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Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile?

25 Settembre 2009 di Amministratore

Ci è stato segnalato che sabato 26 settembre a Genova si terrà un seminario dal titolo “Nucleare, alternativa energetica credibile?”.

L’evento rientra all’ interno della seconda edizione della fiera “Fà la cosa giusta! A Genova ed in Liguria”, organizzata da Legambiente Liguria, Greenpeace Italia e WWf Italia.

Tra i presenti:
- Francesco Tedesco (Greenpeace Italia)
- Stefano Ciafani (Legambiente)
- Stefano Lenzi (Wwf Italia )
- Marino Mazzini (Università di Pisa)
- Giorgio Prinzi (Comitato per il rilancio del Nucleare in Italia)
- Riccardo Casale (IRIDE Energia)

L’ evento (ingresso gratuito) si terrà dalle 14,30 alle 17,00 presso la Palazzina Giobatta (Porto Antico) a Genova.



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  • 33 Commenti a “ Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile?”

    1. Diego Vianello scrive:

      Sembra interessante. Date le parti in causa, non dovrebbe essere informazione unilaterale. Cosa rara di questi tempi

    2. Edoardo scrive:

      Ho partecipato all’incontro e devo dire che è stato interessante, anche se all’ing. Prinzi ed alll’Ing. Mazzini non è stato dato molto spazio per argomentare fino le loro tesi. In particolare, quando hanno mostrato i dati UNSCEAR/OMS ove i morti accertati durante e dopo Chernobyl erano poche centinaia contro i 100.000/200.000 che dicevano gli altri, il rappresentate del wwf Lenzi, scortesemente, ha abbandonato il dibattito (ma non ha fornito nessun dato che smentisse i “nuclearisti”) Tedesco (Green Peace) ambientalista convinto è stato più volte zittito da il Dott. Casale (Iride Energia) ed anche, oltre Prinzi e Mazzini, da alcuni in sala, con la frase “Parla di cose che non conosce!”.
      Francamente da lui sono venuti fuori i soliti interrogativi sul nucleare; aveva cominciato un discorso interessante sull’efficienza energetica che si è svilito in una serie di slide in Power Point (tutti marca greenpeace) ove si affossava il nucleare rimandano al disastro di Chernobyl ed alla dubbi sicurezza degli impianti.
      E’ stato imbarazzante per costui quando ha cominciato a inveire dicendo che con le centrali nucleari si arriva alla bombe; Casale e Prinzi allora hanno tentato di spiegare la differenza tecnica/scientifica fra la fabbricazione delle bombe ed i processi per l’arricchimento dell’uranio ma Tedesco continuava. Gli hanno allora chiesto entrambi, in proposito, se conosceva la differenze enormi ( diverse percentuali di arricchimento, aspetti chimici e fisici degli isotopi del plutonio 239 e 241) del nucleare civile e militari così, a quel punto, non sapendo rispondere, si è zittito.

      Ciafani di legambiente ha affermato che secondo lui ed i suoi colleghi si deve puntare massicciamente sulle rinnovabili utilizzando il gas come “fonte di transizione” incentivando la diversificazione degli approvvigionamenti ovvero ricorrere ai rigassificatori. Io ho prontamente chiesto: “E’ più pericoloso un rigassificatore o una centrale nucleare?” ma lui ha fatto finta di non sentire.

      Poi, da bravo ambientalista saccente e smorfioso, ha detto, citando l’ing. Bollino (presidente del GRTN) l’energia nucleare che importa l’Italia è tutta rinnovabile (!!!!!!)

      Forse costui e i suoi compari ignorano il fatto che l’energia importata in Italia dall’estero è prevalentemente dotata di Garanzia d’Origine Rinnovabile; La Francia Svizzera e Slovenia hanno elettricità nucleare e idroelettrica, per loro è lo stesso se ci vendono una o l’altra: loro non hanno il sistema dei Certificati Verdi. Però in questo caso agli ambientalisti fa comodo perché così possono dire che noi assolutamente non importiamo energia nucleare

      Vi invito, al riguardo, a leggere un’attenta analisi che Egisto riportò in un’altra discussione (e che collimava con articoli del Sole 24 Ore dell’aprile scorso, analizzando il furbo sistema dei CV grazie al quale tipi come Ciafani sfruttano a fini propagandistici:

      la cosa è assolutamente vera ma si tratta di un effetto perverso della normativa italiana dei Certificati Verdi (di seguito CV). Sarebbe corretto dire che “l’energia importata in Italia dall’estero è prevalentemente dotata di Garanzia d’Origine Rinnovabile” pur essendo prodotta da centrali elettronucleari in Svizzera, Francia e Slovenia.
      La normativa per incentivare le rinnovabili prevede che i produttori di energia per ogni quantità di energia prodotta da fonti non rinnovabili debbano produrre una quota (fissata per legge e variabile di anno in anno) di energia da nuovi impianti rinnovabili (il vecchio idro non conta). A tale energia vengono assegnati dei Certificati Verdi scambiabili sul mercato così se un produttore ne ha in eccesso li può vendere a chi produce energia dotata di CV in quantità non sufficiente. Il prezzo dei CV (di gran lunga più alto del prezzo dell’elettricità corrispondente) è la remunerazione per il produttore da fonti rinnovabili. Naturalmente tale regola vale anche per le importazioni.
      Ecco l’evoluzione di tale obbligo nei vari anni:
      Anno Quota obbligo Energia soggetta ad obbligo Obbligo CV
      2002 2% 161,62 TWh 3,23TWh
      2003 2% 180,60 TWh 3,61TWh
      2004 2% 201,08 TWh 4,02TWh
      2005 2,35% 193,80 TWh 4,55TWh
      2006 2,70% 222.20 TWh 6,00TWh
      2007 3,05% 189,94 TWh 5,79TWh
      2008 3,80% 190,00 TWh 7,22TWh
      Cosa avviene nel 2007 quando nonostante l’aumento della produzione elettrica e della quota d’obbligo la quantità di CV che il sistema deve produrre diminuisce?
      C’è lo dice il GSE (l’ente che si occupa dell’incentivazione delle rinnovabili):
      Sulla base delle autocertificazioni fornite dai produttori e importatori, si prevede per il 2007 una domanda pari a 112.000 certificati verdi. Tale valore è inferiore a quello registrato per il 2006 nonostante l’aumento della quota di obbligo da 2,70% a 3,05% a causa dell’incremento delle importazioni ammesse dal GSE come rinnovabili (riconoscimento delle importazioni rinnovabili da Francia, Slovenia e Svizzera)
      Vediamo i dati per il 2006 (i conti si fanno sulle importazione del 2005) gli importatori dovevano comprare CV per 0,97TWh (Importazioni pari a 52,02TWh di cui esenti perché con GO 9,76TWh altre esenzioni per esportazioni e franchigie pari a 6,16TWh quindi produzione soggetta ad obbligo 36,09TWh X 2,7%) nel 2007 invece gli importatori dovevano comprare CV per solo 0,12TWh (viene da 45.793TWh di importazioni di cui esenti ben 34,97TWh per GO esportazioni e franchigie pari a 6,78Twh quindi produzione soggetta ad obbligo appena 4,03 TWh X3,05%).
      Quindi qual’è la conclusione di questo ragionamento? Il trio Francia Svizzera e Slovenia hanno elettricità nucleare e idroelettrica, per loro è indifferente venderci una o l’altra perché non hanno il sistema dei Certificati Verdi (e la Svizzera nemmeno gli obblighi europei), la GO non certifica che l’energia venga effettivamente dalle dighe ma è solo un tratto di penna. Se ci vendono l’energia nucleare devono anche comprare CV da produttori rinnovabili italiani spendendo parecchi soldini se ci vendono l’idroelettrica no, quindi ci danno l’elettricità idroelettrica con GO. Difatti il GSE parla di elettricità riconosciuta come rinnovabile non di elettricità rinnovabile
      Quello che è incontestabile è che questi 36 TWh esenti non vengono sicuramente dalle nuove rinnovabili di cui nessuno di questi paesi ha una produzione significativa ma si tratta di un mero artificio burocratico (perfettamente legale) per eludere la legge italiana sui CV.
      Però in questo caso agli ambientalisti fa comodo perché così possono dire che noi assolutamente non importiamo energia nucleare e si guardano bene dallo strillare come galline spennate come fanno quando si parla di CIP6, anche perché il sistema dei CV resta comunque una manna per la lobby delle rinnovabili e per la lobby dell’eolico in particolare a cui Legambiente è molto affezionata. Qual’è il danno? che in assenza di questo trucchetto la quota di energia rinnovabile del 3,05% avrebbe dovuto essere molto più alta il che avrebbe spinto molto più in alto il prezzo dei CV che invece sono crollati, il che probabilmente non è nemmeno un danno perché così paghiamo tutti meno ma è del tutto contrario allo spirito della legge.
      I dati si trovano sui vari bollettini del GSE per gli anni 2006,2007, 2008 relativi al sistema dei CV.”

    3. Giacomo scrive:

      X Tutti

      Venerdi’ 2 ottobre su Striscia la Notizia e’ andato in onda un servizio:

      “Nucleare di terza generazione”

      Jimmy Ghione intervista il presidente dell’associazione Codacons, Carlo Rienzi

      Trovate il video nel loro sito ( http://www.striscialanotizia.mediaset.it/) sotto Video -> Archivio Puntate.

      Io l’ho appena visto e com’era prevedibile mi sono irritato dato il livello di (voluta?) ignoranza dimostrata.Il succo del discorso e’:Il Codaconds non e’ contrario al nucleare (quanto dicono…) ma quello che compriamo adesso e’ vecchio perche’ e’ di III generazione.L’Avv. Rienzi mentre lo spiega mostra questa immagine:

      usnuclearenergy.org/GEN%20IV%20Reactors_files/image013.jpg

      che come potete immaginare mette la IV generazione come attuale (dopo la III..)NON facendo vedere pero’,la SUA data di realizzazione cioe’ il 2030.

      Questa si chiama TRUFFA,ai danni del consumatore.L’informazione e’ deliberatamente sbagliata.

      Renzo,Pietruccio,Edoardo…..tutti gli altri.La vicenda NON si puo’ chiudere qui.

      Idee? Organizziamo?

    4. Roberto scrive:

      Ho visto la trasmissione, poco prima hanno fatto un servizio sulla censura e manipolazioni delle immagini….ironico che anche loro poco dopo hanno usato questo trucco.

    5. Giacomo scrive:

      Ora,rispetto a quanto detto chi va a spiegare a questi signori che:

      A) Le centrali a IV generazione sono datate 2025-2030
      B) La produzione di scorie dipende dal ciclo del combustibile e non esclusivamente dalla centrale
      C) Rispetto a quanto detto sopra la generazione IV e’ complementare e non sostitutiva rispetto la III+.Quindi l’investimento che si fa’ NON E’ INUTILE ANZI E’ NECESSARIO

      Avv. Rienzi visto che come presidente del Codacons dovrebbe rappresentare l’interesse dei cittadini nella loro neutralita’ mi sarei aspettato piu’ serieta’ nell’approfondimento di certe tematiche cosi’ importanti e delicate.
      Se avesse chiesto,nessuno le avrebbe negato una spiegazione in piu’ al fine di chiarirle alcuni forse poco comprensibili passaggi.

    6. Pietruccio scrive:

      x Giacomo

      A volte ho provato a scivere a qualche giornale o trasmissione ma è assolutamente inutile. Santoro, ad esempio, rispose che la mia mail era stata scartata senza nemmeno averla letta. Faranno così con tutti? E allora perchè mettono l’indirizzo mail della trasmissione dicendo “sciveteci” o qualcosa del genere? Il tutto dopo la trasmissione con Jacopo Fo fotovoltaista e un Greepeace che diceva qualcosa tipo che il meglio per il futuro e per l’ambiente è nientepopodimenoche il carbone (con cattura della CO2 si intende, sarebbe il sistema IGCC+CCS), e tutti a dare addosso al nucleare, ovviamente.

      Io mi limitavo solo, educatamente, a dire che forse era meglio se si informava un po’ prima e faceva parlare anche qualcuno che dava un po’ di pluralismo alla questione.

      Le logiche, in TV, evidentemente sono altre e credo si possano capire da questo articolo

      http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5274

      (la contunuazione è a pagina 43 del giornale del 23/06/2007)

      —–

      Gli altri fanno muro di gomma (compreso il mite Severgnini che su Italians non ha “facilitato” un mio educatissimo intervento di pura informazione sulla questione).

      L’idea che mi sono fatto è che nel mondo della TV, e dello spettacolo in generale, il “non essere antinucleare” non sia trendy.

      Un po’ come è successo al povero Paul Newman

      loccidentale.it/articolo/qual+era+il+segreto+di+paul+newman%...

      Per quanto riguarda i giornali, invece, in generale direi che è meglio lasciar stare: uno non si può nemmeno lamentare degli arbitri, figuriamoci del resto. Mi chiedo quante lettere o mail o interventi di protesta riceveranno ogni giorno e quante ne cassano.

      —–

      Il tutto, ricordando dovutamente che, grazie al cielo, ci sono anche poche (eroiche) eccezioni.

    7. Pietruccio scrive:

      Interessante articolo di “divulgazione scientifica” sentite questa (da uno studio di statistica effettuato da scienziati, sia chiaro assolutamente veri!)

      asylumitalia.it/2009/01/29/chiamate-per-nome-la-vostra-mucca...

      vincitrice dell’IgNobel Prize 2009, non so se mi spiego…

      lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Fanno_più_latte_l...

      —–

      A proposito… ricordate quello studio in base al quale intorno alle centrali nucleari tedesche… anche se non c’è praticamente traccia di radioattività con la statistica hanno “dimostrato” che il nucleare fa venire la leucemia ai bambini…

      http://www.bfs.de/de/bfs/druck/Ufoplan/4334_KIKK_Zusamm.pdf

      e qualcosa del genere l’hanno fatto anche gli americani, in particolare il “mitico” dott. Mangano (basta girare un po’ per il sito)

      http://www.radiation.org/

      Non è uno scherzo! E’ proprio vero. In base alla statistica hanno scritto di tutto e di più contro il nucleare.

      —-

      E’ quello che intendo quando affermo che con la STATISTICA, se usata in modo OPPORTUNAMENTE scorretto e manipolata come si deve, si può dimostrare qualsiasi cosa: dalle mucche che hanno un nome a quello che dicono gli antinucleari.

    8. Edoardo scrive:

      Per Giacomo:

      ho scritto personalemte a Striscia insieme all’ing. Prinzi e Irsuti del CIRN. Ho avvisato anche il prof. Battaglia che interverrà a breve sulla questione.
      Una critica con avviso a Striscia si trova anche sul sito
      www.ilmovimento.eu

      Se le proteste giungono da più parti, si spera che almeno ci diano il diritto di replica.

    9. Giacomo scrive:

      Per Edoardo:

      Io ho gia’ protestato personalmente spedendo una e-mail all’AIN la mattina del 3 ottobre in contemporanea al mio primo commento.
      Meglio ancora,se il tutto avviene come Associazione.
      A tal proposito sto meditando di proporvi la creazione di un blog.

      Grazie dell’interessamento Edoardo.

    10. Pietruccio scrive:

      bella la pagina con l’arringa contro Rienzi a striscia la notizia

      ilmovimento.eu/index.php?option=com_content&task=view&am...

      ad ogni buon conto ho mandato una mail anch’io

      vediamo se a insistere un programma che da il diritto di replica si trova, o se sui media è ancora buio completo sulla questione (sempre con le dovute eccezioni)

    11. Edoardo scrive:

      Dopo vani tentativi telefonici ed e-mail (non solo mie e Vostre ma anche di altri) nesun diritto di replica, neanche un accenno alle numerose critiche.
      Il Codacons si è chiuso a riccio… a proposito di ricci: Mr. Ricci (irraggiungibile dalla gente comune come me) noto patron di Striscia la notizia, ben si guarderà, a chi è a favore del nucleare, dal concedere diritto di replica: è membro del WWF come mi comunicò, con mia sorpresa, l’ing. Irsuti quando lo avvisai subito dopo della messa in onda del servizio.

      Bella democrazia quella ove si permette che persone che non hanno nozioni specifiche vadano in televisione liberi di pontificare e dire falsità e poi non permettere, a chi conosce l’argomento e la pensa diversamente, di controbattere.

      Che si vergognino quei buffoni!!

    12. Pietruccio scrive:

      cvd

    13. Edoardo scrive:

      Per Pietruccio:
      appena ai cinque minuti di tempo, dai un’occhiata a questo articolo
      di Repubblica del 1988.
      E’ molto interessante; anche per il fatto (vedi grassetto) che all’epoca, come oggi, c’era chi diceva che “il nuovo è già il vecchio”:

      L’ ULTIMATUM DI AMATO NON BLOCCA GORIA ‘MONTALTO SI FARA’ ‘
      Repubblica — 11 marzo 1988 pagina 5 sezione: POLITICA INTERNA

      ROMA E’ stata guerra fino all’ ultimo, ma per Montalto di Castro il governo ha deciso. Semaforo verde per il nucleare, strada sbarrata a una riconversione delle centrale, considerata irrealistica e comunque troppo costosa. Una decisione difficile, arrivata dopo un durissimo botta e risposta tra Amato e Goria, al culmine di una polemica che è tutt’ altro che esaurita: una scelta che è come fumo negli occhi per tutto il fronte ambientalista, e a cui i ministri del Psi e del Psdi hanno cercato di opporsi fino alla fine, astenendosi al momento del voto risolutivo che ha visto insieme democristiani, liberali e repubblicani. Hanno vinto le tesi di Adolfo Battaglia: ma ha vinto soprattutto Giovanni Goria, al termine di una giornata in cui i no sempre più secchi dei socialisti sembravano condannare il presidente del Consiglio a rinunciare ancora una volta al via libera al completamento della centrale, e al proposito di segnare con una decisione forte gli ultimi giorni di esistenza del suo governo. Ha vinto la Dc, ma al prezzo di una spaccatura verticale con il suo maggiore alleato, di uno strappo destinato lo ha avvertito subito anche un perplesso Amintore Fanfani a lasciare un segno nella maggioranza a cinque. Per una volta, nessuno dei contendenti ha fatto marcia indietro. Ne è nato un braccio di ferro che fino a notte inoltrata ha tenuto i ministri inchiodati alle loro poltrone al primo piano di Palazzo Chigi. Una prova di forza che a lungo anche per l’ imprevista convocazione al Quirinale del ministro per i Rapporti con il Parlamento Mattarella è sembrata avere come posta modi, tempi e prospettive della crisi di governo: una soluzione a cui invece ieri non si è arrivati, ha detto poco prima di mezzanotte Giuliano Amato, soltanto perché anche parlarne provoca solo ilare sorpresa. Il comunicato diffuso intorno alle 23 da Palazzo Chigi sulla falsariga della mozione di maggioranza del 18 dicembre scorso (completamento e avvio dell’ impianto di Montalto condizionato all’ adozione delle misure indicate da Disp e Aiea per garantire la massima sicurezza possibile) ha chiuso un pomeriggio convulso, segnato dall’ accavallarsi di voci contraddittorie e da un progressivo appesantirsi dell’ atmosfera politica. Intorno alle 16, dopo una tempestosa audizione del ministro Battaglia alla commissione Attività produttive della Camera, un comunicato di Palazzo Chigi ha annunciato la convocazione del Consiglio dei ministri per le 18,30: all’ ordine del giorno, la decisione sulla centrale. Ai deputati, in mano anche il supplemento di indagine della commissione Spaventa, il ministro dell’ Industria aveva ribadito le ragioni che per il Pri giustificavano un immediato sì al presidio nucleare. Ma che il Psi non avrebbe fatto buon viso a cattivo gioco lo si è capito subito, quando anche il vicepresidente della commissione, Filippo Fiandrotti, ha ribattuto a Battaglia che finire Montalto sarebbe come voler finire una 600 mentre è già in circolazione la Tipo. A maggior ragione, quando a decidere è un governo sull’ orlo delle dimissioni. Allo stato maggiore socialista, il guizzo decisionista di Goria era apparso subito sospetto. Rapidamente, a Via del Corso ci si è convinti che più che alle sollecitazioni di Battaglia e del Pri (i ritardi su Montalto ci costano un miliardo al giorno) la mossa del presidente del Consiglio rispondesse alla logica di una manovra dc. A una strategia che a breve accorciasse al minimo l’ agonia del governo, e soprattutto, a medio termine, sgombrasse il campo di una partita scomoda, pronta a trasformarsi nel primo serio ostacolo sul cammino a Palazzo Chigi di Ciriaco De Mita, o di Giulio Andreotti. Così, quasi sulla soglia del Consiglio dei ministri, Goria si è visto consegnare un biglietto-ultimatum di Giuliano Amato: La convocazione di una riunione del Consiglio dei ministri per la questione di Montalto gli ha scritto il capo della delegazione socialista al governo se risponde a sollecitazioni e a indicazioni di cui non potevi non tenere conto, mi induce a sottolinearti preventivamente la contrarietà di cui sono portatore a una nostra decisione in materia. Il passare dei giorni prosegue la lettera ha sempre più ribadito i limiti del nostro mandato politico e l’ aspettativa che la pienezza dei poteri non vada ad esplicarsi molto al di là della Finanziaria. Non ritengo perciò conclude il vicepresidente del Consiglio che ci siano le condizioni politiche per impegnarci su un tema tanto controverso e delicato. Un attimo prima che il testo venisse reso pubblico, e rientrando a passo spedito nell’ aula di Montecitorio, Amato ha suggellato il suo affondo con una frase inequivocabile: A Palazzo Chigi, stasera, non ci torno davvero…. Due ore dopo è arrivata la replica di Goria. Un comunicato di 30 righe, una puntigliosa ricostruzione dei fatti ma anche il segnale chiarissimo della volontà del presidente del Consiglio di arrivare fino in fondo. Dopo aver sostenuto che venerdì nessuno aveva contestato la convocazione di una riunione su Montalto, Goria ha ricordato polemicamente ad Amato che l’ intenzione di arrivare a una decisione definitiva sulla centrale era stata unanimemente assunta dal Consiglio dei ministri il 1ø febbraio, ovvero quando era già stato annunciato in Parlamento un chiarimento subito dopo l’ approvazione della Finanziaria, cioé quando si era già proposto per il governo un orizzonte politico limitato. E ancora, che la scelta del via libera a Montalto sia pure dopo gli accertamenti poi eseguiti era stata assunta dall’ intera maggioranza nella verifica di novembre e poi ribadita nella successiva mozione parlamentare. E’ stato il via al drammatico Consiglio dei ministri concluso, per la prima volta da anni, con un voto a maggioranza. Alla fine, solo Emilio Colombo ha tentato di sdrammatizzare lo scontro: lo stesso Fanfani, riprendendo un ragionamento svolto anche durante la riunione, ha detto che la valutazione politica doveva prevalere sulla valutazione tecnica. Non vorrei ha aggiunto che si guastasse la possibilità di un futuro accordo politico e si creassero ostacoli alla formazione di una solida maggioranza. Amareggiato, durissimo il tono di Giuliano Amato: E’ stata una decisione a maggioranza ha detto il vicepresidente del Consiglio e io che potevo fare? Io volli che il governo avesse la fiducia delle Camere. Sono andato al Senato, e per primo il maggior partito della coalizione mi ha detto che avevo la pienezza dei poteri, ma non potevo fare emendamenti alla Finanziaria. Ne desumo che tre emendamenti minori della Finanziaria hanno un peso minore della decisione di far riprendere i lavori a Montalto…. - di STEFANO MARRONI

    14. Pietruccio scrive:

      Credo che “la Tipo” che cita l’articolo di Repubblica sia il gas, a quel tempo Martelli non faceva che ripeterlo, che il gas era il nuovo che avanza, era moderno e altre balle che con le considerazioni tecniche non hanno niente a che fare ma che fanno presa sull’opinione pubblica.

      Gli anni successivi dimostrano che l’hanno avuta vinta loro perchè se si vanno a vedere le fonti di produzione dell’energia elettrica si vede chiaramente che il gas ha preso il sopravvento passando da qualche percento al 50% attuale. Ed ecco il perchè di tanta animosità nella discussione fra DC e PSI (la DC in realtà “preferiva” il carbone ed evidentemente ha perso visto che adesso è il carbone che fa qualche percento): sono guerre commerciali… gli argomenti sono quelli dei venditori… quello che non capisco è come mai ci sia tanta gente che non se ne accorge… ma quando vanno a comprare un telefonino o una lavatrice si faranno intortare così?

    15. Pietruccio scrive:

      Avete voglia di incazzarvi?

      tuttotv.wordpress.com/2009/10/09/flash-news-domani-sera-tg2-...

      Avranno invitato Battaglia? O solo Mattioli & c.?
      Ho, come dire, un presentimento…

      Vediamo se sono troppo prevenuto

    16. Edoardo scrive:

      ALL’INTERVISTA ALL’AVV. RIENZI (CON LA RISPOSTA DI LO MONACO), A CUI DOVREBBE RIMEDIARE L’INTERVISTA DI MORENO MORELLO A ME, REGISTRATA IERI L’ALTRO A BOLOGNA E CHE SARA’ TRASMESSA CON TUTTA PROBABILITA’ STASERA SU CANALE 5, NELLA TRASMISSIONE STRISCIA LA NOTIZIA..
      CORDIALI SALUTI

      Ing. Marino Mazzini Università di Pisa

    17. Giacomo scrive:

      Ipse Dixit :-)

      Merita un approfondimento a parte il discorso scorie nucleari ad alto livello:cosa si fa oggi,come si fara’ in futuro.Urge!

    18. Pietruccio scrive:

      Intanto sono assolutamente felice di dovremi ricredere su “Striscia la notizia” che ha provveduto a garantire il dovuto pluralismo e a dare visibilità anche alle idee opposte a quelle dell’avvocato Rienzi, intervistando l’ottimo prof. Marino Mazzini che ha avuto modo di chiarire autorevolmente in TV alcuni punti importanti sullo stato della tecnologia e sulle scorie.

      Un po’ di pluralismo = una boccata d’aria fresca.

      Spero poi di dovermi ricredere altrettanto stasera con la trasmissione di TG2 dossier: un po’ d’aria fresca anche lì, per favore!

    19. Enrico scrive:

      tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-8f49a286-7527-426...

      la puntata di TG2 Dossier

    20. Pietruccio scrive:

      A proposito della puntata di TG2 dossier

      Ieri sera non credevo alle mie orecchie né ai miei occhi, ho provato a stropicciarmeli, a vedere se stavo dormendo, o cosa…

      Un servizio che parla di nucleare in modo normale sulla RAI !!!!!

      Non credo di averlo mai visto (a parte Piero Angela). Poi su RAI2.

      Chiarmente nel gruppo di servizi ci sono parecchie imprecisioni ed anche alcuni errori, come una mancanza di chiarezza di base sull’energia (hanno fattoun minestrone totale fra energia, potenza, fabbisogno totale ed energia elettrica): ma gli errori erano distribuiti a caso, conseguenza del fatto che ovviamente non si può pretendere che i giornalsti diventino degli esperti in energetica. Il quadro complessivo non nè risentiva più di tanto: credo che chi non conosce a fondo l’argomento, nel complesso, si sia comunque fatto un’idea abbastanza ben approssimata del quadro della situazione, e cioè che ogni soluzione ha i suoi punti di forza e quelli di debolezza, nucleare compreso (che non è il demonio anche se crea qualche problema, come tutti).

      A differenza di certe trasmissioni, tipo report, che fanno parlare solo persone di un certo orientamento e usano musiche e immagini per fare propaganda pesante sullle idee che sostengono loro, qui a TG2 dossier hanno intervistato un po’ tutti, tecnici, economisti e poitici pro e contro, come si dovrebbe fare sempre.

      Un altro po’ di pluralismo… ancora aria fresca…. non ci sono abituato… non vorrei prendermi un raffreddore.

    21. Enrico scrive:

      si, infatti, molto equilibrato in tutti i contenuti, sceso poco nell’utopico e hanno dato voce a persone pro, persone contro e persone scettiche

      poi però erroracci e strafalcioni…….dire che il referendum è di 32 anni fa vuol dire che non sanno fare manco le sottrazioni. poi hanno detto che il referendum ha decretato l’abbandono dell’atomo, fortunatamente dopo si sono corretti dicendo che referendum + governo lo hanno fatto…….

      pensavo però che l’energia di una EPR costasse di meno…….si vede che essendo nuovo non possono abbassare troppo il costo dell’energia per non andare all’infinito per pagare gli interessi sui debiti…….

    22. Edoardo scrive:

      Tanto per la cronaca:

      (ANSA) - TOKYO, 9 OTT - Per centrare l’impegnativa svolta verde annunciata dal neo premier nipponico, Yukio Hatoyama, che si e’ impegnato a ridurre del 25% entro il 2020 le emissioni in atmosfera rispetto ai livelli registrati nel 1990, il Giappone dovrebbe costruire almeno un nuovo impianto nucleare ogni anno. E’ quanto sostiene Nobuo Tanaka, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Iea), secondo cui Tokyo sarebbe inoltre chiamata ad aumentare il tasso di utilizzo medio degli impianti nucleari esistenti dall’attuale 70% al 90%. ‘’Il Giappone, a differenza di altri Paesi - ha dichiarato Tanaka durante una conferenza a Tokyo - non ha molto spazio di manovra per tagliare le emissioni affidandosi solo alla riduzione dei consumi energetici'’, sottolineando la necessita’ per il Sol Levante di puntare con decisione sull’energia atomica per raggiungere gli ambiziosi obiettivi ecologici. Tanaka, ex funzionario del ministero di Economia, Commercio e Industria nipponico, ha poi espresso il proprio scetticismo in merito al piano del nuovo governo a guida Democratica di ridurre le tasse sui carburanti, giudicate gia’ ‘’relativamente basse'’ rispetto ad altre nazioni avanzate: ‘’Normalmente - ha concluso Tanaka -, il Giappone dovrebbe invece alzare le imposte per ridurre il consumo di carburante e prevenire il riscaldamento globale'’. (ANSA). YY2-FT
      09/10/2009 11:55

    23. Renzo Riva scrive:

      Se cominciano i mass-media a tambureggiare significa che qualcuno ha deciso di sdoganare i pappagalli di turno perché ora a qualcuno ciò fa comodo.

      http://forum.radicali.it/content/nucleare-no-grazie

      Ma siiiiiiiiiiiii!

      Aspettiamo i reattori di IV generazione! Tanto non c’è mica fretta!

      Giacché ci siamo aspettiamo la V generazione che non produce scorie!

      Ma allora perché non aspettare la fusione nucleare!?

    24. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Renzo Riva,

      Ho effettuato alcune modifiche al tuo ultimo messaggio.

      Per favore usiamo sempre parole che non possono offendere.

      Grazie

    25. Renzo Riva scrive:

      L’ing. Filipponi invia un documento

      fusione.altervista.org/Test_per_cacolare_la_tua_dose_annuale...

      Test per calcolare la dose di radiazione
      che una persona assorbe annualmente in Italia (versione stampabile)

      dal sito:

      http://www.ans.org/pi/resources/dosechart/

    26. Renzo Riva scrive:

      Ringrazio l’amministratore,
      ma quelle che potrebbero essere state scambiate per offese sono niente di fronte alla stupidità italiota che ancora a tanti anni dal referendum classificano chi ancora oggi si permette il lusso di essere contro il nucleare mentre non si accorge di essere sul baratro dell’indigenza energetica.
      Inoltre la riproduzione della puntata del 10 ottobre del Dossier sul nucleare è pieno di dati sbagliati per non dire di strafalcioni sul clima.
      Gli Usa a loro dire immettono in atmosfera 5902 tonnellate di CO2 e la Cina poco più di 6000 e sono riuscito a sopportare solo quindici minuti.
      Io la televisione l’ho sfrattata di casa nel 1998 e a onor del vero mi sarei perso tranquillamente anche la puntata sopra citata.

    27. Enrico D'Urso scrive:

      c’è da dire…….

      come trasmissione equilibrata, non puoi pretendere da dei giornalisti di scendere nei particolari ed essere esatto in qualsiasi cosa, a chi lo ho fatto vedere ed è del ramo non era dispiaciuto dal servizio……molto meglio di molti altri che ne hanno visto in passato……

    28. Renzo Riva scrive:

      Confondere 5902 tonnellate
      con 5902 MILIONI di tonnellate
      è da giornalisti?

      Poi se la mettiamo di dover scegliere fra il male ed il peggio…

      Vedi Enrico,
      le ultime elezioni politiche ho votato il meno peggio: Berlusconi.

      A chi era titubante dicevo che era facile scegliere; fra un sistema ladresco ed un sistema assassino non ho dubbi.

      Ti sembro abbastanza equilibrato?

    29. Renzo Riva scrive:

      Ecco quanto aveva preannunciato il Dr. Ing. Guglielmo Lomonaco

      ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11...

      Il grande risiko delle alleanze per conquistare il nostro mercato
      Repubblica — 23 novembre 2009 pagina 40 sezione: AFFARI FINANZA

      Milano. È una partita lunga e con regole in parte ancora da definire quella del nucleare italiano, ma talmente importante che quasi tutti i big energetici italiani e internazionali sono già scesi in campo. Muovendo le prime pedine in una gara in cui la capacità di tessere relazioni istituzionali conta almeno quanto la solidità economica e industriale. La sfida è partita a luglio, con l’ approvazione definitiva del Ddl Sviluppo. Da quel momento, il Governo si è dato sei mesi per definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali per 13.000 MW, lo stoccaggio dei rifiuti, il deposito delle scorie e le compensazioni alle popolazioni interessate, anche se probabilmente la scadenza slitterà al dopo elezioni. «Il nucleare comporterà un giro d’ affari importante e questo spiega l’ interesse di molti operatori italiani e non - osserva Gianluca Santilli, partner di LS LexJus Sinacta - È una competizione che non si gioca solo sul piano del mercato, ma anche su quello politico. Con ogni probabilità toccherà allo Stato farsi carico di buona parte dell’ impegno finanziario necessario a far decollare il mercato, per cui l’ esecutivo rivestirà un ruolo determinante nelle scelte». Questo spiega alcune perplessità degli operatori internazionali: in linea di massima i big europei e americani dell’ energy hanno le carte in regola dal punto di vista industriale per condurre la partita in proprio, eppure sono tutti a caccia di una sponda italiana. «Una fetta importante del business nucleare andrà alle utility, vale a dire le società che gestiranno gli impianti - commenta Guglielmo Lomonaco (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dell’ Università di Pisa) - Su questo fronte, in pole position si trova Enel, che nei mesi scorsi ha siglato un accordo con la francese Edf per portare a termine metà del programma nucleare preannunciato dal governo». L’ alleanza italofrancese si propone di realizzare quattro reattori Epr, tecnologia di terza generazione avanzata di potenza da 1.600 MW a testa. Lo studio di fattibilità del progetto è stato affidato alla joint venture paritaria Enel Sviluppo Nucleare. Enel ed EdF progettano di realizzare le centrali con un impegno finanziario stimato in 18 miliardi di euro. Le centrali nucleari previste in Italia saranno aperte alla partecipazione di altri investitori, che potranno acquistare partecipazioni di minoranza. Il modello consortile progettato da Enel è concepito per coinvolgere altri produttori e grandi consumatori interessati ad acquistare energia a un prezzo competitivo e stabile negli anni. Enel, inoltre, ha siglato un accordo con la Confindustria per mantenere gran parte delle commesse delle future centrali nucleari in mani italiane. Oltre alle società che si occupano di nucleare in senso stretto, c’ è infatti spazio per la parte “convenzionale” delle centrali elettriche, vale a dire ingegneria civile, costruzioni ed elettromeccanica. Un’ intesa che avrà ricadute occupazionali importanti: basti solo pensare che ciascun reattore Epr impegna 2.500 persone per circa cinque anni di cantiere, e crea occupazione su base permanente per 500 tecnici specializzati. Se il progetto Enel ha fin qui ricevuto un pieno sostegno dal fronte governativo, resta ancora almeno mezza torta da spartire sul fronte delle utility. Tra gli altri operatori italiani, A2A è stata fin quella più esplicita nel dichiarare il proprio interesse. Smaltita la delusione per non essere entrata nell’ accordo EnelEdf, l’ utility lombarda ora potrebbe orientarsi verso un altro partner. Si è parlato dell’ ipotesi Eni, che con il suo peso specifico garantirebbe grande solidità finanziaria e peso istituzionale alla cordata, ma l’ amministratore delegato del cane a sei zampe Paolo Scaroni ha dichiarato che la società non è al momento interessata al dossier nucleare. Sul fronte internazionale, il nome più gettonato è quello di Gaz de France Suez, con il numero uno Gérard Mestrallet che ha mostrato interesse verso questa prospettiva, ma a patto di trovare un partner italiano e uno europeo. A seguire E. On, che secondo il suo chief operating Officer Johannes Teyssen sta valutando le intenzioni del Governo. «Un’ altra categoria che giocherà un ruolo importante è quella dei vendor, vale a dire le società incaricate dalle utility di costruire centrali o parti di esse - aggiunge Lomonaco - Con l’ abbandono del nucleare in seguito alle decisioni politiche che hanno fatto seguito al referendum, l’ Italia ha avuto serie difficoltà per mantenere un’ adeguata expertise nel settore: se in termini qualitativi il mantenimento del knowhow possibile - anche se difficile - , in termini quantitativi il settore industriale si è dovuto necessariamente ridimensionare, per cui le società nostrane potrebbero unire le forze tra loro o cercare partner internazionali». Ansaldo Nucleare, controllata di Ansaldo Energia (gruppo Finmeccanica) si è già mossa in tal senso siglando un accordo con Rina Industry (gruppo Rina) in base al quale la prima fornirà servizi relativi alla progettazione e alla costruzione, mentre la seconda si concentrerà sui servizi di qualifica dei fornitori. La stessa Ansaldo Energia potrebbe inserirsi anche nelle trattative in corso tra il Governo italiano e quello statunitense per creare una cordata italoamericana. Scajola e il segretario statunitense all’ Energia, Steven Chu, hanno firmato un accordo di cooperazione sul tema e rafforzato un dialogo su tutti i principali temi energetici. Lo stesso Chu ha dichiarato che General Electric e Westinghouse parteciperanno a gare di appalto in Italia. «Si tratta di due tra i massimi vendor a livello mondiale - aggiunge Lomonaco - che sicuramente potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella creazione di cordate con partner italiani». Conta di essere della partita anche Maire Tecnimont, che ha da poco lanciato una divisione interna per seguire il business nucleare. L’ azienda guidata da Fabrizio Di Amato punta a diventare un operatore specializzato nella realizzazione delle parti degli impianti (ad esclusione dei reattori) e per farlo ha aderito al progetto Iris - di cui fanno parte tra gli altri Westinghouse, Ansaldo Nucleare, Mangiarotti Nuclear, Enea e il consorzio universitario Crten - per la realizzazione di impianti con dimensioni molto ridotte rispetto a quelli attuali e quindi con una maggiore flessibilità di adattamento al territorio. - LUIGI DELL’OLIO

    30. Giacomo scrive:

      Dal Sole 24 leggo del 25/11/09 leggo:

      Alta tensione sulle rinnovabili: imprese contro la Finanziaria

      L’Aper: l’obbligo di prevedere impianti di accumulo è una «corbelleria»

      Le aziende dell’energia pulita insorgono contro la Finanziaria. Un emendamento del governo ritocca il contestato incentivo Cip6 ma aggiunge per tutte le centrali alimentate da fonti rinnovabili di energia un obbligo: se l’impianto non è “programmabile” (cioè se funziona seguendo gli incerti del vento, del sole o della pioggia) deve dotarsi di un impianto di «accumulo di energia» per poter funzionare quando l’energia rinnovabile non è disponibile. Accumulo sotto forma di bacino idroelettrico, o sotto forma dell’energia chimica contenuta nel gasolio, o qualunque altra tecnologia che permette di produrre elettricità quando il vento non fa girare l’elica o la nuvola oscura il pannello fotovoltaico.

      «Una corbelleria che paralizzerà il settore», sbotta Marco Pigni, direttore dell’Aper, l’associazione dei produttori di energia ottenuta da fonti rinnovabili. L’Aper è una delle associazioni pronte a fare battaglia insieme con l’Anev (eolico), la Federpern, la Fiper, l’Ises (solare), l’Itabia (biomasse), dagli ecologisti di Greenpeace e Legambiente e dall’industria aderente al Kyoto Club. Queste associazioni hanno sottoscritto un documento congiunto. Questi emendamenti, affermano insieme le associazioni, devono essere ritirati: sono «una forte turbativa nel mercato» per l’ennesimo mutamento delle regole del gioco in corsa e «provocherebbero la crisi di un settore, quello della produzione di energia da fonte rinnovabile, attualmente in grande sviluppo». Alla protesta aderisce – anche se non ha firmato il documento congiunto – anche l’Assosolare.Una delle associazioni, la Federpern guidata da Flavio Sarasino, ha anche presentato ricorso al Tar contro una delibera dell’Autorità dell’energia sui prezzi minimi garantiti per la corrente delle centrali pulite ritirata dal Gestore dei servizi energetici.

      L’energia solare in Italia, favorita dalle tariffe premianti del «conto energia», ha anche qualche “nemico” fiscale. Primo fra tutti, denunciano i produttori, l’Ici sugli impianti fotovoltaici a terra , che l’agenzia del Territorio ha classificato come «opifici», assoggettandoli al pagamento dell’imposta (risoluzione 3 del 6 novembre 2008). Il tributo dovuto ai comuni, secondo le stime dei tecnici, arriva a incidere, mediamente, per 13mila euro su ogni megawatt. Un onere aggiuntivo che potrebbe scoraggiare anche gli investitori internazionali, in un settore che ha tassi di rendimento minimi, anche se sicuri nel tempo. «Peraltro – spiega Alessandro Pacieri, fiscalista esperto del fotovoltaico – l’interpretazione dell’agenzia del Territorio, che classifica gli impianti fotovoltaici costruiti su terreni agricoli nella categoria catastale D1, assimilando i pannelli solari alle turbine delle centrali idro-termoelettriche, sembra in contrasto con quanto sostiene l’agenzia delle Entrate nella circolare 46 del 2007, secondo cui l’impianto fotovoltaico situato su un terreno non è un impianto infisso al suolo».

      Le tariffe incentivanti previste dal «conto energia» fino a tutto il 2010 e i premi economici previsti per chi produce energia elettrica da fonte solare (decreto del ministero dello Sviluppo economico del 19 febbraio 2007), non sono poi cumulabili, per i privati, con la detrazione Irpef del 36% riconosciuta o richiesta per la realizzazione dei relativi impianti fotovoltaici. C’è incompatibilità anche fra le tariffe incentivanti del «conto energia» e la detrazione d’imposta del 55% prevista per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, prevista dalla Finanziaria 2007 (legge 296/06, articolo 1, comma 344). Lo ha chiarito l’agenzia delle Entrate con la risoluzione 207/E del 20 maggio 2008. In pratica, un’agevolazione esclude l’altra e sta al contribuente decidere per quale delle due optare. Infine, i “premi” del conto energia non possono essere applicati all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi incentivi pubblici, nazionali, regionali, locali o comunitari, «in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento», né sono cumulabili con i certificati verdi.

      QUALCUNO FORSE HA TROPPA PAURA CHE GLI INCENTIVI SPARISCANO?????
      DOVE SONO FINITI COLORO CHE DECANTANO LE PERFORMANCE TECNICO/ECONOMICHE DEL RINNOVABILE DECRETANDONE L’ASSOLUTA CONVENIENZA???

    31. Giacomo scrive:

      PERCHE’ QUESTI ARROGANTI SIGNORI NON VANNO A SPIEGARE AI DIPENDENTI DELL’ALCOA DI MARGHERA E PORTOVESME,LE RAGIONI PER LE QUALI NON CONVIENE PIU’ FARE INDUSTRIA IN ITALIA????

      Si perdono posti posti di lavoro,la competitivita’ e’ in declino da vent’anni e ci si preoccupa di perdere tempo con degli specchietti per le allodole?????

    32. Pietruccio scrive:

      Quelli del fotovoltaico avevano proclamato la parity-grid già mesi fa, e allora, a cosa servono tutti questi incentivi?

      ———————-

      La vergogna degli incentivi

      Con lo scambio sul posto l’incentivo è talmente ampio da essere ridicolo: ti danno 45c€ per ogni kWh prodotto e in più quell’energia se te la usi in casa non la paghi all’enel che funziona come banca per l’energia (quella che produci in più la dai a lui che te la restituisce gratis quando ne hai poca). Io non so voi, ma io l’energie elettrica la pago 11.5 c€/kWh a discorsi (cioè al netto) che diventano più di 20 c€/kWh in pratica con tasse, balzelli, contributi e, massimo della sfiga, goduria e ludibrio del burocrate, l’IVA anche sulle tasse (di sicuro sul gas, devo controllare se succede anche con l’elettrico).

      In totale significa che questi poveri fotovoltaisti dalla questua ricevono, fra contributi netti e risparmi, una carità di 65 c€/kWh…

      A Livorno ci si chiederebbe se vogliono “anche una fettina di culo”.

      (notare che il nucleare a esagerare si produce intorno ai 6 c€/kWh, ma più probabilmente sui 4 c€/kWh, ma quelli dicono che ha un costo insopportabile. Non so se avete visto la rappresentazione teatrale estemporanea (si potrà definire pagliacciata?) della bolletta nucleare di greenpeace?)

    33. Enrico D'Urso scrive:

      io ho anche il pillolo di greenpaece XD

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