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Fulvio Conti (Enel) - l’ Italia rischia di restare al freddo e al buio

12 Settembre 2007 di Amministratore

Su tutti i principali giornali oggi vengono riportate le parole dette ieri dall’ amministratore delegato dell’ Enel Fulvio Conti secondo cui servirebbero “nuove infrastrutture per non restare al freddo e al buio e per evitare che succeda un altro black out”.

Fulvio Conti ha così parlato intervenenedo ad un seminario organizzato dal gruppo parlamentare dell’ Ulivo a Frascati e il suo intervento è riassumibile in alcuni punti:
- l’ Italia oggi sarebbe più fragile rispetto al 2005 (anno in cui l’ Italia dovette affrontare i rischi di approvvigionamento conseguenti alla crisi tra Russia e Ucraina) perché nel frattempo sono aumentano i consumi e viceversa si sarebbero ridotti gli stoccaggi per una errata interpretazione del Ministero dell’ Ambiente
- il gas costerà sempre di più e anche i rigassificatori non potranno portare ad un abbassamento dei prezzi (Fulvio Conti fa riferimento ai casi della Francia dove ne stanno facendo quattro e della Spagna dove ne stanno facendo sette), tuttavia costruire i rigassificatori è importante perchè riduce il rischio di approvvigionamento da soli “tre tubi”
- l’ iter autorizzativo per il rigassificatore di Porto Empedocle è fermo da anni e da solo tale impianto potrebbe soddisfare il 10% del mercato italiano

Alle critiche sollevate da Fulvio Conti sono seguite alcune precisazioni da parte del ministero dell’Ambiente che con una nota ha replicato che “se Conti si riferisce al sito di stoccaggio di gas naturale di Settala (in provincia di Milano) è bene chiarire. Nessuna errata interpretazione né tantomeno alcun atto che abbia ridotto la capacità di stoccaggio di gas nel nostro Paese è stato assunto dal Ministero dell’ Ambiente. La società Stogit spa ha invece chiesto alla Commissione Via di essere autorizzata, in esenzione dalla procedure di Valutazione di Impatto ambientale, ad aumentare del 7% la pressione di stoccaggio del gas nel sito (operante dal 1986). Un aumento del 7% nella pressione corrisponde a un forte aumento di gas (decine di punti percentuali) in termini di volume. Ma la Commissione Via (che è un organo tecnico) lo scorso luglio ha chiesto che tale rilevante modifica di esercizio richiedesse una normale procedura di Via così da avere garanzie in termini di tutela ambientale, sicurezza dei cittadini e la necessaria informazione alla Regione, agli enti locali e ai cittadini, così come peraltro prevedono le direttive europee in materia”.



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  • 29 Commenti a “ Fulvio Conti (Enel) - l’ Italia rischia di restare al freddo e al buio”

    1. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Già, e questo prova tutti i discorsi fatti su questo forum fino ad oggi, ossia che la spropositata dipendenza dal gas e la rinuncia al nucleare ci sta portando, più rapidamente del previsto, AL BARATRO. Un PEN (Piano Energetico Nazionale) equilibrato è MOLTO urgente, ed io torno a proporre il seguente:

      Idroelettrico 10%
      Gas 10%
      Carbone e derivati 30%
      Prodotti petroliferi 5%
      Altri combustibili 4%
      Importazioni 10%
      Nucleare 29,5% (con soli 10 reattori!)
      Rinnovabili 1,5%

    2. Sergio scrive:

      Conti sta mettendo le mani avanti. Ma dubito che abbia inteso dire che sono aumentati i consumi. può basarsi solo sui consumi dell’inverno 2006, che sono stati più bassi rispetto al 2005. Sono aumentati, quelli si, i consumi estivi, che sono ben diversi da quelli invernali. Quindi perchè non ha lanciato l’allarme a maggio per luglio?

      Qualcuno mi illumini.

    3. Roberto scrive:

      Io inserirei nel PEN anche la termovalorizzazione dei rifiuti(Urbani e petroliferi), poi per i consumi per il riscaldamento inizierei una policica seria di teleriscaldamento.
      Inoltre userei tecnice come quella del “Carbone pulito”, che pergiunta può produrre idrogeno con meno energia dell’eletrolisi.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Carbone_pulito

      Comunque almeno il 30% di nucleare ed il 20 di rinnovabili (compreso idroelettrico e geotermico) è sacrosanto.
      Annullerei invece le importazioni.
      Comunque io non sono un tecnico eneregetico, quindi posso aver detto anche delle stupidaggini.

    4. Giacomo scrive:

      Sera a tutti.E’ da diverso tempo che non mi faccio sentire tuttavia continuo a leggervi sempre con molto interesse.Gia’,gli RSS sono stata una grande invenzione..(grande netscape!).Ho appreso la notizia dell’intervento di Fulvio Conti per radio in macchina mentre andavo al lavoro ed il mio primo commento e’ stato “Mah va?”.Mi chiedo chi sia quella persona dotata di intelligenza a credere ancora che le cose possano migliorare.In un paese dove ormai contano di piu’ i calciatori ed i reality non riusciamo nemmeno a portare avanti una “non” politica energetica perche’ e’ tale di nome e di fatto.Mi piacerebbe sapere chi e’ stato quel furbo ad aver portato l’italia verso la totale dipendenza dal gas naturale.Siamo l’unico paese ad utilizzarlo massicciamente per il riscaldamento e per la produzione di energia elettrica.Cose da matti.Vabbe’ almeno si avesse la coerenza di portare avanti le scelte fatte e mantere una struttura di approvvigionamento
      degna di tale nome.Macche’,da una parte la politica locale che blocca qualunque cosa (abbiamo raggiunto livelli di fondamentalismo verde) e dall’altra i soldi che per certe cose non ci sono mai.Gia’ non ci sono mai. Vorrei tanto fare i conti in tasca a certa gente che ci rappresenta,che decide (poco ed in malo modo) e che sottrae un sacco di soldi ma soprattutto che non risponde mai del suo operato.Persone senza responsabilita’ alcuna.Insomma un disastro.
      Sinceramente non avrei mai pensato che per avere una cosa ovvia,perche’ tale e’ se si colloca in un contesto normale,avrei dovuto lottare “ricattando” l’interlocutore.Ho sempre creduto che con l’educazione e con la calma si puo’ ottenere,se non tutto,un sacco di cose.Forse non avevo ben capito questo paese dove le cose peggiori sono le benvenute e le cose normali te le devi sudare.Evidentemente ci vogliono in piazza perche’ in altro modo non la capiscono: il futuro del nucleare in tutto il mondo non e’ mai stato messo in discussione e l’anomalia e’ tutta e solo italiana.Non e’ quindi una questione di se ma di quando ricominciare.Non c’e’ semplicemente alternativa allo sviluppo.
      Sono veramente stufo di vedere coloro che hanno i poteri di decidere e che non ne hanno le capacita’ perche’ letteralmente ignoranti in materia.Perdono tempo non facendo il nostro interesse e peggio ancora ci danneggiano.Le discussioni lunghe vent’anni hanno prodotto poco o nulla.Gli antinuclearisti sono fermi al 1986 dimostrando ancora una volta di non aver recepito i cambiamenti profondi avvenuti nella tecnologia perche’ fondamentalmente l’obiettivo ultimo e’ impedirne la realizzazione.Siamo stato fin troppo pazienti ed educati,con gente che non ci ha mai considerato allo stesso modo.Bisogna cambiare strategia.
      Scusate il doveroso sfogo.

    5. Edoardo scrive:

      Per Sergio:
      dopo l’invernata 2005/2006 a seguito dei contasti Kiev/Mosca e dell’obbligo di ridurre di un grado le temperature di casa e di bruciare olio combustibile nelle centrali al posto del gas i ministri Scajola (Attività produttive) e Matteoli (Ambiente) si preoccuparaono di aumentare l’acquisto e la quantità di gas stoccato ( fonti Stogit/ENI) quell’aumento di gas disponbilie ci ha permesso di arrivare fino all’inizio dell’autnno del 2007 (nota che abbiamo avuto la fortuna che l’inverno 2006/20007 è stato il più mite degli ultimi 50 anni ed il surplus è stato utilizzato per ii picchi estivi). Adesso, dovendo rifornire le scorte esce fuori quel pezzo d’idiota del Pecoraro che, imponendo un Via (Valutazione impatto ambientale) impedisce di fatto il riapprovvigionamento delle scorte.
      Sarà anche il Conti che mette le mani avanti ma come mai allora, anche il ministro Bersani ha dovuto polemizzare con il ministro verde?

    6. Edoardo scrive:

      E’ forse quello di Pecoraro un atteggiamento responsabile?

    7. daniele scrive:

      per Edoardo (e per tutti)

      Invito edoardo e tutti coloro che credono che in quell’inverno del 2006 c’é stata un’emergenza gas per colpa del russo cattivo di andare a leggere la delibera dell’Autorità per l’Energia n. 281/06
      (http://www.autorita.energia.it/docs/06/281-06.htm)
      di cui anticipo il titolo:
      “Irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria alla società Eni S.p.A.”

      Per brevita e per far capire che cosa era successo vi copio il comunicato stampa associato alla delibera
      (http://www.autorita.energia.it/com_stampa/06/cs_061207.htm).
      E’ importante leggere per sapere!
      “L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha chiuso le istruttorie formali per uso improprio delle capacità di stoccaggio conferite negli anni termici 2004-2005 e 2005-2006, avviate con deliberazione n. 37/06 nei confronti di dieci società di vendita del gas naturale. In esito alle istruttorie l’Autorità ha irrogato sanzioni amministrative pecuniarie a cinque società: 90 milioni di euro ad Eni (45 milioni per ciascun anno termico); 20 milioni di euro ad Edison (10 milioni per anno); 24 milioni di euro ad Enel Trade (12 milioni per anno); 900.000 euro a Sorgenia (per il solo anno termico 2005-2006); 370.000 euro a Gas Natural Vendita Italia (per il solo anno termico 2004-2005).
      Queste cinque società sono state sanzionate per aver usato le proprie capacità di stoccaggio per finalità diverse da quelle per cui esse erano state conferite; infatti, l’uso illecito delle capacità conferite ha comportato prelievi da stoccaggio, nell’inverno 2004-2005 e nei mesi di novembre e dicembre 2005, superiori a quelli che, in ragione dell’effettivo andamento climatico, sarebbero stati necessari ed assegnati per servire i clienti finali con consumi inferiori a 200.000 mc/anno (tra i quali è ricompresa l’utenza domestica).”

      Spero abbiate capito che i vostri/nostri idoli hanno trovato la VIA per mettercelo nel… bocciolo! I problemi ci sono stati, e ci sono, perché quelli lì hanno rubato le riserve per rivendere gas, fregandosene se ne rimaneva poco per le famiglie italiane.
      Sappiate che quel gennaio 2006 il mancato gas della russia ha comportato a livello nazionale solo un -2% di approvigionamento! Se ci sono stati problemi (ma in realtà l’emergenza è stata più mediatica che sostanziale) è perché i livelli bassi delle riserve non permettevano di prendere il gas che c’era.
      Caro Edoardo ha me le chiappe fanno ancopra male! E a te?

      Quello che vorrei è che questo esempio ci facesse riflettere su chi siede nella cabina di regia delle nostre aziende energetiche e chi siede nei dicasteri politici che devono controllare queste aziende parastatali (perché Eni ed Enel hanno lo stato come maggior azionista), tra l’altro legate tra loro con le varie partecipazioni incrociate (tanto per far sapere che in Italia la liberalizzazione del mercato dell’energia è fittizzia e che quando c’é un problema ci si affida al babbo stato che prima pensa ai figli importanti e poi agli altri.)
      A queste persone non importa che si parli di petrolio, gas o nucleare. L’importante è che ci sia bussiness. Bussiness per le loro aziende che avranno le commesse per costruirele centrali (qualunque esse siano), per le loro aziende che gestiranno la produzione e l’erogazione dell’energia prodotta, per i politici che usando soldi pubblici per finanziare i progetti di queste aziende ( i cui vertici rispondono a loro) vedranno, nella realizzazione di quelle che per loro sono opere pubbliche, soldi per le loro tasche (e per quelle degli amici) e potere politico.

      Noi possiamo anche scaldarci nel nostro giardinetto, parlando di tutti i Pen che vogliamo, ma la realtà è che se adesso c’é il nucleare che sembra vivere una seconda stagione solo perché lì ci sono, e sopratutto ci saranno, i soldi da dividersi. E i nostri campioni energetici, insieme ai nostri vertici politici, vogliono entrarci a tutti i costi!

      Chiudo chiedendovi di andare a vedere questo sito
      “http://www.aspeninstitute.it/”
      guardate chi sono gli Aspeniani, chi li finanzia e iniziate a farvi delle domande.
      Forse ha ragione Grillo!
      Un saluto

    8. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      x Daniele

      Non si può dire tu non abbia una buona dose di ragione (anche se dovrei sentire cosa ‘hanno da dire’ le società da te citate, se qualcosa hanno da dire)

    9. Edoardo scrive:

      Per Daniele:

      concordo con l’Ing. Romanello: bisogna vedere le società cos’hanno da dire in loro discolpa e se veramente c’è stato il raggiro. Allora sarebbe davvero da preoccuparsi: l’Italia va avati col gas e su questo bene prezioso paghiamo la schivitù dall’estero e le (presunte) furbate casalinghe. Se ci fosse la diversificazione di fonti o mix energetico più oculato (quello che i Sig. Verdi e/o ambieltalisti) Ciò si eviterebbe. Cmq Stogit /l’azienda ENI che gestiste gli impianti di stoccaggio, ha confermato che le riserve non son potute essere incrementate grazie al VIA imposto dal Pecoraro.
      E poi il maggiore gas acqusito dopo l’emergenza 2005/2006 ci ha permesso di superare i picchi estivi di quest’anno ove il fabbisgno nazionale ha raentato nei giorni15 16 Luglio e 8 9 Agosto i 55.800 Mw (nel 2003 anno black out il fabbisogno era di 54.200 Mw)

    10. Edoardo scrive:

      Sempre per Daniele:

      penso che un governo un tantino lungimirante avrebbe comunque fatto i conti della serva e, di conseguenza, acquistato e stoccato (senza tanti VIA che in anni passati non erano stai quasi mai richiesti, più gas proprio nell’eventualità di un inverno più rigido.
      E’ come se uno muore di fame ma fa lo schizzinoso sul supermercato ove va a fare la spesa! Ma via!…

    11. daniele scrive:

      Edoardo l’emergenza gas in quel gennaio 2006 non c’é stata perché a livello nazionale è mancato solo il 2%. Dalla Russia ci arriva il 30% di gas, il resto lo prendiamo dal sud (algeria, Marocco…).
      Il problema delle riserve è venuto fuori perché queste riserve venivano usate (e se andate a leggere le delibere indicate vedrete che si fà riferimento anche a precedenti anni) per, l’Eni, rivendere gas e per, l’Enel, per produrre energia elettrica da rivendere alla borsa!
      Perché l’Eni non sbottiglia i tubi? Perché se può passare più gas non lo fà passare? Avremmo risolto un pò di problemi! Ma se pensi che i soldi, l’Eni, li fà col petrolio e ha un mercato del gas casalingo e sicuro, perché deve far arrivare più gas cosi da favorire i “piccoli” concorrenti?
      Non ragionano, come dovrebbero, essendo aziende (Eni e Enel) a maggioranza statale, con un’occhio al guadagno e con uno agli interessi nazionali, ma solo per fare gli interessi loro.
      Non c’é bisogno di rigassificatori. Ma ti sei domandato perché solo adesso c’é un problema di approvigionamento di gas? Ma da quanti anni andiamo a gas.
      Non servono più centrali elettriche, non servono rigassificatori (su Report hanno fatto vedere come in europa solo l’Italia ne vuole costruire 15). Perché questa necessità di creare fabbriche energetiche. Ma se l’Italia non produce più nulla, ma compera tutto all’estero e si distingue solo per essere un’azienda di servizi, perché a così fame di energia? Perché ci sono i condizionatori?
      Per ora i black out ci sono stati per problemi di trasporto dell’energia, non per mancanza di materia prima!
      Dal 2003 ad oggi abbiamo sofferto il freddo? In quel mese di gennaio 2006 morivamo dal freddo?

    12. sergio scrive:

      @Edoardo
      Adesso, dovendo rifornire le scorte esce fuori quel pezzo d’idiota del Pecoraro che, imponendo un Via (Valutazione impatto ambientale) impedisce di fatto il riapprovvigionamento delle scorte.

      Caro edoardo, questa volta l’hai fatta grossa. tu dici che gli ambientalisti sono accecati e ignoranti, ma se li vuoi criticare devi cercare almeno di non avere tu il difetto che imputi agli altri.

      E MI SPIEGO:

      La normativa italiana sulla via (DPCM 377/1988 che recepisce la direttiva CEE 337/85) stabilisce che devono essere sottoposti a via (art. 1, lett. o)

      o) stoccaggio di prodotti chimici, petrolchimici con capacità complessiva superiore a 80.000 mc;
      stoccaggio superficiale di gas naturali con una capacità complessiva superiore a 80.000 mc; stoccaggio di
      prodotti di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva superiore a 40.000 mc; stoccaggio di prodotti
      petroliferi liquidi di capacità complessiva superiore a 80.000 mc (3/b);

      Quindi tutto ciò non è assolutamente una fissazione di pecoraro scanio, ma è una SANA E LUNGIMIRANTE LEGGE del 1988 (BEN PRIMA che i verdi andassero al governo) CHE RECEPISCE UNA SANA E LUNGIMIRANTE DIRETTIVA UE. Se c’è stupidità in questo caso NON E’ CERTO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE ma semmai di chi NON HA PREVENTIVATO UN AUMENTO DI CAPIENZA IN TEMPO UTILE. I veri responsabili confidano che sia facile dare la colpa sempre al ministro di turno che è un ambientalista fissato e malvagio, e contano che ci siano tanti edoardi che ci cascano.

      Invece semplicemente non sanno programmare e pianificare, vorrebbero fare tutto in regime di emergenza e pensano che le valutazioni di impatto ambientale siano ca**ate che fanno perdere tempo.

      Detto questo, caro EDOARDO, vatti a leggere la pagina del ministero delle politiche comunitarie:

      http://www.politichecomunitarie.it/attivita/15141/dati

      che ci dice che SU 213 PROCEDURE DI INFRAZIONE di cui è imputata l’italia, BEN 64 (quasi tre volte il secondo settore, che è la salute - a quota 22) SONO IMPUTABILI alle POLITICHE AMBIENTALI!

      Questa è la sensibilità dell’italia e la sua volontà di comportarsi in modo ambientalmente responsabile e corretto!

      spero che tu ti renda conto che sei fazioso e almeno tanto ignorante quanto la mentalità che vuoi combattere.

      Una cosa è essere nuclearisti, ben altra cosa è avere sensibilità zero sui problemi ambientali. è così difficile DISACCOPPIARE le cose?

    13. Edoardo scrive:

      Oh, Sergio… Come mai ti scaldi tanto? Forse ti ho offeso il tuo amato ministro verde?
      Io l’ho fatta grossa? Io ho solo riportato le dichiarazioni dell’AD Enel e della Stogit…Prova a dirlo a loro usando la tua spocchiosa malafede.

    14. Edoardo scrive:

      Per Daniele (con te si può dialogare senza offese a diff. di Sergio):
      “Non servono più centrali elettriche, non servono rigassificatori (su Report hanno fatto vedere come in europa solo l’Italia ne vuole costruire 15). Perché questa necessità di creare fabbriche energetiche. Ma se l’Italia non produce più nulla, ma compera tutto all’estero e si distingue solo per essere un’azienda di servizi, perché a così fame di energia? Perché ci sono i condizionatori”

      Domanda: l’energia serve solo a chi produce, a chi crea profitto? Allora secondo te, visto che noi compriamo tutto all’estero dobbiamo negarci un barlume di indipendenza energetica? un minimo supporto tecnico che ci faccia sperare in un po’ più di sviluppo? Deve restare tutto così, anzi addirittura regredire? (e questo lascinado in disparte l’essere nuclearista o anti)
      Riporto le parole del compianto prof. Ippolito alla fine della sua intervista nel documetario “Gli anni dell’atomo”: “Energia vuol dire libertà… Senza energia un paese non è libero!”
      Al di là delle fregature dietro l’angolo, penso sia giusto garantire alle prossime generazioni enrgia a buon mercato (ovvero benessere) come ci è stato garantito a noi. E questo anche, sopratutto con il nucleare e non solo con vento e sole.
      Grazie per l’attenzione

    15. sergio scrive:

      @Edoardo
      Come mai ti scaldi tanto? Forse ti ho offeso il tuo amato ministro verde?
      Prova a dirlo a loro usando la tua spocchiosa malafede.

      Pensavo che le mie argomentazioni ti inducessero a riflettere, invece niente. pazienza.

      Faccio notare a te (e anche agli altri), che l’atteggiamento migliore che dovrebbe avere un sostenitore della tecnologia nucleare è quello di riconoscere che i problemi ambientali esistono, e anzi individuare i punti di forza.

      Quanto alla “spocchiosa malafede” invece che fare il complottista della domenica, vatti a leggere qualcosa sulla normativa ambientale e sulle procedure di infrazione. o è un arricchimento culturale che rifiuti?

    16. sergio scrive:

      A proposito, non ho certo cominciato io ad offendere. Hai cominciato tu quando hai scritto

      “quel pezzo d’idiota del Pecoraro, che imponendo la VIA”

      il che denota intolleranza, volontà di offendere l’altro che in un’ottica manichea (e quindi antiscientifica) sta dall’altra parte e quindi si merita ampiamente i tuoi strali. Se tu conoscessi qualcosa di cio di cui volevi parlare (o almeno se ti sei letto le mie osservazioni) capiresti che pecoraro non ha imposto un bel niente, ha solo fatto notare che va rispettata la normativa esistente.

      “Io l’ho fatta grossa? Io ho solo riportato le dichiarazioni dell’AD Enel e della Stogit”

      E’ si, e quindi secondo te l’AD dell’ENEL dichiara pubblicamente che il ministro dell’ambiente è un “pezzo di idiota”?

      E poi lo spocchioso sarei io? cerca di fare un po’ di autocritica ogni tanto…

    17. sergio scrive:

      X GLI AMMINISTRATORI

      scusate, ci sono due commenti miei ancora in pendenza.

    18. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Sergio,
      commenti resi visibili poco fa.

      quando c’è qualche commento in pendenza solitamente può anche passare qualche ora, in alternativa in caso di urgenza (anzichè scrivere un commento per gli amministratori) si può mandare una mail al solito indirizzo e-mail ;-)

    19. Pietruccio scrive:

      x Sergio

      A proprosito di normativa
      “…capiresti che Pecoraro non ha imposto un bel niente, ha solo fatto notare che va rispettata la normativa esistente…”

      Non vorrei essere noioso, ne ho già parlato qualche mese fa… il problema normativa sembra semplice ma è complicato.

      Certo il rispetto delle regole è essenziale in un gruppo di persone che voglia convivere e, se si vuol fare qualcosa di buono, è logico che bisogna organizzarsi, il che comporta prevedere procedure, darsi dei limiti, dei compiti e degli obblighi che poi bisogna rispettare. In poche parole una buona burocrazia è indispensabile e a me piace lavorare organizzato… però odio la burocrazia! E non mi pare nemmeno di essere il solo. E’ un atteggiamento molto diffuso all’interno del mondo produttivo.

      E’ inutile indignarsi per questo atteggiamento.

      Il disprezzo nei confronti di leggi e regole può derivare da molteplici aspetti e non è che uno escluda l’altro, possono essere presenti tutti contemporaneamente, e alcuni possono anche essere, come dire, inconfessabili. Uno può non sopportare certe regole perchè la strada più comoda per emergere e/o fare soldi è non rispettarle mentre tutti gli altri le rispettano, oppure il fatto di rispettarle in un ambito dove non le rispetta nessuno può penalizzare notevolmente le persone corrette. Spesso poi, la gestione delle norme, sia a livello di emissione che di controlli, è fatta da un tipo di persone che per indole e cultura è completamente diversa da chi le “subisce” e c’è una totale incomprensione fra le varie categorie. Fin qui ho elencato solo le prime cose che mi vengono in mente e chissà quante altre ce ne sono. Quello che pesa più di tutto e che crea la frattura più pesante, secondo me, è però il fatto che esiste anche il “lato oscuro della burocrazia”: la burocrazia è anche potere (compreso l’insaziabile nugulo di interessi che gli gravita intorno) e la cosa traspare. Il fatto che di certe regole non se ne vede l’utilità e non se ne capisce la ragione (e si vede che avvantaggiano palesemente qualcuno) toglie credibilità e prestigio a tutto il sistema. Dopo, magari, ne fanno le spese le anche le idee giuste. E’ un po’ come la storia che gridando sempre “al lupo, al lupo” quando poi viene davvero nessuno fa niente (se costringono uno a fare delle cose stupide per il 90% della sua attività, anche quando arriva la regola giusta pensa: “Ma che cavolata mi faranno fare questa volta?” Perchè ormai è prevenuto, logico!).

      Considerando che in Italia manca da anni (o forse non c’è mai stata: mi piace la storia ma non ho molto tempo per studiarla) un’amministrazione all’altezza delle ambizioni del nostro paese che produca regole efficaci e veramente condivise (se non da tutti, almeno dalla maggioranza), mi sembra veramente fuori luogo la solennità con cui sento dire spesso che “le regole vanno rispettate”. In una situazione così io mi limiterei, molto più umilmente, a dire che le regole vanno rispettate perchè se no ci sanzionano, anche quando magari non le condividiamo.

      A proposito di regole, caro Sergio, dicevi che non parliamo mai dei difetti del nucleare: secondo me uno dei problemi principali sta lì, nell’emissione di normativa e, sopratutto, nel controllo del suo rispetto (anche se, non dimentichiamolo, nel nucleare si lavora in Garanzia della Qualità = 100 anni avanti rispetto alle altre attività umane) che, per garantire una difesa pari agli sforzi che si fanno nella progettazione dei componenti e dei sistemi, avrebbe sicuramente bisogno di una messa a punto (non di ulteriori complicazioni ma di una “ingegnerizzazione” per fare ciò che serve a raggiungere ancora meglio certi obiettivi di sicurezza): io, ad esempio, sarei contrario a permettere la costruzione di centrali nucleari in nazioni governate da delle dittature (di destra o sinistra non importa) e, in generale, in paesi dove non c’è trasparenza nell’informazione (quindi anche in Italia?).

    20. sergio scrive:

      @Pietruccio

      Condivido tutto quello che hai detto.

      Però non vorrei che sembrasse che la VIA sia un esercizio burocratico. In italia la via è considerata una complicazione, una fissazione da ambientalisti, una perdita di tempo. Niente di questo è vero. fare la valutazione di impatto ambientale significa riflettere su quello che un’opera comporta (sia in fase di cantiere che di esercizio) e adottare tutte le mitigazioni economicamente praticabili e ambientalmente opportune del caso.

      capisco che uno possa essere indotto a ritenere che gli ambientalisti siano contro tutto, ma ti garantisco che tra i comitati locali + sezioni/circoli ambientalisti e i vertici nazionali c’è una enorme differenza: siamo a due approcci completamente diversi. io stesso non sono mica contrario per principio alla tav: se si decide di realizzare un’opera (e il SI/NO non è una questione ambientale ma un’analisi costi/benefici economica) la si deve fare nel miglior modo possibile, e solo una VIA può stabilire quale sia. La valutazione non la fanno un manipolo di ambientalisti facinorosi e ignoranti, ma una commissione di esperti tecnici e scientifici di un certo livello.

      Io ho l’impressione che parte del mondo ingegneristico (quello legato maggiormente all’impresa, mentre quello universitario è diverso) consideri la VIA una cosa inutile. Esistono diversi ingegneri che si sono specializzati nello studio dell’impatto ambientale delle opere e hanno concluso che molto spesso una VIA aiuta a migliorare un progetto anche dal punto di vista delle soluzioni utilizzate.

      E poi tu pensa a quello che vedi quando osservi un’area industriale. hai fatto caso a quanti edifici energeticamente insostenibili? a che impermeabilizzazione del suolo? a che mancanza di servizi? a che logistica disorganizzata? Pensa che oggi progettare un distretto industriale ex novo comporterebbe una serie di prescrizioni (di buon senso, niente di fondamentalista..) che purtroppo, senza VIA non si fanno, perchè costano quello spicciolo in più che gli imprenditori non vogliono spendere.

      Meno male che abbiamo la via. teniamocela stretta!!

    21. sergio scrive:

      @Pietruccio

      a proposito. qualche tempo fa hai detto che gli ambientalisti devono fare autocritica.
      In linea di principio sono d’accordo, però si tratta di stabilire QUALI ambientalisti. ti faccio l’esempio inceneritori. legambiente ha quasi sbandierato di non essere contraria, “a livello centrale”, agli inceneritori. se però vai in un circolo di periferia ti verrà detto che sono assolutamente contrari, perchè come ti puoi immaginare il nimby affligge le comunità locali, non le grandi organizzazioni. Un approccio laico (sul quale sono d’accordo) sarebbe quello di porsi un obiettivo di raccolta differenziata ambizioso ma non impossibile (tipo il 50% su base nazionale entro il 2012?) e il resto quantificarlo e poi costruire un numero di inceneritori adeguato a farlo fuori (non uno di più, non uno di meno). Ovviamente tutto questo dovrebbe essere contornato da una normativa che impone la riciclabilità totale di tutta la merce in vendita entro il 2015 e dalla soppressione dei finanziamenti CIP6 per gli inceneritori. Scommetti che tutte le associazioni ambientaliste mi darebbero ragione? eppure avrei detto che alcuni inceneritori VANNO costruiti!

      Allora mettiamola così: le sezioni locali delle associazioni ambientaliste, spesso non hanno personalità di spicco, non sono composte da persone di qualche estrazione tecnico-scientifica e operano con una logica vicina ai comitati del no. HAI RAGIONE!

      però…c’è un però…

      immagina di essere nel direttivo nazionale di una grande associazione ambientalista, in rotta di collisione con una sezione locale “fondamentalista”.
      non puoi impedire a delle persone di aggregarsi spontaneamente e formare una sezione locale. potresti solo espellerli dall’associazione perchè non rappresentano la “linea”, ma sarebbe un atto grave, con conseguenze di immagine imprevedibili (tanto per cominciare saresti accusato di autoritarismo, che in una associazione di volontariato è il reato più grave che ti si possa contestare). Legambiente è stata sul punto di espellere alcuni circoli più di una volta, ma quasi mai è andata oltre e il perchè lo capisco.

      Poi però, i giornali magicamente tirano fuori la parola “ambientalisti” (a volte addirittura la mescolano con “animalisti”, che non c’entrano nulla) e si materializza il mostro contrario al progresso dell’umanità. Col risultato che tanti si convincono che si debba andare nella direzione esattamente contraria.

      Potenza dei media..

    22. Edoardo scrive:

      Per Sergio:
      “I veri responsabili confidano che sia facile dare la colpa sempre al ministro di turno che è un ambientalista fissato e malvagio, e contano che ci siano tanti edoardi che ci cascano…
      spero che tu ti renda conto che sei fazioso e almeno tanto ignorante quanto la mentalità che vuoi combattere.”

      Mi pare che con le offese hai cominciato tu.

      Io dell’idiota l’ho dato a Pecoraro non a te…Che ci metti bocca? Inoltre l’AD dell’Enel (Fulvio Conti) in interviste rilasciate al TG1, al Corriere, Il Giornale e La Nazione ha affermato che, per lungaggini burocratiche volute dal il Ministero dell’Ambiente, non è stato possibile aumentare gli stoccaggi di gas e a questo ha fatto eco la Stogit.
      Conti non ha detto che Pecoraro è un idiota (non t’inventare le cose) ma ha fatto capire che la procedura voluta dal Ministro ha causato il problema.
      Ora se hai un paese che, per scelte sbagliatissime in campo energetico, è perennemente affamato di energia (ed in Italia vuol dire gas) che i siti di stoccaggio da vent’anni a questa parte non sono stati ampliati e che nonostante la normativa DPCM 377/1988 (ormai obsoleta: nel 1988 il consumo del gas era il 40% inferiore a quello consumato di oggi) da più di 12 anni si cerca sempre di avere delle riserve sufficienti si dovrebbe continuare nell’agevolare il più possibile l’approvvigionamento e non contribuire ad intralciarlo con procedure ormai vecchie di vent’anni… Procedure con impatto ambientale molto basso, infatti da fonti Eni/Snam si apprende che pur mantenendo stesse tubazioni e serbatoi si può stoccare più gas agendo sulla pressione di carico del combustibile. Quindi senza inquinare niente e senza il bisogno di ricorrere a tanti VIA.
      Ribadisco che a me (ed a tanti altri) l’atteggiamento di Pecoraro Scanio pare inconcepibile invece per Sergio ed altrettanti “sergi” come lui questo è normale!

      Grazie per l’attenzione

    23. Edoardo scrive:

      Piccola rettifica di un periodo. Lo riscrvio corretto:

      “…e non contribuire ad intralciarlo con Normative ormai vecchie di vent’anni… Le Procedure per incremetare le riserve hanno impatto ambientale molto basso; infatti da fonti Eni/Snam si apprende che pur mantenendo stesse tubazioni e serbatoi si può stoccare più gas agendo sulla pressione di carico del combustibile. Quindi senza inquinare niente e senza il bisogno di ricorrere a tanti VIA”

      Grazie

    24. Edoardo scrive:

      Per Sergio:
      Legambiente è stata sul punto di espellere alcuni circoli più di una volta, ma quasi mai è andata oltre e il perchè lo capisco.

      La mia è una curiosità non una polemica: allora se Legambiente di una metropoli (esempio 1000 soci) ha un piccolo circolo di periferiferia “fondamentalista” di 10 soci non lo può espellere?… Boia che babilonia! Allora Legambiente è solo un’accozzaglia di minoranze rumorose?

    25. Sergio scrive:

      @edoardo

      non capisco come fai a dare delle “procedure vecchie” a una VIA. la via c’è per rimanerci e anzi, negli anni si è contornata di altri strumenti introdotti dalla UE apposta per completare la legislazione. poi uno può discutere sul livello soglia considerato per gli ampliamenti, ma sta di fatto che la via c’è per migliorare i progetti e tutelare i cittadini. le lungaggi burocratiche semmai risiedono nei processi autorizzativi….

      E comunque non ha senso lasciar correre per gli anni di ritardo sui processi decisionali e poi sfogarsi sui due o tre mesi che occorrono per una via.

      quanto alla babele..beh tutte le associazioni sono così, anzi, tutte le strutture che hanno un centro e una periferia. poi c’è chi come il wwf ha politiche di controllo un po’ più rigide sulle sezioni e chi come legambiente è in realtà una federazione di associazioni (se un circolo se ne va da legambiente ha tutti i diritti di continuare a esistere purche cambi nome).
      Sono scelte organizzative: c’è chi preferisce una e chi un’altra.

      Non capisco perchè ti stupisci. le associazioni sono fatte di volontari, non c’è una policy perchè non c’è un’assunzione e quindi non può esserci licenziamento….

      cmq guarda che spesso chi fa + casino sono i comitati del no. anche se stermini gli ambientalisti, quelli rimangono…

    26. Edoardo scrive:

      Per Sergio:

      Ci mancherebbe…non voglio sterminare nessuno.
      Mi domandavo se ci fosse un’autorità che ad un certo punto dice.” Basta far casino”
      Es. Nella Misercoridia, anche se è un tipo di volontariato differente, il presidente di sezione è quello che comanda, richiama all’ordine il volontario o i volontari che non seguono le direttive generali.

    27. sergio scrive:

      @edoardo
      in passato ho fatto volontariato in un circolo di legambiente. c’era un presidente e c’era un consiglio direttivo. le decisioni sono prese a maggioranza ma di solito si tende a ricercare l’unanimità. nei circoli conta il consiglio direttivo, penso che anche nel wwf (circolo x legambiente=sezione x wwf) sia simile. cambia il livello di controllo del nazionale sul regionale e del regionale sul circolo/sezione.

      comunque a livello locale, se vuoi saperlo, è successo spesso che ci fossero discrete diversità di opinione tra circoli differenti. A volte capita che un circolo di legamb. e una sezione del wwf la pensino in un modo e un altro circolo di legambiente dello stesso territorio in modo diverso….

      infatti quello che cerco di dire in questo forum è che non ha senso dire “gli ambientalisti la pensano così o fanno cosà“. pensa che in alcune città ci sono circoli di legambiente il cui presidente è dichiaratamente di destra, altri esprimono politici (perfino parlamentari) di sinistra moderata (ferrante e realacci). a spanne potremo dire che il wwf è più legato ai verdi e legambiente al nascente pd (ma questo ovviamente vale solo per il direttivo nazionale..la periferia è eterogenea). Per non dire del fatto che c’è “fare verde” (associazione amb. di destra) e acli-anni verdi (area udc..vabbè..diciamo centrista).

      se cerchiamo un minimo comune denominatore che unisce tutti è la lotta all’inquinamento delle città, le battaglie per la raccolta differenziata, per il risparmio energetico e per il trasporto pubblico.

      Per il resto è tutto molto eterogeneo, comprese le posizioni sul nucleare.

    28. sergio scrive:

      @edoardo
      Es. Nella Misercoridia, anche se è un tipo di volontariato differente, il presidente di sezione è quello che comanda, richiama all’ordine il volontario o i volontari che non seguono le direttive generali.

      Hai centrato il punto. la misericordia ha sul capo responsabilità molto importanti (salvare vite umane è il massimo, se pensi poi che lo fanno dei volontari..tanto di cappello), oltretutto agisce normalmente in condizioni in cui c’è poco tempo per pensare, per cui una maggiore gerarchizzazione è necessaria.

    29. Fabrizio scrive:

      Ciao a tutti amici , io vorrei spezzare una lancia a favore di Edoardo, il ministro dell’ambiente appunto si deve occupare di ambiente e non di approvigionamento energetico , un settore che va lasciato ai tecnici ed agli esperti , il problema dell’Italia e’ principalmente la grande intromissione che c’e’ della politica e dei vari partitini nella vita economica del paese , qui si tratta di sviluppo tecnologico e scientifico di uno stato moderno , tutto cio’ non puo’ e non deve essere sottoposto al giudizio di un singolo partitino con una manciata di deputati che non sanno nemmeno cosa vuol dire la parola nucleare, questo e’ molto grave . Gli Stati Uniti utilizzano l’energia nucleare da 50 anni eppure possiedono le riserve naturali ed i parchi piu’ belli del mondo ma soprattutto sono aree verdi molto pulite e ben tenute , se confrontati con i nostri che sono molto sporchi ed incolti . Quindi , conclusione con la nostra mentalita’ non andremo molto lontano , sopratutto ora che si e’ insediato un governo pseudoambientalista , che promuove il carbone ed il petrolio, ed a adottato una politica antiamericana.VIVA IL NUCLEARE , VIVA GLI USA!!!

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