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Radio Rai3 - Fissazione nucleare

4 Luglio 2007 di Amministratore

Ci è stato segnalato che in data 13 giugno c’è stata una puntata del programma “Il Terzo Anello: Radio3 Scienza” su Radio Rai3 in ci si è parlato di nucleare. Il titolo della puntata è stato “Fissazione nucleare“.

Il nucleare è stato analizzato quale possibile soluzione alternativa ai combustibili fossili. Argomento di fondo è come ridurre le emissioni di CO2 e del resto le fonti energetiche “carbon free” attirano sempre più l’ attenzione dei mass media, visto che i combustibili fossili sono proprio tra le principali cause dei cambiamenti climatici.

Il presentatore radiofonico Pietro Greco ha fatto alcune domande a Marzio Galeotti (professore di Economia dell’ ambiente e dell’ energia presso l’ Università di Milano e collaboratore del sito lavoce.info) ed a Nicola Armaroli (ricercatore dell’ Istituto per la sintesi organica e fotoreattività del Cnr di Bologna)

Quanto detto da Marzio Galeotti si può sintetizzare nel fatto che non si può puntare su un’ unica soluzione per soddisfare il fabbisogno di energia e nel mix energetico va tenuto conto anche del nucleare. Tuttavia forti perplessità nascono dal fatto che esiste ancor oggi una forte psicosi e paura per il nucleare e gli eventuali rischi connessi alla proliferazione del nucleare.
Aggiunge inoltre Marzio Galeotti che la ricerca tecnologica fa sì che ogni giorno ci siano dei passi avanti per avere un nucleare sempre più pulito e che risolverà il problema dei rifiuti radioattivi.

Nicola Armaroli invece dichiara che i nuovi reattori nucleari in costruzione non dimostrano una nuova fase di rilancio del nucleare in quanto questi nuovi impianti andranno a sostituire soprattutto impianti obsoleti prossimi alla pensione.
Inoltre il nucleare non sarebbe una vera opzione “carbon free” visto che il ciclo industriale del nucleare (soprattutto a monte: costruire l’impianto, rendere disponibile il combustibile…) richiede l’uso di una grande quantità di combustibili fossili.
Con il nucleare inoltre, sempre secondo Nicola Armaroli, non si avrebbe inoltre propriamente indipendenza energetica infatti il nucleare serve esclusivamente per l’ elettricità ed invece il consumo energetico medio di ogni cittadino europeo è solo per il 25% di elettricità mentre ben il restante è 75% di combustibili.
Infine Nicola Armaroli dichiara che negli ultimi 40 anni oltre il 60% dei fondi per la ricerca e lo sviluppo dell’ energia sono stati utilizzati nel mondo per l’ energia nucleare. E di fronte a questi numeri il risultato ottenuto da queste ricerche a tuttoggi è pertanto modesto.

Sul sito di RadioRai può ascoltare la suddetta puntata “Fissazione nucleare” del 13 giugno 2007 cliccando in basso sul link “ascolta”



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  • 17 Commenti a “ Radio Rai3 - Fissazione nucleare”

    1. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Nicola Armaroli dimostra di parlare ideologicamente, o, per lo meno, di non essere ben informato dei fatti (che sono ben diversi, vedansi i vari interventi/commenti all’interno di questo forum!)…

    2. Marco Calviani scrive:

      A prescindere da interventi polemici, mi piacerebbe proprio sapere da quale fonte Armaroli attinge la seguente informazione:
      Infine Nicola Armaroli dichiara che negli ultimi 40 anni oltre il 60% dei fondi per la ricerca e lo sviluppo dell’ energia sono stati utilizzati nel mondo per l’ energia nucleare. E di fronte a questi numeri il risultato ottenuto da queste ricerche a tuttoggi è pertanto modesto.

      m

    3. gauss2 scrive:

      considero che Armaroli nel affermare una tale tesi non abbia tenuto conto del contenimento dei costi di fonti primarie fossili tipo petrolio che grazie al nucleare comunque si è potuto avere in tutti i questi anni .. gli stessi costi di oggi e probabilmente maggiori si sarebbero infatti creati ben prima se non si fosse calmierata la domanda con una diversificazione delle fonti
      direi che prima di fare un’analisi spicciola dei costi (che comunque come Romanello ha giustamente detto sono diversi da come presentati) si debba tenere conto dell’aspetto strategico della cosa.

    4. Alessandro scrive:

      Sono stato io a segnalare la puntata, ho anche mandato una mail di protesta alla redazione. Per onestà devo segnalare il fatto che non solo mi hanno velocemente, ma si sono scusati per il tono non troppo riuscito del programma, a partire dal titolo. Mi hanno garantito che la prossima settimana ritorneranno a parlare di nucleare, con un taglio più filo nuclearista che per inciso NON era quello che chiedevo loro, quanto piuttosto fornire un dibattito serio ed equilibrato dal punto di vista scientifico in tema di energia e nucleare.
      Se volete vi copio la lunga mail che ho mandato alla loro redazione, inviterei anche voi a fare altrettanto

    5. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve
      segnalo che Radio Rai3 ci ha comunciato quando andrà in onda una nuova puntata che tratterà del nucleare

      archivionucleare.com/index.php/2007/07/06/radio-rai3-fissazi...

    6. Giuseppe scrive:

      Il nucleare è una follia. E lo sarà ancora per venti anni, tempo in cui potrebbe essere attivo in Italia se gli attuali, disinvolti politici-commercianti, scippando al gregge di italiani, sudditi impotenti, il referendum negativo, riuscissero ad imporre il nucleare confidando sulla dittatura in atto. I costi di produzione di tale marchingegni saranno elevatissimi e non attenderanno venti anni per essere obsoleti e pericolosi. Le scorie resteranno radioattive per centinaia di migliaia di anni. Per favore, informatevi di ciò che accade al Gariglaino!! Nucleare? NO grazie.

    7. Edoardo scrive:

      Costi elevatissimi? Provi a leggere questo:

      http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Costi.pdf

      Per l’affermazione scorie ingestibili e pericolose:

      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...

      Sulla centrale del Garigliano concordo sul fatto che fu un impianto mal concepito fin dall’inizio: fu iniziato nel 1959 quando all’ora non c’erano gli standard di sicurezza di oggi; concorderà con me che non si può paragonare quell’affare con un moderno EPR; tra l’altro la centrale fu chiusa nel 1978 (molto prima del referendum) per alcun problemi al generatore di vapore.
      Nonostante che tutti la chiamano “la Chernobyl italiana) un rapporto OMS del 2000 affermava che nell’area, l’incidenza di tumori e malattie era nella media nazionale (se ritrovo l’articolo lo invierò come post sul forum)

      Comunque siamo qui per discutere, se lei ha dati che documentano quello che dice che li proponga altrimenti le solite affermazioni generiche ideologiche non servono a niente.

      Saluti.

    8. Giuseppe scrive:

      Mi scuso se per amore di “liberà e democrazia” ho avuto un rigurgito di sincera ideologia. Non intedevo continuare discussioni anche perché, come correttamente lei mi avverte, non ho titoli per farlo in mancanza di dati.
      Sospetto però, che neache lei ne abbia, sicché a noi due, almeno, non comperebbe, stando al suo criterio,l’opportunità di partecipare al forum, infatti non conosciamo con esattezza la durata della radioattività delle scorie, possiamo solo contare su qualche centinaia di migliaia di anni, anno piu’, anno meno. Forse, pero’ lei è più′ informato di me sull’enorme quantità di denaro che la nazione dovra’ sborsare per i “matusalemmi” lavori pubblici, e sulla certezza che i marchingegni, quando tra 20 anni (con disatteso ottimismo) entreranno in funzione, non siano già di gran lunga superati. Mi dia retta, faccia come me: usciamo da questa discussione, pensiamo al sole, in Italia ce n’è in abbondanza.

    9. Pietruccio scrive:

      No, guardi sig. Giuseppe, qui quello che manca di informazioni è solo lei, che usa le sue abiltà nell’argomentare per sostenere un’idea priva di fondamento. C’è solo da sperare che quelli come lei siano abbastanza pochi altrimenti come nazione andremo a sfracellarci e molti non capiranno nemmeno il perchè.

    10. Renzo Riva scrive:

      Giuseppe,
      le assicuro che Edoardo ha i titoli per dire quello che dice.
      Da parte mia voglio dire qualcosa “sull’inquinamento” radioattivo.
      Al momento del Big-Bang e dopo la formazione dei sistemi galattici nell’universo la radioattività sulla Terra era tale da non permettere la vita qualora avesse potuto essere presente.
      Pensi che oggi la radioattività naturale è migliaia di volte inferiore rispetto a quei tempi a causa del decadimento a cui sono soggetti i vari elementi radioattivi seppure con tempi diversi.
      La vita pertanto è stata possibile sulla Terra solo quando la radioattività si ridusse a valori tali da non distruggere le combinazioni biochimiche nel “brodo” primordiale.
      Raccogliere il materiale fissile e bruciarlo nei reattori, oltre a permetterci una quantità abbondante di energia ed a buon mercato, permette all’umanità una qualità della vita che solo prima della era industriale il Mondo d’allora nemmeno la sognava.
      Inoltre le cosiddette “scorie” sono in quantità pari al 4% del materiale radioattivo originario e collocato in depositi geologicamente stabili ci dà più sicurezza che lasciarlo sparso come “spazzatura” dappertutto nell’ambiente.
      Provi a vedere le cose da questo punto di vista e le cose non saranno “problematiche” come le descrive.
      Ripeto quanto scritto in altro commento: le leggi scientifiche non accettano votazioni a maggioranza e minoranza e pertanto non sono né di destra né di sinistra e per giunta sono assolutiste e non democratiche.
      Mi stia bene.

    11. Edoardo scrive:

      Concordo con Pietruccio.

      Nessuno ha la verità assoluta ma i dati che riporto sono stati presi da studi degli addetti ai lavori. Altrimenti se dov’essero parlare solo gli esperti la domenica allo stadio ci sarebbero solo gli allenatori ed i calciatori…
      A parte l’esempio poco calzante c’è da dire che per anni, di nucleare, hanno parlato politici, giornalisti, filosofi, opininisti, attori e ballerine affermando enormi fesserie e spaventando la gente e rifiutando qualsiasi tipo di informazione tecnico scientifica.
      Con tutta la stima che ho per lei, Giuseppe, francamente l’invito di poc’anzi se lo tenga per se.

      Saluti.

    12. Renzo Riva scrive:

      http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=58858

    13. Edoardo scrive:

      Renzo, avevo già ieri letto il tuo intervento su il Giornale; complimenti, hai centrato un tema importante.

      Per inciso: hai visto ieri sera a “Porta a Porta” (parlavano di nucleare)? Le fesserie che ha sparato sul nucleare Paolo Ferrero erano enormi è lui, nonostante che tutti (Sacjola; Vespa, Casini ed Ortis) gli davano torto aveva anche la presunzioine di aver ragione in tutti i modi.

    14. Renzo Riva scrive:

      Ma quello che ha compiuto un errore non da poco è stato il banchiere Mazzotta quando ha detto che le banche non sono un istituto di benefecenza.
      Invece la crisi mondiale attuale è proprio dovuta a una legge voluta da Clinton che obbligava le banche …

      leggete qui di seguito

      ilpiave.it/modules.php?name=News&file=article&sid=67...

      MUTUI E POLITICA USA
      Tra prime e subprime

      Chi ha fatto carriera politica promuovendo cause contro le banche che non concedevano i mutui prima casa agli ispanici e agli afroamericani?
      Purtroppo chi diede l’appiglio per tali cause fu Bill Clinton che agli inizi degli anni ‘90 fece una legge per promuovere l’acquisto della prima casa per diminuire la pressione razziale della parte più emarginata e che stava montando nella società statunitense.
      Dapprima le banche non concedevano i mutui perché la maggior parte dei richiedenti non apparteneva alla categoria “prime” ma “subprime” perché già protestati. Un “avvocato” si fece paladino delle aspirazioni degli ispanici e degli afroamericani promuovendo cause contro le banche in virtù della legge voluta da Clinton aggiungendoci pure l’accusa di discriminazione razziale. I giudici dei tribunali sistematicamente condannarono le banche che dovettero pagare anche dei risarcimenti, oltre alla concessione del mutuo.
      La continuazione ora la conoscete: Stati Uniti in banca rotta e l’avvocato Obama Barak presidente.

      Renzo Riva
      Buja- Ud

    15. Edoardo scrive:

      Mah, che dire Renzo: tutti osannano Obama quasi come un messia già da prima delle elezioni.
      Auguro ogni bene al neo presidente ma non gli si prospettano giorni semplici a convincere gli americani a cambiare le lora abitudini (vedi la assurda moda dei SUV per chi abita in città) Guarda per il mercato dell’auto: vii diamo i soldi se ci date macchine pulite!
      Per carità sarebbe bello se in Usa dimezzassero i consumi di carburanti il doppio di quelli dell’Europa…

    16. Renzo Riva scrive:

      Inviato al “Messagero Veneto” di Udine

      NUCLEARE

      Ricordo al lettore, di cui alla lettera “Dal referendum un esito chiaro” del
      giorno 3 c.m., che sciorina i risultati dei referendum, e qualora lo desideri,
      che egli potrà promuovere un referendum abrogativo per il nucleare prossimo venturo.

      La sera del 27 Febbraio scorso, Bruno Vespa alla trasmissione Rai
      “Porta a Porta” discuteva del ritorno al nucleare con l’On.le Casini, il
      Ministro Scajola e l’autorità per l’energia e il gas ing. Ortis.
      Nell’occasione ricordò quello che successe nel 1987 durante la campagna
      antinucleare; disse che fu l’unico referendum nella storia della Repubblica
      dove la Rai impedì un vero e proprio dibattito. Vespa, i giorni successivi al
      referendum fece uno speciale che parlava appunto dei risultati; dette la parola ad un ingegnere dell’ Enel, di cui non citò il nome, che spiegò tutte le vergognose bugie dette i mesi precedenti ed in studio qualcuno obiettò:
      “Perché queste cose non l’avete dette prima?” E l’ingegnere: “Non ci è stato possibile”.
      Gli ambientalisti più ottusi affermano che la lobby nucleare è potentissima.
      Non è, forse, che la lobby del gas e petrolio è molto più potente di quella del nucleare?

      Al tempo del referendum votai tre volte NO e feci una dura considerazione
      durante un’assemblea del PSI a Majano dicendo: “Compagni, non capite che stiamo esportando le nostre contraddizioni all’estero?” Al che, a tanti che non comprendevano e chiesero di spiegarmi meglio, dissi: “Voler chiudere al nucleare in Italia e continuare ad acquistare l’energia prodotta col nucleare dai paesi contermini, per la maggior parte dalla Francia - il 18% del fabbisogno elettrico del tempo -, è o non è una contraddizione insanabile?”

      Ricordo che gli esiti di un referendum possono essere rimessi in discussione dopo 5 anni e pertanto il parlamento può, se lo ritiene, d’introdurre dalla porta ciò che era stato scaraventato dalla finestra. Non paia strano ma in questo Paese si andò oltre il dettato referendario.

      L’Italia, unico Paese al Mondo - nemmeno l’Urss in Ucraina, dopo Cernobyl, chiuse le centrali nucleari da poco entrate in funzione e la riconversione per quella di Montalto di Castro, in fase di costruzione avanzata.

      Questa decisione pusillanime del mondo politico d’allora ci costò, e continua tutt’oggi a costarci, Lire 200.000 miliardi e l’effetto indotto sull’economia altre Lire 300.000 miliardi negli ultimi 20 anni.

      Però è ancora più strano che invece i referendum sulla responsabilità civile dei magistrati - disatteso-, sul finanziamento pubblico ai partiti e
      sull’abolizione del ministero dell’agricoltura siano stati vanificati da
      provvedimenti sostitutivi che praticamente li disattendevano.

      Per ultimo si sottolinea che l’importazione di energia prodotta con il
      nucleare, attualmente il 13% del fabbisogno elettrico nazionale, calmiera il
      prezzo del kwh nel mercato italiano che altrimenti sarebbe più caro.

      Renzo Riva
      Comitato Italiano
      Rilancio Nucleare - Fvg

    17. Edoardo scrive:

      Parole sante, Renzo.

      Tra l’altro al referndum del 1987 (il referndum, come da art. 75 della costituizione può solo abrogare o confermare una legge ma non interferire sulla ratifica di trattati - quelli del 1950 ed altro) - ci fu un’astensione del 35% e il 3% furono schede bianche: quindi il famoso 80% contro il nucleare 20% a favore è molto discutibile. Rifancendo i calcoli, pubblicati anche su questo forum la differenze si darebbe ridotta 49% contrari 45% favorevoli.

      Quello che sta facendo oggi l’attuale governo si poteva già fare nel 1992 rispettando la moratoria del dicembre 1987 che imponeva la costruzione di nuove centrali nucleari (e a carbone) ma non diceva affatto di smantellare gli impianti funzionanti o quelli quasi conclusi (vedi Montalto di Castro)

      Cmq quello che è stato è stato. Quello che sta facendo

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