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Intergruppo a favore del nucleare nel Senato

14 Dicembre 2007 di Amministratore

E’ stato di recente costituito un intergruppo parlamentare nel Senato a favore dello sviluppo del nucleare in Italia.

Il suddetto gruppo mira ad avere un’ anima bipartisan ed attualmente ne fanno parte i senatori:
- Cosimo Ventucci (Fi)
- Luigi Lusi (Pd-Ulivo)
- Giuseppe Menardi (An)
- Marcello De Angelis (An)

Al momento sono già pervenute 30 adesioni da parte di parlamentari di tutti i gruppi politici, eccezion fatta per i Verdi



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  • 5 Commenti a “ Intergruppo a favore del nucleare nel Senato”

    1. Pietruccio scrive:

      Esprimo al gruppo tutto il mio appoggio e la tutta la solidarietà possibile (per quello che conta ma sono convinto che sia importante per chi fa politica non sentirsi “solo”).

      Credo che un gruppo di questo tipo, bipartisan, sia l’iniziativa più importante che chi rappresenta e amministra la nazione possa fare nell’interesse della stessa, aprendo un giusto confronto sulle necessità di una politica energetica del paese che, data la gravità della situazione sopratutto in prospettiva, ha assoluto bisogno di avviare una discussione che sia al di fuori delle logiche di partito.

    2. Stefania scrive:

      mi sono permessa di linkare a te.
      spero che sia cosa gradita.

    3. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Stefania,
      grazie per averci menzionato.

    4. domenico scrive:

      mi sento in dovere di esprimere al gruppo il mio appoggio.

      Buon lavoro

      DISTINTAMENTE

    5. Pietruccio scrive:

      Questa faccenda della poltica energetica italiana assomiglia sempre più alla storia del Titanic.

      Quel transatlantico pur essendo governato da persone esperte, o perlomeno che si credevano tali, era dotato di un timone sottodimensionato e si è scoperto solo molto tempo dopo che non avrebbe mai potuto evitare un iceberg una volta avvistato. In quel viaggio i passeggeri andarono sereni e incoscienti incontro alla tragedia.

      L’Italia è dotata di una costituzione meravigliosa creata dai padri della patria subito dopo la seconda gerra mondiale. Visto quello che è successo in questi anni e che sta succedendo tuttora ho, tuttavia, l’impressione che la giusta preoccupazione di scongiurare in ogni modo il ritorno di una dittatura abbia portato a concepire uno stato incapace di prendere le necessarie decisioni nei momenti critici, quelli che preludono le situazioni di emergenza, potenzialmente altrettanto pericolose di una dittatura.

      Lo stato italiano appare un po’ come una nave col timone sottodotato per cui è impossibile dare una svolta anche quando è chiaro che le cose non vanno nella giusta direzione. Penso alla TAV, alla gestione dei rifiuti, alle grandi opere (quelle necessarie, non quelle faraoniche), alla politica energetica e sopratutto all’indispensabile ritorno all’uso dell’energia nucleare. Io non credo che chi ci governa non sia al corrente della situazione, per ora solo preoccupante, degli aprovvigionamenti energetici, eppure col fotovoltaico e altre amenità stiamo andando esattamente nella direzione opposta rispetto a quello che sarebbe necessario fare per il paese.

      Vorrei ricordare il punto di vista di Sarcozy secondo il quale il problema energetico in prospettiva è talmente grave che “il nucleare non è la soluzione ma senza il nucleare non c’è soluzione” .

      Consiglio inoltre di leggere l’intervista all’ex. premier Rocard sul Corriere della Sera dell’ 08 novembre 2007
      corriere.it/economia/07_novembre_08/rocard_energia_nucelare....

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