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Chi fu l’ ingegnere Felice Ippolito?

12 Ottobre 2005 di Amministratore

Oggi Sergio Romano rispondendo alla domanda di un lettore su “Il Corriere della Sera” ripercorre in breve la vicenda “Ippolito”.

Felice Ippolito era un ingegnere e fu tra i primi a dar inizio alle ricerche di uranio in Italia sul finire degli anni Quaranta, fu poi segretario del primo Comitato nazionale ricerche nucleari (CNRN), creato nel 1952, e segretario generale quando il Comitato fu trasformato in Comitato nazionale energia nucleare (CNEN) nel 1960. Ippolito divenne il protagonista del programma pubblico che mise in cantiere i grandi progetti delle nuove centrali elettronucleari di Trino Vercellese, Garigliano e Latina.
Ma nel 1963 Ippolito sarà processato e condannato per illeciti penali concernenti lo svolgimento delle sue funzioni di responsabile di un ente pubblico: condanna a 11 anni di carcere, ma nel 1966 graziato dal Presidente della Repubblica Saragat e sarà eletto deputato al Parlamento Europeo.
Sergio Romano conclude dicendo che le conseguenze di questo processo penale (secondo alcuni voluto e sostenuto da alcune aziende petrolifere o elettriche, interessate a evitare che lo Stato diventasse proprietario e amministratore di una energia nuova: quella nucleare appunto) si ebbero sull’ evoluzione del sistema energetico italiano, in quanto determinò un brusco rallentamento dei grandi programmi di ricerca nucleare.



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  • 83 Commenti a “ Chi fu l’ ingegnere Felice Ippolito?”

    1. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Felice Ippolito fu mio insegnante all’Università di Napoli ma in seguito quale stretto collaboratore e profondamente colpito dalle vicende penali collegate con assoluzione con formula piena dopo anni di lotte , potrei completare il dossier con molti particolari inerenti non solo l’infondatezza delle accuse ridicole agli occhi di chi lo conosceva , ma anche dal punto di vista giuridico. Fu una persecuzione pari a quella più tragica , ma almeno immediata , nei confronti di Enrico Mattei , come per chiunque si opponesse alla strapotenza del petroldollaro.Riuscii una volta ad impedire il mancato finanziamento di Ispra in Commissione a Bruxelles e l’intervento di Ippolito fu rapido e deciso. Non per caso gli unici Paesi Europei senza centrali nucleari sono appunto l’Italia e l’Austria , questa sede dell’OPEC.

    2. pier francesco scrive:

      ho seguito piccoli adempimenti amministrativi e burocratici del “professore” durante i suoi ultimi anni di vita, che persona splendida!!

    3. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Purtroppo Felice ippolito non è sopravissuto abbastanza per vedere che finalmente anche l’Italia stia cambiando rotta e riconosca seppur lentamente e parzialmente quegli errori che portarono al risultato di accusarlo ingiustamente di reati che non erano tali , se non per chi ebbe la sfrenata volontà di allontanarlo e far cadere nell’oblio i risultati che avevano portato l’Italia a primeggiare in Europa. Dimentica Sergio Romano non solo Caorso , ma principalmente i progetti del reattore superveloce di Mario Silvestri , che divenuto Superfenix in Francia , da decenni fa esportare di notte in Italia energia elettrica impiegata a far risalire l’acqua in bacini montani , dai quali ridiscende come energia idroelettrica , ma che pur dopo tanti passaggi e dispersioni costa ancora il 30% in meno di quella prodotta con il petrolio d’importazione.
      Ancor più taciuto resta il fatto incontrovertibile che anche con quelle sole 4 centrali e quelle naturalmente sempre più perfezionate successive non esisterebbe alcun disavanzo nella bilancia dei pagamenti italiana e che il debito pubblico sarebbe praticamente dopo 40 anni azzerato. Altrettanto incontrovertibile à il fatto che come sempre propugnava il Prof.Ippolito , l’energia nucleare resta la più pulita e sicura , calcolando il raporto percentuale tra Kwh prodotti ed incidenti ,se si tiene conto dell’intero ciclo che va dall’estrazione petrolifera ai disatri ecologici dei vari incidenti nei mari , ultimi due recentissimi , delle guerre di potere ed infine del prezzo dei carburanti salito a livelli incredibili, di ben maggiore incidenza di vite e danni ecologici a livello mondiale. E purtroppo temo che il GAP sia irrimediabilmente perduto , a meno di coraggiosi investimenti e recupero dei tecnici emigrati.

    4. Roland Hagenbüchle scrive:

      troppo modesto mi appare il dr.Luigi Filippo von Mehlem per non aver ricordato nelle sue note l’importante ruolo ricoperto quale funzionario del CNEN sotto la guida del Prof.Felice Ippolito nell’ottenere in una storica seduta in sede Euratom a Bruxelles nel 1961 il finanziamento di 5 miliardi di lire per contribuire all’ampliamento della ricerca italiana ad Ispra contro un lassismo anche da parte italiana , che avrebbe lasciato dirottare l’ingente finanziamento al CERN di Ginevra ,se non fosse stato per il pronto riconoscimento delle sue resistenze all’allora potentissimo Ministro olandese Spaak , nominandolo via telex responsabile della Delegazione Italiana dopo un curioso episodio che aveva fatto ritenere al precedente capodelegazione del Ministero Industria e Commercio di chiedere un rinvio della discussione , e quindi automaticamente la decadenza della richiesta italiana, causa lo sciopero dei traduttori simultanei a Bruxelles , opponendo appunto lo stesso von Mehlem al Presidente Spaak che non ce ne era alcun bisogno in quanto la delegazione italiana poteva suo tramite esprimersi in tutte e tre le altre lingue ammesse in sede Euratom.L’episodio era curioso in quanto la richiesta del funzionario ministeriale italiano era dovuta al semplice desiderio di prolungare la trasferta ed insieme aumentarne i relativi emolumenti. Il Prof. Ippolito informato telefonicamente dal dr.von Mehlem si oppose imediatamente e con questa nomina repentina riuscì ad ottenere l’accoglimento della richiesta italiana,
      Altrettanto dicasi per la parte attiva avuta dal dr.von Mehlem nell’ambito delle ricerche con il Prof.Silvestri per la riduzione dei rischi di contaminazione nelle centrali nucleari , sia con i suoi brevetti sulla polimerizzazione dell’acqua pesante H32O16 da utilizzare come moderatore nei reattori nucleari , che della prima centrale nucleare trasportabile con il pieno appoggio del prof. Ippolito stesso , che con il dr.Achille Albonetti lo incaricò tra l’altro di organizzare gli storici Colloqui di Bari , nei quali per la prima volta comparve il termine pays en voie de developpement in luogo dello spregiativo Paesi Sottosviluppati.
      Felice Ippolito ha seguito per anni tutte le fasi della ricerca e dello sviluppo dell Energia Nucleare in Italia , ed il successo delle Sue iniziative lo ha condotto prima della morte fisica a quella politica , relegato solo alla fine in una posizione nel Parlamento Europeo nel quale a questo riguardo l’Italia non aveva purteoppo più voce alcuna.

    5. Edoardo scrive:

      Del prof. Ippoltio ho letto la sua prima opera del 1962 “Il costo dell’energia” e “1963-1973 dieci anni persi” Ho letto la sua biografia ed ho visto documentari relativi a quel vergognoso processo che, paradossalmete frenò lo sviluppo del nucleare civile in Italia, come affermava il Dott. Von Mehlem.

      Come Mattei, Ippolito è stato un grande uomo ed, sopratutto, un superbo esempio di coraggio e lungimiranza.

    6. Enrico B. scrive:

      E pensare che certi cialtroni considerano Ippolito un delinquente, e dei semidei coloro i quali hanno celebrato qualche giorno fa il 20mo anniversario del referendum anti-nucleare.

      La perfetta dimostrazione di come l’Italia stia girando al contrario…

    7. Edoardo scrive:

      Per Enrico:

      Condivido in pieno la tua conclusione.

      CordialitÃ

    8. Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      ho il piacere di aver risvegliato su queste righe l’interesse su quel Grande Personaggio che fu Felice Ippolito. Apprezzo vivamente tutti i commenti precedenti , ma occorre dirlo chiaramente una volta per tutte : nell’interesse del petroldollaro Enrico Mattei fu fatto fuori materialmente e Felice Ippolito politicamente e moralmente , rispettivamente con un vergognoso omicidio e con un vergognoso processo. Basti pensare che proseguendo nella politica nucleare di Felice Ippolito e le ricerche di Enrico Mattei l’Italia avrebbe oggi una Bilancia dei Pagamenti attiva ! Basta riflettere che , circondati da Paesi Democratici e Civili , in Europa gli unici due Paesi senza centrali nucleati furono solo l’Italia , schiava del petroldollaro e degli interessi ad esso congiunti , e l’Austria , sede dell’OPEC ! Non può essere una coincidenza !

    9. PIER FRANCESCO scrive:

      non so chi ancora consideri il prof. Ippolito un delinquente, a queste persone vorrei far provare l’angoscia e la malinconia che, a dieci anni dalla sua scomparsa, io ancora provo nel ricordare le tante colazioni fatte insieme il sabato mattina, i suoi racconti, la sua tenera testartaggine..

    10. Carlo Braida scrive:

      Ricordo che, quando Ippolito fu condannato, un anziano socialista esclamò:”hanno vinto ancora loro!”, e quando io, digiuno di politica ed altro gli chiesi chi fossero “loro”, disse:” le sette sorelle e i loro servi, i petrolieri italiani”.
      Penso avesse proprio ragione, il vecchio!

    11. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Pemso di sapere chi fosse l’onorevole socialista e se non lui qualcuno del suo entourage ,in quanto combattemmo qualche battaglia insieme , purtroppo senza esito. Quel che scrive Carlo Braida lo ho scritto recentemente su queste righe , ma lo ripeto da 40 anni , troppo spesso inascoltato.
      Quel che non va bene sono i commenti , per l’età conta lo spirito più che la data di nascita edi io che ne ho tanti di più di quanti ne avesse allora il citato , ancor oggi non mi sento né vecchio e neppure anziano ,certamente invecchiato , ma questa è un’altra cosa.
      Ne avessi i mezzi costruirei io una centrale nucleare all’avanguardia in cinque anni , ma chi ne ha i mezzi non vuole ancora farlo , alludo allo Stato , nel quale solo ora si leva qualche timida voce e naturalmente ai soliti , e rimasti tali , schiavi del petroldollaro , che aperiamo diventi presto petroleuro , anzi ha già incominciato. Che sia un buon segno?

    12. Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      ma nessuno si rende conto di quel che il progressivo aumento del prezzo del petrolio sta causando all’economia non solo nazionale ma anche mondiale , con la differenza che gran parte degli altri , dotati di centrali nucleari non solo ne risente meno , ma è in grado di potenziarle , costruirle ed almeno in parte sganciarsi da questo incubo ?
      Questo Forum è piccolo , ma non si potrebbe tutti insieme , inclusa la stampa che ogni tanto ci riporta , promuovere un controreferendum per il quale se non noi almeno i nostri figli o nipoti ci ringrazieranno ?
      I motori di ricerca sono consultati da milioni di persone ogni giorno e per un referendum bastano 500.000 firme. Non ne ho più l’età , ma qualcuno potrebbe sviluppare questa idea e dare quella scossa che i politici di oggi non vogliono ancora dare ?

    13. dante villani scrive:

      I tempi sono cambiati ma i sistemi sempre gli stessi! Ma veramente pensate che basti un referendum per cambiare le cose in Italia? I nostri corrotti politici e i “poteri forti” hanno dimostrato come sia possibile e facile non solo non ascoltare ma a volte anche stravolgere la volontà popolare. In altri casi invece (Napoli è di questi giorni) hanno dimostrato come questa possa essere manipolata.
      E poi siamo sinceri come potremmo fidarci di centrali nucleari realizzate e controllate in questa Italia dove non viene controllata l’efficienza neppure di un estintore? In questa Italia dove l’impunità è direttamente proporzionale alla gravità del reato commesso?

    14. Carlo Braida scrive:

      Gradirei che Edoardo mi precisasse l’editore dei due libri di Ippolitoche ha citato nel suo commento del 14 Novembre 2007. Grazie, cordiali saluti

    15. Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Di quali tempi parla lo psicologo ? Quelli di realizzazione di un progetto , che spesso diventa vecchio prima ancora di essere realizzato e naturalmente tanto più costoso del preventivato , vedi Ponte di Calatrava , da richiare l’estinzione per mancanza di fondi ? O quelli che corrono , con corsi e ricorsi vichiani sempre più simili a se stessi ? Villani parla anche di rifiuti. Ebbene siamo rimasti così arretrati nelle tecnologie di smaltimento , che anche quelle a suo tempo negli anni ‘80 tra le più avanzate come a Brescia , non sono più all’altezza della situazione. Ai “Colloqui di Bari” del 1961 , tanto per rimanere nell’argomento di questa rubrica , disse argutamente il napoletanissimo Prof.Felice Ippolito , che nel 2.000 , anno in quell’epoca ancor più lontano del 1984 di Orwell , l’Italia non corresse alcun pericolo di essere sommersa dalle scorie nucleari , ma dalla volgare monnezza napoletana ! Questa sarebbe la scommessa vincente della ricerca di energie alternative : una centrale mista nella quale utilizzare senza rischio di inquinamento l’attualmente più economico combustibile nazionale a disposizione.
      Lo psicologo Villani invece dubita a torto di una tecnologia che negli anni ‘60 ci vide dopo Calder Hall al primo posto in Europa e che già allora era ben più avanzata di quella di Chernobyl , tanto che l’unico cosidetto incidente di Trino Vercellese risultò in realtà meno pericoloso di un piccolo blackout domestico. Per non parlare dei fast breeder di Mario Silvestri.

    16. bianco antonio scrive:

      Aggiungo la mia testimonianza personale.
      Mi sono laureato in fisica nucleare a PAVIA e dal 1963 al 1965 sono stao ad ISPRA in qualità di stagiare dell’euratom.
      Ho assistito alla fine di tutte le ricerche nucleari Italiane che sono avvenute con l’arresto di IPPOLITO per un maledetto cavillo burocratico relativo all’autorizzazione delle case INCIS.
      Chi era presente in quei giorni ricorderà come in pochissimo tempo i ricercatori francesi furono trasferiti a SACLAY portando con sè tutto il know how italiano sul nucleare.
      Forse qualcuno ricorderà anche come contemporaneamente furono chiuse in poche settimane tutte le cave di uranio sulle alpi e nella sila da parte dell’AGIP MINERARIA.
      Dpo ISPRA ho avuto una borsa di studio dell’IAEA per una ricerca teorica in POLONIA.
      Al ritorno nel 1967 ho dovuto cambiare mestiere perchè nella ricerca nucleare non esisteva più alcuna prospettiva.
      Sarebbe interessante raccogliere altre testimonianze dirette.

    17. Edoardo scrive:

      Tutta la mia stima Dott. Bianco,

      mi auguro con questo possibile ritorno al nuclaere in Italia, la sua esperienza torni utilissima. Non scoraggiamoci!

      Saluti.

    18. bianco antonio scrive:

      Grazie per il suo apprezzamento.
      Il tempo però è inesorabile, e non penso di fare in tempo a trasferire le esperienze come peraltre è oramai successo per le centinaia di fisici entusiasti che sull’onda degli insegnamenti di fermi ecc hanno popolato le università italiane alle fine degli anni 50 ed inizi anni 60.
      Potrebbe essere utile fare circolare le informazioni corrette e non deformate come è avvenuto ai tempi dei referendum.
      antonio bianco

    19. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Mi congratulo in quanto altro non posso fare con chi si è laureato in fisica nucleare nei lontani anni ‘60 , pochi anni dopo la nostra realizzazione nel 1958 dell’Atomium di Bruxelles , che tante speranze di dette.
      Tuttavia not una grande confusione nei fatti specisfici : innanzitutto il Prof. Felice Ippolito non ebbe nulla a che fare con fatti penalmente rilevanti riguardanti case INCIS , ma per altre 4 “trappole” , in particolare l’utilizzo di una Jeep di Stato per un viaggio di servizio , l’acquisto di una centralina Telecom per il CNEN , gli anticipi dati a noi funzionari per i viaggi di servizio ecc..
      Saclay poi esisteva da molto prima , ero là con borsa di studio per la specializzazione nel 1958 ed i ricercatori francesi sono sempre stati ivi concentrati. Le ricerche minerarie AGIP riguardano più il caso Enrico Mattei , ammazzato nel vero senso della parola anzichè moralmente fatto fuori come per il prof. Felice Ippolito.
      Il vero know how trasferito dall’Italia alla Francia era quello relativo agli sviluppi der reattori superveloci come il Phoenix del Prof. Mario Silvestri con la mia collaborazione , mentre ora importiamo nottetempo l’energia così prodotta per pompare acqua sulle nostre montagne , per poi ricavarne energia idrolelettrica , che guarda caso costa meno della nostra idroelettrica tradizionale , proprio per il basso costo dell’energia prodotta dal nucleare francese.

    20. Angelo scrive:

      Salve, mi chaimo Angelo e sono un ingegnere elettronico di 36 anni.
      Lavoro e vivo in Italia a Milano nel campo dei semiconduttori.

      Cosa mi spinge a scrivere in questo forum, e’ la voglia di condividere un’opinione a riguardo dell’uso indiscriminato della bilancia energetica mondiale e delle sue ricadute italiane.

      Premetto, che il mio interesse attuale sulla fisica mi porta a fare considerazioni di natura economica e geo-politica legate al petrolio ed al suo potere come moneta di scambio.
      Non bisgona avere secondo me una certa eta’ per percepire che le tresche e gli innacquamenti politici nei confronti del nucleare furono perpetuati, non a margine di un moto ecologico per ripulire il pianeta, bensi nell’iterezza di screditare un certo tipo di competenza italiana che fu purtroppo sbilanciata da una carenza ed incapacita’ italiota, nel soddisfare appoggi politici trans-atlantici. Gli USA avevano tutto l’interesse a bloccare ed impastoiare lo sviluppo economico/energetico italiano per due ragioni.

      La prima era legata al fatto che non potevano piu’ esercitare la pressione legata all’importazione del petrolio ed il controllo egemonico sull’OPEC, per il controllo delle economie di scala dei paesi dell’Europa Centrale.
      La seconda, e forse piu’ eclatante perche’ strategicamente orientata era legata alla NATO.
      L’Italia divenendo indipendente dal punto di vista energetico sarebbe potuta diventare un punto di accumulazione per tutti quei movimenti anti-USA, fra cui anche il partito Comunista, e quindi creare il ponte con l’Unione Societica.

      Purtroppo cio’ non avvenne e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
      Per di piu’ appare strano come un paese di 250 milioni di persone consuma come 4/5 milairdi di persone, abbia al contempo un’inflazione che sta crescendo piu’ lentamente del deprezzamento che la sua moneta ha nei confronti del petrolio.

      Detto questo, non pare in discordanza, ma anzi ne assume emblematica risonanza il fatto accaduto a Felice Ippolito.
      Perche’ l’allora politica di centro-destra italiana fu’ avversa allo sviluppo applicativo del nucleare in italia, in tandem con lo sviluppo di generatori idroelettrici?
      Perche’ il presidente dell’ENI Enrico Mattei fu tolto di mezzo tramite un finto incidente aereo? (Gli archivi della CIA parlano chiaro…)

      In base a cio’ che ho potuto ricostruire il CNEN, con l’impuso di Ippolito stava portando avanti un piano articolato, per lo sviluppo pacifico dell’energia nucleare in Italia. Ben cinque progetti differenti e rispettivi brevetti erano in cantiere: PRO, PCUT, EUREX, IBI, RAPTUS che si sommavano al progetto CIRENE del CISE, ad una centrale che MAttei aveva comprato in UK ed un’altra che l’EDISON aveva acquistato negli USA ed un’ultima centrale che l’IRI-Finmeccanica aveva comprato sempre negli USA.
      E’ palese che una contropartita dell’ingresso del PSI di Nenni nella DC coincise con la nazionalizzazione dell settore energetico italiano.
      Inoltre e’ lampante come le uniche ricerche di applicazione del nucleare italiano fossero quelle perseguite e promosse dal CNEN di Felice Ippolito non quelle parimenti appaltate sotto il patrocinio di Mattei, ben piu’ interessato all’estrazione dell’oro nero…Pur sempre in contrasto con l’idea egemonica della superpotenza a stelle e strisce.
      Nondimeno il progetto CIRENE perse vigore dopo la nazionalizzazione del 1963!
      Anche un altro gioiello italico, il settore dei calacolatori elettronici, nato in seno all’Olivetti fu venduto stranamente all’americana Fairchild. Il partito socialista aveva ancora troppi rapporti che lo legavano al PCI e questo non era tollerato dagli USA.
      Ippolito pago’ con il carcere, e un grosso contributo lo forni’ il segretario, dell’allora PSDI, Giuseppe Saragat, il quale guarda caso divenne placidamente il Presidente della Repubblica,…ed ironia del destino venne piu’ tardi a graziare lo stesso Ippolito si da permettergli il contentino del parlamento europeo.

      Ippolito proponeva il finanziamento di un’opera di storia delal scienza e della tecnica che avrebbe dovuto realizzare lo storico De Capraris, con costo di circa 5 milioni di lire di allora. Si additava cio’ di spreco del denaro pubblico…Inoltre uso’ durante le sue vacanze estive la jeep dell’Ente. Per tali motivi fu condannato ad 11 anni di reclusione.

      Dopo tali riflessioni mi viene voglia di gridare in faccia a noi Italiani, di non dimenticare chi ci ha preceduto, nel bene e nel male, in modo da capire le odierne dinamiche e poter attivamente partecipare alla crescita della nostra Nazione.

      Quello che propone il governo attuale, nella persona del ministro Scajola appare essere al pari di una minestra riscaldata, corroborata dal fatto che di competenze in Italia non ve ne sono piu’ come allora, e la fuga dei cervelli e l’agonia delal ricerca italiana, sono da leggere sotto punti di vista temporali e di opportunita’, visto inoltre che, allo stato attuale, il realizzare cio’ significherebbe spendere quantita’ di denaro pubblico per ottenre risultati reali fra circa otto anni.

      Umilmente
      Angelo.

    21. Carlo Braida scrive:

      Caro Angelo, condivido le tue considerazioni e mi complimento per la completezza dei dati che riporti. Cordiali saluti

    22. luciano scrive:

      Eccezionale questo sito dove finalmente si torna a parlare di cose serie.
      Mi iscrissi a ingegneria nucleare nell’85 ma cambiai facoltà dopo il referendum. Faccio il giornalista e sono tuttora filonucleare. (o forse sarebbe meglio dire - “filo scientifico” poichè tutti coloro che hanno una minima infarinatura di tecnologia sono per il nucleare, se non ci sono altri interessi di mezzo).
      Intervengo però solo per dire una cosa, che rafforza quanto detto da voi.
      Il fatto che Mattei fu ucciso non lo dicono (indirettamente) solo i documenti dei servizi ma adesso lo dice anche la Magistratura italiana (quindi consegnando alla storia il dato).
      Il procuratore di Pavia Calia riaprì l’inchiesta e nel 2004 ha definitivamente accertato che di attentato con l’esplosivo si trattò, a Bascapè, nel 62.
      Mattei fu ucciso. Ippolito fu colpito.
      L’energia è il settore primario dell’economia mondiale.
      La battaglia filonucleare è una battaglia per la democrazia mondiale.

    23. Edoardo scrive:

      Benvenuto Luciano.

      La tua preparazione ed esperienza sarà utile a tutti i frequentatori del forum, anti o pro nucleare.

      Con stima

    24. Angelo scrive:

      Salute a tutti.

      Ringrazio Carlo e Luciano per le osservazioni fatte.
      Quello che sarebbe interessante ed opportuno in questo periodo storico - giacché di FATTI si parla e si tratta - sarebbe il muovere l’opinione pubblica a favore di tali discussioni senza faziosità ma puntando sui valori della ferita.
      Bisogna ricominciare a parlare ai cuori delle persone e non alle menti.
      Il problema vero e’ che non ci s’indigna, ma ci si tura il naso e si va avanti.

      I miei mentori, mi hanno sempre aperto verso strade di coerenza e non di indecenza.
      Per questi reali motivi, io personalmente, non tollero ne’l’ignavia ne’l’arroganza.
      Bisognerebbe avere il coraggio delle proprie azioni, senza avere alcun pensiero per l’oltraggio che fosse proveniente da chicchessia ad ostacolare il nostro cammino.

      Per l’Italia il cammino e’ unico: divenire indipendente economicamente per risanare l’economia. Si deve assolutamente partire dal basso e ricostruire le economie di scala, prima ancora di far riprendere quelle di consumo.
      Favorendo il consumo dei beni, mentre la produzione di tali beni e’ inflazionata ed offesa dalla speculazione energetica che depaupera il valore dei beni medesimi e delle materie prime, il paese s’impoverirà.

      Non serve alcun proclama “polittico” per capire che di tal guisa arriveremo a penare di ciò che oggi godiamo ancora.
      Siamo già al di là del punto di non ritorno, ma ancora capaci di avere tempo per pensare ed agire.

      Fermamente rimango convinto che il nucleare deve ripartire, per generare quel circolo vizioso che era dopo la guerra il motore dell’economia italiana:

      SOPRAVVIVENZA => (( RICERCA ))=> INDIPENDENZA
      | |
      | ((AZIONE))
      | |
      \========= SOLIDARIETÀ

    25. Angelo scrive:

      Esso, nondimeno deve rappresentare il trampolino per la ricerca di fonti alternative di energia.

      Finisco con un esempio che viene dalla natura.
      Ricordiamoci che il Pianeta ha il miglior processo di collezione generazione e conservazione dell’energia: la fotosintesi clorofilliana aerobica ed anaerobica. Essa usa per l’innesco del processo un surplus energetico esterno: l’energia solare Sole.
      Un sistema ad elevata efficienza trasforma l’energia solare in energia chimica incorporata nelle sostanze organiche a partire da quelle inorganiche.
      Questi è il principio di fusione che continuamente è supportato dalla decomposizione dei composti organici in inorganici, così da permettere che il ciclo non s’interrompi mai.

      Un sistema artificiale basato sulla fusione nucleare sarebbe perfetto per mimare il comportamento della fotosintesi clorofilliana e sarebbe altresì efficiente.
      Peccato che essa sia ancora una chimera vista l’elevata temperatura di esercizio che una centrale siffatta dovrebbe ottenere.
      Seppur utilizzando il confinamento magnetico, tramite l’ausilio di supermagneti (superconduttori magnetici) l’energia da fornire per far partire il processo sarebbe elevatissima ed in cambio non si avrebbe
      ne’ rendimento ne’ stabilità e sicurezza.
      Questo e’ un anello, ossia un infinito fisico. Ma come risolvere l’enigma?
      La fusione fredda? Tentativi fatti ma ancora poco efficaci e soprattutto non ripetibili né riproducibili, ovvero non soddisfacenti al
      requisito fondamentale per una scoperta scientifica - Galileo ipse dixit.

      Tuttavia, noi la chiave la possiamo trovare, utilizzando ancora una volta il nucleare non come la soluzione globale al problema energetico, ma come la candela che illumina il percorso.
      La fissione nucleare potrebbe produrre l’energia iniziale per innescare una fusione per esempio.
      Le nanotecnologie potrebbero produrre materiali artificiali, la cui struttura possa contenere la chiave per la “fusione fredda” ovvero per la fusione a temperatura ambiente.
      Le strade sono tante, ma il bivio e’ unico e noi dobbiamo giungere il bivio.
      Possiamo farlo, riprendendoci il nostro destino e la nostra professionalità.
      L’Italia e’ il paese del sole in ogni senso, lo e’ perché la sua cultura plurimillenaria lo afferma, lo e’ di più perché e’ la culla del rinascimento
      e dell’arte, lo e’ per la forza ed il coraggio che non ci ha mai abbandonati.
      Abbiamo il dono dell’astrazione non per cercare di creare il Mondo così come e’ stato creato, ma per pervenire ai risultati in esso contenuti ed utilizzati
      per fornirci l’energia sufficiente a creare siatemi artificiali che siano sintonici con la natura e da questa traggano ispirazione e cognizione di causa.

      Umilmente
      Angelo

    26. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      beh : innanzitutto il Prof.Felice Ippolito non “usò una Fiat Campagnola di Stato durante le ferie per uso personale ” bensì , in concomitanza con unainterruzione della linea ferroviaria da Cortina a Venezia, per non perdere l’aereo che lo doveva portare ad una importante riunione Euratom nella quale si discuteva di stanziare il finanziamento di 5 miliardi per Ispra anzichè a Ginevra.
      E non è il momento di recriminare e rispolverare le note guerre fredde e calde di 50 anni fa. Occorre solo rimboccarsi le maniche e contribuire tutti a risolvere in cinque anni COME E’ POSSIBILE la costruzione o il ripristino aggiornato alle tecnologie della quarta generazione almeno due delle centrali italiane esistenti e ad iniziare la costruzione di almeno altre due.
      Un esempio viene dal Termovalorizzatore pronto in prossima primavera a Napoli contro i cinque anni preventivati da chi non aveva e non ha voglia di fare.. E anche qui sono 5 contro 25 o 30- Tra 30 anni probabilmente saremo già alla sesta generazione.
      Per quanto riguarda i semiconduttori dei quali è esperto Angelo , ricordo che già negli anni 60′ questi rappresentassero al Kernforschungszentrum di Karlsruhe , ora semplicemente Forschungszenter presso il il quale si è ben inserito il nostro Ing.Romanello , un importante contributo nel settore delle basse temperature da utilizzare nelle tecnologia allora d’avanguardia.
      Giusta anche la teoria della NATO , ma dietro a tutto c’era e c’è sempre stato lo strapotere del dollaro delle “sette sorelle” che ha condizionato dal 1946 tutta la nostra politica , portandoci allo spaventoso deficit odierno nella bilancia dei pagamenti , che con le centrali esistenti e future dei piani di Ippolito e del CNEN sa risulterebbe oggi invece IN ATTIVO , con buona pace di imprenditori , lavoratori e sindacati , che non avrebbero più motivo di lamentarsi.
      Cercheremo di promuovere un nuovo Consiglio dei Ministri a Frascati , Caorso o Trino Vercellese per vedere di ridurre anche qui di un quinto i tempi previsti dai soliti interessati incompetenti.

    27. Carlo Braida scrive:

      Egregio dr. Mehlem,
      grazie al suo contributo viene ulteriormente
      confermata l’ipotesi del complotto delle 7 sorelle contro il nucleare
      italiano; d’altronde il loro inervento era giustiuficato in territorio
      coloniale.
      E sul nostro stato coloniale, desidero inviarvi copia della mia lettera, che
      è stata pubblicata da EPolis,:

      Dispiace prenderne atto, ma è proprio così: la Repubblica italiana è una
      colonia Usa sotto il protettorato vaticano, e vado ad enumerarne i sintomi:
      pochissimo sono gli esercizi pubblici che non hanno un’insegna americana
      (booth shop, optical center, food and wine, ecc.), i cittadini USA ti si
      apostrofano con il loro idioma biascicato e pretendono che tu li capisca, i
      nostri canali televisivi sono ivasi da film e serial televisivi dove non si
      vedono che gente con in mano pistole, lanciarazzi e valigette piene di
      dollari, e fin qui il colonialismo; il protettorato vaticano ha trovato
      conferma proprio oggi: ieri mattina un’emittente radio, dando notizia dei
      fattacci alla Clinica Santa Rita faceva il nome del Responsabile, un certo
      Don Verzé; ebbene in tutti i notiziari sia radio, sia TV successivi Il nome
      del predetto Don non è più stato citato, e così pure sui pochi giornali che
      ho letto stamane, mentre erano elencati i nomi dei sanitari coivolti
      nell’indagine,,,,
      Viva l’Italia!

      Distinti saluti
      Carlo Braida

    28. Angelo scrive:

      Visto che siamo in tanti su questo blog a pensare che l’Italia indipendente sia da realizzare, proporrei di fondare un comitato con il seguente titolo:

      Rinascimento Energetico Italiano (REI).

      Obiettivi: Costruire un movimento sia culturale sia tecnico fatto da esperti ma anche da cittadini, che vogliano attivamente allargare e diffondere le conoscenze energetiche e nella ricerca di nuove metodologie di accumulazione e distribuzione dell’energia.

      Non meno importante bisogna sottolineare che il nucleare non e’ solo opportunita’ ma anche metodologia nella gestione delle scorie, che per loro natura producono danni irreparabili all’ambiente.
      Non si puo’ parlare di nucleare senza un preciso programma di smaltimento e/o riconversione delle scorie nucleari.

      Inoltre, la ricerca energetica si fa con preparazione e tempo ma necessariamente valicando i confini italiani per recepire i finanziamenti europei in tal senso.

      Che ne dite ?

      Angelo

    29. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Non che l’idea sia da scartare , ma dobbiamo fare i conti con la realtà : per distruggere il nucleare italiano ci volle un Referendum pilotato da milioni di petroldollari.Un vero programma energetico , almeno inizialmente in gran parte nucleare , richiede investimenti superiori a quelli che con tanta fatica finora Berlusconi , Banca Intesa ed altro hanno faticato a mettere insieme per Alitalia. Per noi che non siamo Berlusconi , Banca Intesa & C. ,ma che principalmente non abbiamo quei milioni di Petroldollari di cui sopra , non sarebbe neppure il caso di parlarne. Tuttavia tentare non nuoce e forse potremmo trovare o smuovere chi li ha , prima di tutto il Governo.

    30. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Vorrei far
      notare che l’idea non è nuova, è già stata proposta dall’Ing. basso
      parecchio tempo, e ognuno di noi tecnici, se si vedono i post passati
      (sottoscritto incluso) hanno redatto la propria proposta di Piano
      Energetico Nazionale (PEN).
      Peraltro nel presente sito sono stati
      proposti una serie di documenti e di spiegazioni tecniche proprio col
      fine di informare il pubblico su tutte le tematiche coinvolte
      nell’opzione nucleare.
      Ciò detto condivido pienamente, e con molta
      tristezza, rammarico e preoccupazione per il futuro, le considerazioni
      espresse dal Dott. Von Mehlem…

    31. Edoardo scrive:

      Un vero programma energetico , almeno inizialmente in gran parte nucleare , richiede investimenti superiori a quelli che con tanta fatica finora Berlusconi , Banca Intesa ed altro hanno faticato a mettere insieme per Alitalia.

      Pare invece, nonostante il greve pessimismo iniziale, che la compagnia di bandiera, oltre ad essere salvata, rimarrà italiana… Ci sono riusciti!
      Bene, perchè allora non si dovrebbe riuscire ad attuare un serio programma energetico che comprenda il nucleare? Enel, Ansaldo, Edison, A2aA ed altri hanno in progetto un modello di consorzio fra produttori, esercenti e consumatori sul tipo finlandese che eviterebbe di ricorrere massicciamente ai petroldollari (debolucci nei confornti dell’euro)

    32. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Concordo più con l’ing.Romanello che dalla Germania avrà un quadro più realistico del problema. Tuttavia anche per Alitalia , che in realtà ha meno problemi tecnologici e di smaltimento ( a parte i 7.000 ) cominciano a spuntare soci esteri e quindi anche nel nucleare , che ha meno problemi di bandiera , ben vengano Probabilmente sono più necessari in quanto i loro tecnici non sono stati per 40 anni alla finestra.
      Per quanto riguarda i petroldollari il cambio con l’Euro non ha ridotto la loro influenza sul mercato energetico e lo strapotere politico nei riguardi dell’ Italia , purtroppo. Attendiamo allora con speranza un messaggio da chi può e diamoci tutti da fare acciocchè questo avvenga , e presto.

    33. Luigi scrive:

      Salve Dott. Bianco,
      ho letto con interesse il suo intervento e in particolare dove parla della cave di uranio dell’AGIP MINERARIA in Sila. E’ possibile avere informazioni su questo argomento? Dove posso trovare documenti al riguardo?
      Le ringrazio contando su una sua gentile risposta.
      Saluti
      Luigi

    34. Angelo scrive:

      Mi fa piacere sapere che l’iniziativa è già stata presa, da qualcuno.
      Bene ciò vuol dire che persone come l’ing. Basso e l’ing. Romanello e tutti gli altri possano far si con curiosità e volonta’, di far emergere piu’ elementi possibili in grado di muovere l’opinione pubblica.
      Questo forum nè è testimonianza.
      Personalmente essendo nuovo del sito, andrò a rileggermi gli interventi citati e legati alle varie iniziative del PEN.

      Saluti
      Angelo

    35. Renzo Riva scrive:

      E come sempre il PCI si buttò a pesce a “soccorrere” se stesso tramite il caso Ippolito.
      Se consideriamo le progressive conquiste fatte dai “paladini dei lavoratori” possiamo ben dire che sul nucleare ha proceduto come il gambero ovvero da partigiani della brigata “Lepre”.
      Da fautori del nucleare negli anni ‘60 agli antinuclearisti schierati nel referendum dell’anno ‘87.
      Ça va sans dire.
      Mandi

    36. Angelo scrive:

      Ad un anno dall’ultimo commento….

      Al di la’ dei sentimentalismi di parte o la retorica, il paese soffre del solito mal di denti non curato.

      La carie e’ evidentemente scoperta cosi come il nervo, ma nessuno dico nessuno ha a cuore le sorti di questo Paese. Lo fece il Partito Socialista negli anni 80-90 nel quale un’intera classe dirigente adopero’ la propria intellighenzia per sopperire non alla mancanza di stato ma per depauperarne l’ossatura funzionale.

      Vogliamo spingere questo paese verso un futuro migliore?
      Scegliamo meglio gli uomini che ci governano o meglio, spingiamo piu’ nella nostra cerchia il cambiamento.

      Sono estremamente convinto che il cambiamento avvenga dal basso e che la generazione degli attuali 30-40 enni non potendo avere accesso alle leve del potere, possa solo concentrarsi nel seminare attorno a se la coerenza e l’amore per l’onesta’.

      Cordiali Saluti.

    37. Angelo scrive:

      dr.Luigi Filippo von Mehlem

      lei cosa ne pensa ?

      Possiamo creare un comitato pro nucleare nel quale in modo snello portare avanti le idee confrontandoci e cosi facendo interpellare il parlamento italiano ?

      Umilmente.
      Angelo

    38. Angelo scrive:

      Cosa manca in temrini di conoscenze e maestranze all’Italia oggi per ottenere fra cinque anni, diciamo autunno del 2014 le sue prime due centrali funzionanti, di quarta-quinta generazione ?

    39. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Grazie e non occorre alcun umilmente. Mi pare di aver scritto anche in questa sede che avevo salutato con molte speranze proprio per sviluppare questo genere di iniziative. Purtroppo vedo pure nuovi interventi ben un anno dopo quelli dello scorso settembre. No comment !

    40. Renzo Riva scrive:

      VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009_______ORE 20:00

      BUJA

      CASA DELLA GIOVENTÙ

      Franco Battaglia

      Docente di Chimica Ambientale
      Università di Modena

      ENERGIA NUCLEARE?
      SÌ, PER FAVORE …

      editore “21mo SECOLO”

      Renzo Riva
      C.I.R.N.
      (Comitato Italiano Rilancio Nucleare)

    41. LOREDANA RITTMANN scrive:

      Scusate se intervengo con un ricordo personale su “zio” Felice Ippolito. Felice é stato assistente di Alfred Rittmann, vulcanologo e direttore dell’Istituto Friedlaender di Napoli, durante la II guerra mondiale. A.Rittmann era mio padre. Numerosi sono i racconti su Felice da parte di mio padre. Se ne deduceva una persona di grande intelligenza, arguta, spiritosa.Rittmann lo ebbe “affidato” dal padre stesso, uomo di grande sapere, amico di B.Croce, per farne “na persona seria!” Ma non dovette fare nessuno sforzo, il giovane Felice si tuffò nello studio della vulcanologia…e via.Per quanto riguarda lo scandalo-trappola che gli fu teso, nessun amico, collaboratore o quanti lo conoscevano ebbero dubbi sulla sua estraneità. Tutti ne furono addolorati.
      Loredana Rittmann Mancuso

      Cerco il testo di F. Ippolito,AMICI E MAESTRI ED:DEDALO, qualcuno può indicarmi dove trovarlo? Grazie

    42. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      gentile Loredana,

      la risposta è semplice :
      Felice Ippolito
      Amici e maestri
      Personaggi, fatti e letture: ricordi di un quarantennio
      Scritti su storici e scienziati, su Croce e Fortunato, su Mattei e Segre, sull’energia e sull’austerità: un lungo e vivace percorso, da protagonista e da osservatore, nella cultura, nella scienza e nelle vicende nazionali del secondo dopoguerra.
      Gennaio 1988 - pp. 264
      ISBN 9788822060761 , 13,00 €

      tuttavia Felce Ippolito prima di dedicarsi quasi esclusivamente al nucleare è stato mio Docente di Mineralogia all’Università di Napoli e la vulcanologia ne era solo un ramo.Ed in effetti anche Suo Padre era un Geologo , inizialmente entusiasta a Basilea di musica e scienze naturali.D’altronde anche il Suo Maestro Louis Duparc era un insegnante di mineralogia.
      Diceva di lui Ippolito che fosse stato un incorreggibile romantico ma pragmatico e con una prodigiosa memoria nell’ aver catalogato migliaia di analisi di reperti vulcanici.
      Nturalmente anche Lei , come tutti quelli che conobbero veramente felice Ippolito , non poteva e non può dubitare della sua buone fede.

    43. Renzo Riva scrive:

      Redazione 21mo

      secolo info@21mosecolo.it

      e
      segretariogenerale@assonucleare.it

      e
      Ing. Giorgio Prinzi
      com-nuc.segreteria@libero.it
      06.7049.6222 - 339.12.67.704

      Prof. Marino Mazzini
      m.mazzini@ing.unipi.it

      e l’amico pensionato Giampaolo Bottoni di Milano,

      sono gli indirizzi a cui ho trasmesso la sua richiesta.

      Appeno ricevo risposta pubblicherò il tutto.

    44. Renzo Riva scrive:

      …e il prof, Ernesto Pedrocchi a Milano.

    45. dr.Loredana Rittmann scrive:

      Grazie al dr. Von Mehlem, ho trovato Amici e maestri, ed. Dedalo, su La Feltrinelli.it. La vulcanologia é, tutto sommato, una scienza giovane. Sicuramente figlia della geologia, come dice Lei.

    46. antonio.bianco scrive:

      Ero ad ispra come borsista nel 1963-1964 e sono stato testimone dell’esodo dei ricercatori francesi che, dopo l’arresto di Ippolito, hanno abbandonato il centro di ISPRA per trasferirsi a Saclays dove hanno continuato le ricerche sui reattori nucleari portando ai risultati che sono oggi noti.
      Mi piacerebbe ricostruire gli avvenimenti di quel periodo con altri testimoni oculari.
      grazie
      antonio bianco

    47. antonio.bianco scrive:

      per quanto riguarda le cave di uranio ricordo che erano gestita dalla AGIP Mineraria.
      Non conosco quelle della Sila ma ho visto quelle delle alpi che sono state chiuse in poche settimane dopo l’arresto di Ippolito.
      Forse qualcheduno che lavorava alla AGIP potrebbe darci più informazioni.
      ciao
      antonio bianco

    48. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      è un piacere esser stato di una pur minima utilità alla d.ssa Loredana Rittmann

    49. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Gent.mo dr. Bianco : a dire il vero feci il percorso inverso , da Napoli a Saclay ( senza la “s” finale ) nel 1958 e di qui all’IRI per il progetto Carbosarda e quindi nel 1961 al CNEN.
      L’allora Centre d’études nuclaires de Saclay è oggi uno dei maggiori centri per la Fisica Teorica , ma in questo Archivio troverà un accenno ad una curiosa storia riguardante il finanziamento della Comunità Europea di 5 miliardi per Ispra.
      Se ha bisogno di notizie mi scriva.

    50. antonio.bianco scrive:

      egregio dr.Luigi Filippo von Mehlem,
      grazie per la sua segnalazione.
      I miei ricordisono un po’ approssimativi anche se era ad ISPRA a 19663 al 1965 con una borsa di studio presso il CETIS diretto, se non ricordo male, dalla dott.ssa Pozzi. Direttore del CNEN era il Prof Caglioti.
      Sarebbe interessante avere la testimonianza di altre ricercatori testimoni dei fatti di quei tempi che mi sembra non siano mai stati documentati.
      Io dopo ISPRO sono stato al centro di ricerca di Svierk (POLONIA) con una borsa di stutio dellIAEA.
      Al rientro in Italia mi è stato detto che tutte le prospettive di ricerca sul nucleare erano ridotte al lumicino per ho cambiato mestiere andando ad occuparmi di calcolatori e di software.
      Ancora oggi mi chiedo perchè l’italia ha buttato alle ortiche un patrimonio di conoscenze derivanti prevalentemente dalla scuola che aveva come primario successo Enrico fermi (non era però un caso isolato).
      antonio bianco

    51. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Egregio dr.Bianco
      secondo me ha fatto male a dar retta a quei soliti interessati che riferivano sul lumicino , io andai all’allora Kernforschungszentrum di Karlsruhe per un’altra di quelle battaglie contro i mulini a vento di un altra gigantesca Multinazionale , la General Electric , che per favorire le proprie catene del freddo ostacolava in ogni modo le ricerche sulla conservazione dei cibi mediante irraggiamento , poi in Finlandia per i reattori di terza generazione e poi alle ricerche sui fasci di protoni che a Trieste portarno a quella che è la più avanzata terapia oncologica cerebrale , la Adroterapia , oggi in funzione soltanto a Heidelberg ed in Giappone e forse dal prossimo anno a Pavia. A Karlsruhe è ora per es. l’ing. Romanello , che senz’altro ci sarà molto utile in Italia dopo il trentennale “buco”.
      Vede dovrei avere almeno 15 anni più diLei , ne avrei forse le energie ora , ma a 77 anni non sarebbe serio mettersi in programmi con scadenze ultradecennali.
      Quel che invece mi dispiace vedere è la pratica inutilità di questo Foro , che all’inizio mi faceva sperare in un movimento , allora atto a promuovere ed ora con il risveglio governativo a collaborare fattivamente alla rinascita di una classe di ricercatori e tecnici per concrete applicazioni. Come eravamo allora , sono certo , potremmo in 5 e non 15 anni riclassificare e rendere produttive almeno due delle centrali dismesse. Con opera attiva e competente , non con le chiacchiere.
      Invece ci limitiamo a parlare tra di noi in quattro gatti.
      Frequento molti giovani e purtroppo devo ammettere che su questo argomento per decenni l’istruzione è stata tanto carente, che come pappagali ripetono in gran parte ” ma il nucleare è pericoloso e non ecologico”.
      Il Golfo del Messico e la BP , l’Iran e la Corea , sono i più recenti , ma certamente non l’ultimo atto di quella farsa , se legge bene da me già citata nel 2007 su queste righe ,ma per decenni ovunque se ne potesse parlare o scrivere.

    52. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Caro Dott. von Mehlem,

      io lo dico da molto tempo che senza una informazione corretta, in un paese democratico, il nucleare non si fa (e la ‘rivolta’ di molte regioni dopo gli annunci dell’attuale Governo - per lo piu politica ed ideologica - e’ stata possibile proprio perche la gente e’ poco e male informata - e non sara’ certo la pazienza e la buona volonta di un pochi a cambiare la situazione).
      E di certo questo problema (grave e protrattosi da moltissimo tempo) non si risolve in un batter d’occhio e semplicemente con un foro come questo, che, pero’, secondo me, ha comunque avuto un ruolo importante negli anni per aver dato almeno ‘una bacheca’ in cui anche i tecnici, una volta tanto, potessero dire la loro (dopo anni davvero bui - quelli in cui io mi immatricolai al corso di Ingegneria Nucleare tanto per intenderci!).
      Il problema e’ che chi vuol fare gli impianti nucleari in Italia sembra stia trascurando l’aspetto comunicativo (stanno riuscendo meglio in questo governatori come Nichi Vendola, con la sua pura propaganda anti-nucleare), e se questo e’ vero, i risultati, ancora una volta, non tarderanno a farsi vedere…
      Questo sito ha raccolto democraticamente le opinioni di tutti mi pare, e ognuno ha potuto presentare le proprie tesi - favorevoli ed avverse; si tratterebbe solo di metterle insieme, ma non credo interessi a nessuno, giacche’ il tema del nucleare nel nsotro Paese mi pare ormai assomigli al tifo calcistico (e del resto, in quale situazione le cose vanno diversamente?)…

    53. Riccardo Schwamenthal scrive:

      Sono capitato per caso su questo interessante sito e vorrei porre alcune domande.
      Cosa si sa delle centrali nucleari di nuova generazione? In realtà, cosa significa questo termine?
      Come si può risolvere il problema delle scorie?
      Qualcuno, se non ricordo male, aveva scritto che esistono in Italia delle miniere abbandonate da sfruttare per questa bisogna, ma è possibile e, soprattutto corretto, farlo?
      Infine, circolano voci che non si siano ancora smaltite tutte le scorie delle centrali nucleari italiane chiuse dopo il referendum: è vero o si tratta di una bufala?
      Vi ringrazio delle delucidazioni che mi potrete dare.

    54. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      A tutte queste domande si è risposto abbondantemente nei post precedenti, e ripetersi qui sarebbe praticamente impossibile (equivarrebbe a riscrivere un libro).
      Consiglio quindi di spulciare i post precedenti: ci si trova una valanga di informazioni, scritte da pro- ed anti- nucleari…

    55. Luigi scrive:

      Dott. Bianco,
      la ringrazio per la risposta riguardo le cave di uranio della Sila. In effetti, più che cave erano dei pozzetti, probabilmente usati per testare le potenzialità della zona. Sono riuscito a localizzarli. Se dovessi sapere altre notizie le posterò su questo forum. Spero, lei faccia lo stesso.

      Cordiali saluti

      Luigi

    56. Luigi Filippovon Mehlem scrive:

      Ha ragionissima l’ing.Romanello , il referendum - che poi non voleva in origine arrivare a tanto - ebbe successo solo per la Disinformazione dei pro e per la enorme e dollarstrapagata informazione contraria.
      Vogliamo cominciare noi pochi a scrivere e riuscir a farsi pubblicare sulle”Lettere al Direttore” di ciascun quotidiano delle nostre rispettive cittÃ
      quel che c’è di positivo e controbattere i soliti tromboni a vuoto di chi non distingue un elettrone da un protone ?
      Io inizierò con il Gazzettino di Venezia e L’Arena di Verona, e ne comunichrò l’uscita in questo Foro.

    57. antonio bianco scrive:

      Avendo abbandonato le ricerche sul nucleare nel 1966 (poco dopo l’arresto di Ippolito) confesso che ho dimenticato tutto (anche per la delusione di aver dovuto abbandonare la ricerca che avevo sognato negli anni universitari a Pavia - Prof Corno).
      Ricordo però che la principale attività di ricerca era relativa alla sperimentazione dei materiali delle barre di controllo della reazione nucleare. Per quanto ricordo ogni reattore doveva essere dotato di automatismi che “spegnevano” il reattore. Assorbivano cioè i neutroni impedendo le successive fissioni di Uranio.
      Da quanto leggo di ciò che è avvenuto in Giappone mi sembrerebbe che i reattori non fossero dotati di tale meccanismo di spegnimento
      Ma forse le mie reminiscenze sono errate…
      Oppure le ricerche che si stavano facendo si sonno arrestate, come me centinaia di ricercatori hanno allora abbandonato il settore.

    58. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Le reminiscenze sono esatte , ma appartengono ad una epoca successiva alla progettazione di queste centrali. Consiglio di leggere l’articolo dell’ing.Vincenzo Romanello e le nostre aggiornate news sul sito www.viapark.it
      Tuttavia si sta scatenando la solita campagna antinucleare che non tiene conto della più che eccezionalità dei fenomeni sismici e di maremoto avvenuti in Giappone. Non credo che potremmo rivolgere critiche ai viaggi in arereo se , a parte i prevedibili incidenti , un Jumbo venisse colpito da una meteorite.
      Certamente questo avvenimento dovrà far riflettere anche su quanto è avvenuto , sta avvenendo ed avverrà , ma con professionale giudizio ed imparzialitÃ
      Comunque ritengo improbabile che l’incidente superi il livello 6 IAEA.

    59. Camillo Mario Pessina scrive:

      Ho lavorato per quindici anni nelle miniere di uranio dell’Agip come geologo.
      In quell’occasione ho avuto la fortuna di accompagnare il prof. Felice Ippolito
      a visitare il giacimento uranifero di val Vedello(So).
      In merito a quanto scritto da Antonio Bianco il 1° luglio 2010 - a proposito delle “cave” italiane di uranio dell’Agip- specifico trattarsi di miniere (mai entrate in produzione) e non cave. Gli unici due giacimenti a pechblenda accertati in Italia - le altre sono semplici manifestazioni uranifere di scarsa rilevanza industriale - sono quelle di val Vedello (So) (la il più grande) e quello di Novazza (Bg). Entrambe sono poste sulle Orobie lombarde.
      Per informazioni più dettagliate suggerisco i siti www.valvedello.com e www.valvedello.it.
      Camillo Mario Pessina - geologo

    60. Cher scrive:

      Ho aperto questo thread per dar maggiore risalto al suo link.
      http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=208

      Domanda, queste gallerie “11Km” sono agibili?

      Potrebbero essere sfruttate ( teoricamente) per ricavare del minerale per l’industria nucleare?

      Potrebbero essere sfruttate per altri usi?

      Il motivo che nel link con suffisso IT gli argomenti sono tutti in Inglese è per cautelarsi o semplice volontà?

      Grazie dell’attenzione.

    61. Camillo Mario Pessina -geologo scrive:

      Gentile Cher. Non me ne voglia se con sincerità le confesso che mi farebbe piacere sapere con chi parlo. Io mi sono presentato senza pseudonimi. Le risponderò comunque:

      Le leggi minerarie italiane impongono - alla chiusura di ricerche minerarie – la messa in sicurezza delle gallerie, impedendone l’ingresso a chicchessia. Tutti gli ingressi erano stati murati con calcestruzzo protetto da una barriera di detriti e massi. Le gallerie non sono pertanto accessibili. Nel frattempo sono passati 25 anni.

      Trattandosi di un giacimento, come ho scritto sui miei siti, ha significato economico e quindi industriale. Pertanto - teoricamente- si potrebbe ricavare del minerale da cui ottenere dello “Yellow cake” ma, sarebbero necessari, prima, ulteriori lavori minerari di “preparazione alla coltivazione”.

      Personalmente non vedo altre destinazioni d’uso.

      Effettivamente un sito con suffisso .it, scritto in inglese può lasciare perplessi. Era però nato, inizialmente, con l’idea d’essere un unico sito che trattasse in maniera professionale l’argomento. E’ stato scritto in inglese perché avesse valenza internazionale - come mi pare sia giusto - dato l’interesse scientifico del giacimento di val Vedello. Le datazioni delle età radiometriche del minerale uranifero ci hanno permesso i capire che le Orobie (porzione del Sudalpino) sono nate molto prima di quanto si pensasse. L’ho scritto nel sito in discussione. Nessun motivo di cautela dunque!
      Cordiali saluti

    62. antonio bianco scrive:

      carissimo camillo Mario Pessina,
      In che hanni hai lavorato per L’AGIP?
      Io ricordo che nel 1963-64 quando lavoravo ad Ispra con ina borsa di studio conoscevo alcuni tecnici dell’AGIP che mi hanno parlato di cave di Uranio sulle ALPI.
      Dopo la sostanziale chiusura della ricerca sul Nucleare ad ISPRA (seguita all’arresto di Ippolito ed al repentino trasferimento di tutti i ricercatori francesi) ho ancora lavorato un anno in IAEA per una ricerca sul propulsore navale in Polonia. Poi ho dovuto cambiare mestiere per poter mantenere la famiglia.

      Comunque recentissimamente per alcune combinazioni della vita ho avuto modo di visitare il punto in Val Maira dove erano state fatte delle ricerche e scavi per verficare la presenza di Uranio.
      La chiusura è stata fatta non proprio a regola d’arte.
      Pare che fosse abbastanza ricco.
      Oggi il sito è ancora visibile.
      Sarei molto interessato ad incontrare il geometra dell’AGIP che all’epoca si è occupato della cosa.
      cordiali saluti
      antonio bianco

    63. Cher scrive:

      @ Camillo Mario Pessina -geologo : la ringrazio della esaustiva risposta.

      Come già spiegato più volte in questo blog, l’acronimo del mio nome e cognome è solo a titolo di libertà espressiva, in quanto credo che conti ciò che si dica ( scrivere) da ciò che si è.
      Non credo conti molto per chi è qualcuno o come nel mio caso, che sono nessuno, dare le proprie generalità, in quanto lo scambio di opinioni o porsi delle domande o proporre domande esuli dalla specificità della propria professione.
      Cosa diversa esporre una informazione in link o in contatto tramite PM, qui la presentazione è gradita ma non sempre necessaria.

      Il suffisso IT non è indicizzato nei motori di ricerca, pertanto per avere una valenza internazionale o lo si indicizza oppure resta “introvabile” tramite motori di ricerca o tag.

      Quando mi riferivo alle gallerie “agibili” era solo per sapere se non erano state fatte “brillare”.

      Questo giacimento è ancora in concessione dell’ AGIP?

    64. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve

      comunico a tutti i partecipanti alla discussione che iscrivendosi (ovviamente gratuitamente ed in 30 secondi…) nel forum
      http://www.nuclearmeeting.com/forum
      sarà poi possibile anche scambiarsi eventualmente messaggi privati tra utenti!

    65. linuser scrive:

      Prima di pensare alle nuove miniere bisognerebbe eventualmente esaurire le “vecchie” : a meno di non usare reattori ad acqua pesante ( tipo i CANDU ) in grado di funzionare anche con uranio naturale , dubito che quelle miniere potranno essere sfruttabili a breve per l’eventuale programma nucleare italiano o perlomeno sfruttabili autonomamente a favore del programma italiano.

      Gli EPR sono dei PWR e non mi risulta possano funzionare ad uranio naturale , ma ad uranio arricchito o al massimo a MOX e nell’ambito del trattato di non proliferazione non credo affatto sia cosa semplice, sopratutto dal punto di vista politico, concepire un ciclo di arricchimento totalmente italiano ( il Giappone ha ottenenuto il via libera dagli Stati Uniti negli ultimi anni per via della crescente pressione esercitata nell’area da Corea del Nord e Cina ).

      Gli EPR o soluzioni equivalente di altro tipo ( AP1000 ? ) saranno probabilmente alimentati con combustibile proveniente dalle banche dell’uranio in fase di costituzione da parte dei principali Paesi dotati di armi atomiche con uranio proveniente anche dallo smantellamento delle testate nucleari esistenti.

      Ricordo anche che con l’ultimo trattato di riduzione degli armamenti , le testate strategiche dovrebbero essere ulteriormente ridotte dalle 20.800 unità russe ( 5800 pienamente operative , 15000 stoccate ) e 15.600 unità americane ( 5700 operative , 9900 stoccate ) del 2008 a 2200 unità per ciascuna Super-potenza entro il 2012.

      Per completezza , la situazione degli altri Paesi al 2008 :

      - Francia : 350 stoccate
      - Cina : 200 stoccate
      - Regno Unito : 200 stoccate
      - Israele : 80 stoccate
      - Pakistan : 60 stoccate
      - India : 50 stoccate
      - Corea del Nord : circa 10

      Secondo l’elenco delle testate nel mondo diffuso dalla FAS ( The Federation of American Scientists ) reperibile a questo indirizzo : http://www.fas.org/blog/ssp/images/NotebookGoogle.kmz e consultabile con il programma Google Earth , ci sono 90 testate nucleari NATO attualmente stoccate in Italia.

      Ritornando sul discorso delle miniere d’uranio mi chiedevo se non potessero tornare utili in altri ambiti , in particolare nello studio dello stoccaggio delle scorie nucleari. Per prima cosa bisognerebbe stabilire se le miniere abbiano funzionato da reattore nucleare naturale in passato ( come le miniere di Oklo in Gabon ) : in tal caso si potrebbero studiare le modalità di stoccaggio dei vari sottoprodotti della fissione , cosa che ad Oklo sembra stia riservando ancora parecchie sorprese a distanza di quarant’anni dalla scoperta del reattore nucleare naturale.

    66. Cher scrive:

      http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=208
      E’ auspicata la presenza Geologo Camillo Mario Pessina nel forum per dare , sempre che ne abbia voglia e tempo, le risposte alle domande che vengono postate.

      ———-
      Mi ero posto la domanda , se il giacimento non è “economicamente” sfruttabile è “toricamente” utilizzabile per la giacenza o stoccaggio dei contenitori delle scorie?

    67. linuser scrive:

      @Cher

      Le miniere di Oklo in Gabon hanno funzionato in un periodo geologico molto distante dall’attuale ( circa 2 miliardi di anni fa ) come un reattore nucleare naturale e per un intervallo di tempo stimato in qualche centinaia di migliaia di anni.

      La scoperta è stata effettuata a posteriori dopo aver analizzato le percentuali di U235 presenti nel minerale proveniente dalla miniera che rispetto a una percentuale attesa dello 0,720 per cento , risultava essere invece in quantità pari allo 0,717 per cento.

      Ulteriori studi hanno evidenziato anche la presenza di sottoprodotti di fissione “stoccati” all’interno di altri minerali come i silicati di alluminio.

      Nel mio intervento precedente mi chiedevo quindi se fossero mai stati effettuati studi in tal senso e NON se la miniera di val Vedello potesse essere eventualmente idonea allo stoccaggio di fusti di scorie.

    68. C.M.Pessina scrive:

      Gent. Cher
      Non conosco l’abitudine del far ”brillare “ le gallerie di ricerca mineraria. Anche perché questo precluderebbe la possibilità di riprendere, “almeno”, eventuali studi geologici nel sottosuolo della miniera. La geologia di miniera in val Vedello ha ancora molte cose da dire.
      L’area del giacimento e quindi la miniera di val Vedello non è più in concessione all’Agip da tempo che ha rinunciato definitivamente al titolo a partire dalla fine degli anni ottanta. La Regione Lombardia, nella sua discutibile visione, ha, successivamente (Application Metex) posto il veto a qualsiasi attività futura in val Vedello e Novazza e dunque a qualunque richiesta di ulteriori studi e/o sfruttamento. Formigoni ha detto, recentemente, che la Lombardia è autosufficiente da punto di vista energetico!
      Il giacimento di val Vedello è economicamente sfruttabile – lo era nel 1984 quando lo Yellow Cake costava 17 $ la libbra – Il problema è che i veti di una certa classe politica (la stessa che è contro i reattori nucleari) e i gruppi ambientalisti correlati ne impediscono lo sviluppo.
      Non credo che le gallerie di ricerca di val Vedello siano adatte allo stoccaggio dei contenitori delle ”scorie” perché non ne hanno i requisiti. Scanzano Ionico, che era il luogo prescelto dalla Sogin, lo era per la presenza a 700 m. di profondità di un plastico e asciutto orizzonte di salgemma dove acqua e sismi erano praticamente assenti.

    69. C.M.Pessina scrive:

      Gentile Antonio Bianco
      Mi sono ritirato dal lavoro nel 2002.
      Faccio parte della generazione di geologi assunti da Agip subito dopo la crisi o guerra del Kippur (guerra arabo-israeliana) dell’ottobre 1973 e il conseguente embargo petrolifero attuato dai paesi dell’OPEC nei confronti dell’ occidente che appoggiava Israele. In Italia, come lei ben ricorderà, ci fu ”l’austerity” con i relativi restrittivi provvedimenti ai consumi energetici (carburante, energia elettrica ecc.). Il governo democristiano di allora varò un piano energetico, PEN (uno dei tanti, mai finalizzati) che prevedeva la costruzione di alcuni reattori nucleari necessari a limitare l’uso degli idrocarburi e la nostra dipendenza energetica con tutte le conseguenze derivanti. Un tira e molla che, come tutti sappiamo, si concluse invece con la smobilitazione dei pochi reattori nucleari italiani, trasformando gradatamente l’Italia, da colonia americana in colonia francese. Una farsa, un burlesque, che continua ancora oggi e che ci contraddistingue per la nostra cronica mancanza di serietà. Ci vuol poco per capire che oggi siamo messi peggio di allora.

      Molte persone non distinguano la differenza esistente tra una cava ed una miniera, una manifestazione mineraria estemporanea da un giacimento minerario; pertanto l’Italia sarebbe piena di giacimenti di uranio che in realtà non ci sono. Per l’uranio si parla comunque sempre di miniera (e non di cava).
      Ho prodotto nel mio sito “valvedello.com” un angolino scientifico (molto poco scientifico in verità) per permettere a chi vorrà leggerlo - quando si parla di certi argomenti specialistici – l’uso di un linguaggio comune e appropriato; per capirci, per intenderci, per non compiere affermazioni errate dal punto di vista fattuale.
      In merito alle ricerche di minerali di uranio in Val Maira (valle del Preit, Bric Balacorda, Salabessa, Grange Serre, ecc), posso solo dirle che tali ricerche furono fatte (su serie rocciose permiane interessate dal metamorfismo dinamico alpino), in più riprese, a partire dagli anni cinquanta dal CNRN e poi dalla società Somirem (del gruppo Eni) e poi da altri studi successivi proprio dopo il 1973.
      Queste manifestazioni a minerali di uranio sono - per i criteri minerari odierni - comunque estemporanee, prive di radici, prive di significato economico e di pochissimo conto. Piccoli quantitativi di uranio sono oggi antieconomici.
      Per dare un ordine di idee sono antieconomici anche depositi di 30-50-100 ton. di ossidi di uranio. Avrà notato che con la “globalizzazione” quasi tutto il comparto minerario italiano è stato chiuso negli anni ottanta (Pb-Zn, Au, Fe, ecc.).
      Il “Pare che fosse abbastanza ricco……. fa parte delle “leggende metropolitane” nate per ignoranza (mancanza di conoscenza) o per sollevare polveroni che intontiscono la gente di strada. Servono a creare inutili allarmismi, eterni dibattiti, inconcludenti tavole rotonde, quadre ecc. L’ unico risultato è quello di bloccare lavori infrastrutturali vitali al nostro paese; farci sprecare ulteriori immensi capitali e coprirci di ridicolo con i nostri “vicini”.
      In merito a al geometra dell’AGIP cui lei fa riferimento mi dispiace non poterla accontentare perché all’epoca non ero stato ancora assunto. Inoltre ho lavorato sempre nel settore orobico delle Alpi Centrali.

    70. antonio bianco scrive:

      egregio C.M.Pessina,
      Grazie per i suoi cortesi chiarimenti.
      Come le ho detto dopo l’attivita di stage ad ISPRA nel 1964-65 ed a Varsavia (con una borsa di studio dell’IAEA) dove mi sono occupato programmi informatici per il calcolo matematico applicato alla progettazione di un reattore per la propulsione di una nave, ho abbandonato il settore e mi sono riciclato nel settore ICT (Information & Communication Technoly).
      Siccome ho recentemente visto il sito murato degli scavi in Val Maira mi sono ricordato di questo amico di cui però non ricordo più il nome.
      Non è cosa importante …
      grazie del suo interessamento
      cordiali saluti
      antonio bianco

    71. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Lato positivo : sono passati 5 mesi dal mio ultimo intervento ed evidentemente non avevo dimenticato il mestiere : le mie fondate previsioni ( non superamento del livello 6 ) erano esatte.Come pure quelle che “in estate” non se ne sarebbe parlato più , contro tutte le apocalittiche notizie di certa stampa.
      Lato negativo : ora che è andata così tace quella certa ( troppa ) stampa , ma tace anche questo Forum , che non mi sembrava destinato solo a parlare di disgrazie e scambio di battute personali di vari interlocutori, ma di serio interesse nel futuro energetico nel mondo ed in Italia in particolare.

    72. Cher scrive:

      Questo spazio è strutturato come blog alla “news” e relativa discussione. Purtroppo ritrovare dei commenti con relativi link, certamente utili, è sempre problematico. Cosa diversa sul forum nuclear-meeting, dove un argomento, magari generato dalla notizia può essere ripreso e aggiornato.
      Non mai visto un suo contributo , Ing. Filippo.
      La sua conoscenza sarebbe di grande aiuto per certe tematiche in atto sul forum.

      Cher

    73. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Legga bene : faccia scorrere il mouse all’indietro senza problematiche : il primo dei 72 interventi fu il mio , seguito da altri , alcuni con riferimenti di sito ove leggerne di più completi.

    74. Camillo Mario Pessina -geologo scrive:

      gent. ing.Luigi Filippo von Mehlem.
      Grazie per il suo appunto a data 4 Agosto 2011. Avendo lavorato per anni nel settore minerario uranifero avevo forti dubbi che la stampa nostrana, vuoi per l’impreparazione che la contraddistingue, vuoi perchè al servizio di questo o di quello non dicesse la verità.
      Sarebbe così gentile da spiegarci cosa significa “non superamento del livello6?” (suppongo a Fukushima). Grazie per averci ricordato lo scopo di questo Forum e a ridarci un pò di orgoglio”nucleare”. Stare in mezzo ad un popolo impreparato e disattento come il nostro, sempre pronto a dare la caccia alle streghe(no TAV docet) e prono da sempre alla politica più abbietta è dura! La storia giudiziaria del povero Ippolito ancora brucia!

      C.M. Pessina (geologo dell’uranio)

    75. Renzo Riva scrive:

      Invito il geologo Pessina e l’ing. von Mehlem
      e chiunque condivida il ritorno dell’Italia al nucleare
      a comunicare la propria adesione
      al Comitato Italiano Rilancio Nucleare C.I.R.N.

      scrivendo all’ing. Giorgio Prinzi Segretario Nazionale alla mail:
      com-nuc.segreteria@libero.it

      che tra l’altro è anche l’autore di un sito di divulgazione multimediale
      giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm

      Non si chiedono soldi ma partecipare al dibattito per estendere la rete
      delle persone al fine di raggiungere una “massa critica”
      che gli organi d’informazione non potranno più tacitare
      affinché altre informazioni possano raggiungere i cottadini
      che consapevoli dell’importanza dell’energia nella società odierna
      possano portare la relativa istanza in tutte le sedi possibili.

      A breve verranno pubblicati gli atti del convegno tenutosi il 27 u.s.
      nella sede de

      L’Opinione di Arturo Diaconale
      in via del Corso 117.

      Consta di interventi qualificati dei maggiori scienziati ed esperti del settore e correlati.

    76. Cher scrive:

      In merito al mio commento precedente, il non “aver mai letto alcun commento”mi riferivo al forum di nuclear-meeting, il fatto di non poter correggere un post una volta inviato, implica un allungamento dei commenti.

      “il non trovare i link” è riferito al fatto che spesso mi ricordo dell’esistenza di un link ma non la sua ubicazione , trovorlo in un blog è problematico.
      Speravo di fare cosa gradita invitando esperti e qualificati in forum che affronta problematiche sul nucleare , sviscerandole e discutendole con persone appasionate ma …. qualora non lo fosse, chiedo scusa.

      Naturalmente se il “popolo ” è ridotto come è ridotto forse anche perchè per sapere esattamente come stanno le cose è di una difficoltà estrema, contrariamente accedere alle fesserie più inaudite è esttremamente
      “facile -& -banale”
      Forse , ancor prima di parlare di nucleare ,di energia, di cosa serve per vivere , energeticamente parlando, bisogna porsi questa domanda:
      La conoscenza è un diritto di tutti o solo privilegio di pochi?

      Cher

    77. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      “La conoscenza è un diritto di tutti o solo privilegio di pochi?”

      Ottima domanda Cher: io la mia idea me la sono fatta…

      Molta gente si e’ spesa con grande abnegazione e fatica per diffondere la conoscenza in maniera disinteressata: e’ stato inutile, perche’ trattasi di un regalo che la gente non vuole… Del resto viviamo in un Paese che da milioni ai maghi, ricordiamocelo bene, quindi un Paese a cui la realta’ dei fatti interessa molto poco.

      Inutile parlare di nucleare, solare, eolico, petrolio e quant’altro se prima non si attua una rivoluzione culturale del popolo - ormai ne sono convintissimo.

    78. dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      giustissimo. Ma : per natura della complessa materia nel nucleare la conoscenza è dei pochi. Pertanto per altrettanta natura delle complessa materia e relativa conoscenza anche il giudizio spetterebbe ai pochi , che se ne assumeranno tutte le responsabilità , previi naturalmente tutti i controlli adeguati da chi ha poi il potere esecutivo. Occorre il coraggio di dirlo e poi adoprarsi a diffondere quel poco di conoscenza sulla verità dei rischi o meno.

    79. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Certo: ma e’ proprio questo il punto - se prima non si attua una rivoluzione culturale tutto questo non potra’ avvenire mai. Inutile disquisire quindi di tecnologia nucleare, forsae bisognerebbe cominciare a disquisire di comunicazione e marketing…

    80. Cher scrive:

      Sono onorato che le mia domanda abbia in qualche modo” ravvivato” la discussione, sono d’accordo anche sulla Vs analisi, ma è pur vero che questo piacevole scambio di opinioni lasciato “qui” non può essere visto se non da chi segue questo specifico argomento.
      In pratica, esaurita la condivisione, il dialogo si atrofizza fino a scomparire.
      Non ultimo , gli argomenti del Forum nuclear-meetin sono indicizzati ( si trovano sui principali motori di ricerca). Contrariamente in questo blog , i vari e autorevoli commenti sono “inghiottiti” e non più reperebili , se non con una certosina ricerca.

    81. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Si coglie l’occasione davvero per invitare a registrarsi sul forum
      http://www.nuclearmeeting.com/forum


      Ci sono 5 motivi per usare il forum NuclearMeeting:

      1 - avere un tuo “nickname” proprio ed univoco
      2 - aprire una discussione per affrontare uno argomento di tuo specifico interesse
      3 - inviare messaggi privati agli altri utenti
      4 - avere (gratuitamente) spazio per mettere online i tuoi files/allegati
      5 - avere un “pannello utente” per gestire al meglio il tuo profilo

      Cosa aspetti a registrarti?

    82. Fabio Calenda scrive:

      L’uccisione del nucleare ha accentuato la dipendenza dal petrolio, rimasta pressoché invariata rispetto ai ‘70. Le c.d fonti alternative su cui hanno puntato gli anti nuclearisti rimarranno soltanto integrative rispetto ai combustibili tradizionali in un futuro prevedibile. Nel frattempo è volata la bolletta energetica. La storia del nucleare in Italia è anche esemplificativa della disinvoltura con cui è stato buttato alle ortiche un settore di avanguardia non solo in campo energetico in termini di ricadute tecnologiche su altri settori di punta. Con grande visione l’Italia aveva investito sul nucleare, conseguendo posizioni di primo piano a livello mondiale. Dissipazione pura, realizzata ben prima del famoso referendum emotivo, per un’opposizione demagogica, disinformata ed emotiva. Demagogia: un tema tuttora di grande attualità da noi

    83. Renzo Riva scrive:

      I demagoghi hanno nomi e cognomi.
      Debora Serracchiani
      Pierluigi Bersani
      e tutte le molte teste vuote del PD e della sinistra
      Ugo Cappellacci
      Renata Polverini
      Roberto Formigoni
      e tutte le molte teste vuote del PdL
      Francesco Storace
      e tutte le teste vuote de La Destra
      .
      Continuate voi la lista che ne ho già la nausea.

    Scrivi un commento




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