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Roma - La gestione dei rifiuti radioattivi

2 Marzo 2011 di Amministratore

Il 10 marzo si terrĂ  a Roma una conferenza dal titolo “La gestione dei rifiuti radioattivi” organizzata dal “Forum Nucleare Italiano” in collaborazione con l’ Associazione Italiana Nucleare (AIN).

Il convegno prenderĂ  in esame le principali esperienze internazionali e nazionali per fare il punto sulla corretta gestione del combustibile nucleare esausto, passando in rassegna i principali aspetti tecnologici, medico-scientifici e giuridici legati al trattamento dei residui radioattivi: dalle tecnologie per lo stoccaggio ai criteri di realizzazione dei depositi definitivi.

L’ evento si terrĂ  a Roma presso il “Centro
 Congressi
 Rospigliosi
” in via XXIV Maggio, 43.
Dato il limitato numero di posti disponibili si prega di prenotare la partecipazione entro lunedi 7 marzo, telefonando allo 06 8952281 o allo 06 4416401 oppure inviando una mail all’ indirizzo eventi(chiocciola)forumnucleare.it .

—PROGRAMMA—

Ore 9,30
Accredito partecipanti

Chairman:
Chicco Testa, Presidente Forum Nucleare Italiano

Ore 10,00
Saluto introduttivo
Enzo Gatta, Presidente AIN

Ore 10,10
La situazione internazionale
Claudio Pescatore, Principal Administrator for Radioactive Waste Management and Decommissioning, OECD – Nuclear Energy Agency, NEA

Ore 10,30
Inquadramento generale e tecnologie a disposizione
Francesco Troiani, Enea

Ore 10,50
La gestione dei rifiuti radioattivi in Italia
Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato Sogin

Ore 11,10
La gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi dal punto di vista dell’operatore di centrali nucleari
Michel Debes, Head of International Relations, EDF Engineering and Generation Division

Ore 11,30
Esperienze internazionali
José Vicente Muñoz, Jefe del Servicio de Laboratorios y Supervisor de la Instalacion del El Cabril, ENRESA – Empresa Nacional de Residuos Radiactivos SA
Nicolas Solente, Business Manager International Division, ANDRA – National Radioactive Waste Management Agency, France

Ore 12,10
I rifiuti radioattivi in campo medico
Giorgio Trenta, Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione Medica

Ore 12,30
Opinioni a confronto
Moderatore: Enrico Pedemonte
Intervengono:
Giovanni Lelli, Commissario Enea
Stefano Ciafani, Direttore Scientifico Legambiente
Giuseppe Onufrio, Direttore Greenpeace Italia
Giancarlo Aquilanti, Responsabile Area Tecnica Nucleare – Enel
Ivo Tripputi, Sogin
Marino Mazzini, Ordinario Sicurezza Nucleare UniversitĂ  di Pisa

Ore 13,30
Chiusura



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  • 10 Commenti a “ Roma - La gestione dei rifiuti radioattivi”

    1. Tommaso scrive:

      Spunto per un prossimo articoletto:

      Perchè non inserire in queste pagine le notizie riguardanti la situazione attuale in Giappone?
      Sisma e Centrali quali i rischi e quali i vantaggi per la popolazione.

      Inoltre potreste fare un articolo sulle pillole allo iodio a cosa servono e come usarle. Serviranno alle popolazioni vicine alle centrali in caso di guasti.

      Tutto questo forma la popolazione di una propria cultura.

      Saluti.

    2. Cher scrive:

      Gli ECO-Antinuclearisti hanno ricevuto l’imput metamorfico di tradizione mitologica dal disastro epocale avvenuto in Giappone.

      Simbologicamente parlando il loro corpo di capra si aggiunta la testa da sciacallo con la parte posteriore da babbuino.
      La cui caratteristica colorazione rossa sotto la coda è simbolo di “sinistra” ( nel senso di presagio negativo) origine.

      lo scambio di “opinioni” per civile convivenza, diventa anascronistica di fronte al dramma di una nazione e di un popolo.

      Invece di unire tutti sulla consapevolezza della nostra fragilitĂ  di fronte alla violenza della natura, ci vede obligati a dare spazio alle limitate visioni dell’Eco di turno, che non perde occasione di strumentalizzare ogni cosa a proprio vantaggio, peggio ancora quando fa del sarcasmo.

      La cultura del nucleare in Italia non esiste, esiste la cultura della polemica, della visione dei fatti in chiave politica, della conoscenza filtrata dai media,dalla consapevolezza che ciò è in concontrasto con i nostri preconcetti e la interpreta come un attacco personale…….

      Incapaci di comprendere ciò che è avvenuto ma consapevoli di ciò che non è, rende ridicola ogni considerazione difronte alla spietata realtà ad sisma di magnitudo 9 seguito da uno Tsunami con onde di 10 m.

      Rende marginale tutto il resto e il balletto dell’ipocrisia che assisteremo da parte dell’ Eco di turno interpellatio come moderno sciamano ,sarĂ  una volgare rappresentazione per il genere umano.

    3. Pietruccio scrive:

      Le pillole di iodio (sotto forma di sale ioduro di potassio) servono semplicemente a aumentare il contenuto di iodio nel corpo (in particolare nela tiroide) in modo che lo iodio presente nell’ambiente in caso di incidente nucleare trovi maggiori difficoltĂ  ad essere assorbito dall’organismo.

      Ricordo che lo iodio 131 è l’inquinante piĂą pericoloso a breve termine subito dopo un incidente nucleare perchè ha una vita media molto breve (dell’ordine della settimana) e se ha vita media breve allora vuol dire che è molto radioattivo (è probabilmente l’unico inquinante che ha prodotto danni sulla popolazione nel disastro di Chernobyl). Vita media breve vuol anche dire che dura poco tempo, quindi passate alcune settimane il tasso di radioattivitĂ  si riduce di molte volte e dopo qualche mese non ce n’è proprio piĂą. Il problema è che questo tipo di materiale si concentra nella tiroide e quindi sottopone quei tessuti a un bombardamento particolarmente intenso, cosa che, a differenza degli altri inquinanti radioattivi a basse dosi (per ex. in caso di incidenti tipo Chernobyl), dĂ  una probablitĂ  di contrarre tumore non trascurabile (anche se comunque molto bassa). Purtroppo la categoria piĂą esposta, per diversi motivi, è quella dei bambini (che quindi vanno debitamente protetti e ai quali bisogna evitare di dare da mangiare o bere qualsiasi cosa possa aver assorbito lo iodio radioattivo per ex. latte, visto che le mucche mangiano l’erba su cui può essere caduta acqua contaminata). Fortunatamente
      a) proprio a causa della elevata radioattività lo I131 è facilmente rilevabile
      b) essendo molto reattivo chimicamente viene abbattuto facilmente dall’acqua: basta che il reattore sia “bagnato” che di iodio ne esce ben poco (come si è visto a Three Mile Island), o basta una pioggia che viene subito portato a terra (e quindi non si diffonde). Chiaramente poi ho il materiale a terra e devo evitarlo.

      Per approfondire

      youtube.com/watch?v=iDJ1ZlSYtoU&feature=player_embedded

      anche se non guarda certo con simpatia a questo tipo di intervento precauzionale, le informazioni contenute nel link mi sembrano corrette.

    4. Pietruccio scrive:

      Interessante sul TG2, hanno intervistato un’esperta!?

      Uno dei tanti che insegnano nelle facoltĂ  italiane di ingegneria nucleare?
      Anche solo un ingegnere nucleare qualsiasi?
      Uno dell’AIN (http://www.assonucleare.it/)?

      Naturalmente NO.

      Un fsico che lavora in un ospedale!

      Logico.

      Uno che di impianti nucleari ne sa quanto ne so io di una operazione al fegato, per cui, anche se non è stata particolarmente “allarmante”, anzi, mia moglie l’ha trovata “rassicurante”, ha comunque detto piĂą cazzate che informazioni (logico: un conto è la radioprotezione, su cui probabilmente era esperta, e un conto è il funzionamento di un impianti nucleare e dei suoi sistemi di raffreddamento e di sicurezza, di cui, ovviamente, non poteva sapere nulla, ma, ciononostante, non si è educatamente astenuta dal fare ipotesi fantasiose).

      Complimenti al giornalismo italiano!

      —————————————

      Sempre parlando del modo scorretto di fare informazione, noto come a guardare giornali e telegiornali sembra che in Giappone non ci sia stato un terremoto con relativo tsunami, ma che il problema sia dovuto a un incidente nucleare!

      Girnalisti… complimenti!

      Con voi questa nazione andrĂ  lontano!

    5. Cher scrive:

      bè , quando trovano un esperto che dice cose, non verificate e pertanto irrilevanti se non per per scatenare panico……. allora diffondono alla grande!
      http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=150951

      notare il titolo: Molte Cernobyl

      ….Descrivendo lo scenario peggiore, l’esperto ha detto che vi sarebbe “la fusione del nucleo. Se le barre cadono e si mescolano con l’acqua il risultato e’ un’esplosione di materiale solido, come un vulcano che diffonde materiale radioattivo. Vapore o una esplosione dell’idrogeno possono disperdere le scorie oltre 50 chilometri. E il tutto rischia di essere moltiplicato: ci sono molti reattori nella zona, cosi’ ci potrebbero essere molte Cernobyl”.

      QUESTA E’ INFORMAZIONE RAINEWS24

    6. Pietruccio scrive:

      Strano modo di costruire i reattori che hanno in giappone. Normalmente le barre sono giĂ  mischiate con l’acqua. Dove poi le mettano è un mistero, per poter “cadere” nell’acqua: basta dare un’occhiata a uno spaccato di reattore per capire che forse quello che ha detto non è del tutto da esperto.

      Probabilmente si riferiva alla possibilitĂ  di un core fuso che sfonda il fondo e cala in zone di reattore dove potrebbe esserci dell’acqua: mi risulta che sia giĂ  successo a Chernobyl e i detriti non sono certo stati lanciati a km di distanza. Ricordo che il nocciolo è fuso anche a Three mile island e non è successo niente che somigli a tutto questo.

      Qualche informazione in piĂą sull’esperto non sarebbe male: un giorno mi hanno fatto parlare con un mio collega che si spacciava per ingegnere nucleare e sparava a zero sui reattori e sulla tecnologia. Lì per lì non ho nenanche pensato che la cosa avrebbe potuto non essere vera, ma poi, visto che, entrando nel dettaglio, mi sono accorto che non sapeva niente di niente ho capito che uno dei trucchi per abbindolare la gente poteva essere quello. E chissĂ  quanti ne ha fregati!

      Come direbbero le SturmTruppen: “Diavolo di un antinucleare…”

      La regla è comunque è: non fidarsi mai di chi si autodefinisce esperto, progettista, ecc… di centrali atomiche (anche in un programma di RAI 3 c’era qualcosa del genere - qualcuno ci ha provato anche su questo sito). Troppi gli interessi in gioco: è meglio che chi si definisce esperto si qualifichi.

    7. Steve scrive:

      guardate che email a catena gira su “facebook” di Paolo Forzano che è un ingegnere meccanico nucleare (mah…)
      Le voci e i commenti si accavallano in una ridda di ipotesi allarmistiche o tranquillizzanti che non sempre contribuiscono alla chiarezza. Certo, è ancora presto, forse. Abbiamo pensato però di intervistare qualcuno che sulle centrali e reattori la sa davvero. Paolo Forzano è un ingegnere meccanico nucleare savonese. Dei suoi sessantatre anni, 28 li ha trascorsi lavorando per una delle principali societĂ  mondiali del settore, l’Ansaldo Nucleare. Conosce i reattori di mezzo mondo meglio delle sue tasche. Abbiamo creduto utile rivolgergli alcune domande, per ottener risposte che vale la pena leggere… buon volo. Domanda Savonanews.it : Ingegnere, le sue impressioni sulla situazione nucleare in Giappone? Risponde l’ Ing. Meccanico Nucleare Paolo Forzano: Non sono buone, purtroppo. Non lo erano giĂ  dalle notizie di ieri sera, quando si è saputo che “mancando l’energia elettrica non funzionava l’impianto di raffreddamento”. Questa è una notizia poco credibile, perchĂ© il problema del raffreddamento è sempre molto sentito quando si progetta una centrale, e ci si mette sempre in condizione di avere dei generatori sostitutivi in caso venga a mancare la corrente. Si utilizzano dei diesel particolari, che non hanno bisogno di riscaldamento come il motore diesel tradizionale ma che vanno al massimo regime appena vengono accesi: li avevamo anche nella centrale che stavamo costruendo a Caorso 40 anni fa, quindi dovrebbero esserci per forza anche a Fukushima. D. SN: Quindi cosa potrebbe essere successo? Ing. Forzano: Difficile fare ipotesi fondate: ma il sisma potrebbe aver danneggiato i diesel, o direttamente o indirettamente: basta che un camion parcheggiato lì vicino, a causa del terremoto, venga scagliato contro un generatore, e quello va in avaria. Le ipotesi possono essere mille. Sta di fatto che la sola interruzione dell’energia elettrica “normale” non avrebbe potuto causare un problema di queste dimensioni. D. SN: Cosa succede, esattamente, quando un reattore si surriscalda? Ing. Forzano : E’ un gravissimo problema, perchĂ© la centrale nucleare non funziona come quelle tradizionali nelle quali si carica di volta in volta il combustibile che necessario: una centrale nucleare viene caricata con la potenza necessaria per andare avanti un anno e mezzo/due anni. Ci metti dentro il massimo possibile di barre di uranio. DopodichĂ© hai due sistemi di controllo, che si chiamano “barre di controllo” e che in pratica sono due sistemi distinti: - il primo serve per la regolazione e la limitazione della potenza, e non lo tocchi praticamente mai. Al massimo puoi dare qualche piccola regolazione quando serve. - Il secondo è quello che consente lo “shut down”: ovvero, “chiudiamo tutto” , spegniamo la reazione nucleare. Se questi sistemi vanno in avaria sono problemi seri. Molto seri. Per capire il motivo bisogna capire come funziona una reazione nucleare: che è un po’ come il biliardo. Quando una palla ne colpisce un’altra, le due palle si dividono la velocitĂ : una rallenta e l’altra accelera. Per avere energia nucleare noi dobbiamo creare il massimo possibile di questi “urti” tra le palle (ovvero i neutroni), e il modo migliore per avere piĂą urti è diminuire la velocitĂ . Per questo occorre un “moderatore”, che è l’acqua. L’acqua ha due funzioni: funge da moderatore della velocitĂ , ma contemporaneamente serve al raffreddamento. Purtroppo, quando l’acqua si surriscalda, diventa vapore, ovvero diventa aria: e l’aria, al contrario dell’acqua, è un “riscaldatore” e non un raffreddatore. Se una barra viene colpita da vapore anzichĂ© da acqua, si può arrivare alla FUSIONE. D. SN: Ma non si può intervenire attraverso le barre di controllo? R. Ing. Forzano No: perchĂ© la barra, prima di fondere, si deforma. E il sistema attraverso il quale agiscono le barre di controllo è abbastanza preciso: è una sorta di “gabbia” all’interno della quale scorre la barra di uranio… ma non ha molto gioco intorno. Se la barra è deformata, non passa piĂą. D. SN: Ma allora il disastro diventa inevitabile? R. Ing. Forzano: Fortunatamente no, perchĂ© c’è ancora una possibilitĂ : quella del cosiddetto “avvelenamento”, che si fa con il boro. Se riempi il nucleo di boro, la reazione nucleare si blocca. D. SN: l’avranno fatto anche in Giappone, si spera… R. Ing. Forzano: Si spera, sì. Ma c’è un problema: per avvelenare l’uranio occorre l’energia elettrica. D. SN: Per dirla tutta: potrebbe essere una nuova Chernobyl? R. Ing. Forzano: Purtroppo sì, potrebbe. Anche perchĂ© c’è stata un’esplosione, quindi un’emanazione di calore molto elevata: quindi il reattore va considerato fuori controllo, nel senso che se si brucia una barra poi si bruciano anche tutte le altre. A quanto dicono le varie fonti c’è giĂ  stata una fuoriuscita di cesio, che è un bruttissimo cliente perchĂ© ricade sull’acqua, sulla vegetazione e quindi sul ciclo alimentare. La situazione non si può considerare tranquillizzante, anche se è giusto mantenere la calma e non farsi prendere dal panico. D. SN: Il fatto di vivere dall’altra parte del pianeta ci mette al sicuro dai rischi? R. Ing. Forzano: Non siamo mai stati al sicuro: noi italiani abbiamo subito conseguenze dall’esplosione di Hiroshima e anche dalla tragedia di Chernobyl. Certamente si cercheranno di nascondere gli effetti, come è stato fatto in quelle occasioni e come viene fatto ogni giorno anche sul nostro territorio per gli effetti della combustione del carbone, che non è che faccia molti danni in meno. Però, finchĂ© non ce lo dicono, restiamo ignari e tranquilli…o quasi. Una cosa è certa: le radiazioni sono qualcosa che si paga per generazioni e generazioni. Ci sono isotopi che scompaiono in una quindicina d’anni, ma ce ne sono altri che impiegano MILIONI di anni prima di andarsene. Di leucemie causate da Chernobyl si sta ancora morendo oggi… e lo stesso accadrĂ  per qualsiasi disastro nucleare, al di lĂ  di quello che diranno i media. D. SN: E’ una dimostrazione che il nucleare non è sicuro come talvolta si cerca di far credere? R. Ing. Forzano: Bisogna capire tre punti: - Primo: il nucleare, inteso come “centrale nucleare”, in effetti è piĂą sicuro – in quanto maggiormente controllato – di molte altre produzioni industriali: in questo ha ragione Chicco Testa, che abbiamo sentito ieri sera (Otto e Mezzo, La7 ndr) Ma solo in questo, purtroppo. - Secondo: bisogna considerare che in ingegneria il fattore di rischio si calcola sempre e solo in senso statistico: ovvero, in base alle probabilitĂ  che si verifichi un evento. La probabilitĂ  di un incidente nucleare è davvero molto bassa statisticamente, visti tutti i sistemi di sicurezza e tutti i controlli che si eseguono: purtroppo la storia continua a dimostrarci che “basso” non significa “inesistente”. Inoltre, quando/se accade l’incidente nucleare, le conseguenze sono sempre di dimensioni epocali. - Terzo: per quanto sembri quasi minimale se paragonato alle conseguenze dell’incidente è che il vero, grande problema del nucleare sono le scorie. Che nessuno ha ancora capito come e dove smaltire. E bisogna ricordare che le scorie della centrale sono una parte minima dell’intera filiera: perchĂ© si producono scorie dall’estrazione, e poi dal trasporto, e poi dalla lavorazione, soprattutto dall’arricchimento dell’uranio. L’incidente fa sicuramente molta piĂą impressione, ma i rischi piĂą gravi del nucleare stanno nell’incapacitĂ  di trattare/smaltire le scorie. E questo dobbiamo ricordarlo SEMPRE, non solo quando succede il disastro: perchĂ© magari adesso ci diranno che la centrale giapponese era di seconda generazione, che aveva 40 anni, che adesso ci sono centrali piĂą moderne e ancora piĂą sicure (stessa cosa giĂ  detta per Chernobyl…): ma nessuno può ancora dire “abbiamo risolto il problema delle scorie”. PerchĂ© non è mai stato risolto e non si vede, all’orizzonte, alcuna soluzione concreta. D. SN: Dopo questi ultimi avvenimenti, dunque, si dovrebbe dire un deciso NO al nucleare? - Bisogna chiarire una cosa, però: prima di fare qualsiasi valutazione sulla produzione di energia bisogna tenere in considerazione una lunga serie di fattori. Non si può dire “si” o “no” solo in base a un’emozione, o a un singolo fattore. Bisogna valutare i costi, gli investimenti necessari, la possibilitĂ  di approvvigionamento; non dimenticando che diversi combustibili ci costringono a dipendere da terzi e quindi a rimanere legati, nel bene e nel male, alla politica internazionale, l’impatto ambientale e i costi sanitari. Se teniamo conto di tutto questo ad per esempio, il carbone non è meglio del nucleare: anzi, forse è anche peggio, anche se finora sono stati trascurati elementi che per fortuna oggi cominciano ad emergere, come l’impatto sanitario non solo delle emissioni, ma anche delle radiazioni, superiori a quelle che si riscontrano vicino a una centrale nucleare. Insomma, l’approccio dovrebbe essere insieme scientifico ed economico, mentre purtroppo l’unico vero metro di valutazione oggi sembra essere l’indicazione che arriva dalle lobby industriali. Inutile aggiungere che solo investendo sulle fonti rinnovabili, solare e termico, si potrebbe avere oggi un’energia pulita, sicura e soprattutto infinita: ma sarebbe importante anche badare all’edilizia, perchĂ© un terzo dell’energia che consumiamo è dovuta alle famiglie e al piccolo artigianato. Anche solo migliorando l’isolamento delle nostre case si otterrebbe un risparmio energetico fondamentale.

    8. Cher scrive:

      No, non sono d’accordo:Inutile aggiungere che solo investendo sulle fonti rinnovabili, solare e termico, si potrebbe avere oggi un’energia pulita, sicura e soprattutto infinita:

    9. Pietruccio scrive:

      Stavo per segnalare un link prprio sul sedicente ing. Paolo Forzano.

      savonanews.it/2011/03/14/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/a...

      e che mi pare si occupi piĂą che altro di energie rinnovabili

      unitiperlasalute.blogspot.com/2011/02/le-energie-alternative...

      e di informatica

      ponentevarazzino.com/2008/08/28/ing-paolo-forzano-presidente...

      ma che di energia atomica e di centrali mi pare che non ci capisca un acca quando dice

      “Per capire il motivo bisogna capire come funziona una reazione nucleare: che è un po’ come il biliardo. Quando una palla ne colpisce un’altra, le due palle si dividono la velocitĂ : una rallenta e l’altra accelera. Per avere energia nucleare noi dobbiamo creare il massimo possibile di questi “urti” tra le palle (ovvero i neutroni), e il modo migliore per avere piĂą urti è diminuire la velocitĂ . Per questo occorre un “moderatore”, che è l’acqua. L’acqua ha due funzioni: funge da moderatore della velocitĂ , ma contemporaneamente serve al raffreddamento. Purtroppo, quando l’acqua si surriscalda, diventa vapore, ovvero diventa aria: e l’aria, al contrario dell’acqua, è un “riscaldatore” e non un raffreddatore. Se una barra viene colpita da vapore anzichĂ© da acqua, si può arrivare alla FUSIONE.”

      fino ad arrivare all’apice della cazzata

      “…D. SN: Ma non si può intervenire attraverso le barre di controllo?
      R. Ing. Forzano No: perché la barra, prima di fondere, si deforma. E il sistema attraverso il quale agiscono le barre di controllo è abbastanza preciso: è una sorta di “gabbia” all’interno della quale scorre la barra di uranio… ma non ha molto gioco intorno. Se la barra è deformata, non passa più.

      D. SN: Ma allora il disastro diventa inevitabile?
      R. Ing. Forzano: Fortunatamente no, perché c’è ancora una possibilità: quella del cosiddetto “avvelenamento”, che si fa con il boro. Se riempi il nucleo di boro, la reazione nucleare si blocca.

      D. SN: l’avranno fatto anche in Giappone, si spera…
      R. Ing. Forzano: Si spera, sì. Ma c’è un problema: per avvelenare l’uranio occorre l’energia elettrica.

      D. SN: Per dirla tutta: potrebbe essere una nuova Chernobyl?
      R. Ing. Forzano: Purtroppo sì, potrebbe. Anche perchĂ© c’è stata un’esplosione, quindi un’emanazione di calore molto elevata: quindi il reattore va considerato fuori controllo, nel senso che se si brucia una barra poi si bruciano anche tutte le altre…”

      ——————

      In ogni caso in questi giorni ho dovuto passare parecchio tempo in macchina e ne ho dovute sentire di tutti i colori.

      Parlano quasi solo gli imbecilli e i finti esperti e prevale la voglia di sciacallare e di rivolgere gli eventi al proprio (credo sporco - perchè una persona onesta, se non conosce una cosa, rinuncia educatamente di pontificare e se lo fa pur non sapendo iente vuol dire che ha un qualche interesse personale).

    10. walter59 scrive:

      la mia sensazione è che ve la suonate e cantate da soli.
      c’è sempre tempo per capire, o meglio c’è piĂą tempo che vita

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