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	<title>Comments on: Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 18:21:36 +0000</pubDate>
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 		<title>Comment on Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare by: Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-303</link>
		<pubDate>Thu, 04 May 2006 23:29:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-303</guid>
					<description>Puro terrorismo.

E comunque: una particella che presenta un'attivitÃ  di 0,01 Bq, anche dopo 1 anno presenterÃ  la stessa attivitÃ , che, chiunque conosce un pÃ² di fisica sa che non Ã¨ cumulativa nel tempo. Semmai si dovrebbe parlare di equivalente di dose annuo originato da quella attivitÃ  (Bq), ma il discorso sarebbe complesso e andrebbe affrontato in maniera scientifica, e non ideologica (a livello di amici al bar)...

Ing. Vincenzo Romanello</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Puro terrorismo.</p>
	<p>E comunque: una particella che presenta un&#8217;attivitÃ  di 0,01 Bq, anche dopo 1 anno presenterÃ  la stessa attivitÃ , che, chiunque conosce un pÃ² di fisica sa che non Ã¨ cumulativa nel tempo. Semmai si dovrebbe parlare di equivalente di dose annuo originato da quella attivitÃ  (Bq), ma il discorso sarebbe complesso e andrebbe affrontato in maniera scientifica, e non ideologica (a livello di amici al bar)&#8230;</p>
	<p>Ing. Vincenzo Romanello
</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
 		<title>Comment on Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare by: Paolo Scampa</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-302</link>
		<pubDate>Thu, 04 May 2006 16:53:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-302</guid>
					<description>Paolo Scampa
Membro permanente dell'AIPRI

Associazione Internazionale per la Protezione contro i Raggi Ionizzanti

 

Le necroparticelle radioattive.

 

La lenta ed eterna letalitÃ  delle nanoparticelle[1] radioattive disseminate nell'aria mondiale a miliardi di miliardi  di miliardi a seguito delle esplosioni degli ordigni all'uranio &quot;impoverito&quot; Ã¨ un fatto planetario tanto drammatico quanto inconfutabile. Vediamone il perchÃ© iniziando dai numeri.

 

A:  Per ottenere  1 Curie,  ossia 37.000.000.000  di disintegrazioni atomiche  al secondo o Becquerel, servono 3 tonnellate di U238. (Nell'ultima guerra del golfo sono state impiegate 3000 tonnellate di questo â€œuranio non del tutto impoveritoâ€e giÃ  gli analisti del Pentagono[2] ritengono che le perdite per tumore si aggireranno attorno al 40-50% dei soldati. Inutile sottolineare che le popolazioni civili saranno parimenti affette durante millenni[3]. Ma a chi importa se di lÃ  metÃ  degli irakeni creperanno, a chi importa se di qua nostri figli creperanno a metÃ [4]? Respirare aria denuclearizzata non  fa parte dei nostri decantati diritti dell'uomo. Noi siamo i democratici kamikaze atomici. Del resto, perdio, Ã¨ giÃ  troppo tardi, troppi fallout sono giÃ  avvenuti.)

 

B : 1 grammo di U238 = 12.332 Becquerel (disintegrazioni al secondo).

 

C: 1 milionesimo di grammo = 0,012332 Becquerel.

 

D: Le cellule viventi sono senza quella protezione ai tiri radioattivi alfa interni che la pelle ha rispetto ai tiri alfa esterni. Venuti dallâ€™esterno del corpo questi tiri possono essere fermati dalla pelle, venuti tramite la respirazione o l'alimentazione dallâ€™interno del corpo no. Le cellule non hanno pelle. Bloccata dentro il corpo in prossimitÃ  delle cellule se non dentro di esse una minuscola particella clandestina e insolubile di  un grammo diviso per 1.000.000 (un grammo  diviso per un milione) &quot;regala&quot; in un anno una irradiazione interna alfa di TRE CENTO OTTANTA MILA Becquerel. Per capire la radioattivitÃ  interna bisogna contare i secondi che passano, e non  unicamente considerare l'intensitÃ  al secondo di una radiazione. Prendere la radiazione di un solo secondo come misura di pericolositÃ  ridicolizza la letalitÃ  delle nano-particelle, la nasconde al pubblico. &quot;Ma che puÃ² una particella che emette 0,01 Bq ! Siamo seri !&quot;  

Ma Ã¨ tuttavia proprio in questo silenzio sui milioni di secondi che abitano un anno che risiede la disinformazione, il negazionismo assassino, l'abissale ignoranza kamikaze  dei nostri dirigenti che portano la morte atomica a loro stessi, ai loro  propri soldati, ai loro propri figli, alle loro proprie popolazioni, all'intera umanitÃ  e al futuro.  E nello scorrere del tempo che si cela in effetti l'atomica letale veritÃ [5].          E semplice da capire. Il pericolo risiede nel carattere cronico, ossessivo, interno del bombardamento ionizzante confinato ad una minuscola zona cellulare in cui ristagna una insolubile particella. E da lÃ¬ che sgorga il cancro. Ad una ionizzazione cronica nessun tessuto resiste, nessuna  cellula trova una restauratrice risposta biologica ad un simile ravvicinato e ripetuto laceramento. Le sue uniche suicide vie di fuga sono necrosi e patogene mutazioni genetiche[6]  i cui visibili effetti macroscopici, il cancro, verranno troppo tardi percepiti anni dopo. 

E semplice da capire e facile da respirare. Le sottili polveri radioattive sono  contaminanti semi di tumore che abbisognano di tempo per crescere dentro gli organismi. E crescono e cresceranno mostruosamente.  E semplice da capire. Non Ã¨ la folgorante morte atomica di Hiroshima Ã¨ la lunga agonia radioattiva.  Non Ã¨ lâ€™istantanea morte da esplosione Ã¨ la subdola morte da contaminazione. Inspirare e poi piÃ¹ tardi dolorosamente espirare. Accanto ad altri[7], gli atomici germogli di agonia alfa sono nell'aria.

Nota.

A: 60 secondi * 60 minuti * 24 ore * 365 giorni = 31.536.000 secondi all'anno. 

B: 0,0123322892  (valore Bq di 1/1.000.000 grammo di U238 -DU-) * 31.536.000 = 388.911 Bq anno.



--------------------------------------------------------------------------------

[1]  Caracteristics of particles and particle dispersoids, C.E Lapple, Stanford Research Institute Journal, Vol 5, p.95, Third Quarter, 1961 In D.R. Lide, CRC Handbook of Chemistry and physics, Taylor &amp;#38; Francis, CRC Press, USA, 2006.

 

[2] World affairs. The journal of international issues. Planet Earth As Weapon and Target, Leuren  Moret http://www.worldaffairsjournal.com/article1.htm

[3] L'uranio impoverito resterÃ  in Iraq per generazioni, D. Rokke, ex responsabile del pentagono per il programma per lâ€™uranio impoverito. http://www.indicius.it/usa_25.htm

Lung cancer epidemic from DU has  begun in US, Dr. James Howenstine, http://www.newswithviews.com/Howenstine/james43.htm

 

Depleted Uranium â€“ US Lung Cancer Rates Soar, Karl W B Schwarz, http://www.rense.com

 

[4] &quot;Did the use of Uranium weapons in Gulf War 2 result in contamination of Europe? Evidence from the measurements of the Atomic Weapons Establishment (AWE), Aldermaston, Berkshire, UK&quot; - Chris Busby and Saoirse Morgan 
http://www.llrc.org/aldermastrept.pdf

[5] URANIUM and  PLUTONIUM arenâ€™t  chocolate, M.E. AndrÃ©. http://users.skynet.be/mauriceandre/

[6] Le bombardement du cytoplasme peut induire des mutations de l'ADN nuclÃ©aire, Charles Day. http://www.raraf.org/sites/larech.htm

 

 Les rayonnements, lâ€˜Adn et la cellule, Clefs CEA, printemps 2000. In http://www.cea.fr/fr/Publications/clefs2.asp?id=43

 

The effects of nuclear weapons, S. Glasstone, J. Dolan, 1957. Vedere capitolo â€œInternal hazardâ€

http://www.princeton.edu/~globsec/publications/effects/effects12.pdf

 

[7] http://www.nanodiagnostics.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Paolo Scampa<br />
Membro permanente dell&#8217;AIPRI</p>
	<p>Associazione Internazionale per la Protezione contro i Raggi Ionizzanti</p>
	<p>Le necroparticelle radioattive.</p>
	<p>La lenta ed eterna letalitÃ  delle nanoparticelle[1] radioattive disseminate nell&#8217;aria mondiale a miliardi di miliardi  di miliardi a seguito delle esplosioni degli ordigni all&#8217;uranio &#8220;impoverito&#8221; Ã¨ un fatto planetario tanto drammatico quanto inconfutabile. Vediamone il perchÃ© iniziando dai numeri.</p>
	<p>A:  Per ottenere  1 Curie,  ossia 37.000.000.000  di disintegrazioni atomiche  al secondo o Becquerel, servono 3 tonnellate di U238. (Nell&#8217;ultima guerra del golfo sono state impiegate 3000 tonnellate di questo â€œuranio non del tutto impoveritoâ€e giÃ  gli analisti del Pentagono[2] ritengono che le perdite per tumore si aggireranno attorno al 40-50% dei soldati. Inutile sottolineare che le popolazioni civili saranno parimenti affette durante millenni[3]. Ma a chi importa se di lÃ  metÃ  degli irakeni creperanno, a chi importa se di qua nostri figli creperanno a metÃ [4]? Respirare aria denuclearizzata non  fa parte dei nostri decantati diritti dell&#8217;uomo. Noi siamo i democratici kamikaze atomici. Del resto, perdio, Ã¨ giÃ  troppo tardi, troppi fallout sono giÃ  avvenuti.)</p>
	<p>B : 1 grammo di U238 = 12.332 Becquerel (disintegrazioni al secondo).</p>
	<p>C: 1 milionesimo di grammo = 0,012332 Becquerel.</p>
	<p>D: Le cellule viventi sono senza quella protezione ai tiri radioattivi alfa interni che la pelle ha rispetto ai tiri alfa esterni. Venuti dallâ€™esterno del corpo questi tiri possono essere fermati dalla pelle, venuti tramite la respirazione o l&#8217;alimentazione dallâ€™interno del corpo no. Le cellule non hanno pelle. Bloccata dentro il corpo in prossimitÃ  delle cellule se non dentro di esse una minuscola particella clandestina e insolubile di  un grammo diviso per 1.000.000 (un grammo  diviso per un milione) &#8220;regala&#8221; in un anno una irradiazione interna alfa di TRE CENTO OTTANTA MILA Becquerel. Per capire la radioattivitÃ  interna bisogna contare i secondi che passano, e non  unicamente considerare l&#8217;intensitÃ  al secondo di una radiazione. Prendere la radiazione di un solo secondo come misura di pericolositÃ  ridicolizza la letalitÃ  delle nano-particelle, la nasconde al pubblico. &#8220;Ma che puÃ² una particella che emette 0,01 Bq ! Siamo seri !&#8221;  </p>
	<p>Ma Ã¨ tuttavia proprio in questo silenzio sui milioni di secondi che abitano un anno che risiede la disinformazione, il negazionismo assassino, l&#8217;abissale ignoranza kamikaze  dei nostri dirigenti che portano la morte atomica a loro stessi, ai loro  propri soldati, ai loro propri figli, alle loro proprie popolazioni, all&#8217;intera umanitÃ  e al futuro.  E nello scorrere del tempo che si cela in effetti l&#8217;atomica letale veritÃ [5].          E semplice da capire. Il pericolo risiede nel carattere cronico, ossessivo, interno del bombardamento ionizzante confinato ad una minuscola zona cellulare in cui ristagna una insolubile particella. E da lÃ¬ che sgorga il cancro. Ad una ionizzazione cronica nessun tessuto resiste, nessuna  cellula trova una restauratrice risposta biologica ad un simile ravvicinato e ripetuto laceramento. Le sue uniche suicide vie di fuga sono necrosi e patogene mutazioni genetiche[6]  i cui visibili effetti macroscopici, il cancro, verranno troppo tardi percepiti anni dopo. </p>
	<p>E semplice da capire e facile da respirare. Le sottili polveri radioattive sono  contaminanti semi di tumore che abbisognano di tempo per crescere dentro gli organismi. E crescono e cresceranno mostruosamente.  E semplice da capire. Non Ã¨ la folgorante morte atomica di Hiroshima Ã¨ la lunga agonia radioattiva.  Non Ã¨ lâ€™istantanea morte da esplosione Ã¨ la subdola morte da contaminazione. Inspirare e poi piÃ¹ tardi dolorosamente espirare. Accanto ad altri[7], gli atomici germogli di agonia alfa sono nell&#8217;aria.</p>
	<p>Nota.</p>
	<p>A: 60 secondi * 60 minuti * 24 ore * 365 giorni = 31.536.000 secondi all&#8217;anno. </p>
	<p>B: 0,0123322892  (valore Bq di 1/1.000.000 grammo di U238 -DU-) * 31.536.000 = 388.911 Bq anno.</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
	<p>[1]  Caracteristics of particles and particle dispersoids, C.E Lapple, Stanford Research Institute Journal, Vol 5, p.95, Third Quarter, 1961 In D.R. Lide, CRC Handbook of Chemistry and physics, Taylor &amp; Francis, CRC Press, USA, 2006.</p>
	<p>[2] World affairs. The journal of international issues. Planet Earth As Weapon and Target, Leuren  Moret <a href='http://www.worldaffairsjournal.com/article1.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.worldaffairsjournal.com/article1.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.worldaffairsjournal.com/article1.htm</a></a></p>
	<p>[3] L&#8217;uranio impoverito resterÃ  in Iraq per generazioni, D. Rokke, ex responsabile del pentagono per il programma per lâ€™uranio impoverito. <a href='http://www.indicius.it/usa_25.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.indicius.it/usa_25.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.indicius.it/usa_25.htm</a></a></p>
	<p>Lung cancer epidemic from DU has  begun in US, Dr. James Howenstine, <a href='http://www.newswithviews.com/Howenstine/james43.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.newswithviews.com/Howenstine/james43.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.newswithviews.com/Howenstine/james43.htm</a></a></p>
	<p>Depleted Uranium â€“ US Lung Cancer Rates Soar, Karl W B Schwarz, <a href='http://www.rense.com' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.rense.com' rel="nofollow" target="_blank">http://www.rense.com</a></a></p>
	<p>[4] &#8220;Did the use of Uranium weapons in Gulf War 2 result in contamination of Europe? Evidence from the measurements of the Atomic Weapons Establishment (AWE), Aldermaston, Berkshire, UK&#8221; - Chris Busby and Saoirse Morgan<br />
<a href='http://www.llrc.org/aldermastrept.pdf' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.llrc.org/aldermastrept.pdf' rel="nofollow" target="_blank">http://www.llrc.org/aldermastrept.pdf</a></a></p>
	<p>[5] URANIUM and  PLUTONIUM arenâ€™t  chocolate, M.E. AndrÃ©. <a href='http://users.skynet.be/mauriceandre/' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://users.skynet.be/mauriceandre/' rel="nofollow" target="_blank">http://users.skynet.be/mauriceandre/</a></a></p>
	<p>[6] Le bombardement du cytoplasme peut induire des mutations de l&#8217;ADN nuclÃ©aire, Charles Day. <a href='http://www.raraf.org/sites/larech.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.raraf.org/sites/larech.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.raraf.org/sites/larech.htm</a></a></p>
	<p> Les rayonnements, lâ€˜Adn et la cellule, Clefs CEA, printemps 2000. In <a href='http://www.cea.fr/fr/Publications/clefs2.asp?id=43' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.cea.fr/fr/Publications/clefs2.asp?id=43' rel="nofollow" target="_blank">http://www.cea.fr/fr/Publications/clefs2.asp?id=43</a></a></p>
	<p>The effects of nuclear weapons, S. Glasstone, J. Dolan, 1957. Vedere capitolo â€œInternal hazardâ€</p>
	<p><a href='http://www.princeton.edu/~globsec/publications/effects/effects12.pdf' rel="nofollow" target="_blank">princeton.edu/~globsec/publications/effects/effects12.pdf</a></p>
	<p>[7] <a href='http://www.nanodiagnostics.it' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.nanodiagnostics.it' rel="nofollow" target="_blank">http://www.nanodiagnostics.it</a></a>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-294</link>
		<pubDate>Tue, 02 May 2006 12:06:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-294</guid>
					<description>Non per essere polemico, ma come si fa a mettere in fila una tale sfilza di assurditÃ , prive di qualsiasi fondamento, tutte insieme?
Mi dispiace dirlo, ma di fronte ad una tale sfilza di falsitÃ  tecniche non ha senso nemmeno tentare di formulare una risposta...
Comunque, si vedano ad esempio gli atti della conferenza svoltasi ad Oak ridge nel 2005 
( http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/arwif-2005-programme-final.html )

Ing. Vincenzo Romanello</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non per essere polemico, ma come si fa a mettere in fila una tale sfilza di assurditÃ , prive di qualsiasi fondamento, tutte insieme?<br />
Mi dispiace dirlo, ma di fronte ad una tale sfilza di falsitÃ  tecniche non ha senso nemmeno tentare di formulare una risposta&#8230;<br />
Comunque, si vedano ad esempio gli atti della conferenza svoltasi ad Oak ridge nel 2005<br />
( <a href='http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/arwif-2005-programme-final.html' rel="nofollow" target="_blank">nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/arwif-2005-programme-...</a> )</p>
	<p>Ing. Vincenzo Romanello
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Patrick Moore - uno dei fondatori di Greenpeace rilancia il nucleare by: greencarlo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-293</link>
		<pubDate>Tue, 02 May 2006 09:07:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/04/19/patrick-moore-fondatori-greenpeace-nucleare/#comment-293</guid>
					<description>&lt;strong&gt;DAL SITO DI GREENPEACE&lt;/strong&gt;

Alcuni giorni fa, sulle pagine del &quot;Washington Post&quot; Ã¨ stata pubblicata un'intervista nella quale uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore, si pronunciava a favore dell'energia nucleare, indicandola come l'unica fonte di energia in grado di salvare il nostro pianeta dalla catastrofe del cambiamento climatico. 

Le dichiarazioni di Moore hanno fatto il giro del mondo. In Italia sono state anche riprese dal Corriere della Sera dello scorso 19 aprile. La posizione di Moore non Ã¨ perÃ² quella di Greenpeace, che continua invece a essere contraria al nucleare e che proprio ieri ha organizzato a Roma, insieme a WWF e Legambiente il convegno &quot;Cernobyl vent'anni dopo. Per un futuro sostenibile e senza nucleare&quot;. Pubblichiamo di seguito la risposta di Donatella Massai, Direttore generale di Greenpeace Italia, apparsa anche sul Corriere della Sera di oggi, per chiarire in maniera definitiva la nostra posizione.



Moore ha lasciato Greenpeace nel 1985. Da allora ha sostenuto tesi diverse, dall'infiltrazione comunista tra gli ambientalisti alla difesa dei generali argentini (tanto &quot;la gente viene uccisa ovunque&quot;). Da ventuno anni viene finanziato dalle industrie del legname e del nucleare. Ci si chiede dov'Ã¨ la notizia se finisce poi per affermare che le foreste vanno tagliate a raso o che solo l'energia nucleare puÃ² salvare il pianeta. Nella sua attivitÃ , connotata dall'ossessione per Greenpeace - questa sÃ¬, materia d'interesse per psicanalisti - Moore semina informazioni false, alcune delle quali giÃ  corrette nell'articolo. Non Ã¨ vero, quindi, che il nucleare sia conveniente. Al contrario, come dimostrano persino le stime del Dipartimento dell'energia Usa, costa almeno il 25 per cento in piÃ¹ del carbone e del metano. Ed Ã¨ piÃ¹ costoso anche dell'eolico, la fonte energetica in maggior crescita. Non a caso, d'altra parte, l'amministrazione americana prova a rilanciare il nucleare con i sussidi governativi, un vero paradosso per l'economia formalmente piÃ¹ liberista del pianeta. A piÃ¹ di sessant'anni dall'inizio dell'era atomica, inoltre, nessun paese al mondo ha trovato una soluzione definitiva per smaltire le scorie nucleari. Quanto all'idea di recuperare energia dalle stesse scorie â€“ plutonio o uranio &quot;non bruciato&quot; - dopo il costosissimo fallimento del SuperphÃ©nix francese [ ma italiano al 33 per cento ] nessuna persona assennata la propone piÃ¹

&lt;em&gt;Donatella Massai&lt;/em&gt;
Direttore generale di Greenpeace Italia</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>DAL SITO DI GREENPEACE</strong></p>
	<p>Alcuni giorni fa, sulle pagine del &#8220;Washington Post&#8221; Ã¨ stata pubblicata un&#8217;intervista nella quale uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore, si pronunciava a favore dell&#8217;energia nucleare, indicandola come l&#8217;unica fonte di energia in grado di salvare il nostro pianeta dalla catastrofe del cambiamento climatico. </p>
	<p>Le dichiarazioni di Moore hanno fatto il giro del mondo. In Italia sono state anche riprese dal Corriere della Sera dello scorso 19 aprile. La posizione di Moore non Ã¨ perÃ² quella di Greenpeace, che continua invece a essere contraria al nucleare e che proprio ieri ha organizzato a Roma, insieme a WWF e Legambiente il convegno &#8220;Cernobyl vent&#8217;anni dopo. Per un futuro sostenibile e senza nucleare&#8221;. Pubblichiamo di seguito la risposta di Donatella Massai, Direttore generale di Greenpeace Italia, apparsa anche sul Corriere della Sera di oggi, per chiarire in maniera definitiva la nostra posizione.</p>
	<p>Moore ha lasciato Greenpeace nel 1985. Da allora ha sostenuto tesi diverse, dall&#8217;infiltrazione comunista tra gli ambientalisti alla difesa dei generali argentini (tanto &#8220;la gente viene uccisa ovunque&#8221;). Da ventuno anni viene finanziato dalle industrie del legname e del nucleare. Ci si chiede dov&#8217;Ã¨ la notizia se finisce poi per affermare che le foreste vanno tagliate a raso o che solo l&#8217;energia nucleare puÃ² salvare il pianeta. Nella sua attivitÃ , connotata dall&#8217;ossessione per Greenpeace - questa sÃ¬, materia d&#8217;interesse per psicanalisti - Moore semina informazioni false, alcune delle quali giÃ  corrette nell&#8217;articolo. Non Ã¨ vero, quindi, che il nucleare sia conveniente. Al contrario, come dimostrano persino le stime del Dipartimento dell&#8217;energia Usa, costa almeno il 25 per cento in piÃ¹ del carbone e del metano. Ed Ã¨ piÃ¹ costoso anche dell&#8217;eolico, la fonte energetica in maggior crescita. Non a caso, d&#8217;altra parte, l&#8217;amministrazione americana prova a rilanciare il nucleare con i sussidi governativi, un vero paradosso per l&#8217;economia formalmente piÃ¹ liberista del pianeta. A piÃ¹ di sessant&#8217;anni dall&#8217;inizio dell&#8217;era atomica, inoltre, nessun paese al mondo ha trovato una soluzione definitiva per smaltire le scorie nucleari. Quanto all&#8217;idea di recuperare energia dalle stesse scorie â€“ plutonio o uranio &#8220;non bruciato&#8221; - dopo il costosissimo fallimento del SuperphÃ©nix francese [ ma italiano al 33 per cento ] nessuna persona assennata la propone piÃ¹</p>
	<p><em>Donatella Massai</em><br />
Direttore generale di Greenpeace Italia
</p>
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