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Romano Prodi - ricominciare la ricerca in ambito nucleare

25 Ottobre 2007 di Amministratore

Poche ore fa il presidente del Consiglio Romano Prodi ha dichiarato con chiarezza che l’ Italia ricomincerà a fare ricerca nel settore nucleare.

Romano Prodi ha così risposto ai giornalisti infatti al termine dell’ incontro svoltosi a Palazzo Chigi con il Ministro dell’ Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e con gli scienziati italiani del comitato scientifico “IPCC” (Independent Police Complaints Commission - Comitato intergovernativo sul mutamento climatico; l’ IPCC ha ricevuto pochi giorni fa il premio Nobel per la pace assieme ad Al Gore).

Sempre Prodi ha poi aggiunto che la scelta del nucleare come fonte energetica sarà fatta quando ci saranno garanzie ulteriori riguardo alla sicurezza e ai rifiuti.



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  • 34 Commenti a “ Romano Prodi - ricominciare la ricerca in ambito nucleare”

    1. Enrico B. scrive:

      Questo significa che siamo al digestivo, non alla frutta.
      Oppure, con metafora voluta, siamo alla canna del gas…

      Se anche Prodi segue le dichiarazioni di D’Alema e Bersani…allora forse c’e da sperare in qualcosa di buono. Anche perche’ se si mettono d’accordo loro, e’ molto probabile che trovino un intesa con l’altra meta’ del parlamento, che di sicuro appoggia il nucleare

    2. gauss2 scrive:

      da quello che ho capito è solo ricerca … e solo x generation IV e per fusione … per altri 30 anni non vedi niente a livello impianti… adesso solo esperimenti e simulazioni
      Da un lato .. meglio che niente .. dall’altro .. l’ennesima occasione mancata

    3. Edoardo scrive:

      Sempre Prodi ha poi aggiunto che la scelta del nucleare come fonte energetica sarà fatta quando ci saranno garanzie ulteriori riguardo alla sicurezza e ai rifiuti.

      Già questo basta per far capire le ciarle del professor mortadella…

    4. Enrico B. scrive:

      Ma no, ma dovete capire che non si puo rimangiare di colpo quel che ha detto negli ultimi 15 anni…e’ un passaggio graduale, entro pochi mesi sara’ un nuclearista convinto.

      Anzi: pare che Prodi sia gia’ nuclearista, come ha imparato da presidente dell’IRI a contatto coi tecnici Ansaldo. Solo che…per motivi di opportunita’ politica…deve tenersi abbottonato…

    5. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Si, in effetti un tempo era un nuclearista convinto, poi ha cambiato idea, oggi non si sa…
      Tutta la classe politica italiana, più o meno, sta rivalutando (seriamente???) l’opzione nucleare.
      Io sono un giovane ingegnere nucleare con un buon curriculum, e ne conosco altri: sono tanto curioso di vedere le offerte di lavoro che mi (ci) verranno proposte…

    6. gauss2 scrive:

      .. guarda x me la cosa riguarderà solo INFN e ENEA .. un pò di CNR … i posti son sempre quelli lì .. sicuramente adesso ci saranno un pò di pensionamenti e quindi rieimmissioni … diciamo il cambio generazionale .. ma i soldi in buona parte andranno per poter far diventare gli attuali provvisori in pianta stabile …

    7. Enrico B. scrive:

      Ma voi che conoscete meglio l’ambiente: dite che qualche spicciolo alla trasmutazione di Casaccia lo daranno? E qualche spicciolo per la fusione fredda, che da quel che mi pare non e’ affatto fantascienza?
      Sarebbe bello che tra qualche decennio, mentre gli altri si arrovellano sulla IV generazione, noi gia’ stiamo alla V!

      (Mi piace sognare…ma d’altraparte che altro ci resta da fare???)

    8. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Già, lo credo anch’io, ma la ricerca nucleare tanto auspicata dovrebbe essere fatta così? Io ho conosciuto un pò di gente anche a livello internazionale, e ho visto la differenza di trattamento fra coloro che sono assunti per enti italiani (tipo ENEA) ed enti stranieri (tipo quelli degli USA): davvero non c’è paragone!
      E’ così che faremo ricerca? Se si, allora è meglio cominciare a tirar fuori le candele…

    9. Ing.A.Ciriello scrive:

      Buongiorno (o buonasera) a tutti,
      Ho appena letto questa interessante notizia riguardante l’onorevole professor Prodi.

      Ho dato un’occhiata anche alle notizie correlate a Prodi, e mi sono accorto che effettivamente la sua posizione nei riguardi del nucleare come dell’energia nel suo insieme assomiglia, per analogia, molto alle oscillazioni di un pendolo. È un continuo affermare e smentirsi sistematicamente, immagino correlato alla presenza di un grande luminare delle scienze ambientali, quale è il ministro Pecoraro-Scanio.

      Mi permetto anche di fare una piccola precisazione, per ciò che concerne l’affermazione:”…Italia e Germania non hanno scelto il nucleare…”, che potete trovare per esempio nel sito de La Repubblica.

      Io lavoro in germania, dove ho fatto il dottorato, come già ho avuto modo di dire e scrivere in questo forum, per la ditta nata dalla fusione di Framatome e Siemens KWU.(Non ne faccio il nome per ovvi motivi, ma è facile immaginare quale sia…). Dunque la germania ha attualmente 17 reattori funzionanti (che dovrebbero essere spenti gradualmente per finire poi attorno al 2023, tenendo conto del fatto che l’opinione a riguardo sta cambiando), 14 reattori spenti e decommissionati o in via di decommissionamento, oltre a ciò vanno anche annoverati almeno altri due reattori di ricerca (vado a memoria) di cui uno appena inaugurato all’università tecnica di Monaco (2004 credo). Infine la Siemens KWU, prima di fondersi con la Framatome, e prima di costruire a Olkiluoto e Flamanville, e fra poco anche in cina e sudafrica, ha costruito circa 10 centrali, in spagna, brasile, olanda, svizzera, argentina, austria (ma dopo una votazione del parlamento, 50.4% contro il nucleare ed il resto a favore, la centrale non è stata neanche avviata), oltre a fornire attuale supporto nella nuova società con Framatome, per centrali di potenza e reattori di ricerca in oltre 40 paesi (per un totale di circa 40 centrali, escludendo i 59 reattori francesi).

      Ora mi chiedo, per dire che l’italia e la germania hanno rifiutato (per il momento…ma verrà il momento in cui la scienza avrà la sua giusta rivincita) il nucleare, se l’onorevole professor Prodi e i suoi ministri hanno dato un’occhiata alla lista da me sopra brevemente presentata, per ciò che concerne il nucleare in germania ( http://www.nucleartourist.com/world/germany.htm )????

      Inoltre in germania sono attivi due centri di ricerca, a Karlsruhe e Jülich, che hanno differenti istituti di ricerca attivi nel nucleare da oltre 40 anni.

      Ed infine la società in cui lavoro io, che certo è di proprietà francese, ha comunque mantenuto in germania tutti gli impianti di produzione, di ricerca impiantistica e elettronica, e di trattamento dei rifiuti, anche perchè lo smantellamento delle centrali tedesche, per male che vada, darà lavoro ad ingegneri e chimici almeno fino alla fine del decennio 2030 - 2040, praticamente un’intera vita professionale, tenendo conto che comunque moltissime aziende tedesche sono rimaste, e voglioni rimanere, attive nel settore, sopratutto per la componentistica convenzionale di una centrale nucleare, che corrisponde ad almeno l’80% del mercato impiantistico nucleare (sopratutto per la fase di maintenance).

      Vi sono ancora almeno due università attive nel settore del nucleare e della ricerca associata (Karlsruhe e Aachen).

      Mi fermo comunque qui, anche perchè la lista potrebbe continuare per altre pagine ancora.

      Ora, torniamo all’Italia: In Italia abbiamo alcune aziende attive ancora nel nucleare, ma sostanzialmente solo Ansaldo e Sogin (almeno quelle conosciute all’Estero, anche qui in germania o in francia).

      Una azienda che continua a comprare, per quanto puó, quote di centrali nucleari all’estero, (ENEL).

      Abbiamo alcuni laboratori degni di nota, quali quelli dell’ENEA, e alcuni atenei prestigiosi ancora attivi nel settore (MILANO,ROMA, TORINO, PISA).

      Abbiamo due reattori di ricerca, a Pavia e a Roma.

      Ora, se la mia impressione non è sbagliata, il rifiuto del nucleare italiano, e quello tedesco sono piuttosto differenti all’atto pratico, più che altro con in numeri alla mano.

      Ma non mi sorprendo più, anche perchè in fatto di energia, come in molti altri contesti scientifici in italia, oramai, ciò che conta e chi conta, è chi la “spara più grossa”.

      Saluti
      A.C.

    10. Loris Groppo scrive:

      Molto interessante il report dell’ing. Ciriello. Conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la Germania è ben al di là dall’aver rinunciato al nucleare, come Prodi ha impudentemente detto.
      Tuttavia, quella scelta fatta dal governo rosso-verde, è ancora lì. Incombe inevitabilmente sul settore e non può non condizionare le decisioni. Sarebbe interessante conoscere dall’ing. Ciriello, dal suo osservatorio privilegiato, qualcosa in più sullo stato d’animo degli operatori, ma anche sull’attuale atteggiamento dell’opinione pubblica. Il ripensamento è un’espressione di una certa classe politica oppure è manifestato da una platea più ampia?
      Credo che la posizione della Germania sia di assoluta importanza nel futuro del nucleare (civile, precisiamolo…) in Europa. Ma le attuali ambiguità non aiutano a capire. E la lobby ambientalista posso pensare che abbia ancora un grosso potere lì come anche in Austria.
      Quanto a Prodi, al di là di quello che si può pensare di lui e delle sue posizioni ondeggianti, una cosa è chiara. In questo momento (e chissà per quanto altro tempo) egli si trova letteralmente sul filo del rasoio. Ogni giorno riceve (grottesche) minacce di crisi da ogni dove. Tutto si può pensare del Mortadella nazionale, ma non che egli sia così coglione da aprire un ennesimo fronte scontrandosi con i verdi.
      Accontentarsi di questi piccoli segnali? Assolutamente no. Anche se le dichiarazioni del governo paiono insolitamente frequenti, bisogna pretendere che alle parole seguano i fatti.

    11. daniele scrive:

      Vorrei sgombrare il campo dagli ecquivoci.

      Il nucleare è solo uno dei tanti argomenti per mettere in crisi la maggioranza. Se anche si decidesse di costruire delle centrali in Italia, dopo pochi mesi quella stessa politica ritratterebbe tutto.

      Nessuno ricorda Scanzano? Come politici importanti, come l’allora ministro dell’ambiente Matteoli (AN) e l’allora ministro delle attività produttive Marzano (FI), prima dichiararono pubblicamente che quella scelta era giusta per poi rimangiarsi tutto, nella discussione parlamentare, quando videro la protesta montare? Basta leggere la legge licenziata per capire come alla fine la cosa importante è, sempre e comunque, salvare la faccia!
      E si parlava di un deposito! Pensate se si fosse parlato di una centrale nucleare!

      Mi spiace ma, almeno per quanto riguarda l’Italia, il maggior alleato di chi, come me, non vuole una nazione nuclearizzata sono proprio quei politici che vi stanno, nuovamente, illudendo.
      Se poi volete pensare che le forze ambientaliste siano così importanti e determinati… credete pure in questa favola.

      Vorrei però ricordarvi una cosa:
      • l’altro governo, che non aveva nessun problema di maggioranza, aveva ministri e deputati straconvinti della rinascita nucleare;
      • l’altro governo aveva un ministro dell’ambiente (Matteoli) che asseriva come “la nuova politica sull’ambiente dovrà coniugare le ragioni della tutela ambientale con quelle dello sviluppo economico”;
      • l’altro governo aveva messo a dirigere l’ANPA, che allora come oggi (APAT) è l’ente che deve rilasciare le autorizzazioni per avviare attività nel campo radiologico, un commissario nuclearista come il dottor Renato Angelo Ricci;
      • l’altro governo aveva licenziato una legge di riforma del mercato elettrico (la riforma Marzano) che aveva permesso all’Enel di fare nucleare all’estero.
      Ma allora perché in 5 anni non siamo ripartiti con il nucleare? Se volevano potevano fare una legge ad hoc. Invece ecco che non fanno niente e ora Casini propone addirittura un disegno legge per riaprire al nucleare e nel DDL Bersani per la liberalizzazione del mercato elettrico si inserisce un’emendamento che riapra la via nucleare! Addirittura chiedendo l’appoggio della maggioranza!

      E’ vero! la maggior parte dei politici ripartirebbe anche subito, ma sono talmente codardi che non si farà niente. E questa situazione non và bene nemmeno a me, antinuclearista convinto.

    12. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      x Daniele
      Sono d’accordo col tuo intervento, mi sembra che siano ben poche le cose che si possono contestare.
      Tuttavia:

      “Mi spiace ma, almeno per quanto riguarda l’Italia, il maggior alleato di chi, come me, non vuole una nazione nuclearizzata sono proprio quei politici che vi stanno, nuovamente, illudendo”

      No, guarda che nesuno si illude proprio per niente. Secondo te qualcuno di noi ci crede davvero agli ‘impegni’ dei politici nostrani? Ma stai scherzando? Credi di stare ‘coi piedi per terra’ solo tu?

      “E’ vero! la maggior parte dei politici ripartirebbe anche subito, ma sono talmente codardi che non si farà niente”
      Certo, pensi che non l’abbiamo capito?

      “E questa situazione non và bene nemmeno a me, antinuclearista convinto.”
      E’ tutto dire… Comunque i motivi concreti del tuo antinuclearismo, seppur dopo un fiume di parole, non li ho capiti (mentre credo siano molto chiare le mie posizioni e soprattutto le mie motivazioni)….

    13. Loris Groppo scrive:

      x Daniele.
      Nessun equivoco, caro Daniele. Per chi vuole intendere, la situazione è chiara da sempre.
      La tua elencazione dei fatti non fa una piega. Sono le conclusioni che non condivido. Sostenere che le forze ambientaliste non sono determinanti e che comunque alla fine dai politici non si otterrà niente è una posizione che ha un forte sentore di qualunquismo. Cosa che, francamente, da qualche tempo ci ha piuttosto nauseato.

      Mi spiego. Anch’io sono da tempo convinto che se abbiamo abbandonato il nucleare non è esclusivamente colpa dei verdi. Anzi, le lobbies contrarie sono state e sono tutt’ora molteplici e decisamente molto potenti. Ma agli ambientalisti resta la grave responsabilità di creare quel substrato di paura, timori infondati, ignoranza e pregiudizio sul quale, poi, interessi diversi ci vanno facilmente a nozze.
      Se ci pensi, Daniele, cosa c’è di più facile dello sfruttare l’emotività della gente, ingigantendo piccoli problemi, rinfocolando paure recondite, approfittando dei luoghi comuni e della scarsa conoscenza di argomenti specifici? Sfruttare la paura è un collaudatissimo sistema per plasmare l’opinione pubblica e portarla al consenso anche su cose del tutto insensate. Esempi ce ne sono a non finire, nel passato come nel presente.
      Quando il terreno è preparato, poi la demagogia ci campa alla grande. Quindi, ripeto, nessun equivoco.

      Molto più difficile è invece proporsi alla gente cercando di spiegare le cose in modo trasparente, dicendo le verità fino in fondo ed evitando le banalizzazioni. E’ difficile, ma si può fare. Ed allora, si deve creare un movimento di opinione sul qualche anche la politica non potrà fare finta di niente e si dovrà rapportare con serietà e rispetto, escludendo ogni possibilità di tradimento.

      Un’illusione? Forse. Ma qualche cosa sta cambiando. E poi non dimentichiamo l’Europa, che rappresenta di fatto la nostra principale fonte di progresso.
      Al tuo pessimismo, che giustamente non fa altro che portare acqua al mulino dell’antinuclearismo (e non solo), vorrei contrapporre il mio ottimismo. Piangendosi addosso non si va lontano.

    14. Pietruccio scrive:

      x Loris

      Concordo in parte. Concordo con l’ottimismo ma non credo debba essere eccessivo.

      I movimenti di opinione si fanno coi media, e i media sono in mano ai gruppi d’interesse che non sono interessati al nucleare.

      I verdi non c’erano ancora all’epoca del referendum: allora erano i radicali che ne facevano le veci.

      Oggi, semplicemente, i finto-ambiento-verdi fanno da zerbino ai gruppi d’interesse (ai poteri forti): accettano di fare gli uomini a perdere in cambio di quest’attimo di popolarità. Quado non serviranno più e emergeranno i problemi causati da questa assurda politica li lascieranno in pasto all’opinione pubblica. Funziona così no?

    15. GiusCo scrive:

      Io credo che il nucleare in Italia possa tornare ad essere esercito solo manu militari, tenendo tutto il processo (costruzione, esercizio, smantellamento) a competenza dell’esercito e fuori della portata di malavite piu’ o meno organizzate. Come dire, si fa prima ad andare a lavorare all’estero. Saluti inglesi.

    16. fabrizio scrive:

      Il risultato del referendum forse poteva andraRe bene negli anni ottanta ma ora il profilo energetico mondiale sta cambiando , il petrolio aumenta sempre di piu’ , perche’ il governo non avvia un opera di sensibilizzione della popolazione per riabilitare utilizzo dell’energia nucleare che e’ l’unica fonte che puo’ risolvere due problemi contemporaneamente la questione dell’iquinamento prodotto dagli idrocarburi e la questione della fame di energia mondiale , l’energia nucleare e’ l’unica fonte di energia in grado di soddisfare il fabbisogno energetico delle grandi metropoli che si espandono in continuazione . COSA STIAMO ASPETTANDO ! W IL NUCLEARE.

    17. Loris Groppo scrive:

      Caro Pietruccio,
      in tema di ottimismo, naturalmente concordo. Cautela e piedi ben piantati a terra, non si discute.

      Quanto alle sorti dell’ambientalismo più arretrato, difficile darti torto. Tuttavia, non ce la faccio a pensare al verdismo come ad una vittima sacrificale del sistema con il destino già segnato. Andrà pure a finire come tu dici, ma resta il fatto che le responsabilità sono pesanti e ne stiamo subendo tutti le conseguenze.

      E poi, siamo sicuri che in quel movimento si vada a cercare solo la notorietà? Non c’è forse qualche ambizione in più, ovvero quella di diventare vera e propria lobby di potere?
      Ne vuoi un esempio? Prova a seguire un attimo il dibattito sugli OGM (spero di non andare del tutto off-topic). No alle piante GM al fine di giustificare il sostegno (economico s’intende) ad un modello di agricoltura arretrato ed improduttivo; non è solo una questione di immagine.
      Credo che anche tu non faccia fatica ad immaginare scenari simili anche nel campo energetico.

    18. Ing.A.Ciriello scrive:

      x Loris Groppo

      Buongiorno,
      vorrei solo brevemente rispondergli a riguardo dell’attuale sentimento degli operatori nel settore energetico in germania.

      In germania, come nel resto del mondo, il mondo dell’energia si è diviso sostanzialmente in due parti: una parte ambientalista (energia solare, vento et similia) che ha fortissime ed ingenti sovvenzioni statali (anche se il prezzo del KWh solare ed eolico rimane in un range che va da 5 a 20 volte il KWh prodotto dal nucleare, a memoria, ma potreste consultare il sito del ministero tedesco dell’industria con tutto i dati aggiornati, credo anche in inglese), e dall’altra parte l’industria nel suo insieme e le grosse compagnie di produzione di energia elettrica (EoN in testa) che cercano di far pressione sull’attuale governo e molto probabilmente sul prossimoper avere almeno un prolungamento di circa 10 anni per la vita media delle 17 centrali rimanenti (la vita media, o meglio, il tempo di missione è di circa 32 anni, secondo gli accordi di Schröder, dopo aver venduto la germania alla russia per il rifornimento di gas e petrolio da ques’ultima).

      Ovviamente, a differenza dell’italia, gli operatori e l’industria tedesca, da sempre estremamente attenta al contesto internazionale e con impostazione aziendale molto pragmatica, si sono orientati principalmente al mercato internazionale e specialmente asiatico e americano, come l’azienda di cui faccio parte, costituendo questi mercati anche per noi circa il 50% dell’attuale fatturato.
      C’è anche da aggiungere che l’azienda di cui faccio parte è nata dalla fusione, come detto, di Framatome e Siemens KWU, nell’interesse reciproco di continuare a costruire (ad esempio anche rinnovando il parco elettrico) in Francia e Finlandia, almeno nel medio termine.

      La situazione, a parte le fallimentari campagne di promozione delle rinnovabili in germania, dove hanno attualmente una media di guasto grave per il parco eolico ogni 4 anni (le assicurazioni tedesche infatti sono restie ad assicurare gli operatori del settore eolico, e se possono lo evitano), e le costosissime ed inefficienti installazioni del solare, che ha portato alla costruzione di nuove centrali a gas (nel nord della germania) per sopperire ai carichi (sopratutto i picchi invernali) che ovviamente non sono gestibili nè col vento (inaffidabile ed intermittente) nè col sole (semplicemente non c’è).

      Io sono “solo” un ingegnere, e a mio avviso la realtà dei fatti è chiara a tutti, almeno credo, quelli che si occupano di tecnologie dell’energia, anche in germania, patria delle rinnovabili, (anche se qui l’ambientalismo è vissuto, sopratutto nel sud della germania, e nella vecchia germania est, con sostanziale “fanatismo”, e per mentalità i tedeschi non sempre sono flessibili….)

      Un saluto

      A.C.

    19. Enrico B. scrive:

      “le assicurazioni tedesche infatti sono restie ad assicurare gli operatori del settore eolico, e se possono lo evitano”

      La valenza di quest’affermazione e’ enorme. Ma non era uno dei cavalli di battaglia degli antinuclearisti???

      Per caso qualcuno ha articoli su questo argomento?

    20. Pietruccio scrive:

      x Enrico B.

      L’8 Settembre 2007 alle 18:48 postavo

      Interessante sull’eolico
      (pare che le assicurazioni se la stiano facendo sotto per la bassa affidabilità: un guasto grave in media ogni 4 anni)
      http://www.miniwatt.it/mw0708_Energ_Forze%20inaspettate.htm
      Mi sono sempre chiesto e mi piacerebbe vedere cosa hanno previsto quei signori (anche loro cocchi di mamma, supersovvenzionati dallo stato come risulta dall’articolo) nel caso di una tromba d’aria o qualcosa del genere.

    21. Pietruccio scrive:

      Solo che ho commesso l’errore di non copiarmi completamente l’articolo che adesso non riesco più a raggiungere. Peccato perchè era pieno di dettagli e di riferimenti. L’affidabilità di quelle macchie è, nei fatti, bassissima. Tendono a bruciarsi. L’articolo era comunque di carattere giornalistico e non tecnico per cui non comparivano nel dettaglio cause ed effetti.

    22. Pietruccio scrive:

      x Loris

      Naturalmente. Ed anche in altri campi.

      Esempio: se blocco la costruzione di nuovi edifici (con la scusa dell’ambiente) i prezzi della casa schizzano alle stelle.

      E’ tutto solo amore per la terra?

    23. daniele scrive:

      Deduco che l’ingegner Ciriello lavora per Areva.
      Approfitto allora per chiederle se può rispondermi a queste domande:

      1) La Francia con cosa alimenta i suoi reattori? Con l’uranio recuperato dal ritrattamento del suo combutibile esausto o fabbricando combustibile da uranio “fresco” comprato?

      2) Il servizio di ritrattamento del combustibile italiano è un servizio che Areva realizza per anche per conto terzi o è un’accordo particolare con gli italiani?

      3) Una parte del combustibile italiano da ritrattare è MOX. Ci sono problemi per il ritrattamento di questo particolare tipo di combustibile?

      Grazie per le sue risposte che possono aprire una discussione su quali sono i problemi che l’Italia si trova ad affrontare nell’ottica di una rinascita nucleare.

    24. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:

      sapevo anch’io della bassissima affidabilità degli impianti eolici.
      Cliccando sul link da te riportato mi dice che la pagina non è disponibile.
      Ti spiace rinviare il link o mandare un allegato pdf. relativo all’articolo.

      Ti ringrazio.

    25. Ing.A.Ciriello scrive:

      X Daniele.

      Credo che sia inutile dire che l’azienda per cui lavoro è appunto quella citata.

      Più o meno la situazione è la seguente:

      La francia, come anche altri paesi (USA e giappone in particolare), utilizza sia ancora uranio(per la sua componente isotopica 235), anche in parte recuperato se e quando economicamente e tecnicamente possibile( e non sempre lo è), nella classica forma di ossido UO2, e sia sopratutto, e sempre più, negli ultimi anni il cosidetto MOX (Mixed OXide) composto mediamente al 80% di uranio e 20% di plutonio (recuperato/riciclato), per quanto concerne la sua componente metallica.
      Il combustibile MOX è relativamente facile sia da produrre che da smaltire, (mediante i cosidetti processi di “carbo-riduzione”) in quanto le maggiori difficoltà in questo senso si incontrano sopratutto per i carburi di uranio e plutonio (U,Pu)C, mentre per i nitruri (U,Pu)N la situazione (per lo smaltimento) è molto più semplice.

      Infine, secondo quanto ho appreso dagli esperti di combustibile di Parigi, Erlangen (germania) e Cadarache, l’intenzione dei francesi è quella di usare massicciamente gli ossidi misti di uranio e plutonio (da smaltire e ridurre a circa il 20% dell’attuale inventario) e per le nuove generazioni (IV in particolare) fare uso sopratutto dei carburi (per differenti motivi economici) mentre i “colleghi” americani e giapponesi pensano ai nitruri per la IV generazione.

      Questo è in forma motlo breve l’attuale scenario dei combustibili, ma se vi fossero altre curiosità in merito, posso fornire differenti pubblicazioni (divulgative ma in inglese) in merito, giacchè è proprio questa l’area in cui ho lavorato per il mio dottorato.

      Saluti
      A.C.

    26. Edoardo scrive:

      Scusa Pietruccio,
      non avevo letto che non riesci più a raggiungere l’articolo.

      Peccato, cmq se riesci a riprocurartelo per favore inviamene una copia.

      Grazie.

    27. Ing.A.Ciriello scrive:

      X daniele

      Volevo solo aggiugere un paio di ulteriori dettagli:

      1) La francia ovviamente si procura il suo uranio fresco sopratutto dai paesi africani (per esempio Gabon, Nigeria, ecc) e l’australia.

      2)L’azienda per cui lavoro ha firmato un contratto diretto di collaborazione con la Sogin per il ritrattamento e la vetrificazione delle scorie, con l’ovvio (e internazionalmente accettato) accordo de futuro ritorno delle scorie ritrattate in italia per lo stoccaggio definitivo entro il 2025. (tra l’altro è il periodo in cui la famosa IV generazione dovrebbe cominciare fare il suo ingresso, 2030).

      Aggiungo solo che l’italia, ai tempi gloriosi pre-referendum, partecipò attivamente alla ricerca che ha fatto da anticipatrice alla IV generazione (reattori veloci e/o ad alta temperatura — termovettore anche ad 800 C teoricamente), tramite ad esempio il progetto di super-phoenix (eravamo i secondi contribuenti “monetari”, dopo i francesi). Quindi anche in questo, come anche nella ricerca riguardante i MOX, eravamo (e siamo ancora all’estero) molto attivi.

      Saluti
      A.C.

    28. Ing.A.Ciriello scrive:

      X Enrico B.

      Articolo tecnici a riguardo, sull’inaffidabilità degli impianti eolici non ne ho al momento a portata di mano (solo un report in tedesco, di una compagnia assicurativa), ma cercherò di recuperarne in inglese nelle prossime settimane.
      Comunque l’informazione viene dagli ambienti assicurativi, e non scientifici tedeschi, che ovviamente sono in parte “imbavagliati” dalle decisioni e scelte politiche di Berlino (per il momento sarebbe inopportuno dire la verità sull’argomento, giacchè lo stato tedesco investe ogni anno più di 11 miliardi di euro solo nella “ricerca pura” per le rinnovabili e l’eolico in particolare).

      Saluti
      A.C.

    29. domenico scrive:

      ricerca, tutto sta a verificare cosa significa, perchè ben inteso è anche ricerca avviare le vecchie centrali, per verificarne l’efficenzza o costruirene di nuove es 10 EPR, sarebbe ricerca su grande scala.

      spero che il presidente Prodi abbia le idee chiare con il petrolio a 97 dollari non c’è più tempo da perdere.

      ci stiamo giocando il futuro di questa nazione?

      a meno che l’obiettivo non sia l’arretramento e l’impoverimento?

      l’italia è una nazione “strana”, pare ,avvolte, che più nessuno riesca a ritrovare il lume della ragione?

      distintamente

    30. Pietruccio scrive:

      x Edoardo

      Mi spiace. Ho anche provato a girare per quel sito ma mi sa che abbiano proprio tolto la pagina e, purtroppo, non l’avevo salvata. Di quello che ho scritto sono sicuro ma ormai manca il riferimento.

      Saluti

    31. Graziano scrive:

      Gentili Signori,
      scusate se mi intrometto solo ora nella discussione, ma ho da poco scoperto questo interessantissimo sito con relativo blog…
      Le domande poste e le risposte date da gente finalmente competente sono interessantissime e dovrebbero essere divulgate e diventare dominio pubblico.
      Tuttavia, poste le seguenti premesse, io mi chiedo: perchè in Italia nn si fa niente di serio per riavviare un programma nucleare???
      Le premesse sono:
      1)le stime più serie indicano che ci sono riserve di petrolio convenzionale che durerranno altri quarant’anni, ma il picco (ovvero il momento in cui domanda e offerta, cioè petrolio estraibile al giorno, si incrociano) verrà raggiunto molto prima;(fonte:La sfida del secolo, Piero Angela e Lorenzo Pinna)
      2)quelle di gas dureranno altri 70 anni, il problema è quindi posticipato di poco rispetto a quello petrolifero;
      3)petrolio e gas, dei quali l’Italia si approvigiona x l’80 per cento del suo fabbisogno energetico, hanno il più elevato costo in rapporto ai kilowatt/ora prodotti (8-11 cent contro i 4-5 cent del nucleare).
      4)il costo del petrolio continua a salire
      5)le stime di petrolio sono “taroccate” in eccesso
      6)la domanda di petrolio aumenta continuamente visto anche l’immettersi sul mercato e sullo scacchiere geopolitico di Cina e India
      Quindi il petrolio nn durerà ancora molto!!!(vedi anche http://www.magrini.net/Parole/Oil.html)
      Ora, nn voglio in questa sede (anche per vostro rispetto) continuare con la solita sterile polemica o con le solite lamentele all’italiana, ma mi domando: è possibile che la classe politica italiana nn riesca a vedere al di là del proprio naso, considerando fondamentale l’uso del nucleare per la sopravvivenza dell’Italia?
      Perchè i petrolieri, che nell’immaginario collettivo sono visti come i cattivi riescono sempre a beffare tutti (posso capire in america visto che il presidente è uno di loro, ma l’Italia nn ha riserve di petrolio!!!).
      Intendiamoci, è inutile colpevolizzare i petrolieri, difendono il loro interesse, lo farei anch’io se avessi la fortuna di essere uno di loro…
      Ma la mia domanda è, visti questi dati è così impossibile creare un movimento d’opinione che guardando al futuro inizi a chiedere il ritorno al nucleare?
      La maggior parte della gente sarebbe favorevole, servirebbe una sana campagna mediatica (opposta a quella che sull’isteria del 1986 portò alla chiusura delle centrali), ma soprattutto servirebbe che chiunque sia all’opposizione o al governo (senza distinzioni di sorta,nè destra e nè sinistra) strumentalizzi la vicenda per il proprio mero interesse particolaristico…
      Vi chiedo cosa ne pensate…Molte campagne della stampa e molti grandi cambiamenti sono partiti da piccole cose… grazie della pazienza!!

    32. Ing.A.Ciriello scrive:

      Salve,
      sono contento del fatto che vi siano nuove persone interessate a discutere con chiarezza e onestà tecnico-intellettuale riguardo al “problema” del nucleare.

      I dati citati nell’intervento di Graziano portano sempre alle medesime conclusioni:
      1)Le scelte politiche in fatto di energia sono ancora dettate da ideologie, pregiudizi, populismo e demagogia, molto forti anche qui in germania.

      2)La scienza e la tecnica, sopratutto nel settore energetico, ove ahimè regna sovrana la termodinamica, sono chiare e inequivocabili, nel dimostrare in maniera categorica l’inutilità e la falsità di certe propagande demagogiche pro-pseudo-ambientaliste.

      Ma vorrei porre alla vostra attenzione il seguente evento:
      Sabato 10 novembre, ore 16.00 a Roma, P.zza Farnese.

      Protesta dei “solari” al motto:

      “20 ANNI FA I SOLARI HANNO FERMATO I NUCLEARI - OGGI I NUCLEARI CI RIPROVANO - Tu da che parte stai?”

      Come vedete rimane sempre una discussione politica, ma di stampo ideologico fortemente legata a pregiudizi radicati in una cultura, come spesso accade in italia, che si ostina a guardare indietro. Ma ciò che più mi colpisce come ingegnere è il voler ad ogni costo mescolare sentimenti, reazioni istintive e irrazionali, come anche isteriche ,(che comunque nel loro insieme hanno la loro importanza in tante occasioni della vita), con una discussione tecnica e scientifica, pulita, chiara e onesta.

      É un po’ come volere discutere con un medico sulla validità di un medicinale, che ormai ha dimostrato, dopo tanta esperienza e sperimentazione, di funzionare efficacemente e con poche e limitate conseguenze, ma portando sopratutto argomenti quali per esempio che è un medicinale che potrebbe in caso estremo portare a gravi conseguenze (con una frequenza di una volta ogni 100 milioni di anni, come per le centrali nucleari), o che ha uno schieramento politico anti-ambientalista.

      È assurdo….

      Saluti
      A.C.

    33. Paolo Ruffatti scrive:

      x ing Ciriello,
      salve!
      volevo solo rettificare una piccola cosa del suo post del 2/11, 15:09
      Le quote del superphenix erano 25% Francia 25% Germania, 12,5 %Italia Belgio e altri due che non ricordo.
      Le volevo poi chiedere circa il combustibile francese se lei sa qualcosa del grosso imppianto di Pierallatte per l’arricchimento dell’Uranio reso gassoso come esafluoruro di Uranio:UF6. Era un sistema di 760 stadi di compressione ed espansione, di cui io ho costruito, nell’officina di bergamo che dirigevo, dei pezzi tecnicamente interessanti.
      Lì abbiamo costruito i sei grandi serbatori del sodio per superphenix.
      Per la cronaca sono stato in precedenza il capo officina dell’Ansaldo che ha costruito gli internals della centrale di Caorso e dei 21 scambiatori di BP: tecnicamente eravamo i migliori nettamente in Europa, tanto che la Asea Atom (per cui costruimmo due internals per le centrali di Forsmark, si comperò la mia officina quando fu fatto spezzatino dellIRI.

    34. Ing.A.Ciriello scrive:

      X Paolo Ruffati

      La ringrazio sentitamente per la precisazione, ma comunque se non direttamente come seconda contribuente, (anche se io direi, da quanto lei mi dice, che i primi erano francia e germania, che costruì tra l’altro anche due reattori veloci a Karlsruhe dove ho fatto il dottorato), l’italia partecipava con la seconda quota (12,5%). Io sono ancora piuttosto giovane e questi “ricordi” li riporto, e posso solo cosí, da quanto ci hanno raccontato all’università o durante il mio dottorato.
      Per quanto riguarda l’impianto francese per la fabbricazione di combustibile, al momento non posseggo informazioni sufficientemente dettagliate, anche perchè lavoro certo per i francesi ma nel gruppo/dipartimento degli impiantisti (sopratutto in germania), e mio malgrado ogni tanto abbiamo piccole difficoltà di comunicazione anche con i dipartimenti dei combustibili. Mi riprometto di procurarmi al più presto nuove informazioni al riguardo.
      Per inciso, sono d’accordo con lei per ciò che concerne il fatto che eravamo (e siamo ancora all’estero) tra i migliori nel settore, ma la politica ha preso un’altra piega…ma magari cambierà.
      Saluti
      Ing.A.c.

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