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	<title>Comments on: Roma - Seminario internazionale sulla bonifica dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 03:01:43 +0000</pubDate>
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 		<title>Comment on Roma - Seminario internazionale sulla bonifica dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi by: Luigi Filippo von Mehlem</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/#comment-119507</link>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2019 06:18:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/#comment-119507</guid>
					<description>ma nessuno ricorda, in particolare in questo periodo del 2019 di &quot;infrazione! e critica situazione economica dell'Economia Italiana che soltanto facendo i conti con il pallottoliere delle somme che l'Italia avrebbe risparmiato importazioni di petrolio e gas metano negli ultimi 50 anni dal noto Referendum stravolto nella interpretazione dai &quot;Petroldollari&quot;,  avremmo non Deficit, ma addirittura attivo nei conti pubblici , Bilancia dei Pagamenti e Spread a Zero! E questo anche soltanto con l'energia elettrica autonoma prodotta dalle 4 centrali esistenti, Trino Vercellese e le altre in avanzato progetto in luogo di quella ottenuta importando i prodotti petroliferi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>ma nessuno ricorda, in particolare in questo periodo del 2019 di &#8220;infrazione! e critica situazione economica dell&#8217;Economia Italiana che soltanto facendo i conti con il pallottoliere delle somme che l&#8217;Italia avrebbe risparmiato importazioni di petrolio e gas metano negli ultimi 50 anni dal noto Referendum stravolto nella interpretazione dai &#8220;Petroldollari&#8221;,  avremmo non Deficit, ma addirittura attivo nei conti pubblici , Bilancia dei Pagamenti e Spread a Zero! E questo anche soltanto con l&#8217;energia elettrica autonoma prodotta dalle 4 centrali esistenti, Trino Vercellese e le altre in avanzato progetto in luogo di quella ottenuta importando i prodotti petroliferi.
</p>
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 		<title>Comment on Roma - Seminario internazionale sulla bonifica dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/#comment-68016</link>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 12:46:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/#comment-68016</guid>
					<description>Non per Alessandra ma in generale:

Come al solito si fa confusione fra nucleare civile (produzione energia, centrali e depositi) e nucleare militare (ordigni e quant’altro): come  ampiamente descritto su questo sito non c’è nessun rischio di proliferazione militare con l’utilizzo dei normali reattori commerciali ( produzione di energia elettrica) . Al di là di tante chiacchiere false dei soliti antinucleari, la composizione del plutonio uscente da questi reattori “, ovvero l’isotopo fissile Pu239 quello potenzialmente adatto per fabbricare un ordigno, causa assorbimento di neutroni vaganti (detto “avvelenamento neutronico) durante la fissione e tempo di permanenza nel reattore stesso, si trasforma in plutonio Pu240 così detto “impuro” ed inutilizzabile per usi militari. Tanto per capirsi, per costruire una bomba è necessario che quest’ ”impurità” sia molto contenuta e  che il burn up (quantità di energia estratta per unità di massa del combustibile) sia mantenuto&lt;strong&gt; non oltre i 1000MWd/tonnellata; nei reattori commerciali (tipologia PWR o BWR) il burnup va oltre i 45.000MWd/tonnellata così da avere un plutonio talmente impuro ed inadatto per la fabbricazione di ordigni&lt;/strong&gt;(detto  “weapons grade”) . Se si vuole ottenere materiale per usi militari si deve ricorrere allora ad appositi reattori studiati apposta per questo scopo (tipo i reattori RBMK come Chernobyl concepiti e costruiti solo nei paese ex URSS)  che mantengano il burnup basso e che permettano lo scarico del combustibile senza spegnere il reattore; nei normali reattori commerciali PWR e BWR il reattore dev’essere spento per lo scarico del combustibile. Tuttavia, ed è qui che la propaganda antinucleare da notizie malevolmente false, il plutonio inadatto, “impuro” scaricato dal reattore commerciale  ha comunque qualche possibilità di detonare; occorrerebbe però un’enorme quantità di materiale ed un libero accesso alle scorte dell’impianto, cosa estremamente improbabile visti i rischi mortali nell’avvicinarsi a determinati settori delle centrali senza autorizzazione e soprattutto senza adeguate protezioni e/o schermature in uso al personale (se fosse possibile o comunque facile avremmo trovato il modo di sbarazzarci velocemente dei terroristi) Inoltre quest’operazione non sarebbe alla portata di un gruppo terroristico perché necessita di strutture scientifiche e produttive che solo un’intera nazione può riuscire ad allestire e mantenere ma che sarebbero comunque difficile da occultare alle autorità ovvero all’IAEA (vedi le centrifughe a catena del caso Iran) 
Va comunque detto che, se si tentasse di fare una bomba con strutture non militari, sarebbe folle per un paese spendere un sacco di soldi, tentare di reclutare tecnici specializzati, rischiare conseguenze per la propria sicurezza e sanzioni diplomatiche per costruire un ordigno di scarsa potenza e di non certa funzionalità. Concludendo, tutta ‘sto sfoggio di dati solo nel tentativo (speriamo non vano) di fare un po’ d’informazione corretta (per eventuali riscontri tecnici/scientifici si può anche consultare il sito della World Nuclear Association oppure quello dell’IAEA)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non per Alessandra ma in generale:</p>
	<p>Come al solito si fa confusione fra nucleare civile (produzione energia, centrali e depositi) e nucleare militare (ordigni e quant’altro): come  ampiamente descritto su questo sito non c’è nessun rischio di proliferazione militare con l’utilizzo dei normali reattori commerciali ( produzione di energia elettrica) . Al di là di tante chiacchiere false dei soliti antinucleari, la composizione del plutonio uscente da questi reattori “, ovvero l’isotopo fissile Pu239 quello potenzialmente adatto per fabbricare un ordigno, causa assorbimento di neutroni vaganti (detto “avvelenamento neutronico) durante la fissione e tempo di permanenza nel reattore stesso, si trasforma in plutonio Pu240 così detto “impuro” ed inutilizzabile per usi militari. Tanto per capirsi, per costruire una bomba è necessario che quest’ ”impurità” sia molto contenuta e  che il burn up (quantità di energia estratta per unità di massa del combustibile) sia mantenuto<strong> non oltre i 1000MWd/tonnellata; nei reattori commerciali (tipologia PWR o BWR) il burnup va oltre i 45.000MWd/tonnellata così da avere un plutonio talmente impuro ed inadatto per la fabbricazione di ordigni</strong>(detto  “weapons grade”) . Se si vuole ottenere materiale per usi militari si deve ricorrere allora ad appositi reattori studiati apposta per questo scopo (tipo i reattori RBMK come Chernobyl concepiti e costruiti solo nei paese ex URSS)  che mantengano il burnup basso e che permettano lo scarico del combustibile senza spegnere il reattore; nei normali reattori commerciali PWR e BWR il reattore dev’essere spento per lo scarico del combustibile. Tuttavia, ed è qui che la propaganda antinucleare da notizie malevolmente false, il plutonio inadatto, “impuro” scaricato dal reattore commerciale  ha comunque qualche possibilità di detonare; occorrerebbe però un’enorme quantità di materiale ed un libero accesso alle scorte dell’impianto, cosa estremamente improbabile visti i rischi mortali nell’avvicinarsi a determinati settori delle centrali senza autorizzazione e soprattutto senza adeguate protezioni e/o schermature in uso al personale (se fosse possibile o comunque facile avremmo trovato il modo di sbarazzarci velocemente dei terroristi) Inoltre quest’operazione non sarebbe alla portata di un gruppo terroristico perché necessita di strutture scientifiche e produttive che solo un’intera nazione può riuscire ad allestire e mantenere ma che sarebbero comunque difficile da occultare alle autorità ovvero all’IAEA (vedi le centrifughe a catena del caso Iran)<br />
Va comunque detto che, se si tentasse di fare una bomba con strutture non militari, sarebbe folle per un paese spendere un sacco di soldi, tentare di reclutare tecnici specializzati, rischiare conseguenze per la propria sicurezza e sanzioni diplomatiche per costruire un ordigno di scarsa potenza e di non certa funzionalità. Concludendo, tutta ‘sto sfoggio di dati solo nel tentativo (speriamo non vano) di fare un po’ d’informazione corretta (per eventuali riscontri tecnici/scientifici si può anche consultare il sito della World Nuclear Association oppure quello dell’IAEA)
</p>
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 		<title>Comment on Roma - Seminario internazionale sulla bonifica dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi by: Alessandra</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/#comment-67074</link>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 11:07:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2013/04/15/roma-sogin-seminario-internazionale-bonifica/#comment-67074</guid>
					<description>Chissà se durante questo simposio a &lt;a href=&quot;http://wikitaliani.it/roma/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Roma&lt;/a&gt; si è parlato anche di armi nucleari...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Chissà se durante questo simposio a <a href="http://wikitaliani.it/roma/" rel="nofollow" rel="nofollow" target="_blank">Roma</a> si è parlato anche di armi nucleari&#8230;
</p>
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