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Rai Tre - Presadiretta - Nucleare

20 Settembre 2010 di Amministratore

Si segnala che ieri sera 19 settembre è andata in onda su Rai Tre una puntata del programma di approfondimento “Presadiretta” dal titolo “Nucleare” di Vincenzo Guerrizio, Riccardo Iacona, Alessandro Macina.

Per rispondere ad alcune domande sull’ energia nucleare sono stati inviati alcuni giornalisti in Finlandia, Germania, Francia, Inghilterra: i paesi europei che da più anni convivono con l’ industria nucleare dell’energia.

E’ possibile rivedere in streaming online la puntata di “Presadiretta” dal titolo “Nucleare” sul sito della Rai.



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  • 62 Commenti a “ Rai Tre - Presadiretta - Nucleare”

    1. ferramroberto scrive:

      salve,
      volevo farvi complimenti per il blog
      veramente molto bello
      continuate cosi!

    2. Pietruccio scrive:

      Questo intervento l’ho messo anche su un’altra pagina ma qui ho tolto qualche errore di battitura.

      Non ho tempo ma due parola sulla trasmissione Presadiretta di Iacona di ieri sera.

      Propaganda allo stato puro.

      Mi chiedo se si renda veramente conto dei danni che sta facendo.

      Non parlo del tirare la corsa al gas e alle grandi speculazioni sulle rinnovabili con quel martellare continuamente che non solo le centrali atomiche non vanno costruite ma soprattutto bisogna chiudere quelle esistenti: in un mercato libero la pubblicità e la concorrenza sono ammessi e un giornalista ha il diritto di parteggiare per chi vuole. Bravo com’è, poi, penso che lo paghino anche bene (la Rai intendo).

      Il danno vero è un’altro. E’ il modo di affrontare le questioni. Fa esattamente l’opposto di quello che si cerca di fare a scuola (vi farei leggere i documenti degli obbiettivi di classe): per far crescere i ragazzi e preparare le generazioni future si cerca di educarli alla razionalità, alla verità, al sostegno motivato delle proprie idee, alla responsabilità, al rispetto, alla correttezza ecc…

      Poi arriva la televisione e fa della maldicenza, del pregiudizio, della superficialità la propria scuola, con un mezzo che è migliaia di volte più efficace del nostro: educa le persone a diventare come certe malevole pettegole che demoliscono le persone che, diciamo, stanno loro antipatiche, mettendo in giro le “voci” più feroci. Credo che tutti conosciamo bene persone di questo tipo (manipolatori) e l’efficacia di questa tecnica. Già fanno molti danni questi ometti piccoli piccoli: figuriamoci quando questi sistemi vengono utilizzati dalla televisione e per decidere le politiche energetiche nazionali e europee per il prossimo futuro.

      Questa è la cosa grave: il problema energetico, come molti altri (immigrazione, sovrappopolazione, diritti umani, delocalizzazione della produzione, esaurimento delle materie prime, ecc…), non è importante, è vitale. Una programmazione che volesse mitigare un po’ i danni richiederebbe il meglio del meglio delle capacità organizzative e scientifiche umane.

      Un approccio da deficienti (dove si arriva a delle conclusioni guardando, con interviste ad hoc, dei microcasi atti a “dimostrare” proprio quello che si vuole senza fare una panoramica che aiuti a capire il contesto) porterà a una montagna di guai perchè non solo non ci si dota degli strumenti adatti ad affrontare problemi di questa portata, ma si creano problemi anche dove non ci sono.

      Tanto per fare qualche esempio (ma bisognerebbe scrivere un documento di molte pagine per far capire quanto le cose dette in trasmissione siano lontane dalla realtà) sia chiaro che:

      - le centrali atomiche non producono palline radioattive che poi vengono gettate nei cortili dei civili circostanti ignari di tutto,

      - la realizzazione di un reattore non viene fatta a caso affidando il progetto delle saldature a “ingegneri” di dubbia validità (quando uno parla in modo incomprensibile qualche dubbio mi viene…) che si inventano cosa fare in cantiere e poi, così, a caso e di loro iniziativa, vanno a vedere se un anno dopo quei progetti per caso girano fra gli operai (nella costruzione di una centrale si opera in regime di Garanzia della Qualità, di cui ho parlato tante volte, e tutto viene registrato e ognuno è responsabile personalmente delle lavorazioni che fa e che controlla, ricordo anche che dichiarare il falso per un tecnico è reato),

      - è reato anche non effettuare i controlli radiologici su una persona che è stata irraggiata, tanto, come sembra di capire dall’intervista, se uno ormai è radioattivo è inutile “disturbare” gli strumenti che “suonano”,

      - quello della CRIIRAD è tutt’altro che un parere obbiettivo, ma è nettamente di parte e palesemente antinucleare, e, sinceramente, se credono davvero nelle cose che raccontano, è anche poco competente,

      - ecc…

      ———————-

      Avrei molte altre cose da dire ma mi devo fermare qui. Faccio solo un’ultima precisazione su una questione che vedo non viene mai presa in considerazione.

      Un problema vero che hanno tirato fuori, secondo me, è invece il modo di organizzare la costruzione del reattore: ho la sensazione che per contenere i costi si siano cercate delle ditte sul mercato internazionale che col sistema di concorrenza feroce che c’è forse hanno fatto gare al ribasso. Quello, come ho detto tante volte, non è il modo di costruire opere della complessità e dell’importanza di una centrale atomica. Un conto è lavorare nel mondo dell’elettronica, dell’informatica, del commercio della frutta ecc… dove tutto sommato le cose basta farle in qualche maniera e chi le fa in fretta (e magari male) ha tutto da guadagnare. Un’altra cosa è lavorare in un ramo come quello nucleare dove la sicurezza e l’affidabilità sono la prima cosa e sono obbiettivi che vanno raggiunti prima di tutto con una base culturale adeguata oltre che operare con una sistema di procedure (la Garanzia della Qualità). I metodi e la mentalità di questo mercato libero, globalizzato e demenziale, non si adattano alla tecnologia nucleare: chi decide di farla deve creare un’isola dove si lavora in un certo modo (con serietà, competenza, precisione ecc…).

      ———————-

      Riguardo alle leucemie infantili consiglio anche questo articolo

      http://www.newclear.it/?p=2046

      e a meno che gli svizzeri (e anche gli svedesi) non siano tutti deficienti…
      il caro Iacona…

    3. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      ferramroberto :

      grazie per il tuo commento!
      i complimenti vanno divisi con tutti gli utenti-lettori che animano le discussioni, rendendo il dibattito interessante.

    4. Michele Greco scrive:

      Finalmente si legge qualcosa di serio su un problema serio.
      Non ho avuto la “fortuna” ieri sera di seguire detto programma di Rai 3 ma ritengo che sarebbe stato superfluo conoscendo la posizione che Rai3 assume nei riguardi del nucleare, del sapere e della verità-
      Allora, caro Pietruccio, siamo o non siamo d’accordo che si vuole convincere, senza esserne in grado di dimostrarlo, che il nucleare è pericoloso, sconveniente, mostruoso per questo paese di “culture alternative” ? Lei ha scritto una bella pagina senza accedere a notizie scientifiche specifiche, eppure ha scritto una pagina di chiara e convincente letteratura, utile quanto, se non di più, d’una pagina scientifica. Lei ha parlato di cattiva e voluta educazione pubblica a danno di chi vorrebbe capirne di più ed avvicinarsi ad una verità anzicchè allontanarsi.
      Lei pensa che questo nostro interloquire aiuti la soluzione del problema, di quel problema che, a monte di ogni riflessione scientifica, è voluto, interessato, speculativo e delinquenziale.
      Michele Greco

    5. Enrico D'Urso scrive:

      per me è difficile, sono pochi quelli che guardano fuori dal proprio orto per vedere quello altrui, e vedere se l’altro è più verde (o più fosforescente direbbero alcuni…..)

      come ha detto però pietruccio, raramente si è assistiti ad una manipolazione della realtà. lo studio ministeriale tedesco dice ad esempio l’esatto contrario di quanto affermato, cioè che il metodo usato è scorretto, che non si riscontra alcuna correlazione fra vicinanza di impianti e leucemie e che la dose emessa dagli impianti è 10.000 inferiore rispetto a quella naturale

      per il latte radioattivo, si “dimenticano” di dire che a sellafield c’è stato il più grave incidente del mondo occidentale nel 1957. fanno confusione fra centrale nucleare (che poi sono 2, calder hall con 4 reattori e windscale che è il prototipo degli AGR), centro riprocessamento, centro arricchimento, reattori militari….è tutto lì dentro, e questo non aiuta la comunicazione esterna.

      il tanto voluto “contraddottorio”, voluto ed esigito dagli antinuclearisti, si è ridotto a 5min dei tecnici di areva.

      non sono state mostrate le soluzioni trovate in finlandia ed in svezia

      l’intervistatore, quando passeggiava per le hagrue in quello stanzone dove sono le scorie vetrificate, non aveva paura? le aveva a soli 2m sotto i piedi…..eppure……

      bhà………

    6. matteo scrive:

      Ora anche Massimo Giannino e Reinhold Messner si sono messi a farneticare sul nucleare.
      Incommentabili i deliri di Massimo Giannini (attualmente vicedirettore de La Repubblica) sull’allegato Affari e Finanza di oggi:
      repubblica.it/supplementi/af/2010/09/20/copertina/001janin.h...
      Anche Reinhold Messner dice la sua sull’energia nucleare, nel numero di ieri (Domenica 19 Settembre 2010) de La Gazzetta dello Sport
      (pagina 37), con il tragicomico titolo: “Il nucleare nuoce Copiamo i tedeschi“. Eccovelo, integralmente:
      Il nucleare nuoce Copiamo i tedeschi
      In Germania il cancelliere Angela Merkel è contestata perché vuole prolungare l’utilizzo di 17 centrali nucleari oltre il 2022 indicato dal governo precedente come termine ultimo per la definitiva rinuncia a questo genere di energia. In Italia, dove il governo ha in programma la costruzione di alcune centrali, c’e chi ha approfittato del caso tedesco per sostenere che esso conferma la necessità del ricorso al nucleare. In realtà, si tratta dell’esatto contrario. Anche il governo della Merkel conferma quanto sostenuto dai Verdi quando facevano parte della maggioranza: il nucleare é doppiamente negativo. Perché comporta rischi troppo alti e soprattutto perché costa troppo. A patto che si abbia l’onesta di mettere nel conto anche i costi di smaltimento dei rifiuti che produce. Cosa che in Italia ci si guarda bene dal fare. Ancora non sappiamo come smaltire quelli prodotti dalle centrali fortunatamente bloccate dal referendum popolare che disse di no a questo genere di energia, eppure nei conti presenti per propagandare l’utilità del nucleare non si fa cenno al costo dello smaltlmento che sarà necessario in futuro. Lo si scarica in silenzio sulle generazioni che verranno. In Germania la Merkel ha proposto di prolungare l’utilizzo delle centrali esistenti per avere il tempo di sostituire totalmente il nucleare con le energie rinnovabili.
      Insomma, non spenderà soldi per il nucleare. Al contrario, intende aumentare la tassazione su di esso per procurarsi maggiori investimenti per sviluppare le fonti di energia non inquinanti. Quelle per le quali l’Italia sembra fatta apposta, grazie al sole che vi splende tutto l’anno e al vento che scende nelle valli dalle Alpi e dagli Appennini.

      (a metà del delirio, vi é una foto di una manifestazione tedesca contro la Merkel, con in didascalia: “Una manifestazione anti-Merkel: l’allungamento del ricorso al nucleare sino al 2011 serve a garantire la totale sostituzione con le energie rinnovabili“.)
      By Reinhold Messner info@reinholdmessner.it
      Ora si attende il parere di un’altro grande esperto di Scienza, Adriano Celentano! Sad Povera Italia!
      nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70&pid=591#p...

    7. Renzo Riva scrive:

      Ieri sera sul nucleare c’è stata
      solo comunicazione
      senza informazione.

    8. Cher scrive:

      http://www.repubblica.it/supplementi/af/…janin.html

      tratto dal link “………..Non solo. Come ha scritto il New York Times, tutti i maggiori esperti mondiali del settore concordano su un fatto: si è verificato uno storico «crossover» tra i costi del nucleare e quelli dell’energia solare fotovoltaica. Per la prima volta i secondi sono inferiori ai primi. E dunque, come indicato in un report al Congresso Usa, gli Stati Uniti si accingono a loro volta a cambiare strategia, riducendo gli investimenti sul nucleare e concentrandoli sulle fonti rinnovabili. Nel Belpaese, di tutto questo, non si occupa nessuno. Affondiamo, sereni, nel caos atomico berlusconiano.
      by Massimo Giannini (attualmente vicedirettore del quotidiano La Repubblica)
      m.giannini@repubblica.it

      Questo, scovato e divulgato sul neclearmeeting(http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70&page=4) , ma ,aimè, sfuggito al vice direttore, lo riporto sia in inglese che tradotto:

      New York Times corrects the record on nuclear power versus solar

      August 3, 2010 — In late July the New York Times published an article that states solar power is more affordable than nuclear. It was subsequently published in a series of newspapers and online publications across the globe and then it came to light that the data used to back up the article was obtained through research that was paid for by an group that opposes nuclear power.

      Fortunately the Times re-released the story with an addendum, which even states the writer did not use any other data, most of which conflicts the study she did quote.

      The following is a copy of the printed addendum:

      Editors’ Note: August 3, 2010

      An article published July 27 in an Energy Special Report analyzed the costs of nuclear energy production. It quoted a study that found that electricity from solar photovoltaic systems could now be produced less expensively than electricity from new nuclear power plants.

      In raising several questions about this issue and the economics of nuclear power, the article failed to point out, as it should have, that the study was prepared for an environmental advocacy group, which, according to its Web site, is committed to ‘’tackling the accelerating crisis posed by climate change - along with the various risks of nuclear power.'’ The article also failed to take account of other studies that have come to contrasting conclusions, or to include in the mix of authorities quoted any who elaborated on differing analyses of the economics of energy production.

      Although the article did quote extensively from the Web site of the Nuclear Energy Institute, an industry group, representatives of the institute were not given an opportunity to respond to the claims of the study. This further contributed to an imbalance in the presentation of this issue.
      *********************************
      Traduzione con traslate di google:
      New York Times corregge il record sul nucleare contro solare

      3 agosto 2010 - Alla fine di luglio il New York Times ha pubblicato un articolo che indica l’energia solare è più accessibile di quello nucleare. Essa è stata successivamente pubblicata in una serie di giornali e pubblicazioni online tutto il mondo e poi venne alla luce che i dati utilizzati per il backup del articolo è stato ottenuto attraverso la ricerca che è stato pagato da uno del gruppo che si oppone al nucleare.

      Per fortuna il re-released Times la storia con un addendum, che afferma anche lo scrittore non ha utilizzato tutti gli altri dati, la maggior parte dei conflitti che lo studio ha fatto un’offerta.

      La seguente è una copia del addendum stampato:

      Nota Editors ‘: 3 agosto 2010

      Un articolo pubblicato 27 luglio in una relazione speciale dell’energia ha analizzato i costi di produzione di energia nucleare. Ha citato uno studio che ha trovato che l’energia elettrica da impianti solari fotovoltaici potrebbe ora essere prodotti a costi minori di elettricità da nuovi impianti nucleari.

      Nel sollevare diverse domande su questo problema e l’economia del nucleare, l’articolo mancato di sottolineare, come avrebbe dovuto, che lo studio era preparato per un gruppo di difesa dell’ambiente, che, è impegnata secondo il suo sito web, di'’ affrontare la crisi accelerando posti dai cambiamenti climatici - insieme con i vari rischi del nucleare.'’L'articolo ha anche omesso di tener conto di altri studi che sono giunti a conclusioni contrastanti, o di includere nel mix delle authorities citato che ogni elaborato analisi delle differenti condizioni economiche della produzione di energia.

      Sebbene l’articolo abbia ampiamente citazione dal sito web del Nuclear Energy Institute, un gruppo di settore, i rappresentanti dell’Istituto non hanno avuto la possibilità di rispondere alle richieste dello studio. Questo contribuì a uno squilibrio nella presentazione di questo problema.
      **********************

      Spero di aver contribuito , nel rimarcare una palese disinformazione, che il “problema” nucleare , dal mio modesto punto di vista, individua il “nocciolo” del cosiddetto “problema”. La disinformazione non è controbilanciata con sufficiente argine, meglio, non prevarica la corretta informazione sulla comunicazione.
      Tutto il resto è “relativo” :)
      Cher

    9. matteo scrive:

      Non ho ancora avuto la voglia di vedere la trasmissione in questione; l’AIN non preparerà una replica circostanziata come fu per report!?

    10. Pietruccio scrive:

      Speriamo di sì. Sono importanti: un riferimento con qualcosa di vero è indispensabile per non lasciare spazio completamente libero ai mistificatori.
      .
      .
      .
      .
      Vedo anche … Reinhold Messner … siamo quasi vicini di valle…
      ma è proprio lui?

      Quello che fa il verde e poi fa gli abusi edlizi a casa sua (in una bellissima valle ai piedi delle dolomiti)?

      Quello che si presenta qui nelle liste ambientaliste e poi fa la pubblicità ai fucili da caccia in Germania?

      Ah… bene… sentivo proprio il bisogno di qualcuno così che mi venisse a fare la morale ambientalista!

      Mi sono già cosparso il capo di cenere.
      Adesso cosa devo fare?

    11. matteo scrive:

      Ciao Pietruccio, ti ringrazio dell’assist sul montanaro Messner, trovato su youtube la sua pessima reazione contro Staffelli (di Striscia la Notizia).
      Ne ho parlato in coda a questo post:
      nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70&pid=591#p...
      Giannini e Celentano completano un quadro desolante.
      Attendo la risposta dell’AIN sulle ennesime farneticazioni di raitre.

    12. Massimo scrive:

      matteo scrive “Non ho ancora avuto la voglia di vedere la trasmissione in questione; l’AIN non preparerà una replica circostanziata come fu per report!?”

      Ma la replica fatta dall’AIN per ‘Report’ poi è stata minimamente presa in considerazione dalla trasmissione?

    13. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Massimo

      in effetti sarebbe magari da vedere e sapere:
      - come esattamente l’ AIN abbia all’epoca comunicato la sua replica
      - se e come “Report” abbia risposto all’ AIN.

      non so se e come “Report” abbia risposto all’ AIN in quel caso, però per esperienza diretta posso dire che in passato ad alcune segnalazioni mosse (via mail) per una ancora precedente puntata sul nucleare (alcuni anni fa), ci fu una sollecita e cortese risposta (via mail).

    14. Cher scrive:

      assonucleare.it/Documenti%20AIN/Osservazioni%20Report%2029-0...
      Tratto dalla replica di AIN alla trasmissione report:
      ASSOCIAZIONE ITALIANA NUCLEARE
      Palazzo Baleani – Corso Vittorio Emanuele II, 244 – 00186 Roma
      Tel.: +39 331 2760106 - E-mail: info@assonucleare.it – Website: www.assonucleare.it
      Roma, 6 Aprile 2009 RACCOMANDATA A.R.
      Al Presidente della RAI
      Ai Componenti del CdA della RAI
      Al Direttore Generale della RAI

      Viale Mazzini, 14
      00195 ROMA
      Al Presidente della Commissione di Vigilanza
      sui Servizi Radiotelevisivi
      Palazzo San Macuto

      Via del Seminario, 76
      00187 ROMA
      Al Presidente dell’AutoritÃ
      per le Garanzie nelle Comunicazioni

      Via delle Muratte, 25
      00187 ROMA
      Oggetto: Trasmissione “Report” del 29.03.2009
      Come cittadini italiani crediamo che il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo - e quindi della RAI, che ne
      è la concessionaria esclusiva - sia quello di informare correttamente e di concorrere allo sviluppo sociale e
      culturale del paese in conformità ai principi di libertà e pluralismo sanciti dalla Costituzione.
      L’ordinamento vigente spiega in modo chiaro cosa si intenda per diritto all’informazione. In particolare,
      - la Corte Costituzionale, nell’interpretazione dell’art. 21 della Costituzione, ha riconosciuto in ben
      quattro sentenze l’esistenza di un vero e proprio “diritto all’informazione”, affermando il principio
      che i cittadini-utenti hanno il diritto di ricevere “un’informazione completa, obiettiva, imparziale ed
      equilibrata”;
      - la legge 103/1975 afferma che “l’indipendenza, l’obiettività e l’apertura alle diverse tendenze politiche,
      sociali e culturali, nel rispetto delle libertà garantite dalla Costituzione, sono principi fondamentali
      della disciplina del servizio pubblico radiotelevisivo”;
      - la legge 223/1990 pone a base del sistema radiotelevisivo pubblico e privato “il pluralismo,
      l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni, tendenze
      politiche, sociali, culturali e religiose, nel rispetto delle libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione”;
      - la sentenza della Corte Costituzionale n. 112 del 24 marzo 1993 stabilisce esplicitamente che il “diritto
      all’informazione” garantito dall’art. 21 della Costituzione è “qualificato e caratterizzato: a) dal
      pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie; b) dall’obiettività e dall’imparzialità dei
      dati forniti; c) dalla completezza, dalla correttezza e dalla continuità dell’attività di informazione
      erogata”;
      - l’articolo 3 della legge 112/2004 e l’articolo 3 del testo unico della radiotelevisione (D.lgs. 177/2005)
      stabiliscono entrambi che “Sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo (…) l’obiettività,
      la completezza, la lealtà e l’imparzialità dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni e tendenze
      politiche, sociali, culturali e religiose”.

    15. matteo scrive:

      Che io sappia, Report ha utilizzato la replica dell’AIN come cartaigienica! Ahimé! Non mi risulta che report sia tornata pubblicamente sull’argomento in questione, interpellando le persone compententi e non associazioni ambientaliste e personaggi che rilasciano interviste dal salotto di casa come nelle riviste di gossip stile Chi di Alfonso Signorini! :-)
      Anzi, raitre, con Presa diretta ha alzato il tiro! Pazzesco dal servizio pubblico!

    16. Enrico D'Urso scrive:

      vorrei farvi notare una cosa, uno scambio di frasi nella puntata

      quando sono a le hagrue e sono vicino ad un cask chiuso (che è presumibile al 99% che contenga elementi esausti di combustibile), come prima cosa vorrei farvi notare che l’intervistatore non ha minimamente pausa a stare a 1m da una decina di elementi di combustibile che emettono dosi dell’ordine di molti Sv/h……ma vabbè, tralasciamo questo particolare, si scandalizza per dosi di uSv/h ma per dosi di molti Sv/h non gli fa un baffo…..i poteri della matematica

      quando chiede come viene trasportato il cask e via discorrendo, gli si dice il cask è studiato per avere sicurezza assoluta dopo caduta di 9m, la domanda logica che fa quindi è: e se c’è un ponte di oltre 9m? risposta: non ci passa!
      bhè, non l’ho visto scomporsi per questa ammissione che non si fanno cose a rischio come passare per ponti alti 9.5m o via discorrendo….che poi 9m mi pare poco, io avevo letto molto di più, ma non è il discorso dell’altezza che importa ora……ma non ho sentito alcuna approvazione, da parte del giornalista, del fatto che non si fanno cose rischiose? che se il viaggio corto passa da un ponte alto 10m, si sceglie una strada più lunga? nessuna approvazione, si è solo glissato…..

      intrigante…….

    17. Massimo scrive:

      Staff scrive: “non so se e come “Report” abbia risposto all’ AIN in quel caso, però per esperienza diretta posso dire che in passato ad alcune segnalazioni mosse (via mail) per una ancora precedente puntata sul nucleare (alcuni anni fa), ci fu una sollecita e cortese risposta (via mail).”
      Ah, ok! Ma più che altro ero curioso di sapere (se qualcuno ha visto e se lo ricorda) se ci fosse stata qualche visibilità televisiva della replica di AIN (o chi altro) nel programma… a volte alla fine delle puntate di ‘Report’ viene dedicato qualche minuto della trasmissione ad eventuali rettifiche, correzioni e commenti a proteste e osservazioni varie arrivate in redazione per le inchieste precedenti… hanno risposto pure alla carta igienica dei chemtrailisti.

      Matteo scrive: “Che io sappia, Report ha utilizzato la replica dell’AIN come cartaigienica! Ahimé! Non mi risulta che report sia tornata pubblicamente sull’argomento in questione, interpellando le persone compententi e non associazioni ambientaliste e personaggi che rilasciano interviste dal salotto di casa come nelle riviste di gossip stile Chi di Alfonso Signorini!
      Anzi, raitre, con Presa diretta ha alzato il tiro! Pazzesco dal servizio pubblico!”
      Ma ne hanno già una montagna di carta igienica. Comunque un miglioramento rispetto alle puntate (anti)nucleariste precedenti c’è stato… dalla Francia che vende all’Italia centrali nucleari obsolete si è passati alla Francia che vende all’Italia prototipi pericolosi.

    18. matteo scrive:

      A questo punto, sarebbe più opportuno che Report venga condotta da Alfonso Signorini! :-) Darebbe spazio anche ad altri fenomeni della Scienza sul nucleare, come Belen, Toffanin, Corona, Lele Mora ecc…

    19. Enrico D'Urso scrive:

      @massimo

      cavolo!!!!!! non ci avevo pensato!!!!! una volta erano obsolete (non vedere voi in giro quanti reattori di VIII gen ci sono in giro e noi andiamo ancora con la III+?), ora sono prototipi pericolosi….

    20. PAOLO scrive:

      …scusate se m’intrometto in questo blog senza forse averne diritto… non so praticamente nulla a proposito di nucleare, ma sino alla trasmissione di presa diretta ero favorevole all’utilizzo di questo sistema di produzione energetica…a suo tempo votai a favore nel referendum …

      …non ho competenze in materia, sono un ottimista di natura e non pongo dubbi alla sicurezza degli impianti… ma qualcuno di sa dire cosa ne facciamo delle scorie ?
      Il problema è mondiale, ma ad oggi in Italia persino quelle derivanti da applicazioni terapeutiche non sappiamo come trattarle … o no ?

      Se qualcuno vuole indicarmi un link dove reperire info…

      Grazie anticipatamente

      ps: propaganda, informazione…ma il problema è che si parla sempre, solo, tanto di CALCIO ! Vi pare ?

    21. Pietruccio scrive:

      … e perchè mai non dovresti intervenire …

      direi che è una grande conquista dell’elettronica informatica poter discutere di quello che ci pare con persone anche fisicamente molto lontane ma che hanno un qualche interesse da condividere

      Di scorie ne abbiamo parlato spesso: dai una occiata qui, per esempio

      archivionucleare.com/index.php/2009/11/25/scorie-radioattive...

      Se ti interessa una informazione specifica chiedi (se posso…, volentieri…)

    22. Cher scrive:

      In merito alla notizia divulgata dalla trasmissione di Rai 3 in merito alle Leucemie infantile, e fermo restando che il mio non è un parere, quello è riservato ai vari luminari ( Prof. Veronesi ecc ecc)
      mi limito a divulgare il seguente dato di cui sono venuto in possesso:
      Leucemie infantili rilevate sul territorio Italiano circa 400/anno
      Leucemie infantili rilevate sul territorio Francese circa 400/anno
      Fonte: conferenza sul nucleare a Piacenza 24/09/2010 Organizzata dalla Confindustria, dato fornito pubblicamente dal Prof. Battaglia.
      Attendo di leggere la seguente informazione sulle varie testate a cura degli autorevoli rappresentanti della stampa presenti alla conferenza.
      Anche in forma di smentita o di commento.
      Ricordo che l’Italia le centrali nucleari presenti sul territorio funzionanti= 0
      Francia centrali nucleari presenti e che funzionano = 59

      Se qualcuno nota questo ” dettaglio” di aggiornamento di informazione in merito alla risposta da dare alla trasmissione ” Presa Diretta” e lo segnala, lo ringrazio!
      Contrariamente, questa è la realtà da parte di chi deve informare…. ignorare pur sapendo!
      Cher

    23. Michele Greco scrive:

      Mi rendo conto che essere informati in maniera seria e coscienziosa è una pretesa (forse è un diritto?) utopica più di quanto non sia una vergognosa distopia informare nei termini e nei modi in cui organismi pubblici si permettano di fare.
      Allora io tornerei alla ignoranza invasiva del nostro paese facendo la seguente considerazione:
      Se è vero che equidistanza significa, distanza tra due o più cavalli, e che pneumatologo significa, colui che controlla la pressione delle gomme dell’auto, è altrettanto vero che Rai3 “Presa Diretta” è un mezzo televisivo che dà giuste e corrette informazioni, a dispetto di chi crede che sia una Azienda che produce Mozzarelle di…Bufala.
      Michele Greco

    24. Mario scrive:

      Sto avendo un’animata discussione altrove, un approfondimento della questione delle malattie infatili indotte da presunte radiazioni nei territori

      limitrofi alle centrali.

      Mi sono però arenato su di uno studio che dimostrerebbe l’emissione in atmosfera di quantità notevoli di trizio e C14 durante l’apertura del vessel

      per il caricamento e la sostituzione del combustibile: non conosco l’argomento, e perciò vorrei sapere se qualcuno ne sa qualcosa:

      -qualcuno ha delle info tecniche qualificate, al riguardo?
      -ma i rilasci non sono vietati, per esempio in Italia?
      -esistono differenze, in questo caso, con altri Paesi?
      -oppure possono essere autorizzati? da chi?
      -e in quali casi? Ci sono gli estremi di una legge, per esempio?
      -e a quali condizioni tecniche, se sono consentiti?

      Grazie in anticipo…

    25. Pietruccio scrive:

      Avevo un grafico sulle concentrazioni di trizio intorno a una qualche centrale atomica ma non lo trovo più: non era pochissimo, soprattutto per i candu.

      Se non ci sei già andato puoi comunque guardare qui su wikipedia (qualcosa trovi)

      en.wikipedia.org/wiki/Environmental_effects_of_nuclear_power

      Bisogna comunque tener presente che il fatto che agli impianti nucleari sia concesso di emettere una piccola quantità di materiale radioattivo non significa che siano veramente “inquinanti”: il problema vero è che è quasi impossibile farlo capire a chi non si intende di questioni tecnico-scientifiche perchè per loro una cosa o è a emissioni zero o è una tragedia… e dirgli che non c’è ness’un altra tecnologia altrettanto rispettosa dell’uomo e dell’ambiente non giova alla causa. Ci sarebbe da fare un complicatissimo discorso sulla sicurezza e sui livelli di spesa comparti fra le varie tecnologie e anche al nostro vivere quotidiano, che ho provato a fare alcune volte anche qui… ma è meglio lasciar perdere.

      Dal punto di vista quantitativo una qualche idea delle “dimensioni” del problema delle emissioni concesse uno forse se la può fare considerando che le quantità di radiazione emettibili concesse agli impianti deve essere tale da da produrre un valore pari non una frazione della radioattività naturale, ma delle sue variazioni: cioè se in un posto c’è una radioattività di 1.01 e in un altro c’è un valore di 1.05 per cui la variazione è 0.04, si ritiene che l’ambiente sia rispettato se l’impianto produce una modifica che sia inferiore a una frazione degli 0.04, in modo che la presenza o meno di un impianto sia, per una persona, come spostarsi da un posto a un altro.

      In ogni caso, oltre al rispetto dei limiti stabiliti, deve essere rispettato anche il così detto criterio ALARA: cioè le radiazioni devono essere comunque ridotte al valore più basso possibile. Il risultato è, ad esempio, che nel caso di Caorso, l’acqua che usciva dalla centrale,e che poi si andava a diluire nel Po era da 4 a 40 volte meno radioattiva di quella dei fiumi, 130 volte meno radioattiva dell’acqua di mare e 500 volte meno radioattiva del latte che beviamo tutte le mattine (e il latte non è tutto uguale, ma può essere più o meno radioattivo di natura a seconda di quello che mangiano le mucche), 1000 volte meno radioattiva di un essere umano e 5000 volte meno radioattiva del cemento di cui sono fatte le nostre case (per non parlare del tufo che è 24000 volte tanto): ma la gente (causa propagande varie stile “presadiretta”) aveva paura di prendere il cancro per colpa della centrale e in certe trasmissioni viene presentato come oltremodo cinico e quasi criminale il criterio di lasciare emettere qualcosa agli impianti nucleari. Nello stesso studio Kikk si ammette che la radioattività aggiunta dalle centrtali tedesche all’ambiente in cui è stata fatta la statistica è da 1000 a 100000 volte inferiore a quella naturale, quindi le emissioni sono di quell’ordine di grandezza lì.

      Interessante anche questo articolo di “Le scienze” che quantifica in un fattore circa 100 la quantità di radioattività emessa da una centrale a carbone rispetto a una nucleare:

      en.wikipedia.org/wiki/Environmental_effects_of_nuclear_power

      già in quel caso non si lamenta nessuno e nessuno fa gli studi sulle leucemie infantili, ecc… e a tutti sembra naturale: logico! Da un impianto qualcosa di inquinante esce: no? In quel caso il senso comune dice che la cosa è accettabile. In casi 100 volte inferiori no. Come mai?

    26. Mario scrive:

      Ok Pietruccio, grazie: mi mancava proprio il dato assoluto delle emissioni canadesi.
      Sul resto ero abbastanza informato, comunque… più ce n’è e meglio è.

      Mi rimane tuttavia una parte di dubbio: la media delle emissioni è indubbiamente inferiore al fondo, ma questa è appunto la media fra lunghi periodi di “non emissione” e invece dei picchi durante il cambio combustibile.
      E’ corretto prendere in considerazione la dose del valore medio? Oppure sarebbe più corretto considerare il rischio durante il valore di picco?

    27. Pietruccio scrive:

      Bisognerebbe vedere la normativa, il rapporto preliminare di sicurezza e il sistema dei controlli (tempi e umero): non dispongo di questi dettagli.

      Io credo che non possano emettere più di tanto su tempi brevi. C’è tutto un sistema di filtri per l’aria che serve a trattenere per anni i materiali radioattivi, proprio per dare il tempo di decadere (ricordo che quelli più radioattivi sono anche quelli che decado prima) : i picchi di emissione dovrebbero restare appunto imprigionati lì. Troverei sorprendente che venissero by-passati proprio quando si apre il vessel.

      Dal punto di vista radiologico, come è noto, a parità di quantità di dose, l’effetto è più marcato se la dose viene assunta in tempi brevi, tipo una radiografia o una bomba atomica o un incidente sul lavoro dove un operatore viene a trovarsi improvvisamente in un luogo ad alto irraggiamento (fra il resto non mi sembra che abbiano quantificato - ci sono solo stime molto molto incerte soprattutto a basse dosi - vedi ricerca “risk-rad”): non è però il caso di emissioni di materiali a vita media di qualche decina o migliaio di anni come il trizio e il C14. Se in una certa settimana ne viene emesso un po’ di più non è che appena uscito decade tutto istantaneamente: determina semplicemente un leggero aumento del tasso di radioattività ambientale, che è proporzionale alla densità di questi prodotti nell’ambiente. Non mi pare quindi che si possa rientrare nel caso di irraggiamento improvviso come nei casi che ho citato sopra (radiografia): direi che qui rientriamo comunque nel caso di irraggiamento a basse dosi, che in questo caso presenta un andamento medio bassissimo con leggeri aumenti in alcuni momenti dell’anno.

      Quello che secondo me non viene capito (o fa comodo far finta di non capire per chi è del mestiere) sono le quantità in gioco: uno strumento come un Geiger misura una singola radiazione e messa da un singolo atomo!!!

      Quando ne misurano magari 100 al secondo ne stanno comunque misurando delle quantità irrisorie rispetto agli atomi che ci sono in giro: una mole, che sono alcuni grammi o centianio di grammi di materiale, contiene circa 10 elevato alla 24 (10E24) atomi e intorno di moli ne abbiamo milioni di moli: siamo sull’ordine di 10E30. Ricordo che la dimensione dell’universo (quella parte abbastanza conosciuta) è di 10E29 millimetri. Voglio dire che confrontare i decadimenti con le emissioni di materiale, come se stessimo trattando un inquinante chimico, corrisponde a trattare delle quantità in millimetri rispetto alla dimensione dell’universo. E comunque stiamo parlando di qualcosa che NON è piccolo rispetto al fondo naturale, ma alle sue variazioni.

      Come dire “Dottore, siccome al mio collega, che è stato investito da un camion, ha dato 2 mesi di malattia, io sono stato investito da una formica mi deve dare almeno un mese 29 giorni di malattia, perchè sempre di un incidente si tratta”: Certo! Giusto! Per chi non ha idea di cosa siano un camion e una formica, sempre di incidente si tratta e dunque il discorso è totalmente plausibile.

      Così impostare il discorso sullle emissioni di trizio e di C14 fa pensare alla gente che lì dentro ci siano pentoloni di fumi di materiale radioattivo che per incuria e cinismo criminale vengono scaricati liberamente all’ambiente dove i pesci hanno 3 tre occhi come nel cartone animato dei Simpson, e la popolazione viene decimata facendola morire di cancro, mentre è vero l’esatto contrario.

    28. Cher scrive:

      Ottime spiegazioni Pietruccio, semplici nel linguaggio ma incisive nella sostanza. Sappi che le userò ,ogni qualvolta devo interloquire sull’argomento nucleare.

    29. Edoardo scrive:

      Concordo anch’io con Pietruccio, sopratutto per come sa far capire cose ostiche con esempio molto pratici.

      Saluti.

    30. Michele Greco scrive:

      Anch’io mi associo ai commenti di Cher e di Edoardo.
      Vorrei comunque fare un’osservazione che qualcuno forse in modo superficiale la troverà scontata se non banale.
      E’ proprio come dici te caro Pietruccio, la gente non sa che differenza c’è tra un camion ed una formica e ciò fa comodo alla legge che non ammette ignoranza ed al medico. Se chiediamo a qualcuno, che differenza passi tra un piatto ed un vaso da notte, la maggior parte direbbe di non saperla non fidandosi della domanda e perchè non vuole applicarsi nemmeno per le cose più semplici e banali.
      Michele Greco

    31. AleD scrive:

      Lo studio KIKK tedesco non dice che la correlazione trovata è legata alla radioattività, dice “solo” che il rischio aumenta avvicinandosi ai reattori e che la causa non è conosciuta. E ci credo che non è conosciuta visto che l’unica cosa che han fatto è stata:
      - Dal db dei tumori della germania, prendere SOLO quelli riferiti a persone che risiedono attorno alle centrali nucleari nell’arco degli anni dal’80 al 2003;
      - Con questi dati e aggiungendone altri raccolti live intervistando persone che vivono nelle stesse zone, dedurre se il rischio di contrarre tumori abbia delle variazioni rispetto alla distanza dal reattore.
      Non hanno fatto altro, non è quindi che quello studio attesta che il rischio di tumore in generale in germania aumenta avvicinandosi al reattore, ma solo che prendendo in esame i soli tumori attorno alle centrali, han notato un rischio in salita con l’avvicinamento alle centrali stesse.
      Voglio dire, hanno isolato proprio in partenza la fetta di tumori esaminati, e i numeri infatti parlano chiaramente:
      http://www.bfs.de/en/kerntechnik/kinderkrebs/kikk.html

      Prendete i casi in più fuori “media” e confrontateli con il numero dii tumori complessivo indicato…

    32. AleD scrive:

      Mi correggo: sostituire persone con bambini sotto i 5 anni e db dei tumori con db dei tumori infantili, così il senso è più preciso.
      Han preso questa fascia di età perché è quella più a rischio.

    33. Cher scrive:

      Si chiama manipolazione. Tempo fa , un tesi di laurea in comunicazione di una laureanda dimostrava , con documentazione filmata la manipolazione al fine di dimostrare l’esatto opposto variando il montaggio delle risposte in base alle domanda e dei dati.
      Era in rete, non salvato il link e non riesco a trovarlo! Sarebbe interessante recuperare questa tesi e relativo filmato.

    34. AleD scrive:

      @Cher: Sarà mica quella sul monossido di diidrogeno DHMO? Cioè l’allarme ambientale e sanitario sull’acqua? :-D

    35. Cher scrive:

      no, era sul consumo di surgelati, in pratica stesse domande rivolte verso i favorevoli e contrari, poi il doppio montaggio con la tecnica della manipolazione delle risposte.
      Cioè , come creare una opinione “negativa” o “positiva” solo ed esclusivamente cambiando intercalare delle domande e risposte senza modificarne il contenuto.
      Ripensandoci, una tesi molto interessante e quanto mai attuale.
      Una specie di gioco di prestigio, se poni la domanda in un preciso momento e vari la tempistica della risposta ottieni l’esatto opposto!
      Il test fatto sul ” consumo di surgelati” allontana l’essere prevenuti sulla autenticità della dimostrazione.
      Cosa impossibile, se applicato in prima dimostrazione su argomenti di attualità.

    36. Pietruccio scrive:

      In realtà dal punto di vista dell’analisi statistica KiKK fa a dir poco rabbrividire: è evidente che gli autori si rivolgono a chi sa poco dell’argomento con lo scopo di intortare il malcapitato.

      Lo studio è caratterizzato da una quantità di contraddizioni che fanno a pugni con la materia: non ci sono solo quelle messe in evidenza, giustamente, da AleD nell’intervento sopra.

      Quelli di KiKK giocano sul fatto che pochi conoscono abbastanza a fondo la statistica: per chi si occupa di attività scientifica è, invece, evidente che lo scopo della relazione è totalmente politico. Si mira solo a dare credibilità alla stesura di certi articoli che sono usciti successivamente.

      L’effetto, però, è devastante: fra le persone che conosco io la trasmissione di presadiretta, e in particolare la citazione dell’effetto KiKK (chiamiamolo così), ha dato delle certezze assimilabili ad una vera e propria fede. Anche chi avrebbe la possibilità di farsi un giudizio critico autonomo sulle scorrettezze del KiKK, nonostante il mo invito, si è rifiutato di andare a vedere le modalità, chiamiamole “stupide” o “antiscientifiche”, con le quali lì si traggono certe conclusioni.

      Se dovessi dedurre l’effetto della trasmissione sulla statistica ridotta dei miei conoscenti direi che chi ha interessi commerciali antinucleari ha fatto bingo. Ma, basandomi su un campione di dati non significativo, rischierei di fare la brutta figura di quei finti scienziati…

      Sarei però curioso di sapere quanti “consensi” ha spostato: lo vedremo nelle prossime statistiche sui favorevoli e contrari al nucleare in Italia… sempre che non vengano manipolate…

    37. AleD scrive:

      @Pietruccio: io all’inizio dello studio di 300 pagine in crucco, ho trovato una sintesi in inglese che sintetizza appunto i risultati, son loro che parlano di un’incidenza dello 0,2/3% di tumori attribuibile allo stare a 5 km dai reattori. Indipendentemente dal fatto che l’analisi statistica stia o non stia in piedi, quella percentuale mi pare ridicola. E non lo dico da cinico, lo dico a realista, insomma, affossare una tecnologia per quel tipo di impatto e visto quel che produce mi par comico.
      Non capisco perché la stessa analisi non sia fatta con la stessa metodologia attorno alle centrali a carbone, boh, diciamo “misteri”…

    38. Pietruccio scrive:

      Naturalmente sono d’accordo con te.

      Ci tenevo però a sottolineare il fatto che quelle percentuali (quelle fornite dal KiKK, intendo), così come l’andamento diciamo “1/r”, sono privi di senso perchè raccolti su un campione non significativo.

      Tanto per fare un esempio della demenza delle loro conclusioni ipotizzare un rischio che cala con la distanza, cioè dipendente solo da “r” significa immaginare un fenomeno isotropo, mentre qualunque “cosa” mostruosa esca da quegli impianti (e non può che essere qualcosa che ha a che vedere con la radioattività visto che, ad esempio, “cose” come l’acqua calda, o la corrente, ce l’hanno anche le altre forme di produzione dell’energia elettrica) non può che avere un andamento anisotropo fortemente dipendente dalle caratteristiche ambientali locali, e, oltretutto, marcatamente variabili da posto a posto.

      L’alternativa è immaginare che, senza dirlo esplicitamente, per gli esimii e chiarissimi scienziati del KiKK, questo pericolo epidemiologico sia una questione di “stregoneria”: evidentemente per loro è la parola “nucleare” che (oltre a guastare certi buoni affari di qualcuno) produrrebbe un sensibile aumento di tumori infantili.

      Quest’ultima ipotesi spiegherebbe anche bene il perchè questi aumenti si sarebbero registrati in siti in cui l’impianto nucleare era stato progettato ma non costruito.

      (Mah! Mi viene un dubbio! Non sarà, per caso, che questo “incremento” di tumori infantili in quelle zone si sia “verificato” perchè chi ha raccolto (e manipolato) quei dati sapeva che lì ci doveva essere un impianto nucleare e non sapeva che lì, poi, non è stato realmente costruito? Certo sono proprio malizioso! Dovrò andarmi a confessare per aver pensato male di certi ambintalisti salvatori del mondo?)

    39. Michele Greco scrive:

      Sono sempre più convinto dal vostro dialogare,ora sui tumori infantili e su statistiche deficienti di onesta informazione, ora su argomenti, sicuramente interessanti ed inquietanti, prodotti alla “luce del sole” da trasmissioni televisive totalmente irresponsabili, che questa rubrica, conversativa sulle problematiche nucleari, vada sempre più chiudendosi in un cerchio vizioso, edotto ma implosivo, come fosse un bel salotto di persone in buona fede che raccontano delle scoperte e delle esperienze del quotidiano. Intanto fuori esplodono le calunnie, le falsità ed i raggiri, interessati perchè venga sempre meno appagata la fame di verità ed incrementata l’infondata paura del nucleare. Non capisco perchè non si propone qualcosa che possa rendere bilanciata la controversia e che al falso si possa rispondere alla “luce del giorno” col vero?
      Ho, nei giorni passati, avanzata la proposta di collaborare con il Circolo della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia di cui sono presidente. L’ho fatto, sicuramente per fare un po’ di gratuita pubblicità al nostro giovanissimo Circolo, in buona fede e con buoni propositi; ma, soprattutto l’ho fatto per dar spazio ad una iniziativa inerente il tema “nucleare” che parte il 16 ottobre dalla città di Viterbo.
      Non sono fuori tema e non sono lontano dalle problematiche di questo argomento. Non sono nemmeno un “intruso” perchè ho avuto esperienza di lavoro professionale in palazzo Baleani a Roma dove per sette anni mi sono interessato di prevenzione.
      Ma torniamo alla mia proposta che in un prossimo futuro mi auguro trovi una risposta più convinta di quelle avute fino ad ora.
      Intanto, perchè mi si capisca, rivolgo a tutti un invito attraverso quanto di informativo aggiunga a questo mio scritto del 16 ottobre prossimo:

      Circolo della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia
      Ora City Domus La Quercia viale Fiume 122 Viterbo
      www.circolostampagrandetuscia.it
      E-mail grecom2003@libero.it cell.347.8617465

      Invito

      Sabato 16 ottobre alle 16,30, il Circolo della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia inaugura la nuova sede e avvia un intenso programma commemorativo il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia con l’adesione di numerose Istituzioni Culturali e Scientifiche, tra le quali ricordiamo la Società Italiana per il Progresso delle Scienze (SIPS) con cui è stato concordato un fitto calendario di iniziative di diffusione della cultura scientifica (convegni, tavole rotonde, dibattiti, esposizioni e pubblicazioni) che si svolgeranno nel corso di un anno.

      Ora City Viterbo Domus La Quercia, è la straordinaria nuova sede, ex convento cinquecentesco, che vanta 6000 metri quadri di spazi interni d’alto valore artistico e di straordinaria bellezza.

      I capitoli che distinguono il nuovo programma del Circolo della Stampa abbracciano un interesse storico, culturale e scientifico e vengono posti al pubblico come “esposizione didattica”, e per riproporre lo sviluppo e la crescita del nostro Paese attraverso le vicissitudini politiche e sociali a partire dal 1861 ad oggi, e perché tutti ci si possa avvicinare e partecipare con più convinzione a questi due mondi, apparentemente distanti e conflittuali, dell’umanistica e della scienza troppo spesso distinti dal linguaggio, dalle premesse e dai fini.

      L’incontro del 16 ottobre è incentrato sull’illustrazione del programma di collaborazione con la SIPS e sulla conversazione dal tema

      “Gli scienziati per l’Unità e il progresso dell’Italia”,
      relatore il Prof. Giovanni Vittorio Pallottino, fisico, professore ordinario dell’Università “Sapienza”, membro SIPS.

      Seguirà un dibattito sul ruolo della ricerca scientifica e l’impegno degli scienziati per il futuro del Paese a fronte della sfida della globalizzazione.

      Illustrazione del programma di collaborazione con la SIPS:
      Partecipano il prof. Maurizio Cumo Presidente della SIPS, e il prof. Enzo Casolino, Segretario Generale della SIPS.

      Nel programma del Circolo sono previste altre iniziative che saranno curate in collaborazione con la “Fondazione Cascella”
      la quale troverà negli spazi della Domus La Quercia una stupenda collocazione con opere di cinque generazioni di grandi artisti.

      Il 16 ottobre, alla presenza dello staff scientifico e di quello umanistico, sarà ricordata la breve storia passata del Circolo della Stampa che vanta, a soli sei mesi della sua nascita, importanti manifestazioni di Teatro, Musica, Danza, Poesia e Letteratura e l’aver assegnato a noti rappresentanti della nostra cultura umanistica un riconoscimento, al quale, lo stesso
      Presidente della Repubblica Italiana on Giorgio Napolitano,
      ha personalmente concessa una medaglia commemorativa
      Esposizione d’arte contemporanea sull’Ambiente degli artisti,
      Gaetano Alfano, Riccardo Monachesi e Laura Facchini,

      presentazione del
      Comitato di Lettura Scientifica
      che nel prossimo novembre assegnerà sette riconoscimenti ad altrettanti scienziati che si “siano adoperati col proprio studio e con le proprie ricerche scientifica alla soluzione di problemi umanitari come la Fame nel Mondo”.

      Un ultimo capitolo è rappresentato dall’
      Esecuzione dal vivo di canzoni
      musicate e cantate da Alessandro Prelli
      con una performance di teatro-danza condotta dalla coreografa
      Roberta Cataudella con le musiche di Francis Kuipers

      in omaggio all’on. Giorgio Napolitano scritte e composte dai sette artisti a cui è stato conferito il Riconoscimento Umanistico, oltre che dal Presidente del Circolo Michele Greco e dal noto psichiatra Alessandro Meluzzi.

      Infine, in collaborazione col “Giardino di Filippo” di Viterbo, saranno portati avanti dei progetti culturali per i bambini sotto il titolo “The child symbol” con l’apporto educativo dell’animale nel contesto naturale.

      Alla manifestazione inaugurale di sabato 16 ottobre, seguirà una cena conviviale.

      La manifestazione è aperta al pubblico.

      Programma dettagliato del 16 ottobre:

      Ore 16,30
      Il Direttivo del Circolo riceverà gli ospiti conferenzieri nella Sala The della Domus La Quercia dove sarà offerto un aperitivo e coordinati gli interventi.

      Ore 17,30 Nell’Auditorium il Presidente del Circolo darà il benvenuto ai presenti presentando gli oratori-.
      Parola allo storico Michele D’Andrea del Quirinale

      A seguire: Relazione del Prof. Giovanni Vittorio Pallottino, fisico, professore ordinario dell’Università “Sapienza”, membro SIPS.
      Dibattito

      Comunicazione di
      Alessandro Meluzzi Psichiatra e dirigente del Circolo.
      Concludono
      Tommaso Cascella, vice presidente del Circolo, Massimo Scarpetta, manager della Domus La Quercia e Michele Greco Presidente del Circolo
      Ore 19 breve performance di Teatro
      Ore 19,30 inaugurazione dell’esposizione d’arte sull’Ambiente
      Ore 20, cena conviviale.

      cordialmente saluto tutti i membri di “Zona Nucleare”

      Michele Greco

    40. Pietruccio scrive:

      Non capisco il senso del tuo intervento (interpreta la frase in senso “buono” - non polemico - sto chiedendo informazioni):

      - sicuramente non sei un intruso (né avrebbe senso considerare intruso chiunque altro: io è da circa tre anni che intervengo qui e mi pare che i commenti siano arrivati da un po’ tutte le posizioni, punti di vista, interessi, competenze ecc…)

      - io intervengo qui perchè a me interessa questo argomento. Ho potuto leggere e imparare tanto dalle molte persone competenti che intervengono qui, conoscere (o ricordare, o approfondire) alcuni aspetti legati al nucleare e alla questione energetica in genereale. Mi interessano parecchio anche le posizioni di chi non la pensa come me, proprio per confrontatre le mie idee e capire se reggono o meno alle considerazioni fatte da altri punti di vista (in fondo ognuno di noi percepisce la raltà solo attraverso 5 sensi e un solo punto di osservazione, il suo: comunicare è un modo per arricchire le conoscenze e allargare il punto di vista, no?)

      - la questione dell’informazione al “pubblico” è solo un aspetto particolare della questione energetica, e della gestione politica di uno stato “democratico” in generale. E’, però, un discorso in cui non mi addentro (casomai ne parlerei all’interno di un partito se ne facessi ancora parte). Scrivo qui alcune cose che a me sembrano più corrette di quel che si dice in giro, a beneficio di chi fosse interessato a un punto di vista chiamiamolo “non ufficiale”, visto che quello adottato dai media, in particolare quelli televisivi, è sicuramente classificabile, nel complesso, come antinucleare. Un’azione (che sarebbe, però, politica) di informazione sistematica della popolazione sulla questione nucleare non dipende certo da qualche intervento di qualche esperto su questo o quel sito: sappiamo tutti bene che l’informazione che arriva al pubblico è il risultato di uno scontro di poteri. Per motivi che a me, come tecnico e come “prof.”, non interessano, l’industria nucleare, o chi la vorrebbe o potrebbe usare, gli unici che hanno in abbondanza, senza sforzo e con molti mezzi, le informazioni di “prima mano”, ha deciso che preferisce farsi impallinare sul piano mediatico senza muovere un dito. Chiaro che quello che si dovrebbe fare sono servizi giornalistici tipo quello di presadiretta, e poi la pubblicità (non necessariamente esplicita, ma anche sotto forma di “persuasione occulta”, o meglio, “indiretta”, con intellettuali, cantanti, film, ecc…), perchè al giorno d’oggi quella è il vero canale lungo cui fluiscono le informazioni a quel gregge poco avvezzo all’analisi critica e sostanzialmente instabile (e anche un po’ pericoloso), costituito dalla popolazione.

      - personalmente credo che le iniziative di informazione vera e disinteressata (e, possibilmente, anche aperta, obbiettiva e pluralista) siano le benvenute, e mi pare che tu ti stia impegnando in questo. Se posso fare qualcosa… ben volentieri, però non essendo io, per l’appunto, un ambientalista, verde ecc…, la pagnotta me la devo guadagnare ogni giorno (… e che fatica!), quindi di tempo a spazi di manovra ne ho veramente pochi (e me li brucio tutti a intervenire qui).

      Cordialmente

    41. Michele Greco scrive:

      A Petruccio

      Ti ringrazio per quanto scrivi e per la tua disponibilità-
      Credo che non siam pochi a pensarla allo stesso modo riferendomi alla necessità di trovare sistemi e mezzi divulgativi che distolgano i più dalla cecità del loro “credo scientifico”, così ben manipolato, e vuoi politicamente, e vuoi per incapacità obiettiva di capire o sforzarsi di farlo-
      Per ora posso solo invitarti a prener atto di quanto stiamo impastendo qui nel nostro Circolo e di rivolgerti a noi come si fa con gli amici;per chiedere aiuto ed offrirlo, per solidarizzare, consigliare e partecipare a ciò che ritieni sia convincente ed onesto.
      Purtroppo abbiamo solo una settimana di tempo per portare a termine questo nostro impegno. Per un immediato futuro abbiamo un programma di contnuità e di approfondimenti di cui ti terrò informato tempestivamente. Grazie e buon lavoro.
      Michele Greco

    42. Edoardo scrive:

      S

    43. Edoardo scrive:

      Scusate ma ho inavvertitamente premuto invio…
      Per il Dott. Greco: se posso gradirei anch’io assistere al convegno.

      Qualche stolto ha avuto il coraggio di affermare che l’economia italiana è retta dalla rinnovabili….Mah! Sentite, per semplice curiosità, cosa di Carlo ripa di Meana, uno degli esponenti storici dell’ambientalismo italiano che è stato tra gli altri, Presidente della Biennale di Venezia, Commissario europeo alla Cultura e all’Ambiente, Ministro dell’Ambiente, leader dei Verdi e Presidente di Italia Nostra

      “Dietro le energie rinnovabili è ormai visibile una vera e propria questione criminale. In particolare il problema riguarda quella che i francesi hanno già definito l’impostura dell’eolico. Guardiamo ai fatti più o meno recenti di casa nostra. Già nel 2009 la magistratura si era occupata di numerose illegalità che si sarebbero prodotte in Calabria e in Sicilia, ordinando il blocco di alcuni cantieri. La settimana scorsa, poi, il bubbone è scoppiato a Trapani. Lì è stato disposto un maxi sequestro di beni del valore di un miliardo e 500 milioni di euro all’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri. Si sospetta però che il proprietario finale di questo patrimonio sia il capomafia Matteo Messina Denaro e che Nicastri ricopra il ruolo di “facilitatore” del business. Accanto a questo che è il filone più pesante delle indagini, c’è poi quello che viene portato avanti dalla Procura di Firenze e che sembra coinvolgere personaggi come Verdini e Carbone per quanto riguarda l’eolico in Sardegna. Nella faccenda appare coinvolto anche il presidente di quella Regione, Ugo Cappellacci. Insomma, in Sicilia e Calabria il business sarebbe in mano alla mafia, altrove ci sarebbero consorterie, logge massoniche e falangi di affaristi. L’intervento della magistratura si sta estendendo anche in altre zone come la Lombardia e il Veneto. Siamo in presenza dunque di una illegalità molto diffusa che interessa più di mezza Italia e che rischia di estendersi all’intero comparto delle energie rinnovabili: primo, dopo l’eolico, fra tutti il fotovoltaico. Dieci anni fa chi, come il sottoscritto, denunciava la speculazione eolica, veniva accusato di essere un esteta interessato solo alla bellezza del paesaggio e insensibile ai gravi problemi energetici, economici ed ecologici del paese. Rivendico a nostro merito la difesa del paesaggio che è comunque un enorme valore per questo paese. Un valore per la conservazione del quale vale la pena battersi con tutte le proprie forze. Ma - come si vede - non eravamo solo i custodi della bellezza, ma anche di molto altro. Le inchieste dei magistrati ci danno, purtroppo, ragione. La questione delle energie rinnovabili è stretta in una morsa: da una parte c’è la vicenda giudiziaria e dall’altra il grande tema dei mega finanziamenti collegati al dogma del “riscaldamento globale di origine antropica”. Secondo le previsioni dell’Autorità dell’energia, sulla base degli impegni assunti, nel 2020, in sede europea, e cioè a regime, il flusso di incentivi dovrebbe raggiungere in Italia i sette miliardi di euro, che verrebbero assorbiti soprattutto dall’eolico e dal fotovoltaico. Al momento attuale con i certificati verdi, introdotti nel 1999 col decreto Bersani, la maggior parte degli incentivi vanno all’eolico, le briciole alle mini centrali idroelettriche e alle biomasse. Pantalone ad oggi distribuisce così un miliardo di euro. Quanto al fotovoltaico, i finanziamenti sono più recenti e sono altissimi: anche questi raggiungono il miliardo. Quindi già abbiamo in bolletta 2 miliardi per le rinnovabili. Negli ultimi 2 o 3 anni il business solare è diventato così forte che alcuni proprietari delle vigne che producono Barolo oggi preferiscono espiantare il nobile vitigno e sostituirlo con i pannelli solari: il miglior vino italiano non riesce cioè a reggere la concorrenza con la pioggia di denaro che lo Stato dà al fotovoltaico. Per non dire di alcune zone fra l’Umbria e le Marche dove ormai una grande quantità di campi viene coltivata a specchi. Le cose vanno così già ora che spendiamo solo - si fa per dire - 2 miliardi, figurarsi quando arriveremo a sette. Dobbiamo questi dati così precisi al serio e prezioso lavoro degli “Amici della Terra”di Rosa Filippini e della “Coldiretti”. I cordoni della borsa sono così lenti perché i grandi protagonisti della campagna a favore delle rinnovabili - per l’Italia Legambiente in testa - sono riusciti a far leva sulla paura del global warming, previsione che oggi fa acqua da tutte le parte. C’è di più: il massimo sostenitore della green economy con tutte le sue esagerazioni, il presidente americano Obama, a partire dal vertice di Copenhagen, ha preannunciato in qualche modo la fuoriuscita dalle follie climatiche e dalla predicazione isterica della green economy. In quella sede infatti Obama dichiarò che, pur continuando a vedere nel futuro dell’America lo sviluppo delle energie pulite e del lavoro verde, gli Stati Uniti avrebbero, almeno nella fase di passaggio, dovuto ricorrere al nucleare. Insomma, le rinnovabili - anche secondo Obama - non garantiscono l’uscita dai combustibili fossili. In modo diverso, ma non molto distante dal presidente americano ha parlato il nostro ministro del Tesoro. A Cortina, sabato scorso, dopo aver ricordato che l’eolico è una grande fonte di corruzione, Tremonti ha affermato che ciò che ci penalizza è l’assenza di nucleare. «Noi ci comportiamo - ha detto - come quelli che si nutrono a caviale. Non dobbiamo credere alla balla dei mulini a vento, un business di cui non abbiamo noi (il Pdl, ndr) la quota di maggioranza». Ha ragione. In Italia la propaganda e l’azione più scatenata a favore della green economy è venuta dalla sinistra. Al di là di questo però, ciò che conta e che in due modi diversi Obama e Tremonti invocano la stessa cosa: il nucleare. Ritengo che nei confronti delle scelte energetiche occorra una grande laicità: l’energia nucleare non può e non deve essere demonizzata, le rinnovabili non sono il bene assoluto per cui svenarsi, ma vanno scelte solo quando le condizioni lo rendono possibile. Altrimenti per riuscire a realizzarle siamo costretti a dare tali e tanti incentivi - l’Italia ha il primato internazionale in materia di finanziamento dell’eolico e del fotovoltaico - che si arriva a delle vere e proprie aberrazioni. La valanga di danaro versata da Pantalone per operazioni anti economiche - questa la cruda realtà - attrae consorterie, lobby, vere e proprie organizzazioni criminali, piuttosto che una sana e solida imprenditoria. Occorre scegliere dunque volta per volta, caso per caso. Basta con le ideologie, analizziamo il problema concretamente da tutti i punti di vista: ambientale, economico e anche paesaggistico. Permettete a chi da dieci anni si batte contro l’eolico di chiedere che si prenda in considerazione l’ipotesi di togliere pale, torri là dove hanno fatto enormi danni estetici, senza rendere nulla sul piano energetico per mancanza di vento.”

    44. Michele Greco scrive:

      La ringrazio.
      Se volesse venire al convegno la pregherei di contattarmi; comunque questo si svolgerà sabato 16 alle 16,30 presso Domus La Quercia, viale Fiume 112 Viterbo tel. 0761.33731.
      Può telefonareo inviarmi una e-mail.
      In merito alle dichiarazioni di Carlo Ripa di Meana ha fatto bene a renderlo ancora disponibile perchè qualcuno si convinca di come il nostro “Bel Paese” non riesce più ad orientarsi tra queste continue liane d’intrighi e di menzogne “forestato” dalle manipolazioni di parte e dalla corsa all’”accaparramento”.
      Una vera vergognosa campagna contro la logica e contro il benessere della collettività.
      Michele Greco

    45. diana scrive:

      @AleD, Pietruccio:

      per la serie “stiracchiamo i numeri”, consiglio la lettura dell’analisi pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità circa il caso di Radio Vaticana reso famoso dai quotidiani alcuni anni fa (sintesi: http://www.epicentro.iss.it/ben/precedenti/ottobre/1.htm).
      Anche in quel caso: patologie (per fortuna!) molto poco frequenti, distanza come surrogato dell’esposizione, mancata pubblicità dei dati contrari all’ipotesi e, non ultimo -aggiungo io: elezioni dietro l’angolo…

    46. Pietruccio scrive:

      Cambio argomento (ma credo che “la madre” della questione nucleare stia proprio qui)

      Se volete farvi due ghignate procuratevi il Sole 24 ora di ieri dove c’è questo articolo (che su internet non ho trovato completo)

      archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-856789/opec-stima...
      Opec: stima Pil dimezzato per paesi cartello causa risparmio energia
      MARTEDI’ 12 OTTOBRE 2010
      Lo scrive Il Sole 24 Ore (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 ott - Le politiche di risparmio energetico e di contenimento dell’anidride carbonica avviate dai Paesi industrializzati potrebbero costare ai Paesi membri dell’Opec un abbattimento del Pil compreso tra 5mila e 10mila dollari … ecc…

      Commento mio:

      articolo ridicolo in cui OPEC lamenta (in termini drammatici e preoccupati) semplicemente un ridotto incremento dei consumi e del prezzo del petrolio di qui al 2050.

      Cioè guadagneranno comunque parecchio più di adesso, ma ci “spelleranno” meno di quanto hanno previsto (almeno così temono):

      e questa la chiamano “perdita”!

      Figuriamoci quanto non sopportano una fonte di energia come il nucleare, che con la IV generazione potrebbe veramente dare una mano ai bisogni delle società tecnologicamente avanzate…

    47. AleD scrive:

      @Pietruccio: a proposito del kikk, visto che con il crucco sono proprio a zero, quali sarebbero i siti incriminati che non hanno impianti nucleari in funzione ma che ai tempi erano stati progettati?

    48. Pietruccio scrive:

      Non lo so.

      Quei casi paradossali li cita questo artcolo (ho già dato il link)

      http://www.newclear.it/?p=2046#comment-6387

      che a sua volta rimanda allo studio svizzero dove a pag. 24 parla di questi studi epidemiologici fatti a livello mondiale dove è capitato pure quello (ma non cita l’impianto).

      fme.ch/cms/fileadmin/Webmaster/Dateien/FME_Broschuere__franz...

      Val la pena anche di guardare attentamente la cartina con le situazioni confermate, quelle incerte, quelle smentite e quelle che non hanno dato problemi.

      Sempre in quell’opuscoletto si chiarisce (purtroppo in francese) la scorrettezza nel prendere come oro colato lo studio Kikk dal punto di vista statistico-epidemiologico.

      ———–

      Il documento che cita il Kikk (da pag. 13 in poi) e lo studio successivo, sono in inglese

      upnews.it/outframe/energy-mix-abitare-vicino-alle-centrali-n...

      http://www.ssk.de/en/werke/2008/volltext/ssk0806e.pdf

      per cui te li puoi leggere (tempo permettendo) almeno per le parti interessanti.

    49. Nicola scrive:

      Vedo molte trasmissioni Antinucleariste,molti articoli di giornale che parlano di convegni e incontri IDEOLOGICAMENTE contrari al nucleare,e quasi niente che ne parli a favore.O meglio, che dica le cose come sono nella realtà. Lo trovo sbagliato perchè così le persone che sono indecise sull’energia atomica,vengono portate a pensare in modo errato.Senza contare che la maggior parte dei cittadini italiani, sa molto poco se non nulla di cosa sia il nucleare e si spaventa soltanto a sentirne il nome.

    50. Cher scrive:

      Nicola hai centrato il problema. Se guardi chi è il presidente del ” Forum Nucleare” e relativi sostenitori, non stupisce nulla di quello che succede, anzi aspettiamoci di peggio! Vedrai che cortei di scalmanati, città devastate dagli esagitati contro il nucleare, QUANDO Il nuovo presidente della Agenzia per il Nucleare esporrà il suo programma.

    51. matteo scrive:

      Il gruppo l’Espresso ha colpito ancora:
      nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70&pid=636#p...

    52. Nicola scrive:

      ecco un esempio di come si usino i valori di dose per spaventare la gente che non sa.Valori che tra l’altro non sono altro che il fondo naturale.
      (quì si parla di 80-130 nSv)
      dillinger.it/bosnia-dopo-la-guerra-i-fusti-radioattivi-29484.html/comment-page-1#comment-16692

    53. Nicola scrive:

      dillinger.it/bosnia-dopo-la-guerra-i-fusti-radioattivi-29484...

    54. Michele Greco scrive:

      Credo che sia giunto il momento di smetterla di piangerci addosso e di passare alla concretezza dei fatti.
      Mi sembra che qui si scriva ripetendo più o meno le stesse cose che riflettono, e nel contempo rafforzino, le “novità” disinformative dell’una o dell’altra fonte giornalistica.
      “Il presidente è stato fatto, ora facciamo gli italiani” calza bene nell’anniversario dell’Unità d’Italia. Avrei voluto concludere la frase “……ora facciamo il Nucleare”. Si farà? Possiamo noi, uomini comuni, cambiare la “paura” dei più in assennata convinzione che oggi non abbiamo nessuna alternativa logica?
      Proporrei allo Staff di questo intelligente convivio letterario di coordinare dei convegni in più città italiane. Personalmente posso organizzarne più di uno a Roma con gli scienziati che vi risiedono, in sedi idonee, magari solleticando la curiosità della massa con qualche evento di cultura umanistica. E’ un po’ quello che ho fatto in questi giorni a Viterbo con conferenzieri come i Profs. Maurizio Cumo,Giovanni Vittorio Pallottino e Enzo Casolino.
      I risultati sono stati ottimi visto l’intervento del pubblico e delle domande poste.
      Non saprei cosa aggiungere oltre al fatto che tra una 15na di giorni uscurà la nostra “Terza Pagina” interamente dedicata al Nucleare ed alla sua attualitÃ
      Credo che per il futuro sia opportuno che tutti coloro che scrivono in Archivio Nucleare suggeriscano proposte di corretta informazione di massa, visto e considerato che i nostri giornali sono “In altre faccende affaccendati…”
      Michele Greco

    55. Michele Greco scrive:

      Risposta a Cher, Matteo e Nicola

      Credo che sia giunto il momento di smetterla di piangerci addosso e di passare alla concretezza dei fatti.
      Mi sembra che qui si scriva ripetendo più o meno le stesse cose che riflettono, e nel contempo rafforzino, le “novità” disinformative dell’una o dell’altra fonte giornalistica.
      “Il presidente è stato fatto, ora facciamo gli italiani” calza bene nell’anniversario dell’Unità d’Italia. Avrei voluto concludere la frase “……ora facciamo il Nucleare”. Si farà? Possiamo noi, uomini comuni, cambiare la “paura” dei più in assennata convinzione che oggi non abbiamo nessuna alternativa logica?
      Proporrei allo Staff di questo intelligente convivio letterario di coordinare dei convegni in più città italiane. Personalmente posso organizzarne più di uno a Roma con gli scienziati che vi risiedono, in sedi idonee, magari solleticando la curiosità della massa con qualche evento di cultura umanistica. E’ un po’ quello che ho fatto in questi giorni a Viterbo con conferenzieri come i Profs. Maurizio Cumo,Giovanni Vittorio Pallottino e Enzo Casolino.
      I risultati sono stati ottimi visto l’intervento del pubblico e delle domande poste.
      Non saprei cosa aggiungere oltre al fatto che tra una 15na di giorni uscurà la nostra “Terza Pagina” interamente dedicata al Nucleare ed alla sua attualitÃ
      Credo che per il futuro sia opportuno che tutti coloro che scrivono in Archivio Nucleare suggeriscano proposte di corretta informazione di massa, visto e considerato che i nostri giornali sono “In altre faccende affaccendati…”
      Michele Greco

      Questo commento non è stato scritto da nessun’altra parte.
      m.g.

    56. cavallopazzo scrive:

      per Nicola: l’articolo sui fusti radioattivi in Bosnia è delirante, ma è istruttivo per come si manipolano le opinioni della gente, di quelle persone che sono la maggioranza e che si aspettano di essere informate quando leggono un giornale o accendono la TV. Ho postato un commento all’articolo. Il fatto che sia ignobile, che sia aria fritta è un incentivo per centinaia di altri blog di rilanciarlo senza alcuna verifica. Questo vale anche per articoli, diciamo così, più tecnici, come il recente presunto sorpasso delle FER sul nucleare in USA per la produzione di en elettrica (v. ecoblog, ovviamente articolo repicato centinaia di volte) oppure sul minor costo del kWh da solare rispetto al nuke, innescato da un articolo sul NYT di agosto.
      Ho provato a replicare qui e là, ma è fatica immane.
      Saluti cavallo pazzo alias Elio
      ecco il link:
      dillinger.it/bosnia-dopo-la-guerra-i-fusti-radioattivi-29484...

    57. Michele Greco scrive:

      Esco fuori tema pur rimanendo in tema.
      La notizia che vi riporto avvalora il servilismo della stampa.
      La disinformazione o, se volete, la mancanza d’informazione è “opportuna” e voluta in ogni settore della vita sociale dove vi siano interessi economici e politici. Il problema del Nucleare fa parte di questi interessi come altri, ad esempio……..

      Oggetto: Fw: 498 deputati contro l’eliminazione del vitalizio che a noi Contribuenti costa 150 milioni l?anno (circa 291 miliardi di lire)

      Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire ! :

      Presenti 525
      Votanti 520
      Astenuti 5
      Maggioranza 261
      Hanno votato sì 22
      Hanno votato no 498).

      i 22 sono: BARBATO BORGHESI CAMBURSANO DI GIUSEPPE DI PIETRO DI STANISLAO DONADI EVANGELISTI FAVIA FORMISANO ANIELLO MESSINA MONAI MURA PALADINI PALAGIANO PALOMBA PIFFARI PORCINO RAZZI ROTA SCILIPOTI ZAZZERAÿ

      Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

      Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
      Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
      Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
      Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

      Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso:

      antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=vie...

      Non ne hanno datto notizia nè radio, nè giornali, nè Tv OVVIAMENTE. Facciamola girare noi !!!

      Questa notizia mi è stata rigirata per cui non ho nessun merito se non quello di rigirarla a voi.

      Michele Greco

    58. AleD scrive:

      @Michele Greco: Ma si dai, è come quando accennano che c’è un accordo trasversale per dimezzare i parlamentari (e sai quanti kWh escono da 500 panzoni di quel livello…. :-) e poi nel concreto non fanno un tubo.
      Il parlamentare è un lavoro ben pagato che permette a quella gente di sobbarcarsi mutui notevoli per godersela a livello personale e familiare, senza che nel concreto sia necessaria una qualche abilità vera nel fare problem solving. Insomma è una specie di anticamera lussuosa della pensione.
      “Tutto qui”.
      Soluzioni? Per me ce ne sono, basta che tutti noi in tutti i comizi politici ci si scaldi ed in modo iterativo, stressante, asfissiante, si gridino queste notizie, fin tanto che non arrivino i carabinieri a controllare. Basterebbe questo applicato in massa per obbligarli a prendere decisioni che ovviamente non vogliono prendere di loro iniziativa (saran mica fessi, no?)
      Ma gli italiani non sono capaci, singolarmente sono delle cacchine, sanno solo appecoronarsi dietro a qualcuno che li indottrina più o meno bene, di loro iniziativa non fanno un tubo, è sempre colpa degli altri. Perché a muoversi singolarmente si rischia troppo e non sia mai che ci si renda malvoluti da quelli che stanno attorno.

    59. Nicola scrive:

      per Cavallopazzo:
      il Nico ke ha commentato l’articolo ero io (penso l’hai capito), sono stato piuttosto diplomatico nei commenti anke perchè nn ero riuscito a leggerlo più di tanto per quanto era incasinato…ho notato la baggianata dei fusti a raggi X…si vede ke avevano sotterrato anke qualche macchina radiogena:)

    60. Cher scrive:

      Ho letto , ma , sinceramente come storia è talmente priva di fondamento che non vale nulla manco come spy-story.

      Ma sta gente(mi riferisco a chi scrive l’articolo in questione) mai stata in Yugoslavia prima dello sgretolamento politico , sociale , culturale fino allo sfociare del conflitto etnico totale?

      No! Ed allora voler dare l’impressione che i mali li ha creati la NATO, non è accettabile !
      L’economia era totalmente basata sulla produzione di armi leggere e medie per il blocco URSS, e faceva parte dei 5 paesi non allineati alle direttive ONU, facevano quello che volevano, sai le schifezze che hanno fatto!

      Immagino che è nulla a confronto dell disprezzo del genere umano dimostrato durante il conflitto, prima dell’intervento NATO.
      Prenderei questi piccoli e sciocchi testine di vitello e li porterei a farsi un giretto ora.

    61. Nicola scrive:

      Triga e Tapiro della Casaccia di nuovo in funzione….sarà vero??
      ci sono stato esattamente un anno fà al C.R. Casaccia..ma in quel periodo tutto era ancora in forse…

    62. Nicola scrive:

      ritiro l’ultimo commento..non avevo ancora letto l’ultimo articolo di Archivio Nucleare.

    Scrivi un commento




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