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Energia nucleare e democrazia: quale legame?

4 Novembre 2008 di Amministratore

Vincenzo Romanello ci ha mandato un breve documento contentente alcune considerazioni nate dopo aver partecipato alla conferenza sul trattamento delle scorie nucleari “Euradwaste ‘08“.

In particolare si fa cenno al documento “Attitudes towards radioactive waste” pubblicato dall’ Eurobarometer.

Energia nucleare e democrazia: quale legame? - di V. Romanello (ottobre 2008)

Recentemente (20-22 ottobre) a Lussemburgo si è tenuta una interessante conferenza sul trattamento delle scorie nucleari, l’ EURADWASTE ’08. Essendo in qualche modo coinvolto nell’ argomento ho deciso di partecipare. Molti gli argomenti di interesse, fra cui un documento giuntomi fra le mani, e di cui ho deciso di scrivere. Mi riferisco ad ‘Attitudes towards radioactive waste’ (Atteggiamenti verso le scorie nucleari) – Publication June 2008, Special Eurobarometer 297.
Ebbene, leggo di un sondaggio riguardo agli stati membri dell’Unione Europea: si chiedeva agli intervistati di rispondere a certe domande di cultura generale in merito allo stoccaggio ed alla natura delle scorie nucleari. I risultati per il nostro Paese sono sconfortanti.
Ve ne riporto alcune:

“Alcuni centri di ricerca producono rifiuti radioattivi: vero o falso?”
Risposta corretta: vero.
Più alta percentuale di risposte corrette: Svezia (86%)
Più alta percentuale di risposte sbagliate: Italia (14%)

“Alcuni ospedali producono rifiuti radioattivi di basso livello: vero o falso?”
Risposta corretta: vero.
Più alta percentuale di risposte corrette: Belgio (84%)
Più alta percentuale di risposte sbagliate: Italia (21%)

“Ci sono diverse categorie di rifiuti radioattivi, intermedia, bassa ed alto livello. Vero o falso?”
Risposta corretta: vero.
Più alta percentuale di risposte corrette: Slovenia (88%)
Più alta percentuale di risposte sbagliate: Italia (18%), al terzo posto dopo Polonia e Portogallo

“Alcune industrie non-nucleari producono rifiuti radioattivi di basso livello: vero o falso?”
Risposta corretta: vero.
Più alta percentuale di risposte corrette: Repubblica Ceca (79%)
Più alta percentuale di risposte sbagliate: Italia (20%)

“I rifiuti radioattivi vengono prodotti in quantità simili ad altri rifiuti come ad esempio quelli chimici: vero o falso?”
Risposta corretta: falso.
Più alta percentuale di risposte corrette: Olanda (69%)
Più alta percentuale di risposte sbagliate: Italia (40%), al terzo posto dopo Grecia e Latvia

Naturalmente le domande erano molte, e non sempre l’ Italia portava la bandiera nera, ma sicuramente era fra i paesi che quanto a informazione se la passa peggio.
Le conclusioni dello studio evidenziano come in generale i cittadini europei vogliano essere direttamente informati ed essere coinvolti nei processi decisionali. Inoltre emerge che alcune false credenze sono diventate ferme convinzioni; gli europei infatti credono che tutti i rifiuti radioattivi costituiscano un rischio ed appare chiaro che la loro conoscenza dei metodi di gestione sia molto limitata.
Infine esiste una chiara correlazione fra la conoscenza delle tematiche riguardanti le scorie nucleari e la presenza in una data nazione di impianti nucleari in esercizio.

Non ho potuto fare a meno di farci qualche piccola riflessione sopra, come ingegnere nucleare, ma anche e soprattutto come cittadino.
Quanti di coloro che hanno le domande di cui sopra, onestamente, conoscevano la risposta esatta? Se, come sostiene lo studio, non erano poi in tanti, come mai nel nostro Paese ognuno si sente libero di pontificare in merito ad una questione tanto delicata e complessa come se lavorasse nel settore da anni e capisse la materia perfettamente? Mi pare ci sia qualcosa che non funziona…
Quello che molti movimenti (in particolare pseudo“ambientalisti”) per anni hanno propagandato è stato il diritto della gente di decidere delle proprie terre, della propria vita, del proprio destino. In linea di principio naturalmente non ho nulla in contrario in merito a tale visione, e sono un convinto sostenitore della scelta democratica. Tuttavia mi chiedo: è veramente libero chi sceglie su un argomento che non capisce? E’ possibile esercitare veramente il proprio diritto democratico in un sistema che ti porta a dover esprimere una opinione su un argomento che non conosci e non capisci? Democrazia è la libertà di scegliere fra il bianco ed il nero, oppure la libertà di potersi anche sottrarre, se lo si desidera, a tale scelta?
Leggendo il report di cui sopra non potevo fare a meno di pormi questi interrogativi, ma capivo che le risposte erano complesse e andavano probabilmente ben oltre il mio ruolo di tecnico nucleare.
Lascio pertanto la risposta ai miei quesiti ad altri, tuttavia non posso non ricordare in questa sede Paul Valery, che già 77 anni fa, nel suo saggio “Regards sur le monde actuel”, scriveva: ”La politica fu in primo luogo l’ arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguarda. In un’epoca successiva si aggiunse l’arte di costringerla a decidere su ciò che non capisce”.



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  • 51 Commenti a “ Energia nucleare e democrazia: quale legame?”

    1. Daniela scrive:

      é un ottimo articolo e ritengo che su tale tematica si debba continuare a parlare.

    2. Renzo Riva scrive:

      Caro Vincenzo,
      vai ai seguenti link e vedrai di cosa gli italioti sono capaci.

      http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html

      rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E17%5E146713,00.html

      Mandi

    3. Renzo Riva scrive:

      Qui un’intervista all’Ing. Paolo Fornaciari sia testuale che video su youtube.

      http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=677

      http://it.youtube.com/watch?v=5zVstVORmjM

    4. psionic scrive:

      Scusate, ma le percentuali sono fuorvianti.
      Immagino (se no non avrebbe senso) che la percentuale tra parentesi rappresenti sempre le risposte corrette, pero’ quando si parla di “piu’ alta percentuale di risposte sbagliate”, sembra che questo dato si riferisca a quest’ultime

    5. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Piu’ alta percentuale di risposte sbagliate indica il Paese in cui, su 100 intervistati, il maggior numero ha fornito risposte errate (in una percentuale pari a quella indicata).

    6. Edoardo scrive:

      Ingegnere, ha avuto modo di vedere la puntata di REPORT del 02/11/08 sui rifiuti nucleari in Italia?

      Secondo me, gli autori del servizio erano fra quelli che hanno risposto a quelle domande.

    7. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Diciamo che ci hanno provato ad essere obiettivi, ma lo spirito antinuclearista alla fine mi sembra abbia prevalso.
      La prima cosa che colpisce è la scelta dei brani di sottofondo: tetri, tanto per sottolineare il taglio dell’argomento. Si parla del reattore di Caorso come di un ‘cadavere radioattivo’ (quando invece qualcuno ne suggerisce la ripartenza).
      Si parla di aver avviato l’attività nucleare ‘con tanta ignoranza sugli effetti collaterali’, ma non si accenna che per anni in Italia c’è stata e c’è ignoranza assoluta anche sui benefici.
      Si parla di svariati kg di materiali nucleari, quali plutonio ed uranio arricchito, sensibili da un punto di vista strategico: non si dice di più, ma si fa intendere ci si possano fare delle bombe. Tendo ad escluderlo!
      Si dice che l’impianto di Caorso va smantellato perchè gli impianti hanno una loro vita, dimenticando di dire che questo è vero se lavorano, ossia se l’acciaio del vessel subisce una certa fluenza neutronica, tecnicamente parlando, cosa che a Caorso evidentemente non è avvenuta (e qualcuno, anche molto autorevole, quale l’Ing. Fornaciari, infatti ne invoca il riavvio).
      Un tecnico arriva addirittura a parlare di ‘prodotti di fissione transuranici’: errore grossolano, spero intendesse ‘prodotti di fissione’ e ‘transuranici’ (giacchè i prodotti di fissione, in quanto tali, non possono mai essere transuranici!).
      Si parla di soldi da ripartire a rigor di logica in base alla ‘concentrazione di radioattività‘: ma cosa vuol dire? Che razza di parametro sarebbe? Parliamo di radioattività senza distinguere nemmeno fra raggi alfa, beta, gamma e neutroni?
      Si parla del pericolo che il camino della centrale del Garigliano cada sul contenimento, ma non si dice che seppur tale evento andrebbe ovviamente evitato, non comporterebbe alcun rischio per il reattore.
      Non si dice infine che molti dei problemi denunciati sono legati a corruzione e pressapochismo, ma anche a fenomeni di rimbalzo derivanti dal fatto che siamo usciti dal nucleare, e che per lo più abbiamo inventato sciocchezze autentiche e tutte italiane come lo ’smantellamento accelerato’.
      Insomma: tentativo ammirevole, ma l’argomento è complesso, e la tentazione di buttarla sull’ideologico sempre in agguato…

    8. Edoardo scrive:

      Grazie per l’intervento, ingegnere.

      Mi sono riferito a questo suo post in altra discussione per avvaloare la mia (e anche sua) convinzioe che Report ha fatto SOLO un servizio pervaso dal solito antinuclearismo fine a se stesso.

      Con stima

    9. psionic scrive:

      risposte errate (in una percentuale pari a quella indicata

      Non puo’ essere cosi’, perche’ se no nella prima domanda, l’Italia sarebbe al primo posto con la Svezia (14% di risposte sbagliate significa l’86% di risposte giuste) e nella quarta sarebbe addirittura migliore della prima (20% di sbagliate, cioe’ 80% di giuste rispetto il 79% della prima).

      E, a parte questo, anche in termini assoluti, se il 14% o il 20% avesse fornito risposte sbagliate non mi sembrerebbe cosi’ male…

    10. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Non conosco i dettagli di come l’indagine sia stata condotta, ma immagino che tali apparenti ‘contraddizioni’ risultino (come emerge dalla lettura del rapporto) dal numero di persone che rispondono di non sapere.

    11. psionic scrive:

      Ci ho pensato anch’io, ma includere una risposta “no so” in un sondaggio del genere, non avrebbe molto senso: o ritieni che sia vero, o ritieni che sia falso… non si tratta di opinioni, ma di conoscienza di un fenomeno.

      Comunque era solo una perplessita’

    12. Edoardo scrive:

      Rimane il fatto che in Italia c’è ancora gente convinta che il vapore acqueo che esce dalle torri di raffreddameto di una centrale nucleare uccida all’istante i volatili presenti nelle vicinanze… E alcuni di questi pretendono di panadare a parlare anche in TV… Altro che il generico “non so”

    13. Pietruccio scrive:

      Sempre a proposito di sondaggi segnalo l’articolo di Repubblica

      repubblica.it/2008/06/sezioni/ambiente/nucleare2/demos-nucle...

      che fa riferimento a un sondaggio DEMOS secondo il quale il 47% degli italiani sarebbe favorevole all’energia atomica, mentre il 44% sarebbe contrario (9% indecisi).

      Il fatto però che quando gli si chiede se vorrebber un impianto sulla propria provincia i contrari salgono al 50% mentre i favorevoli scendono al 41%.

      Quest’ultimo dato la dice lunga sulla “furbizia” del nostro popolo (vogliono le centrali ma i pericoli se li devono cuccare gli altri), e ribadisce soprattutto la necessità di divulgare in modo massiccio una informazione corretta, perchè la presenza di centrali atomiche sul territorio NON COMPORTA, IN REALTA’, NESSUN RISCHIO: ma questo gli italiani non lo sanno.

    14. egisto scrive:

      Mi sembra invece che il fatto che il 41% degli italiani sia favorevole ad una centrale nucleare nella propria provincia sia un fatto molto rilevante. Avrei pensato che fossero molti meno.

    15. Pietruccio scrive:

      Se confrontiamo il dato con quello desolante di qualche anno fa risulta chiaro come i tempi, grazie al cielo, siano cambiati. Il fatto, però che i favorevoli siano meno di chi ha votato per questo governo, che il nucleare lo fa, sta ad indicare che neanche tutti i suoi sostenitori sono daccordo con la politica energetica perseguita, per cui sarà bene che si sveglino e si decidano a fare anche seria campagna di informazione (o almeno di propaganda, che certo non mi piace, ma sarebbe comunque meglio di niente) a favore dell’atomo visto che Legambiente, WWF, Greenpeace, Amici della Terra ecc… si stanno lanciando, in questi giorni, in una vera e propria crociata di disinformazione antinucleare all’ultimo sangue.

      Tuttavia la cosa che personalmente trovo inaccettabile, riguardo al sondaggio, è che ci possa essere una differenza significativa fra chi vuole il nucleare e chi si dice disposto ad accettarlo nella propria provincia: c’è un 6% di italiani che non vuole farsi carico di responsabilità (si dice irresponsabili?) e lo fa in modo palese, senza vergona. E quanti sono quelli che la pensano così ma non lo “esternano”? Se poi si considera che a questi si aggiunge un 44% di sognatori che vogliono tutto ma non sono disposti a farsi carico di niente (un po’ viziatelli direi, figli di una politica paradossale, che insegue l’opinione pubblica invece che fare da guida) mi chiedo dove si possa mai andare messi in queste condizioni (purtroppo un’idea ce l’ho e non mi piace affatto).

    16. Gianna scrive:

      Si scelgono solo le risposte che danno sostanza alla nostra tesi, si ignorano quelle che la contrastano, si pasticcia con percentuali che prima enumerano risposte esatte e poi quelle sbagliate e si chiosa con la solita citazione snob di Paul Valery.
      Ecco confezionato un articolo di equilibrata obiettività, che dimostra una volta per tutte che tra tutte le colpe degli ambientalisti c’è anche quella dell’ignoranza del popolo italiano.
      Meno male che le reti Mediaset stanno colmando la lacuna a suon di Reality show, gli amici della Defilippi e le selezioni delle veline.
      … mica quelle castronerie di Report!!!

    17. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Certa gente perde il pelo, ma mai il vizio. Purtroppo.
      Comunque cara Gianna, io dietro a quello che dico ci metto nome, cognome, affiliazione e faccia, e ho citato esattamente il documento da cui ho tratto le informazioni (al contrario di quello che si fa molto spesso da parte di certa gente): chi ritiene che io non sia obiettivo può andare a leggersi personalmente il documento dell’eurobarometer citato, e farsi una opinione ‘libera’ e ‘personale’.
      Del resto quale sarebbe la tesi contraria? Che in Italia la popolazione sul nucleare è ben informata? Qualcuno di questo forum ci crede?

    18. Renzo Riva scrive:

      Dal Forum dei Radicali Italiani

      http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=22693

      e.sbardolini ha scritto:

      http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=16735350
      Per una volta voglio entrare nel concreto con te.

      Io penso che esista solo un tipo di reattore che, ben sviluppato, potrebbe essere preso in considerazione con qualche probabilità che alla fine del suo ciclo la sicurezza sia rispettata ed i conti presuntivi e quelli consuntivi tendano a coincidere: il it.wikipedia.org/wiki/Reattore_nucleare_a_fissione#Reattori_... Lead-Cooled Fast Reactor
      (LFR) ossia quello refrigerato a metallo liquido e quindi col piombo.
      Questa tecnologia, utilizzata già praticamente nei sommergibili, a parte altri vantaggi alla fine del ciclo permette di estrarre solo poche tonnellate di materiale altamente radioattivo, mentre tutto il resto si trasforma nel sarcofago con bassi costi e trasporti zero. Poiché il sito dovrebbe essere “buono” per il reattore, lo sarà anche per il suo residuo a bassa emissione.
      __________________________
      Su un mio 3d avevo postato le considerazioni dell’ingegnere nucleare Giampaolo Bottoni, ora in pensione, che proponeva tale tecnologia con un di più: montare i reattori su un naviglio per attraccarlo in qualsiasi radura, quindi in zona sicurissima.
      Come puoi notare sfondi una porta già aperta.

      Mandi,
      Renzo Riva
      _________________________________________
      Ora una chicca dei sinistrati ambidestri.
      Hanno persino sbagliato nell’indicare la data del referendum.
      Ha poco da fare digiuni a singhiozzo Pannella.
      I compagni di cordata se li è scelti ed ora se li sciroppa.
      In questo caso sono addirittura in sintonia con il partito dei Radicali Italiani.
      Cosa vuole di più: più s-fascisti di così non si può.
      Come il solito partito di lotta e di governo ovvero allo stesso tempo puttana e cliente.

      Mandi,
      Renzo Riva

      ____________________________________________
      La delibera del consiglio e le dichiarazioni di Natalizio e del PD
      Data: 12/11/2008 Ora: 20:55
      ——————————————————————————–
      IL CONSIGLIO
      PREMESSO:
      - Che a più di vent’anni dal referendum del 1986 che decretò l’uscita dell’Italia dal nucleare, si è riaperto il dibattito sul ricorso a tale tipo di energia per la risoluzione dei problemi di approvvigionamento energetico del nostro paese e per il conseguimento degli obiettivi del protocollo di Kioto;
      - Che già in passato il territorio comunale era stato individuato come possibile sede di una centrale nucleare, e di recente sulla stampa si è ventilata la possibilità della localizzazione nel Comune di Nardò di un deposito di materiali radioattivi provenienti dalla dismissione delle vecchie centrali nucleari;
      - Che tale ipotesi ha destato e continua a destare allarme nella popolazione e anche nel governo cittadino, in quanto tale circostanza si presenta come potenzialmente devastante per il modello di sviluppo che la nostra comunità e tutto il Salento sta cercando tenacemente di perseguire, finalizzata alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali ed alla crescita economica nel settore del turismo;
      - Che tale modello di sviluppo meglio si sposa e si raccorda con politiche energetiche indirizzate allo sviluppo ed alla utilizzazione delle energie alternative da fonte rinnovabile, a patto del loro corretto inserimento ambientale;
      - Che la Puglia nel suo complesso produce già più energia elettrica di quanta ne consumi, e ciò anche a prezzo di non lievi conseguenze per la salute dei cittadini, specialmente quelli salentini, se si tiene conto dell’inquinamento provocato dalla centrale per la produzione di energia elettrica di Cerano;
      - Che l’utilizzazione delle fonti di energia alternativa, assieme ad una serie politica di risparmio e di contenimento dei consumi, appare come l’unica in grado di garantire nel breve termine il rispetto degli accordi di Kioto, e che un incremento di risorse per la ricerca in tale campo potrebbe portare ulteriori benefici ed innescare anche un nuovo modello di sviluppo economico, come avviene in altri paesi europei, come la Germania e la Spagna, che – pure essendo attualmente produttori di energia nucleare, si stanno avviando al superamento di tale modello di produzione energetica;
      - Che non bisogna dimenticare i rischi connessi al verificarsi di possibili incidenti nucleari, o alla dispersione di radiazioni nell’ambiente, che avrebbero effetti devastanti in un territorio come quello comunale e salentino in ragione della conformazione geologica, orografica e territoriale e da modalità insediative caratterizzate da un elevata dispersione;
      - Che in materia di utilizzo dell’energia nucleare, rimangono aperti i problemi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro dismissione, e gli ulteriori elementi di criticità legati alla necessità di approvvigionamento di notevoli quantità di acqua ed alla loro successiva reimmissione nell’ambiente;
      - Che in ragione di tutto quanto sopra, considerata la naturale vocazione agricola e turistica del nostro territorio comunale, che verrebbe fatalmente ed irrimediabilmente compromessa da eventuali ipotesi di realizzazione sul territorio comunale di impianti di per l’utilizzazione dell’energia nucleare o per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi, si ritiene che sussistano tutti i motivi per ribadire quanto già affermato con la precedente deliberazione del Consiglio Comunale n.49 del 1986, con cui il territorio di Nardò veniva dichiarato “Zona denuclearizzata”;
      CIO’ PREMESSO:
      § Visti i pareri espressi ai sensi dell’art.49 del T.U.E.L. – D.Lgs.n.267/00;
      § Con la presente votazione espressa per alzata di mano in pubblica seduta
      Presenti n._________ Votanti n.__________ Favorevoli n. __________ Contrari n. __________
      DELIBERA
      1. di dichiarare il territorio comunale “denuclearizzato”,
      2. di manifestare ferma opposizione a qualsiasi forma di utilizzazione sul territorio comunale ai fini della produzione di energia da fonte nucleare, nonché per lo stoccaggio di scorie e rifiuti radioattivi provenienti anche dalla dismissione di vecchie centrali;
      3. di trasmettere copia della presente deliberazione al Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato e della Camera, Presidente della Regione e Presidente della Provincia;
      4. di impegnare il Sindaco e la Giunta all’adozione di tutti gli atti e le iniziative necessarie per l’attuazione del presente deliberato e sostenere le iniziative con esso coerenti;
      5. di trasmettere copia della presente deliberazione ai Comuni della Provincia, con l’invito ad adottare atti analoghi di opposizione a qualsiasi ipotesi di utilizzazione del territorio salentino ai fini di produzione di energia nucleare o deposito di rifiuti radioattivi;
      6. di trasmettere la presente deliberazione ai Sigg. Deputati del Salento, con l’invito a farsi portatori e rappresentati delle suddette istanze in ogni sede istituzionale;
      7. di dichiarare la presente deliberazione immediatamente esecutiva ai sensi e per gli effetti del D.lgs 267/2000;

      Considerazioni dell’assesore Urbanistica - Ambiente, Assetto del Territorio,
      Ambiente - Edilizia Privata, Demanio - Parchi e Protezione Civile

      comune.nardo.le.it/images/stories/mino_natalizio_ass._urb._a...
      Sig. Cosimo Natalizio

      “Vorrei aggiungere delle considerazioni personali rispetto ai contenuti della delibera.

      Molti di noi avranno visto Report, qualche domenica fa, la trasmissione televisiva di RAI 3 che trattava l’argomento degli impianti nucleari dismessi in Italia dopo il Referendum del 1987.

      Da rabbrividire Signori! Si sta pensando di impiantare otto nuove centrali nucleari in Italia, senza minimamente porsi il problema di come “Bonificare gli impianti attualmente esistenti ammesso che lo si possa fare”.

      Impianti che come abbiamo visto nell’indagine di Report, non solo esistono, ma stanno inquinando irrimediabilmente i territori che li ospitano.

      Abbiamo visto immagini di piscine lesionate contenenti reattori nucleari che provocano inquinamento nella falda.

      Abbiamo visto depositi di migliaia di fusti di scorie nucleari stoccati in capannoni a ridosso dei centri abitati o addirittura nel seminterrato di una abitazioni situata nel centro storico di un bel paesino in provincia di Campobasso.

      Abbiamo visto cittadini aprire i rubinetti dai quali fuoriusciva acqua non minerale ma nucleare, veniva quasi da suggerire ai poveretti di fare di necessità virtù e di industriarsi ad imbottigliarla e commerciarla come acqua energetica.

      E, ciliegina sulla torta, le esternazioni del Ministro Scajola con le quali, candidamente, voleva far credere agli italiani che la carta dei siti sarebbe stata approvata con la condivisione dei territori interessati.

      E’ bastato poco, però, al Ministro per essere smascherato, in quanto lo stesso giornalista che lo stava intervistando gli ha fatto notare che nel decreto in discussione nell’apposita Commissione Parlamentare, e che il Governo ha intenzione di approvare entro Natale, è chiaramente riportato che i Comuni che si opporranno all’installazione di impianti nucleari verranno commissariati in quanto tali siti saranno dichiarati di interesse nazionale.

      Altro che condivisione. Qui si vogliono imporre, per decreto, decisioni capotiche per impadronirsi del nostro territorio e comprometterlo irrimediabilmente.

      Come se non bastasse con il decreto 2008, sempre a proposito di condivisione delle scelte, appena sono circolate le voci sulla possibile scelta di siti, autorevoli esponenti della maggioranza che governa il Paese si sono affrettati a smentirli, precisando che i “veri siti” saranno coperti da segreto di Stato ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’08 aprile 2008 entrato in vigore il 1° Maggio.

      E che dire poi della decisione di inserire, sempre nel famigerato decreto in discussione, la circostanza che l’energia prodotta dal nucleare deve essere annoverata tra le fonti di energia alternativa?

      Questo dopo che una proposta simile, sempre avanzata dal Governo italiano, era stata sonoramente bocciata dal Parlamento Europeo.

      Attenzione quindi a non farci irretire dalle chiacchiere che il nucleare rappresenti la panacea del rilancio industriale e quindi economico del nostro Paese. Un’agenzia di rating come Moody’s ha sottolineato come l’energia nucleare è considerata non competitiva in assenza di finanziamenti pubblici consistenti.

      Non vorremmo che tutto questo fosse l’ennesima trovata per spalmare sui cittadini gli oneri per risollevare le sorti di pochi.

      Eppure, se tutti i soldi spesi finora per il nucleare, e cioè per la propaganda per impianti mai entrati in funzione, per disastri territoriali e via dicendo, fossero stati spesi per potenziare le fonti rinnovabili, oggi saremmo in grado di essere tra i Paesi, se non il Paese più industrializzato d’Europa.

      E non è legittimo forse chiedersi perché Spagna, Germania, si stanno smarcando dal nucleare?

      Non è certo una giustificazione sostenere che, tanto, se non la facciamo qui la faranno in Albania. Ogni paese è sovrano sul proprio territorio, evidentemente l’Albania si troverà ad affrontare la criticità che ancora l’Italia non ha risolto con gli impianti dismessi dal 1987 e che precedentemente ho evidenziato.

      Evidentemente l’Albania sa dove stoccare le scorie radioattive rivenienti dalla centrale, ed è pronta a far convivere la sua popolazione con la fisiologica emissione di radiazioni che tutti gli

      Scienziati sono concordi nel dire esserci, malgrado tutte le norme di sicurezza, quando vi sono impianti nucleari.

      Noi non vogliamo convivere e non vogliamo che i nostri figli convivano con scorie radioattive, un grande sostenitore dell’energia nucleare Steven Weinberg scrisse.”Noi nuclearisti proponiamo un patto col diavolo; possiamo fornire energia a condizione che le società future assicurino una stabilità politica e delle istituzioni quali mai si siano avute finora”.

      Alla luce di questa dichiarazione chi si sente di fare un patto con il diavolo, visto quello a cui assistiamo ogni giorno?

      Concludo dicendo che bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina che vogliono preparare pietanze al ragù nucleare da servire ai nostri figli”.

      Mino Natalizio
      _________________________________________

      “Le giustificazioni fornite da parte dei gruppi consiliari riconducibili al PDL per votare contro la deliberazione presentata dal centrosinistra, che proponeva un chiaro no al nucleare, nascondono la precisa volontà di assecondare le scorribande del governo di centrodestra sul nostro territorio.

      Quando si chiedono relazioni tecniche che giustifichino il no al nucleare sul nostro territorio e si arzigogola su una delibera, quella dell’A.C., chiara e precisa, il centrodestra si lega mani e piedi a precisi interessi del governo nazionale, facendo passare in secondo piano quelli della collettività che rappresentiamo.

      Con tutte le forze politiche e sociali disponibili, porteremo avanti questa battaglia di civiltà e di tutela della salute dei nostri concittadini”.

      Il gruppo consiliare del P.D.

      =========================================

      Ora le considerazioni di un abitante dei paraggi
      da cui ho ricevuto una e-mail che posto.

      Da: Vincenzo Romanello [vincenzo_romanello@tiscali.it]

      A: “loraredazionesegr”, “PERNEREO”, , , , , , , , , , , , , ,

      Cc: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

      Oggetto: Delibera comunale - Nardò Territorio Denuclearizzato

      Gentili Signori,

      ho avuto modo di leggere la delibera comunale del 12 novembre (fonte: http://www.nardonews.it/dettaglio.asp?id=1998), nella quale si (ri)dichiara la città di Nardò ‘denuclearizzata’.
      Premesso che il sottoscritto parla da esperto del settore (laurea in Ingegneria Nucleare con 110/110, Dottorato di Ricerca in Ingegneria dei Materiali, attualmente ricercatore nucleare presso il Forschungszentrum di Karlsruhe - Germania - in merito a tematiche di ‘Partitioning & Transmutation’), vorrei far notare quanto segue:

      - “…dal referendum del 1986 che decretò l’uscita dell’Italia dal nucleare”.

      Niente affatto, il referendum del 8-9 novembre 1987 (e non del 1986: l’incidente di Chernobyl si verificò il 26 aprile 1986) non era abrogativo, ovvero non poneva il quesito “nucleare si, nucleare no”, perché non poteva esserlo: la nostra costituzione vieta infatti i referendum abrogativi in materia di fisco e norme comunitarie, e trent’anni prima i capi di stato dei sei paesi della nascente Comunità Europea – fra cui l’Italia – avevano istituito l’Euratom con gli atti di Roma e si erano impegnati solennemente a sviluppare una ‘potente industria nucleare’. Riporto di seguito il TESTO dei referendum:

      1-Volete che venga abrogata la norma che consente al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?
      2-Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
      3-Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero?

      I quesiti sono talmente intricati che anche un ingegnere nucleare non riuscirebbe a rispondere con tanta facilità: risulta evidente però che con essi il nucleare nel nostro paese in realtà non è MAI STATO ABOLITO (come si sente falsamente dire tanto spesso!). All’atto pratico, con le tre domande si chiedeva di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici (non necessariamente nucleari, ma anche a carbone!): la prima era stata creata per evitare che il sindaco di un piccolo paese di duemila abitanti dove era previsto l’insediamento di una centrale nucleare potesse opporsi ad oltranza, mentre la seconda era la cosiddetta “monetizzazione del rischio” per i comuni che ospitavano impianti di produzione di energia (fatto molto ingiusto a mio avviso, poiché è giusto invece che se un comune accetta di ospitare sul proprio territorio un impianto di un certo tipo di cui beneficia tutto il paese, è giusto che ne abbia un adeguato compenso!).
      Si arrivò ad una moratoria di cinque anni, che per una interpretazione del tutto politica permane fino ad oggi. In seguito lo stesso onorevole Andreotti ebbe a dire: ”…se oggi andiamo a rileggere gli atti delle polemiche parlamentari attorno a questo problema, c’è da arrossire collettivamente non solo per la mancanza di senso scientifico di alcune posizioni di allora, ma anche per la miopia delle decisioni prese”

      - “…si presenta come potenzialmente devastante per il modello di sviluppo che la nostra comunità e tutto il Salento sta cercando tenacemente di perseguire, finalizzata alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali ed alla crescita economica nel settore del turismo;”

      Quindi si intende dire che l’industria nucleare è incompatibile, secondo costoro, con lo sviluppo turistico, con le risorse ambientali, e con lo sviluppo economico (!!!).
      Tralasciando il fatto che per quanto riguarda lo sviluppo economico risulta palesemente il contrario, essendo quello di nuova generazione (Gen. III+) un impianto ad alta tecnologia in grado di fornire abbondante energia a basso prezzo, consentendo quindi il rilancio delle industrie energivore, vorrei far notare solo che i Paesi più visitati del mondo per turismo sono la Francia e gli Stati Uniti (assai ben più visitati del Salento!), eppure hanno, rispettivamente, 59 e 104 centrali nucleari funzionanti!

      - “Che tale modello di sviluppo meglio si sposa e si raccorda con politiche energetiche indirizzate allo sviluppo ed alla utilizzazione delle energie alternative da fonte rinnovabile”

      Vorrei solo far notare che, come ordine di grandezza, per installare la stessa POTENZA di un reattore EPR (tipo AREVA) da 1600 MWe occorrerebbero 1600 (!)aerogeneratori da 1 MWe, ma per produrre la stessa ENERGIA ne servirebbero circa 9500 (!!!). Alla faccia della trentina di pale eoliche che tanta preoccupazione destano (giustamente!) nella popolazione di Nardò!

      - “Che l’utilizzazione delle fonti di energia alternativa, assieme ad una serie politica di risparmio e di contenimento dei consumi, appare come l’unica in grado di garantire nel breve termine il rispetto degli accordi di Kioto, e che un incremento di risorse per la ricerca in tale campo potrebbe portare ulteriori benefici ed innescare anche un nuovo modello di sviluppo economico, come avviene in altri paesi europei, come la Germania e la Spagna, che – pure essendo attualmente produttori di energia nucleare, si stanno avviando al superamento di tale modello di produzione energetica;”

      Ossia una ‘decrescita felice’. Equivalente a dire che la prima fonte di alimentazione è la dieta (!), oppure, se proprio si deve mangiare, si usi il caviale (ossia le energie - “presunte” alternative)! Quanto alla Germania può permettersi di vaneggiare in merito all’uscita dal nucleare, che comunque produce 1/3 del proprio fabbisogno (!). Si parla di spegnere gli impianti, ma i singoli Governatori si stanno opponendo assai energicamente (per ovvi motivi!!!), ed è verosimile che la vita di questi ultimi verrà allungata.
      Vorrei far notare peraltro che l’Italia, grazie all’esteso uso della fonte idroelettrica, produce già quote di energia rinnovabile (e ad emissione zero quindi, almeno virtualmente) ben più grandi della Germania.

      - “Che non bisogna dimenticare i rischi connessi al verificarsi di possibili incidenti nucleari, o alla dispersione di radiazioni nell’ambiente…”

      Hanno i memebri del consiglio comunale idea di quale sia la probabilità che si verifichi un incidente nucleare serio in un impianto moderno (si parla di 1 su 1 000 000, e per gli impianti futuri di 1 su 10 000 000)? Ha una vaga idea di quali sono i sistemi e le tecnologie utilizzati nei moderni impianti? Mai sentito parlare di ‘contenimento’, di ‘core catcher’, o di ‘ECCS’?

      - “Che in materia di utilizzo dell’energia nucleare, rimangono aperti i problemi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro dismissione…”

      Il problema sussiste, ma è sicuramente di natura nazionale, non locale. In ogni caso l’Italia continua a produrre rifiuti radioattivi ogni anno, e l’identificazione di un sito si renderà assolutamente necessaria comunque. Peraltro le tecnologie per lo smaltimento delle scorie sono ormai disponibili ed avanzatissime.

      E ancora:

      - “Molti di noi avranno visto Report…”

      Si ma che razza di fonte sarebbe? Si prendono le decisioni in base ai sentito dire, senza averci capito nulla, nel nostro Comune? Direi che questo è davvero preoccupante, e non solo per questa vicenda, ma perchè prova con quale livello di (in)competenza si trattano gli argomenti, anche se squisitamente tecnici e di notevole importanza per la cittadinanza!

      - “Abbiamo visto immagini di piscine lesionate contenenti reattori nucleari che provocano inquinamento nella falda.”

      Le piscine contengono il combustibile irraggiato semmai, di sicuro non reattori nucleari!

      - “Abbiamo visto cittadini aprire i rubinetti dai quali fuoriusciva acqua non minerale ma nucleare, veniva quasi da suggerire ai poveretti di fare di necessità virtù e di industriarsi ad imbottigliarla e commerciarla come acqua energetica.”

      Perdonate l’ignoranza in materia, ma cos’è “l’acqua nucleare”? Cos’è “l’ acqua energetica”???
      Se ci si vuol riferire alla vicenda dei cittadini che si ritrovano con le falde contaminate da radionuclidi bisogna dire che la situazione è del tutto inaccettabile: tuttavia ciò è da attribuirsi anche agli effetti di rimbalzo dell’uscita del nostro Paese dal nucleare, in maniera frettolosa e forsennata, per fini tutt’altro che nobili (non ci credete? Leggete questo articolo: “Il gas uccise l’atomo”, archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/07/gas_uccise_atomo_...)

      - “E che dire poi della decisione di inserire, sempre nel famigerato decreto in discussione, la circostanza che l’energia prodotta dal nucleare deve essere annoverata tra le fonti di energia alternativa?”

      Piaccia o no, è esattamente così: l’energia nucleare oggi è l’unica fonte abbondante, economica, compatibile con l’ambiente e ad emissioni di CO2 pressocchè nulle; rappresenta dunque l’unica seria possibilità per il nostro Paese di raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

      - “Un’agenzia di rating come Moody’s ha sottolineato come l’energia nucleare è considerata non competitiva in assenza di finanziamenti pubblici consistenti.”

      La Moody parla di tempi di costruzione di 10-15 anni, costo per kW installato di 7000 $: cose completamente fuori dal mondo e prive di fondamento.
      Del resto dimostrare che l’energia nucleare è fortemente conveniente è facile, fatti alla mano: come mai in Europa, dove l’energia nucleare copre circa 1/3 del fabbisogno elettrico, l’energia elettrica costa assai meno che in Italia (dove i presunti ‘costosissimi impianti nucleari’ non ci sono)? Come mai un Paese come gli USA, che ha tre parole d’ordine: money, money, money, produce il 20% del proprio fabbisogno con i suoi 104 impianti (civili, badate bene, quelli militari sono tutt’altra cosa)? Come mai, se l’energia nucleare è così costosa, in Francia si permettono di mettere le stufe elettriche pure all’aperto per scaldare i clienti per irraggiamento termico? Perchè questo Paese con i suoi 59 impianti “antieconomici” non è in recessione, al contrario di noi? Non dovrebbe andare fallito se la Moody avesse ragione?

      “…se tutti i soldi spesi finora per il nucleare, e cioè per la propaganda per impianti mai entrati in funzione, per disastri territoriali e via dicendo, fossero stati spesi per potenziare le fonti rinnovabili, oggi saremmo in grado di essere tra i Paesi, se non il Paese più industrializzato d’Europa.”

      Si, per opera dello Spirito Santo però…

      - “…l’Albania…è pronta a far convivere la sua popolazione con la fisiologica emissione di radiazioni che tutti gli Scienziati sono concordi nel dire esserci, malgrado tutte le norme di sicurezza, quando vi sono impianti nucleari.”

      Scoperta dell’acqua calda! Le radiazioni sono un fenomeno del tutto naturale, e sono presenti sempre e ovunque anche senza impianti nucleari: nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo, nei materiali da costruzione delle nostre case (specie se di tufo o granito), e persino nel corpo umano che, grazie al radiopotassio ed al radiocarbonio, emette circa 10 000 “colpi” al secondo. Quindi?

      ” …Noi nuclearisti proponiamo un patto col diavolo…”

      Neanche per sogno. Del resto la Santa Sede deplora l’uso della tecnologia nucleare per fini bellici (ovviamente, e credo ogni nuclearista condivida questa posizione!), ma sostiene senz’altro il suo utilizzo per fini pacifici. Quindi, se va bene al Papa, non credo nessuno possa parlare di ‘patto col diavolo’…

      - “Concludo dicendo che bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina che vogliono preparare pietanze al ragù nucleare da servire ai nostri figli”

      E io concludo dicendo invece che i cittadini dovrebbero tenere d’occhio una certa classe politica arrogante ed incompetente: del resto i risultati, in particolare a Nardò, sono sotto gli occhi di tutti.

    19. Renzo Riva scrive:

      Ovviamente il PCI-PDS era tanto estraneo al nucleare che intruppò strumentalmente nelle sue file Felice Ippolito che battagliava per il nucleare italiano.
      Cosa si vuole di più da un partito: più s-fascisti di così non si può.
      Come il solito partito di lotta e di governo ovvero allo stesso tempo puttana e cliente.

      Corriereconomia

      il gas uccise l’ atomo
      nel 1987 l’ energia nucleare fu sepolta dal referendum. che pero’ ebbe un complice. chi? Valerio Bitetto, l’ ex amministratore dell’ Enel in carcere per mazzette ai politici, non ha dubbi: la lobby del metano. che guidata dal PSI e in chiave anti DC. . . i verbali di tangentopoli riscrivono il capitolo dell’ abbandono dell’ energia nucleare in Italia. le strategie dei partiti di governo

      ————————- PUBBLICATO —————————— POLITICA e AFFARI . I VERBALI DI TANGENTOPOLI RISCRIVONO UN GIALLO ITALIANO TITOLO: IL GAS UCCISE L’ ATOMO Nel 1987
      l’ energia nucleare fu sepolta dal referendum. Che pero’ ebbe un complice. Chi? Valerio Bitetto, l’ ex amministratore dell’ Enel in carcere per mazzette ai politici, non ha dubbi: la lobby del metano. Che guidata dal Psi e in chiave anti Dc…
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      Nucleare, anatomia di un delitto. Personaggi e interpreti: Enel, Eni, Psi, Dc, Verdi, Pci. Partecipazione straordinaria: Bettino Craxi, Claudio Martelli, Ciriaco De Mita, Giovanni Goria. I verbali di Tangentopoli riscrivono la sceneggiatura di un giallo italiano: la morte dell’ atomo e il suo frettoloso funerale. Nel 1987 lo avevano sepolto un referendum e una martellante campagna ambientalista. E sull’ onda della paura radioattiva diffusa da una nuvola maledetta il Paese aveva detto “no, grazie”. Sei anni dopo Chernobyl, lo scandalo tangenti ha riesumato anche la salma della “tecnologia che puo’ fallire”. E dopo i primi accertamenti sul banco degli imputati sale un altro accusato. Valerio Bitetto, ex consigliere dell’ Enel, in carcere per le mazzette miliardarie incassate sul conto del Garofano, e’ pronto a fare l’ identikit dell’ assassino. Il nucleare l’ ha ucciso il referendum in complicita’ con una lobby: quella del metano. Sponsor: il Psi. Movente: mettere in buca la Dc e sostituirsi allo scudocrociato nel controllo del settore. Un settore strategico e redditizio per il partito capace di assumerne il controllo. Nel wargame energetico che da trent’ anni si gioca in Italia con i soldi pubblici, affiorano trame e congiure che l’ inchiesta dei giudici di Mani Pulite non ha ancora messo a fuoco. Nel suo ufficio di via Vincenzo Monti, due giorni prima dell’ arresto per una tangente da quattro miliardi pagata dalla Nuovo Pignone (gruppo Eni), Bitetto, 53 anni, ingegnere, socialista, ex colonnello di Craxi, cresciuto nella Cgil e approdato al consiglio d’ amministrazione Enel all’ inizio degli anni Ottanta, rilegge il libro nero della corruzione e racconta il suo ruolo di “combattente” all’ assalto del potere Dc che fino ad allora dominava i grandi enti di Stato. “Avevo una missione da compiere e mi sono subito applicato: dovevo rompere l’ egemonia Dc nel business energetico e trovare uno spazio per il Psi, sistematicamente tagliato fuori dai grandi appalti gestiti da ministero dell’ Industria, Finmeccanica, Ansaldo, Enel ed Enea che facevano capo ai vari big dello scudocrociato: da Moro ad Andreotti, da Donat Cattin a Marcora. Dopo una fase di studio l’ unica strada mi e’ sembrata quella di aggregare sistemi industriali privati e portarli a gestire tangenti. Cosi’ ho incominciato a taglieggiare i privati…”. E una strada in salita quella di Bitetto. L’ Enel e’ un grande carrozzone di Stato, centomila dipendenti, un fatturato di 12 mila miliardi, una produzione elettrica di 158 miliardi di chilovattora, un presidente di nomina Dc e un consiglio d’ amministrazione che fa da cerniera con i partiti di governo. Il cuore e’ democristiano, ma nelle decisioni si forma spesso un asse con il Pci, come nel caso dell’ atomo. Il piano energetico del ‘ 78, che prevede 12 mila megawatt nucleari, passa in Parlamento con il voto comunista e l’ astensione del Psi. “Dc e Psi difendevano il sistema delle partecipazioni statali perche’ con il nucleare avevano creato un sistema protetto, che garantiva una quota anche alle cooperative rosse . racconta l’ ingegnere che con le sue prime confessioni ha portato al quarto avviso di garanzia Craxi .. Il Psi all’ interno dell’ Enel si era sempre limitato ad azioni di guerriglia, ma con l’ avvento di Craxi bisognava trovare una nuova strategia: il suo disegno era quello di diversificare le fonti e centralizzarne la gestione. Ma per dribblare gli apparati dello Stato era necessario operare una politica di sfondamento coinvolgendo le imprese private. Io mi sono dedicato a questo: prima favorendo il ritorno al carbone, poi il risanamento ambientale, infine il mix che doveva comprendere anche una quota di nucleare. Ma dopo Chernobyl tutto e’ diventato piu’ difficile. La lobby del metano e’ diventata un rullo compressore, una formidabile macchina da guerra per il consenso e le tangenti, con ramificazioni su tutto il territorio attraverso le concessionarie. Craxi, dopo avermi dato via libera, si e’ schierato da quella parte e io ho perso la mia partita: non sono piu’ stato il suo interlocutore”. Pulito, ecologico, apparentemente conveniente il metano a meta’ anni Ottanta diventa il grimaldello del Psi per ridiscutere da una posizione di forza tutta la politica energetica italiana. Il nucleare arranca, dei quattro impianti costruiti in vent’ anni solo uno e’ in funzione tra polemiche e fermate sospette, quello di Caorso. Garigliano e Trino Vercellese sono disattivati, Latina e’ ormai a fine corsa. E quasi pronta Montalto di Castro: ma il cantiere e’ diventato un pozzo senza fondo di miliardi. Mille, duemila, seimila. Senza mai entrare in funzione. Per il Psi cinque anni di pressing nell’ Enel, il lavoro ai fianchi delle Partecipazioni statali e la presidenza dell’ Eni hanno ribaltato gli antichi equilibri. L’ industria privata appoggia l’ onda lunga socialista, Bettino Craxi e’ presidente del Consiglio, la Borsa tira e la nave Italia va. Nel 1985, alla scadenza del primo mandato, Bitetto ottiene la riconferma all’ Enel senza fatica. E oggi ammette: “E vero, taglieggiavo i privati, ma c’ e’ stato un reciproco consenso. Quando ho chiesto ad alcune ditte come la Tosi o la Belleli se volevano entrare nel grande business degli impianti, sembrava che non aspettassero altro. La Tosi era in difficolta’ e rischiava la chiusura. La Belleli e’ riuscita ad entrare nel giro e senza il mio aiuto, non avrebbe avuto il decollo. Pagavano la tangente, ma erano d’ accordo. Sapevano anche che non bastava solo il mio appoggio per concludere gli affari, ci voleva il consenso degli altri consiglieri. Ma coi soldi passava tutto”. Quando il 26 aprile 1986 il vento dell’ Est porta con una nuvola l’ angoscia radioattiva il Psi e’ il primo partito a dire “nucleare addio”. Claudio Martelli, vicesegretario, cavalca la protesta ambientalista, la Dc e’ spiazzata, il Pci lacerato. Attorno all’ energia dell’ atomo l’ Italia si spacca: Chernobyl manda in corto circuito le fragili certezze della politica energetica nazionale. Sul nucleare ci si interroga, si litiga, ci si divide. E mentre i Verdi martellano l’ opinione pubblica con dati da brivido sui rischi della fissione atomica, al governo si prepara la staffetta Psi Dc. E forte, fortissimo Craxi quando lascia il timone di Palazzo Chigi. Giovanni Goria, il suo successore, deve fare i conti con un referendum che ha detto no alle centrali nucleari. Tocca a lui e al ministro Adolfo Battaglia, repubblicano, firmare la smobilitazione. E quasi una nemesi storica: i partiti che piu’ di altri hanno spinto questa tecnologia ora la condannano a morte. Crolla il fortino costruito dallo scudocrociato: le nuove fonti sono il metano e il carbone, sulle quali il Psi aveva investito in largo anticipo. Ora il business energetico puo’ passare da via Del Corso. Ma sempre meno attraverso Bitetto. E l’ ora di Bartolomeo De Toma, collettore di tangenti nel settore energetico ambientale e di Silvano Larini, regista dei fondi neri del Garofano. C’ e’ il gruppo Acqua dei fratelli Ottavio e Giuseppe Pisante pronti a lasciare dall’ 1 al 3% su ogni appalto per le centrali Enel. E poi c’ e’ l’ Eni, che per i pagamenti ha un filo diretto con via del Corso senza dimenticare piazza del Gesu’ . Chernobyl, referendum, campagna ecologistica, metano: tutti hanno colpito a morte il nucleare. “Sicuramente c’ e’ un concorso di colpa . racconta Bitetto .. Gli accordi per il gasdotto algerino hanno imposto all’ Eni una politica d’ assalto per favorire la nuova fonte energetica. E con il Psi c’ e’ stata un’ unita’ d’ intenti. Anche l’ appoggio dato ai Verdi, non e’ un mistero. L’ Eni si e’ sempre coperta bene sul fronte ambientalista, con finanziamenti occulti e palesi”. E la lobby dell’ atomo? Distrutta, disintegrata. Resiste, come l’ ultimo dei mohicani, Felice Ippolito, ex presidente del Cnen: “La pagina dell’ addio al nucleare e’ una delle piu’ vergognose della storia italiana. In un cupio dissolvi la vigliaccheria della classe politica non e’ neppure riuscita a salvare il presidio tecnologico. Chi prendeva le mazzette con il nucleare ha continuato a prenderle con il metano: dalla Dc al Psi e’ solo cambiata la cassa”.

      Schiavi Giangiacomo

      Pagina 23
      (7 aprile 1993) - Corriere della Sera

    20. Edoardo scrive:

      Ma questo Natalizio (fra poco andrà in vacanza) chi è? Solo un consigliere comunale di sinistra, oppure anche un ingegnere e/o tecnico nucleare? Quali sono le sue fonti “scientifiche”, oltre a REPORT, sulle quali basa le sue stupidaggini piene zeppe di inesattezze? Anche se non è un addetto ai lavori, si è mai preso la briga di informarsi in maniera più approfondita e corretta?

      Purtroppo è gente come questa che rovina l’Italia.

    21. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Gia’, come vedete nel mio comune (quello italiano intendo, giacche’ ora sono in Germania) la giunta comunale e’ fatta da soggetti che decidono cosi’ (e purtroppo penso abbondino in Italia).
      Capire non importa, l’importante e’ scongiurare i pericoli: a Nardo’ si parla insistentemente (da anni) di eolico, e di royalties relative… Non c’e’ spazio per altro. Ci capiamo?

    22. Marco scrive:

      x l’ing.Romanello
      Sto facendo degli studi economici sul nucleare e ho letto molti suoi studi (compreso i “veri costi dell’Energia Nucleare”); dovrei dimostrare che l’opzione nucleare è più conveniente rispetto alle fonti di energia convenzionali, soprattutto in termini di convenienza di resa energetica (es.EROEI, ecc.). Potrebbe consigliarmi qualche sito fatto bene dove trovare materiale?
      grazie

    23. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      x Marco

      Studi sui costi del nucleare ce ne sono parechhi, ma speso eterogenei e non sempre obiettivi. Posso solo dire che la mia metodologia di calcolo e’ stata confrontata con i modellli del MIT, Chicago e Sandia, e fornisce risultati comparabili parita’ di ipotesi iniziali.
      Quanto a studi (seri!) sull’EROEI sul nucleare non ne conosco: credo questo sia perche’ non ha molto senso parlare di questo parametro per una fonte altamente concentrata come quella nucleare, mentre puo’ senz’altro averne per fonti molto diluite come quella eolica o tanto piu’ per quella solare.

    24. andrea.m scrive:

      l’ingnoranza nel nostro paese abbonda, e concordo con Gianna nel ritenere che sia soprattutto veicolata dalle televisioni del Cavaliere,
      D’altra parte, i tagli indiscriminati di questo governo a Ricerca ed Università, mentre si promettono miliardi a pioggia ad imprese, banche ed autostrade, dimostra la precisa intenzione di questa parte politica di conservare il popolo bue nell’ignoranza.

      Ma di questo,l ei Ingegnere, non deve preoccuparsi, perché proprio facendo leva su tale ignoranza le reti Mediaset stanno riorientando l’opinione pubblica a favore del nucleare e da quando sono state messe al lavoro sulla bisogna, gli italiani eterodiretti, obbedienti, hanno cambiato parere e molti sarebbero ora pronti a mettersi una centrale atomica sul sofà di casa.

      Non so rispondere al quesito che pone su quale sia il rapporto tra energia nucleare e democrazia, ma forse sarebbe meglio chiedersi quale rapporto ci sia tra ignoranza e democrazia, e su questo so rispondere: sono nemici giurati.

      A proposito di ignoranza mi piacerebbe mostrarvi un curioso documentario di Annie Leonard, sul sistema nostro economico, nella cui logica ricade anche, a mio avviso, anche l’energia nucleare, è un filmato in tre parti. lo trovate qui: it.youtube.com/results?search_query=la+storia+delle+cose&...

      Mi piacerebbe registrare le reazioni di questo consesso di ingegneri al riguardo.
      saluti

    25. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      “proprio facendo leva su tale ignoranza le reti Mediaset stanno riorientando l’opinione pubblica a favore del nucleare”

      E invece no. Se l’opinione pubblica si sta riorientando verso il nucleare e’ solo perche’ ha mangiato la foglia, quindi ha cominciato a comprendere l’inganno ambientalista, e si e’, giocoforza, infomata meglio.

      “ignoranza e democrazia, e su questo so rispondere: sono nemici giurati.”

      Appunto. Lo dico da anni.

    26. egisto scrive:

      Continuiamo a farci del male…

      Si perdono le elezioni? Colpa delle TV…
      La gente è favorevole al nucleare? Colpa delle TV…
      Piove? Colpa delle TV…

      In tutto il mondo si sta registrando un cambiamento di opinione in senso favorevole al nucleare sia per il cambiamento climatico che per l’evidente insufficienza delle alternative, ma in Italia è colpa delle reti Mediaset.

      Segnalo al proposito questo articolo di Pansa sul riformista:

      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-1389.htm

    27. Pietruccio scrive:

      x Andrea.M

      Ho guardato i tre filamti di Annie Leonard.

      Certo non posso condividere lo stile teatrale al limite del ridicolo (se facessi lezione in questo modo ai miei ragazzi mi butterebbero fuori dall’aula dopo 20 minuti fra insulti e risate: noi insegnanti il rispetto ce lo dobbiamo guadagnare sul campo), ma quella è solo una questione di gusti. Andiamo al sodo.

      Il documentario riguarda il consumismo sfrenato degli USA. Ricordo una canzone (parlava di una bibita) di Luigi Tenco che già negli anni 60 faceva presente, attraverso la musica impegnata, il meccanismo perverso del consumismo. E’ una cosa nota da tempo. Hanno semplicemente vinto “loro” (cioè quelli del consumismo) e hanno imposto il loro sistema, anche se è irragionevole, anche se porterà al collasso con un mare di guai.

      Non è diversa la situazione quando si parla degli antinucleari. Hanno vinto “loro”. Hanno imposto il loro sistema (consumare a piene mani petrolio e gas oltre che crearsi una “verginità” e far girare i soldi, ma non l’energia, con laq scusa delle rinnovabili) anche se è irragionevole, anche se porterà al collasso con un mare di guai. Mi viene un sospetto. Che i “loro” che vincono siano sempre le stesse persone?

      Per quanto riguarda poi la situazione mondiale, direi che è molto peggiore di come potrebbe apparire in quel filmato sitle boy scout o club di topolino, frutto di atteggiamenti e mentalità infantili figlie di una popolazione viziata (viziare serve alla causa del consumismo).

      Le strade che potrebbero portare al collasso e a scontri violenti fra popolazioni, o all’interno delle stesse, direi che sono moltissime, ma dalla bambagia in cui ci rotoliamo mi sembra, non solo che nessuno se ne accorga, ma anche che nessuno ne voglia sentir parlare. Ricordo che quando ho fatto leggere i Diari di Ciano ad alcuni miei parenti che avevano vissuto quel periodo da adulti, ne hanno tutti ricavato l’impressione che erano seduti su una polveriera, ma mi hanno confessato che ne sapevano niente, non se ne rendevano conto. E’ possibile che la situazione oggi sia simile: l’impressione che ho è che ci sia una totale irresponsabilità in giro (gli ambientalisti secondo me ne sono una espressione, per non parlare degli antinucleari).

      Il quadro è pesante ma l’esperienza mi insegna che quando poi veniamo presi alle strette un qualche tipo di soluzione si trova. In conclusione credo nel fatto che “la necessità aguzza l’ingegno”. Credo, allora, che fintanto che non avremo l’acqua alla gola nessuno si muoverà, dopodichè, come si dice in Italia, saremo in “emergenza” e quindi si cominceranno a fare tutte quelle cose che adesso non sono politicamente neanche ipotizzabili. Qundi nonho dubbi sul fatto che ne usciremo “vincitori”. La questione è: a che prezzo?

    28. andrea.m scrive:

      x pietruccio
      ti ringrazio d’avermi concesso la tua attenzione ed espresso la tua opinione.

      resto però un po’ deluso, possibile che le uniche osservazioni che ti stimola siano di tipo formale?
      Certo non è una lezione universitaria, ma nelle classi medie ed elementari dove mi è capitato di mostrarlo è piaciuto da matti ed ha suscitato un mare di domande e commenti. molto più calzanti e pertinenti di quelli che ho raccolto in questo forum.

      Sarà che i ragazzi non hanno posizioni pregiudiziali da difendere, vedono con gli occhi, sentono con le orecchie e pensano con la testa.

    29. Pietruccio scrive:

      x andrea

      Per me è un piacere parlare con te. Mi va bene di discutere delle questioni che poni. Se questo fosse un sito di politica (e avessi tempo) avrei 2000 pagine da scrivere sull’argomento. Qui cerco di mantenere l’attenzione sull’argomento nucleare e connessi.

      Sull’aspetto formale mi sono soffermato solo per 4 righe, ma il resto non era certo realtivo alla forma. Poi ti ho detto che sono questioni che conosco. Ho quindi mosso delle critiche su questioni di merito.

      Credo che quella “lezione” sia adatto al “pubblico” che hai citato, e vorrei che mio figlio lo vedesse. Mi farei, invece, dei problemi a farlo vedere nelle classi delle superiori dove, magari, ho colleghi che carcano di far capire la struttura e i meccanismi che si generano nel mercato globale, con le dure conseguenze che si vengono a determinare in alcune zone del pianeta: il lavoro minorile, ad esempio, per la modalità in cui si esplica fa rabbrividire, ma se parli con chi va in quei posti ti dirà che sono proprio le “vittime” a dire di non proibirlo ecc…

      La critica che faccio al filmato è realtiva al fatto che guarda solo ad un aspetto, e in un modo che non mi piace. Soprattutto quando parla dei termovalorizzatori e di altri aspetti, ci vedo parecchio della propaganda che porta all’assurdità del NIMBY. Come ho detto tante volte, credo che una politica ambientalista si dovrebbe esplicare in tutt’altra direzione.

    30. Renzo Riva scrive:

      “Sarà che i ragazzi non hanno posizioni pregiudiziali da difendere, vedono con gli occhi, sentono con le orecchie e pensano con la testa.”

      … e pensano con la testa di chi li ha indottrinati.

      Dopo quarant’anni dal 1968 si notano le crepe nell’educazione all’irresponsabilità personale.
      Sono i risultati del 18 politico degli esami di gruppo con docenti minacciati e tutto il resto.

    31. Edoardo scrive:

      Sarà che i ragazzi non hanno posizioni pregiudiziali da difendere, vedono con gli occhi, sentono con le orecchie e pensano con la testa.

      Quanta ipocrisia e malafede in quel che dice il sig. Andra m.: i ragazzi si possono suggestionare con mille parole, con mille discorsi… Hai tempi di Chernobyl (ero alle medie) ricordo che fu invitato dalla prof. di italiano un membro di un’associazione ambientalista per parlare del rispetto all’ambiente. Questo figuro, sbattendosene dell’ambiente, partì in quarta a raccontare, sparando cifra del tipo 2 milioni di morti entro dieci anni, l’accaduto alla centrale ucraina. Alla fine ci dette un opuscolo che riprendeva gli slogan più ottusamente antinucleari (”Spengiamo le centrali atomiche”… a questo detto si materiale su internet ancora oggi)
      Ovvio che io ed i miei compagni fummo impressionati.
      Quando poi ho deciso di informarmi meglio o, comunque, approfondendo l’argomento ho capito che quella era solo ottusa, ipocrita ideologia…
      Andrea prova a far la tua lezioncina a gente informata sull’argomento e poi vedi la reazione.

    32. Edoardo scrive:

      Errore di battitura, volevo scrivere:

      (”Spengiamo le centrali atomiche”… a questo detto si trova materiale su internet ancora oggi)

    33. Pietruccio scrive:

      x andrea m.

      A rileggere il post che ho scritto mi pare veramente poco chiaro. Sulla scuola volevo dire che cerchiamo di fare un discorso più completo, che induca nei ragazzi soprattutto l’abitudine ad analizzare i fatti con logica e senso critico (chiaramente senza dare nessun tipo di inflessione politica).

    34. andrea,m scrive:

      X pietruccio
      La critica che faccio al filmato è realtiva al fatto che guarda solo ad un aspetto, e in un modo che non mi piace. Soprattutto quando parla dei termovalorizzatori e di altri aspetti, ci vedo parecchio della propaganda che porta all’assurdità del NIMBY. Come ho detto tante volte, credo che una politica ambientalista si dovrebbe esplicare in tutt’altra direzione.

      Ecco, qui fai un osservazione di merito, che in parte condivido, quella relativa agli inceneritori, anch’io mi sono stupito dell’affermazione sulla diossina, gli inceneritori europei non emettono diossina, neanche quelli un più vecchi, se ben gestiti,
      Però considera che Annie parla dell’America, e negli USA l’impressione di vivere in spazi sconfinati ha prodotto un eccessiva disinvoltura nel trattamento dei rifiuti ed i loro inceneritori sono molto meno evoluti dei nostri,
      Tieni conto poi che nelle zone più isolate persino i ristoranti e le abitazioni private hanno ancora nel cortile rudimentali inceneritori dove bruciano rifiuti indifferenziati senza alcuna precauzione o consapevolezza.

      Di NIMBY invece non trovo traccia, caso mai ravvedo del NIYBY (not in your back yard), la Leonard stigmatizza il saccheggio di risorse del terzo mondo, l’abitudine (non solo americana) di porvi le fabbriche inquinanti e di smaltirvi i rifiuti tossici.

    35. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:

      concordo su quello che dici; ma dubito che ciò abbia effeto su uno che afferma:

      l’ingnoranza nel nostro paese abbonda, e concordo con Gianna nel ritenere che sia soprattutto veicolata dalle televisioni del Cavaliere,

      Perchè lui e gli altri “non ignoranti” non chiedono di oscurare Mediaset così, di colpo, ritorniamo tutti savi e colti?

    36. andrea.m scrive:

      x Egisto ed Edoardo

      Effettivamente la relazione tra televisione e consenso politico è un argomento su cui è difficile dire l’ultima parola.
      Per avere un riscontro evidente bisognerebbe effettivamente oscurare le reti nazionali (non solo Mediaset) per qualche giorno.
      Sarebbe un esperimento interessantissimo, secondo me si vedrebbero folle di persone in strada con l’espressione di chi si risveglia da una seduta d’ipnosi (ed a 9 mesi si riscontrerebbe un boom demografico) ma ahimè dubito che si riuscirà mai a tentarlo.

      Personalmente da anni ormai risparmio la spesa del canone, mi informo per radio e su internet, ed in casa ho un videoproiettore su cui, quando voglio, programmo il mio personale palinsesto.

      Per valutare però la correlazione tra consenso e tv qualche osservazione diretta possiamo farla:

      1) elezioni politiche 2006, il centro-destra tenta la furbata e concede il voto agli italiani all’estero, tradizionalmente favorevoli alla destra.
      Sorpresa ! questi votano compatti per il centro-sinistra assicurandogli la vittoria d’un soffio.
      Spiegazione: non essendo raggiunti dalle reti Mediaset e dovendo invece assistere, sulle tv locali, alla continua irrisione cui viene fatto segno il nostro paese da quando abbiamo Berlusconi, con le sue volgari pagliacciate, a guidarlo, hanno pensato con la loro testa ed hanno votato compatti per levarlo di torno.

      2) Il 96% del totale budget pubblicitario nazionale finisce alle televisioni, un motivo ci sarà, se ci convincono a mangiare porcherie che ci rendono obesi e malati od a sbarazzarci dopo due anni di vetture perfettamente funzionanti, perché non dovrebbero convincerci a votare un partito piuttosto che un altro?

      3) Vi ricordo infine che nel programma della loggia massonica “Propaganda 2″ della quale il Cavaliere deteneva la tessera 1832, si parlava espressamente della necessità di impossessarsi dei mezzi televisivi e di screditare e smantellare magistratura ed università per assicurarsi il consenso supino del popolo.
      Se Licio Gelli e compagni ci credevano al punto da far di tutto per portarlo a termine, perché non dovrei crederci io?

    37. Egisto scrive:

      Caro Andrea,

      anche se stiamo andando clamorosamente fuori tema per quanto riguarda le elezioni del 2006 mi pare di ricordare che la vittoria del centro sinistra fosse stata ovunque (tranne che nella circoscrizione Europa) più dovuta al fatto che il centro destra si fosse presentato con 4 liste separata che non all’assenza dei condizionamenti mediatici di Mediaset.
      Più il mitico senatore Pallaro, libero da condizionamenti televisivi ma pronto a schierarsi con il vincitore, chiunque fosse, ora fortunatamente desaparecido…

    38. Edoardo scrive:

      Per Andrea:

      secondo me la gente (gli italiani) non sono “idioti che guardano” e basta. Apparentemente sembra così, poi si scopre che moltissimi (le eccezioni non mancano) invece di farsi ipnotizzare si fanno delle idee ben precise e poi agiscono di conseguenza (quando vanno a votare, quando devono afforntare le spese, ecc.)
      Spesso a sinistra si pensa al popolo bue che vive in un paese ormai in rovina…Io essendo stracontento di essere italiano, reputo i miei concittadini persone intelligenti e sensibili (sia che guardino la RAI o Mediaset) e il mio paese uno stato con delle difficoltà ma anche tante potenzialità.

    39. Bellaz89 scrive:

      OT

      io invece, pur essendo a favore del nucleare , sono d’ accordo con Andrea.M quando dice che le televisioni(tutte) hanno influito e influiscono negativamente. Non è il fatto di dire , gli italiani sono scemi perchè ragionano con il tubo catodico etc. etc. Il fatto è che queste, insieme ai giornali sono le principali fonti di informazione di cui il cittadino medio si serve. Di conseguenza è difficile anche “formandosi una propria idea” slegarsi da quelle che sono le fonti di informazione canoniche. Poichè la politicizzazione(sia dx che sx) di queste fonti è nota, si arriva spesso alle deformazioni di opinione che in parte si manifestano anche su questo sito. Quella nucleare per esempio è un esempio lampante di una deformazione dell’ informazione e il 99 % delle discussioni di questo forum sono allo scopo di rimediare a questo. Anche quello degli ultimi giorni sulla legge 133 ne è un esempio lampante. Io che sono dentro all’ ambiente universitario mi sono “stupito” di come i più importanti canali nazionali trattassero la cosa. I canali di dx sono riusciti a distorcere l’ informazione a tal punto che sembrava che la legge avesse qualche provvedimento mirasse a diminuire il clentelismo e a promuovere la meritocrazia e che gli studenti fossero pilotati da qualcuno!!. Dal canto suo l’informazione di sx ha trattato la questione con superficialità assoluta , soffermandosi su dettagli meno importanti (i grembiuli!!) rispetto ai veri problemi di questa legge. Potrei continuare all’ infinito , dalla TAV , all’ ICI etc etc.. In ogni caso quello dell’ informazione è un problema reale ed è CRUCIALE per l’Italia

    40. Pietruccio scrive:

      x andrea m.

      Solo adesso vedo il tuo post.

      Il discorso che fai sugli inceneritori, riferito agli USA, adesso lo capisco meglio.

      Ho parlato di Nimby, anche se manca un riferimento esplicito nel filmato, nel senso che mi pare che l’impianto del discorso tenda a spronare alla politica del no. Certo dovrei rivederlo, ma l’impressione che ne ho ricavato è, nella sostanza, quella che ti ho detto: lo trovo approppriato per le scuole elementari dove si può creare nei bimbi una coscienza al rispetto dell’ambiente. Per ragazzi che vanno verso l’età adulta lo trovo troppo polarizzato in senso “politico” e un po’ troppo superficiale: quelle cose, mi pare che i miei alunni più o meno le sappiano già anche perchè fra elementari e medie gli insegnanti di solito spingono parecchio il tasto su queste cose.

      Del resto i meccanismi che muovono la componente antropica del pianeta, con tutto ciò che gli gira in torno, sono ben più compelssi e certo non posso mettermi a spiegarglieli io (anche perchè non credo di conoscerne che una piccolissima parte e comunque non è la mia materia), ma quello che devono cominciare a fare alle superiori è acquisire l’abitudine ad un approcio critico: per ex. se dico “ok, non voglio gli inceneritori”, allora devo considerare quanti rifiuti produco, dove li metto in alternativa, quali azioni posso fare, quali sono quelle realmente utili, dove trovo le informazioni, quanto sono attendibili, se serve confrontarmi con gli altri e intraprendere azioni comuni oppure no, se ci sono stati eventi storici simili e quali sviluppi hanno avuto, valutare se sono in balia di una situazione che non posso modificare, valutare se si possono adottare tattiche di risparmio, a quanto potrei rinunciare, a quanto sono disposto a rinunciare, qual’è il costo che scarico sugli altri se faccio o non faccio certe azioni, a quanto serve la mia azione, quali conseguenze crea nel breve, nel medio e nel lungo periodo, quali conseguenze crea localmente e a livello globale, è cioè una scelta sostenibile e lo è solo per me o anche per gli altri, quali sono i parametri con cui focalizzare il problema e a quali leggi o principi di conservazione ubbidiscono, quali sono le ragioni di chi propone il contrario, quali sono i meccanismi che ci hanno portato a questa situazione, ecc… ecc… con valutazioni di massima che mi possano dare una idea delle dimensioni del problema.

      Per le classi un po’ avanzate credo che serva qualcosa del genere, insomma.

    41. andrea.m scrive:

      x Pietruccio

      si, tutte le tue considerazioni sono fondate e ragionevoli, ma il tempo stringe e bisogna dare ai giovani la possibilità di guardare oltre la siepe.
      Il filmato della Leonard, nella sua semplice linearità (e rifuggendo da deprimenti catastrofismi) dà ai ragazzi la visione di un altro mondo possibile.

      Al di là dell’utopia dello “sviluppo permanente”, oltre il conformismo del consumismo trionfante (un po’ meno, in verità, ultimamente) ci sono altre strade da tracciare, altre rotte da seguire.
      Questo è il messaggio che io credo sia importante dare ai nostri ragazzi, per scuoterli dal torpore remissivo in cui sembrano essere piombati.

      Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, Biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo. riciclo, Mercato solidale e via dicendo, sono tutti campi, discipline, idee cui lavorano da anni tante donne e uomini di buona volontà (e non solo a sinistra)
      Ci aggiungo, per rispetto all’ambito in cui scrivo, ed a seguito di una lunga permanenza di documentazione sul sito, che un temporaneo ricorso all’energia nucleare civile sarebbe utile per accompagnare l’uscita dall’incubo dei combustibili fossili, ma con mille distinguo, ed a patto di non sostituire una bulimia energetica con un altra.

    42. Edoardo scrive:

      Per Andrea:
      Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, Biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo. riciclo, Mercato solidale e via dicendo, sono tutti campi, discipline, idee cui lavorano da anni tante donne e uomini di buona volontà (e non solo a sinistra)

      Forse l’occidente può tentare di seguire altre rotte, come dici te, ma il resto del mondo (Cina, Asia, America Latina, ecc.) quelli che il consumismo, con i suoi pregi e difetti, lo stanno conoscendo solo ora, saranno d’accordo a seguirle?
      E’ come per il protocolo di Kyoto: hai voglia a ridurre emissioni in Europa, ma se India Asia e compagnia briscola continuano ad inquinare, come si fa a raggiungere risultati apprezzabili?
      Senza energia non si fa niente, i consumi tenderanno sempre ad aumentare, saremo ancora dipendenti dai combustibili fossili per almeno un altro secolo (non sarà facile sbarazzarsene) di conseguenza il temporaneo ricorso all’energia nucleare civile , come lo chiami o diventa continuo oppure dovremmo rinunciare a tante comodità oppure vivere in un mondo sempre più inquinato.
      Questa è la realtà, il resto sono solo belle, poetiche parole.

    43. Pietruccio scrive:

      x Andrea M.

      “… Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo, riciclo, mercato solidale e via dicendo …”

      “… a patto di non sostituire una bulimia energetica con un altra …”

      Sono cose su cui sono assolutamente d’accordo e alle quali, credo, ci dovremmo abituare negli anni a venire considerando le crisi imminenti (economica, idrica ed energetica, oltre al lento esaurirsi di altre risorse). Alla fine penso che organizzandoci e facendoci l’abitudine potremmo anche vivere meglio di adesso: mi sono fatto la convinzione che i miei nonni, nonostante le malattie, l’aspettativa di vita più corta, la fame (nel resto d’Italia forse no, ma nelle valli del Trentino, mica tanto ma un po’…), il freddo, l’assenza di energia elettrica e di comunicazioni veloci ecc… non se la passassero poi tanto male. Quando mi parlavano dei loro tempi, li ricordavano come momenti felici. Del resto anch’io mi divertivo molto di più da bambino ad andare a raccogliere il fieno o la legna coi miei amici (e pensare che oggi lo classificherebbero come “sfruttamento minorile”) di quanto non riescano a fare oggi i miei figli con televisione, videogiochi, computer, internet ecc… perchè il bello è l’amicizia, non gli attrezzi più o meno sofisticati e costosi che si adoperano.

      La questione in gioco oggi, dal mio punto di vista, è però un’altra. E’ che noi siamo andati “in equilibrio” con un sistema in cui c’è energia abbondante e a basso costo. Ci siamo abituati a sprecare lei e molto altro. Di più… se attuassimo (magari a causa della crisi, non necessariamente di nostra volontà) una forte riduzione dei consumi andrebbero in crisi molte aziende produttrici e catene commerciali di beni che sprechiamo con un effetto a cascata che potrebbe travolgere tutto. Oltretutto la distribuzione demografica in funzione dell’età, nella nostra società, è rovesciata rispetto a quella di tanti anni fa: una volta c’erano tanti giovani e pochi vecchi e il lavoro dell’uomo (compresa la forza fisica) contava per davvero. Ma oggi? Oggi, quanti sono quelli che sarebbero in grado di “lavorare duro”? Anche se ci mettessero la volontà farebbero solo danni e si ammalerebbero subito. Se io mi mettessi a fare il manovale o il contadino mi verrebbe l’ernia al disco dopo un giorno. Noi oggi lavoriamo soprattutto controllando delle macchine che “lavorano” per noi, e lo fanno consumando energia. E’ giusto trovarci ad avere una dipendenza di questo genere nei confronti delle macchine e dell’energia? No. Però dobbiamo prendere atto che oggi è così.

      In pratica siamo in equilibrio con un sistema di risorse che non può né durare né svilupparsi in eterno.

      Che fare per tornare ad un equilibrio compatibile con l’ambiente e il resto del pianeta? Quelle cose che elencavi tu. Mi sembra ovvio ma… non credo che sia una strada realmente percorribile. Per me è un po’ come se tu dicessi che “bisogna andare in cima al Cervino”. Sì, sarebbe bello, ma io non ce la farò mai. Non ho le gambe, né la tecnica, né la resistenza. Così il tipo di governo che abbiamo, col parlamento sovrano ed eletto dal popolo, non mi pare possa prendere le decisioni dure, ma necessarie, per fare davvero il bene del paese: un politico viene eletto dal popolo. Quanti voti prenderebbe uno che cominciasse a dire “se mi eleggete vi aumenterò il prezzo della benzina” o cose del genere. Eppure, per avviarci abbastanza “serenamente” incontro al futuro servirebbero politiche del genere, graduali, lente, ma inesorabili, in modo da dare tempo al sistema paese di adattarsi gradualmente e quelle che saranno le condizioni fra 20-30 anni. E’ che ci sarebbe bisogno di armonizzare tutto e di farlo in modo razionale: ad esempio se vogliamo che la gente consumi poca benzina per andare a lavorare bisogna che possa trovare una casa vicino a dove lavora, e allora bisognerebbe organizzare una politica pragmatica e popolare sulla casa. E chi la fa? Chi mai sarebbe in grado di farla e di raccogliere anche consensi alle elezioni successive? Credo che di ingenui, qui, non ci sia nessuno… no? Ed è così è per quasi tutto. La mia convinzione è che la nostra “democrazia” non sia adatta ad affrontare sfide sociali impegnative (il modo in cui tanti anni fa è stato liquidato il nucleare sotto una montagna di menzogne, senza che nessuno muovesse un dito, ne è un esempio).

      Credo che procederemo avanti così, con l’acqua alla gola e senza programmi, fra furbate, litigi e qualche colpo di fortuna, con una popolazione che si comporta come un principe viziato che dà retta a tutti quelli che gli promettono meraviglie… e poi gli portano via il regno ed ogni altra cosa. I provvedimenti verranno presi come sempre “in emergenza” (vedi Alitalia, “monnezza”, violenza negli stadi…), quando non se ne potrà più fare a meno, con la differenza che sulla questione energia il rischio è che la situazione precipiti tutta insieme: non credo che saremmo in grado di reggere uno shock energetico (tipo il petrolio che nel giro di un anno o due passa da 50 a 100 a 200 a 500 a 1000 $/barile). E’ indispensabile per noi garantire andamenti graduali più lenti e consapevoli possibile. Un mercato schizzofrenico e instabile come quello mondiale può essere mortale. Ecco perchè è importante diversificare le fonti e anche immagazzinare abbondanti scorte adesso che ci sono ancora energia e risorse economiche a prezzi compatibili: il nucleare può fornire tutto questo e può giocare un ruolo importante nell’addolcire la curva di una decrescita che sarà, secondo me, totalmente “passiva”, cioè subita (consumeremo di meno perchè tutto costerà di più). Se poi a quell’epoca sarà possibile ricorrere al nucleare di IV generazione, che brucia tutto l’uranio e lascia (pochissime) scorie che si autodistruggono in qualche centinaio di anni, allora il punto di assestamento potrebbe essere ad un livello di benessere simile a quello di oggi, ma inquinando e sprecando infinitamente meno. Oggi le fonti fossili riversano nell’aria quantità enormi di CO2, ossidi di azoto e, il carbone, produce anche piogge acide: è recente la notizia che l’acidità degli oceani sta aumentando più di quanto sia prevedibile e la causa potrebbe essere la CO2.

      lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Troppo_rapida_l_ac...

      Chiaramente il discorso andrebbe esteso a molti altri argomenti, e non solo all’energia, ma andrei “out of topic”. Quindi mi fermo qui.

    44. Pietruccio scrive:

      Interessantissimo articolo su Repubblica. Da “manuale” di come NON bisogna amministrare e di cosa NON è la democrazia, direi.

      Parla delle potenzialità dell’eolico in Italia: la cosa è interessante, si parla di arrivare ad “installare impianti per una potenza totale di 16.200 MW in grado di fornire 27,2 TWh di elettricità, pari al 6,7% dei consumi” con una occupazione di 66000 addetti. Potrebbe quindi dare un contributo significativo sia all’economia che all’occupazione e alla produzione di energia, per cui, personalmente, spero che il piano venga attuato prima possibile.

      Ma non è per questo che lo segnalo. Nell’intervista a Luigi De Simone, amministratore delegato di un gruppo specializzato nelle rinnovabili Icq Holding, emergono due fatti di estremo interesse relativamente al dibattito sul nucleare e anche sulla discussione che abbiamo fatto qualche settimana fa sull’opportunità di lasciare potere e competenze agli enti locali: ribadisco che la cosa, per me, è assolutamente negativa e bisognerebbe trovare il modo di saltare gli enti locali sistematicamente, su ogni questione riguardi gli interessi di un ambito più ampio.

      Riporto alcuni passi dell’intervista.

      _____________________
      Primo punto

      …le professionalità più elevate in Italia mancano: “Soffriamo un grave gap tecnologico nella progettazione delle turbine e una dipendenza dall’estero che difficilmente riusciremo a colmare”…

      Ma come? All’epoca del referendum il grande fisico Verde Gianni Mattioli pontificava che dovevamo dire NO al nucleare perchè tanto si potevano risolvere i problemi energetici proprio con l’eolico!!! E gli italiani gli hanno creduto, hanno votato no al nucleare, e l’eolico….?!

      _____________________
      Secondo punto… sentite qui… non ho parole…

      … La situazione attuale è un’autentica giungla dove gli agguati sono sempre dietro l’angolo.

      Il repertorio è vastissimo: la centrale di Scansano, in Toscana, è finita davanti al Consiglio di Stato dopo una battaglia tra associazioni ambientaliste pro e contro. A decidere sull’offshore progettato in Molise, dopo lo stop della Regione, sarà la Corte costituzionale. Nelle Marche due progetti nella zona di Camerino, inseriti nel Piano energetico regionale, sono stati bloccati dalla sovrintendenza dopo aver ottenuto la Valutazione di impatto ambientale regionale.

      “Noi pensiamo che i maggiori colpevoli di questa situazione insostenibile siano proprio le regioni”, denuncia Andrea Perduca, responsabile del settore eolico per Sorgenia. “La legge - aggiunge - prevede che gli iter autorizzativi vadano concessi entro un massimo di 180 giorni, ma noi in Campania, Marche e Molise attendiamo da oltre mille giorni e in Puglia da 600. Malgrado la crisi congiunturale, abbiamo pronti investimenti nel vento per 500 milioni di euro, ma ci troviamo nella paradossale impossibilità di spenderli“.

      “E pensare - rincara De Simone - che le royalties per la produzione di energia vanno proprio alle comunità locali, quasi sempre piccoli centri montani colpiti da spopolamento e invecchiamento demografico, risanando bilanci in difficoltà. Spesso siamo costretti a fare i conti con dei ‘professionisti’ del dissenso“. …

    45. Pietruccio scrive:

      Il sito è

      repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/eolico/occupazione-eo...

    46. Massimo Gambino scrive:

      No, non credo proprio che, in tema di utilizzo del territorio, si possano “saltare” gli enti locali. Non sarebbe corretto né, forse, possibile.

      In Francia la tecnica utilizzata è stata quello del consenso informato e partecipato che, ancora oggi, funziona egregiamente.
      La classe politica dirigente ha deciso di percorrere una strada. E quella strada sta percorrendo da oltre 40 anni. Al governo si sono succedute le destre le sinistre ed i centri ma quella decisione non fu mai messa in discussione da nessuno. Il bene supremo della nazione è stato anteposto a tutto.

      Anche in Francia esistono naturalmente i movimenti ambientalisti. Ma devono stare molto attenti a sparare delle cretinate! La gente ha a disposizione validi strumenti di valutazione e sa utilizzarli. Ed a nessuno viene in mente di credere che vi sia stata manipolazione mediatica. Eppure anche i media sono stati attivissimi nel meccanismo della corretta informazione.

      Ecco perché penso che sia assolutamente urgente ed importante un “incontro” politico e tecnico ad alto livello ove venga definita la politica energetica dei prossimi 50 anni.
      Non spetta ai privati ma allo stato decidere il futuro energetico della nazione! Ma che spazio c’è per 16.000 MW da fonte eolica? E chi paga?

      URGE un Piano Energetico Nazionale!

    47. Renzo Riva scrive:

      Gambino scrive:
      Ecco perché penso che sia assolutamente urgente ed importante un “incontro” politico e tecnico ad alto livello ove venga definita la politica energetica dei prossimi 50 anni.
      Non spetta ai privati ma allo stato decidere il futuro energetico della nazione!
      Ma che spazio c’è per 16.000 MW da fonte eolica? E chi paga?

      Concordo sulla prima proposizione e direi di più: è necessario nazionalizzare la parte di produzione elettrica da nucleare.
      I privati potranno fare centrali elettronucleari e solo per le industrie energivore se lo riterranno più conveniente e senza inciuci di tipo politico-parassitario.

      Buonissime le due ultime domande.
      Mandi

    48. lula scrive:

      hahaha mi fate ridere

    49. Renzo Riva scrive:

      Ridi, ridi!
      La mamma ti ha fatto i gnocchi?

    50. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      per favore limitiamo gli interventi soltanto a quelli interessanti e costruittivi.

      grazie

    51. sr scrive:

      Non capisco perchè non si diano le percentuali di risposte positive degli italiani.
      Questo è un pessimo modo di riportare statistiche.

    Scrivi un commento




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