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La radioattività e il problema dei rifiuti radioattivi

10 Maggio 2007 di Amministratore

L’ ing. Pietruccio Soraperra prendendo spunto da alcuni recenti articoli apparsi su riviste nazionali ci ha inviato un approfondimento sulla radioattività e il problema dei rifiuti radioattivi, cercando di usare un linguaggio accessibile ai più e senza usare troppi numeri e ragionamenti complicati.

La radioattività , l’ energia nucleare e il problema delle scorie - di Pietruccio Soraperra (maggio 2007)

La materia di cui siamo fatti e che forma gli oggetti che ci circondano (carbonio, ossigeno, alluminio, silicio, ferro, ecc… ) viene prodotta all’ interno delle stelle, sia durante il loro normale funzionamento che alla fine della loro vita. Non solo, ma tutta la vita sulla terra è alimentata dall’ energia che proviene dalla nostra stella, il Sole, che non per niente è stato assunto come simbolo anche da alcuni movimenti ecologisti. Esistiamo e viviamo grazie alle stelle e alle reazioni che avvengono su esse: sono tutte reazioni nucleari.

Il sole non è altro che un immenso reattore nucleare in cui avvengono reazioni fra i nuclei degli atomi. Anche l’ energia che usiamo per vivere e che acquisiamo dal cibo e dall’ ossigeno dell’ aria, in ultima analisi, viene dal sole tramite la luce, la cui energia viene raccolta dalle piante con la fotosintesi. L’ energia della benzina e del carbone ha la stessa origine (viene dalle piante), l’ energia eolica (il vento viene messo in movimento dal riscaldamento del sole) e quella idroelettrica (l’ acqua viene fatta evaporare e raggiunge le alte quote in un gioco termico innescato dal riscaldamento del sole). Sostanzialmente tutta l’ energia che ci circonda e che usiamo ha origine solare: è tutta energia nucleare.

Quello che voglio dire è che l’ energia nucleare, e le reazioni che la producono, non è qualcosa di artificiale e di estraneo al mondo in cui viviamo, ma vale l’ esatto contrario: è la normalità .

Quindi è normale che alcuni materiali siano radioattivi, che la radioattività sia costantemente presente nella materia e che perduri nel tempo. I materiali di cui sono fatte le nostre case, il terreno su cui camminiamo, i fumi e le ceneri dei vulcani e anche quelli che escono dalle ciminiere (eh sì! Anche le centrali a carbone, coi loro fumi, emettono radiazioni. Quasi quanto le centrali nucleari! ), l’ acqua che beviamo e quella del mare, il sale da cucina, sono tutti materiali radioattivi. Noi siamo fatti di carbonio, che è un materiale radioattivo, e conteniamo materiali indispensabili come il potassio e altri che a loro volta sono radioattivi: ogni essere umano o animale è una sorgente radioattiva. E’ evidentemente sbagliato associare la radioattività , compresa quella a basse dosi, al terrore per gravi malattie, perchè la vita sulla terra si è sviluppata in un ambiente radioattivo, in modo assolutamente normale. Certo è una questione di quantità : è sicuro che per dosi elevate ci sia danno e probabilità di contrarre tumore. Quello che nessuno osserva mai è che sugli effetti della radioattività a piccole dosi, simili alla radioattività naturale, se vi è molta incertezza è perchè il pericolo è talmente basso da non essere misurabile: se una cosa fa male davvero, gli effetti si vedono eccome, se di una cosa (come la radioattività a piccole dosi) non si riescono a misurare gli effetti vuol dire che, in sostanza, non è pericolosa.

A questo proposito è interessante l’ articolo, uscito sull’ ultimo numero della rivista Le Scienze [articolo “Crescere con Chernobyl” su “Le Scienze” - maggio 2007 - numero 465] dei biologi Ronald K. Chesser e Robert J. Baker che hanno studiato gli effetti delle radiazioni (tutt’ altro che basse) nella zona di esclusione di Chernobyl a vent’ anni dall’ incidente. Dall’ articolo si deduce, fra l’ altro, che quel disastro genetico che molti paventavano non c’ è stato: non ci sono mostri nella zona e le radiazioni non hanno sconvolto l’ equilibrio dell’ ecosistema. Oggi vivono e prolificano lì molte specie di animali assolutamente normali, il cui equilibrio sembra essere minacciato più all’ esterno della zona di esclusione, dalle attività dell’ uomo, che all’ interno di detta zona, per colpa delle radiazioni. Naturalmente non voglio minimizzare n sto dicendo che un incidente di quelle dimensioni non abbia prodotto danni: sto solo sottolineando che su argomenti di questa portata, che inducono poi a fare certe scelte sulla politica energetica nazionale, l’ informazione corretta dovrebbe essere sempre di tipo scientifico, come quella dell’ articolo citato, e in questo senso dovrebbe documentarsi chi vuole informazioni di dettaglio se intende evitare una visione distorta della realtà.

Un’ altra considerazione da fare riguarda le scorie radioattive. Quando le sostanze radioattive emettono una radiazione significa che il loro nucleo si modifica: in pratica, dopo che un atomo ha emesso una radiazione, non c’ è più.

Quindi un materiale che è molto radioattivo si disintegra presto. Basta lasciarlo là per un po’: i tempi possono variare enormemente, diciamo che basta aspettare da qualche minuto a qualche anno e le scorie ad alta attività spariscono, non ci sono più e non fanno più male. Quindi il pericolo delle scorie ad alta attività è facilmente contenibile.

Per contro un materiale che dura millenni e più, dura proprio perchè è poco radioattivo, perchè è raro il fatto che un atomo si autodistrugga emettendo una radiazione: quindi un materiale che dura molto tempo è anche poco radioattivo, cioè è poco pericoloso. Anche in questo caso il problema è facilmente risolvibile.

La questione si limita perci a quei pochi materiali “intermedi” che hanno una vita abbastanza lunga da durare per parecchio tempo, ma abbastanza breve da emettere un numero significativo di radiazioni.

Esiste quindi una compensazione che, come si vede, rende il problema molto meno complicato di quanto possa pensare chi non è del ramo e che solitamente immagina montagne di scorie pericolosissime che durano praticamente in eterno.

C’è anche un altro tipo di compensazione che semplifica parecchio le cose: le radiazioni sono molto pericolose se liberano molta energia in piccoli spazi (tipo le particelle alfa), ma questo le rende anche poco penetranti: basta un foglio di carta per fermarle. Viceversa, quelle molto penetranti (tipo i raggi gamma), quindi più difficilmente schermabili, liberano poca energia nel loro percorso e quindi sono anche molto meno pericolose (a parità di energia liberata). In ogni caso, anche per queste ultime, si possono costruire schermi efficienti con materiali, tipo il piombo, che presentano una elevata densità di elettroni.

In pratica, semplificando in modo un po’ grossolano, l’ importante è non mangiare o inalare materiali che emettono radiazioni poco penetranti (tipo i raggi alfa) che restano imprigionate nel nostro organismo liberando, col massimo del danno, tutta la loro energia. Le scorie di questo tipo vengono vetrificate o trattate in modo analogo, in modo che se una persona non mangia il vetro… grossi rischi non li corre, e questo vale anche per le generazioni future.

Per quanto riguarda il volume delle scorie prodotte dall’ industria nucleare per la produzione di energia a scopo civile, è noto, e ben illustrato anche in questo sito, che è estremamente ridotto e che non ha niente a che vedere con i volumi normalmente in gioco in altre attività umane tipo l’ industria chimica o le ceneri prodotte dalle centrali a combustibili fossili.

L’ articolo dell’ Espresso [di Primo Di Nicola intitolato “Sommersi dai veleni radioattivi” - “L’ Espresso” - 3 maggio 2007 - numero 17 anno 2007] fissa, per il nostro paese e per l’ attività nucleare che ha fin qui svolto, compreso l’ uso medico, una dimensione intorno a 25000 metri cubi di scorie. Detto così sembra tanto, ma è la dimensione di un albergo o di una palazzina. Non c’è in tutta Italia posto per un volume di questo genere? In questo senso ritengo l’ informazione fornita dal giornale poco corretta. Anche se è giusta sul piano numerico non lo è nella sostanza, nella percezione che dà ad un lettore della reale dimensione del problema: chi legge si sente sommerso dalle scorie radioattive.

Sul luogo in cui smaltirle, poi, si possono fare alcune osservazioni.

Personalmente appartengo a quel, ristretto, gruppo di persone che pensa che il deposito ideale per smaltire questo tipo di materiali sia proprio rappresentato dagli edifici dei reattori nucleari dismessi. Sono costruzioni fatte per durare negli anni, vengono progettati per resistere a tutte le azioni che il territorio può produrre su essi tipo terremoti, inondazioni, trombe d’ aria e perfino la caduta di un’ aereo: lo studio dettagliato dell’ ambiente in cui viene costruito un reattore viene stilato nel rapporto preliminare di sicurezza che costituisce la base per la successiva fase di progettazione (di queste informazioni non sembra essere al corrente l’ autore dell’ articolo succitato).

In ogni caso non è difficile trovare su riviste scientifiche serie le diverse soluzioni adottate per costruire siti di smaltimento: un caso interessante è quello del deposito geologico sotterraneo finlandese a Olkiluoto, ma altri paesi si stanno muovendo in tal senso. L’ ambientalista James Lovelock, ideatore dell’ ipotesi di Gaia, dopo aver visitato il sito di recupero e stoccaggio di scorie nucleari di Sellafield, nel Regno Unito, conferma che i risultati sono straordinari e che ovunque la radiazione era minore di quella misurata per le strade della città in cui vive.

Concludendo: il problema dello smaltimento delle scorie non è un problema di tipo tecnico. Il problema è la divulgazione di una informazione corretta da cui consegue l’ atteggiamento delle popolazioni coinvolte.



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  • Tullio Regge - scorie nucleari italiane e Greenpeace
  • 37 Commenti a “ La radioattività e il problema dei rifiuti radioattivi”

    1. Paolo Fornaciari scrive:

      SCORIE RADIOATTIVE

      La radioattività non è una diabolica invenzione dell’uomo, ma é un fenomeno del tutto naturale, scoperto dal fisico francese Henry Becquerel più di cento anni or sono : la gente si preoccupa degli effetti delle radiazioni, ma dovrebbe sapere che tale pericolo è frainteso. La conoscenza del fenomeno aiuta ad chiarirne l’aspetto naturale. La radioattività si trova dappertutto : arriva dallo spazio esterno, é nel terreno, si trova perfino nel nostro corpo. Le radiazioni sono dovunque, intorno a noi e sono presenti sin dalla nascita del pianeta. Noi non possiamo eliminarle dal nostro ambiente. Tuttavia qualche Sindaco buontempone ha pensato di “denuclearizzare” il proprio Comune. Il livello di radioattività oscilla durante la giornata a causa di fenomeni chimici o naturali, che avvengono nel nostro ambiente, come ad esempio per effetto dell’irraggiamento solare. La dose annuale media efficace di radiazione da sorgenti naturali o da attività umane, per la popolazione mondiale, è di circa 3 mSv, valore che tiene conto della esposizione alle radiazioni alfa del radon e dei nuclidi discendenti. L’80% di questa dose (2.4 mSv) è dovuta al fondo naturale di radiazione, anche se il livello di radiazione può variare notevolmente a seconda della geologia e dell’altezza della regione a cui la gente vive. E’ importante sottolineare che il fondo naturale di radiazione varia nelle diverse aree del pianeta, anche di 100 volte, senza che si siano riscontrate differenze nelle statistiche delle leucemie e dei tumori. I livelli più elevati di radiazione nel mondo sono stati riscontrati a Ramsar (Iran) con un valore massimo di 260 mSv/anno (medio 10.2) e a Kerala (India) con un massimo di 35 mSv/anno (medio 3.8).
      In aggiunta non è fuori luogo ricordare che il livello di radiazione in Piazza S. Pietro a Roma, pari a 700 mrem/anno, è più elevato del valore attuale nella zona interdetta di 30 km di raggio attorno alla distrutta centrale nucleare di Chernobyl (500 mrem/anno), perché il selciato di Piazza S. Pietro è realizzato con cubetti di porfido, roccia vulcanica che contiene torio, elemento naturalmente radioattivo. Per gestire i rifiuti ad alta attività sono utilizzate due differenti strategie. Lo smaltimento entro rocce stabili e profonde ha registrato progressi significativi negli ultimi dieci anni, particolarmente per quanto riguarda la comprensione, la caratterizzazione e la modellazione delle barriere di sicurezza naturali o appositamente costruite.

      La radioattività si presenta in forma di radiazioni : alfa (fermate da un sottile foglio di carta), beta (fermate da un sottile strato di metallo), gamma (fermate da qualche piede di calcestruzzo) e neutroni, anch’essi facilmente arrestabili. Il nucleare è l’unica tecnologia per produzione di elettricità responsabile completamente di tutti i suoi rifiuti, il cui costo è inserito nel prodotto finale.
      Contrariamente a quello che molti credono, non ci sono problemi di sorta nell’immagazzinare le scorie nucleari. Le scorie sono in forma solida e i contenitori possono essere facilmente sostituiti se si presentano piccole fessure dopo centinaia di anni ove fosse giudicato necessario. Il solo motivo per cui i rifiuti radioattivi possono esser pericolosi, se ci si avvicina troppo ad essi, è il fatto che emettono energia (radioattività ). La radioattività esiste in natura ed è molto alta e può variare da luogo a luogo anche di 100 volte. Dovrebbe esser utilizzato il principio ALAIN (A Slow As In Nature). Se nessun parametro viene alterato rispetto a quanto già esiste in natura senza creare danni, allora la tecnologia dovrebbe esser benvenuta. Nessun altra tecnologia ha questo record.
      I prodotti di fissione ad alta attività nel combustibile irraggiato – costituenti il 2 o il 5% del volume ed oltre il 98% dei quali ha una vita media inferiore ai 30 anni – sono pertanto completamente decaduti dopo circa 300 anni. In altre parole, se la radioattività è molto alta, il periodo di decadimento sarà molto breve, mentre al contrario quando il tempo di decadimento è molto lungo, la radioattività è molto bassa. La gente si preoccupa del lungo tempo di decadimento delle scorie radioattive. Non è fuori luogo ricordare tuttavia che l’Atollo di Bikini oggi è aperto ai turisti e che le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki sono state ricostruite nello stesso posto in cui furono distrutte dai bombardamenti atomici del 1945.
      Per quanto concerne le quantità , George Vendryes, già Direttore del CEA francese, intervenendo a Pisa nel 1992 per le celebrazioni dei 50 anni dalla prima reazione nucleare controllata a catena realizzata dal team guidato da Enrico Fermi a Chicago il 2 dicembre 1942, disse che “la quantità dei prodotti di fissione corrispondenti al consumo di elettricità medio di una famiglia francese a partire dal 1956 (data della connessione alla rete della prima centrale nucleare francese) fino all’anno 2000 è contenuta in un volume vetrificato inferiore a 100 cm3, equivalente al volume di un pacchetto di sigarette”. Riportiamo di seguito anche un breve stralcio dell’intervento svolto dal Dr Mauno Paavola della TVO finlandese alla Conferenza della “World Nuclear Association” svoltasi a Londra il 6/7 Settembre 2001 :“ La soluzione per i rifiuti radioattivi esiste : in Finlandia abbiamo risolto un difficile problema dal punto di vista politico concernente le attività nucleari, la gestione delle scorie radioattive. La nostra legge nucleare richiede che il combustibile irraggiato, e solo quello finlandese, debba esser sistemato in via definitiva all’interno di cavità rocciose del nostro Paese. Studi geologici condotti per due decenni hanno mostrato che le cavità rocciose in Finlandia sono molto adatte a questo scopo. Noi abbiamo deciso di sistemare il deposito definitivo vicino alle Unità nucleari della centrale di Olkiluoto a diverse centinaia di metri di profondità all’interno di una roccia dell’età di due miliardi di anni. Le autorità di sicurezza hanno approvato il progetto per il deposito. La comunità locale ha accettato che il deposito venga realizzato nel proprio territorio. Il nostro Governo ha dato l’approvazione di principio ai nostri piani e il Parlamento ha ratificato l’approvazione del Governo con un ‘ampia maggioranza. Noi riteniamo che sia stato possibile ottenere il consenso sociale per il deposito definitivo, in particolare per l’informazione trasparente e basata sui fatti che la TVO ha fornito durante tutto l’iter procedurale. In effetti TVO ha seguito una politica di informazione a “porte aperte” per tutta la fase procedurale. La gente che vive vicino all’impianto e i decisori locali conoscono bene la TVO e le sue attività . Nei prossimi anni scaveremo un pozzo profondo 500 metri allo scopo di verificare le proprietà della roccia. La costruzione del deposito finale inizierà nel 2010 per esser completato nel 2020. Il denaro necessario per la costruzione del deposito è stato già raccolto nel Fondo gestito dal Governo finlandese”.
      Una gran parte dei prodotti radioattivi del ciclo di combustibile nucleare hanno una radioattività simile o non molto superiore a quella del fondo naturale. Questi rifiuti sono relativamente facili da gestire. Solo una piccola frazione è ad alta radioattività e richiede di esser isolata dalle persone. Le considerazioni generali per la classificazione dei rifiuti, sono : per quanto tempo i rifiuti resteranno ad un livello pericoloso, quale è la concentrazione del materiale radioattivo nei rifiuti e se i rifiuti generano calore. La persistenza di radioattività determina per quanto tempo i rifiuti devono esser gestiti. La concentrazione e la generazione di calore indicano come i rifiuti devono esser maneggiati. Queste considerazioni forniscono anche informazioni sui metodi idonei di smaltimento.
      La classificazione varia leggermente da Paese a paese, ma generalmente le categorie accettate internazionalmente sono :
      Rifiuti a bassissima radioattività o non radioattivi (VLLW). Questa categoria include quantità trascurabili di radioattività e può esser trattata come i rifiuti domestici.
      Rifiuti a bassa radioattività (LLW). Include la maggior parte dei rifiuti derivanti dal ciclo di combustibile. Comprende carta, stracci, strumenti, vestiario, filtri etc., che contengono piccole quantità di radioattività essenzialmente a breve vita. Non richiedono schermatura nelle fasi di maneggio e trasporto e per ridurne il volume, questi rifiuti vengono spesso compattati o bruciati prima dello smaltimento. Globalmente essi rappresentano il 90% del volume totale, ma contengono solo 1% della radioattività complessiva.
      Rifiuti a radioattività intermedia (ILW). Comprendono maggiori quantità di radioattività e di norma, richiedono una schermatura. Lo schermo può essere una barriera di piombo o di acqua per proteggere dalle radiazioni penetranti come i raggi gamma. I rifiuti a radioattività intermedia comprendono essenzialmente resine, fanghi chimici, rivestimenti metallici del combustibile così come materiali contaminati derivanti dal “decommissioning”. Possono esser solidificati in calcestruzzo o bitume per lo smaltimento.
      Rifiuti ad alta radioattività (HLW). Includono i prodotti di fissione e gli elementi transuranici prodotti nel reattore che sono altamente radioattivi e generano calore. I rifiuti ad alta attività rappresentano oltre il 95% della radioattività totale, anche se la quantità di materiale prodotto è modesta, circa 25-30 tonnellate di combustibile spento o tre metri cubi per anno di rifiuti vetrificati per un tipico grande reattore (1000 MWe, tipo ad acqua leggera).
      Per gestire i rifiuti ad alta attività sono utilizzate due differenti strategie. Lo smaltimento entro rocce stabili e profonde ha registrato progressi significativi negli ultimi dieci anni, particolarmente per quanto riguarda la comprensione, la caratterizzazione e la modellazione delle barriere di sicurezza naturali o appositamente costruite.
      Sistemi alternativi di smaltimento dei rifiuti radioattivi sono sembrati spesso promettenti ancor prima di considerare tutti gli aspetti della proposta. Ci sono coloro che, per svariate ragioni, suggeriscono fortemente lo smaltimento superficiale o la trasmutazione (Carlo Rubbia).
      La comunità internazionale considera lo stoccaggio superficiale “esteso” o “indefinito” come una alternativa allo smaltimento profondo; al più offre un rinvio allo smaltimento finale. Anche la trasmutazione non è considerata come una alternativa; al più riduce il volume o cambia la distribuzione isotopica dei rifiuti che richiedono lo smaltimento. Lo smaltimento finale dei rifiuti ad alta radioattività è richiesto a tempo debito, ma non c’è ragione di doverlo realizzare con urgenza. La prassi internazionale è contraria allo “smantellamento accelerato”. Anzi, al contrario, quanto più i rifiuti radioattivi ad alta attività sono immagazzinati in un deposito

      (HLW separati con il “reprocessing”) vengono ”immobilizzate”.
      • Vengono poi “sigillate” entro contenitori resistenti alla corrosione come l’acciaio inossidabile o il rame.
      • Finalmente vengono “sepolte” in una formazione rocciosa stabile.
      Il primo impianto al mondo per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi fu realizzato ad Oak Ridge, negli Stati Uniti, nel 1944, come parte del programma militare. Attualmente, nei passati 40 anni sono stati realizzati a livello mondiale, circa 100 depositi in superficie e ulteriori 40 sono previsti per il 2015. Negli anni ’90 gli Stati UNiti hanno cercato di convincere la tribù Apache dei Mescaleros (Nevada) di accettare la realizzazione nella loro riserva di un deposito temporaneo di rifiuti radioattivi (Monitored Retrievable Storage (MRS) facility) in cambio di assistenza sanitaria ed altri benefici economici indispensabili alla tribù. Attualmente, gli Stati Uniti hanno approvato ed è in avanzato stadio di realizzazione in Nevada (Yucca Mountain) all’interno di una caverna scavata nella roccia della montagna, un deposito definitivo (“final nuclear waste depository”).
      Esempi di depositi geologici in rocce stabili e profonde sono operativi come “intermediate nuclear waste storage” in Svezia, al SFR (Swedish Final Repository). presso la centrale nucleare di Forsmark e al “interin storage” CLAB (Central interim storage for spent nuclear fuel) vicino alla centrale nucleare di Oskarsham e in Finlandia presso la centrale nucleare di Olkiluoto, dove sono stati scavati pozzi profondi diverse centinaia di metri in formazioni geologiche stabili. Esempi di depositi in superficie (“surface storage depository o interim storage facility”), esistono invece in Francia (La Hague e Marcoule ), Giappone (Rokkasho-Mura), Germania (Gorleben) , Regno Unito (Sellafield), Spagna (Salamanca) e Svizzera (Wellenberg).
      Un’altra alternativa, usata nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e Ungheria, è quella di “esportare” i rifiuti radioattivi in Russia o in Cina. La Cina ad esempio ha offerto alla Germania di seppellire le scorie radioattive tedesche nel deserto di Gobi. La Federazione Russa ha proposto (Maggio 2001) di accettare, al prezzo di 1600$ per kg., il combustibile irraggiato proveniente da altri Paesi. La proposta, in alternativa allo smaltimento definitivo, si riserva l’opzione del riprocessamento per rivendere poi il fissile ricuperato, ove l’operazione sia economicamente vantaggiosa. Anche Kazakistan e Cina offrono simili opzioni.
      Il costo stimato per smaltire in depositi geologici il combustibile spento varia da 0.4M$ per TWh negli USA a circa 1.8 M$ per TWh in Finlandia. Questi costi variano a seconda dell’irraggiamento e del tempo di decadimento del combustibile irraggiato.
      Se il combustibile spento é stato riprocessato, il costo dell’assai minor volume dei rifiuti da smaltire è di circa 0.25 M$ per TWh nel Regno Unito e di circa 1.65 M$ per TWh in Svizzera. Assumendo un costo di generazione di US$50 per MWh, il costo dello smaltimento risulta pari a una modesta frazione (meno del 3%) del costo di produzione dell’energia elettrica .
      C’è, infine, un interessante esempio in natura di uno stoccaggio geologico a lungo termine in una miniera di uranio durato milioni di anni. Nel 1972 sono stati scoperti diverse reazioni nucleari avvenute nella miniera di uranio ad Oklo, nella Repubblica dell’Africa Occidentale, il Gabon. Il deposito del minerale, che conteneva circa il 3% di U-235, dette inizio, milioni di anni fa, ad una reazione nucleare auto-sostenuta. Analogamente a quanto avviene nei reattori, anch’esso generò rifiuti radioattivi ad alta radioattività fino a 5000 kg di prodotti di fissione e di elementi transuranici che oggi si ritrovano solo nell’ uranio irraggiato nelle centrali nucleari. La reazione a catena di Oklo durò ininterrottamente per più di 500,000 anni. Nonostante la collocazione in un clima umido e tropicale, il deposito di uranio di Oklo e i rifiuti radioattivi prodotti sono rimasti sicuri rinchiusi nel deposito naturale per i passati 2 miliardi di anni. La maggior parte delle scorie radioattive prodotte sono rimaste dove erano state generate, fornendo una conferma sperimentale che lo smaltimento finale dei rifiuti radioattivi, come illustrato, potrà esser assicurato in sicurezza per un tempo indefinito.

    2. Michele Greco scrive:

      Carissimo ing. Pitruccio Soraperra,
      è mai possibile che la loquacità e le importanti sue considerazioni, si siano fermate al 2007?
      In questi ultimi tre anni ha perso il piacere di comunicare; in tre anni un po’ di tempo per la comunicazione e l’informazione si può trovarlo. Comunque apprezzo il suo lavoro e la chiarezza delle sue precisazioni che andrebbero più divulgate.
      Michele Greco

    3. Michele Greco scrive:

      Nel 68 se non sbaglio, in un passaggio sull’Ing.Felice Ippolito che ha lasciato a tutti una preziosa eredità di rettitudine, palese sin dalle sue lezioni unversitarie all’Umberto I di Napoli, (è stato professore di mio fratello fisico nucleare),tra gli interventi degli estimatori e degli amici ho sorpreso una proposta fatta da Angelo che ripropongo:

      Angelo scrive:

      26 Agosto 2008 alle 17:47
      Visto che siamo in tanti su questo blog a pensare che l’Italia indipendente sia da realizzare, proporrei di fondare un comitato con il seguente titolo:

      Rinascimento Energetico Italiano (REI).

      Obiettivi: Costruire un movimento sia culturale sia tecnico fatto da esperti ma anche da cittadini, che vogliano attivamente allargare e diffondere le conoscenze energetiche e nella ricerca di nuove metodologie di accumulazione e distribuzione dell’energia.

      Non meno importante bisogna sottolineare che il nucleare non e’ solo opportunita’ ma anche metodologia nella gestione delle scorie, che per loro natura producono danni irreparabili all’ambiente.
      Non si puo’ parlare di nucleare senza un preciso programma di smaltimento e/o riconversione delle scorie nucleari.

      Inoltre, la ricerca energetica si fa con preparazione e tempo ma necessariamente valicando i confini italiani per recepire i finanziamenti europei in tal senso.

      Che ne dite ?

      Angelo

      Purtroppo personalmente arrivo a certe questioni con scoppio ritardato, ma ora mi trovo in gioco in un campo per me importantissimo anche se conosciuto solo nella sua apparenza giornalistica.
      Mi trovo a dialogare con voi, per caso, ma non per caso desidererei essere utile per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica invitandola ad informarsi, a capire, a togliersi i paraocchi-
      L’idea di Angelo potrei inserirla nei suoi sviluppi nel nostro periodico di scienza ed umanistica “Terza Pagina” che nasce col nascere di questo faticoso Circolo della Stampa. Potrei anche ospitare convegni e riunioni presso il nostro auditorio di 300 posti e organizzare manifestazioni didattiche e dimostrative in uno o più dei magnifici spazi di questo ex convento cinquecentesco di Viterbo.
      Penso che l’amico,( me lo consente?) Luigi Filippo von Mahlem ne sarebbe soddisfatto dati i natali in terra di Tuscia.
      Si può fare qualcosa per agitare queste acque stagnanti?
      Inviatemi una vostra Email perchè vi aggiorni con del materiale sia della nostra multimediale attività, sia della “Terza Pagina”

    4. Renzo Riva scrive:

      C.I.R.N.
      Comitato Italiano Rilancio Nucleare
      è da anni che esiste ed il Presidente ing. Paolo Fornaciari deceduto lo scorso anno il 31 Luglio era stato il dirigente responsabile delle Attività Nucleare dell’Enel ed il progettista della centrale nuccleare nel sito di Montalto di Castro.
      Pertanto, caro Michele Greco, se volete confluire nel C.I.R.N. le porte sono aperte a meno di particolarismi che rispondono ad altre logiche.

      http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/adecom.htm

      Il segretario ing. Giorgio Prinzi risponde ad eventuali richieste anche per e-mail:

      com-nuc.segreteria@libero.it

    5. Michele Greco scrive:

      Credo di essere frainteso.
      Non intendo, almeno per ora, occuparmi e preoccuparmi di altro oltre a preoccuparmi e occuparmi di quanto già da anni mi occupa e mi preoccupa.
      I miei interventi vorrebbero aprire una possibile comunicazione tra parti che non riescono a comunicare; vuoi per linguaggi e culture diverse, vuoi per intentimenti ed occupazioni diverse.
      Da quello che leggo in “Archivio Nucleare” mi rendo conto che i media sono mal informati o addirittura volutamente disinformati sulla validità o meno dell’ Energia Nucleare’ oggi addirittura definita classica, e sui pericoli delle radiazioni. Ognuno ha un’opinione diversa fortemente ancorata al non sapere ed alla pubblicità interessata di parte avversa al progresso.
      Personalmente riterrei opportuna una campagna di informazione più chiara, penetrante, di grande diffusione e di leggibilità.
      Mi sto offrendo col mio poco ad una possibile utilità in questo senso; aderire o meno ad organismi, comitati ed istituzioni per me è un più allettevole ma non saprei se poi nello specfico vi possa essere realmente utile.
      Comunque grazie e….fatevi sentire.

    6. Pietruccio scrive:

      x Michele Greco

      “Carissimo ing. Pitruccio Soraperra,
      è mai possibile che la loquacità e le importanti sue considerazioni, si siano fermate al 2007?”

      No. Se giri per questo sito, nelle varie pagine e nei commenti troverai molti commenti miei.

      E’ solo un periodo un po’ così.

      Ho appena fatto una conferenza sulla questione energetica nel mio paese e un corso di aggiornamento ai colleghi (insegno fisica alle superiori). Quindi non sto fermo. Sto solo cercando di dosare le forze.

      A risentirci.

      Ciao

    7. Michele Greco scrive:

      Ho ricevuto in questo momento un “commento” di un mio amico di Napoli.
      Ve lo inserisco integralmente.
      Quanto leggerete credo possa rafforzare il “concetto sull’informazione” al quale ho fatto riferimento nel mio precedente commento.
      Michele

      Michele Greco,
      quanto mi hai fatto leggere nel merito dell’oggetto
      non rientrerebbe direttamente nelle questioni dal sottoscritto
      lamentate.
      Molto probabilmente i mini reattori darebbero meno molestie
      come d’altra parte la radioattività presente in natura, da sempre esistita,
      mai avvertita

      gli effetti più eclatanti lamentati di interazione sono quelli termici,
      oltre a divenire radiazioni ionizzanti trapassando e trasportando
      ogni tipo di inquinante da farci respirare, come il benzene e tutti
      i derivati degli idrocarburi (quanti casi di leucemia nei primi anni del 2000 ! per ripetitori messe nelle fogne
      tanto che il nostro Sindaco dovette emettere un’ordinanza immediata per farli togliere da quei luoghi )

      quanti casi di ictus e infarti per un “colpo” al nervo vago, vagamente conosciuto
      dai più

      Quante cataratte in meno da far rilevare ed operare,
      quante operazioni ortopediche in meno di sostituzioni di pezzi d’ossa
      come quelle dell’anca, etc.etc..

      al proposito leggiti alcuni chiarimenti
      proprio sui suddetti effetti considerati dall’OMS e da quanti altri studi fatti da U.O.

      Il buon costume dei miei condomini mi hanno reso gli immobili inservibili
      da vent’anni a questa parte e peggio ancora dall’agosto del 2002 ( legge Gasparri ).

      Qualcuno mi aveva avvertito di ciò che mi sarebbe accaduto dissentendo a pagamenti
      di quote millesimali dovute per legge da altri pagare messe molto bene in evidenza
      nel verbale del 10 febbraio del 1988 allegato agli atti delle cause.

      Immobili i miei idonei per deposito di merda e
      per metterci altri elettromagneti
      e/o ripetitori di segnali in radiofrequenza, sia ben chiaro: rigorosamente
      abusivamente come
      è buon costume fare da tempo un po’ e troppo dovunque.

    8. Cher scrive:

      X Michele Greco
      Mi scusi , ma non ho capito, potrebbe gentilmente spiegarmi il suo ultimo commento?
      Nel suo penultimo e nello specifico “Personalmente riterrei opportuna una campagna di informazione più chiara, penetrante, di grande diffusione e di leggibilità. mi trova perfettamente d’accordo, ma le posso garantire che “inoculare” i più elementari concetti sul nucleare a chi di nucleare associa il termine stesso con Chernobyl e per più “eruditi” centrali nucleari = scorie =cancro è un’impresa persa in partenza!
      Naturalmente trovare un metodo o inventarne uno per superare questa barriera , sarebbe di grande soddisfazione!

    9. Renzo Riva scrive:

      greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=6315&l...

      Si sta ribaltando il Mondo.
      Grennreport dà voce all’ing. Giorgio Prinzi segretario del C.I.R.N.

      [ 19 agosto 2010 ] Comunicazione | Energia

      Perle d’agosto, 2: Io propalo, tu propali, egli epiteta: il nucleare obsoleto perfino nella comunicazione

      Ogni commento è superfluo per questo comunicato. Basta forse sottolineare questo passaggio: “non tutta la stampa ha lo stesso approccio di regime”. Il regime sarebbe quello ecotalebano, e l’informazione corretta sarebbe quella de Il Giornale…..

      ROMA. Il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare si trova costretto a fare presente al disinformato Maurizio Zipponi, Responsabile Lavoro e Welfare di Italia dei Valori, che in Francia sono attivi 58 reattori nucleari di elettrogenerazione, che contribuiscono al 78% dei suoi fabbisogni elettrici; in Germania sono attivi 17 reattori nucleari, che producono circa il 27% del fabbisogno elettrico con una potenza installata di 20.339 megawatt. Inoltre, attraverso l’elettrogenerazione con centrali alimentate a carbone la Germania soddisfa circa il 47% dei suoi fabbisogni elettrici, mentre il fotovoltaico contribuisce in termini di energia con meno dello 0,5%, nonostante i 3.800 megawatt elettrici di potenza di tale tipo installata. Si fa notare all’ecotalebano Zipponi come la resa energetica del fotovoltaico sia, a parità di potenza installata, oltre 10 volte minore di quella che viene erogata da una pari potenza nucleare. Inoltre, il chilowattora cosiddetto rinnovabile spreme consistenti risorse dalle tasche del cittadino utente o contribuente.

      L’ecotalebano Maurizio Zipponi non sembra infatti essere a conoscenza che tutte le fonti rinnovabili si reggono su generose regalie dei governi, i quali, a cominciare da quello tedesco e francese a quello spagnolo, hanno iniziato a decurtarle proprio a causa del loro impatto negativo sull’economia. In Italia si è cominciato a parlare di tagli a queste generosissime regalie dopo le dimissioni del ministro Claudio Scajola, provocando violentissime reazione dei signori delle rinnovabili che fanno floridi affari grazie a questo tipo di predazione energetica in bolletta. Senza regalie le rinnovabili non si reggerebbero, ma contro ogni evidenza Zipponi epiteta il nucleare come fonte obsoleta e costosa. E la stampa con un inqualificabile atteggiamento censura, probabilmente anche in questa occasione censurerà, chi, come il Cirn, porta, peraltro documentate, argomentazioni contrarie.

      «Nel constatare un approccio settario, censorio e in aperto contrasto con le regole di completezza e pluralità dell’informazione imposte dalla deontologia professionale - dichiara con profonda amarezza l’ingegner Giorgio Prinzi, Segretario del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare - provo imbarazzo, essendo anche giornalista pubblicista, nell’avere come colleghi, sia pure della categoria dei professionisti che conseguono tale titolo dimostrando di sapere mettere insieme su un argomento a tema una ventina di righe e senza che venga loro richiesta specifica professionalità nei settori che andranno a trattare, giornalisti che fanno informazione con un approccio che appare ideologico, fideistico, avulso dalla realtà oggettiva. Professionisti di questo genere, che compromettono anche l’immagini e la credibilità di noi pubblicisti, dovremmo cacciarli a pedate dall’Ordine in cui siamo maggioranza numerica».

      Certo, non tutta la stampa ha lo stesso approccio di regime, ma come nel caso dell’articolo alla pagina web

      ilgiornale.it/interni/il_grande_flop_fotovoltaico/22-03-2010...

      si tratta di un pezzo di un editorialista che non è giornalista professionista, anzi è lo scritto di un accademico non iscritto o non ancora iscritto all’Ordine dei Giornalisti, neppure come pubblicista. Sembra che per diventare docenti si debba scrivere più di una ventina di righe su materie che si deve dimostrare di conoscere a fondo, non come certi cronisti che scrivono di energia facendo confusione tra chilowatt e chilowattora.

      «Al contrario dell’esponente di Italia dei Valori - prosegue il Segretario del Cirn - chiediamo al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di accelerare il programma nucleare, perché solo godendo del più basso costo dell’energia prodotta da tale fonte la nostra economia potrà rilanciarsi al ritmo di quelle che già godono del beneficio della produzione da fonte nucleare, come quella francese e quella tedesca a sproposito citate da Zipponi. Al ministro Giulio Tremonti il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare chiede invece di provvedere ad estirpare al più presto, eliminando ogni regalia a loro sostegno, il cancro delle rinnovabili che creano virtuali e costosissimi pseudo posti di lavoro, che con il loro onere economico mettono in crisi l’economia produttiva sana, come è avvenuto nelle isole maggiori con il caso Alcoa, in Sardegna, e la Fiat di Termini Imerese, in Sicilia».

      Suggeriamo a quanti non ci credono o, come i pii giudici del Sant’Uffizio che condannarono Galileo anteponendo la verità di fede al dato oggettivo, la lettura del documento di cui a seguire pubblichiamo come illustrazioni le tre pagine di apertura. Precisiamo che l’eventuale difficoltà a leggerlo è dovuta al testo in inglese, non al fatto che sia stato redatto in molisano stretto.

      Purtroppo l’incompetenza di molti politici ed esponenti di partito e il modo settario ed univoco di fare informazione della stampa ideologicamente asservita sono stati quanto mai quanto mai perniciosi per gli interessi dell’Italia. Riportiamo quanto scritto al riguardo in un articolo del 22 febbraio 2010 da Rinaldo Sorgenti, Vicepresidente di Assocarboni e Vicepresidente della Stazione Sperimentale per i Combustibili, uno di quei tecnici verso le cui affermazioni gli attuali sommi giudici dell’informazione hanno un atteggiamento omologo a quello dei pii giudici che condannarono Galileo. Si diventava giudici del Santo Uffizio per saldezza di fede; oggi purtroppo si diventa in genere professionisti dell’informazione per saldezza di fede politica ed ideologica.

      «La Germania (con circa 81 milioni di abitanti), che emette ogni anno 1.230 milioni di tonnellate di CO2 ed ha il 47% di carbone nel mix energetico, - conclude il suo scritto Rinaldo Sorgenti, Vicepresidente di Assocarboni - appare già sotto del 2,8% rispetto al “tetto” di emissioni di CO2 loro assegnato (eccedenze di oltre 40 milioni di tonn./anno!), mentre l’Italia (con circa 58 milioni di abitanti), con i propri 520 milioni di tonnellate/anno di CO2 ed il 59% di gas nel mix energetico nazionale, appare in ritardo per circa il 13% rispetto al “tetto” di emissioni di CO2 assegnatoci. Vi sembra che Italia e Germania siano state trattate nello stesso modo? Per non parlare poi della Francia e della Gran Bretagna. Nella speranza di aver contribuito a fare un po’ di chiarezza, invito tutti a documentarsi meglio su tutti questi argomenti ed a pretendere maggiore informazione tecnica per poter meglio valutare tutti questi argomenti, così importanti per noi tutti».

      Con politici ed esponenti di partito che prendono posizione solo per convinzione fideistiche talebane e con una stampa che sistematicamente censura quanti li controbattono, non può esserci speranza alcuna. Presidente Silvio Berlusconi, anche questo è uno dei tanti problemi che dovrà affrontare e risolvere.

    10. Michele Greco scrive:

      Approvo, con compiacimento, sia l’intervento-commento di Cher
      che comunque rafforza il mio concetto di “voluta incomunicabilità informativa”, sia quest’ultimo di Renzo Riva che proporrei se fosse possibile pubblicarlo sul nostro periodico “Terza Pagina” d’imminente uscita.
      Quanto scrive Renzo Riva è da me condiviso ed in particolare la posizione equivoca di un certo giornalismo ineducato, volutamente disinformato, decisamente contrario all’ontologia professionale. A proposito invio parzialmente un testo inerente l’argomento da tempo pubblicato e riproposto all’inaugurazione del Circolo della Stampa che presiedo:
      (…) E così i nostri amici, non più comunisti, non più marxisti, non più crociani, non più hegheliani, non più pensatori, pur militando in partiti definiti democratici, strumentalizzano la ragione con la ragione medesima, purché nasca il loro uomo sociale, purchè s’intenda per sociale tutto ciò che è contrario a se stesso naturale ed alla sua ragione di fatto e di diritto.
      Dicevamo che, comunque, tutto il mondo sociale finisce poi per adeguarsi a questa “non-filosofia” del pensiero comunitario e politico. L’arte e in particolar modo il mondo scientifico, sono una evidente denuncia di questo lento cambiamento dove all’idea, o prende posto il partito, o il niente. E allora? Allora niente…dove l’uomo condiziona la ragione, la ragione, non ha ragione di essere…. ci auguriamo che nell’assenza di pensiero e di creatività, si possa segretamente concimare un arido terreno dove un seme (speranza) cresca perché nasca un’idea. Sono convinto che è difficile parametrare, in uno spazio giornalistico, il linguaggio dell’arte e quello della scienza, con quello della politica; tale “irrilevante” problema culturale avrebbe meritato un approfondimento perché fosse evidente l’influsso di una certa politica ed il suo danno. E’ sufficiente notare come anche nelle discipline alle quali faccio riferimento ed ai loro distinti linguaggi, con i quali si manifestano, vi sia troppo spesso assenza di idee, vi sia similitudine e ripetitività, scopiazzamenti, vaghe emulsioni per nessuna emozione. E’ un fenomeno locale? Direi di no! Resta comunque il fatto che oggi, col nascere del Circolo della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia, si sia potuto conoscere e capire il comportamento e l’opportunismo di un certo giornalismo di parrocchia gestito da chi dovrebbe informare e non disinformare. Il boicottaggio che oggi noi abbiamo subito da parte di questi opportunisti, assenti “intelligenze” del giornalismo locale, non ha fatto altro che spronarci a continuare con più convinzione, augurandoci che in questi si possa risvegliare un amor proprio che li spinga al rispetto di dette iniziative e rivedere le proprie posizioni dannose alla loro coscienza così oggi mortificata; lesive, infine, del buon senso e del dialogo comune nei quali abbiamo riposto le nostre aspettative ed il nostro futuro culturale.

    11. Cher scrive:

      Onorato! Mi permetta di segnalare per il suo circolo della stampa questo “fresco” studio sul nucleare segnalato sul forum nuclearmeeting.com da Sexiteo http://www.ambrosetti.eu/_modules/downlo…ry_ITA.pdf

      Non ultimo, vista la piacevole lettura dei suoi commenti , non ha preso in considerazione di approdare con il suo circolo sul forum , in modo da poter articolare con maggiore riflessioni i suoi /Vostri punti di vista sull’argomento nucleare?

    12. Michele Greco scrive:

      Non riesco ad aprire il suo “ambrosetti” nè contattare forum.
      Cosa devo fare?
      Comunque grazie

    13. Cher scrive:

      ambrosetti.eu/_modules/download/download/it/documenti/ricerc...

      *************************

      http://www.nuclearmeeting.com

      *******************
      Provi ora

    14. Renzo Riva scrive:

      Michele Greco scrive:
      13 Settembre 2010 alle 12:11

      sia quest’ultimo di Renzo Riva che proporrei se fosse possibile pubblicarlo sul nostro periodico “Terza Pagina” d’imminente uscita.

      L’articolo è stato firmato dall’autore l’ing. Giorgio Prinzi.
      A Cesare…

    15. Cher scrive:

      verrà pubblicato?

    16. Michele Greco scrive:

      Se mi si autorizza, si!
      Michele Greco

    17. Renzo Riva scrive:

      giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm

      L’ing. Giorgio Prinzi autorizzerà senz’altro.
      Mettersi in contatto tramite:

      RECAPITI CIRN
      Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare
      06.7049.6222 - 339.12.67.704
      com-nuc.segreteria@libero.it

      COMUNICATO STAMPA
      Attraverso la rete il nuovo Umanesimo
      per il Rinascimento culturale della Nazione

      In rete nuovi documenti di corretta informazione scientifica con cui il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare si sforza di combattere il clima oscurantista e di caccia streghe del nuovo Sant’Uffizio dei talebani dell’ecoambientalismo e di innescare una nuova vera rivoluzione culturale copernicana.

      (Roma 13 ottobre 2010 ) - Il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare rende disponibili in rete per quanti siano assetati di corretta e puntuale informazione in materia di energia e di fonti di energia due power point del professor Franco Battaglia, Docente di Chimica Ambientale all’Università di Modena ed editorialista de “il Giornale”, e due pdf dell’ingegner Giorgio Prinzi, Segretario del Cirn e giornalista pubblicista collaboratore di varie testate.
      I documenti sono visionabili e scaricabili, insieme ad altri già resi disponibili prima, senza restrizione alcuna dalla pagina web www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm.
      Il primo power point di Franco Battaglia, che si apre premendo sulla dizione L’energia solare vista dal professor Franco Battaglia, illustra il solare come fonte d’energia, mettendone in luce gli aspetti che la rendono una “soluzione bufale”; il secondo, che si apre premendo sulla dizione Le influenze dell’energia solare sul variare del clima, illustra anche attraverso illustrazioni d’epoca le variazioni climatiche avvenute nei recenti secoli passati quando, ad esempio, gelava la Laguna di Venezia: I documenti sono un supporto a conferenze frontali.

      Il primo pdf relativo a Giorgio Prinzi, che si apre premendo sulla dizione L’effetto serra esiste davvero o ha altra natura?, spiega come sia improprio paragonare l’atmosfera ad una serra ed introduce più moderne teorie per spiegare i cambiamenti climatici; il secondo, che si apre premendo sulla dizione È davvero l’anidride carbonica a cambiare il clima?, illustra i dati più recenti che portano a ritenere che l’incremento di concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera sia un effetto dei cambiamenti climatici e non viceversa.

      Il Cirn ha già divulgato con un comunicato stampa in data 28 settembre il testo della lettera di protesta che l’ingegner Marino Mazzini, Full Professor of Nuclear Safety, Department of Mechanical, Nuclear and Production Engineering, University of Pisa (l’inglese è d’obbligo perché i preparatissimi neolaureati che la Facoltà ha continuato a formare hanno in grande maggioranza dovuto chiedere “asilo culturale” all’Estero, in quanto vituperati in Patria) ha inviato alla Rai e alla competente Autorità confutando la requisizione da Sant’Uffizio contro il nucleare fatta nel corso della puntata del 19 settembre del “pio” programma “Presa Diretta”, una vera e propria caccia alle “nuove streghe” del nucleare.

      Diamo ora notizia di una analoga e più ampia iniziativa di Edoardo Cicali, Referente Cirn per la Regione Toscana, che ha inviato via posta ordinaria la lettera di protesta, di cui, a seguire, pubblichiamo il testo.

      Egr. Dott.ssa Vincenza Alessio Ruffo
      Capo Ufficio Stampa Presidenza del Consiglio
      Palazzo Chigi – Piazza della Colonna, 370 - 00187 ROMA

      Egr. Dott. Sottosegretario Stefano Saglia
      Ministero Sviluppo Economico
      Gabinetto del Ministro-Via Molise, 2 - 00187 ROMA

      Egr. Dott.ssa Ministro Stefania Prestigiacomo
      Ministero Ambiente Tutela Territorio e del Mare
      Viale Cristoforo Colombo, 44 - 00147 ROMA

      Addì, 03 Ottobre 2010

      Oggetto: rilancio del nucleare e divulgazione errate notizie

      Egregio/a e Stimati Signori,

      in qualità di membro del C.I.R.N (Comitato Italiano Rilancio del Nucleare) sezione Toscana, Vi scrivo per sottolineare il clima di insopportabile propaganda antinucleare che, dal referendum del 1987, ha sempre imperato nel nostro paese e che oggi, a seguito della lodevole decisione governativa di un futuro ritorno all’atomo, si ripresenta ancor più forte ed invadente.
      Ultimo esempio è stato la sera del 19 Settembre u.s. su Rai Tre – emittente peraltro non nuova a trasmissioni ideologicamente concepite contro il nucleare – nel programma “Presa Diretta” ove è stato proposto un vergognoso documentario nel quale lo sfruttamento per fini civili del nucleare veniva descritto sia come l’unico responsabile di inquinamento e morte sia come una specie di piaga economica e sociale.
      L’intento di questa lettera, non è tanto il polemizzare con questo e quel mass media per gratuite affermazioni sull’argomento ma attirare la Sua attenzione sul fatto che alla popolazione, in particolare a quella che poi si dovrà esprimere sulla possibilità di accettare un impianto nucleare nel proprio territorio, arriva solo cattiva informazione, notizie e dati grossolanamente errati che vengono proposti come esatti e incontestabili.
      Spesso io, gli altri membri del comitato ed il nostro Presidente Dott. Ing. Giorgio Prinzi, il Dott. Renzo Riva del CIRN sezione Friuli Venezia Giulia, l’attivissimo Prof. Franco Battaglia ed altri, ci domandiamo come un normale cittadino si possa fare un’opinione valida sull’utilizzo dell’energia nucleare se in TV, alla radio o sui giornali l’unica cosa che viene proposta è l’equazione “ nucleare = morte”
      Anche ai rari talk show sull’argomento, spesso i partecipanti sono politici, psichiatri, economi, cantanti, ecc. tutti più o meno di parte(antinucleare, ovviamente) ma mai nessuno esperto del settore.
      In questo contesto si rischia di ripetere l’errore di ventitre anni fa, quando gli italiani, bombardati dalla propaganda antinucleare e con la paura del post – Chernobyl ancora forte, furono chiamati a pronunciarsi su una questione particolarmente complessa.
      Inoltre al momento della decisione definitiva dei siti, sarebbero inevitabili accese proteste da parte degli interessati che, sentendosi relegati al ruolo di vittime, vedrebbero nella possibilità di un impianto nucleare nelle vicinanze, non una possibilità di lavoro e sviluppo ma una specie di sopruso di Stato. Sul nucleare, purtroppo, quelli che hanno diritto a parlare sono solo gli oppositori senza possibilità di contraddittorio da parte di esperti, sempre visti o come persone losche o volgari “affaristi”.
      Conoscendo La Vostra preparazione e sensibilità al riguardo, chiediamo l’ avvio di una campagna di informazione, al fine di riuscire ad ragguagliare seriamente gli italiani sull’argomento. Questo sicuramente attraverso i mass media, ove la trasparenza su tutti i vari aspetti, metodi e tecniche del settore nucleare venga illustrata senza disparità di spazi, mezzi e tempi fra chi è a favore e chi è contrario.
      Inoltre ci chiediamo, nonostante il clima incerto e conflittuale venuto a crearsi in questi ultimi mesi nella maggioranza di Governo, come mai l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, la quale doveva partire già durante l’estate, non si stata ancora costituita.
      Esperti ed interessati nel settore energia, primo su tutti l’A.D. Enel Fulvio Conti, affermano che si può cominciare l’iter autorizzativo per la costruzione del primo impianto solo dopo che sia stata costituita la suddetta agenzia.
      Nel mentre che si aspetta l’avvio di questo ente, orde di giornalisti ed improvvisati ecologisti, su tv, giornali, programmi radio e blogs, si danno da fare per diffondere fra la gente falsità, dati sbagliati e/o inventati paure e sospetti di ogni genere.
      Questa è solo un’accorata analisi del momento che si estranea da ogni tipo critica ma, al contempo, chiede un intervento decisivo al fine di non aggiungere altro tempo perso in favore di chi, in nome di un ambientalismo becero e dannoso, vuol lasciare ancora il nostro paese nella quasi totale dipendenza energetica.
      Noi del C.I.R.N. in collaborazione con l’A.I.N (Associazione Italiana Nucleare) già da tempo lavoriamo a questo scopo, ma spesso, a livello locale incontriamo ostacoli di vario genere che rallentano non di poco il raggiungimento dei nostri obbiettivi o meglio, del nostro obbiettivo: informare correttamente gli italiani sull’uso dell’energia nucleare.
      A tale proposito riporto le affermazioni del nostro Presidente, Dott. Ing. Giorgio Prinzi, con le quali, ironicamente, si lamenta di come sul tema imperi una censura spregiudicata: “Il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare urla inascoltato la sua denunzia sull’oscurantista clima da caccia alle streghe che fa bersaglio prediletto le attività del settore nucleare, espressione di una scienza avanzata che spaventa quanti non riescono a comprenderla e cercano di esorcizzarla come creatura del demonio. Le nuove “streghe” sono le attività nucleari, oggetto di unanime condanna dei “probi e timorati di Gea”, la Gran Dea Madre ispiratrice del nuovo paganesimo talebano ecoambientalista, che fanno a gara per testimoniare improbabili scenari omologhi a quelli testimoniati e giurati da tanti “probi e timorati di Dio” in processi contro vittime innocenti accusate di stregoneria e, in base a quelle “genuine ed attendibili” testimonianze, condannate al rogo per stregoneria. Proprio per questo il Cirn si sta impegnando a produrre una serie di audiovisivi didattici in tema di energia. I primi due documenti della serie sono già in rete alla pagina web www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm che si aprirà digitando il suo indirizzo nell’apposita casella del proprio programma di navigazione telematica o, in alternativa, premendo sulle icone che visivamente stanno ad indicare la censura sistematica del regime ecoambientalista.
      «I nostri mezzi sono praticamente inesistenti - afferma Giorgio Prinzi, Segretario del Cirn - ma l’incompetenza dei fanatici ed oscurantisti oppositori del nucleare e, per questo, strumentalmente adoratori di soluzioni animistiche e panteistiche nel culto della Gran Dea Madre (Gea, la Terra) è abissale. Basta comunque una fioca luce, quale la nostra, per cominciare a squarciare il buio dell’oscurantismo imperante. Contiamo sull’intelligenza della gente e sui moderni mezzi di comunicazione che sono anche strumenti di libertà».
      In allegato (non inseriti in questo comunicato stampa: N.d.R.) Le proponiamo il documento che riporta le proteste del Prof. Marino Mazzini – Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione con dottorato in Sicurezza Nucleare ed Industriale presso l’Università di Pisa – indirizzate alla Rai dopo la messa in onde della puntata “PresaDiretta”.
      Inoltre, visto che il tema delle scorie nucleari e del relativo smaltimento spesso viene trattato in maniera ottusamente ideologica, Le propongo un’interessantissima ed esaustiva spiegazione del Dott. Ing. Ugo Spezia, segretario nazionale dell’A.I.N, sull’argomento durante un convegno a Piombino lo scorso 04/06/2010
      RingaziandoVi per la Vostra Cortese attenzione, Vi saluto cordialmente,
      Edoardo Cicali – C.I.R.N. Toscana

    18. Cher scrive:

      I filmati non si scaricano. Non potete caricarli su Youtube o google video?

      Non ultimo, la posta prioritaria è l’equivalente di mettere le lettere nella carta straccia….. non verranno mai consegnate, forse vengono buttate allo smistamento? Non c’è altra ragione per spiegare la loro non consegna!

      Lodevole iniziativa, ma credo che l’interesse sia, in questo periodo, più propenso ad un nuovo “collante” per la ” cadrega” che l’impegno verso l’obbligo morale di svolgere l’incarico come da giuramento fatto!
      Mi auguro di sbagliarmi. :)
      In attesa di leggere la loro risposta,qualora ci fosse, l’allegato non inserito sarebbe di buon auspicio poterlo consultare da qualche parte.

    19. Renzo Riva scrive:

      http://www.youtube.com/user/CIRNenergie

      http://www.youtube.com/watch?v=AYIvl74bq5s

      http://www.youtube.com/watch?v=9TX5YUb7DmY

      http://vimeo.com/6064249

      giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm

      Con explorer pulsante destro e “Salva oggetto con nome …”

      renzoslabar@yahoo.it
      +39.349.3464656

      http://renzoslabar.blogspot.com/

    20. Edoardo scrive:

      Per Cher:
      vero quello che dici, anche se io sono un inguaribile ottimista.
      Comunque, come da Ansa del 12 e 13 Ottobre, si procede, pian piano, ancora in avanti:
      Paolo Romani, neo ministro dello Sviluppo Economico, ha incontrato l’altro ieri Veronesi per una più marcata proposta di presidenza all’Agenzia di Sicurezza Nucleare; Al centro Enea della Casaccia (Roma) il prossimo 20 Ottobre, saranno riavviati i due reattori sperimentali chiamati TRIGA e TAPIRO, spenti nel 1987 e ad oggi, in riferimento al ritorno dell’atomo, riaccesi per riprendere gli studi interrotti 20 anni fa.
      Il nuovo consiglio di amministrazione della Sogin è stato ingaggiato l’Ing. Piero Resoluti, uno dei massimi esperti sul trattamento delle scorie nucleari (vedasi libro di carattere divulgativo: “Scorie Nucleari: problema tecnico o scientifico, edizioni Aracne 2003)
      Tutte cose che, fino a pochi anni fa, irrealizzabili

    21. Michele Greco scrive:

      Caro Cher e caro Edoardo,
      siamo o non siamo nel paese di Pulcinella?
      Che si possa finalmente riaprire un dialogo costruttivo sul futuro del nostro Paese attraverso l’impiego o meno di strutture nucleari o di energia alternativa, mi sembra scontato, ma che si debba ancora una volta responsabilizzare, si fa per dire, incompetenti alla guida di queste strutture, mi sembra inverosimile ed offensivo. Non basta aver messo a Presiedere l’Enea un militare, adesso mettiamo un medico a guidare l’Agenzia Nucleare che richiede esperienza, competenza e capacità scientifiche specifiche. Un oncologo può essere utile come appoggio o consulenza, punto e basta! Con tutto il rispetto del prof. Veronesi distintosi per il suo passato in senologia, ma quale conoscenza può avere a livello professionale del mondo della ricerca, della progettazione e realizzazione del nucleare? E poi, vogliamo ringiovanire questa classe dirigenziale italiana? Vorrei un vostro parere in merito e possibilmente anche quella di altre persone serie.
      Michele Greco

    22. Edoardo scrive:

      Da quello che so io, Veronesi si è occupato per diverso tempo, tra l’altro, anche di radioprotezione: è di li che si è convinto della sicurezza del nucleare. Tra l’altro fu uno dei pochi ad opporsi alla rinuncia del nucleare nel 1987.

    23. Michele Greco scrive:

      Anch’io mi sto occupando degli stessi problemi. Anch’io mi sono opposto alla rinuncia del nucleare nel 1987. E Voi?
      Allora?
      Michele Greco

    24. Pietruccio scrive:

      Per come la penso io Veronesi va benissimo alla guida dell’Agenzia di Sicurezza Nucleare. Non ci deve essere necessariamente un tecnico esperto anche dei minimi dettagli delle questioni del settore.

      Credo sia un male dell’Italia confondere le competenze ai vari livelli, per cui ci troviamo tecnici (pochi, per la verità) a prendere decisioni che in fondo sono politiche e viceversa imperversano i “politici” che vogliono discutere e prendere decisioni sulla base di considerazioni tecniche nelle quali sono ovviamente completamente incompetenti, perchè per capire le questioni tecniche e per conoscerle ci vuole una montagna di tempo, oltre che delle caratteristiche un po’ particolari, che non tutti, specie chi deve fare il politico e muoversi in un mondo pericoloso di furbi, può avere: sono caratteristiche e tipologie di persone completamente differenti.

      Uno bravo a fare il cuoco non è affatto detto che sia anche un buon pianista, no? Anche se tutti e due devono usare le mani per il loro lavoro.

      Come ho detto molte volte, il livello politico deve essere quello delle decisioni, da prendere su un ventaglio di quelle possibili, dopo aver valutato le conseguenze di questa o di quella.

      I tecnici servono a fare l’elenco delle possibilità e a valutarne le conseguenze, dovrebbero essere lontani dalle posizioni politiche ed economiche e legati nella loro attività dall’assunzione di responsabilità su quello che dicono, perchè ciò che è scientifico è oggettivo e misurabile. E se su un argomento non hanno le informazioni necessarie devono dire “non lo so”, non prendere per il bavero i cittadini proponendogli questa o quella soluzione.

      Dovrebbe essere esattamente come succede per un ingegnere che progetta una struttura: non è che se la struttura crolla perchè lui l’ha fatta male per far contento un “amico”, poi la responsabilità non è di nessuno. Sui documenti c’è la sua firma.

      Così dovrebbe essere nel campo dell’energia. Quei finti tecnici, ad esempio, che nell'’87 hanno detto che non serviva il nucleare perchè tanto i consumi sarebbero calati perchè “si può usare un’energia che consuma di meno” dove sono adesso che si è visto che i consumi di energia elettrica sono aumentati del 70%? Eppure mentivano sapendo di mentire (in quel caso, sapendo di dire proprio una stupidaggine). Hanno dato un parere a dir poco sbagliato, ingannando la popolazione ingenua che si è fidata di loro perchè hanno giocato sulla credibilità di tecnci: ma quelli non si sono assunti nessuna responsabilità, non c’è nessuna firma di nessuno, eppure con le loro menzogne (anche sulla radioattività e sulla tecnologia nucleare) hanno traferito miliardi di euro (allora di lire) nelle tasche di qualcuno a danno della popolazione che avrebbe potuto risparmiarli e lasciare comunque in casa nostra una buona fetta di quello che si sarebbe speso: la differenza non è poca.

      Ecco allora che a capo dell’agenzia sulla sicurezza serve una figura “politica”, di un certo livello, che dia garanzie che in quell’ambito non si fanno “favori” a nessuno (perchè non è una mezza calzetta che per essere stata messa lì poi deve “gratitudine” a qualcuno).

      Bisogna, cioè, che “il manico” sia serio e di valore, perchè, lo ribadisco, la tecnologia nucleare (e io sono strafavorevole) non è fatta per maneggioni e neanche per deficienti: richiede una maturazione della società e una rigidezza dei controlli a cui è bene che iniziamo ad abituarci, perchè il “villaggio globale” impone dei meccanismi che fanno sì che un paese che non diventa “adulto” soccombe.

      L’alternativa è crogiolarci nei nostri difetti, quelli che rimarcano con soddisfazione gli antinucleari, e rimanere in mano a tutte le forme possibili di furbizie, truffe, malavita ecc… e prendere come unico provvedimento quello di non fare il nucleare:
      una bella prospettiva davvero…
      degna di un futuro di decrescita…
      è proprio quello che propone certa gente…
      e la chiamano pure decrescita “felice”…
      sì, finchè dura il petrolio, poi diventerà miseria e decimazione…

    25. Michele Greco scrive:

      Scusami ma non ho tempo per risponderti, lo farò domani con calma,
      Grazie
      Michele Greco

    26. Cher scrive:

      Condivido il commento di Pietruccio, aggiungo che l’agenzia internazionale
      http://www.iaea.org/ sovvraintente ad ogni impianto, pertanto la nostra agenzia, dovrà svolgere più da “passa carte” e al contempo, dare serenità e tranquillità alla popolazione, da qui una figura autorevole. Poi la scelta di uno rispetto ad un’altro è solo di facciata , quello che conta sono i 100 tecnici assunti per capacità e non per “raccomandazioni”.
      Non ultimo , non è ancora deciso nulla, anche il Prof Cumo è “Papabile” dai rumors genova.repubblica.it/cronaca/2010/04/05/news/agenzia_per_la_...

    27. Michele Greco scrive:

      Se non sbaglio trovo delle contradizioni in quello che dici.

      “Uno bravo a fare il cuoco non è affatto detto che sia anche un buon pianista, no? Anche se tutti e due devono usare le mani per il loro lavoro.”

      Quindi uno bravo a fare il medico non è affatto detto che sia bravo…. E su questo concetto sono perfettamente d’accordo perchè in Italia si chiama un “cuoco” a suonale il piano.
      Il prof. Veronesi (Come politico lo abbiamo conosciuto ed è per questo che io ne riconosco il medico, il senolo, l’oncologo) lo si vuole responsabilizzare solo per un compromesso politico. Si pensa che la figura di un luminare della medicina, accettando il nucleare nel Paese, lui che ne capisce di tumori, sia una garanzia perchè anche la dissidenza si convinga che il “nucleare non è dannoso alla salute”. E’ così ? E’ lo specchietto per le allodole? Ma scusatemi non vi sono altrettante persone serie, magari scienziati, come alternativa? Si cerca “la firma” d’autore?
      Poi la figura del Presidente dell’Agenzia è politica, non può essere scientifica? E se non fosse soltanto politica ma si richiederebbe una profonda conoscenza del problema? Veronesi, a mio avviso, potrebbe suggerire una Centrale Nucleare a forma di Seno e per verificarne eventuali “lesioni” consiglirebbe una “prevenzione primaria”, magari con un “mammografo”. Certo è preferibile disseminare il paese di sensuali grandi seni funzionanti, piuttosto che vederlo invaso da migliaia di inutili “mulini al vento”. Potremmo invitare il prof. Maurizio Cumo a modificare il suo Mini Reattore in modo che commuti l’acqua del mare in latte, visto e considerato che la nuova piccola centrale è scomponibile un po’ come in oncologia si fa col Seno che viene scomposto in quattro e ricomposto.
      Ma se il prof. Veronesi è un grande uomo di medicina perchè lo vogliamo occupare e preoccupare con l’Energia Nucleare?
      Scusatemi se mi sono permesso di ridicolizzare il problema chiamando in causa il Seno e non il “coseno”, (visto che il professore in causa in questi ultimi tempi si è preparato nel mondo scientifico da convingersi della bontà del nucleare).
      E’ evidente che non sono d’accordo, non con l’uomo che stimo come serio professionista, ma con la nuova funzione che comunque credo richieda un personaggio più esperto nel settore e, possibilmente, più giovane.
      Michele Greco

    28. Cher scrive:

      Umberto Veronesi ha accettato di presiedere l’Agenzia per la sicurezza del Nucleare, l’organo governativo che gestirà i passaggi per il rientro dell’Italia al nucleare.
      E’ stato lo stesso senatore del Pd e oncologo a confermarlo in un’intervista a Mattino 5 con Maurizio Belpietro. ‘’E’ stata richiesta la mia disponibilita”’ ha spiegato ‘’io ci credo ed ho detto sì volentieri'’.
      Ecco le sue parole: “La ricerca scientifica in Italia è troppo poca e contiamo poco globalmente nel mercato scientifico mondiale. Tuttavia la nostra ricerca è di alta qualità. Nel senso che la produzione scientifica procapite, per persona, per ricercatore, è la più elevata nel mondo”.
      La nomina del presidente dell’Agenzia spetta direttamente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mentre dovranno indicare due commissari ciascuno il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani e quello dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. La natura strettamente governativa dell’Agenzia, ed il fatto che il ritorno al nucleare sia una delle bandiere del programma dell’attuale maggioranza, ha invevitabilmente scatenato polemiche per la scelta di Veronesi di accettarne la guida.
      L’oncologo è stato infatti eletto a Palazzo Madama nelle file del PD che è stato sempre contrario al programma che riporterà l’atomo in Italia. La richiesta è di dimettersi da palamentare, ma in realtà lo stesso Veronesi aveva annunciato in un’intervista un paio di mesi fa l’intenzione di lasciare il suo seggio al Senato in vista della nomina, ma finora non ha formalizzato la sua decisione.
      Per questo i suoi ‘’colleghi'’ senatori del PD, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, oggi gli ricordano l’impegno: ‘’Non possiamo che augurargli buon lavoro e attendere che si dimetta quanto prima da parlamentare, come del resto nei mesi scorsi egli stesso aveva detto di voler fare'’. Secondo Della Seta e Ferrante, Veronesi ‘’sta mettendo la sua straordinaria autorevolezza e la sua fama a servizio di un progetto, quello del ritorno al nucleare in Italia, che si rivelera’ una pericolosa avventura e che finira’ nel nulla'’.

    29. Pietruccio scrive:

      Si, apparentemente sembrano contraddittorie, perchè oltretutto Veronesi è un tecnico a cui viene affidata una carica politica:nell’intervento sopra ho un po’ mischiato le questioni di principio col caso particolare (ultimamente mi capita spesso (vedi commento a KiKK: sarà solo la fretta, o anche l’età?).

      Riconfermo il discorso di principio e “ti sfido” a smontarlo: io dico che i politici devono fare i politici e i tecnici devono fare i tecnici e dare pareri solamente oggettivi (cioè scientifici, cioè dimostrati dagli esperimenti) e assumendosene la responsabilità. Se poi vogliono fare anche i politici allora devono scindere chiaramente il loro ruolo: ad esempio Rubbia dovrebbe chiarire bene quando parla da scienziato delle particelle (tecnico nel suo settore di altissimo livello) e quando parla da promoter solare o fa propaganda antinucleare (ruolo politico o commerciale).

      Nel caso particolare di Veronesi, che, come dici, si vuole responsabilizzare per compromesso politico, luminare della medicina ecc… sono d’accordo con te, ma… che male c’è?

      Mi va bene proprio per quello: perchè come “luminare”, cioè come persona in vista, ho fiducia che non metterà certo in gioco la sua credibilità permettendo che l’agenzia cali la guardia sulle cose importanti. E come oncologo potrà dire una parola autorevole e tranqullizzante rispondendo alle molte falsità su cui si fonda l propaganda antinucleare, e riportando il discorso su binari seri e professionali.

      Messo lì, stando al mio ragionamento, rivestirebbe un ruolo sostanzialmente, o meglio, prevalentemente, “politico”, ma, spero e confido, con la serietà di un tecnico, legato più agli aspetti funzionali e ai risultati che non all’esigenza di compiacere per raccogliere consensi alle votazioni successive.

      Non credo, invece che per gestire l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare servano delle competenze specifiche sulle centrali, perchè il lavoro prettamente tecnico lo devono fare gli altri, quelli che lavorano per l’agenzia, e non necessariamente chi la dirige, che si troverà, invece, a dover fare delle scelte. In questo caso, insomma, vedo bene una commistione di ruoli, perchè mettere lì uno che fa solo il politico mi darebbe qualche preoccupazione.

      Mi riferisco, tanto per farmi capire con un esempio, a quelle situazioni penose dove presidenti di regioni, o altre cariche importanti, per esempio del PdL alle ultime elezioni, si sono espresse a favore del nucleare …purchè non venisse fatto sul loro territorio!!!

      Come dire che a quelli la strizza di non essere eletti fa 90, e sono pronti a dire di tutto, di più, e anche il contrario…

      Spero che chi si guadagna pagnotta e onori in altro modo non abbia di queste povere esigenze…

      ————–

      Quindi, come vedi, non sostengo che lo voglio lì perchè è bravo a fare il medico e quindi sarà anche bravo a lavorare sul nucleare.

      Penso piuttosto che fra i diversi italiani che possono rivestire quel ruolo, lui, per quello che è, e per quello che sa fare nel suo mestiere, e per i prestigio che ha, sia uno di quelli che ha le caratteristiche giuste per ricoprire quel ruolo.

    30. Edoardo scrive:

      Concordo con Pietruccio, specie quando afferma
      Non credo, invece che per gestire l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare servano delle competenze specifiche sulle centrali, perchè il lavoro prettamente tecnico lo devono fare gli altri, quelli che lavorano per l’agenzia, e non necessariamente chi la dirige, che si troverà, invece, a dover fare delle scelte. In questo caso, insomma, vedo bene una commistione di ruoli, perchè mettere lì uno che fa solo il politico mi darebbe qualche preoccupazione.

    31. Michele Greco scrive:

      Ti ringrazio, anzi aggiungo che, se ogni tanto facciamo dei pasticci espositivi (compreso me), non è per l’età, forse per mancanza di tempo e perchè soprattutto lavoriamo. Sei brillante in quello che dici e sono d’accordo su molto del tuo esposto.
      Per esempio sono d’accordo che il politico faccia il politico e che lo scienziato o se vuoi il tecnico faccia la parte che gli riguarda. Soltanto che qui la politica la fa chiunque, a chiunque piace quella “certa” poltrona e, per le stesse ragioni credo che vi siano tecnici fasulli, tutto fare. Il mio diisaccordo è che si è pescato tra i papabili alla presidenza dell’agenzia, che non credo debba necessariamente essere politica, un uomo di medicina e non di scienza; il medico non è considerato scienziato è ciò, a dimostrazione di quanto affermo, è comprovato dal fatto che L’Accademia delle Scienze o Dei 70, il cui presidente è il prof- GianTommaso Scarascia Mugnozza, tra i suoi 70 non ha nemmeno un medico. Se poi vogliamo necessariamente guardare al politico, anche qui la scelta può spaziare e cadere su qualcuno, se mi permette, meno anziano.
      Per il resto Veronesi è un’ottima persona ma inopportuna per situazioni di questo tipo. Potremmo parlarne ancora ma sicuramente io non riuscirei a convincere te, nè te, me.
      Michele Greco

    32. Pietruccio scrive:

      Ok, com’è giusto che sia, alcune cose le vediamo nella stessa maniera e altre no: il bello della democrazia e … di internet, che consente di incontrare tante persone e confrontare tante idee.

      Credo che, in questo e per la sua piccola parte, svolga comunque un ruolo positivo nella crescita sociale di una nazione.

    33. Renzo Riva scrive:

      Inoltro quanto inviato alla Signora Renata Negri del virtuale “museoenergia”

      wikio.it/article/nucleare-prestigiacomo-applaude-wwf-diventa...

      NUCLEARE
      Conoscere
      per non temere

      Da parte mia voglio dire qualcosa sullo “inquinamento radioattivo”.
      Ci dicono che al momento del Big-Bang e dopo la formazione dei sistemi galattici nell’universo la radioattività sulla Terra era tale da non permettere la vita qualora avesse potuto essere presente.
      Si pensi che oggi la radioattività naturale è migliaia di volte inferiore rispetto a quei tempi a causa del decadimento a cui sono soggetti i vari elementi radioattivi, seppure con tempi diversi, e che fra miliardi di anni la radioattività naturale sarà trascurabile.
      Pertanto anche non utilizzassimo i combustibili nucleari essi si esaurirebbero naturalmente per decadimento degli stessi.
      Pertanto la vita è stata possibile sulla Terra solo quando la radioattività si ridusse a valori tali da non distruggere le combinazioni biochimiche nel “brodo” primordiale.
      Raccogliere il materiale fissile e bruciarlo nei reattori, oltre a permetterci una quantità abbondante di energia ed a buon mercato, permette all’umanità una qualità della vita che solo prima dell’era industriale il Mondo d’allora nemmeno la sognava.
      Inoltre le cosiddette “scorie pericolose” sono in quantità pari allo 0,5% del materiale radioattivo originario, fra 20÷25 anni i futuri reattori nucleari di quinta generazione praticamente non ne produrranno e ci da più sicurezza collocarle in depositi geologicamente stabili, che lasciare gli elementi radioattivi naturali sparsi come “spazzatura” dappertutto nell’ambiente.
      Si provi a vedere da questo punto di vista e le cose non saranno “problematiche” come talvolta vengono descritte.
      Si pensi solo alla medicina nucleare ed a tutti i mezzi diagnostici, primo fra tutti la risonanza magnetica che sono il frutto dello studio ed applicazione di radiazioni ed ovviamente alle inevitabili scorie che producono.
      Come dico spesso, e purtroppo per i “Verdognoli”, le leggi scientifiche non accettano votazioni a maggioranza e minoranza e pertanto non sono né di destra né di sinistra e per giunta sono assolutiste e pertanto “non democratiche”.

      Agli studenti si potrebbe sottoporre il quesito a quanto ammontasse la radioattività al momento del big bang facendo i calcoli a ritroso e per i vari elementi radioattivi.

      Renzo Riva

      C.I.R.N._Friùli-VG
      (Comitato Italiano
      Rilancio Nucleare)

      giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm

      http://www.museoenergia.it/eventi.php?idnews=262

      Ho ascoltato Mr. Mark Hopkins a Udine e devo dire che mi pareva un venditore di fumo.

      La cosa è stata registrata da una mia lettera nel primo allegato 2009_06_13_MV_Energia_Benessere_1.doc

      Signora Renata,

      perché nel museo virtuale non ha inserito le slides del prof. Battaglia

      http://fusione.altervista.org/

      http://fusione.altervista.org/Franco_Battaglia.htm

    34. Michele Greco scrive:

      Mi sono permesso di considerare quanto scrive oggi un possibile articolo inserito nella nostro speciale Terza Pagina Nucleare dove è riportato integralmente un esame su “Energia Nucleare e Energie Alternative” a cura di Enzo Ravasi con la consulenza del prof. Battaglia. Tutto ciò per informare sulla validità o meno dell’una o delle altre con corrette informazioni.
      Questo numero speciale è un periodico murale per affissioni urbane che circolerà intorno al 10 novembre prossimo.
      Gradirei un suo consenso e possibilmente inviarle il fac-simile ad un indirizzo mail.
      Michele Greco

    35. Edoardo scrive:

      A me personalmente, interesserebbe.

      Grazie

    36. Michele Greco scrive:

      Scusami Edoardo,
      non ho più spazio per accogliere un tuo eventuale intervento. Lo terrò presente per la prossima uscita.
      Ora mi riferisco a certe interessanti precisazioni di Renzo Riva.
      Comunque
      Grazie
      Michele Greco

    37. Cher scrive:

      And You Thought Radiation Was a Problem for Nuclear Plants?
      By MATTHEW L. WALD
      A power plant has overexposed its workers to radiation, and the Nuclear Regulatory Commission is proposing a fine. The plant, though, is not a reactor; it runs on coal.
      Green: Business
      The commission said on Monday that it was proposing a fine of $24,700 against the Basin Electric Power Cooperative, which exposed 17 workers, six of them above regulatory limits, at a three-unit coal plant in Laramie, Wyo.
      The workers were exposed to a radioactive element, cesium 137, that is common in nuclear plants because it is produced when uranium atoms are split. The Laramie River Station, completed in the early 1980s, does not split atoms, but it does use cesium, as many coal plants do.
      Cesium 137 emits gamma rays. In coal plants and other industrial plants, the amount of radiation that passes through the material being measured gives an indication of its content, just as an X-ray gives an indication of what is inside a human body. Typically, the coal plants are measuring ash and moisture content of the fuel they burn, and the quantity passing through a coal chute.

      Ed avete pensato di radiazione è stato un problema per le centrali nucleari?
      Di Matthew L. WALD
      Una centrale elettrica è sovraesposta suoi lavoratori alle radiazioni, e la Nuclear Regulatory Commission propone un fine. La pianta, però, non è un reattore, ma gira su carbone.
      Verde: Business
      La commissione ha detto Lunedi che essa proponeva una multa di $ 24.700 contro il bacino Electric Power Cooperativa, che ha svelato 17 operai, sei dei quali sopra i limiti di legge, ad una centrale a carbone di tre unità in Laramie, Wyo
      I lavoratori sono stati esposti a un elemento radioattivo, il cesio 137, che è comune nelle centrali nucleari, perché è prodotta quando gli atomi di uranio sono divisi. Il Laramie River Station, completato nei primi anni 1980, non si divide gli atomi, ma lo fa cesio uso, come fanno molti impianti a carbone.
      Cesio 137 emette raggi gamma. Negli impianti di carbone e di altri impianti industriali, la quantità di radiazione che passa attraverso il materiale da misurare dà un’indicazione del suo contenuto, proprio come i raggi X fornisce un’indicazione di ciò che è dentro un corpo umano. In genere, le centrali a carbone sono misurare il contenuto di ceneri e di umidità del combustibile bruciano, e la quantità che passa attraverso uno scivolo del carbone

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