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Viterbo - Gli scienziati per l’ Unità e il progresso dell’ Italia

11 Ottobre 2010 di Amministratore

Si segnala che sabato 16 ottobre si terrà a Viterbo un incontro dal titolo “Gli scienziati per l’ Unità e il progresso dell’ Italia”, in cui si parla anche di energia nucleare.

L’ incontro rientra nel ciclo di eventi che il “Circolo della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia” ha in programma di avviare per la diffusione della cultura scientifica (convegni, tavole rotonde, dibattiti, esposizioni e pubblicazioni), con l’ adesione di numerose Istituzioni Culturali e Scientifiche, tra le quali ricordiamo la Società Italiana per il Progresso delle Scienze (SIPS).

Parteciperanno all’ incontro, tra gli altri, anche il Prof. Giovanni Vittorio Pallottino, il Prof. Maurizio Cumo ed il Prof. Enzo Casolino.

L’ evento si terrà sabato 16 ottobre alle ore 16:30 nella nuova sede del “Circolo della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia” presso la “City Domus La Quercia” a Viterbo in viale Fiume, 122.



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  • 25 Commenti a “ Viterbo - Gli scienziati per l’ Unità e il progresso dell’ Italia”

    1. Cher scrive:

      Ho letto il resoconto della manifestazione, sono certo che il Prof Greco riporterà anche in questo thread.
      Poter stimolare una discussione al fine, allego un interessante articolo:
      La green economy è glamour ma forse è ora di occuparsi di cose più serie
      Mondo

      di Ezio Bussoletti20 Ottobre 2010

      Albert Einstein, uno dei più grandi geni del secolo scorso, ha con una caratteristica particolare che lo ha caratterizzato in maniera diversa rispetto a molti suoi colleghi: il senso dell’umorismo.
      Ormai anziano, affermato ed universalmente riconosciuto, fu intervistato da una giornalista a Princeton dove ha passato gli ultimi anni della sua lunga vita professionale.
      La ragazza, ammirata del genio che aveva davanti, gli pose varie domande e, a proposito della Teoria della Relatività, gli chiese ingenuamente come mai riuscisse ad avere così tante idee brillanti. Einstein, sornione, sorridendo sotto i suoi baffoni spioventi, rispose all’incirca così “signorina guardi che in tutta la mia vita io ho avuto una sola vera idea brillante (la teoria della relatività) ed ancora non sono riuscito a capirla completamente!”
      A questo episodio ho pensato leggendo il libro di Lomborg “l’Ambientalista Scettico, non è vero che la Terra è in pericolo”.
      Infatti, egli riprende la definizione di follia che Einstein aveva dato con la semplicità che caratterizza le grandi menti: “follia è continuare a fare le stesse cose aspettandosi dei risultati diversi”.
      Lomborg lo ricorda per stigmatizzare l’approccio ottuso che da oltre diciotto anni il mondo avanzato, ed in primis l’Unione Europea, ha adottato e continua a seguire nei confronti del problema dei cambiamenti climatici.
      Man mano che il tempo passa, i risultati scientifici si accumulano e con essi i dubbi interpretativi stanno prevalendo sulle certezze precedenti anche a dimostrazione che la Natura è molto più complessa di quanti tentino di forzarla a giustificazione delle propie idee scientifiche.
      La mitica Commissione dell’ONU, lo IPCC, mostra da tempo i propri limiti professionali derivanti da un approccio bulgaro che ha escluso nel corso degli anni ogni posizione dissenziente dal pensiero unico prevalente al suo interno.
      Peraltro non può cancellare le macchie gravi di comportamento che sono emerse negli ultimi anni e che ne minano la credibilità scientifica. Quanto al risvolto etico e di correttezza professionale che deriva da questa situazione, è meglio lasciar perdere.
      Oggi nel mondo si spendono cifre da capogiro nella cosiddetta economia verde percorrendo però sempre le stesse strade, senza visioni nuove, rifiutandosi di affrontare la realtà per quella che è e non per quella che viene definita affinché le cose tornino.
      E difatti i conti non tornano e la natura va per la sua strada.
      Nonostante queste chiare incongruenze che dovrebbero portare a riflettere, invece la burocrazia europea, non paga dello smacco di Copenhagen, rilancia proponendo un aumento dei livelli di riduzione della CO2, da 20% a 30%, che si vorrebbero vedere raggiunti nell’Unione.
      Di fatto, nonostante il gran parlare dei più, nella realtà la situazione è meno brillante e ben al di sotto delle speranze utopiche degli ottimisti ad oltranza che prevedevano l’affermazione finale della green economy, tanto affascinante a dirsi ma estremamente costosa. I suoi risultati finali non sono soddisfacenti e, soprattutto, questo approccio non è condiviso dai paesi in via di sviluppo desiderosi invece di raggiungere, in primis, livelli di produzione energetica “pesanti” e con le sorgenti primarie giuste, come hanno fatto i paesi ricchi prima di loro.
      Non a caso, in questo momento di stallo di clima se ne parla molto poco nei media, e tutti gli addetti ai lavori concordano che la prossima riunione di Cancun a dicembre non potrà in ogni modo essere risolutiva ma rappresenterà soltanto, e al più, una fase interlocutoria intermedia.
      Lomborg, applicando in positivo le conseguenze della definizione di follia di Einstein, per vederci più chiaro ed offrire un contributo alla verità senza condizionamenti, ha riunito un gruppo di studiosi che annovera anche dei premi Nobeli, in un Cenacolo, il Copenhagen Consensus, che ha scelto di affontare i problemi dell’umanità, incluso quelli climatici, non in maniera aprioristicamente ideologizzata, ma piuttosto con un approccio pragmatico individuando quali siano quelli più urgenti e quali le soluzioni più efficaci per poterli risolvere.
      Quest’approccio ha preso in considerazione anche ed in parallelo l’analisi economica, tema poco curato in genere, producendo risultati inattesi in forte contrasto con la vulgata maggioritaria.
      Eccoli: la situazione è molto meno preoccupante di quanto venisse descritta. Di conseguenza sono contestate “le certezze” propinate dai guru dello IPCC e facilmente avallate dai politici più attenti a cavalcare le mode del momento che a considerare le informazioni in maniera critica verificandone la veridicità.
      Un risultato ulteriore del gruppo di Copenhagen, che peraltro riconosce l’esistenza di problemi climatici senza però considerarli così preponderanti come spesso sono venduti, è quello che individua un legame inverso tra i primi e lo sviluppo economico: più quest’ultimo cresce, meno problemi si determinano, nonostante tutto, dalle variazioni climatiche.
      Questo fenomeno avviene grazie alla forte capacità di adattamento dell’uomo che si è andata sviluppando ed affinando nel corso dei millenni. Di più, risultato ancora più evidente ma al quale nessuno aveva prestato la dovuta attenzione sino ad ora, è la costatazione per la quale “ se sei un paese povero non hai i mezzi per affrontare le sfide; quando, invece la crescita c’è, un paese ha i mezzi per poter affrontare sul serio le sfide ambientali” e non soltanto quelle.
      Se i conti economici e le stime sono corretti, ciò che colpisce nei risultati del Copenhagen Consensus è il costo necessario ad affrontare la sfida ambientale raffrontato ai benefici attesi: per ogni euro speso ne ritornano pochi centesimi.
      Risultato, questo, che lascia di sasso e dovrebbe far riflettere tutti, governanti e contribuenti.
      Viceversa, se l’attenzione politica si orientasse verso altri grandi temi tragicamente irrisolti, i risultati sarebbero ben diversi: per esempio, per ogni euro speso per combattere seriamente la fame nel Mondo, il ritorno stimato sarebbe di 20 euro.
      E’ un dato agghiacciante: se fossimo ingenui sarebbe da chiedersi perché questo non accada e perché i politici non ci abbiano pensato?
      Le risposte sono, purtroppo evidenti: con la green economye quello che la accompagna si movimentano enormi quantità di denaro che fa muovere industrie, banche, consulenti producendo ricchezza per alcuni e aria fritta per il popolo bue.
      Combattere la fame nel Mondo ha solo una valenza umanitaria, riguarda nel migliore dei casi le coscienze dei più sensibili; però impegna poco o nulla i grandi interessi economici perché c’è poco da guadagnare, non ci sono mercati da creare e da gestire.
      E poi la fame nel Mondo è un tema “che va bene per un sospiro, di tanto in tanto”, al più un piccolo contributo in denaro per tacitare la coscienza.
      E poi, siamo sinceri, la fame nel Mondo non è mica pura, pulita come l’economia verde, come e fonti rinnovabili che non inquinano; no la fame nel Mondo è “sporca”: basta guardare le foto degli Slums dell’Africa, le discariche abitate dell’India, o le altre migliaia di tragiche realtà.
      Ma che siamo matti? E’ meglio continuare, senza allontanarci dai nostri salotti naturalmente, a riempirci la bocca di luoghi comuni, oltretutto parlare di cambiamenti climatici, comunque la metti, fa fino, intellettuale di grido e molto impegnato: senza impegno naturalmente.

    2. Edoardo scrive:

      Concordo con il Dott. Bussoletti e con Cher che ha postato quest’articolo molto interessante

    3. Cher scrive:

      Mai pensato di installare nel link l’orologio del debito pubblico?
      http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000002279

    4. Pietruccio scrive:

      Lì si dice come inserirlo in un sito.

      Qualcuno sa come faccio a visualizzarlo semplicemente sul mio computer?

    5. Cher scrive:

      vai alla home page di brunoleoni

    6. Pietruccio scrive:

      Ti ringrazio.

      E’ impressionante, utile, e angosciante.

      Ho anche visto questo articolo (anche interessante)

      http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9164

      Le fonti rinnovabili non sono uno strumento efficiente per la creazione di posti di lavoro: un Working paper IBL di Luciano Lavecchia e Carlo Stagnaro

      Le fonti rinnovabili non sono uno strumento efficiente per la creazione di posti di lavoro. Infatti, in media, ogni “green job” assorbe un quantità di risorse che, se investita in altri settori dell’economia, potrebbe generare in media 4,8 posti

    7. Pietruccio scrive:

      Abbastanza angosciante anche questo articolo, che mette in evidenza in non pochi limiti delle rinnovabili, adesso che il loro utilizzo si sta diffondendo e quindi la pratica, i costi e i risultati concreti prendono via via il posto dei discorsi teorici

      corriere.it/economia/10_ottobre_27/parco-eolico-mistretta_82...

      Mi riferisco in particolare ai passaggi che, parlando dei Certificati Verdi, dicono:

      “Per le società eoliche non si tratta di un incasso secondario: il «biglietto verde» pesa infatti per i due terzi dei ricavi complessivi…

      Il progetto è programmato nell’arco di quindici-venti anni, tenuto ovviamente conto del business plan e dell’attuale regime di incentivazione – spiega Musso – Del resto, dopo questo periodo torri e pale eoliche soffriranno di obsolescenza». Avranno cioè terminato la loro vita al servizio della collettività. E quindi? «Andranno smantellate. Oppure sostituite». Sempre che l’incentivo non sia finito in soffitta.”

      Ma come?
      Allora sono del tutto inutili, perchè per i prossimi vent’anni non ci dovrebbero essere problemi per l’approvvigionamento di gas, decisamente più efficiente (nell’uso: non ha il problema della intermittenza) e relativamente poco più inquinante (se utilizzato in modo razionale, ad esempio affiancando la cogenerazione al ciclo combinato - si producono tanti kWh e tante calorie con una emissione tollerabile di inquinanti).

      Quindi le pale che si costruiscono oggi non servono a diversificare la produzione di energia in senso strategico. Servono solo a ridurre di un briciolo le emissioni di anidride carbonica…


      oltre ovviamente a favorire le solite astronomiche speculazioni della green economy a favore dei soliti sedicenti ambientalisti (ma tutt’altro che interessati ai reali problemi ambientali, e tanto meno sociali che comporta il riempimento delle loro tasche).

    8. Cher scrive:

      Prego ! Figurati.
      visto che roba il contatore del debito pubblico?
      Amministratori ,valutate di metterlo in questo link !

    9. Renzo Riva scrive:

      Viterbo - Gli scienziati per l’ Unità e il progresso dell’ Italia

      I politici un po’ meno

      Nucleare dove?

      Il C.I.R.N. F-VG (Comitato Italiano Rilancio Nucleare) esprime tutta la sua contrarietà al riguardo delle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regione Friuli-VG che chiama in soccorso il Ministro degli Esteri affinché perori la causa del nucleare friulano a Kersko in Slovenia.
      La pavidità della classe politica del PdL, leggasi anche le ultime dichiarazioni di Formigoni e Moratti, nonché degli allora candidati Zaia, Brunetta, Polverini, Cappellacci e con l’unica eccezione di Caldoro la dice lunga sugli ostacoli che Berlusconi deve rimuovere in casa propria se vuole dotare il Paese di un moderno, efficiente, sostenibile, economico e abbondante sistema di produzione elettrica.
      Attualmente i maggiori costi energetici hanno determinato la delocalizzazione delle attività produttive che, assieme ad altri fattori, ha generato disoccupazione nelle attività manifatturiere.
      Ricordo che la penuria energetica è foriera di sfruttamento e qualora peggiorasse potrebbero affiorare nuove forme di schiavitù.
      Del nulla del csx non parlo perché dediti al tanto peggio tanto meglio.
      Renzo Riva
      C.I.R.N. F-VG
      (Comitato Italiano Rilancio Nucleare)
      e
      P.L.I. F-VG
      Energia e Ambiente

    10. Cher scrive:

      “……….. se vuole dotare il Paese di un moderno, efficiente, sostenibile, economico e abbondante sistema di produzione elettrica…….”
      Ne vogliamo parlare ?

    11. chimicionline scrive:

      Post molto interessante grazie

    12. Pietruccio scrive:

      Sono appena tornato dalla toscana dove, purtroppo, mi è capitato di leggere alcuni giornali locali (che comprano i miei parenti: io, ormai, leggo solo giornali sportivi… lo faccio per il mio fegato… se si ingrossa più di così scoppia…)

      Su quei giornali, e sul tg3 locale, ho visto un proliferare di articoli, affermazioni, pubblicità e quant’altro, che accreditano gli ambiantalisti (legambiente, wwf, operatori nel campo di prodotti con la scritta ambiente da qualche parte ecc…) come interlocutori seri ed esperti…
      che tristezza…
      che considerazione amara…
      la cultura, quella vera, non vale proprio più niente!

      Così sembra che non valga più niente la scienza, quella vera, quella che si preoccupa solo di sapere come stanno veramente le cose, non quanti soldi e quanta speculazione facile potrà far fare a questo o quello.

      Le attività di tipo speculativo (assolutamente legittime, sia chiaro) dovrebbero, però, essere solo un problema del mondo squallido degli affari, che si preoccupa, per mestiere, di ricavare soldi da qualsiasi cosa: non bisognerebbe permettere a quel mondo di entrare in nessun modo ad alterare dati e considerazioni di carattere scientifico.

      In compenso la mia preoccupazione per il futuro sale.

      La questione è: chi si occupa seriamente degli immensi problemi che gravano sulla nostra testa?

      Il mondo in cui viviamo è estremamente complesso: dovremmo imparare a gestire in modo razionale la complessità, in caso contrario periremo.

      Invece cosa vedo?

      - ambientalisti che fanno gli esperti (ma in realtà cercano solo pretesti per farsi notare),

      - politici che dicono che il nucleare va bene ma non sul loro territorio (il che li qualifica. Ma come fa certa gente a votarli?),

      - popolazioni che bloccano e bruciano camion della monnezza e autorità che si rimpallano le responsabilità senza risolvere niente (perchè a suo tempo hanno viziato la popolazione e non hanno parlato di assunzione di responsabilità, né alla necessità di prevedere compensi e distribuire carichi, diritti e doveri),

      - lavoro che manca e proliferare di lavori che non danno da vivere,

      - confusione totale sui dati (tanto per fare qualche esempio: qualcuno dice che alcune risorse si stanno per esaurire e altri che ce n’è finchè basta, qualcuno dice che le pensioni stanno per scoppiare e quancun’altro che dice che il sistema sta in piedi ed è perfettamente equilibrato ecc…),

      - welfare che va a farsi benedire e tutti che sono contenti compresi i poveri partiti della sinistra (partita per difendere i lavoratori e miseramente finita nell’ambientalismo),

      - accettazione generalizzata del primato del mercato, come se fosse l’unico punto di vista a cui fare riferimento per capire se una cosa è giusta o è sbagliata (ma possibile che non venga in mente a nessuno che questo sistema economico globale che fa milioni di morti (12 milioni solo fra i bambini) e centinaia di migliaia di ciechi all’anno per denutrizione! che è una specie di disastro continuo, un milione di Chernobyl all’anno… e se ne parla come se fosse normale, giusto e ineluttabile)

      - ecc… potrei continuare con una lista di assurdità e contraddizioni del senso comune lunga chilometri.

      Cosa c’entra il nucleare (argomento di questo sito)?

      E’ che il modo di affrontare il discorso sul nucleare viene gestito con la solita superficiale assurdità: chi è favorevole per principio e chi è contrario per principio. Mentre è un discorso che fa parte della complessità dei sistemi sociali moderni, e va visto in quell’ottica. Non si può dire “conviene, quindi facciamo 20 centrali”, né si può dire “non conviene, quindi censuriamolo”.

      Il fatto è che coi guai che ci troveremo negli anni a venire dobbiamo spingere per mantenere una configurazione del sistema paese più versatile possibile, in modo da poter guidare questa povera navicella paese in quelle tempeste, senza distruggere da soli pezzi interi del timone.

      La questione energetica andrebbe allora gestita con razionalità, competenza e trasparenza, e la popolazione andrebbe informata e abituata al senso di responsabilità e anche alla consapevolezza dei propri limiti, e non gasata ed eccitata da ha più “potere di fuoco mediatico” per far valere i propri interessi: la parola “ambiente” è ormai semplicemente una chiave per far accettare qualsiasi cosa serva a tenere prezzi alti o trasferisca soldi pubblici a questa o quella attività.

      Meglio che non ci pensi, o il fegato va veramente a farsi benedire…

    13. Cher scrive:

      ted.com/talks/stewart_brand_proclaims_4_environmental_heresi...
      Fatti un giro qui, quando riattivano la baracca, conferenza molto interessante!
      Lenitivo per il fegato! ;)
      Se non va dimmelo, cxmq TED è tutto interessante, un pò stressante per la lingua.

    14. Cher scrive:

      http://www.youtube.com/watch?v=TUxwiVFgghE

    15. Pietruccio scrive:

      Notevole. Queste sono le cose di cui dovrebbe occuparsi la politica, non certo quello di cui discutono adesso i giornali…

      Anche il tipo, Stewart Brand, mi piace parecchio: evidentemente qualcuno che ragiona, al mondo c’è…

      ma perchè prevale sempre il punto di vista degli imebcilli?

    16. Cher scrive:

      :D mi fa piacere che la mia segnalazione sia stata di tuo interesse, cmq alcune interviste hanno i sotto titoli in Italiano…… non tutte e guarda caso quelle che “potrebbero interessare” … dobbiamo scordacele! ;)

      Lo scritto già una volta e lo ripeto per cercare di dare una risposta alla tua domanda con una frase di Orson Welles : ….”Gli idioti sono una sana istituzione della natura , che permette agli stupidi ( o imbecilli) di ritenersi intelligenti….”

    17. Cher scrive:

      News:Roma - Il consiglio dei ministri ha deliberato la nomina dei componenti del consiglio direttivo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Alla presidenza è stato nominato, su indicazione della presidenza del Consiglio dei ministri, il professor Umberto Veronesi. Gli altri componenti sono Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, indicati dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e Michele Corradino e Stefano Dambruoso, indicati dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Le nomine sono state trasmesse alle Camere per i pareri di legge.
      “Con questo provvedimento - commentano i ministri Prestigiacomo e Romani - prende il via la fase operativa dell’istituzione dell’agenzia per la sicurezza nucleare, organismo che rappresenta uno snodo fondamentale nell’ambito del complesso iter che porterà l’Italia a integrare con il nucleare la sua strategia energetica nazionale”.

      Maurizio Cumo è professore ordinario di impianti nucleari presso la facoltà di Ingegneria dell’università La Sapienza. Ha ricoperto diversi incarichi presso importanti centri di ricerca, tra cui il comitato scientifico del programma finalizzato energetica del Cnr e il comitato direttivo dell’Ises. Fa parte della commissione grandi rischi della presidenza del consiglio dei ministri ed è socio dell’accademia nazionale delle scienze. Nel biennio 2000-2002 è stato presidente della Sogin, società per la gestione degli impianti nucleari italiani. Ha al suo attivo oltre 220 pubblicazioni scientifiche.
      Marco Enrico Ricotti, laureato in ingegneria nucleare, è professore ordinario presso il dipartimento energia, divisione energia nucleare del politecnico di Milano. Esperto in reattori nucleari di nuova generazione, sistemi e analisi di sicurezza, termoidraulica, simulazione dinamica ai fini di sicurezza e controllo, attualmente è rappresentante d`area presso il Senato accademico. E’ stato, tra l’altro, vicedirettore del dipartimento di energia e membro del nucleo di valutazione di ateneo.
      Michele Corradino, consigliere di stato, è attualmente capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e ha svolto il ruolo di capo di gabinetto e di consigliere giuridico in diversi ministeri. Docente di diritto amministrativo in diverse università.
      Stefano Dambruoso, magistrato, già sostituto procuratore della repubblica di Milano, è stato componete della direzione distrettuale antimafia di Milano, consulente dell’istituto internazionale dell’Onu per la ricerca sulla lotta al crimine organizzato e al terrorismo ed esperto giuridico presso la rappresentanza permanente italiana dell’Onu a Vienna. Attualmente è capo dell’ufficio per il coordinamento dell’attività internazionale del ministero della giustizia.

    18. Cher scrive:

      Riporto questo interessante articolo che fa il punto su tutta una serie di situazioni usate dagli Eco-Storditi per spappolare le menti e generare le varie fobie:

      La fabbrica delle paure: le previsioni sbagliate sulla crescita della popolazione

      Il famoso studio commissionato dal Club di Roma a Dennis e Donella Meadows, e pubblicato nel 1972 con il titolo «The limit to growth» (I limiti dello sviluppo), sosteneva che la crescita della popolazione collegata ai consumi sempre crescenti avrebbe esaurito le risorse del pianeta in pochi anni. In questo libro, considerato il testo sacro dl movimento ambientalista, tradotto in venti lingue e diffuso in nove milioni di copie si prevedeva che a livelli di consumo del 1972 l’oro si sarebbe esaurito nel 1981, il mercurio nel 1985, lo stagno nel 1987, lo zinco nel 1990, il petrolio nel 1992, e il rame, il piombo e il gas nel 1993.
      Come è facile da constatare la realtà è ben diversa. Eppure né gli autoridel libro né i sostenitori di quel progetto hanno mai ammesso i loro grossolani errori.
      Nel 1974 Lester L. Brown, già Presidente del World Watch Institute (WWI), scrisse «I limiti della popolazione mondiale» un libro, massicciamente diffuso nell’allora inquieto mondo giovanile. Il Presidente del WWI sosteneva che «Il tema centrale di questo libro, scritto per l’Anno mondiale della popolazione, è il pericolo demografico. Far fronte a questo pericolo costituisce una sfida fondamentale per la comunità umana».
      Nel luglio del 1980 venne presentato a Washington The Global 2000 Report to the President, uno studio elaborato da una serie di esperti nominati dall’allora Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, in cui venivano esaminati i problemi della popolazione e delle sue attività nei rapporti con le risorse naturali. I mezzi di comunicazione di massa dedicarono enorme attenzione a questo studio, il quale venne presentato con titoli terrificanti: «Uno studio del governo prevede disastri su scala mondiale», «Global 2000 Report: visione di un mondo lugubre», «Verso un ventunesimo secolo problematico: un gruppo di esperti incaricati dal Governo profetizza un pianeta desolato». Un’intera pagina di pubblicità del Rapporto pubblicata dal New York Review of Books titolava: «Mari avvelenati, piogge acide, scarsità idrica e l¹atmosfera che muore».
      Il 2000 è passato e nessuno dei problemi sollevati dal rapporto di Carter si è mostrato tale. Nel 1991 Gianfranco Bologna vicepresidente del WWF, nel presentare la valutazione del WWF sulla crescita demografica, ha scritto: «É necessario fare il possibile per ridurre ovunque il tasso di fertilità totale, cioè la media di figli per donna, in particolare nei paesi poveri. (…) Per ottenere ciò è indispensabile sostenere e finanziare gli investimenti internazionali relativi alla pianificazione familiare da estendere il più possibile sia alle donne che agli uomini (…) La pianificazione demografica dovrebbe essere inclusa in tutti gli altri settori della pianificazione dello sviluppo, con la presenza di un servizio ad hoc specializzato in queste tematiche, presso i ministeri ed i servizi che si occupano di aiuti allo sviluppo. Tali aiuti dovrebbero essere sistematicamente abbinati a programmi di assistenza denatalista. (…) I programmi per la pianificazione demografica dovrebbero ricevere una maggiore assistenza internazionale. Le risorse destinate alla pianificazione familiare nei paesi poveri dovrebbero raddoppiare per raggiungere entro la fine del secolo 9 miliardi di dollari all’anno. (…) È indispensabile che le grandi fedi religiose – in particolare quella cattolica e quella islamica, che hanno ampia diffusione nei paesi poveri dove la crescita demografica è particolarmente sostenuta - riconsiderino con urgenza le loro posizioni contrarie all’utilizzo di sistemi di pianificazione familiare».
      Nel luglio del 2002, poco prima della conferenza ONU di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, il WWF ha presentato il rapporto “The living Placet”, un elenco infinito di sciagure. «Entro il 2050 - è scritto nel rapporto del WWF- scompariranno le foreste, le specie si estingueranno, non ci saranno più pesci nel mare, né animali sulla terra. I consumi sono troppi, non ci saranno più risorse naturali, la terra morirà e l’uomo dovrà cercarsi un altro pianeta dove vivere». Per fortuna nostra e del mondo intero, queste drammatiche e spaventose previsioni non si sono mai verificate. Le argomentazioni dei catastrofisti sono state duramente contestate da autorevoli studiosi nel campo dell’economia, della demografia, e dell’ambiente, tra cui diversi premi Nobel. Studi approfonditi dimostrano infatti che nel medio e lungo periodo la crescita della popolazione è la prima tra le fonti dello sviluppo economico e sociale.
      Certo l’umanità non è povera di problemi, ma mai nella sua storia è vissuta così a lungo ed in maniera così salubre. Mai è stata capace di produrre tanti beni come nei tempi moderni. I parametri ambientali, soprattutto nei paesi più avanzati, sono tutti in costante miglioramento. Alcuni esempi: nel 1900 l’aspettativa di vita media negli USA era di 47 anni, oggi siamo a 77. Non siamo mai vissuti così a lungo. L’aspettativa di vita media è più che raddoppiata nel corso dell’ultimo secolo, soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo.
      La mortalità infantile è crollata. Il numero di persone che soffrono la fame è calato da una percentuale del 35% del 1970 al 18% del 2000. I poveri dei nostri giorni hanno accesso ad una serie di servizi come ricoveri ospedalieri, cibo, cure mediche, svaghi, comunicazioni e trasporti che 100 anni fa erano privilegio solo della famiglie più agiate.
      Ha scritto l¹United Nations Development Programme (UNDP) nel suo rapporto su povertà e disuguaglianza: «Sono pochi coloro i quali si sono accorti dei grandi avanzamenti già compiuti: negli ultimi 50 anni la povertà è diminuita di più che nei 500 anni precedenti ed è stata ridotta, in pressoché tutti i paesi» . Un singolo agricoltore del mondo avanzato produceva all¹inizio del secolo cibo per 7 persone, oggi lo stesso agricoltore produce alimenti per quasi 100 persone. Nel diciannovesimo secolo quasi tutti gli adolescenti lavoravano nei campi o nelle fabbriche, oggi 9 su 10 frequentano la scuola superiore.
      Attualmente i cittadini dei paesi più sviluppati dispongono di tre volte il tempo libero dei loro nonni. Il prezzo del cibo calcolato in relazione ai salari è crollato. All’inizio del 1900 ogni americano doveva lavorare due ore per acquistare un pollo, oggi bastano 20 minuti di lavoro.
      Non è mai accaduto nella storia che la lunghezza e la qualità della vita crescessero in maniera così repentina e per strati così vasti della popolazione.

      Antonio Gaspari
      Docente Facoltà di Bioetica Ateneo Regina Apostolorum

    19. Edoardo scrive:

      In questo libro, considerato il testo sacro dl movimento ambientalista, tradotto in venti lingue e diffuso in nove milioni di copie si prevedeva che a livelli di consumo del 1972 l’oro si sarebbe esaurito nel 1981, il mercurio nel 1985, lo stagno nel 1987, lo zinco nel 1990, il petrolio nel 1992, e il rame, il piombo e il gas nel 1993.

      Per fino i testi di storia conteporanea in uso alle scuole medie inferiori (es. il Camera - Fabietti già dall’ediazione 1986) criticava il libro “I Limiti dello Sviluppo” come una fonte inattendibile zeppa di affermazioni false se non addirittura inventate.

    20. Edoardo scrive:

      Uno che ha esaltato ed esalta tutt’oggi il libro “I Limiti dello Sviluppo” con le sue tesi grossolanamnete errate, è Ugo Bardi e tutti gli appartenenti all’associazione ambientalista dell’Aspo.
      Provai, nel 2005, a intervenire a tale proposito ad un convegno di Bardi/Aspo a Firenze ma non mi fu dato spazio sufficiente.

    21. Renzo Riva scrive:

      aliceoltrelospecchio.blogspot.com/2010/11/le-malefatte-del-w...

      The World Wide Fund for Nature is a criminal enterprise that should be abolished by the justice system. Chances are slim that the judicature will do this out of its o…wn, because its ties to the WWF are too strong.
      .
      giorgioprinzi.it/nucl…eare/audiovisivifonti/energia.ht...
      .
      giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/francobattaglia.p...

    22. Pietruccio scrive:

      Articolo interessante e in larga parte condivisibile, però…

      - la curva demografica prevista dal testo sui limiti dello sviluppo (che ho acquistato 30 anni fa - quindi il dato che ho non è stato sucettibile a manipolazioni) dà un valore per la popolazione molto vicino a quello attuale: quindi, per esempio, su questo, ci hanno azzeccato;

      - quelle contenute in quello studio non sono “previsioni” ma sono solo “proiezioni”: normale allora che siano imprecise e in molti casi anche clamorosamente sbagliate (dipende tutto dai dati di partenza e anche dal modello che certo non può essere abbastanza sofisticato da simulare la complessità del mondo reale, figuriamoci poi degli sviluppi futuri).

      A me sembrano invece molto importanti un paio di considerazioni che sono implicite o prendono le mosse da quel tipo di studi:

      1) ci muoviamo in un mondo finito (quindi dev’essere ben chiaro che nessuno sviluppo può essere infinito e in particolare le crescite di tipo esponenziale sono tutte pericolose e/o arrivano presto alla saturazione - la cosa dovrebbe valere in tutti i sensi, quindi anche certi cultori del PV che mi vengono a dire quella sarà l’energia del futuro perchè la crescita è esponenziale…)

      2) come ho già detto sono sì d’accordo sul fatto che il futuro potrebbe essere ben diverso da quello di quella, e anche di ogni altra proiezione basta su questo o quel modello, e che non dobbiamo essere poi così pessimisti perchè l’adattabilità umana e le possibili strade che si prendono sono più numerose delle stelle nel cielo… ma è anche vero che se facciamo una sequenza di scelte sbagliate il futuro potrebbe essere anche parecchio peggiore di come lo dipingono certi scenari: sono convinto che la cosa dipende in buona parte (ma non in tutto) da noi (e dal peso che avranno certi imebcilli); tanto per chiarire la complessità della questione un fatto che emerge da quegli studi è che una possibile soluzione, se utilizzata in maniera impropria, potrebbe addirittura peggiorare alla grande le conseguenze di un possibile collasso: se ad esempio si trovasse una fonte abbondante di energia e si utilizzasse questa per favorire consumi (di beni non rinnovabili) e incremento demografico, si prolungherebbe probabilmente il periodo di benessere, si arriverebbe ad una popolazione più numerosa, e diventerebbe anche molto più probabile il collasso, che sarebbe anche molto più devastante di quello conseguente a un più lento esaurimento delle risorse (in pratica nel primo caso si ottiene una curva di popolazione che raggiunge un picco molto elevato - diciamo 14 miliardi di persone (non ricordo il dato che ho visto), cui fa seguito un collasso repentino e devastante che riporta la popolazione a 2 miliardi (non ricordo il dato), nel secondo caso - quello dell’inizio anticipato dell’esaurimento delle risorse in asenza di una soluzione - il picco ha un andamento più dolce e un valore più basso - diciamo 10 miliardi di persone - che in qualche decennio calano fino ad assestarsi intorno a 5 miliardi).

    23. Renzo Riva scrive:

      wikio.it/article/prestigiacomo-socio-onorario-wwf–gior...

      LA TRUFFA DELLA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE POLITICA PER ACCAPPARARSI I SOLDI CHE HANNO STANZIATO.

      Gent. Redazione.
      Inizio col ringraziarVi, per la pulizia intellettuale dimostrata nella pubblicazione del mio commento. Rara dote ormai..

      Non certo sono uno scienziato, sono un “politico”, ma politica la intendo per “POLIS” ossia il perseguire l’ormai strapazzato bene comune.
      Ancora più rara “volontà” della vostra pulizia.. aimè.

      Questa mia premessa è necessaria per comprendere che le mie affermazioni, sono il frutto di studi su referenziati documenti, ma non farina del mio sacco.

      Un impegno che assorbe ogni mio momento, necessario per poter avere una vista dall’alto e scorgere le varie interconnessioni, fra scienza, politica e affari. Ricca questa materia di anacronistici conflitti di interessi.

      In ballo principesche consulenze, sontuosi incarichi, finanziamenti e prestigio per studiosi ed enti di ricerca, impegnati in questa nuova caccia alle streghe.

      Varie associazioni apparentemente ambientaliste, avvalorano e diffondono corbellerie al fine ormai, (direbbe Scaiola) acclarato di lucrare sulla vendita delle quote CO2.

      Aspetto questo non certo scientifico, ma da tenere in debita considerazione, nel valutare nell’insieme il “tema”.

      Un esempio eclatante è il già citato “WWF”, con i suoi 60 miliardi di dollari, ma la stessa “LEGAMBIENTE” sempre attiva sul fronte del contenimento della CO2 ha i suoi milionari interessi.

      Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno( anche PERSONALE) dei prossimi decenni.
      Centinaia di milioni di euro. La parola magica è C.A.R.B.O.N – C.R.E.D.I.T
      Fonte:http://www.inganno-ambientalista.it/content/view/181/2/

      Il vero “male” assoluto è lo strappo sempre più grande fra politica e scienza.
      E il mio intento è quello di essere tramite e anello fra “vera” scienza e “politica” sorvegliando “sudditanze” spesso ai limiti della decenza.

      Un pastrocchio quindi fra società, pseudo scienziati divulgatori e politica che cavalcando la CO2 col “tamburo” del riscaldamento globale, ci propongono le famose “energie alternative”, “frode” questa che meriterà un capitolo a parte.

      Al riguardo di anacronistiche situazioni, credo eclatante è il caso di SORGENIA e LEGAMBIENTE che sbandierando energia “VERDE” contro la CO2 e ripudiando il nucleare.

      Questa è la pubblicità:
      Il “buon senso” di stare meglio scegliendo l’Energia sensibile

      Questa la “REALTA”:
      Costruiscono C.O.N.S.A.P.E.V.O.L.M.E.N.T.E centrali ben CENTO VOLTE più “RADIOATTIVE” a carbone..

      Ecco con i necessari link.:
      “Vado: la centrale di De Benedetti continuerà a produrre cancro”.
      FONTE:
      piemonte.indymedia.org/article/9737?comment_limit=0&cond...

      Leggo al riguardo un art. della Sig.ra. BRIUGLIA :

      Da cui estraggo:
      Così anche “LEGAMBIENTE”, mentre a Genova e alla Spezia promuove una battaglia di dismissione perché il carbone “nuoce gravemente alla salute”, a Savona, a Vado e in Val Bormida ritiene che il carbone possa essere addirittura ben tollerato!

      “Le EMISSIONI di CO2 sono l’unico inquinante che Legambiente ligure si degna di considerare..

      ..Quando poi apprendiamo che Legambiente è SOCIO AZIONARIO di Sorgenia, la finanziaria del gruppo De Benedetti che controlla a sua volta Tirreno Power proprietaria della centrale di Vado, si può comprendere anche il suo ruolo di MALCELATA SUDDITANZA.

      FONTE: google.it/url?q=http%3A%2F%2Fwww.truciolisavonesi.it%2Fartic...

      /——————/

      Ora considerate le grandi “BATTAGLIE” contro il nucleare, da parte di LEGAMBIENTE vorrei sottolinearne un aspetto “RACCAPRICCIANTE”.

      LEGGO:
      “un articolo comparso su Scientific American “una centrale a carbone disperde nell’ambiente 100 VOLTE PIU’ RADIAZIONI di una centrale nucleare che produca la stessa quantità di energia”
      FONTE:
      google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBYQFjAA...

      SORPRESA!:
      Chi scrive delle RADIAZIONI è “Il portale di Kyoto Club e Legambiente per conoscere e decidere sull’energia di oggi e di domani ”

      Quindi LEGAMBIENTE ne è CONSAPEVOLE!

      Altre fonti parlano di 100-150 microSv/anno, ossia QUINDICI VOLTE superiori rispetto ai limiti di legge previsti per gli abitanti intorno ad insediamenti nucleari.

      Ma gli “eco-AFFARI” vanno bene! I Gruppo Cir: ricavi 3,5 miliardi (+11,5%) nei primi nove mesi.
      FONTE: finanza.lastampa.it/Notizie/0,409037/Gruppo_Cir_ricavi_3_5_m...

      Apparentemente son andato fuori tema, ma non è così, la stessa Sig. Briuglia disquisiva di CO2 e dell’attenzione di LEGAMBIENTE, ora sapete anche il motivo.. FEDERPARCHI.. vende CARBON CREDIT il sospetto che il riscaldamento globale sia una burla miliardaria, credo sia lecito considerate le tante ormai referenziate voci fuori dal coro.

      Io ripeto non sono uno scienziato, sono un “politico” questo è il mio “lavoro”, studiare, comprendere quale sia la strada, evitare le “BUCHE”..e informare con “DATI CERTI” che :

      Il livello delle radiazioni di fondo dell’area più contaminata di Chernobyl, misura 500 mrem/anno.
      La stazione di New York 1000 mrem/anno, P.za San Pietro 700-800 mrem/ anno, le Catacombe di Priscilla 4800 mrem/ anno”.

      Invece ci SORBIAMO i 100-150 microSv/anno, delle centrali di De Benedetti in compartecipazione di “LEGAMBIENTE” che ci consola col sito internet “denuclearizzato”!

      Radiazioni QUINDICI VOLTE superiori rispetto ai limiti di legge previsti per gli abitanti intorno ad insediamenti nucleari.

      Comprenderete ora che il riscaldamento globale è solo un aspetto, di un poliedrico volto ambientalista.
      Di ogni mia affermazione posso dare ulteriore prova documentata, a chiunque voglia contatarmi, di persona.

      Concludo dicendovi che ho un proiettile nella posta.

      Lo considero il miglior “plauso” possibile in onore a chi ora si gode inconsapevole le radiazioni della eco-energia “VERDE”, magari manifestando contro il nucleare, e implorando la riduzione delle emissioni di CO2, nostra futura vera sciagura economica e sociale.

      Cordialmente.

      PIERO IANNELLI
      – Segretario XI Municipio. ROMA “ LA DESTRA ”—
      –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
      pieroiannelli@gmail.com -– N”.Cell. 3398513962

    24. Renzo Riva scrive:

      Autore: Don Peppone
      Commento:
      In sede di confronto con i mercati internazionali a mio avviso occorre fare il confronto del costo a livello di borsa elettrica, altrimenti si fanno pesare componenti di carattere fiscale non omogenei.

      Gli ultimi dati di settembre danno:

      prezzo medio euro/mwh
      Ipex(italia) 66,55
      Powernext(francia) 45,69
      differenza 20,86 (45,65%)

      pero’ sempre dai dati disponibili nel 2004
      Ipex(italia) 51,6
      Powernext(francia) 28,13
      differenza 23,47 (83,43%)

      stante quindi i dati oggettivi l’italia ha recuperato nel differenziale il 37,78%.

      Scusate ma devo utilizzare il titolo improprio del presente argomento per impraticabilità del
      archivionucleare.com/index.php/2007/01/30/animata-discussion...
      sul mio PC.

      Peppone,
      ti dice niente che nel 2007 in Francia hanno posto a carico del kWh elettrico prodotto col nucleare una tassa aggiuntiva che viene poi girata attraverso sconti particolari alle altri fonti, tradizionali e rinnovabili, perché altrimenti erano fuori mercato con le conseguenze cje puoi immaginare?
      Lo stesso provvedimento è stato preso dalla Germania della Merkel due mesi fa.
      La concorrenza viene per caso intesa come un ring dove all’avversario più forte viene legato dietro la schiena il braccio buono?

      Pregasi rispondere qui.

    25. Edoardo scrive:

      Concordo con le informazioni date da Renzo

    Scrivi un commento




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