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Russia - malfunzionamento ad un reattore nucleare

5 Giugno 2007 di Amministratore

Sul quotidiano “La Repubblica” di oggi c’è un articolo in cui è riportata la notizia che ieri 4 giugno un reattore della centrale nucleare di Leningradskaya in Russia è stato fermato a seguito di un malfunzionamento.

Il malfunzionamento ha fatto entrare in funzione il sistema automatico di sicurezza ed uno dei quattro reattori è stato spento. Gli altri tre reattori sono rimasti in funzione.
Non ci sono state perdite radioattive.

La centrale nucleare di Leningradskaya si trova a circa 80 km da San Pietroburgo ed ha una capacità produttiva di 2.200 megawatt.



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  • 27 Commenti a “ Russia - malfunzionamento ad un reattore nucleare”

    1. Enrico B. scrive:

      Malfunzionamento può voler dire di tutto, potrebbe anche significare esplosione del gruppo turbina.
      Ovvio che si strumentalizzi il fatto come quella famosa esplosione in giappone, quando un tubo di vapore del gruppo turbina si ruppe uccidendo 3 persone: cosa che per ovvi motivi tecnici non c’entrava NULLA col reattore nucleare.

      Inoltre: se non è successo niente, perchè riportare la notizia? Quanti malfunzionamenti avvengono nel mondo ogni giorno?

    2. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Enrico,
      si cerca di riportare le notizie attinenti al nucleare.
      hai comunque ragione nell’ affermare che la notizia è un po’ generica visto che si parla di un imprecisato malfunzionamento. Ma ulteriori precisazioni non sono reperibili (almeno per il momento).

    3. Marco Calviani scrive:

      Sembra ci sia stato un problema al circuito di raffreddamento del reattore.

      http://www.bellona.org/articles/laes_stoppage

      M

    4. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Marco grazie per la segnalazione!

    5. Enrico B. scrive:

      Inoltre: se non è successo niente, perchè riportare la notizia? Quanti malfunzionamenti avvengono nel mondo ogni giorno?

      Ovviamente mi riferivo a La Repubblica, non all’amministrazione!

    6. Edoardo scrive:

      Allora c’e’ chi descrive come un incidente legato al nucleare anche quello del 1999 a Tokaimura ove un operaio, per sbaglio gettò una quantità maggiore di uranio in una vasca piena di acido.

    7. Marco Calviani scrive:

      Scusa Edoardo, quindi secondo te l’incidente di Tokai-Mura cosa e’ stato? Lo “sbaglio” ha portato ad una situazione di criticita’ continuata per circa 20 ore con due addetti che hanno perso la vita (hanno ricevuto una dose equivalente di 17 e 8 Sv)….

      m

    8. Edoardo scrive:

      E’ stato un errore umano, una distrazione che poteva benissimo accadere (in altri termini e/o condizioni) in una centrale a carbone, a gas e petrolio…Non certo però imputabile all’impianto ed in particolare alla tecnologia nucleare. Per citare un esempio famoso, fritto e rifritto, il Vajont: lì addirittura alcuni sapevano dello sgertolarsi del monte Toc a causa dei lavori per la diga eppure è successo quello che è successo (2000 morti)…Ma nessuno in Italia ha fatto un referendum contro le centrali idroelettriche!

    9. Massimo Gambino scrive:

      Caro Edoardo,
      anche l’incidente di Chernobyl è stato causato da un errore umano, anzi da una lunga serie di incredibili ed improbabili errori umani. Ma accadde, e si portò via molte vite umane e con esse andò in crisi la fiducia dell’umanità nei confronti della tecnologia nucleare.
      Ritengo quindi giusto porre tutta l’attenzione possibile ad ogni notizia che riguardi il nucleare, nel bene ma anche nel male.
      Ed è più che giusto contare i morti, tutti i morti, che abbiano qualche attinenza con le centrali nucleari o con la radioattività perché NOI ABBIAMO UNA MISSIONE!
      Noi dobbiamo promuovere, prima della tecnologia, la sua sicurezza.
      E dobbiamo fare tutto il possibile affinché anche un eventuale suicida non possa compiere il suo gesto insano trattando materiali di matura nucleare perché anche il trattamento di tali materiali deve essere stato “progettato” con garanzie di essere INTRINSECAMENTE SICURO.

      La tecnologia nucleare è la prima (ed al momento unica) tecnologia che, fra i suoi più stringenti requisiti, annovera quello della SICUREZZA INTRINSECA.
      Ed è giusto sia così.

    10. Pietruccio scrive:

      Per Massimo

      Scusa ma non ho capito il senso del tuo intervento. Dici:
      “anche l’incidente di Chernobyl è stato causato da un errore umano, anzi da una lunga serie di incredibili ed improbabili errori umani. Ma accadde, e si portò via molte vite umane e con esse andò in crisi la fiducia dell’umanità nei confronti della tecnologia nucleare”
      Ma io ti faccio un esempio: qualche anno fa era stata data la notizia che un pilota arabo (mi sembra marocchino), di un piccolo aereo per trasporto di persone, si fosse ucciso per amore lanciandosi in picchiata sul suolo, con tutto il carico di persone annesso. Vero o no che sia (dei giornalisiti non è che mi fido molto) il fatto è che la notizia è stata data. Ma (terrorismo a parte) non mi sembra di vedere molta gente preoccupata che, ad esempio, un grosso aereo si lanci per amore o per indigestione o per qualche altra follia dei piloti, su una città facendo disastri. Nessuno pensa di chiedere l’abolizione dell’aviazione. Perchè ? Perchè, a volte, finchè i media non ci mettono lo zampino, la gente ragiona.

      Il problema sulla questione dell’utilizzo dell’energia atomica in Italia è quello di dare un’informazione corretta a chi non ha certo il tempo di occuparsi in dettaglio della cosa.

      Chernobyl è stato usato proprio per distorcere l’informazine con tecniche tipiche della pubblicità , che fanno leva sulle emozioni e che tengono ben distanti la cultura scientifica e, in generale, la razionalità (che ha sempre scarso effetto nel “convincere” qualcuno di qualcosa). Il sito (http://inmotion.magnumphotos.com/essays/chernobyl.aspx) bellissimo e toccante, citato in uno degli interventi di qualche settimana fa (14 maggio) è un caso tipico. Una lettura emotivia ti lascia atterrito!

      Vediamo però cosa succede se allarghiamo lo sguardo ragionandoci un pò su.

      Intanto chi ci garantisce che quello che si vede lì sia stato causato dall’incidente in oggetto?

      Poi vorrei citare l’articolo del 5.6.2007 sulla Repubblica a proposito dell’inquinamento dove si dice che
      >
      >
      Avranno scritto bene ??? 20% della mortalità ????? !!!! Con 600 mila decessi circa stiamo parlando di 120 mila persone all’anno.

      Altri dati: a me risulta che da queste parti i tumori incidono sulla mortalità per circa un terzo! E sono molti di più quelli che si ammalano di questa malattia. 15 mila persone circa muoiono all’anno per incidenti stradali, 10 mila per le sigarette e qualche migliaio per gli incidenti sul lavoro
      ecc….

      Ma gli Italiani di cosa hanno paura ? Dell’energia nucleare!
      Come se sul Titanic uno si fosse preoccupato che il ghiaccio nel whisky gli potesse far venire una congestione.

    11. Pietruccio scrive:

      La mail di prima non ha preso i dati tratti dall’articolo.
      Lo rimando.

      Poi vorrei citare l’articolo del 5.6.2007 sulla Repubblica a proposito dell’inquinamento dove si dice che
      … un decesso su cinque nel nostro Paese è dovuto all’ambiente, allo smog in primo luogo. Questo l’allarme lanciato da Roberto Bertollini, direttore del programma “Salute e ambiente” dell’Organizzazione mondiale della sanità , in coincidenza con la Giornata mondiale dell’Ambiente. “In Italia il 20% della mortalità è riconducibile a cause ambientali prevenibili”……
      ….. Per il Cnr, lo smog uccide in media 8.220 persone l’anno nelle 13 maggiori città italiane, il che equivale al 9% della mortalità per gli over 30, incidenti stradali a parte…… che aumentano a dismisura se si aggiungono i moltissimi centri urbani di minori dimensioni ma con un forte inquinamento da traffico, e quelli ancora più piccoli ma ubicati in aree inquinate, come la Pianura Padana.

    12. Pietruccio scrive:

      In conclusione voglio dire che non credo che servano reattori molto più sicuri di quelli che già stanno costruendo (beati loro) per esempio in Finlandia. Il problema è far sapere alla gente che può stare tranquilla.

    13. Massimo Gambino scrive:

      Pietruccio,
      quando il reattore 4 di Chernobyl saltò, nel lontano aprile 1986, lavoravo all’ENEA di Bologna presso l’unità di ricerca e sviluppo “reattori veloci”.
      Ricordo molto bene i particolari di tutti gli eventi successivi ed in particolare ricordo la (per me) vergognosa campagna mediatica contro il nucleare che si scatenò in preparazione del referendum.
      - tutta la classe politica ebbe una paura fottuta e, nel migliore dei casi, si astenne dal prendere una posizione;
      - la televisione trattò l’argomento a modo suo (come sempre in modo alquanto becero) contrapponendo, ad esempio, un fisico di fama mondiale come Edoardo Amaldi ad un professorino di fisica quale Gianni Mattioli (che, al di là della sua competenza che non fu mai possibile verificare, utilizzò certamente Chernobyl per la sua carriera politica).

      Ma il ricordo più impressionante ed indelebile fu questo: un’istituto di sondaggi illustrò la mappa delle “classi” di italiani più avversi al nucleare. Al primo posto c’era il seguente tipo: donna, istruzione modesta, abitante al centro sud, età media, figli.
      Perché? Facile!
      In media questo tipo di persone non partecipano attivamente alla vita politica, non ne capiscono i sofismi, votano su indicazione del parroco o del marito o del papà … ma sono (o erano) attentissime alla salvaguardia della famiglia e dei figli.
      Se cade un aereo nelle Filippine…
      se si contano 6000 morti all’anno per incidenti stradali…
      se i morti per fumo sono 15.000…
      se aumentano drasticamente le malattie cardiache…
      tutto questo interessa poco; non c’è alcun pericolo diretto ed immediato per i propri marmocchi.

      MA SE LO STATO (LO STATO!!!) MI IMPONE DI NON CONSUMARE LATTE IN QUANTO POTENZIALMENTE PERICOLOSO PER LA SALUTE (DEI BAMBINI IN PARTICOLARE) E DI EVITARE L’USO DI VERDURE A FOGLIA LARGA…… ebbene, in questo caso una mamma sente prorompente un obbligo ancestrale alla difesa della sua prole.

      Per quelli che nel 1986 non erano ancora nati o non erano abbastanza grandi, ricordo che il nucleare in Italia fu affossato proprio dalla scelta, tutta politica, di impedire a tutta la popolazione il consumo di latte e di verdura.
      Questo è quello che accadde.

      Questo è quello che accade ancora oggi!!! Vivo in Trentino dove negli anni passati abbiamo assistito ad un movimento di volontariato molto attivo nell’ospitalità estiva di giovani ragazzi provenienti dalla Bielorussia.
      Ne ho conosciuti alcuni: magri, emaciati, pallidi, più piccoli dei nostri, sicuramente molto meno GRASSI.
      GUARDANDOLI TI VIENE DA PENSARE: “VENGONO DA CHERNOBYL (o zone limitrofe) E QUINDI SONO MALATI O SI AMMALERANNO DI TUMORE ALLA TIROIDE, O ALLE OSSA, O AL SANGUE, poverini”.

      Ma non è così… non è affatto così. Questi bambini sono pallidi, magri ed emaciati perché sono POVERI, perché appartengono alle comunità più emarginate del POSTCOMUNISMO SOVIETICO.
      Il loro pallore non dipende dalle radiazioni nucleari (CHE NON POSSONO AVER ASSORBITO) bensì dalla carenza di proteine e di vitamine.

      In conclusione, e mi scuso per aver ondeggiato paurosamente fra argomenti diversi:
      quando pensiamo al futuro energetico del nostro paese, così paurosamente incerto, non dobbiamo pensare a Rubbia e al “pecoraro”. Prima o poi passeranno.
      Il nostro interlocutore vero sarà la signora Carmela, 40 anni, abitante in Calabria, operaia, 3^ media, madre di due ragazzi in età scolare.
      A lei, alla sua vita, ai suoi figli dovremo rivolgere TUTTA la nostra attenzione. A questa signora Carmela dovremo garantire sopra ogni cosa la SICUREZZA “senza se e senza ma”.

      Solo così potremo salvare il nostro futuro.
      Ciao

    14. Pietruccio scrive:

      Vedo che la pensiamo nello stesso modo.
      Stando a quel che mi dici siamo arrivati anche ad un passo dal lavorare insieme: io allora mi ero appena laureato, avevo passato il concorso al’ENEA, e avevo chiesto proprio Bologna, sui reattori veloci. Poi la vita mi ha portato altrove e adesso vivo in Trentino ( a Riva).

    15. Pietruccio scrive:

      Approposito: mi sono sempre chiesto chi fosse quell’essere lugubre (il dott. Metalli) che l’ENEA inviava in TV come esperto (????) a terrorizzare le massaie con atteggiamenti che più ambigui non si può. Lo conoscevi ?

    16. Massimo Gambino scrive:

      No, non ho conosciuto Metalli. Credo lavorasse alla Casaccia (Roma). Radioprotezione.
      Lo ricordo anch’io.
      E, da tecnico onesto, rispondeva correttamente alle domande che gli facevano.
      Il problema erano le domande che gli facevano, e le unità di misura che venivano utilizzate (famosissimi i nanoCurie!!!) ed i relativi ordini di grandezza.

      La gente non ci capiva rigorosamente un piffero ma si spaventava molto quando il tecnico affermava che il tal livello era aumentato di 1.000 volte da 10-12 a 10-9….

      Perbacco!!! Ci siamo sfiorati più volte giacché dal 1987, quando ho capito che all’ENEA sarei morto, anch’io ho deciso di optare per il Trentino (Trento)!

    17. Pietruccio scrive:

      Qui in trentino, con tutti gli ambientalisti che ci sono (anche nella margherita), se vengono a sapere che si annidano così tanti ingegneri nucleari, prima della fine dell’anno ci troviamo con metà popolazione: tutti morti per infarto dal tetrrore!

    18. Edoardo scrive:

      Per Massimo:
      più che errore umano io lo chiamerei la delinquenziale volontà di tentare un esperimento assurdo per ordine di burocrati che niente sapevano di nucleare(il direttore dell’impianto proveniva da una centrale termoelettrica convenzionale messo lì per meriti di partito)
      Hai perfettamente ragione quando porti l’esempio della casalinga: la cosa strana è che in Italia c’e’ tanta avversione per il nucleare, i termovalorizzatori, ecc. e poi si legge che più di un terzo degli italiani crede ciecamente ai maghi ed alle cartomanti, facendosi spennare e raggirare come polli! Mah, il mondo va alla rovescia!

    19. Massimo Gambino scrive:

      Grande Pietruccio!
      Si, il Trentino è ricchissimo di ambientalisti.
      Gli ingegneri nucleari, invece, sono pochissimi e, come nel mio caso, resi totalmente inoffensivi da anni ed anni di “angherie morali” e di “compassionevoli sberleffi”. E chi è nelle mie condizioni sa perfettamente di cosa io stia parlando.

      Edoardo
      per me l’incidente di Chernobyl fu materia di studio.
      Non mi interessa affatto sapere o ipotizzare gli scopi (probabilmente bellici) che i Russi si erano prefissati costruendo quel tipo di centrale e gestendolo in quel modo.
      Purtroppo non ricordo più né il tipo né la concatenazione degli eventi che portarono la centrale al collasso e non riesco più a trovare la rivista “Energia Nucleare” (edita dall’ENEA) che in quel periodo presentò un numero monografico dedicato alla descrizione scientifica dell’incidente….
      Ricordo però chiaramente che gli errori umani, determinati prevalentemente dalla erronea valutazione dei dati dei due operatori che quella sera erano in sala controllo, furono addirittura 6!!! Se uno soltanto dei 6 errori non fosse stato commesso (uno soltanto!!!) l’incidente non avrebbe avuto le conseguenze che conosciamo.
      Solo dal riconoscimento e dal superamento di tali errori potremo progredire anche in “immagine”.
      Il reattore non era “comunista”; era insicuro!

      Oggi abbiamo un problema diffuso: L’AMBIENTALISMO IDEOLOGICO, SENZA SE E SENZA MA, INTEGRALISTA.
      Si tratta di un fenomeno prevalentemente giovanile (ma non solo) e prevalentemente occidentale. Nasce dal benessere e sembra contrario al benessere. E’ inesistente nei paesi poveri, in quelli retti da oligarchie religiose o da dittature.

      Negli ultimi 50 anni l’aspettativa di vita dei popoli occidentali è cresciuta enormemente (+ di 25 anni). Questo è forse l’unico effetto realmente misurabile del progresso.
      Eppure i movimenti ambientalisti puntano decisamente il dito contro il progresso che causa un “drammatico” aumento dei tumori.
      Ma non ho mai letto alcuna statistica che metta in relazione l’aumento dell’incidenza del cancro proprio all’aumento della vita media!

    20. Edoardo scrive:

      Concordo con te su tutto Massimo.
      Riguardo a Chernobyl penso questo: una delle norme di sicurezza fondamentali nella gestione di un reattore(come sai meglio di me) è quella di lasciare inserite nel nocciolo un determinato numero di barre di controllo (mi sembre 30) che garantiscano sempre un certo spazio di intervento nella reazione in caso di problemi… Perchè allora quei signori, durante quel maledetto test, le tolsero tutte?
      Francamente per me od erano degli ignoranti o dei folli.

      Saluti.

    21. Massimo Gambino scrive:

      Edoardo,
      fu possibile dare una risposta precisa anche a questa tua più che legittima domanda.
      Sono troppo arrugginito per tentare una spiegazione tecnica che credo, peraltro, non interessi.

      Da quel che ricordo i tecnici non erano né ignoranti né folli.
      Commisero degli errori incredibili semplicemente perché si trovarono a governare una “bestia” che, per vari motivi, assunse, ad un certo punto, una configurazione assolutamente imprevedibile ed imprevista.
      E non erano preparati a questo. Né erano preparati a resistere ad un ORDINE POLITICO che imponeva l’immediata riaccensione di un reattore nucleare che, viceversa, era in avanzato stato di spegnimento!!!

      Ma dall’incidente abbiamo tratto un insegnamento fondamentale.
      Un reattore può e deve essere progettato in modo intrinsecamente sicuro.
      Anche la situazione più improbabile, anche un eventuale atto doloso o un attentato terroristico, persino la rimozione totale delle barre di controllo deve poter evolvere verso una dinamica di spegnimento della reazione a catena.
      Anche nel 1986 tutti noi sapevamo che la sicurezza intrinseca era assolutamente realizzabile in tutti i tipi di impianto, anche nei LMFBR!
      E sapevamo perfettamente che i reattori RBMK, progettati negli anni ‘60 non erano affatto sicuri!
      Da allora sono stati fatti importanti progressi sia nelle nuove progettazioni che negli impianti in esercizio. Dappertutto tranne che, purtroppo, in Italia.

      ==============
      VISTO CHE PARLIAMO DI CHERNOBYL, ADESSO VORREI GIOCARE CON QUALCHE NUMERO.

      Ho chiesto recentemente alle mie figlie (24 e 20 anni): secondo voi, quante morti causò l’incidente di Chernobyl?
      Ho proposto le seguenti risposte (1.000; 10.000; 100.000).

      Risposta più che scontata: sicuramente più di 100.000!!!
      Devo confessare una cosa: anch’io avrei dato la stessa risposta.

      Poi ho cominciato a cercare la risposta esatta… che ovviamente non esiste!!! Ma ecco alcuni dati rilevati sulla rete.

      Conseguenze nulle (meglio dire statisticamente non rilevabili) al di fuori della Bielorussia e dell’Ucraina.
      In particolare in Italia la dose di radiazioni pro-capite ricevuta è stata misurata statisticamente ed è risultata essere equivalente a quella assorbita a seguito di una radiografia (ma con una pericolosità molto minore in quanto una radiografia agisce in pochi decimi di secondo mentre la radiozione indotta dall’incidente è stata diluita in più di una settimana di esposizione). Non ci sono stati incrementi di nessun tipo di tumore a livello statistico, (Fonte Oms).

      Addetti alla sala controllo del reattore: molti sono sanissimi ancora oggi.
      31 morirono entro il primo anno
      9 negli anni successivi.

      In Ucraina, sul lungo periodo ci sono stati 900 casi di tumore alla tiroide nei bambini, di cui circa 100 mortali, a causa dello iodio 131.
      Il tumore alla tiroide è facilmente prevenibile (sia nei bambini che negli adulti) attraverso adeguate campagne di profilassi.

      SEGUONO ADESSO ALCUNI BRANI DI UN ARTICOLO DI WIKIPEDIA:

      Il bilancio fornito dal Chernobyl Forum per le vittime sia a corto sia a lungo termine si riassume dunque in: 2 lavoratori morti immediatamente per le esplosioni iniziali; 28 morti nei mesi successivi dei 237 gravemente irradiati fra i 400-1000 lavoratori e pompieri che accorsero a spegnere l’incendio; 19 di questi ultimi che morirono negli anni fra il 1987 e il 2005; 9 morti fra i 4000 casi di tumore alla tiroide.

      UN PRIMO TOTALE DI 58 MORTI ACCERTATI RELATIVAMENTE AGLI OPERATORI DELLA CENTRALE.


      È stato riscontrato che circa 4000 individui hanno sviluppato tumori alla tiroide direttamente attribuibili all’accumulo di iodio 131 radioattivo all’interno dell’organo. La fascia di popolazione più colpita fu la più giovane (0-14 anni), per la maggiore assunzione quotidiana dello iodio, soprattutto attraverso il consumo di latte dove lo iodio 131 era presente. Fortunatamente le probabilità di guarigione da questo tipo di tumori è molto alta (fino al 99% per i casi legati a Chernobyl, il 90% nei paesi occidentali) e di conseguenza le vittime sono state relativamente poche, 15 secondo il rapporto dell’OMS. Gli altri guarirono, anche se ovviamente sono ancora tenuti sotto controllo.

      Negli anni successivi all’incidente sia le istituzioni sovietiche, sia molte organizzazioni internazionali (tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ) hanno condotto un’azione di sorveglianza sanitaria sulla popolazione, 5-6 milioni di persone della regione a lungo raggio intorno Chernobyl irradiate da piccole dosi di radiazioni. L’andamento epidemiologico, cioè statistico, di decessi dovuti a tumori e leucemie non ha mostrato variazioni di rilievo in confronto alla situazione precedente il disastro. Non è stato cioè possibile registrare aumenti vistosi, variazioni chiaramente distinguibili da fluttuazioni casuali, dei decessi dovuti a queste patologie rispetto alla media considerata “normale” di incidenza, che è di circa il 25% di decessi nella popolazione umana.

      Tuttavia, studi di Agenzie specializzate dell’ONU e le conclusioni del Chernobyl Forum arrivano a stimare in 9000 decessi aggiuntivi per tumori e leucemie sull’arco degli 80 anni successivi al disastro, da sommarsi al 25% di quei 6 milioni della popolazione presa in esame, cioè 1,5 milioni di persone che comunque morirà per malattie oncologiche per cause non legate all’incidente. Le 9000 vittime presunte rappresentano solo lo 0,6% del totale, percentuale troppo piccola su un arco di 80 anni per essere chiaramente osservabile, distinguibile statisticamente rispetto a fluttuazioni casuali.

      ED ECCO LA MIA PROVOCAZIONE
      Studi statistici calcolano dunque in 9.000 il numero di morti attribuibili all’incidente nel periodo 1986-2066.
      Ma proprio a causa dell’incidente tutta la popolazione esposta viene controllata con maggiore attenzione rispetto ad una situazione standard di prevenzione.
      Chissà se un laureando in Statistica riuscirà a calcolare il numero di vite salvate proprio in relazione a questa campagna di prevenzione?

      E se tale numero fosse superiore a 9000???

    22. daniele scrive:

      invece di spendere 6miliardi di euro, per costruire l’accelleratore pensassero a ripulire da le scorie radiattive ed eliminare i rifiuti in modo intelligente, questi scienziati, e scoprire come risolvere la fame e le malattie, non dire che l’acceleratore può risolvere questo…..e come dire fumarsi una sigaretta e ti passa la bronchite…..scusatemi, per questo commento, ma per me non e questa la strada per conquistare le scoperte e trovare soluzioni per il domani, secondo me e stata una riunione spendacciosa.

    23. Renzo Riva scrive:

      Daniele,
      per te non c’è purtroppo nessuna strada per farti rinsavire.

      A Massimo ricordo che sulle strade italiane muoino ogni anno circa 7.000 persone.

      Negli ultimi vent’anni sulle strade italiane si sono prodotti:

      Morti 150.000;

      Feriti con menomazioni permanenti 250.000.

      Io è da anni che provocatoriamente chiedo di chiudere tutte le strade italiane alla circolazione di umani motorizzati o meccanizzati.

      Direste che sono un pazzo?

      Siccome mi hanno rilasciato da tanti anni un permesso per detenzione d’armi presumo di no.
      Forse che sia pazzo il dottore che mi ha rilasciato la documentazione comprovante il mio profilo psico-fisico?

    24. Massimo Gambino scrive:

      Renzo.
      Quello degli incidenti automobilistici e delle morti sulle strade è uno degli argomenti che utilizzo più spesso quando mi parlano della sicurezza degli impianti nucleari.

      Mi chiedo come sia finito qui sotto il commento di Daniele (11-9-2008) che fa seguito ad un mio post del 13-6-2007.

      A Daniele rispondo con una battuta.

      Supponiamo che io sia ricco e tu povero
      Supponiamo poi che io smetta di diventare ricco per aiutare te povero ad essere meno povero.
      Succederebbe che, alla fine, saremmo poveri tutti e due.
      Se invece io continuassi ad arricchirmi (in maniera lecita ovviamente) è molto probabile che, in una nazione ben strutturata e libera, anche tu, prima o poi, possa beneficiare delle ricadute della mia ricchezza.

    25. Edoardo scrive:

      invece di spendere 6miliardi di euro, per costruire l’accelleratore pensassero a ripulire da le scorie radiattive ed eliminare i rifiuti in modo intelligente, questi scienziati, e scoprire come risolvere la fame e le malattie, non dire che l’acceleratore può risolvere questo…..e come dire fumarsi una sigaretta e ti passa la bronchite….

      Bravo, belle fesserie!… ti ricordo che garzie ad esperimenti sulla fisica ( e quello del CERN è importatissimo) la diagnostica e/o cura oncologica (per esempio) ha fatto passi da gigante. Se ad oggi ci sono RMN TAC e sopratutto la PET si deve proprio allo studio delle particelle e della composizione della massa (da non confondere con materia); la scoperta degli adroni ha permesso di avere una radioterapia molto più efficace al posto dei raggi X: con gli adroni, infatti, la neoplasia viene distrutta senza ledere i tessuti vicini.
      Quello medico è solo un esempio; in tanti altri campi le scoperte della fisica (e da 15 anni a questa parte se ne sono avute tantissime, come afferma Zichichi) hanno portato vantaggi per tutti.
      Prima dell’LHC lo sai quanti sprechi sono da eliminare? Se vogliamo fare la retorica da bar, cominciamo a pagare meno i calciatori o attorucoli vari: preferisco dare 1000 euro al CERN che 5 centesimi a Totti o Fiorello.

    26. Pietruccio scrive:

      x Edoardo

      “…preferisco dare 1000 euro al CERN che 5 centesimi a Totti o Fiorello.”

      Bravo. Perfettamente daccordo!

    27. Renzo Riva scrive:

      x Edoardo

      “…preferisco dare 1000 euro al CERN che 5 centesimi a Totti o Fiorello.”

      Mi associo e sottoscrivo.
      Confesso però che qualche soldo l’ho dato piuttosto a qualche “graziosa”.
      Soldi ben spesi.

      Mandi

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