Piano Energetico Nazionale per l’ Italia?
6 Settembre 2007 di AmministratoreDa un’ iniziativa dell’ Ing. Basso e del Dott. Di Stefano è iniziata in questi giorni un giro di mail sull’ argomento “Piano energetico“.
In pratica l’ Ing. Basso e il Dott. Di Stefano lanciavano l’ idea di formulare di un Piano Energetico nazionale (che preveda anche un adeguato uso dell’ opzione nucleare) ed a questo scopo è stato prodotto un sitoweb che ha come specifico interesse quello di partorire appunto un Piano Energetico Nazionale. Il sito al momento non è nella sua versione definitiva (dovrebbe avere un suo dominio proprio) ed è ancora in fase di revisione.
Visto il crescente numero dei partecipanti e visto anche che la discussione porrebbe essere interessante per tutti, si mette a disposizione questo spazio. In questo modo anzichè continuare a riempire in modo disorganizzato le mailbox di messaggi, qui si potrà discutere ed intervenire con più ordine.
Comunque sia la discussione che è nata attorno alla questione “piano energetico” parte dall’ idea di dar vita a progetti a lungo termine che diano stabilità alla produzione e ai prezzi dell’ energia elettrica per almeno 20-30 anni. Serve inoltre una strategia seria per limitare le emissioni di CO2.
6 Settembre 2007 alle 12:46
Come discusso, e come propostomi dall’Ing. Basso e dal Dott. Di Stefano, propongo la formulazione di un Piano Energetico Nazionale tenedo conto dell’opinione di tutti. Poichè il Palazzo ‘dorme’ da vent’anni, e non è escluso che uno shock energetico serio ci colpisca come un macigno nei prossimi anni, propongo a tutte le persone di buona volontà di dare un esempio di ‘democrazia che parte dal basso’ (quindi immune a logiche di potere ed interessi più o meno incoffessabili!)…
6 Settembre 2007 alle 16:06
L’idea è quella di discutere finalmente in modo serio (per dirla tutta, non nel modo dei Verdi, o di qualche sapientone che si preoccupa di più di screditare il lavoro degli altri piuttosto che analizzare il problema), e soprattutto coi numeri alla mano, delle possibili strategie per l’Italia nell’ammodernamento del suo Sistema Elettrico.
Va da se che ad una semplice visione dei numeri del 2005 (e peggio ancora 2006) c’è da mettersi le mani nei capelli, per la follia con cui si è lasciato andare tutto alla deriva.
Tra parentesi, qualcuno ha mai avuto modo di vedere chi ci fornisce il gas? dgerm.attivitaproduttive.gov.it/dgerm/importazioni/gas/impor...
Fate bene attenzione ai numeri, e vi sorprenderete: un cartello ci fornisce i due terzi del totale, la produzione nazionale non arriva al 15%…e noi continuiamo a puntare sul gas.
Beh, ce n’è da dire un po su tutto, ma soprattutto c’è da dire che alla luce di ogni forma di analisi (tecnica, energetica, economica) non vi è un solo motivo valido per NON riconsiderare l’impiego del nucleare.
6 Settembre 2007 alle 17:11
Grazie per queste citazioni.
Anche io provengo da esperienze professionali del settore nucleare (INFN) e credo che il nostro paese abbia urgente necessità di uscire dal “sonno della ragione” che sembra governarlo.
Qui su archivionucleare siamo in uno spazio tecnico-scientifico, e quindi giustamente si interviene in modo proflessionale e sommesso, ma se su altri spazi in rete trovate miei interventi più pepati o ironici non vi stupite, perchè sono convinto che i nostri cosiddetti “avversari” non si preoccupino minimamente di sistema energetico, di efficienza e di ambiente.
Piuttosto usano tutte le armi della retorica e della disinformazione autogiustificandosi con superiori finalità etiche, che sono quelle di “salvare il pianeta”. Da chi? Ma da noialtri, è ovvio, che riuscissimo a riportare il processo politico decisionale nell’ambito del pensiero razionale li costringeremmo, come minimo, a tornare a lavorare.
E allora, a chi si crea consenso e potere spargendo le più ignobili panzane, 300.000 morti a Chernobyl, le navi gasiere che scoppiano come “molte” bombe atomiche, la “Sindrome Cinese” e tanto altro per cui nel nostro paese non si riesce più non dico a fare una centrale nucleare, ma nemmeno una discarica di rifiuti, ebbene, gli va risposto per le rime.
E risponderò per le rime.
Una cosa che ci tengo fare è organizzare le visite delle scolaresche nei luoghi della nostra scienza. Mi ricordo da giovane quando a primavera venivano all’INFN torme di ragazzini affascinati da atomi e antimateria, quindi mi rapporterò con INFN ed ENEA e vedrò quello che riesco ad organizzare. Poi pubblicherò le coordinate sul sito per eventuali richieste si insegnanti ed alunni.
E poi andare nelle scuole, a contestare le “ecoballe” davanti agli studenti.
Per il resto realizzare, da qui a qualche mese, un nuovo sito web dedicato specificatamente al Piano Energetico, su cui chiederemo la collaborazione fattiva del mondo scientifico, imprenditoriale ed economico, in modo che possa diventare l’esempio, aperto a tutti, di quello che si potrebbe e dovrebbe fare per mantenerci nell’ambito dei paesi tecnologicamente avanzati e sfidare il terzo millennio da protagonisti quali siamo sempre stati.
6 Settembre 2007 alle 17:55
“Serve inoltre una strategia seria per limitare le emissioni di CO2. ”
Non ci siamo!
Leggete il libretto dei Professori Renato Angelo Ricci e Franco Battaglia:
VERDI FUORI
ROSSI DENTRO
L’inganno ambientalista.
La CO2 non è un problema.
Strumentalmente si può argomentare che il nucleare ha 0% d’emissioni di CO2, ma è solo per cacciarla in quel posto ai Verdastri.
Di seguito riporto mail inviata oggi all’On. Renzo Tondo di FI e che risiede a Tolmezzo.
Continua l’attività di Ristorazione e albergo iniziata dal padre.
Se passate a Tolmezzo fate una capatina “Al Benvenuto”.
È facile che vi serva in tavola.
Mandi,
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 BUJA - UD
renzoriva(chiocciola)libero.it
349.3464656
6 Settembre 2007 alle 17:56
Dimenticavo la mail:
Caro Compagno Renzo,
i giorni 21, 22, 23 settembre c.a. sarà a Buja il Professore Marino Mazzini dell’università di Pisa per un sopralluogo nei comuni di Buja e Osoppo al fine di determinare la possibilità d’installare una centrale nucleare per produrre energia elettrica ed idrogeno nel territorio.
La serata del 22 (previo assenso del vice-sindaco Dr. Bergagna, con il quale gestirò l’evento, ci sarà la conferenza del Professore Mazzini che avrà per oggetto l’energia nelle sue molteplici fonti con particolare attenzione al nucleare e problematiche correlate.
Sapendo che tu sei da sempre sostenitore del nucleare chiedo la tua presenza ed un tuo intervento.
In attesa di un positivo riscontro
invio fraterni saluti.
Renzo Riva
6 Settembre 2007 alle 21:09
Per Renzo Riva:
“Serve inoltre una strategia seria per limitare le emissioni di CO2. â€
E’ vero, la CO2 non è IL problema. Ma noi proponiamo un piano che riduca le EMISSIONI, tra cui 155mila tonnellate di zozzerie (SOx, NOx, polveri, CO ecc). Noi vogliamo la riduzione delle emissioni, e va da se che si ridurrà anche la CO2.
Quanto alla CO2: essa è sicuramente un gas serra. Ma è altrettanto vero che NON E’ PER NIENTE DIMOSTRATO CHE IL RISCALDAMENTO GLOBALE DIPENDA IN MISURA RILEVANTE SIA DALLE ATTIVITA’ ANTROPICHE, SIA DALL’EFFETTO SERRA. (Insomma: ste benedette glaciazioni…come avvennero?)
PS: peccato…sarei venuto a Buja, ma due giorni prima mi trasferisco a 2400 km! Dannazione.
6 Settembre 2007 alle 21:42
E’ bene spiegare su cosa si basa il nostro piano energetico.
Esso nasce dall’analisi dei dati Terna del 2005:
Idroelettrico 12%
Gas 43%
Carbone e derivati 12%
Prodotti petroliferi 10%
Altri combustibili 4,8%
Importazioni 14%
Rinnovabili 3,8%
(Biomasse 1,7%-Eolico 0,6%-Geotermico 1,5%-Fotov. 0,0011%)
Va da sé che balza subito all’occhio la dipendenza mostruosa dai fossili (>65%) e la consistenza delle importazioni (14% pari a 50200 GWh!)
L’idea è stata:
1) Vediamo cosa succede se spariamo le rinnovabili al massimo come chiedono i verdi:
• 2000 MW fotovolt. (come stabilito dal Min. dell’Ambiente)
• 11000 MW eolici (media dei valori massimi indicatidi tre studi dedicati di Eni, Enea e La Sapienza)
• 450 impianti di teleriscaldamento a biomasse uguali a quello di Tirano (SO), come dice FIPER.
I fattori di carico e le prestazioni sono basati sui valori 2005. Da qui in poi è un semplice calcolo matematico (E=P*t)
2) Vediamo cosa succede installando 10 reattori EPR (motivo: massimizzare la potenza e minimizzare il numero di centrali, causa avversione dell’opinione pubblica) e diminuendo del 25% le fonti fossili. Anche qui, è un discorso matematico. Inoltre per motivi ideologici si prevede che anche le importazioni di energia vengano azzerate
• 16000 MW nucleari (=10 reattori EPR)
I risultati ottenuti sono questi:
Idroelettrico 10%
Gas 32,6%
Carbone e derivati 8,1%
Prodotti petroliferi 6,7%
Altri combustibili 4%
Importazioni 0%
Nucleare 29,5% (con soli 10 reattori!)
Rinnovabili 8,9%
(Biomasse 2,2%-Eolico 5,2%-Geotermico 1,24%-Fotov. 0,26%)
Da notare che questo piano aumenta notevolmente l’energia prodotta (si passa da 358mila a 417 mila GWh annui): pertanto secondo le stime di Terna, questo piano energetico è in grado di coprire il fabbisogno italiano del 2020. Cioè tra 12 anni e mezzo…tempo più che sufficiente se avviassimo i lavori e le trattative oggi.
Costi:
Nucleare 24 mld €
Fotovoltaico 11, 6 mld
Eolico 8,3 mld
Biomasse 1,5 mld.
Emissioni evitate: la riduzione del consumo di fossili riduce del 32% le emissioni del settore elettrico, ossia circa del 9% a livello nazionale (che comprende anche trasporti e usi civili/industriali).
SO2: -51mila tonn.
NOx: -53mila tonn.
Polveri: -1600 tonn
CO: -8700 tonn
CO2: - 44,5 MILIONI di tonn.
Ora: questo è un piano energetico “ideologicoâ€. Non vi è nessuna ragione per spendere 11 miliardi di euro per una tecnologia (fotovoltaico) che resta assolutamente marginale. Né vi è nessuna ragione specifica per azzerare le importazioni di energia elettrica dall’estero a basso costo (3-3,5 cent al kWh, se non sbaglio).
A meno che non si prendano tali posizioni “per principioâ€: vogliono il rinnovabile? Bene, pompiamo al massimo e vediamo cosa ci dà . E poi, il resto? Un po di nucleare. Bene. E le importazioni? Le azzeriamo, perché vogliamo essere autonomi.
Sono tutte posizioni opinabili, noi abbiamo scelto questa strada, e ora vogliamo confrontarci con altri pareri.
Lo scopo finale è migliorare il tutto, e magari poi, congiuntamente, inviare un’altra lettera al Presidente della Repubblica come quella pubblicata su Galileo2001.
Conosciamo bene le tecniche di certi soggetti, che mirano più a delegittimarci e sminuirci come persone (“ah, è solo un dottorandoâ€, “ah, è solo un laureandoâ€) piuttosto che confrontarsi realmente sui numeri o sulle nozioni tecniche scientificamente dimostrate; ed è per questo che ci siamo riproposti di andare NOI a casa loro, a chiedere insistentemente il confronto: o ammetteranno gli errori, o verranno sbugiardati davanti a tutti, come già è capitato.
E personalmente, più in là nel tempo, non disdegnerei di coinvolgere anche qualche giornalista, o qualche “cabarettista†(e il nome di quest’ultimo vi dovrebbe essere abbastanza chiaro).
Che ne dite?
PS: i numeri sono corretti, per brevità non posso mostrare tutti i conti quindi abbiate fede!
6 Settembre 2007 alle 22:36
Bisogna considerare anche l’energia usata per il riscaldamento e per i mezzi di trasporto.
6 Settembre 2007 alle 23:11
“Bisogna considerare anche l’energia usata per il riscaldamento e per i mezzi di trasporto. “
Si, è il pezzo che manca al nostro lavoro. E’ per questo che ci siamo rivolti a “personale qualificato”…
7 Settembre 2007 alle 01:35
Io la vedo così:
il Piano Energetico formulato dall’Ing. Basso va bene in linea di massima, ma credo che andrebbe reso razionale lungimirante, ossia epurato dall’ideologia di cui si è scelto di tenere conto.
Questo significa che manterrei una quota di importazioni a buon prezzo (anche se per motivi strategici cercherei di ridurla un pò), ridurrei all’osso il contributo delle rinnovabili (che, al più, dovrebbero essere considerate fonti ‘integrative’), inefficienti e costosissime (e spesso inutili perchè data la loro natura intermittente non evitano la realizzazione di impianti convenzionali!), e infine invertirei le quote carbone (ottimo combustibile a buon prezzo)/gas (dalla fornitura incerta, e peggiore del carbone dal punto di vista dell’effetto serra, pur volendo accettare l’ipotesi, tutta da provare, che l’effetto serra antropico esista!). Il risultato di una politica ‘razionale’ secondo me è (più o meno, in prima battuta) il seguente:
Idroelettrico 10%
Gas 10%
Carbone e derivati 30%
Prodotti petroliferi 5%
Altri combustibili 4%
Importazioni 10%
Nucleare 29,5% (con soli 10 reattori!)
Rinnovabili 1,5%
7 Settembre 2007 alle 01:51
Il problema attuale del solare sono i costi per W di picco prodotto, tenendo presente che, dato che c’e’ la notte e l’atmosfera, un W di picco diventa un decimo di W, mediamente sull’anno di 8765.22 ore.
Pagare come ora, oltre 5 euro per W di picco sarebbe da suicidio economico se non ci fossero le laute sovvenzioni promesse dallo Stato verde che pesca allegramente nel pozzo di S. Patrizio delle tasche dei cittadini ipertassati…
Ma l’innovazione scientifica ha spesso saputo “cambiare le carte in tavola” ( vedi la reazione a catena, nel 1942) e dunque il futuro, non credo imminente, potrebbe offrirci chissa’ … viaggi interstellari a velocita’ tachioniche… O la fusione fredda
Cosa pensare, dunque, del nuovissimo “Coniglio estratto dal cappello” ossia di SuntoGrid ?
Promettono rendimenti del 40% e consumo di silicio policristallino molto ridotto perche’, se ho capito, concentrano con una piccola parabola la luce su una zona ridotta ed oltretutto ottengono forti rendimenti perche’ scompongono la luce nei colori per i quali il sensore e’, zona per zona, specificamente sensibile ( parte nel rosso,
parte nel verde e parte nel violetto).
Per capire meglio cercare in rete il prof. Giuliano Martinelli dell’Universita’ di Ferrara. Guida lui il progetto SuntoGrid.
Leggo in rete questo brano trionfalistico:
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Ma SuntoGrid è un progetto originale che, appena presentato (riservatamente) per l’ammissione al fondo “Industria 2015″ del Ministero delle Attività produttive, ha riscosso tali entusiasmi da vedere l’ingresso, nel suo consorzio operativo, di grossi nomi come St Microelectronics, Enel, Asm e Eni. In tutto ventiquattro partners, un numero inusuale per l’Italia, compresa una spinoff universitaria (la CPower), una cordata di piccole e medie imprese (Dichroic Cell, Angelantoni, Arcotronics), Enea,
Cesi Ricerca, Cnr. In pratica un bel pezzo del gotha industriale della ricerca italiana…
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Non sarebbe possibile avere, dai lettori di questo Forum, info piu’ dirette ( magari da gente di CesiRicerca, Enea, etc… ad esempio…)
Sicuramente potrebbe trattarsi di un notevole passo avanti ma… i trionfalismi sono fondati ? Basterebbe a rendere competitivo il solare nei confronti delle altre fonti?
O si tratta di un’altra fusione ( o doccia ) fredda ?
7 Settembre 2007 alle 09:18
Il piano di Romanello è assolutamente legittimo, ma ha un problema: è attualmente impossibile determinare i costi e le modalità di una tale conversione del sistema energetico. Per passare dal 14 al 30% di carbone, è necessario convertire intere centrali ora funzionanti a gas o olio combustibile (PS: Porto Tolle, 1660MW, verrà convertita a carbone).
Per stimare i costi di una simile operazione come minimo dovremmo interpellare tecnici dell’Enel…è per questo che io ho scelto, semplicemente, di ridurre del 25% la produzione di energia elettrica da fonti fossili. E’ indubbiamente una scelta drastica, non è così che si fa di solito…ma è la più semplice da valutare.
Poi, per le rinnovabili: beh, questo fantomatico mercato…lasciamo le rinnovabili in mano al mercato, e vediamo cosa succede! Non se le fila nessuno! Rimarrebbero solo geotermico e biomasse (che sono fenomenali per il teleriscaldamento e la riduzione dei consumi di combustibili fossili).
7 Settembre 2007 alle 11:59
Il mio Piano presenta due punti ‘delicati’: una massiccia reintroduzione del nucleare e la riconversione delle fonti fossili verso il carbone. Certo non semplice, ma sicuramente la direzione più razionale. Naturalmente tale scelta non sarebbe rapida: la transizione sarebbe graduale. Ma se si dovesse pianificare una direzione strategica in cui andare nel futuro non credo si possano prevedere ragionevolmente scenari diversi. Una dipendenza spinta del gas, 21 volte più efficace della CO2 come gas serra, riserva in esaurimento, soggetta a grosse fluttuazioni dei prezzi, e per lo più fornito da Paesi instabili, proprio non mi pare una scelta difendibile per il futuro.
Poi ci sarà chi proporrà uno scenario col 20% di rinnovabili - in cui la fetta maggiore dovrebbe farla il solare -, ed il restante 80% da fonti fossili (soprattutto gas!). Ma mi sembra un approccio squsitamente ideologico, che premia moltissimo pochi e penalizza moltissimo la stragrande maggioranza dei cittadini. Ma si sa: chi è causa del suo mal pianga se stesso…
7 Settembre 2007 alle 12:23
Per quel che mi riguarda, 30% nucleare+47% carbone (dato USA) non mi dispiacerebbe. +11% idroelettrico e ci resta da trovare un misero 12%, di cui già il 3,5% è rinnovabile. La dismissione dell’olio combustibile richiederebbe un misero 8,5% di gas, più che accettabile.
Ma dopo l’opposizione al nucleare, la più forte è quella al carbone. Pertanto non sarà facile…
7 Settembre 2007 alle 12:26
Da “il Giornale” di venerdì 7 settembre 2007, pagina 10
La stanca rappresentazione della commedia ecologista
di Franco Battaglia - venerdì 07 settembre 2007, 07:00
Non ho mai partecipato ad una Festa dell’Unità . Almeno così sarebbe stato fino a sabato scorso, quando un amico mi chiese il favore di accompagnarlo. Voleva farmi assistere al dibattito Quale energia per il futuro tra gli «esperti» chiamati dagli organizzatori. La festa, a Modena, era una sorta di chimera tra il luna-park, la fiera campionaria e la festa paesana, senza i pregi di alcuno dei tre, ma pazienza. Le giostre c’erano e le esposizioni di prodotti commerciali pure. La prima pagina del programma informa che «la cosa più importante della nostra festa è il suo essere un evento che si ripete dalla Liberazione ad oggi offrendo spettacoli, musica, cultura e buona cucina». Concordo sulla buona cucina e anche sugli spettacoli: c’erano fuochi d’artificio, l’esibizione di ping pong, il gay-day, le lezioni di tango, salsa e cha-cha-cha, il clown Bruno e c’erano, in abbondanza, pupazzi e burattini.
Infine la cultura: mostre e conferenze. Una mostra invitava tutti ad adottare comportamenti «corretti», come quello di andare a piedi e non in automobile (a dispetto di tutte le concessionarie d’auto che sponsorizzavano la Festa). Ecco com’era congegnato l’invito: «pensate - suggeriva un manifesto della mostra - un’auto che, in 12 anni della sua vita, percorre 160.000 km sputa fuori tot kg di CO2 - perdonatemi, ma non ricordo il numero, che era dell’ordine delle centinaia di migliaia - mentre un uomo a piedi che percorre la stessa distanza (sic!), di CO2 ne sputa fuori solo 6000 kg». Saranno le conferenze meno esilaranti? Non saprei, ma posso assicurare che quella dove mi ha condotto il mio amico faceva piangere. Dentro un tendone con 300 sedie, eravamo in 30 ad ascoltare 4 che, si fa per dire, dibattevano. I 4 «esperti» erano 2 coppie di amici di merende, come ora chiarirò. La coppia Vanni Bulgarelli e Gian Carlo Muzzarelli, entrambi dirigenti locali dei Ds, l’avevo già incontrata 6 anni fa, quando in una conferenza cittadina cercava di convincere l’uditorio della necessità che il Paese spendesse 30 miliardi per interrare i cavi di trasmissione dell’energia elettrica che, a loro dire, causavano la leucemia ai bambini. Come tutti ora sapete, quei due dissero allora una colossale frottola (solo i 30 miliardi erano euri e non frottole). La coppia Ermete Realacci e Gianluca Borghi, tra i fondatori di Legambiente il primo e dei Verdi il secondo, entrambi affossatori dello sviluppo della fonte nucleare d’energia in Italia e corresponsabili della situazione energetica del nostro Paese, che lo stesso Muzzarelli definì «drammatica». Un dramma che - erano tutti e quattro concordi - si sarebbe potuto superare solo se il denaro delle nostre tasse andasse speso per installare pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici.
Sapete quanto ci vuole per soddisfare meno del 2% del nostro fabbisogno elettrico coi pannelli FV? 30 miliardi di euri. Insomma, qui c’è qualcuno che ha bisogno di 30 miliardi di euri.
Perché non glieli diamo, così la fa finita? Con altri 30 miliardi installiamo 10 reattori nucleari, soddisfiamo oltre il 30% e usciamo dal dramma.strong>
Mandi,
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 Buja - UD
renzoriva@libero.it
349.3464656
7 Settembre 2007 alle 13:32
Il problema “ideologico†sono le fonti rinnovabili, che ormai rappresentano una scelta sovranazionale difficilmente eludibile.
Questi sono i dati sugli incentivi al solare fotovoltaico erogati (in kWh prodotto), come contributi “statali†nei paesi industrializzati (o semi-industrializzati) (seguo questo settore per motivi professionali)
- Belgio 0,45
- Germania 0,55
- Francia 0,15 (0,30 a Corsica e possedimenti oltremare)
- Grecia 0,49 (0,57 sulle isole)
- Irlanda 0,55
- Italia 0,45 - 0,36
- Portogallo 0,44
- Spagna 0,42
- Slovenia 0,38
- Repubblica Ceca 0,40
- Cipro 0,26
- Stati Uniti 0,43 (i componenti devono essere di produzione nazionale)
- Corea del Sud 0,58
- Giappone 0,50 (circa)
E’ evidente lo scopo di creare in occidente una industria del fotovoltaico con l’obiettivo di abbassare i costi per kWh prodotto.
Il 7^ programma quadro di ricerca europea “Energia” assegna al fotovoltaico 2.750 milioni di euro, con l’obiettivo di diminuire del 50% il costo del kW prodotto entro il 2012
Le ricerche sui sistemi a concentrazione su celle FV si fanno sia in Germania che negli USA, come pure quelle sulle celle FV di II e III generazione.
All’estero sono nati interi settori industriali sulle fonti alternative, con decine di migliaia di addetti, e aziende che producono ed esportano per decine di milioni di €.
E’ da rilevare piuttosto che l’unica azienda italiana produttrice di celle FV è in cassa integrazione, e dovrebbe riprendere la produzione nei prossimi mesi.
Se vogliamo elaborare una proposta “incisiva†deve essere una proposta “politicaâ€, con tutti i vantaggi e i limiti che questo comporta.
E quindi rimarcare che il sistema energetico italiano, zoppo della componente nucleare, è completamente diverso da quello esistente negli altri grandi paesi occidentali.
Questa considerazione porta immediatamente l’interlocutore a doversi giustificare, a dover spiegare “perchè†le scelte fatte da Germania, Svezia, Svizzera o Gran Bretagna sarebbero scelte sbagliate mentre quelle italiane sarebbero giuste e lungimiranti.
E questo introduce di conseguenza l’argomento “Ecologiaâ€, “Occupazioneâ€, “Industriaâ€, “Economiaâ€.
E porta immediatamente l’interlocutore a doversi giustificare sul perchè un sistema che inquina, non produce occupazione, non produce industria e è un danno economico sia preferibile a quello proposto che rovescia queste “negatività â€, tant’è vero che il resto dei paesi industrializzati lo adotta.
La chiave per scardinare l’attuale paralisi è dimostrare all’opinione pubblica che ci siamo isolati rispetto alle scelte degli altri paesi europei, e dove la media UE di copertura nucleare è del 30% noi siamo a “Zeroâ€.
E che questo “splendido isolamento†a suo tempo perseguito azzerando il settore nucleare ci impoverisce, ci manda disoccupati, e sparge migliaia di tonnellate di inquinanti nocivi e cancerogeni.
7 Settembre 2007 alle 15:09
x Enrico B.
“Ma dopo l’opposizione al nucleare, la più forte è quella al carbone”
Guarda caso, l’opposizione più accesa proprio verso le fonti migliori…Con la scusa che si può utilizzare la ‘pulita’ energia solare (poi, essendo una frottola, ovviamente non si fa). Non a caso i più grossi sponsor dell’energia solare sono proprio i petrolieri.
x Luigi Di Stefano
In effetti è un problema di comunicazione col pubblico: concordo in pieno con la sua linea
7 Settembre 2007 alle 17:55
Trovo che sia un’ottima idea fare una bozza di Piano su Internet in modo da avere un quadro chiaro in cui inserire le varie considerazioni che possono essere fatte sulle scelte energetiche nel nostro paese.
Il lavoro, se sufficientemente ampio e dettagliato, mi sembra molto pesante: una specie di gigantesco mosaico in cui inserire flussi di varia natura, i punti di partenza, le trasformazioni, i punti d’arrivo, gli sprechi e le inevitabili perdite, i costi economici e sociali. A me, per esempio, non è chiaro quali siano tutte le fonti primarie che alimentano la nostra società , quali percorsi segua l’energia generata e in che percentuale le fonti primarie e derivate contribuiscano ai fabbisogni delle varie attività e quale sia il ruolo dell’energia elettrica in tutto questo contesto.
Faccio qualche esempio e qualche considerazione in libertà tanto per capirci e illustrare cosa intendo con “complessità †di un Piano Energetico.
- Dire che l’energia elettrica è il 30% del totale e che l’edilizia consuma il 50%, come si trova spesso in letteratura, non è un dato significativo (anche se magari giusto) perchè una parte dei consumi dell’edilizia sono proprio consumi elettrici. Così in altri settori tipo industria, trasporti, agricoltura…
- L’energia elettrica importata viene prodotta con impianti termici o termonucleari. Quindi l’energia realmente spesa è dalle due alle tre volte di quella elettrica che importiamo. Nei 200 Mtep di energia primaria che consuma l’Italia come vengono conteggiati? Si tiene conto di quelli spesi all’origine o quelli netti importati? Perchè se consideriamo “buoni” solo quelli importati netti risulta, per assurdo, che più importiamo e più si abbassa il fabbisogno energetico nazionale, anche se, magari, i consumi reali aumentano.
- A parte la confusione impressionante nella normativa sul risparmio energetico nel settore civile (ai limiti del delirio visti, fra il resto, la retroattività e l’obbligo a rispettare un decreto che non esiste perchè non è più uscito), l’idea di fondo sarebbe anche buona: il settore rappresenta, infatti, la fetta più importante dei consumi italiani. Ma quanta energia si spende in più per fare il cappotto di una casa? E’ veramente conveniente in tutti i casi? Noi, per decidere se un intervento sia o meno positivo, confrontiamo sempre una spesa in denaro con una certa quantità di produzione di energia. Non credo sia corretto. Nella stesura di un Piano Energetico bisogna tener conto di tutti costi, anche quelli ambientali e sociali nonché la spesa in termini di energia. Lo dico perchè qualche collega mi faceva notare che in termini puramente energetici applicare il cappotto a una casa non è conveniente come bilancio energetico netto per il paese. Io credo, invece, che sia conveniente alla grande, ma non ho mai avuto il tempo di fare i conti giusti. Il caso del fotovoltaico è eclatante da questo punto di vista. Il bilancio energetico è drammatico: pare che vada in pari dopo parecchi anni (da 3 a 6) e poi per sostenerlo usano i soldi tutti (quindi anche i miei e non avete idea di quanto la cosa mi faccia girare le scatole), ma per qualcuno la cosa è conveniente e parecchio (coi miei soldi…). La produzione di bioetanolo pare, poi, che faccia aumentare il costo dei cereali e, con essi, della carne ecc… Con questo discorso voglio dire che accanto ai costi “percepiti†un piano energetico serio dovrebbe anche elencare e descrivere bene tutti i costi per tipo e quantità .
- Qualcuno mi dovrebbe spiegare, poi, perchè le pompe di calore non vengono mai prese in considerazione come sistema di riscaldamento su vasta scala visto che in teoria dovrebbero essere piuttosto convenienti e consentirebbero, tramite il passaggio intermedio per l’energia elettrica, l’equivalente di fatto del teleriscaldamento. E siccome l’elettricità può essere prodotta anche con centrali atomiche… (Mi risulta che in Svizzera vadano di gran moda. E’ vero ?)
Come piccolo contributo alla discussione faccio una proposta (che di solito mi procura caterve di nemici e rischi di lapidazione fatta con sassi piccoli perché fa più male). Io, personalmente, credo che il miglior intervento a tempi brevi (qualche anno) sarebbe aumentare (gradatamente ma anche consistentemente, 200-300%, e tenendo sotto controllo l’inflazione e bilanciando con sgravi fiscali in settori critici) il costo dei combustibili (benziana, gas, gasolio) e dell’energia elettrica, in modo da indurre la popolazione a pensare e attuare reali ed efficaci misure di contenimento e razionalizzazione dei consumi. Mi risulta, infatti, che in seguito alla crisi petrolifera degli anni ‘70 i paesi industrializzati abbiano dimezzato in pochi anni i consumi e credo che solo azioni di questo tipo siano realmente efficaci e adatte a prepararci seriamente al futuro, oltre, naturalmente, a rimettere in piedi il nucleare.
7 Settembre 2007 alle 19:48
Ogni anno l’Italia regala un reattore nucleare alla Francia attraverso l’acquisto dell’energia elettrica, da fonte nucleare, importata dalla Francia stessa.
Il nucleare è conveniente produrlo in casa e non acquistarlo.
Analisi costi (di massima)
Nucleare: 80% impianti 15% Combustibile 5% gestione
Termoelettrico: 20% impianto e gestione 80% Combustibile
Va da sé che ci stiamo svenando di parecchi miliardi di Euri a favore degli arabi invece di mantenere il valore all’interno della nostra economia.
Per non parlare della bolletta Kyoto.
All’amico Vincenzo Romanello l’incombenza di dettagliare meglio i “numeri” che a spanne ho scritto sopra.
Più “coglioni” di così!
Mandi,
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 BUJA - UD
renzoriva@libero.it
349.3464656
.
7 Settembre 2007 alle 19:51
In venti anni abbiamo regalato 20 reattori nucleari alla Francia.
Senza il vantaggio di poter sfruttare gli impianti ancora per altri 40 anni che invece sfrutterà la Francia vendendoci per altri 40 energia elettronucleare.
Si può essere più “coglioni” di così?
Mandi,
Renzo Riva
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349.3464656
.
8 Settembre 2007 alle 01:40
I numeri che l’amico Riva ha elencato sono giusti, ed il suo discorso non può che essere sottoscritto in pieno!
Dovremmo finire di darci la zappa sui piedi…
Concordo in pieno con il complesso discorso di Pietruccio: un buon Piano Energetico dovrebbe tener conto di tutto. Ecco perchè invito caldamente tutti a dare un contributo costruttivo alla discussione.
Grazie
8 Settembre 2007 alle 02:13
Iniziativa lodevole, è giunto il momento per cercare di rompere il blocco sul nucleare che va avanti in Italia da 30 anni. L’opzione nucleare stà riprendendo vigore in tutto il mondo.
Consiglio anche di firmare in massa la lettera dell’Associazione
Galileo 2001 al Presidente G. Napolitano per l’immediata costrizione in Italia di 10 centrali nucleare. E’ possibile, a questo scopo, utilizzare il sito
www.galileo2001.it
8 Settembre 2007 alle 08:33
la logica che sta portando alla scelta delle alternative mi pare dettata più che altro da esigenze economiche ridistributive. L’Italia sia chiaro rimane una economia debole molto debole( indovinate il perchè) C’è necessità di innescare sistemi produttivi che facciano girare moneta diano molti posti di lavoro ( a dire il vero lodevole), il fatto che questa industria è finta? Sarebbe meglio pagare i disoccupati e istallare 10-12 EPR. L’aumentata efficenza energetica ridarebbe un forte slancio alla nostra asfittica economia, e con più produzione ci sarebe da ridistribuire molto di più rispetto a questa industria creativa che però non risolve i proble specie a lungo termine ( solito discorso dei politici che restono in carica poco)?
Distintamente
8 Settembre 2007 alle 10:12
Dovrebbe essere chiaro a tutti il fatto che massimizzare la produttivita’ individuale è nell’interesse di tutti. Chi teme le fabbriche vuote di operai poco produttivi e piene di robot fatti funzionare da tecnici altamente qualificati, forse stranamente non è stato scottato dalla bassa qualità dei servizi offerti oggi dallo Stato e dalla carenza di personale efficiente, produttivo e motivato nei servizi. Esistono infinite attività che non possono essere fatte da macchine e che sono servizi cruciali, a volte indispensabili. L’educazione dei giovani, l’assistenza agli anziani, la sanità , l’ordine pubblico e, non meno importante, lo svago e l’organizzazione del tempo libero che sarebbe bello avere tutti in giusta misura per ricaricare le batterie e poter dare il meglio di se’ sul lavoro. E’ dunque pazzesco privilegiare tecnologie industriali costose in materiali ed in tempo umano… sottratto al tempo richiesto per fornire servizi preziosi sul piano umano. Il nucleare e’ proprio un settore che richiede pochissima occupazione e molta competenza tecnica… e’ un po’ simile all’agricoltura moderna che, lei pure, assorbe poca occupazione. E’ stato un male togliere l’80% della popolazione dai campi a produrre redditi da fame ? C’e’ da rimpiangere la scomparsa delle mondine, delle Silvane Mangano che, almeno nelle risaie, erano autorizzate a far vedere le gambe
?
)?
Meglio che la produttivita’ dei pochi agricoltori in servizio sia alta ma…. si eviti di
diffondere l’idea che i pochi agricoltori che servono, essendo pochi … addirittura che siano inutili. E non si sottovaluti il fatto che, senza la produttività delle centrali nucleari, senza la loro redditività , diventerebbe ancora piu’ utopica, velleitaria la speranza di aver piu’ soldi per finanziare i servizi, per creare, tanto per dire, tra i mille esempi possibili, piu’ asili nido per le donne che lavorano fuori casa e centri di intrattenimento per i ragazzi tra un anno scolastico e l’altro. Le mogli degli alti papaveri politici lo sanno che meta’ degli italiani non va in vacanza e che e’ difficile lavorare e contemporaneamente badare ai ragazzi durante i mesi estivi quando i professori prendono il sole ( o sono impegnati in estenuanti corsi di aggiornamento per accrescere il loro livello professionale
Amike ( == amichevolmente )
8 Settembre 2007 alle 10:22
Oggi su “il Giornale” articolo intervista a James Lovelock a piena pagina.
Dice che solo il nucleare potrà salvare la Terra.
Mandi,
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 Buja - UD
renzoriva@libero.it
349.3464656
.
8 Settembre 2007 alle 18:48
Interessante sull’eolico
(pare che le assicurazioni se la stiano facendo sotto per la bassa affidabilità : un guasto grave in media ogni 4 anni)
http://www.miniwatt.it/mw0708_Energ_Forze%20inaspettate.htm
Mi sono sempre chiesto e mi piacerebbe vedere cosa hanno previsto quei signori (anche loro cocchi di mamma, supersovvenzionati dallo stato come risulta dall’articolo) nel caso di una tromba d’aria o qualcosa del genere.
9 Settembre 2007 alle 13:17
Il russo Zhores Alferov con il tedesco Herbert Kroemer (”for developing semiconductor heterostructures used in high-speed- and optoelectronics”) e lo statunitense Jack Kilby ( “for his part in the invention of the integrated circuit”) hanno avuto il premio Nobel in fisica nel 2000 dedicato allo sviluppo della tecnologia dei semiconduttori. Le valutazioni fatte da Z.A. non sono quelle di un personaggio super-partes ma di un grande esperto ( indubbiamente un super-esperto ) che opera nel settore del fotovoltaico e che e’ molto motivato ad ottenere finanziamenti per lo sviluppo della
sua attivita’. Immagino quali potrebbero essere le dichiarazioni di chi fa ricerca nello sviluppo delle staminali e sulla clonazione umana sull’utilita’ delle proprie ricerche che necessitano ovviamente di forti investimenti… O di chi lavora nella produzione di OGM….
Detto questo e rimpiangendo il fatto che Enrico Fermi non ci possa illuminare di persona sull’utilita’ dell’energia nucleare, riporto questo indubbiamente autorevole parere. Ritengo pero’ che sarebbe comunque utile una raccolta di calcoli semplici, un bigino, che servano a “dimensionare” numericamente la “concorrenzialità ” della fonte solare. Penso che la sintesi sarebbe un numeretto:…. Quale potrebbe essere il costo limite del W di picco solare al di sotto del quale la fonte solare diventerebbe effettivamente competitiva ( all’incirca, con ampia tolleranza del 50% ) con quelle che sfruttano i combustibili fossili o la fissione nucleare ? Il costo del terreno e della manutenzione di pannelli su kmq di territorio non sarebbe piuttosto rilevante vista la natura pochissimo concentrata della fonte solare ? Su un kmq di terreno piove al massimo un milione di kW che, attualmente ( col 10% di resa) danno 100 megawatt di picco e col nuovo fotovoltaico a concentrazione darebbero 400 megawatt di picco ( ma tutte le paraboliche puntate al sole per focalizzane e concentrarne la luce di 500 volte non interferiranno tra loro e… non saranno molto sensibili alla presenza di nubi ? ). Supponiamo che si riesca ad ottenere addirittura il… 90%, come spera Z.Alferov, ossia che, da un kmq, si possano estrarre 900 Megawatt di picco. Istallando il tutto in un sito senza mai nubi, tipo il deserto del Sahara, si otterrebbero, mediati tra giorno e notte, 450 MW medi (molto meno in condizioni atmosferiche realistiche). Cosa sarebbero i costi annui di una centrale da 450 MW a carbone fatta andare in continuazione 8760 ore all’anno ? Se l’impianto solare avesse una vita di 10 anni ( la sabbia del deserto erode…). Mi fermo qui perche’ so gia’ che qualcuno dira’ che sono calcoli inutili… e che comunque il solare e’ fuori scala… Ma non ne sono completamente convinto e poi S.Tommaso e’ diventato santo pur facendo l’incredulo…
Amike ( == amichevolmente )
P.S. Di carbone ce n’e’ per almeno un paio di secoli… Non fara’ bene ai polmoni ma…ce n’e'… e probabilmente idem delle altre fossili… tralascio il nucleare perche’ come ing. nucleare… potrei sembrare di parte
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L’INTERVENTO (da Il Corriere della Sera, domenica 9/9/2007, pag. 45)
Basta scetticismo. Ecco perché il solare sarà un’alternativa
di ZHORES ALFEROV
La seconda metà del XX secolo ha visto una crescita esponenziale del consumo energetico globale. Solo negli ultimi 25 anni l’uso complessivo di energia è aumentato 1,5 volte e le emissioni di ossidi di carbonio sono salite 1,4 volte. Secondo una stima della IEA ( l’ Agenzia Internazionale dell’Energia) entro il 2020 il consumo energetico aumenterà nella stessa misura. La combustione di carbone, petrolio e gas metano supplisce all’80 per cento il fabbisogno energetico mondiale. Inoltre, ancora oggi, l’energia elettrica di tutto il mondo deriva principalmente dall’impiego del carbone fossile ( intorno al 65%). Gli esperti dell’IEA ritengono che il tasso di crescita delle emissioni di carbonio supererà persino quello del fabbisogno energetico. Di conseguenza entro il 2020 le emissioni da ossidi di carbonio ammonteranno all’equivalente di 36 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Un quantitativo sconvolgente, ma realistico che condurrà all’inevitabile e rapido esaurimento delle riserve naturali di combustibile. Si capisce dunque perché alle fonti di energia rinnovabile venga dedicata un’attenzione sempre maggiore. Tra queste c’è il sole. Il nostro astro rifornisce la Terra con una potenza di circa 10 Watt elevati alla diciassettesima potenza [ 1.27e14 kW calcolando quanto intercetta l’intero disco terrestre che però ri_irraggia parte dell’energia ricevuta ]. Un’industria fondata sull’impiego di energia solare non dovrebbe essere considerata solo una scelta sicura e affidabile, bensì l’unica alternativa possibile per la specie umana in una prospettiva a lungo termine. Il costo necessario per sviluppare e implementare una nuova base energetica per l’intera società non è mai contenuto. Per fortuna, una valida piattaforma di partenza basata su conoscenze tecnologiche e scientifiche esiste già . Ed è il risultato dei progressi nei campi dell’elettronica, delle tecnologie basate sui raggi laser e dell’ingegneria aerospaziale focalizzata sull’impiego di energia elettrica per le navicelle. Gli avanzamenti in questi settori potrebbero portare alla nascita di un’industria terrestre che utilizzi energia solare da trasformare in energia elettrica tramite l’impiego di semiconduttori. I grandi passi avanti compiuti nella microelettronica hanno permesso sin dagli anni Settanta il miglioramento dei parametri di produzione delle celle solari al silicio con un ampio utilizzo di questi nello spazio, ma soprattutto con un effettivo impiego terrestre. La maggior parte dei satelliti per le telecomunicazioni commerciali o per attività scientifiche sistemati su varie orbite utilizzano pannelli solari. La progettazione di celle solari con strutture di nuovo tipo ha consentito di superare la soglia di efficienza del 40% nelle applicazioni terrestri e si ipotizza il raggiungimento di un’efficienza pari al 50-55% nell’immediato futuro. L’utilizzo delle nuove celle solari così efficienti fa decadere le principali obiezioni sollevate riguardo all’impiego di queste tecnologie su larga scala.
1 . Il fotovoltaico richiede l’impegno di una superficie del suolo troppo ampia. Ma con un’efficienza del 40%, sarà sufficiente un’area inferiore all’1% della superficie complessiva di 48 stati americani, per generare tutta la potenza energetica necessaria a soddisfare il fabbisogno degli Stati Uniti del 2020, tenendo conto delle normali condizioni di
illuminazione.
2. Il fotovoltaico è troppo costoso. Ma con celle ad alta concentrazione (fino a 500-600 volte superiore a quelle di vecchia generazione), il costo delle stesse fotocellule diventa trascurabile. E ipotizzando l’utilizzo di energia solare su larga scala, il costo necessario per generare la potenza di 1 chilowatt potrebbe divenire inferiore rispetto a quanto servirebbe con il nucleare o con l’energia termica . Infine, ancora oggi circa 2 miliardi di persone nel mondo non hanno una fornitura di energia centralizzata e il sistema fotovoltaico per loro è indispensabile. Lo sviluppo delle nano-tecnologie per il fotovoltaico rappresenta la nuova sfida: bisogna raggiungere un’efficienza dell’87%. In teoria ciò è possibile per le celle solari con il nuovo tipo di struttura. La sperimentazione di tecnologie innovative e lo sfruttamento di conoscenze legate alla fisica quantistica potrebbero aprire scenari rivoluzionari. Tuttavia, anche allo stato attuale delle cose, i risultati conseguiti sono sufficienti per rispondere in modo autorevole e sicuro al quesito di partenza: l’energia solare è una soluzione possibile dei problemi energetici del futuro? La risposta è sì.
(Traduzione Gabriela Lotto)
Zhores Alferov ha vinto il Nobel per la Fisica nel 2000
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9 Settembre 2007 alle 19:24
NB l’irraggiamento solare è formato da una componente diretta e una indiretta, in totale qui in Italia va, in media, da 140 a 190 W/mq quindi anche ammesso un rendimento del 50% (più che ottimistico direi) stiamo parlando di un centinaio di watt al mq di pannello e solo se orientato in modo ottimale.
Vedere ad esempio http://www.solare-viessmann.it/notiziariosolare.pdf
In una centrale poi, fra i pannelli si dovrebbero lasciare gli spazi per la manutenzione.
Notare che i pannelli usati per il riscaldamento diretto dell’acqua per usi civili raggiungono già rendimenti dichiarati molto alti (alcuni tipi anche il 75%) e se metto su una casa pannelli fotovoltaici ho meno postoper mettere gli altri.
Avevo fatto due conti in un post che era andato subito perso quest’estate: se ho tempo lo aggiorno coi dati di questa nuova tecnologia. In conclusione non mi sembra una panacea anche se c’è da augurarsi, ed è probabile, che questa tecnologia finalmente maturi: non è che un futuro con un duopolio carbone-nucleare, infatti, mi entusiasmi molto (nel senso che ogni forma di monopolio, o duopolio o cartelli o cose del genere si trasforma alla fine in una fregatura per il cittadino: come si sa è bene che ci sia sempre concorrenza in modo che nessuno possa tirare troppo la corda). Mi sembre piuttosto che questa tecnologia risolva un problema del fotovoltaico di cui si pala poco e cioè della limitata capacità di produzione: non è che si possono produrre km quadrati di celle di silicio come se niente fosse per cui è importante fare arrivare sulle stesse la luce concentrata: vedi per ex. http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=1904
10 Settembre 2007 alle 00:01
Concordo.
Per “toccare con mano” di persona ho utilizzato la calcolatrice solare messa a disposizione dall’ ENEA sul sito http://www.solaritaly.enea.it/CalcComune/Calcola.php
e ho usato i dati 45° latitudine e 9° longitudine con una riflessione del suolo uguale ad 1 ossia come se, a Milano, anche a luglio ci fosse sul suolo neve fresca iper_riflettente. Ho usato il modello ENEA-SOLTERM, unita’ di misura kWh/m2 e ho visto che a luglio, con il calcolo su superficie normale ossia con la normale della superficie puntata verso il sole (l’ottimo possibile) si otterrebbero solo 9.08 kWh/mq. Il valor medio su base annua è circa 6 kWh/mq ( ossia 250 W/mq sulle 24 ore…ma sto sulla neve! ) e a dicembre si otterrebbero, al giorno, miseri 2.83 kWh/mq. Ora a luglio il sole a Milano sta sopra l’orizzonte per almeno 14 ore (dalle 5 alle 19). Puntando al sole lo si sfrutta tutto…. e dunque in ogni ora, in orbita nello spazio, il sole dovrebbe dare 1 kW all’ora e con 14 ore si dovrebbero ottenere dunque 14kWh e non soltanto 9. Dunque l’atmosfera e la meteorologia devono svolgere un ruolo imponentissimo nel decurtare l’energia catturabile anche nelle condizioni migliori di luglio ( e con neve al suolo, ossia come su un campo di sci estivo ) e puntando al Sole ! Sorprendente questo fatto…cui non avevo pensato facendo stime spannografiche ma… senza tener conto dell’atmosfera terrestre. Trasferendosi sull’Etna per avere neve fresca.. le cose a luglio cambiano di poco… sempre sui 9 kWh/mq ma sale il valor medio annuo che diventa poco piu’ di 7 kWh/mq e il valore minimo, a dicembre, e’ un ragionevole 5 kWh/mq. In ogni caso… l’atmosfera ha un ruolo fortissimo perche’ mediamente, all’anno, il sole sta sopra l’orizzonte 12 ore ( non importa se al polo o all’equatore… cambia solo l’oscillazione del periodo sopra l’orizzonte tra estate ed inverno) e dunque un pannello orientato dovrebbe disporre mediamente di 12 kWh/mq e non 7 a Malta e 6 a Milano. Giocando col fantascientifico ( dato che se facessi una centrale fotovoltaica su un kmq di territorio imbiancherei tutto il terreno per ottenere l’effetto neve ) sul kmq potrei sfruttare 250 MW medi annui e, col 50% di rendimento promesso dal Nobel russo Zhores Alferov con i pannelli solari a concentrazione… non potrei sperare che in 125 MW di potenza in media all’anno. La combinazione di notte+atmosfera crea un “rendimento naturale” irriducibile di 0.25 che, per assegnato W di picco producibile
col pannello ( qualunque rendimento abbia, se il rendimento e’ come ora
del 10% occorrerà 1 dm2, fosse del 40% occorreranno 25 cm2 ) fa si’ che
ci vogliono almeno 4 W di picco ( siamo ottimisti ) per produrne uno in media all’anno. Ipotizzando zero il costo del terreno la domanda cruciale è sempre… a che prezzo mi vendi il pannello, grosso o piccolo che sia, per fare 1 W di picco ? E quanti anni mi funzionera’ ?
Messa cosi’ la faccenda non capisco il tono trionfalistico dell’articolo firmato da Z.A. a meno che purificare il silicio, appunto, costi tantissimo e risparmiandolo renda possibile abbassare fortemente i prezzi. Ma ora un W di picco costa 5…7 euro! Una enormita’ improponibile senza forti incentivi statali !!!
10 Settembre 2007 alle 00:27
x Pietruccio
La tecnologia a concentrazione su celle FV è senzaltro “promettente” ma è ancora in fase di ricerca e lo sarà per molti anni, e comunque è sottoposta ad una serie di problemi e limitazioni.
1) il rendimento delle celle FV diminuisce all’aumentare della temperatura. Concentrando la luce (100 soli, 200 soli, c’è chi parla di 500 soli) si deve estrarre il calore per mantere la cella a temperatura ambiente o “compatibile” (max 70/80 gradi), e questa è una complicazione tecnologica sotto il profilo dei costi e della manutenzione.
2) i sistemi a concentrazione “devono” essere sempre puntati verso il sole, e quindi devono essere montati su eliostati, con un sistema di puntamento molto preciso. Quindi escluso che siano utilizzabili sui tetti delle case, e si inducono altri problemi di costi e di manutenzione.
3) Quando, per i sistemi a concentrazione, si parla di rendimenti del 50% o più si dicono stupidaggini. Il rendimento di una area “concentrata” è comunque inferiore al rendimento della stessa area coperta da una unica cella senza concentrazione. Questo perchè si deve considerare la resa ottica della lente di fresnel che si somma alla resa della cella FV.
Il concetto è: su un mt2 mi arrivano 1.000 watt, e quindi devo coprire questo mt2 di celle FV, e quindi ho bisogno di 1 mt2 di silicio e ne ricavo circa 130w.
Se concentro 1:100 avrò bisogno di 1/100 di silicio. Abbatto i costi del silicio e aumento quelli del sistema tecnologico (lenti di fresnel, raffreddamento e eliostato), ma nella migliore delle ipotesi avrò sempre 130w (in realtà di meno per via delle lenti)
Posso aumentare questo rendimento (ad esempio da 130 a 250w) solo se impiego celle di seconda o terza generazione (quindi a doppia o tripla giunzione) che però sono molto più costose di quelle a singolo strato. E quindi il costo per kWh mi varia nel rapporto investimento/resa, non è un semplice “guadagno” per una resa che mi passa dal 13 al 25%.
4) nessuno sa ancora quale sia la effettiva durata delle celle FV sottoposte a concentrazione, tant’è che, a quanto mi risulta, nessuna casa produttrice concede la garanzia se le celle sono utilizzate su un concentratore.
E la durata delle celle è un fattore fondamentale per un impianto FV. Oggi, senza concentrazione, si considera un calo di rendimento definito dalle case costruttrici. Chi potrebbe investire qualche milione di € per un impianto che non si sa quanto dura?
Insomma siamo ancora nell’ambito della ricerca, e infatti ci sono finanziamenti ad hoc sul 7^ programma Energia della UE.
10 Settembre 2007 alle 01:00
Riprendo da:
http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=1904
==
L’innovativo impianto si basa su una parabola a concentrazione, costituita da microspecchi che separano il raggio di luce in quattro colori aumentandone di duecento volte la potenza, al cui centro si trovano particolari celle fotovoltaiche costituite da film sottili con un supporto in silicio e specializzate solo su ciascun colore che sono capaci di convertire in energia elettrica fino al 50% della luce assorbita.
==
Anche questo mi sembra un “trucco” interessante, chissa’, ma, alla fin fine… bisognerebbe tener presente il fatto economico nudo e crudo. Verra’ mai il giorno in cui i contadini dedicheranno ettari di terra al fotovoltaico perche’ rende di piu’ del mais o del riso ? Usare i tetti (specie se penso ai casermoni cittadini con case di cinque piani ed oltre) mi sembra un po’ una idea in stile fascista, quando il duce invitava la popolazione a coltivare frumento persino nei giardinetti pubblici…
10 Settembre 2007 alle 11:47
Ho letto l’articolo, in effetti questo sistema, come altri analoghi, si propone di diminuire la quantità di silicio necessaria per mq, quindi celle FV molto piccole su cui si concentra con un fattore 1:200
Quindi non è che si aumenta la potenza della luce di 200 volte, ma la si concentra su un’area di silicio 200 volte minore, che è ben diverso.
A questo link si va ad una pagina della Amonix, azienda americana che vanta già impianti a concentrazione operativi, e si spiega bene il meccanismo di funzionamento dei sistemi a concentrazione
http://www.amonix.com/technology_description.html
Nel caso indicato, specchi invece di lenti di fresnel (sistema utilizzato dalla Boeing (Spectrolab) su un impianto sperimentale (mi sembra composto da 600.000 concentrantori) ci saranno tutti i problemi derivanti dall’utilizzo degli specchi: costo, durata, polvere.
Lo “scomporre la luce in quattro colori” in realtà non può significare che questo:
- solo determinate lunghezze d’onda concorrono all’effetto fotoelettronico (sulle celle di II e III gen. una banda più larga rispetto alle celle della I gen)
Ne consegue che se io rifletto sulle celle FV solo le lunghezze d’onda utili all’effetto fotoelettronico diminuisco la quantità di calore che devo asportare dalla cella, e quindi risolvo in parte questo problema.
Questo si può ottenere appunto con degli specchi selettivi (o dei materiali a trasparenza selettiva nel caso delle lenti di fresnel)
Gli specchi e i materiali selettivi ovviamente esistono, ed è una tecnologia ampiamente utilizzata in molti settori dell’industria e della ricerca.
Applicarla al solare FV a concentrazione sarà senz’altro utile, basta avere chiaro che su un mq ortogonale alla radiazione cade sempre 1 kW.
Purtroppo capita che i giornalisti diano tagli “miracolistici” ad ogni annuncio relativo alle energie rinnovabili, fotovoltaico in particolare, a volte anche trascendendo da quello che è stato effettivamente detto da scienziati e ricercatori.
Questo accade, secondo me, un po perchè i giornalisti ci credono, si sono convinti che prima o poi questi miracoli avverranno. E poi, maliziosamente, direi che “‘o miracolo” in tema energetico frutta la pubblicazione del pezzo.
10 Settembre 2007 alle 14:52
Sono dati molto interessanti questi della ditta Amonix perché propongono
….NOOO… Ma siete matti ????
istallazioni serie… e con tecnologia molto progredita, migliore di quella che vedo in Italia. Azzardo qualche calcolo usando il S.I. invece dei loro pollici ma soprattutto piedi malodoranti. La loro unità base è il MegaModule. Ne affiancano 5 per fare un lastrone che viene costantemente puntato al sole.
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A 45 x 11’ MegaModule™ contains 48 receiver plates. Each one having its own matching 24 fresnel lens parquet and producing 5 kW DC. Multiple 5kW MegaModule™’s are attached to a single torque tube to make up a multi kW array.
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Dalla figura risulta che un MegaModule e’ fatto da 12*4=48 “porquet” di lenti di fresnel ed ogni porquet e’ fatto da 6*4=24 lenti. Ogni lente e’ un quadrato di lato 7 pollici e dunque ogni lente e’ un quadrato di circa 18 cm di lato. Dunque un MegaModule è una matrice di 72*16 lenti di fresnel ossia misura 504*112 pollici di area attiva ovvero è lungo 12.8 metri e largo 2.85 metri. Poi ci sono i distanziatori per cui l’ingombro effettivo e’ di 13.7 metri per 3.35. Il MegaModule è un rettangolone veramente mega…. di quasi 46 metriquadri. Affiancandone 5 da mettere su un robusto pilone totalizzano ben 230 mq. Che sia un colosso si vede dalla foto in questa pagina: http://www.amonix.com/Amonix_History.html Prendendo per buono il rendimento dichiarato ( 26% ) il MegaModule produce dunque 12 kW di picco. Loro però parlano di potenza vera, ossia mediata sull’intero giorno e questo intorbida un po’ le cose perché la conversione non è ovvia. In Valpadana, non nel deserto del Nevada, su terreno bianchissimo, avendo un rendimento del 100% il MegaModule potrebbe produrre 250 W medi al mq ( per effetto notte e per effetto nuvole ) ossia in totale 11.5 kW. Loro però sostengono che il MegaModule produce 5 kW medi ma questo vorrebbe dire che ha un rendimento del 43% mentre hanno dichiarano un rendimento del 26% (comunque molto alto rispetto al normale 12% circa ). L’effetto notte causa un rendimento del 50% ineliminabile e indiscutibile. Quello su cui si può discutere è il rendimento per cause atmosferiche varie. In Val Padana, da modelli ENEA, è circa il 50% mentre da loro, nel deserto dell’Arizona, sembrerebbe che sia l’ 85% ossia che non ci siano mai nuvole e il cielo sia tersissimo, non lattiginoso o nuvoloso come a Milano. Dunque il rendimento ambientale irriducibile è 0.5*0.85=0.425 e tenendo conto di quello dovuto al pannello ossia 0.26 si ottiene 0.425*0.26 = 0.11 per cui 46 mq danno 46*0.11 = 5.06 kW…. Mi sembra che abbiano ragionato cosi’… Ma se istalliamo il MegaModule in Italia, dove non c’è il deserto, potremmo cavarci, visti i dati ENEA, 46*0.25*0.26 = 2.99 kW… facciamo 3 kW per essere tondi e ottimisti. Ecco perché preferirei che il produttore mi dicesse i W di picco e non quelli medi perché questi dipendono dal sito di istallazione. Comunque mi sembra che loro promettano un risparmio rispetto ai concorrenti ma… non un risparmio clamoroso. I concorrenti vendono il W di picco a 5..7 euro. Ho estratto il borsellino… visto che sono ricco e…un po’ folle e preferisco donare ai fotovoltaicisti piuttosto che ai poveri (come Pecoraro Scanio)…. Che prezzo mi fate ?
10 Settembre 2007 alle 14:56
Beh… le celle fotovoltaiche attuali hanno rendimenti del 6% se amorfe (drammatico) e arrivano al massimo al 18% se in silicio cristallino ma con costi elevati anche in termini energetici che si ammortizzano solo dopo 3-6 anni (ancora più drammatico).
La sfiga, poi, aumenta considerando che la corrente continua e a basso voltaggio, per essere immessa in rete, deve essere convertita in alternata a tensione più alta il che significa altri apparecchi con costi, guasti, abbassamento del rendimento.
In totale è chiaro che, a parte le “follie” politiche, il fotovoltaico è assolutamente inutilizzabile per produzione seria di energia.
Quindi che nel tempo la situazione possa solo migliorare è più che una speranza (visto che peggio di così…).
Non capisco il “limite teorico” di rendimento dell’87% citato ma è chiaro che quello globale (dall’irraggiamento medio annuale di 140-190W/mq alla potenza immessa in rete), anche nella migliore delle ipotesi, sarà molto inferiore. E’ quindi ovvio che l’atteggiamento ottimistico dei media sia fuori luogo: ma non è certo una novità .
Se, però, come dite, è necessario un sistema di puntamento per il sole allora mi preoccupo veramente parecchio perchè vuol dire che anche questa non può essere la volta buona per il fotovoltaico (le celle producono poco, se poi una parte significativa la devo sprecare per muovere motori… e poi per coprire superfici significative di pannelli motorizzati quanti me ne servirebbero? Miliardi? Migliaia di miliardi?).
Oltretutto non mi sembra neanche tanto percorribile la strada di immese aree occupate da centrali fotovoltaiche come propone qualcuno (ammesso che mai si riesca a fare qualcosa del genere). Migliaia di km quadrati occupati da celle in aree desertiche: e se viene una tempesta (magari di sabbia)? Inoltre, aree di queste dimensioni avrebbero sicuramente effetto marcato sul clima.
In definitiva mi vien da concludere che probabilmente non ci siamo…
ma non è una bella notizia e speriamo che trovino qualcosa che funzioni per davvero da affiancare a carbone e nucleare. Vent’anni passano molto in fretta, ve lo posso assicurare, a me vent’anni fa sembra ieri.
10 Settembre 2007 alle 15:01
L’energia solare potrebbe essere una bella cosa, ma non ancora con le tecnologie ed i rendimenti attuali, e comunque, in ogni caso, non potrà mai essere concorrente del carbone e del nucleare, ma al più potrà affiancarli in maniera più (forse in futuro!) o meno valida…
Non è una mia opinione, è un dato di fatto!
10 Settembre 2007 alle 15:19
Il dibattito si fa interessante….
vorrei porre l’accento su due aspetti.
1)come ricordava qualcuno di voi, l’obiettivo del 20% di approvvigionamento da rinnovabili è una scelta sovranazionale, o meglio europea. questo significa che in un piano energetico, piaccia o meno a romanello, il 20% dovrà obbligatoriamente arrivare da rinnovabili. Poi chiunque può chiedersi se e come si possa rispettare l’impegno assunto, ma impegni presi in sede comunitaria si traducono in direttive vincolanti (che possono costare onerosissime procedure di infrazione per chi non le rispetta).
2)La killer technology nel fotovoltaico ancora non esiste, d’accordo. il famoso kwh(p) al mq che “piove” dal sole è un limite fisico ineludibile, le 12 ore di insolazione medie sono ineludibili, tante cose sono ineludibili. tuttavia è vero che per “poca” che sia l’energia solare un tetto di una bifamiliare può bastare a rendere la casa energeticamente autosufficiente già oggi. se è vero che non si potrà mai superare il limite fisico della radiazione incidente, è vero anche che con lo sviluppo tumultuoso della ricerca si troverà in futuro il modo di aumentare i rendimenti e diminuire il costo. Credo che in un futuro x (30-50 anni) si possa arrivare all’autosufficienza termica ed elettrica del settore residenziale (sempre a patto che si riescano a realizzare anche efficienti tecnologie di stoccaggio dell’energia prodotta..). Non sarà tutto, ma può essere molto.
Continuo a sostenere che il dibattito “rinnovabili vs nucleare” e il tifo partigiano (del signor riva… x non fare nomi) portano fuori strada. L’obiettivo del 20% di rinnovabili è obbligatorio ed entro breve non sarà più neanche minimamente negoziabile; peraltro già sarà difficile arrivarci, figuriamoci a superarlo. Quindi: di che discutiamo? Lo scontro è sul rimanente 80% tra i due contendenti (Nucleare) contro (gas+carbone).
10 Settembre 2007 alle 15:45
Che il fotovoltaico non concorra col nucleare in alcun modo è fuor di dubbio, matematica alla mano, vi piaccia o no. Che avremo bisogno del nucleare è pure fuor di bubbio, vi piaccia o no, pena una recessione economica del sistema Italia drammatica ed inevitabile.
Rinunciare poi al nucleare per fare tuto con carbone e gas è, al solito, una scelta squisitamente ideologica ed inutile, che non ha nessun fondamento ne tecnico, ne strategico, ne economico. Sensato è invece fare cio che fanno tutti gli ‘altri’: un mix oculato di queste fonti (la parola magica è DIVERSIFICAZIONE, volete capirlo?).
Peraltro che il nucleare ’salverà il mondo’ non è una dichiarazione mia, ma di James Lovelock, ‘guru’ dei verdi fino a ieri, poi ’sconfessato’ come eretico…!
“significa che in un piano energetico, piaccia o meno a romanello, il 20% dovrà obbligatoriamente arrivare da rinnovabili”
A Romanello importa poco: è evidente che l’approccio del20% da rinnovabili è un approccio assolutamente ideologico e privo di fondamento tecnico-economico. Quando si tenterà di attuarlo sarà molto chiaro a tutti, anche ai non tecnici (perchè ve lo garantisco: la teoria dei quanti non la capiscono tutti, ma quando li si picchia sul portafogli SI!).
Sarà quel giorno che io e tutti i cittadini (giustamente) incavolati andremo a chiedere i soldi persi a Sergio e a quelli che la pensano come lui…
10 Settembre 2007 alle 16:06
Certo non verrai a chiederli a chi “la pensa come me” (a proposito: sei proprio sicuro di sapere come la penso?). Il fatto è, lasciatelo dire, che mi sembra che tu non faccia i conti con la realtà sociologica (o diplomatica) e istituzionale del contesto giuridico e politico che ti circonda. puoi fare il piano energetico migliore del mondo, ma nessuno ti darà retta se non terrà conto di impegni presi in sede europea. sarebbe considerato carta straccia anche se fosse il migliore del mondo! O pensi davvero che bastino i migliori 10 ingegneri nucleari d’europa a far cambiare idea alla commissione, e la convincano ad assegnare alle rinnovabili il 2% di quota?
Per il resto poi, ti ho solo fatto notare che alle rinnovabili nel tuo piano dovrai assegnare il 20% fisso (non di meno ma neanche di più). hai ben l’80% di spazio per l’opzione nucleare. …..non ti basta?
quindi possibilmente smettila di fare di tutta l’erba un fascio quando parli con i tuoi interlocutori e attieniti alle critiche che ti vengono fatte….
P.S. a proposito di “mix oculato”.. l’1,5% alle rinnovabili ti sembra oculato?
10 Settembre 2007 alle 16:16
Bisogna considerare che l’Italia ha già il 16% di rinnovabili, per arrivare al 20 non ci vorrà molto (Basterebbe sfruttare Lardarello e costruire qualche termovalorizzatore).
Il “Difficile” è far togliere la legge che non rende possibile lo sfruttamento del nucleare.
Comunque penso che una raccolta firme per una legge popolare (50.000) sarebbe utile.
10 Settembre 2007 alle 16:45
“quindi possibilmente smettila di fare di tutta l’erba un fascio quando parli con i tuoi interlocutori e attieniti alle critiche che ti vengono fatte….”
E’ quel che cerco di fare, se non te ne sei accorto…
“hai ben l’80% di spazio per l’opzione nucleare. …..non ti basta?”
A me basta e avanza, anche perchè da energeta non proporrei mai di fare l’80% per via nucleare, ma al massimo il 30-40% (e questo, scusa se insisto, l’aritmetica mi dice che è molto ragionevole!).
“O pensi davvero che bastino i migliori 10 ingegneri nucleari d’europa a far cambiare idea alla commissione, e la convincano ad assegnare alle rinnovabili il 2% di quota?”
Certo che no: mi pare chiaro che la commissione europea se ne fraga del parere dei tecnici e va avanti per la sua strada (dettata solo dall’ideologia).
Guarda che a me sta bene: ma non posso fare a meno di far notare che è una boiata ed illustrare la ‘retta via’ (se così posso dire!) - perchè non va mai bene criticare senza fornire una proposta alternativa. Inoltre se poi questa scelta del 20% da fonte rinnovabile affonderà le nostre economie e ci ridurrà sul lastrico qualcuno, volente o nolente, credo proprio che dovrà risponderne (visto che i tecnici del settora avevano fatto sapere la loro).
Se un bambino sta male ed il dottore prescrive il farmaco A, e il genitore invece di testa sua gli da B, chi risponde poi se qualcosa va male?
“P.S. a proposito di “mix oculatoâ€.. l’1,5% alle rinnovabili ti sembra oculato”
Se per rinnovabili intendiamo fotovoltaico, eolico e biomasse, allo stato attuale della tecnologia, si, mi sembra oculato. Se a te pare di no sono ben felice di ascoltare la tua proposta.
Voglio ricordare che questo è un forum di discussione sul PEN, e mi piacerebbe valutare le idee e proposte di tutti. Se hai una tua visione del Piano Energetico ti prego gentilmente di proporla, indicando le quote delle varie fonti - argomentando (come in parte hai già fatto) le tue proposte. Credo di poter dire che te ne saremmo tutti grati (anche se il sottoscritto potrebbe dissentire, ma questo certo non vuol dir nulla…). Discutere va bene, ma esponetevi un pò di più, è gratis: siamo solo al livello di brainstroming (che mi auguro sia costruttivo, come lo è stato finora!)
10 Settembre 2007 alle 16:54
@Roberto
Penso che la raccolta di firme non sia una soluzione, perché la rinuncia al nucleare è stata introdotta da un referendum (lo so, si trattava solo di una moratoria, ma di fatto è diventata una rinuncia). Secondo me, la via maestra per verificare se è possibile intraprendere nuovamente la strada nucleare sarebbe, a logica, un nuovo referendum. In teoria non è necessario perchè la moratoria è scaduta ma lo impone l’opportunità politica e soprattutto, secondo me, la necessità di tenere conto dell’opinione dei cittadini (lo si dovrebbe fare in tante altre cose, a dire il vero…).
Detto questo, chi vuole che torni il nucleare dovrà mettere sul piatto mezzo milione di firme, e una volta ottenute, una grande campagna mediatica per tentare di vincere al referendum.
Questo significa, segnatamente, l’appoggio forte e incondizionato di leaders e partiti politici “mediaticamente” influenti e favorevoli al nucleare (chi sa a chi sto pensando…), senza i quali il “SI” non ha alcuna possibilità di vincere. Appoggio che per ora è stato prossimo allo zero.
Per questo non capisco chi scrive su certi giornali posseduti o influenzati da LUI e poi ci viene a dire che se non c’è il nucleare in italia è colpa degli ambientalisti. Non vi sembra che il discorso non torni?
10 Settembre 2007 alle 17:29
Del PEN avevamo già cominciato a discutere in qualche post passato.
Però per essere costruttivo, il ragionamento non può prescindere dall’assunzione di due paletti fondamentali, ovvero:
1)A che data deve fare riferimento?
2)Quale quantità di energia si ritiene che dovrà essere prodotta in tale data?
1)Già su questo potremmo non essere tutti d’accordo (anzi, sono SICURO che non siamo tutti in accordo. Cmq, un piano energetico come si deve non può essere “oggi per domani” xchè non ci sarebbe tempo, ne può andare troppo in la perchè diventerebbe troppo aleatorio.
facciamo il fatidico 2020? poniamo di si.
2) Questo è il domandone che influenza tutto il resto. sono profondamente convinto che almeno un quarto del fabbisogno attuale potrebbe essere soddisfatto semplicemente da energia non consumata. Come poi faceva notare roberto, se consideriamo la situazione italiana delle rinnovabili, il 20% potrebbe essere raggiunto anche semplicemente riducendo il fabbisogno energetico e mantenendo inalterata la quota di rinnovabili.
Poi ci sono altre variabili da considerare. Mentre di qui al 2020 la ricerca nucleare sarà avanzata relativamente poco (a causa dei lunghi tempi necessari nella sperimentazione), la ricerca sulle rinnovabili potrebbe stagnare o galoppare. Parimenti il costo potrebbe ridursi leggermente o drasticamente. Chi può rendersi conto realisticamente di quale impatto avranno il citato sungrid o il famoso kitegen o chissà quale altra soluzione avveniristica? potrebbero essere flop, mezzi-flop o “disruptive technologies” (come vengono chiamate le grandi innovazioni). la verità è che siamo ancora in una fase così acerba della ricerca che ogni previsione rischia di essere superata nel giro di breve tempo.
quindi, un piano lo possiamo pure fare (nel nostro piccolo, si intende), ma essendo ben consci che potrebbe essere superato molto presto.
vogliamo essere ottimisti? fatto 100 il consumo di oggi, mi pongo di coprire l’80 domani considerando imperativa una riduzione dei consumi elettrici del 20% entro il 2020.
e proprio perchè sono ottimista, immagino che venga fuori un mix di rinnovabili che nell’arco di 13 anni ci consentano un 20% di copertura, cui va sommato un 15 di geotermico/idroelettrico. rimane un 45 (dell’attuale) da coprire diversamente. supponiamo che si ricorra all’energia nucleare (come sai mi piacerebbe che si prendesse in considerazione la strada solo avendo un po’ di ADS pronti). di questo 45 un 30 può andare a nucleare, ma rimane un 15, da gas (che potrebbe essere ottenuto chiudendo le vecchie centrali e facendo uscire il carbone definitivamente di scena).
Ma sai che ti dico? che sono discorsi in libertà , come quelli di chi se la prende con gli ambientalisti. se vuoi il nucleare devi riconvertire le società petrolifere, depotenziare la snam e rivoluzionare l’eni, mandare a casa le sponde politiche di tutta quella fetta di industria e convincere chi ha in mano i media a supportare apertamente una campagna pro-nucleare. In poche parole devi mettere in moto una macchina di persuasione soverchiante.
P.S. Tutto questo (è bene non dimenticarlo) in un paese dove ci sono 25 condannati in parlamento, uno dei quali eletto segretario di partito DOPO essere stato reo confesso.
10 Settembre 2007 alle 17:29
1)
Vorrei solo pregare chi interviene a chiarire quando si parla di rinnovabili in % se intende riferirlo all’energia elettrica (320′000 GWh circa) o al totale dell’energia consumata in Italia: un po’ meno di 200 Mtep pari a (2′300′000 GWh - NB: 1 Mtep è pari a 11640 GWh). Ad esempio il 20% dell’energia elettrica sono 64′000 GWh mentre il 20% del totale sono 460′000 (7 volte tanto). Notare che è ambigua anche la definizione di consumo di energia elettrica perchè i 320′000 GWh sono quelli consumati dagli italiani ma per essere prodotti sono necessari circa 64 Mtep (circa 750′000 GWh) cioè un terzo del consumo totale. Ad esempio quando si dice che il contributo dell’idroelettrico ammonta al 13% (circa) si intende che fornisce 43′000 GWh, cioè il 13% rispetto ai 320′000 GWh ma è solo l’1.9% rispetto al totale.
2)
Non capisco perchè si parla di gas-carbone. Non mi risulta che le riserve di gas sopravanzino quelle del petrolio. A me risulta che fra pochi anni ci sarà solo carbone (40 se si continua ai ritmi attuali ma molto meno se i consumi continueranno ad aumentare)
3)
Quando eravamo piccoli ci dicevano che l’erba voglio non cresce neanche nel giardion del re. Evidentemente da un po’ di anni non va più di moda: fare una legge europea che IMPONE il 20% di rinnovabili non ha senso se non è sostenuta da una tecnologia…..
a meno che non si portino i consumi italiani, che so, a 20 Mtep (10 volte meno) e, di conseguenza, la popolazione, se non proprio a dieci volte meno alla metà o giù di lì…..
10 Settembre 2007 alle 17:47
x Sergio
“Non vi sembra che il discorso non torni?”
Si, mi sembra di si. Tuttavia non concordo sul referendum: quello dell’87 non abolì il nucleare. Cosa dovrebbe chiedere il referendum? E soprattutto: siamo sicuri che almeno questa volta tutti i votanti sarebbero perfettamente informati coscienti delle conseguenze del loro voto? davvero su una materia così tecnica deve essere interpellato il salumiere di sotto casa? Potrà sembrare un controsenso, ma non mi pare molto democratico far decidere la gente su ciò che non capisce (COME E’ STATO NELL’87)…
“facciamo il fatidico 2020?”
Mi sembra oggettivamente troppo in la. Dovremmo cominciare a muoverci (almeno cominciare!) molto prima!
In linea di massima sono daccordo col discorso di Sergio, anche se secondo me invece dobbiamo rilanciare l’uso del carbone e ridurre drasticamente quello del gas (anche per motivi ambientali). Fare un PEN serio richiederebbe una rivoluzione energetica: ma è esattamente quello che ci serve per salvarsi. Magari sarà impraticabile, ma almeno bisogna rendersi conto di quello che è bene e quello che non lo è…
x Pietruccio
Si, mi sembra il discorso fili perfettamente. Volere il 20% da rinnovabili, fregandosene della situazione ’sul campo’, è equivalente a voler arrivare sulla Luna con un salto (a meno che a breve non ci siano le enormi innovazioni nel campo delle rinnovabili di cui parlava Sergio, che personalmente auspico fortemente, ma che per ora non intravedo nemmeno…)
10 Settembre 2007 alle 17:56
@Pietruccio
“fare una legge europea che IMPONE il 20% di rinnovabili non ha senso se non è sostenuta da una tecnologia…..”
Si, però attenzione: in europa ci sono 25 nazioni; ci sono l’inghilterra, la francia e la germania. Non credo che i governanti di quei paesi siano stupidi. se il 20% diventa un obiettivo ritenuto realistico e condiviso vuol dire che forse stiamo sottovalutando qualcosa.
Io personalmente ai complotti delle multinazionali, dei gruppi di potere ecc.. ci posso credere finchè si parla di classe politica italiana, ma a scala continentale europea e su un argomento così delicato penso che ci siano parecchie teste pensanti a decidere.
10 Settembre 2007 alle 18:18
L’effetto serra è dovuto al vapore acqueo (aerosol) per il 98% ed alla CO2 per il 2%.
Anche se la quantità di CO2 triplicasse non ci sarebbe correlazione con il global warming.
Fotovoltaico e la balla del risparmio di CO2
http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=22693
Credo che il Prof. Battaglia non possa che avere ragione, tuttavia è un dato
di fatto che di questa ‘pia illusione’ non potremo liberarci, almeno per i
prossimi anni. Sarebbe già un grosso risultato quello di affiancare alla
fonte solare quella nucleare (le due non sono sicuramente in competizione!).
So che da un punto di vista razionale questo è indifendibile, ma bisogna
scontrarsi con la dura realtà , e cercare di fare azioni concrete (credo che
non abbiamo molto tempo ancora: 4 o 5 anni al massimo, poi ci potrebbe
essere uno shock energetico SERIO, e allora la ‘ricreazione’ sarà finita!).
In tale ottica condivido (ripeto, non tecnica!) il discorso di Irsuti…
VR
Vincenzo Romanello
=======================
La tragedia è che se solare è nuke non sono in competizione dal punto di
vista energetico non lo sono neanche da quello economico. E’ proprio questa
mancanza di competizione che rende il tutto tragico: è come se in una corsa
di cavalli tra un brocco e un purosangue stessimo puntando tutto il nostro
denaro sul brocco e alla prossima corsa non avremo cosa puntare.
Insisto: chiamare al solare “integrativa” significa acconsentire che
“integri”. Quanto? L’1%? Or bene, se volessimo produrre l’1% del nostro
fabbisogno elettrico col FV, dovremmo “investire” 20 miliardi: con quella
cifra, spesa sul nuke, si soddisfa il 25%. Ecco perché dobbiamo insistere a
dire: “solare? No, grazie!”
f.
Franco Battaglia
=======================
Riporto testo della mail del Professore Marino Mazzini in risposta al Professore Franco Battaglia.
La “balla” del risparmio di CO2 è pertanto disvelata.
Mandi,
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 BUJA - UD
349.3464656
NON SONO COMPLETAMENTE D’ACCORDO CON LE TUE AFFERMAZIONI.
MI SEMBRA CHE L’AGGETTIVO INTEGRATIVA PER
L’ENERGIA RICAVATA DAL SOLE SIA CORRETTO, ALMENO
PER QUANTO RIGUARDA IL SOLARE TERMICO (PRODUZIONE
DI ACQUA CALDA PER USI DOMESTICI), L’EOLICO E LE
BIOMASSE.
AL MOMENTO SOLO PER IL FOTOVOLTAICO IL
GIUDIZIO DEVE ESSERE COMPLETAMENTE NEGATIVO,
POICHE’ NON RISPETTA IL PRINCIPIO DI
GIUSTIFICAZIONE (OCCORRE UNA QUANTITA’ DI ENERGIA
PER PRODURRE I PANNELLI CHE E’ COMPARABILE SE NON
MAGGIORE DI QUELLA CHE POI QUESTI PRODURRANNO IN
TUTTA LA LORO VITA) E PONE ANCHE GRAVI PROBLEMI
IN PROSPETTIVA PER IL LORO SMALTIMENTO UNA VOLTA
ESAURITI, TRATTANDOSI A QUEL PUNTO DI RIFIUTI TOSSICI.
QUELLO CHE E’ VERAMENTE DI OSTACOLO AL NUCLEARE
SONO I FINANZIAMENTI PUBBLICI DESTINATI AD
INCENTIVARE TALI FORME DI ENERGIA, COSI’ ELEVATI DA DISTORCERE IL MERCATO.
CORDIALI SALUTI
M. MAZZINI
.
10 Settembre 2007 alle 18:22
Repetita iuvant
AL MOMENTO SOLO PER IL FOTOVOLTAICO IL
GIUDIZIO DEVE ESSERE COMPLETAMENTE NEGATIVO,
POICHE’ NON RISPETTA IL PRINCIPIO DI
GIUSTIFICAZIONE (OCCORRE UNA QUANTITA’ DI ENERGIA
PER PRODURRE I PANNELLI CHE E’ COMPARABILE SE NON
MAGGIORE DI QUELLA CHE POI QUESTI PRODURRANNO IN
TUTTA LA LORO VITA) E PONE ANCHE GRAVI PROBLEMI
IN PROSPETTIVA PER IL LORO SMALTIMENTO UNA VOLTA
ESAURITI, TRATTANDOSI A QUEL PUNTO DI RIFIUTI TOSSICI.
QUELLO CHE E’ VERAMENTE DI OSTACOLO AL NUCLEARE
SONO I FINANZIAMENTI PUBBLICI DESTINATI AD
INCENTIVARE TALI FORME DI ENERGIA, COSI’ ELEVATI DA DISTORCERE IL MERCATO.
CORDIALI SALUTI
M. MAZZINI
.
10 Settembre 2007 alle 19:05
@renzo riva
Invece che sparare le frasi in stampatello (aggravato da un uso massiccio del grassetto), si chieda perchè le reti di LUI non hanno sposato alcuna campagna pro nucleare. non mi dica che è colpa degli ambientalisti….
10 Settembre 2007 alle 20:39
In verità lui ha fatto qualche cosa.
Ha abolito di fatto il trezo referendum, permettendo all’enel di investire su centrali nucleari estere.
Meglio di niente no?
10 Settembre 2007 alle 22:25
Investire in centrali nucleari all’estero è un palliativo che non risolve il problema di fondo, che è e rimane la scarsa competitività del paese, il declino economico e la dipendenza dall’estero.
Fino alla fine di questa legislatura non c’è da sperare in un cambiamento di rotta, e nemmeno si può pensare che una parte politica si suicidi per organizzare una campagna mediatica su un PEN che contempli il nucleare.
E una volta che l’attuale maggioranza fosse sconfitta si rischierebbero episodi come quello di Scanzano qualora la nuova proponesse un ritorno al nucleare.
L’unica soluzione possibile è lavorare per spiegare le cose all’opinione pubblica e fargli capire l’assurdità di questa situazione.
Ho notato che il nostro sito internet letteralmente “gela” gli interlocutori, anche gli ambientalisti più smaliziati sono costretti a defilarsi e non partecipare alle discussioni, perchè dovrebbero inevitabilmente rendere conto delle panzane su cui si regge la loro ideologia.
Ci vuole pazienza, una strategia di intervento che sull’arco di qualche anno sia in grado di incidere sull’opinione pubblica.
Non è facile, ma mai si comincia e mai ci si arriva.
11 Settembre 2007 alle 00:05
Daccordo 100% con l’ultimo intervento di Di Stefano.
x Sergio.
In effetti sul discorso del 20% non so cosa dire e mi sembra stano che la comunità europea possa aver posto un simile obiettivo: mi mancano informazioni. Come minimo mi servirebbe la fonte, il contesto, vedere se si parla di sola energia elettrcia o di totale, se è compreso il risparmio energetico. Quello che so è questo.
Ho sentito in una trasmissione di Piero Angela che la Danimarca punta al 25% di rinnovabili (solo elettrico ? Totale ? Boh..)
Ho sotto mano un testo sul contenimento energetico per l’edilizia di Paolo Marino e Mariateresa Grieco sui decreti 192 e 311 che parla anche della situazione mondiale ed europea dell’energia ma non cita il 20% di rinnovabili. Piuttosto parla di riduzione delle emissioni di CO2 dell’8% rispetto al 1990 entro il 2008/12 (perchè poi un quadriennio e non una data precisa?) ma si vede che solo Francia, Svezia e Inghilterra per ora hanno rispettato (anzi sopravanzato) gli impegni. Austria, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna sono, invece, fuori alla grande. L’europa nel suo complesso aveva promesso un -8% ed è al -2.9%. Cosa voglio dire? Che anche all’europa conviene evidentemente dichiarare e poi non mantenere.
Interessante anche l’osservazione che al ritmo attuale i consumi mondiali raddoppieranno entro il 2035 (che fine farà il petrolio ?). Fra tante altre notizie interessanti si vede anche che le riserve petrolifere europee sono stimate in 8 anni e quelle europee di gas per 20 anni. Per il 2030 è prevista una riduzione del contributo del nucleare dal 15% al 6% (questa poi… tener comunque presente che sono previsti incrementi nei consumi assoluti europei con ritmi intorno a quasi il 2%): la previsione è quella (un po’ di parte?) un un tal “Libro Verde: Verso una strategia europea…” provincia.pv.it/ambiente/energia/cd_inq_lum/leggi/LibroVerde... che comunque immagina che nel frattempo le rinnovabili salgano all’8%. Poi parla di un “Libro bianco del 1997 sempre della comunità europea” europa.eu/documents/comm/white_papers/pdf/com97_599_it.pdf che prevederebbe il raggiungimento del 12% non si sa quando. Anche qui a un certo punto spunta il 20% di rinnovabili entro 2020 ma non dice altro. Del resto bisognerebbe entrare in dettaglio, capire le ipotesi e anche il senso di quell’affermazione (tutta l’energia? solo quella elettrica? il risparmio conta come fonte rinnovabile? ecc…) ma non ho tempo di leggerli.
11 Settembre 2007 alle 02:12
Per concretizzare e non solo delineare un PEN realizzabile ( e con forte impegno anche nel nucleare ) lo Stato dovrebbe prendere su di sè il rischio che un cambio di maggioranza, una serie di concause che renda i Verdi politicamente determinanti ( quelli che oggi non vogliono la CO2 ma neppure l’atomo pacifico che non la produce) butti all’aria gli investimenti ed anni di attività in corso. Mai più un voltafaccia governativo come per Montalto di Castro ! Lo Stato, penso, dovrebbe erogare le somme per fare gli impianti e poi, a cose fatte, darli in affido a società che si occupino dell’approvigionamento di combustibile e naturalmente della attenta e prudente conduzione delle centrali. Ma occorrerebbe uno Stato con le finanze a posto, capace di intrapprendere grandi opere… Nello spirito di chi, come noi, stiamo giocando a fare i ministri dell’industria, propongo, come riformatore delle finanze, nello specifico dell’IRPEF, un ritocco che spero non venga considerato unanimamente marginale. Capire se chi ci governa e…ci tassa… ci sta prendendo in giro o vampirizzando è sempre buona cosa. Di tasse in questi giorni se ne parla a non finire e tanto da far nascere la domanda: hanno senso certe questioni sulle troppe tasse ? Che
obbiettivi fiscali si pone il governo e l’opposizione ? Come confrontarli ? E come valutare numericamente il fatto che il carico fiscale è o non è
ben distribuito ? Esprimo il mio punto di vista costruttivo in:
http://www.elegio.it/doc/irpef/ e spero di non aver dato, con questo, un colpo mortale alla mia credibilità di alias del ministro della finanze oltre che di alias del ministro del lavoro impegnato a redigere il PEN…
11 Settembre 2007 alle 09:55
@Di stefano
“gli ambientalisti più smaliziati sono costretti a defilarsi e non partecipare alle discussioni, perchè dovrebbero inevitabilmente rendere conto delle panzane su cui si regge la loro ideologia.”
Sbagliato. io sono qui.
Vorrei solo ribadire per la 1000esima volta che se ve la prendete con gli ambientalisti….. dissipate energie!
Concordo con pietruccio che chi conta, nel braccio di ferro sul nucleare, è chi è legato al petrolio e al gas. riusciamo ad essere d’accordo su questo punto?
11 Settembre 2007 alle 11:09
è ora di smetterla di menare il can per l’aia.
i pannelli FV non funzionano e mai ripeto mai funzioneranno ai livelli sperati; 1.4 KW. M2 non a livello del mare, questo livello è presente al limite dell’atmosfera al sulo si riduce a circa .9 KW H rendimento 6% ugale 0054 Kwatt H, e ben inteso con il sole e a picco cioè normale ( 90° ) rispetto alla superficie del pannello, se il PFV e fisso tale condizione si verifica solo in un piccolo intervallo dell’arco solare nella giornata; in effetti servirebbe anche un dispositivo di inseguimento polare, complicato e con molte parti mobili sensibili di rotture e necessarie di continui interventi di manutenzione.
servono poi i survolatori e trasformatori, è escluso ( OVVIAMENTE) l’impiego di batterie sasrebbe una follia.
risposta al carico se per es. avessimo 1000 Mw ell. da solare servirebbero altri 1000 Nw e di turbogas da avviare con modulazione in base alle ubbie prestazioni dei PFV, quindi oltre il dano la beffa.
rendimento nel tempo; pare prorpio che gli osannati PFV perdano , addirittura, il 20 % di rendimento annuo attestandosi dopo solo 5 anni al 20% dell’efficienza iniziale, vanno poi smaltiti e dentro ci sono sostanze molto tossiche es. Oss. di berilio , arsenuoro di gallio, forse torio, piombo stagno ecc
l’energia spesa a produrlo non verrà mai resa per cui sono la fonte più inquinnte che esista e costosa si dovrebbe parlare ,più correttamente, di veicolo dell’energia, a bassissima efficenza però.
ma dagli continuano a proporceli come la panacea di ogni problema.
distintamente
11 Settembre 2007 alle 11:09
Scusa Sergio, sono disposto a crederti, ma allora mi stai dicendo che gli avversari del nucleare nel nostro paese NON sono gli ambientalisti? Che non è anche grazie alle loro (ideologiche!) battaglie contro il nucleare che questa importantissima forma (economica, sicura e a zero emissioni!) di energia è stata cancellata dal nostro Paese?
11 Settembre 2007 alle 11:11
Per il 2% del fabbisogno elettrico nazionale servono 30 miliardo di Euri.
Con 30 miliardi di Euri con la tecnologia nucleare si produce il 30% del fabbisogno elettrico nazionale.
Vedi un po’ tu, caro Sergio.
Sotto riporto un mio intervento ad un convegno.
Convegno 8 Giugno 2007
Agenzia Provinciale per l’Energia - APE
di Udine
titolo:
L.R. 24/2006: trasferimento delle funzioni in materia di energia agli EE.LL.
Utilizzo su piccola scala dell’energia da biomasse: biogas e procedure autorizzative degli impianti
Intervento al dibattito
di Renzo Riva
Da socialista seguo con particolare attenzione il mondo del lavoro:
- dei lavoratori autonomi,
- dei lavoratori dipendenti,
- delle imprese che l’impiegano,
e che producono il P.I.L. (Prodotto Interno Lordo).
Oggi il primo problema in assoluto è
l’energia.
Curarsi di tutti gli altri problemi serve a poco se non si risolve
il primo problema: l’energia.
Pertanto da referente del C.I.R.N. (Comitato Italiano Rilancio Nucleare) in Friùli sono favorevole alle fonti rinnovabili purché non le si considerino la panacea per risolvere il problema energetico, bensì inquadrate nel mercato di nicchia che loro compete.
Nelle relazioni che ho ascoltato si è fatto riferimento all’obiettivo posto dal Governo centrale di realizzare una produzione energetica da fonti rinnovabili pari al 25% del totale nazionale e ciò entro l’anno 2011.
Rammento l’attuale sitazione:
Fonte energetica %
-Nucleare 0
-Rinnovabili 23
-Gas naturale 44
-Carbone 17
-Olio combustibile 16
Si tenga sempre presente il quadro europeo dove mediamente si produce con il nucleare il 30% del fabbisogno elettrico. La Francia ricava dal nucleare il 70% dei suoi consumi elettrici e noi ne importiamo una parte corrispondente a circa il 17% del totale del nostro fabbisogno d’energia elettrica.
Si ricorda che la convenienza dell’energia nucleare sta nel prodursela in casa e non nell’acquistarla all’estero.
Come possiamo essere competitivi nel mercato globale rispetto agli altri paesi europei con una siffatta miscela di fonti energetiche?
Di primo acchito l’obiettivo del 25% sembra facile da raggiungere, serve produrre con nuovi impianti a energie rinnovabili “SOLO†la differenza del 2% rispetto al tetto attuale.
Ma il 2% di 56.000 MW corrisponde a 1,12 MW che in impianti fotovoltaici , eolici e biomasse si traduce in Euri improponibili persino ai paesi più ricchi del pianeta.Inoltre, dai dati citati da un relatore, nella nostra regione non c’è una massa significativa di “cacca†proveniente dagli allevamenti bovini e suini, sufficiente per produrre biogas. La centralizzazione di tutte le deiezioni in un’unica unità è improponibile energeticamente oltre che economicamente: l’uso di combustibile d’autotrazione per i soli trasporti dalle varie stalle richiederebbe più energia di quella ottenibile dal biogas.
Gli agricoltori che intendono avvalersi degli impianti biogas devono prestare particolare attenzione nella fase di studio, avvalendosi di professionisti non legati, o peggio appartenenti, alle ditte fornitrici degli impianti.
Alle ditte invece deve essere richiesto contemporaneamente alla stipula del contratto per la fornitura, posa in opera e avviamento, con collaudo effettuato da professionista indipendente, anche la clausola dei costi per le manutenzioni: ordinaria e straordinaria; tutto questo per il tempo massimo di vita dell’impianto stesso, con previste penali in caso di mancata produzione.
Ciò per avere costi certi a fronte di ricavi presunti.
Infine qualsiasi intervento legislativo dirigista (tutti i megawatt prodotti con l’inchiostro non fanno girare neppure il frullatore di casa) servirà a nulla se non si mandano a casa, con il solo assegno vitale di sussistenza, in attesa di futura occupazione, almeno 500.000 dipendenti pubblici.
Scopriremo il giorno dopo il loro licenziamento che la prestazione della macchina statale non subirà alcuna variazione se non per gli scioperi indetti dalle OO. SS., spalleggiate dagli apparaticnick di partito, che difendono e difenderanno i loro privilegi e l’orticello elettorale dei tanti (non tutti) nulla facenti.
Come si pensa di finanziare la ricerca applicata ed i necessari nuovi investimenti per le nuove strutture ed emergenze se non liberando risorse?
Nessuno morirà di fame e stenti; certo parecchi non potranno più concedersi viaggi esotici ma tant’è: primum vivere …
Renzo Riva
- referente per l’Alt(r)o Friùli di Socialisti 2005
- referente del C.I.R.N. sezione Friùli
Mandi,
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 BUJA - UD
renzoriva@libero.it
349.3464656
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11 Settembre 2007 alle 11:26
acquaesole.com/energia_solare/kyoto_e_lillusione_dellenergia...
Un video con intervista al Professore Franco Battaglia.
Mandi,
Renzo Riva
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renzoriva@libero.it
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11 Settembre 2007 alle 11:57
Replica spedita al Corsera.
Gentile Direttore e Redattori,
Invio una replica all’intervento del Signor Battiston dell’università di Perugia.
Distinti saluti
Renzo Riva
Via Avilla, 12/2
33030 BUJA - UD
renzoriva@libero.it
349.3464656
Leggo l’intervento del Signor Roberto Battiston, dell’università di Perugia e vorrei replicare.
È un intervento di persona tecnicamente non preparata sulla materia.
Con ciò non voglio sminuire il suo valore e la sua preparazione nelle materie umanistiche.
Se avesse dato una rapida scorsa al libretto dei Professori Franco Battaglia e Renato Angelo Ricci “Verdi fuori, rossi dentro – L’inganno ambientalista†(ISSN 1591-0423) non scriverebbe che il Sud potrebbe fornire all’Italia tutta l’energia elettrica che abbisogna.
Avrebbe appreso che la CO2 ed il protoccolo di Kyoto, che i Verdi indicano responsabile dell’effetto serra e di conseguenza del “global warmingâ€, è una bufala.
Responsabile dell’effetto serra è per il 96% l’aerosol e solo per il 4% la CO2.
Quindi, se l’emissione di CO2 causata dall’attività antropica raddoppiasse, essa sarebbe un’inezia rispetto ai parametri in gioco. Tralasciamo poi quanto di quel 4% di CO2 è originata da cause non antropiche.
Riporto quanto il Professore Marino Mazzini, dell’università di Pisa ha scritto:
“Per i pannelli fotovoltaici, il giudizio deve essere completamente negativo, poiché non rispetta il principio di giustificazione; per produrli occorre una quantità d’energia che è comparabile, se non maggiore, di quella che poi produrranno in tutta la loro vita. Inoltre, una volta esauriti, porranno anche gravi problemi per il loro smaltimento in prospettiva, trattandosi a quel punto di rifiuti tossici.
I finanziamenti pubblici destinati ad incentivare tali forme d’energia sono così elevati da distorcere il mercato elettrico.â€
Il professore Battaglia ha documentato che l’investimento nel settore energetico di 30 miliardi di Euri nel fotovoltaico o nel nucleare avrebbe il seguente effetto: il fotovoltaico soddisferebbe il 2% del fabbisogno mentre il nucleare il 30%.
Aggiunge che, qualora s’installassero tanti campi di fotovoltaico quanti il Signor Battiston auspica, non potremmo chiudere la pari potenza delle centrali tradizionali perché il sole ha il pregio ed il dif