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	<title>Comments on: Energia nucleare e democrazia: quale legame?</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:57:21 +0000</pubDate>
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 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: sr</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25734</link>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 20:37:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25734</guid>
					<description>Non capisco perchè non si diano le percentuali di risposte positive degli italiani.
Questo è un pessimo modo di riportare statistiche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non capisco perchè non si diano le percentuali di risposte positive degli italiani.<br />
Questo è un pessimo modo di riportare statistiche.
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Amministratore</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25584</link>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 19:55:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25584</guid>
					<description>per favore limitiamo gli&lt;strong&gt; interventi&lt;/strong&gt; soltanto a quelli &lt;strong&gt;interessanti e costruittivi&lt;/strong&gt;.

grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>per favore limitiamo gli<strong> interventi</strong> soltanto a quelli <strong>interessanti e costruittivi</strong>.</p>
	<p>grazie
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25583</link>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 19:33:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25583</guid>
					<description>Ridi, ridi!
La mamma ti ha fatto i gnocchi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ridi, ridi!<br />
La mamma ti ha fatto i gnocchi?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: lula</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25582</link>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:18:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-25582</guid>
					<description>hahaha mi fate ridere&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>hahaha mi fate ridere<strong><em></em></strong>
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24785</link>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 17:43:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24785</guid>
					<description>Gambino scrive:
&lt;em&gt;Ecco perché penso che sia assolutamente urgente ed importante un “incontro” politico e tecnico ad alto livello ove venga definita la politica energetica dei prossimi 50 anni.
Non spetta ai privati ma allo stato decidere il futuro energetico della nazione!
Ma che spazio c’è per 16.000 MW da fonte eolica? E chi paga?&lt;/em&gt;

Concordo sulla prima proposizione e direi di più: è necessario nazionalizzare la parte di produzione elettrica da nucleare.
I privati potranno fare centrali elettronucleari e solo per le industrie energivore se lo riterranno più conveniente e senza inciuci di tipo politico-parassitario.

Buonissime le due ultime domande.
Mandi</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Gambino scrive:<br />
<em>Ecco perché penso che sia assolutamente urgente ed importante un “incontro” politico e tecnico ad alto livello ove venga definita la politica energetica dei prossimi 50 anni.<br />
Non spetta ai privati ma allo stato decidere il futuro energetico della nazione!<br />
Ma che spazio c’è per 16.000 MW da fonte eolica? E chi paga?</em></p>
	<p>Concordo sulla prima proposizione e direi di più: è necessario nazionalizzare la parte di produzione elettrica da nucleare.<br />
I privati potranno fare centrali elettronucleari e solo per le industrie energivore se lo riterranno più conveniente e senza inciuci di tipo politico-parassitario.</p>
	<p>Buonissime le due ultime domande.<br />
Mandi
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Massimo Gambino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24753</link>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 13:08:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24753</guid>
					<description>No, non credo proprio che, in tema di utilizzo del territorio, si possano &quot;saltare&quot; gli enti locali. Non sarebbe corretto né, forse, possibile.

In Francia la tecnica utilizzata è stata quello del consenso informato e partecipato che, ancora oggi, funziona egregiamente.
La classe politica dirigente ha deciso di percorrere una strada. E quella strada sta percorrendo da oltre 40 anni. Al governo si sono succedute le destre le sinistre ed i centri ma quella decisione non fu mai messa in discussione da nessuno. Il bene supremo della nazione è stato anteposto a tutto.

Anche in Francia esistono naturalmente i movimenti ambientalisti. Ma devono stare molto attenti a sparare delle cretinate! La gente ha a disposizione validi strumenti di valutazione e sa utilizzarli. Ed a nessuno viene in mente di credere che vi sia stata manipolazione mediatica. Eppure anche i media sono stati attivissimi nel meccanismo della corretta informazione.

Ecco perché penso che sia assolutamente urgente ed importante un &quot;incontro&quot; politico e tecnico ad alto livello ove venga definita la politica energetica dei prossimi 50 anni.
Non spetta ai privati ma allo stato decidere il futuro energetico della nazione! Ma che spazio c'è per 16.000 MW da fonte eolica? E chi paga?

URGE un Piano Energetico Nazionale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>No, non credo proprio che, in tema di utilizzo del territorio, si possano &#8220;saltare&#8221; gli enti locali. Non sarebbe corretto né, forse, possibile.</p>
	<p>In Francia la tecnica utilizzata è stata quello del consenso informato e partecipato che, ancora oggi, funziona egregiamente.<br />
La classe politica dirigente ha deciso di percorrere una strada. E quella strada sta percorrendo da oltre 40 anni. Al governo si sono succedute le destre le sinistre ed i centri ma quella decisione non fu mai messa in discussione da nessuno. Il bene supremo della nazione è stato anteposto a tutto.</p>
	<p>Anche in Francia esistono naturalmente i movimenti ambientalisti. Ma devono stare molto attenti a sparare delle cretinate! La gente ha a disposizione validi strumenti di valutazione e sa utilizzarli. Ed a nessuno viene in mente di credere che vi sia stata manipolazione mediatica. Eppure anche i media sono stati attivissimi nel meccanismo della corretta informazione.</p>
	<p>Ecco perché penso che sia assolutamente urgente ed importante un &#8220;incontro&#8221; politico e tecnico ad alto livello ove venga definita la politica energetica dei prossimi 50 anni.<br />
Non spetta ai privati ma allo stato decidere il futuro energetico della nazione! Ma che spazio c&#8217;è per 16.000 MW da fonte eolica? E chi paga?</p>
	<p>URGE un Piano Energetico Nazionale!
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24336</link>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:37:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24336</guid>
					<description>Il sito è

http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/eolico/occupazione-eolico/occupazione-eolico.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Il sito è</p>
	<p><a href='http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/eolico/occupazione-eolico/occupazione-eolico.html' rel="nofollow" target="_blank">repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/eolico/occupazione-eo...</a>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24335</link>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:35:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24335</guid>
					<description>Interessantissimo articolo su Repubblica. Da &quot;manuale&quot;  di come NON bisogna amministrare e di cosa NON è la democrazia, direi.

Parla delle &lt;strong&gt;potenzialità&lt;/strong&gt; dell'eolico in Italia: la cosa è interessante, si parla di arrivare ad &lt;em&gt;&quot;installare impianti per una potenza totale di 16.200 MW in grado di fornire 27,2 TWh di elettricità, pari al 6,7% dei consumi&quot;&lt;/em&gt; con una occupazione di 66000 addetti. Potrebbe quindi dare un contributo significativo sia all'economia che all'occupazione e alla produzione di energia, per cui, personalmente, spero che il piano venga attuato prima possibile.

&lt;strong&gt;Ma non è per questo che lo segnalo&lt;/strong&gt;. Nell'intervista a Luigi De Simone, amministratore delegato di un gruppo specializzato nelle rinnovabili Icq Holding, emergono due fatti di estremo interesse relativamente al dibattito sul nucleare e anche sulla discussione che abbiamo fatto qualche settimana fa sull'opportunità di lasciare potere e competenze agli enti locali: ribadisco che la cosa, per me, è  assolutamente negativa e &lt;strong&gt;bisognerebbe trovare il modo di saltare gli enti locali sistematicamente, su ogni questione riguardi gli interessi di un ambito più ampio&lt;/strong&gt;.

Riporto alcuni passi dell'intervista. 

_____________________
Primo punto

&lt;em&gt;...le professionalità più elevate in Italia mancano: &quot;Soffriamo un grave gap tecnologico nella progettazione delle turbine e una dipendenza dall'estero che difficilmente riusciremo a colmare&quot;...&lt;/em&gt; 

Ma come? All'epoca del referendum il grande fisico Verde Gianni Mattioli pontificava che dovevamo dire NO al nucleare perchè tanto si potevano risolvere i problemi energetici proprio con l'eolico!!! E gli italiani gli hanno creduto, hanno votato no al nucleare, e l'eolico....?!


_____________________
Secondo punto... sentite qui... non ho parole...

&lt;em&gt;... La situazione attuale è un'autentica giungla dove gli agguati sono sempre dietro l'angolo. 

Il repertorio è vastissimo: la centrale di Scansano, in Toscana, è finita davanti al Consiglio di Stato dopo una battaglia tra associazioni ambientaliste pro e contro. A decidere sull'offshore progettato in Molise, dopo lo stop della Regione, sarà la Corte costituzionale. Nelle Marche due progetti nella zona di Camerino, inseriti nel Piano energetico regionale, sono stati bloccati dalla sovrintendenza dopo aver ottenuto la Valutazione di impatto ambientale regionale. 

&quot;Noi pensiamo che i maggiori colpevoli di questa situazione insostenibile siano proprio le regioni&quot;, denuncia Andrea Perduca, responsabile del settore eolico per Sorgenia. &quot;La legge - aggiunge - prevede che gli iter autorizzativi vadano concessi entro un massimo di 180 giorni, &lt;strong&gt;ma noi in Campania, Marche e Molise attendiamo da oltre mille giorni e in Puglia da 600&lt;/strong&gt;. Malgrado la crisi congiunturale, &lt;strong&gt;abbiamo pronti investimenti nel vento per 500 milioni di euro, ma ci troviamo nella paradossale impossibilità di spenderli&lt;/strong&gt;&quot;. 

&quot;E pensare - rincara De Simone - che le royalties per la produzione di energia vanno proprio alle comunità locali, quasi sempre piccoli centri montani colpiti da spopolamento e invecchiamento demografico, risanando bilanci in difficoltà. &lt;strong&gt;Spesso siamo costretti a fare i conti con dei 'professionisti' del dissenso&lt;/strong&gt;&quot;.  ...&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Interessantissimo articolo su Repubblica. Da &#8220;manuale&#8221;  di come NON bisogna amministrare e di cosa NON è la democrazia, direi.</p>
	<p>Parla delle <strong>potenzialità</strong> dell&#8217;eolico in Italia: la cosa è interessante, si parla di arrivare ad <em>&#8220;installare impianti per una potenza totale di 16.200 MW in grado di fornire 27,2 TWh di elettricità, pari al 6,7% dei consumi&#8221;</em> con una occupazione di 66000 addetti. Potrebbe quindi dare un contributo significativo sia all&#8217;economia che all&#8217;occupazione e alla produzione di energia, per cui, personalmente, spero che il piano venga attuato prima possibile.</p>
	<p><strong>Ma non è per questo che lo segnalo</strong>. Nell&#8217;intervista a Luigi De Simone, amministratore delegato di un gruppo specializzato nelle rinnovabili Icq Holding, emergono due fatti di estremo interesse relativamente al dibattito sul nucleare e anche sulla discussione che abbiamo fatto qualche settimana fa sull&#8217;opportunità di lasciare potere e competenze agli enti locali: ribadisco che la cosa, per me, è  assolutamente negativa e <strong>bisognerebbe trovare il modo di saltare gli enti locali sistematicamente, su ogni questione riguardi gli interessi di un ambito più ampio</strong>.</p>
	<p>Riporto alcuni passi dell&#8217;intervista. </p>
	<p>_____________________<br />
Primo punto</p>
	<p><em>&#8230;le professionalità più elevate in Italia mancano: &#8220;Soffriamo un grave gap tecnologico nella progettazione delle turbine e una dipendenza dall&#8217;estero che difficilmente riusciremo a colmare&#8221;&#8230;</em> </p>
	<p>Ma come? All&#8217;epoca del referendum il grande fisico Verde Gianni Mattioli pontificava che dovevamo dire NO al nucleare perchè tanto si potevano risolvere i problemi energetici proprio con l&#8217;eolico!!! E gli italiani gli hanno creduto, hanno votato no al nucleare, e l&#8217;eolico&#8230;.?!</p>
	<p>_____________________<br />
Secondo punto&#8230; sentite qui&#8230; non ho parole&#8230;</p>
	<p><em>&#8230; La situazione attuale è un&#8217;autentica giungla dove gli agguati sono sempre dietro l&#8217;angolo. </p>
	<p>Il repertorio è vastissimo: la centrale di Scansano, in Toscana, è finita davanti al Consiglio di Stato dopo una battaglia tra associazioni ambientaliste pro e contro. A decidere sull&#8217;offshore progettato in Molise, dopo lo stop della Regione, sarà la Corte costituzionale. Nelle Marche due progetti nella zona di Camerino, inseriti nel Piano energetico regionale, sono stati bloccati dalla sovrintendenza dopo aver ottenuto la Valutazione di impatto ambientale regionale. </p>
	<p>&#8220;Noi pensiamo che i maggiori colpevoli di questa situazione insostenibile siano proprio le regioni&#8221;, denuncia Andrea Perduca, responsabile del settore eolico per Sorgenia. &#8220;La legge - aggiunge - prevede che gli iter autorizzativi vadano concessi entro un massimo di 180 giorni, <strong>ma noi in Campania, Marche e Molise attendiamo da oltre mille giorni e in Puglia da 600</strong>. Malgrado la crisi congiunturale, <strong>abbiamo pronti investimenti nel vento per 500 milioni di euro, ma ci troviamo nella paradossale impossibilità di spenderli</strong>&#8220;. </p>
	<p>&#8220;E pensare - rincara De Simone - che le royalties per la produzione di energia vanno proprio alle comunità locali, quasi sempre piccoli centri montani colpiti da spopolamento e invecchiamento demografico, risanando bilanci in difficoltà. <strong>Spesso siamo costretti a fare i conti con dei &#8216;professionisti&#8217; del dissenso</strong>&#8220;.  &#8230;</em>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24332</link>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 23:33:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24332</guid>
					<description>x Andrea M.

&lt;em&gt;&quot;... Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo, riciclo, mercato solidale e via dicendo ...&quot;

&quot;... a patto di non sostituire una bulimia energetica con un altra  ...&quot;&lt;/em&gt;

Sono cose su cui sono assolutamente d’accordo e alle quali, credo, ci dovremmo abituare negli anni a venire considerando le crisi imminenti (economica, idrica ed energetica, oltre al lento esaurirsi di altre risorse). Alla fine penso che organizzandoci e facendoci l'abitudine potremmo anche vivere meglio di adesso: mi sono fatto la convinzione che i miei nonni, nonostante le malattie, l'aspettativa di vita più corta, la fame (nel resto d'Italia forse no, ma nelle valli del Trentino, mica tanto ma un po'...), il freddo, l'assenza di energia elettrica e di comunicazioni veloci ecc... non se la passassero poi tanto male. Quando mi parlavano dei loro tempi, li ricordavano come momenti felici. Del resto anch'io mi divertivo molto di più da bambino ad andare a raccogliere il fieno o la legna coi miei amici (e pensare che oggi lo classificherebbero come &quot;sfruttamento minorile&quot;) di quanto non riescano a fare oggi i miei figli con televisione, videogiochi, computer, internet ecc... perchè il bello è l'amicizia, non gli attrezzi più o meno sofisticati e costosi che si adoperano.

La questione in gioco oggi, dal mio punto di vista, è però un'altra. E' che noi siamo andati &quot;in equilibrio&quot; con un sistema in cui c'è energia abbondante e a basso costo. Ci siamo abituati a sprecare lei e molto altro. Di più... se attuassimo (magari a causa della crisi, non necessariamente di nostra volontà) una forte riduzione dei consumi andrebbero in crisi molte aziende produttrici e catene commerciali di beni che sprechiamo con un effetto a cascata che potrebbe travolgere tutto. Oltretutto la distribuzione demografica in funzione dell'età, nella nostra società, è rovesciata rispetto a quella di tanti anni fa: una volta c'erano tanti giovani e pochi vecchi e il lavoro dell'uomo (compresa la forza fisica) contava per davvero. Ma oggi? Oggi, quanti sono quelli che sarebbero in grado di &quot;lavorare duro&quot;? Anche se ci mettessero la volontà farebbero solo danni e si ammalerebbero subito. Se io mi mettessi a fare il manovale o il contadino mi verrebbe l'ernia al disco dopo un giorno. Noi oggi lavoriamo soprattutto controllando delle macchine che &quot;lavorano&quot; per noi, e lo fanno consumando energia. E' giusto trovarci ad avere una dipendenza di questo genere nei confronti delle macchine e dell'energia? No. Però dobbiamo prendere atto che oggi è così.

In pratica siamo in equilibrio con un sistema di risorse che non può né durare né svilupparsi in eterno.

Che fare per tornare ad un equilibrio compatibile con l'ambiente e il resto del pianeta? Quelle cose che elencavi tu. Mi sembra ovvio ma... non credo che sia una strada realmente percorribile. Per me è un po' come se tu dicessi che &quot;bisogna andare in cima al Cervino&quot;. Sì, sarebbe bello, ma io non ce la farò mai. Non ho le gambe, né la tecnica, né la resistenza. Così il tipo di governo che abbiamo, col parlamento sovrano ed eletto dal popolo, non mi pare possa prendere le decisioni dure, ma necessarie, per fare davvero il bene del paese: un politico viene eletto dal popolo. Quanti voti prenderebbe uno che cominciasse a dire &quot;se mi eleggete vi aumenterò il prezzo della benzina&quot; o cose del genere. Eppure, per avviarci abbastanza &quot;serenamente&quot; incontro al futuro servirebbero politiche del genere, graduali, lente, ma inesorabili, in modo da dare tempo al sistema paese di adattarsi gradualmente e quelle che saranno le condizioni fra 20-30 anni. E' che ci sarebbe bisogno di armonizzare tutto e di farlo in modo razionale: ad esempio se vogliamo che la gente consumi poca benzina per andare a lavorare bisogna che possa trovare una casa vicino a dove lavora, e allora bisognerebbe organizzare una politica pragmatica e popolare sulla casa. E chi la fa? Chi mai sarebbe in grado di farla e di raccogliere anche consensi alle elezioni successive? Credo che di ingenui, qui, non ci sia nessuno... no? Ed è così è per quasi tutto. La mia convinzione è che la nostra &quot;democrazia&quot; non sia adatta ad affrontare sfide sociali impegnative (il modo in cui tanti anni fa è stato liquidato il nucleare sotto una montagna di menzogne, senza che nessuno muovesse un dito, ne è un esempio).

Credo che procederemo avanti così, con l'acqua alla gola e senza programmi, fra furbate, litigi e qualche colpo di fortuna, con una popolazione che si comporta come un principe viziato che dà retta a tutti quelli che gli promettono meraviglie... e poi gli portano via il regno ed ogni altra cosa. I provvedimenti verranno presi come sempre &quot;in emergenza&quot; (vedi Alitalia, &quot;monnezza&quot;, violenza negli stadi…), quando non se ne potrà più fare a meno, con la differenza che sulla questione energia il rischio è che la situazione precipiti tutta insieme: non credo che saremmo in grado di reggere uno shock energetico (tipo il petrolio che nel giro di un anno o due passa da 50 a 100 a 200 a 500 a 1000 $/barile). E' indispensabile per noi garantire andamenti graduali più lenti e consapevoli possibile. Un mercato schizzofrenico e instabile come quello mondiale può essere mortale. Ecco perchè è importante diversificare le fonti e anche immagazzinare abbondanti scorte adesso che ci sono ancora energia e risorse economiche a prezzi compatibili: il nucleare può fornire tutto questo e può giocare un ruolo importante nell'addolcire la curva di una decrescita che sarà, secondo me, totalmente &quot;passiva&quot;, cioè subita (consumeremo di meno perchè tutto costerà di più). Se poi a quell'epoca sarà possibile ricorrere al nucleare di IV generazione, che brucia tutto l'uranio e lascia (pochissime) scorie che si autodistruggono in qualche centinaio di anni, allora il punto di assestamento potrebbe essere ad un livello di benessere simile a quello di oggi, ma inquinando e sprecando infinitamente meno. Oggi le fonti fossili riversano nell'aria quantità enormi di CO2, ossidi di azoto e, il carbone, produce anche piogge acide: è recente la notizia che l'acidità degli oceani sta aumentando più di quanto sia prevedibile e la causa potrebbe essere la CO2.

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Troppo_rapida_l_acidificazione_degli_oceani/1333991

Chiaramente il discorso andrebbe esteso a molti altri argomenti, e non solo all'energia, ma andrei &quot;out of topic&quot;. Quindi mi fermo qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Andrea M.</p>
	<p><em>&#8220;&#8230; Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo, riciclo, mercato solidale e via dicendo &#8230;&#8221;</p>
	<p>&#8220;&#8230; a patto di non sostituire una bulimia energetica con un altra  &#8230;&#8221;</em></p>
	<p>Sono cose su cui sono assolutamente d’accordo e alle quali, credo, ci dovremmo abituare negli anni a venire considerando le crisi imminenti (economica, idrica ed energetica, oltre al lento esaurirsi di altre risorse). Alla fine penso che organizzandoci e facendoci l&#8217;abitudine potremmo anche vivere meglio di adesso: mi sono fatto la convinzione che i miei nonni, nonostante le malattie, l&#8217;aspettativa di vita più corta, la fame (nel resto d&#8217;Italia forse no, ma nelle valli del Trentino, mica tanto ma un po&#8217;&#8230;), il freddo, l&#8217;assenza di energia elettrica e di comunicazioni veloci ecc&#8230; non se la passassero poi tanto male. Quando mi parlavano dei loro tempi, li ricordavano come momenti felici. Del resto anch&#8217;io mi divertivo molto di più da bambino ad andare a raccogliere il fieno o la legna coi miei amici (e pensare che oggi lo classificherebbero come &#8220;sfruttamento minorile&#8221;) di quanto non riescano a fare oggi i miei figli con televisione, videogiochi, computer, internet ecc&#8230; perchè il bello è l&#8217;amicizia, non gli attrezzi più o meno sofisticati e costosi che si adoperano.</p>
	<p>La questione in gioco oggi, dal mio punto di vista, è però un&#8217;altra. E&#8217; che noi siamo andati &#8220;in equilibrio&#8221; con un sistema in cui c&#8217;è energia abbondante e a basso costo. Ci siamo abituati a sprecare lei e molto altro. Di più&#8230; se attuassimo (magari a causa della crisi, non necessariamente di nostra volontà) una forte riduzione dei consumi andrebbero in crisi molte aziende produttrici e catene commerciali di beni che sprechiamo con un effetto a cascata che potrebbe travolgere tutto. Oltretutto la distribuzione demografica in funzione dell&#8217;età, nella nostra società, è rovesciata rispetto a quella di tanti anni fa: una volta c&#8217;erano tanti giovani e pochi vecchi e il lavoro dell&#8217;uomo (compresa la forza fisica) contava per davvero. Ma oggi? Oggi, quanti sono quelli che sarebbero in grado di &#8220;lavorare duro&#8221;? Anche se ci mettessero la volontà farebbero solo danni e si ammalerebbero subito. Se io mi mettessi a fare il manovale o il contadino mi verrebbe l&#8217;ernia al disco dopo un giorno. Noi oggi lavoriamo soprattutto controllando delle macchine che &#8220;lavorano&#8221; per noi, e lo fanno consumando energia. E&#8217; giusto trovarci ad avere una dipendenza di questo genere nei confronti delle macchine e dell&#8217;energia? No. Però dobbiamo prendere atto che oggi è così.</p>
	<p>In pratica siamo in equilibrio con un sistema di risorse che non può né durare né svilupparsi in eterno.</p>
	<p>Che fare per tornare ad un equilibrio compatibile con l&#8217;ambiente e il resto del pianeta? Quelle cose che elencavi tu. Mi sembra ovvio ma&#8230; non credo che sia una strada realmente percorribile. Per me è un po&#8217; come se tu dicessi che &#8220;bisogna andare in cima al Cervino&#8221;. Sì, sarebbe bello, ma io non ce la farò mai. Non ho le gambe, né la tecnica, né la resistenza. Così il tipo di governo che abbiamo, col parlamento sovrano ed eletto dal popolo, non mi pare possa prendere le decisioni dure, ma necessarie, per fare davvero il bene del paese: un politico viene eletto dal popolo. Quanti voti prenderebbe uno che cominciasse a dire &#8220;se mi eleggete vi aumenterò il prezzo della benzina&#8221; o cose del genere. Eppure, per avviarci abbastanza &#8220;serenamente&#8221; incontro al futuro servirebbero politiche del genere, graduali, lente, ma inesorabili, in modo da dare tempo al sistema paese di adattarsi gradualmente e quelle che saranno le condizioni fra 20-30 anni. E&#8217; che ci sarebbe bisogno di armonizzare tutto e di farlo in modo razionale: ad esempio se vogliamo che la gente consumi poca benzina per andare a lavorare bisogna che possa trovare una casa vicino a dove lavora, e allora bisognerebbe organizzare una politica pragmatica e popolare sulla casa. E chi la fa? Chi mai sarebbe in grado di farla e di raccogliere anche consensi alle elezioni successive? Credo che di ingenui, qui, non ci sia nessuno&#8230; no? Ed è così è per quasi tutto. La mia convinzione è che la nostra &#8220;democrazia&#8221; non sia adatta ad affrontare sfide sociali impegnative (il modo in cui tanti anni fa è stato liquidato il nucleare sotto una montagna di menzogne, senza che nessuno muovesse un dito, ne è un esempio).</p>
	<p>Credo che procederemo avanti così, con l&#8217;acqua alla gola e senza programmi, fra furbate, litigi e qualche colpo di fortuna, con una popolazione che si comporta come un principe viziato che dà retta a tutti quelli che gli promettono meraviglie&#8230; e poi gli portano via il regno ed ogni altra cosa. I provvedimenti verranno presi come sempre &#8220;in emergenza&#8221; (vedi Alitalia, &#8220;monnezza&#8221;, violenza negli stadi…), quando non se ne potrà più fare a meno, con la differenza che sulla questione energia il rischio è che la situazione precipiti tutta insieme: non credo che saremmo in grado di reggere uno shock energetico (tipo il petrolio che nel giro di un anno o due passa da 50 a 100 a 200 a 500 a 1000 $/barile). E&#8217; indispensabile per noi garantire andamenti graduali più lenti e consapevoli possibile. Un mercato schizzofrenico e instabile come quello mondiale può essere mortale. Ecco perchè è importante diversificare le fonti e anche immagazzinare abbondanti scorte adesso che ci sono ancora energia e risorse economiche a prezzi compatibili: il nucleare può fornire tutto questo e può giocare un ruolo importante nell&#8217;addolcire la curva di una decrescita che sarà, secondo me, totalmente &#8220;passiva&#8221;, cioè subita (consumeremo di meno perchè tutto costerà di più). Se poi a quell&#8217;epoca sarà possibile ricorrere al nucleare di IV generazione, che brucia tutto l&#8217;uranio e lascia (pochissime) scorie che si autodistruggono in qualche centinaio di anni, allora il punto di assestamento potrebbe essere ad un livello di benessere simile a quello di oggi, ma inquinando e sprecando infinitamente meno. Oggi le fonti fossili riversano nell&#8217;aria quantità enormi di CO2, ossidi di azoto e, il carbone, produce anche piogge acide: è recente la notizia che l&#8217;acidità degli oceani sta aumentando più di quanto sia prevedibile e la causa potrebbe essere la CO2.</p>
	<p><a href='http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Troppo_rapida_l_acidificazione_degli_oceani/1333991' rel="nofollow" target="_blank">lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Troppo_rapida_l_ac...</a></p>
	<p>Chiaramente il discorso andrebbe esteso a molti altri argomenti, e non solo all&#8217;energia, ma andrei &#8220;out of topic&#8221;. Quindi mi fermo qui.
</p>
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 		<title>Comment on Energia nucleare e democrazia: quale legame? by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24318</link>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 17:30:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/11/04/energia-nucleare-democrazia-legame/#comment-24318</guid>
					<description>Per Andrea:
&lt;em&gt;Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, Biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo. riciclo, Mercato solidale e via dicendo, sono tutti campi, discipline, idee cui lavorano da anni tante donne e uomini di buona volontà (e non solo a sinistra)&lt;/em&gt;

Forse l'occidente può tentare di seguire altre rotte, come dici te, ma il resto del mondo (Cina, Asia, America Latina, ecc.) quelli che il consumismo, con i suoi pregi e difetti, lo stanno conoscendo solo ora, saranno d'accordo a seguirle?
E' come per il protocolo di Kyoto: hai voglia a ridurre emissioni in Europa, ma se India Asia e compagnia briscola continuano ad inquinare, come si fa a raggiungere risultati apprezzabili?
Senza energia non si fa niente, i consumi tenderanno sempre ad aumentare, saremo ancora dipendenti dai combustibili fossili per almeno un altro secolo (non sarà facile sbarazzarsene) di conseguenza &lt;em&gt;il temporaneo ricorso all’energia nucleare civile &lt;/em&gt;, come lo chiami o diventa continuo oppure dovremmo rinunciare a tante comodità oppure vivere in un mondo sempre più inquinato.
Questa è la realtà, il resto sono solo belle, poetiche parole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per Andrea:<br />
<em>Sviluppo sostenibile, decrescita attiva, energie rinnovabili, filiere alimentari corte, Biodiversità, le tre “R” di risparmio, riparo. riciclo, Mercato solidale e via dicendo, sono tutti campi, discipline, idee cui lavorano da anni tante donne e uomini di buona volontà (e non solo a sinistra)</em></p>
	<p>Forse l&#8217;occidente può tentare di seguire altre rotte, come dici te, ma il resto del mondo (Cina, Asia, America Latina, ecc.) quelli che il consumismo, con i suoi pregi e difetti, lo stanno conoscendo solo ora, saranno d&#8217;accordo a seguirle?<br />
E&#8217; come per il protocolo di Kyoto: hai voglia a ridurre emissioni in Europa, ma se India Asia e compagnia briscola continuano ad inquinare, come si fa a raggiungere risultati apprezzabili?<br />
Senza energia non si fa niente, i consumi tenderanno sempre ad aumentare, saremo ancora dipendenti dai combustibili fossili per almeno un altro secolo (non sarà facile sbarazzarsene) di conseguenza <em>il temporaneo ricorso all’energia nucleare civile </em>, come lo chiami o diventa continuo oppure dovremmo rinunciare a tante comodità oppure vivere in un mondo sempre più inquinato.<br />
Questa è la realtà, il resto sono solo belle, poetiche parole.
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