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Romano Prodi - l’ Italia non rientrerà nel nucleare

8 Maggio 2007 di Amministratore

Stamattina 8 maggio il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha dichiarato che non è al momento previsto nel breve tempo un ritorno all’ energia nucleare da parte dell’ Italia e non ci saranno novità per il futuro in questo settore.

Romano Prodi ha inoltre aggiunto che il nucleare è un settore in cui l’ opinione pubblica dominante è ancora oggi contraria. Con queste parole ha risposto alle domande degli imprenditori in un convegno di “Business International” a Roma.



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  • 22 Commenti a “ Romano Prodi - l’ Italia non rientrerà nel nucleare”

    1. gauss2 scrive:

      chi lo dice e lo attua poi se ne deve assumere tutte le responsabilità .. nel bene e nel male (in particolare per quest’ultimo). Percui segnatevelo e tenete l’appunto da parte.
      Non mi pare di aver letto nelle poche righe postate di sopra quale soluzione il Presidente del Consiglio e il governo abbia in mente di attuare .. in tal senso tali affermazioni hanno + un significato demagogico/”energeticamente scorretto” (nel senso che praticamente si intende abbandonare definitivamente un settore) che altro .. staremo a vedere

    2. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Sottoscrivo in pieno!

    3. Fabrizio scrive:

      Rivogliamo Berlusconi!!!!

    4. Edoardo scrive:

      Per Fabrizio:
      …ammesso che Berlusconi metta al ministero dell’ambiente gente sensata e non come quel demente di Matteoli che affermava: “Nucleare? No, ci vuole troppo tempo!… Meglio puntare sull’idrogeno e sulla fusione nucleare!”

      Le nuove centrali si costruiscono in 36/48 mesi mentre per l’idrogeno (vettore energetico non combustibile!), se tutto va come deve andare, sarà disponibile commercialmente da 10/15 anni (altro che entro il 2008 come si affermava solo tre anni fa!) e per quel che riguarda la fusione, forse entro il 2025/2030 il primo reattore sperimentale.

    5. Paolo Fornaciari scrive:

      Romano Prodi, parlando lunedì 7 maggio a Unioncamere, ha ricordato come “il Consiglio Europeo dello scorso marzo ha approvato un Piano europeo per l’energia basato fondamentalmente sulle misure per il risparmio energetico e un più intenso utilizzo delle rinnovabili”. E il Governo non è rimasto con le mani in mano e “ ha già identificato e proposto misure sul risparmio energetico” e “quanto prima predisporrà un piano organico di sostegno a questo obiettivo, piano che diventi un punto di riferimento per coloro, centri di ricerca e imprese che oggi investono in questo settore…Da questo dipenderà l’equilibrio futuro della nostra economia più che per altri settori”. Ma quale equilibrio, ma quale risparmio! Con proposte del tipo “tenete il coperchio sulla pentola durante la cottura” oppure “non ricoprite i termosifoni”, non si va molto lontano e le energie rinnovabili sono le energie del PASSATO, non del FUTURO!
      Fin dai tempi più remoti, lo sviluppo e il progredire del genere umano sono stati accompagnati da un continuo aumento del fabbisogno energetico. L’uomo, per alleviare le proprie fatiche e per realizzare opere che non era in grado di costruire con le sole sue forze, ebbe bisogno fin dai primordi, di crescenti quantità di energia. Prima per nutrirsi e, scoperto il fuoco, per riscaldarsi; poi uscito dalle caverne, per costruirsi una dimora e, una volta stabilitosi, per cacciare e coltivare i campi. Vennero poi i lunghissimi tempi dell’età del bronzo e del ferro, dell’ansia di conoscere, del desiderio di spostarsi per terra, con l’uso dell’energia animale e per mare con la navigazione a remi, dell’impiego dell’energia del sole, del vento e del fluire delle acque, di quelle energie che oggi noi chiamiamo “rinnovabili”.
      Nel terzo millennio a.C. le avevano utilizzate Archimede con gli specchi ustori per incendiare la flotta romana che stava assediando la sua città , Siracusa e Annibale attraversando le Alpi con la poderosa energia degli elefanti in una lunga carovana del suo esercito, per sentieri impervi e spaventosi, sotto le tormente di neve. Un’impresa titanica anche ai giorni nostri. Il mulino a vento compare in Europa durante il Medioevo e si diffonde nelle regioni ventose della Spagna della Francia dell’Inghilterra, e dia altri Paesi. Oggi, il combinato effetto della crescita demografica e del desiderio di tutti i migliorare il proprio livello di vita, richiede un aumento del fabbisogno energetico mondiale valutabile nel 100% entro la metà del secolo. Le nuove energie rinnovabili del vento e del sole, per il costo elevato e la loro intermittente natura, sono del tutto INADATTE a risolvere il problema che ci sta di fronte. E a nulla sono valsi gli incentivi che i Governi succedutisi negli ultimi venti anni hanno generosamente dispiegato : 30 MILIARDI di euro per far crescere il contributo da zero del 1986 al 2.8% di oggi. L’alternativa è dunque quella di mantenere il divario tra un Nord ricco e prospero ed un Sud in permanente via di sviluppo nel contesto di un nuovo “colonialismo energetico”, oppure favorire la crescita del livello di benessere anche nei Paesi del Terzo Mondo, lasciando ad essi significative quote delle fonti energetiche di più facile utilizzo per loro, come suggeriva l’allora Presidente francese Mitterand al Congresso Mondiale dell’Energia (WEC) di Cannes nel 1986. Bisogna però essere coscienti che la prima alternativa comporta rischi di guerre, conflitti, sabotaggi e migrazioni epocali, mentre la seconda richiede un maggior impegno dei Paesi industrializzati nelle tecnologie più sofisticate. Ne fanno fede i numerosi conflitti e guerre occorse in questi ultimi 40 anni nell’area Medio-Orientale, che detiene i 2/3 delle riserve mondiali di petrolio. Il problema che si presenta all’umanità alla vigilia del terzo millennio, non è solo “una sfida economica, energetica o ecologica”, ma soprattutto è una sfida etica: si tratta di fornire a tutti e non solo a pochi, l’energia necessaria a garantire uno sviluppo dignitoso, sostenibile e solidale nel rispetto dell’ambiente. Si tratta soprattutto di ridurre le intollerabili differenze che ancora oggi permangono nel livello di vita tra i Paesi ricchi del Nord e quelli poveri del Sud del pianeta. Unica soluzione per fare tutto ciò rispettando l’ambiente è di aumentare drammaticamente la penetrazione dell’energia elettrica sul consumo di energia totale e generare tale energia con il nucleare. Gli stessi impianti possono essere usati anche per dissalare l’acqua del mare per usi agricoli o potabili e per produrre idrogeno nelle ore notturne. Ma che dice Romano Prodi del nucleare ? Dopo aver ribadito che al primo posto ci saranno tutte le misure necessarie per assicurare la ripresa economica del Paese, il Presidente del Consiglio ha aggiunto che sul versante energetico «non c’è una misura che risolve tutti i problemi, ma ci sono tante misure : tra queste, ha indicato, l’eolico, il solare, il ripensamento delle politiche dei trasporti, ma soprattutto l’industria del risparmio. Prodi ha quindi chiuso al nucleare, «almeno per i prossimi venti anni, fino a che non ci saranno garanzie sulla sicurezza».
      Ben diverso era il suo pensiero quando nel 1986 mi invitò sulle colline bolognesi a parlare del disastro di Chernobyl e ancor di più l’anno seguente nel Suo brillante e applauditissimo intervento alla Conferenza Nazionale sull’Energia di Roma : “ Il contesto internazionale in cui oggi si discute è quello di un mondo industrializzato che non abbandonerà il nucleare e di un mondo in via di sviluppo che dovrà poter dipendere da petrolio e gas naturale a prezzi non resi irragionevoli da tensioni di domanda. Un eventuale blocco della costruzione di centrali nucleari colpisce non solo l’industria del settore, ma tutta l’industria italiana, che continuerà a scontare un maggior costo dell’energia rispetto ai Paesi concorrenti. Ogni fonte ha i suoi problemi, sia in condizioni di esercizio normale sia in caso di incidente. La soluzione qui non sta certo nello stimolare l’una o l’altra paura, ma nel mobilitare le aspirazioni a una migliore qualità della vita per incrementare le nostre capacità di utilizzare al meglio le diverse risorse disponibili». Oggi, per compiacere Pecoraro Scanio, Realacci o Bertinotti, rinnega le sue profonde convinzioni. Non è un buon segnale per nessuno, specialmente per un politico : la politica e quella energetica in particolare richiedono coraggio e lungimiranza di visione e la capacità di aggregare il consenso su obiettivi definiti nell’interesse generale, ma non di cambiare idea per mantenere il potere.

    6. Fabrizio scrive:

      Eppure con Berlusconi qualche piccola speranza c’era , ma con Pecoraro Scanio e la sinistra radicale ,il nucleare in Italia e’ spacciato , poveri noi . VIVA IL NUCLEARE!!!!!!

    7. Edoardo scrive:

      Il Pecoraro, invece di andare a Washington a parlare di panneli solari. dovrebbe risolvere il problema della sua Regione (lui tra l’altro abita a Napoli): i rifiuti! …Bell’ambientalista (o meglio ambientaliota) quando nelle province di Salerno, Caserta e Napoli le malattie sono del 55% superiori alla media nazionale.
      Ah. già lui è il paladino del Protocollo di Kyoto:
      Intanto quest’oggi la UE chiede ufficilamente all’Italia di ridurre le emissioni del 6,3%…Gli unici promossi Gb, Slovenia, Francia. Tutti paesi che hanno centrali nucleari…Ma guarda!

    8. ing Matteo Rossi scrive:

      Un solo messaggio a quelli che sono contenti di NON avere centrali nucleari: d’accordo, ma prima o poi finisce, e volenti o nolenti si cambia. Certo per qualsiasi politico le scelte energetiche sono difficili perchè di lungo termine, perchè costose, perchè controverse e perchè soprattutto NON ne capiscono niente di niente, ma questo è proprio un governo di contraddizioni: come ricordava sopra l’illustrissimo Fornaciari il presidente Prodi ha cambiato più volte idea sulle sue convinzioni. L’on Pecoraro Scanio ancora meno ‘informato’ di tutta la media della classe politica non ne vuole nemmeno sentir parlare di nucleare, però chiamano come consulente il prof.Rubbia (che personalmente stimo moltissimo) senza avere forse mai ascoltato una Sua conferenza scientifica. Quindi credo che purtroppo se per il governo di destra sarebbe stata un impresa ardua (a dir poco), con questo è impossibile.

    9. domenico scrive:

      la benzina è a quota 1.34€, il metano ti taglia una mano, in casa dobbiamo mettere le lampadine a risparmio energetico ( che poi risprmieranno?) con buona pace per gli occhi.

      nucleare nemeno a parlarne, si fa tanto baccano con la co2 e poi si mettono in cantiere centrali a carbone.

      a sentir parlare i nostri stiamo soffocando nella co2

      ho un libro scritto negli anni 60, anni non sospetti e alla voce composizione dell’aria elenca : azoto ossigeno argon e poi co2 con una percentuale per quest’ultima di 0.03- 0.04 % e di questi giorni un’ allarmate comunicazione che dice che la co2 è ormai arrivata allo 0.038%

      ma ditemi secondo voi in un clima di questo tipo si può pensare ad un piano nucleare in questo paese.

      andrebbe rinnovata anche l’industria petrolchimica, per aumentere il rendimento craking e reforming, negli usa con un litro di greggio si produce circa un litro di benza da noi , non dico niente mi cascano le braccia

      servono i rigasificatori magari istallati su scafi in mare aperto dove il metano liquido si ritrasforma in gas con il semplice calore dell’acqua marina, da qualche parte ho sentito ch con un siffatto sistema si rischia di far prendere fredo ai pesci che si troverebbero a passare sotto al rigasificatore , simo alla follia?

      siamo mi pare all’accidia politico ecologista, speriamo bene?

    10. SANDRI scrive:

      siamo proprio sicuri che gli Italiani siano contro il nucleare? In Italia corriamo lo stesso rischio di chi possiede il nucleare senza goderne dei benefici. La posizione di Forza Italia sul nucleare è favorevole o contraria?

    11. Edoardo scrive:

      Più che favorevole ma anche a sinistra molti sarebbero concordi ad un ritorno all’atomo, solo che devono star zitti per non urtare i verdi (…nel cervello!)
      Ricordo quando nel febbraio marzo del 2006, il Corriere della Sera (giornale “un tantino a sinistra”) organizzò e pubblicò un sondaggio per vagliare quanti italiani erano favorevoli a centrali nucleari in casa, risultò che il 56% circa era favorevole all’opzione nucleare.

    12. Pietruccio scrive:

      Ma io non ho mai sentito una presa di posizione netta di Forza Italia sulla questione! Del resto il capo di FI era uno dei buoni amici di Craxi: possibile che la pensi in modo del tutto diverso?
      Mi ricordo invece bene l’onorevole Taradash (di FI) che attaccava di brutto il nucleare quando era radicale.

      Quello che mi dice l’esperienza, al di la dei sondaggi, di cui mi fido fino a un certo punto, è che prevalentemente le persone di destra sono pro anche se un po’ spaventate (e diffidenti, non sanno veramente come stanno le cose, si tratta per lo più di una posizione politica), mentre quelle di sinistra sono contro e terrorizzate (effetto della propaganda dei giornali di area).

    13. Edoardo scrive:

      … Gli unici che si sono sempre battuti per il nucleare sono i repubblicani. Ai tempi del referenduna, nel pieno di una campagna ferocemente antinuclearista, erano gli che promuovevano l’atomo (questo l’ho letto: all’epoca del referndum avevo 16 anni)
      Del resto oggi l’On Nucara (PRI) appena può porta il discorso sulla fame di energia e di conseguenza dul nucleare…. Speriamo che prevalga la vera informazione!

    14. Pietruccio scrive:

      x Edoardo

      Caspita! Non ti facevo così giovane. E come hai fatto a orientarti in quel mare di bugie?

    15. Edoardo scrive:

      Tutto cominciò nel 2003, all’indomani del black out. Comincia ad interessarmi di energia ad ampio campo tra cui, ovviamnete, l’energia nucleare.
      Ho letto libri, relazioni, articoli, sono andato a convegni (per capire detreminati concetti mi hanno aiutato amici ingegneri tar cui due nucleari e chimici) ed ho avuto la fortuna di conoscere l’ing. Fornaciari, il dott. Prinzi ed Ugo Spezia.
      Già dopo le prime letture capii quante bugie erano state dette sul nucleare…sono ottimista: se tutti (o la maggior parte) faranno come me qualcosa cambierà di sicuro.

    16. Edoardo scrive:

      P.S.: se faranno come me non perchè io sia bravo o più intelligente degli altri ma, intendevo, che abbiano la voglia, la pazienza e la curiosità di valutare e farsi una propria opinione…

    17. Sergio scrive:

      x edoardo

      se faranno come me non perchè io sia bravo o più intelligente degli altri ma, intendevo, che abbiano la voglia, la pazienza e la curiosità di valutare e farsi una propria opinione…

      sarebbe come a dire che se uno non la pensa come te è perchè è manipolato e non ha un cervello autonomo? questi si che si chiama rispettare le opinioni altrui…

      io trovo invece che diversi frequentatori di questo forum siano nuclearisti a prescindere. e mi inquieta vedere il saldarsi di posizioni come “cambiamento climatico= fandonia” “ambientalisti manipolatori e costrittori della società” “nucleare senza difetti o se ci sono, trascurabili a prescindere”. Questo si che mi sa di schieramento preconcetto ed inculcato.

      e sappiamo bene da chi….

      Vi do qualche elemento di riflessione: se gli ambientalisti avessero dominato le scelte politiche italiane (anzi, direi mondiali..) vi pare che l’italia sarebbe questo disordine urbanistico? vi pare che ci sarebbero stime così alte sui morti da patologie legate all’inquinamento? vi pare che le aree naturali in decente stato di conservazione sarebbero i “francobollini” che ci sono circondati dall’urbanizzazione? vi pare che avremmo ferrovie sottosviluppate e autostrade così ingorgate? vi pare che avremmo tutti i siti di interesse nazionale da bonificare a MILIARDI di euri pubblici che prima o poi dovranno essere versati?
      Evidentemente, se il nucleare non riprende piede NON E’ per le pressioni degli ambientalisti (che contano qualcosa solo all’europarlamento), ma per una paura insita nelle persone legate alla pericolosità di maneggiare un processo industriale così potenzialmente pericoloso (e lo stesso vale per un petrolchimico…). E’ inutile parlare di costi, non sono gli economisti che dovete convincere, è la popolazione, quella alla quale (per esempio) tempo fa era stato detto che l’amianto era una grande invenzione e che ormai non si fida più delle innovazioni tecnologiche.
      Che poi ci speculi sopra la politica è un altro paio di maniche (la politica specula sopra a tante paure in tutti i campi, e non mi fate parlare..).

      Ricordo tempo fa cosa mi disse un lobbysta professionista (uno di quelli che attraverso le loro “società di comunicazione istituzionale” fanno pressing sui politici per approvare provvedimenti in favore di un gruppo di pressione): “Io non perderei mai tempo a fare lobbying per gli ambientalisti, non hanno abbastanza soldi per la parcella…”

      meditate..

    18. Edoardo scrive:

      Ci tengo a sottolineare che in passato sono stato antinuclearista ed ho frequentato per anni ecologisti, ambientalisti, ecc. di vario genere (dai più estremisti a quelli più concilianti)
      Quindi caro Sergio, non venirmi ad insegnare a rispettar le opinioni altrui, visto che quando cominciai ad interessarmi di nucleare, a pormi domande ed a cercare risposte e dati scientifici (in maniera pacata e solo per curiosità scientifica) ricevevo da quelli che la pensano come te solo
      insulti. Ricordo una volta che uno di questi mi disse sprezzante: “Il nucleare è solo roba da fascisti!”…Accidenti che prove scientifiche!

      Metti sullo stesso piano i petrolchimici e l’energia nucleare definendoli processi industriali potenzialmente pericolosi? Però contro quelli noi non vi accanite mai come contro il nucleare.

      Se veramente gli ambientalisti fossero credibili in ciò che dicono e fanno non sareste ridotti alla minoranza rumorosa che, guarda caso, da tempo infastidisce anche la sinistra.

    19. Sergio scrive:

      “minoranza rumorosa”?

      Mi sa tanto che se Merkel, Sarkozy, congresso americano e James Cameron fanno la gara a chi diventa più green, forse vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato nella tua analisi. anch’io per qualche anno ho frequentato una sezione fondamentalista di una nota associazione ambientalista. non per questo sono diventato fondamentalista e non per questo sono diventato il contrario. diciamo che semplicemente non mi faccio influenzare dagli atteggiamenti impulsivi di CHI SI DEVE SCHIERARE A TUTTI I COSTI, CARO EDOARDO.
      Trovo seccante semplicemente l’atteggiamento di chi vuole semplificare e fare discorsi qualunquisti e faziosi che mi sanno tanto di una certa tendenza sociopolitica…

      Quanto alla minoranza rumorosa, ti do due elementi di riflessione, giusto per rendere un po’ più complessa la tua analisi.
      ambientalisti=lista verde : non c’è niente di più falso. gli ambientalisti in italia sono molto più del 2% dei verdi. solo quelli più “ideologizzati” votano i verdi (e nemmeno tutti, diversi votano rifondazione), anche perchè molte persone non gradiscono l’idea di votare un partito troppo “settoriale”. ci sono ambientalisti nella margherita (realacci-ferrante) e nei radicali. Ci sono ambientalisti anche a destra (associazione fare verde-riconducibile grossomodo alla destra di AN) e ti consiglio di leggere un articolo di della vedova (riformatori liberali - un pezzo di FI) comparso su il giornale, dove sottolineava l’opportunità di una “conversione” anche della destra (P.S. lui è nuclearista, come vedi la saldatura “nuclearista + anti-ambientalista” è solo una peculiarità della ignoranza italica…), perchè si è accorto che TUTTO IL MONDO STA CAPENDO CHE C’E’ BISOGNO DI PIU FORTI POLITICHE AMBIENTALI.

      A non capirlo è rimasta solo una grossa fetta della destra italiana che ragiona per slogan e vive solo pensando a trovare un nemico (ieri i comunisti, oggi gli ambientalisti). dico solo una cosa: svegliatevi…

    20. Edoardo scrive:

      Per Sergio:

      un discorso è farsi influenzare passivamente, un altro e rendersi conto, approfondendo soprattutto su basi scientifiche, che ci si era fatti un’idea sbagliata riguardo ad una determinata questione… (vedi Mr. Lovelock)
      E’ vero, gli ambientalisti non sono solo i verdi (per fortuna); anch’io sono un ambientalista e nel mio piccolo cerco di attuare il risparmio energetico, differenziazione dei rifiuti, ecc. Conosco anche il movimento liberal riformatore del Dott. Bernardo della Vedova con il quale vuol riportare al confronto sul nucleare e concordo che anche a destra ci sono gli ignoranti e quelli che parlano solo per frasi fatte (es. il Sig. Altero Matteoli) purtroppo però l’ambientalismo è divenuto la maschera di una parte estrema della sinistra che sotto sotto di ambientalista non ha niente: sa solo dire “NO”
      Concludo dicendo che è assolutamente falso dire: i nemici prima comunisti poi verdi…ho amici comunisti che sono più nuclearisti di me, inoltre abbiamo anche esempi tipo il prof. Tullio Regge e il compianto Felice Ippolito entrambi di sinistra.
      A proposito di schierarsi a tutti i costi: come mai negli anni ’60 e ’70 i comunisti erano favorevolissimi al nucleare tanto che a il Comune di Caorso (Piacenza) accettò senza problemi la centrale, così come il comune di Montalto di Castro (giunta di sinistra) si mostro favorevole sin dal primo progetto dell’impianto? (1975)

    21. Edoardo scrive:

      Merkel e Sarkozy: Germania e Francia. In Germania nonostante i proclami il nucleare resta ed i tedeschi lo accettano (35% del fabbisogno) in Francia si costruisce il nuovo reattore a Flamaville e si rinnoverà il parco centrali. Se è possibile ambientalista=nuclearista (come il sottoscritto) all’estero perchè in Italia no?

    22. domenico scrive:

      la demagogia ecologista ci ha privato di molte cose, senza contare il batage televisivo tendente a generare angoscia nel telespettatore, in effetti questi programmi ” serra” hanno sempre un tono angoscioso drammatico; sono spot politici e va bene ma la gente ci crede, sempre meno a dire il vero , personalmente mi hanno fatto fuggire dalla tv terrestre.

      ma se è vero che c’è l’effetto serra, perche non dotarsi di un serio piano nucleare per l’Italia basterebbero 10- 12 EPR, del resto usiamo gia il nucleare e lo paghiamo caro alla Francia che ha poi le centrali sui confini, abbiamo,quindi ,gli svantaggi senza averne i vantaggi.

      con il nucleare risoveremmo due impegni : lo sviluppo e l’osservanza del protocollo di kioto.

      è l’ecologia che impone l’adozione delle centrali atomiche, il bene comune lo vuole.

      speriamo che il nostro Romano ci ripensi, mi rendo conto che il pecoraro non sarà daccordo , ma su cosa si è mai trovato daccordo?

      Distintamente

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