Tralasciando che, per esempio, anche il carbone estratto a grandi profondità è radioattivo, gradirei affermare che la radioattività in se non è un’invenzione demonica dell’uomo. Ogni giorno i nostri corpi sono attraversati da miriadi ri radiazioni che provengono dal suolo, dai raggi cosmici,ecc.
      Lo sai che quando vai a passeggiare in montagna, ad alta quota, così come quando voli in aereo assorbi più radiazioni?
      Tutto ciò sono fatti scientifici non chiacchiere che ci inventiamo per dimostrare che siamo bravi.
      Ciò non toglie che alte dosi sono nocive ma affermare che lì tutti muoiono perchè nella montagna c’è l’uranio mi sembra una esagerazione.
      Concludo informandoti circa un articolo dettagliatissimo pubblicato su LA NAZIONE il mese scorso ove si metteva in luce il disastro ambientale al petrolchimico di Gela: aria ed acqua inquinata, tumori superiori del 60% alla media nazionale, bambini nati deformi, ecc. Nell’articolo si dice che, addirittura, l’Eni potrebbe attuare modifiche agli impianti per diminuire l’inquinamento ma siccome costa troppo lasciano tutto così.
      Come vedi, mentre tutti temono di morire per colpa del nucleare e di chi lo produce, IN REALTA’ E’ IL CARO PETROLIO, il gas Il carbone che uccidono; tutti combustibili che ci permettono di avere l’elettricità , l’acqua calda in casa, di viaggiare in auto, ecc.!…. Di Gela si sapeva da anni come di Porto Marghera. Per poi non parlare di miariadi di discariche abusive, alcune con rifiuti velenosissimi sparti per tutta Italia.

    38. Edoardo scrive:

      Scusate erronemente ho rinviato il file di questa mattina. Prego il gestore di togliere il doppione.

      Grazie.

    39. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      edoardo ho eliminato il primo dei tuoi 2 interventi simili.

    40. Sara scrive:

      Ciao a tutti…
      spero che qualcuno possa darmi un po’ di info!
      Comincio dal principio: sto scrivendo una tesi che riguarda in parte le miniere di uranio in val vedello e sto cercando più info possibili su questo luogo e sulle attività di prospezione! Mi servono ad esempio le date precise dell’inizio e della fine delle ricerche di uranio e se qualcuno mi potesse suggerire qualche link che riguardano anche i dati metereologici nel periodo dal’70 a oggi circa!
      Sto cercando di datare una carota di sedimento raccolta nel lago scais per poter valutare l’andamento dell’ U238 e giustificarne i vari picchi!

      Grazie

    41. cicco scrive:

      Vi rendete conto di cosa significherebbe per noi italiani poter produrre energia atomica con centrali nostre e miniere nostre? liberarci dalla dipendenza dall estero, un mare di soldi che usiamo per comperare petrolio gas ecc. che rimarrebbe nelle nostre casse, con la possibilità di poterlo usare per tante altre cose, potremmo ridurre il debito pubblico per esempio, liberandoci da questa tassa che paghiamo annualmente( gli interessi sul debito intendo, che ci stanno strozzinando) avremmo meno inquinamento da idrocarburi meno tumori ecc. sarebbe una benedizione, coloro che si oppongono sono solo dei disfattisti che hanno da dire no a tutto e che sicuramente non sono esperti in materia, dicono no ai termovalorizzatori, no tav, no alla costruzione di villaggi vacanze(che creano lavoro e sviluppo) lungo le coste,( gli ambientalisti o pseudo tali) no questo no quello, sono delle minoranze che manovrano e si fanno manovrare, bloccano lo sviluppo ed il benessere del paese, vogliono vincoli a tutto, poi sono i primi a lamentarsi perchè non c’e lavoro non c’e sviluppo, si pagano troppe tasse e gli altri paesi vanno avanti, mentre noi stiamo a guardare, no non dobiamo temere il progresso, si tav, si ai termovalorizzatori, si alla costruzione di alberghi villaggi vacanze porti turistici, si a nuove infrastrutture, bisogna farli bene che siano belli e rispettosi dell’ambiente e ben integrati, si alle centrali nucleari ecc. guardate gli altri paesi in europa solo noi e il portogallo non abbiamo centrali atomiche,

    42. Edoardo scrive:

      Pienamente d’accordo con Cicco.

      Saluti.

    43. Pietruccio scrive:

      x Cicco

      Beh: centrali, in Europa, non ne ha neppure l’Austria , la Danimarca, la Norvegia, l’Irlanda, la Bielorussia, l’Estonia, la Lettonia, la Georgia, la Serbia… e tanti altri. Qualcuno le ha fatte, qualcuno no, tra cui, purtroppo, anche l’Italia. Nonostante questo, in Europa, il Nucleare rappresenta il 33-35% dell’energia elettrica e ne è la prima fonte.

      So che che di Uranio in concentrazioni “utili” dovrebbe essercene anche in Val Rendena (Trentino) e immagino anche in altri siti in Trentino-Alto Adige visto che ci sono zone con una radioattività naturale piuttosto alta.

      Interessante poi osservare che se si riuscissero a fare i reattori di IV generazione per secoli non sarebbe neanche più necessario estrarre uranio in quanto (almeno teoricamente) basterebbero gli abbondantissimi scarti dell’uranio depleto utilizzato per il nucleare attuale.

    44. Gianfranco scrive:

      I miei interventi precedenti erano con tono schezoso e superficiale. Cio’ non toglie che ho detto la pura verità, io vivo fra la Francia e Bergamo ma in Val seriana , paese d’origne della mia famiglia non ci vado mai o quasi mai. Ora non posso affermare che il cancro diffuso in quella zona sia necessariamente dovuto all’uranio, sta di fatto che tale diffusione endemica ci sembra cominciata con gli scavi dell’Enel nella zona (ripeto ci sembra, comunque c’é qualcosa che non va).
      Per quanto riguarda la necessarietà del nucleare penso che il momento é arrivato di ridurre i nostri consumi energetici e utilizzare fin quanto si puo’ delle energie alternative, lo so che questo discorso farà sorridere molte persone , ma é la strada piu’ realista anche tenendo conto delle problematiche mondiali dovute all’inquinamento.

      Saluti a tutti

    45. Gianfranco scrive:

      PS mi verrà risposto che il nucleare non é inquinante, eppure a tutt’oggi non sappiamo ancora cosa fare con le scorie radioattive , e comunque il sostenimente di tale livello di spreco energetico é pura follia.

    46. egisto scrive:

      Anche io conosco piuttosto bene la Val Seriana e sono molto più propenso a ritenere che l’aumento dell’incidenza dei tumori sia dovuto più all’allucinante traffico veicolare che agli scavi di ricerca dell’uranio (che peraltro non mi risultano essere stati fati, se non alcune prospezioni e certamente non dall’ENEL). Inoltre tutta la zona ha un’antica tradizione mineraria. Inoltre se pensate veramente che sia l’uranio causa dei tumori dovreste essere contenti che venga rimosso dal terreno rendendolo più salubre.

    47. giorgio scrive:

      l’uranio emette radiazioni per 4 miliardi e mezzo di anni. La televisione francese a fatto un bel reportage sulle centinaie di ex miniere d’uranio sul territorio francese. E una catastrofe ben nascosta.

    48. giorgio scrive:

      vedi il filmato su:

      video.google.fr/videoplay?docid=458328949600743895&hl=fr

      oppure cerca su google France 3 “le scandale de la France contaminée”

      da i brividi.

    49. Pietruccio scrive:

      Caro giorgio

      è sbagliato dire che l’uranio emette per 4 miliardi e mezzo di anni, perchè quello è solo il periodo di dimezzamento (pari a 0.693 volte la vita media).

      E’ anche il caso di ricordare, come abbamo ripetuto tante volte, che di radioattività non solo è pieno il mondo (e l’universo), ma siamo noi stessi sorgenti radioattive da circa 8 kBq, cioè da quasi un miliardo di radiazioni al giorno, in condizioni del tutto normali e senza alcuna conseguenza per la nostra e altrui salute. Questo dimostra che il rischio da radiazione è di gran lunga sovrastimato: ripeto allora la mia personale convinzione che questo “terrorismo” mediatico non sia altro che una propaganda strumentale e scorretta finalizzata a spostare il mercato energetico in una direzione piuttosto che in un’altra.

      Oltretutto continuo a non capire la posizione di molti militanti antinucleari che lo fanno “gratis”, senza porsi in modo critico nei confronti di una informazione tecnico scientifica palesemente sbilanciata e improbabile: basterebbe informarsi un po’ senza pregiudizi né superstizioni.

    50. danielerovai scrive:

      Sono andato a vedere il video. Nessuna informazione militante ma un reportage che mette il dito su una piaga: i residui dell’estrazione di uranio. Non penso che le persone del video siano tutti attori pagati da greenpeace.

      Petruccio parla di dati scientifici e di informazioni senza pregiudizi o superstizioni. Quest’inchiesta mette il dito su una piaga e non è fatta da ambientalisti indottrinati.

      Io penso che sarebbe ora di affrontare il problema dei rifiuti radioattivi per aprire una discussione più ampia sul fatto che dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e iniziare a considerare che per ogni azione che facciamo dobbiamo sapere prima come eliminare i rifiuti che con querll’azione provochiamo. Qui si parla di un paese vicino ad una miniera di uranio e della contaminazione che questa estrazione ha provocato.
      E’ sempre il solito discorso: siamo consapevoli o no di quello che facciamo? Io penso di no.

    51. Pietruccio scrive:

      Caro Daniele

      io penso di si, almeno per quanto riguarda il nucleare. Di no nel caso di altre questioni. La frase che dici

      “… aprire una discussione più ampia sul fatto che dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e iniziare a considerare che per ogni azione che facciamo dobbiamo sapere prima come eliminare i rifiuti che con quell’azione provochiamo …”

      andrebbe applicata prima di tutto alle fonti fossili che, non sapendo e non potendo confinare le sostanze cancerogene che producono, le riversano semplicemente in aria, ma di qusto gli amici di green-qualcosa non mi pare smbrino preoccuparsi molto…

      Per quanto riguarda il discorso rifiuti nucleari ne abbiamo parlato tante volte: è un tema che non mi entusiasma e oltretutto devo ancora rispondere al post di Alessio di quest’estate, ma non trovo mai il tempo per fare un discorso organico un po’ completo su cui non si possa giocare coi soliti fraintendimenti. Adesso ricordo solo che ci sono due sistemi principali di smaltimento.

      - Uno consiste nel confinare le barre di combustibile, così come sono, chiuse dentro canisters resistenti sia dal punto di vista meccanico che chimico, e quindi interrare in profondità questo materiale che, ricordo ancora, è ceramico (è ossido di uranio con dispersi prodotti di fissione, plutonio e attinidi minori) e si trova in forma di pasticche, già intrinsecamente resistenti agli agenti esterni e che può fare male solo se si ingerisce (c’è qualcuno che mangerà piastrelle nei prossimi 100′000 anni?).

      - L’altro metodo, quello ad esempio adottato in Francia, consiste nel ritrattare il combustibile esausto, separare i vari materiali recuperando uranio e plutonio, e confinare i prodotti di fissione e attinidi minori in una matrice di vetro che, a questo punto, è molto meno radiotossica del prodotto di partenza. Si prevede anche in questo caso l’interramento profondo in contenitori resistenti e sigillati, e anche in questo caso il materiale è pericoloso solo se ingerito. Si prevede in futuro di affinare la tecnica di separazione adottando strategie diverse per i diversi materiali.

      Chiaro, poi, che non c’è nessuna fretta di fare l’interramento, visto che le quantità in gioco sono limitate, relativamente poco pericolose (per i motivi che ho detto sopra), e più passa il tempo, più la radioattività cala e si semplificano le cose.

      La domanda che faccio è sempre la stessa: dove sarebbe tutto questo immane e irrisolvibile problema?

      ————-

      Il dettaglio delle questioni del video francese citato non lo conosco (non so il francese e non conosco la storia del nucelare di quel paese).

      Sull’argomento ho letto questo articolo in italiano

      greenreport.it:80/contenuti/leggi.php?id_cont=17993

      e come al solito ho notato che quando si va un po’ nel dettaglio si scopre che le cose sono sempre diverse da come vengono presentate
      Nello specifico sono andato a vedere qualcosa sulla centrale di Brennilis oggetto di un documentario che doveva dimostrare non si capisce bene cosa, in prima serata, e cosa vien fuori? Che era una centralina sperimentale da 75 MW del 1962, moderata ad acqua pesante e refrigerata a CO2, che non centra niente con quelle di III generazione…

      http://en.wikipedia.org/wiki/Brennilis_Nuclear_Power_Plant

      La tattica del documentario francese allora, da quel poco che ho potuto capire, mi pare quella della “mitica” trasmissione di report su RAI3 del novembre scorso dove si attacca il nucleare che dovrebbe arrivare in Italia andando a vedere qualcosa che non centra niente e cioè le “magagne” (magari un po’ gonfiate, che per un giornalista non guasta mai) del periodo iniziale, e sostanzialmente sperimentale, del nucleare italiano.

      Non credo comunque che la strada che ha funzionato tanti anni fa, e cioè di bloccare il nucleare coinvolgendo e allarmando l’opinione pubblica, possa funzionare ancora, soprattutto nel momento in cui il petrolio e affini dovesse cominciare a salire di prezzo. Credo che il processo sarà lento, ma inesorabile e fra 10-20 anni il nucleare tornerà ad essere una fonte importante di produzione di energia.

    52. giorgio scrive:

      Carissimo Petruccio, magrado tutto il tuo dovuto rispetto penso che purtroppo non ai capito (o forse neanche visto) il messaggio della trasmissione di France 3. Ma posso capire che non tutti capiscono il francese. Pero prima di esprimerti sul filmato sarebbe piu opportuno di sapere di cosa si parla. Non si tratta affatto di anti nucleare se questo puo tranquillizzarti.

    53. giorgio scrive:

      Scusami volevo scrivere Pietruccio non Petruccio.

    54. Pietruccio scrive:

      Non mi tranquillizza e non mi preoccupa. Di interventi “antinucleari” ce n’è uno al giorno, non è che uno in più o in meno cambierebbe molto le cose: evolveranno da sé sotto la spinta degli eventi (dal mio punto di vista la posizione, il peso e il “potere di fuoco” dei mezzi di persuasione fanno parte integrante degli “eventi”).

      ————————–

      Le deduzioni su quel servizio le ho tirate da quanto riportato da Greenreport di cui riporto un frammento

      “…In Francia ha sta suscitando grande clamore la trasmissione dell´11 febbraio, da parte di France 3, di un documentario che ha tracciato un quadro pesantissimo nel nucleare “made in France” … ha rivelato al grande pubblico televisivo una parte delle contaminazioni dovute all´industria atomica e denunciate da molto tempo dalle associazioni antinucleari…”

      ——————-

      Sia chiaro, però, che la mia posizione (per quel poco che conta) non è certo quella di chi non vuole che vengano a galla le irregolarità. Se vai a vedere i molti interventi che ho fatto su questo sito vedrai che ho sempre chiesto, per il nucleare (e per il buon fuzionamento della catena del sistema dei controlli), trasparenza, trasparenza, trasparenza, trasparenza…

      Il fatto è che vorrei altrettanta attenzione critica anche sulle altre attività e in particolare sulle altre fonti di energia. Tutte… se no la gente crede che il fotovoltaico sia energia “pulita” e che il sole e il vento siano “gratis” ecc…

    55. Edoardo scrive:

      Il fatto è che vorrei altrettanta attenzione critica anche sulle altre attività e in particolare sulle altre fonti di energia. Tutte… se no la gente crede che il fotovoltaico sia energia “pulita” e che il sole e il vento siano “gratis” ecc…

      Inoltre ci si chiede mai se per le raffinerie o i petrolchimici, due esempi ma ne potrei citare altri, sono mai state fatte “campagne” come quelle contro il nucleare?
      Il caso eclatante, ma poco pubblicizzato, fu riguardo al petrolchimico dell’Eni a Priolo (la stessa località siciliana ove il buon Rubbia tenta da 22 anni e a caro prezzo di rendere disponibile la piccola centrale solare sperimentale - solare termodinamico): enormi quantità di piombo ed altri metalli pesanti scaricati direttamente in mare o in falde acquifere.
      Lì ci furono casi di malattie e malfomazioni e cause contro l’azienda. Ricordo un dossier del maggio 2005 su La Nazione (l’unico che diede risalto al caso)
      Ora Giorgio od altri potrebbe obbiettare: “Si, ma se si sbaglia e si inquina in altri settori perchè ritornare al nucleare, settore di per se pericoloso?

      La risposta è semplice: l’energia nucleare E’ L’UNICA fonte energetica o attività produttiva/industriale ove, già all’inizio si pensa a come smaltire e/o mettere in sicurezza i rifiuti in depositi sicuri che in caso di carbone, gas e petrolio, sono i nostri polmoni.

      Se tutte le altri attività industriali e civili (gestione della spazzatura, processi chimici – esempio l’Icmesa, elettronici, di trasporto da industrie e non) avessero gli standard di sicurezza del settore nucleare, di inquinamento o disastri ambientali ce ne sarebbero di meno.
      Nella mia città, Pistoia, alla Breda (gruppo Ansaldo/Finmeccanica) ci sono stati diversi decessi per neoplasie causati dall’amianto… Per anni tettoie e vecchi vagoni pieni di amianto erano stai lasciati
      In un area vicino al centro cittadino senza essere stati messi minimamente in sicurezza.

      Spesso Green peace, per avvalorare le sue tesi antinucleari, va ad indagare maniacalmente su il nucleare “pregresso” quello degli anni ’60 o addirittura quello sperimentale degli anni ’50 (a quei tempio non c’erano neanche facoltà apposite ed ingegneri nucleari specializzati) che NIENTE a che vedere con quello attuale non solo per la sicurezza degli impianti ma per i nuovi metodi di gestione e trattamento delle scorie.
      Personalmente mi sentirei più al sicuro vicino ad una centrale nucleare o ad un deposito di scorie
      Rispetto ad abitare vicino ad un petrolchimico, a discariche abusive, a montagne di materiali friabili contenenti amianto, ecc.

      Saluti.

    56. Pietruccio scrive:

      Per me che sono insegnate leggere una notizia come quella del link che allego è stato come prendere un pugno nello stomaco. Perchè? Ma perchè i ragazzi delle superiori sono adolescenti, hanno una mentalità e una coscienza ancora in formazione, sono facilmente condizionabili. E’ indispensabile che venga fornita loro una informazione pluralista e che vengano abituati ad una coscienza critica, a non prendere mai niente per scontato. E cosa mi tocca leggere?

      nove.firenze.it:80/vediarticolo.asp?id=a9.02.19.23.58

      Che verranno forniti dei crediti formativi agli studenti che parteciperanno a un covegno che, visti gli ospiti, si prospetta come una smaccata di propaganda antinucleare. Non viene citato, infatti, nessun relatore di segno opposto (cioè favorevole): ma come è possibile? Spero solo che non sia vero.

      Sia chiaro che gli antinucleari hanno tutto il diritto di sostenere le loro idee e di invitare chi gli pare a parlare e anche a sentire, ma una istituzione pubblica, di importanza vitale per lo sviluppo della nazione, come è la scuola, non può dare dei crediti su una attività totalmente di parte e palesemente propagandistica!

    57. Bellaz89 scrive:

      La cosa bella di quell’ articolo è che viene presa l’America di Obama che da sostegno alle rinnovabili e tace sul fatto che anche li sono in procinto di iniziare a costruire una decina di centrali a. Cmq mi aspetto che fra qualche anno anche la Germania faccia un passo indietro sullo smantellamento del suo apparato nucleare, già il governo Merkel è titubante.

    58. giorgio scrive:

      Sia chiaro, però, che la mia posizione (per quel poco che conta) non è certo quella di chi non vuole che vengano a galla le irregolarità. Se vai a vedere i molti interventi che ho fatto su questo sito vedrai che ho sempre chiesto, per il nucleare (e per il buon fuzionamento della catena del sistema dei controlli), trasparenza, trasparenza, trasparenza, trasparenza…

      La mia posizione invece e che in campo nucleare le irregolarità non ci devono proprio essere perché purtroppo quando vengono a galla e già troppo tardi il disastro e già consumato.

      Io condivido anche come te la totale TRASPARENZA, ma oggi mi chiedo perché nella produzione di energia a sopo civile che coinvoge tutti non si puo lasciare da parte gli interessi politici e finanziari (non parlando del militare) e fare questa
      benedetta totale trasparenza? Non sarebbe a favore del nucleare?

      P.S. Scusate se non scrivo bene o non mi esprimo bene in italiano, sono di un’ altra lingua madre.

    59. Pietruccio scrive:

      Se le cose stanno così è perchè ci sono dei motivi. Il mondo è come un fiume: va avanti da se, sceglie da solo le sue strade, la situazione che si crea è il risultato delle azioni, delle posizioni e delle idee di miliardi di persone e della loro interazione con l’ambiente esterno. Non esiste nessuna autorità né nessun governo mondiale che possa interessarsi e/o decidere qualcosa o dire cosa è giusto o sbagliato.

      Il futuro ci dirà, semplicemente, se l’uomo, così com’è, ha le caratteristiche per superare i grossi problemi che gli imporrà la globalizzazione, la crescita demografica e l’esaurimento di alcune risorse, oppure no. Pensare a cosa sarebbe giusto o non giusto fare è un puro esercizio retorico. Io spingo dalla mia parte, altri spinogono dalla loro… vediamo dove andiamo a finire…

    60. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:

      ho letto il link relativo agl’incontri di Firenze: una cosa vergognosa!
      Non servirà a nulla ma ho scritto una mail di protesta.
      Questo mi ricorda la solita ignobile bassezza di quando, nella mia (e penso anche in altre città della Toscana) per il referendum del 2005 relativo all’eugenetica/eutanasia (quello che non raggiunse il quorum) alcune associazioni appartenenti ad una certa parte politica, regalavano gadget in cambio di una firma che assicurasse l’affluenza alle urne…pare vero ma fu così, anche se poi prevalse il buon senso degli italiani che si astennero in massa.

    61. martino scrive:

      la miniera contiene solo 1300 tonnellate di uranio !
      Se 30 tonnellate danno 1000 MWe significa che tutta la miniera può dare
      al massimo la produzione idroelettrica italiana di un anno.
      Ce ne vogliono centinaia di miniere simili per coltivare l’ipotesi di un ritorno al nucleare. Il carbone infatti è più economico, compreso il costo del trasporto via mare realizzabile con navi italiane, e va importato come il nucleare.

    62. Enrico D'Urso scrive:

      aiea dice 4800t, non 1300.

      “centinaia di miniere”, la miniera spagnola ha raddoppiato le proprie possibilità produttive, AIEA diceva 6700t, oggi le prospezioni recenti dicono oltre 20.000.

      perchè il carbone sia più economico il trasporto ho i miei dubbi, se per una centrale servono 30t per GW di potenza all’anno di uranio, ed una a carbone servono (mi pare) dalle 3 alle 5 milioni , MILIONI di tonnellate di carbone all’anno, non mi pare proprio che sia tanto più economico il trasporto…..

      il MIT afferma che per l’america, (paese con le più grandi riserve carbonifere al mondo) il carbone incide per 2.6c$/kWh, l’uranio invece 0.67, il gas incide per 7c.

    63. Pietruccio scrive:

      “Se 30 tonnellate danno 1000 MWe…” ????????

      casomai danno un’energia, non certo una potenza!

      ———

      Alcuni calcoletti pour parler

      Per produrre 1 TWh di energia elettrica:

      - una moderna centrale a carbone (η=45%) ne userebbe 270 mila tonnellate (un cubo da circa 70m di lato) dal costo di circa 21 milioni di € (8c€/kg)

      - nelle centrali a gas a ciclo combinato (η=55%) servirebbero 180 milioni di m3 di gas (un cubo di 570m di lato) dal costo di 54 milioni di € (30c€/m3).

      - in un EPR bisognerebbe fissionare 120 kg di uranio (η=37%) ottenendo 120 kg di prodotti di fissione, 20-30 kg di Plutonio e 2-3 kg di attinidi minori, “bruciando” 1800 kg di combustibile formato da uranio arricchito al 5% proveniente da 16 tonnellate di uranio naturale contenuto in 20 tonnellate di U3O8 (Yellowcake)

      Quindi da 1300 t di ossido di uranio si ricavano 65 TWh pari a 65/33 pari a circa 2 volte quello che ha prodotto l’idroelettrico nel 2007 che è 33 TWh al netto dei pompaggi (che non sono energia veramente “prodotta” perchè prima è stato speso un 35-40% in più per pompare quell’acqua). Rispetto al 2008, sempre tolti i pompaggi abbiamo circa 41 TWh netti dall’idroelettrico. In questo caso il rapporto sarebbe pari a 65/41 cioè circa il 60% in più di quello che ha prodotto l’idroelettrico in un anno.

      se invece assumiamo il dato di 4800t si moltiplica tutto per 3.7 ottenendo l’equivalente di circa 7 anni di idroelettrico come nel 2007 oppure 6 anni come nel 2008.

      Credo però che il confronto andrebbe fatto con quello che ci aspettiamo dal nucleare italiano, e cioè da 8 reattori che dovrebbero produrre 100 TWh/anno (circa il 30% dell’energia elettrica) e quindi quelle miniere garantirebbero un’autonomia di quasi 8 mesi nel primo caso, oppure di 2 anni e 5 mesi nel secondo. Con una quarantina di quelle miniere avremmo l’indipendenza energetica della compnente nucleare per 100 anni considerando solo con reattori di III generazione.

      Se consideriamo reattori IV generazione la miniera in oggetto, anche nella peggiore delle ipotesi (1300t e un fattore 100 nell’utilizzo dell’uranio rispetto alla III generazione) produrrebbe 6500 TWh pari a quello che ci si aspetta dal nucleare italiano per 65 anni.

    64. Lorenzo scrive:

      Circa la miniera anzi le possibili miniere riporterei questo…
      http://www.vivisulserio.it/content/view/120/65/

    65. fabio scrive:

      Salve a tutti.
      Sapete cosa succede in Francia?
      Guardate su questo sito un’inchiesta di France 3 sulle miniere francesi, quasi tre ore di video.

      forumambientesalute.splinder.com/post/21513690/Uranio%3A+lo+...

      Quando avrete finito di guardarlo, non penserete più ai dati della produzione di corrente.
      Ricordate che l’inquinamento da uranio dura miliardi di anni perché l’uranio è NATURALMENTE radioattivo per tale tempo.
      Non crediate poi che pagherete meno le bollette della corrente, chi investirà vorra indietro subito i soldi e chi glieli darà saremo noi!
      P.S. non doveva costare meno la benzina se ce la facevamo noi?

    66. Edoardo scrive:

      Ricordate che l’inquinamento da uranio dura miliardi di anni perché l’uranio è NATURALMENTE radioattivo per tale tempo.

      L’uranio allo stato naturale emette debolissime radiazioni alfa, le quali possono essere schermate anche dal grasso presente sulle mani oppure da un foglio di carta. L’uranio pericoloso è quello presente nel combustibile esausto dopo l’irraggiamento.
      L’uranio è presente anche in molti materiali edilizia ed in percentuali molto piccole ance nelle ossa umane.
      Che l’uranio sia utilizzato anche nella costruzione di macchina, strutture industriali, ecc. è ben noto. Per esempio, in ambito aerospaziale come contrappeso e per le superfici di controllo degli aerei (Ogni Boeing 747 contiene 1500 kg di uranio impoverito). E’ stato usato anche in rotori giroscopici ad alte prestazioni (come quello di alcuni elicotteri), nei veicoli di rientro dei missili balistici e negli yacht da competizione. Non c’è alcun pericolo derivante da questi usi, poichè in questi casi l’uranio (le cui radiazioni, come è stato detto, hanno un basso potere penetrante, in quanto particelle alfa) è custodito in appositi spazi che non permettono alle radiazioni di contaminare l’ambiente circostante; in particolar modo, l’uranio non è pericoloso in questi ambiti perchè, non è soggetto ad esplosione. Oppure le stesse trivelle delle piattaforme petrolifere o i rivestimenti dei caveaux delle banche contengono uranio.
      L’articolo era già stato diffuso nello scorso autunno, ed ogni tanto viene riproposto al solo fine propagandistico; tra l’altro i giornalisti francesi Amara e Romain sono attivi collaboratori dell’associazione antinucleare “Sortir du nucleaire”: un po’ di parte, credo… gli stessi che nel 2003 lanciarono l’allarme su incidenti al reattore 1 della centrale di Civaux, poi rivelatosi infondato.
      E poi qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai l’incidenza di numerosi tumori (dati OMS periodo 1998 – 2005) nella denuclearizzata Italia sono maggiori rispetto alle nuclearizzate Francia, Germania, Spagne e Svezia?

      E’ molto curioso notare come questi individui (ambientalisti/antinuclearisti) si accaniscano contro il nucleare e poi, di fronte a sua maestà il gas e, ancor peggio, il petrolio, se ne stanno zitti zitti; ben attenti a non alzare troppo la voce e chiudendo gli occhi anche su immani disastri ambientali (Golfo del Messico) oppure su tutte quelle guerre ed ingiustizie che, sia direttamente che indirettamente, l’oro nero causa.
      Non ho mai visto, da parte di Greenpeace, wwf e Legambiente, l’enorme dispiegamento di mezzi usati contro l’atomo nei confronti del petrolio…tra l’altro essendo queste associazioni private e non organizzazioni scientifiche da qualcuno si dovranno far finanziare….

    67. daniele rovai scrive:

      Vorrei una spiegazione sull’Uranio naturale e depleto.

      Da quello che leggo se durante lo scavo di una galleria mi imbattessi in un piccolo giacimento di Uranio non correrei nessun pericolo. Basta la mia epidermide a proteggermi da quelle radiazioni. Quindi anche se prendo in mano un pezzo di, per esempio, uraninite, o pechblenda, e me lo metto in tasca non mi succede niente. Lo stesso se tengo sulla scrivania un po di Uranio Depleto, o Impoverito.

      Lo chiedo perché non capisco allora la preoccupazione, in Italia si fa finta che il problema non esiste, di rilevare la presenza di randon, visto che a quanto pare le percentuali di radio presenti sia nell’uraninite che nel randon sono bassissimi.

      Potete delucidarmi in merito?

    68. Lorenzo scrive:

      x per quel che ne sò.
      L’uranio impoverito è un sottoprodotto del processo di creazione del carburante nucleare. Ha una bassa radiottività, minore perfino di quella dell’uranio naturale e le particelle alpha che emette son facilmente bloccate da un foglio di carta o dalla pelle stessa.
      La percentuale di produzione di uranio impoverito o depleto nel processo di produzione e pari al 92 % del totale di uranio naturale impiegato.
      La maggior parte del prodotto viene accumulata sotto forma di esafloruro di uranio e stivata in cilindri metallici conservati all’aperto per evitare forme di accumulo di acido fluoridrico in caso di incidente.
      Il principale pericolo da uranio depleto è causato da un suo eventuale ingerimento (ad esempio per via di fonti idriche da esso inquinate come rivelato tra i pellerossa in California ) o tramite la sua penetrazione nel corpo tramite ferite ( per cui se passeggi nella galleria in cui hai trovato il piccolo giacimento sarebbe meglio non graffiarsi ) o per mezzo di inalazione. E quest’ultima è la vera criticità. L’uranio è tossico a prescindere dalla sua radioattività. Provoca tumori ed altre patologie a monte di essa. La Sindrome dei Balcani, a danno dei nostri soldati in missione laggiù ed esposti alle polveri da armi a uranio depleto e stata proprio conclamata il 1 marzo di quest’anno con la procedura di indennizzo a tutti coloro che si sono ammalati ( o sono morti ) per quello.

    69. Edoardo scrive:

      Per quel che so io, a proposito del il radon, questo è un gas radioattivo e può risultare cancerogeno solo se inalato, in quanto emettitore di particelle alfa , le stesse emesse dall’uranio (decadimento dell’Uranio 238 prima e del Radio 226 poi)
      La principale fonte del radon è il terreno ma anche materiali di costruzione usatissimi nel settore edilizio, specialmente se di origine vulcanica come il tufo o i graniti; questo gas fuoriesce e si disperde nell’ambiente, accumulandosi in luoghi chiusi ove, ristagnando, diventa nocivo. Se ben ricordo ha un periodo di dimezzamento di circa 4 e poiché è la concentrazione nell’ambiente che lo rende pericoloso, la maniera per proteggersi dall’accumulo di radon è l’aerazione degli ambienti, soprattutto nei casi in cui questi siano caverne o siti a contatto col terreno. Va anche detto che il radon è molo volatile e si disperde in atmosfera ed in acqua molto rapidamente; per esempio le miniere ove si estrae l’uranio sono dotate di impianti, condotti appositi o di semplici tubazioni di sfiato con l’esterno, per permettere la continua areazione delle gallerie… magari facessero lo stesso per la miniere di carbone.
      Non dimentichiamoci che il radon ha anche qualche “pregio”: può essere utilizzato per uso terapeutico ricavandolo da una sorgente di radio ed immesso in piccolissimi tubi pervenire usato in radioterapia.

    70. Edoardo scrive:

      Se ben ricordo ha un periodo di dimezzamento di circa 4

      4 giorni

    71. LB scrive:

      No uranio in Val Seriana
      http://nouranio.blogspot.com

    72. Enrico D'Urso scrive:

      tanto per sapere…….tu stai quindi dicendo che l’uranio E’ PRESENTE?!?!?

    73. Cher scrive:

      …………….si è presente l’Uranio in Lombardia……….per cui suicidatevi!

      Se le “fesserie” del verdame Vi annoiano in quanto prive di fantasia allora un pò di sane risate……dementi Vs demenza
      http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pagina_principale

    74. Cher scrive:

      Dimenticavo x il verdame convinto:
      nonciclopedia.wikia.com/wiki/File:Ammazzati_e_salva_il_piane...

    75. Renzo Riva scrive:

      Lorenzo scrive:
      30 Giugno 2010 alle 14:31
      x per quel che ne sò.

      Ecco quello che non sai:
      Sul tavolo dell’allora primo ministro: un tale che di nome faceva e fa ancora, Massimo, c’era un dossier OTAN/NATO che indicava le perentorie procedure per operare in presenza di zone dove si impiegavano proietti anticarro ed altri all’uranio depleto.
      Tale dossier fu messo nel cassetto e pertanto disposizioni non furono date ai vertici militari per i reparti che operavano in zone operative contaminate.
      Pertanto sarebbe da denunciare alla Corte dei Conti per danno erariale, conseguente gli indennizzi alle vittime inconsapevoli, il Massimo del minimo.
      C’è nessuna associazione di consumatori o delle vittime che voglia fare invece di solo dire e volersi solo mettere a carico del contribuente?

      Penso che per questo argomento basti ed avanti quanto ho sopra riportato.

    76. Pietruccio scrive:

      Guarda guarda…
      Ma come? Non avevano detto che in Italia non c’era uranio?

      Adesso vien fuori che nella Val di Susa ce n’è talmente tanto che ci sono delle vene affioranti e sarebbe addirittura pericoloso scavare il tunnel.

      ilcambiamento.it/inquinamenti/torino_lione_tunnel_montagna_r...

      Come al l’area NIMBY - NO TAV - antinucleari - (finti)ambientalisti si contraddicono pur di fare propaganda…

    77. Enrico D'Urso scrive:

      incredibile…….quando le cose servono da una parte o dall’altra, si scoprono le cose più impensate…….

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