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DDL Sviluppo - approvato alla Camera ed ora approda in Senato

16 Novembre 2008 di Amministratore

In questo periodo si sta discutendo in Parlamento in merito ad un progetto di legge comunemente noto come “DDL Sviluppo” e che tratta in modo più o meno marcato l’argomento nucleare.

Fino ad ora non se ne è fatto cenno su questo sito perchè, essendo un progetto di legge, potrà ancora essere soggetto ad emendamenti, ovvero quindi è ancora suscettibile di cambiamenti. Ed infatti probabilmente vi sarà capitato di imbattervi in qualche articoli di giornale in questo periodo in cui si davano informazioni sui cambiamenti che potrebbe subire l’ Enea (tra l’altro le si voleva inizialmente sostituirle il nome in Enes) a seguito di questo “DDL Sviluppo”: articoli che spesso il giorno dopo venivano smentiti da nuovi articoli in quanto (a seguito di un qualche nuovo emendamento) il testo del “DDL Sviluppo” era stato modificato.

Il “DDL Sviluppo” (maturato nella X Commissione Attività produttive della Camera) ha in realtà un nome lungo e complesso: “Disposizioni per lo sviluppo e l’ internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia“.

Alla Camera è stato numerato come “Progetto di legge 1441-ter”.
Il 4 novembre è stato approvato alla Camera e quindi il 7 novembre è stato trasmesso al Senato come “Atto Senato n. 1195″.

Il testo è passato alla Camera con 232 sì e 164 no (e 2 astenuti). Se il Senato lo approverà senza alcun emendamento, il disegno di legge diverrà legge (collegata alla legge di bilancio per l’ anno 2009).

Il disegno di legge consta in totale di 33 articoli.
Quello che salta agli occhi è la lunghezza e soprattutto la varietà di tematiche affrontate in un unico atto: distretti produttivi e reti di imprese (art.1), disciplina dei consorzi agrari (art. 4), tutela penale dei diritti di proprietà industriale (art. 9), contrasto della contraffazione (art. 10), iniziative a favore dei consumatori e dell’ emittenza locale (art.13), legge annuale per il mercato e la concorrenza (art. 30), editoria (art. 33)

Gli articoli che hanno maggior attinenza con la tematica dell’ energia e del nucleare nello specifico sono quelli che vanno dal art. 14 all’ art. 22. E segue ora sotto la copia integrale del testo (così come approvato in Camera e che potrebbe ancora subire modifiche al Senato!) proprio di questi articoli (per agevolare la lettura viene usato il “grassetto” per mettere in risalto alcuni passaggi più notevoli).

Alla fine (proprio in fondo) sono inoltre riporati alcuni link ai siti del Camera e del Senato per poter informarsi sui lavori (passati e futuri) relativi a tale disegno di legge e per leggere eventualmente proprio tutto il disegno di legge (quindi anche quegli altri articoli che non parlano di energia e di nucleare)

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Art. 14. (Delega al Governo in materia nucleare)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro il 30 giugno 2009, nel rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto ambientale e di pubblicità delle relative procedure, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo recanti criteri per la disciplina della localizzazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare nonché dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare nel territorio nazionale e per la definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate. I decreti sono adottati, secondo le modalità e i princìpi direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 2 del presente articolo, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, e successivamente delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario. I pareri delle Commissioni parlamentari sono espressi entro sessanta giorni dalla data di trasmissione degli schemi medesimi. Con i decreti di cui al presente comma sono altresì stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.

2. La delega di cui al comma 1 è esercitata nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) previsione della possibilità di dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione;

b) definizione di adeguati livelli di sicurezza dei siti, che soddisfino le esigenze di tutela della salute della popolazione e dell’ambiente;
c) riconoscimento di benefìci diretti alle persone residenti e alle imprese operanti nel territorio circostante il sito, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture;
d) previsione delle modalità che i produttori di energia elettrica nucleare devono adottare per la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali nucleari irraggiati e per lo smantellamento degli impianti a fine vita;
e) acquisizione di dati tecnico-scientifici predisposti da enti pubblici di ricerca e università;
f) determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione;
g) previsione che la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento di impianti nucleari a fine vita siano considerati attività di preminente interesse statale e, come tali, soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del soggetto richiedente e previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
h) previsione che l’autorizzazione unica sia rilasciata a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei princìpi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241; l’autorizzazione deve comprendere la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza delle opere, l’eventuale dichiarazione di inamovibilità e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi; l’autorizzazione unica sostituisce ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire ed esercire le infrastrutture in conformità del progetto approvato;
i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorità competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AEN-OCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;
l) previsione che gli oneri relativi ai controlli di sicurezza e di radioprotezione siano a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere svolti, in tempi certi e compatibili con la programmazione complessiva delle attività, avvalendosi anche del supporto e della consulenza di esperti di analoghe organizzazioni di sicurezza europee;
m) individuazione degli strumenti di copertura finanziaria e assicurativa contro il rischio di prolungamento dei tempi di costruzione per motivi indipendenti dal titolare dell’autorizzazione unica;
n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;
o) previsione di opportune forme di informazione diffusa e capillare per le popolazioni coinvolte al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi.

3. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’articolo 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta sul territorio nazionale».

5. Disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono essere emanate, nel rispetto delle modalità e dei princìpi e criteri direttivi di cui ai commi 1 e 2, entro un anno dalla data della loro entrata in vigore.
6. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ai relativi adempimenti si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

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Art. 15. (Energia nucleare)

1. Con delibera del CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti, sono definite le tipologie degli impianti per la produzione di energia elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale.

2. Con delibera del CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sono individuati, senza nuovi o maggiori oneri né minori entrate a carico della finanza pubblica, i criteri e le misure atti a favorire la costituzione di consorzi per lo sviluppo e l’utilizzo degli impianti di cui al comma 1, formati da soggetti produttori di energia elettrica, da soggetti industriali anche riuniti in consorzi e, eventualmente, in quota minoritaria dalla Cassa depositi e prestiti Spa. L’eventuale percentuale della quota posseduta dalla Cassa depositi e prestiti Spa è definita con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.

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Art. 16. (Misure per la sicurezza e il potenziamento del settore energetico)

1. Per lo svolgimento dei servizi specialistici in campo energetico, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono rivolgersi, nell’ambito delle risorse disponibili, al Gestore dei servizi elettrici Spa e alle società da esso controllate. Il Gestore dei servizi elettrici Spa e le società da esso controllate forniscono tale supporto secondo modalità stabilite con atto di indirizzo del Ministro dello sviluppo economico e, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano lo statuto societario.

2. Al fine di consentire la razionalizzazione e l’efficienza delle strutture di natura pubblicistica operanti nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale e la loro semplificazione gestionale mediante l’accorpamento funzionale con altre strutture a totale partecipazione pubblica esistenti, il fondo bombole per metano, di cui alla legge 8 luglio 1950, n. 640, l’Agenzia nazionale delle scorte di riserva, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e la Cassa conguaglio per il settore elettrico, di cui al provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi 6 luglio 1974, n. 34, sono soppressi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Le funzioni esercitate dal fondo bombole per metano, di cui alla legge 8 luglio 1950, n. 640, e dall’Agenzia nazionale delle scorte di riserva di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, sono attribuite alla cassa conguaglio GPL (gas di petrolio liquefatto), di cui al provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi 28 ottobre 1977, n. 44.
4. Le funzioni e i compiti attribuiti alla Cassa conguaglio per il settore elettrico, di cui al provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi 6 luglio 1974, n. 34, sono trasferiti all’Acquirente unico Spa, fatta eccezione per le attività di accertamento e verifica di natura tecnica, che sono trasferite al Gestore dei servizi elettrici Spa.
5. I soggetti indicati ai commi 3 e 4 succedono a titolo universale agli enti soppressi, in ogni rapporto, anche controverso, e ne acquisiscono le risorse finanziarie, strumentali e di personale.
6. Con atto di indirizzo strategico del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’economia e delle finanze sono ridefiniti i compiti e le funzioni della società Sogin Spa, prevedendo le modalità per disporre il conferimento di beni o rami di azienda della società Sogin Spa ad una o più società, partecipate dallo Stato in misura non inferiore al 20 per cento, operanti nel settore energetico.
7. Ai fini dell’attuazione dell’atto di indirizzo strategico di cui al comma 6 e fino alla sua completa esecuzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede alla nomina di un commissario e di due vicecommissari per la società Sogin Spa, mantenendo in capo ad essa in fase transitoria gli attuali compiti, dipendenze e fonti di finanziamento, che saranno ridefiniti al fine di assicurare una maggiore efficienza nel settore. Il consiglio di amministrazione della società Sogin Spa in carica alla data di entrata in vigore della presente legge decade alla medesima data.
8. Al fine di accelerare e assicurare l’attuazione dei programmi per l’efficienza e il risparmio energetico, nei limiti di stanziamento a legislazione vigente, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, predispone un piano straordinario per l’efficienza e il risparmio energetico entro il 31 dicembre 2009 e lo trasmette alla Commissione europea. Il piano straordinario predisposto con l’apporto dell’Agenzia di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, contiene in particolare:

a) misure per favorire il coordinamento e l’armonizzazione tra le funzioni e i compiti in materia di efficienza energetica svolti dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome e dagli enti locali;

b) valutazioni di efficacia dei programmi e delle iniziative attuati e in fase di avvio, con definizione di strumenti per la raccolta centralizzata delle informazioni;
c) meccanismi e incentivi per l’offerta di servizi energetici da parte di categorie professionali, organismi territoriali, imprese e loro associazioni e grandi centri commerciali;
d) definizione di indirizzi per la sostituzione di prodotti, apparecchiature e processi con sistemi ad alta efficienza, anche estendendo l’applicazione dei certificati bianchi e di standard di efficienza, anche prevedendo forme di detassazione e l’istituzione di fondi di rotazione per il finanziamento tramite terzi nei settori dell’edilizia, dell’industria e del trasporto.

9. All’articolo 2, comma 41, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, l’ultimo periodo è sostituito dai seguenti: «I criteri per l’erogazione del Fondo di sviluppo delle isole minori sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite l’Associazione nazionale dei comuni delle isole minori (ANCIM) e la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri dell’interno e dell’economia e delle finanze, sono individuati gli interventi ammessi al relativo finanziamento, previa intesa con gli enti locali interessati».

10. La lettera a) del comma 2 dell’articolo 5 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, è abrogata.
11. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine di agevolare e promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, con proprio decreto, definisce norme, criteri e procedure standardizzate che le amministrazioni responsabili adottano ai fini dell’individuazione delle risorse rinnovabili disponibili e dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio delle diverse tipologie di impianti che utilizzano le fonti rinnovabili di energia, fatti salvi gli impianti idroelettrici e geotermoelettrici con potenza superiore a 10 MWe. Il decreto stabilisce criteri e meccanismi per migliorare la raccolta e lo scambio delle informazioni. Le norme e le procedure standardizzate sono definite nel rispetto dei princìpi della semplificazione, della certezza e della trasparenza dell’azione amministrativa.
12. Allo scopo di promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia e di incentivare la costruzione di impianti fotovoltaici, ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e delle relative disposizioni di attuazione, i comuni possono destinare aree appartenenti al proprio patrimonio disponibile alla realizzazione degli impianti per l’erogazione in «conto energia» e dei servizi di «scambio sul posto» dell’energia elettrica prodotta, da cedere a privati cittadini che intendono accedere agli incentivi in «conto energia» e sottoscrivere contratti di scambio energetico con il gestore della rete.
13. Al comma 2 dell’articolo 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, come sostituito dall’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, dopo le parole: «maggioranza semplice delle quote millesimali» sono aggiunte le seguenti: «rappresentate dagli intervenuti in assemblea».
14. All’articolo 1-sexies del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003, n. 290, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 3, dopo il secondo periodo sono inseriti i seguenti: «Dalla data della comunicazione dell’avviso dell’avvio del procedimento ai comuni interessati, è sospesa ogni determinazione comunale in ordine alle domande di permesso di costruire nell’ambito delle aree potenzialmente impegnate, fino alla conclusione del procedimento autorizzativo. In ogni caso la misura di salvaguardia perde efficacia decorsi tre anni dalla data della comunicazione dell’avvio del procedimento»;

b) dopo il comma 4-quater sono inseriti i seguenti:

«4-quinquies. Non richiedono alcuna autorizzazione gli interventi su elettrodotti esistenti, consistenti nella riparazione, nella rimozione e nella sostituzione di componenti di linea, quali, a titolo esemplificativo, sostegni, conduttori, funi di guardia, catene, isolatori, morsetteria, sfere di segnalazione, fondazioni, impianti di terra, con elementi di caratteristiche analoghe, anche in ragione delle evoluzioni tecnologiche.

4-sexies. Sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività gli interventi sugli elettrodotti che comportino varianti di lunghezza non superiore a metri lineari 1.500 e che utilizzino il medesimo tracciato, ovvero se ne discostino per un massimo di 40 metri lineari, e componenti di linea, quali, a titolo esemplificativo, sostegni, conduttori, funi di guardia, catene, isolatori, morsetteria, sfere di segnalazione, fondazioni, impianti di terra, aventi caratteristiche analoghe, anche in ragione delle evoluzioni tecnologiche. Sono altresì realizzabili mediante denuncia di inizio attività varianti all’interno delle stazioni elettriche che non comportino aumenti della cubatura degli edifici. Tali interventi sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività a condizione che non siano in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti e rispettino le norme in materia di elettromagnetismo.

4-septies. La denuncia di inizio attività costituisce parte integrante del provvedimento di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’opera principale.
4-octies. Il gestore dell’elettrodotto, almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, presenta al Ministero dello sviluppo economico e, in copia, ai comuni interessati la denuncia di inizio attività, accompagnata da una dettagliata relazione, sottoscritta da un progettista abilitato, e dagli opportuni elaborati progettuali, che assevera la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto della normativa in materia di elettromagnetismo e di progettazione, costruzione ed esercizio delle linee elettriche.

4-novies. Qualora la variante interessi aree sottoposte ad un vincolo, il termine di trenta giorni decorre dalla data del rilascio del relativo atto di assenso. Ove tale atto non sia favorevole, la denuncia è priva di effetti.

4-decies. La sussistenza del titolo è provata con la copia della denuncia di inizio attività da cui risultino la data di ricevimento della denuncia stessa, l’elenco dei documenti presentati a corredo del progetto, l’attestazione del professionista abilitato, nonché gli atti di assenso eventualmente necessari.

4-undecies. Il comune interessato, ove entro il termine indicato al comma 4-octies riscontri l’assenza di una o più delle condizioni stabilite, informa il Ministero dello sviluppo economico e notifica all’interessato l’ordine motivato di non effettuare il previsto intervento.
4-duodecies. È fatta salva la facoltà di ripresentare la denuncia di inizio attività, con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla conforme alla normativa urbanistica ed edilizia.
4-terdecies. Ultimato l’intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo finale, da presentare al Ministero dello sviluppo economico, con il quale attesta la conformità dell’opera al progetto presentato con la denuncia di inizio attività».

15. All’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n. 55, dopo le parole: «la costruzione e l’esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici, gli interventi di modifica o ripotenziamento, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi» sono inserite le seguenti: «, ivi compresi gli interventi di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessari all’immissione in rete dell’energia prodotta».

16. L’articolo 46 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, è sostituito dal seguente:

«Art. 46. - (Procedure di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto). – 1. L’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto e delle opere connesse, ovvero per l’aumento della capacità dei terminali esistenti, è rilasciata a seguito di procedimento unico ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e d’intesa con la regione interessata, previa valutazione di impatto ambientale ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Il procedimento di autorizzazione si conclude nel termine massimo di duecento giorni dalla data di presentazione della relativa istanza. L’autorizzazione, ai sensi dell’articolo 14-ter, comma 9, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sostituisce ogni autorizzazione, concessione o atto di assenso comunque denominato, ivi compresi la concessione demaniale e il permesso di costruire, fatti salvi la successiva adozione e l’aggiornamento delle relative condizioni economiche e tecnico-operative da parte dei competenti organi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

2. Qualora l’esito della conferenza di servizi comporti la variazione dello strumento urbanistico, la determinazione di conclusione del procedimento costituisce proposta di variante sulla quale, tenuto conto delle osservazioni, delle proposte e delle opposizioni formulate dagli aventi titolo ai sensi della legge 17 agosto 1942, n. 1150, si pronuncia definitivamente il consiglio comunale entro il termine perentorio di novanta giorni. Decorso inutilmente tale termine, la determinazione della conferenza di servizi equivale ad approvazione della variazione dello strumento urbanistico.
3. Nei casi in cui gli impianti di cui al comma 1 siano ubicati in area portuale o in area terrestre ad essa contigua e la loro realizzazione comporti modifiche sostanziali del piano regolatore portuale, il procedimento unico di cui al comma 1 considera contestualmente il progetto di variante del piano regolatore portuale e il progetto di terminale di rigassificazione e il relativo complessivo provvedimento è reso anche in mancanza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di cui all’articolo 5, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84. Negli stessi casi, l’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata di concerto anche con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e costituisce anche approvazione della variante del piano regolatore portuale».

17. Le disposizioni del presente articolo si applicano, su richiesta del proponente, da presentare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai procedimenti autorizzativi in corso alla medesima data.

18. L’articolo 8 della legge 24 novembre 2000, n. 340, è abrogato, fatta salva la sua applicazione ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge per i quali non è esercitata l’opzione di cui al comma 17 del presente articolo.
19. I commi da 77 a 82 dell’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239, sono sostituiti dai seguenti:

«77. Il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, di cui all’articolo 6 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, e successive modificazioni, è rilasciato a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le amministrazioni statali e regionali interessate, svolto nel rispetto dei princìpi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. Esso consente lo svolgimento di attività di prospezione consistente in rilievi geologici, geofisici e geochimici, eseguiti con qualunque metodo o mezzo, e ogni altra operazione volta al rinvenimento di giacimenti, escluse le perforazioni dei pozzi esplorativi. Del rilascio del permesso di ricerca è data comunicazione ai comuni interessati.

78. L’autorizzazione alla perforazione del pozzo esplorativo, alla costruzione degli impianti e delle opere necessari, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili all’attività di perforazione, che sono dichiarati di pubblica utilità, è concessa, previa valutazione di impatto ambientale, su istanza del titolare del permesso di ricerca, da parte dell’ufficio territoriale minerario per gli idrocarburi e la geotermia competente, a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano la regione e gli enti locali interessati, svolto nel rispetto dei princìpi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241.
79. Alle autorizzazioni di cui al comma 78 si applicano le disposizioni dell’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
80. Qualora le opere di cui al comma 78 comportino variazione degli strumenti urbanistici, il rilascio dell’autorizzazione di cui al medesimo comma 78 ha effetto di variante urbanistica.
81. La concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, di cui all’articolo 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, e successive modificazioni, è rilasciata a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le amministrazioni statali, regionali e locali interessate, svolto nel rispetto dei princìpi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241.
82. La concessione di coltivazione di idrocarburi in terraferma costituisce titolo per la costruzione degli impianti e delle opere necessari, degli interventi di modifica, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili all’esercizio, che sono considerati di pubblica utilità ai sensi della legislazione vigente.
82-bis. Qualora le opere di cui al comma 82 comportino variazioni degli strumenti urbanistici, il rilascio della concessione di cui al medesimo comma 82 ha effetto di variante urbanistica. Nel procedimento unico di cui ai commi da 77 a 81, è indetta la conferenza di servizi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, nell’ambito della quale si considera acquisito l’assenso dell’amministrazione convocata se questa non partecipa o se il suo rappresentante non ne esprime in tale sede definitivamente la volontà».

20. Le disposizioni di cui ai commi da 77 a 82-bis della legge 23 agosto 2004, n. 239, come sostituiti dal comma 19 del presente articolo, si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, eccetto quelli per i quali sia completata la procedura per il rilascio dell’intesa da parte della regione competente.

21. Il Comitato centrale metrico istituito dall’articolo 7 del regio decreto 9 gennaio 1939, n. 206, e successive modificazioni, è soppresso.

22. Laddove per disposizione di legge o di regolamento è previsto che debba essere acquisito il parere tecnico del Comitato centrale metrico, il Ministero dello sviluppo economico può chiedere un parere facoltativo agli istituti metrologici primari, di cui all’articolo 2 della legge 11 agosto 1991, n. 273, ovvero ad istituti universitari, con i quali stipula convenzioni senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
23. Lo svolgimento di attività di analisi e statistiche nel settore dell’energia, previste dalla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio COM(2006)850 def., nonché l’avvio e il monitoraggio dell’attuazione della strategia energetica nazionale di cui all’articolo 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono effettuati dal Ministero dello sviluppo economico senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nei limiti delle economie derivanti dai provvedimenti di revoca totale o parziale delle agevolazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, e successive modificazioni, ai sensi dell’articolo 2, comma 554, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, secondo le procedure di cui al medesimo comma 554.

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Art. 17. (Agenzia per la sicurezza nucleare)

1. È istituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare. L’Agenzia svolge le funzioni e i compiti di autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l’autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali nucleari, la protezione dalle radiazioni, nonché le funzioni e i compiti di salvaguardia degli impianti e dei materiali nucleari, comprese le loro infrastrutture e la logistica.

2. L’Agenzia è composta dalle strutture dell’attuale Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dalle risorse dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA), attualmente preposte alle attività di competenza dell’Agenzia che le verranno associate.
3. L’Agenzia svolge le funzioni di cui al comma 1, senza nuovi o maggiori oneri né minori entrate a carico della finanza pubblica e nel limite delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, di cui al comma 15.
4. L’Agenzia garantisce la sicurezza nucleare nel rispetto delle norme e delle procedure vigenti a livello nazionale, comunitario e internazionale, applicando le migliori efficaci ed efficienti tecniche disponibili, nell’ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e nel rispetto del diritto alla salute e all’ambiente. Le linee guida e i criteri per il funzionamento dell’Agenzia sono stabiliti dal Governo, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. L’Agenzia mantiene e sviluppa relazioni con le analoghe agenzie di altri Paesi e con le organizzazioni europee e internazionali d’interesse per lo svolgimento dei compiti e delle funzioni assegnati, anche concludendo accordi di collaborazione.
5. L’Agenzia è la sola autorità nazionale responsabile per la sicurezza e la salvaguardia nucleare. In particolare:

a) le autorizzazioni rilasciate da amministrazioni pubbliche statali in riferimento alle attività di cui al comma 1 sono soggette al preventivo parere obbligatorio e vincolante dell’Agenzia;

b) l’Agenzia ha la responsabilità del controllo e della verifica ambientale sulla gestione dei rifiuti radioattivi;
c) l’Agenzia svolge ispezioni sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture, al fine di assicurare che le attività non producano rischi per le popolazioni e l’ambiente e che le condizioni di esercizio siano rispettate;
d) gli ispettori dell’Agenzia, nell’esercizio delle loro funzioni, sono legittimati ad accedere agli impianti e ai documenti e a partecipare alle prove richieste;
e) ai fini della verifica della sicurezza e delle garanzie di qualità, l’Agenzia richiede ai soggetti responsabili del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali, la trasmissione di dati, informazioni e documenti;
f) l’Agenzia emana e propone regolamenti, standard e procedure tecniche e pubblica rapporti sulle nuove tecnologie e metodologie, anche in conformità alla normativa comunitaria e internazionale in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione;
g) l’Agenzia può imporre misure correttive, diffidare i titolari delle autorizzazioni e, in caso di violazioni, irrogare sanzioni amministrative pecuniarie di importo compreso tra 25.000 euro e 150 milioni di euro, nonché sospendere e revocare le autorizzazioni;
h) l’Agenzia ha il potere di proporre ad altre istituzioni l’avvio di procedure sanzionatorie;
i) l’Agenzia svolge attività di informazione tecnico-scientifica verso il pubblico e nelle scuole, anche in collaborazione con altri organismi e istituzioni, e corsi relativi ai casi di emergenza;
l) l’Agenzia controlla la modalità che i produttori di energia elettrica nucleare devono adottare per la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali nucleari irraggiati e lo smantellamento degli impianti a fine vita.

6. L’Agenzia è organo collegiale composto dal presidente e da quattro membri. I componenti dell’Agenzia sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dei ministri designa il presidente dell’Agenzia, due componenti sono designati dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, gli altri due componenti sono designati dal Ministro dello sviluppo economico. Prima della deliberazione del Consiglio dei ministri, le competenti Commissioni parlamentari esprimono il loro parere e possono procedere all’audizione delle persone individuate. In nessun caso le nomine possono esser effettuate in mancanza del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni. Il presidente e i membri dell’Agenzia sono scelti tra persone di indiscusse moralità e indipendenza, di comprovata professionalità ed elevate qualificazione e competenza nel settore della tecnologia nucleare, della gestione di impianti tecnologici, della sicurezza nucleare, della radioprotezione, della tutela dell’ambiente e della sicurezza sanitaria. La carica di componente dell’Agenzia è incompatibile con incarichi politici elettivi, né possono essere nominati componenti coloro che abbiano interessi di qualunque natura in conflitto con le funzioni dell’Agenzia. Il Governo trasmette annualmente al Parlamento una relazione sulla sicurezza nucleare predisposta dall’Agenzia.

7. Il presidente dell’Agenzia ha la rappresentanza legale dell’Agenzia, ne convoca e presiede le riunioni. Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza del presidente e di almeno due membri. Le decisioni dell’Agenzia sono prese a maggioranza dei presenti.
8. Sono organi dell’Agenzia il presidente e il collegio dei revisori dei conti. Il direttore generale è nominato collegialmente dall’Agenzia all’unanimità dei suoi componenti e svolge funzioni di direzione, coordinamento e controllo della struttura. Il collegio dei revisori dei conti, nominato dal Ministro dell’economia e delle finanze, è composto da tre componenti effettivi, di cui uno con funzioni di presidente scelto tra dirigenti del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, e da due componenti supplenti. Il collegio dei revisori dei conti vigila, ai sensi dell’articolo 2403 del codice civile, sull’osservanza delle leggi e verifica la regolarità della gestione.
9. I compensi spettanti ai componenti degli organi dell’Agenzia sono determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dello sviluppo economico. Con il medesimo decreto è definita e individuata anche la sede dell’Agenzia. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma sono coperti con le risorse dell’ISPRA e dell’ENEA allo stato disponibili ai sensi del comma 16.
10. Gli organi dell’Agenzia durano in carica sette anni.
11. A pena di decadenza il presidente, i membri dell’Agenzia e il direttore generale non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo o in aspettativa, in ogni caso senza assegni, per l’intera durata dell’incarico.
12. Per almeno dodici mesi dalla cessazione dell’incarico, il presidente, i membri dell’Agenzia e il direttore generale non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese operanti nel settore di competenza, né con le relative associazioni. La violazione di tale divieto è punita, salvo che il fatto costituisca reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad un’annualità dell’importo del corrispettivo percepito. All’imprenditore che abbia violato tale divieto si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari allo 0,5 per cento del fatturato e, comunque, non inferiore a euro 150.000 e non superiore a euro 10 milioni, e, nei casi più gravi o quando il comportamento illecito sia stato reiterato, la revoca dell’atto autorizzativo. I limiti massimo e minimo di tali sanzioni sono rivalutati secondo il tasso di variazione annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato dall’ISTAT.
13. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è approvato lo statuto dell’Agenzia, che stabilisce i criteri per l’organizzazione, il funzionamento, la regolamentazione e la vigilanza della stessa in funzione dei compiti istituzionali definiti dalla legge.
14. Entro tre mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 13 e secondo i criteri da esso stabiliti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è approvato il regolamento che definisce l’organizzazione e il funzionamento interni dell’Agenzia.
15. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono individuate le risorse di personale dell’organico del Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale dell’ISPRA, che verranno trasferite all’Agenzia nel limite di 50 unità. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono individuate le risorse di personale dell’organico dell’ENEA e di sue società partecipate, che verranno trasferite all’Agenzia nel limite di 50 unità. Il personale conserva il trattamento giuridico ed economico in godimento all’atto del trasferimento. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dello sviluppo economico, sono trasferite all’Agenzia le risorse finanziarie, attualmente in dotazione alle amministrazioni cedenti, necessarie alla copertura degli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, assicurando in ogni caso l’invarianza della spesa mediante corrispondente riduzione delle autorizzazioni di spesa di cui al comma 16. Con lo stesso decreto sono apportate le corrispondenti riduzioni della dotazione organica delle amministrazioni cedenti.
16. Nelle more dell’avvio dell’ordinaria attività dell’Agenzia e del conseguente afflusso delle risorse derivanti dai diritti che l’Agenzia è autorizzata ad applicare e introitare in relazione alle prestazioni di cui al comma 5, agli oneri relativi al funzionamento dell’Agenzia, determinati in 500.000 euro per l’anno 2009 e in 1.500.000 euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, si provvede, quanto a 250.000 euro per l’anno 2009 e a 750.000 euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, come rideterminata dalla Tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e, quanto a 250.000 euro per l’anno 2009 e a 750.000 euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 282, come rideterminata dalla Tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e relative proiezioni.
17. Per l’amministrazione e la contabilità dell’Agenzia si applicano le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97. I bilanci preventivi, le relative variazioni e i conti consuntivi sono trasmessi al Ministero dell’economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione finanziaria è approvato entro il 30 aprile dell’anno successivo ed è soggetto al controllo della Corte dei conti. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione finanziaria sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
18. Fino alla data di pubblicazione del regolamento di cui al comma 14, le funzioni trasferite all’Agenzia per la sicurezza nucleare per effetto del presente articolo continuano ad essere esercitate dal Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici già disciplinata dall’articolo 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, o dall’articolazione organizzativa dell’ISPRA nel frattempo eventualmente individuata con il decreto di cui all’articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Sono fatti salvi gli atti adottati e i procedimenti avviati o conclusi dallo stesso Dipartimento o dall’articolazione di cui al precedente periodo sino alla medesima data.
19. L’Agenzia può essere sciolta per gravi e motivate ragioni, inerenti al suo corretto funzionamento e al perseguimento dei suoi fini istituzionali, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico. In tale ipotesi, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è nominato un commissario straordinario, per un periodo non superiore a diciotto mesi, che esercita le funzioni del presidente e dei membri dell’Agenzia, eventualmente coadiuvato da due vice commissari.

20. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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Art. 18. (Misure per l’efficienza del settore energetico)

1. La gestione economica del mercato del gas naturale è affidata in esclusiva al Gestore del mercato elettrico di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. Il Gestore organizza il mercato del gas naturale secondo criteri di neutralità, trasparenza, obiettività, nonché di concorrenza. La disciplina del mercato del gas naturale, predisposta dal Gestore, è approvata con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentite le competenti Commissioni parlamentari e l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

2. Il Gestore del mercato elettrico, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, assume la gestione delle offerte di acquisto e di vendita del gas naturale e di tutti i servizi connessi secondo criteri di merito economico.
3. Le garanzie a copertura delle obbligazioni assunte dagli operatori ammessi ai mercati organizzati e gestiti dal Gestore del mercato elettrico, in qualunque forma prestate, non possono essere distratte dalla destinazione prevista, nè essere soggette ad azioni ordinarie, cautelari o conservative da parte dei creditori dei singoli partecipanti o del Gestore del mercato elettrico, anche in caso di apertura di procedure concorsuali. Non opera, nei confronti dell’ammontare garantito, la compensazione legale e giudiziale e non può essere pattuita la compensazione volontaria.
4. Il Gestore del mercato elettrico definisce le modalità e i tempi di escussione delle garanzie prestate nonché il momento in cui i contratti conclusi sui mercati, la compensazione e i conseguenti pagamenti diventano vincolanti tra i partecipanti ai mercati organizzati e gestiti dal Gestore e, nel caso di apertura di una procedura concorsuale nei confronti di un partecipante, opponibili ai terzi, compresi gli organi preposti alla procedura medesima. Nessuna azione, compresa quella di nullità, può pregiudicare la definitività di cui al periodo precedente. Le società di gestione di sistemi di garanzia di cui agli articoli 69 e 70 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, possono svolgere i servizi di compensazione, garanzia e liquidazione anche con riferimento ai contratti conclusi nelle piattaforme di mercato organizzate e gestite dal Gestore ai sensi del presente comma.
5. Al fine di assicurare elevati livelli di tutela per i clienti finali del settore del gas, la società Acquirente unico Spa garantisce la fornitura di gas ai clienti finali domestici con consumi annui fino a 200.000 metri cubi in condizioni di continuità, sicurezza ed efficienza del servizio.
6. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, adotta gli indirizzi ai quali si attiene la società Acquirente unico Spa al fine di salvaguardare la sicurezza e l’economicità degli approvvigionamenti di gas per i clienti finali di cui al comma 5. Con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico è stabilita la data di assunzione da parte della società Acquirente unico Spa della funzione di garante della fornitura di gas per i clienti finali di cui al medesimo comma 5.
7. Al fine di elevare il livello di concorrenza del mercato elettrico nella regione Sardegna, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e sulla base di indirizzi emanati dal Ministro dello sviluppo economico, adotta misure temporanee finalizzate ad ampliare l’offerta di energia nella medesima regione mediante l’individuazione di un meccanismo di mercato che consenta l’acquisizione e la cessione di capacità produttiva virtuale sino alla completa realizzazione delle infrastrutture energetiche di integrazione con la rete nazionale.
8. Trascorsi centottanta giorni dall’avvio del meccanismo di cui al comma 7, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas determina le modalità per la cessazione, entro il 31 dicembre 2009, dell’applicazione delle condizioni tariffarie per le forniture di energia elettrica di cui ai commi 11 e 12 dell’articolo 11 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.
9. Il regime di sostegno previsto per la cogenerazione ad alto rendimento ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, è riconosciuto per un periodo non inferiore a dieci anni. Il medesimo regime di sostegno è riconosciuto sulla base del risparmio di energia primaria e assicurando che il valore economico dello stesso regime di sostegno sia in linea con quello riconosciuto nei principali Stati membri dell’Unione europea al fine di perseguire l’obiettivo dell’armonizzazione ed evitare distorsioni della concorrenza. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per il riconoscimento dei benefìci di cui al presente comma.
10. Per le diverse tipologie di impianto di cui al provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi 29 aprile 1992, n. 6, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 1992, e successive modificazioni, su proposta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas da presentare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono definiti i criteri per l’aggiornamento annuale del costo evitato di combustibile in modo da determinare una riduzione dell’ammontare della relativa voce tariffaria a carico degli utenti da applicare a conclusione del periodo di riconoscimento dell’ulteriore componente di cui al titolo II, punto 3, dello stesso provvedimento n. 6 del 1992, al fine di rendere coerenti tali aggiornamenti con l’evoluzione dei costi di produzione delle diverse tipologie di impianto e con la salvaguardia della redditività degli investimenti effettuati.
11. In deroga all’applicazione delle procedure vigenti, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas definisce entro il 31 dicembre 2008 i criteri e le modalità per l’assegnazione delle risorse interrompibili istantaneamente e interrompibili con preavviso, da assegnare con procedure di gara a ribasso, cui partecipano esclusivamente le società utenti finali. Le maggiori entrate eventualmente derivanti dall’applicazione del presente comma sono destinate all’ammodernamento della rete elettrica. Le assegnazioni rimangono in capo agli attuali beneficiari fino alla data del 31 dicembre 2008.
12. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas propone al Ministro dello sviluppo economico adeguati meccanismi per la risoluzione anticipata delle convenzioni CIP 6/92, da disporre con decreti del medesimo Ministro, con i produttori che volontariamente aderiscono a detti meccanismi. Gli oneri derivanti dalla risoluzione anticipata da liquidare ai produttori aderenti devono essere inferiori a quelli che si realizzerebbero nei casi in cui non si risolvano le convenzioni.
13. La validità temporale dei bolli metrici e della marcatura «CE» apposti sui misuratori volumetrici di gas a pareti deformabili, installati presso le utenze domestiche, è di quindici anni, decorrenti dall’anno della loro apposizione, in sede di verificazione o accertamento della conformità prima della loro immissione in commercio.
14. Per le tipologie di misuratori diverse da quelle di cui al comma 13 installati presso le utenze domestiche la validità dei bolli metrici apposti è di quindici anni, decorrenti dall’anno della loro apposizione.
15. Non può essere apposto un nuovo bollo recante l’anno di verificazione o di fabbricazione o di apposizione della marcatura «CE» ai misuratori di gas sottoposti a verificazione dopo la loro riparazione o rimozione.
16. Con decreto di natura non regolamentare, il Ministro dello sviluppo economico stabilisce, con riferimento alle diverse tipologie di misuratori e alla relativa normativa nazionale e comunitaria, le modalità di individuazione dell’anno di apposizione dei bolli metrici e della marcatura «CE».
17. Ai fini di una graduale applicazione della prescrizione sul limite temporale dei bolli metrici, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas stabilisce, con proprio provvedimento, le modalità e i tempi per procedere alla sostituzione dei misuratori volumetrici di gas a pareti deformabili soggetti a rimozione, assicurando che i costi delle operazioni di sostituzione non vengano posti a carico dei consumatori nè direttamente nè indirettamente. Con il medesimo provvedimento sono determinate le sanzioni amministrative pecuniarie che l’Autorità può irrogare in caso di violazioni, nella misura minima e massima di cui all’articolo 2, comma 20, lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481.

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Art. 19. (Funzionamento dell’ISPRA)

1. Per garantire il funzionamento dell’ISPRA, anche durante la fase commissariale tendente ad assicurarne l’avvio, nei capitoli di bilancio già intestati all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici alla data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, confluiscono, oltre alle somme assegnate, nella misura stabilita per l’anno 2008, nel capitolo già intestato all’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, anche le somme già assegnate nell’anno 2008 all’Istituto nazionale per la fauna selvatica, nell’ambito di quelle stanziate nel relativo capitolo di bilancio.

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Art. 20. (Istituzione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ENEA)

1. È istituita, sotto la vigilanza del Ministro dello sviluppo economico, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).

2. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) è un ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico sostenibile.
3. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) opera in piena autonomia per lo svolgimento delle funzioni istituzionali ad essa assegnate, secondo le disposizioni previste dal presente articolo e sulla base degli indirizzi definiti dal Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) svolge le rispettive funzioni con le risorse finanziarie, strumentali e di personale dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA) di cui al decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257, che, a decorrere dalla data di insediamento dei commissari di cui al comma 5 del presente articolo, è soppresso.
4. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti, che si esprimono entro venti giorni dalla data di trasmissione, sono determinati, in coerenza con obiettivi di funzionalità, efficienza ed economicità, le specifiche funzioni, gli organi di amministrazione e di controllo, la sede, le modalità di costituzione e di funzionamento e le procedure per la definizione e l’attuazione dei programmi per l’assunzione e l’utilizzo del personale, nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto degli enti di ricerca e della normativa vigente, nonché per l’erogazione delle risorse dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). In sede di adozione di tale decreto si tiene conto dei risparmi conseguenti alla razionalizzazione delle funzioni amministrative, anche attraverso l’eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali, e al minor fabbisogno di risorse strumentali e logistiche.
5. Per garantire l’ordinaria amministrazione e lo svolgimento delle attività istituzionali fino all’avvio del funzionamento dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nomina un commissario e due subcommissari.
6. Dall’attuazione del presente articolo, compresa l’attività dei commissari di cui al comma 5, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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Art. 21. (Promozione dell’innovazione nel settore energetico)

1. Al fine di promuovere la ricerca e la sperimentazione nel settore energetico, con particolare riferimento allo sviluppo del nucleare di nuova generazione e delle tecnologie per la cattura e il confinamento dell’anidride carbonica emessa dagli impianti termoelettrici, è stipulata un’apposita convenzione tra l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nella quale sono individuate le risorse della stessa Agenzia disponibili per la realizzazione del piano di cui al terzo periodo del presente comma, per ciascun anno del triennio. La convenzione è approvata con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Per i fini di cui al presente comma il CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, provvede all’approvazione di un piano operativo che, fermo restando quanto disposto al comma 2, definisce obiettivi specifici, priorità, modalità di utilizzo delle risorse e tipologia dei soggetti esecutori.

2. Il piano di cui al comma 1 persegue in particolare le seguenti finalità:

a) realizzazione di progetti dimostrativi sulla cattura e sul confinamento dell’anidride carbonica emessa dagli impianti termoelettrici nonché, in via sperimentale, anche per il sequestro dell’anidride carbonica nei giacimenti di idrocarburi in terraferma, a fine di coltivazione, con il concorso dei principali operatori nazionali industriali e della ricerca, con sostegno finanziario limitato alla copertura dei costi addizionali per lo sviluppo della parte innovativa a maggiore rischio del progetto, nel rispetto delle varie alternative tecnologiche prospettabili;

b) partecipazione attiva, con ricostruzione della capacità di ricerca e di sviluppo di ausilio alla realizzazione sia di apparati dimostrativi sia di futuri reattori di potenza, ai programmi internazionali sul nucleare denominati «Generation IV International Forum» (GIF), «Global Nuclear Energy Partnership» (GNEP), «International Project on Innovative Nuclear Reactors and Fuel Cycles» (INPRO), «Accordo bilaterale Italia-USA di cooperazione energetica» e «International Thermonuclear Experimental Reactor» (ITER), ad accordi bilaterali, internazionali di cooperazione energetica e nucleare, nonché partecipazione attiva ai programmi di ricerca, con particolare attenzione a quelli comunitari, nel settore del trattamento e dello stoccaggio del combustibile esaurito, con specifica attenzione all’area della separazione e trasmutazione delle scorie;
c) partecipazione ai progetti per la promozione delle tecnologie «a basso contenuto di carbonio» secondo quanto previsto dall’Accordo di collaborazione Italia-USA sui cambiamenti climatici del luglio 2001 e dalla Dichiarazione congiunta sulla cooperazione per la protezione dell’ambiente tra l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti d’America e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

3. Al fine di garantire la continuità delle iniziative intraprese nel settore della ricerca di sistema elettrico, il Ministro dello sviluppo economico attua le disposizioni in materia di ricerca e sviluppo di sistema previste dall’articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e dal decreto del Ministro delle attività produttive 8 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo 2006, per il triennio 2009-2011 anche attraverso la stipula di specifici accordi di programma.

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Art. 22. (Valorizzazione ambientale degli immobili militari)

1. Il Ministero della difesa, nel rispetto del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, allo scopo di soddisfare le proprie esigenze energetiche, nonché per conseguire significative misure di contenimento degli oneri connessi e delle spese per la gestione delle aree interessate, può, fatti salvi i diritti dei terzi, affidare in concessione o in locazione, o utilizzare direttamente, in tutto o in parte, i siti militari, le infrastrutture e i beni del demanio militare o a qualunque titolo in uso o in dotazione alle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia, della sicurezza e dell’affidabilità del sistema, nonché della flessibilità e della diversificazione dell’offerta, nel quadro degli obiettivi comunitari in materia di energia e ambiente. Resta ferma l’appartenenza al demanio dello Stato.

2. Non possono essere utilizzati ai fini del comma 1 i beni immobili di cui all’articolo 27, comma 13-ter, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni.
3. Ai fini di cui al comma 1, il Ministero della difesa, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la regione interessata, nel rispetto dei princìpi e con le modalità previsti dal codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche con particolare riferimento all’articolo 17 del medesimo codice, e successive modificazioni, può stipulare accordi con imprese a partecipazione pubblica o private. All’accordo devono essere allegati un progetto preliminare e uno studio di impatto ambientale che attesti la conformità del progetto medesimo alla normativa vigente in materia di ambiente.
4. Il proponente, contemporaneamente alla presentazione del progetto preliminare al Ministero della difesa e al Ministero dello sviluppo economico, presenta al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ovvero alla regione territorialmente competente, istanza per la valutazione di impatto ambientale, ovvero per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, se previste dalla normativa vigente.
5. Il Ministero della difesa, quale amministrazione procedente, convoca una conferenza di servizi per l’acquisizione delle intese, dei concerti, dei nulla osta o degli assensi comunque denominati delle altre amministrazioni, che svolge i propri lavori secondo le modalità di cui agli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, anche con riferimento alle disposizioni concernenti il raccordo con le procedure di valutazione di impatto ambientale.
6. La determinazione finale della conferenza di servizi di cui al comma 5 costituisce provvedimento unico di autorizzazione, concessione, atto amministrativo, parere o atto di assenso comunque denominato.

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Si riportano qui infine alcuni link per poter ulteriormente informarsi sui lavori (passati e futuri) relativi a tale disegno di legge “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”:

Camera - XVI Legislatura - Progetto di legge: 1441-ter (Fase iter Camera: 1^ lettura)

Senato - XVI Legislatura - Atto Senato n. 1195

testo del disegno di legge così come approvato dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2008 e quindi poi tasmesso dalla Camera al Senato il 7 novembre 2008
(formato html)

testo del disegno di legge così come approvato dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2008 e quindi poi tasmesso dalla Camera al Senato il 7 novembre 2008
(formato pdf scaricabile sul computer, circa 230 kb e 80 pagine)



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  • 46 Commenti a “ DDL Sviluppo - approvato alla Camera ed ora approda in Senato”

    1. danielerovai scrive:

      Ecco alcuni passaggi che mi hanno fatto dire che si vuole un NUCLEARE GOVERNATIVO E MILITARIZZATO

      IL GOVERNO

      previsione della possibilità di dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione
      COME PER ACERRA SI PUO’ INVIARE LE FORZE ARMATE A PRESIDIARE L’AREA DI COSTRUZIONE DELLA CENTRALE

      determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti”
      SE NON SI RAGGIUNGE L’ACCORDO IL GOVERNO SOSTITUISCE IL COMUNE/PROVINCIA/REGIONE?

      previsione che la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento di impianti nucleari a fine vita siano considerati attività di preminente interesse statale e, come tali, soggette ad autorizzazione unica
      UN UNICA AUTORIZZAZIONE E NESSUNA POSSIBILITA’ PER COMUNE /PROVINCIA/REGIONE DI FERMARE I LAVORI?

      Con delibera del CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti, sono definite le tipologie degli impianti per la produzione di energia elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale.
      DECIDE LA POLITICA QUALI IMPIANTI FARE E NON I TECNICI?

      Perciò il governo in carica sceglie la tipologia di impianti. Il cotruttore sceglie il sito che preferisce. Il governo discute con il territorio dell’intenzione di fare li la centrale. Il territorio non vuole. Il governo sostiuisce le istituzioni locali e accetta la struttura. Quindi manda i militari a proteggerla. Con l’autorizzazizone unica nessun istanza può essere avanzata e con i militari si “tranquillizza” l’area.

      MILITARE

      Basta leggere l’articolo 22 per capire che il problema non è che i militari si possono fare la centrale in casa (anche se…) ma che in questa maniera si possono usare i siti militari per costruire centrali nucleari, o depositi di scorie.

      per intenderci la Sardegna e i suoi poligoni di tiro che già la Sogin aveva individuato come possibile sito per il deposito.

      Sarà questo il nucleare italiano? Un’agenzia nucleare fantoccio nelle mani del governo che potrà militarizzare tutta l’operazione?

      Parliamone!

    2. Egisto scrive:

      Alcune considerazioni:

      1) Sull’art. 22 è da tempo che si ventila l’utilizzo di vaste aree militari abbandonate (in particolare gli aeroporti) per la realizzazione di grandi impianti solari termodinamici (del tipo CSP promosso da Rubbia). Il riferimento agli obiettivi comunitari in fatto di energia (che riguardano le rinnovabili) sembra confermare questa mia ipotesi. Inoltre si parla espressamente di installare impianti energetici ovvero per la produzione di energia non di siti di scorie.

      2) Sulla militarizzazione dei siti (introdotta dal precedente governo Prodi pensando più che altro a discariche e inceneritori) per quanto riguarda le centrali nucleari si tratta di una questione di lana caprina. Nel mondo occidentale (in particolare dopo l’11/9) le centrali nucleari sono già militarizzate de facto per le imponenti misure di sicurezza prese per sventare atti di terrorismo suicida. Che la sicurezza sia affidata a società private o all’esercito cambia poco. Non dimentichiamo che si tratta di pochi siti di dimensioni limitate.
      Sul discorso della militarizzazione delle discariche andrebbero fatte considerazioni ben diverse, secondo me, che però ci porterebbero fuori tema.

      3) Sul fatto che il governo decida senza l’accordo di ogni altro ente locale mi sembra che non si faccia altro che ristabilire un elementare principio di civiltà ovvero che sugli interessi (peraltro legittimi) di pochi prevalgano gli interessi della collettività. Così funzionava in Italia fino agli anni 70.

      4) L’autorizzazione unica serve a snellire le procedure burocratiche. Esiste già per le fonti rinnovabili ed è di competenza regionale. Anche in questo caso la Regione può bellamente fregarsene dei pareri di Provincie e Comuni. Naturalmente questo non esclude tutti gli studi preliminari e nemmeno di raccogliere le osservazioni degli interessati, ma il soggetto che decide è unico. Non si vede come si potrebbe fare diversamente.

      5) Il discorso sulla tipologia degli impianti è effettivamente poco chiaro. Secondo me prefigura un sistema tipo quello americano in cui esistono alcune tipologie di impianti autorizzati tra cui il soggetto privato (la società elettrica per intenderci) può scegliere per realizzare una centrale. E’ probabile che si prenderà la strada di approvare impianti già passati al vaglio di altre autorità di sicurezza europee senza ripetere il laborioso e lungo processo di concessione della licenza ad una centrale singola.

    3. Edoardo scrive:

      Daniele ma il tuo discorso sembra pervaso dalla peggio propaganda antinucleare degli anni ’70:

      Ecco alcuni passaggi che mi hanno fatto dire che si vuole un NUCLEARE GOVERNATIVO E MILITARIZZATO

      I siti nucleari sono da sempre considerate installazioni strategiche (si può accedervi solo dopo verifiche e controlli, non vi si possono scattare foto e fare filmati se non autorizzati, ecc.) la cui sicurezza è affidata spesso (ma non sempre) ad organi militari (es.Usa, Francia) ma questo non vuol dire che sono depositi di bombe o altro!
      Francamente mi fido più di militari che sorvegliano detti impianti rispetto ad un’azienda di vigilanza privata. Questo forse perché io reputo i militari persone affidabili (almeno la maggior parte) mentre altri li reputano solo dei “guerrafondai fascisti che opprimono il popolo”
      Comunque, al di là della questione nucleare, e spaziando nel vasto campo delle infrastrutture, sono d’accordo con Egisto: se si vuole rilanciare il paese e definire un piano energetico nazionale (PUN) non solo si deve snellire le procedure burocratiche ma, davanti a tentennamenti o a CONTINUI ostacoli messi dagli enti locali, lo Stato Sovrano ad un tratto, per il bene e la necessità comune, deve decidere…altrimenti com’è successo fino ad oggi, le minoranze rumorose possono bloccare centrali, ferrovie, strade, termovalorizzatori, ecc.

      In Democrazia conta la maggioranza. Se, per tornaconto economico o politico, si vuol dar la parola a tutti micro interessi di pochi individui invece di seguire le esigenze della collettività non si va da nessuna parte. L’ipocrita buonismo di questi tempi ha abusato della parola “dialogo”: si parla e straparla ma non si fa e non si risolve mai un fischio!
      In Campania, in nome di un ambientalismo da farabutti, a forza di dialoghi e di cedimenti, non solo non si facevano i termovalorizzatori ma si chiudevano anche le discariche (non abusive) permettendo così alla camorra di fare i propri interessi

    4. Pietruccio scrive:

      x Daniele

      non hai ancora risposto alla mia domanda

    5. Giacomo scrive:

      “Ecco alcuni passaggi che mi hanno fatto dire che si vuole un NUCLEARE GOVERNATIVO E MILITARIZZATO”

      Si….esatto hai capito assolutamente bene…..e….meno male!!
      Sara’ cosi’,perche’ in questo Paese le cose sensate si possono fare solo,diciamo,con la forza.Abbiamo,in piu’ di vent’anni,acquisito un sacco di esperienza in merito e la certezza matematica di come le cose devono essere fatte.Ripeto:FATTE.
      Quindi,siccome conta all’atto pratico la realizzazione effettiva,se non ci sono altre vie per farla,fanno bene,con il mio piu’ completo appoggio.
      Dimostrate responsabilita’ e saranno scelte condivise.Nessuno ha piu’ voglia di parole.Saluti.

    6. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Dico come la penso.

      “COME PER ACERRA SI PUO’ INVIARE LE FORZE ARMATE A PRESIDIARE L’AREA DI COSTRUZIONE DELLA CENTRALE”

      Si, e sono d’accordo: un Governo serio deve fare cosi.

      “SE NON SI RAGGIUNGE L’ACCORDO IL GOVERNO SOSTITUISCE IL COMUNE/PROVINCIA/REGIONE?”

      Si, ed e’ “cosa buona e giusta”. Non siete convinti? Allora guardatevi la recentissima delibera del consiglio comunale di Nardo’ che (ri)dichiara (!!!) il comune ‘denuclearizzato’:

      http://www.nardonews.it/dettaglio.asp?id=1998

      e, se volete divertirvi, il mio commento punto su punto:

      http://www.nardonews.it/dettaglio.asp?id=2002

      “DECIDE LA POLITICA QUALI IMPIANTI FARE E NON I TECNICI?”

      Spero di no, anche se la scelta di una filiera dipende anche da accordi economici di alto livello, ed e’ naturale sia cosi’.

      “Perciò il governo in carica sceglie la tipologia di impianti. Il cotruttore sceglie il sito che preferisce. Il governo discute con il territorio dell’intenzione di fare li la centrale. Il territorio non vuole. Il governo sostiuisce le istituzioni locali e accetta la struttura. Quindi manda i militari a proteggerla. Con l’autorizzazizone unica nessun istanza può essere avanzata e con i militari si “tranquillizza” l’area.”

      Non so se sara’ cosi’, spero sinceramente di no. Tuttavia ci sta, ma sono convinto sia colpa di anni di ‘partiti del no’, no a qualsiasi cosa, a prescindere. Queste le inevitabili conseguenze.
      Io la vedrei cosi’, se le cose fossero fatte secondo i crismi, e senza che gli animi si sclaidno inutilmente.

      Una commissione tecnica individua i siti, dopo attento e dettagliato studio, al meglio delle possibilita’ tecniche. Si sente il parere del Governo e delle comunita’ locali, ma SOLO dopo previa informazione COMPLETA ed OBIETTIVA del pubblico, e dopo aver parlato estesamente dei benefici per le comunita’ che decideranno di ospitare gli impianti (che, ribadiamolo, saranno di interesse nazionale!). Le comunita’ locali dovrebbero poter nominare tecnici di loro fiducia (meglio se scelti fra quelli che l’impianto lo avranno vicino casa!). A quel punto una commissione tecnica decide quale sia la migliore filiera di impianti, e passa l-informazione al Governo, che decide anche in base a vincoli di natura strategico-economica. Gli impianti si realizzano nei comuni che si sono detti disposti ad accettare gli impianti.

      Naturalmente questo meccanismo suppone che qualche comune accetti sul suo suolo un impianto nucleare: scelta automatica a mio avviso nel momento in cui ci si accerta che:

      - gli impianti sono moderni, implementano le migliori tecnologie disponibili, e sono realizzati a regola d’arte

      - ci sono dei giusti e sensibili vantaggi per le comuni ‘nuclearizzati’

      - l’informazione e’ trasparente e si smette di abbondonare il popolo ad una informazione deteriore e terroristica.

      Diversamente la via potrebbe divenire facilmente quella prospettata da Daniele (e non credo piaccia a nessuno).

    7. danielerovai scrive:

      EGISTO

      1) Il tuo discorso ha un senso. Non si parla di Nucleare ma di energia. Putroppo la volontà è quella di aprire una strada preferenziale al nucleare a scapito degli idrocarburi e delle rinnovabili.
      Perché se l’idea è quella di fare il 25, 25, 50 si crea un’Agenzia di Sicurezza Nucleare e non una di Sicurezza Energetica? Perché gli articoli parlano solo di nucleare e non di rinnovabili? E’ vero nell’art. 22 il nucleare non è citato. Ma il DDL ha un unico senso. Come le dichiarazioni di Scaiola che dice come bisogna far ripartire il nucleare. Perché non parla di mix energetico da incentivare? Si vuol fare il 25,25 ma nelle dichiarazioni l’unica parola è nucleare non rinnovabili.
      Se non fossimo in Italia ti darei ragione. Ma siamo in Italia e in un DDL dove si scrivono articoli per la gestione del nucleare e si dice poi che anche le forze armate potranno avere le loro fonti energetiche permetti che qualche dubbio venga?
      Come sempre: non c’é chiarezza. E senza chiarezza non c’é sicurezza.

      2) Parliamoci chiaro. Se un jumbo si schianta su una centrale non c’é esercito che tenga. Però soni passati 8 anni da quel 2001 e non è successo niente di simile. Che le centrali nel mondo siano presidiate dai militari mi sembra un esagerazione. La gestione è sempre civile e magari c’é una no fly zone ma non penso proprio che la gestione delal sicurezza sia militarizzata.

      3) Egisto siamo alle solite. Se la gestione della scelta fosse fatta come dice Romanello nel suo post sarei daccordo sul fatto che alla fine il fine giustifica il mezzo (si tratta del bene dello stato). Ma per quanto riguarda l’Italia questatrasparenza non c’é. La dimostrazione in questo settore è la gestione della Sogin del generale Jean.
      Ma ti rendi conto che il governo può dire che quella struttura è essenziale per l o stato e quindi farla? Ma lo sai che la politica italiana usa il DECRETO LEGGE come strumento di lavoro ordinario? La stessa gestione delle scorie per 4 anni è stata fatta in regime di emergenza anche se l’emergenza non c’era.

      4) Parole giuste ma non per l’Italia. Tui non lo sai ma in qesti giorni a Firenze si sta chiudendo il processo alla TAV per il danno ambientale che ha provocato traforando il Mugello. E’ agli atti che non fu fatta una VIA sul territorio per conoscere le problematiche ma una VIA generica dicendo che nel momento che il problema si presentava lo avrebbero risolto. Terreni crollati, falde aczquifere seccate, paesi resi a rischio. E li c’era il famosdo General Contractor che aveva la gestione dell’opera con tutti i permessi a posto.
      Tu dici bene quando parli di “Naturalmente questo non esclude tutti gli studi preliminari e nemmeno di raccogliere le osservazioni degli interessati”. Però non è cosi! E se non lo è stato per la TAV e per le altre opere pubbliche io sono non spaventato, di più, su cosa può succedere durante la costruzione di una centrale.

      ROMANELLO

      Concordo con te. Anche se sono contro il nucleare se alla fine la maggioranza si convince farei buon viso a cattivo gioco. La tua purtroppo in Italia, in questa Italia, è un utopia.
      Qui da noi a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca.

      Sarò romantico ma per me la politica è essere al servizio della “polis” e della “res pubblica”. Al servizio della gente e della “cosa pubblica”.
      La realtà Italiana è invece diversa.
      Perciò se in un DDL che parla di contraffazione e aiuti alle piccole e medie imprese si affronta pesantemente l’argomento nucleare definendo criteri ben precisi e decisi io un po mi preoccupo e mi faccio delle domande.

      Per esempio:
      • perché non fare un DDL sul nucleare e basta? Perché mettere degli articoli all’interno di un DDL che tratta altre cose?
      • perché non c’é stato nessun dibttito?
      • perché l’Agenzia di sicurezza nucleare deve essere governativa quando le altre (vedi la ANS francese - www.asn.fr) sono indipendenti?
      • perché la militarizzazione degli impianti?
      • perché un articolo specifico per i militari? E’ vero non parla di impianti nucleari. Però negli articoli il protagonista è l’atomo.

      Apprezzo il vostro punto di vista. Per voi ci vuole trasparenza e correttezza.
      Ma in Italia è vero il contrario. Ed io ho apura di affrontare l’eventuale rinascita nucleare in questo modo strano.

      GIACOMO

      Quanti anni hai Giacomo? Mia figlia ne ha 10. Se vuoi te la faccio conoscere così giocate insieme.

    8. danielerovai scrive:

      PETRUCCIO

      “…dimostrarmi che spostare il livello decisionale verso il basso anche per questioni che non sono locali ma che investono l’intera collettività, è indice di maggiore democrazia…”

      Non capisco. Secondo te ci sono persone di serie A che possono decidereper persone di serie B?

      E’ chiaro che una località non può fermare un progetto che serve alla comunità tutta. Ma non è nemmeno democratico che si decida senza informare! Pensa solo alla nostra storia per la sistemazione delle scorie. Il deposito si doveva fare i Sardegna ma pubblicamente si diceva di no! Poi in un intervista al Corriere della Sera il generale Jean parla di Sardegna sud-ovest. Per Scanzano ancora peggio. Il sito è sttao scelto senza che nessuno dicesse qualcosa a loro. Un blitz insomma. Tra le altre cose c’era una gestione di emergenza e il sito sarebbe stato dichiarato “opera di difesa militare di proprietà dello Stato”.
      Come vedi l’idea della militarizzione c’era già.
      Per la precisione: possono essere siti strategici sia le centrali che i depositi di scorie.

      Come ho detto a Romanello ed Egisto, e ora anche a te: le vostre sono considerazioni giuste. Ma in Italia se esprimete (esprimo) questi concetti vi (mi) ridono in faccia e vi (mi) chiamano sognatori o peggio coglioni!

      Noi non abbiamo politica ma politicanti e leggere quegli articoli dove il governo gestirà tutto usando la forza, se necessario, mi spaventa. TRattandosi di nucleare mi viene la pelle d’oca.

    9. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Caro Daniele,

      “TRattandosi di nucleare mi viene la pelle d’oca.”
      Anche a me. Io sono un nuclearista convinto da anni, e questo perche’ ho toccato con mano questa tecnologia. Dove funziona pero’.
      Ho sostenuto e sostengo che la tecnologia nucleare possa garantire energia economica, abbondante e pulita, MA solo se il tutto viene fatto a regola d’arte e secondo i crismi, altrimenti tutto questo potrebbe non essere piu’ vero!
      Quindi non giochiamo con certe cose!
      Il problema lo ribadisco, non e’ il nucleare, ma il sistema Italia, che va riformato, o meglio, transitato verso uno stato moderno. E tanto se il pericolo non viene dal nucleare arrivera’ dai vari impianti chimici (e non solo): basti vedere cosa accade in Campania (grazie anche ad un certo tipo di politiche ‘verdi’) - certe zone ormai sono assimilabili ad una Chernobyl tutta italiana. E nessuno ha mosso un dito per decenni. Tutti contro il nucleare. C’e’ qualcosa che non va, non credi?

      Comunque io non sono l’avvocato di questo Governo e non posso rispondere ai tuoi quesiti, ma alcune cose posso dirle:

      “perché non c’é stato nessun dibttito?”
      Perche’ sempre inquinato dai cialtroni: un dibattito serio in Italia e’ pressoche’ impossibile. Queste le conseguenze. Non mi piace affatto, ma capisco che sia cosi’.

      “perché la militarizzazione degli impianti?”
      Odio la militarizzazione ovunque, non mi piace. Ma spesso e’ necessaria, ormai anche per impianti non nucleari (vedasi situazione mondiale–>distribuzione diseguale delle risorse, dovuta anche ai nostri consumi fossili!–> deisderio di rivalsa–>terrorismo).

      P.S.:
      “Se un jumbo si schianta su una centrale non c’é esercito che tenga.”
      Se un jumbo si abbatte su un impianto occidentale non pensare alle torri gemelle: si sbriciola!
      http://it.youtube.com/watch?v=TVz5vhNvskk

    10. danielerovai scrive:

      Leggo ora il tuo post. Su alcune cose siamo daccordo.

      Quello che voglio dire adesso, ma poi approfondiremo (e approfondirò,) è che l’Italia per me non è pronta ne politicamente e ne industrialmente alla costruzione ex novo dell’industria nucleare.
      Perché la ripartenza nucleare vuol dire “industria”, non “mettere tra 5 anni la prima pietra della centrale”.
      La costruzione della, o delle, centrali non è l’inizio ma la fine del processo.

      Stasera ne parliamo
      Ciao

    11. Edoardo scrive:

      Per Daniele:
      Quello che voglio dire adesso, ma poi approfondiremo (e approfondirò,) è che l’Italia per me non è pronta ne politicamente e ne industrialmente alla costruzione ex novo dell’industria nucleare.

      Il solito noioso, insistente pessimiso: gli Italiani sono incapaci e devono restare nella situazioni in cui, tanti finti progressisti e/o finti liberali, l’hanno
      costretta.
      Presto smetteremo di fare ferrovie, strade, ospedali, tanto è tutto marcio e in decadenza… Allora verrebe da chidervi come mai non cambiate paese se l’Italia è solo un covo di incapaci e delinquenti?

    12. Pietruccio scrive:

      x Daniele

      “Non capisco. Secondo te ci sono persone di serie A che possono decidere per persone di serie B?”

      Beh… sei una persona intelligente quindi penso che capirai da te che questo commento non centra niente con quello che ho detto io. Casomai ho forti sospetti che tu non abbia affatto letto il post dove facevo quella lunga dissertazione politica. Il discorso è semplice e te lo hanno fattto anche gli altri: lasciare che gli enti locali (che fra il resto pullulano di parassiti, cioè di politici che ricevono tanto più consenso dal loro elettorato quanto più riescono a sfruttare lo stato italiano a favore del loro ente locale - legalmente intendo… per non parlare del resto…) possano bloccare le opere che sono di interesse per la collettività NON E’ CERTO DEMOCRAZIA.

      Anche il fatto che tu critichi i malfunzionamenti dello stato per concludere che allora non bisogna fare il nucleare, non ha senso (è un sillogismo “zoppo”) e ti è già stato fatto presente in più interventi. Con la stessa logica (o meglio con la sua mancanze) potrei dire che siccome lo stato è organizzato male allora non voglio che compriamo più il gas dalla Russia! Oppure, per la stessa ragione voglio che chiudiamo tutte le centrali a carbone! Che legame c’è? Che ci azzecca?

      IO

      - FRA UNO STATO CHE VA MALE E RESTA SENZA ENERGIA
      - E UNO STATO CHE VA MALE MA ALMENO L’ENERGIA CE L’HA (col nucleare)

      PREFERISCO LA SECONDA SOLUZIONE ALLA GRANDE

      E MI SEMBRA DIFFICILE SOSTENERE IL CONTRARIO.

    13. andrea scrive:

      Caro e ignorante daniele,come va?Sicuro che stai bene?ma sicuro sicuro sicuro?
      Perchè sai com’è in Europa ci sono 150 reattori nucleari,e per il 90% tutti tecnologicamente inferiori a quello che andremo a costruire noi,……sicuro che vivrai….
      cazzo ,ma dimmi quando moriremo tutti?
      domani ,dopo domani…..booooooooooooooooooooooooooooooooo
      E si perchè gli ambientalisti fanno e dicono questo!!!!
      Adesso ti dirò delle cose che oltre a dimostrare che sei ignorante nell’argomento(lo sai pure di esserlo,ma parli,parli,ma che parli a fa?),dimostrerò che sei pure intellettivamente stupido!
      1)Il fatto che tu sei enormemente ignorante,me lo dimostri quando hai scritto che nel caso di un eventuale impatto aereo nn c’è militare …blabla
      ecco se tu avessi studiato un pochino(nn dico tanto,solo un pochino)sapresti che una centrale di terza generazione più ,cioè le centrali nucleari che noi vogliamo fare, sono progettate in maniera tale che ne missili,aerei di linea li possano fare qualcosa………
      per fargli qualcosa bisognerebbe ricorrere ad armi “pesanti”…bè un esempio fra tutti sono armi nucleari!!!!
      Ma anche il tuo piccolo cervelletto riuscirà a capire che nel caso di utilizzo di arma nucleare questa farebbe danni immensi indipendentemente se va oppure no a colpire una centrale!!!!
      Del rischio di attentati ne dubito altamente,perchè nessun terrorista oserebbe fare tanto…fidati…..ma nn perchè nn c odiano o perchè c vogliono bene,ma semplicemente perchè saprebbero che con un loro gesto di questa portata,si inizierebbe di nuovo una guerra atomica!!!e gli americani nn vedono l’ora:-)
      Adesso invece ti faccio notare dove ho capito che tu sei stupido:
      2)Sempre te hai scritto che nn sarebbe giusto che i politici ignoranti …..decidano cosa mettere…ecc
      Ma la domanda che io t pongo è:GLI AMBIENTALISTI CONOSCONO UNA MATERIA QUANDO NE PARLANO?NN DOVREBBERO ESSERE LORO I TUTORI DELL’AMBIENTE E DELLE PERSONE?NN DOVREBBERO ESSERE SENZA FINI DI LUCRO E NN IMMISCHIATE CON AFFARI DI AZIENDE CHE PRODUCONO MULINO A VENTO,O CHIAMATI PIù SEMPLICEMENTE ECOMOSTRI?Perchè nn t fai un giro prima nelle zone dove sono stati installati i tuoi amici ecomostri e senti il parere della gente e poi mi riferisci,che ne dici?
      Tutte le tue affermazioni e le cavolate varie che tu fai partono da un semplice TUO presupposto e cioè che il nucleare è sbagliato e blabla…se tu pensi questo perchè ormai t hanno fatto il lavaggio del cervello sei liberissimo di farlo,ma nn venire a rompere le palle a noi cn le tue minchiate da ambientalista,se vuoi fai domande del tutto intelligenti e nn così ridottamente redicole!!Cn questo nn volevo essere troppo offensivo e che quando io sento parlare gli ambientalisti mi viene l’orticaria!!!!!
      Perchè al posto di fare il bene per l’ambiente fanno esattamente l’opposto…..sanno solo dire No a tutto,e mai dico MAIche fanno proposte intelligenti e cn un briciolo di buon senso!!!!!

    14. Pietruccio scrive:

      andrea

      Ok. Sono per il nucleare anch’io, ma mi sembra che sarebbe meglio se tu dessi una “letta ” a questo sito

      http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikiquette

      Daniele è uno che la pensa diversamente ma ne ha tutto il diritto e (quando non attacca brutalmente chi ha fatto il nucleare in italia negli anni passati) pone delle questioni interessanti.

      Del resto, credo che se vogliamo sostenere l’energia atomica, la nostra idea deve reggere passando al vaglio di tutte le critiche, le controdeduzioni e i dubbi che chiunque, legittimamente, ha tutto il diritto di porre.

    15. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Non posso che concordare con Pietruccio, anche perche’ tanta animosita’, cari signori, non serve: tanto non decidiamo noi (e da un certo punto di vista: meno male).
      Un paio di commenti pero’ vanno fatti:
      - il sottoscritto e’ stato spesso vittima di attacchi ben piu’ che brutali
      - la nostra idea deve passare il vaglio di tutte le critiche (purche’ costruttive e fondate, quindi saranno ben poche mi sa!): e’ giusto. Perche’ chi parla di solare, eolico e risparmio non deve fornire nemmeno un millesimo delle argomentazioni che forniamo noi? Perche’ quattro pesi ed otto misure?

    16. andrea scrive:

      Ragazzi io nn voglio essere offensivo o essere maleducato,ho solo affermato che per me daniele è un’ignorante e stupido,ora la mia affermazione iniziale,cioè che daniele è ignorante nn è per nulla offensiva a mio avviso,….scusate uno che nn sa niente di nucleare e che nn domanda MA AFFERMA(e qui io nn sono d’accordo con te petruccio!!!!!)con affermazioni del tutto gratutite e scontate ,voi lo definireste?
      A casa mia chi nn sà ,viene definito ignorante,o no?
      Per stupido nn mi riferivo ad un possibile basso quoziente intelletivo,ma semplicemente a quelle persone le quali hanno delle idee che più che scaturite dalla loro testa,escono dalla testa di persone come grillo,pecoraro…ecc…
      Vedi petruccio quando tu m parli di correttezza nel dialogare con gli altri io posso pure essere d’accordo con te ,ma perchè deve provenire gentilezza solo da un lato…….hai mai provato a parlare in POSITIVO intendo di nucleare su yuotube,siti ambientalisti o altri…se nn l’hai fatto provaci e poi rispondimi e fammi saxe….
      ciao

    17. egisto scrive:

      Caro Daniele,

      Putroppo la volontà è quella di aprire una strada preferenziale al nucleare a scapito degli idrocarburi e delle rinnovabili.
      Si tratta di creare le condizioni e il quadro normativo per ripartire con il nucleare. Quelle per le rinnovabili ci sono già con il DL Bersani del 1999.
      Perché se l’idea è quella di fare il 25, 25, 50 si crea un’Agenzia di Sicurezza Nucleare e non una di Sicurezza Energetica?
      Perché la sicurezza energetica è un tema politico la sicurezza nucleare un tema tecnico che richiede particolari competenze e attenzioni e serve un ente preposto (come la sicurezza aerea, ad esempio)
      in un DDL dove si scrivono articoli per la gestione del nucleare e si dice poi che anche le forze armate potranno avere le loro fonti energetiche permetti che qualche dubbio venga?
      Se è per quello si parla anche di rigassificatori nel decreto ma da questo non deduci che la Marina voglia farsene uno…
      Se un jumbo si schianta su una centrale non c’é esercito che tenga.
      No però magari si può abbattere con dei missili terra-aria.

      Mi associo anch’io agli auspici di una discussione più costruttiva e senza insulti personali, anche se condivido molte delle considerazioni di Andrea.

    18. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Ci sono tante strade per portare avanti la discussione, ma quel che conta è discutere sulle idee e non sulle persone.
      La dialettica deve sempre essere costruttiva.

      Grazie

    19. danielerovai scrive:

      Quando ho digitato sul post e ho letto le parole di Andrea… sono rimasto sconcertato! Giuro che ci ho messo qualche minuto a decifrare questa frase “nn perchè nn c odiano o perchè c vogliono bene” e ha capire che mancavano le vocali! Ma mancano quelle giuste! Perché è scritto bene, anche se l’accento è sbagliato. Dovrebbe essere chiuso (é) e non aperto (è). Perché un conto è parlare del frutto (la pèsca) e un conto dello sport che si fa con la canna (la pésca).

      Per quanto riguarda l’animosità nei miei confronti sono contento. Si perché per dire quello che ha detto Andrea con tale foga vuol dire che in quel momento era incazzatissimo e arrabbiato. Insomma stava talmente male che doveva sfogarsi. E se penso che con i miei discorsi ho fatto incazzare cosi tanto qualcuno, quindi l’ho fatto stare male, non mi dispiace! nzi spro di frl inczzre sempre pi spss! AI visto Andrea? Riesco a scrivere senza vocali! Fntstc!

      Tu dici che siccome penso che il nucleare è sbagliato non capisco niente?
      E allora perché non spieghi perché sbaglio invece di lasciarti andare alle offese? Guarda che ha me il lavaggio del cervello non lo ha fatto nessuno!
      La mia convinzione che s il nucleare non sia la risposta è mia e della mia esperienza. Ma proprio perché è una mia convinzione non perdo tempo a confutarla nel forum (sarebbe una discussione fine a se stessa) e affronto il problema dal punto di vista pratico.

      Cioè che l’Italia non è pronta, ne politicamente, ne industrialmente a far partire un PEN energetico di questa portata che prevede in pochi anni l’utilizzo delle rinnovabili (25%) e del nucleare (25%) per rimpiazzare il 50% degli idrocarburi.
      Basta guardare le opere pubbliche, piccole medie e grandi, realizzate o da realizzare per rendersene conto.

      Quello che mi spaventa è che si pensi solo alla grande opera per dare un impulso alla nazione. Che questa opera oggi non sia un ponte, un’autostrada ma una serie di centrali nucleari non solo mi spaventa…mi fa anche paura!

      E questo per te è la dimostrazione che sono intellettivamente stupido? Ma non ti accorgi dell’arroganza che hai nell’etichettare come “stupido” chi non la pensa come te!

      Andrea mi dici se ha senso che un ministro parli di posare la prima pietra di una centrale tra 5 anni?
      A senso che a politica parli solo di centrali quando la centrale è solo l’ultimo passo nella realizzazione di un’industria nucleare?
      A senso che la politica parli di arrivare al 25% di rinnovabili e 25% di nucleare oggi che nelle rinnovabili siamo al 1-2% e a 0% con il nucleare?

      E’ molto semplice: per fare un nucleare serio non c’é la capacità politica ne la qualità industriale; invece per fare il solito gioco che vede investimenti di denaro pubblico per far fare agli industriali del cemento e delle infrastrutture le solite cattedrali nel deserto siala politica che l’industria sono pefettamente oliate ed efficienti.

    20. Pietruccio scrive:

      x Daniele

      Guarda che come rinnovabili, l’Italia è al 15-16% se ci riferiamo all’energia elettrica (un altro 15% circa lo importiamo)

      Le rinnovabili sono anche l’8% del fabbisogno totale di energia.

    21. danielerovai scrive:

      Petruccio forse sono veramente stupido come dice Andrea perché non capisco i tuoi dati. Dimmi se ho interpretato bene.

      •Le rinnovabili coprono il 15% del fabbisogno elettrico italiano? Non male allora! Servono comunque miliardi di incentivi per diversi anni per arrivare al 25%.

      • L’energia elettrica che importiamo è il 15%? Io so che si parla solo del 9 -10%. Energia elettrica che non ci viene venduta direttamente dalla Francia ma comperata alla Borsa Elettrica. Comunque se questo è il dato (15% o 10%) perché si continua a raccontare che importiamo dalla Francia nucleare il 90% dell’energia elettrica se non è vero?

      • L’ultima frase non la capisco. Me la spieghi?

    22. egisto scrive:

      Le rinnovabili coprono il 15% del fabbisogno elettrico italiano?
      La richiesta di energia elettrica nel 2007 è stata pari a 340 TWh di cui 33TWh circa idroelettrico, 4TWh eolico, 5,5TWh geotermico, 7 TWh rifiuti e biomasse per un totale di 49,5 TWh pari al 14,4%. Le importazioni sono state pari a 46,2 TWh pari al 13,5%. Per l’idroelettrico il 2007 è stato un anno di magra mentre finora il 2008 è andato molto bene e forse quest’anno si arriverà a un 18% di rinnovabile sperando negli dei della pioggia e del vento.

      Non male allora! Servono comunque miliardi di incentivi per diversi anni per arrivare al 25%.

      Idroelettrico e geotermico non avrebbero in realtà bisogno di alcun incentivo ( ma ai nuovi impianti li danno lo stesso!!!) ma più di tanto non possono dare anche se la produzione geotermica si potrebbe raddoppiare tranquillamente. L’eolico invece ha bisogno di corposissimi incentivi visto che di vento in Italia ce n’è poco e spesso in luoghi difficilmente accessibili. Comunque tieni presente che sono già autorizzati impianti eolici per 6000-7000 MW nel sud italia che potranno dare un contributo del 3-4%, e il resto lo faranno le biomasse soprattutto gli inceneritori e le grandi centrali a olio di palma. Sull’impatto ambientale di tutto questo stendiamo un velo pietoso …

      certo che servono anni!!! per qualsiasi trasformazione del sistema energetico servono decine di anni, non sono cose che si fanno in un giorno non solo per il nucleare. L’unico paese che ha radicalmente cambiato la propria struttura di produzione elettrica in tempi brevi (15-20 anni) è stata la Francia partire dagli anni 70.
      perché si continua a raccontare che importiamo dalla Francia nucleare il 90% dell’energia elettrica se non è vero?

      Difatti non è vero. E’ vero che dipendiamo dall’estero per circa l’85% ma questo comprende le importazioni di metano, carbone, ecc. che poi bruciamo in Italia per fare energia elettrica.

    23. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Quanto a importazione di energia elettrica dalla Francia: il 90% non e’ vero di sicuro, io ricordo il dato del 17% circa (che comunque proprio non e’ poco!).

      Si dice, e questo si che e’ vero, che dipendiamo all’80% dall’estero per risorse energetiche (nel senso che i combustibili fossili li importiamo tutti). La restante parte la facciamo con la vera energia rinnovabile, che ci pone in ottima posizione in Europa: l’energia idroelettrica.

    24. Edoardo scrive:

      Per Andrea:
      Quello che mi spaventa è che si pensi solo alla grande opera per dare un impulso alla nazione. Che questa opera oggi non sia un ponte, un’autostrada ma una serie di centrali nucleari non solo mi spaventa…mi fa anche paura!

      Daniele stupido? NO, solo prevedibile e noioso. E’ da anni che ripete sempre le solite cose.
      Che la pensi come vuole… Perchè arrabbiarsi?
      Salvo quando si tratta di dare addosso alla Sogin (con enormi stese di documenti e dati) poi per il resto afferma le solite falsità ed inesattezze che direbbe un qualsiasi antinuclearista anche se è convinto di affrontare il problema in modo pratico (l’importante è essere convinti)Se poi è così convinto che l’Italia sia solo un covo di incapaci e delinquenti un può anche emigrare.

      Tanto, anche se il nucleare ripartirà, ci sarà sempre un Daniele a tirar fuori le solite storie.

      Saluti.

    25. Pietruccio scrive:

      x Daniele

      Sui bilanci di energia elettrica ti hanno già risposto.

      Sull’ultima frase la chiave sta nella parolina “fabbisogno TOTALE di energia”, cioè non solo quella eettrica.

      Il fabbisogno totale in Italia è di 200 milioni di tonnellate di petrolio equivalente che tradotto in miliardi di kWh (si chiamano TWh) fa (circa) 2300 TWh. Il fabbisogno di energia elettrica è di 340 TWh (come vedi molto più basso). Il quadro della situazione è comlicato dal fatto che per produrre quei 340 TWh ci troviamo a spenderne 700 di TWh di fonti primarie (cioè di quei 2300 TWh).

      Ricapitolando: per avere 340 TWh di energia elettrica spendiamo 700 TWh, gli altri 1600 TWh di energia li consumiamo direttamente (ad esempio sotto forma di benzina nei motori delle nostre automobili o di metano per gli impianti di riscaldamento)

      Di questi 200 Mtep, o se preferisci 2300 TWh, secondo il corriere della sera del 23/02/2008, l’87% sono forniti da Petrolio (42%), Gas (36%) e Carbone (9%), cioè dalle fossili, il 5% lo importiamo dal mercato elettrico che non è certo solo la Francia: ho visto che capita che importiamo energia elettrica perfino dalla Grecia. Il fatto è che se non ci fosse la Francia che butta sul mercato grosse quantità di energia elettrica e rifornisce mezza europa, come faremmo? Nessuno vrebbe energia da vendere. E’ in questo senso che si dice che in pratica è energia nucleare francese.

      Resta un 8% di fonte di energia primaria che viene da fonti rinnovabili. Dentro questo 8% non ci sono solo le rinnovabili che forniscono energia elettrica, ma anche, ad esempio, la legna da ardere per il riscaldamento domestico.

    26. danielerovai scrive:

      Edoardo
      …per il resto afferma le solite falsità ed inesattezze che direbbe un qualsiasi antinuclearista anche se è convinto di affrontare il problema in modo pratico (l’importante è essere convinti)Se poi è così convinto che l’Italia sia solo un covo di incapaci e delinquenti un può anche emigrare…

      Come puoi dire che la mia denuncia che non c’é una classe politica vera ma una serie di politicanti sia falsa? E’ sotto gli occhi di tutti.

      Quali sono le inesattezze da antinuclearista convinto che dico? Non è forse vero, se ti riferivi a questo, che la nostra industria si regge sulle commesse pubbliche? La stessa Mercaglia ha un’azienda che lavora nel campo delle infrastrutture e vive di appalti pubblici.
      Un esempio? La FIAT che è la concessionaria per il progetto TAV. Sebza gara il governo ha affidato il progetto per la ferrovia veloce a un’azienda che fa macchine. Come General Contractor ha subappaltato la tratta BO-FI al consorzio CAVET (Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana) composto da Impregilo, CMC (la coperativa del cemento rossa), Fiat Eng…

      Certo che se allarghi e dilati la discussione non andiamo avanti.

      E come se due parlano degli incidenti stradali e uno afferma che la colpa maggiore è degli automobilisti, spiegando quale potrebbe essere la soluzione (maggiori divieti, maggiore coscienza civile…) e l’altro, invece di ribattere sul tema, gli dice che non tutti sono così, che le regole ci sono e che la sua è solo una convinzione sbagliata, non una deduzione basata sull’osservazione dei fatti, e che se la gente la pensasse come lui si dovrebbero fermare tutte le automobili.

      Sulle solite storie del nucleare posso parlare di quelle che riguardano il nucleare italiano. Non mi sembra che quell’avventura sia finita bene! E la colpa non è certo stata degli ambientalisti ma della politica e dell’industria che hanno scelto un’altra strada. La politica per mantenere le poltrone e l’industria perché dopo la crisi pretrolifera il petrolio costava poco.
      La storia di Ippolito la sapete meglio voi di me.

      Puo dirmi che vedo il bicchiere mezzo vuoto e tu mezzo pieno ma sulla politica, sull’indistria e su cosa è stato il nucleare con la sua coda di scorie non puoi dire che dico inesattezze antinucleariste.

    27. Edoardo scrive:

      Chiarito (per l’ennesima volta) la differenza tra fabbisogno energetico ed elettrico.
      Un po’ duri di comprendonio questi antinuclearisti… Pietruccio, ti invidio per la pazienza.

    28. Giacomo scrive:

      x danielerovai

      “Quanti anni hai Giacomo? Mia figlia ne ha 10. Se vuoi te la faccio conoscere così giocate insieme.”

      Ecco una risposta che non mi aspettavo……complimenti.Questo ti fa un degno interlocutore.Probabilmente hai ragione te,mi affidero’ ai ragazzini di dieci anni poiche’ dimostrerebbero piu’ testa di quanto non ne hai messa te scrivendo queste due righe.In fondo loro sono il futuro,a differenza della mentalita’ che pervade questo paese da almeno vent’anni.Un vero disastro.Peccato che ancora una volta nessuno possa pagare su errori commessi.
      Saluti Daniele,nonostante tutto hai ancora il mio rispetto…..

    29. andrea scrive:

      caro daniele….è incredibile sei di sinistra e ambientalista e pure continui a negarlo…..sembra come SE TI DISGUSTA E TI VERGOGNI ESSERLO PUBBLICAMENTE!!!!!(TRANQUILLO TANTO ANCHE SE LO AMMETTI IO NON TI CHIAMERò ER MONNEZZA!!).E FARESTI LA SECONDA COSA GIUSTA NELLA TUA VITA…DOPO TUA FIGLIA NATURALMENTE:-)
      A parte tutto ciò ….ritorniamo ai fatti……(mi disgusta dover fare battute a livello demenziale pari al tuo!!!!che palle delle volte m devo proprio controllare!!!!:-))cmq…non è vero che negli anni ottanta si abolì con un decreto l’idea del nucleare in italia per colpa dei politici in generale…….
      In quel periodo(più o meno te avresti dovuto averne 50 più o meno eeh!)
      ci fu un gruppo…dai dai che ci puoi arrivare su su ….I VERDI… i tuoi amici per la vita che SEMPRE E DICO SEMPRE AZZECCANO LE LORO PREVISIONI MEIO DE NOSTRADAMUS…che facevano campagna diffamatoria e antinuclearista sfruttando la vulnerabilità delle persone dopo che successe l’evento cernobyl….
      Ora visto come dice il grande ingegnere e visto che sempre noi dobbiamo rispondere dimmi….:
      rispondimi in maniera generale a questi diciamo così.. dubbi personali:
      Una delle affermazioni più demenziali che fanno gli ambientalisti è di parlare di risparmio energetico ….ora fammi esempi concreti i quali permetterebbero di non avere un aumento del 3%annuo di energia e cosi dagli anni 50 ,questo lo dico e te lo faccio sapere(PERCHè TE IGNORANTE COME SEI….SAI COM’è??)……
      Il mio secondo punto e quesito da porti è:lo sai quante morti fanno ogni anno il poter estrarre carbone,gas e petrolio per darti energia a te????
      o per er stallone pecoraro????sxo di non averlo nominato invano altrimenti domenica me devo andà a confessà……
      Terzo punto del discorso è ….quanto costerebbe andare e fare pannelli fotovoltaici per avere un’energia che soddisferebbe del 10 % il fabbisogno energetico italiano???(attento che a questa domanda c’è un trabbocchetto…io ti consiglierei di non rispondere altrimenti dimostreresti tutta la tua ignoranza in materia nel caso rispondessi sbagliato!!!!)………..che faccio vuoi che continuo con domande oppure vuoi un’attimo di tempo per rispondere e prendere fiato????Dai per stasera ho finito…ma solo perhè sono buono:-)

    30. Edoardo scrive:

      caro daniele….è incredibile sei di sinistra e ambientalista e pure continui a negarlo…..sembra come SE TI DISGUSTA E TI VERGOGNI ESSERLO PUBBLICAMENTE!!!!!(

      Effettivamente il buon Daniele ha ribadito spesso, nei suoi vari interventi, di non essere il solito antinuclearista che ritiene l’atomo l’unico pericolo al mondo… peccato poi sollevi dei polveroni usando le stesse inesatte, false ed ottuse osservazioni che avrebbero usato i verdi o altri loro similari. Forse non è convinto nenache lui di quello che dice?

    31. Domenico scrive:

      Non vedo quale sia l’intoppo degli enti locali, ci sono le Prefetture, e fare un decreto si fa presto.

      distintaente

    32. Domenico scrive:

      Differenza tra bisogno elettrico ed energetico generale.

      I due campi , in Italia, si sovvrappongono e molto, secondo voi con il metano rispermiato cosa si potrebbe fare, non ditemi gonfirci i paloncini.

      Qualche anno fa c’èra la logica del termoeletrico da petrolio, le raffinerie nazionali, molto obsolete, dopo il processo di “raffinazione” dovevano pur trovae un modo per smaltire gli olioni pesanti di risulta, immaginate come, per giunta ammorbendo l’aria che respiriamo; oggi le cose nella petrolchimica sono e stanno cambiando, da noi più lentamente, ma iniziano a cambiare; cracking e reforming hanno ridotto la disponibilità di olione per le centrali elettriche, in quasta ottica va vista la scelta del gas, ma bruciare gas per fare E EL è l’assurdo degli assurdi, con i prezzi del greggio in continuo aumento, e considerando i paesi da cui provengono queste fonti, ” tutte democrazie affidabilissime”. un giusto mix a noi serve e aggiungo serve al mondo, non possiamo continuare a distruggere l’atmosfera elemento essenziale della biosfera di cui , anche noi, facciamo parte, è ora di smetterla col petrolio e i ” Casini ” che si porta dietro, non ultimi le guerre e gli attentati, è una fonte da abbandonare, mi rendo conto che non si può fare di botto, ma riprendere il nucleare qui in Italia , seriamente, è sicuramente un bouon inizio, poi verrà la 4^ gen e finalmente la fusione, e chissà cosaltro, vedi CERN.

      distintamente

    33. Bellaz89 scrive:

      X Andrea

      Perchè devi offendere Daniele dandogli dell’ ignorante? E cosa centra il suo orientamento politico nella discussione? Io sono orientato a sx e sono per il nucleare “presto e subito” , e non mi sembra ci sia da vergognarsi, al pari di chi di chi è contro, sia di sx che di dx. Una persona può avere mille ragioni (valide e non) per non appoggiare il nucleare, di conseguenza non mi pare il caso di offenderle solo perchè ripetono ciò che gli viene detto da anni.Anche se Daniele fosse in malafede , mi pare controproducente attacarlo in modo così aspro, se non altro perchè si rischia di essere tacciati come estremisti schierati(e di conseguenza anche le idee che si promuovono ’scadono’).

    34. Andrea scrive:

      “Quanti anni hai Giacomo? Mia figlia ne ha 10. Se vuoi te la faccio conoscere così giocate insieme.”

      a bellaz….l’hai letti tutti i messaggi in cronologia?
      ne dubito….
      Sapresti altrimenti che questa è una delle frasi del grande daniele…..complimenti!!!!!
      Ora ,supponiamo anche per assurdo che io ho sbagliato nel dirgli che è un’ignorante(cosa peraltro vera!!!)….dimmi perchè tu rompi il ca##o solo a me….e non lo rompi pure a lui,visto che anche lui offende?????
      In teoria la cosa dovrebbe valere per tutti e due…..booooooooo!!!
      Inoltre te neanche hai il dono della lettura,perchè altrimenti,capiresti che io di sinistra non ho parlato,ma ho solo detto che gli ambientalisti non lì sopporto!!!!Inoltre visto che lui nega sempre il tutto ,senza poi che qualcuno glielo abbia chiesto,allora ho detto ma perchè ….ti vergogni tanto di esserlo???Non mi permetterei mai di giudicarlo perchè di sinistra,mi dà a me fastidio sentirlo parlare ,perchè fa le stesse stupide affermazioni da ignorante e ambientalista(poi può pure non esserlo;lo sai a me quanto me ne frega???!!!!!).
      Inoltre il sapientone ancora mi deve rispondere alle mie tre domande,come ……noi dobbiamo sempre rispondere alle domande,loro invece possono sempre affermare ca##ate e senza mai che debbano dimostrarle ;ahh è vero..loro possono tutto!!!!ammazza che democrazia!!!!
      w i verdi e il solare fotovoltaico……..così va bene???ooohhh meglio de così….che voi de più,sei contento bellaz???
      Daniele ,daniele ricorda che aspetto ancora le risposte…..o se vuoi puoi pure farti aiutare un pò da bellaz…..non sono mica cattivo io!!!!
      ciao bellaz

    35. Bellaz89 scrive:

      X Andrea.

      Perchè ti scaldi tanto? Io ti ho dato solo un consiglio ok ;) ?Sei naturalmente liberissimo di dire/fare quello che più ti piace, visto che io non sono nessuno per dire a qualcuno come deve comportarsi.

      Ribadisco. Io sono PER IL NUCLEARE(come ho già fatto notare in altri articoli) , ma proprio perchè ho queste idee penso che si debba trattare con delicatezza l’argomento.

      Inoltre io HO RILETTO tutta la cronologia e non mi sebra di aver detto niente di sbagliato (rileggi tu il mio messaggio … se ne hai voglia).

      Ciao Andrea, mi scuso se ti ho offeso/fatto arrabbiare per qualche cosa. (in ogni caso il discorso è chiuso)

    36. Bellaz89 scrive:

      PS: Se non si fosse capito , io non difendo daniele, ne ho interesse a farlo.

    37. Andrea scrive:

      Bellaz non ti devi scusare,perchè non sei stato offensivo!
      Quando ti dicevo da leggere la cronologia non era riguardo ai tuoi messaggi ma a quelli di daniele,i quali erano pieni di frasi dubbie e argomenti provocatori;tutto lì.
      Cmq anche per me il discorso è chiuso!!!
      Il fatto che tu sia di sinistra non è ASSOLUTAMENTE un problema,MA CHE SCHERZIAMO!!!!!!
      Non mi permetterei MAI di fare simili distizioni!!!(distinzioni con la politica intendo!!!).

      p.s.lo so su una cosa ho sicuramente sbagliato,le mie affermazioni sugli ambientalisti,ma d’altronde io non li sopporto proprio ….che ci posso fare?
      Ovviamente io li odio su ciò che riguarda prettamente l’energia e su come mentono pur di dire tesi totalmente utopistiche!!!! ciao

    38. Bellaz89 scrive:


      p.s.lo so su una cosa ho sicuramente sbagliato,le mie affermazioni sugli ambientalisti,ma d’altronde io non li sopporto proprio ….che ci posso fare?
      Ovviamente io li odio su ciò che riguarda prettamente l’energia e su come mentono pur di dire tesi totalmente utopistiche!!!! ciao ”

      Guarda, ti capisco, anche io rabbrividisco quando sento certe affermazioni di certi pseudoambientalisti, o certe campagne terroristiche a ruota contro le tecnologie di turno. Infatti non sai con che soddisfazione ho accolto l’esclusione parlamentare dei verdi .

    39. danielerovai scrive:

      caro daniele….è incredibile sei di sinistra e ambientalista e pure continui a negarlo…..sembra come SE TI DISGUSTA E TI VERGOGNI ESSERLO PUBBLICAMENTE!!!!!(TRANQUILLO TANTO ANCHE SE LO AMMETTI IO NON TI CHIAMERò ER MONNEZZA!!).E FARESTI LA SECONDA COSA GIUSTA NELLA TUA VITA…DOPO TUA FIGLIA NATURALMENTE:-)” Andrea

      n quel periodo(più o meno te avresti dovuto averne 50 più o meno eeh!) ci fu un gruppo…dai dai che ci puoi arrivare su su ….I VERDI… i tuoi amici per la vita che SEMPRE E DICO SEMPRE AZZECCANO LE LORO PREVISIONI MEIO DE NOSTRADAMUS…che facevano campagna diffamatoria e antinuclearista sfruttando la vulnerabilità delle persone dopo che successe l’evento cernobyl…” - ANDREA

      “Ora ,supponiamo anche per assurdo che io ho sbagliato nel dirgli che è un’ignorante(cosa peraltro vera!!!)….dimmi perchè tu rompi il ca##o solo a me….e non lo rompi pure a lui,visto che anche lui offende?????
      In teoria la cosa dovrebbe valere per tutti e due…..booooooooo!!!” - ANDREA

      “Quando ti dicevo da leggere la cronologia non era riguardo ai tuoi messaggi ma a quelli di daniele,i quali erano pieni di frasi dubbie e argomenti provocatori;tutto lì.” - ANDREA

      Sono anni che scrivo su questo forum e pensavo fosse pacifico che non parlo per partito preso, ne per slogan. Pensavo fosse pacifico che sono una persona che ascolta assertivamente quello che gli altri dicono e che, ma lo detto già troppe volte, in questi anni ha cambiato la sua opinione arrivando a considerare sbagliato il dire che il nucleare è il male assoluto e a riconoscere di assoluto c’é solo l’inquinamento che noi produciamo per vivere.

      Detto questo la mia opinione, sulla RINASCITA NUCLEAERE ITALIANA, rimane ferma. L’Italia, e oggi la situazione è anche poggiorata, non ha una classe POLITICA, ne una INDUSTRIA, ne i SOLDI (la metto semplice per Andrea) per realizzare un PIANO ENERGETICO NAZIOANLE che veda la realizzazione di un MIX di impianti (tradizionali/nucleari/rinnovabili) per rispondere alle esigenze di uno sviluppo che deve essere, per forza, SOSTENIBILE.
      Se il piano NUCLEARE del governo andrà in porto (cosi torniamo all’argomento del post) alla fine (diciamo tra 15 anni - i tempi tecnici del nucleare) avremo delle cattedrali nel deserto costate miliardi di euro e gli stessi problemi di approvigionamento energetico di oggi e, forse, ci sarà un EPR che dà energia elettrica ad un CONSORZIO DI AZIENDE.
      Il problema non è il NUCLEARE CHE E’ CATTIVO MA LA GENTE CHE LO VUOLE FARE!

      Io ho parlato di DIRIGENTI e mi si accusa di aver OFFESO GLI ITALIANI.
      Io parlo di POLITICANTI CHE HANNO SOPPIANTATO LA POLITICA e mi si accusa di aver OFFESO GLI ITALIANI.
      Io parlo di INDUSTRIALI CHE DI INDUSTRIALE NON HANNO NULLA (ma li vedete i cartelli che fanno per non farsi concorrenza) e mi si accusa di aver OFFESO GLI ITALIANI.

      Per qualcuno sono un disfattista che vede nero? Certo se le mie parole si estendono a tuta la popolazione italiana viene fuori che sono un disfattista che non crede nelle capacità del popolo Italiano!
      Ma un ragionamento del genere è qualunquista ed io non lo sono!

      Forse ha ragione quell’ingegnere nucleare dell’Enea che ho conosciuto durante un convegno sulla gestione delle scorie radiaottive organizzato a Roma dalla AIRP (uno dei tanti professori e ingegneri nuclearisti con i quali sono in contatto) che a proposito dei forum mi ha detto:
      Mi sembra che si debba sempre essere alla rincorsa di qualcosa…una specie di fatica di Sisifo, e alla fine se ne va un mucchio di tempo con scarsi risultati: tanto la gente rimane della propria opinione alla quale sta tanto più abbarbicata quanto più non ha strumenti tecnici per suffragarla.

      Io non penso che questa frase rappresenti questo forum!
      Certo a sentire Andrea qualche dubbio mi sta venendo!

    40. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Per favore, manteniamo la discussione con toni costruittivi e pacati.
      Grazie

    41. Bellaz89 scrive:

      x daniele

      e allora ? cosa proponi? dici che non abbiamo ne la disponibilità economica, ne politica ne industriale ( oddio su qui ci sarebbe da ridire). Cosa dobbiamo fare? Spararci tutti un colpo in testa visto che non riusciamo a risolvere problemi necessari? E come se dicessero a un certo punto ” bene! da domani niente elettricità,gas, acqua e comunicazioni a distanza, perchè non siamo capaci/il sistema è corrotto , in compenso abbiamo risparmiato un bel po di soldi, contenti?” . Capisci che non è un ragionamento che sta in piedi? le urgenze e le necessità di sistema, benchè sgradevoli da affrontare non possono essere ignorate bellamente mettendole sotto un tappeto, facendo in questo modo lo distrugge il sistema.

      Che poi non ho ancora capito, e se tu mi risponderai daniele ne sarò felice: Perchè gli impianti nucleari dovrebbero avere dei problemi dati dal deficit economico\industriale\politico, mentre quelli rinnovabili no.

    42. Andrea scrive:

      Daniele ma possibile????
      Per me puoi pensarla come ti pare…liberissimo di farlo,però visto che tutti quanti ti hanno risposto alle tue domande(come è giusto che sia in un forum),perchè te non fai lo stesso con me???
      Guarda che per uno che sa un pochino in materia, sà rispondere alla mie tre domande facilmente!!!!
      Perchè non lo fai te…..basta fare il vittimismo!!!!
      Per un attimo fai finta che io non ti ho detto niente di cattivo,ok(che poi di cattivo non c’è niente!!!)??e rispondimi alle mie tre semplici domande???
      Io voglio farti rispondere alle mie domande,solo perchè così ti rendi conto che se fare il nucleare è difficile,puntare solo ad energie rinnovabili è (oltre che un suicidio!!!)anche impossibile farlo!!!!
      Ma è impossibile anche arrivare ad un 30%, per poi manterlo con gli anni avvenire!!!!!
      ti prego fammi una cortesia….risp.
      Tanto io ho già capito che tu non mi sai rispondere,per questo puoi prenderti tutto il tempo che ti pare,mica ti ho posto un limite di tempo..no?ciao

    43. Pietruccio scrive:

      “Mi sembra che si debba sempre essere alla rincorsa di qualcosa…una specie di fatica di Sisifo, e alla fine se ne va un mucchio di tempo con scarsi risultati: tanto la gente rimane della propria opinione alla quale sta tanto più abbarbicata quanto più non ha strumenti tecnici per suffragarla.”

      E’ una frase che condivido, ma la logica conseguenza è fare come ha fatto Scajola: agire senza tante incertezze saltando gli enti locali (vedremo all’atto pratico quanto poi questo decreto decreto sia efficace).

      Spero anche, però, che il governo si decida a fare un po’ di informazione vera sul nucleare, perchè non è neanche giusto lasciare un’intera popolazione di 60 milioni di persone in balia di chi spara solo c…zzate.

      _________________

      Sul fatto che gli italiani siano solo dei minchioni (loro e la loro classe dirigente) vorrei solo ricordare che negli anni ‘60 abbiamo fatto tre centrali (Trino, Latina e Garigliano) in 3-4 anni alla faccia di chi oggi spara 25 e più anni (sentiti quest’anno con le mie orecchie a un comizio).

      Per Caorso ce ne sono voluti 8 e poi 2 per la messa in rete (dal ‘70 al ‘78 al ‘80), ma la filosofia accettata è stata quella dell’adeguamento alle nuove normative mano mano che venivano emesse, quindi sono tempi da consderare “normali” per un periodo in cui le norme hanno avuto una crescita esponenziale (non per modo di dire, ma proprio per davvero).

    44. Renzo Riva scrive:

      Lettera aperta
      al Cavaliere del Lavoro
      Ing. Andrea Pittini

      Signor Andrea,
      Perché ha tanto lavorato nella sua vita?
      Per constatare che quanti eletti fra i friulani poi mettano a repentaglio il gioiello produttivo da lei realizzato con dei veti che la penalizzano?
      Mi ascolti: vada a produrre dove le creano ponti d’oro e vicino ai mercati che richiedono i suoi prodotti con costi energetici e di manodopera che qui se li sogna.
      Traduca quanto Lei paventava nel suo intervento sulle colonne de “Il Gazzettino” il 6 Maggio 2005.
      Restituisca il popolo, “sfruttato” nei suoi stabilimenti, alla vita bucolica e silvestre delle ridenti vallate, non deturpate dai segni delle sue necessarie ed indispensabili infrastrutture.
      Che Lei imprenditore cerchi nel frutto del suo lavoro l’utile suo oltre quello della comunità a molti sindaci che decidono le sorti dei loro territori non aggrada.
      Pertanto tragga le debite conclusioni!
      Non mi dilungo in altre considerazioni tecnico-economiche che sarebbe pur doveroso trattare ma ad un popolo che nella sua università permette le cose ultimamente accadute non interessano.
      Spero solo in una resipiscienza e scatto d’ingegno, più che d’orgoglio, di quanti, e sono tanti, ancora perseguono i valori e le finalità sociali del lavoro e dello studio.
      Purtroppo per i nuovi “liberati” dalla sua “schiavitù”, in questo mondo globalizzato, non ci sarà più neanche la possibilità di poter essere dei “libars di scugnì la”; ma a loro forse neanche passa per l’anticamera del cervello.
      Con stima.

      Renzo Riva
      Buja - UD

    45. Edoardo scrive:

      allora ? cosa proponi? dici che non abbiamo ne la disponibilità economica, ne politica ne industriale ( oddio su qui ci sarebbe da ridire). Cosa dobbiamo fare? Spararci tutti un colpo in testa visto che non riusciamo a risolvere problemi necessari?

      Concordo con Bellaz. A suo tempo, proprio rispondendo a Daniele su questo argomento, portaai altri vari esempi: c’è la malasanità: allora non facciamo più ospedali. I treni deragliano, sono sporchi e in ritardo: smettiamo di far treni e stazioni! Non parliamo poi degli aerei (vedi Alitalia).

      ma lo detto già troppe volte, in questi anni ha cambiato la sua opinione arrivando a considerare sbagliato il dire che il nucleare è il male assoluto e a riconoscere di assoluto c’é solo l’inquinamento che noi produciamo per vivere.

      … Strano! Come mai, allora, in ogni tuo intevento, aldilà della critica alla classe politica, viene fuori l’esatto contrario (vedi commenti all’indomani del servizo di Report dello scorso novembre?…

    46. Domenico scrive:

      Paura militarizzazione, non capisco quale sia il problema, anche nell’ipotesi che tutto o in parte il settore sia controllato dalle forze armate, stiamo parlando dell’Esercito Italiano non di un Ufo, l’esercito di una democrazia parlamentare.

      Non ho voglia di polemizzare ma nasce spontanea , prendetela come viene:

      le centrali nucleari non sono roba per cooperative?

      distintamente

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