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Manifesto per un piano energetico italiano sostenibile (si solare, no nucleare)

2 Aprile 2008 di Amministratore

Segnaliamo che è in corso una petizione online di firme a sostegno dell’ appello sottoscritto da molti docenti e ricercatori di UniversitĂ  e Centri di ricerca italiani affinchè non si dimentichi l’ importanza di prendere decisioni nella politica energetica italiana.

L’ appello è infatti rivolto a chi guiderĂ  il prossimo Governo italiano affinchĂ© vengano prese decisioni sagge e coraggiose per la politica energetica italiana poichè nei prossimi anni ci dovrĂ  essere, inevitabilmente, una transizione dall’ uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti di energia.
Nel manifesto si evidenza come ci sono essenzialmente due possibilitĂ : l’ energia nucleare e l’ energia che proviene dalle fonti rinnovabili. Con la petizione si promuove l’ energia che proviene dalle fonti rinnovabili ed in particolare l’ energia solare in quanto la scelta dell’ energia nucleare sarebbe inopportuna per molti motivi.
La soluzione auspicata dai firmatari di questo appello è dunque quello di “incentivare il risparmio energetico e l’ uso delle energie rinnovabili” in quanto questa sarebbe la strada maestra per condurre il mondo sulla via della pace e per lasciare in ereditĂ  ai nostri figli un pianeta piĂą vivibile.

Il manifesto-appello è stato (ad oggi, mattina del 2 aprile) firmato da:
- 881 docenti e ricercatori
- 999 cittadini che con la loro firma han dato il proprio sostegno all’ iniziativa

E’ possibile aderire all’ iniziativa firmando o come “docenti e ricercatori” o come “cittadini che sostengono l’appello”: per farlo è sufficiente andare sul sito “La crisi energetica ed ecologica

Tale iniziativa è stata avviata il 18 marzo 2008 e vede tra i promotori e primi firmatari:
Vincenzo Balzani (Presidente), UniversitĂ  di Bologna
Vincenzo Aquilanti, UniversitĂ  di Perugia
Ugo Bardi, UniversitĂ  di Firenze
Sebastiano Campagna, UniversitĂ  di Messina
Michele Floriano, UniversitĂ  di Palermo
Elio Giamello, UniversitĂ  di Torino
Francesco Lelj Garolla, UniversitĂ  della Basilicata
Giovanni Natile, UniversitĂ  di Bari
Gianfranco Pacchioni, UniversitĂ  Milano-Bicocca
Renzo Rosei, UniversitĂ  di Trieste
Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna
Salvatore Califano, UniversitĂ  di Firenze
Luigi Fabbrizzi, UniversitĂ  di Pavia
Giovanni Giacometti, UniversitĂ  di Padova
Giuseppe Grazzini, UniversitĂ  di Firenze
Luigi Mandolini, UniversitĂ  La Sapienza, Roma
Giorgio Nebbia, UniversitĂ  di Bari
Paolo Rognini, UniversitĂ  di Pisa
Franco Scandola, UniversitĂ  di Ferrara
Rocco Ungaro, UniversitĂ  di Parma

SEGUE TESTO DEL MANIFESTO-APPELLO

Ai Candidati alla guida del Paese nelle elezioni politiche 2008
Le scelte energetiche per il futuro dell’ Italia

Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di UniversitĂ  e Centri di ricerca. In virtĂą della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future. Tutti gli esperti ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale.

Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.

Sollecitiamo pertanto chi guiderĂ  il prossimo Governo a sviluppare l’uso delle fonti di energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse. Il Sole, infatti, è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantitĂ  di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale. E’ quindi urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala.

Per limitare i danni della crisi energetica e climatica che si sta delineando, è necessario fare in modo che i cittadini italiani, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole, acquisiscano maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui si trova il nostro Paese.

Il risparmio energetico, l’uso più efficiente dell’energia ed in particolare delle energie rinnovabili, lo sviluppo della ricerca scientifica sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.

In questa grande sfida scientifica e tecnologica si gioca anche il futuro industriale ed occupazionale della nostra nazione che non possiede risorse significative di combustibili fossili e nucleari e che, quindi, non potrà ambire ad una maggiore indipendenza energetica se non rivolgendosi all’unica risorsa di cui abbonda: l’energia solare.



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  • 82 Commenti a “ Manifesto per un piano energetico italiano sostenibile (si solare, no nucleare)”

    1. Edoardo scrive:

      Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.

      Che ipocriti!… Le solite massime, anzi bugie antinucleari….
      Tra i promotori alcuni accaniti(da sempre!) antinucleari come Ugo Bardi, Grazzini dell’UniversitĂ  di Firenze ed il Prof. Balzani (BO)

      Trovo personalmente stucchevole e disonesto illudere tanti ignari cittadini che SOLO con il sole ed il vento potremo risolvere la crisi energetica e la scarsezza dei combustibili fossili.

    2. Roby scrive:

      Ho cercat su interner i curicula di questi “cosidetti” scienziati, campione casuale di una decina di nomi, tutti chimici.
      A parte il fatto che fra chimica ed ingegneria c’è una grande differenza vorrei riportare la mia esperienza su un esame che parlava di controllo di processi chimici.
      3/4 del corso parlava di petrolio, distillazione benzina gasolio e cose de genere.
      Secondo me hanno paura di perdere il posto :)
      Ovviamente è una battuta e non tutti i chimici si occupano di petrolio, ma ENI e SARAS non sono proprio fabrichettem e qualche potere nelle università lo hanno.
      SarĂ  che penso male.

    3. Valerio scrive:

      Mah, la cosa veramente “divertente” che noto in questo appello e’:

      “… aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri…”

      Ma che diavolo significa?? Che se l’Uganda non ha le competenze di fare una cantrale nucleare non dovremmo farla neanche noi? Allora perche’ non fare una campagna contro internet e i computer….?

      A parte che a leggere in giro forse prima o poi l’Uganda una centrale nucleare se la fa (vedi Turchia, Egitto, Argentina, ecc…) mentre l’Italia…

      Non perdo nemmeno tempo a commentare il resto delle scempiaggini scritte nell’appello….
      Saluti
      V.

    4. marco scrive:

      Ecco una storiella interessante (e vera…)
      Titolo: “Il solare è piĂą pericoloso…”

      Centrale turbogas a ciclo combinato.
      Non è un “impianto ad alto rischio” secondo la Normativa Seveso europea.
      La utility proprietaria dell’impianto decide di integrarla con una centrale a energia solare, per surriscaldare il vapore del ciclo combinato.
      Si tratta di solare termodinamico con ciclo a sali fusi.
      La notevole quantitĂ  di sali fusi presenti nella centrale a energia solare, e soprattutto il fatto che i sali contengano nitrato di ammonio, ovvero un comburente, secondo la Normativa Seveso rendono “impianto ad alto rischio” l’intero sistema (che prima non lo era).

      Morale (singolare): se metti il solare, la sicurezza diminuisce (ovvero il rischio aumenta)…

      Assurdo (sono il primo a riconoscerlo) ma è cosi’!…

    5. Pietruccio scrive:

      Più che un qualche manifesto di questa o quella lobby affaristica (sia chiaro che “lobby” non è una parolaccia, e fare i propri interessi nemmeno, spetta ai cittadini non farsi fregare) l’Italia avrebbe assoluto e urgente bisogno di un piano energetico vero.

      Non solo, ma io non capisco proprio come mai se io progetto una struttura sono, giustamente, responsabile a vita delle scelte che faccio: ogni tecnico deve essere una persona responsabile, e si deve fare carico dei danni derivanti dalle sue affermazioni.

      Nel caso dei consulenti ai politici e/o ai giornalisti, no! Loro, in tema di energia, si permettono di sparare qualsiasi cavolata. Sono, e vogliono essere, totalmente irresponsabili. Se suggeriscono soluzioni sbagliate i guai comunque sono poi, solo, a carico degli altri. Sto dicendo che una politica energetica sbagliata, in Italia, la pagherĂ  solo e soltanto la popolazione e non quei politici e quei giornalisti che hanno spinto per quelle scelte. Troppo comodo!

      Quindi non solo c’è bisogno di redigere un piano energetico serio per l’Italia, ma andrebbe anche compilato da persone “responsabili” nel senso testuale della parola, che siano cioè in grado, e in condizione, di assumersi le loro responsabilità: nel senso legale del termine. Sarei proprio curioso di vedere chi avrebbe il coraggio di affermare, allora, che l’Italia può pensare a un futuro basato solo sulle rinnovabili.

    6. domenico scrive:

      siamo alle solite baggianate retoriche interessate ambientaliste ecc?

      questa gente ci sta portando alla rovina, temo per il mio futuro.

      ma come si può stere tranquilli con gente simile, che ti propongono pannelli solari( non sanno nemmeno cosa sono) e ecomasse biomasse le masse rivoluzionarie, risparmio energetico, liberalizzazione della droga, matrimoni gai, attacco continuo alla famiglia, alternativi, ogm ,protocollo di chioto, ecologia ,demagogia, effetto serra, buco nell’ozono , sars ,febre dei polli, immancabile pistolotto sull’imperialimo Americano, moltiservizi coperative che ci strangolano con le bollette, copp ,cap, cip ,ciop , unipol duepol 3 pol febre deo pol. decreto bersoni 37 impinti casa, partito nuovo, punck a bestia , amici degli animali, agricoltura biologica, pasta integrale, mercatini dei freack, frichettoni che girano vestiti con abiti strafuggni a 50 anni per gamba , 6 politico, medicina alternativa, immigrazione libera, raccolta differenziata, spegnere gli elettro domestici in stand by, tasse sui rifiuti alle stelle poi li bruciano inquinano e ci lucrono sopra, manco solo il fallico e la doccia di sinistra e il bagno di destra, femministe brutte e sporche ????????

      sono stanco di questa gente………..!!!!!!!!!!!!!

    7. Edoardo scrive:

      Per Domenico:

      …siamo in due! E forse anche molti di piĂą.

    8. Massimo Gambino scrive:

      Ho letto con attenzione l’appello degli 881 docenti e ricercatori.
      Come Roby sono andato subito alla ricerca dei curricula dei primi nominativi ed anch’io ho constatato come fossero in maggioranza dei chimici. Poco male!

      Concordo pienamente con l’osservazione di Pietruccio. Se, come tecnico, commetto un errore nella progettazione di un sistema, qualsiasi sistema, o nella realizzazione di un’opera, qualsiasi opera, sono perseguibile civilmente e penalmente. E, per certe attivitĂ , si fa fatica anche a trovare una adeguata copertura assicurativa.
      Se invece esprimo un’opinione, da solo o in gruppo, posso tranquillamente considerarmi giuridicamente “irresponsabile”.

      Ma l’opinione di 881 docenti universitari potrebbe avere una pesante ricaduta sulle scelte politiche di un governo e sulle azioni di un Parlamento ed un forte impatto sulle nostre vite future.
      Un politico, sulla base delle proprie convinzioni ideologiche, potrĂ  infatti utilizzare le opinioni di “illuminati” studiosi per giustificare decisioni strategiche fortemente impattanti sul nostro futuro.
      E’ quello che, a mio parere, ha tentato di fare Alfonso Pecoraro Scanio nel corso della trascorsa legislatura: si è circondato di un numero considerevole di consulenti (anche ex premi Nobel) per avvalorare, giustificare, confermare le sue scelte politiche. Tutto ciò senza alcuna “responsabilitĂ ” civile o penale; il rischio maggiore essendo quello di non venire rieletto… come, per fortuna, è stato!

      Normalmente la legge distingue i reati commessi da singoli individui rispetto a quelli commessi in “associazione”. L’associazione a delinquere è sempre piĂą grave. Ed è giusto che sia così: il “branco” è sinergico! Riesce a moltiplicare notevolmente l’effetto dell’aggressione se questa viene perpetrata ai danni del singolo individuo.

      Ecco. Io considero l’appello degli 881 docenti “illuminati” un vero e proprio tentativo di aggressione perpetrato nei confronti di migliaia di cittadini, poco attrezzati per resistere a questo tipo di attacchi.

      Cerco di giustificare:
      1) vengono fatte delle affermazioni corrette ma, tecnicamente, di una banalitĂ  devastante: l’energia solare, le biomasse, il risparmio energetico, la necessitĂ  di R&D; bla bla bla.
      2) accanto a queste, l’affermazione piĂą vera ma anche piĂą priva di significato tecnologico: “Il Sole … è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantitĂ  di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale” Basta, vi prego! Basta, basta, non se ne può piĂą! La gente si è rotta le scatole di sentirvi dire BANALITA’.
      3) Ma tutto questo serve unicamente per raggiungere l’obiettivo politico (e non tecnico) che questi signori vogliono raggiungere:

      “Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessitĂ  di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltĂ  a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsitĂ  di combustibili nucleari.”

      In poche righe c’è tutto: economia, tecnologia, salute e sicurezza, affari internazionali, affari sociali, limiti delle risorse naturali.
      La solita accozzaglia di argomenti, triti e ritriti, ripetuti fino alla nausea ma senza alcuna “copertura” scientifica.

      Credo che un uomo di scienza e di cultura possa argomentare su tutto. Per argomentare intendo, come ci insegnò qualche secolo fa un certo Galilei: scrivere, documentare, sperimentare, validare, condividere i risultati, accettare o confutare i risultati di altri. Tenere aperto il cervello affinché tutti, in primo luogo gli allievi, tengano aperto il proprio.

      Se un uomo di scienza scrive però, ad esempio, di “scarsitĂ  di combustibili nucleari” senza argomentare in alcun modo tale affermazione, non è un uomo di scienza ma un comune mortale. E presentandosi al pubblico come “uomo di scienza”, a mio avviso commette il reato di falso ideologico.
      Se 881 uomini di scienza appogono la loro firma a quel documento, il reato si aggrava: si tratta di associazione a delinquere.

      Credo che mi prenderò la briga di scrivere un’e-mail a qualcuno dei docenti e ricercatori firmatari dell’appello per esprimere loro la mia opinione sul loro atto.

      Un saluto
      Massimo Gambino

    9. Massimo Gambino scrive:

      Una precisazione sulla scarsitĂ  dei combustibili nucleari.
      Un uomo di scienza, citando fonti autorevoli (http://www.nea.fr/html/pub/newsletter/2002/20-2-Nuclear_fuel_resources.pdf), può affermare che, con le tecnologie nucleari attualmente in uso, e a consumi di energia costanti, il combustibile nucleare potrà durare al massimo 326 anni.

      Ma, citando la stessa fonte, dovrĂ  anche riportare che, con lo sviluppo di nuove tecnologie i combustibili nucleari presenti sulla terra potrebbero assicurare energia al genere umano per i prossimi 250.000 anni.

      Solo a questo punto l’uomo di scienza, il docente, il conoscitore e dispensatore di conoscenza, potrĂ  esprimere il suo parere, ad esempio di non credere alla possibilitĂ  di sviluppare queste nuove tecnologie.

      Massimo Gambino

    10. Egisto scrive:

      Credo che l’ispirazione dell’appello venga da questo documento:

      aspoitalia.net/index.php?option=coml_content&task=view&a...

      che da una lettura veloce contiene molte baggianate (e anche alcune veritĂ , peraltro). Mi colpiscono in particolare l’affossamento dei reattori di quarta generazione (che secondo loro hanno dato risultati non buoni, ma è vero per tutti i reattori veloci costruiti, non credo.. e poi perchĂ© dimenticano la Russia?) e l’affermazione che non è stato mai costruito nemmeno un prototipo di reattore funzionante a torio che mi risulta non vera.
      Anche perchĂ© tra le fonti rinnovabili che sostituirebbero il nucleare promuovono l’eolico di alta quota (il cosiddetto kitegen) progetto per caritĂ  rispettabilissimo e degno di attenzione ma ancora allo stato teorico. Sarebbero gradite confutazioni piĂą dettagliate da esperti.

    11. edoardo scrive:

      I dati di Massimo li ho riscontrati anche da altre fonti, sempre autorevolissime (es.: sito Iaea, www.nucleartourist.com) e con i quali sbugiardarono in TV Bonelli dei Verdi (la spalla di Pecoraro) sull’argomento riserve uranio.

      Ribadisco che tra i promotori ci sono arcinoti ed accaniti antinucleari come Ugo Bardi, Grazzini dell’UniversitĂ  di Firenze ed il Prof. Balzani (BO). Bardi, in particolare, in passato ha condiviso le teorie del Club di Roma (come ho avuto modo di sottolineare anche in altri interventi su questo forum!) ovvero un’associazione ambientalista, in voga negli anni ‘70 ‘80, che ha sempre tenecementedemonizzato il nucleare in ogni suo aspetto con dati spesso discutibili.
      Concludo che non posso che concerdare con Egisto e Massimo: queste “iniziative” sono dei veri e propri atti criminali!

    12. Egisto scrive:

      Beh, io non penso certo che siano criminali. E’ solo gente con un’opinione diversa dalla mia. Casomai irresponsabili sopratutto quelli di ASPO che non possono certo negare l’importanza del problema energetico e pensano di riuscire a fare a meno del nucleare. Tra l’altro ASPO francia ha una posizione ben diversa sul nucleare ritengono possibile e auspicabile uno sviluppo dei reattori autofertilizzanti. Forse conoscono meglio la materia?

    13. roby scrive:

      Questo mi fa pensare ad un servizio di striscia di ieri sera.
      Hanno mostrato che in tv un presentatore ha detto che i funghi di primavera non sono velenosi, certo non è un crimine, ma neanche eticamente giusto spargere sui media false informazioni.

    14. edoardo scrive:

      Concordo con Roby.
      Aggiungo anche che, secondo la mia opinione, è criminale andare a dire in TV o sui giornali che il fumo che esce dalle tori di raffredamento delle centrali nucleari è altamente radioattivo (in realtà solo vapore acqueo)

      Questo è quello che affermano, con una faccia tosta vergognosa, alcuni “esperti” ambientalisti ignorando che, invece in prporzione, una centrale a carbone emette particolato radioattivo in atmosfera rispetto che un impianto atomico. L’ing. Roamnello così come il Dott. Spezia indicarono uno studio fatto in USA sull’inquinamento degli impianti a carbone (combustibile maggiormente usato nelle centrali americane)

    15. Fabio scrive:

      L’unione Europea chiede ai paesi membri di produrre il 20% del fabbisogno elettrico tramite fonti rinnovabili.
      Ora io mi chiedo, qual’è la nostra risposta ?
      Sviluppare tali fonti ?
      No, entro pochi anni ritorneremo al scelta nulceare.

      Ci sono diversi fattori favorevoli alle fonti rinnovabili, non per ultimo, citando l’esempio Tedesco 300.000 posti di lavoro (Fonte: Relazione ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo).
      E’ auspicabile che il governo Italiano, valuti i costi ed i benefici sul nucleare e sulle fonti rinnovabili, senza accantonarle, dando la precedenza a queste ultime visto le direttive europee.

      Per quanto riguarda certi commenti di segno politico…
      Ma ci credete davvero ?

    16. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      Scusa ma perchè prima di parlare a vanvera non ti vai a leggere i dati statistici del sito TERNA (quello che distribuisce l’energia elettrica in Italia)

      terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/statistiche/bilanci_...

      così ti rendi conto che su 340 TWh che consumiamo all’anno ne produciamo
      38.5 (11.3%) con l’idroelettrico,
      5.6 (1.6%) col geotermico,
      4.0 (1.2%) con l’eolico e
      0.04 (0.01%) col fotovoltaico (tanto sbandierato)
      per un totale da rinnovabili di 48.1 (14.1%)
      e ne dobbiamo importare
      46.3 (13.6%) di energia nucleare
      che non riusciamo a produrre a casa nostra.

      Quanto alla possibilitĂ  di potenziare le rinnovabili leggiti questo

      senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=...

      e medita… medita…

      magari fatti anche due conti da solo, così capisci chi è che prende per i fondelli…

    17. Renzo Riva scrive:

      ifatti.com/index.php/economia/3-economia/20-energia-elettric...

      Energia elettrica, pubblicati i dati italiani per l’anno 2007. Terna: record del fabbisogno a 339,9 miliardi di kwh

      Martedì 08 Luglio 2008 11:27

      ROMA - I dati definitivi sulla domanda di energia elettrica in Italia nel 2007 attestano una crescita dello 0,7% rispetto al 2006. Il totale dell’energia richiesta è stato di 339,9 miliardi di kWh, il valore più alto mai registrato in Italia. Nel decennio 1998-2007 la richiesta di energia elettrica in Italia è cresciuta complessivamente del 21,7%, passando dai 279,3 miliardi di kWh del 1998 ai 339,9 miliardi di kWh del 2007. Nel periodo di
      riferimento, da segnalare il 2000 che ha registrato l’aumento più consistente: +4,4% sul 1999.
      Produzione: il 2007 ha confermato il primato del gas naturale quale combustibile
      maggiormente utilizzato per la produzione di energia elettrica. Ammonta infatti a 167,9
      miliardi di kWh, pari al 66% del totale, la quantitĂ  di produzione netta termoelettrica con il
      gas, in crescita del 9,3% sul 2006.
      La produzione da fonti rinnovabili è risultata in calo del 5,4% principalmente per la forte
      contrazione dell’idroelettrico (-11,5%). In crescita invece l’eolico (+36,1%)
      Centrali elettriche: entrati in esercizio circa 4.150 MW di nuova potenza. La capacitĂ
      installata cresce del 4,6%.
      Consumi trainati dall’Agricoltura (+2,8%), seguita dal Terziario (+2,3%). Praticamente ferma
      l’Industria (-0,2%), in leggero calo il Domestico (-0,6%).
      Regioni: 11 su 20 sono in deficit di produzione.
      E’ quanto ha rilevato Terna, la società presieduta da Luigi Roth e guidata da Flavio
      Cattaneo, che ha la responsabilità della trasmissione e del dispacciamento dell’energia
      elettrica nonché delle statistiche sull’elettricità a livello nazionale. Tutti i dati nell’annuario
      “Dati statistici sull’energia elettrica in Italia – anno 2007”, disponibile sul sito www.terna.it.
      Produzione: primato del gas, con il 66% del totale; +9,3% rispetto al 2006
      Nel 2007 il fabbisogno italiano di energia elettrica è stato coperto per l’86,4% con la
      produzione nazionale, e per il restante 13,6% con il saldo tra le importazioni e le
      esportazioni, in crescita del 2,9% sul 2006
      In dettaglio, la produzione nazionale netta (301,3 miliardi di kWh) è rimasta invariata
      rispetto al 2006. Diverso l’andamento per tipologia di fonte: in contrazione la produzione
      idroelettrica (-11,5) in aumento le fonti termoelettrica (+1,5%) eolica (+36,1%) e
      geotermoelettrica (+0,7%). Inserita nella pubblicazione, dal 2007, anche la rilevazione
      della produzione da pannelli fotovoltaici che ha raggiunto i 39 milioni di kWh. Sul fronte
      estero il 2007 ha registrato una crescita delle importazioni del 5% (per un valore pari a
      48,9 miliardi di kWh) e un forte aumento delle esportazioni (+64,4%) con 2,6 miliardi di
      kWh. (vedi All.1). Complessivamente nel 2007 il saldo estero è ammontato a 46,3 miliardi
      di kWh (13,6% del fabbisogno nazionale), con un aumento del 2,9% rispetto al 2006.
      Per quanto riguarda, in particolare, la produzione termoelettrica, il 2007 ha confermato il
      primato del gas naturale quale combustibile maggiormente utilizzato. Ammonta infatti a
      167,9 miliardi di kWh, pari al 66% del totale, la quantitĂ  di energia elettrica prodotta con il
      gas (+9,3% sul 2006). Seguono il carbone con una quota pari al 15,8% (40,1 miliardi di
      kWh, -0,4%) e i prodotti petroliferi, che si attestano al 8,2% (20,9 miliardi di kWh, -33,3%).
      (vedi All.2).
      Negli ultimi dieci anni la produzione termoelettrica con gas naturale è cresciuta del
      146%.
      Nel 2007 la produzione da fonti rinnovabili, pari a 49,4 miliardi di kWh (14,5% del
      fabbisogno nazionale) è risultata in calo del 5,4% sul 2006, in ragione della contrazione
      della produzione idroelettrica dovuta alla scarsa piovosità registrata nell’anno (30% in meno
      rispetto alla norma). Viceversa, in aumento le altre fonti rinnovabili, in particolare l’eolico
      (+36,1%).
      Consumi per settore economico: crescono nell’Agricoltura (+2,8%) e nel
      Terziario (+2,3%), ferma l’Industria.
      Nel 2007 la suddivisione dei consumi di energia elettrica per settore economico conferma
      l’industria al primo posto con una quota pari al 48,8% del totale; seguono il terziario con il
      28,3%, il domestico con il 21,1% e l’agricoltura con l’1,8%.
      Spetta invece all’agricoltura la migliore performance: +2,8% rispetto al 2006, seguita dal
      terziario (+2,3%). Ferma invece l’industria (-0,2%) e il domestico (-0,6%) (vedi All. 1).
      A livello commerciale, il mercato libero ha assorbito 177,2 miliardi di kWh, con un aumento
      del 14,8% rispetto al 2006. L’energia elettrica prodotta dalle aziende e autoconsumata è
      stata pari a 20,6 miliardi di kWh (+2,2%). Al mercato vincolato1 sono andati 121,1 miliardi
      di kWh, con una diminuzione pari al 15,3% rispetto all’anno precedente. Complessivamente,
      nel mercato elettrico del 2007, i clienti liberi (compresi gli autoconsumi) hanno coperto il 62%
      del consumo totale, la restante parte (38%) i clienti vincolati.
      Dal 1 luglio 2007 il mercato dei consumi finali di energia elettrica è stato completamente liberalizzato. Per
      garantire coerenza di rilevazione nei dati di consumo, si è mantenuta la distinzione tra mercato libero e mercato vincolato, includendo in quest’ultimo il “servizio di salvaguardia” e il “servizio di maggior tutela”, introdotti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas con la delibera 156/07.
      Regioni: in Lombardia la domanda piĂą alta di energia. 11 regioni su 20 registrano un deficit di produzione rispetto al fabbisogno.
      I 339,9 miliardi di kWh sono stati distribuiti per il 46,3% al Nord, per il 29,5% al Centro e per
      il 24,2% al Sud. In dettaglio nel 2007 l’Umbria ha fatto registrare l’aumento più consistente
      (+5,9%), seguita dal Friuli (+2,8%) e dalla Lombardia (+2,5%). In valori assoluti il 2007
      conferma la Lombardia la regione con la piĂą alta domanda di energia elettrica: 70,5 miliardi
      di kWh (20,7% del totale); seguono il Veneto (32,7 miliardi di kWh) e l’Emilia Romagna (29,4
      miliardi di kWh).
      Nel 2007 11 regioni su 20 (erano 12 nel 2006) registrano un deficit della produzione
      rispetto al fabbisogno (vedi All.3). Il Friuli Venezia Giulia, nel 2006 tra le regioni in deficit,
      cambia segno e si unisce alle regioni in surplus: +6,7% (-4,3% nel 2006).
      La Campania si conferma al primo posto con un deficit elettrico del 60% (nel 2006 era
      pari all’80,2%), seguita dalle Marche che ha un deficit pari a -54,5% (-52,8% nel 2006) e
      dalla Basilicata che ha registrato un -51,4% (-52,4% nel 2006). Tra le 9 regioni in attivo, da
      segnalare il Molise con un +235,1% (+79,5% nel 2006), la Valle d’Aosta con un +131,3%
      (+123,8% nel 2006), la Puglia con +88,8% (+82,2% nel 2006).
      I consumi elettrici per abitante sono stati pari nel 2007 a 5.372 kWh, di cui 1.132 kWh
      negli usi domestici. Il consumo pro-capite risulta più elevato nell’Italia settentrionale (6.585
      kWh/ab) rispetto all’Italia centrale (5.009 kWh/ab) e al Mezzogiorno (4.002 kWh/ab). Dal
      1997 al 2007 il tasso medio annuo di crescita dei consumi per abitante è oltre il 2%, con un
      incremento totale del 21,8% nel periodo.
      Impianti di generazione: incremento di 4.150 MW, +4,6%.
      Al 31 dicembre 2007, la potenza efficiente netta delle centrali elettriche italiane ha
      raggiunto i 93.598 MW, con un incremento di circa 4.150 MW (+4,6%) sul 2006. Da
      segnalare, in particolare, l’aumento della potenza termoelettrica, che passa dai 66.467
      MW del 2006 ai 69.692 MW del 2006 (+4,9%), e di quella eolica (2.702 MW nel 2007 contro
      i 1.902 MW del 2006, +42%).
      A livello regionale, gli incrementi piĂą consistenti si sono registrati in Calabria (+898 MW),
      Campania (+821 MW), Liguria (+752 MW), Sicilia (+715 MW) e Lombardia (+608 MW).
      Ammonta invece a 61.150 MW (contro i 58.900 MW del 2006) la potenza media
      disponibile alla punta, cioè la potenza effettivamente utilizzabile per coprire i picchi di
      fabbisogno. Lo scarto tra il valore della potenza netta e quello della potenza disponibile è
      dovuto a diversi fattori. Per gli impianti eolici, data la discontinuitĂ  della fonte primaria, di
      norma si considera una potenza disponibile pari a circa il 25% di quella installata; per gli
      impianti idroelettrici, lo scarto è dovuto a fenomeni di carattere idrologico tipici soprattutto del
      periodo invernale; per gli impianti termoelettrici, infine, bisogna considerare l’indisponibilitĂ
      per guasti e avarie accidentali, per fuori servizio dovuto a lavori di manutenzione e per il fatto
      che alcuni impianti non sono piĂą operativi pur risultando ancora negli archivi statistici.
      Al 31 dicembre 2007 i km di linee (terne) a 380/220/150 kV salgono a circa 45.800; per
      l’altissima tensione (380 kV) da segnalare l’entrata in esercizio dell’elettrodotto Matera-
      S.Sofia a seguito del completamento dell’ultimo tratto di 26 km, dopo un blocco dei lavori
      durato oltre 11 anni a causa dei veti locali.

    18. Renzo Riva scrive:

      Venerdì 11 luglio 2008

      ore 18:30

      all’hotel Minerva a Pordenone

      Conferenza del prof. Franco Battaglia e prof. Umberto Tirelli

      Argomento: intuitelo.

      Mandi,

      Renzo Riva
      Via Avilla, 12/2
      33030 Buja - UD

      renzoriva@libero.it
      349.3464656

    19. Fabio scrive:

      X Pietruccio.

      Caro Pietruccio,
      ma io scrivo in un altra lingua ?
      I dati che hai snocciolato tu, confermano quanto ho affermato,
      tu dici che produciamo il (14.1%) da fonti rinnovabili,
      e ne dobbiamo importare
      (13.6%) di energia nucleare.
      L’osservazione che io faccio è la seguente:
      Premesso che l’europa ci chiede di produrre il 20% tramite rinnovabili (Il nucleare per me e per molti altri non lo è).
      Perchè l’Italia invece di ributtarsi a capofitto nel nucleare, non investe nella ricerca sulle rinnovabili ?
      Quali sono queste fonti rinnovabili ?
      Eolico, Fotovoltaico, Geotermico, Idroelettrico, Biomasse, Maree.
      Se non sei convinto dai un occhiata qui:
      energoclub.it/doceboCms/page/12/idroelettrico_energia_dal_ma... oppure qui:
      corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_29/onde_progetto_...
      e chiediti come mai i ricercatori italiani vengono finianziati da enti esteri.
      Dal mio punto di vista, prima di imbarcarsi nel nucleare, che dovrebbe essere comunuqe di 4° generazione, l’Italia dovrebbe dotarsi di una suite di fonti rinnovabili.
      Ad esempio nel nostro paese, ci sono centinaia di realtĂ  simili a quella di Gussing in Austria (http://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%BCssing).

      Perchè l’Italia è il paese del sole e la Germania è il paese del solare ?
      Decentralizzare la produzione dell’ energia, ripensando il paradigma di produzione della stessa.
      Questa dovrebbe essere la Mission di una politica illuminata e non radioattiva.

      Per quanto riguarda chi mi prende per i fondelli:
      Io ho 40 anni e non ho bisogno di LEADER.
      Ma tu ci credi per davvero ?

    20. Edoardo scrive:

      L’Energoclub è un’associazione costituita da fautori fissati solo sulle rinnovabili (in alcuni casi sono piĂą intransigenti di Legambiente o Greenpeace)
      E’ come se noi citassimo fonti solo dal CIRN (Comitato Italiano Rilancio Nucleare)
      Nessuno ha bisogno di un leader (nè a destra nè a sinistra) ma affermare che SOLO con le rinnovabili, escludendo il nucleare, possiamo sopperire al nostro fabbisogno energetico è un’amenitĂ . Sole e vento sono tropo diluite e discontinue…hai voglia a far calcoli.
      Nel settembre 2007, se i tedeschi non avevano accese centrali a carbone e nucleari, quando ci fu il black out che riguardò anche l’Italia e che fu dovuto ad un imprevisto calo di produzione dovuto degli impianti eolici, sarebbero rimasti al fredo ed al buio.
      Riguardo alla’rticolo sul Corriere siamo alle solite come quando si parlava del Kitegen: progetti e prototipi ma niente di definitivo.
      Volete aspettare la IV gen. del nucleare, disponibile fra altri vent’anni… con il petrolio a 155 $ ed il gas che ogni anno aumenta del 4%?
      Smettete di sognare.

    21. Egisto scrive:

      Premesso che l’europa ci chiede di produrre il 20% tramite rinnovabili (Il nucleare per me e per molti altri non lo è).
      Perchè l’Italia invece di ributtarsi a capofitto nel nucleare, non investe nella ricerca sulle rinnovabili ?

      Premesso che l’Europa non ci chiede il 20% di energia elettrica da rinnovabili ma il 17,5% dell’energia totale (il che assomiglia molto a chiedere la luna) sarebbe il caso che, in un paese serio, la prioritĂ  sia come produrre il restante 82,5% del cento.

    22. Edoardo scrive:

      Rettifica al mio post: il black out in Germania si verificò nel novembre 2006.

    23. Pietruccio scrive:

      x Egisto

      Da qualche parte avevo letto anch’io il 20% da rinnovabile ma non mi ricordo piĂą se solo en. elettrica o cosa. Il 17.5% invece non l’ho mai visto. Potresti essere così gentile da da dare il riferimento.

    24. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      In effetti il post non mi era venuto un gran che, l’avevo scritto in fretta.

      Logico che non considero il nucleare una rinnovabile.

      La IV generazione è in fase di ricerca, il che significa che IN PRATICA non è disponibile: come diceva Trapattoni “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Lo stesso discorso vale con le rinnovabili. Se domani il petrolio va a 500 $/barile (stanno giĂ  parlando di 250, e quando ne parlano…) e ti dicono “ok, adesso produciamo con le rinnovabili… cosa succede?”

      Il mio discorso voleva essere centrato sul documento di Possa ed è su quello che intendo ragionare

      senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=...

      La verità è che non ce la fai a coprire con le rinnovabili quantità significative del nostro fabbisogno di energia, sia elettrica che totale.

      Siamo nei guai… se aspettiamo ancora un po’ a rendercene conto sarĂ  un disastro (ma non sto scherzando, e non sto neanche esagerando). L’atteggiamento di quelle persone che sono del ramo e fanno cinicamente finta di non saperne niente, solo per succhiare soldi allo stato, è totalmente irresponsabile. Questo non significa che non sia importante investire in ricerca sulle rinnovabili, significa che non bisogna farsi illusioni, bisogna stare coi piedi per terra e prendere atto che la strada sarĂ  lunga e difficile, che non siamo nelle condizioni di buttare via niente, tanto meno la piĂą consistente delle alternative alle fossili (il nucleare).

      Riguardo alle rinnovabili, l’ho detto tante volte, non è che i geni sono nati tutti adesso. Sono convinto che se c’erano strade facilmente percorribili ci avevano giĂ  pensato cent’anni fa (tanto per fare un esempio ricordo che la teoria della relativitĂ  ristretta risale al 1905 e quella generale al 1915, la quantistica al 1900: secondo te avevano problemi a progettare una macchina che sfrutta le onde? E’ ce stiamo raschiando il fondo del barile).

    25. Fabio scrive:

      X Pietruccio.

      Ho paura che stiamo chiudendo la stalla, quando i buoi, i cavalli e le capre sono scappati.
      Imbarcarci nell’avventura nucleare a detta di Rubbia, non è economicamente conveniente.
      Per un paese che non parte da zero, come Francia o Finlandia, ci vogliono dai 12 ai 15 anni per la costruzione di un impianto, nel frattempo i debiti aumentano, e se contemporaneamente i prezzi del fossile anzichè aumentare diminuissero ?
      Quello di cui questo paese ha bisogno, sono persone intellettualmente oneste, che valutano, partendo dalla situazione attuale.

      Uno si deve chiedere quante centrali nucleari ci servono ?
      Dove dovrebbero essere costruite ?
      Da dove reperiamo il combustibile ?
      Dove mettiamo le scorie ?

      E’ fattibile produrre con le energie alternative ?
      Come dovrebbe essere fatta una rete Distribuita ?
      Quali sono i settori piu’ promettenti ?
      Quali sono le ricadute ?

      A detta del Professor Rubbia, il treno nucleare l’Italia l’ha perso da un pezzo, e con il 101% di debiti non vedo molte strade.
      Ma prima di inquinare i suolo per i prossimi 250 anni, pensiamoci bene.

      A presto.
      Fabio

    26. Egisto scrive:

      Caro Pietruccio,

      ti confermo quanto ho detto. I piani dell’Unione Europera prevedono il famoso 20-20-20 ovvero 20% di energia primaria da fonti rinnovabili, 20% di riduzione dei consumi, 20% di riduzione delle emissioni di CO2.
      Il 20% si riferisce proprio all’energia primaria ed è un obiettivo comunitario, che viene poi specificato meglio per i singoli paesi in base alle condizioni di partenza.
      I dettagli li trovi qui con i dati nazionali a pag.41
      ec.europa.eu/energy/climate_actions/doc/2008_res_directive_e...
      Potrai notare che l’Italia è al 5,2% (di cui il 4% idroelettrico circa) e deve arrivare al 17% !!!!

      Come si possa arrivare a ciò è un mistero visto tra l’altro che le anime pie che blaterano di rinnovabili in questo sito pensano esclusivamente alla produzione elettrica (pale eoliche e pannelli solari) tralasciando il riscaldamento e i trasporti.

      Per il riscaldamento in realtĂ  molto si potrebbe fare in Italia ma gli interessi economici e la mancanza di un sistema adeguato di incentivi (che si concentrano in modo spropositato sulla generazione elettrica) bloccano questo tipo di iniziative inesorabilmente.

      Per il trasporto l’unica possibilitĂ  nel breve sono i biocombustibili, ovvero un rimedio peggiore del male.

    27. Fabio scrive:

      X Egisto
      Hai mai sentito parlare di sonde geotermiche ?

    28. Egisto scrive:

      X Fabio

      casomai ho sentito parlare di pompe di calore, se è a questo che ti riferivi, so benissimo cosa sono ed è una delle cose a cui mi riferivo (non la piĂą importante) quando dicevo che molto si potrebbe fare in Italia per il riscaldamento. Sfortunatamente, come ti ribadisco, il sistema di incentivi è fatto in modo da non favorirle. Hai solo una detrazione d’imposta su 10 anni invece del conto energia, come per il fotovoltaico.
      Tieni anche presente che le pompe di calore utilizzano molta elettricitĂ  e sono diffuse nei paesi dove grazie al nucleare l’elettricitĂ  costo poco (in particolare di notte) come Svezia, Francia e Svizzera.

    29. Pietruccio scrive:

      x Egisto

      Ti ringrazio

    30. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      Imbarcarci nell’avventura nucleare a detta di Rubbia, non è economicamente conveniente.

      Come ho detto tante volte, non c’è niente di male nel fatto che uno faccia parte di un gruppo, di una corrente o di una lobby che fa i propri interessi, tutti noi li facciamo (a parte qualche santo). Rubbia, come Nobel, avrebbe potuto porsi al di sopra e far sentire tutto il peso della sua autoritĂ  parlando solo di cose che conosce e dicendo solo ciò che è indiscutibilmente vero, invece ha preferito schierarsi su posizioni pesantemente antinucleari: evidentemente è convinto che per lui sia meglio così, ma, a questo punto, esprime solo una posizione di parte. E’ come chiedere a un monarchico un parere sulla repubblica.

      Per un paese che non parte da zero, come Francia o Finlandia, ci vogliono dai 12 ai 15 anni per la costruzione di un impianto, nel frattempo i debiti aumentano, e se contemporaneamente i prezzi del fossile anzichè aumentare diminuissero ?

      Può essere che in un mercato “pazzo” (in realtĂ  è semplicemente un sistema automatico fuori controllo in quanto i parametri che lo governano non sono in grado di garantirne la stabilitĂ : il problema è che per gli economisti è una cosa troppo complicata da capire, per non parlare di politici e giornalisti, per cui qui tutti sono dogmaticamente convinti che il “mercato” metterĂ  le cose a posto… che come se non bastasse è pure infestato da guastatori… speriamo bene…) come questo a un certo punto il petrolio abbia ancora qualche rigurgito al ribasso, ma ormai abbiamo “piccato” (vedi Hubbert, per esempio http://it.wikipedia.org/wiki/Picco_di_Hubbert ) e quindi siamo destinati inesorabilmente a ridurre i consumi spendendo sempre di piĂą per l’energia e, quindi, per tutto il resto: possiamo solo cercare di far avvenire questa trasformazione in modo graduale senza squilibri eccessivi che potrebbero mettere sul lastrico una frazione importante della popolazione. La vera anomalia è stato il prezzo troppo basso del petrolio degli anni scorsi che ha fatto sembrare “sensate” le cazzate-chic di pace-verde e compagnia bella (totalmente prive di senso sul piano tecnico scientifico), tanto poi comunque consumavamo sempre piĂą petrolio e gas spendendo niente (quella era la pezza, adesso è finita!)…

      Quello di cui questo paese ha bisogno, sono persone intellettualmente oneste, che valutano, partendo dalla situazione attuale.

      Appunto. Quindi non ascoltare certa gente…

      Uno si deve chiedere quante centrali nucleari ci servono ?
      Dove dovrebbero essere costruite ?
      Da dove reperiamo il combustibile ?
      Dove mettiamo le scorie ?

      Tutte cose di cui abbiamo discusso ampiamente su questo forum. Giralo un po’ altrimenti ci tocca ripetere sempre le stesse cose. In poche parole, se avrai la pazienza di documentarti, vedrai che i problemi che hai sollevato sono solo pura, semplice, viscidissima propaganda antinucleare priva di fondamento (come quando un rappresentante, che so?… di automobili, ti parla male delle auto della concorrenza, l’unica differenza è che sul nucleare i media non ti hanno mai fatto sentire l’altra campana, cioè quella di chi è favorevole all’energia atomica). Tieni presente che su questo abbiamo scritto pagine e pagine, centinai di links che dimostrano che non è lì il problema. Poi ci sono giornali come Le Scienze (lo ha sempre fatto) e Il Corriere della Sera (ha cominciato solo ora) e altri, che però sono schierati, quindi magari non ti fidi, che hanno rotto il pesante muro di omertĂ  antinucleare che ha caratterizzato gli anni del dopo-referendum e della folle scelta italiana.

      In ogni caso la coraggiosa scelta di Scaiola (e lo ringrazio anche se non sono della sua fede politica) non è importante tanto per il numero (mi pare che lui parlando del 25% di energia elettrica fatta col nucleare faccia riferimento a 5-7 reattori tipo EPR) quanto per il fatto che ci ri-apre le porte alla piĂą importante delle alternative al petrolio rendendo il paese sufficientemente versatile almeno su questo fronte, perchĂ© il nostro problema è la totale dipendenza dalle fossili (87% dell’energia totale), e speriamo che le rinnovabili forniscano per davvero un’altra gamba su cui appoggiarci (in parte col 14% dell’energia elettrica e l’8% dei quella totale giĂ  lo fanno ma servirebbe molto di piĂą: il 25% che dice Scaiola e il 17.5% che ci impone l’Europa credo proprio che siano solo chimere, ma non lo posso dimostrare, al massimo ci posso scommettere una cena).

      E’ fattibile produrre con le energie alternative ?
      Come dovrebbe essere fatta una rete Distribuita ?
      Quali sono i settori piu’ promettenti ?
      Quali sono le ricadute ?

      Ovvio. Ci vogliono strutture che studiano queste cose. Poi bisogna provare a farle, modificarle, metterle a punto e rinnovare continuamente previsioni e programmi. In poche parole ci vuole un Piano Energetico Nazionale. Tutte cose che il delirio ideologico di un certo finto-ambientalismo ha impedito, perchè se ci mettiamo a fare i conti sul serio è chiaro come il sole che viene fuori la bufala (e anche che non possiamo fare a meno del nucleare).

      A detta del Professor Rubbia, il treno nucleare l’Italia l’ha perso da un pezzo…

      Anche, e probabilmente in buona parte, per colpa sua…

      Ma l’Italia finisce sempre per fare tutto in emergenza: a volte ci va bene, a volte male. Quindi anche questa volta non sfuggiamo alla regola. Vedremo come va a finire, non credo però che la soluzione sia appenderci una corda al collo da subito puntando tutto sulle rinnovabili.

    31. Edoardo scrive:

      Quando si parla di nucleare interpellano solo e soltanto Rubbia… Strano! Invece altri, anche superiori di Rubbia (es.: Tullio Regge o Antonio Zichichi) non solo non li interpellano ma non li fanno neanche apparire in televisione (sicuramente perchè sono favorevoli all’atomo)

    32. Egisto scrive:

      A quanto sembra il buon Prof. Rubbia per ogni paese che va dice una cosa diversa. In Italia, dove era consulente di Alfonso e dove doveva piazzare il suo ridicolo impianto di Priolo, ne diceva peste e corna, all’estero usa toni ben diversi spingendo pesantemente il nucleare di IV generazione (non solo i suoi acceleratori, anche i reattori autofertilizzanti) e arrivando a dire che il nucleare è rinnovabile (il che non è vero anche se irrilevante)

      In response, Rubbia suggested the use of thorium high-energy nuclear reactors. “If we want to have nuclear energy available we need to solve the issue of waste — either by reactions based on thorium or depleted uranium or burning with an incinerator.” With thorium, he said, 1 ton can do the job of 200 tons of uranium to run a standard power plant for a year. It has the added benefit of producing less waste, and it addresses the fear factor - the opposition from the public and some governments to further development of nuclear energy because of its connection with the nuclear bomb. Using thorium for nuclear energy is a “safe use of a tool that cannot be diverted in the wrong way, and it would be available for many years to come,” said Rubbia. “There’s no reason not to call it renewable energy.”

      DA: blogs.nature.com/climatefeedback/2008/07/nobelists_talk_ener...

      Vogliamo poi parlare della gestione Rubbia all’ENEA?

    33. Egisto scrive:

      Segnalo anche questi due link

      http://energy.nobelprize.org/presentations/rubbia.pdf

      http://energy.nobelprize.org/reports/rubbia_report.pdf

      in cui all’Alfred Nobel Symposium Rubbia spiega le sue idee per risolvere il problema energetico mondiale: solare e nucleare. In particolare della presentazione di Rubbia 27 slide sono dedicati ai reattori al torio e agli autofertilizzanti e solo due al solare termodinamico.

      Ma quale delle due scegliere? Rubbia risponde

      Bengt Gustafsson asked which one of the two energy alternatives, solar or nuclear Rubbia would favor. The answer was that he thinks both are needed. In the sun-belt, solar may be sufficient but in Hamburg and other Northern locations, nuclear energy will be needed

      ChissĂ  perchĂ© del pensiero di Rubbia in Italia arriva solo la parte relativa al solare… anche se ho l’impressione che col nuovo governo salterĂ  fuori anche la parte relativa al nucleare con tutte le consulenze connesse.
      Rubbia un uomo per tutte le stagioni… Alfonso e Scajola per lui par sono.

    34. Pietruccio scrive:

      Ho letto i link della presentazione di Rubbia: bella, chiara e interessante.

      PiĂą che altro bisognerebbe chiedersi come mai, a differenza di quello che fa in Italia, quando va all’estero rinsavisce e la smette di sparare cattiverie contro la fissione.

      Spero, comunque, che queste righe le leggano in molti e soprattutto quegli ambientalisti che continuano a citare il nostro Nobel per barricarsi dietro un’”autoritĂ ” antinucleare che come si vede antinucleare non è.

    35. Fabio scrive:

      X Pietruccio ed Egisto.

      Allora, quando io ho parlato di Rubbia ed ho detto:
      “Rubbia afferma che il treno nucleare lo abbiamo perso” è perchè ho citato uno che non è contro il Nucleare, lui stesso propone il nucleare di 4° Generazione, non a caso il Rubbiatrone lo ha inventato lui.
      Le scorie le vuole bruciarle.
      Però per l’Italia dice che il treno nucleare l’ha perso.
      E poi basta con il dire questo è pagato da quello, e questo è di quella fazione politica.
      Ho discusso su un articolo di Possa, che è chiaramente fazioso.
      Io vorrei che si investisse allo stesso modo nelle due fonti, ricerca per il nucleare di 4° e sotto con le rinnovabili.
      Allo scopo, mi conforta la direzione che ha preso la mia regione (Toscana).
      Presto arriveremo al 45% di energia con le rinnovabili.

      Vorrei ricordarvi, che in questi giorni alcuni nostri concittadini Europei
      (Francesi) stanno vivendo con la paura delle fughe radiottive.

      Attendo le vostre fiammate…..
      Fabio

    36. Fabio scrive:

      Tutto con le rinnovabili…..

      “Ora, al tramonto della seconda rivoluzione industriale ci sono alcune situazioni davvero molto critiche. Il prezzo dell’energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione. I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poichĂ© la produzione di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerĂ , avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il “picco del petrolio” avviene si è usato metĂ  del petrolio disponibile. Quando questo avverrĂ , quando saremo all’apice di questa curva, saremo alla fine dell’era del petrolio perchĂ© il costo di estrazione non sarĂ  piĂą sostenibile. Quando arriveremo al picco? L’ottimista agenzia internazionale per l’energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035. D’altra parte negli ultimi anni alcuni dei piĂą grandi geologi del mondo, utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo al picco tra il 2010 e il 2020. Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è giĂ  stato raggiunto nel 2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa. Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerĂ  il picco nel 2010, come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all’idrogeno, ho speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime energetico è l’aumento di instabilitĂ  politica nei Paesi produttori di petrolio. Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrĂ  nel 2009, 2010, 2011, 2012 e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre piĂą costoso. Ci saranno piĂą conflitti politici e militari nei Paesi produttori. Infine, c’è la questione dei cambiamenti climatici. Se prendiamo gli obiettivi dell’Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la UE è la piĂą aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri Paesi, la temperatura aumenterĂ  di 6°C in questo secolo e sarĂ  la fine della civilizzazione come la conosciamo. Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire l’enormitĂ  del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l’umanitĂ  cambia il modo di produrre l’energia, primo, e quando cambia il modo di comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All’inizio del XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione industriale. La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione “distribuita” della comunicazione, questa è la parola chiave: “distribuita”, questa rivoluzione “piatta”, “equa” della comunicazione proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova energia distribuita. La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza rivoluzione industriale. L’energia distribuita la troviamo dietro l’angolo. Ce n’è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C’è il mini idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque. L’Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite. Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha fissato l’obiettivo al 20%. Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande impianto di generazione. Questo giĂ  esiste. Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? PerchĂ© il Sole non splende sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccitĂ . Il terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale forma di accumulo sarĂ  l’idrogeno. L’idrogeno può accumulare l’energia così come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine, il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale. Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrĂ  la sua propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la accumuliamo grazie all’idrogeno come i media con i supporti digitali, potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e globale nella “InterGrid”, come condividiamo le informazioni in Internet. Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le piĂą grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo che l’energia nucleare sarĂ  significativa in futuro e credo che sia alla fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell’atomo. Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perchĂ© ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perchĂ© la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: “Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie”. Sessant’anni dopo questa industria ci dice “Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela”, ma ancora non sanno come fare. L’agenzia internazionale per l’energia atomica dice che potremmo avere carenza di uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi’ morire i 439 impianti nucleare che producono il 5% dell’energia del mondo. Potremmo prendere l’uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare. Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un’epoca di potenziali attacchi terroristici? Credo sia folle. E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no. Prendete la Francia, la quintessenza dell’energia atomica, prodotta per il 70%. Questo e’ quello che la gente non sa: il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condizionata era scarsa? Quello che non sapete e’ che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita’. Dove pensano di trovare, l’Italia e gli altri Paesi, l’acqua per raffreddare gli impianti se non l’ha trovata la Francia? Quello che dobbiamo fare è democratizzare l’energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il piĂą grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso…perchĂ© non possiamo farlo con l’energia? L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta piĂą energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarĂ  competitiva e non potrĂ  godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverĂ  a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderĂ  che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunitĂ  per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi. Da anni seguo il tuo sito, vorrei che ci fossero voci come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi’ tante persone di impegnarsi insieme…credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo intraprendere”. (Jeremy Rifkin

    37. Egisto scrive:

      “Rubbia afferma che il treno nucleare lo abbiamo perso” è perchè ho citato uno che non è contro il Nucleare, lui stesso propone il nucleare di 4° Generazione, non a caso il Rubbiatrone lo ha inventato lui.

      Il Rubbiatrone non ha nulla a che vedere con il nucleare di IV generazione, Rubbia propone i reattori autofertilizzanti alimentati a plutonio per i paesi che non destano rischi di proliferazione, i reattori al torio per gli altri come soluzione di lungo periodo. Siete d’accordo? beh iniziate a proporre di fare in Italia qualche reattore del tipo a metalli liquidi e sentiamo le reazioni degli ambientalisti che non sanno nemmeno cosa sia la IV generazione: la ricerca in questo campo è giĂ  stata fatta, ora si tratta di fare dei prototipi, come stanno facendo in Sud Africa.


      Allo scopo, mi conforta la direzione che ha preso la mia regione (Toscana).
      Presto arriveremo al 45% di energia con le rinnovabili.

      Questa dovresti dirla meglio: ovvero la Toscana il 40% con un’unica fonte rinnovabile la geotermia, il restante 5% con un po’ di eolico e fotovoltaico. Qua non puoi raccontare panzane perchĂ© conosco benissimo il PIER della Toscana, un libro dei sogni scritto da incompetenti pagati dai contribuenti. Un documento che si basa sulla trasformazione a gas metano delle centrali a olio di Piombino e livorno, ipotizzato dalla Regione senza chiedere ai proprietari cosa ne pensassero, i quali visti i prezzi attuali del metano non ne hanno nessuna intenzione. Nella Geotermia, che avrebbe ottime possibilitĂ  di sviluppo l’ENEL non ha nessuna intenzione di investire ancora piĂą di tanto, preferisce andare in Bulgaria dove non ha tra le palle comitati di ambientalisti che cercano di boicottare una tra le poche rinnovabili che funzionano. Nell’eolico prevede 300 MW che secondo loro produrrebbero 2200 ore l’anno, peccato che tale valore in Italia non si vede nemmeno col binocolo nelle regioni piĂą ventose come Sardegna e Calabria e non sarĂ  raggiunto in toscana dove il vento c’è in pochi posti, spesso inaccessibili come il crinale appenninico o l’arcipelago. Per quanto riguarda il PV prevede 150 MW che faranno l’1% dell’elettricitĂ .

      Quindi il 45% che sbandierano è pura propaganda per fari belli coi giornali, specialità del governatore della Toscana tutto chiacchiere e pochi fatti.

      Se poi anche venisse raggiunto sarebbe per merito della geotermia non replicabile altrove e quindi irrilevante.

      Vorrei ricordarvi, che in questi giorni alcuni nostri concittadini Europei
      (Francesi) stanno vivendo con la paura delle fughe radiottive.

      io nella civilissima Toscana vivo con il mercurio nelle falde acquifere, pericoloso piĂą degli sversamenti di uranio francesi perchĂ© in quantitĂ  industriali ma non mi sogno nemmeno di chiedere la messa al bando dell’industria conciaria, caso mai chiedo che stiano piĂą attenti. In compenso vivo in un comune denuclearizzato e di recente detransegenizzato.

      I francesi, a giudicare dai titoli dei giornali, sembrano piĂą attenti al tour de france in questo momento.

      Rifkin è un criminale e un incompetente. E’ un criminale perchĂ© suggerisce di tagliare i boschi per fare energia: in Trentino non avverrĂ  perchĂ© non sono fessi, ma sta in questo momento avvenendo in Calabria, anche nel parco del Pollino, per alimentare centrali a biomasse che per 70MW (ovvero una miseria) richiedono annualmente 70.000 tonnellate di biomassa. Hai presente quanto sono?

      E’ un incompetente perchĂ© non sa che il vento giusto per l’eolico in Italia c’è in pochissimi posti, che con la geotermia possiamo al massimo fare il 3% dell’elettricitĂ , che l’idroelettrico è sfruttato al massimo. Altro che Arabia Saudita… poi non dice che per fare l’idrogeno se ne va via il 50% dell’energia prodotta dalle rinnovabili, giĂ  miserrima. Abbiamo il sole (perlomeno al sud ma non abbiamo i soldi per i pannelli).

      E’ doppiamente un criminale perchĂ© coi tempi che corrono proporre soluzioni così naif significa rendersi responsabile di un tradimento delle generazioni future che non avranno energia a sufficienza…

    38. Renzo Riva scrive:

      Si fĂ  presto a dire rinnovabili.

      OplĂ  con la bacchetta magica!

      Totale produzione rinnovabili anno 1997 GW 46.449 pari a 18,47% sulla produzione totale

      Totale produzione rinnovabili anno 2006 GW 52.239 pari a 16,63% sulla produzione totale

      Come si può ben vedere le FER perdono continuamente terreno.

      Alla faccia del sole che deride i Verdastri.

      Seguite il collegamento e leggerete i dati 1997÷2006 dell’autorità dell’energia e gas.

      http://www.autorita.energia.it/dati/eem6.htm

      Mandi,

      Renzo Riva
      Via Avilla, 12/2
      33030 Buja - UD

      renzoriva@libero.it
      349.3464656

    39. Edoardo scrive:

      Per Fabio ed Egisto:

      anch’io sono toscano ma non mi tornano i vostri dati sulla geotermia: fonti Enel del 2006 affermano che la produzione copre il 25% del fabbisogno regionale e, con gli interventi di potenziamento e ripristino giĂ  partiti un anno fa, si conto di arrivare intorno al 30% nel 2012…

    40. Egisto scrive:

      La potenza efficiente attuale è 711MW che produce 5500GWh pari al 25% con un fattore di carico pari al 80% (unico tra le rinnovabili). A quanto mi risulta che altri 90 MW sono quasi pronti e si arriva a 800 MW, poi il PIER prevede altri 200 MW e si arriverà a 1000 che produrranno 7000 GWh pari al 35% del consumo attuale, se nel 2020 si arriverà come consumo a 27.000 Gwh come ventilato nel PIER, naturalmente la percentuale scenderà.

    41. ABOULIZ scrive:

      Io vivo nella cittĂ  di Milano puramente per il lavoro di camionista

    42. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Abouiliz,

      interventi a tema saranno sicuramente di interesse per tutti i partecipanti alla discussione.

      Grazie

    43. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      Mi pare che quello che riporti sia l’intervento di Rifkin sul blog di Beppe Grillo.

      Una delle tante “cavolate” che dice l’amico J.R. (ricordo che è un economista e di tecnologia a quanto pare, non ci capisce niente, se scrive certe cose)

      “…Questo e’ quello che la gente non sa: il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condiziona…”

      Siccome dell’acqua ne abbiamo giĂ  parlato ti riporto alcuni post:

      “Quella del “consumo” di acqua da parte del nucleare, detta così, è un’idiozia: le centrali nucleari “consumano” pochissima acqua. Il fatto è che nel ciclo termico di TUTTE le centrali termoelettriche (quindi anche quelle a carbone, a petrolio e a gas a ciclo combinato) hanno bisogno di scaricare una parte del calore a una sorgente fredda: tipicamente l’acqua di un fiume, di un lago o di mare (solo le “turbo gas” insieme ai fumi scaricano quel calore in aria e non è che la cosa sia particolarmente ecologica e pulita). In ogni caso l’acqua di raffreddamento non viene CONSUMATA, viene semplicemente FATTA PASSARE, entra ed esce dall’impianto, senza sporcarsi, portandosi via il calore in eccesso (NOTA: il 2° principio della termodinamica ci dice che non si può, in nessun modo, aggirare il problema ed evitare di scaricare quel calore nell’ambiente).”

      “…a proposito dell’acqua che può consumare una centrale (osservazione che ogni tanto viene fatta dagli antinucleari) si può calcolare che un EPR da 1600 MW con rendimento 36% deve smaltire 2844 MW di energia termica e lo può fare con un corso d’acqua da 135 mc/sec (non è poco, la portata media del Po alla foce è 1450 mc/s ma quella del Tevere è di 270 e quella dell’Adige 235 mentre per il Ticino è 355 e per l’Arno è di 50 e pure molto variabile) scaldando l’acqua di 5°C (se accettassimo di scaldarla di 10°C allora basterebbero 67.5 mc/s ma non mi pare una buona soluzione).

      Smaltendo il calore per mezzo di torri di raffreddamento basterebbero invece solo 1.2 mc/sec (circa 100 volte meno).

      Ma ci sono anche torri di raffreddamento che non emettono vapore, sono in pratica dei grossissimi scambiatori di calore con l’aria. L’acqua contenuta continua a circolare al loro interno ma non esce. Naturalmente costano di più ma hanno un effetto meno impattante sull’ambiente.

      Per avere un’idea delle dimensioni si può guardare la (bellissima) proposta per una centrale Svizzera della Atel

      atel.eu/it/images/Praesentation_Niklaus_20080610_it_tcm64-48...

      Consiglio anche la lettura della presentazione dell’intero progetto

      atel.eu/it/group/about_us/media/media_kits/index.jsp

      “Per l’Ing. Romanello si accetta di restituire l’acqua nell’ambiente con un salto fino a 10 gradi Celsius… un impianto da 1000 MWe sono necessari 40 mc/s (il salto considerato è di 12 gradi).”

      A un altro che parlava del fatto che il nucleare assorbisse in Francia il 53% dell’acqua dolce:

      “Credo che dovresti specificare meglio la fonte coi relativi criteri utilizzati perchè così com’è l’affermazione non si capisce che senso possa avere: in Francia si usano circa 5000 mc di acqua dolce per abitante che moltiplicati per i 64 milioni di francesi fa 320 km cubi di acqua. Prendendo alla lettera l’affermazione che fai, il 53% sarebbero 170 km cubi cioè 2.9 km cubi di acqua dolce “consumata” a centrale: se per “consumata” intendi che entra in centrale e dopo non c’è piĂą, è evidente che l’informazione che hai letto è sbagliata. Sta tutto nel vedere cosa si intende per “consumata” ma vedrai che quella di cui parlano è acqua che fa parte di fiumi o laghi o canali che poi va comunque a irrigare la terra, non viene “persa”. Altrimenti dove li metti 2.9 km cubi che ti avanzano per ogni centrale ogni anno?”

      __________________________________

      Quindi come vedi le centrali atomiche non “consumano” quelle immense quantitĂ  di acqua che citano certi “esperti”, perchè se la facessero evaporare ne basterebbe poca (1.2 metri cubi al secondo) e non possono trattenerla perchè nĂ© accumulerebbero chilometri cubi (cioè montagne) ogni anno.

    44. Fabio scrive:

      X Pietruccio.

      Rifkin, come molti altri sottolinea come la strada nucleare di generazione inferiore alla quarta sia poco praticabile.
      Si sforza inoltre di dare una VISION per uno scenario che ci affranchi dal Fossile e dal Nucleare.
      L’idrogeno dovrebbe essere una prioritĂ , perchè oltre al problema della corrente elettrica, abbiamo quello della trazione.
      Le automobili dovranno essere alimentate, a meno che non si voglia studiare altri mezzi di locomozione.
      Il problema dell’ Idrogeno, è che non esiste in natura, deve essere fabbricato per elettrolisi, come voi sapete bene.
      Recentemente, una ricerca Italiana (Bravi e sottopagati) sta cercando di riuscire a produrre idrogeno tramite batteri alimentati dai rifiuti.
      Un’altra direzione, è quella di creare delle celle a combustibile che possano essere economicamente convenienti.
      Rifkin ha ragione quando afferma che il nucleare tradizionale non può essere la soluzione.

    45. Fabio scrive:

      X Egisto
      Per quanto riguarda la geotermia,
      la zona che va dalla Toscana fino alla Campania, è molto interessante dal punto di vista geotermico, e rappresenta un enorme potenziale non sfruttato.
      In Islanda tecnologie Italiane vengono Utilizzate per scavi geotermici di profonditĂ , alla ricerca delle rocce calde secche, utilizzate per produrre vapore ad alta temperatura.
      Questo è uno dei settori in cui l’Italia puo’ veramente dire la sua.

    46. Fabio scrive:

      Per riportare la discussione sulla terra,
      vorrei citarvi una parte di un articoletto tratto da Energia.in


      All’ENEL interessa quanta energia noi consumiamo, perciò paghiamo i kW x ore, cioè i kWh.
      Se abbiamo molte apparecchiature con tanti kW, all’ENEL non interessa affatto.
      E se le usiamo poco o niente, il consumo sarà di conseguenza poco o niente anch’esso.
      All’ENEL interessa, invece, per quanto tempo usiamo una potenza in funzione.
      Cioè il consumo di energia.
      Per esempio, una lampada da 100 watt (=0,1kW) lasciata accesa per un giorno,
      consumerĂ  0,1 x 24 = 2,4 kWh (e, se ogni kWh costa 0,15 Euro, il totale sarĂ  0,15 x 2,4 = 0,36 Euro).

      L’ENEL ci fornisce un contatore di energia consumata per una possibile potenza impiegata fino a 3 kW.
      Questo significa che noi possiamo contemporaneamente accendere apparecchiature fino a raggiungere tale potenza.
      Ad esempio, 30 lampadine da 0,1 kW (30 x 0,1 = 3), oppure 10 lampade (1kW) piĂą il forno da 2 kW (1 + 2 = 3).
      Ad un ulteriore aumento di potenza messa in funzione, il contatore “scatta”,
      cioè ci distacca dalla rete perchĂ© non si permette che un solo utente riservi per sĂ© troppa disponibilitĂ
      al di là di quella contrattata. L’energia deve raggiungere tutti e questo non è
      possibile se qualcuno ha un ritmo di consumo esagerato.
      Normalmente, non capita quasi mai di avere tante apparecchiature accese tutte insieme.
      In media, poiché si consumano una decina di kWh al giorno (3000 – 4000 l’anno) e,
      tenendo conto che di notte è quasi tutto spento, la potenza media di un kW può soddisfare la richiesta di una famiglia.
      Infatti 1 kW per 12 ore fa 12 kWh. Per questo motivo un pannello fotovoltaico di un kW può essere sufficiente se integrato dalla rete
      nei momenti di maggior richiesta, salvo, poi, ad alimentare lui la rete, secondo lo scenario del “conto energia”, nei momenti
      in cui si produce piĂą energia di quanta se ne sta consumando.
      Da tale calcolo vengono fuori quei 10 metri quadri di pannelli che servono allo scopo,
      dal momento che la potenza della radiazione solare è di 1 kW/mq e il rendimento di essi è del 10%.
      Come si vede, passare dai kW impiegati ai kWh consumati e viceversa, è fondamentale per esprimere e raccontare le nostre esigenze.
      Figuriamoci il bailamme che succede con le centrali di produzione energetica quando si confrontano quelle eoliche,
      nucleari o a combustibili fossili, ciascuna delle quali con la sua potenza massima e
      con la disponibilità di ore di funzionamento l’anno a causa dei fermi per manutenzione o mancanza di
      alimentazione primaria (per quelle rinnovabili).
      Chi deve comunicare dati, deve fermarsi prima a riflettere un tantino,
      per evitare confusioni e non vanificare la comunicazione che vuole stabilire.

      …..
      A ciò vorrei aggiungere i conti della serva

      Di Leonardo Libero –

      Pubblicato su www.aspoitalia.net Febbraio 2005

      L’Italia consuma elettricità per 300.000.000.000 di kilowattora l’anno, ha una superficie di 300.000 kilometri quadrati e una radiazione solare minima - al Nord - di 1.000 kWh/mq/anno.

      L’intero fabbisogno elettrico nazionale annuo, come minimo, si potrebbe perciò produrre coprendo solo l’l % del territorio - cioè 3.000 kmq = 3.000.000.000 di mq - con materiali FV al 10 % di efficienza, collocati semplicemente orizzontali (cioè anche senza gli opportuni orientamenti).

      Infatti (3.000.000.000 mq x 1.000 kWh/mq : 10) = 300.000.000.000.

      OPPURE

      L’esperienza, di autorevoli fonti tecniche, dimostra che in Italia 1 kilowatt di picco FV produce almeno (al Nord) 1.000 kilowattora di elettricità l’anno. La superficie di un impianto FV da 1 kWp, col 10% di efficienza, è di 10 metri quadri. Perciò basterebbero 3.000 kmq = 3.000.000.000 di mq = l’1% del territorio, coperti da tali impianti, per produrre (3.000.000.000 : 10 x 1.000) = 300.000.000.000 di kWh/anno = l’intero fabbisogno elettrico nazionale.

      Secondo dati svizzeri (di italiani sembra che non ne esistano), è ragionevole presumere che in un paese industriale densamente popolato gli edifici coprano almeno il 5 per cento del territorio; e che quindi il FV integrato negli edifici, anche limitatamente ai tetti, potrebbe assicurare l’intero fabbisogno elettrico italiano anche se esso quintuplicasse e anche senza materiali di efficienza superiore a quel 10 % che già oggi è superato da celle e moduli in normale commercio.

      Leonardo Libero

      2 febbraio 2005

    47. ing. Maurizio Pacini scrive:

      Perchè i discorsi sul fotovoltaico non terminano mai con la valutazione dei costi? Provo a integrare io.

      Prendendo per buoni i dati di cui sopra, il fabbisogno elettrico italiano è di 300 TWh/anno (veramente sono 340, ma lasciamo stare) = 300.000.000.000 kWh/anno , mentre in Italia 1 kWp produce 1.000 kWh di elettricità l’anno. Io gli dò più credito e dico che ne produce di più, diciamo 1300 kWh/anno/kWp. Quindi bisognerà installare in Italia 300.000.000.000 kWh/anno : 1300 kWh/anno/kWp = 230.770.000 kWp = 230.770 MWp.
      Poichè occorrono 6 milioni di euro per installare 1 MWp (vedi intervento di Egisto del 28 Luglio 2008 ore 14:23 in “Francia - fuoriuscita di acqua contaminata dall’ impianto di Romans-sur-Isere”), il fabbisogno elettrico italiano sarĂ  pacificamente coperto con la modica spesa di 6 x 230.770 = 1.385.000 milioni di euro = 1.385 miliardi di euro.
      Ora, poichè una manovra finanziaria ha un’entitĂ  compresa fra i 10 ed i 15 miliardi di euro, ne consegue che la spesa di cui sopra sarebbe coperta dalla somma delle manovre finanziarie dei prossimi 100 anni.
      Mi astengo da qualunque ulteriore commento.
      Faccio solo notare che il titolo di questo post è “Manifesto per un piano energetico italiano sostenibile (si solare, no nucleare)”

      Please In My Back Yard

    48. Renzo Riva scrive:

      Ing. Pacini,
      Non sprechi il suo prezioso tempo a rispondere a coloro che hanno il paraocchi ideologico delle FER.

      Questi nemmeno sanno che in Italia la potenza massima cui può far fronte il sistema elettrico è di 56 GW.

      Di notte, quando gran parte degli italiani sono [”dormienti” (forse anche di giorno)] viene richiesta una potenza di 26 GW.

      Ecco perchè sarebbe necessario che almeno 20 GW del parco elettrico produttivo installato fossero da fonte nucleare.

      Il resto un mix di carbone, idrico; e gas per per le richieste di punta.

      Mandi,
      Renzo Riva

    49. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      Torno ora dalle vacanze.

      1. Rifkin parla semplicemente male del nucleare con discorsi assurdi (consumi stellari di acqua ecc…) e proposte impraticabili (usare le foreste). La sua è una posizione pregiudiziale contro una fonte importante di energia: perchè? (se a uno gli andassero bene tutte le marche di automobili meno che una, di cui dice peste e corna, non ti chiederesti la stessa cosa: perchè?)

      2. Mi sa che devi rivdere un po’ i tuoi conti (e non ti fidare di quei finti ambientalisti che, mentendo, dicono che ce la possiamo fare con le sole rinnovabili, “basta solo un po’ di ricerca…”)

      “Infatti 1 kW per 12 ore fa 12 kWh. Per questo motivo un pannello fotovoltaico di un kW può essere sufficiente se integrato dalla rete
      nei momenti di maggior richiesta, salvo, poi, ad alimentare lui la rete, secondo lo scenario del “conto energia”, nei momenti
      in cui si produce piĂą energia di quanta se ne sta consumando.
      Da tale calcolo vengono fuori quei 10 metri quadri di pannelli che servono allo scopo,
      dal momento che la potenza della radiazione solare è di 1 kW/mq e il rendimento di essi è del 10%.
      Come si vede, passare dai kW impiegati ai kWh consumati e viceversa, è fondamentale per esprimere e raccontare le nostre esigenze.

      Per prima cosa l’Italia consuma circa 340 TWh/anno mentre col conto che fai tu (12 kWh al giorno a famiglia i conti non tornano: 12000*365*15000000 ho ipotizzato 15 milioni di famiglie, una ogni 4 italiani) vengono fuori 66 TWh/anno, cioè 5 volte di meno e comunque ragionare a “famiglie” non mi sembra significativo visto che un po’ tutto consuma energia elettrica, anche le scale mobili, i treni, l’industria, l’agricoltura, il commercio, i servizi. Comunque abbiamo il dato totale, a cosa serve cercare altro? In ogni caso è vero che il sole a 90° fornisce 1 kW e sono daccordo che il rendimento dei pannelli (fra il 6% e il 15%, in pratica) possiamo anche assumerlo 10% per fare dei conti di massima, ma non tieni conto del fatto che il sole spesso è coperto, l’inclinazione varia durante la giornata e a volte è anche notte: questo conto l’hanno giĂ  fatto e se vai a cercare vedrai che per l’italia, in media, il sole fornisce tra i 170 e i 200 e rotti W/mq. In queste ipotesi 1 mq di pannelli ti dĂ  circa 10%*200*24 = 0.48 kWh al giorno. Per fare i tuoi 12 kWh ti serviranno, allora, circa 24 mq di pannelli, che, infatti, è la taglia tipica per un impianto. Ma così hai soddisfatto solo il fabbisogno delle famiglie e il tutto funziona perchè ti puoi agganciare a una rete in cui il tuo apporto è microscopico (il costo per gli altri italiani no): se l’energia così immessa fosse prevalente ci vorrebbero dei sistemi di accumulo di quantitĂ  immense di energia con un piccolo inconveniente: non ne esitono nĂ© si ha la piĂą pallida idea di come farli.

      3. Assolutamente daccordo che con 3000 km quadrati di pannelli soddisfi il fabbisogno italiano (a me venivano, sempre con conti fatti a spanne, 2800 km quadrati circa pari a 33000 MW di picco). Ma non credo che tu ti sia reso conto dell’enermitĂ  del numero che hai sparato. Ai ritmi di produzione attuali (diciamo 100 MWp/anno, nota che nell’ultimo anno sono stati circa 34 MWp, attualmente mi risulta che siamo attorno ai 70 MWp installati), anche ammettendo un incremento di tutto ripetto del 10% all’anno in media, verrebbe fuori che ti servirebbero 115 anni (nel calcolo ho tenuto conto che dopo 30 anni i pannelli vanno sostituiti). In questa ipotesi ultra ottimistica negli ultimi anni l’industria dovrebbe essere in grado di produrre 1250 MWp all’anno (il che è impossibile).

      4. Ma vediamo un altro dato contraddittorio: in Italia (dati Istat) ci sono 11 milioni di edifici. Se questi coprono il 5% del territorio di 300000 km quadrati allora allora vuol dire che, in media, i tetti dei nostri edifici sono 300000*5%/11 = 1360 mq!!! Che poi sarebbero 250 mq di tetto per ogni italiano. Tanto per fare un esempio, nella palazzina dove vivo, ho fatto un conto di massima (superficie tetto/condomini) e vedo che abbiamo circa 10 mq di tetto a testa) Ma scusa, tu, dove vivi? In una reggia?

      5. Noto che ASPO sta diventando il punto di riferimento degli antinucleari. Di cosa si occupa ASPO?

      6. Vedo ora il commento dell’Ing. Pacini, che, come vedi si integra col mio

    50. arturo scrive:

      Buongiorno a tutti,
      preso dall’euforia che mi avete trasmesso leggendovi ho provato anch’io a fare un conto della serva, se come leggo 3000 kmq di pannelli hanno una durata media di 30 anni significa che dobbiamo stoccare rifiuti speciali per 100 kmq all’anno ?!? non sarebbe male come discarica!
      Sono fresco del sito e mi scuserete se introduco una questione magari giĂ  vagliata: ogni sorgente non direttamente legata all’energia solare introduce nel sistema pianeta comunque la si consideri energia che prima o poi si trasforma in calore; molta di essa direttamente negli scambiatori delle centrali termiche.
      Ho fatto qualche calcolo e non mi sembra allo stato attuale paragonabile a quella ricevuta dal sole.
      Secondo voi potrebbe assumere un valore determinante sul clima?

      un saluto a tutti ed in particolare al sig. Riva mio conterraneo.

      arturo
      tolmezzo (UD)

    51. Renzo Riva scrive:

      Arturo,
      Fatti vivo.
      renzoriva@libero.it
      349.3464656

      Mandi

    52. arturo scrive:

      volendo fare una battuta “qualitativa” come molto spesso alcuni interlocutori fanno per sostenere le loro tesi (bagni in piscine radioattive, estensioni non ben definite contaminate) voglio mettere a confronto i complessi e costosi pannelli fotovoltaici con un loro predecessore che di anni di sviluppo tecnologico ne ha qualcuno in piĂą … l’albero!
      Ă© dotato di un’incredibile capacitĂ  di captare energia solare, mangia CO2 ed espelle ossigeno nel mentre accumula potenziale combustibile ligneo e quando la stagione è generosa dĂ  dell’ottimo cibo.

      insomma all’albero i PF “je fanno una p…a!

      come la mettiamo?
      non c’è partita vero?!
      verrebbe voglia di piantare alberi a chiunque, anche a quello che stĂ  per firmare il contratto per la fornitura di un PF!

      mandi

      arturo
      tolmezzo (UD)

    53. ing. Maurizio Pacini scrive:

      Per Arturo

      Uhm…
      Vivi a Tolmezzo, ma…sei di Roma, vero?

    54. Egisto scrive:

      I discorsi sul fotovoltaico oltre ai costi tralasciano sempre la necessitĂ  di accumulare una parte dell’energia prodotta, sotto forma di idrogeno o altro per rendere competitiva l’elettricitĂ  con quella generata dalle fonti tradizionali. Naturalmente questo ha dei costi energetici (si stima un rendimento di circa il 40% per il ciclo dell’idrogeno) e economici (probabilmente molto alti) per un sistema che rende poco e costa tanto giĂ  di suo.

    55. PIMBY scrive:

      Per Egisto

      Sì, appunto.
      Anche se oggi, come saprai, oggi è uscita questa notizia

      corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_luglio_31/pannelli_solar...

      che parla di un tentativo di risolvere il problema dell’accumulo. Il fatto è che, anche se tutto questo fosse vero, sarebbe semmai applicabile solo a piccole quantitĂ  di energia, e comunque andrebbe a penalizzare, per quanto dicevi, il rendimento totale della conversione energia solare / energia elettrica.
      Cioè, la coperta è sempre troppo corta: se accumuli di più, produci di meno.

      Please In My Back Yard

    56. Egisto scrive:

      Sinceramente non si capisce in cosa consista questa straordinaria scoperta: a me sembra parlino della tradizionale elettrolisi, ma sicuramente sono i giornalisti che non hanno capito un accidente…

    57. PIMBY scrive:

      Finora, il massimo che se ne sa è qui:

      lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Immagazzinare_l_en...

      Ma, a parte un eventuale miglioramento dell’efficienza del processo elettrolitico, non si vede dove sia la novitĂ .

      Anzi, che dico ” novitĂ “, si tratta di eccezionale “scoperta”!
      (Il termine “scoperta” è usato non a caso in modo subliminale: infatti, funziona meglio di “invenzione”, perchè l’invenzione attira diffidenza, mentre la scoperta suscita entusiasmo).

      Please In My Back Yard

    58. Egisto scrive:

      A quanto mi risulta la grossa perdita di efficienza nel processo dell’idrogeno non si ha nell’elettrolisi ma nel passaggio da energia chimica a elettrica nelle fuel cell.

    59. arturo scrive:

      per ing. Pacini

      garantisco che sono Tolmezzino, … però parafrasando un Grande ti dirò che sono stato a lavare i panni alla Cecchignola

      cordiali saluti

    60. Renzo Riva scrive:

      Anch’io negli anni 1970/1971 ho lavato i panni alla Cecchignola.

      PiĂą precisamente alla Scuola delle Trasmissioni nella caserma “Perotti”.
      5 mesi di allievo AUC a Roma, 4 mesi di segente AUC al Battaglione Trasmissioni di Bolzano e infine 6 mesi come Ufficiale di Complemento alla Compagnia Trasmissioni della Brigata Cadore a Belluno.

      Mandi

    61. arturo scrive:

      caspita ho incontrato un fratello maggiore, mi metto subito sull’attenti!
      ho frequentato il 140° corso AUC nel 1990, ovviamente alla Perotti.

      Spatia Devinco Disiuncta Coniungo, bei tempi caro Renzo.

      mandi

    62. Fabio scrive:

      Salve,
      come dice il dott.ing Pacini

      il fabbisogno elettrico italiano sarĂ  pacificamente coperto con la modica spesa di 6 x 230.770 = 1.385.000 milioni di euro = 1.385 miliardi di euro.
      Aggiungo che un impianto fotovoltaico si ripaga nel giro di 8 anni, ma facciamo 10, ed ha una durata di 30 anni, significa che guadagneremmo
      2.770 = 2 X 1.385 miliardi di euro, wow saremmo ricchissimi.

      Ora, a parte le cifre vorrei fare una considerazione.
      In un paese come L’Italia che parte da 0 per quanto riguarda il nucleare, ha poco senso ripartire dalla 3° generazione.
      Il territorio ci offre la possibilitĂ  di investire nel solare per le utenze domestiche, nell’ eolico (in alcune regioni e non in altre), nelle biomasse, nella geotermia. In Italia ci sono centinaia di piccoli comuni che potrebbero seguire l’esmpio di Gussing http://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%BCssing
      Queste fonti dovrebbero avere la stessa diginitĂ  delle fonti non alternative, proprio per la loro natura.
      Quello che mi rende perplesso inoltre, è che il tema nucleare è uscito alla ribalta in campagna elettorale. Ho sentito dire certi sfondoni allucinanti senza nessun contradditorio (Tipo Caorso dava energia a tutto il Nord Italia).

      Quindi:
      L’abbattimento dei costi del fotovoltaico si stĂ  giĂ  realizzando (film sottile)
      Le centrali solari a concentrazioni sono molto promettenti, e funzionano anche di notte.
      Meglio una torre eolica da 800 metri che una centrale nucleare.
      Ridefinire il sistema di consumo dei beni (Ridurre imballaggi, ritornare al peso, ridurre il numero di contenitori e di rifiuti)
      Vivere meglio e con meno rischi per la salute e per l’ambiente.

      Per onestĂ  intelletuale, dico che se fossimo la Francia, con un patrimonio di 45 centrali nucleari, non andrei certo a spegnerle, come non avrei chiuso le nostre piccole 4 centrali anche dopo il referendum.
      Perchè anche inattive le centrali nucleari sono pericolose, quindi meglio farci la corrente.
      Inoltre (da Wikipedia):
      Ad agosto 2007 vi erano 439 centrali nucleari operative nel mondo, in 31 diversi stati, che attualmente producono il 17% dell’energia elettrica mondiale. La potenza degli impianti varia da un minimo di 40 MW fino ad oltre un gigawatt. Le centrali piĂą moderne hanno tipicamente potenza compresa tra i 600 MW e i 1200 MW. Solo le centrali termoelettriche a combustibili fossili e le centrali nucleari raggiungono questa potenza con un singolo impianto, attualmente.

      La vita operativa di una centrale nucleare è in genere stata stimata di 25-30 anni, anche se oggi si pensa alla futura progettazione di centrali che possano lavorare per 60 anni. Al termine di questo periodo l’impianto va smantellato, il terreno bonificato e le scorie stoccate adeguatamente. Questi aspetti, in parte comuni ad esempio alle miniere ed agli impianti chimici, assumono particolare rilevanza tecnica ed economica per le centrali nucleari, al punto da vanificare in buona parte il vantaggio dovuto al basso costo specifico del combustibile. Il costo di smantellamento viene oggi ridotto prevedendo un lungo periodo di chiusura della centrale, che permette di lasciar decadere naturalmente le scorie radioattive poco durevoli, costituite dalle parti di edificio sottoposte a bombardamento neutronico.

      Per quanto riguarda i consumi, in base ai dati a disposizione una centrale nucleare “media” da 1000 MWe necessita all’incirca di 30 tonn. di uranio arricchito all’anno o 150/200 tonnellate di uranio naturale; a titolo di confronto, una centrale elettrica a carbone da 1000 MWe richiede 2 600 000 tonn. di combustibile fossile[22].

      Infine, per quanto riguarda il rendimento termodinamico, va evidenziato che le centrali nucleari hanno una efficienza di conversione del calore in energia elettrica piuttosto bassa. Infatti solo il 30-35% della potenza termica sviluppata dai reattori è convertita in elettricità, per cui una centrale da 1000 MW elettrici (MWe) ha in genere una produzione di calore di 3000-3500 MW termici (MWt); a titolo di confrono una centrale turbogas a metano ha rendimenti che raggiungono il 60%. La consegenza di ciò è la necessità -per le centrali nucleari- di dissipare enormi quantità di calore in atmosfera, in fiumi o in mare, con un fabbisogno di acqua di raffreddamento veramente molto cospicuo e che può determinare la necessità di ridurre la produzione di energia in caso di siccità.

    63. Fabio scrive:

      X Pietruccio

      ASPO-Italia giudica l’energia nucleare come qualcosa che non deve essere demonizzata ma che non si può nemmeno passare come la soluzione magica a tutti i problemi di energia che abbiamo in Italia. In particolare, ASPO-Italia ritiene preoccupante l’attuale polarizzazione politica dell’energia, con le rinnovabili viste come “di sinistra” e l’energia nucleare vista come “di destra”. Nessun progresso si potrĂ  fare in Italia nella risoluzione del problema energetico senza un accordo bipartisan che garantisca un sostegno politico a lungo termine delle scelte fatte.

      Mi sembra sensato no ?

    64. Egisto scrive:

      Alt… non è proprio così.
      Tra le varie panzane sostenute sul nucleare da ASPO (Italia non Francia):

      1) Il picco dell’uranio
      2) Il costo stratosferico del nucleare
      3) Il contributo marginale del nucleare al bilancio energetico francese
      4) I reattori autofertilizzanti non funzionano
      5) Il nucleare avrebbe un basso ritorno energetico (se non negativo)

      tutte cose dimostrate in modo pseudo scientifico, utilizzando abilmente i dati che facevano comodo a loro. Ad esempio ricordo una conferenza in cui un tizio diceva ” vi dirò una cosa che non sapete… l’uranio è quasi finito, stanno usando quello delle bombe perchĂ© non ne hanno piĂą″ e tutti a dire ehh ahh ma pensa un po’ tutta colpa degli americani e così via…

      Tutte affermazioni largamente contraddette su questo sito e dall’esperienza comune.

      Per non parlare delle cosiddette teorie di Hubbert che riescono a rendere ridicolo un problema drammatico come l’esaurimento dei combustibili fossili e le continue predizioni sul picco del petrolio (una situazione che non si sa se esista, non verificabile e non smentibile se non tra 300 anni) ma perlomeno Hubbert suggeriva un’alternativa credibile (il nucleare), questi predicano le rinnovabili, oltre ad una massiccia riduzione della popolazione umana (che naturalmente riguarda qualcun altro).

    65. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      Assolutamente daccordo con quello che dici.

      Diversificazione delle fonti. Il nucleare non è la soluzione, è solo una fonte che può dare un contributo. Necessità di accordi bipartizan.

      Casomai non sono tanto convinto che ASPO dica questo. Mi pare che l’idea prevalente, che è poi quella di chi ha fatto l’appello cui fa riferimento questa pagina, sia quella di dire: “nucleare NO, a qualunque costo e a qualunque prezzo” e anche spingere perchè non si faccia un vero Piano Energetico Nazionale, che renderebbe assolutamente evidente l’inadeguatezza di soluzioni che lasciano fuori il nucleare e anche la grave situazione di esposizione in cui si trova oggi l’italia a causa della politica del gas, gas, gas, gas e solo gas, perseguita negli anni del dopo referendum.

      Non siamo ancora nei guai solo perchè, per colmo di “fortuna”, quelli appena passati sono anche stati anni caratterizzati da un prezzo inspiegabilmente basso del petrolio, e poi, tutto sommato, fra le fonti fossili, il gas è effettivamente il migliore (quanto a inquinamento e riserve). L’unica speranza è che il prezzo del petrolio si mantenga stabile e casomai cresca ma in modo regolare in modo da darci il tempo, come popolazione, di capire quanto è preziosa l’energia e come fare per ridurre realmente i consumi come conseguenza dei prezzi alti. Non oso pensare cosa potrebbe succedere se il prezzo del petrolio dovesse di nuovo tornare basso, e con esso trascinare consumi e irresponsabilitĂ , per poi salire tutto insieme fra, diciamo, dieci anni, causa scarsitĂ  di risorse.

      Il fatto è che l’Italia si deve rimettere al piĂą presto in condizione di produrre anche col nucleare, deve ricreare la tecnologia il che comporta ricerca, investimenti, istruzione, competenze, aziende in grado di produrre questi prodotti, enti di controlli, sistema di approvvigionamento, produzione e smaltimento materiali. Non è qualcosa che si crea dal niente in pochi anni, ma noi di tempo, prima del “diluvio” non ne abbiamo tanto, quindi bisogna darsi da fare, e in fretta.

      Il martellamento pesante degli antinucleari che si fa sentire in questi giorni e che sono convinto sia conseguenza della decisione mostrata dal ministro, credo che miri proprio a impedire che in Italia fi riformi questa tecnologia. Del resto mi pare abbastanza evidente che ci siano diversi soggetti che abbiano interessi convergenti in questa direzione.

    66. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      “Aggiungo che un impianto fotovoltaico si ripaga nel giro di 8 anni, ma facciamo 10, ed ha una durata di 30 anni, significa che guadagneremmo
      2.770 = 2 X 1.385 miliardi di euro, wow saremmo ricchissimi”

      Conto sbagliato!
      Quei soldi non vengono da marte ma è un peso che carichi su tutti i cittadini italiani: soldi che togli fisicamente, ad esempio, dalle mie tasche (oltre che dalle tue e di chiunque altro con balzelli diretti e indiretti di vario tipo) grazie ad una legge folle che strafavorisce il settore fotovoltaico senza impegnarlo seriamente nella ricerca di una maggiore efficienza, né a una seria riduzione dei costi.

      Il calcolo giusto da fare si articola su due livelli:

      1.- quanta energia spenderesti per produrre quelle quantitĂ , e dopo quanto tempo la recuperi;

      2.- quanta “ricchezza” realmente produci (e qui l’energia elettrica la devi contare al prezzo che ha sul mercato, non al valore drogato dalle leggi di cui sopra).

      1. I pannelli “buoni” (cioè quelli a silicio monocristallino o policristallino che hanno il rendimento piĂą alto, compreso fra il 12% e il 16%) spendono, per essere prodotti, l’energia corrispondente a 4-6 anni di funzionamento: diciamo 5 anni. Quindi per produrre le quantitĂ  che dici ti servirebbero subito 340 TWh/anno*5 anni = 1700 TWh corrispondente a tutta l’energia non elettrica che consuma l’Italia in un anno, che non mi pare poco: quindi, altro che risparmio energetico. E intanto quest’energia l’hai spesa. Poi se qualcosa non funziona, quell’energia non la recuperi piĂą, tipo un periodo di grandinate su tutto il paese che distruggono gran parte dei pannelli che hai prodotto: ricorda che i pannelli devono essere esposti alle intemperie per almeno venti-trent’anni. Puoi garantire che in un lasso di tempo così lungo non succeda niente?

      2. Costo di produzione 1385 miliardi di €. E intanto li hai spesi. Quello che produci realmente all’anno sono 340 miliardi di kWh, il quale kWh vale, diciamo, 5 centesimi. Quello che produci realmente è perciò un valore di 17 miliardi di euro: il resto è solo trasferimento dalle tasche certi italiani nelle tasche di altri soggetti, non necessariamente italiani, visto che il grosso della produzione di pannelli lo fanno giappone (50% circa) e germania, piĂą, qualcosa, gli USA e altri. A 17 miliardi l’anno, ammortizzi la cifra astronomica di prima, in 81 anni (e senza considerare gli interessi), cioè un tempo molto piĂą lungo della durata dei pannelli (sarebbe 20 anni, ma diciamo 30 anni, sempre che non ci siano condizioni atmosferiche un po’ complicate). Risultato: notevole impoverimento della popolazione del nostro paese, grossi guadagni a giapponesi, tedeschi e banche.

    67. Pietruccio scrive:

      Stavo cercando il rendimento delle celle a combustibile e, semplice e chiaro, ho trovato questo

      www.poweron.ch/upload/cms/user/61Idrogeno2005AR.ppt

      che dĂ , per l’elettrolisi rendimenti intorno al 70% e 50% quello delle celle a idrogeno: quindi il processo globale dovrebbe dare un rendimento del 35%, che se combinato con un 12% del fotovoltaico si arriva al 4.2% rispetto all’energia solare incidente.

      GiĂ  che ci sono segnalo anche questo sito

      bfe.admin.ch/energie/00588/00589/00644/index.html?lang=it&am...

      che fa vedere come in seguito agli alti costi del combustibile (e anche una politica energetica seria) in Svizzera i sonsumi sono calati nel 2007.

      Credo che sia fondamentale che il petrolio mantenga prezzi alti, la cosa non è affatto negativa perchè spinge a ridurre i consumi e a cercare altre soluzioni di produzione dell’energia, a svincolarsi, in definitiva, dall’eccessiva dipendenza dalle fonti fossili. L’importante è che il processo sia lento, senza shock che mandano a gambe all’aria la nazione.

    68. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      “Il territorio ci offre la possibilitĂ  di investire nel solare per le utenze domestiche, nell’ eolico (in alcune regioni e non in altre), nelle biomasse, nella geotermia. In Italia ci sono centinaia di piccoli comuni che potrebbero seguire l’esmpio di Gussing “

      Se è per quello, l’intero Trentino-Alto Adige è completamente autonomo quanto alla produzione di energia elettrica con fonte rinnovabile (idroelettrico) e ci sono comuni (piccoli) che sono totalmente indipendenti quanto a energia. Questo però non significa che ci puoi far andare tutta l’Italia, che fra industria, agricoltura e trasporti, ha ben altre esigenze.

    69. Egisto scrive:

      Caro Petruccio,

      come hai fatto notare tu l’idrogeno dal punto di vista dell’efficienza energetica è un bagno di sangue. Esistono altri sistemi di accumulo piĂą efficienti, tipicamente le batterie e i bacini di pompaggio, ma l’idrogeno è l’unico in grado di coprire le fluttuazioni stagionali, oltre a non richiedere enormi investimenti iniziali. Può anche essere usato per i trasporti e, cosa ben piĂą importante, essere prodotto dalle centrali nucleari usando lo stesso processo elettrolitico o il piĂą efficiente processo termochimico. W l’idrogeno, abbasso i fessi che dicono di farlo (solo) dalle rinnovabili.

      Per capire come il fotovoltaico abbia bisogno di un accumulo stagionale si può dare un’occhiata alla produzione del tetto PV del GSE:

      http://programmi.gsel.it/pubblicagrafici_ui/produzione.htm

    70. Pietruccio scrive:

      x Fabio

      Ti ricordo che, a proposito di ASPO, Edoardo scrive

      “L’ho detto e lo ripeto: l’ASPO di cui è attivo esponente il Dott. Ugo Bardi, si rifĂ  alle tesi ultra ambientaliste del Club di Roma (associazione ambientalista famosa negli anni ’70 e ’80) e al libro che questa fece pubblicare nel 1973, all’indomani dello shock petrolifero, intitolato “I limiti dello sviluppo” ove, oltre a prevedere una glaciazione intorno ai primi anni 2000, si affermava che oro, argento e rame si sarebbero esauriti entro la metĂ  degli anni ’80 mentre le scorte di petrolio non sarebbero andate oltre il 1999…. Mah! Tirate voi le conclusioni “

    71. Pietruccio scrive:

      Caro Egisto

      ottima informazione, come sempre, del resto.

      C’è, invece, qualcosa che non mi quadra nel discoso che fai su Hubbert

      “…Per non parlare delle cosiddette teorie di Hubbert che riescono a rendere ridicolo un problema drammatico come l’esaurimento dei combustibili fossili e le continue predizioni sul picco del petrolio (una situazione che non si sa se esista…”

      A me risulta che di riserve ce ne siano, probabilmente addirittura meno del previsto (1200 miliardi di barili ) sia per un articolo che avevo letto su Le Scienze sia per questo

      http://www.magrini.net/Parole/Oil.html

      C’e qualcosa che non so?

    72. Egisto scrive:

      Caro Petruccio,

      Per un’analisi critica delle teorie del Peak Oil ti segnalo il bel libro di Leonardo Maugeri “L’era del petrolio” oppure questo documento di Lynch tradotto dall’Istituto Bruno Leoni.

      http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/48_Lynch.pdf

      In sostanza si contesta alla teoria di Hubbert di essere semplicistica e non generalizzabile, cosa assolutamente vera secondo me.
      Poi il discorso è esclusivamente teorico, perchĂ© esistono comunque un sacco di buone ragioni per ridurre l’uso dei fossili in qualsiasi campo, senza attaccarsi a teorie strampalate.
      Ragionando con la testa di questi signori nel 1910 avremmo dovuto bandire l’uso dell’automobile e continuare ad usare una fonte rinnovabile, il cavallo perchĂ© giĂ  a quei tempi si parlava di esaurimento del petrolio. Sembra un paradosso ma se ci pensi è lo stesso ragionamento che fanno sul picco dell’uranio: l’uranio è una fonte finita quindi no al nucleare. Poi che le riserve siano basse perchĂ© è stato cercato poco e a prezzi poco remunerativi non interessa… come non interessa che la fertilizzazione di U238 e torio sia in grado di darci energia a basso costo per tempi infiniti.

      Difatti sia ambientalisti che neomalthusiani sono terrorizzati dalla possibilitĂ  di una fonte pulita e infinita: il lancio di missili e l’ossessiva campagna mediatica contro il Superphenix ne sono un lampante esempio.

    73. Massimo Gambino scrive:

      Non conoscevo ASPO. Ne ho sentito parlare da Fabio su questa pagina e, curioso come sempre, sono andato a cercare il sito di ASPO-Italia.

      Sono stato subito attratto dal loro “decalogo dell’antibufala scientifica”. Ho sempre pensato che l’opinione pubblica fosse attratta molto di piĂą dalle bufale che dalle informazioni reali e ciò è dovuto al fatto che le bufale, di norma, sono quasi sempre accompagnate da mistero, dietrologia, sospetto se non da catastrofismo vero e proprio. Una persona normale, nel dubbio, tende a stare sulla difensiva ed è questo il motivo per cui è così facile trovare una moltitudine di cittadini inermi e sostanzialmente ignoranti a protestare per qualsiasi cosa, dai termovalorizzatori alla TAV, dalle discariche ai siti di stoccaggio delle scorie nucleari…

      Ho quindi molto apprezzato i 10 consigli proposti da ASPO che corrispondono in pieno a ciò che ho sempre pensato:

      1. Non vi fidate di nessuno. (La regola d’oro)
      2. Non credete a una cosa perché ci credono tutti
      3. Non credete a quello che vi fa piacere credere
      4. Fidatevi di qualcuno
      5. Riconoscete la vostra ignoranza
      6. Riducete la vostra ignoranza
      7. Quantificate i dati
      8. Basatevi sulle leggi della fisica
      9. Non credete ai complotti scientifici
      10. Domandatevi qual’è l’interesse di chi vi parla

      Si tratta di regole relativamente semplici e di assoluto buon senso.

      Ognuno di noi, ovviamente, è libero di formarsi una propria opinione e quindi anche di infrangere, qua e là, le regole del decalogo. Ma non sempre, non sistematicamente.

      Purtroppo, e vengo alle dolenti note, ASPO non si limita ed enunciare i principi ma, per ciascuno di essi, aggiunge un proprio commento, una propria interpretazione… e qui casca l’asino: un tonfo assordante!

      Al punto 1, ad esempio, leggo la seguente frase: “Quante volte qualcuno che cerca di convincervi che il riscaldamento globale non è un problema…”
      Si tratta di una evidente distorsione della realtĂ : mi risulta che nessuno scienziato avverso alla corrente catastrofista di Al Gore affermi che il riscaldamento globale non sia un problema! Quello che moltissimi scienziati mettono in dubbio è l’origine antropica del problema.
      Personalmente, sul problema del climate change, ho applicato alla lettera (anche se inconsapevolmente) i 10 punti del decalogo ASPO. Alla lettera. E l’unica certezza da me ottenuta è che non v’è certezza.
      INVECE ASPO ha delle CERTEZZE e, attraverso il decalogo, cerca in maniera SUBDOLA e SPORCA di fare PROSELITISMO.
      FABIO ti prego, confortami: mi sto sbagliando? Il mio ragionamento è lacunoso?

      Potrei criticare molte altre affermazioni del decalogo ma corro velocemente al punto 10: “Domandatevi qual’è l’interesse di chi vi parla.”
      Ebbene, sempre in tema di climate change, io l’ho fatto ed ho cercato di capire quale fosse l’interesse dell’IPCC e di Al Gore. Ho scoperto che se il riscaldamento globale non fosse stato messo al centro di infiniti dibattiti ai piĂą alti livelli governativi, moltissima gente (si parla di un numero abbastanza rilevante di persone) che lavora in o per l’IPCC sarebbe a spasso! E lo stesso Al Gore - sostanzialmente un politico fallito - non avrebbe alcuna visibilitĂ !
      Ed allora, applicando la regola nr 10, ho deciso di analizzare criticamente i corposi rapporti dell’IPCC cercando sempre e comunque sia conferme che controdeduzioni. Continuo a trovare sia le prime che le seconde.

      Ed ora mi sto domandando: qual è l’interesse di ASPO? Indagherò!

    74. Fabio scrive:

      X Massimo Gambino.

      Tu stesso applichi il decalogo di ASPO, criticandone le conclusioni.
      Io ho citato semplicemente una frase con la quale dovremmo esserre tutti d’accordo:
      ASPO-Italia giudica l’energia nucleare come qualcosa che non deve essere demonizzata ma che non si può nemmeno passare come la soluzione magica a tutti i problemi di energia che abbiamo in Italia. In particolare, ASPO-Italia ritiene preoccupante l’attuale polarizzazione politica dell’energia, con le rinnovabili viste come “di sinistra” e l’energia nucleare vista come “di destra”. Nessun progresso si potrà fare in Italia nella risoluzione del problema energetico senza un accordo bipartisan che garantisca un sostegno politico a lungo termine delle scelte fatte.

      Alla tua domanda :

      Ed ora mi sto domandando: qual è l’interesse di ASPO? Indagherò

      Non so quale sia l’interesse di ASPO, ma credo che le persone deputate a prendere decisioni, non dovrebbero essere influenzate ne dal punto di vista economico e personale, dalla messa in atto delle decisioni stesse.

    75. Edoardo scrive:

      ASPO-Italia giudica l’energia nucleare come qualcosa che non deve essere demonizzata ma che non si può nemmeno passare come la soluzione magica a tutti i problemi di energia che abbiamo in Italia. In particolare, ASPO-Italia

      Non è vero. ASPO (in primis il chimico Ugo Bardi, ma non solo lui) non demonizzano il nucleare direttamente: lo fanno mettendo in risalto SOLO E SOLTANTO gl’ipotetici aspetti negativi; sul sito scrivono una cosa, poi al pubblico, con molta enfasi alla Al Gore, dicono altro:
      l’uranio sta per finire (FALSO)
      le scorie sono ingestibili (FALSO)
      I costi sono insostenibili (FALSO)
      Nucleare civile e militare sono la stessa cosa (FALSO)

      l’ASPO, oltre a rifarsi totalmente alle deliranti tesi del Club di Roma (come piĂą volte detto, documentato e come ha ricordato da Pietruccio) è nota anche all’UniversitĂ  di Firenze (facoltĂ  di chimica ove Bardi insegna o ha insegnato).
      Spesso organizzano incontri e conferenze anche in altre cittĂ  toscane: nella mia, circa 3 anni fa ci fu quella con il titolo “La fine del petrolio” ove, oltre a sparare a zero sul nucleare, si affermava che, concentrando pannelli FV in particolari zone assolate della Maremma, la Toscana sarebbe stata energeticamente indipendente…Mah!, convinti loro.
      A Firenze tra il 2006 e quest’anno ne hanno fatti altri (ad uno, parlava un certo Dott. Coiante, che insisteva che sul fatto che sarebbe finito prima l’uranio del petrolio!): si affermavano le solite cose, senza mai citare fonti precise: sembrava la recita di un copione.

      Concludo dicendo i dati riportati da Pietruccio e da Massimo sulle stime dei costi del FV (1300 (circa) kWh/anno=230.770.000 kWp= 230.770 MWp a 6 mln = 1.385.000 milioni euro) sono molto vicine, per esempio, a quelle del (tanto per citare qualche fonte diversa dall’Enea) Cespas (centro europeo studio popolazione ambiente sviluppo) vale a dire una spesa enorme ed insostenibile per l’Italia.

      Per Egisto:

      Qua non puoi raccontare panzane perché conosco benissimo il PIER della Toscana, un libro dei sogni scritto da incompetenti pagati dai contribuenti.
      PAROLE SANTE!

    76. Edoardo scrive:

      Rettifica al post non ancora visualizzato:

      …I dati riportati da Pietruccio, Massimo e dal Dott. Pacini.

      Saluti.

    77. Massimo Gambino scrive:

      x Fabio.
      Su ASPO ho espresso una personale valutazione di incoerenza.
      Non credo sia serio definire una regola per poi contraddirla 3 righe piĂą in basso. Ed il problema vero è che, a mio parere, chi ha scritto il decalogo ASPO ha una tale incrollabile certezza di “possedere la veritĂ ” che non si accorge neppure di vivere quella contraddizione. Oppure è in malafede.

      Mentre scrivevo questa nota è arrivato anche il commento di Edoardo che conferma, con fatti concreti, quella che - per me - era una semplice valutazione… ma evidentemente so leggere fra le righe!!! e propenderei dunque per la malafede.

      Sono pienamente d’accordo con l’affermazione di principio che tu citi in grassetto, in particolare con la frase “l’energia nucleare come qualcosa che non deve essere demonizzata ma che non si può nemmeno passare come la soluzione magica a tutti i problemi di energia che abbiamo in Italia“.

      E’ esattamente quello che molti professionisti che scrivono su questo sito tentano di fare: osservare la realtĂ , analizzarla e fornire pareri concreti, realistici, “illuminati”. Niente soluzioni magiche! La maggior parte di noi è invece convinto, e cerca di dimostrarlo, che le soluzioni magiche siano quelle del solare termodinamico di Rubbia o dei pannelli fotovoltaici che si ripagano in 8 anni!
      Un esempio di grande serietĂ , a tale proposito, viene fornito da Pietruccio nelle sue “considerazioni sulla situazione delle risorse dei combustibili nucleari”. Si veda:
      archivionucleare.com/index.php/2008/07/01/situazione-risorse...

      Pietruccio valuta con grande attenzione e professionalitĂ  uno dei cavalli di battaglia degli ambientalisti: “inutile costruire nuove ventrali perchĂ© non sapremmo come alimentarle”. Da Edoardo apprendo che invece ASPO sostiene che l’Uranio terminerĂ  prima del petrolio!!!
      Ecco, caro Fabio: prova a confrontare l’articolo di Pietruccio e quello del dott. Coiante e poi fai le tue valutazioni.

      Personalmente, per una serie lunghissima di considerazioni, sono profondamente convinto che l’energia nucleare debba essere parte del nostro futuro energetico. Certamente non tutto il nostro futuro energetico ma una parte importante.

      Ed è giunto il momento di scegliere.
      Il Paese ne ha grande bisogno.

    78. Massimo Gambino scrive:

      x Fabio x Edoardo
      certo che, a questo punto, la mia domanda di qualche commento sopra torna prepotente: ma queli sono gli interessi di ASPO-ITALIA?

    79. Egisto scrive:

      Io ti potrei raccontare un paio di storielle circa personaggi di ASPO Italia che in toscana vanno a vendere pannelli fotovoltaici, fantomatiche minipale eoliche di derivazione sovietica che funzionano senza vento e a proporre l’installazione di massicce pale eoliche per conto di una multinazionale spagnola

    80. Edoardo scrive:

      Per Massimo:
      ma quali sono gli interessi di ASPO-ITALIA?

      Francamente non lo so. A sentirli parlare, l’unico interesse è quello di affossare il nucleare… le vicende che dice Egisto effettivamente le ho sentite anch’io: eco perchè, personalemente, ho un’opinione negativa nei confrotni dell’Aspo.

      Saluti.

    81. Valter scrive:

      Sato cercando di organizzare un raduno per i partecipanti del 140° corso AUC Trasmissioni ovviamebte della Perotti
      forese qualcuno di voi si è gia presenatto in questo sito lasciate qualce messaggio
      ciao a tutti e un caporosso abbarccio ai commilitoni del 140°

    82. Renzo Riva scrive:

      VENERDĂŚ 3 OTTOBRE 2008

      ALLE ORE 20:00

      A BUJA

      nella sala della Biblioteca Comunale

      PIAZZA MERCATO

      Il Prof.
      Franco Battaglia
      (Docente di chimica ambientale – Università di Modena e Reggio Emilia)
      Co-fondatore dell’associazione Galileo 2001 per la dignità della scienza

      sarĂ  relatore al convegno-dibattito:

      “L’ILLUSIONE DELL’ENERGIA DAL SOLE”

      FONTI ENERGETICHE E PEN
      (PIANO ENERGETICO NAZIONALE)
      PER UNA NUOVA POLITICA DELL’ENERGIA

      L’ENERGIA DAL NUCLEARE SARÀ LA FONTE ALTERNATIVA VINCENTE?

      SeguirĂ  rinfresco

      C.I.R.N.
      Comitato Italiano Rilancio Nucleare
      Sezione Fvg

      Segretario Regionale
      Nuovo PSI
      Prof. Lauretta Iuretig

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