Manifesto per un piano energetico italiano sostenibile (si solare, no nucleare)
2 Aprile 2008 di AmministratoreSegnaliamo che è in corso una petizione online di firme a sostegno dell’ appello sottoscritto da molti docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca italiani affinchè non si dimentichi l’ importanza di prendere decisioni nella politica energetica italiana.
L’ appello è infatti rivolto a chi guiderà il prossimo Governo italiano affinché vengano prese decisioni sagge e coraggiose per la politica energetica italiana poichè nei prossimi anni ci dovrà essere, inevitabilmente, una transizione dall’ uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti di energia.
Nel manifesto si evidenza come ci sono essenzialmente due possibilità : l’ energia nucleare e l’ energia che proviene dalle fonti rinnovabili. Con la petizione si promuove l’ energia che proviene dalle fonti rinnovabili ed in particolare l’ energia solare in quanto la scelta dell’ energia nucleare sarebbe inopportuna per molti motivi.
La soluzione auspicata dai firmatari di questo appello è dunque quello di “incentivare il risparmio energetico e l’ uso delle energie rinnovabili” in quanto questa sarebbe la strada maestra per condurre il mondo sulla via della pace e per lasciare in eredità ai nostri figli un pianeta più vivibile.
Il manifesto-appello è stato (ad oggi, mattina del 2 aprile) firmato da:
- 881 docenti e ricercatori
- 999 cittadini che con la loro firma han dato il proprio sostegno all’ iniziativa
E’ possibile aderire all’ iniziativa firmando o come “docenti e ricercatori” o come “cittadini che sostengono l’appello”: per farlo è sufficiente andare sul sito “La crisi energetica ed ecologica”
Tale iniziativa è stata avviata il 18 marzo 2008 e vede tra i promotori e primi firmatari:
Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna
Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia
Ugo Bardi, Università di Firenze
Sebastiano Campagna, Università di Messina
Michele Floriano, Università di Palermo
Elio Giamello, Università di Torino
Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata
Giovanni Natile, Università di Bari
Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca
Renzo Rosei, Università di Trieste
Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna
Salvatore Califano, Università di Firenze
Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia
Giovanni Giacometti, Università di Padova
Giuseppe Grazzini, Università di Firenze
Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma
Giorgio Nebbia, Università di Bari
Paolo Rognini, Università di Pisa
Franco Scandola, Università di Ferrara
Rocco Ungaro, Università di Parma
SEGUE TESTO DEL MANIFESTO-APPELLO
Ai Candidati alla guida del Paese nelle elezioni politiche 2008
Le scelte energetiche per il futuro dell’ Italia
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future. Tutti gli esperti ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale.
Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.
Sollecitiamo pertanto chi guiderà il prossimo Governo a sviluppare l’uso delle fonti di energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse. Il Sole, infatti, è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale. E’ quindi urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala.
Per limitare i danni della crisi energetica e climatica che si sta delineando, è necessario fare in modo che i cittadini italiani, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole, acquisiscano maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui si trova il nostro Paese.
Il risparmio energetico, l’uso più efficiente dell’energia ed in particolare delle energie rinnovabili, lo sviluppo della ricerca scientifica sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.
In questa grande sfida scientifica e tecnologica si gioca anche il futuro industriale ed occupazionale della nostra nazione che non possiede risorse significative di combustibili fossili e nucleari e che, quindi, non potrà ambire ad una maggiore indipendenza energetica se non rivolgendosi all’unica risorsa di cui abbonda: l’energia solare.
2 Aprile 2008 alle 15:54
Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.
Che ipocriti!… Le solite massime, anzi bugie antinucleari….
Tra i promotori alcuni accaniti(da sempre!) antinucleari come Ugo Bardi, Grazzini dell’Università di Firenze ed il Prof. Balzani (BO)
Trovo personalmente stucchevole e disonesto illudere tanti ignari cittadini che SOLO con il sole ed il vento potremo risolvere la crisi energetica e la scarsezza dei combustibili fossili.
3 Aprile 2008 alle 17:44
Ho cercat su interner i curicula di questi “cosidetti” scienziati, campione casuale di una decina di nomi, tutti chimici.
A parte il fatto che fra chimica ed ingegneria c’è una grande differenza vorrei riportare la mia esperienza su un esame che parlava di controllo di processi chimici.
3/4 del corso parlava di petrolio, distillazione benzina gasolio e cose de genere.
Secondo me hanno paura di perdere il posto
Ovviamente è una battuta e non tutti i chimici si occupano di petrolio, ma ENI e SARAS non sono proprio fabrichettem e qualche potere nelle università lo hanno.
Sarà che penso male.
3 Aprile 2008 alle 22:14
Mah, la cosa veramente “divertente” che noto in questo appello e’:
“… aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri…”
Ma che diavolo significa?? Che se l’Uganda non ha le competenze di fare una cantrale nucleare non dovremmo farla neanche noi? Allora perche’ non fare una campagna contro internet e i computer….?
A parte che a leggere in giro forse prima o poi l’Uganda una centrale nucleare se la fa (vedi Turchia, Egitto, Argentina, ecc…) mentre l’Italia…
Non perdo nemmeno tempo a commentare il resto delle scempiaggini scritte nell’appello….
Saluti
V.
4 Aprile 2008 alle 01:04
Ecco una storiella interessante (e vera…)
Titolo: “Il solare è più pericoloso…”
Centrale turbogas a ciclo combinato.
Non è un “impianto ad alto rischio” secondo la Normativa Seveso europea.
La utility proprietaria dell’impianto decide di integrarla con una centrale a energia solare, per surriscaldare il vapore del ciclo combinato.
Si tratta di solare termodinamico con ciclo a sali fusi.
La notevole quantità di sali fusi presenti nella centrale a energia solare, e soprattutto il fatto che i sali contengano nitrato di ammonio, ovvero un comburente, secondo la Normativa Seveso rendono “impianto ad alto rischio” l’intero sistema (che prima non lo era).
Morale (singolare): se metti il solare, la sicurezza diminuisce (ovvero il rischio aumenta)…
Assurdo (sono il primo a riconoscerlo) ma è cosi’!…
4 Aprile 2008 alle 14:33
Più che un qualche manifesto di questa o quella lobby affaristica (sia chiaro che “lobby†non è una parolaccia, e fare i propri interessi nemmeno, spetta ai cittadini non farsi fregare) l’Italia avrebbe assoluto e urgente bisogno di un piano energetico vero.
Non solo, ma io non capisco proprio come mai se io progetto una struttura sono, giustamente, responsabile a vita delle scelte che faccio: ogni tecnico deve essere una persona responsabile, e si deve fare carico dei danni derivanti dalle sue affermazioni.
Nel caso dei consulenti ai politici e/o ai giornalisti, no! Loro, in tema di energia, si permettono di sparare qualsiasi cavolata. Sono, e vogliono essere, totalmente irresponsabili. Se suggeriscono soluzioni sbagliate i guai comunque sono poi, solo, a carico degli altri. Sto dicendo che una politica energetica sbagliata, in Italia, la pagherà solo e soltanto la popolazione e non quei politici e quei giornalisti che hanno spinto per quelle scelte. Troppo comodo!
Quindi non solo c’è bisogno di redigere un piano energetico serio per l’Italia, ma andrebbe anche compilato da persone “responsabili†nel senso testuale della parola, che siano cioè in grado, e in condizione, di assumersi le loro responsabilità : nel senso legale del termine. Sarei proprio curioso di vedere chi avrebbe il coraggio di affermare, allora, che l’Italia può pensare a un futuro basato solo sulle rinnovabili.
7 Aprile 2008 alle 10:28
siamo alle solite baggianate retoriche interessate ambientaliste ecc?
questa gente ci sta portando alla rovina, temo per il mio futuro.
ma come si può stere tranquilli con gente simile, che ti propongono pannelli solari( non sanno nemmeno cosa sono) e ecomasse biomasse le masse rivoluzionarie, risparmio energetico, liberalizzazione della droga, matrimoni gai, attacco continuo alla famiglia, alternativi, ogm ,protocollo di chioto, ecologia ,demagogia, effetto serra, buco nell’ozono , sars ,febre dei polli, immancabile pistolotto sull’imperialimo Americano, moltiservizi coperative che ci strangolano con le bollette, copp ,cap, cip ,ciop , unipol duepol 3 pol febre deo pol. decreto bersoni 37 impinti casa, partito nuovo, punck a bestia , amici degli animali, agricoltura biologica, pasta integrale, mercatini dei freack, frichettoni che girano vestiti con abiti strafuggni a 50 anni per gamba , 6 politico, medicina alternativa, immigrazione libera, raccolta differenziata, spegnere gli elettro domestici in stand by, tasse sui rifiuti alle stelle poi li bruciano inquinano e ci lucrono sopra, manco solo il fallico e la doccia di sinistra e il bagno di destra, femministe brutte e sporche ????????
sono stanco di questa gente………..!!!!!!!!!!!!!
8 Aprile 2008 alle 16:18
Per Domenico:
…siamo in due! E forse anche molti di più.
17 Aprile 2008 alle 06:55
Ho letto con attenzione l’appello degli 881 docenti e ricercatori.
Come Roby sono andato subito alla ricerca dei curricula dei primi nominativi ed anch’io ho constatato come fossero in maggioranza dei chimici. Poco male!
Concordo pienamente con l’osservazione di Pietruccio. Se, come tecnico, commetto un errore nella progettazione di un sistema, qualsiasi sistema, o nella realizzazione di un’opera, qualsiasi opera, sono perseguibile civilmente e penalmente. E, per certe attività , si fa fatica anche a trovare una adeguata copertura assicurativa.
Se invece esprimo un’opinione, da solo o in gruppo, posso tranquillamente considerarmi giuridicamente “irresponsabile”.
Ma l’opinione di 881 docenti universitari potrebbe avere una pesante ricaduta sulle scelte politiche di un governo e sulle azioni di un Parlamento ed un forte impatto sulle nostre vite future.
Un politico, sulla base delle proprie convinzioni ideologiche, potrà infatti utilizzare le opinioni di “illuminati” studiosi per giustificare decisioni strategiche fortemente impattanti sul nostro futuro.
E’ quello che, a mio parere, ha tentato di fare Alfonso Pecoraro Scanio nel corso della trascorsa legislatura: si è circondato di un numero considerevole di consulenti (anche ex premi Nobel) per avvalorare, giustificare, confermare le sue scelte politiche. Tutto ciò senza alcuna “responsabilità ” civile o penale; il rischio maggiore essendo quello di non venire rieletto… come, per fortuna, è stato!
Normalmente la legge distingue i reati commessi da singoli individui rispetto a quelli commessi in “associazione”. L’associazione a delinquere è sempre più grave. Ed è giusto che sia così: il “branco” è sinergico! Riesce a moltiplicare notevolmente l’effetto dell’aggressione se questa viene perpetrata ai danni del singolo individuo.
Ecco. Io considero l’appello degli 881 docenti “illuminati” un vero e proprio tentativo di aggressione perpetrato nei confronti di migliaia di cittadini, poco attrezzati per resistere a questo tipo di attacchi.
Cerco di giustificare:
1) vengono fatte delle affermazioni corrette ma, tecnicamente, di una banalità devastante: l’energia solare, le biomasse, il risparmio energetico, la necessità di R&D; bla bla bla.
2) accanto a queste, l’affermazione più vera ma anche più priva di significato tecnologico: “Il Sole … è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale” Basta, vi prego! Basta, basta, non se ne può più! La gente si è rotta le scatole di sentirvi dire BANALITA’.
3) Ma tutto questo serve unicamente per raggiungere l’obiettivo politico (e non tecnico) che questi signori vogliono raggiungere:
“Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.”
In poche righe c’è tutto: economia, tecnologia, salute e sicurezza, affari internazionali, affari sociali, limiti delle risorse naturali.
La solita accozzaglia di argomenti, triti e ritriti, ripetuti fino alla nausea ma senza alcuna “copertura” scientifica.
Credo che un uomo di scienza e di cultura possa argomentare su tutto. Per argomentare intendo, come ci insegnò qualche secolo fa un certo Galilei: scrivere, documentare, sperimentare, validare, condividere i risultati, accettare o confutare i risultati di altri. Tenere aperto il cervello affinché tutti, in primo luogo gli allievi, tengano aperto il proprio.
Se un uomo di scienza scrive però, ad esempio, di “scarsità di combustibili nucleari” senza argomentare in alcun modo tale affermazione, non è un uomo di scienza ma un comune mortale. E presentandosi al pubblico come “uomo di scienza”, a mio avviso commette il reato di falso ideologico.
Se 881 uomini di scienza appogono la loro firma a quel documento, il reato si aggrava: si tratta di associazione a delinquere.
Credo che mi prenderò la briga di scrivere un’e-mail a qualcuno dei docenti e ricercatori firmatari dell’appello per esprimere loro la mia opinione sul loro atto.
Un saluto
Massimo Gambino
17 Aprile 2008 alle 07:10
Una precisazione sulla scarsità dei combustibili nucleari.
Un uomo di scienza, citando fonti autorevoli (http://www.nea.fr/html/pub/newsletter/2002/20-2-Nuclear_fuel_resources.pdf), può affermare che, con le tecnologie nucleari attualmente in uso, e a consumi di energia costanti, il combustibile nucleare potrà durare al massimo 326 anni.
Ma, citando la stessa fonte, dovrà anche riportare che, con lo sviluppo di nuove tecnologie i combustibili nucleari presenti sulla terra potrebbero assicurare energia al genere umano per i prossimi 250.000 anni.
Solo a questo punto l’uomo di scienza, il docente, il conoscitore e dispensatore di conoscenza, potrà esprimere il suo parere, ad esempio di non credere alla possibilità di sviluppare queste nuove tecnologie.
Massimo Gambino
17 Aprile 2008 alle 11:03
Credo che l’ispirazione dell’appello venga da questo documento:
aspoitalia.net/index.php?option=coml_content&task=view&a...
che da una lettura veloce contiene molte baggianate (e anche alcune verità , peraltro). Mi colpiscono in particolare l’affossamento dei reattori di quarta generazione (che secondo loro hanno dato risultati non buoni, ma è vero per tutti i reattori veloci costruiti, non credo.. e poi perché dimenticano la Russia?) e l’affermazione che non è stato mai costruito nemmeno un prototipo di reattore funzionante a torio che mi risulta non vera.
Anche perché tra le fonti rinnovabili che sostituirebbero il nucleare promuovono l’eolico di alta quota (il cosiddetto kitegen) progetto per carità rispettabilissimo e degno di attenzione ma ancora allo stato teorico. Sarebbero gradite confutazioni più dettagliate da esperti.
17 Aprile 2008 alle 15:25
I dati di Massimo li ho riscontrati anche da altre fonti, sempre autorevolissime (es.: sito Iaea, www.nucleartourist.com) e con i quali sbugiardarono in TV Bonelli dei Verdi (la spalla di Pecoraro) sull’argomento riserve uranio.
Ribadisco che tra i promotori ci sono arcinoti ed accaniti antinucleari come Ugo Bardi, Grazzini dell’Università di Firenze ed il Prof. Balzani (BO). Bardi, in particolare, in passato ha condiviso le teorie del Club di Roma (come ho avuto modo di sottolineare anche in altri interventi su questo forum!) ovvero un’associazione ambientalista, in voga negli anni ‘70 ‘80, che ha sempre tenecementedemonizzato il nucleare in ogni suo aspetto con dati spesso discutibili.
Concludo che non posso che concerdare con Egisto e Massimo: queste “iniziative” sono dei veri e propri atti criminali!
17 Aprile 2008 alle 19:33
Beh, io non penso certo che siano criminali. E’ solo gente con un’opinione diversa dalla mia. Casomai irresponsabili sopratutto quelli di ASPO che non possono certo negare l’importanza del problema energetico e pensano di riuscire a fare a meno del nucleare. Tra l’altro ASPO francia ha una posizione ben diversa sul nucleare ritengono possibile e auspicabile uno sviluppo dei reattori autofertilizzanti. Forse conoscono meglio la materia?
18 Aprile 2008 alle 09:41
Questo mi fa pensare ad un servizio di striscia di ieri sera.
Hanno mostrato che in tv un presentatore ha detto che i funghi di primavera non sono velenosi, certo non è un crimine, ma neanche eticamente giusto spargere sui media false informazioni.
18 Aprile 2008 alle 10:01
Concordo con Roby.
Aggiungo anche che, secondo la mia opinione, è criminale andare a dire in TV o sui giornali che il fumo che esce dalle tori di raffredamento delle centrali nucleari è altamente radioattivo (in realtà solo vapore acqueo)
Questo è quello che affermano, con una faccia tosta vergognosa, alcuni “esperti” ambientalisti ignorando che, invece in prporzione, una centrale a carbone emette particolato radioattivo in atmosfera rispetto che un impianto atomico. L’ing. Roamnello così come il Dott. Spezia indicarono uno studio fatto in USA sull’inquinamento degli impianti a carbone (combustibile maggiormente usato nelle centrali americane)