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Daniel Yergin - diversificazione nei futuri scenari energetici internazionali

27 Febbraio 2006 di Amministratore

Su “CorrierEconomia” (Corriere della Sera) di oggi c’√ɬ® un articolo di Daniel Yergin (esperto americano di economia mondiale e consulente di governi e aziende) sui futuri scenari energetici internazionali e il rischio di emergenze energetiche. L’articolo originale (in inglese) √ɬ® stato tradotto da Monica Levy.

Innazitutto Daniel Yergin riporta un episodio storico di inzio novecento: quando la marina inglese decise di passare dall’ uso del carbone (del Galles) all’ uso del petrolio (della Persia), il settore energetico assunse quindi una questione di strategia nazionale e Winston Churchill ritenne che solo con la diversificazione si potesse avere sicurezza energetica, pur anche dipendendo dallle poche sicure forniture petrolifere della Persia di allora.

Sono quindi delineati alcuni aspetti che stanno influenzando per il futuro il mercato mondiale energetico:

- un mercato petrolifero ristretto ai soliti pochi Stati produttori e l’aumento del costo del petrolio (raddoppiato negli ultimi tre anni)

- la presenza (tra gli Stati produttori di petrolio) di Paesi “vicini” al terrorismo o politicamente instabili

- la contrariet√É di USA e Europa sul programma nucleare dell’ Iran (l’Iran ha anche minacciato di tagliare la produzione di greggio (l’Iran √ɬ® secondo produttore dell’Opec)

- gli uragani Katrina e Rita nei mesi di agosto e settembre 2005 hanno determinato il primo “choc energetico integrato” (infatti sono stati interroti contemporaneamente i flussi di petrolio, di gas naturale e di energia elettrica)

- la guerra del gas tra Russia e Ucraina sul gas naturale

- alcuni attacchi agli impianti petroliferi in Nigeria hanno ridotto l’esportazione dalla Nigeria verso gli USA

- il consumo sempre maggiore di risorse da parte di India e Cina (fino al 1993 la Cina era sostanzialmente autosufficiente dal punto di vista energetico, mentre oggi la Cina importa tre milioni di barili di petrolio al giorno)

- il sempre maggiore contrasto tra USA e Venezuela (il venezuela è il terzo produttore Opec)

Tutti questi aspetti inducono a pensare che solo una diversificazione delle fonti energetiche sarà in futuro il principale fondamento per la sicurezza nazionale energetica: petrolio, gas natuale, energia nucleare, carbone pulito, fonti rinnovabili.
Inoltre si auspica un sempre maggiore e continuo investimento in nuove tecnologie.



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