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Cassazione - Firme sufficienti per il referendum abrogativo contro la realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia

26 Novembre 2010 di Amministratore

Il 10 novembre è stata resa pubblica la notizia che la Cassazione avrebbe terminato di vagliare le firme relative alla proposta di referendum abrogativo presentata dal partito “Italia dei Valori” (IdV) contro la legge che prevede la realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia.

L’ esito del vaglio delle firme sarebbe stato positivo: il quorum di 500.000 firme è stato infatti superato (con grande margine) e per tale motivo adesso si attende soltanto che l’ ufficio centrale per i referendum della Corte di Cassazione dia il via libera ufficiale per il referendum abrogativo.

Si ricorda che il partito “Italia dei Valori” di Antonio Di Pietro ha raccolto le firme anche per altri due referedum abrogativi: la legge relativa alla privatizzazione dell’ acqua e la legge relativa al “famoso” legittimo impedimento.



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  • 8 Commenti a “ Cassazione - Firme sufficienti per il referendum abrogativo contro la realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia”

    1. Giacomo scrive:

      Referendum abrogativo contro le realizzazioni di centrali nucleari in italia….interessante…..

      Qualcuno ha spiegato a questi disgraziati (perche’ altro termine non mi viene) che il problema NON e’ essere a favore o contro il nucleare,bensi’ COME affrontare il futuro energetico in maniera economicamente SOSTENIBILE??

      Perche’ non facciamo una leggina che imponga che ciascuna regione si faccia carico (economico) del proprio meraviglioso rinnovabile??!

    2. Cher scrive:

      ilgiornale.it/esteri/svizzera_voto_anti-immigrati_fuori_chi_...

      ……………verranno in Italia?

    3. Pietruccio scrive:

      Alla bancarella dell’italia dei valori, siccome c’erano dei miei conoscenti (piĂą o meno - non sanno molto di me), mi hanno spiegato che se non firmavo contro il nucleare è perchè sono ignorante, e non conoscendolo non mi rendevo conto dei pericoli… loro invece sì che lo sconoscevano… avevano sentito parlare rubbia alla tv… avevano visto ben uno o due conferenze antinucleari… avevano letto degli articoli…

      Difficile spiegare qualcosa a delle persone così ben informate.

      Tutto quello che potevo fare era portarmi un banco da scuola, un quaderno per gli appunti, e tornare a fare l’alunno col capo cosparso di cenere (ho provato a dirgli che sono ingegnere nucleare e insegno fisica da piĂą di vent’anni, ma mi hanno guardato con compassione squotendo la testa… come posso saperne piĂą di pietro, matteoli, scalia e via via…).

    4. Cher scrive:

      Succede, e finchĂ© non ci fa l’abitudine “Quello sguardo di compassione” lo si nota ancora!
      L’apoteosi credo sia raggiunta dalle “segretarie personali di chi che sia” in attesa che la tecnologia le sostituisca con efficienti robot bisogna far buon viso al ” quel sguardo di compassione” ……
      Ps : …quando lo noto mi fĂ  morire di “soddisfazione”….. :)

    5. Cher scrive:

      .…si attende soltanto che l’ ufficio centrale per i referendum della Corte di Cassazione dia il via libera ufficiale per il referendum abrogativo……

      la legge che prevede la realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia.

      Tanto per disturbare: cosa si intende per NUOVE?
      Nuove = Centrali?
      Nuove= Costruzioni?
      Nuove = LocalitĂ ?
      Nuove = Impianti?

      Come il precedenti referendum , furono presentati con motivazioni che non corrispondevano ai quesiti referendari.
      Il cui risultato venne strumentalizzato per smantellare le centrali in funzione.
      Che la moratoria referendaria aveva un lasso temporale di 5 anni.

      Questo nuovo spreco di tempo di denaro e di insulto al genere umano inteso come intelligenza.
      La domanda è chiara, per nuovo che cosa si intende?

      C’è qualche essere ( unitĂ  carbonio con facoltĂ  mono-falangea) che ha proposto/ collaborato/ si è attivato ad una così si fatta e inutile operazione che vuole rispondere o resterĂ  uno spreco di tempo anche questo messaggio?
      Altro che urlo di Munch! l’uomo è diventato quasi umanoide schiacciato dalla violenza della ” StupiditĂ  umana”?
      Cher

    6. Nicola scrive:

      gli ignoranti sono loro!!!!!
      basta dire ke vanno dietro a Di Pietro…

    7. Pietruccio scrive:

      E’ giĂ , Nicola.

      In diversi post, gli anni passati, ho evidenziato alcune castronerie incredibili che certi sedicenti scienziati sparano pur di dare addosso alla tecnologia nucleare: non per niente uno dei piĂą grandi scienziati italiani (Amaldi) ha detto a Matteoli quello che si meritava (ricordo che in quel momento lo “scienziato” ambientalista stava confondendo una grandezza con la sua derivata e poi col suo integrale facendo un minestrone che a un qualunque esame di fisica, non dico all’universitĂ , ma anche alle superiori, sarebbe stato buttato fuori).

    8. Cher scrive:

      Ragioniamo:
      Partiamo da questo preciso articolo* e vediamo di farlo collimare con questa ” sentenza” che vuole , come ragionamento andare oltre questo aspetto.
      L’ esito del vaglio delle firme sarebbe stato positivo: il quorum di 500.000 firme è stato infatti superato.

      *La Consulta falcia i paletti alzati dalle Regioni
      Nucleare, ora si ripensino le competenze tra Stato e Regioni
      Italia

      di Diego Menegon-15 Novembre 2010

      loccidentale.it/articolo/alla+bocciatura+delle+leggi+antinuc...

      1# Punto essenziale :
      Le tre contro-leggi delle regioni Campania, Puglia e Basilicata che vietavano la costruzione di impianti nucleari nei propri territori sono stati investiti dal giudizio di costituzionalitĂ .
      In attesa di conoscere le motivazioni, la notizia non sorprende. La produzione di energia, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, è una materia a competenza concorrente tra Stato e Regioni, per cui il primo stabilisce i principi e le norme quadro, le seconde emanano le disposizioni di dettaglio.
      La scelta delle fonti utilizzabili per la generazione di energia elettrica difficilmente non può dirsi una norma di principio.
      Così come l’articolo 1 del decreto legislativo 79/99, che dichiara la produzione di energia elettrica un’attività libera, si erge a principio generale che non può trovare una così vasta limitazione da precludere lo svolgimento della medesima attività mediante il ricorso ad una fonte ammessa dalla legge statale.

      Qui emerge un aspetto lampante :La scelta delle fonti utilizzabili per la generazione di energia elettrica difficilmente non può dirsi una norma di principio

      2# Anche questo aspetto è stato chiarito in modo insindacabile:
      Per il giudice costituzionale, ad una legge statale non si può opporre una legge regionale di contenuto contrario.
      Lo strumento ammesso per contrastare una normativa statale è impugnarla davanti alla corte per verificarne la legittimità costituzionale. Ma la consulta ha già respinto l’estate scorsa i ricorsi presentati contro le norme statali che prevedono il ritorno del nucleare in Italia.
      Dopo aver superato con successo il primo ostacolo, va a buon fine anche il contrattacco del Governo che falcia i paletti alzati dalle regioni mediante il ricorso a proprie disposizioni di legge.

      3# Aspetto:
      Rimane il fatto che tre regioni, tutte e tre amministrate da maggioranze di centrosinistra al momento della presentazione del ricorso, sono giunte al punto di approvare norme in palese contraddizione con la legge statale per esprimere una preconcetta contrarietĂ  al nucleare

      4# Questo è certo:
      Il dato è preoccupante se si guarda nella prospettiva dell’attuazione del programma di riavvio delle attività di produzione di energia da fonte nucleare. In base al dettato costituzionale, alla giurisprudenza e al decreto nucleare che ad essa si è conformato, l’autorizzazione di impianti di produzione di energia deve essere rilasciata previa intesa “forte” (quindi vincolante) delle regioni.
      La Corte costituzionale ha più volte affermato che lo Stato può avocare a sé le attribuzioni amministrative utili a realizzare infrastrutture, specie nel settore elettrico, di rilievo nazionale, ma a condizione che le regioni interessate siano chiamate a concordare le decisioni assunte in proposito.

      4# Conclusione:
      La litigiositĂ  che caratterizza le dinamiche del settore suggerisce un ripensamento della ripartizione delle competenze in materia di energia tra stato e regioni.

      Ho riportato stralci di questo articolo, per incrementarne la visibilitĂ .

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