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Kazakhistan - Aumento del 42% dell’ estrazione di uranio nel 2008

19 Febbraio 2008 di Amministratore

Una comunicazione da parte di un’ agenzia di informazione per il Kazakhstan ci ha segnalato alcuni dettagli sulla notizia già data un po’ di tempo fa sulla volontà del Kazakhistan di aumentare la produzione di uranio.

Infatti KazAtomProm, compagnia nazionale per l’ energia in Kazakhstan, progetta di aumentare l’ estrazione di uranio a 9445 tonnellate nel 2008, registrando un incremento del 42% rispetto al 2007.
Secondo le dichiarazioni del direttore generale della compagnia, Mukhtar Dzhakishev, le vendite consolidate nel 2006 hanno raggiunto i 967,8 milioni di dollari, pari al 36% in più rispetto al 2006. L’ utile netto realizzato nel 2007 é stimato a 289,5 milioni di dollari, con un incremento del 34% rispetto al volume atteso e del 91% rispetto al 2006. “Nel 2008, ci aspettiamo che le vendite consolidate raggiungano 1,46 miliardi di dollari (+50%)” ha dichiarato Dzhakishev, “e gli utili netti sono stimati a 515 milioni di dollari”.
Il Kazakhstan aspira a divenire il primo produttore mondiale di uranio entro il 2010.

KazAtomProm ha estratto 5280 tonnellate di uranio nel 2006 e 4346 tonnellate nel 2005.
La compagnia é interamente gestita a livello statale, e opera nel complesso chimico e minerario di Stepnogorsk, nel complesso metallurgico Ulba, nella compagnia mineraria Volkovgeologiya e nell’Istituto dell’Alta Tecnologia.
Inoltre, KazAtomProm detiene quote di diverse joint ventures come Inkai, Catco, UKR TVS e Zarechnoye. Nel 2007, KazAtomProm ha acquistato il 10% di Westinghouse (di proprietà Toshiba Corp) e progetta di raggiungere nuovi mercati grazie a questo accordo.



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  • 4 Commenti a “ Kazakhistan - Aumento del 42% dell’ estrazione di uranio nel 2008”

    1. Edoardo scrive:

      Questa è una notizia negativa per tutti coloro che affermano l’esiguità dei giacimenti di uranio e che, di conseguenza, fra 50 anni l’uranio sarà esaurito; questa discutibilissima previsione si basa sulle sole scorte di Australia e Canada, i magguiori produttori mondiali
      Le richerche di nuovi giacimenti sono state sospese (chissà perchè) per quasi vent’anni: dal 1986 a 2003.
      Non appena si è voluto tornare ad investire si sono scoperti nuovi giacimenti in Australia e, sopratutto, in Kazakhistan ove nel centro nord del paese sono venuti alla luce giacimenti molto vasti (fonti Iaea)
      tanto che lo stesso Kazakhistan, coem riferito anche da questo forum, aspira a raggiungere Canada ed Australia entro il 2012.

    2. Giampaolo Bottoni scrive:

      Tanto per fare esercizio con la calcolatrice rifaccio i soliti conti della massaia ma usando per oro e petrolio i valori attuali…
      L’energia estraibile da un kg di uranio interamente fissionato è circa 2 milioni di volte ( ed anche piu’ ) quella ottenibile da un kg di petrolio. Naturalmente per far fissionare tutto il kg di uranio occorre avere un reattore adatto ossia un reattore veloce ( di cui attualmente esistono pochi esemplari in funzione, in Russia, Francia, Giappone, India e presto Cina ) e non un reattore nucleare ad acqua ( un PWR come l’EPR in costruzione in Finlandia o un BWR ). Comunque, in via del tutto ipotetica, se un barile di petrolio vale 100 $ allora un kg di petrolio ( posto che il barile contenga 143 kg di petrolio ossia la densita’ sia 900 kg/mc) vale 0.7 $ e se il costo dell’impianto fosse nullo [???] un kg di uranio, pur restando competitivo come combustibile, potrebbe valere 2 milioni di volte ossia 1.4 milioni di dollari. Ora l’oro e’ circa sui 900 $ l’oncia ( dove un’oncia corrisponde a circa 31 g ) per cui l’oro al kg vale attualmente 29 mila $ al kg. In pratica dunque il prezzo giusto dell’uranio potrebbe arrivare ad essere 48 volte superiore a quello dell’oro. Ammettiamo pure, a questo punto, molto piu’ realisticamente, che il costo dell’impianto sia tale da rappresentare il 90% del costo di produzione dell’energia elettrica. Allora, per essere competitivo l’uranio dovrebbe costare, al kg, 1/10 di quello che potrebbe costare se il costo dell’impianto fosse trascurabile. Dunque il prezzo giusto (competitivo ) dell’uranio quando saranno diffusi i reattori veloci potrebbe arrivare ai 140000 $ al kg ossia quasi 5 volte il prezzo dell’oro. E’ ragionevole pensare che se l’uranio avesse un prezzo di mercato anche solo uguale al prezzo dell’oro le ricerche di giacimenti sarebbero molto piu’ intense e i giacimenti sufficientemente ricchi ossia remunerativi sarebbero enormemente piu’ numerosi. Certo.. tutto dipende dal fatto che, fra 50 o 100 anni, i reattori veloci siano diventati il tipo di impianto standard per produrre energia nucleare. Ma la prospettiva non e’ balzana ne’ remotissima e… l’ipotesi che l’uranio verrà a scarseggiare se e quando il suo prezzo, ancora competitivo rispetto al petrolio ai prezzi attuali, fosse quello dell’oro o anche il doppio, ossia quello del platino, non la penso proprio una ipotesi credibile…

    3. Egisto scrive:

      A proposito di miniere di uranio, la miniera di Olympic Dam in Australia ha visto aumentare di recente le stime della quantità di uranio contenuta da 1,5 milioni tU a 1,9 milioni. L’uranio viene estratto assieme a rame, oro e argento, il che implica minori costi economici ed energetici di estrazione. Inoltre le prospezioni lasciano ancora spazi per una crescita futura delle risorse.

    4. Alessandro De Maida scrive:

      Io personalmente sono dell’ idea che sia un bene alla fine che il prezzo di mercato salga dai livelli attuali (cosa che purtroppo non sta succedendo), non tanto perchè più alto è il prezzo, più aumentano le risorse sfruttabili, quanto perchè sarà più pressante l’invstimento in R&S.
      Per es.: la possibilità di incenerire le scorie ( o cmq di riciclare in qualche modo il combustibile) come dimostrato nell’ integral fast reactor
      http://en.wikipedia.org/wiki/Integral_Fast_Reactor
      o l’ uso del torio, sia nei reattori ad acqua leggera o ad acqua pesante attuali, sia in reattori ad hoc concepiti come quello a sali fusi a combustibile liquido o ad alta temperatura (due dei reattori della IV generaz scelti dal governo USA)

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