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Il rilancio del Made in Italy “nucleare” passa per l’ Enel?

12 Maggio 2006 di Amministratore

Su “II Sole 24 Ore” di oggi c’√ɬ® un articolo di Giuseppe Oddo che fa il punto sulla possibilit√É che si stia davvero creando una nuova opportunit√É per ricreare in Italia quella parte di conoscenze e management nel settore nucleare andate in parte dispersi dopo che le centrali nucleari italiane sono state chiuse.

La nuova riscoperta della vocazione nucleare italiana ha alla base un’operazione compiuta dall’ Enel: l’ acquisizione del 66% di Slovenske Elektrarne che dispone di sei reattori nucleari ed √ɬ® prevista la realizzazione di altri due reattori nucleari. L’ Enel ha assunto infatti l’ impegno di completare la terza e la quarta unit√É di generazione della centrale di Mochovce.
E si sta profilando l’ ipotesi che in questa operazione possa partecipare un consorzio di aziende in buona parte italiane specializzate nel settore dell’ ingegneria, del montaggio e della componentistica. Tra le imprese che potrebbero far parte del consorzio, circola insistentemente il nome dell’ Ansaldo.

Per la costruzione del reattore invece ci sono pi√ɬĻ possibilit√É : l’ americana Westinghouse, la francese Edf o le aziende russe.
Le centrali slovacche sono di concezione russa (ed √ɬ® proprio dalla Russia che arriva ancora oggi l’ uranio arricchito): la componentistica meccanica √ɬ® stata progettata dalla Russia e quindi poi realizzate da aziende ceche e slovacche (come per esmpio la Skoda).
Tuttavia, sebbene progettata secondo schemi russi, dopo il disastro di Chernobyl la centrale di Mochovce fu dotata di misure di sicurezza addizionali di provenienza occidentale: strumentazione e sistemi di controllo sono della Framatome e della Siemens.

E tutto questo potrebbe essere soltanto il primo passo di Enel: infatti ci potrebbero essere ancora altre occasioni e opportunità di investimento per acquisire altre centrali atomiche in Europa centro-orientale (in particolare in Ungheria, Romania e Bulgaria).



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