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Sky TG24 Pomeriggio - fabbisogno energetico italiano e cambiamenti climatici

12 Settembre 2007 di Amministratore

Oggi su “Sky TG24 Pomeriggio” (trasmissione condotta da Maria Latella ed in onda sul canale “Sky TG24″ tra le 14 e le 16 del pomeriggio) c’è stata un’ interessante puntata che parlava di fabbisogno energetico italiano e cambiamenti climatici. Interessante anche per il numero degli ospiti.

Hanno fatto da sfondo alla discussione tre eventi:
- l’ apertura della “Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici” promossa dal Ministero dell’ Ambiente ed organizzata dall’ Apat (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici) presso la Fao di Roma (la “Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici” si svolgerà nelle giornate di 12 e 13 settembre)
- le parole dette ieri dall’ amministratore delegato dell’ Enel Fulvio Conti secondo cui servirebbero “nuove infrastrutture per non restare al freddo e al buio e per evitare che succeda un altro black out”.
- le parole di oggi del ministro dello Sviluppo Economico Bersani secondo cui “sono necessari investimenti per costruire tubi, centrali elettriche e rigassificatori” e allo stesso tempo evitare le “resistenze localistiche” contro nuovi impianti

Innazitutto, per chi non lo sapesse, la “Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici” apertasi oggi a Roma è l’ evento più importante organizzato in Italia relativamente ai problemi legati ai mutamenti climatici nel nostro paese e le possibili opzioni di adattamento.

Nella trasmissione sono intervenuti vari ospiti. Segue breve elenco degli ospiti e in sintesi cosa hanno detto. Ovviamente si cercherà di riportare quanto più fedelmente possibile i concetti espressi, sperando di non commettere imprecisioni.
Purtroppo non è al momento reperibile una registrazione della trasmissione. Pertanto buona lettura!

Sen. Altero Mattioli (ex Ministro dell’ Ambiente):
- ha affermato che durante il suo mandato ha fatto in modo che prendessero il via i progetti di 9 rigassificatori, ma in metà dei casi si sta ancora in alto mare e ci vorrà ancora tempo prima che vedano la luce.
- per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto è necessario insistere sugli USA in quanto produttori da soli del 25% delle emissioni mondiali
- il problema delle emissioni in Italia è peggiorato sul sistema dei trasporti che si basa sopratutto su gomma (parco auto vecchie, sovrannumero di auto…); le emissioni derivanti da mezzi di trasporto incidono per circa il 30% sul totale delle emissioni prodotte dall’ Italia

Sen. Tommaso Sodano (presidente Commissione Ambiente del Senato):
- l’ Italia è priva di un Piano Energetico Nazionale a differenza di molti altri stati europei
- l’ allarmismo provocato da Fulvio Conti (Enel) è stato fatto proprio alla vigilia della “Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici” e tuttavia l’ allarmismo relativamente al rischio di black-out si può definire infondato se si leggono i dati forniti dall’ “Autorità per l’energia elettrica e il gas” (Authority Energia).
- creare allarmismi può essere utile per far passare il concetto che ci sia una situazione di emergenza e quindi si debbano avviare quanto prima lavori per nuove centrali a carbone e rigassificatori
- ci vuole maggiore impulso all’ efficienza energetica

Fulco Pratesi (presidente WWF):
- ci vuole maggiore impulso all’ efficienza energetica
- far comprendere alla gente che si devono cambiare abitudini errate e energivore

On. Alfonso Pecoraro Scanio (Ministro dell’ Ambiente) :
[in collegamento dal palazzo della FAO a Roma]
- l’ allarmismo di rischio black-out sembra essere un modo per opporsi alla necessità di dover rivedere le fonti di energia in italia. Inoltre all’ allarme black-out non seguono da parte delle società produttrici di energia (Enel, Eni…) azioni mirate al miglioramento dell’ efficienza energetica e al risparmio utilizzando i loro dividendi.
- si deve intervenire nel ridurre gli sprechi energetici e ci vuole maggiore impulso all’ efficienza energetica
- i lavori di costruzione dei rigassificatori in Italia sono bloccati perchè ci sarebbero stati errori nella redazione dei progetti e\o casi di mala amministrazione con conseguente inchiesta giudiziaria (vedi il rigassificatore di brindisi)
- non può più passare in Italia il ragionamento che si possa sacrificare la salute e l’ambiente

Massimo Frezzotti (responsabile del Laboratorio di Osservazioni Climatiche dell’ ENEA):
[in collegamento dal palazzo della FAO a Roma]
- negli ultimi anni a differenza di quello che si tende a notare non sono le temperature nel periodo estivo che sono molto aumentate (in media aumentate di circa +3 gradi Celsius), ma sono le temperature nel periodo invernale che sono molto aumentate (in media aumentate di circa +10 gradi Celsius). Inoltre c’è stato un notevole aumento di temperature nelle ore notturne.
- la ricerca sui cambiamenti climatici e sui necessari adeguamenti che si dovranno effettuare in Italia non è adeguatamente finanziata

Vincenzo Ferrara (climatologo Enea):
[in collegamento dal palazzo della FAO a Roma]
- la situazione in Italia presenta una riduazione delle risorse idriche, un arretramento delle coste basse, un aumento del rischio idrogeologico specialmente nelle zone dell’ Appennino (conseguente all’ alternarsi di piogge intense e siccità), un incremento di zone a rischio desertificazione (non solo provocata da assenza di acqua, ma anche determinata dal progressivo arrivo verso l’interno di acqua salata. Zone quali quelle vicine alla foce del fiume Po e del fiume Tagliamento apparentemente sono ancora oggi verdi campi coltivati, ma nel momento in cui l’ uomo dovesse smettere di concimare e innaffiare quei terreni si inaridirebbero)
- in Italia si parla soprattutto di “riduzione di emissioni” ma non solo non si riesce a raggiungere l’obiettivo del protocollo di Kyoto ma mai poi si è pensato a strategie di adattamento ai cambiamenti climatici
- l’ Italia anche se facesse la sua parte, comunque non potrebbe da sola risolvere il problema ma sono necessari accordi internazionali per la “mitigazione” (= riduzione delle emissioni per ridurre i cambiamenti climatici)
- se in Italia non si rispetta il protocollo di Kyoto è perchè la situazione attuale è caratterizzata da carbone e petrolio. La diversificazione delle fonti è necessaria. Infatti secondo la marcia di riduzione delle emissioni, l’ Italia dovrebbe ridurre fin da subito del 6% le emissioni, del 20% entro il 2020 e del 50% entro il 2050

Silvestro Greco (ricercatore Icram e consulente del Ministero dell’ Ambiente):
[in collegamento dal palazzo della FAO a Roma]
- la situazione climatica si riflette anche sull’ innalzamento delle temperature dei mari che lambiscono l’ Italia
- circa 30 zone costiere italiane sono a rischio inondazione e c’è necessità di un piano organico di bacino per tutelare le coste



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  • 2 Commenti a “ Sky TG24 Pomeriggio - fabbisogno energetico italiano e cambiamenti climatici”

    1. manuel scrive:

      Per sistemare in italia questo problema si deve aumentare gli impianti fotovoltaici e in certi regioni quella eolica,so per certo che non si riesce a soddisfare tutto il fabbisogno nazionale ma una gran parte verra’ coperta .grazie ciao.

    2. Cher scrive:

      12 Settembre 2007 ——————-> 18 Febbraio 2011

      La realtà ha reso ridicoli questi personaggi, gli addebitiamo i danni?
      Proibire le rinnovabili sarebbe un bel inizio per arginare il disastro combinato da incompetenti ormai accertati & verificati!
      Purtroppo , qualcuno crede ancora in questi ragionamenti privi di cognizione della realtà, appoggiando scelte fallimentari come si sono dimostrati FV e Eolico.
      Se neanche la realtà dei dati scuotono queste coscienze Eco-Convinte la vedo dura.

    Scrivi un commento




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