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Latina - incontro tra i sindaci dei comuni italiani in cui sono presenti impianti nucleari

3 Settembre 2006 di Amministratore

Il quotidiano di Piacenza “Libertà ” oggi contiene un articolo di Alessia Strinati sul summit che si terrà a Latina il 13 e 14 settembre a cui parteciperanno tutti i comuni italiani in cui sono presenti impianti nucleari.

Saranno presenti infatti i sindaci di Caorso (iniziale promotore di tale vertice), Trino Vercellese, Saluggia, Bosco Marengo, Sessa Aurunca e Rotondella.
L’ incontro ha il fine di definire un documento comune da inoltrare al Governo per far valere con più energia le pretese che questi comuni chiedono.

I problemi discussi saranno:
- l’ individuzione di un deposito definitivo per i rifiuti radioattivi
- l’allontanamento del combustibile irraggiato dagli attuali impianti dismessi
- l’ attuazione in tempi rapidi dei provvedimenti per la disattivazione degli impianti nucleari
- l’attuazione di misure di compensazione territoriale (come previsto dalla legge 368\2003 art.1 secondo cui sono dovuti delle compensazione annuali a favore di quei territori ospitanti centrali nucleari e impianti del ciclo combustibile nucleare, fino al definitivo smantellamento degli impianti)



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  • 29 Commenti a “ Latina - incontro tra i sindaci dei comuni italiani in cui sono presenti impianti nucleari”

    1. Marco Calviani scrive:

      Il campo giuridico non mi e’ familiare, e quindi mi sorge spontanea una domanda: come fa una legge del 2003 a prevedere delle “compensazioni annuali a favore di quei territori ospitanti centrali nucleari e impianti del ciclo combustibile nucleare, fino al definitivo smantellamento degli impianti” quando nel referendum abrogativo del 1987 il secondo quesito verteva sulla possibilita’ di abolire il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?

      Questa domanda vale anche per il terzo quesito del referendum: come e’ possibile che adesso l’ENEL e’ in grado di acquistare centrali nucleari straniere (vedi il caso della Slovasnke Elektrarne) e partecipare alla costruzione di nuovi impianti (vedi Flamanville-3 in Francia)?

      ciao,
      marco

    2. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      salve marco,

      il referendum abrogativo pone fine alla vita di una legge o parte di essa, ma nulla vieta che poi successiamente (dopo poco o molto tempo) il Parlamento dia vita a una successiva norma che in modo più o meno simile dia vita agli stessi effetti.

      Per esempio nel 1993 ci fu un referendum abrogativo sul finanziamento pubblico ai partiti, eppure ogi i partiti politici hanno pur sempre un finanziamento pubblico (che caso mai adesso sia chiama in modo diverso, ma nella spostanza è comunque la stessa cosa).
      O ancora sempre nel 1993 fu abrogato il ministero dell’agricoltura e foreste attualmente esiste un ministero (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) che in buona parte svolge proprio le funzioni del ministero abrogato.

      Sulla legittimità di queste scelte del Parlamento non si discute (il Parlamento può fare tali scelte legislative liberamente), tuttavia secondo alcuni sarebbe comunque il caso di valutare con molta ponderazione prima di procedere in tale direzione in quanto pur sempre si va contro la volontà popolare espressasi in precedenza attraverso il referendum.

    3. edoardo scrive:

      Tutto ciò dimostra come fu strumentale il “gettare in pasto” ad un’opinione pubblica, terrorizzata dal disatro di Chernobyl, una materia così delicata e complessa. Il referendum, inoltre si riferiva ad impianti nucleare E A CARBONE.
      Il referndum non poteva dire nucleare si o no, visto che il referendum, in Italia, è solo abrogativo, può eliminare legge in vigore ma non può crearne una nuova nè tanto meno abolire la ratificazione di trattatati inetrnazionale, quali quelli degli anni ‘60 in cui l’Italia si proponeva di sviluppare pacificamente l’uso dell’energia nucleare (vedi art. 75 della Costituzione)
      Il referendum era solo un arresta temporaneo degli impianti (moratoria di 5 anni scaduta nel 1992).
      L’ottusa decisione di smantellare gli impianti funzionanti, abbandonare i cantieri di Montalto di Castro arrivarti all’80% dell’opera (migliaia di miliradi gettati via) e di cancellare 6.000 posti di lavoro nel settore nucleare, fu solo una penosa e sciocca decisione poltica, Anche perchè non è vero che l’Italia non usa l’energia atomica: ne importa da Francia, Svizzera ed Slovenia a caro prezzo. Se ciò vuol dire fare scelte energetiche oculate…. Considerate che al tempo del referendum un barile di petrolio costa si e no 10 dollari.
      Cmq non tutto è perduto: l’Ansaldo Nucleare ha costruito quasi tutta la nuova centrale atomica a Chernavoda (Romania) e la Sogin ha riavviato un impianto in Armenia (su autorizzazione CEE).
      Nel Mix energetico, a parer mio, l’Italia dovrà far rientrare anche l’atomo. Le rinnovabili non sono sufficienti ed il carbone, il petrolio ed il gas non hanno riserve e possibilità di sfruttamento che superino i 70-100 anni.

    4. Vittorio scrive:

      Salve,
      sapete se l’incontro sarà aperto al pubblico?

      Saluti.

    5. bastianazzo scrive:

      A Latina sono presenti 2 centrali nucleare, quella del 63 e quella mai finita, la cosidetta cupola del Cirene, il primo impianto nucleare a tecnologia interamente italiana…
      Ormai non si capisce più nulla sul sito di Borgo Sabotino, fino a 3 anni fà si parlava di farci una centrale a ciclo combinato, negli ultimi 2 anni di realizzare il porto di Foceverde utilizzando parte dei terreni liberi della Sogin …
      Di concreto c’è che a breve partirà la costruzione di un elettrodotto sottomarino, per collegare Foceverde alla Sardegna..

      BASTIANAZZO

    6. Vittorio scrive:

      Il reattore CIRENE (CIse REattore a NEbbia) credo sia un reattore sperimentale appartenente alla filiera BLWHW cioè un reattore moderato ad acqua pesante e refrigerato ad acqua naturale bollente, una variante dei reattori CANDU. Non sono riuscito a trovare molte notizie so che la costruzione è stata decisa nel 1967 e l’inizio della costruzione è del 1979. Se avete altre notizie fatevi sentire!
      Un saluto a tutti.

    7. Marco Calviani scrive:

      Qua potrete trovare altre informazioni su CIRENE (documento del Dicembre 1983):

      cti2000.it/files1244/9c66f90f58af809580fbf018d43990e9/anonym...

      ciao,
      marco

    8. daniele scrive:

      Caro Edoardo vedo che sei ben informato sulle attività estere della Società per la Gestione Italiana del Nucleare. Peccato che nessun indirizzo governativo le abbia dato il permesso di operare all’estero (sono i decreti ministeriali ai quali la Sogin deve attenersi). Peccato che in Italia in 6 anni, ma sopratutto da quando è comandata dal generale degli Alpini Carlo Jean non ha realizzato il lavoro per il quale ci sono indirizzi e decreti ministeriali che la descrivono coma la società che deve smantellare le nostre centrali nucleari e chiudere il ciclo del combustibile. Peccato che sino ad ora abbia speso quasi 500 milioni di euro nostri per mantenere in sicurezza (se penso alla piscine Eurex che perde acqua radioattiva mi vien da ridere) i nostri siti.
      Pensa che l’Autorità per l’Energia ed il Gas non gli ha riconosciuto 4 milioni di euro spesi per consulenze in Russia perchè non rientravano in nessun indirizzo governativo. Forse sarebbe opportune che qualche magistrato indagasse sul fatto che la Sogin opera fuori dalle regole.
      Mi piacerebbe saperne di più, anche su come è possibile che la CEE abbia autorizzato ad operare un’azienda che oltre a venir finanziata da soldi pubblici prelevati dalla bolletta elettrica da usare specificatamente per uso interno, in 6 anni di vita non sia riuscita a portare avanti uno straccio di programma. La stessa Autorità (delibera 66/05) dice che sono quantificati solo 1/3 dei lavori previsti e che per questi solo il 50% è realizzato. In pratica fallimento totale. Che sappia addirittura riavviare una centrale mi sembra clamoroso! Ma è la stessa Sogin che ha come amministratore un ex dirigente dell’Enel Sole, cioè del reparto che si occupa di illuminazione pubblica?

    9. Vittorio scrive:

      Daniele tu hai da ridire su tutto………… . Lascia stare in pace almeno la SOGIN una società veramente seria. Il fatto che i lavori procedano lentamente non è da imputare alla suddetta ma bensì agli enti che non rilasciano le autorizzazioni. Non formalizzare nemmeno sui costi visto che anche se i lavori procedono a rilento le centrali richiedono comunque una manutenzione continua che la Sogin non trascura di certo ma al contrario come ho potuto constatare di persona gli standard qualitativi arrivano davvero all’eccellenza.

      Distinti saluti.

    10. daniele scrive:

      Gentilissimo Vittorio certo saprai della contaminazione di alcune falde acquifere superficiali rilevata all’Eurex dall’Arpa di Piacenza un mese fà ! Pensa è dal 2003 che c’è un rilascio di acqua radioattiva nell’intercapedine della piscina che sini ad ora veniva ripompata nella piscina stessa (forse è questo quello che tu scambi per standard di eccellenza). Pensa che i due pozzi contaminati sono stati resi disponibili peri prelievi solo a febbraio di quest’anno e a giugno di quest’anno l’Arpa dichiarava di non aver riscontrato contaminazioni sulle falde acuifere monitorate. Prima no adesso si, dopo che il Manifesto ha scoperto quello che il generale voleva tenere segreto. Sai lui ha sempre paura che qualche terrorista si faccia esplodere sui siti! Forse è per questo che da 3 anni siamo in emergenza continua e lui e ancora il commissario delegato all’emergenza. Mi sà che l’emergenza sia proprio lui! Collegati al sito dell’Arpa di Salluggia, ad agosto hanno reso pubblici tutti i monitoraggi effettuati dal 2003 sui siti del nord. Bella prova di trasparenza! Per 3 anni silenzio, poi quando qualcuno conosce e pubblica… Se proprio vuoi saperla tutta sulla Sogin scaricati dal sito dell’Autorità per l’Energia ed il Gas la delibera 66/05 (sono sicuro che sai navigare bene) e leggi cosa dice l’Autorità della Sogin.
      E per finire vai al sito della Sogin e cerca il loro documento di studio per il sito di Scanzano. Nelle prime pagine ci sono le 5 lettere degli esperti che danno il loro parere sul sito. Due di queste lettere sono identiche, ovvero fotocopie firmate da due diversi signori. E non finisce qui… quindi mettiti pure sugli attenti quando passa il generale ma stringi le chiappe (ci siamo capiti).

    11. Vittorio scrive:

      per Daniele;
      Prima cosa potresti utilizzare un linuaggio più “cortese”.
      Seconda cosa mi ero gia documentato sul sito dell’ARPA Piemonte ed i valori di concentrazione del radionuclidide (mi pare Stronzio 90) sono talmente bassi da essere in alcuni casi addirittura inferiori a quelli riscontrati nel latte degli allevamenti nazionali. Devi comunque capire che se è presente una perdita non è il terrazzo di casa dove si ripristina l’impermeabilizante e via, per riparare la suddetta piscina bisogna innanzitutto spostare gli elementi di combustibile (e questo è già un grande problema) poi bisogna eliminare lo strato superficiale poichè si tratta di materiali attivati e questa non è cosa semplice anche per la radiopprotezione del personale, ora non so di preciso come siano realizzate questo tipo di infrastrutture occupandomi io di ing. civile ma credo che si faccia prima a costruire una nuova opera, quindi finche i livelli di contaminazione sono così contenuti credo non sia conveniente affrontare tali costi.

      P.S. Aspetto ancora le tue critiche sulla centrale del Garigliano!

      Saluti.

    12. daniele scrive:

      Caro Vittorio dalla tua risposta si evidenziano due cosa:

      1 - Siamo già un po radioattivi se c’è nè un pò in più pazienza tanto i valori sono bassi. Quindi se un tuo parente abitasse in quella zona tu gli diresti che non deve preoccuparsi. peccato che il “buco” della piscina ci sia sin dal 2003, peccato che solo ora l’Arpa mette on line tutti i monitoraggi fatti in questi anni, peccato sapere che dopo Chernobyl il nostro latte nazionale è inquinato di sostanze radioattive.

      2 - Mica si parla di terrazze! Infatti la verità è che non c’è possibilità di riparare la perdita. Cazzo ma ti rendi conto, se hai letto tutta la relazione ultima, avrai letto che a Giugno 06 l’acqua dei pozzi è a posto e dopo due mesi, su due pozzi fatti di recente, sempre dalla Sogin che è il controllato e il controllante, si scopre che qualcosa c’è. Falde acquifere superficiali, acqua, fluido che scorre. Possibile che l’acqua vicino alla piscina è inquinata e quella distante qualche decina o centinaia di metri no! Acqua di superfice, quindi l’acqua del fiume.

      Quella relazione è allarmante perchè rivela a noi poveri comuni cittadini che viviamo in un territorio inquinato dalla radioattività e sentire altra gente dire che il livello è basso e non c’è pericolo mi fà rabbrividire. Non esiste livello basso, esiste il livello zero e se qualche zona d’Italia ha una radioattività superiore vuol dire che chi ha costruito case lì ha sbagliato. Perchè adesso in alcuni paesi internazionali prima di costruire chiedono di sapere i livelli di randon?. Perchè adesso si sà che è dannoso, mentre 50 anni fà non si sapeva. Quindi non ci dite che ci sono posti radioattivi ma la gente ci vive e quindi siamo a posto!

      Per quanto riguarda la “cortesia” ti assicuro che la Sogin il culo rosso lo ha fatto a te e a milioni di italiani che la finanziano con la bolletta elettrica.

      Saluti

    13. Vittorio scrive:

      Per Daniele;

      Perche sei sempre tragico, io andrei tranqillamente ad abitare a ridosso del sudetto impianto, in Italia ma penso in tutto il mondo non esistono luoghi a radioattività zero come la chiami tu, ma la radioattività del fondo è presente anche se con diversi valori in tutte le regioni italiane, a titolo d’esempio nelle pubblicazioni ENEL degli anni ‘70 ho trovato degli studi realizzati dal CNEN che indicano che nel Lazio la dose annua da radiazioni terrestri è di 153 mrem/anno in Toscana 81, Sardegna 99, Piemonte 85, campania 174 ecc… ecc… (scusami se il mrem non è piu tanto utilizzato ma le fonti sono datate) i terreni di origine vulcanica di Lazio e campania spiegano questi valori. Altre fonti di radiazioni naturali sono i raggi cosmici, in media 56 mrem/anno il nostro stesso organismo è radiattivo a causa dei costituenti (C_14, K_40, radio, uranio) e dei cibi e bevande che consumiamo, questi rappresentano circa 25mrem/anno poi gli interventi diagnostici e terapeutici d cui non riporto esempi in quanto ai giorni nostri questi interventi vengono ottimizzati, dovrei quindi avere dati piu recenti, in fine da usi specifici dell’energia nucleare 2 mrem/anno ( qesto valore adesso sarà sicuramente inferiore grazie ai nuovi criteri di progettazione degli impianti nucleari). Piccole dosi derivano da viaggi aerei (nella publicazione viene riportata come fonte anche il qauadrante luminoso degli orologi, visto che in passato venivano ralizzati con l’impiego di composti altamente radioattivi, ma che oggi non esistono piu in commercio).
      Ricorda che il problema delle bollette eletrriche esose in italia non è dovuto alla Sogin ma a quelli come te che sono riusciti a distruggere un programma nucleare di tutto rispetto. Intanto io in casa non metto in pratica nessun consiglio per il risparmio energetico e mi sono comperato un bel piano cottura elettrico da 10 Kw, alla faccia di quelli come te, dell’ENEL, del distacco programnato e di altre bufale simili.

      Saluti.

    14. daniele scrive:

      Vittorio che i raggi cosmici mi passino attraverso il corpo è vero, ma mica divento la torcia dei fantastici Quatrro! Certo che esiste la radioattività naturale ma sarebbe meglio che quelle zone non fossero abitate e comunque l’uomo è sulla terra d un pò di tempo e si è adattato ai cambiamenti. Ma l’energia atomica è una nostra invenzione mentre la radioattività è naturale. Certo che se tieni in mano dell’uranio muori ma non serve tenerlo in mano per vivere. Anche le patate hanno un enzima che produce tumori ma il nostro organismo si è adattato. L’energia atomica è artificiale non naturale! Se non capisci questo! Tu stesso hai detto che i quadranti luminescenti degli orologi non ci sono più perchè dannosi. Bene! Presto anche i televisori eliminerano il tubo catodico ont di radiazoni. Ma allora se queste radiazzioni fanno male perchè dobbiamo usare l’energia atomica che le produce in dosi molto alte!

      Per quanto riguarda la Sogin e il programma nucleare di tutto rispetto lascia perdere.
      Sulla Sogin ci stò lavorando da due anni e sò quello che dico.Per il programma nucleare basta legger la letteratura storica per rendersi conto che siamo stati un banco prova per gli Americani. E il Graigliano è l’esempio tipico.

      Fortunato te che ancora non hai aperto gli occhi (e non ti prendo in giro)

      Auguri

    15. Alex scrive:

      Prima di parlare di qua e di là sulla sicurezza andate a vedere le condizioni della centrale di Borgo Sabotino, la gente curiosa entra ed esce quando gli pare, tra un po’ si portano il reattore a casa

    16. Giuseppe scrive:

      Perdonatemi se entro in una discussione che per me è tabù perche non sono competente di cose nucleari. Da quello che ho visto e udito guardando la televisione, mi sembra che ognuna delle centrali che sono state in funzione in Italia, e da tempo hanno cessato la loro attività, continui a funzionare come un colabrodo radioattivo. E’ da qui che parte la sfiducia, nel nucleare, di molti ignari italiani come me. E la durata di radioattività delle scorie non sarebbe motivo di tanto allarme se non ci fosse la diffusa consapevolezza dell’incredibile incuria in cui sono conservati i resti di alcune di queste attrezzature. Se una legge consentisse, con finanziamenti opportuni, l’installazione di pannelli fotovoltaici sul lato a mezzogiorno di ogni edificio, il problema della corrente elettrica trovevebbe un buon contributo di soluzione, senza “sporcare” in modo irrimediabile.

    17. Pietruccio scrive:

      x Giuseppe

      Tutte informazioni sbagliate.

      Le centrali nucleari anche quando sono in funzione non perdono radioattività come un colabrodo ma è cpnsentito che emettano molto meno delle variazioni della radioattività ambientale della zona (e forse non ti hanno detto che una centrale a carbone emette, per via delle ceneri, molta più radioattività di una nucleare).

      Col fotovoltaico sui tetti, ammesso che si potessero produrre tanti km-quadrati (se ne produce 30 all’anno in tutto il mondo e per coprire i soli tetti italiani ne servirebbero 500 di km-qadrati) faresti solo, si e no, circa il 20% dell’energia elettrica, ma con dei costi da paura (sui 500 miliardi di € per l’impianto, se poi lo stato dovesse pagare gli incentivi allora dovrevve sborsare 30-35 miliardi l’anno, solo per quello, poi bisognerebbe produrre il restante 80% dell’energia elettrica che manca e procurarsi fonti primarie di energia per 10 volte tanto)

    18. Edoardo scrive:

      Per Giuseppe:

      Vorrei far presente che al tempo del nucleare italiano (dal 1963 entrata in funzione della prima centrale all’87 anno dello stop causa referendum) c’era molta meno esperienza tecnica ed attenzione circa altri aspetti (attentati, incidenti severi, infiltrazioni malavitose) eppure all’epoca in Italia, specie negli anni ’70 – inizi ’80, la malavita ed il terrorismo imperversavano.

      Nonostante ciò il settore nucleare non ha mai dato problemi di alcun tipo a differenza, per esempio dall’industria chimica (Porto Marghera, Seveso) o da quella dell’amianto; già all’epoca ci si poneva i problemi di radioprotezione ed innovazione tecnica, vigilando (Enea/Enel al tempo statale) che gli impianti funzionassero al meglio: dopo l’incidente di TMI del 1979, Trino Vercellese fu fermata più di un anno per aggiungere tutte quelle accortezze tecniche che evitassero problemi simili…Trino funzionò poi senza problemi fino all’87 producendo 13 volte in più il fabbisogno elettrico della provincia di Vercelli (vedi sito internet Sogin)
      Solo la centrale del Garigliano (Caserta) già chiusa dal 1978 ebbe vari problemi ai generatori di vapore (nulla a che vedere con perdite di radioattività) ma nella zona, i casi di malattia neoplatiche ed altro, non mostravano particolari differenze da altre zone ove non c’erano centrali atomiche.
      Il documentario di Rai Tre dello scorse novembre insisteva su problematiche attuali del vecchio nucleare, ma scusate: si è voluto fermare e smantellare tutto, risicare i finanziamenti per il decommissing, eliminare importanti supporti tecnici in un settore altamente tecnologico (e quindi più difficilmente attaccato dalla malvita (una cosa è maneggiare e nascondere immondizia tutt’altro è avere a che fare con le scorie)

      Secondo la mia opinione, e non voglio certamente convincere nessuno tra l’altro parlo per mia convinzione non per interesse o guadagno , ad oggi nel settore nucleare gli standard di sicurezza sono altissimi e le problematiche legate alle scorie, agli attentati, al terrorismo sono state ampiamente sviluppate ed approfondite: la centrale di Olkiluoto in Finlandia non sarà consegnata per tempo; ebbene il ritardo è dovuto a ulteriori schermature e rafforzamenti dell’edificio reattore (ovviamente gli antinuclearisti dicono che il ritardo è dovuto a “gravi problemi tecnici”)

      Se hai tempo e voglio ti coniglio questi testi:

      Gestione scorie:
      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...

      Sicurezza impianti:
      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Note%20sulla%20Sicurezza%20Nuc...

    19. Edoardo scrive:

      Volevo dire: Se hai tempo e voglia ti consiglio questi testi:
      Chiedo venia per gli errori di battitura.

    20. Giuseppe scrive:

      Ringrazio Edoardo per la lettura offertami delle relazioni tecniche sulla sicurezza, endemica, dei nuovi impianti. Tali nuove strutture sembrano avere margini di sicurezza veramente molto elevati. Mi rassicurrebbe di più sapere se i tecnici abbiano analizzato puntualmente tutte le possibili ipotesi di autoinnesco di reazioni non volute sia nelle strutture stesse degli impianti che nelle scorie. Consapevole della mia ignoranza non posso non giustificare i miei timori. Ma è il fascino della scienza e della fede che ha segnato il progresso dell’umanità. Per questo ho apprezzato il riferimento al grande Galileo Galilei che io venero. Immagino banalmente che se oggi si potesse fare a meno del nucleare, possedendo fonti di energia non inquinanti altrettanto efficaci, saremmo tutti meno inquieti per l’economia e per la salute.

    21. Pietruccio scrive:

      x Giuseppe

      “…Mi rassicurrebbe di più sapere se i tecnici abbiano analizzato puntualmente tutte le possibili ipotesi di autoinnesco di reazioni non volute sia nelle strutture stesse degli impianti che nelle scorie…”

      Ma è logico!

      Quello che la gente teme di più si chiama in gergo “incidente di reattività“, cioè la possibilità che la reazione scappi di mano.

      Non è certo questo, il pericolo maggiore, soprattutto nei reattori che utilizzano acqua normale sia come refrigerante che come “moderatore”, dove la reazione è “intrinsecamente stabile” perchè un eccesso di reattività del nocciolo si tradurrebbe in un aumento di potenza che a sua volta produrrebbe effetti che tendono a spegnere il reattore.

      C’è anche tutta un’altra serie di controreazioni, ma sarebbe troppo complicato spiegarlo: l’energia atomica non tende spontaneamente a fare “boom” ma, nel peggiore dei casi, tende a fare “splash” (per fare le bombe atomiche bisogna ricorrere ad opportuni accorgimenti).

      La domanda che mi fanno di solito quando faccio questa affermazione è come sia potuta succedre allora l’esplosione a Chernobyl. Semplice: a Chernobyl non c’è stata nessuna esplosione nucleare.

      L’eccesso di potenza ha prodotto altissime temperature con formazione di composti chimici tipo metano (acqua con grafite) e idrogeno (acqua con zirconio) che mischiati all’ossigeno dell’aria hanno fatto esplodere chimicamente lo spazio interno all’edificio (più che altro il tetto del reattore).

      Non ci credete? Ma una esplosione nucleare (di fissione) è stata quella di Hiroshima dove ha reagito circa 1 kg di materiale su circa 60 kg presenti nell’ordigno. A Chernobyl c’erano tonnellate di plutonio e centinaia di tonnellate di uranio: un’esplosione atomica avrebbe polverizzato le città vicine, non avrebbe fatto saltare il tetto del reattore lasciando ancora vivi i tecnici della sala controllo.

      Semplicemente il reattore non poteva esplodere per ragioni fisiche. Come l’acqua: contiene idrogeno e se vi portate una bottigli d’acqua sul sole quell’acqua libererebbe un’energia non molto diversa da quella dell’atomica di Hiroshima (di idrogeno ce n’è meno come quantità ma la sua reazione nucleare produce più energia di quella dell’uranio per unità di peso). Eppure ciascuno di noi beve tranquillamente l’acqua e la “maltratta” senza preoccuparsi minimamente della gigantesca quanttà di energia che possiede, perchè sappiamo bene che, anche se possiede montagne di energia atomica, non può esplodere. Perchè? Ma per le solite ragioni fisiche, come l’uranio e il plutonio contenuto nei reattori.

      Altri sono i problemi su cui sono tarati i sistemi di sicurezza, e una Chernobyl, coi reattori EPR del tipo previsto in Italia, non può succedre in nessuna maniera, ma il discorso sarebbe lungo.

      L’inqietudine a cui fa riferimento non ha una giustificazione su basi tecnico-scientifiche: l’hanno spaventata i media che hanno semplicemente “giocato sporco”, per cavalcare l’onda e per altri bassi motivi su cui, per carità cristiana, è meglio soprrassedere.

    22. Edoardo scrive:

      Per Giuseppe:

      Mi rassicurrebbe di più sapere se i tecnici abbiano analizzato puntualmente tutte le possibili ipotesi di autoinnesco di reazioni non volute sia nelle strutture stesse degli impianti che nelle scorie.

      Mi torna in mente una critica che spesso si fa, in ambito di stoccaggio di scorie, è questa: le scorie (quelle di III categoria, il 2% sul totale dei rifiuti atomici) sono vetrizzate ma le medesime, oltre a radiazioni, emettono calore: il calore, col passare dei secoli può far rompere e/o degradare dette matrici vetrose.

      Il vetro utilizzato per inglobare e diluire le scorie non è quello della finestra o delle bottiglie di acqua ma sono vetri trattati con zirconio, argento, boro ed altri materiali che lo rendono il composto con altissime capacità meccaniche e di resistenza ad alte e/o basse temperature (per esempio il tipo di vetro creato dai laboratori francesi Areva R7T7): c’è chi afferma che la sola vetrificazione delle scorie permette la loro custodia per più di 500.000 anni.

      Infine alla domanda riguardo all’affidabilità dei siti geologici (sale, salgemma, argilla) ed al tempo di dimezzamento delle scorie: “Ma cosa ne sapete voi cosa succede fra un milione di anni?” Ebbene la risposta scientifica sta nei precedenti naturale per esempio Oklo nel Gabon (Africa) ove, 2 miliardi di anni fa, in una zona altamente ricca di uranio, per processi geologici e termici si svilippò ben 17 “reattori naturali” che durò per 13 milioni di anni, producendo immani quantità di energia e producendo solo due tonnellate di scorie di III categoria. Tutto avvenne in un sito ov’era presente salgemma e argilla che contennero, per secoli e secoli, reazioni nucleari e scorie senza pericoli per l’ambiente circostante. Caso analogo sucesse sempre in Africa nella località Bagombe.

      Saluti.

    23. Egisto scrive:

      Forse Giuseppe si riferisce agli incidenti di criticità, che possono essere molto pericolosi per gli operatori ma difficilmente possono provocare conseguenze all’esterno.

    24. Renzo Riva scrive:

      Per Giuseppe che venera Galileo Galilei

      http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=58858

      http://www.galileo2001.it/

    25. Edoardo scrive:

      Non c’è attività umana (industriale, scientifica, economica, ricreativa, ecc…) a rischio zero. Il settore nucleare è quello che ha la più bassa incidenza (nonstante le continue catastrofi dei mass media non appena si fulmina una lampadina in un impianto!)

      Dei 440 reattori in funzione ad oggi, è maturata un’eseperianza di 150000 anni/esercizo (l’attività totale dei reattori nel mondo) e la percentuale di inciodenti seri è bassissima.

    26. Renzo Riva scrive:

      Inviato al “Messaggero Veneto” di Udine

      NUCLEARE
      Conoscere
      per non temere

      Da parte mia voglio dire qualcosa sullo “inquinamento radioattivo”.
      Ci dicono che al momento del Big-Bang e dopo la formazione dei sistemi
      galattici nell’universo la radioattività sulla Terra era tale da non
      permettere la vita qualora avesse potuto essere presente.
      Si pensi che oggi la radioattività naturale è migliaia di volte inferiore
      rispetto a quei tempi a causa del decadimento a cui sono soggetti i vari
      elementi radioattivi, seppure con tempi diversi, e che fra miliardi di anni
      la radioattività naturale sarà trascurabile.
      Pertanto anche non utilizzassimo i combustibili nucleari essi si
      esaurirebbero naturalmente per decadimento degli stessi.
      Pertanto la vita è stata possibile sulla Terra solo quando la
      radioattività si ridusse a valori tali da non distruggere le combinazioni biochimiche nel “brodo” primordiale.
      Raccogliere il materiale fissile e bruciarlo nei reattori, oltre a
      permetterci una quantità abbondante di energia ed a buon mercato, permette all’umanità una qualità della vita che solo prima dell’era industriale il Mondo d’allora nemmeno la sognava.
      Inoltre le cosiddette “scorie pericolose” sono in quantità pari allo 0,5%
      del materiale radioattivo originario, fra 20÷25 anni i futuri reattori nucleari
      di quinta generazione praticamente non ne produrranno e ci dà più sicurezza collocarle in depositi geologicamente stabili, che lasciare gli elementi radioattivi naturali sparsi come “spazzatura” dappertutto nell’ambiente.
      Si provi a vedere da questo punto di vista e le cose non saranno
      “problematiche” come talvolta vengono descritte.
      Si pensi solo alla medicina nucleare ed a tutti i mezzi diagnostici, primo
      fra tutti la risonanza magnetica che sono il frutto dello studio ed
      applicazione di radiazioni ed ovviamente alle inevitabili scorie che
      producono.
      Come dico spesso, e purtroppo per i “Verdognoli”, le leggi scientifiche non
      accettano votazioni a maggioranza e minoranza e pertanto non sono né di
      destra né di sinistra e per giunta sono assolutiste e pertanto “non democratiche”.

      Renzo Riva
      Comitato Italiano
      Rilancio Nucleare - Fvg

    27. Edoardo scrive:

      Per Renzo:

      su alcuni giornali riportavano la notizie che un sito possibile per le future centrali nucleari italiane è Monfalcone, dove c’è già una centrale a carbone. Hai notizie in proposito?

    28. Renzo Riva scrive:

      Notizia di ieri la Slovenia rifiuta la possibilità di una partnership con la regione FVG per la costruzione del prossimo reattore da costruirsi accanto all’esistente e che fornisce il 37% del fabbisogno elettrico sloveno.

      Tutti in regione giocano a passare il cerino acceso ad altri.

      Comunicato stampa del C.I.R.N. FVG

      Il Comitato Italiano Rilancio Nucleare del FVG ricorda all’assessore regionale alle infrastrutture Riccardi che la carta dei siti nucleari fu redatta alla fine degli anni ‘70 ed è stata oggetto di una conferenza a Buja il 21 sttembre 2007, nella sala della biblioteca comunale, del prof. Marino Mazzini.
      Pertanto le dichiarazioni rilasciate dallo stesso assessore in risposta ad interrogazioni o interpellanze e riportate dagli organi d’informazione sono parzialmente incomplete.
      Renzo Riva
      Comitato Italiano
      Rilancio Nucleare FVG

      Posso dire che la carta dei siti redatta alla fine degli anni ’70 dallo CNEN (Comitato Nazionale per l’ Energia Nucleare) e che certo l’ENEA originario (Ente Nazionale Energia Atomica) conosceva, tant’è vero che i siti dove l’ENEL costruì le centrali in Italia ne teneva conto e includeva Piemonte, Lombardia (parte più a Sud-Est), Veneto (zona Eraclea e estuario del Polesine), Friuli (asta del tagliamento da Dignano fino al mare e fascia litorale da Caorle fino a Monfalcone) ecc.

      Le regioni escluse sono: Aosta, Trentino Alto Agige, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo.

      Chi desidera ricevere il seguente documento solamente accennato nel seguente titolo scriva o telefoni a:

      Renzo Riva
      Via Avilla, 12/2
      33030 Buja - UD

      renzoriva@libero.it

      349.3464656

      Doc. DISP (79) 7
      COMITATO NAZIONALE PER L’ENERGIA NUCLEARE
      DIREZIONE SICUREZZA NUCLEARE E PROTEZIONE SANITARIA

      CARTA DEI SITI

      (art. 23, legge 2 agosto 1975, n. 393)

      Relazione

      Roma, settembre 1979
      Edito dall’ENEA, Direzione Centrale Relazioni,
      Viale Regina Margherita 25, Roma, Stampa Arti Grafiche S. Marcello, Roma

    29. Renzo Riva scrive:

      Pubblicato in data Giovedì 12 Marzo 2009
      Messaggero Veneto
      Messaggero di Udine
      Pagina XX
      Rubrica: Per posta e per e-mail

      NUCLEARE
      Più potente la lobby di gas e petrolio

      Ricordo al lettore, di cui alla lettera “Dal referendum un esito chiaro” pubblicata il 3 marzo scorso, che sciorina i risultati dei referendum, e qualora lo desideri, che egli potrà promuovere un referendum abrogativo per il nucleare prossimo venturo. La sera del 27 febbraio scorso, Bruno Vespa alla trasmissione Rai “Porta a porta” discuteva del ritorno al nucleare con l’onorevole Pierferdinando Casini, il ministro Claudio Scajola e l’autorità per l’energia e il gas ingegnere Alessandro Ortis. Nell’occasione ricordò quello che successe nel 1987 durante la campagna antinucleare; disse che fu l’unico referendum nella storia della Repubblica dove la Rai impedì un vero e proprio dibattito. Vespa, i giorni successivi al referendum, fece uno speciale che parlava appunto dei risultati; dette la parola a un ingegnere dell’Enel, di cui non citò il nome, che spiegò tutte le vergognose bugie dette i mesi precedenti e in studio qualcuno obiettò: «Perché queste cose non le avete dette prima?». E l’ingegnere: «Non ci è stato possibile». Gli ambientalisti più ottusi affermano che la lobby nucleare è potentissima. Non è, forse, che la lobby del gas e petrolio è molto più potente di quella del nucleare? Al tempo del referendum votai tre volte no e feci una dura considerazione durante un’assemblea del Psi a Majano dicendo: «Compagni, non capite che stiamo esportando le nostre contrad­dizioni all’estero?». Al che, a tanti che non comprendevano e chiesero di spiegarmi meglio, dissi: «Voler chiudere al nucleare in Italia e continuare ad acquistare l’energia prodotta col nucleare dai Paesi contermini, per la maggior parte dalla Francia - il 18% del fabbisogno elettrico del tempo-, è o non è una contraddizione insanabile?». Ricordo che gli esiti di un referendum possono essere rimessi in discussione dopo 5 anni e pertanto il Parlamento può, e lo ritiene, introdurre dalla porta ciò che era stato scaraventato dalla finestra. Non paia strano, ma in questo Paese si andò oltre il dettato referendario. L’Italia, unico Paese al mondo. Nemmeno l’Urss in Ucraina, dopo Chernobyl, chiuse le centrali nucleari da poco entrate in funzione e la riconversione per quella di Montalto di Castro, in fase di costruzione avanzata. Questa decisione pusillanime del mondo politico d’allora ci costò, e continua tutt’oggi a costarci, 200.000 miliardi di lire e l’effetto indotto sull’economia altri 300.000 miliardi di lire negli ultimi 20 anni. Però è ancora più strano che invece i referendum sulla responsabilità civile dei magistrati -disatteso-, sul finanziamento pubblico ai partiti e sull’abolizione del ministero dell’agricoltura siano stati vanificati da provvedimenti sostitutivi che praticamente li disattendevano. Per ultimo si sottolinea che l’importazione di energia prodotta con il nucleare, attualmente il 13% del fabbisogno elettrico nazionale, calmiera il prezzo del kWh nel mercato italiano che altrimenti sarebbe più caro.

      Renzo Riva
      Comitato italiano
      rilancio nucleare - Fvg

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