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	<title>Comments on: Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Tue, 22 May 2012 10:23:10 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Massimo Gambino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-9037</link>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 21:11:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-9037</guid>
					<description>x Camillo.
Non credo di aver ben compreso il senso del suo intervento. 

1. Non sono d'accordo con la sua affermazione: è assolutamente possibile chiedere ad un medico (come a qualunque essere umano) un'opinione sulle fonti energetiche più opportune! Basta fornirgli le informazioni necessarie e sufficienti alla scelta che solo in parte sono di natura scientifica o tecnologica. Non chiederemo ad un medico di costruire una centrale nucleare così come non chiederemo all'ingegnere di curare un malato oncologico.
Se i cittadini francesi convivono (abbastanza tranquillamente) con 58 centrali nucleari non dipende dal fatto che essi sono tutti laureati in Ingegneria o in Fisica ma probabilmente solo dal fatto che hanno ricevuto la informazioni necessarie e sufficienti ad accettare la scelta effettuata dai loro rappresentati politici!
In Italia, non abbiamo ricevuto tali informazioni dai nostri politici ma posso assicurare che, volendo, chiunque può acquisire tali nozioni!

2. sappiamo benissimo come trattare i rifiuti domestici: tecnicamente abbiamo numerose possibili scelte. La decisione su quale tecnologia utilizzare non dipende però dal tecnico, dall'ingegnere ma solo ed esclusivamente dal politico. Ed è sua la responsabilità di ogni NON scelta.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Camillo.<br />
Non credo di aver ben compreso il senso del suo intervento. </p>
	<p>1. Non sono d&#8217;accordo con la sua affermazione: è assolutamente possibile chiedere ad un medico (come a qualunque essere umano) un&#8217;opinione sulle fonti energetiche più opportune! Basta fornirgli le informazioni necessarie e sufficienti alla scelta che solo in parte sono di natura scientifica o tecnologica. Non chiederemo ad un medico di costruire una centrale nucleare così come non chiederemo all&#8217;ingegnere di curare un malato oncologico.<br />
Se i cittadini francesi convivono (abbastanza tranquillamente) con 58 centrali nucleari non dipende dal fatto che essi sono tutti laureati in Ingegneria o in Fisica ma probabilmente solo dal fatto che hanno ricevuto la informazioni necessarie e sufficienti ad accettare la scelta effettuata dai loro rappresentati politici!<br />
In Italia, non abbiamo ricevuto tali informazioni dai nostri politici ma posso assicurare che, volendo, chiunque può acquisire tali nozioni!</p>
	<p>2. sappiamo benissimo come trattare i rifiuti domestici: tecnicamente abbiamo numerose possibili scelte. La decisione su quale tecnologia utilizzare non dipende però dal tecnico, dall&#8217;ingegnere ma solo ed esclusivamente dal politico. Ed è sua la responsabilità di ogni NON scelta.</p>
	<p>Saluti
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Sergio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-8943</link>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 16:21:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-8943</guid>
					<description>&quot;Si può presumere che il fabbisogno energetico mondiale nel 2160 sia di 35 Mld di tep a fronte di un numero di persone di 17 Mld (Ipotesi M. Silvestri), con un consumo energetico pro capite di 2 tep, a fronte dello 1.6 di oggi.&quot;

Mah..tutto può essere, potremmo essere anche 600 miliardi, oppure 7..oppure meno di oggi. purtroppo la sfera di cristallo non funziona e di ossidiana nemmeno. Potremmo provare a farla con le scorie vetrificate...

Professore, di tutti gli scenari si può parlare, ma non mi dica che si può presumere davvero quante persone ci saranno nel 2160!

Peraltro, poichè all'aumento di energia disponibile pro-capite è sempre corrisposta una diminuzione della fertilità, presumo che per tale data, ciò varrà anche per il botswana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;Si può presumere che il fabbisogno energetico mondiale nel 2160 sia di 35 Mld di tep a fronte di un numero di persone di 17 Mld (Ipotesi M. Silvestri), con un consumo energetico pro capite di 2 tep, a fronte dello 1.6 di oggi.&#8221;</p>
	<p>Mah..tutto può essere, potremmo essere anche 600 miliardi, oppure 7..oppure meno di oggi. purtroppo la sfera di cristallo non funziona e di ossidiana nemmeno. Potremmo provare a farla con le scorie vetrificate&#8230;</p>
	<p>Professore, di tutti gli scenari si può parlare, ma non mi dica che si può presumere davvero quante persone ci saranno nel 2160!</p>
	<p>Peraltro, poichè all&#8217;aumento di energia disponibile pro-capite è sempre corrisposta una diminuzione della fertilità, presumo che per tale data, ciò varrà anche per il botswana.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Camillo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-8932</link>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 13:25:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-8932</guid>
					<description>A fronte di tante opinioni così ben articolate, vorrei fare delle considerazioni se volete elementari ma che mi sembrano riassuntive di quanto sopra e di quanto il senso comune potrebbe suggerirmi:
1 - credo che chiedere un'opinione a un medico, ancorché di quelli che compaiono spesso sulle copertine, sull'opportunità di impiegare una fonte di energia piuttosto che un'altra mi pare abbia lo stesso senso che chiedere a un  fisico delle particelle di scegliere quale terapia oncologica sia la più percorribile e produttiva
2 - è un fatto che ad oggi, per quanto se ne sappia, dalle nostre parti non abbiamo ancora risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti di cucina - il problema, lungi dall'essere risolto anche in paesi parecchio più attrezzati, assumerebbe qui delle connotazioni davvero tragiche
3 - di quanto sopra, si renderebbe conto anche un idiota, tanto sono ovvie e inconfutabili queste cose
Ergo:
chi argomenta diversamente, lo fa per ragioni che, in ogni caso, nulla hanno a che vedere anche solo con la logica, e che si lasciano alla libera immaginazione di chi legge.

saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>A fronte di tante opinioni così ben articolate, vorrei fare delle considerazioni se volete elementari ma che mi sembrano riassuntive di quanto sopra e di quanto il senso comune potrebbe suggerirmi:<br />
1 - credo che chiedere un&#8217;opinione a un medico, ancorché di quelli che compaiono spesso sulle copertine, sull&#8217;opportunità di impiegare una fonte di energia piuttosto che un&#8217;altra mi pare abbia lo stesso senso che chiedere a un  fisico delle particelle di scegliere quale terapia oncologica sia la più percorribile e produttiva<br />
2 - è un fatto che ad oggi, per quanto se ne sappia, dalle nostre parti non abbiamo ancora risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti di cucina - il problema, lungi dall&#8217;essere risolto anche in paesi parecchio più attrezzati, assumerebbe qui delle connotazioni davvero tragiche<br />
3 - di quanto sopra, si renderebbe conto anche un idiota, tanto sono ovvie e inconfutabili queste cose<br />
Ergo:<br />
chi argomenta diversamente, lo fa per ragioni che, in ogni caso, nulla hanno a che vedere anche solo con la logica, e che si lasciano alla libera immaginazione di chi legge.</p>
	<p>saluti
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Paolo Fornaciari</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6989</link>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 07:33:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6989</guid>
					<description>Massimo Gambino mi chiede quale sarÃ  la stuazione energetica a livello mondiale nel 2160, cioÃ¨ tra 153 anni. 
Per i prossimi 20 anni  il Consiglio Mondiale dell'Energia (WEC) prevede un fabbisogno energetico complessivo del 40/50% in piÃ¹ di quello attuale ed elettrico anche maggiore. Si puÃ² presumere che il fabbisogno energetico mondiale nel 2160 sia di 35 Mld di tep a fronte di un numero di persone di 17 Mld (Ipotesi M. Silvestri), con un consumo energetico pro capite di 2 tep, a fronte dello 1.6 di oggi. La domanda quindi da porsi , piÃ¹ che il controllo demografico, Ã¨ se lo sviluppo scientifico e tecnologico sarÃ  in grado di triplicare l'offerta di energia ad un costo accettabile. Solo l'energia nucleare puÃ² consentirlo, nel rispetto dell'ambiente. L'idea per contro espressa alla recente Conferenza IAEE di Firenze che si possano ridurre i consumi di energia di tre volte entro la metÃ  del secolo - significherebbe tornare al Basso Medio Evo - mi pare una grossa, incredibile sciocchezza.
paolo_fornaciari(chiocciola)libero.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Massimo Gambino mi chiede quale sarÃ  la stuazione energetica a livello mondiale nel 2160, cioÃ¨ tra 153 anni.<br />
Per i prossimi 20 anni  il Consiglio Mondiale dell&#8217;Energia (WEC) prevede un fabbisogno energetico complessivo del 40/50% in piÃ¹ di quello attuale ed elettrico anche maggiore. Si puÃ² presumere che il fabbisogno energetico mondiale nel 2160 sia di 35 Mld di tep a fronte di un numero di persone di 17 Mld (Ipotesi M. Silvestri), con un consumo energetico pro capite di 2 tep, a fronte dello 1.6 di oggi. La domanda quindi da porsi , piÃ¹ che il controllo demografico, Ã¨ se lo sviluppo scientifico e tecnologico sarÃ  in grado di triplicare l&#8217;offerta di energia ad un costo accettabile. Solo l&#8217;energia nucleare puÃ² consentirlo, nel rispetto dell&#8217;ambiente. L&#8217;idea per contro espressa alla recente Conferenza IAEE di Firenze che si possano ridurre i consumi di energia di tre volte entro la metÃ  del secolo - significherebbe tornare al Basso Medio Evo - mi pare una grossa, incredibile sciocchezza.<br />
paolo_fornaciari(chiocciola)libero.it
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Massimo Gambino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6975</link>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 22:57:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6975</guid>
					<description>Grazie a Edoardo ed a Paolo Fornaciari per il loro commento alla mia provocazione inerente il CONTROLLO DELLE NASCITE.
L'abbiamo messa sul piano culturale... eh!

Vorrei precisare meglio il motivo che mi ha indotto ad inserire tale voce fra le variabili da tenere con attenzione sotto controllo per le generazioni  future.

Supponiamo PER ASSURDO che nel giro dei prossimi 170 anni non si riesca a venire a capo del problema tecnologico della controllabilitÃ  della &lt;strong&gt;fusione nucleare&lt;/strong&gt;.
Supponiamo, SEMPRE PER ASSURDO, che, nello stesso arco di tempo, i movimenti ambientalisti crescano e si diffondano a tal punto da rendere impraticabile l'installazione di &lt;strong&gt;reattori veloci autofertilizzanti &lt;/strong&gt;o che non si riesca ad individuare un refrigerante adeguato a questo tipo di reattori.

Nello stesso arco temporale la popolazione mondiare crescerÃ  in maniera sensibile: al tasso attuale fino a 30 miliardi di persone.

Ora, gentile ingegner Fornaciari, il problema che le sottopongo Ã¨ il seguente: lei ci informa che dal 1820 al 1990 la popolazione mondiale si Ã¨ moltiplicata di 5 volte ma che contemporaneamente l'economia Ã¨ cresciuta di 40 volte.
Lei pensa che, con le ipotesi da me avanzate, questi rapporti siano in qualche modo riproducibili nel periodo 1990-2160? Ci sarÃ  energia sufficiente a sostenere tale sviluppo.
E se, come Ã¨ lecito ipotizzare, la disponibilitÃ  effettiva di risorse (petrolio, carbone gas ed uranio) tenderÃ  naturalmente a diminuire fino ad azzerarsi, cosa ne sarÃ  dei nostri pronipoti?

Ho tre figli; spesso immagino i miei nipoti ed i loro pronipoti. Credo sia giusto cominciare a ragionare in termini di un futuro lontano.

La crescita economica e l'aumento della popolazione hanno, fra loro, correlazioni abbastanza deboli.
La crescita ecomonica dipende principalmente dalla disponibilitÃ  di energia.
L'aumento demografico no!

La domanda Ã¨ quindi: nei prossimi 170 anni potremo disporre dell'energia pro-capite sufficiante a supportare un ulteriore drastico aumento della popolazione?
Quanta energia servirÃ  a sostenere uno sviluppo economico che dia da mangiare (in senso figurato, ovviamente) a 30 miliardi di persone?

Ma attenzione!!! Ho ipotizzato un numero enorme: 30 MLD!!!
Il ragionamento potrebbe essere quasi identico anche a popolazione costante perchÃ© sappiamo bene che il numero di umani che rivendicano il diritto al consumo di energia sta rapidamente crescendo anche nel momento attuale.
Basti pensare all'aumento di consumo energetico pro-capite cinese negli utlimi 10 anni!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Grazie a Edoardo ed a Paolo Fornaciari per il loro commento alla mia provocazione inerente il CONTROLLO DELLE NASCITE.<br />
L&#8217;abbiamo messa sul piano culturale&#8230; eh!</p>
	<p>Vorrei precisare meglio il motivo che mi ha indotto ad inserire tale voce fra le variabili da tenere con attenzione sotto controllo per le generazioni  future.</p>
	<p>Supponiamo PER ASSURDO che nel giro dei prossimi 170 anni non si riesca a venire a capo del problema tecnologico della controllabilitÃ  della <strong>fusione nucleare</strong>.<br />
Supponiamo, SEMPRE PER ASSURDO, che, nello stesso arco di tempo, i movimenti ambientalisti crescano e si diffondano a tal punto da rendere impraticabile l&#8217;installazione di <strong>reattori veloci autofertilizzanti </strong>o che non si riesca ad individuare un refrigerante adeguato a questo tipo di reattori.</p>
	<p>Nello stesso arco temporale la popolazione mondiare crescerÃ  in maniera sensibile: al tasso attuale fino a 30 miliardi di persone.</p>
	<p>Ora, gentile ingegner Fornaciari, il problema che le sottopongo Ã¨ il seguente: lei ci informa che dal 1820 al 1990 la popolazione mondiale si Ã¨ moltiplicata di 5 volte ma che contemporaneamente l&#8217;economia Ã¨ cresciuta di 40 volte.<br />
Lei pensa che, con le ipotesi da me avanzate, questi rapporti siano in qualche modo riproducibili nel periodo 1990-2160? Ci sarÃ  energia sufficiente a sostenere tale sviluppo.<br />
E se, come Ã¨ lecito ipotizzare, la disponibilitÃ  effettiva di risorse (petrolio, carbone gas ed uranio) tenderÃ  naturalmente a diminuire fino ad azzerarsi, cosa ne sarÃ  dei nostri pronipoti?</p>
	<p>Ho tre figli; spesso immagino i miei nipoti ed i loro pronipoti. Credo sia giusto cominciare a ragionare in termini di un futuro lontano.</p>
	<p>La crescita economica e l&#8217;aumento della popolazione hanno, fra loro, correlazioni abbastanza deboli.<br />
La crescita ecomonica dipende principalmente dalla disponibilitÃ  di energia.<br />
L&#8217;aumento demografico no!</p>
	<p>La domanda Ã¨ quindi: nei prossimi 170 anni potremo disporre dell&#8217;energia pro-capite sufficiante a supportare un ulteriore drastico aumento della popolazione?<br />
Quanta energia servirÃ  a sostenere uno sviluppo economico che dia da mangiare (in senso figurato, ovviamente) a 30 miliardi di persone?</p>
	<p>Ma attenzione!!! Ho ipotizzato un numero enorme: 30 MLD!!!<br />
Il ragionamento potrebbe essere quasi identico anche a popolazione costante perchÃ© sappiamo bene che il numero di umani che rivendicano il diritto al consumo di energia sta rapidamente crescendo anche nel momento attuale.<br />
Basti pensare all&#8217;aumento di consumo energetico pro-capite cinese negli utlimi 10 anni!!!
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6964</link>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:54:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6964</guid>
					<description>I trattati di Roma degli anni '50 (1952 se ben ricordo) all'indomai della conferenza tenuta da Eisenhover chiamata &quot;Atoms for peace&quot; sanciscono che l'Italia si impegna &quot;...a sviluppare una potente industria nucleare per scopi pacifici&quot; (non dimentichiamoci che l'Italia era ed Ã¨ tutt'oggi membro dell'Euratom)
Vedi Fabrizio, da qui si evince una delle piÃ¹ grandi bugie che ci raccontano: il referendum ha abrogato il nucleare...Un referndum puÃ² essere abrogativo o confermativo di una legge non di una ratifica di un trattato internazionale (vedasi art. 75 della Costituzione). Il referendum Ã¨ una consultazione diretta del popolo ma non ha nessun potere nÃ¨ legislativo (c'Ã¨ il Parlamento) nÃ¨ esecutivo (c'Ã¨ il Governo).
Come giustamente sottolineava Massimo, anche se i quesiti referendari non dicevano nucleare si nucleare no, questi sono stati disonestamente usati per distruggere una ben avviata industria nucleare....I petrolieri  e gli idioti verdi ed ambientalisti ringraziano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>I trattati di Roma degli anni &#8216;50 (1952 se ben ricordo) all&#8217;indomai della conferenza tenuta da Eisenhover chiamata &#8220;Atoms for peace&#8221; sanciscono che l&#8217;Italia si impegna &#8220;&#8230;a sviluppare una potente industria nucleare per scopi pacifici&#8221; (non dimentichiamoci che l&#8217;Italia era ed Ã¨ tutt&#8217;oggi membro dell&#8217;Euratom)<br />
Vedi Fabrizio, da qui si evince una delle piÃ¹ grandi bugie che ci raccontano: il referendum ha abrogato il nucleare&#8230;Un referndum puÃ² essere abrogativo o confermativo di una legge non di una ratifica di un trattato internazionale (vedasi art. 75 della Costituzione). Il referendum Ã¨ una consultazione diretta del popolo ma non ha nessun potere nÃ¨ legislativo (c&#8217;Ã¨ il Parlamento) nÃ¨ esecutivo (c&#8217;Ã¨ il Governo).<br />
Come giustamente sottolineava Massimo, anche se i quesiti referendari non dicevano nucleare si nucleare no, questi sono stati disonestamente usati per distruggere una ben avviata industria nucleare&#8230;.I petrolieri  e gli idioti verdi ed ambientalisti ringraziano.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Fabrizio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6957</link>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 08:02:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6957</guid>
					<description>Sapete se esiste una legge internazionale stilata ovviamente nel dopoguerra che vieta all'Italia , in quanto paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale ,di detenere un proprio arsenale , sia tattico che Icbm , di tipo nucleare ? VIVA IL NUCLEARE!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Sapete se esiste una legge internazionale stilata ovviamente nel dopoguerra che vieta all&#8217;Italia , in quanto paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale ,di detenere un proprio arsenale , sia tattico che Icbm , di tipo nucleare ? VIVA IL NUCLEARE!!!
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6937</link>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 20:50:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6937</guid>
					<description>Per Fabrizio.

Un poâ€™ di storia italiana cosÃ¬, come viene, senza troppe pretese: naturalmente sono graditi interventi, integrazioni, smentite, insulti e quantâ€™altro (quando non parlo di calcio sono pronto ad accettare qualunque critica e vessazione pur di ostentare un atteggiamento corretto e democratico).

Nel dopoguerra il nucleare in Italia era di sinistra (e anche dei socialisti) non perchÃ© glie ne fregasse qualcosa, ma perchÃ© volevano portare avanti le statalizzazioni e il nucleare non era facilmente sostenibile da parte di un ente privato (pare che la centrale di Trino-PWR ,venne iniziata dalla Edison, privata, proprio come sfida per dimostrare il contrario). Quindi dire che lâ€™energia nucleare era â€œla miglioreâ€ significava esprimere la necessitÃ  di statalizzare lâ€™energia elettrica. Qualcuno mi ha detto che, allâ€™epoca, i socialisti erano i â€œpoveri ma onestiâ€ della politica italiana. SarÃ  vero? Boh! Io ero piccolo e loro sono finiti al governo.

Per avere unâ€™idea di come andassero allora le cose consiglio la lettura del libro â€œIl costo della menzogna â€“ Italia nucleare 1945-1968â€ del grande Mario Silvestri, che il Giornale dellâ€™Ingegnere (http://www.giornaleingegnere.it /num_17-2004/articolo.htm) definisce â€œMassimo esponente dellâ€™ingegneria nucleare in Italia e storico insigneâ€, â€œnon ha ottenuto, come spesso accade, i riconoscimenti che il suo genio meritava.â€ GiÃ  il titolo e la dedica al prof. Giuseppe Bolla â€œmaestro inascoltato di una patria ingrataâ€ la dicono lunga. Mario Silvestri, fra le altre cose, ha lavorato per la costruzione di quello che avrebbe dovuto essere il reattore italiano â€œa nebbiaâ€ (detto CIRENE: niente a che vedere con la val Padana).

Non molto amato dallo stesso di cui sopra, ma grande promotore del nucleare italiano fu anche (pure lui grande) Felice Ippolito (vedere su Wikipedia), fatto fuori da loschi figuri (PSDI e altri vicini alla destra? ) in un processo che da molte fonti ho visto definire come farsa (Allora ero sempre piccolo. Pare che quei verdi ante-litteram sostenessero che â€œCostruire centrali nucleari per produrre energia equivale a costruire una segheria per produrre segaturaâ€) pare proprio per far fuori il nucleare italiano a favore di un consumo inconsulto e dissennato di petrolio: Ippolito aveva promosso la costruzione della centrale di Latina (gas-grafite) e Garigliano (BWR 1 a ciclo duale, di prima generazione, con un contenimento dalla forma curiosa: sembrava un poâ€™ una lampadina, ma in grande: ho ancora il poster da qualche parte). 

A questo punto faccio due considerazioni. La prima Ã¨ che lâ€™Italia aveva a quel punto ben tre centrali e tutte di tipo diverso: poteva cosÃ¬ valutare al meglio le potenzialitÃ  delle varie filiere e favorire uno sviluppo negli anni a seguire non solo su basi razionali ma soprattutto sullâ€™esperienza diretta. Eravamo un paese avanzatissimo! In secondo luogo, a mio parere, era anche interessante lâ€™idea (spesso criticata) di Ippolito di sviluppare lâ€™energia nucleare al Sud ritenendo trascurabile lâ€™effetto dovuto alla perdita di rendimento per trasporto sulle linee elettriche fino ai grossi centri produttivi del Nord: erano molto piÃ¹ importanti gli aspetti socio-economici e le ricadute sullo sviluppo che avrebbero sicuramente aiutato a ridurre le distanze fra le due italie. Non ci riuscÃ¬ mai perchÃ© il paese, ingrato pure con lui, lo mise in galera.

Taglio corto. Fra polemiche varie e tira e molla, con gli intellettuali fichi che per fare da anticonformisti criticavano il nucleare (ma cosÃ¬, senza fare danni, solo per darsi importanza e atteggiarsi a radical-chic), venne poi avviata la costruzione di Caorso (BWR 4+, bella centrale, molto piÃ¹ avanzata di Garigliano) e poi quella di Montalto (avrebbe dovuto essere un gioiellino di BWR 6 â€“ MARK III con un contenimento che era un bijou). 

A un certo punto i socialisti, forza di governo che conta, finiti nelle mani di Craxi e Martelli fanno un congresso a Venezia da cui escono con una posizione a 180Â° sullâ€™energia. La parola dâ€™ordine era: abolire in nucleare (tecnologia â€œvecchiaâ€) e puntare alla grande sul gas (tecnologia â€œnuovaâ€ ?! termine che in politica funziona divinamente per intortare la gente) e Martelli ci mette il faccione con tutto il suo enorme fascino. Il PCI Ã¨ per lo sviluppo sostenibile: un modo per non prendere posizione visto che al suo interno câ€™erano tutte e due le anime, pro e contro. Notare che nel partito câ€™Ã¨ anche Ippolito e quindi il PCI non puÃ² non sapere come stanno veramente le cose.

Salta Chernobyl. Grande can can di ambientalisti e radicali (partito fondato non solo da Pannella ma anche da Ippolito: destino crudele!) contro il nucleare. A dire il vero, scavando nella memoria, mi ricordo piÃ¹ dei radicali che dei verdi: si vede che erano piÃ¹ bravi a carpire lâ€™attenzione sui media. Fra loro il giovane Rutelli (oggi Margherita) e il giovane Taradash (oggi Forza Italia): tanto per dire che quando si tratta di sparare tecnoscemenze destra e sinistra sono alleate. Il fatto Ã¨ che per capirci qualcosa sui problemi tecnico-scientifici bisogna faticare (cioÃ¨ studiare) parecchio e la cosa non Ã¨ particolarmente gradita a chi ama â€œparlareâ€ e â€œsa argomentareâ€, e purtroppo, a comandare vanno sempre quelli. Tanto per capire il livello culturale degli antinuclearisti basta ricordare che questi usano come simbolo â€œNucleare NO Grazieâ€ proprio il sole: cioÃ¨ la piÃ¹ grossa fonte di energia nucleare! La cosa Ã¨ ridicola ma data lâ€™abissale ignoranza scientifica che câ€™Ã¨ in giro nessuno se ne accorge. Anzi, chi si definisce ambientalista, da quel momento in poi, sarÃ  considerato â€œimparatoâ€, fonte e oracolo di veritÃ , tecnologia e scienza vivente, partecipatore di dibattiti e congressi, ogniddove presente come il prezzemolo, degno di insultare qualunque Amaldi (anche lui premio Nobel come Rubbia ma molto meno amato dai politici, e questo Ã¨ un punto a suo favore) gli si fosse presentato davanti. Avevo visto quel famoso dibattito fra Mattioli e Amaldi in diretta alla TV (il vecchio professore dette dellâ€™imbecille al giovane virgulto, ma il giorno dopo i media girarono tutto a favore di questâ€™ultimo) e saltavo sulla sedia ogni volta che il sedicente professore di fisica (Mattioli) sparava castronerie confondendo continuamente certe grandezze fisiche col relativo valore specifico, le sue derivate, i suoi integrali nel tempo e/o nello spazio. Come confondere la massa con la densitÃ  o la velocitÃ  con la distanza. Ma come puÃ² essersi laureato in fisica uno cosÃ¬?

Non ricordo, nel periodo del referendum, prese di posizione della destra, quella che oggi si dice favorevole. Direi che nicchiava senza esporsi troppo. Solo i Repubblicani (oggi, infatti, non esistono piÃ¹) oltre che Andreatta e Goria della DC (anche loro, purtroppo, non ci sono piÃ¹) avevano il coraggio di dire la veritÃ  quella vera. Nei DS (o era ancora PCI non ricordo), dopo unâ€™animata discussione in un congresso durata piÃ¹ giorni, vinsero i â€œbuoniâ€ e quelli come Ippolito, servitore dello stato e del popolo italiano, vittima di congiure non proprio limpide, uomo che si era esposto e aveva pagato per farci stare tutti meglio, se ne dovettero andare pure da lÃ¬. Complimenti!

PerchÃ© tanta avversione da sinistra? Se a pensar male, pur facendo peccato, ci si indovina sempre, sarei portato a pensare che il motore qui, come nella sinistra estrema, sia stato la pura, semplice, potentissima invidia (sto parlando non della gente qualsiasi, ma di chi ha le mani in pasta e ha lâ€™autoritÃ  e il prestigio per convincere gli altri). La paura e la necessitÃ  di dirottare a se tutti i fondi per la ricerca energetica, affamando la bestia (lâ€™Italia) per renderla bisognosa di energia alternativa (alternativa a qualsiasi cosa funzioni). Oggi dette fonti si chiamano rinnovabili ed hanno come caratteristica, appunto, quella di non funzionare altrimenti non Ã¨ piÃ¹ necessario un certo tipo di ricerca finendo cosÃ¬ per non servire piÃ¹ allo scopo: ricordo che Ugo Spezia, sul Le Scienze del giugno 2005 (bellissimo articolo), ci ricorda che le fonti rinnovabili, costate a noi (cioÃ¨ allâ€™Italia, ma lâ€™Italia siamo noi) 100.000 miliardi di lire (50 miliardi euro = una grossa finanziaria) contribuiscono allo 0.5% del fabbisogno energetico nazionale. Direi che lorsignori, visti i risultati, dal loro punto di vista, sono stati piÃ¹ che mai efficienti e lungimiranti.

Caro Fabrizio, come vedi, non câ€™Ã¨ niente di lineare e logico nella questione politica-nucleare. Câ€™Ã¨ stata solo una guerra commerciale combattuta da piÃ¹ parti col fine puro e semplice di infilare le mani nelle nostre tasche. Non so chi abbia vinto di piÃ¹. So di sicuro chi ha perso: gli italiani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per Fabrizio.</p>
	<p>Un poâ€™ di storia italiana cosÃ¬, come viene, senza troppe pretese: naturalmente sono graditi interventi, integrazioni, smentite, insulti e quantâ€™altro (quando non parlo di calcio sono pronto ad accettare qualunque critica e vessazione pur di ostentare un atteggiamento corretto e democratico).</p>
	<p>Nel dopoguerra il nucleare in Italia era di sinistra (e anche dei socialisti) non perchÃ© glie ne fregasse qualcosa, ma perchÃ© volevano portare avanti le statalizzazioni e il nucleare non era facilmente sostenibile da parte di un ente privato (pare che la centrale di Trino-PWR ,venne iniziata dalla Edison, privata, proprio come sfida per dimostrare il contrario). Quindi dire che lâ€™energia nucleare era â€œla miglioreâ€ significava esprimere la necessitÃ  di statalizzare lâ€™energia elettrica. Qualcuno mi ha detto che, allâ€™epoca, i socialisti erano i â€œpoveri ma onestiâ€ della politica italiana. SarÃ  vero? Boh! Io ero piccolo e loro sono finiti al governo.</p>
	<p>Per avere unâ€™idea di come andassero allora le cose consiglio la lettura del libro â€œIl costo della menzogna â€“ Italia nucleare 1945-1968â€ del grande Mario Silvestri, che il Giornale dellâ€™Ingegnere (http://www.giornaleingegnere.it /num_17-2004/articolo.htm) definisce â€œMassimo esponente dellâ€™ingegneria nucleare in Italia e storico insigneâ€, â€œnon ha ottenuto, come spesso accade, i riconoscimenti che il suo genio meritava.â€ GiÃ  il titolo e la dedica al prof. Giuseppe Bolla â€œmaestro inascoltato di una patria ingrataâ€ la dicono lunga. Mario Silvestri, fra le altre cose, ha lavorato per la costruzione di quello che avrebbe dovuto essere il reattore italiano â€œa nebbiaâ€ (detto CIRENE: niente a che vedere con la val Padana).</p>
	<p>Non molto amato dallo stesso di cui sopra, ma grande promotore del nucleare italiano fu anche (pure lui grande) Felice Ippolito (vedere su Wikipedia), fatto fuori da loschi figuri (PSDI e altri vicini alla destra? ) in un processo che da molte fonti ho visto definire come farsa (Allora ero sempre piccolo. Pare che quei verdi ante-litteram sostenessero che â€œCostruire centrali nucleari per produrre energia equivale a costruire una segheria per produrre segaturaâ€) pare proprio per far fuori il nucleare italiano a favore di un consumo inconsulto e dissennato di petrolio: Ippolito aveva promosso la costruzione della centrale di Latina (gas-grafite) e Garigliano (BWR 1 a ciclo duale, di prima generazione, con un contenimento dalla forma curiosa: sembrava un poâ€™ una lampadina, ma in grande: ho ancora il poster da qualche parte). </p>
	<p>A questo punto faccio due considerazioni. La prima Ã¨ che lâ€™Italia aveva a quel punto ben tre centrali e tutte di tipo diverso: poteva cosÃ¬ valutare al meglio le potenzialitÃ  delle varie filiere e favorire uno sviluppo negli anni a seguire non solo su basi razionali ma soprattutto sullâ€™esperienza diretta. Eravamo un paese avanzatissimo! In secondo luogo, a mio parere, era anche interessante lâ€™idea (spesso criticata) di Ippolito di sviluppare lâ€™energia nucleare al Sud ritenendo trascurabile lâ€™effetto dovuto alla perdita di rendimento per trasporto sulle linee elettriche fino ai grossi centri produttivi del Nord: erano molto piÃ¹ importanti gli aspetti socio-economici e le ricadute sullo sviluppo che avrebbero sicuramente aiutato a ridurre le distanze fra le due italie. Non ci riuscÃ¬ mai perchÃ© il paese, ingrato pure con lui, lo mise in galera.</p>
	<p>Taglio corto. Fra polemiche varie e tira e molla, con gli intellettuali fichi che per fare da anticonformisti criticavano il nucleare (ma cosÃ¬, senza fare danni, solo per darsi importanza e atteggiarsi a radical-chic), venne poi avviata la costruzione di Caorso (BWR 4+, bella centrale, molto piÃ¹ avanzata di Garigliano) e poi quella di Montalto (avrebbe dovuto essere un gioiellino di BWR 6 â€“ MARK III con un contenimento che era un bijou). </p>
	<p>A un certo punto i socialisti, forza di governo che conta, finiti nelle mani di Craxi e Martelli fanno un congresso a Venezia da cui escono con una posizione a 180Â° sullâ€™energia. La parola dâ€™ordine era: abolire in nucleare (tecnologia â€œvecchiaâ€) e puntare alla grande sul gas (tecnologia â€œnuovaâ€ ?! termine che in politica funziona divinamente per intortare la gente) e Martelli ci mette il faccione con tutto il suo enorme fascino. Il PCI Ã¨ per lo sviluppo sostenibile: un modo per non prendere posizione visto che al suo interno câ€™erano tutte e due le anime, pro e contro. Notare che nel partito câ€™Ã¨ anche Ippolito e quindi il PCI non puÃ² non sapere come stanno veramente le cose.</p>
	<p>Salta Chernobyl. Grande can can di ambientalisti e radicali (partito fondato non solo da Pannella ma anche da Ippolito: destino crudele!) contro il nucleare. A dire il vero, scavando nella memoria, mi ricordo piÃ¹ dei radicali che dei verdi: si vede che erano piÃ¹ bravi a carpire lâ€™attenzione sui media. Fra loro il giovane Rutelli (oggi Margherita) e il giovane Taradash (oggi Forza Italia): tanto per dire che quando si tratta di sparare tecnoscemenze destra e sinistra sono alleate. Il fatto Ã¨ che per capirci qualcosa sui problemi tecnico-scientifici bisogna faticare (cioÃ¨ studiare) parecchio e la cosa non Ã¨ particolarmente gradita a chi ama â€œparlareâ€ e â€œsa argomentareâ€, e purtroppo, a comandare vanno sempre quelli. Tanto per capire il livello culturale degli antinuclearisti basta ricordare che questi usano come simbolo â€œNucleare NO Grazieâ€ proprio il sole: cioÃ¨ la piÃ¹ grossa fonte di energia nucleare! La cosa Ã¨ ridicola ma data lâ€™abissale ignoranza scientifica che câ€™Ã¨ in giro nessuno se ne accorge. Anzi, chi si definisce ambientalista, da quel momento in poi, sarÃ  considerato â€œimparatoâ€, fonte e oracolo di veritÃ , tecnologia e scienza vivente, partecipatore di dibattiti e congressi, ogniddove presente come il prezzemolo, degno di insultare qualunque Amaldi (anche lui premio Nobel come Rubbia ma molto meno amato dai politici, e questo Ã¨ un punto a suo favore) gli si fosse presentato davanti. Avevo visto quel famoso dibattito fra Mattioli e Amaldi in diretta alla TV (il vecchio professore dette dellâ€™imbecille al giovane virgulto, ma il giorno dopo i media girarono tutto a favore di questâ€™ultimo) e saltavo sulla sedia ogni volta che il sedicente professore di fisica (Mattioli) sparava castronerie confondendo continuamente certe grandezze fisiche col relativo valore specifico, le sue derivate, i suoi integrali nel tempo e/o nello spazio. Come confondere la massa con la densitÃ  o la velocitÃ  con la distanza. Ma come puÃ² essersi laureato in fisica uno cosÃ¬?</p>
	<p>Non ricordo, nel periodo del referendum, prese di posizione della destra, quella che oggi si dice favorevole. Direi che nicchiava senza esporsi troppo. Solo i Repubblicani (oggi, infatti, non esistono piÃ¹) oltre che Andreatta e Goria della DC (anche loro, purtroppo, non ci sono piÃ¹) avevano il coraggio di dire la veritÃ  quella vera. Nei DS (o era ancora PCI non ricordo), dopo unâ€™animata discussione in un congresso durata piÃ¹ giorni, vinsero i â€œbuoniâ€ e quelli come Ippolito, servitore dello stato e del popolo italiano, vittima di congiure non proprio limpide, uomo che si era esposto e aveva pagato per farci stare tutti meglio, se ne dovettero andare pure da lÃ¬. Complimenti!</p>
	<p>PerchÃ© tanta avversione da sinistra? Se a pensar male, pur facendo peccato, ci si indovina sempre, sarei portato a pensare che il motore qui, come nella sinistra estrema, sia stato la pura, semplice, potentissima invidia (sto parlando non della gente qualsiasi, ma di chi ha le mani in pasta e ha lâ€™autoritÃ  e il prestigio per convincere gli altri). La paura e la necessitÃ  di dirottare a se tutti i fondi per la ricerca energetica, affamando la bestia (lâ€™Italia) per renderla bisognosa di energia alternativa (alternativa a qualsiasi cosa funzioni). Oggi dette fonti si chiamano rinnovabili ed hanno come caratteristica, appunto, quella di non funzionare altrimenti non Ã¨ piÃ¹ necessario un certo tipo di ricerca finendo cosÃ¬ per non servire piÃ¹ allo scopo: ricordo che Ugo Spezia, sul Le Scienze del giugno 2005 (bellissimo articolo), ci ricorda che le fonti rinnovabili, costate a noi (cioÃ¨ allâ€™Italia, ma lâ€™Italia siamo noi) 100.000 miliardi di lire (50 miliardi euro = una grossa finanziaria) contribuiscono allo 0.5% del fabbisogno energetico nazionale. Direi che lorsignori, visti i risultati, dal loro punto di vista, sono stati piÃ¹ che mai efficienti e lungimiranti.</p>
	<p>Caro Fabrizio, come vedi, non câ€™Ã¨ niente di lineare e logico nella questione politica-nucleare. Câ€™Ã¨ stata solo una guerra commerciale combattuta da piÃ¹ parti col fine puro e semplice di infilare le mani nelle nostre tasche. Non so chi abbia vinto di piÃ¹. So di sicuro chi ha perso: gli italiani.
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]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Paolo Fornaciari</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6919</link>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 12:03:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6919</guid>
					<description>RISPONDO A MASSIMO GAMBINO : SIAMO IN TROPPI SULLA TERRA?

La fame nel mondo Ã© figlia della sovrappopolazione? Lâ€™idea non Ã¨ nuova. Cose vecchie. GiÃ  ai tempi di Tertulliano (ca. 155 - 245 DC), quando sulla terra vivevano solo 190 milioni di persone, si denunciava la catastrofe incombente per la sovrappopolazione.  
La teoria dellâ€™incompatibilitÃ  tra aumento delle nascite e diffusione del benessere risale a Thomas Malthus (1766 â€“ 1834), con il suo â€œSaggio sul principio di popolazioneâ€ del 1798. Lo spunto di questo saggio fu dato dalla nuova legislazione, varata nel 1795, per lâ€™assistenza ai poveri. Era stato deciso di accordare un sussidio a quanti non ricevevano un salario sufficiente per vivere. Questo sussidio veniva finanziato con tasse a carico degli abitanti di ogni parrocchia. Malthus si scagliÃ² contro questa legge sostenendo che, mentre la produzione alimentare cresce seguendo una progressione aritmetica (1,2,3,4â€¦), la popolazione cresce invece seguendo una progressione geometria (2,4,8,16â€¦) : per questo motivo lâ€™umanitÃ  si sarebbe ridotta alla fame se non avesse fermato la crescita della popolazione. La storia ha dimostrato che Malthus ha sbagliato tutto sia nel metodo che nelle previsioni. Dal punto di vista demografico, se i calcoli di Malthus fossero stati esatti, oggi la popolazione mondiale conterebbe 256 miliardi di individui e invece abbiamo appena raggiunto la soglia dei sei miliardi. Per quanto riguarda la crescita della produzione Malthus non tenne in alcun conto gli effetti del progresso tecnico e della crescita del capitale umano. Ma sulla bontÃ  del progresso umano e civile degli ultimi secoli, realizzato anche grazie agli enormi avanzamenti in campo scientifico e tecnologico, non ci sono dubbi.  Eâ€™ vero che tra il 1820  il 1990 la popolazione mondiale Ã¨ quintuplicata, ma nello stesso periodo lâ€™economia nel suo complesso Ã¨ cresciuta di 40 volte. Il mondo moderno offre allâ€™umanitÃ  grandi opportunitÃ . La ricerca scientifica, lo sviluppo economico, la disponibilitÃ  di alimenti e i progressi della scienza medica forniscono la prospettiva di una vita in continuo miglioramento, come mai Ã¨ accaduto in tutta la storia del genere umano. Nel campo sanitario, ad esempio, medici illustri hanno affermato che nel corso degli ultimi cento anni, la medicina ha fatto piÃ¹ progressi che in tutti i secoli precedenti, a partire da Ippocrate e Galeno. Si va affermando una ecologia fondata su una concezione piÃ¹ ottimista dellâ€™uomo e delle sue  potenzialitÃ . Un uomo che non Ã¨ maledizione, ma benedizione del pianeta. Un uomo che non Ã¨ un problema, ma una soluzione. Un uomo che non Ã¨ impoverimento, ma ricchezza per il mondo. Un uomo che, pur con tutte le sue imperfezioni Ã¨ creato a immagine e somiglianza di Dio e che dispone quindi di tutte le potenzialitÃ  per rendere piÃ¹ bello e piÃ¹ giusto il mondo dove viviamo. Un uomo la cui prole suscita speranza e non disperazione, sia per lâ€™umanitÃ  che per lâ€™intero creato.
Pochi sembrano rendersi conto che Nord e Sud del pianeta sono uniti da un comune destino, nel senso che l'avvenire del Nord Ã¨ sempre piÃ¹ interdipendente e interrelato con l'avvenire dei Paesi del Terzo Mondo.  Ricordiamo a questo proposito che nell'Atto costitutivo delle Nazioni Unite (1945), cosÃ¬ come nella successiva &quot;Dichiarazione dei diritti dell'uomo&quot;, accanto alla pace era stata indicata quella dello sviluppo inteso come &quot;progresso economico e sociale di tutti i popoli&quot;. 
Questo concetto, che non Ã¨ solo energetico o economico, ma sopra tutto etico, Ã¨ stato da sempre motivo ricorrente e patrimonio della dottrina sociale della Chiesa Cattolica Romana. Dalla &quot;Rerum novarum&quot; (1891) di Papa Leone XIII alle piÃ¹ recenti encicliche &quot;Sollecitudo rei socialis&quot; (1987) e &quot;Centesimus Annus&quot; (1991) di Papa Giovanni Paolo II cent'anni dopo, che sottolineano i problemi della ingiusta ripartizione dei beni tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo: &quot;sono pochi quelli che possiedono molto e molti quelli che non possiedono quasi nulla&quot;. O come diceva con disarmante semplicitÃ  il Mahatma indiano Gadhi : &quot; La Terra ha abbastanza risorse per le necessitÃ  dell'uomo, non per la sua aviditÃ &quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>RISPONDO A MASSIMO GAMBINO : SIAMO IN TROPPI SULLA TERRA?</p>
	<p>La fame nel mondo Ã© figlia della sovrappopolazione? Lâ€™idea non Ã¨ nuova. Cose vecchie. GiÃ  ai tempi di Tertulliano (ca. 155 - 245 DC), quando sulla terra vivevano solo 190 milioni di persone, si denunciava la catastrofe incombente per la sovrappopolazione.<br />
La teoria dellâ€™incompatibilitÃ  tra aumento delle nascite e diffusione del benessere risale a Thomas Malthus (1766 â€“ 1834), con il suo â€œSaggio sul principio di popolazioneâ€ del 1798. Lo spunto di questo saggio fu dato dalla nuova legislazione, varata nel 1795, per lâ€™assistenza ai poveri. Era stato deciso di accordare un sussidio a quanti non ricevevano un salario sufficiente per vivere. Questo sussidio veniva finanziato con tasse a carico degli abitanti di ogni parrocchia. Malthus si scagliÃ² contro questa legge sostenendo che, mentre la produzione alimentare cresce seguendo una progressione aritmetica (1,2,3,4â€¦), la popolazione cresce invece seguendo una progressione geometria (2,4,8,16â€¦) : per questo motivo lâ€™umanitÃ  si sarebbe ridotta alla fame se non avesse fermato la crescita della popolazione. La storia ha dimostrato che Malthus ha sbagliato tutto sia nel metodo che nelle previsioni. Dal punto di vista demografico, se i calcoli di Malthus fossero stati esatti, oggi la popolazione mondiale conterebbe 256 miliardi di individui e invece abbiamo appena raggiunto la soglia dei sei miliardi. Per quanto riguarda la crescita della produzione Malthus non tenne in alcun conto gli effetti del progresso tecnico e della crescita del capitale umano. Ma sulla bontÃ  del progresso umano e civile degli ultimi secoli, realizzato anche grazie agli enormi avanzamenti in campo scientifico e tecnologico, non ci sono dubbi.  Eâ€™ vero che tra il 1820  il 1990 la popolazione mondiale Ã¨ quintuplicata, ma nello stesso periodo lâ€™economia nel suo complesso Ã¨ cresciuta di 40 volte. Il mondo moderno offre allâ€™umanitÃ  grandi opportunitÃ . La ricerca scientifica, lo sviluppo economico, la disponibilitÃ  di alimenti e i progressi della scienza medica forniscono la prospettiva di una vita in continuo miglioramento, come mai Ã¨ accaduto in tutta la storia del genere umano. Nel campo sanitario, ad esempio, medici illustri hanno affermato che nel corso degli ultimi cento anni, la medicina ha fatto piÃ¹ progressi che in tutti i secoli precedenti, a partire da Ippocrate e Galeno. Si va affermando una ecologia fondata su una concezione piÃ¹ ottimista dellâ€™uomo e delle sue  potenzialitÃ . Un uomo che non Ã¨ maledizione, ma benedizione del pianeta. Un uomo che non Ã¨ un problema, ma una soluzione. Un uomo che non Ã¨ impoverimento, ma ricchezza per il mondo. Un uomo che, pur con tutte le sue imperfezioni Ã¨ creato a immagine e somiglianza di Dio e che dispone quindi di tutte le potenzialitÃ  per rendere piÃ¹ bello e piÃ¹ giusto il mondo dove viviamo. Un uomo la cui prole suscita speranza e non disperazione, sia per lâ€™umanitÃ  che per lâ€™intero creato.<br />
Pochi sembrano rendersi conto che Nord e Sud del pianeta sono uniti da un comune destino, nel senso che l&#8217;avvenire del Nord Ã¨ sempre piÃ¹ interdipendente e interrelato con l&#8217;avvenire dei Paesi del Terzo Mondo.  Ricordiamo a questo proposito che nell&#8217;Atto costitutivo delle Nazioni Unite (1945), cosÃ¬ come nella successiva &#8220;Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;, accanto alla pace era stata indicata quella dello sviluppo inteso come &#8220;progresso economico e sociale di tutti i popoli&#8221;.<br />
Questo concetto, che non Ã¨ solo energetico o economico, ma sopra tutto etico, Ã¨ stato da sempre motivo ricorrente e patrimonio della dottrina sociale della Chiesa Cattolica Romana. Dalla &#8220;Rerum novarum&#8221; (1891) di Papa Leone XIII alle piÃ¹ recenti encicliche &#8220;Sollecitudo rei socialis&#8221; (1987) e &#8220;Centesimus Annus&#8221; (1991) di Papa Giovanni Paolo II cent&#8217;anni dopo, che sottolineano i problemi della ingiusta ripartizione dei beni tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo: &#8220;sono pochi quelli che possiedono molto e molti quelli che non possiedono quasi nulla&#8221;. O come diceva con disarmante semplicitÃ  il Mahatma indiano Gadhi : &#8221; La Terra ha abbastanza risorse per le necessitÃ  dell&#8217;uomo, non per la sua aviditÃ &#8220;.
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il rilancio del nucleare - la querelle tra Veronesi e Rubbia e l&#8217; intervento di Bersani by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6914</link>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 09:44:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/01/rilancio-nucleare-veronesi-rubbia-bersani/#comment-6914</guid>
					<description>Un saluto allo stimatissimo Ing. Fornaciari ed un sentito ringraziamento per i suoi illuminanti interventi.

Per Massimo Gambino:
confermo e sottoscrivo tutto ciÃ² che affermi: un'analisi logica ed approfondita molto interessante e condivisibile.
Su un unico punto la penso differentemente da te.
Premetto che io sono un cattolico praticante, non mi vergogno a dirlo anzi... Per la limitazione delle nascite penso ci si debba rivolgere a metodi per un possibile aumento del benessere ove occorre (ecco l'importanza dell'energia) perchÃ¨, come giustamente affermi, il benessere rallenta le nascite, cosÃ¬ come da noi in Europa (Italia, Spagna e Grecia i paesi piÃ¹ vecchi)
Sarei contrarissimo se si pensasse a soluzioni tipo Cina o India ove al massimo una famiglia puÃ² avere un figlio (possibilmente maschio!)  e gli altri vengono buttati via. Bene il progresso ed il benessere, ma la vita Ã¨ vita. 
Non voglio certo aprire un dibattito su questioni che esulano dal tema del forum ma mi pareva giusto dirlo anche se, Massimo rispetto la tua opinione.

Grazie per l'attenzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Un saluto allo stimatissimo Ing. Fornaciari ed un sentito ringraziamento per i suoi illuminanti interventi.</p>
	<p>Per Massimo Gambino:<br />
confermo e sottoscrivo tutto ciÃ² che affermi: un&#8217;analisi logica ed approfondita molto interessante e condivisibile.<br />
Su un unico punto la penso differentemente da te.<br />
Premetto che io sono un cattolico praticante, non mi vergogno a dirlo anzi&#8230; Per la limitazione delle nascite penso ci si debba rivolgere a metodi per un possibile aumento del benessere ove occorre (ecco l&#8217;importanza dell&#8217;energia) perchÃ¨, come giustamente affermi, il benessere rallenta le nascite, cosÃ¬ come da noi in Europa (Italia, Spagna e Grecia i paesi piÃ¹ vecchi)<br />
Sarei contrarissimo se si pensasse a soluzioni tipo Cina o India ove al massimo una famiglia puÃ² avere un figlio (possibilmente maschio!)  e gli altri vengono buttati via. Bene il progresso ed il benessere, ma la vita Ã¨ vita.<br />
Non voglio certo aprire un dibattito su questioni che esulano dal tema del forum ma mi pareva giusto dirlo anche se, Massimo rispetto la tua opinione.</p>
	<p>Grazie per l&#8217;attenzione.
</p>
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