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Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare

19 Aprile 2006 di Amministratore

Il “Corriere della Sera” di oggi riprende quanto detto in un articolo pubblicato il 16 aprile sul “Washington Post” e che sta facendo discutere: Patrick Moore (uno dei fondatori di Greenpeace) ha dichiarato che il nucleare potrebbe esere la sola fonte energetica in grado di salvare la terra.

Patrick Moore afferma che in passato ha ritenuto l’ “energia nucleare” sinomino di “olocausto nucleare” ma ora spiega di aver cambiato a distanza di trenta anni il suo punto di vista nei confronti dell’ energia nucleare che al momento sarebbe l’ unica soluzione valida per limitare il riscaldamento del pianeta.



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  • 4 Commenti a “ Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare”

    1. greencarlo scrive:

      DAL SITO DI GREENPEACE

      Alcuni giorni fa, sulle pagine del “Washington Post” √ɬ® stata pubblicata un’intervista nella quale uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore, si pronunciava a favore dell’energia nucleare, indicandola come l’unica fonte di energia in grado di salvare il nostro pianeta dalla catastrofe del cambiamento climatico.

      Le dichiarazioni di Moore hanno fatto il giro del mondo. In Italia sono state anche riprese dal Corriere della Sera dello scorso 19 aprile. La posizione di Moore non √ɬ® per√ɬ≤ quella di Greenpeace, che continua invece a essere contraria al nucleare e che proprio ieri ha organizzato a Roma, insieme a WWF e Legambiente il convegno “Cernobyl vent’anni dopo. Per un futuro sostenibile e senza nucleare”. Pubblichiamo di seguito la risposta di Donatella Massai, Direttore generale di Greenpeace Italia, apparsa anche sul Corriere della Sera di oggi, per chiarire in maniera definitiva la nostra posizione.

      Moore ha lasciato Greenpeace nel 1985. Da allora ha sostenuto tesi diverse, dall’infiltrazione comunista tra gli ambientalisti alla difesa dei generali argentini (tanto “la gente viene uccisa ovunque”). Da ventuno anni viene finanziato dalle industrie del legname e del nucleare. Ci si chiede dov’√ɬ® la notizia se finisce poi per affermare che le foreste vanno tagliate a raso o che solo l’energia nucleare pu√ɬ≤ salvare il pianeta. Nella sua attivit√É , connotata dall’ossessione per Greenpeace - questa s√ɬ¨, materia d’interesse per psicanalisti - Moore semina informazioni false, alcune delle quali gi√É corrette nell’articolo. Non √ɬ® vero, quindi, che il nucleare sia conveniente. Al contrario, come dimostrano persino le stime del Dipartimento dell’energia Usa, costa almeno il 25 per cento in pi√ɬĻ del carbone e del metano. Ed √ɬ® pi√ɬĻ costoso anche dell’eolico, la fonte energetica in maggior crescita. Non a caso, d’altra parte, l’amministrazione americana prova a rilanciare il nucleare con i sussidi governativi, un vero paradosso per l’economia formalmente pi√ɬĻ liberista del pianeta. A pi√ɬĻ di sessant’anni dall’inizio dell’era atomica, inoltre, nessun paese al mondo ha trovato una soluzione definitiva per smaltire le scorie nucleari. Quanto all’idea di recuperare energia dalle stesse scorie √Ę‚ā¨‚Äú plutonio o uranio “non bruciato” - dopo il costosissimo fallimento del Superph√ɬ©nix francese [ ma italiano al 33 per cento ] nessuna persona assennata la propone pi√ɬĻ

      Donatella Massai
      Direttore generale di Greenpeace Italia

    2. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Non per essere polemico, ma come si fa a mettere in fila una tale sfilza di assurdità , prive di qualsiasi fondamento, tutte insieme?
      Mi dispiace dirlo, ma di fronte ad una tale sfilza di falsit√É tecniche non ha senso nemmeno tentare di formulare una risposta…
      Comunque, si vedano ad esempio gli atti della conferenza svoltasi ad Oak ridge nel 2005
      ( nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/arwif-2005-programme-... )

      Ing. Vincenzo Romanello

    3. Paolo Scampa scrive:

      Paolo Scampa
      Membro permanente dell’AIPRI

      Associazione Internazionale per la Protezione contro i Raggi Ionizzanti

      Le necroparticelle radioattive.

      La lenta ed eterna letalit√É delle nanoparticelle[1] radioattive disseminate nell’aria mondiale a miliardi di miliardi di miliardi a seguito delle esplosioni degli ordigni all’uranio “impoverito” √ɬ® un fatto planetario tanto drammatico quanto inconfutabile. Vediamone il perch√ɬ© iniziando dai numeri.

      A: Per ottenere 1 Curie, ossia 37.000.000.000 di disintegrazioni atomiche al secondo o Becquerel, servono 3 tonnellate di U238. (Nell’ultima guerra del golfo sono state impiegate 3000 tonnellate di questo √Ę‚ā¨Ňďuranio non del tutto impoverito√Ę‚ā¨¬Ěe gi√É gli analisti del Pentagono[2] ritengono che le perdite per tumore si aggireranno attorno al 40-50% dei soldati. Inutile sottolineare che le popolazioni civili saranno parimenti affette durante millenni[3]. Ma a chi importa se di l√É met√É degli irakeni creperanno, a chi importa se di qua nostri figli creperanno a met√É [4]? Respirare aria denuclearizzata non fa parte dei nostri decantati diritti dell’uomo. Noi siamo i democratici kamikaze atomici. Del resto, perdio, √ɬ® gi√É troppo tardi, troppi fallout sono gi√É avvenuti.)

      B : 1 grammo di U238 = 12.332 Becquerel (disintegrazioni al secondo).

      C: 1 milionesimo di grammo = 0,012332 Becquerel.

      D: Le cellule viventi sono senza quella protezione ai tiri radioattivi alfa interni che la pelle ha rispetto ai tiri alfa esterni. Venuti dall√Ę‚ā¨‚ĄĘesterno del corpo questi tiri possono essere fermati dalla pelle, venuti tramite la respirazione o l’alimentazione dall√Ę‚ā¨‚ĄĘinterno del corpo no. Le cellule non hanno pelle. Bloccata dentro il corpo in prossimit√É delle cellule se non dentro di esse una minuscola particella clandestina e insolubile di un grammo diviso per 1.000.000 (un grammo diviso per un milione) “regala” in un anno una irradiazione interna alfa di TRE CENTO OTTANTA MILA Becquerel. Per capire la radioattivit√É interna bisogna contare i secondi che passano, e non unicamente considerare l’intensit√É al secondo di una radiazione. Prendere la radiazione di un solo secondo come misura di pericolosit√É ridicolizza la letalit√É delle nano-particelle, la nasconde al pubblico. “Ma che pu√ɬ≤ una particella che emette 0,01 Bq ! Siamo seri !”

      Ma √ɬ® tuttavia proprio in questo silenzio sui milioni di secondi che abitano un anno che risiede la disinformazione, il negazionismo assassino, l’abissale ignoranza kamikaze dei nostri dirigenti che portano la morte atomica a loro stessi, ai loro propri soldati, ai loro propri figli, alle loro proprie popolazioni, all’intera umanit√É e al futuro. E nello scorrere del tempo che si cela in effetti l’atomica letale verit√É [5]. E semplice da capire. Il pericolo risiede nel carattere cronico, ossessivo, interno del bombardamento ionizzante confinato ad una minuscola zona cellulare in cui ristagna una insolubile particella. E da l√ɬ¨ che sgorga il cancro. Ad una ionizzazione cronica nessun tessuto resiste, nessuna cellula trova una restauratrice risposta biologica ad un simile ravvicinato e ripetuto laceramento. Le sue uniche suicide vie di fuga sono necrosi e patogene mutazioni genetiche[6] i cui visibili effetti macroscopici, il cancro, verranno troppo tardi percepiti anni dopo.

      E semplice da capire e facile da respirare. Le sottili polveri radioattive sono contaminanti semi di tumore che abbisognano di tempo per crescere dentro gli organismi. E crescono e cresceranno mostruosamente. E semplice da capire. Non √ɬ® la folgorante morte atomica di Hiroshima √ɬ® la lunga agonia radioattiva. Non √ɬ® l√Ę‚ā¨‚ĄĘistantanea morte da esplosione √ɬ® la subdola morte da contaminazione. Inspirare e poi pi√ɬĻ tardi dolorosamente espirare. Accanto ad altri[7], gli atomici germogli di agonia alfa sono nell’aria.

      Nota.

      A: 60 secondi * 60 minuti * 24 ore * 365 giorni = 31.536.000 secondi all’anno.

      B: 0,0123322892 (valore Bq di 1/1.000.000 grammo di U238 -DU-) * 31.536.000 = 388.911 Bq anno.

      ——————————————————————————–

      [1] Caracteristics of particles and particle dispersoids, C.E Lapple, Stanford Research Institute Journal, Vol 5, p.95, Third Quarter, 1961 In D.R. Lide, CRC Handbook of Chemistry and physics, Taylor & Francis, CRC Press, USA, 2006.

      [2] World affairs. The journal of international issues. Planet Earth As Weapon and Target, Leuren Moret http://www.worldaffairsjournal.com/article1.htm

      [3] L’uranio impoverito rester√É in Iraq per generazioni, D. Rokke, ex responsabile del pentagono per il programma per l√Ę‚ā¨‚ĄĘuranio impoverito. http://www.indicius.it/usa_25.htm

      Lung cancer epidemic from DU has begun in US, Dr. James Howenstine, http://www.newswithviews.com/Howenstine/james43.htm

      Depleted Uranium √Ę‚ā¨‚Äú US Lung Cancer Rates Soar, Karl W B Schwarz, http://www.rense.com

      [4] “Did the use of Uranium weapons in Gulf War 2 result in contamination of Europe? Evidence from the measurements of the Atomic Weapons Establishment (AWE), Aldermaston, Berkshire, UK” - Chris Busby and Saoirse Morgan
      http://www.llrc.org/aldermastrept.pdf

      [5] URANIUM and PLUTONIUM aren√Ę‚ā¨‚ĄĘt chocolate, M.E. Andr√ɬ©. http://users.skynet.be/mauriceandre/

      [6] Le bombardement du cytoplasme peut induire des mutations de l’ADN nucl√ɬ©aire, Charles Day. http://www.raraf.org/sites/larech.htm

      Les rayonnements, l√Ę‚ā¨ňúAdn et la cellule, Clefs CEA, printemps 2000. In http://www.cea.fr/fr/Publications/clefs2.asp?id=43

      The effects of nuclear weapons, S. Glasstone, J. Dolan, 1957. Vedere capitolo √Ę‚ā¨ŇďInternal hazard√Ę‚ā¨¬Ě

      princeton.edu/~globsec/publications/effects/effects12.pdf

      [7] http://www.nanodiagnostics.it

    4. Vincenzo Romanello scrive:

      Puro terrorismo.

      E comunque: una particella che presenta un’attivit√É di 0,01 Bq, anche dopo 1 anno presenter√É la stessa attivit√É , che, chiunque conosce un p√ɬ≤ di fisica sa che non √ɬ® cumulativa nel tempo. Semmai si dovrebbe parlare di equivalente di dose annuo originato da quella attivit√É (Bq), ma il discorso sarebbe complesso e andrebbe affrontato in maniera scientifica, e non ideologica (a livello di amici al bar)…

      Ing. Vincenzo Romanello

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