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Greenpeace contesta il contratto siglato tra Sogin e Areva per il ritrattamento del combustibile irraggiato

11 Maggio 2007 di Amministratore

Greenpeace Italia ci ha inviato un comunicato in cui manifesta il proprio dissenso per la decisione di effettuare il ritrattamento del combustibile irraggiato in Francia, così come previsto dal recente contratto stipulato tra Sogin e Areva.

Ritrattamento del combustile nucleare in Francia. Ma le scorie pronte a tornare - di Greenpeace Italia (9 maggio 2007)

Roma, 09.05.07 - Greenpeace contesta il contratto siglato oggi tra l’ italiana Sogin e la francese Areva per il ritrattamento del combustibile irraggiato in Francia, che, a partire dal 2015, prevedrà l’ invio oltr’ alpe di 235 tonnellate di combustibile irraggiato (gran parte ancora a Caorso) e il suo ritorno in Italia sotto forma di scorie vetrificate.

Il ritrattamento di combustibile irraggiato (o “riprocessamento”) era stato abbandonato dal primo governo Prodi nel 1999 a favore dello stoccaggio a secco, prassi prevalente nel mondo, meno rischiosa e meno costosa. Il motivo storico per cui si è sviluppata la tecnica del ritrattamento è legato all’ estrazione del plutonio dalle barre irraggiate, elemento il cui scopo fondamentale è di tipo militare. In assoluto, il riprocessamento è la fase più inquinante del ciclo dell’ uranio. In passato, l’ Italia aveva inviato barre di combustibile irraggiato a Sellafield, impianto inglese chiuso dopo l’ ennesimo incidente nel 2005. Nel febbraio 2005, proprio per protestare contro questa scelta, Greenpeace aveva cercato di bloccare un carico di scorie. Recentemente i 12 attivisti di Greenpeace sono stati tutti assolti al processo di primo grado.

“Si è ingenerata nelle popolazioni l’ attesa di essere “liberati” dalle scorie”, afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. “Si tratta però un’ attesa ingiustificata: le scorie torneranno e, in assenza di un deposito dove ospitarle, torneranno molto probabilmente agli impianti che le hanno generate. La legge francese, infatti, vieta di importare scorie e l’ accordo intergovernativo ha fissato le date dei rientri in Italia. In tutti i casi”, conclude Onufrio, “la gran parte del volume delle scorie è costituito proprio dalle parti contaminate degli impianti stessi, che dovranno essere ‘custodite’ per almeno tre secoli.”

Altre frazioni di rifiuti nucleari di terza categoria di cui oggi non è chiaro il destino, secondo il documento di Greenpeace, sono:
- il combustibile proveniente dal reattore statunitense Elk River (ossidi misti uranio-torio) che rimane in Trisaia (Basilicata) e che non si sa che destinazione possa mai avere. Già di proprietà statunitense la responsabilità della sua gestione per la sistemazione è stata rifiutata dagli Usa;
- i rifiuti liquidi di Saluggia (240 metri cubi di materiale altamente radioattivo sciolto in acido nitrico) che devono essere condizionati (solidificati) in sito e comunque messi in un deposito italiano;
- i 3000 metri cubi di grafite contaminata da carbonio 14 nell’ impianto di Latina di cui non sono note modalità di smantellamento e condizionamento e che comunque dovranno andare in un deposito italiano.
In sostanza, i contribuenti italiani spenderanno oltre 250 milioni di euro per un viaggio di andata e ritorno che non risolve nessun problema: una operazione costosa, rischiosa e inquinante fatta solo per perdere tempo e illudere le popolazioni locali che verranno “liberate”.

Greenpeace chiede dunque al governo di:
- Informare la popolazione italiana sulla effettivo stato di sicurezza radiologica dei siti dove sono stoccate le scorie nucleari e sulle operazioni necessarie a mettere in sicurezza queste scorie;
- Rivedere l’opzione del “riprocessamento” per il combustibile nucleare irraggiato e riprendere in considerazione l’opzione “stoccaggio a secco”, già a suo tempo scelta durante il primo governo Prodi.

Seguono alcuni link di approfondimento segnalati dalla stessa Greenpeace Italia (sono dei file pdf):

1 - Briefing “Il riprocessamento del combustibile”
2 - Le dichiarazioni sul tema di Ronchi
3 - Le dichiarazioni sul tema di Scalia
4 - Le dichiarazioni sul tema di Bartolomei



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  • 23 Commenti a “ Greenpeace contesta il contratto siglato tra Sogin e Areva per il ritrattamento del combustibile irraggiato”

    1. Edoardo scrive:

      “Il motivo storico per cui si è sviluppata la tecnica del ritrattamento è legato all’ estrazione del plutonio dalle barre irraggiate, elemento il cui scopo fondamentale è di tipo militare…”

      NON E’ VERO! il plutonio fissile (PU239) ottenuto dal ritrattamento viene utilizzato PREVALEMENTE come combustibile nucleare. Questo, estratto da molti tipi di reattori, è inquinato da plutonio 240, un isotopo che ha proprietà che mal si conciliano con l’utilizzo militare. Il Plutonio militare dev’essere generato apposta (assorbimento di neutrone da U238, uranio naturale con arricchimento a più del 90% a differenza di quello al 4,90% per il normale combustile per centrali!). Questo Green Peace non lo sa o non lo vuol dire!
      Ideologia = nucleare = guerra!… E’ stata da tempo smentita!
      Inoltre gli impianti di ritrattamento (a parte quelli nordcoreani, quelli pakistani, indiani ed israeliani e forse quelli iraniani) sono sotto stretto controllo degli ispettori della Iaea.

      Per GreenPeace, al di là di ogni discorso e buona intenzione, deve restare tutto così com’è: con le scorie ancora stoccate in depositi vetusti con quello di Avogadro vicino Vercelli.

      CARI SIGNORI SENZA IL NUCLEARE LA VEDO DURA, PER L’ITALIA, raggiungereGLI OBBIETTIVI DEL VOSTRO AMATISSIMO PROTOCOLLO DI KYOTO!!

    2. Alessandro scrive:

      Non ho capito una cosa riguardo a queste iniziative,il plutonio e l’uranio risultanti dal ritrattamento vengono usati dal Paese ospitante per fare Mox (e che fine fanno le “scorie” dei Mox,rimangono in loco?) o vengono riportati indietro in Italia?
      Perchè è chiaro che ritrattare il combustibile,attività peraltro molto costosa, per noi che non abbiamo più nucleare ha senso solo nel primo caso….

    3. Edoardo scrive:

      Le scorie vetrizzate saranno riportate in Italia nel 2025, almeno da quanto si sa…
      Riguardo al mio commento precedente, un mio amico di Legambiente, leggendolo, mi ha telefonato dicendo che col Plutonio estratto tramite riprocessamento si possono costruire le cosidette “bombe sporche”. Questi ordigni, rispondo, si possono confezionare anche con residui di Radio, metallo radioattivo con emivita di 1600 anni presente in tanti scarti industriali ed ospedalieri, oppure con l’uranio che fa da zavorra nei velivoli civili oppure utilizzando parti di trivelle per pozzi petroliferi le quali contengono uranio impoverito; tutto ciò con minor costo e rischio rispetto al procurarsi il plutonio… Come al solito Green Peace demonizza solo un aspetto, quello che più gli fa comodo!

    4. Marco Calviani scrive:

      Per Edoardo:
      volevo puntualizzare due cose (tecniche, indipendenti dal topic che stiamo commentando):
      1) diciamo che il plutonio estratto adesso viene principalmente stoccato presso Sellafield e La Hague, piuttosto che essere utilizzato per produrre combustibile MOX. E’ innegabile che il processo PUREX sia stato ideato per l’estrazione del plutonio a fini militari;
      2) “purtroppo” non e’ impossibile realizzare un ordigno con plutonio reactor-grade. E’ soltanto un problema di efficienza e di convenienza nella realizzazione dello stesso (problemi di cooling ed altro…)
      3) mi spieghi questa frase?
      “Il Plutonio militare dev’essere generato apposta (assorbimento di neutrone da U238, uranio naturale con arricchimento a più del 90% a differenza di quello al 4,90% per il normale combustile per centrali!)”

      Marco

    5. Carlo scrive:

      Edoardo scrive:
      “Per GreenPeace, al di là di ogni discorso e buona intenzione, deve restare tutto così com’è”

      Temo che tale affermazione non si conformi alla realta’ del comunicato diramato dall’associazione Greenpeace.
      Invero Essa propone due azioni da intraprendersi in alternativa al Ritrattamento, nel dettaglio esse sono:
      1) Informare la popolazione italiana sulla effettivo stato di sicurezza radiologica dei siti dove sono stoccate le scorie nucleari e sulle operazioni necessarie a mettere in sicurezza queste scorie;
      2) Rivedere l’opzione del “riprocessamento” per il combustibile nucleare irraggiato e riprendere in considerazione l’opzione “stoccaggio a secco”, già a suo tempo scelta durante il primo governo Prodi. Questa rinuncia comporterebbe l’azzeramento dei rischi di trasporto e la sistemazione del combustibile nucleare, un costo di acquisto dei cask dell’ordine della trentina di milioni di euro e senza costi aggiuntivi (la costruzione del deposito per ricoverarli), visto che “disponiamo i
      contenitori stessi in spazi che sono disponibili sempre nella centrale”, come affermava a suo tempo il professor Renzo De Felice, ex amministratore della Sogin, il 15 febbraio 2001, alla VIII Commissione della Camera.

      Alla luce di cotali dichiarazioni trovo mendace affermare che “Per GreenPeace, al di là di ogni discorso e buona intenzione, deve restare tutto così com’è”.

      Distinti saluti,
      Carlo

    6. Enrico B. scrive:

      La risposta velatamente polemica di Carlo mi fa pensare che lui abbia qualche legame con Greenpeace Italia.

      Mi piacerebbe sapere se il partito del No, un giorno, riuscirà a dire cosa gli piace: non vuole il riprocessamento, non vuole il deposito geologico, non vuole le scorie abbandonate a se stesse…un po troppa confusione, secondo me.
      Anche perchè non c’è una sola proposta seria di Piano Energetico: sfido chiunque, compreso Rubbia o Scalia, a fornirmi una strada che NON preveda l’impiego di energia nucleare e NON ci lasci in balia di uno o più combustibili fossili.
      Io sfido chiunque a provare, coi numeri, la fattibilità di tale strada.

      PS: evidentemente…qualcosa ho in mano, per dire che NON è possibile esulare dal nucleare.

    7. Pietruccio Soraperra scrive:

      Non voglio essere provocatorio nei confronti di certe posizioni ambientaliste e mi scuso in anticipo se userò toni un po’ duri: cercate di capirmi.

      1. Quando, a proposito del nucleare, sento tirare in ballo la questione militare (succede spesso) mi chedo di cosa stiamo parlando: e non mi riferisco alle questioni un po’ complicate sul plutonio 239 e 240, ma sul fatto che il mondo è pieno di bombe atomiche nonostante il fatto che in Italia ci sia la moratoria sul nucleare da vent’anni: ma davvero qualcuno crede di bloccare la proliferazione della bomba atomica limitando il nucleare civile nel nostro paese ?

      2. E’ sotto gli occhi di tutti il totale fallimento delle posizioni ambientaliste che hanno fatto vincere il referendum sul nucleare: a vent’anni di distanza mi sembra che sia chiaro a tutti che è semplicemente servito a far consumare montagne di petrolio e gas a un paese abbastanza industrializzato come il nostro. Di ambiente, neanche l’ombra.

      3. Non mi piace, poi, neanche il modo di impostare discussioni di questo tipo (ambiente, energia ecc…) in cui vedo mischiare continuamente il piano poitico, cioè quello delle scelte, col piano tecnico, a volte con paroloni e concetti complicati che sanno più da piazzista (lavoro dignitoso ma di tipo commerciale e non scientifico) che da persone che cercano il bene comune. Mi chiedo che senso abbia che una organizzazione politica come Greenpeace fornisca pareri tecnici. Le questioni sono tutte a monte, commerciali e politiche, poi, una volte fatte le scelte di fondo, in un sistema che funziona (e farlo funzionare è una questione politica) a ottimizzare ci pensano i tecnici.

    8. Paolo Fornaciari scrive:

      Le agenzie di stampa del 9 maggio 2007, riportano la seguente dichiarazione del Ministro allo Sviluppo Economico, On.Pierluigi Bersani :
      “Con l’incontro avuto di recente con il Ministro francese Loos nel quale abbiamo perfezionato gli accordi di Lucca e con il contratto sottoscritto oggi da Sogin e Areva, migliorativo per noi delle precedenti condizioni - osserva il ministro - si chiude positivamente una fase delicata a proposito del riprocessamento del combustibile nucleare. Da oggi comincia una nuova fase di lavoro. Dobbiamo avere tutti la consapevolezza - scandisce - che, dopo anni di totale incuria, il problema “nucleare” è prima di tutto quello di darsi una credibile gestione dei suoi esiti. Nelle prossime settimane, insieme a Sogin, incontreró gli amministratori locali dei siti interessati dalle operazioni di trasferimento del combustibile nucleare irraggiato al fine di dare ogni possibile informazione sulla complessa e lunga fase di trasferimento. Certamente Sogin garantirà un rapporto costante con le realtà locali”. Lo dichiara il Ministro allo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, nel giorno in cui Sogin e la francese Areva hanno sottoscritto il contratto per il riprocessamento del combustibile irraggiato delle centrali di Caorso, Trino e Garigliano. Bersani annuncia poi che sempre nelle prossime settimane presenterà alle Regioni “una possibile road map per l’individuazione e la localizzazione di un deposito di superficie dei rifiuti nucleari che, è bene ricordarlo, non sono soltanto quelli riferibili ai materiali delle centrali, ma all’insieme dei rifiuti che produciamo nel settore civile”.
      Siamo nella follia più pura! Da un lato si dice che il contratto firmato è “migliorativo” del precedente - chissà cosa era il precedente, visto che questo comporta un costo 15 volte superiore rispetto al costo dello smaltimento a secco (dry disposal)-, dall’altro si dice che ” nelle prossime settimane presenterà alle Regioni una possibile road map per l’individuazione e la localizzazione di un deposito di superficie dei rifiuti nucleari”, ma allora visto che ha aspettato vent’anni, non poteva sistemare il combustibile irraggiato nel deposito di superficie, anzichè inviarlo in Francia? L’invio del combustibile in Francia è un grossolano errore da ogni punto di vista lo si guardi:
      1.Il costo (1000 Euro/kg) è 15 volte superiore al costo dello smaltimento a secco (dry disposal).
      2.Il volume delle scorie di ritorno è maggiore di quelle inviate.
      3.A noi serviva quando si trattava di inviare la quota di plutonio di nostra spettanza al Superphoenix di Creys Malville, chiuso nel 1998.
      4.La Germania ha disdetto il contratto di riprocessamento con la BNFL del Regno Unito.
      5.Custodire e proteggere il plutonio di ritorno da eventuali attacchi terroristici, è assai più difficile e perioloso che non conservare in Italia il combustibile iraggiato.
      Tutto ciò succede quando si affidano decisioni importanti a degli incompetenti.
      Desidero infine commentare le notizie riportate negli ultimi due numeri (89 e 90) della Staffetta Quotidiana, in merito al”Contratto Sogin e Areva per riprocessare il combustibile nucleare” e “Nucleare, Bersani : presenterò a Regioni road map per deposito in superficie”.
      Si tratta di due argomenti tra loro incoerenti : se si è deciso di fare un deposito in superficie, non si capisce perché si debba spedire in Francia il combustibile irraggiato esistente in Italia. Infatti lo smaltimento del combustibile in un deposito in superficie (dry disposal) comporta un costo 15 volte inferiore al costo del riprocessamento (1000 Euro/kg). Inoltre il riprocessamento del combustibile, che era indispensabile quando si doveva inviare la quota di plutonio di nostra spettanza alla centrale nucleare franco-italo-tedesca di Creys Malville, oggi non è più necessario. Anzi comporta problemi più gravi per la protezione del plutonio di ritorno e lo smaltimento del maggior volume delle scorie di ritorno. Ma ciò che sorprende ancor più e meraviglia, oltre all’errore tecnico-economico, è quello politico-stratgico : ma quale Regione italiana accetterebbe mai sul proprio territorio – già così si è espressa la Regione Piemonte – il deposito per le scorie radioattive, dopo aver “accontentato” le Regioni Emilia e Piemonte ? Infine, last but not least, il costo di questa operazione comporterà un ulteriore aumento degli oneri di sistema sulle nostre bollette elettriche che sono le più alte in tutta Europa. Cosa ne pensa l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, visto che nello stesso numero della Rivista di giovedì 10 maggio, il Commissario dell’Autorità , Tullio Maria Fanelli, denuncia il rischio analogo di scaricare in bolletta come il CIP6 il costo della incentivazione del fotovoltaico, quando l’obiettivo sarebbe di ridurre gli oneri di sistema?

    9. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Greenpeace ha da sempre avuto una posizione assolutamente ideologica sul nucleare, e ha portato avanti le sue battaglie seminando ad arte paure irrazionali fra la gente.

      Che il plutonio venga riprocessato per fare la bomba è davvero un’amenità , come faceva osservare Edoardo. Ad es. il Giappone riprocessa il combustibile ma non ha la bomba. Del resto se il contenuto di plutonio 240 supera il 7% non può più considerarsi ‘military grade’. Se dei terroristi volessero usare il plutonio ‘reactor grade’ per fare una bomba probabilmente rimarrebbero uccisi prima di riuscirci, e comunque non sarebbe neanche una bomba, ma un ‘incidente di criticità ‘ (l’alto tasso di emissione di neutroni del Pu240 porterebbe sicuramente a predetonazione).
      Io ho visto i reattori che servono a produrre il plutonio per la bomba: trattasi di strutture molto semplici (una parete con dei buchi, in cui sin inseriscono le barre di uranio e si tirano fuori massimo a 1000 MWd/T).
      Paesi come l’India non hanno usato i PWR, BWR o i Candu, bensì reattori di ricerca del tipo NRX canadese. Su questi argomenti non si può ‘improvvisare’…

    10. Enrico B. scrive:

      “2.Il volume delle scorie di ritorno è maggiore di quelle inviate.”

      Ma cosa possiamo aspettarci da un personaggio che non è in grado di risolvere un problema mille volte più semplice, ossia l’emergenza rifiuti in Campania? Tra maneggiare rifiuti radioattivi ed evitare che il percolato fluisca in falda mi pare molto più semplice il secondo: se il Ministro dell’Ambiente, che dall’alto della sua totale incompetenza, non riesce a risolvere il secondo problema, figuriamoci se riesce a capire le conseguenze della vitrificazione!

    11. Pietruccio scrive:

      Mi balza in mente un dubbio!
      Una cattiva gestione dei rifiuti radioattivi potrebbe portare a un (piccolo) incidente di qualche genere (anche banale) ?
      Quali conseguenze avrebbe sul futuro dell’energia nucleare in Italia (considerando il can can che potrebbero montarci sopra) ?

    12. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Una cattiva gestione delle scorie potrebbe portare a qualche tipo di contaminazione ambientale, non del tutto auspicabile (anche se i rifiuti ad alto livello sono vetrificati, quindi anche se raggiungono la falda acquifera difficilmente rilasciano i radionuclidi in breve tempo).

      La fonte nucleare è assolutamente affidabile ed amica dell’ambiente, lo ripeto, ma a patto che sia fatta secondo i crismi e da gente competente…

    13. Edoardo scrive:

      Per Marco:
      per generare il plutonio da bomba, o militare, l’arricchimento deve essere molto alto (90%) quindi varie centrifughe che permettono tale risultato (ecco perchè per l’Iran gli Usa si preoccupano delle 3000 centrifughe che gli aytollah vorrebbero o vogliono realizzare!)
      Per ottenere il combustile per centrali l’arricchimento è sufficiente al 4,50 - 4,90% ed impianti più ridotti.
      Ripeto che affermare che dal plutonio estratto dai reattori si può ottenere il plutonio militare E’ FALSO e TENDENZIOSO. Questi sono dati scientifici non ideologia a buon mercato come quella di Green Peace.
      Aggiungo che nell’ottobre 2005 partecipai ad un convegno in Assisi intitolato “Megatons to Megawatt” ove fu fornita ai partecipanti un’ampia documentazione relativa alla conversione delle testate atomiche in combustibile da centrali e dove si smentiva che nucleare = bombe!…

      Per Carlo:
      Green Peace riporta SOLO i dati e le affermazioni che gli danno ragione: se la canta e se la suona!
      Tante affermazioni (es.: un rettore consuma 65000 t. di uranio l’anno oppue il vapore che esce dalle torri di raffreddamento è altamente radioattivo, ecc.) sono state smentite più volte anche da antinuclearisti che, documentandosi un minimo, si sono resi conto delle castronerie che stavano affermando.
      Ampliando il discorso vorrei capire l’ambientalismo di questi signori ( e intendo anche il WWF, Legambiente, Italia Nostra, il Club di Roma, ecc.) a cosa è servito in Italia:
      1) dipendiamo energeticamente dall’estero per l’85% (gas e petrolio) di cui il 18% è elettricità generata per via nucleare da Francia, Svizzera e Slovenia.
      2) Invece di ridurre le emissioni nocive all’ambiente nel biennio 2005/2006 sono aumentate del 6% (Altro che domeniche a piedi!)
      3) Siamo quelli che in Europa abbiamo l’energia più sporca e costosa!
      4) Con l’abbandono del nucleare abbiamo fatto fuori 6.000 posti di lavoro e sperperato di 120.000 miliardi delle vecchie lire (4 finaziarie)
      5) Con il continuo dire no a discariche e termovalozzatori, oltre a favorire enormemente le ecomafie, abbiamo regioni come la Campania ove l’immondizia ammorba la popolazione da più di 13 anni: nelle province di Caserta e Salerno i casi di malattie sono maggiori, rispetto alla media nazionale, del 55%
      6) Predicano e strillano che bisogna incentivare il trasporto commerciale e non su rotaie invece che su gomma e poi si oppogono alla TAV ed a qualsiasi miglioria della rete autostradale/ferroviarie!!!
      7) Dicono che l’elettrosmog fa venire il cancro al cervello (non sapendo neanche la differenza tra radiazione ionizzante e onda elettromagnetica) e poi il Pecoraro Scanio in televisione (incontro con Scajola, Rai Tre campagna elettorale 2006) mostra batterie solari per ricarica i cellulari (…O non sono nocivi? Che ti frega di ricaricarli!)
      8) predicano le energie rinnovabili (sole, vento e biomasse) e poi si oppongono anche a quelle! Nella mia regione (Toscana) ci sono state ferme contestazione al progetto di avviare i lavori per una centrale a biomasse in Garfagnana in provincia di Lucca; A scanzano prov. di Grosseto non volevano le pale eoliche perchè deturpavano il paesaggio e rovinavano i vitigni del Morellino!
      Potrei continuare ancora con altri argomenti ma mi fermo qui…. Riflettiamo su quello che ci viene raccontato. Ripensiamo anche quando, a metà anni ‘70, i suddetti signori preannunciavano una nuova glaciazione nei primi anni 2000 ed oggi sono ancora lì a domandarsi dove avevano sbagliato!

    14. gauss2 scrive:

      difficile a verificarsi visto che per l’ADR non si può detenere in un unico deposito oltre tot attività e per aver un deposito con maggiore ci vogliono criteri di sicurezza che mandano i costi in alto quindi in un unico sito potrai avere più depositi che cmq stanno entro tot ..
      il problema è vedere di non avere concentrazioni alte per bidone .. ma anch qui ci sono limiti di legge e ci sono società che fanno le analisi
      nel caso di combustibile nucleare l’ipotetico pericolo di avere criticità è scongiurato dal perido di permanenza in siti differenti prima dello stoccaggio
      in caso di incendio si deve predisporre un piano per il controllo e contenimento della fuga di elementi radioattivi
      tale attività deve prima essere validata da simulazioni del problema … quindi prima usi il software poi decidi, e qui entra in gioco l’esperto qualificato, su come fare, poi con l’Arpa, i Vigili del fuoco ecc. definisci le cose e fai le modifiche finali poi metti in opera lacosa … il tutto in modo che la popolazione non sia colpita accidentalmente da qualsiasi problema e si possa intervenire in poco tempo su un eventuale incidente in modo da limitare il tutto e bonificare là dove ce ne sia il bisogno (cmq tipicamente ci sono sistemi antiincendio con centraline automatiche per il rilevamento di fumi o radioattività ) ecc….

    15. Marco Calviani scrive:

      Edoardo, sinceramente reputo le vostre affermazioni abbastanza azzardate: a me hanno da sempre insegnato che, almeno nell’ambito tecnico-scientifico, quando si propone una tesi, questa debba essere suffragata da dimostrazioni e/o riferimenti a pubblicazioni attraverso le quali e’ possibile sostenere un ragionamento. Mi stupisco pertanto di sentire alcune affermazioni, da parte dei cosiddetti autodefiniti “tecnici”, che purtroppo non rispettano quanto detto.
      Veniamo al dunque:

      1) tu dici “per generare il plutonio da bomba, o militare, l’arricchimento deve essere molto alto (90%) quindi varie centrifughe che permettono tale risultato”. Scusa ma sai di cosa stiamo parlando?? Cosa c’entrano le centrifughe con il plutonio?? Pensaci.

      2) ora basta con questi discorsi relativi alla “innocenza” del reactor-grade (tu citi “dati scientifici e non ideologia”, mi potresti illuminare?). Io non entro nel merito della validita’/utilita’/necessita’ del riprocessamento del combustibile, ma vi basterebbe leggere qualche articolo (un po’ tecnici ma a quanto pare siete in grado di capirli), di cui vi posto gli estremi, per rendersi conto che, sebbene con yield molto inferiori a quelli di design, la potenza raggiungibile con plutonio reactor-grade non e’ un “incidente di criticita’” come ha affermato Vincenzo. Avete mai sentito di “fizzle yield”?? Vi sembra un incidente di criticita’ una esplosione da 0.5 kt su un design da 20 kt? Ragazzi un minimo di serieta’.

      http://www.fissilematerials.org/ipfm/site_down/sgs04mark.pdf
      (per non essere frainteso: l’autore dell’articolo e’ stato direttore del reparto teorico di Los Alamos dal ‘47 al ‘72 )

      http://www.nci.org/NEW/NT/rgpu-mark-90.pdf

      amazon.com/Los-Alamos-Primer-Lectures-Atomic/dp/0520075765

      Marco

    16. Edoardo scrive:

      Mah… veramente E’ l’Uranio che dev’esse arricchito del 90% per le bombe mentre solo del 4,50 4,90% per combustibile; il Plutonio è una scoria, una conseguenza del processo di fissione che può essere riutilizzato come combustibile
      Il plutonio come sai si ottiene quando l’Uranio 238 assorbe un neutrone e si trasforma PU239.
      Riporto testuali parole del mio precedente intervento: “… Il Plutonio militare dev’essere generato apposta (assorbimento di neutrone da U238, URANIO naturale con arricchimento a più del 90% a differenza di quello al 4,90% per il normale combustile per centrali!) Mai parlato di arricchimento del plutonio che non esiste… Per favore, non giochiamo con le parole.

    17. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      “Vi sembra un incidente di criticita’ una esplosione da 0.5 kt su un design da 20 kt?”

      Si, mi sembra un incidente di criticità : nessun esperto di armi nucleari sarebbe disposto a considerare quello un ordigno atomico (che, invece, è un gioiellino della fisica nucleare). Naturalmente, trattandosi comunque di materiale nucleare l’energia liberata sarebbe notevole, ed il danno arrecabile non trascurabile (soprattutto a livello di impatto psicologico).

      Non a a caso paesi come l’India non hanno scelto di riprocessare il combustibile dei CANDU, ma hanno usato quello ‘uscito’ dai reattori di ricerca.

      Vorrei aggiungere che calcolare esattamente lo ‘yield’ non è cosa semplice, che possa essere ‘fatta a casa’. Personalmente non ho fatto calcoli dettaliati in merito con software opportuni, e non credo li abbi fatti neanche tu, Marco.
      Pertanto mi sono rimesso all’opinione del Prof. (Gen.) Cerullo, che di questi argomenti è sicuramente il più esperto e di cui si è occupato professionalmente negli anni ‘80 (in piena Guerra Fredda!)…

    18. Marco Calviani scrive:

      Caro Vincenzo,
      io certo non ho la pretesa di calcolare gli yield….. ma ti consiglio vivamente di leggere gli articoli di cui ho dato riferimento, perche’ le analisi, certo grossolane e non dettagliate, danno una idea del fatto che non mi sembra trascurabile la resa di un ordigno “reactor-grade”; continuo a pensare che la detonazione di 500 ton di TNT equivalente non siano proprio una bazzecola. Non metto in dubbio l’opinione di Cerullo (che non mi sembra di aver tirato in ballo).

      m

    19. Marco Calviani scrive:

      Per Edoardo:
      NO, tu hai detto “per generare il plutonio da bomba, o militare, l’arricchimento deve essere molto alto (90%) quindi varie centrifughe che permettono tale risultato”. Forse hai spiegato male, perche’ qua si capisce proprio come ho scritto io.

      m

    20. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Che leggerò attentamente gli articoli che hai segnalato è fuor di dubbio (anche perchè sto lavorando alla proliferazione nucleare!). Grazie per le utili segnalazioni.

      Non ho mai detto che 0,5 kT sono pochi e non fanno danni (anzi!), dico solo che non si tratta di una bomba atomica vera e propria. E sono scettico sulla possibilità da parte di un commando terrorista di impadronirsi dell’adeguato quantitativo di plutonio reactor grade, assemblarlo, e farlo detonare senza problemi.

      Cerullo l’ho tirato in ballo io, in quanto fonte primaria delle mie riflessioni in merito.

    21. Marco Calviani scrive:

      Sulla facilita’ o meno di reperire il materiale ed assemblarlo correttamente in un dispositivo ad implosione, io infatti non mi sono espresso…..
      Io ho voluto soltanto sottolineare la capacita’ teorica di utilizzare Pu reactor-grade. Comunque quale sia la definizione di ordigno nucleare quando in ogni caso hai una reazione a catena supercritica…. e’ abbastanza questionabile… Mi sembra “solo” (!) un problema di ridotta efficienza del sistema … (disassembly prima del raggiungimento dello stato di massima compressione). Comunque ci siamo chiariti.

      a presto,
      m

    22. Edoardo scrive:

      Per Marco:
      ho anche riportato il mio intervento specificando quanto affermato… Pensa e dici quello che vuoi ma mai ho parlato di arricchimento del Plutonio.

      Per i Sig. di Green Peace :
      A ribadire quanto affermato riguardo all’inutilità dell’ ambientalismo italiano, riporto in sintesi quello che ci chiede l’UE (notizia di quest’oggi):

      Bruxelles, 15 mag. - La Commissione europea ha chiesto oggi all’Italia di tagliare del 6,3% il suo piano nazionale di assegnazione delle emissioni, nel quadro del sistema Ue di scambio delle quote di CO2 (biossido di carbonio), che applica ai Ventisette il Protocollo di Kyoto sul clima. Queste le conclusioni dell’esame del piano emissioni italiano, secondo quanto ha annunciato oggi a Bruxelles, con una nota, l’Esecutivo comunitario.
      ….
      Il piano emissioni italiano era stato presentato a Bruxelles dopo un lungo braccio di ferro fra il ministero dell’Ambiente, di Alfonso Pecoraro Scanio, e quello dello Sviluppo economico, di Pierluigi Bersani. Alla fine, si era raggiunto un compromesso che aumentava il tetto delle emissioni.

      Oltre alla riduzione del tetto totale delle emissioni, la Commissione chiede all’Italia di apportare una serie di altri cambiamenti al suo piano nazionale. Con queste condizioni, in particolare, l’esecutivo Ue rimette in questione la “riserva” da 16 milioni di tonnellate di CO2 che il governo italiano aveva previsto per i nuovi impianti che apriranno nel prossimo futuro e che entreranno nel sistema.

      La Commissione, inoltre, chiede che siano inseriti nel piano emissioni italiano “gli impianti di combustione (ad esempio gli impianti di cracking), come hanno fatto tutti gli altri Stati membri”. L’ultima condizione, infine, riguarda il limite al quantitativo massimo totale dei ‘crediti di emissione’ che saranno concessi in base ai cosiddetti “meccanismi flessibili” protocollo di Kyoto.

      Su questa base, la Commissione può approvare un piano integralmente o accettarlo “parzialmente”, in pratica ‘rimandando a settembre’ lo Stato membro interessato. E’ quello che è successo oggi con l’Italia, e che era accaduto anche, in precedenza, con 19 dei 21 piani nazionali (su 27) che la Commissione ha già esaminato. Solo i piani nazionali britannico e sloveno sono stati ‘promossi’ al primo colpo, e solo quello francese, finora, ha ottenuto l’approvazione in seconda battuta, dopo che Parigi aveva apportato le modifiche richieste da Bruxelles alla prima versione”

      Guarda caso Gb, Slovenia e Francia hanno centrali nucleari. E la Germania con i suoi 1300 MW (nominali) di energia solare?

    23. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Edoardo ho corretto la tua ultima frase.

    Scrivi un commento




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