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Agenzia per la Sicurezza Nucleare - nominati i componenti del Consiglio Direttivo

6 Novembre 2010 di Amministratore

Ieri 5 novembre il Consiglio dei Ministri ha deliberato la nomina dei componenti del Consiglio Direttivo dell’ Agenzia per la Sicurezza Nucleare.

Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Presidenza è stato nominato il Professor Umberto Veronesi.

Gli altri componenti sono:
- Maurizio Cumo, Marco Enrico Ricotti (indicati dal Ministro dello Sviluppo Economico)
- Paolo Romani, Michele Corradino, Stefano Dambruoso (indicati dal Ministro dell’ Ambiente)

Le nomine sono state trasmesse alle Camere per i pareri di legge.

Con questo provvedimento prende il via la fase operativa dell’ istituzione dell’ Agenzia per la Sicurezza Nucleare, organismo che rappresenta uno snodo fondamentale per il ritorno al nucleare civile.



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  • 25 Commenti a “ Agenzia per la Sicurezza Nucleare - nominati i componenti del Consiglio Direttivo”

    1. Michele Greco scrive:

      Innanzitutto rivolgo il mio personale augurio di buon ed “immediato” lavoro a Umberto Veronesi, a Maurizio Cumo, a Marco Enrico Ricotti, a Michele Corradino ed a Stefano Dambruoso.
      Mi auguro anche che non vi siano più “disturbi” e contrarietà, utili ad allungare ancora i tempi operativi che richiedono una necessaria immediatezza.
      Ci dobbiamo augurare che l’informazione di massa venga resa più incisiva nell’obiettività dei fatti e convincente rispetto ad un nucleare che oggi offre garanzie di sicurezza e di efficienza una volta discusse e discutibili.
      Una realtà scientifica che cambia anche “grazie” agli errori del passato, troppo spesso enfatizzati ed amplificati per puri interessi economici e politici.
      E’ ora che le parti avverse della nostra politica trovino, giammai un compromesso, ma un democratico ed assennato senso collaborativo per uno sviluppo del nostro Paese che riguarda tutti, a prescindere dalla fede, dal colore, dagli interessi specifici e individuali.
      Insomma gradirei che la nostra politica la finisse con le continue battaglie di poltrona per ritrovare e dimostrare congiunte responsabilità e maturità-

      Ad Maiora
      Michele Greco

    2. Enrico D'Urso scrive:

      ce ne è voluto di tempo ma alla fine ce l’hanno fatta……

    3. Edoardo scrive:

      Meglio tardi che mai: mi augurio che si avvii una corretta ed incisiva campagna d’informazione che riesca a convincere, su base scintifica e non su chiacchiere, non solo che nel settore nucleare gli standard di sicurezza sono altissimi, non solo che verifiche e controlli, oltre che dall’agnezia italiana saranno eseguite anche dall’Iaea e che in un mix energetico equilibrato il nucleare non può mancare.

    4. Michele Greco scrive:

      Ho aspettato un po’ di tempo prima di esprimere ancora una mia opinione in merito ai passi avanti che il nucleare è riuscito a fare nel nostro paese nonostante sia svantaggiato dall’opinione pubblica che pare sia contraria per ben due terzi. Anche quest’ultima statistica credo sia fantasiosa per non dire errata. Comunque spesso si gioca sul frainteso e sulle interpretazioni perchè ciò che si scrive e si dice è per lo più volutamente equivoco e poco chiaro. Se dovessi, io stesso attenermi, ad una facile e gratuita interpretazione potrei farvi notare che gli ultimi interventi, di Enrico d’Urso e di Edoardo ci appaiono, il primo contrario al nucleare ed il secondo favorevole; Enrico d’Urso scrive…”ce l’hanno fatta” e Edoardo…”finalmente”. Ma ciò è poco rispetto al vagambondaggio di una letteratura discriminante che circola ormai da troppo tempo in ogni strato sociale.
      INtanto l’Agenzia va avanti “promossa” dal Senato ed ora, ci auguriamo, dalla convocazione di ieri anche dalle Commissioni della Camera.
      Il mio scritto attuale anticipa di poche ore la notizia ufficiale che forse leggeremo domani sui nostri quotidiani.
      E’ quindi arrivato il momento di esprimerci tutti su questo Archivio che ci ospita, e non solo, con onestà e cognizioni di fatti da essere esposti in maniera semplice alla massa nelle loro autenticità.
      Bisogna fare tabula rasa delle allusioni e delle convenienze di parte e esporre i dati, e le fonti dalle quali provengono, delle future Centrali e di tutte le forze alternative ad esse per un onesto confronto.
      In altre parole via i pregiudizi e gli opportunismi per una campagna informativa
      obiettiva e costruttiva. La realtà del nostro Paese è chiara e con lei evidenti i disagi, gli scontri, le rivalità e le speculazioni, spesso gestiti da pura delinquenza occulta e palese.
      Con ciò invito chiunque di buona volontà a cooperare in questo senso con la libertà di esprimere le proprie opinioni purchè dettate dalla buona fede e dalla giusta fonte informativa.
      Michele Greco

    5. Cher scrive:

      Ho aperto questo thread su nuclearmeeting:
      La comunicazione corretta sul nucleare, come dovrebbe essere ?
      http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=168

      Solo per poter raccogliere tutte le varie opinioni a favore e contro, proprio per individuare il bandolo di questa matassa!
      Grazie per l’attenzione.

    6. Edoardo scrive:

      Per Michele Greco:

      sempre stato in buona fede, fermamente convinto che il nucleare civile sia una scelta più che buona.
      Questo aldilà di qualsiasi interesse politico ed economico: io lavoro in tutt’altro settore, ogni iniziativa a pro-atomo non mi arricchisce neanche di 1 centesimo e non sono iscritto a nessun partito. Se in Italia ci fossero 1, 10, 100 centrali nucleari, io rimarrei il solito bischero di sempre…nonostante questo, visto che credo e mi fido della tecnica nucleare farò tutto quello che rientra nelle mie possibilità affinchè l’Italia ritorni all’atomo e si smascherino tutte le strumentalizzazioni ideologiche sull’argomento.

      Saluti

    7. Pietruccio scrive:

      x Michele Greco

      “…rispetto ad un nucleare che oggi offre garanzie di sicurezza e di efficienza una volta discusse e discutibili.
      Una realtà scientifica che cambia anche “grazie” agli errori del passato,…”

      Mi sta bene se è inteso come un discorso di pura propaganda a favore del nucleare (in un mare di scemenze contro, qualcosa non del tutto corretto a favore ci può stare). Nella sostanza avrei parecchie cose da ridire in proposito se avessi tempo.

      Non credo proprio che che i reattori di seconda generazione costruiti in occidente dagli anni ‘70 (epoca Caorso, per intenderci) siano peggiori di quelli che si fanno adesso.

      (leggere da pag.6)
      ordine.ingegneri.vi.it/db_img/rivista/Rivista_23_2008.pdf

      Casomai è il contrario. La tecnologia è andata avanti, e anche le normative, ma la mentalità, l’ignoranza, il culto per un mercato dagli effetti devastanti sia sulle persone che sulle loro menti e, di conseguneze, sulla cultura e sul modo di lavorare, ci ha portato indietro di più di un secolo (notare che non è certo il verdume che si oppone al degrado, casomi ne rappresenta una specie parassitaria).

      In realtà sono molto preoccupato per tutta una serie di cose.

      Oltretutto mi pare che il nucleare si vada a fare e a sviluppare proprio dove sarebbe meglio che non si facesse (cosa ci fanno gli arabi e l’iran che galleggiano su un mare di petrolio? e il venezuela? e l’india? sì, gli serve, perchè sono in troppi, ma se i vantaggi derivanti dal nucleare non vengono investiti in benessera ma in incremento della popolazione, l’effetto è devastante: ritarda solo il momento del collasso che avviene poi in condizioni ben più drammatiche: come ho detto tante volte nessuna risorsa è in grado di reggere a uno sviluppo esponenziale di qualsiasi grandezza - compreso l’incremento demografico.).

      Lo sviluppo della tecnologia nucleare è utile solo in un regime di totale controllo e trasparenza da parte della popolazione e solo se accompagnato da politiche di welfare: non certo in una dittatura o in un mercato selvaggio, mentre mi pare che nel mondo andiamo proprio in quella direzione. In compenso non lo vogliono qui in europa, dove invece sarebbe importantissimo e utile.

      Anche in italia è comunque fattibile solo a patto di cambiare radicalmente il sistema dei controlli, soprattutto sui rifiuti, che devono essere totalmente tracciabili e il tutto dev’essere totalmente trasparente: se fossi un ambientalista-verde mi preoccuperei di spingere per l’adozione di un sistema di regole che garantissero per ogni rifiuto - sprattutto per quelli tossici dell’industria chimica - che fosse del tutto impossibile che succeda quello che pare sia successo per la monnezza in campania (che è diventata la discarica illegale d’italia). Quell’ammasso di co… invece quasi quasi si compiace della situazione ingestibile così possono dire che in queste condizioni in italia non si può fare il nucleare.

      Notare che sono gli stessi che non si sono accorti che un’intera regione finiva sotto i rifiuti, ma che fanno giornalmente il pelo e il contropelo su qualsiasi scemenza (vera ma sopprattutto non vera) riguardi il nucleare: in quest’ultimo caso arrivano anche tirare fuori documenti segreti, mentre in campania non hanno visto neanche le montagne fatte di rifiuti (ho letto che si parla di un milardo di metri cubi, cioè un km cubo: le dimensioni del gruppo del sella, per chi è stato sulle dolomiti), compresi gli scarti radioattivi di ospedali e fabbriche: solo che a loro evidentemente non interessa veramente il rischio da radioattività e la salute della popolazione, interessa solo che non si produca energia in quel modo.

    8. Pietruccio scrive:

      Per chi non ha voglia di leggersi tutta l’intervista all’ing. Alcetta riporto quello che riguarda il post:

      “Nelle centrali elettronucleari rileva, più di ogni altro
      fattore, l’affidabilità dei macchinari, ottenibile
      soprattutto con i miglioramenti organizzativi dei
      costruttori (controlli di produzione, garanzia della
      qualità, ecc.).
      Lavorare nel nucleare in regime di “garanzia di
      qualità” significa, in sintesi, per ogni azienda o Ente
      coinvolti avere una struttura organizzativa definita
      (posizioni, compiti, responsabilità) e certificata,
      operare secondo pianificazioni e procedure studiate
      ed approvate, effettuare controlli certificati
      sul prodotto, essere soggetta a verifiche sia sull’organizzazione
      che sul prodotto.
      Nulla di nuovo rispetto a quanto dovrebbe essere
      naturale ed usuale anche oggi, solo che, per
      il fatto di lavorare per un impianto nucleare, i cui
      rischi sono ormai radicati in tutti dopo l’esplosione
      di Hiroshima, i responsabili e gli addetti eseguivano
      con il massimo impegno i loro compiti, impegno
      spesso non disgiunto dall’entusiasmo per operare
      in un campo nuovo e ritenuto “di punta”.
      Questa era l’aria che si respirava allora, non solo
      nelle aziende private e pubbliche, ma anche negli
      enti di controllo dello Stato, dall’ENEA alle USL che
      localmente avevano la responsabilità dei controlli
      sugli impianti e degli interventi in caso di emergenza.
      Ricordo che quando ero in cantiere ripetevo ai
      numerosi visitatori che ero una delle persone più
      ispezionate d’Italia: oltre alle ispezioni amministrative
      interne, ben giustificate dalla quantità di lavoro
      svolta in cantiere: nel periodo di punta si facevano
      circa due miliardi di vecchie lire di lavoro al giorno,
      c’erano le ispezioni della garanzia di qualità della
      Direzione delle Costruzioni e del Centro di Progettazione
      dell’ENEL e le ispezioni sulle varie fasi di
      lavoro e sul rispetto delle specifiche tecniche e delle
      procedure organizzative da parte dell’ENEA e dei
      vari Enti tecnici (ANCC, ISPESL, ecc). A queste si
      aggiungevano ovviamente le ispezioni relative alla
      sicurezza ed igiene del lavoro, praticamente continue
      in quanto erano residenti in cantiere diversi
      ispettori della ASL RM1.
      All’impegno per le ispezioni ricevute dal cantiere
      si aggiungeva l’impegno di tutte le ispezioni ai vari
      appaltatori e del controllo diretto e continuo dei lavori
      che la nostra struttura di cantiere effettuava con
      continuità e dalla cui accuratezza dipendeva il buon
      esito delle ispezioni alle quali eravamo sottoposti.
      Purtroppo oggi ho modo di verificare, quando arrivano
      in cantiere materiali prefabbricati e certificati
      dai fornitori che non superano le ispezioni al
      ricevimento, quanto sostanziale fosse il sistema di
      controllo di allora, rispetto alla formalità di molti
      controlli attuali!”

    9. Michele Greco scrive:

      per Pietruccio

      “…rispetto ad un nucleare che oggi offre garanzie di sicurezza e di efficienza una volta discusse e discutibili.
      Una realtà scientifica che cambia anche “grazie” agli errori del passato,…”

      Mi sta bene se è inteso come un discorso di pura propaganda a favore del nucleare (in un mare di scemenze contro, qualcosa non del tutto corretto a favore ci può stare). Nella sostanza avrei parecchie cose da ridire in proposito se avessi tempo.

      riporto l’introduzione che Pietruccio fa del suo intervento del 25 novembre scorso.
      Mi chiedo cosa abbia trovato di poco corretto nel mio concetto da lui citato o nell’intero mio intervento.
      Non ne faccio una questione personale ma, sinceramente, preferirei capire ed essere corretto degli eventuali errori o imprecisioni.
      Mi rammarica avvertire che, anche se velatamente, vi sia comunque da parte nostra (mi riferisco a chi scrive su questa rubrica) un contrasto, una voluta presa di posizione possibilmente autorevole da primi della classe, un concorrere nel fornire notizie o opinioni più “intelligenti” e più “scientificamente aderenti al tema”. E’ un esibizionismo di bassa letteratura per lo più assistita da considerazioni e “rimproveri” che lasciano il tempo che trovano.
      Gradirei perciò una critica più sostanzaile, diretta a ciò che realmente di errato viene detto o a ciò che si possa prestare ad interpretazioni soggettive.
      Questo è un altro problema, apparentemente secondario, che attesta la nostra insicurezza nell’esporre fatti e circostanze e la nostra “necessità” di emergere e prevalere. Lasciamo ad altri tali abitudini, “privilegiate” dal piccolo o grande potere conquistato senza meriti acquisiti.
      Per ciò che riguarda la continuità dell’intervento di Pietruccio trovo che in esso vi sia una analisi sociale attenta anche se riflettente una propria mentalità educata e d’indole; comunque condivisibile anche se discutibile.
      Ma non credo che l’atteggiamento critico, che di volta in volta noi assumiamo, compreso me, sia poi così produttivo e giovi allo scopo di questa rubrica sul nucleare. Problemi di carattere morale, etico e storico, incidono sicuramente sul comportamento recettivo della gente comune ma non dovrebbe nè influire, tantomeno meravigliare quanti vivano partecipi allo sviluppo della propria cultura e del proprio senso civico e critico.
      In altre parole credo corretto affrontare il problema del nucleare, e della sua informazione tra le genti, senza arrogarci il diritto di combattere la stratificata ignoranza, la diffidenza e la paura, salendo in cattedra e incriminando le “retrovie” della storia che tornano a primeggiare come fase regressiva nonostante lo sforzo che alcuni(enon sono pochi) facciano quotidianamente per tenere il passo con i tempi che mutano in progresso.
      L’immondizia nel napoletano è un aspetto delirante che riflette esigenze e condizioni locali ben più gravi della immondizia stessa.
      Non deve essere l’immondizia in Campania a fermare il processo evolutivo, direi naturale, del mondo scientifico.
      Non conosco così bene la realtà imprenditoriale ed amministrativa delle nostre industrie tecnologiche, nè posso pertanto fare dei paragoni dei tempi odierni con quelli di Pietruccio, quando, sembra che tutto fosse più serio, più attento, più controllato e più garantito.
      Ritengo che l’esperienza ch’egli abbia avuto in un recente e produttivo passato meriti un particolare plauso e una attenzione di riutilizzo della stessa, necessaria ad una, spero prossima, situazione produttiva…….
      Michele Greco

    10. Pietruccio scrive:

      x Michele Greco

      Ho letto la tua risposta.

      Per carità non prendere male il tono del mio intervento che può sembrare un po’ perentorio (grave difetto, mi pare innato, in chi fa il mio mestiere, e che induce moti d’odio - si fa per dire - nell’interlocutore) e che è dovuto anche e soprattutto alla fretta con cui butto lì (oltretutto in maniera disunita e confusa) quello che mi passa via via per la mente: l’unico fine è quello di porre all’attenzione di chi ha voglia di leggere alcuni punti di vista - spero non banali - su qualche questione (e anche tirare un po’ di … su un certo tipo di ambientalismo che mi sta sulle balle).

      In questo momento in termnini di tempo - sono messo pure peggio, quindi non posso spiegare come vorrei tutti i motivi per cui ritengo che la qualità sia sopprattutto un fatto culturale e che non vi sia una via burocratica alla qualità (benchè io sia assolutamente convinto dell’adeguatezza del sistema di garanzia della qualità che si adotta in campo nucleare - non critico quello - dico solo che servirebbe altro - molto di più - e ho detto spesso su questo sito che uno degli aspetti positivi dell’adozione del nucleare in italia potrebbe essere proprio il fatto che essendo necessario adottare una certa mentalità lì la cosa potrebbe indurre anche ritorni portivi su altre attività - come in una classe: se c’è qualche studente che si dà da fare è più facile che ci siano anche altri che lo seguono creando un circolo virtuoso - in questo caso - cioè col nucleare - si potrebbe dimostrare che si possono far soldi anche lavorando bene e non solo …).

      In sostanza volevo dire solo che per quanto ne so non è vero che siano meglio i reattori di adesso, per le ragioni che ho accennato: avevo in testa quello che mi pare stia succedendo a Olkiluoto, dove, per risparmiare due lire, sono andati a prendere aziende e maestranze nei posti più disparati della terra (ma come si fa a sbagliare un getto o a fare tutta un’altra serie di casini che sono stati elencati e enfatizzati dai soliti sciacalli antinucleari - notare però che essendo venuti fuori i problemi vuol dire che il sistema di garanzia della qualità funziona - ma se leggi bene quel che dice Alcetta - non avrebbero neanche dovuto succedere certe cose - non è in gioco la sicurezza nucleare: chiaro! Però non si lavora così, per principio e per cultura).

      In altre attività tecnoclogiche poi, non parlo del nucleare, mi pare che ci sia chi lavora proprio da cani e mi pare che ogni anno vada peggio nonostante il fatto che la burocrazia aumenta (vedi incidente al vagone pieno di gas a Viareggio - monnezza di Napoli ecc…): ecco perchè poi ho ampliato il raggio del mio sfogo. Ma era solo uno sfogo.

      Mi scuso preventivamente per il disordine con cui ho scritto queste cose (e i molti errori di battitura) ma non ho proprio il tempo di rileggerlo.

      Saluti.

    11. Pietruccio scrive:

      Forse è bene chiarire, a scanso di equivoci e strumentalizzazioni da parte dei soliti noti, che quando dico:

      …per quanto ne so non è vero che siano meglio i reattori di adesso…

      intendo dire che erano molto sicuri anche i reattori di allora (molto più di quanto i calcoli non dicano), perchè erano fatti con uno spirito diverso rispetto a oggi… quelli di oggi, in compenso hanno molti più sistemi di sicurezza.

      Quindi NON sto dicendo che non sono sicuri quelli di adesso!

    12. Michele Greco scrive:

      Caro Pietruccio,
      (consentimi la familiarità del caro) non ho minimamente messo in dubbio la tua buona fede; ho voluto solo rafforzare il concetto “del frainteso” al quale purtroppo certi scritti si prestano per certi lettori che volutamente ne approfittano.
      Ritiornando comunque a due problemi serii del nostro convivere all’italiana: alla mentalità ed alla gestione del proprio denaro a cui hai fatto intelligentemente riferimento in più di un intervento, posso a mia volta lamentare quanto segue.
      Da un paese come il nostro che vuole, da un lato risparmiare senza alcun criterio logico e valutato su operazioni utili a tutti, e dall’altro spendere e rispendere su quelle utili a pochi se non al singolo, cosa c’è da apettarsi?
      Dove, purtroppo, vivo oggi io, transumante da Roma a Viterbo e da Viterbo a Roma, il danaro viene investito nelle sagre, nelle feste, nelle “infinite” ore di svago. Le amministrazioni locali si giustificano dicendo che ciò avviene nel rispetto delle tradizioni, siano esse pagane o religiose, della storia, della benefica continuità dei momenti ludici.
      Un po’ come si faceva ai tempi dei Borboni e del Regno delle Due Sicilie di cui Napoli (la pattumiera del sud) ne era la capitale. Le famose 3 F borboniche: Farina, Festa e Forca. Un metodo di governare che dava prima Farina al popolo, lo ingozzava, se non bastava lo distraeva drogandolo con la Festa, ed infine se il popolo continuava ad agitarsi, la Forca. Non credo che oggi sia poi cambiato qualcosa nel nostro governare il popolo. Intanto sprechi per le sagre del cinghiale, della castagna, della polenta, della mozzarella, del grano, del vino e via discorrendo (sicuramente fra poco faranno anche la sagra della supposta e del preservativo) e spreco alimentare (pare che ciò che avanza dalla nostra tavola sarebbe sufficiente a sfamare il terzo mondo) e spreco per l’uso continuo delle forze dell’ordine impegnate quotidianamente a calmare le alte maree popolari con scioperi, proteste ed infinito spreco di ore lavorative. E’ poco? Non lo so; non mi va di moltiplicare le “gioie” dei comuni e quelle delle feste, comandate e non, per un X euro di spesa. Si fanno statistiche del ca… su chi è contro o a favore del nucleare ma non ci si azzarda di indicare, anche approssimativamente, quanto costa far “ridere” gli italiani.
      Questa è democrazia! Questa è mentalità! Questa è un opportuno metodo di governare! Questa è l’occulta vergogna d’una realtà nazionale!
      Ora nessuno è capace di calcolare i costi dell’Energia Nucleare e parametrarli a quelli delle altre Energie dette Alternative (se lo fossero).
      Ma questo è solo un aspetto del nostro paese che oggi vanta una crescita di esportazione del 7,5% del vino italiano, argomento riportato con orgoglio da tutte le testate giornalistiche del Paese.
      Concludo confessandomi incapace di “redimere” un popolo dai suoi “peccati originali” (qualcuno ci ha provato ed è stato messo in croce), per suggerire strade più serie da intraprendere, non dico per il benessere di tutti, ma almeno per la propria dignità.
      Michele Greco

    13. Pietruccio scrive:

      Ho la sensazione che (a parte il nucleare, che è una questione particolare - c’è il peso di decenni di propaganda mirata e la difficoltà di una informazione tecnica corretta) a pensarla più o meno così siamo molti più di quanto non si creda. Credo che il dato non emerga perchè è una posizione trasverale agli schieramenti politici: sono convinto che se qualcuno oggi nel nostro paese avesse la possibilità di fare una proposta seria di gestione della nazione potrebbe raccogliere un ampio consenso: sarà solo una mia illusione?

    14. Cher scrive:

      Mi permetto di esporre un mio pensiero.
      Per anni la mia mente era “distratta” dalle sirene di varie ideologie.
      Poi scoprii un testo : “Storia delle Ideologie” Tentai un approccio solo per verificarne se era la solita “mattonata” senza capo ne coda.
      Con stupore il tutto era molto interessante, scoperte cose inimmaginabili!
      Da allora mi sento immunizzato,ideolicamente parlando.

      Credo, forse mi sbaglio, che trattare argomenti che si intrecciano in modo ingarbugliato con diverse ideologie, poco conta che siano politiche, religiose,economiche. Porti ad uno scontro inevitabile dove prevale chi ha maggiore ” intelligenza” , in pratica come affermava un grande generale francese recitava più o meno così “..….. in ultima analisi, in ogni conflitto ,prevale chi a maggior intelligenza…….”

      Non è che la deriva del consenso al nucleare perde di vista l’aspetto principale del problema? Se per problema si intente: che cosa Vuoi spiegare a chi non sa nulla?
      Cher

    15. Michele Greco scrive:

      Sinceramente, non credo che nel nostro caso si tratti di ideologia o di intelligenza, semmai, in un discorso più vasto, di come la prima si attesti ed atticchisce nel tessuto sociale e, nel secondo caso, di cosa s’intenda per intelligenza.
      Se per “intelligenza” s’intende, potere, forza. economia e debolezza avversaria, sicuramente il tuo famoso generale era vittorioso come potrebbero essere oggi le nostre ragioni.
      Le ideologie, poi, si sono sviluppate da un’idea che è stata portata alle genti casa per casa; l’”idea” di Marx è stata ideologizzata tra le genti più povere con certosina perizia, per non parlare di Mao che si è fatta tutta la Cina bussando casa per casa; peccato che prima di loro vi sia stato un nazareno che ha portato il suo pensiero indottrinando le masse con più perizia e capacità, pensiero rimaneggiato e riadattato alle nuove ideologie a venire.
      Comunque, ambedue, ideologia ed intelligenza, non hanno bisogno di calcoli matematici, di sperimentazioni scientifiche, nè tantomeno di essere decisamente condivise dalle masse apparentemente ed inutilmente democratiche.
      Non credo che l’Energia in sè fosse un “miracolo” o che si debba ad essa credere ciecamente solo per fede o per tramandata educante tradizione. L’Energia è una realtà inconfutabile ed inequivocabile; resta “confutabile” ed “equivocabile” la sua corretta conoscenza e il suo corretto impiego tecnologico.
      I padri del Nucleare ed i suoi attuali rappresentanti avrebbero dovuto e dovrebbero farsi venire le Stigmate per convincere l’ottusità e l’irragionevolezza di chi ad esso si oppone? Cosa vogliamo avere in questa attualità italiana, scienziati martiri, santificabili e venerabili, pur di avere un po’ di energia a buon mercato?
      Michele Greco

    16. Cher scrive:

      Per cui Michele Corradino non è stato confermato? Questo in data 3 Dicembre?

    17. Pietruccio scrive:

      Mah.

      Io ero rimasto qui

      ilsussidiario.net/News/Politica/2010/12/3/AGENZIA-NUCLEARE-S...

      quindi per quanto ne so è no!

      Ma non so il perchè, né se Corradino fosse uno che spinge o uno messo lì per frenare, o per altri motivi, o perchè a qualcuno non vada bene… misteri italiani?

    18. Cher scrive:

      Vediamo chi ci mettono! La Ministra dell’Ambiente Prestigiacomo ( cosa serve un ministero così?) dovrà rassegnarsi o sarà la sua scusa per vibrare l’ennesima coltellata al governo?
      Attendiamo, come spettatori inermi, lo squallido spettacolo che si prospetta per il 15 cm.
      William Shakespeare ne trarrebbe una meravigliosa opera, trasformando uno squallore intellettuale in monito per sordi.
      Cher

    19. Michele Greco scrive:

      A lungo andare, collaborando ad un onesto scambio di idee con voi su Agenzia Nucleare, ho imparato a non chiedere nè chiedermi del perchè di certe illogicità che, guarda un po’, sono sempre colorate dalla politica.
      Ciò, comunque, non mi impedisce di esprimere un personale parere sul problema di Michele Corradino.
      Come nelle settimane scorse si è alzato un polverone sulla nomina di Umberto Veronesi a Presidente dell’Agenzia, così oggi è “necessario” cavillare, speculare sulla nomina di Corradino.
      E’ un fatto puramente politico, legato a piccole vendette trasversali da un lato, dall’altro è probabile che si voglia definire prima la “durata” dell’attuale Governo chiamato alla fiducia il 14 dicembre prossimo.
      Si deduce che se salta Berlusconi, con lui salta tutto ciò che di buono o cattivo abbia avviato, compreso il Nucleare, Veronesi ed i suoi collaboratori.
      Michele Greco

    20. Michele Greco scrive:

      Ritengo opportuno riprendere un dialogo interrotto dalle trascorse festività; un dialogo che vorrebbe essere la premessa d’una campagna d’informazione per quanti (e son molti) siano ancora contrari alle soluzioni energetiche proposte dall’Energia Nucleare che Greenpeace definisce “Truffa Nucleare” nel n°novantanove” del suo infelice, vago e generico catalogo news del trimestre 2010.
      Intanto l’Italia festeggia il suo 150 anno di unità, A mio avviso l’Italia non è mai stata così divisa come oggi; perfino il tempo collabora a questa divisione col freddo del nord ed il caldo del sud. Un paese che è unito solo geograficamente, divisa in tutto: nella politica, nel buon senso, nella capacità di scegliere e pensare con la propria testa. Ora il problema energetico si dibatte tra Energia Nucleare ed Energie alternative dividendoci anche in questo, e vuoi per la manipolata informazione di parte, e vuoi per ignoranza, e vuoi per pigrizia e vuoi per interessi personali.
      Ritengo opportuno che si debba “edificare” un faro che indichi la giusta direzione a tutti e che vengano definitivamente scardinati i confini mentali del nostro mondo interiore.
      Qualcuno sa indicare una strada corretta per raggiungere la giusta meta?
      Michele Greco

    21. Pietruccio scrive:

      La prima cosa da chiarire bene è che le energie rinnovabili non sono alternative o in concorrenza all’energia atomica: sarebbe come dire che i transatlantici (o i treni o gli aerei) sono in concorrenza alle bici e una nazione deve decidere se fare solo bici o solo transatlantici. E’ semplicemente un’idiozia.

      Proseguendo nell’esempio tutta la questione nasce (guarda caso) dal fatto che qualcuno fa il furbo, cioè quelli delle bici (sarebbero quelli delle rinnovabili) hanno trovato la cuccagna (grazie ai soliti “generosi” - coi nostri soldi - che si spaccia per salvatore del mondo) col modo di farsi dare diecimila euro per ogni bici da mille euro e così vogliono seccare tutte le risorse del paese: le vogliono tutte per loro.

      Nel senso che le rinnovabili sono in realtà una tecnologia non ancora matura che non riesce a stare da sola sul mercato e quindi non ha senso impiegarla in modo massiccio ma va “accompagnata” nella crescita e nella maturazione in modo che col tempo l’uso si razionalizzi e la migliore fra quelle tecnologie (che non sono certo solo le due odiosamente “raccomandate” - eolico e PV), caso per caso, possa dare il dovuto contributo per renderci un po’ meno dipendenti dalle fossili che dominano oltre ogni limite di prudenza e di ragionevolezza (ad esempio l’eolico, intermittente e di non facile “controllo”, potrebbe andare benissimo per alimentare l’irrigazione dei campi senza entrare nella rete e scombinarla ecc…).

      Bisogna poi tener conto che quando fra una ventina d’anni le fossili cominceranno a creare problemi seri tutte le rinnovabili che facciamo adesso saranno vecchie, superate e sostanzialmente inutili per cui i miliardi in incentivi che regaliamo adesso sono praticamente buttati via.

      Nell’esempio del parallelo fra il mondo dei trasporti e quello dell’energia, le automobili corrisponderebbero alle fossili.

      Come tutti sappiamo un’uso eccessivo delle auto intasa le città, inquina, crea inflazione, ci rende stradipendenti a quel tipo di trasporto: per esempio non ci sono abbastanza mezzi pubblici per certi servizi, tanto la gente va in auto - c’è sicuramente un eccesso di uso del trasporto via gomma e poco con altri mezzi e poi se ne fa un abuso assurdo trasportando prodotti anche di poco valore o facilmente rimpiazzabili a distanze assurde ecc… Ecco che anche lì sarebbe bene razionalizzare e invece probabilmente assisteremo ai soliti giochetti di finto ambientalismo e grandi vere speculazioni ai danni delle famiglie.

      Se al mondo vogliamo starci in tanti e anche abbastanza bene dovremmo, invece, razionalizzare: l’alternativa è quello che sta succedendo con la perdita di benessere di strati interi di popolazione e pochi che si arricchiscono e si potranno permettere di tutto giocando sulle distorsioni del sistema globale. Ad esempio:
      - se le ditte di auto trovano condizioni tanto favorevoli per reperire manodopera potendo dislocare la produzione o peggiorare la retribuzione dei propri dipendenti il costo delle auto dovrebbe parimenti diminuire e invece aumenta, quindi…
      - così succede per la benzina, adesso che il petrolio ha costi dimezzati rispetto al picco dovrebbe costare la metà di due anni fa e invece costa uguale, quindi…
      è in atto un massiccio trasferimento e concentramento di risorse…
      cioè, appunto, l’opposto di quello che servirebbe.

    22. massimo scrive:

      inviti il presidente dell’agenzia e gli illustri collaboratori alla presenza sui treni castor, oppure ad un aiutino allo smantellamento delle vechie centrali nucleari italiane.

      potranno conoscere meglio i problemi della gestione dei materiali radioattivi.

      naturalmente senza tanto fronzoli, tute protettive, maschere ecc.

    23. Michele Greco scrive:

      Cosa dobbiamo smantellare?
      Ciò che non abbiamo?
      Piuttosto perchè non ti fai “rimantellare” il cervello visto che te lo hanno smantellato per bene fin da convincerti che è conveniente ignorare o far finta di non sapere, piuttosto che progredire e possibilmente umilmente correggere errori fatti?

      Michele Greco

    24. Renzo Riva scrive:

      Massimo,
      straparla pure.
      Quando la crisi energetica sfocerà appieno nella crisi economica
      allora, a chi sente sui suoi polpacci
      la morsa della riduzione del tenore di vita
      e per qualcuno anche il peggio
      ossia la disoccupazione,
      e solo allora, indicheremo loro quelle persone come te
      che le hanno portate agli stenti.
      Non credo che saranno tanto buonisti
      da riconoscerti la buona fede
      di averli traviati per il proprio tornaconto personale.

      Vai a leggerti le malefatte di Lrgambiente, Wwf & Co.
      http://www.pieroiannelli.com/?p=8

    25. Michele Greco scrive:

      Caro Renzo Riva,
      voltiamo pagina; ritengo d’aver dato anche troppa importanza a chi non la meriti.
      Sul Forum Nucleare ho aperto una ventina di giorni fa una discussione “Nucleare no, bambina che abbaia, si” per evidenziare certe permissività e negazioni di cui il nostro paese è maestro. Ho fatto riferimento anche ad un male legalizzato “Invasione di campi elettromagnetici di segnali in radiofrequenza” che vuole, non solo dar ragione ad una occulta deliquenza, quanto poi esserne anche arma per ricatti ed arricchimenti illeciti.
      Quello che è stato indicato come male peggiore “Il Nucleare”, senza un onesto confronto ed altrettanto onesto dialogo, è, tra i tanti mali occulti elencabili sotto la voce abusata “Energia”, il meno pericoloso, il meno compreso, il meno informato, il meno “occulto”.
      Ho chiesto a quanti membri e anche al comune lettore di Forum di riferire accadimenti di tal genere che abbiano nuociuto e nuocciano ancora alla salute pubblica. Un breve resocondo di quanto succede, all’insaputa dei più, in nome del “dio denaro” e della strafottenza al progresso ed alla onestà.
      Ecco il “simbolo” della bambina che abbaia. A tutto ciò, di molto vago, ho riferito di alcuni fatti verificabili come quello di una donna di soli 37 anni che si suicida per l’aggressione continua che ha avuto nella sua città, nella sua strada, nella sua abitazione da una “inspiegabile” radiazione malefica.
      La cosa più grave accade a Napoli dove, ad un comune e onesto cittadino, solo per aver chiesto legalmente il riconoscimento di molti diritti reali negatigli, per dissuaderlo dal continuare una causa in corso da circa dieci anni, della quale ha avuto già più sentenze favorevoli (Senza percepire nulla di quello di cui ha diritto) “dicitur” (si dice) che è stata mossa una organizzazione per “bombardarlo” con onde elettromagnetiche che gli hanno causato gravi danni e disturbi continui di salute.
      Abbiamo un paese dove i mali radiottivi sono presenti e tangibili come per esempio l’amianto che ancora copre tetti di migliaia di abitazioni, ripetitori di telefonia mobile, elettromagneti ben nascosti in civili abitazioni, antenne radiobase, ecc.ecc. per non parlare dei materiali adoperati per costruire case, strade ecc.ecc.
      Penso che questo problema è utile segnalarlo, discuterlo e, se si vuole, anche contestarlo, non solo su Forum ma anche su questa “rubrica” di scambi informativi e di rivendicazioni sociali.

      Michele Greco

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