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Referendum abrogativo sul nucleare del 8-9 novembre 1987 - anniversario

7 Novembre 2007 di Amministratore

In questi giorni cade il ventesimo anniversario del referendum abrogativo sul “nucleare” (si votò in Italia l’ 8-9 novembre 1987).

In occasione di questo anniversario sono previste alcune manifestazioni: alcune a favore del nucleare, altre contro il nucleare. Si segnalano due eventi.

I “Verdi” stanno organizzando una manifestazione in data 10 novembre alle ore 16,00 in Piazza Farnese a Roma. E’ prevista la presenza del leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio.
Inoltre per l’occasione è stato aperto un sitoweb ad hoc dal nome “20 anni senza

Il leader dell’ UDC Pier Ferdinando Casini viceversa manifesterĂ  il proprio favore a nucleare l’ 8 novembre a Roma intervenendo alla conferenza dal titolo “Vent’ anni dal referendum sul nucleare. Quali fonti energetiche per l’Italia?” organizzata dal movimento “Fare ambiente” (movimento ecologista democratico-liberale) presso l’ Hotel Nazionale a Roma alle ore 11,00.
Contestualmente giĂ  oggi Pier Ferdinando Casini ha criticato il Ministro dell’ Ambiente Pecoraro Scanio tanto da voler formalizzare una mozione di sfiducia contro il leader dei Verdi.

Rimandiamo al sito Zonanucleare.com chi volesse inoltre informarsi di piĂą sul referedum abrogativo sul nucleare del 8-9 novembre 1987

AGGIORNAMENTO - 8 NOVEMBRE 2007

Ci è stato segnalato stamattina che il 10 novembre a Trino Vercellese (Vercelli) ci sarĂ  una manifestazione regionale dal titolo “No al ritorno del nucleare, sì alle fonti alternative” nel piazzale di fronte alla Centrale “E.Fermi” dalle ore 10.00 alle ore 14.00 circa. La manifestazione vuole essere un’ occasione non solo per ribadire la contrarietĂ  al ritorno del nucleare, ma altresì per spostare l’ attenzione sull’ importanza del risparmio, dell’ efficienza energetica e dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

Altro evento che si può menzionare è quello che si terrĂ  durante la giornata del 10 novembre a Marsiglia (in Francia): lo elenchiamo tra gli eventi anche se è molto particolare come manifestazione in quanto è contro il reattore a fusione ITER (che si dovrebbe costruire in Provenza, a Cadarache) e per caso capita in questi stessi giorni in cui cade l’ anniversario del referendum italiano.
Per ulteriori informazioni si può visitare il sitoweb dedicato contro il progetto ITER aperto dalla rete di associazioni “Sortir du nuclĂ©aire”



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  • 50 Commenti a “ Referendum abrogativo sul nucleare del 8-9 novembre 1987 - anniversario”

    1. Roberto scrive:

      Fra i fautori del no al nucleare c’è chi dice chè c’è poco uranio, ma su internet si dice il contrario.

      fuanroma.org/~img_x/documenti_News/Articoli/Vogliamo%20il%20...

      Voi che siete professionisti del settore cosa ne dite?

    2. Pietruccio scrive:

      Ottima la relazione di Simone Amati. Non condivido solatanto la valutazione del danno di Chernobyl, sicuramente sottostimata, perchè, se da un lato è vero che non c’è stata alcuna “epidemia” di tumori in seguito all’incidente (come falsamente dicono gli antinucleari), è atrettanto vero che è stato segnalato in Bielorussia, Russia (poco) e Ucraina un incremento non trascurabile di tumori alla tiroide (diciamo circa cento all’anno in piĂą nella popolazione sotto il 15 anni - rapporto NEA - anno 2002), che configura sicuramente quell’evento come un disastro.

      La tecnologia nucleare, per ripartire serenamente, come sarebbe giusto, deve fare i conti con Chernobyl e prendere tutte le precauzioni per garantire che una cosa del genere non si ripeta.

    3. Edoardo scrive:

      la storia che l’uranio è in via di esaurimento è stata più volte smentita.
      Dati aggiornati al 2005 dalla Iaea, dalla Nuclear Energy Agency e riscontrati anche con il Doe (Usa) hanno accertato che le riserve mondiali sono di circa 7 milioni di tonnellate (giacimenti noti) di cui 3 milioni circa si trovano in Canada (località Cigar Lake), il maggior produttore di uranio insieme all’Australia.
      Attualmente nel mondo funzionano 440 reattori che consumano in media 20 tonnellate di uranio all’anno ovvero 11000 tonnellate di uranio l’anno: solo con le riserve note, ad oggi accertate, l’uranio basterebbe per i prossimi 600 anni. Con i reattori breeder poi, come giustamente affermava l’Ing. Romanello, il nucleare sarebbe una fonte inesauribile.
      Tieni presente che, dal 1985 al 2004, le ricerche di nuovi giacimenti di uranio sono state praticamente annullate. Si è ripreso dal 2005 (sempre fonti Iaea) e si sono scoperti enormi giacimenti nel Kazahkistan il quale aspira, entro il 2012 a divenire il secondo produttore mondiale.
      Anche in Italia c’e’ uranio: in Piemonte ed in Trentino. Una miniera abbastanza estesa, sulla quale aveva messogli occhi una compagnia australiana e di cui tanto è stato dibattuto anche su questo forum, si trova in provincia di Bergamo, località Novazza.
      Sovente si sente dire che tra 50 anni l’uranio finirà…A parte che elemento fissile sfruttabile è anche il torio (l’alto Lazio ne è ricchissimo), anch’esso molto abbondante in natura, ma è più preciso ed onesto affermare che tra 50 anni scarseggeranno le riserve estraibili a meno di 110/130 $ la libbra. Tenendo però presente che dagli anni ’70 ad oggi il prezzo dell’uranio è aumentato di venti volte (ad oggi è diventato addirittura bene di rifugio?) e che il prezzo del combustibile sulla Kwh nucleare incide appena il 18 -20% credo, dati alla mano, che il nucleare resterà ancora “per un po’” di tempo economicamente concorrenziale

    4. Alessandro scrive:

      In realta’ le cose stanno molto
      diversamente, abbiamo ovviamente ben piu’ di 50 anni di riserve accertate di
      uranio, anche se a costi superiori a quelli attuali, cmq equivalenti a meno
      di 2 dollari per barile equivalente di petrolio, quindi valori molto
      modesti. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza sulla questione

      Primo, l’uranio è ancora adesso di gran lunga il combustibile a piĂą basso
      prezzo; infatti,a paritĂ  di potere energetico esso costa attualmente (90
      dollari per libbra di spot) come dicevo circa 2 dollari per barile di
      petrolio equivalente,contro i 50 dollari e piĂą per il greggio e gas naturale
      (metano) che come noto segue in maniera identica le oscillazioni del prezzo dell’oro
      nero. Dire che ci sono solo 50 anni di uranio nel mondo ai prezzi attuali
      equivale a dire che di fatto non abbiamo piu’ petrolio perche’ quello
      estraibile a costi inferiori al dollaro al barile (oggi stiamo toccando i
      100) e’ gia’ esaurito, ed e’ vero, ma non ha senso questo modo di vedere le
      cose
      Il punto e’ quindi che l’attuale prezzo dell’uranio corrisponde ad appena
      due dollari per barile di petrolio equivalente (un kg di uranio naturale ha
      lo stesso potere energetico di circa 30 tonnellate di un buon carbone),
      quindi una quota modestissima nel costo del kWh elettrico rispetto a
      qualsiasi altro combustibile, che oggi vengono acquistati a prezzi di decine
      se non cento dollari per barile equivalente. Paradossalmente (ma nemmeno
      tanto) persino una decuplicazione del prezzo dell’ uranio dai livelli
      attuali sarebbe perfettamente tollerabile nel costo del kWh nucleare, nel
      senso ad es. che avrebbe una incidenza inferiore rispetto al gas ai prezzi attuali (300 euro per mille mc) usato in un ciclo
      combianto a metano, lo stesso non puo’ certo dirsi per tutti gli altri
      combustibili; questo ha importanti benefici sulla bilancia dei pagamenti e
      sull’ indipendenza energetica nazionale (nonostante i Paesi europei non
      abbiano verosimilmente grosse riserve di uranio) perche’ riduce al minimo
      l’esborso di denaro per l’ acquisto di combustibili dall’ estero e se l’
      “estero” e’ l’ Algeria, i Paesi arabi o la Russia,
      evidentemente non ci sono solo motivazioni economiche per affrancarci dalle
      loro formiture
      D’ altra parte l’ idea che Paesi come Francia e l’ “ecologissima” Finlandia ,
      importatori totali di uranio, stiano costruendo nuove centrali senza essere
      sicuri dei futuri approviggionamenti e’ quanto meno bizzarra….

      Inoltre, a mio parere ci sono altri motivi perche’ l’ uranio e’ cmq un
      “buon” combustibile, ovvero:
      - le sue riserve a piĂą basso costo sono presenti in Paesi stabili e
      affidabili come Canada ed Australia, che sicuramente non faranno mai un uso
      politico delle loro risorse, non nei paesi Arabi come si diceva
      - il suo potere energetico per kg o mc di materiale è talmente alto che è
      molto facile creare delle riserve “strategiche” di quel combustibile,ovvero
      in un volume pari ad un medio appartamento si può accumulare tanto uranio
      arricchito da mandare avanti un Paese per anni o decenni
      - l’estrazione dell’uranio da miniera è un’attivita’ sia poco energivora che
      sicura per i lavoratori, non richiede l’uso di materiali tossici o
      facilmente infiammabili o esposivi, in questo caso il paragone rispetto al
      carbone è davvero imbarazzante (migliaia di vittime all’anno e non solo in
      India o Cina,ma anche altrove come nell’Est Europa e in Usa)
      - in caso di impennata dei prezzi si può agevolmente quasi raddoppiare
      l’energia ricavabile per kg di uranio con il riciclo del combustibile anche
      negli impianti esistenti; ciò non può ovviamente accadere per nessun
      combustibile fossile
      - se aumentassimo i costi dell’uranio da qualche dollaro (come oggi) a ad
      es. 10 o 20 dollari per barile di petrolio equivalente, le riserve utili
      d’uranio risulterebbero praticamente plurimillenarie
      - abbiamo altresì risorse praticamente illimitate di torio, altro
      combustibile nucleare sfruttabile anche negli impianti attuali
      reuters.com/article/environmentNews/idUSL3045358520070330
      - con reattori a neutroni veloci, oggi piĂą costosi da costruire ed operare
      agli atttuali prezzi dell’uranio, anche il solo nucleare all’uranio è
      praticamente una fonte illimitata, almeno su scala umana

      Secondo, contrariamente a quanto si pensa, esistono risorse millenarie di
      uranio a costi appena superiori a quelli attuali, ma totalmente trascurabili
      nel costo totale del kWh nucleare. Ovviamente nessuno oggi pensa di
      sfruttarle, ciononostante sono perfettamente disponibili per il fututro. Per
      es. secondo le parole di uno dei piu’ grandi scienziati viventi
      http://www.nci.org/conf/garwin/index.htm

      “… In fact, the cost of expanding and continuing nuclear power may be far
      less than has been supposed by nuclear power technology enthusiasts. They
      have usually jumped to the consideration of breeder reactors because of the
      “shortage” of uranium fuel. With proven reserves of some three million tons
      of natural uranium, and a consumption of some 200 tons per year per 1-GWe
      reactor, this resource would last for only about 15,000 reactor years– 50
      years at a consumption of 300 reactors equivalent, and a mere two years if
      reactors are to supply half of the world’s future total energy needs.

      Of great interest are the terrestrial “reasonably assured resources” of
      uranium, which are likely to amount to 100 to 300 million tons of uranium at
      a price of $350 per kg (in comparison with the current spot market price of
      $20-30 per kg)(21).
      21. John P. Holdren and R.K. Pachauri, Energy, in ICSU, An Agenda of Science
      for Environment and Development Into the 21st Century, Cambridge University
      Press, 1992, pp. 103-118.

      Of course, nobody of right mind would buy uranium at $350/kg when the same
      material is available at $30/kg, but it is of primary importance to note
      that at $350/kg these high-cost terrestrial resources would still be cheaper
      than the cost of recycling fuel in an LWR (perhaps $700/kg of natural
      uranium avoided) or of building a breeder reactor with a capital cost that
      might be double that of an LWR.

      Ultimately, we may have safe, economical breeder reactors, but we can take
      centuries to perfect them…”

      Terzo,oggi esistono a differenza di 20 anni fa tecnologie capaci di rendere
      le scorie radioattive a lunga vita media esse stesse una fonte energetica.
      Finora abbiamo sempre considerato le scorie radioattive un “rifiuto”, ma in
      realta’ il riciclo delle scorie, poniamo, prodotte da 100 impianti nucleari
      permette a sua
      volta di alimentare da 30 a piu’ di 50 impianti della stessa potenza e in
      piu’ i
      prodotti di fissione risultanti hanno al max anni o decenni di tempo di
      dimezzamento,
      non decine o centianaia di migliaia di anni, come oggi avviene

      Infine, vorrei sottilineare il fatto che se avessimo una buona miscela di
      fonti rinnovabili e nucleare nella produzione di energia elettrica, avremmo
      tutto il tempo, a parte di sviluppare adeguate misure di risparmio
      energetico, di estendere l’uso dell’ elettricita’ sia nel riscaldamento, con
      pompe di calore elettriche ad ata efficienza, sia nel medio periodo anche
      nel trasporto privato per alimentare veicoli elettrici o ibribi come quello
      che intende commercializzare la GM
      thefraserdomain.typepad.com/energy/plugin_hybrids/index.html
      Oggi invece il consumo di energia elettrica rappresenta al piu’ un terzo dei
      nostri consumi energetici totali

      Se sei arrivati fin qua, grazie per la vostra attenzione!

    5. Graziano scrive:

      Gentili Signori,
      scusate se mi intrometto solo ora nella discussione, ma ho da poco scoperto questo interessantissimo sito con relativo blog…
      Le domande poste e le risposte date da gente finalmente competente sono interessantissime e dovrebbero essere divulgate e diventare dominio pubblico.
      Tuttavia, poste le seguenti premesse, io mi chiedo: perchè in Italia nn si fa niente di serio per riavviare un programma nucleare???
      Le premesse sono:
      1)le stime più serie indicano che ci sono riserve di petrolio convenzionale che durerranno altri quarant’anni, ma il picco (ovvero il momento in cui domanda e offerta, cioè petrolio estraibile al giorno, si incrociano) verrà raggiunto molto prima;(fonte:La sfida del secolo, Piero Angela e Lorenzo Pinna)
      2)quelle di gas dureranno altri 70 anni, il problema è quindi posticipato di poco rispetto a quello petrolifero;
      3)petrolio e gas, dei quali l’Italia si approvigiona x l’80 per cento del suo fabbisogno energetico, hanno il più elevato costo in rapporto ai kilowatt/ora prodotti (8-11 cent contro i 4-5 cent del nucleare).
      4)il costo del petrolio continua a salire
      5)le stime di petrolio sono “taroccate” in eccesso
      6)la domanda di petrolio aumenta continuamente visto anche l’immettersi sul mercato e sullo scacchiere geopolitico di Cina e India
      Quindi il petrolio nn durerĂ  ancora molto!!!(vedi anche http://www.magrini.net/Parole/Oil.html)
      Ora, nn voglio in questa sede (anche per vostro rispetto) continuare con la solita sterile polemica o con le solite lamentele all’italiana, ma mi domando: è possibile che la classe politica italiana nn riesca a vedere al di là del proprio naso, considerando fondamentale l’uso del nucleare per la sopravvivenza dell’Italia?
      Perchè i petrolieri, che nell’immaginario collettivo sono visti come i cattivi riescono sempre a beffare tutti (posso capire in america visto che il presidente è uno di loro, ma l’Italia nn ha riserve di petrolio!!!).
      Intendiamoci, è inutile colpevolizzare i petrolieri, difendono il loro interesse, lo farei anch’io se avessi la fortuna di essere uno di loro…
      Ma la mia domanda è, visti questi dati è così impossibile creare un movimento d’opinione che guardando al futuro inizi a chiedere il ritorno al nucleare?
      La maggior parte della gente sarebbe favorevole, servirebbe una sana campagna mediatica (opposta a quella che sull’isteria del 1986 portò alla chiusura delle centrali), ma soprattutto servirebbe che chiunque sia all’opposizione o al governo (senza distinzioni di sorta,nè destra e nè sinistra) strumentalizzi la vicenda per il proprio mero interesse particolaristico…
      Vi chiedo cosa ne pensate…Molte campagne della stampa e molti grandi cambiamenti sono partiti da piccole cose… grazie della pazienza!!

    6. Pietruccio scrive:

      Naturalmente concordo anche se sul gas mi sembri decisamente ottimista (direi che sembra una considerazione basata sui consumi di oggi che non sono certo quelli che si avranno fra qualche anno).

      Il movimento di opinione sarebbe bello se si formasse ma credo proprio che il bandolo della matassa sia in mano i giornali e cioè chi li possiede. Qualcosa comunque si stĂ  muovendo. Qualche articolo o intervento favorevole al nucleare si comincia a sentire anche su giornali a grossa tiratura, tipo il Corriere della Sera, nel senso che sembra ci sia qualche squarcio in quella cortina di omertĂ  che opprimeva questo argomento. Il fatto, poi, che ci sia un sito come questo (che anch’io ho scoperto da poco) è però giĂ  un bel passo in avanti e se giri un po’ troverai anche tanti link a una montagna di informazioni interessanti.

    7. Graziano scrive:

      Concordo anch’io con la questione del gas… sopratutto se, come credo, andrĂ  sostituendo il petrolio. Il mio auspicio è tuttavia che le cose si muovano in fretta dato che, avviando in questo momento un programma nucleare su scala nazionale (per il quale sono necessari almeno 10-15 anni), saremmo al limite del tempo rimasto prima dello scoppio di crisi maggiori di quelle quotidiane (penso sia inutile dire che l’America oltre ad avere una solida rete di centrali nucleari e giacimenti petroliferi in casa ha avviato da ormai 6 anni delle guerre per accaparrarsi le ultime scorte e che qualcosa del genere fa la russia con la questione cecena e l’avvicinamento diplomatico all’Iran). Il mio appello era volto a tutti coloro che leggeranno i dati riportati dai vari utenti di questo sito affinchè espongano le proprie idee e convinzioni (anche se sono certo che molti lo facciano giĂ ) anche a di fuori di questo blog sul quale bene o male ci troviamo tutti d’accordo…e chissĂ  che qualcuno di noi parlando con amici e parenti non abbia la fortuna di influenzare qualcuno che abbia la possibilitĂ  di iniziare a cambiare le cose!

    8. Alessandro scrive:

      Forse Roberto si riferisce quando parla della scarsezza delle risorse di uranio al programma caterpillar del 7 novembre
      http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=83
      Certamente no, i contenuti di quella trasmissione sono totalmente antiscientifici e di pura disinformazione

    9. Alessandro scrive:

      Edoardo,
      i tuoi numeri sono sbagliati, attualmente si consumano attorno alle 66 mila tonn di uranio naturale all’ anno
      http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html
      quello a cui tu fai riferimento e’ solo l’ uranio arricchito, ma per ottenere quelle 20 tonn di uranio di cui parli per es. arricchito al 4,5% ce ne vogliono circa 169 di uranio naturale, un kg di uranio arricchito al 4,5% produce circa 50 MWgiorno di energia termica (un MWg e’ equivalente a 24 mila kWh termici)
      Il punto e’ cmq, se leggi il mio intervento, che a costi appena superiori a quelli attuali (tieni conto che oggi l’ uranio costa appena pochi dollari x barile equivalente) abbiamo risorse plurimillenarie di uranio a buon mercato. E questo senza torio, sviluppabile anche sui reattori attuali, senza breeders e senza riciclo del combustibile, con quelli il nucleare e’ praticamente una fonte rinnovabile

    10. Alessandro scrive:

      ” ma per ottenere quelle 20 tonn di uranio di cui parli per es. arricchito al 4,5% ce ne vogliono circa 169 di uranio naturale ”

      Piu’ precisamente, assumendo un arricchimento delle “code” dell’ 0,2%

    11. Emiliano scrive:

      scusate io non sono un esperto, solo uno che ama documentarsi a fondo, ma questa storia dell’Uranio “infinito” da dove arriva?
      Secondo stime AIEA 2005 c’è Uranio per massimo 100 anni, ma ai consumi attuali, questo significa che in caso di virata nucleare (che per adesso non c’è, anzi…) il consumo con la diminuzione dell’estrazione del petrolio si impennerebbe.

      ma sopratutto una centrale nucleare è sconomicamente sostenibile?

      vado ad incollarmi un mio riassunto che vorrei confutaste punto per punto ove possibile.

      Non sono contrario alla ricerca sul nucleare, ma alla costruzione di centrali con l’attuale tecnologia.

      20 anni fa nel momento sbagliato, in preda a un informazione sbagliata, convinti da dirigenti politici che agivano sulla base di convinzioni idelologiche e non scientifiche, l’Italia ha abbandonato il nucleare nel momento in cui mezza europa espandeva la propria produzione di energia atomica. Scelta sbagliata che è costata allo stato italiano un numero imprecisato di miliardi di Euro.
      Tuttavia non mi pare sostenibile una svolta nucleare,n on per paura del nucleare, non per motivi ambientalisti o ideologici, ma per ragioni di opportunità prima di tutto economica, infatti nel mondo ci sono centinaia di centrali nucleari, ma il tasso di incedenti gravi con fuga di radiazioni è inferiore a quello dei disastri aerei.
      Mettiamo insieme un pò di argomenti di chi è contro il nucleare.

      TEMPI E COSTI

      1)Allo stato attuale una centrale nucleare ad uranio costa circa 3-5 miliardi di euro e richiede 10 anni di tempo per essere costruita, se si considerano gli studi necessari ad individuare il sito piĂą adatto.
      2)Una centrale Nucleare costruita con la tecnologia attuale rischia di non funzionare abbastanza a lungo per ripagare l’investimento (economico ed energetico) necessario a costruirla.
      3)Negli Stati Uniti, che sono l’unico paese al mondo in cui un provato può costruire una centrale nucleare e vendere energia sostenuto da pesanti incentivi statali, non si costruiscono centrali nucleari dal 1978.
      In questo lasso di tempo ne sono statespente 20 che erano arrivate alla fine della loro vita operativa.
      4)Il prezzo di un kWh nucleare ammonta in definitiva a circa 6,1 centesimi di euro, secondo prudenti stime del ministero dell’energia degli Stati Uniti, includendo anche una stima dei costi di confinamento delle scorie: si tratta di un prezzo molto superiore non solo a quello di un Kwh a carbone o a gas, ma anche di quelli eolico e da biomasse.
      5) il bilancio energetico del nucleare non è positivo, perchĂ© il processo completo, dall’estrazione del combustibile sino alla fissione, consuma spesso piĂą energia di quella prodotta. La centrale elettro-nucleare in questo modo produce complessivamente meno energia rispetto all’energia consumata per permettere le attivitĂ  di estrazione mineraria, la purificazione chimica e l’arricchimento isotopico.

      COSA FANNO GLI ALTRI?
      1)Negli ultimi anni nell’ordine Svezia, Spagna, Belgio e Germania hanno approvato leggi per lo spegnimento delle centrali nel breve periodo.
      2)Nell’europa occidentale dal 1990 si è iniziata la costruzione di una sola centrale nucleare in Finlandia, i cui costi iniziali sono aumentati in maniera esponenziale.
      (parleremo poi della centrale autofertilizzante sperimentale SuperFenix in Francia)
      3)Gli unici paesi che costruiscono centrali nucleari sono Pakistan, India, Giappone,Iran.
      4)L’inghilterra ha abbandonato la costruzione di nuove centrali ed ha avviato i lavori per la piĂą grande centrale eolica del mondo, costerĂ  2 miliardi di euro e produrrĂ  1000mw di energia, un’altra centrale da 250mw verrĂ  costruita poco distante. Nella stessa direzione vanno una centrale tedesca da 700mw e una norvegese da 1500mw potenza.
      5)Negli Stati Uniti negli ultimi 30 anni, i reattori ordinati e successivamente cancellati per i costi crescenti sono stati 123.
      6) Nel 1990, in Canada, il piano di costruzione di 10 reattori entro il 2014, è stato cancellato.
      7)La vita media dei 430 reattori attualmete in funzione nel mondo è di 21 anni. Stanno smantellando 80 centrali che hanno una vita media di 32 anni. In costruzione ce ne sono 36. Nessuna di queste è in Europa o in nord America. Attenzione IN COSTRUZIONE non in progetto di costruirle. La commissione europea prevede che dei 149 reattori di potenza operativi nell’unione europea nel giugno 2005, nei prossimi 20 anni ne saranno disattivati tra i 50 e i 60.
      8) L’ 8 ottobre 2005 gli stati uniti hanno approvato una legge che prevede il finanziamento pubblico del 70% di una nuova centrale e un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro ogni kilowatt prodotto col sistema del credito d’imposta.
      Quindi le centrali si fanno se le fa lo stato o se le fanno i privati…con i soldi dello stato, che poi deve anche gestire lo smalitmento, e sono altri soldi in bolletta per tutti.

      ALTRE CONSIDERAZIONI
      1) L’energia nucleare non è assolutamente un energia rinnovabile, secondo l’AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) le attuali riserve di Uranio a paritĂ  di domanda dureranno 46 anni se si considera l’Uranio estraibile al costo di 80 dollari al chilo e massimo 100 anni se si considera l’Uranio estraibile a 130 dollari al chilo.
      2)In europa si trova solo il 2% dell’Uranio, quindi va importato, l’uranio è distribuito sul pianeta in maniera poco uniforme; anche se giacimenti di dimensioni minori possono essere trovati praticamente ovunque, tre soli paesi (l’Australia, il Canada e il Kazakhstan) contengono circa il 58% delle riserve note. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di Uranio (dati 2006), quindi si tratterebbe di scambiare la dipendenza dal petrolio con quella da uranio.

      GLI ARGOMENTI DI CHI è A FAVORE DEL NUCLEARE E LE RISPOSTE

      1)”si stanno realizzando” Centrali Autofertilizzanti, centrali a Torio (le cui scorie sono molto meno radioattive), e si stanno studiando centrali di III e IV generazione che porterebbero l’efficienza energetica al 95% dal 3% attuale, cosa che allungherebbe la durata delle riserve di uranio.

      a)Le centrali autofertilizzanti sono 2 per ora, una in Giappone si dibatte tra continui malfunzionamenti, l’altra è SuperFenix, in francia, i cui costi di realizzazione hanno fatto fuggire tutti gli investitori tranne il governo francese, ENI compresa.
      b)Il Torio è piĂą abbondante dell’uranio, ma è altrettano mal distribuito, e la sua trasformazione in combustibile è altamente costosa.
      c)le centrali di III e IV generazione secondo l’AIEA saranno pronte entro 25-30 anni, non rappresentano quindi una soluzione agli attualissimi problemi di approvvigionamento energetico.

    12. Pietruccio scrive:

      x Emiliano

      Solo una cosa.


      5) il bilancio energetico del nucleare non è positivo, perché il processo completo, dall’estrazione del combustibile sino alla fissione, consuma spesso più energia di quella prodotta. La centrale elettro-nucleare in questo modo produce complessivamente meno energia rispetto all’energia consumata per permettere le attività di estrazione mineraria, la purificazione chimica e l’arricchimento isotopico

      Mio dio! Ma dove ti sei documentato?

    13. Ing.A.Ciriello scrive:

      Salve

      Scusate ma vorrei solo dire a Emiliano, che se vuole potrei fornirgli documentazione un po’ piĂą precisa, dato che, senza voler offendere nessuno, mi capita raramente di vedere elencate cosĂ­ tante imprecisioni.

      Magari sarebbe il caso di consultare nell’ordine i seguenti siti:

      IEA (International Energy Agency)

      Commissione Europea

      IAEA (Internation Atomic Energy Agency)

      Joint Research Center

      WNA (World Nuclear Association)

      per cominciare…

      I primi due sono assolutamente al di fuori di ogni ragionevole dubbio, e i seguenti tre sono tra le piĂą affidabili fonti di informazioni del settore.
      Inoltre io lavoro nell’ azienda francese che fabbrica e fa manutenzione delle centrali nucleari.
      I
      noltre mi permetto anche di osservare che :

      1)Solo la germania ha mantenuto la sua politica di decommissioning (consulta per esempio su Wikipedia, alla voce Nuclear Power by Country, tenendo conto del fatto che il nuovo governo belga ha espresso chiaramente l’intenzione di togliere la moratoria contro il nucleare, almeno fino al 2030, ed il governo spagnolo pseudo-ambientalista ha chiesto recentemente a Sarkozy un incontro per comprare piĂą energia elettrica proveniente dal nucleare francese, altrimenti si troverebbe a dovere costruire altre centrali nucleari, avendone giĂ  nove, andando contro la politica pseudo-ambientalista ufficiale del governo, guarda giornali come El Pais o Le Monde…non c’è alternativa!!)

      2)I prezzi della centrale di Olkiluoto NON sono aumentati “esponenzialmente”, ma del 15% (su 3 miliardi di euro), e come fonte di questo posso darti la mia esperienza lavorativa nell’azienda che sta facendo queste centrali (EPR), per via del fatto che è la prima centrale costruita dopo vent’anni di inattivitĂ , e quindi come in ogni settore tecnologico, ha il “difetto” di essere la prima di una serie tecnologica, quindi vi sono le incertezze e i ritardi legati all’inesperienza del primo modello.

      3)Ai paesi che costruiscono nel nucleare magari ci aggiungiamo anche la cina, il sudafrica e anche gli stati uniti (solo la cina ne vuole costruire 84)?

      4)Negli stati uniti, le cosidette centrali spente (piĂą correttamente “decommissionate e poi dismesse”) sono state “coperte” tramite un cosidetto “uprate”, o aumento di potenza delle altre 104 centrali.

      5)La costruzione della centrale nucleare richiede ufficialmente e praticamente dai 4 ai 6 anni per la costruzione e la messa in servizio (criticitĂ  del reattore), e non 10 anni o altri interessanti mirabolanti numeri…

      6)Se il bilancio energetico del nucleare non fosse “positivo”, non ci sarebbero 440 centrali nucleari al mondo, e francamente credo che questo sia un problema che riguardi in realtĂ  strettamente l’equilibrio energetico globale delle rinnovabili (provate a fare due conti..).

      7)Mai sentito parlare di carico di base? Nessuno sa che il carico elettrico di base fornito dal nucleare costituisce circa il 30 % del fabbisongo energetico europeo?Sfido chiunque a dimostrarmi che si può VERAMENTE sosituirlo con le rinnovabili. Per inciso, magari, sarebbe il caso di documentarsi anche sulle ultime mozioni a riguardo, della commissione europea, dove tra l’altro ho fatto il mio dottorato, e l’idea non era quella manifestata o “documentata” da Emiliano.

      8)I reattori nucleari operativi in europa sono 192 (25 paesi)e non 149.

      9)Il canada ha “licenziato” (dato il permesso) di costruire due nuove centrali nucleari (CANDU), consulta il sito www.world-nuclear-news.org.

      Ad ogni modo, non voglio dare l’impressione di essere eccessivamente critico e/o cinico, ma credo che Emiliano si sia documentato sopratutto tramite articoli e/o siti internet non molto aggiornati.

      Io rimango a disposizione per chiarimenti, ma sempre e solo se si tratta di discussioni oneste e che tengano ben presenti le leggi e i limiti della fisica e della termodinamica.

      Saluti
      A.C.

    14. Pietruccio scrive:

      X Emiliano

      Mi scuso per la fretta del mio ultimo intervento. Cercherò di fare un discorso introduttivo sull’energia atomica tanto per inquadrare il problema e capire di che cosa stiamo parlando. Premetto che il nucleare da fusione, a oggi, non può essere considerato una fonte di energia perchè la ricerca è ancora lontana dal fornire soluzioni tecnicamente sfruttabili. Quindi tratterò solo quello da fissione.

      La prima cosa da chiarire sono le unitĂ  di misura dell’energia. Ne elenco alcune
      - tep (tonnellate equivalenti di petrolio)
      - kWh (chilowatt ora)
      - MWd (megawatt day)
      - kcal (chilocalorie)
      - eV e MeV (elettronvolt e milioni di elettronvolt)
      - chilotoni e megatoni (migliaia e milioni di tonnellate di tritolo) per le esplosioni
      - Magnitudo (per i terremoti)
      ma l’unitĂ  di misura giusta per l’energia sarebbero i Joule (simbolo J)
      Un Watt (simbolo W) non sarebbe altro che la potenza di un Joule al secondo (1W = 1J/s) per cui
      1 kWh = 3.6*10^6 J
      1 MWd = 8.64*10^10 J
      Un po’ piĂą complicato è districarsi con le altre per cui fornisco direttamente le conversioni
      1 tep = 4.2*10^10 J circa
      1 kcal = 4186 J
      1 eV = 1.6*10^-19 J
      1 MeV = 1.6*10^-13 J
      1 chilotone = 4.2*10^12 J
      mentre per la magnitudo il conto è un po’ piĂą complicato (quando parlano di un terremoto di magnitudo M vuol dire che l’energia liberata è pari a 10^(Mo+1.5*M) con Mo pari a circa 5 o 6 a seconda della fonte).

      Quando si spacca il nucleo di un atomo (si dice fissiona) di Uranio (simbolo U) o di Torio (simbolo Th) questo fornisce circa 200 MeV di energia (si chiama energia nucleare ma è una forma di energia potenziale elettrica pari a 180 MeV per il Torio e 211 MeV per l’U235) che tradotti in pratica e semplificando un po’, corrispondono a 8*10^13 J ogni kg di materia fissionato. Stiamo parlando di una quantità di energia enorme: per avere un’idea si consideri che equivale ai 20 chilotoni della bomba atomica di Hiroshima che ne ha quindi consumato un kg per fare quello che ha fatto. In termini di volume si tratterebbe di una sferetta di uranio metallico di circa 5 cm di diametro.

      Siccome bruciando un kg di benzina si possono ricavare 4.7*10^7 J e da uno di carbone 3.1*10^7 J mentre da un kg di legna secca solo 1.6*10^7 J questo significa che per avere l’energia equivalente a un chilo di combustibile da fissione bisognerebbe bruciare 1700 tonnellate di benzina o 2600 tonnellate di carbone o 5000 tonnellate di legna secca (cioè circa 8000 metri cubi di legna secca = dimensioni di una palazzina neanche tanto piccola).

      In pratica il rapporto fra l’energia fornita col nucleare da fissione e quella invece fornita dai normali combustibili fossili è di circa 2 milioni a favore del nucleare. Cinque milioni di volte tanto se parliamo invece di biomasse. Solo questo dato dovrebbe convincere che nella tecnologia nucleare i costi di estrazione, lavorazione e smaltimento sono, in termini energetici, del tutto trascurabili.

      Ma quanto Uranio c’è in natura? E quanto Torio? Sono materiali abbastanza comuni e diffusi. Di Torio ce n’è quanto il piombo e di Uranio circa tre volte di meno ma è sempre tanto. Per avere un’idea delle quantità in gioco, nel Vademecum di questo sito si dice che nell’acqua di mare ce ne sono 3 mg per metro cubo, per un totale di 4,5 miliardi di tonnellate circa, e sempre qui, nei post, si dice che “secondo i dati aggiornati al 2005 dalla Iaea, dalla Nuclear Energy Agency e riscontrati anche con il Doe (Usa) hanno accertato che le riserve mondiali sono di circa 7 milioni di tonnellate (giacimenti noti)…”. Vediamo cosa significano questi numeri da un punto di vista energetico. Il fabbisogno mondiale di energia (per l’uomo intendo) è di 10 miliardi di tep all’anno cioè 4.2*10^20 J/anno cioè 5300 tonnellate di Uranio all’anno che rispetto ai 7 milioni di tonnellate di riserve accertate corrisponde a una riserva di 1300 anni senza considerare quello nel mare (che fornirebbe autonomia per 800000 anni) né soprattutto il Torio che moltiplica il tutto per circa quattro. Un tempo “infinito” per l’umanità.

      Ma allora dove stanno i problemi e perchè si parla di energia nucleare per 50 anni o meno?
      Sono di due tipi: uno tecnico e uno politico-economico.

      Problema tecnico (a grandi linee senza andare troppo per il sottile).

      La prima considerazione da fare è che i numeri che ho fornito sopra servono solo a indicare le potenzialità della tecnologia (a livello di ordine di grandezza), che come si vede sono praticamente infinite. Il fatto è che per ricavare quell’energia servono dei proiettili capaci di spaccare il nucleo: nel caso specifico si chiamano neutroni. Si possono produrre in piccola quantità con sorgenti radioattive mischiando, ad esempio, il radio col berillio. Messa la sorgente in prossimità dell’uranio produrrebbe le fissioni che col noto processo di reazione a catena, dove ogni fissione produce a sua volta dai 2 ai 3 nuovi neutroni, porterebbe alla combustione del materiale. A prima vista i neutroni sembrerebbero addirittura avanzare: ma non è così. Nella maggior parte dei materiali (U238 e Th232) solo i neutroni molto energetici (neutroni veloci) sono in grado di produrre fissione e generare i citati 200 MeV ma la loro gestione, per una serie piuttosto complicata di motivi che qui non è possibile illustrare, non è tanto semplice. Più “comodo” è lavorare coi neutroni lenti (neutroni termici: non è difficile rallentare i neutroni che nascono veloci fino a farli diventare termici, però se ne perdono un po’ per strada) che hanno una maggiore probabilità di essere catturati dai nuclei di combustibile. Anche qui però c’è un “piccolo” problema e cioè che praticamente l’unico materiale “naturale” che si fissiona coi neutroni termici è un isotopo dell’uranio (U235) piuttosto raro perchè rappresenta solo lo 0.7% dell’uranio naturale (per cui l’U235 viene detto fissile mentre gli altri, quelli che si fissionano solo coi neutroni veloci, vengono detti fissionabili). C’è anche, per contro, la fortuna che i neutroni assorbiti dai fissionabili tendono a generare come conseguenza materiali fissili: quando il Th232 cattura un neutrone diventa U233 che è fissile e così se U238 cattura un neutrone diventa Pu239 fissile e in questo modo una parte dei neutroni che si erano persi per strada si rivelano, invece, utili.

      Nelle vecchie centrali (I e II generazione) si “bruciava” solo una parte e solo del fissile (in pratica U235). Valori tipici di “bruciamento” (burn-up) erano dai 10000 ai 30000 MWd/tonnellata (cioè 2.6*10^12 J/kg cioè il 3.3% dell’energia realmente posseduta dal combustibile nucleare). Ed ecco allora da dove vengono fuori i numeri citati relativi alle scarse riserve di energia atomica (50 anni): quello è il risultato che si ottiene se si considera di bruciare una parte infinitesima del combustibile esistente e prendendo in esame solo le riserve accertate di uranio estraibile a bassissimo costo. Non mi sembra un criterio realmente ragionevole per valutare l’energia atomica.

      Nei reattori di III generazione, che sono un’evoluzione più efficiente e ancora più sicura della precedente il burn-up raddoppia e raggiunge i 60000-70000 MWd/tonnellata il che riduce le scorie e aumenta l’energia ricavabile dal combustibile. Si bruciano anche altri materiali, tipo il Pu e altri attinidi che nel frattempo si sono resi disponibili essendosi formati durante il funzionamento dei reattori negli anni passati. Quelli di III generazione sono una realtà in fase di costruzione, non un’ipotesi in fase di ricerca.

      Per quanto detto sopra si capisce allora come l’obiettivo vero del giorno d’oggi sia quello di mettere a punto un sistema per “bruciare” tutto il combustibile nucleare, non solo il materiale fissile, attraverso vari sistemi che sfruttino al massimo il ciclo dei neutroni, del combustibile e della trasformazione dei materiali fissionabili (detti fertili) in materiali fissili. I nuovi reattori dovranno essere capaci di bruciare, al contempo, pure una buona parte delle scorie. E questo è ciò di cui si stanno occupando quelli della IV generazione. Dovrebbe allora risultare sufficientemente chiara l’importanza di investire, e parecchio, nella ricerca che riguarda quel tipo di reattori.

      A dare una mano, visto che poi, all’atto pratico non disperdere neutroni potrebbe non essere semplice, ci sono i sistemi ADS (anch’essi in fase di ricerca), che possono “iniettarne” nel ciclo una certa di quantità, al prezzo di molta energia (e forse è riguardo a questi che avevi letto che il bilancio energetico nel nucleare poteva non essere positivo: ma si tratta di macchine del tutto particolari) ma col vantaggio che potrebbero essere utilissimi sia per “bruciare” le scorie residue (ricavandone l’energia) sia per trasformare materiali fertili tipo il Th232 in fissili tipo U233.

      Problema politico-economico

      Il più grosso vantaggio dell’uranio, cioè il fatto di essere diffuso nel mondo, è anche il principale handicap dell’energia atomica. Quale interesse avrebbero, infatti, le grosse compagnie di investimento nel buttarsi su una tecnologia che non consente di maramaldeggiare col prezzo del combustibile. I grossi guadagni si fanno con la speculazione. Basta vedere quello se succede in questi giorni col petrolio che noi dobbiamo comprare, senza alternative, qualunque sia il prezzo che deciderà il mercato. Ma se la fonte energetica principale consentisse dire: “Aumenti? Bene, vado a prendere il combustibile da un’altra parte o me lo estraggo a casa mia!”, si capisce che le cose andrebbero in modo decisamente diverso, con molti più soldi nelle nostre tasche e molti meno in quelli di certa altra gente.

    15. MASSIMO GAMBINO scrive:

      1. Graziano scrive: “perchè in Italia nn si fa niente di serio per riavviare un programma nucleare?”
      2. Emiliano si chiede: “una centrale nucleare è economicamente sostenibile?”

      La risposta a Graziano viene data indirettamente dalla domanda (e dalle successive “argomentazioni”) di Emiliano.
      Emiliano, credo in perfetta buona fede, fa un’elencazione precisa e puntuale di assenzioni che, nel corso degli ultimi 20 anni, abbiamo potuto leggere su tutti i quotidiani nazionali od ascoltrare in tutte le trasmissioni televisive e che ancora oggi vengono tranquillamente portate avanti da ministri della repubblica (Bersani, Pecoraro Scanio) o da professori universitari o da premi Nobel (Rubbia).
      Affermazioni che, come dimostrano le risposte dell’ing. Cirielli e di Pietruccio, possono quasi tutte essere collocate nell’ambito dell’antiscientifico o del falso.
      L’Italia non è un paese serio, non ha una classe politica seria, non ha una classe dirigente seria.

      Recentemente sembra essere riemersa, dalle nebbie di un referendum, la questione nucleare. Ho creduto, per qualche istante, che potessero realmente esservi delle speranze.

      Ma poi, guardando la realtà, le piccole cose del quotidiano, la sfiducia è tornata prepotente.

      - 8 anni fa a Trento i politici decisero di costruire un inceneritore;
      - entrarono subito in azione i gruppi ambientalisti e fecero il diavolo a quattro per impedire questo progetto;
      - ottennero (e persero) un referendum popolare che fu disertato dal 74% della popolazione;
      - nel tempo la politica si è sempre piĂą ammorbidita ridimensionando il progetto da 300.000 a 100.000 tonnellate/anno (gravissimo errore industriale!!!) e promuovendo una raccolta differenziata porta a porta i cui effetti benefici stanno solo nella bocca di chi li ha proposti: ma quanto siamo bravi “madamadorè” ma quanto siamo bravi!
      - ma loro continuano imperterriti con petizioni, convegni, scioperi della fame da 1 giorno a testa portando argomentazioni scientifiche a dir poco ridicole;

      NON CI SARA’ VERSO DI AVERE IL NOSTRO INCENERITORE O TERMOVALORIZZATORE

      E c’è ancora qualcuno che è disposto a scommettere un eurocent che in Italia si riuscirĂ  a costruire una nuova centrale nucleare? E dove?

    16. Edoardo scrive:

      Ho seguito il dibattito lo trovo molto interessante condivido a pieno quello affermato da Pietruccio.

      Per Alessandro:

      non sono I MIEI dati ma quelli dell’IAEA che collimano (o collimavano) con quelli del DOE. Dati uguali anzi pìu ottimisti, riserve per 9 milioni di tonnellate di Uranio, furono riportati anche in un articolo sul nucleare apparso su Quark nel Maggio 2007.
      Comunque, al di là dei numeri, anche i dati interessanti che hai presentato confermano che il dire “… tra 50 anni tutto l’uranio finisce!” (di recente l’ha ribadito anche il Pecoraro Scanio su Rai Tre) è una scemenza.

      Grazie per l’attenzione.

    17. Emiliano scrive:

      vorrei chiedere all’ing. A. Ciriello o a chiunque di voi che sia un qualificato operatore del settore se è disponibile a una breve intervista da pubblicare per ora sul mio blog e domani forse su un mensile su cui scrivo.

    18. Roberto scrive:

      Una curiositĂ , quanti reattori ci sono al moindo?(Compreso il mare?)

      PORTAEREI

      Una portaerei Classe Nimitz monta 2 reattori A4W da 140 Mw ciascuno.(10 unitĂ  di cui una in costruzione)

      Portaerei enterprise 8 reattori A2W

      Charles de Gaulle (Marina francese)(2 Reattori nucleari ad acqua pressurizzata K15 da 150 MW ciascuno)

      SOMMERGIBILI

      Classe Typhoon 10 sommergibili nucleare, 2 reattori da 200 Mw
      Classe Akula 18 sommergibili montano un reattore OK-650B da 190 MW
      ecc…
      Oltre 200 unitĂ  di cui piĂą della metĂ  ancora in servizio.

      Rompighiaccio

      Una decina di unitĂ  con piccoli reattori.
      Oggi la NS Yamal è usata come nave da crocera per spedizioni al polo.

    19. Alessandro scrive:

      Edoardo:

      i numeri “sbagliati” sono riferiti ai 25 tonn per anno per alimentare un rattore che non sono di U naturale, ma arricchito. Per il resto non contesto i tuoi dati, ci mancherebbe, anche se per un combustibile cosi’ densamente energetico bisognerebbe, a mio parere, specificare quanto ce n’e’ a quali costi di estrazione : secondo un mio riferimento, ad es., a costi di 350 $/kg (praticamente, appena poco piu’ di 3 dollari per barile di petrolio equivalente) ne abbiamo centinaia di milioni di tonn pari a migliaia di anni agli attuali consumi
      Ovviamente nessuno oggi pensa di
      sfruttarle, ciononostante sono perfettamente disponibili per il fututro. Incollo da poco sopra :
      http://www.nci.org/conf/garwin/index.htm

      “… In fact, the cost of expanding and continuing nuclear power may be far
      less than has been supposed by nuclear power technology enthusiasts. They
      have usually jumped to the consideration of breeder reactors because of the
      “shortage” of uranium fuel. With proven reserves of some three million tons
      of natural uranium, and a consumption of some 200 tons per year per 1-GWe
      reactor, this resource would last for only about 15,000 reactor years– 50
      years at a consumption of 300 reactors equivalent, and a mere two years if
      reactors are to supply half of the world’s future total energy needs.

      Of great interest are the terrestrial “reasonably assured resources” of
      uranium, which are likely to amount to 100 to 300 million tons of uranium at
      a price of $350 per kg (in comparison with the current spot market price of
      $20-30 per kg)(21).
      21. John P. Holdren and R.K. Pachauri, Energy, in ICSU, An Agenda of Science
      for Environment and Development Into the 21st Century, Cambridge University
      Press, 1992, pp. 103-118.

      Of course, nobody of right mind would buy uranium at $350/kg when the same
      material is available at $30/kg, but it is of primary importance to note
      that at $350/kg these high-cost terrestrial resources would still be cheaper
      than the cost of recycling fuel in an LWR (perhaps $700/kg of natural
      uranium avoided) or of building a breeder reactor with a capital cost that
      might be double that of an LWR.

      Ultimately, we may have safe, economical breeder reactors, but we can take
      centuries to perfect them…”

    20. Alessandro scrive:

      Emiliano,
      nel tuo intervento c’e’ qualcosa di corretto, ma per buona parte i tuoi dati sono parziali se non totalmente sbagliati.

      Primo, mi fa quasi ridere rimarcarlo, non solo il nucleare ha un bilancio energetico positivo, ma uno dei ritorni energetici piu’ alti tra tutte le fonti energetiche, comprese quelle rinnovabili, con poche eccezioni come idroelettrico e vento in siti molto ventosi
      http://www.uic.com.au/nip57.htm
      ist-socrates.berkeley.edu/~kammen/er100200/lectures/er100pet... (pagg 10 e 11)
      http://www.theoildrum.com/story/2006/8/7/195721/3132?page=1 (molto lungo, ma molto argomentato ed interessante!)

      Secondo, e’ ovvio che le centrali nucleari abbiano anche un (breve) ritorno economico, oltre che energetico! Per es. l’ ultimo tipo di impianto in costruzione in Finlandia e Francia da 1600 MWe costa 3 miliardi di euro e produce piu’ di 12,5 miliardi di kWh/anno che al costo di 3 cent per kWh (piu’ 2 cent per i costi operazione/manutenzione + il combustibile e 0,5 cent per lo smantellamento e lo stoccaggio delle scorie) hanno un ritorno dell’ investimento dell’ impianto dopo 8 anni, qualcosa di piu’ ad un tasso di interesse di mercato, per un costo totale del kWh nucleare di 5,5 cent prima dell’ ammortamento, di 2,5 cent dopo l’ ammortamento, di cui meno di 0,5 cent sono per il combustibile. Per confronto un ciclo combinato a gas agli attuali prezzi del metano non costa meno di 7 cent per kWh, di cui 5,5 cent sono solo per il combustibile (30 cent per mc, 55% di efficienza)
      In sostanza, il nucleare e’ molto conveniente solo dopo l’ammortamento dell’ impianto

      Terzo, riguardo le risorse di uranio (che sicuramente sono finite, su questo siamo tuti d’accordo), come dicevo ad Edoardo bisogna capire quanto se ne puo’ estrarre a quali costi, perche’ essendo l’ uranio e il torio combustibili molto densamente energetici, a costi appena superiori a quelli attuali le riserve aumentano considerevolmente, lo stesso non avviene per i combustibili fossili. Quindi se e’ vero che ad un costo di estrazione di poche decine di dollari per kg abbiamo al piu’ decenni di uranio, gia’ a 130 $/kg ne abbiamo secoli e a 350 $/kg addiritttura millenni. In aggiunta a tali risorse, abbiamo i reattori a neutroni veloci (xxx) con i quali abbiamo uranio sufficiente in quantita’ praticamente illimitata, piu’ di un milione di anni ai consumi mondiali attuali di elettricita’. Inoltre, abbiamo anche il torio, da 3 a 6 volte piu’ dell’ uranio, che puo’ essere sfruttato anche nei reattori attuali

      (xxx) Con i reattori veloci si possono produrre dai 2,5 ai 3,5 milioni di kWh per kg di uranio naturale, anzicche’ 40 o 55 mila dei reattori attuali. In pratica, solo con le scorie attualmente presenti nei depositi temporanei si potrebbe soddisfare l’ intero fabbisogno elettrico mondiale per diversi secoli, senza estrarre dalle miniere un solo grammo di nuovo uranio

    21. Alessandro scrive:

      Ho una domanda per l ‘ ing Ciriello, dato che ho letto che lavora per l’ azienda dell’ EPR.
      Desiderei capire quali sono gli esatti dati tecnici dell’ EPR, possibilmente. Per es., arricchimento, burn-up raggiungibile all’ uranio arricchito e Mox, potenza termica vs elettrica netta quindi efficienza, ecc… perche’ ho letto in rete dati discordanti

    22. Edoardo scrive:

      Nell’Ottobre 2004, in Assisi, ebbi la fortuna di partecipare (grazie all’AIN) al convegno “Megatons to Megawatt”.
      Lo scopo di tale incontro era quello di sensibilizzare l’uso delle testate nucleari ad uso militare in combustibile per centrali nucleari civili.
      Tra l’altro un ingegnere dell’Ansaldo e da uno francese parlarono lungamente delle tecniche che ci sono circa la produzione del Mox (combustibile esausto riprocessato)
      Fu un’esperienza molto interessante sia per “gli addetti ai lavori” sia per i cittadini (come me). Si disse, tra l’altro, che le testate atomiche già smantellate e quello in via di smantellamento (Usa e Ex Unione Sovietica) già potrebbero costituire scorte di combustibile per almeno altri 40/50 anni.
      Anche questo è un aspetto da considerare quando si parla di scorte di uranio e combustibile per centrali.

    23. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Beh si, si pensi che ‘diluendo’ con l’abbondantissimo uranio depleto 1 kg di uranio arrichito all’80% si possono ottenere oltre 25 kg dicombustibile al 3%; si consideri che in ogni testata ce ne sono svariati kg (a seconda), si moltilichi per l’energia ottenibile, si tenga conto delle nuove tecnologie, e ci si accorge… che la fine delle scorte di uranio è una bufala (ma per capirlo non ci voleva molto!)…

    24. Edoardo scrive:

      Eppure, Ingegnere, ci sono figuri come il Dott. Bardi (vedi club di Roma: ultrambientalisti) che gira il mondo dicendo che l’uranio finisce (TUTTO) tra 50 anni.

    25. Pietruccio scrive:

      x Alessandro

      Scusa ma non mi torna il conto
      …..xxx) Con i reattori veloci si possono produrre dai 2,5 ai 3,5 milioni di kWh per kg di uranio naturale, anzicche’ 40 o 55 mila dei reattori attuali…..

      Considerati 211 MeV per fissione mi risultano circa 8.6*10^13 J/kg di Uranio fissionato che fornisce il limite fisico per il burnup pari a 10^6 MWd/t (visto che 1MWd = 8.6*10^10 J) e, considerando che 1MWd/t = 24 kWh/kg in base ai tuoi dati (2.5 milioni) risulterebbe che utilizzando i “veloci” si sfrutterebbe, alla fine, il 10% dell’uranio naturale.

      Questo mi pare verosimile. In realtĂ  non ho dati in merito su quale percentuale di U naturale si riesce a bruciare (come risultato finale del processo) in quei reattori e se qualcuno me li fornisse e anche per quello che ci si aspetta dalla IV generazione mi farebbe davvero un piacere

      Quello che non mi quadra è che poi confronti quel valore con un valore “attuale” di 40 o 55 mila che deduco siano ancora kWh/kg di uranio naturale che, considerando arricchimenti del 4.5% e un residuo del 0.2% (come ipotizzavi prima) darebbe un valore 8.4 volte tanto per l’U arricchito, cioè diciamo un burnup di 400 mila kWh/kg pari a 16 MWd/t che mi pare un po’ poco

    26. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      x Edoardo

      Si, ma anche io posso sostenere l’ipotesi che esistono i puffi…
      E poi, se anche fosse vero (e davvero non lo è) il nucleare sarebbe comunque una ottima soluzione per i prossimi 50 anni (il tempo che ci servirebbe per trovare altre fonti).
      Io mi chiedo: ma tutti voi, come immaginate il consumo mondiale di energia nel 2100 (sperando che il Mondo ci arrivi)? Spinto dal solare e dall’eolico (ovvero come i nostri avi, peraltro ‘addestrati’ da secoli di stenti)? O piuttosto dal nucleare high-tech?

    27. Edoardo scrive:

      Per Ing. Romanello:

      forse non mi son spiegato: anch’io reputo affermazioni di Bardi, Boselli, Pecoraro & C. delle scemenze. Le fonti piĂą attendibili sulle scorte di Uranio (Iaea) dicono il contrario. Anch’io spero e mi batto (nei miei limiti) affinchĂ© il nucleare ritorni nel mix energetico italiano e piĂą che sento parlare i cosiddetti antinuclearisti piĂą mi convinco della bontĂ  delle informazioni che ho avuto da tecnici e da altri “Addetti ai lavori” (compreso lei)
      Biasimo solo la sfacciataggine di taluni che girano tutt’Italia per dire fesserie e che vengono accolti come specie di profeti.
      A proposito di Bardi riporto un mio commento giĂ  apparso sul forum ma in un’altra discussione:

      … E dai i soliti noti! Il Prof. Bardi non è né un fisico né tanto meno un geologo o un ingegnere nucleare: è un chimico.
      E’ sempre stato un sostenitore accanito del Club di Roma, (ambientalisti estremi), e tutte le volte che si parla di nucleare tira fuori sempre e solo una risposta: no al nucleare perché l’uranio finisce presto…Addirittura mette ciò davanti a tutto: al (finto) problema delle scorie, all’accettazione della cittadinanza, ad i costi, ecc.
      L’ho conosciuto di persona intervenendo ad un convegno tenutosi nel Marzo 2005 nella mia città: si parlava della curva di Hubbert e delle possibili soluzioni al “dopo petrolio”.
      Io ed altri partecipanti fornimmo dati che contestavano le conclusioni del Bardi che, come disse, aveva estrapolato sito di Legambiente (se la cantava e se la suonava!) am non fummo considerari piĂą di tanto.
      Quando poi un geologo intervenne confermando i nostri dati, la conferenza virò repentinamente su altri temi (si cominciò a discutere di biomasse). A fine conferenza il professore si affrettò a sparire (????)
      Non so chi sia o da chi sia spalleggiato questo Bardi ma, ovunque si tenti di parlare di nucleare, lui si presenta con la solita storia, piĂą volte smentita sia da questo forum sia dalla stessa Iaea (vedi sito)

    28. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      x Edoardo

      Si, avevo capito la sua avversione per le tesi del Bardi…
      Volevo solo mettere in evidenza che colui che fa tali dichiarazioni imaniera arbitraria è poco credibile…
      E poi chiedevo, piĂą in generale, come ognuno immagina il mondo di domani (magari anche solo fra 20 o 30 anni, senza andare molto lontano). Sarebbe interessante raccogliere i punti di vista profetici di alcuni personaggi e tirarli fuori in futuro (cosa che purtroppo si fa troppo poco spesso)…

    29. Alessandro scrive:

      Petruccio :

      Il tuo bilancio energetico non e’ del tutto corretto: e’ vero che un grammo di fissile produce attorno ai 0,95/0,97 MWg (Megawattgiorno) termici, ma devi tener conto di due fatti, primo, che anche il 238 contribuisce per il 30 o il 50% alla produzione di energia termica, secondo, che non tutto il 235 viene effettivamente fissionato, alla fine ne rimane sempre un po’ attorno, al 1% o poco piu’.
      Fatte queste premesse, anzitutto il valore di 40 mila kWh elettrici (non termici) per kg di U naturale e’ semplicemente quello medio mondiale preso dalle statistiche internazionali
      http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html
      ovvero un consumo di 66,529 tonn di U nat per una produzione netta di 2658 miliardi di kWh per anno
      Ovviamente questi sono valori medi mondiali, ci sono grosse differenza da Paese a Paese, per es. quelli che usano reattori ad acqua pesante (Romania, Canada, Argentina, India) producono fino a 50-55 mila kWh per U nat: questo perche’ un kg di uranio naturale in un HWR produce 7,9 MWg termici con un efficienza termica bassina del 29%, ovvero quasi 55 mila kWh per kg di U nat

      Per un reattore veloce, ho semplicemente moltiplicato per 50-70 questi valori (in teoria sarebbe per 100) e quindi siamo li’, ad una produzione di 2,5-3,5 milioni di kWh elettrici per kg di U nat

      Un reattore LWR che utilizzi uranio al 4,5% produce 50 MWg termici per kg di uranio arricchito (non trascurare il fatto che anche il 238 contribuisce alla generazione di energia) con una efficienza termica del 32%, quindi il calcolo e’ il seguente (attenzione, 0,2% arricchimento delle code nel processo di arricchimento, non di quello che rimane nel combustibile spento, che e’ attorno al 1% !): (365/(50*0,32))*((4,5 - 0,2)/(0,71 - 0,2)) uguale a 192,3 tonn di U nat per GWanno elettrico, ovvero circa 45,5 mila kWh elettrici per kg di U nat, appunto

    30. Alessandro scrive:

      Alcune precisazioni,

      “primo, che anche il 238 contribuisce per il 30 o il 50% alla produzione di energia termica”

      Perche’ l’ uranio 238 trasmuta in plutonio 239, fissile, che viene fissionato in situ e in piccola parte per le fissioni “veloci” dello stesso U-238

      ” secondo, che non tutto il 235 viene effettivamente fissionato, alla fine ne rimane sempre un po’ attorno, al 1% o poco piu’ ”

      Questo ovviamente in un reattore LWR partendo da un arrichimento iniziale attorno all 3 o 5%. In un reattore ad acqua pesante HWR ad uranio naturale si parte ovviamente dallo 0,71% e si finisce attorno allo 0,15-0,2 %

    31. Pietruccio scrive:

      x Alessandro

      Grazie mille

    32. Pietruccio scrive:

      x Vincenzo (Romanello)

      Mi pare di aver capito che state lavorando sui reattori di IV generazione.
      Sapresti darmi qualche informazione sullo sfruttamento del materiale combustibile che ci si aspetta di raggiungere in quel tipo di reattori.
      Con la combinazione dei cicli che hai piĂą volte citato è possibile pensare di arrivare a bruciare praticamente tutto il materiale fissionabile (cioè compreso l’U238 e il Th232) o si prevede comunque di sfruttarne solo una parte?

      Grazie

    33. Roberto scrive:

      Una curiositĂ
      Quanto possiamo far funzionare 3 epr o 5 pwr 1000 con l’uranio estraibile a costo medio-basso in italia e con l’uranio arrichito avvanzato da vecchie centrali(235 ton se non ricordo male)?

    34. Edoardo scrive:

      Per Alessandro:

      “…Quindi se e’ vero che ad un costo di estrazione di poche decine di dollari per kg abbiamo al piu’ decenni di uranio, gia’ a 130 $/kg ne abbiamo secoli e a 350 $/kg addiritttura millenni.”

      Appurato che di uranio ce n’è in abbondanza,ho trovato molto interessante questa tua affermazione.
      Ora, visto che sui forum, oltre a discutere, si impara o si riflette su altri aspetti avrei bisogno che mi aiutassi a capire il perché (magari anche con un semplice esempio) di questo fatto (mi spiace, sarà l’uovo di colombo ma non riesco a spiegarmelo con la logica):

      Se io ho 8, 9 milioni di tonnellate di uranio sparse ovunque nel mondo perché se l’estraggo a poche decine di dollari, queste riserve spariscono più in fretta mentre se l’estraggo a prezzi più alti queste aumentano vistosamente?
      Tale fenomeno è forse come in economia ovvero quando ho un bene che costa tantissimo nessuno me lo compra e mi si riempiono i magazzini (e poi magari, per disfarmene lo devo svendere?)

      CordialitĂ

    35. Roberto scrive:

      perchè se lo estraggo a poche decine di euro dovrò lasciarne gran parte la dove stà.
      Se lo estraggo a centinaia di euro ne posso raccogliere di piĂą.
      Cumunque quel numero è relativo ai giacimenti noti.

    36. Emiliano scrive:

      ma nessuno è interessato alla mia proposta?

      intanto chiedo all’admin se posso linkare questo sito sul mio blog

      ma rinnovo la mia proposta per un intervista a un operatore qualificato chi è interessato lo dica.

    37. Alessandro scrive:

      Per Roberto,

      solo riciclando l’uranio non ricavi nulli, perche’ questo ha un arricchimento inferiore a quello necessario alla criticita’, cioe’ all’ “accensione” delle reazioni di fissione; invece riciclando come MOX (ossidi misti di uranio e plutonio) tutto l’ uranio e il plutonio delle scorie esistenti, puoi ricavare circa un terzo di tutta l’ elettricita’ nucleare prodotta da sempre in Italia (non ne conosco l’ esatto numero, si trattera’ circa di un terzo di alcuni miliardi di kWh al piu’), indipendentemente dai reattori ad acqua legegra che usi

      Per Edoardo,
      ” Tale fenomeno è forse come in economia ovvero quando ho un bene che costa tantissimo nessuno me lo compra e mi si riempiono i magazzini (e poi magari, per disfarmene lo devo svendere?) ”

      In un certo senso si’, e’ una questione di prezzi piu’ che di costi. Una forte disponibilita’ di una materia prima fa si’ che diminuiscano i prezzi o che i prezzi siano sempre piu’ vicini ai costi. Per l’ uranio, aumentando di molto poco i costi (di estrazione) si ottengono migliaia di anni di risorse a costi di appena 2 o 3 dollari per barile di petrolio equivalente, quando oggi si ricava petrolio a costi dell’ ordine dei 10/15 dollari per barile in media fino a max di 25 dollari.
      Si potrebbe obiettare che lo stesso varrebbe per il petrolio - a costi superiori le risorse aumentano largamente, per es. i bitumi di Canada e Venezuela; non e’ affatto cosi’ perche’ per l’ uranio basta arrivare a pochi dollari per barile equivalente, per le scisti bituminose occorre andare verso le decine e piu’ di dollari per barile equivalente (e lo stesso vale per gas e carbone)
      Oggi tante miniere di U sono chiuse perche’ non sono economicamente redditizie agli attuali prezzi dell’ uranio, persino in Paesi fortemente importatori come il Giappone

      E come si e’ argomentato prima ci sono risorse illimitate (praticamente > milione di anni) con torio e reattori veloci

    38. Edoardo scrive:

      Ringrazio Roberto ed Alessandro per l’attenzione e le risposte esaurienti.

      Per Emiliano:
      d’accordissimo con la tua proposta. Mi permetto però di sottolineare che l’intervistato sia un vero “addetto ai lavori” (ingegnere o tecnico nucleare, fisico, ecc.) e non il solito giornalista, o politico o non addetto ai lavori (esempio chimico, medico, ingegnere elettronico,ecc.) magari aderente a gruppi ambientalisti e di conseguenza, purtroppo, prevento sul tema.

    39. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Io sono disponibile per un’intervista: per chi interessato sono raggiungibile all’indirizzo vincenzo_romanello(chiocciola)tiscali.it.

    40. Ing.A.Ciriello scrive:

      X Emiliano

      Mi metto a disposizione per domande, come giĂ  fatto dal collega Ing. V. Romanello.
      Il mio indirizzo e-mail è antonio_ciriello_1(chiocciola)hotmail.com.

      Inoltre a breve metterò a disposizione del sito una serie di brevi articoli che descrivono lo stato dell’arte del nucleare, fissione, sulla terza generazione, per esempio EPR, e poi sulla quarta generazione, che è stato l’argomento del mio dottorato.

      Ad ogni modo sono attualmente impegnato a coinvolgere una serie di esperti, italiani che come me lavorano all’estero, nei vari settori del nucleare (impiantistica, sicurezza, scorie e così via), al fine di promuovere seminari/dibattiti sulle nuove tecnologie e discutere in maniera aperta ed onesta delle varie possibilitĂ  offerte nel panorama energetico.

      Saluti
      A.C.

    41. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      x Pietruccio

      I nostri studi allo stadio attuale sono ad un livello preliminare, e stiamo simulando il core da un punto di vista neutronico. Naturalmente rimangono da condurre studi di fattibilitĂ  metallurgica, radiochimica, ecc.
      I risultati in questa fase comunque sono comunque incoraggianti.

      In linea di principio si brucia tutto il materiale fissionabile, U238 e Th232: naturalmente ci saranno delle perdite di processo, dipendenti dal processo chimico di recupero. Del resto è necessario per la tecnologia nucleare utilizzare tutto il combustibile in natura (e non solo lom 0,7 %: altrimenti ci credo bene che in 50 anni al massimo finisce - ma i PWR nacquero con uranio arricchito nacquero per la propulsione sottomarina durante la guerra fredda, non sono ottimizzati per consumi energetici in un’ottica futura e globale!).

      Nell’ultimo lavoro presentato a Marrakech dal reattore HTR estariamo 500 GWd/Tonn, dal GCFR 188 GWd/Tonn (sono le energie erogate finchè k_eff

    42. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Non so perchè ma il sito ha tagliato l’ultima parte del mio intervento!

      Dicevo finchè k_e ff non diventa minore di 1.

      Vedrò di mettere il file in formato .pdf sul forum di nuclearmeeting!

    43. Pietruccio scrive:

      x Vincenzo

      Grazie mille

    44. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Ecco fatto: se interessa il file di cui parlavo è su nuclearmeeting!

    45. Ing.A.Ciriello scrive:

      X Alessandro

      Allora:

      L’EPR (European Pressurized Reactor o Evolutionary Pressurized Reactor - per il mercato americano) è stato concepito come evoluzione e fusione delle due tecnologie, quella francese “N4″ e quella tedesca “KONVOI”. Entrambe sono tecnologie ad acqua pressurizzata, e le differenze sono sopratutto nei sistemi ausiliari (regolazione di volume e purificazione chimica), come anche nei sistemi di emergenza. Inoltre differenze sostanziali esistevano sopratutto nelle tecnica del controllo e della gestione degli incidenti. Con queste due tecnologie si è cercato di costruire/progettare un nuovo tipo di reattore e di centrale che fosse la composizione delle parti migliori delle due precedenti (N4 e KONVOI).

      Attualmente i dati caratteristici dell’EPR (Dati di “Overview”) sono i seguenti (aggiornati all’ultima versione stabdard ufficiale, non tenendo conto delle modifiche realizzate per Flamanville, Olkiluoto e la cina):
      (I dati sono presentati in inglese per avere una veloce comparazione con i dati di letteratura di altre aziende)

      Core Thermal Power: 4500 MWth
      Electrical Output: 1600 MWe
      Number of Fuel Assemblies: 241
      Type of Fuel Assemblies: 17 X 17
      Active Lenght(cm): 420
      Total Fuel Assemblies Lenght(cm):480
      Rod Linear Heat Rate(W/cm):155
      Number of Controlo Rods: 89
      Total Flow rate(kg/s):22245
      Vessel Outlet Temperature (°C):328
      Vessel Inlet Temperature(°C):296
      Steam Generator Heat Exchange Surface(m^2):7960
      Steam Pressure (bar):78

      Spero di essere stato sufficientemente chiaro e dettagliato, ma se ha bisogno di altri dati, non esiti a chiederlo.

      Saluti
      Ing.A.C.

    46. Alessandro scrive:

      La ringrazio ing Ciriello. Sì in effetti vorrei sapere il grado di arricchimento dell’ uranio e i burn-up medi raggiunti, anche usando MOX
      Mille grazie in anticipo
      P.S.: in alcuni siti avevo letto che l’ EPR superava il 37% dell’efficienza termica netta, sembra secondo i suoi dati che le cosa non stiano così

    47. daniele scrive:

      Ingegner Ciriello anch’io vorrei sapere alcune cose sull’EPR.

      1) Che differenze i sono con il suo diretto concorrente della , il reattore di III generazione AP 600-1000 della Westinghouse? Leggo che loro e Areva sono in competizione per far prevalere il proprio modello sull’altro ma lei dice che le differenze sono nei “sistemi ausiliari” e nei sistemi “d’emergenza”. Vuol dire che in realtĂ  il progetto è identico e che cambia solo il “design”?

      2) Che tipo di reattore PWR utilizza l’EPR? Quello che vorrei sapere è se l’EPR usa un reattore nucleare nuovo (sento parlare di III generazione) oppure un dei reattori attuali (di II generazione se non erro).

      Grazie

      3) Che vuol dire che

    48. Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      Ho giĂ  abbondantemente ripetuto , e con me alcuni altri in altra sede del Foro ,che non si tratta di “nuovi” reattori nucleari , ma soltanto di costante evoluzione dei precedenti “filoni” di PWR.Certamente sempre piĂą affidabili dei precedenti ed attualmente rappresentanti il miglior prodotto in circolazione , ma purtanto non “nuovi” nel concetto.
      Comunque anzichè celebrare l’anniversario del Referendum sarebbe il caso di promuovere il coro di un “de profundis” e cominciare con una seria e costante campagna informativa per una popolazione italiana finora completamente disinformata.

    49. Dr.Luigi Filippo von Mehlem scrive:

      ma possibile che da oltre 5 anni uno dei pochi Forum seguiti da chi di nucleare capisce qualcosa o almeno volesse esserne informato, resti deserto, mentre altrove si disserta spesso con gratuite volgaritĂ  o assurditĂ  di protoni immersi in un campo magnetico quale fonte inesauribile di energia?

    50. Renzo Riva scrive:

      € 53,37 è l’ammontare della tariffa A3 d’incentivazione per le energie rinnovabili e per ciascun MWh

      1.bp.blogspot.com/-3mk-1m4ibss/UPXe1-H0tWI/AAAAAAAAAfw/SLbee...

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