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Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l’ intervento di Bersani

1 Giugno 2007 di Amministratore

Nei giorni scorsi sui principali quotidiani nazionali si è letto della querelle tra l’ oncologo Umberto Veronesi e il Nobel per la Fisica Carlo Rubbia sul rilancio del nucleare o meno in Italia. Alla fine anche il Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani ha detto la sua.

Ma andiamo con ordine: tutto nasce da un articolo sul gionale “La Repubblica” del 30 maggio.
Umberto Veronesi afferma di aver aderito all’appello degli scienziati del gruppo “Galileo 2001″ (inviato il 2 aprile al Presidente della Repubblica e al Governo) in cui sono proposti alcuni consigli per come rispettare gli impegni assunti con il protocollo di Kyoto sottoscritto dall’ Italia. E in questo appello la soluzione avanzata come più realistica per l’ abbattimento delle emissioni di CO2 (-6,5% per il 2012, -20% entro il 2020; -50% entro il 2050) è l’ opzione del nucleare, affiancata da una definizione di un piano energetico nazionale (PEN) in coordinamento con la comunità scientifica.
Pertanto Umberto Veronesi invita il governo italiano, sulla scia dell’ appello del gruppo “Galileo 2001″, a costruire dieci centrali nucleari nei prossimi dieci anni.

Di contro Carlo Rubbia dichiara che il problema non non può essere risolto con il nucleare in quanto non può aspirare a una diffusione su larga scala soprattutto per i problemi legati ai rifiuti radioattivi ad altà attività . Carlo Rubbia crede viceversa nella ricerca e nello sviluppo per trovare soluzioni ai problemi dell’ energia e dell’ ambiente.

Pierluigi Bersani sempre in data 30 maggio (di pomeriggio) a margine di un convegno sulle liberalizzazioni presso l’ università Luiss di Roma ha tuttavia messo la parola fine al dibattito affermando che, a prescindere dai pregiudizi, lanciare un piano nucleare in Italia non è economicamente proponibile, se non con un costo enorme sulla bolletta di imprese e cittadini e in questa situazione l’ Italia non si può permettere.
Bersani ha inoltre aggiunto che sarebbe più valido impiegare risorse nella ricerca sul nucleare di nuova generazione e preoccuparsi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi.



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  • 24 Commenti a “ Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l’ intervento di Bersani”

    1. Massimo Gambino scrive:

      Non mi stupiscono né il commento del ministro Bersani né le affermazioni di Rubbia. Il primo è impegnato nel tenere assieme un governicchio pieno unicamente di ideologia. Il secondo ha sempre osteggiato il nucleare da fissione: 25 anni fa, quando era alla ricerca di fondi (tanti fondi) per la ricerca del nucleare “pulito” da fusione; oggi perché è alla ricerca di fondi (tanti fondi) per la ricerca e lo sviluppo del solare termico.
      In una recente intervista televisiva Carlo Rubbia ha addirittura dichiarato di essere favorevole al nucleare da fissione ma che ritiene impraticabile questa opzione per la totale avversione delle popolazioni residenti in prossimità dei possibili insediamenti nucleari. IL VERO PROBLEMA E’ QUESTO!

      E allora il nostro Ministro allo sviluppo economico Bersani non dovrebbe confondere, come ha fatto nella sua farneticante dichiarazione, un COSTO con un INVESTIMENTO: un costo, per esempio, è il suo stipendio che non produce nulla di buono per la collettività ! Un investimento è una scommessa sul futuro: se il TESORETTO non fosse sufficiente a finanziare la costruzione di nuove centrali basterebbe chiedere alle banche amiche: sull’energia qualsiasi banca sarebbe disposta ad investire qualsiasi cifra.

      Sveglia Bersani!!!
      Ti capisco… devi convivere con l’illuminato Percoraro Scanio (l’uomo che risolverà il problema energetico nazionale con il bio-diesel e con l’impianto solare di Rubbia).
      Ma tu sei un uomo intelligente ed è molto difficile tollerare di essere presi per il culo da un uomo intelligente!

    2. Edoardo scrive:

      D’accordo con Massimo.
      Il Bersani, inventore dello “smantellamento accelerato” (una bestialità grossa come un ministero!), con una faccia tosta ed un’ignoranza spudorata afferma solo sciocchezze: nella Kwh nucleare, ove il comustibile influisce solo del 20%, sono già comprese le quote che ammortizzeranno le spese per lo smlatimento delle scorie e il decommissiong della centrale a fine vita, senza dover sobbarcare di altri oneri le bollette destinate ai cittadini. In questo forum il problema dei costi è stato più volte discusso, approfondito ed analizzato sotto i vari aspetti sia scientifici che sociali. Bisognrebbe riuscire a conivolgere più persone per smentire le bugie dette sul nucleare, cercare di informare e non di terrorizzare la gente al riguardo di una risorsa importante.
      Ricordiamoci questo:
      SOLO IN ITALIA, NON ALTROVE, IL NUCLEARE E’ DIVENUTO COSTOSSIMO E PROBLEAMTICO PROPRIO PER COLPA DI UN AMBIENTALISMO BECERO ED UN’OTTUSA CLASSE POLITICA CHE, STRVOLGENDO IL SENSO DI UN PENOSO REFERENDUM, HANNO VOLUTO CHIUDERE E SMANTELLARE TUTTO SENZA IL BENCHE’ MINIMO COINVOLGIMENTO DI PERSONALE TECNICO-SCIENTIFICO E, SOPRATUTTO, SENZA UNA VALIDA ALTERNATIVA ENERGETICA.
      Grazie per l’attenzione.

    3. Michele scrive:

      sono un ragazzo maturando che per il colloquio multidisciplinale sta affrontando il tema del nucleare come alternativa per risolvere il problema della dipendenza dai combustibili fossili; a che punto è realmente la ricerca? si può parlare davvero di energia pulita? qls informazione sarà davvero ben gradita! grazie a tutti

    4. Pietruccio scrive:

      L’energia atomica è una tecnologia consolidata (quindi non più in fase di ricerca): basta pensare che ci sono più di 400 reattori in funzione e che in Europa è la prima fonte di energia elettrica (nonostante l’Italia). Naturalmente continua la fase di ricerca per rendere il progetto sempre più sicuro ed efficiente.

      Sulla definizione di “pulito” invece ci sarebbe parecchio da discutere perchè la prima cosa che si deve dare è una definizione di “energia pulita”: qualunque processo industriale genera scorie e in generale inquinamento. Una interpretazione stretta del termine porterebbe a dire che non esistono fonti energia “pulite”, cioè prive di impatto ambientale. Se invece si vuole intendere il significato corrente, e cioè di un impatto ambientale “accettabile” allora il nucleare è pulito: tieni conto che il problema scorie è ampiamente risolvibile in modo più che soddisfacente.

      In questo sito, se giri, puoi trovare parecchio materiale per i tuoi scopi (fin troppo).

      Una spiegazione d’insieme relativamente semplice sullo stato dell’arte la puoi trovare su wikipedia: tieni conto che i reattori di III generazione (EPR) sono in fase di costruzione e che quelli di IV sono in fase di ricerca avanzata e non più ricerca di base.

    5. fabrizio scrive:

      Ciao a tutti , e’ stato piu’ volte menzionato in questo forum il fatto che i fondi per avviare una costruzione su vasta scala di centrali nucleari in Italia ci sono , evidentemente non c’e’ una volonta’ politica di portare avanti questo progetto in questo influiscono molto le elevatissime tasse sui carburanti di vario genere che sono in vigore nel nostro paese , quindi nucleare significherebbe meno entrate per lo stato , e si preferisce prediligere il petrolio come fonte di energia. VIVA IL NUCLEARE!

    6. fabrizio scrive:

      Ciao sono sempre io , volevo solo dire che i commenti del dott. Rubbia sono relativi visto che e’ il consigliere speciale del ministro Pecoraro Scanio , quindi , appoggia in pieno il progetto del ministro che pensa di risolvere il problema energetico con il solare e l’isolamento delle pareti delle case per non disperdere energia , speriamo che in futuro la Francia non ci abbandonera’ se no siamo fritti. VIVA IL NUCLEARE!

    7. Edoardo scrive:

      …più che l’isolamento delle pareti bisognerebbe isolare Pecoraro Scanio!

    8. Massimo Gambino scrive:

      Sono un nuclearista convinto.
      Non solo perché ho una laurea in ingegneria nucleare (100/100) del 1982 che ho potuto realmente “utilizzare” solo fino al 1987 (Chernobyl e referendum!!!) ma perché credo veramente nelle potenzialità di questa fonte energetica da molti punti di vista.

      1. Sul nucleare, in un modo o nell’altro, si appoggerà lo sviluppo delle generazioni future. Quando petrolio, carbone e gas diventeranno così rari da far aumentare il costo del KWh oltre le possibilità di acquisto da parte degli umani, solo il nucleare garantirà la stabilità e, forse, anche il progresso.
      2. Certamente NON il nucelare di oggi! La fissione termica, quel fenomeno fisico attorno al quale sono costruite TUTTE le centrali nucleari oggi funzionanti, potrà garantire al massimo altri 100 anni di rifornimenti bruciando una quantità di combustibile nucleare (Thorio, Uranio, Plutonio) veramente minimale rispetto alle riserve disponibili.
      3. Ma è indispensabile investire sulla fissione termica perché solo disponendo E PADRONEGGIANDO questa tecnologia potremo fare ricerca sulle altre due “promesse” per il futuro:
      - la fissione veloce (capace di bruciare teoricamente TUTTO il combustibile nucleare (anche quello già utilizzato nei reattori attuali!) aumentando di 100 volte le potenzialità della fissione nucleare;
      - la fusione nucleare (capace, ma per il momento solo in via puramente teorica, di utilizzare l’idrogeno ed i suoi isotopi per la produzione di una quantità incalcolabile di energia).
      4. CHI DISPORRA’ DI QUESTE TECNOLOGIE AVRA’ IN MANO IL MONDO e questo è sia un avvertimento sia una minaccia. Sappiamo bene, infatti, quanto siano oggi delicati e problematici gli equilibri politici con i pochi paesi che posseggono le risorse energetiche primarie; l’uranio e l’idrogeno sono più facili da reperire ma sarà necessario saperli sfruttare. Sarebbe opportuno quindi che un numero elevato di paesi fossero capaci di affrancarsi dalla dipendenza energetica: ciò renderà più “democratico” l’intero pianeta.
      5. Ho guardato profondamente nel futuro… ed ho dipinto un quadro abbastanza ottimista e rassicurante. Un quadro che TUTTI, anche i nostri politici ed i loro consulenti, possono vedere con una certa facilità .
      E allora io mi domando cosa possa spingere un professore di fisica, premio Nobel, a mettersi al soldo di un “pecoraro” illudendo le giovani generazioni che, in grande maggioranza, vedono realmente il sole come UNICA risorsa per il futuro. E’ falso!
      6. Bisogna dirlo chiaro e forte: Rubbia (proprio perché è un premio Nobel) è un delinquente! il sole non risolverà i nostri problemi energetici né con il silicio né con gli “specchi ustori” del vecchio Archimede. BISOGNA URGENTEMENTE INVESTIRE SULLE NUOVE FONTI ENERGETICHE ED UNA SOLA DI ESSE E’ VERAMENTE “RISOLUTIVA”.
      7. Contemporaneamente, ma con un livello di urgenza assolutamente secondario, si dovrà investire su altre tre importanti risorse:
      - IL CONTROLLO DELLE NASCITE,
      - IL RISPARMIO,
      - LE ENERGIE ALTERNATIVE.

      8. Come vedete ho inserito il CONTROLLO DELLE NASCITE fra le TRE risorse energetiche su cui investire.
      I cattolici, probabilmente, mi accuseranno di “egoismo” esistenziale. Non me ne frega niente. La terra non può sopportare l’attuale tasso di crescita della popolazione. L’occidente ha dimostrato che, al raggiungimento di un livello di benessere “sufficiente”, il tasso di natalità rallenta velocemente. L’occidente può essere considerato un ambiente a crescita zero.
      Ma 5 (FORSE PIU’) miliardi di uomini non hanno raggiunto tale livello economico e culturale e continuano a crescere numericamente ad un ritmo insostenibile per il genere umano. E ciò è dovuto al fatto che, nonostante condizioni di vita assolutamente degradate rispetto ai nostri standard, le società attuali sanno proteggersi meglio che in passato da carestie, pestilenze, ed epidemie in genere. L’Africa, ad esempio, ha una tasso di crescita impressionante nonostante l’epidemia di AIDS sia violentissima ed inarrestabile.
      ===
      Bisogna essere pragmatici e forse anche un po’ cinici. Osservare la realtà , analizzare tutte le possibili alternative ed agire velocemente. Ho in mente qualche ipotesi ma è decisamente troppo brutale e non la dichiaro: volendo risparmiare la vita di un paziente, a volte, è necessario procedere con l’amputazione della gamba in cancrena.
      ===
      Risparmio energetico.
      A fatica il mondo si sta accorgendo che l’energia è un bene prezioso e che potrebbe terminare.
      MA VE LA IMMAGINATE LA NOSTRA SOCIETA’ COMPLETAMENTE PRIVA DI MEZZI DI TRASPORTO INDIVIDUALI SEMPRE DISPONIBILI? POTREBBE AVVENIRE NEL GIRO DEI PROSSIMI 100 ANNI QUANDO, COME SI SENTE DIRE IN GIRO, PETROLIO E GAS FINIRANNO!!!

      E allora bisogna investire pesantemente per valorizzare le risorse energetiche e non gettarle dalla finestra.
      Sembra impossibile governare questo fenomeno. I politici pensano all’impopolarità che potrebbe derivare da una limitazione d’imperio dei consumi.
      Eppure, nella scorsa legislatura, è stato imposto il divieto di fumare nei luoghi pubblici. Sembrava una catastrofe!!! E invece la gente si è adeguata senza battere ciglio.
      Se una cosa è ragionevole la gente la capisce immediatamente e modifica le proprie abitudini… a volte anche con soddisfazione.
      EBBENE. IO SOSTENGO CHE POTREBBE ESSERE VERAMENTE FACILE IMPORRE UNA POLITICA DI RISPARMIO ENERGETICO EFFICACE, RAPIDA, QUASI INDOLORE E CON EFFETTI BENEFICI PER TUTTA LA POPOLAZIONE NAZIONALE (OBIETTIVO RISPARMIO ENERGETICO DEL 15% IN UN ANNO):
      1° INTERVENTO: patto con il cittadino. Lo Stato mi dice: caro cittadino, abbiamo valutato che la quantità di energia elettrica che ti servirà mensilmente per mantenere un decoroso stile di vita (TV, forno, lavatrice, lavapiatti…) è di X KWh. Ognuno di questi KWh ti costerà Y (il prezzo attuale). Tutto ciò che consumerai in più deve essere definito SPRECO e per questo motivo, l’energia elettrica da te consumata (tutta) ti costerà un po’ di più, diciamo 5-10 volte di più e senza eccezioni.
      Volete scommetere che nei giro di 2 mesi ci doteremmo tutti di elettrodomestici a basso consumo e faremmo molta attenzione a spegnere tutte le utenze superflue? Scommettiamo che ridurremmo drasticamente anche l’uso di quegli inutili condizionatori estivi che ammorbano l’aria delle nostre case? E così facendo risparmieremmo anche sulla bolletta elettrica.
      2° INTERVENTO (un po’ più complesso) Lo Stato dice: cara azienda, se adeguerai i tuoi impianti produttivi ad un serio piano di risparmio energetico ti gratificherò con tariffe energetiche che ti permetteranno di competere meglio sui mercati internazionali. Se non lo farai, pagherai tutto più caro, molto più caro.
      3° INTERVENTO (facilissimo) TUTTE LE NUOVE COSTRUZIONI civili, commerciali, industriali, DA DOMANI dovranno essere realizzate secondo precisi criteri di risparmio energetico. Il metroquadro costerà un po’ di più ma, in esercizio, risparmieremo tutti recuperando ampiamente l’investimento.

      Non è difficile ragionare su questi temi. PENSATE A QUANTE IPOTESI SI POTREBBERO FARE SULLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI E SUI TRASPORTI IN GENERE!!! Tutte le ipotesi dovranno essere basate su alcuni principi chiave:
      - devono essere equi, quindi valere per tutti i cittadini allo stesso modo;
      - devono essere semplici da applicare e da controllare: la complessità facilita inevitabilmente l’elusione
      - devono rappresentare obiettivi concreti, molto semplici da capire per tutti;
      - non devono essere “politici” ma far leva unicamente sul “buon senso comune”; troppo spesso le sagge decisioni vengono sacrificate sull’altare della politica.

      Infine le fonti energetiche alternative.
      Mi viene sinceramente da ridere quando il “pecoraro” progetta un futuro italiano fatto di “biomassa”: in Brasile molte automobili vengono già oggi alimentate con il biodiesel, ma in Italia, dove il terreno coltivabile pro-capite è già limitatissimo, e ci serve per il vino e per l’olio, dove cavolo facciamo crescere le barbabietole?

      Tutte le fonti energetiche alternative hanno una propria dignità .
      Ogni sforzo va dedicato alla ricerca ed all’ottimizzazione.
      Ma lo sforzo principale è quello del buon senso.
      Le centrali solari siciliane di Rubbia e del “pecoraro” potrebbero avere un ruolo importante nelle forniture energetiche di limitati ambiti territoriali.
      Ma non avranno sicuramente alcun impatto significativo nel bilancio energetico nazionale. Questo è chiaro a tutti!!! Per produrre l’energia elettrica di una sola centrale nucleare (circa 1000 MWe) dovremmo realizzare una ventina di centrali solari “termiche” ma si tenga conto che una centrale nucleare produce tutta la sua energia per più del 90% del suo tempo di vita mentre una centrale solare, purtoppo, anche se costruita in Sicilia terra del sole, funzionerà al massimo per il 33% del suo tempo di vita (come è noto, infatti, c’è la notte anche in Sicilia)

      CONCLUSIONE
      BUTTIAMO VIA LE IDEOLOGIE, SIA QUELLE AMBIENTALISTE CHE QUELLE IPERTECNOLOGICHE.
      GUARDIAMO CON ATTENZIONE AL NOSTRO FUTURO
      DISEGNAMO GLI SCENARI POSSIBILI
      INVESTIAMO SUI CERVELLI DEI NOSTRI GIOVANI (MANDANDOLI A STUDIARE IN FRANCIA, IN GERMANIA, NEGLI STATI UNITI O ANCHE IN CINA) SELEZIONANDO LE MENTI MIGLIORI
      VALUTIAMO TUTTE LE POSSIBILI SOLUZIONI PESANDONE COSTI E BENEFICI IN TERMINI REALI (NON IDEOLOGICI)
      INFORMIAMO LA POPOLAZIONE (non è vero che il popolo è bue! ma se gli diamo solo il fieno, alla fine muggirà !!!)
      A QUESTO PUNTO SARA’ PIU’ FACILE CONDIVIDERE LE SCELTE PIU’ CORRETTE E PIU’ LUNGIMIRANTI.

    9. Paolo Fornaciari scrive:

      Ho provato più volte ad inviare un messaggio, ma senza successo.
      Forse il Forum è stato chiuso?
      Paolo Fornaciari, Presidente Onorario Associazione Italiana Nucleare
      Roma, 10 giugno 2007

    10. Paolo Fornaciari scrive:

      Cari ragazzi, complimenti per i vostri posts!
      Rubbia è una persona simpatica, intelligente, estroversa, ma non si intende di centrali nucleari, non avendone costruita nessuna. Al tempo del disastro di Chernobyl affermò “i reattori nucleari sono macchine instabili”, parere condiviso dalla Montalcini, altra esperta, che li definì “pericolosi”.
      Dimostrando entrambi di ignorare che instabile e pericoloso era solo Chernobyl e non tutti gli altri reattori nucleari. L’On. Bersani, dopo aver fatto spendere inutilmente al Paese 200 miliardi di euro, tra uscita dal nucleare, smantellamento accelerato delle centrali nucleari dimesse, ma ancora agibili ( gli USA hanno riavviato Browns Ferry, un BWR della GE simile a Caorso dopo 22 anni di fermata), incentivi a pioggia sulle fonti rinnovabili e assimilate, invio in Francia del combustibile nucleare esistente in Italia per il riprocessamento, non contento vorrebbe ora almeno 4 o 5 rigassificatori di gas liquefatto : altri 30 Mld di euro, una spesa inutile, pericolosa e costosissima. Carlo Rubbia dichiara che il problema non non può essere risolto con il nucleare in quanto non può aspirare a una diffusione su larga scala soprattutto per i problemi legati ai rifiuti radioattivi ad altà attività . Carlo Rubbia crede viceversa nella ricerca e nello sviluppo per trovare soluzioni ai problemi dell’ energia e dell’ ambiente. Il Ministro allo Sviluppo Economico, On.Pierluigi Bersani, in data 30 maggio 2007 a margine di un convegno sulle liberalizzazioni presso l’ Università Luiss di Roma ha tuttavia messo la parola fine al dibattito affermando che, a prescindere dai pregiudizi, lanciare un piano nucleare in Italia non è economicamente proponibile, se non con un costo enorme sulla bolletta di imprese e cittadini e in questa situazione l’ Italia non si può permettere. L’On. Bersani ha inoltre aggiunto che sarebbe più valido impiegare risorse nella ricerca sul nucleare di nuova generazione e preoccuparsi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi. Sulla pretesa non economicità del nucleare, il Bersani dovrebbe spiegare perché l’Italia importa energia nucleare non solo da Francia, Germania e Svizzera, ma anche dalla Slovenia, pagandola un terzo di quanto a noi costa produrla.

    11. Paolo Fornaciari scrive:

      Facciamo chiarezza sullo smaltimento delle scorie radioattive.
      Oggi il problema sembra quello dello smaltimento delle scorie radioattive : la radioattività si trova dappertutto : arriva dallo spazio esterno, é nel terreno, si trova perfino nel nostro corpo. Le radiazioni sono dovunque, intorno a noi e sono presenti sin dalla nascita del pianeta. Noi non possiamo eliminarle dal nostro ambiente. Tuttavia qualche Sindaco buontempone ha pensato di “denuclearizzare” il proprio Comune. Il livello di radioattività oscilla durante la giornata a causa di fenomeni chimici o naturali, che avvengono nel nostro ambiente, come ad esempio per effetto dell’irraggiamento solare. La dose annuale media efficace di radiazione da sorgenti naturali o da attività umane, per la popolazione mondiale, è di circa 3 mSv, valore che tiene conto della esposizione alle radiazioni alfa del radon e dei nuclidi discendenti. L’80% di questa dose (2.4 mSv) è dovuta al fondo naturale di radiazione, anche se il livello di radiazione può variare notevolmente a seconda della geologia e dell’altezza della regione a cui la gente vive. E’ importante sottolineare che il fondo naturale di radiazione varia nelle diverse aree del pianeta, anche di 100 volte, senza che si siano riscontrate differenze nelle statistiche delle leucemie e dei tumori. I livelli più elevati di radiazione nel mondo sono stati riscontrati a Ramsar (Iran) con un valore massimo di 260 mSv/anno (medio 10.2) e a Kerala (India) con un massimo di 35 mSv/anno (medio 3.8).
      In aggiunta non è fuori luogo ricordare che il livello di radiazione in Piazza S. Pietro a Roma, pari a 700 mrem/anno, è più elevato del valore attuale nella zona interdetta di 30 km di raggio attorno alla distrutta centrale nucleare di Chernobyl (500 mrem/anno), perché il selciato di Piazza S. Pietro è realizzato con cubetti di porfido, roccia vulcanica che contiene torio, elemento naturalmente radioattivo. Per gestire i rifiuti ad alta attività sono utilizzate due differenti strategie. Lo smaltimento entro rocce stabili e profonde ha registrato progressi significativi negli ultimi dieci anni, particolarmente per quanto riguarda la comprensione, la caratterizzazione e la modellazione delle barriere di sicurezza naturali o appositamente costruite.

    12. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve
      si ricorda che se un messaggio non appare immediatamente è perchè il sistema anti-spam lo ha probabilmente messo in lista di attesa per essere manualmente moderato. è sufficiente attendere ed il messaggio alla fine apparirà .
      purtroppo è necessario questo sistema per evitare i messaggi spam.

    13. Pietruccio scrive:

      Se vogliamo parlare di politica allora voglio ribadire (so che sono impopolare) che non è logico prendersela coi politici.

      Non so come la pensi il ministro Bersani sul nucleare, ma so che non potrebbe dire né fare niente di diverso da quel che dice e che fa perché fa parte di una coalizione di cui fanno parte i verdi, che metterebbero in crisi il governo al minimo cenno di cedimento su questo argomento, perché hanno un patto coi loro elettori e su questo fronte il mandato è tassativo. Lo stesso ministro Bersani lo ha coi suoi elettori che lo manderebbero sicuramente a casa se solo immaginassero una mancanza di fermezza su questo punto. Lo stesso vale per Prodi, che essendo oltretutto stato vicino ad Andreatta, probabilmente la pensa nel modo giusto sull’energia nucleare, ma certo non lo può dire.

      Del resto anche il governo precedente, pur essendo formato da ministri e appoggiandosi a partiti che hanno posizioni più responsabili nei confronti del paese su questo punto, non mi risulta abbia fatto niente di concreto, e non poteva: perché se il 70% della popolazione è contraria è sicuro che una buona fetta di queste persone si trova anche fra gli elettori del polo e un’azione decisa in favore del nucleare lo porterebbe sicuramente in minoranza.

      Il fatto è che la politica in Italia è estremamente debole per cui non può fare da guida, può solo inseguire l’elettorato (o almeno provarci). Ecco allora le scelte irresponsabili in termini di politica energetica e non solo (basta pensare alle pensioni, ai trasporti ecc…).

      Il problema è culturale, di mentalità . E’ piuttosto evidente che per sconfiggere una superstizione radicata come quella antinucleare (alcuni esempi ci sono anche nel forum di Zona Nucleare, per esempio, con gente che crede che Chernobyl stia facendo fuori mezzo Friuli) alla gente comune non servono certo i discorsi dei tecnici, che dopo 30 secondi nessuno ascolta più perché sono faticosi e noiosi: per far capire qualcosa alle persone ci vogliono gli spot e le campagne mediatiche fatte da chi conosce bene la comunicazione. E chi li paga? Io?

      Ma chi allora dovrebbe portare avanti una politica di informazione corretta? Certo non l’Enel (che sul piano dell’informazione, ultimamente non mi sembra molto seria: basta guardare le pubblicità di questi giorni sul risparmio, sull’energia verde e ………. non ho capito cosa, perché dalla rabbia giro prima che sia finito lo spot). Servirebbero associazioni tipo quelle dei consumatori, che non conosco per niente, ma a prima vista mi sembra che preferiscano l’altra sponda. Le uniche che rimarrebbero sarebbero le associazioni delle categorie produttive del paese: per esempio quelle degli imprenditori. Francamente mi chiedo cos’abbiano in testa. Per un Montezemolo che si esprime timidamente e genericamente in senso positivo non si sente nessuno che gli faccia da eco e spinga con energia (nel senso che ho detto sopra, con campagne mediatiche) in quella direzione. Ma quando l’Italia si sarà impoverita (e succederà perché la politica energetica non ha un impatto trascurabile sull’economia e l’instabilità internazionale lascia pensare che non sarà fra molto tempo) questi signori a chi pensano di vendere i loro prodotti, ai cinesi? A volte mi chiedo se si sono fatti intortare dai verdi pure loro.

    14. Fabrizio scrive:

      Volevo fare solo una osservazione , in base alle mie conoscenze sia storiche che politiche , la sinistra che si fonda su una ideologia ti tipo comunista da che mondo e ‘ mondo e’ stata sempre favorevole uno sviluppo del potenziale nucleare sia civile che militare , quindi mi domando cosa e’ successo ? questa e’ una sinistra un po anomala o mi sbaglio ? VIVA IL NUCLEARE !!!

    15. Edoardo scrive:

      Un saluto allo stimatissimo Ing. Fornaciari ed un sentito ringraziamento per i suoi illuminanti interventi.

      Per Massimo Gambino:
      confermo e sottoscrivo tutto ciò che affermi: un’analisi logica ed approfondita molto interessante e condivisibile.
      Su un unico punto la penso differentemente da te.
      Premetto che io sono un cattolico praticante, non mi vergogno a dirlo anzi… Per la limitazione delle nascite penso ci si debba rivolgere a metodi per un possibile aumento del benessere ove occorre (ecco l’importanza dell’energia) perchè, come giustamente affermi, il benessere rallenta le nascite, così come da noi in Europa (Italia, Spagna e Grecia i paesi più vecchi)
      Sarei contrarissimo se si pensasse a soluzioni tipo Cina o India ove al massimo una famiglia può avere un figlio (possibilmente maschio!) e gli altri vengono buttati via. Bene il progresso ed il benessere, ma la vita è vita.
      Non voglio certo aprire un dibattito su questioni che esulano dal tema del forum ma mi pareva giusto dirlo anche se, Massimo rispetto la tua opinione.

      Grazie per l’attenzione.

    16. Paolo Fornaciari scrive:

      RISPONDO A MASSIMO GAMBINO : SIAMO IN TROPPI SULLA TERRA?

      La fame nel mondo é figlia della sovrappopolazione? L’idea non è nuova. Cose vecchie. Già ai tempi di Tertulliano (ca. 155 - 245 DC), quando sulla terra vivevano solo 190 milioni di persone, si denunciava la catastrofe incombente per la sovrappopolazione.
      La teoria dell’incompatibilità tra aumento delle nascite e diffusione del benessere risale a Thomas Malthus (1766 – 1834), con il suo “Saggio sul principio di popolazione” del 1798. Lo spunto di questo saggio fu dato dalla nuova legislazione, varata nel 1795, per l’assistenza ai poveri. Era stato deciso di accordare un sussidio a quanti non ricevevano un salario sufficiente per vivere. Questo sussidio veniva finanziato con tasse a carico degli abitanti di ogni parrocchia. Malthus si scagliò contro questa legge sostenendo che, mentre la produzione alimentare cresce seguendo una progressione aritmetica (1,2,3,4…), la popolazione cresce invece seguendo una progressione geometria (2,4,8,16…) : per questo motivo l’umanità si sarebbe ridotta alla fame se non avesse fermato la crescita della popolazione. La storia ha dimostrato che Malthus ha sbagliato tutto sia nel metodo che nelle previsioni. Dal punto di vista demografico, se i calcoli di Malthus fossero stati esatti, oggi la popolazione mondiale conterebbe 256 miliardi di individui e invece abbiamo appena raggiunto la soglia dei sei miliardi. Per quanto riguarda la crescita della produzione Malthus non tenne in alcun conto gli effetti del progresso tecnico e della crescita del capitale umano. Ma sulla bontà del progresso umano e civile degli ultimi secoli, realizzato anche grazie agli enormi avanzamenti in campo scientifico e tecnologico, non ci sono dubbi. E’ vero che tra il 1820 il 1990 la popolazione mondiale è quintuplicata, ma nello stesso periodo l’economia nel suo complesso è cresciuta di 40 volte. Il mondo moderno offre all’umanità grandi opportunità . La ricerca scientifica, lo sviluppo economico, la disponibilità di alimenti e i progressi della scienza medica forniscono la prospettiva di una vita in continuo miglioramento, come mai è accaduto in tutta la storia del genere umano. Nel campo sanitario, ad esempio, medici illustri hanno affermato che nel corso degli ultimi cento anni, la medicina ha fatto più progressi che in tutti i secoli precedenti, a partire da Ippocrate e Galeno. Si va affermando una ecologia fondata su una concezione più ottimista dell’uomo e delle sue potenzialità . Un uomo che non è maledizione, ma benedizione del pianeta. Un uomo che non è un problema, ma una soluzione. Un uomo che non è impoverimento, ma ricchezza per il mondo. Un uomo che, pur con tutte le sue imperfezioni è creato a immagine e somiglianza di Dio e che dispone quindi di tutte le potenzialità per rendere più bello e più giusto il mondo dove viviamo. Un uomo la cui prole suscita speranza e non disperazione, sia per l’umanità che per l’intero creato.
      Pochi sembrano rendersi conto che Nord e Sud del pianeta sono uniti da un comune destino, nel senso che l’avvenire del Nord è sempre più interdipendente e interrelato con l’avvenire dei Paesi del Terzo Mondo. Ricordiamo a questo proposito che nell’Atto costitutivo delle Nazioni Unite (1945), così come nella successiva “Dichiarazione dei diritti dell’uomo”, accanto alla pace era stata indicata quella dello sviluppo inteso come “progresso economico e sociale di tutti i popoli”.
      Questo concetto, che non è solo energetico o economico, ma sopra tutto etico, è stato da sempre motivo ricorrente e patrimonio della dottrina sociale della Chiesa Cattolica Romana. Dalla “Rerum novarum” (1891) di Papa Leone XIII alle più recenti encicliche “Sollecitudo rei socialis” (1987) e “Centesimus Annus” (1991) di Papa Giovanni Paolo II cent’anni dopo, che sottolineano i problemi della ingiusta ripartizione dei beni tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo: “sono pochi quelli che possiedono molto e molti quelli che non possiedono quasi nulla”. O come diceva con disarmante semplicità il Mahatma indiano Gadhi : ” La Terra ha abbastanza risorse per le necessità dell’uomo, non per la sua avidità “.

    17. Pietruccio scrive:

      Per Fabrizio.

      Un po’ di storia italiana così, come viene, senza troppe pretese: naturalmente sono graditi interventi, integrazioni, smentite, insulti e quant’altro (quando non parlo di calcio sono pronto ad accettare qualunque critica e vessazione pur di ostentare un atteggiamento corretto e democratico).

      Nel dopoguerra il nucleare in Italia era di sinistra (e anche dei socialisti) non perché glie ne fregasse qualcosa, ma perché volevano portare avanti le statalizzazioni e il nucleare non era facilmente sostenibile da parte di un ente privato (pare che la centrale di Trino-PWR ,venne iniziata dalla Edison, privata, proprio come sfida per dimostrare il contrario). Quindi dire che l’energia nucleare era “la migliore” significava esprimere la necessità di statalizzare l’energia elettrica. Qualcuno mi ha detto che, all’epoca, i socialisti erano i “poveri ma onesti” della politica italiana. Sarà vero? Boh! Io ero piccolo e loro sono finiti al governo.

      Per avere un’idea di come andassero allora le cose consiglio la lettura del libro “Il costo della menzogna – Italia nucleare 1945-1968” del grande Mario Silvestri, che il Giornale dell’Ingegnere (http://www.giornaleingegnere.it /num_17-2004/articolo.htm) definisce “Massimo esponente dell’ingegneria nucleare in Italia e storico insigne”, “non ha ottenuto, come spesso accade, i riconoscimenti che il suo genio meritava.” Già il titolo e la dedica al prof. Giuseppe Bolla “maestro inascoltato di una patria ingrata” la dicono lunga. Mario Silvestri, fra le altre cose, ha lavorato per la costruzione di quello che avrebbe dovuto essere il reattore italiano “a nebbia” (detto CIRENE: niente a che vedere con la val Padana).

      Non molto amato dallo stesso di cui sopra, ma grande promotore del nucleare italiano fu anche (pure lui grande) Felice Ippolito (vedere su Wikipedia), fatto fuori da loschi figuri (PSDI e altri vicini alla destra? ) in un processo che da molte fonti ho visto definire come farsa (Allora ero sempre piccolo. Pare che quei verdi ante-litteram sostenessero che “Costruire centrali nucleari per produrre energia equivale a costruire una segheria per produrre segatura”) pare proprio per far fuori il nucleare italiano a favore di un consumo inconsulto e dissennato di petrolio: Ippolito aveva promosso la costruzione della centrale di Latina (gas-grafite) e Garigliano (BWR 1 a ciclo duale, di prima generazione, con un contenimento dalla forma curiosa: sembrava un po’ una lampadina, ma in grande: ho ancora il poster da qualche parte).

      A questo punto faccio due considerazioni. La prima è che l’Italia aveva a quel punto ben tre centrali e tutte di tipo diverso: poteva così valutare al meglio le potenzialità delle varie filiere e favorire uno sviluppo negli anni a seguire non solo su basi razionali ma soprattutto sull’esperienza diretta. Eravamo un paese avanzatissimo! In secondo luogo, a mio parere, era anche interessante l’idea (spesso criticata) di Ippolito di sviluppare l’energia nucleare al Sud ritenendo trascurabile l’effetto dovuto alla perdita di rendimento per trasporto sulle linee elettriche fino ai grossi centri produttivi del Nord: erano molto più importanti gli aspetti socio-economici e le ricadute sullo sviluppo che avrebbero sicuramente aiutato a ridurre le distanze fra le due italie. Non ci riuscì mai perché il paese, ingrato pure con lui, lo mise in galera.

      Taglio corto. Fra polemiche varie e tira e molla, con gli intellettuali fichi che per fare da anticonformisti criticavano il nucleare (ma così, senza fare danni, solo per darsi importanza e atteggiarsi a radical-chic), venne poi avviata la costruzione di Caorso (BWR 4+, bella centrale, molto più avanzata di Garigliano) e poi quella di Montalto (avrebbe dovuto essere un gioiellino di BWR 6 – MARK III con un contenimento che era un bijou).

      A un certo punto i socialisti, forza di governo che conta, finiti nelle mani di Craxi e Martelli fanno un congresso a Venezia da cui escono con una posizione a 180° sull’energia. La parola d’ordine era: abolire in nucleare (tecnologia “vecchia”) e puntare alla grande sul gas (tecnologia “nuova” ?! termine che in politica funziona divinamente per intortare la gente) e Martelli ci mette il faccione con tutto il suo enorme fascino. Il PCI è per lo sviluppo sostenibile: un modo per non prendere posizione visto che al suo interno c’erano tutte e due le anime, pro e contro. Notare che nel partito c’è anche Ippolito e quindi il PCI non può non sapere come stanno veramente le cose.

      Salta Chernobyl. Grande can can di ambientalisti e radicali (partito fondato non solo da Pannella ma anche da Ippolito: destino crudele!) contro il nucleare. A dire il vero, scavando nella memoria, mi ricordo più dei radicali che dei verdi: si vede che erano più bravi a carpire l’attenzione sui media. Fra loro il giovane Rutelli (oggi Margherita) e il giovane Taradash (oggi Forza Italia): tanto per dire che quando si tratta di sparare tecnoscemenze destra e sinistra sono alleate. Il fatto è che per capirci qualcosa sui problemi tecnico-scientifici bisogna faticare (cioè studiare) parecchio e la cosa non è particolarmente gradita a chi ama “parlare” e “sa argomentare”, e purtroppo, a comandare vanno sempre quelli. Tanto per capire il livello culturale degli antinuclearisti basta ricordare che questi usano come simbolo “Nucleare NO Grazie” proprio il sole: cioè la più grossa fonte di energia nucleare! La cosa è ridicola ma data l’abissale ignoranza scientifica che c’è in giro nessuno se ne accorge. Anzi, chi si definisce ambientalista, da quel momento in poi, sarà considerato “imparato”, fonte e oracolo di verità , tecnologia e scienza vivente, partecipatore di dibattiti e congressi, ogniddove presente come il prezzemolo, degno di insultare qualunque Amaldi (anche lui premio Nobel come Rubbia ma molto meno amato dai politici, e questo è un punto a suo favore) gli si fosse presentato davanti. Avevo visto quel famoso dibattito fra Mattioli e Amaldi in diretta alla TV (il vecchio professore dette dell’imbecille al giovane virgulto, ma il giorno dopo i media girarono tutto a favore di quest’ultimo) e saltavo sulla sedia ogni volta che il sedicente professore di fisica (Mattioli) sparava castronerie confondendo continuamente certe grandezze fisiche col relativo valore specifico, le sue derivate, i suoi integrali nel tempo e/o nello spazio. Come confondere la massa con la densità o la velocità con la distanza. Ma come può essersi laureato in fisica uno così?

      Non ricordo, nel periodo del referendum, prese di posizione della destra, quella che oggi si dice favorevole. Direi che nicchiava senza esporsi troppo. Solo i Repubblicani (oggi, infatti, non esistono più) oltre che Andreatta e Goria della DC (anche loro, purtroppo, non ci sono più) avevano il coraggio di dire la verità quella vera. Nei DS (o era ancora PCI non ricordo), dopo un’animata discussione in un congresso durata più giorni, vinsero i “buoni” e quelli come Ippolito, servitore dello stato e del popolo italiano, vittima di congiure non proprio limpide, uomo che si era esposto e aveva pagato per farci stare tutti meglio, se ne dovettero andare pure da lì. Complimenti!

      Perché tanta avversione da sinistra? Se a pensar male, pur facendo peccato, ci si indovina sempre, sarei portato a pensare che il motore qui, come nella sinistra estrema, sia stato la pura, semplice, potentissima invidia (sto parlando non della gente qualsiasi, ma di chi ha le mani in pasta e ha l’autorità e il prestigio per convincere gli altri). La paura e la necessità di dirottare a se tutti i fondi per la ricerca energetica, affamando la bestia (l’Italia) per renderla bisognosa di energia alternativa (alternativa a qualsiasi cosa funzioni). Oggi dette fonti si chiamano rinnovabili ed hanno come caratteristica, appunto, quella di non funzionare altrimenti non è più necessario un certo tipo di ricerca finendo così per non servire più allo scopo: ricordo che Ugo Spezia, sul Le Scienze del giugno 2005 (bellissimo articolo), ci ricorda che le fonti rinnovabili, costate a noi (cioè all’Italia, ma l’Italia siamo noi) 100.000 miliardi di lire (50 miliardi euro = una grossa finanziaria) contribuiscono allo 0.5% del fabbisogno energetico nazionale. Direi che lorsignori, visti i risultati, dal loro punto di vista, sono stati più che mai efficienti e lungimiranti.

      Caro Fabrizio, come vedi, non c’è niente di lineare e logico nella questione politica-nucleare. C’è stata solo una guerra commerciale combattuta da più parti col fine puro e semplice di infilare le mani nelle nostre tasche. Non so chi abbia vinto di più. So di sicuro chi ha perso: gli italiani.

    18. Fabrizio scrive:

      Sapete se esiste una legge internazionale stilata ovviamente nel dopoguerra che vieta all’Italia , in quanto paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale ,di detenere un proprio arsenale , sia tattico che Icbm , di tipo nucleare ? VIVA IL NUCLEARE!!!

    19. Edoardo scrive:

      I trattati di Roma degli anni ‘50 (1952 se ben ricordo) all’indomai della conferenza tenuta da Eisenhover chiamata “Atoms for peace” sanciscono che l’Italia si impegna “…a sviluppare una potente industria nucleare per scopi pacifici” (non dimentichiamoci che l’Italia era ed è tutt’oggi membro dell’Euratom)
      Vedi Fabrizio, da qui si evince una delle più grandi bugie che ci raccontano: il referendum ha abrogato il nucleare…Un referndum può essere abrogativo o confermativo di una legge non di una ratifica di un trattato internazionale (vedasi art. 75 della Costituzione). Il referendum è una consultazione diretta del popolo ma non ha nessun potere nè legislativo (c’è il Parlamento) nè esecutivo (c’è il Governo).
      Come giustamente sottolineava Massimo, anche se i quesiti referendari non dicevano nucleare si nucleare no, questi sono stati disonestamente usati per distruggere una ben avviata industria nucleare….I petrolieri e gli idioti verdi ed ambientalisti ringraziano.

    20. Massimo Gambino scrive:

      Grazie a Edoardo ed a Paolo Fornaciari per il loro commento alla mia provocazione inerente il CONTROLLO DELLE NASCITE.
      L’abbiamo messa sul piano culturale… eh!

      Vorrei precisare meglio il motivo che mi ha indotto ad inserire tale voce fra le variabili da tenere con attenzione sotto controllo per le generazioni future.

      Supponiamo PER ASSURDO che nel giro dei prossimi 170 anni non si riesca a venire a capo del problema tecnologico della controllabilità della fusione nucleare.
      Supponiamo, SEMPRE PER ASSURDO, che, nello stesso arco di tempo, i movimenti ambientalisti crescano e si diffondano a tal punto da rendere impraticabile l’installazione di reattori veloci autofertilizzanti o che non si riesca ad individuare un refrigerante adeguato a questo tipo di reattori.

      Nello stesso arco temporale la popolazione mondiare crescerà in maniera sensibile: al tasso attuale fino a 30 miliardi di persone.

      Ora, gentile ingegner Fornaciari, il problema che le sottopongo è il seguente: lei ci informa che dal 1820 al 1990 la popolazione mondiale si è moltiplicata di 5 volte ma che contemporaneamente l’economia è cresciuta di 40 volte.
      Lei pensa che, con le ipotesi da me avanzate, questi rapporti siano in qualche modo riproducibili nel periodo 1990-2160? Ci sarà energia sufficiente a sostenere tale sviluppo.
      E se, come è lecito ipotizzare, la disponibilità effettiva di risorse (petrolio, carbone gas ed uranio) tenderà naturalmente a diminuire fino ad azzerarsi, cosa ne sarà dei nostri pronipoti?

      Ho tre figli; spesso immagino i miei nipoti ed i loro pronipoti. Credo sia giusto cominciare a ragionare in termini di un futuro lontano.

      La crescita economica e l’aumento della popolazione hanno, fra loro, correlazioni abbastanza deboli.
      La crescita ecomonica dipende principalmente dalla disponibilità di energia.
      L’aumento demografico no!

      La domanda è quindi: nei prossimi 170 anni potremo disporre dell’energia pro-capite sufficiante a supportare un ulteriore drastico aumento della popolazione?
      Quanta energia servirà a sostenere uno sviluppo economico che dia da mangiare (in senso figurato, ovviamente) a 30 miliardi di persone?

      Ma attenzione!!! Ho ipotizzato un numero enorme: 30 MLD!!!
      Il ragionamento potrebbe essere quasi identico anche a popolazione costante perché sappiamo bene che il numero di umani che rivendicano il diritto al consumo di energia sta rapidamente crescendo anche nel momento attuale.
      Basti pensare all’aumento di consumo energetico pro-capite cinese negli utlimi 10 anni!!!

    21. Paolo Fornaciari scrive:

      Massimo Gambino mi chiede quale sarà la stuazione energetica a livello mondiale nel 2160, cioè tra 153 anni.
      Per i prossimi 20 anni il Consiglio Mondiale dell’Energia (WEC) prevede un fabbisogno energetico complessivo del 40/50% in più di quello attuale ed elettrico anche maggiore. Si può presumere che il fabbisogno energetico mondiale nel 2160 sia di 35 Mld di tep a fronte di un numero di persone di 17 Mld (Ipotesi M. Silvestri), con un consumo energetico pro capite di 2 tep, a fronte dello 1.6 di oggi. La domanda quindi da porsi , più che il controllo demografico, è se lo sviluppo scientifico e tecnologico sarà in grado di triplicare l’offerta di energia ad un costo accettabile. Solo l’energia nucleare può consentirlo, nel rispetto dell’ambiente. L’idea per contro espressa alla recente Conferenza IAEE di Firenze che si possano ridurre i consumi di energia di tre volte entro la metà del secolo - significherebbe tornare al Basso Medio Evo - mi pare una grossa, incredibile sciocchezza.
      paolo_fornaciari(chiocciola)libero.it

    22. Camillo scrive:

      A fronte di tante opinioni così ben articolate, vorrei fare delle considerazioni se volete elementari ma che mi sembrano riassuntive di quanto sopra e di quanto il senso comune potrebbe suggerirmi:
      1 - credo che chiedere un’opinione a un medico, ancorché di quelli che compaiono spesso sulle copertine, sull’opportunità di impiegare una fonte di energia piuttosto che un’altra mi pare abbia lo stesso senso che chiedere a un fisico delle particelle di scegliere quale terapia oncologica sia la più percorribile e produttiva
      2 - è un fatto che ad oggi, per quanto se ne sappia, dalle nostre parti non abbiamo ancora risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti di cucina - il problema, lungi dall’essere risolto anche in paesi parecchio più attrezzati, assumerebbe qui delle connotazioni davvero tragiche
      3 - di quanto sopra, si renderebbe conto anche un idiota, tanto sono ovvie e inconfutabili queste cose
      Ergo:
      chi argomenta diversamente, lo fa per ragioni che, in ogni caso, nulla hanno a che vedere anche solo con la logica, e che si lasciano alla libera immaginazione di chi legge.

      saluti

    23. Sergio scrive:

      “Si può presumere che il fabbisogno energetico mondiale nel 2160 sia di 35 Mld di tep a fronte di un numero di persone di 17 Mld (Ipotesi M. Silvestri), con un consumo energetico pro capite di 2 tep, a fronte dello 1.6 di oggi.”

      Mah..tutto può essere, potremmo essere anche 600 miliardi, oppure 7..oppure meno di oggi. purtroppo la sfera di cristallo non funziona e di ossidiana nemmeno. Potremmo provare a farla con le scorie vetrificate…

      Professore, di tutti gli scenari si può parlare, ma non mi dica che si può presumere davvero quante persone ci saranno nel 2160!

      Peraltro, poichè all’aumento di energia disponibile pro-capite è sempre corrisposta una diminuzione della fertilità, presumo che per tale data, ciò varrà anche per il botswana.

    24. Massimo Gambino scrive:

      x Camillo.
      Non credo di aver ben compreso il senso del suo intervento.

      1. Non sono d’accordo con la sua affermazione: è assolutamente possibile chiedere ad un medico (come a qualunque essere umano) un’opinione sulle fonti energetiche più opportune! Basta fornirgli le informazioni necessarie e sufficienti alla scelta che solo in parte sono di natura scientifica o tecnologica. Non chiederemo ad un medico di costruire una centrale nucleare così come non chiederemo all’ingegnere di curare un malato oncologico.
      Se i cittadini francesi convivono (abbastanza tranquillamente) con 58 centrali nucleari non dipende dal fatto che essi sono tutti laureati in Ingegneria o in Fisica ma probabilmente solo dal fatto che hanno ricevuto la informazioni necessarie e sufficienti ad accettare la scelta effettuata dai loro rappresentati politici!
      In Italia, non abbiamo ricevuto tali informazioni dai nostri politici ma posso assicurare che, volendo, chiunque può acquisire tali nozioni!

      2. sappiamo benissimo come trattare i rifiuti domestici: tecnicamente abbiamo numerose possibili scelte. La decisione su quale tecnologia utilizzare non dipende però dal tecnico, dall’ingegnere ma solo ed esclusivamente dal politico. Ed è sua la responsabilità di ogni NON scelta.

      Saluti

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