Chernobyl - costruzione del nuovo sarcofago e stoccaggio del combustibile nucleare
30 Agosto 2007 di AmministratoreSu “Il Sole 24 Ore” dell’ 8 agosto è apparso un breve articolo sulla costruzione del nuovo sarcofago per il quarto reattore della centrale di Chernobyl che esplose il 26 aprile 1986.
Infatti la nuova copertura (”sarcofago”) è stata finalmente appaltata. La gara è stata aggiudicata al consorzio Novarka, una joint-venture nata dalla collaborazione tra le società francesi di costruzione Bouygues e Vinci ed anche altre società tedesche ed ucraine.
La decisione è stata presa sulla base della scelta della “Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo” (”BERS”; oppure “EBRD” - European Bank for Reconstruction and Development) che ha effettuato la selezione dei costruttori e che interverrà direttamente nel finanziare l’ opera (infatti esiste un accordo che prevede l’ aiuto dell’ Unione Europea all’ Ucraina).
Il contratto sarà firmato a settembre 2007 e si prevede l’ ultimazione dei lavori in 3 anni e in questo modo si conta di coprire il luogo dell’ incidente per circa altri 100 anni ed evitare quindi problemi legati al deterioramento dell’ attuale struttura di confinamento di progettazione russa.
La nuova struttura in acciaio sarà caratterizzata da un ampia volta e da una dimensione di circa 200 metri in larghezza e 200 metri in lunghezza. Peserà il tutto circa 18.000 tonnellate.
Inoltre alcuni mass media internazionali, tra cui Forbes.com, riportano anche un’ altra notizia secondo cui a breve la società statunitense “Holtec” avrà in appalto la costruzione di un nuovo centro per lo stoccaggio del combustibile nucleare presente a Chernobyl.
31 Agosto 2007 alle 11:14
Sarebbe il caso che la struttura di contenimento se la pagassero i russi, che chiedono tanti soldi per mettere in sicurezza i rottami nucleari che hanno sparso per il globo e poi investono un sacco di soldi (pagati dal gas) in armi nuove. Ma si sa, vlad è un persuasore….
31 Agosto 2007 alle 11:42
SARCOFAGO è una cosa che va bene per gli egizi.
quanta drammaticità nella comunicazione mediatica, è solo un contenimento protettivo.
1 Settembre 2007 alle 20:33
Sarei d’acordo con Sergio
…Ma visto il lavoro penoso che fecero i russi costruendo l’attuale contenimento (come giustamente fa notare Domenico) personalemente non mi fido: è meglio aiutarli… In pratica, nell’86, è come se avessero costruito in diga in cartogesso!
Così come costruirono la centrale senza strutture di contenimento (che avrebbe evitato la catastrofe) e in più tentarono quel folle “esperimento” che fece saltare l’impianto.
1 Settembre 2007 alle 20:39
Quella dei russi non aveva niente a che vedere con la tecnologia nucleare occidentale.
21 Settembre 2007 alle 00:22
Vorrei farvi notare quanta mancanza di informazione c’é sul nucleare da parte dei media (in questo caso i giornali).
Se andate a leggere cosa dice l’inviato di Repubblica leggerte che, udite, udite, il sarcofago (il termine è esatto perché quello è) sara costruito in “metallo”!
Poi sul Sole si parla, giustamente, di cemento.
Quello che voglio dire, e quì sono daccordo con voi, è che sul nucleare chi dovrebbe informarci non sà niente.
La colpa non è degli ambientalisti ma dell’informazione odierna che sà tutto di tette rifatte ed usa lo stesso metro per spiegare fatti ben più importanti. Anche perché sanno benissimo che a noi interessa pìiù sapere la misura delle tette della Ferilli che con cosa esattamente copriranno quel reattore.
«Un sarcofago? Una cupola? Ma sì diciamo di metallo, tanto il senso si capisce!» avrà pensato quel giornalista.
Basta capire il senso! No deve essere capito il concetto e perché, nel caso di Chernobyl, quel cemento.
Comunque il problema della copertura di Chernobyl, il fatto che quel reattore stà ancora funzionando, che non si sà bene cosa stia sucdendo lì dentro, che l’unica soluzione è chiudere tutto per 100 anni e poi vedere che fare, dovrebbe far riflettere su quello che è il problema del sistema nucleare, oltre alla gestione delle scorie: il ciclo non si chiude, ma rimane aperto.
Aspettiamo altri 100 anni e poi interveniamo. Adesso è troppo pericoloso.
Possibile che non si sappia come smantellare l’impianto?
Eppure ci dicono che il problema dei rifiuti non esiste, ne quello del decommissioning, basta mettere da parte per tempo i soldi!
Secondo me, invece, mancano ancora gli strumenti per operare.
Onestà per onestà : possiamo dire che Chernobyl è la dimostrazione che non è possibile chiudere quando si vuole il ciclo dell’atomo?
Non accetto risposte che dicano come quell’incidente non sarebbe mai accaduto se quelli lì fossero stati competenti, perché anche sulla cosa più sicura un’incidente può sempre accadere. Uno può prendere tutte le precauzioni possibili, ma nessun intervento umano è a rischio zero! L’incidente non doveva succedere ma è successo!
21 Settembre 2007 alle 02:15
“Onestà per onestà : possiamo dire che Chernobyl è la dimostrazione che non è possibile chiudere quando si vuole il ciclo dell’atomo?”
Onestà per onestà : no, non possiamo. In alcun modo. Il ciclo dell’atomo si può chiudere eccome: Chernobyl è un caso del tutto a parte, che non fa testo in alcun modo con la tecnologia di tipo occidentale.
“Uno può prendere tutte le precauzioni possibili, ma nessun intervento umano è a rischio zero!”
Certo, questo noi nucleari lo diciamo da anni. Tuttavia l’ingegenre nucleare (IN OCCIDENTE) non ragiona dicendo: “tanto non succede”, ma “cosa succede se…”. Basta calcolare le conseguenze anche in caso di incidente grave (i URSS si era ben lontani da quei livelli: il perchè chiedetelo all’ideologia comunista, non certo alla tecnologia nucleare).
“Aspettiamo altri 100 anni e poi interveniamo. Adesso è troppo pericoloso.
Possibile che non si sappia come smantellare l’impianto?”
Non avete ancora capito una cosa. Intervenire subito si può, ma non conviene. Basta aspettare e la radioattività diminuisce da sola, riducendo sensibilmente i pericoli e i costi di intervento. Mi sembra un ragionamento lineare…
“Vorrei farvi notare quanta mancanza di informazione c’é sul nucleare da parte dei media (in questo caso i giornali).”
Non stiamo scoprendo l’acqua calda: lo diciamo da moltissimi anni…
21 Settembre 2007 alle 18:55
Per Daniele:
Onestà per onestà … E si ripropone Chernobyl.
Il disastro sovietico di ben 22 anni ci fa indirettamente capire la malafede di tutti gli oppositori al nucleare e, sopratutto la superiorità tecnica delle centrali e degli addetti (ingegneri, tecnici, fisici..) occidentali.
Già Andreï Sakharovv dottorato in matematica e fisica nel 1947 arrestato perché divenuto scomodo al regime e confinato a Gorkkij fino alla fine degli anni ’80, criticava le enormi, criminali omissioni che si commettevano in Russia nel settore nucleare (in particolar modo quello civile!)
Le scorie altamente radioattive venivano, in alcuni casi, gettate direttamente in laghi o fiumi a carattere torrentizio (in piena in inverno secchi in estate). Durante i periodi di siccità i fondali aridi, contaminati dalle scorie, venivano spazzati dal vento portando pulivuscolo radioattivo da tutte le parti (mai sentito parlare delle zona vicine alla città di Mayak?).
I reattori venivano costruiti soprattutto per la produzione di plutonio per le bombe. Erano macchine grossolane (instabili per l’abbinamento acqua/grafite) la cui progettazione/costruzione fu abbandonata da americani ed europei già dagli anni ’50 (in pratica, prima che si cominciasse a sfruttare l’energia nucleare a scopi pacifici)
Impianti mastodontici che non avevano né l’unità di contenimento né la base dell’impianto (blocchi in cemento con piombo e boro, assorbitori di neutroni) erano stata concepita per una eventualità del genere.
Onestà per onestà , quando avvenne il disastro i russi attesero 48 ore prima di avvisare il mondo dell’accaduto (se ne accorsero gli svedesi grazie ai rivelatori della centrale di Forsmark) e sopratutto di primi di prendere provvedimenti sanitari per la popolazione (distribuzione di iodio)…Questo perché non si resero neanche conto della gravità dell’incidente e gli infastidiva sputtanarsi con gli americani (che brave persone!)
E questo lo paragoni al nucleare che c’è e al quale si vorrebBe (io per primo) ritornare? La tecnologia nucleare non è per tutti o, almeno, non per quei paesi che non hanno i mezzi economici, MA SOPRATTUTTO TECNICI, adeguati. Il sarcofago famoso fu un’altra cazzata dei russi dopo che gettarono dagli elicotteri tonnellate di boro, piombo e sabbia sul cratere radioattivo e poi vi costruirono sopra una specie di capannone simile a quello che c’era prima.
Con TMI (fusione del nocciolo a reattore spento!) grazie alla professionalità tecnica degli operatori e ad un impianto costruito bene non successe niente… eppure TMI successe 7 anni prima di Chernobyl.
22 Settembre 2007 alle 14:09
Come si smaltiscono le scorie nucleari che continuano ad emettere radiazioni cancerogene per decine di migliaia di anni? Nessuno può rispondere a questa domanda in modo soddisfacente perchè non esiste un modo per farlo. Parlare di prevenzione degli incidenti è come parlare di previsioni del tempo spacciandole per esatte al secondo…………
Guardate le foto dei bambini di Cenobyl ammalati di tumore alla tiroide possono bastare come argomento. Parlando di tecnologia e prevenzione dovremmo parlare di Kashiwazaki-Kariwa, anzi possiamo aspettare ne sentiremo parlare senza dubbio nei prossimi anni.
22 Settembre 2007 alle 19:22
x Werner
Scorie ?
Ma perchè non vi leggete mai quello che dice, per esempio l’ambientalista James Lovelock, ideatore dell’ipotesi di Gaia, che dopo aver visitato il sito di recupero e stoccaggio di scorie nucleari di Sellafield, nel Regno Unito, conferma che i risultati sono straordinari e che ovunque la radiazione era minore di quella misurata per le strade della città in cui vive.
Tener poi presente che, a differenza dei veleni chimici, le scorie nucleari per loro natura, perdono la radioattività nel tempo. Non solo, ma quelle che durano molto sono anche quelle emettono poco e viceversa se emettono molto è anche vero che durano poco. E’ ovvio, è una legge fisica, se un atomo emette, si trasforma, e quindi dopo l’emissione non c’è più: se emette molto vuol dire che dopo poco tempo ne restano pochi, per durare molti millenni deve disintegrarsi lentamente e quindi deve emettere poco.
Se hai pazienza di leggere un po’ di articoli su questo sito vedrai che la cosa è stata ampiamente discussa.
Chernobyl ?
Qui l’abbiamo detto tante volte: il nucleare non è Chernobyl (e neanche Mayak e visto che non lo citi ti invito a guardare un servizio d’effetto su http://www.greenpeace.it/mayak/). Nessuno vuole quel nucleare per l’Italia. Quando parliamo di nucleare intendiamo un’altra cosa: una tecnologia conveniente, buona e avanzata, fatta in modo responsabile da persone serie, tenendo sotto controllo tutto quello che serve. Ti risulta che francesi, inglesi, belgi spagnoli, tedeschi ecc… siano in pericolo ? Oltretutto bisogna tener presente che il nucleare che venisse fatto al giorno d’oggi godrebbe dell’esperienza di quasi mezzo secolo. Mai sentito parlare di EPR ?
Ancora due considerazioni.
1) Ti sei chiesto come mai dopo il disastro di Bhopal in India 1984 (e visto che ti piacciono le immagini di effetto puoi andare sul sito di Greenpeace http://www.greenpeace.it/bhopal/) come mai nessuno è stato così imbecille da chiedere l’abolizione “della chimica” dall’Italia ? Così a nessuno viene in mente di chiedere l’abolizione dell’aviazione dopo un incidente aereo o della navigazione dopo un incidente tipo quello del Titanic. Invece col nucleare sì! Dopo un disastro in Ucraina qualcuno ha chiesto l’abolizione del nucleare… in Italia! E la maggioranza dei votanti ha pure aderito alla proposta. Davvero non ci trovi niente di strano ?
2) Adesso provo a fare un discorso complicato.
Le immagini toccanti dei bellissimi servizi giornalistici citati sopra devono far meditare in tutti i sensi. Al mondo c’è tanta gente che soffre e non è giusto dimenticarlo e ancora più giusto sarebbe riuscire a fare qualcosa per chi sta male e perchè certe cose non si ripetano. Io, personalmente non sono contrario al fatto che nel dibattito si faccia uso anche delle emozioni perchè sono convinto che spingono a capire meglio il mondo che ci circonda e, in molte circostanze, anche se non sempre, aiutano (le emozioni) a tirare fuori la parte migliore di noi stessi. Non ho niente in contrario sull’uso di quel tipo di servizi anche se vengono utilizzati, magari con cinismo, contro le idee che amo, tipo la tecnologia nucleare. E’ bene però che accanto a questi aspetti emotivi si faccia sentire anche la razionalità : l’uso improprio della tecnologia (tutta la tecnologia) può causare guai molto gravi e se molte volte è colpa dalla avidità e dall’interesse di qualcuno, a volte ci sono anche incidenti che sono dovuti semplicemente ad errori. Speri davvero di eliminare gli errori o difetti nei materiali ? Oppure speri di eliminare l’avidità ? O pensi che per evitare i guai che in certi casi produce la tecnologia sia meglio tornare indietro ? E di quanto ? Cento anni, mille, all’età della pietra ? Oppure pensi che sia cattivo solo il Nucleare ?
Io dico che un’umanità di sei miliardi di individui o riuscirà almeno a sforzarsi di diventare adulta, cercando di prendere atto di cos’è il mondo e di fare, fra le cose possibili, il meglio che si può, oppure si troverà a pagare un prezzo salatissimo. Atteggiamenti irrealistici del tipo che “bisogna eliminare il cancro” mi sembrano solo infantili e non possono portare a niente di buono.
In particolare per l’Italia dico che l’irresponsabilità delle posizioni ambientaliste può produrre fra qualche anno danni da far impallidire i disastri citati sopra: basta guardare anche distrattamente la situazione per capire che siamo totalmente disarmati nei confronti di uno shock energetico (non sto parlando solo dell’energia elettrica ma tutto l’immenso fabbisogno di una società avanzata fatta anche di industria, agricoltura, trasporti, terziario) nonostante il fatto che c’è praticamente la certezza che sta per arrivare: il dubbio è solo sul quando (10 anni ? 20 ? Se siamo fortunati 30).
Una televisione che parla solo di se stessa e una politica che si occupa solo dei propri problemi. Nessun accesso dei tecnici e degli scienziati ai media. Una politica energetica fatta di assurdità e furbizie e un popolo di finto-ambientalisti (e simpatizzanti vari: fra tutti sono milioni) privi di competenze che sbandierano come un trofeo l’essere riusciti a paralizzare il paese bloccando tutto: strade, ferrovie, industrie, gassificatori, centrali elettriche (prefino quelle rinnovabili tipo l’eolico) ecc… e che preparano gioiosi il crollo sociale che patiranno i nostri figli: sono convinto che siano peggio del direttore della centrale di Chernobyl e portando l’italia alla paralisi stiano producendo danni perfino peggiori senza rendersene conto (esattamente come lui).
Signori, abituatevi a prendere le vostre responsabilità , fra qualche anno non credo che saranno in molti a guardarvi con simpatia!
22 Settembre 2007 alle 21:17
x Amministratore
Ho riletto il mio post. E’ pieno di errori di punteggiatura e ortografia (causa fretta e stanchezza). Me ne scuso. E’ possibile sostituirlo ?
22 Settembre 2007 alle 22:42
X Pietruccio
non hai scritto nulla su Kashiwazaki-Kariwa. Al di là delle polemiche che sinceramente non mi interessa di continuare ti invito a riflettere senza faziosità sulla questione energetica che, su questo sono d’accordo, nei prossimi anni sarà fondamentale. Il nucleare, se non si parla di fusione fredda, è un problema e non la soluzione.
23 Settembre 2007 alle 09:08
x Werner.
E’ il solito sconfortante atteggiamento. A fronte di articolate argomentazioni e di meditate considerazioni (quelle di Pietruccio) si risponde sottraendosi alla polemica (ma quale polemica?) e con temi che non sono altro che la manifestazione di una reale debolezza di pensiero. Kashiwazaki-Kariwa? E’ proprio la dimostrazione della validità dell’approccio al nucleare in “stile” occidentale!
L’invito ad una “riflessione senza faziosità ” è detta con convinzione o per prendere in giro? Speriamo nella seconda ipotesi.
Con affetto.
23 Settembre 2007 alle 11:29
x Werner
Non farei mai polemiche con nessuno. I toni un po’ accesi derivano dal fatto che sono veramente preoccupato per la situazione mondiale in generale e per quella italiana in particolare.
Oltretutto non vedo nessuna presa di posizione seria da parte di nessuno neanche solo per affrontare il problema: chiaramente sto parlando delle persone che contano, perchè finchè una cosa la dico io… E’ noto che l’umanità sta già consumando quantità sproporzionate di energia e solo una piccola parte è costituita da paesi sviluppati. A fronte di un prossimo esaurimento di due delle fonti principali (petrolio e gas, resta solo il carbone) ci sono intere regioni che stanno progredendo nella scia del nostro modello di sviluppo e quindi, in pratica, ne stanno anticipando la fine visto che così come siamo non ci sono risorse per tutti. Del resto l’esperienza mi insegna che quando i problemi si affrontano seriamente di soluzioni se ne trovano, quindi vorrei che non ci limitassimo solo ad affidarci ciecamente alle controrezioni del sistema “mercato” che ha già dimostrato, in passato, di essere instabile: un’umanità responsabile deve saper programmare e guidare il proprio futuro senza essere in balia di nessuna forza esterna. L’importante è che i cambiamenti siano graduali, il che comporta, nel campo dell’energia, il poter disporre della massima versatilità . Non siamo in condizione di poter rinunciare a nessuna delle fonti energetiche ma dobbiamo essere pronti a virare di volta in volta verso soluzioni diverse in un mercato che in futuro potrebbe essere anche abbastanza turbolento, senza che il sistema paese subisca conseguenze drammatiche (al freddo possiamo anche restare ma se non ci fosse abbastanza energia per l’agricoltura o per l’industria cosa facciamo? Smettiamo di mangiare? Di lavorare?) E in un quadro generale di questo genere l’Italia cosa fa? …il peggio del peggio.
La fonte nucleare, tuttora relativamente limitata, è l’unica che potrebbe mitigare in modo sostanziale le conseguenze pesanti dell’esautrimento delle fonti non rinnovabili, ma la cosa richiederebbe un ricorso massiccio a questa fonte oltre che al carbone. Certo che ci sono le rinnovabili (che già oggi complessivamente forniscono più energia del nucleare) e poi c’è il risparmio energetico! Ma se si vanno a leggere bene i dati si vede che l’effetto delle rinnovabili non può che essere marginale al tamponamento del calo produttivo del petrolio mentre il “risparmio”, che ci piaccia o no, farà il resto (non è possibile consumare l’energia che non c’è). Con quali conseguenze?
Tanto per avere un idea il quadro nel 2000 era:
A livello mondiale [5] il consumo globale di energia ammonta a circa 10′000 Mtep e quindi l’Italia rappresenta solo il 2% (e l’11% circa dei consumi europei). Di questi, a grandi linee, con dati relativi all’anno 2000, un terzo (34%) era fornito dal petrolio, un quarto (24%) dal carbone, un quinto (21%) dal gas naturale, un quindicesimo (7%) dal nucleare e solo il restante 14% era fornito dalle rinnovabili. In queste ultime la facevano da padrone le biomasse e i rifiuti (11% in tutto: più del nucleare). Un po’ di contributo lo dava l’enegia idroelettrica (2.3%) e la geotermica (0.44%) mentre quelle, tipo vento, sole e maree, su cui molti sperano di potersi affidare nei prossimi anni, si attestavano su valori del tipo 0.04%.
La fonte nucleare, l’unica disponibile oggi, è quella da fissione ed è pulita e sicura. Sono i media che con una campagna criminalizzante fatta di vili menzogne l’hanno dipinta come qualcosa di sporco e pericoloso (indovina perchè). Il problema è che non viene data la possibilità a chi è favorevole di spiegare le proprie ragioni nè di spiegare perchè certi incidenti non centrano niente con la tecnologia di cui stiamo parlando. Quindi non mi stupisce il fatto che per qualcuno pensare di utilizzare il nucleare equivalga a fare un tuffo nell’inferno: con quello che gli hanno raccontato non può pensare altro e, come vedi, non avrebbe nessun senso per me polemizzare con chi non ha potuto essere informato. Certo con chi gestisce l’informazione… qualche bella litigata ce la farei volentieri. Avevo, per esempio, mandato una mail indignata a Santoro-Anno zero dopo la trasmissione farsa di luglio sul Po (mancanza d’acqua, riscaldamento globale) e sull’energia, ma mi hanno risposto che la mia lettera era stata scartata senza essere letta: strano perchè nel loro sito dicono “scrivici” e riportano le mail di decine di telespettatori entusiasti: ma evidentemente vogliono sentire solo adulatori (poi si vantano di essere democratici, pluralisti, obiettivi…).
Il nucleare da fusione al momento non è propriamente una fonte energetica: è solo una promettente tecnologia in fase di sperimentazione. E’ un sistema ancora lontano dal poter essere preso in considerazione per la soluzione di problemi energetici concreti: sarebbe come se programmassi le vacanze dell’estate 2008 pensando di vincere al totocalcio e, intanto, per coerenza, smettessi pure di lavorare (se vinco tutto bene ma se poi non vinco, cosa succede?)
Sull’incidente giapponese abbiamo abbondantemente discusso su questo sito
archivionucleare.com/index.php/2007/07/19/terremoto-giappone...
e se vai a leggere vedrai che la questione rientra in quelle della mistificazione della realtà fatta sistematicamente dai media per attaccare il nucleare. L’unica domanda è: ma lo faranno gratis?
25 Settembre 2007 alle 01:39
Per Werner:
su come vengono stoccate le scorie (in maniera sicura) nel forum potrai trovare un accurato documento redatto dell’ing. Romanello e da altri ingegneri e geologi dell’Università Pisa… Penso sia molto interessante.
Saluti.
25 Settembre 2007 alle 08:43
che confusione sulle scorie, sarebbe meglio definirlo materiale esausto.
100.000 anni ma sono fuori, questo potrà valere per il plutonio che è l’elemento stabile che si genera dalla fissione, decade in ALFA nuclei di elio esso si dimezza dal punto di vista radiattivo in 24 mila anni credetemi è ben poca cosa.
discorso diverso vale per gli altri figli alcuni durano pochi secondi altri giorni e altri ancora anni ma sono molto radioattivi poi se sono tutti assieme si irradiano uno con l’altro complicando le cose , per questo vanno separati diluiti e se il caso vetrificati con vetri speciali per es. all’afnio ottimo assorbitore e resistentissiomo a vari agenti.
smettiamola di aver paura delle scorie, non esiste, avete mai sentito di un grave incidente con esse, il pericolo vero risiede nelle centrali ma questo è stato ampliamente risolto, certo nelle attività umane la sicurezza al 100% non esiste e mai esisterà , ma agli standard attuali il rischio è così basso che si confonde con lo ZERO.
distintamente
25 Settembre 2007 alle 11:47
Concordo con Domenico.
Saluti
22 Novembre 2007 alle 23:24
ho la soddisfazione di poter ricordare che alcuni mesi prima dell’incidente di Chernobyl un quotidiano di rilevanza nazionale , quale Il Giornale allora del compianto Indro Montanelli pubblicasse in data 26 luglio 1986 un mio articolo nel quale appunto riferivo precedentemente al disastro che”Chernobyl fosse un posto pericoloso” e che in caso di incidente i “robot” sarebbero rimasti “paralizzati”.
Nessuna facoltà divinatoria ma soltanto fredda analisi di un “Vessel” , non certo mortuario “Sarcofago” , fosse insufficiente alla protezione ambientale.Certamente la situazione era ben differente da quelle di Caorso o Trino Vercellese nelle quali per concentrazione di popolazione nel raggio di 150 Km si superasse di migliaia di volte quella di Chernobyl , tuttavia sempre ad alto rischio.
Altrettanto tuttavia ho dimostrato con oltre 11.000 rilevazioni eseguite a titolo gratuito in tutta Italia , da Brescia a Torino e Foligno ecc. che l’allarme era stato “politicamente” gonfiato in quell’epoca di Guerra Fredda nella quale era conveniente aggredire l’USSRR e colpevolizzarla.
Il disastro fu grave , ma ad esserne colpiti furoni i cittadini sovietici , vittime di una politica di economia a discapito della sicurezza. Bisogna tuttavia riconoscere che a parte alcune inefficienze “umane” si realizzò una statisticamente ritenuta impossibile concomitanza di fattori negativi.
Compito delle attuali tecnologie è quindi proprio quello di eliminare il ripetersi di eventi simili. Ciononostante , Chernobyl inclusa , l’energia nucleare resta la più “pulita” nel ciclo totele rispetto a qualsiasi altra fonte energetica.
Pochi hanno realizzato che per esempio al fine di risolvere il problema energetico di un area praticamente urbana che riunisse le provincie di Venezia , Padova e Treviso , la dislocazione di celle solari necessarie a coprire il fabbisogno di questa grande area imporrebbe una tale superficie coperta appunto di celle solari , da causare nel tempo un disastro ecologico e meteorologico di immani dimensioni , togliendo assorbimento e restituzione del calore solare . tale da superare gli effetti di qualsiasi incidente nucleare nella stessa zona.