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	<title>Comments on: Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile?</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Tue, 22 May 2012 13:06:28 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Enrico D'Urso</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28580</link>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:56:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28580</guid>
					<description>io ho anche il pillolo di greenpaece XD</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>io ho anche il pillolo di greenpaece XD
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28579</link>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:54:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28579</guid>
					<description>Quelli del fotovoltaico avevano proclamato la parity-grid già mesi fa, e allora, a cosa servono tutti questi incentivi?

----------------------

La vergogna degli incentivi

Con lo scambio sul posto l'incentivo è talmente ampio da essere ridicolo: ti danno 45c€ per ogni kWh prodotto e in più quell'energia se te la usi in casa non la paghi all'enel che funziona come banca per l'energia (quella che produci in più la dai a lui che te la restituisce gratis quando ne hai poca). Io non so voi, ma io l'energie elettrica la pago 11.5 c€/kWh a discorsi (cioè al netto) che diventano più di 20 c€/kWh in pratica con tasse, balzelli, contributi e, massimo della sfiga, goduria e ludibrio del burocrate, l'IVA anche sulle tasse (di sicuro sul gas, devo controllare se succede anche con l'elettrico).

In totale significa che questi poveri fotovoltaisti dalla questua ricevono, fra contributi netti e risparmi, una carità di 65 c€/kWh...

A Livorno ci si chiederebbe se vogliono &lt;em&gt;&quot;anche una fettina di culo&quot;.&lt;/em&gt;


(notare che il nucleare a esagerare si produce intorno ai 6 c€/kWh, ma più probabilmente sui 4 c€/kWh, ma quelli dicono che ha un costo insopportabile. Non so se avete visto la rappresentazione teatrale estemporanea (si potrà definire pagliacciata?) della bolletta nucleare di greenpeace?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Quelli del fotovoltaico avevano proclamato la parity-grid già mesi fa, e allora, a cosa servono tutti questi incentivi?</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
	<p>La vergogna degli incentivi</p>
	<p>Con lo scambio sul posto l&#8217;incentivo è talmente ampio da essere ridicolo: ti danno 45c€ per ogni kWh prodotto e in più quell&#8217;energia se te la usi in casa non la paghi all&#8217;enel che funziona come banca per l&#8217;energia (quella che produci in più la dai a lui che te la restituisce gratis quando ne hai poca). Io non so voi, ma io l&#8217;energie elettrica la pago 11.5 c€/kWh a discorsi (cioè al netto) che diventano più di 20 c€/kWh in pratica con tasse, balzelli, contributi e, massimo della sfiga, goduria e ludibrio del burocrate, l&#8217;IVA anche sulle tasse (di sicuro sul gas, devo controllare se succede anche con l&#8217;elettrico).</p>
	<p>In totale significa che questi poveri fotovoltaisti dalla questua ricevono, fra contributi netti e risparmi, una carità di 65 c€/kWh&#8230;</p>
	<p>A Livorno ci si chiederebbe se vogliono <em>&#8220;anche una fettina di culo&#8221;.</em></p>
	<p>(notare che il nucleare a esagerare si produce intorno ai 6 c€/kWh, ma più probabilmente sui 4 c€/kWh, ma quelli dicono che ha un costo insopportabile. Non so se avete visto la rappresentazione teatrale estemporanea (si potrà definire pagliacciata?) della bolletta nucleare di greenpeace?)
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Giacomo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28572</link>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:21:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28572</guid>
					<description>&lt;strong&gt;PERCHE' QUESTI ARROGANTI  SIGNORI NON VANNO A SPIEGARE AI DIPENDENTI DELL'ALCOA DI MARGHERA E PORTOVESME,LE RAGIONI PER LE QUALI NON CONVIENE PIU' FARE INDUSTRIA IN ITALIA????
&lt;/strong&gt;
Si perdono posti posti di lavoro,la competitivita' e' in declino da vent'anni e ci si preoccupa di perdere tempo con degli specchietti per le allodole?????</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>PERCHE&#8217; QUESTI ARROGANTI  SIGNORI NON VANNO A SPIEGARE AI DIPENDENTI DELL&#8217;ALCOA DI MARGHERA E PORTOVESME,LE RAGIONI PER LE QUALI NON CONVIENE PIU&#8217; FARE INDUSTRIA IN ITALIA????<br />
</strong><br />
Si perdono posti posti di lavoro,la competitivita&#8217; e&#8217; in declino da vent&#8217;anni e ci si preoccupa di perdere tempo con degli specchietti per le allodole?????
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Giacomo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28570</link>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:38:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28570</guid>
					<description>Dal Sole 24 leggo del 25/11/09 leggo:

&lt;strong&gt;Alta tensione sulle rinnovabili: imprese contro la Finanziaria &lt;/strong&gt;

L'Aper: l'obbligo di prevedere impianti di accumulo è una «corbelleria»

Le aziende dell'energia pulita insorgono contro la Finanziaria. Un emendamento del governo ritocca il contestato incentivo Cip6 ma aggiunge per tutte le centrali alimentate da fonti rinnovabili di energia un obbligo: se l'impianto non è &quot;programmabile&quot; (cioè se funziona seguendo gli incerti del vento, del sole o della pioggia) deve dotarsi di un impianto di «accumulo di energia» per poter funzionare quando l'energia rinnovabile non è disponibile. Accumulo sotto forma di bacino idroelettrico, o sotto forma dell'energia chimica contenuta nel gasolio, o qualunque altra tecnologia che permette di produrre elettricità quando il vento non fa girare l'elica o la nuvola oscura il pannello fotovoltaico. 

«Una corbelleria che paralizzerà il settore», sbotta Marco Pigni, direttore dell'Aper, l'associazione dei produttori di energia ottenuta da fonti rinnovabili. L'Aper è una delle associazioni pronte a fare battaglia insieme con l'Anev (eolico), la Federpern, la Fiper, l'Ises (solare), l'Itabia (biomasse), dagli ecologisti di Greenpeace e Legambiente e dall'industria aderente al Kyoto Club. Queste associazioni hanno sottoscritto un documento congiunto. Questi emendamenti, affermano insieme le associazioni, devono essere ritirati: sono «una forte turbativa nel mercato» per l'ennesimo mutamento delle regole del gioco in corsa e «provocherebbero la crisi di un settore, quello della produzione di energia da fonte rinnovabile, attualmente in grande sviluppo». Alla protesta aderisce – anche se non ha firmato il documento congiunto – anche l'Assosolare.Una delle associazioni, la Federpern guidata da Flavio Sarasino, ha anche presentato ricorso al Tar contro una delibera dell'Autorità dell'energia sui prezzi minimi garantiti per la corrente delle centrali pulite ritirata dal Gestore dei servizi energetici.

L'energia solare in Italia, favorita dalle tariffe premianti del «conto energia», ha anche qualche &quot;nemico&quot; fiscale. Primo fra tutti, denunciano i produttori, l'Ici sugli impianti fotovoltaici a terra , che l'agenzia del Territorio ha classificato come «opifici», assoggettandoli al pagamento dell'imposta (risoluzione 3 del 6 novembre 2008). Il tributo dovuto ai comuni, secondo le stime dei tecnici, arriva a incidere, mediamente, per 13mila euro su ogni megawatt. Un onere aggiuntivo che potrebbe scoraggiare anche gli investitori internazionali, in un settore che ha tassi di rendimento minimi, anche se sicuri nel tempo. «Peraltro – spiega Alessandro Pacieri, fiscalista esperto del fotovoltaico – l'interpretazione dell'agenzia del Territorio, che classifica gli impianti fotovoltaici costruiti su terreni agricoli nella categoria catastale D1, assimilando i pannelli solari alle turbine delle centrali idro-termoelettriche, sembra in contrasto con quanto sostiene l'agenzia delle Entrate nella circolare 46 del 2007, secondo cui l'impianto fotovoltaico situato su un terreno non è un impianto infisso al suolo».

Le tariffe incentivanti previste dal «conto energia» fino a tutto il 2010 e i premi economici previsti per chi produce energia elettrica da fonte solare (decreto del ministero dello Sviluppo economico del 19 febbraio 2007), non sono poi cumulabili, per i privati, con la detrazione Irpef del 36% riconosciuta o richiesta per la realizzazione dei relativi impianti fotovoltaici. C'è incompatibilità anche fra le tariffe incentivanti del «conto energia» e la detrazione d'imposta del 55% prevista per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, prevista dalla Finanziaria 2007 (legge 296/06, articolo 1, comma 344). Lo ha chiarito l'agenzia delle Entrate con la risoluzione 207/E del 20 maggio 2008. In pratica, un'agevolazione esclude l'altra e sta al contribuente decidere per quale delle due optare. Infine, i &quot;premi&quot; del conto energia non possono essere applicati all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi incentivi pubblici, nazionali, regionali, locali o comunitari, «in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell'investimento», né sono cumulabili con i certificati verdi.


&lt;strong&gt;QUALCUNO FORSE HA TROPPA PAURA CHE GLI INCENTIVI SPARISCANO?????&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;DOVE SONO FINITI COLORO CHE DECANTANO LE PERFORMANCE TECNICO/ECONOMICHE DEL RINNOVABILE DECRETANDONE L'ASSOLUTA CONVENIENZA???&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Dal Sole 24 leggo del 25/11/09 leggo:</p>
	<p><strong>Alta tensione sulle rinnovabili: imprese contro la Finanziaria </strong></p>
	<p>L&#8217;Aper: l&#8217;obbligo di prevedere impianti di accumulo è una «corbelleria»</p>
	<p>Le aziende dell&#8217;energia pulita insorgono contro la Finanziaria. Un emendamento del governo ritocca il contestato incentivo Cip6 ma aggiunge per tutte le centrali alimentate da fonti rinnovabili di energia un obbligo: se l&#8217;impianto non è &#8220;programmabile&#8221; (cioè se funziona seguendo gli incerti del vento, del sole o della pioggia) deve dotarsi di un impianto di «accumulo di energia» per poter funzionare quando l&#8217;energia rinnovabile non è disponibile. Accumulo sotto forma di bacino idroelettrico, o sotto forma dell&#8217;energia chimica contenuta nel gasolio, o qualunque altra tecnologia che permette di produrre elettricità quando il vento non fa girare l&#8217;elica o la nuvola oscura il pannello fotovoltaico. </p>
	<p>«Una corbelleria che paralizzerà il settore», sbotta Marco Pigni, direttore dell&#8217;Aper, l&#8217;associazione dei produttori di energia ottenuta da fonti rinnovabili. L&#8217;Aper è una delle associazioni pronte a fare battaglia insieme con l&#8217;Anev (eolico), la Federpern, la Fiper, l&#8217;Ises (solare), l&#8217;Itabia (biomasse), dagli ecologisti di Greenpeace e Legambiente e dall&#8217;industria aderente al Kyoto Club. Queste associazioni hanno sottoscritto un documento congiunto. Questi emendamenti, affermano insieme le associazioni, devono essere ritirati: sono «una forte turbativa nel mercato» per l&#8217;ennesimo mutamento delle regole del gioco in corsa e «provocherebbero la crisi di un settore, quello della produzione di energia da fonte rinnovabile, attualmente in grande sviluppo». Alla protesta aderisce – anche se non ha firmato il documento congiunto – anche l&#8217;Assosolare.Una delle associazioni, la Federpern guidata da Flavio Sarasino, ha anche presentato ricorso al Tar contro una delibera dell&#8217;Autorità dell&#8217;energia sui prezzi minimi garantiti per la corrente delle centrali pulite ritirata dal Gestore dei servizi energetici.</p>
	<p>L&#8217;energia solare in Italia, favorita dalle tariffe premianti del «conto energia», ha anche qualche &#8220;nemico&#8221; fiscale. Primo fra tutti, denunciano i produttori, l&#8217;Ici sugli impianti fotovoltaici a terra , che l&#8217;agenzia del Territorio ha classificato come «opifici», assoggettandoli al pagamento dell&#8217;imposta (risoluzione 3 del 6 novembre 2008). Il tributo dovuto ai comuni, secondo le stime dei tecnici, arriva a incidere, mediamente, per 13mila euro su ogni megawatt. Un onere aggiuntivo che potrebbe scoraggiare anche gli investitori internazionali, in un settore che ha tassi di rendimento minimi, anche se sicuri nel tempo. «Peraltro – spiega Alessandro Pacieri, fiscalista esperto del fotovoltaico – l&#8217;interpretazione dell&#8217;agenzia del Territorio, che classifica gli impianti fotovoltaici costruiti su terreni agricoli nella categoria catastale D1, assimilando i pannelli solari alle turbine delle centrali idro-termoelettriche, sembra in contrasto con quanto sostiene l&#8217;agenzia delle Entrate nella circolare 46 del 2007, secondo cui l&#8217;impianto fotovoltaico situato su un terreno non è un impianto infisso al suolo».</p>
	<p>Le tariffe incentivanti previste dal «conto energia» fino a tutto il 2010 e i premi economici previsti per chi produce energia elettrica da fonte solare (decreto del ministero dello Sviluppo economico del 19 febbraio 2007), non sono poi cumulabili, per i privati, con la detrazione Irpef del 36% riconosciuta o richiesta per la realizzazione dei relativi impianti fotovoltaici. C&#8217;è incompatibilità anche fra le tariffe incentivanti del «conto energia» e la detrazione d&#8217;imposta del 55% prevista per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, prevista dalla Finanziaria 2007 (legge 296/06, articolo 1, comma 344). Lo ha chiarito l&#8217;agenzia delle Entrate con la risoluzione 207/E del 20 maggio 2008. In pratica, un&#8217;agevolazione esclude l&#8217;altra e sta al contribuente decidere per quale delle due optare. Infine, i &#8220;premi&#8221; del conto energia non possono essere applicati all&#8217;elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi incentivi pubblici, nazionali, regionali, locali o comunitari, «in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell&#8217;investimento», né sono cumulabili con i certificati verdi.</p>
	<p><strong>QUALCUNO FORSE HA TROPPA PAURA CHE GLI INCENTIVI SPARISCANO?????</strong><br />
<strong>DOVE SONO FINITI COLORO CHE DECANTANO LE PERFORMANCE TECNICO/ECONOMICHE DEL RINNOVABILE DECRETANDONE L&#8217;ASSOLUTA CONVENIENZA???</strong>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28558</link>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:54:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28558</guid>
					<description>&lt;strong&gt;Ecco quanto aveva preannunciato il Dr. Ing. Guglielmo Lomonaco&lt;/strong&gt;

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/23/il-grande-risiko-delle-alleanze-per-conquistare.html

&lt;strong&gt;Il grande risiko delle alleanze per conquistare il nostro mercato&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;Repubblica&lt;/strong&gt; — 23 novembre 2009   pagina 40   sezione: &lt;strong&gt;AFFARI FINANZA&lt;/strong&gt; 

Milano. È una partita lunga e con regole in parte ancora da definire quella del nucleare italiano, ma talmente importante che quasi tutti i big energetici italiani e internazionali sono già scesi in campo. Muovendo le prime pedine in una gara in cui la capacità di tessere relazioni istituzionali conta almeno quanto la solidità economica e industriale. La sfida è partita a luglio, con l' approvazione definitiva del Ddl Sviluppo. Da quel momento, il Governo si è dato sei mesi per definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali per 13.000 MW, lo stoccaggio dei rifiuti, il deposito delle scorie e le compensazioni alle popolazioni interessate, anche se probabilmente la scadenza slitterà al dopo elezioni. «Il nucleare comporterà un giro d' affari importante e questo spiega l' interesse di molti operatori italiani e non - osserva Gianluca Santilli, partner di LS LexJus Sinacta - È una competizione che non si gioca solo sul piano del mercato, ma anche su quello politico. Con ogni probabilità toccherà allo Stato farsi carico di buona parte dell' impegno finanziario necessario a far decollare il mercato, per cui l' esecutivo rivestirà un ruolo determinante nelle scelte». Questo spiega alcune perplessità degli operatori internazionali: in linea di massima i big europei e americani dell' energy hanno le carte in regola dal punto di vista industriale per condurre la partita in proprio, eppure sono tutti a caccia di una sponda italiana. «Una fetta importante del business nucleare andrà alle utility, vale a dire le società che gestiranno gli impianti - commenta Guglielmo Lomonaco (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dell' Università di Pisa) - Su questo fronte, in pole position si trova Enel, che nei mesi scorsi ha siglato un accordo con la francese Edf per portare a termine metà del programma nucleare preannunciato dal governo». L' alleanza italofrancese si propone di realizzare quattro reattori Epr, tecnologia di terza generazione avanzata di potenza da 1.600 MW a testa. Lo studio di fattibilità del progetto è stato affidato alla joint venture paritaria Enel Sviluppo Nucleare. Enel ed EdF progettano di realizzare le centrali con un impegno finanziario stimato in 18 miliardi di euro. Le centrali nucleari previste in Italia saranno aperte alla partecipazione di altri investitori, che potranno acquistare partecipazioni di minoranza. Il modello consortile progettato da Enel è concepito per coinvolgere altri produttori e grandi consumatori interessati ad acquistare energia a un prezzo competitivo e stabile negli anni. Enel, inoltre, ha siglato un accordo con la Confindustria per mantenere gran parte delle commesse delle future centrali nucleari in mani italiane. Oltre alle società che si occupano di nucleare in senso stretto, c' è infatti spazio per la parte &quot;convenzionale&quot; delle centrali elettriche, vale a dire ingegneria civile, costruzioni ed elettromeccanica. Un' intesa che avrà ricadute occupazionali importanti: basti solo pensare che ciascun reattore Epr impegna 2.500 persone per circa cinque anni di cantiere, e crea occupazione su base permanente per 500 tecnici specializzati. Se il progetto Enel ha fin qui ricevuto un pieno sostegno dal fronte governativo, resta ancora almeno mezza torta da spartire sul fronte delle utility. Tra gli altri operatori italiani, A2A è stata fin quella più esplicita nel dichiarare il proprio interesse. Smaltita la delusione per non essere entrata nell' accordo EnelEdf, l' utility lombarda ora potrebbe orientarsi verso un altro partner. Si è parlato dell' ipotesi Eni, che con il suo peso specifico garantirebbe grande solidità finanziaria e peso istituzionale alla cordata, ma l' amministratore delegato del cane a sei zampe Paolo Scaroni ha dichiarato che la società non è al momento interessata al dossier nucleare. Sul fronte internazionale, il nome più gettonato è quello di Gaz de France Suez, con il numero uno Gérard Mestrallet che ha mostrato interesse verso questa prospettiva, ma a patto di trovare un partner italiano e uno europeo. A seguire E. On, che secondo il suo chief operating Officer Johannes Teyssen sta valutando le intenzioni del Governo. «Un' altra categoria che giocherà un ruolo importante è quella dei vendor, vale a dire le società incaricate dalle utility di costruire centrali o parti di esse - aggiunge Lomonaco - Con l' abbandono del nucleare in seguito alle decisioni politiche che hanno fatto seguito al referendum, l' Italia ha avuto serie difficoltà per mantenere un' adeguata expertise nel settore: se in termini qualitativi il mantenimento del knowhow possibile - anche se difficile - , in termini quantitativi il settore industriale si è dovuto necessariamente ridimensionare, per cui le società nostrane potrebbero unire le forze tra loro o cercare partner internazionali». Ansaldo Nucleare, controllata di Ansaldo Energia (gruppo Finmeccanica) si è già mossa in tal senso siglando un accordo con Rina Industry (gruppo Rina) in base al quale la prima fornirà servizi relativi alla progettazione e alla costruzione, mentre la seconda si concentrerà sui servizi di qualifica dei fornitori. La stessa Ansaldo Energia potrebbe inserirsi anche nelle trattative in corso tra il Governo italiano e quello statunitense per creare una cordata italoamericana. Scajola e il segretario statunitense all' Energia, Steven Chu, hanno firmato un accordo di cooperazione sul tema e rafforzato un dialogo su tutti i principali temi energetici. Lo stesso Chu ha dichiarato che General Electric e Westinghouse parteciperanno a gare di appalto in Italia. «Si tratta di due tra i massimi vendor a livello mondiale - aggiunge Lomonaco - che sicuramente potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella creazione di cordate con partner italiani». Conta di essere della partita anche Maire Tecnimont, che ha da poco lanciato una divisione interna per seguire il business nucleare. L' azienda guidata da Fabrizio Di Amato punta a diventare un operatore specializzato nella realizzazione delle parti degli impianti (ad esclusione dei reattori) e per farlo ha aderito al progetto Iris - di cui fanno parte tra gli altri Westinghouse, Ansaldo Nucleare, Mangiarotti Nuclear, Enea e il consorzio universitario Crten - per la realizzazione di impianti con dimensioni molto ridotte rispetto a quelli attuali e quindi con una maggiore flessibilità di adattamento al territorio. - LUIGI DELL'OLIO</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Ecco quanto aveva preannunciato il Dr. Ing. Guglielmo Lomonaco</strong></p>
	<p><a href='http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/23/il-grande-risiko-delle-alleanze-per-conquistare.html' rel="nofollow" target="_blank">ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11...</a></p>
	<p><strong>Il grande risiko delle alleanze per conquistare il nostro mercato</strong><br />
<strong>Repubblica</strong> — 23 novembre 2009   pagina 40   sezione: <strong>AFFARI FINANZA</strong> </p>
	<p>Milano. È una partita lunga e con regole in parte ancora da definire quella del nucleare italiano, ma talmente importante che quasi tutti i big energetici italiani e internazionali sono già scesi in campo. Muovendo le prime pedine in una gara in cui la capacità di tessere relazioni istituzionali conta almeno quanto la solidità economica e industriale. La sfida è partita a luglio, con l&#8217; approvazione definitiva del Ddl Sviluppo. Da quel momento, il Governo si è dato sei mesi per definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali per 13.000 MW, lo stoccaggio dei rifiuti, il deposito delle scorie e le compensazioni alle popolazioni interessate, anche se probabilmente la scadenza slitterà al dopo elezioni. «Il nucleare comporterà un giro d&#8217; affari importante e questo spiega l&#8217; interesse di molti operatori italiani e non - osserva Gianluca Santilli, partner di LS LexJus Sinacta - È una competizione che non si gioca solo sul piano del mercato, ma anche su quello politico. Con ogni probabilità toccherà allo Stato farsi carico di buona parte dell&#8217; impegno finanziario necessario a far decollare il mercato, per cui l&#8217; esecutivo rivestirà un ruolo determinante nelle scelte». Questo spiega alcune perplessità degli operatori internazionali: in linea di massima i big europei e americani dell&#8217; energy hanno le carte in regola dal punto di vista industriale per condurre la partita in proprio, eppure sono tutti a caccia di una sponda italiana. «Una fetta importante del business nucleare andrà alle utility, vale a dire le società che gestiranno gli impianti - commenta Guglielmo Lomonaco (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dell&#8217; Università di Pisa) - Su questo fronte, in pole position si trova Enel, che nei mesi scorsi ha siglato un accordo con la francese Edf per portare a termine metà del programma nucleare preannunciato dal governo». L&#8217; alleanza italofrancese si propone di realizzare quattro reattori Epr, tecnologia di terza generazione avanzata di potenza da 1.600 MW a testa. Lo studio di fattibilità del progetto è stato affidato alla joint venture paritaria Enel Sviluppo Nucleare. Enel ed EdF progettano di realizzare le centrali con un impegno finanziario stimato in 18 miliardi di euro. Le centrali nucleari previste in Italia saranno aperte alla partecipazione di altri investitori, che potranno acquistare partecipazioni di minoranza. Il modello consortile progettato da Enel è concepito per coinvolgere altri produttori e grandi consumatori interessati ad acquistare energia a un prezzo competitivo e stabile negli anni. Enel, inoltre, ha siglato un accordo con la Confindustria per mantenere gran parte delle commesse delle future centrali nucleari in mani italiane. Oltre alle società che si occupano di nucleare in senso stretto, c&#8217; è infatti spazio per la parte &#8220;convenzionale&#8221; delle centrali elettriche, vale a dire ingegneria civile, costruzioni ed elettromeccanica. Un&#8217; intesa che avrà ricadute occupazionali importanti: basti solo pensare che ciascun reattore Epr impegna 2.500 persone per circa cinque anni di cantiere, e crea occupazione su base permanente per 500 tecnici specializzati. Se il progetto Enel ha fin qui ricevuto un pieno sostegno dal fronte governativo, resta ancora almeno mezza torta da spartire sul fronte delle utility. Tra gli altri operatori italiani, A2A è stata fin quella più esplicita nel dichiarare il proprio interesse. Smaltita la delusione per non essere entrata nell&#8217; accordo EnelEdf, l&#8217; utility lombarda ora potrebbe orientarsi verso un altro partner. Si è parlato dell&#8217; ipotesi Eni, che con il suo peso specifico garantirebbe grande solidità finanziaria e peso istituzionale alla cordata, ma l&#8217; amministratore delegato del cane a sei zampe Paolo Scaroni ha dichiarato che la società non è al momento interessata al dossier nucleare. Sul fronte internazionale, il nome più gettonato è quello di Gaz de France Suez, con il numero uno Gérard Mestrallet che ha mostrato interesse verso questa prospettiva, ma a patto di trovare un partner italiano e uno europeo. A seguire E. On, che secondo il suo chief operating Officer Johannes Teyssen sta valutando le intenzioni del Governo. «Un&#8217; altra categoria che giocherà un ruolo importante è quella dei vendor, vale a dire le società incaricate dalle utility di costruire centrali o parti di esse - aggiunge Lomonaco - Con l&#8217; abbandono del nucleare in seguito alle decisioni politiche che hanno fatto seguito al referendum, l&#8217; Italia ha avuto serie difficoltà per mantenere un&#8217; adeguata expertise nel settore: se in termini qualitativi il mantenimento del knowhow possibile - anche se difficile - , in termini quantitativi il settore industriale si è dovuto necessariamente ridimensionare, per cui le società nostrane potrebbero unire le forze tra loro o cercare partner internazionali». Ansaldo Nucleare, controllata di Ansaldo Energia (gruppo Finmeccanica) si è già mossa in tal senso siglando un accordo con Rina Industry (gruppo Rina) in base al quale la prima fornirà servizi relativi alla progettazione e alla costruzione, mentre la seconda si concentrerà sui servizi di qualifica dei fornitori. La stessa Ansaldo Energia potrebbe inserirsi anche nelle trattative in corso tra il Governo italiano e quello statunitense per creare una cordata italoamericana. Scajola e il segretario statunitense all&#8217; Energia, Steven Chu, hanno firmato un accordo di cooperazione sul tema e rafforzato un dialogo su tutti i principali temi energetici. Lo stesso Chu ha dichiarato che General Electric e Westinghouse parteciperanno a gare di appalto in Italia. «Si tratta di due tra i massimi vendor a livello mondiale - aggiunge Lomonaco - che sicuramente potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella creazione di cordate con partner italiani». Conta di essere della partita anche Maire Tecnimont, che ha da poco lanciato una divisione interna per seguire il business nucleare. L&#8217; azienda guidata da Fabrizio Di Amato punta a diventare un operatore specializzato nella realizzazione delle parti degli impianti (ad esclusione dei reattori) e per farlo ha aderito al progetto Iris - di cui fanno parte tra gli altri Westinghouse, Ansaldo Nucleare, Mangiarotti Nuclear, Enea e il consorzio universitario Crten - per la realizzazione di impianti con dimensioni molto ridotte rispetto a quelli attuali e quindi con una maggiore flessibilità di adattamento al territorio. - LUIGI DELL&#8217;OLIO
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28459</link>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 11:16:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28459</guid>
					<description>Confondere 5902 tonnellate
con 5902 MILIONI di tonnellate
è da giornalisti?

Poi se la mettiamo di dover scegliere fra il male ed il peggio...

Vedi Enrico,
le ultime elezioni politiche ho votato il meno peggio: Berlusconi.

A chi era titubante dicevo che era facile scegliere; fra un sistema ladresco ed un sistema assassino non ho dubbi.

Ti sembro abbastanza equilibrato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Confondere 5902 tonnellate<br />
con 5902 MILIONI di tonnellate<br />
è da giornalisti?</p>
	<p>Poi se la mettiamo di dover scegliere fra il male ed il peggio&#8230;</p>
	<p>Vedi Enrico,<br />
le ultime elezioni politiche ho votato il meno peggio: Berlusconi.</p>
	<p>A chi era titubante dicevo che era facile scegliere; fra un sistema ladresco ed un sistema assassino non ho dubbi.</p>
	<p>Ti sembro abbastanza equilibrato?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Enrico D'Urso</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28451</link>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:54:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28451</guid>
					<description>c'è da dire.......

come trasmissione equilibrata, non puoi pretendere da dei giornalisti di scendere nei particolari ed essere esatto in qualsiasi cosa, a chi lo ho fatto vedere ed è del ramo non era dispiaciuto dal servizio......molto meglio di molti altri che ne hanno visto in passato......</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>c&#8217;è da dire&#8230;&#8230;.</p>
	<p>come trasmissione equilibrata, non puoi pretendere da dei giornalisti di scendere nei particolari ed essere esatto in qualsiasi cosa, a chi lo ho fatto vedere ed è del ramo non era dispiaciuto dal servizio&#8230;&#8230;molto meglio di molti altri che ne hanno visto in passato&#8230;&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28450</link>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:46:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28450</guid>
					<description>Ringrazio l'amministratore,
ma quelle che potrebbero essere state scambiate per offese sono niente di fronte alla stupidità italiota che ancora a tanti anni dal referendum classificano chi ancora oggi si permette il lusso di essere contro il nucleare mentre non si accorge di essere sul baratro dell'indigenza energetica.
Inoltre la riproduzione della puntata del 10 ottobre del Dossier sul nucleare è pieno di dati sbagliati per non dire di strafalcioni sul clima.
Gli Usa a loro dire immettono in atmosfera 5902 tonnellate di CO2 e la Cina poco più di 6000 e sono riuscito a sopportare solo quindici minuti.
Io la televisione l'ho sfrattata di casa nel 1998 e a onor del vero mi sarei perso tranquillamente anche la puntata sopra citata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ringrazio l&#8217;amministratore,<br />
ma quelle che potrebbero essere state scambiate per offese sono niente di fronte alla stupidità italiota che ancora a tanti anni dal referendum classificano chi ancora oggi si permette il lusso di essere contro il nucleare mentre non si accorge di essere sul baratro dell&#8217;indigenza energetica.<br />
Inoltre la riproduzione della puntata del 10 ottobre del Dossier sul nucleare è pieno di dati sbagliati per non dire di strafalcioni sul clima.<br />
Gli Usa a loro dire immettono in atmosfera 5902 tonnellate di CO2 e la Cina poco più di 6000 e sono riuscito a sopportare solo quindici minuti.<br />
Io la televisione l&#8217;ho sfrattata di casa nel 1998 e a onor del vero mi sarei perso tranquillamente anche la puntata sopra citata.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28446</link>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:28:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28446</guid>
					<description>L'ing. Filipponi invia un documento

http://fusione.altervista.org/Test_per_cacolare_la_tua_dose_annuale_di_radiazione.pdf

Test per calcolare la dose di radiazione
che una persona assorbe annualmente in Italia (versione stampabile)

dal sito:

http://www.ans.org/pi/resources/dosechart/</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;ing. Filipponi invia un documento</p>
	<p><a href='http://fusione.altervista.org/Test_per_cacolare_la_tua_dose_annuale_di_radiazione.pdf' rel="nofollow" target="_blank">fusione.altervista.org/Test_per_cacolare_la_tua_dose_annuale...</a></p>
	<p>Test per calcolare la dose di radiazione<br />
che una persona assorbe annualmente in Italia (versione stampabile)</p>
	<p>dal sito:</p>
	<p><a href='http://www.ans.org/pi/resources/dosechart/' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.ans.org/pi/resources/dosechart/' rel="nofollow" target="_blank">http://www.ans.org/pi/resources/dosechart/</a></a>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Genova - Nucleare, alternativa energetica credibile? by: Amministratore</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28445</link>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:12:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/09/25/genova-alternativa-energetica-credibile/#comment-28445</guid>
					<description>&lt;strong&gt;Renzo Riva&lt;/strong&gt;,

Ho effettuato alcune modifiche al tuo ultimo messaggio.

&lt;strong&gt;Per favore usiamo sempre parole che non possono offendere.&lt;/strong&gt;

Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Renzo Riva</strong>,</p>
	<p>Ho effettuato alcune modifiche al tuo ultimo messaggio.</p>
	<p><strong>Per favore usiamo sempre parole che non possono offendere.</strong></p>
	<p>Grazie
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
</rss>

