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Sogin vende i rottami metallici provenienti dalla demolizione di Caorso

18 Maggio 2007 di Amministratore

In questi giorni su alcuni quotidiani nazionli √ɬ® apparso un bando di gara della Sogin relativi alla “alienazione di circa 800 tonnellate di rottami metallici provenienti dalla demolizione dei macchinari e componenti vari della centrale nucleare di Caorso“.

La vendita √ɬ® suddivisa in lotti e l’ aggiudicazione sar√É effettuata ad uno o pi√ɬĻ offerenti adottando il criterio della “soluzione economica complessiva pi√ɬĻ vantaggiosa” per la Sogin.
Il termine per la ricezione delle domande per la partecipazione alla gara di vendita è il 12 giugno 2007.

Ovviamente, si aggiunge, il materiale in vendita non è radioattivo.



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  • 14 Commenti a “ Sogin vende i rottami metallici provenienti dalla demolizione di Caorso”

    1. Alessandro scrive:

      Per curiosit√É ,come si fa in cos√ɬ¨ poco tempo a “ripulire” del materiale contaminato,anche se non appartenente al combustibile irraggiato?

    2. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Il materiale metallico in vendita non √ɬ® stato mai contaminato. Una centrale nucleare presenta infatti molti ambienti e strutture che non vengono “a contatto” con la radioattivit√É .

      Ad ulteriore esempio qui
      archivionucleare.com/index.php/2006/05/07/trino-vercellese-r...
      si parlava della rimozione della turbina dalla sala macchine della centrale

    3. Alessandro scrive:

      Bene,grazie dela precisazione
      Pensavo fosse una qualche tecnologia di “pulizia” radioattiva

    4. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Fermo restando il discorso secondo cui molto materiale metallico non √ɬ® entrato mai in contatto con la radioattivit√É , c’√ɬ® da dire anche se in un tubo di acciaio scorre dell’acqua radioattiva esso non diviene radioattivo: basta ripulirlo in maniera pi√ɬĻ o meno convenzionale.

      Diverso il discorso per i materiali metallici che sono stati sottoposti a flussi neutronici (quelli vicino al nocciolo del reattore tanto per capirci): questi tendono ad ‘attivarsi’ ed a divenire essi stessi radioattivi. Non credo vengano mai venduti.
      Tuttavia tipicamente la radioattivit√É di questi materiali √ɬ® relativamente bassa e soprattutto si ‘estingue’ rapidamente nel tempo.

    5. Alessandro scrive:

      Grazie. Ho un’altra domanda sul problema delle scorie.
      Leggendo alcuni dati sulla radioattivit√É contenuta nel tempo delle scorie,si evince che dopo appena mille anni (e forse alcuni secoli,anche se non ho dati intermedi) la radioattivit√É delle scorie prodotte all’anno in media √ɬ® la stessa (Bq per Bq)praticamente di quella naturalmente contenuta in pochi km cubici di terreno
      (ad es. in un kmc: 800/850 TBq)
      http://www.physics.isu.edu/radinf/natural.htm
      radchem.nevada.edu/rdch702/lectures/RDCH%20702%20Fuel%20Cycl... (pag. 45-46)

      Quindi evidentemente (vista l’esiguit√É degli elementi transuranici prodotti e della loro radioattivit√É ) il problema della gestione delle scorie √ɬ® sopratutto quella degli elementi gassosi (come iodio,trizio,Kr,Xe e non so se ce ne sono altri),ma coreggetemi se sbaglio questi sono quasi tutti a bassi tempi di dimezzamento,anni o decenni al max

      Alla fine il problema dei transuranici o di elementi come il plutonio (a parte il problema proliferazione) √ɬ® la loro tossicit√É per ingestione (come pu√ɬ≤ essere per il mercurio,il piombo e ogni metallo pesante),pi√ɬĻ che la loro radioattivit√É in s√ɬ® stessa
      Che ne pensate?

    6. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Intanto io non parlo mai di ‘problema delle scorie’, perch√ɬ® il problema √ɬ® stato fondamentalmente risolto, anche se nessuno ha interesse a dirlo. Al massimo si pu√ɬ≤ parlare di ‘tematica delle scorie’.

      La radioattività delle scorie è data soprattutto dai prodotti di fissione, che però la dimezzano ogni 30 anni circa (molti prodotti anche prima): perciò dopo qualche millenio al massimo la radioattività è pari a quella del minerale estratto dalla miniera (principio ALAIN: As Low As In Nature).

      Ma il problema non è certo rappresentato dai gas radioattivi, che costituioscono una piccola parte delle scorie è sono efficacemente trattenuti nei filtri fino al loro decadimento.

      Le scorie sono pericolese solo se ce le mangiamo/beviamo, perchè oltre alla tossicità chimica (da metalli pesanti) sono anche radiotossiche (per tempi molto lunghi, ma comunque sotto controllo).

      Si tenga presente che la tossicit√É del mercurio, piombo, ecc. al contrario della radioattivit√É NON DIMINUISCE nel tempo (sono composti stabili)…

    7. Alessandro scrive:

      ” Le scorie sono pericolose solo se ce le mangiamo/beviamo, perch√ɬ® oltre alla tossicit√É chimica (da metalli pesanti) sono anche radiotossiche (per tempi molto lunghi, ma comunque sotto controllo) ”
      Appunto, è qui che volevo arrivare!
      Ogni tipo di radiazione ionizzante (alfa,beta,gamma,neutroni) è schermata al max da qualche metro di calcestruzzo,quindi gli unici meccanismi che posso immaginare per cui degli elementi radioattivi raggiungano la biosfera o cmq entrino nel ciclo biologico alimentare (visto che di sola tossicità per ingestione/inalazione si tratta,abbiamo capito) sono:
      1) la fuga di elementi radioattivi allo stato gassoso,in caso di rottura non improbabile dei contenimenti,ma il problema √ɬ® inesistente dopo appena alcuni secoli vista i bassi tempi di dimezzamento,circa un decennio al max,di TUTTI i prodotti di fissione gassosi conosciuti (correggettimi se sbaglio),come trizio,kripton,iodio 131 o altri che non conosco. Solo alcuni isotopi del cesio e dello stronzio sono appena pi√ɬĻ lunghi,ma sono prodotti allo stato solido che io sappia (correggettimi di nuovo se sbaglio) e cmq dopo 300 anni ovvero 10 t1/2 sono andati via
      2) il potenziale percolamento nel terreno o nell’acqua di falda delle scorie in forma liquida, ma anche qui solo i prodotti di fissione esitono in fase liquida e solo in caso di ritrattamento del combustibile, per cui valgono i discorsi di cui sopra riguardo i temi di dimezzamento
      3) Non vedo come i transuranici,la parte pi√ɬĻ tossica delle scorie, prodotti in fase solida possano entrare nel ciclo alimentare biologico se solide restano anche nel tempo,almeno che non decadano in prodotti a loro volta gassosi e a lungo periodo di dimezzamento che possano sfuggire in qualche modo ai sistemi dei contenimento o ai siti di stoccaggio: esistono elementi transuranici con queste propriet√É ,vi chiedo (non mi risulta)

      Alla fine in ogni caso,a parte i volumi infimi, dopo appena qualche secolo la radioattività totale (prodotti di fissione + transuranici) delle scorie prodotte ogni anno per ogni grosso reattore - in pratica 300 anni,il tempo dopo il quale sono decaduti cesio e stronzio - si può calcolare essere uguale a quella naturalmente presente in frazioni di kmc di terreno.
      Non mi sembra davvero tutta questa tragedia…

      Ad ogni modo per evadere la questione (del tutto pelosa,mi rendo conto) sarebbe utile una sorta di elenco degli elementi radioattivi prodotti che ne indichi la fase in cui quell’elemento √ɬ® stato prodotto (liquida,gassosa o solida)

    8. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      No, vedo un pò di confusione in merito alle tematiche degli impianti e delle scorie.
      “in caso di rottura non improbabile dei contenimenti”: sarebbe senz’altro il caso di documentarsi, per sapere di cosa stiamo parlando. Consiglio il mio articolo sulla sicurezza nucleare:

      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Note%20sulla%20Sicurezza%20Nuc...

      Ripeto, il problema NON sono i gas radioattivi. Semmai la ‘corrosione’ dei vetri che contengono le scorie (attraverso reazuioni di idrolisi, ecc.) e che possono immetere i radionuclidi nella biosfera, ma si parla di milioni di anni (e nel frattempo le scorie si sono ‘incenerite’ da sole!). Per una trattazione della tematica, seppur non esaustiva, consiglio il mio articolo sulle scorie:

      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...

    9. daniele scrive:

      Per Alessandro

      Tu dici:

      …Leggendo alcuni dati sulla radioattivit√É contenuta nel tempo delle scorie,si evince che dopo appena mille anni (e forse alcuni secoli,anche se non ho dati intermedi) la radioattivit√É delle scorie prodotte all√Ę‚ā¨‚ĄĘanno …

      …1) la fuga di elementi radioattivi allo stato gassoso,in caso di rottura non improbabile dei contenimenti,ma il problema √ɬ® inesistente dopo appena alcuni secoli vista i bassi tempi di dimezzamento,circa un decennio al max,di TUTTI…

      …Alla fine in ogni caso,a parte i volumi infimi, dopo appena qualche secolo la radioattivit√É totale (prodotti di fissione + transuranici) delle scorie prodotte ogni …

      Ma √ɬ® questo il modo di ragionare di chi √ɬ® convinto dell’opzione nucleare? Dopo qualche secolo, qualche millennio! La nostra civilt√É vive da 2.000 anni, qualche millennio √ɬ® un’espressione che per noi vuol dire eternit√É e 3 secoli sono un lasso di tempo incredibilmente lungo che possiamo appena immaginare!

      I volumi infimi? Ma lo hanno detto persone serie in questo stesso forum che il problema sono le scorie e si studiano reattori che le brucino, altro che volumi infimi!

      Mi spiace Alessandro, ma parlare cos√ɬ¨ semplicemente di ere e volumi riducendo tutto ad un qualunquismo da bar (ma si che saranno mai mille anni pi√ɬĻ o mille anni meno - ma lo sai che le scorie prodotte in un anno stanno in un pachetto di sigarette?) mi spaventano, perch√ɬ© anche se persone come Romanello, o Enrico, o lo stesso Edoardo parlano avvedutamente, tu parli senza dare importanza alle parole e alla fine, purtroppo, non sono i tecnici a gestire l’impianto ma i politici che rappresentano i cittadini e che ordinano ai tecnici (vedi chernobyl). Siamo quindi noi alla fine a comandare e se pensiamo in maniera cos√ɬ¨ superficiale abbiamo perso in partenza.
      Le scorie del reattore, III livello, dimezzano ogni 25 secoli, quelle di II dimezzano in 30. Ti rendi conto che possiamo appena immaginare cosa sar√É tra 3 secoli? Guarda dove era la nostra societ√É nel 1800 e guarda dove √ɬ© nel 2000. E sono passati solo 3 secoli, un’inezia per il mondo. Pensa solo che ancora non c’√ɬ© un sistema per essere sicuri che le informazioni che adesso indicano pericolo si possano lasciare ai posteri perch√ɬ© tra 300 anni le possano leggere. Pensa all’evoluzione dei computer o la differenza tra i lettori floppy e i cd. Ma se adesso bisogna leggere un floppy da 5,4 come facciamo? (forse tu non li hai nemmeno visti) eppure sono passati pochi anni!
      Solo un p√ɬ≤ pi√ɬĻ di umilt√É e buon senso comune Alessandro perch√ɬ© noi uomini viviamo 70-80 anni e se ci riteniamo cos√ɬ¨ importanti da sapere cosa far√É il mondo tra “solo” 300 anni sbagliamo in partenza.

    10. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Signori, capisco ognuno voglia dire la sua, ma vorrei ricordarvi che l’argomento √ɬ® essenzialmente tecnico, non politico.
      Tanto per capirci √ɬ® come se si stesse decidendo quale sia la migliore tecnica di intervento per un’operazione al cuore: mi sembra possano discuterne i chirurghi, non chiunque…

      Invito a leggere gli articoli che ho segnalato sopra: possono essere un punto di partenza per mettere a fuoco una tematatica tecnica e piuttosto complessa.

      La tematica va vista con occhio tecnico, non politico. La radioattivit√É decade dopo 3000 o pi√ɬĻ anni, ma non √ɬ® che in questo lasso di tempo devo tenerla sotto sorveglianza. La soluzione dello smaltimento geologico √ɬ® sicura ed autocontenuta: ossia le barriere che ho interposto fra le scorie e l’ambiente sono tali che posso dimenticarmene senza correre pericoli. La sorveglianza non serve (si progettano apposta cos√ɬ¨’!). Quindi non ha senso chiedersi cosa ci sar√É qui fra 300, 500 o 1000 anni. Pensate ai rifiuti al mercurio: anche questo √ɬ® un veleno, ma √ɬ® STABILE, ossia conserver√É intatta la sua velenosit√É anche fra 10 miliardi di anni! Qualcuno di voi ha rinunciato all’uso delle pile a mercurio?

      Un’ultima cosa: se fra 10000 anni una spedizione si addentrasse accidentalmente in quello che √ɬ® un deposito di scorie dubito avrebbe difficolt√É a riconoscerlo, anche perch√ɬ® basterebbe accendere un semplice scintillatore per accorgersi della presenza di radiazioni ionizzanti (anzi, si potrebbe facilmente capire che tipo di nuclidi sono presenti e quindi di cosa si tratta). E’ una tecnologia gi√É disponibile e provata al giorno d’oggi (o forse pensate che in futuro l’umanit√É torner√É ai tempi delle caverne?)…

    11. Alessandro scrive:

      Vi prego (in particolare l’ ing Romanello) di leggere il mio ultimo intervento e di rispondere se possibile punto per punto agli argomenti trattati, non sono interessato a discussioni politiche o demagogiche,ma solo a valutazioni scientifiche
      Ripeto che: le scorie prodotte (tutte) da un anno di produzione perdono pi√ɬĻ del 99,9% della loro attivit√É dopo un periodo di solo alcune centinaia di giornio dall’estrazione dal reattore; dopo soli 100 anni hanno la stessa radioattivit√É di quella naturale presente in alcune decine di kmc di terreno;dopo solo alcuni secoli (decaduti stronzio e cesio, 30 anni di t 1/2) hanno la stessa radioattivit√É di quella naturale presente in alcune in piccole frazioni kmc di terreno

      Ne consegue,a mio parere (e su questo che chiedo il vostro parere): il pericolo nella gestione delle scorie è praticamente solo quello della fuga dei prodotti gassosi; i transuranici (a parte la possibiltà della transmutazione in reattori dedicati con benifici sulla conservazione delle risorse naturali di uranio) non sono granchè pericolosi per ingestione/inalazione essendo in fase solida e dato che tale ci rimangono. Tutto qui

    12. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Le scorie diminuiscono la radioattività molto rapidamente, perchè il maggiore contibuto è dato dai prodotti di fissione (tipo cesio e stronzio), che dimezzano la loro Attività goni 30 anni circa (ciò significa che dopo 300 anni hanno dimezzato al loro attività circa 10 volte, ossia hanno ridotto la loro attività allo 0,1 % (!!!) del valore iniziale).

      Il problema per√ɬ≤ (secondo l’approccio europeo, in USA si fa diversamente!) √ɬ® la radiotossicit√É per ingestione, che permane molto pi√ɬĻ a lungo. Ripeto, negli USA ci si preoccupa dei volumi e di un condizionamento efficace (√ɬ® un approccio pi√ɬĻ pragmatico, e non del tutto sbagliato, come ho appreso alla conferenza di Oak Ridge).

      “il pericolo nella gestione delle scorie √ɬ® praticamente solo quello della fuga dei prodotti gassosi”: ripeto di no; in caso di incidente sono una componenete del rilascio, ma non certo l’unica (a Chernobyl furono immessi in atmosfera tutti i radionuclidi presenti, plutonio, cesio, stronzio, ecc.).
      Tuttavia (vedete mio articolo sulla sicurezza nucleare in merito) tale via la si può sostanzailmente escludere.

      Il problema sono propio i transuranici, perch√ɬ® la preoccupazione √ɬ® che l’acqua corroda i cask, corroda il vetro vulcanico che li contiene, e li porti nella biosfera (rappresentando una via di ritorno per l’uomo). Naturalmente si tratta di eventi improbabili e comunque che potrebbero avere luogo in tempi (verosimilmente) dell’ordine dei milioni di anni (e nel frattempo le scorie sono divenute ‘cenere’).
      Ricordate sempre il caso dei reattori di Oklo (http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/01/25/oklo-fissione-nucleare-naturale/).
      Suggerisco il mio articolo sulle scorie per una introduzione all’argomento.

    13. Alessandro scrive:

      Credo ci sia un errore su
      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...
      pag. 2 dove si dice
      ” da un grosso reattore si scaricano annualmente 2/3 kg di plutonio e 0,2/0,3 di attinidi minori “: al pi√ɬĻ si tratta di 200/300 kg di plutonio e qualche decina di kg di att minori per anno

    14. antonio scrive:

      buonasera vorrei dirvi una a me capitata con la sogin poi dicono materile tossico per la sogin e oro i metalli recuperati

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