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L’ ENEL punta sul nucleare in Repubblica Slovacca

27 Febbraio 2007 di Amministratore

Nei giorni scorsi è stato siglato a Bratislava un accordo tra Fulvio Conti (amministratore delegato dell’ ENEL) e Robert Fico (premier della Repubblica Slovacca) con cui si prevede la costruzione da parte dell’ Enel di due nuovi reattori da 440 MW ciascuno (reattori 3 e 4) nella centrale nucleare presso Mochovce (cittadina non lontana da Bratislava), centrale appartenente alla Slovenske Elektrarne (primo operatore slovacco e secondo dell’ Europa centrale).

Si ricorda che il 66% della Slovenske Elektrarne da aprile 2006 appartiene all’ ENEL.
E subito dopo l’ acquisto di questa quota della Slovenske Elektrarne , l’ ENEL aveva fatto sapere che avrebbe messo a punto uno studio di fattibilità per la realizzazione di una centrale nucleare da 880 megawatt entro aprile 2007. Con la costruzione dei nuovi reattori si avrà il raddoppio della potenza delle centrale nucleare di Mochovce.

Il prossimo passo sarà l’ indizione di una gara per selezionare il general contractor e poi quindi si avrà l’ effetivo inizio dei lavori. L’entrata in funzione dei nuovi reattori è prevista per il 2013.
La centrale di Mochovce, come tutte le centrali slovacche, sono di costruzione russa e per l’ accesso nell’ Unione Europea la Slovacchia ha aderito al piano che prevede la dismissione dei reattori non ammodernabili. E i due nuovi reattori che si andranno a realizzare a Mochovce andranno in altre parole a sostituire due reattori di più o meno pari potenza presenti presso la centrale nucleare di Bohunice e che saranno fermati entro fine 2008 (il primo dei due è stato già fermato a fine 2006).

Questa scelta è stata comunque già criticata da Greenpeace per diversi motivi:
- lo studio di fattibilità del progetto di completamento della centrale di Mochovce (previsto per aprile 2007) non è stato ancora completato
- i reattori che l’ ENEL ha intenzione di realizzare sono simili ai due reattori già presenti nella centrale, ovvero sono reattori di tipo VVER-440/213 ritenuti non il massimo in affidabilità e già vecchi (sono reattori ad acqua pressurizzata sviluppati in Unione Sovietica)
- i costi che l’ ENEL andrà a sostenere per questa operazione sono ingenti e saranno in parte contenuti solo grazie agli aiuti (diretti o indiretti) provenienti dallo stato slovacco.

Per approfondire la posizione di Greenpeace in merito a questa operazione, si possono leggere alcuni articoli di Greepeace stessa:
- l’ ENEL in Slovacchia investe nel nucleare sovietico
- l’ ENEL e il nucleare preistorico in Slovacchia
- la scheda sui reattori sovietici VVER



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  • 2 Commenti a “ L’ ENEL punta sul nucleare in Repubblica Slovacca”

    1. a scrive:

      ma se abbiamo cosi tanti soldi per questa operazione del progetto di centrali nucleari… (soldi guadagnati sicuramente dalla produzione di energia da nostre centrali altrimenti non si spiega da dove saltino fuori questi sodi) perche’ non abbassiamo le spese”luce”? in fin dei conti l’enel=stato…stato=noi

      ma che stupido che sono…scusate… siamo in italia!!!!!!!

    2. Edoardo scrive:

      Le bollette si abbasserebbero anche se l’Enel cominciasse a costruire centrali nucleari in Italia oltre che all’estero. E poi dicono che DA NOI non ci sono più competenze.
      Molti dei soldi che l’Enel guadagna, oltre che da speculazioni e da privatizzazioni “in maschera” (ricordi quella, enorme, del 1999?) derivano anche dal fatto che, visto che in Italia per generare elettricità , si continua a bruciare gas e petrolio l’Enel stessa ha tutta la convenienza a costriure centrali termoelettriche o turbogas convenzionali: con l’aumento costante del prezzo del greggio e del gas nel giro di appena due anni hai già ammortizzato il costo dell’impianto il resto, poi è tutto grasso che cola” (quattrini incassati)
      Un impianto nucleare costerebbe dmolto di più ma facendolo funzionare, produrresti kw economica, dagli introiti puoi accantonare la quota per lo smaltimento delle scorie ed il decommissioning della centrale a fine vita ed useresti un combustibile molto più economico: l’Uranio. Il prezzo di quest’ultimo, negli ultimi 10 anni è quadruplicato, ma rimane sempre più a buon mercato del petrolio e del gas (questo perchè incide sul costo della Kw solo il 20% e perchè se ne usa molto meno per generare la stessa energia che si genera con quantità spaventose di greggio e gas).
      La cara Enel sguazza nella dabbenaggine ambientalista che ci presenta il nucleare come l’unico veleno del mondo, quando a Gela, a Porto Marghera o soltano vicino a discariche (abusive) l’incidenza di cancro, malattie e malformazioni sono superiori al 60% della media nazionale.

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