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	<title>Comments on: Obama rilancia il nucleare civile negli USA</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Wed, 23 May 2012 12:43:23 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Renzo Riva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29896</link>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:23:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29896</guid>
					<description>&lt;strong&gt;Ecco la lezione di un cattivo maestro&lt;/strong&gt;

&quot;La Repubblica&quot;, DOMENICA, 28 MARZO 2010
Pagina 1 - Prima Pagina
 
&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il caso&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;
&lt;strong&gt;I pagliacci del nucleare&lt;/strong&gt;
 
ADRIANO SOFRI

Immaginerò di essere un inviato francese in Italia per le elezioni regionali. Il fatto è che durante una sua trasferta in Francia, qualche tempo fa, Berlusconi fece delle spese. Comprò delle piccole sculture in bronzo, dei cosmetici, se non sbaglio, e quattro centrali nucleari.
 

In Italia sarebbe stato macchinoso, e per di più c´era stato il referendum del 1987, e l´80 per cento di No. Poi perfezionò quel suo acquisto privato firmando a Roma un contratto con Sarkozy. In Italia l´ostilità di principio al nucleare era naturalmente diminuita rispetto ai giorni di Chernobyl, ma le obiezioni di merito erano caso mai rincarate. Una spesa colossale – caricata, chiacchiere a parte, sul denaro pubblico; tempi lunghissimi per una quota molto bassa – chiacchiere a parte, il 4,5% dei consumi finali di energia; militarizzazione dei siti e pacchia di ecomafie; preoccupazioni insuperate sulla sicurezza e soprattutto la certezza di non sapere che cosa fare delle scorie, comprese quelle del nucleare già dismesso. Una spesa simile sarebbe andata a scapito delle energie rinnovabili. Ma un´obiezione di fatto soverchiava le altre: dove sarebbero state piazzate le centrali? Potete scommettere che neanche l´amministratore delegato dell´Enel – cioè la persona più affezionata al balzo in Borsa garantito dal programma nucleare – accetterebbe una centrale nel proprio giardino, nemmeno sotto tortura. Infatti, in una trasmissione televisiva del dicembre scorso, l´amministratore delegato, che dev´essere un umorista e un tecnico della trasparenza, dichiarò di sapere dove sarebbero state situate le centrali, ma non lo avrebbe rivelato nemmeno sotto tortura. La tortura da noi non esiste, non ai piani alti, e così il governo tacque a sua volta sul sito delle centrali a venire. In verità, per fare le cose in regola, votò in agosto una legge che rinviava di sei mesi la comunicazione dei siti designati: solo che i sei mesi scadevano alla fine di febbraio, e le elezioni regionali, mannaggia, erano alla fine di marzo. Dunque: acqua in bocca. Nel frattempo, come succede per i nostri segreti di Pulcinella, l´elenco dei siti era stato reso pubblico da fonti benemerite. Bene: l´inviato francese che deve riferire in patria dello stato dell´affare ha preso nota. Una centrale a Chioggia? «Sì al nucleare, ma niente centrali in Veneto», ha proclamato il candidato Zaia. A Fossano e Trino? «Il nucleare è la soluzione –ha detto il leghista Cota – ma mai in Piemonte». Formigoni ha chiarito di essere per il nucleare, ma non in Lombardia, e «non in questo momento». Magari a Palma di Montechiaro, in Sicilia? «Ci batteremo a costo di barricarci per impedirlo», ha avvisato Lombardo. A Oristano? «In Sardegna non c´è posto per le centrali», ha tagliato corto il governatore Pdl Cappellacci. Latina, Montalto? «Nel Lazio non ce n´è bisogno», ha assicurato la Polverini. Forse a Mola di Bari, Nardò, Manduria? «Sono favorevole al ritorno al nucleare», ha detto il candidato Pdl Palese. Ah, ecco. «Però non in Puglia!» Ah, appunto. L´abruzzese Chiodi è stato laconico: «Sono favorevole, ma non in Abruzzo». Ci mancherebbe altro. Non cito i governatori e i candidati del centrosinistra perché grazie al cielo non uno di loro è favorevole al ritorno al nucleare. Che cosa scriverà dunque l´inviato francese? Il quale peraltro non avrà mancato lo spettacolo del coro dei candidati in piazza San Giovanni, nel quale si giurava fedeltà al patto di governo, che contiene il ritorno al nucleare. Potrebbe pensare allora che governatori e candidati tirano l´acqua al proprio mulino, ma Berlusconi tiene dritta la barra.
Ma ecco che Berlusconi, passando dalla Puglia, ha detto anche lui che il nucleare è bello, ma in Puglia no, e l´avrebbe detto in qualunque regione si fosse trovato a passare, così come è pronto a dire in Israele il contrario di quello che dirà a Ramallah fra mezz´ora, e Dio non voglia che passi da Teheran. In un tale imbarazzo, e volendo magari andare incontro alle aspettative dell´Edf, che ha venduto a Berlusconi le centrali in cambio della fontana di Trevi, l´inviato francese potrà riferire enigmaticamente che l´Italia è pronta per il nucleare, con l´eccezione delle sue regioni. Guardate che ci siamo arrivati davvero, visto che si è proposto di costruire le centrali nucleari italiane in Albania. 
Questa incredibile pagliacciata avrebbe meritato di coprire ed esaurire un´intera campagna elettorale. Neanche tanto sul sì o il no al nucleare, quanto sui farseschi sotterfugi di una politica che compra le centrali come fossero popcorn, le tiene chiuse nel sacchetto, e poi si ingegna a farle ingoiare ai cittadini, a partire da lunedì pomeriggio. In tutto l´Occidente sono in costruzione due soli impianti nucleari, uno in Francia e uno in Finlandia, con la tecnologia francese scelta dall´Enel e dal governo italiano. L´impianto finlandese avrebbe dovuto essere consegnato un anno fa, si parla ora del 2012 e i costi sono già aumentati del 60 per cento. I sistemi di questi impianti sono stati messi in mora dalle agenzie per la sicurezza nucleare francese, britannica e finlandese. Nel 2008 per la prima volta gli investimenti privati negli impianti di energia rinnovabile nel mondo hanno superato quelli per tecnologie a combustibili fossili. Da noi, Verdi, Democratici, Radicali, Sinistra, hanno elaborato programmi importanti, e valorizzato le esperienze di riconversione ecologica dell´economia italiana e di conversione dei consumi e delle aspirazioni. «Con la sua piccola e media impresa, con il patrimonio storico di saperi e di tradizioni artigianali, con la varietà produttiva mai completamente domata dagli imperativi della grande industria, il nostro è un Paese d´elezione della green economy». Ma il governo italiano è l´unico che non si sia proposto di affrontare la crisi puntando sull´economia verde. Ermete Realacci, responsabile per il Pd della green-economy, cita la sentenza di Berlusconi all´inizio della crisi: «Occuparsi di ambiente in un momento di crisi è come fare la messa in piega quando si ha la polmonite». Ognuno parla di quello che sa: economia di parrucchieri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Ecco la lezione di un cattivo maestro</strong></p>
	<p>&#8220;La Repubblica&#8221;, DOMENICA, 28 MARZO 2010<br />
Pagina 1 - Prima Pagina</p>
	<p><em><strong>Il caso</strong></em><br />
<strong>I pagliacci del nucleare</strong></p>
	<p>ADRIANO SOFRI</p>
	<p>Immaginerò di essere un inviato francese in Italia per le elezioni regionali. Il fatto è che durante una sua trasferta in Francia, qualche tempo fa, Berlusconi fece delle spese. Comprò delle piccole sculture in bronzo, dei cosmetici, se non sbaglio, e quattro centrali nucleari.</p>
	<p>In Italia sarebbe stato macchinoso, e per di più c´era stato il referendum del 1987, e l´80 per cento di No. Poi perfezionò quel suo acquisto privato firmando a Roma un contratto con Sarkozy. In Italia l´ostilità di principio al nucleare era naturalmente diminuita rispetto ai giorni di Chernobyl, ma le obiezioni di merito erano caso mai rincarate. Una spesa colossale – caricata, chiacchiere a parte, sul denaro pubblico; tempi lunghissimi per una quota molto bassa – chiacchiere a parte, il 4,5% dei consumi finali di energia; militarizzazione dei siti e pacchia di ecomafie; preoccupazioni insuperate sulla sicurezza e soprattutto la certezza di non sapere che cosa fare delle scorie, comprese quelle del nucleare già dismesso. Una spesa simile sarebbe andata a scapito delle energie rinnovabili. Ma un´obiezione di fatto soverchiava le altre: dove sarebbero state piazzate le centrali? Potete scommettere che neanche l´amministratore delegato dell´Enel – cioè la persona più affezionata al balzo in Borsa garantito dal programma nucleare – accetterebbe una centrale nel proprio giardino, nemmeno sotto tortura. Infatti, in una trasmissione televisiva del dicembre scorso, l´amministratore delegato, che dev´essere un umorista e un tecnico della trasparenza, dichiarò di sapere dove sarebbero state situate le centrali, ma non lo avrebbe rivelato nemmeno sotto tortura. La tortura da noi non esiste, non ai piani alti, e così il governo tacque a sua volta sul sito delle centrali a venire. In verità, per fare le cose in regola, votò in agosto una legge che rinviava di sei mesi la comunicazione dei siti designati: solo che i sei mesi scadevano alla fine di febbraio, e le elezioni regionali, mannaggia, erano alla fine di marzo. Dunque: acqua in bocca. Nel frattempo, come succede per i nostri segreti di Pulcinella, l´elenco dei siti era stato reso pubblico da fonti benemerite. Bene: l´inviato francese che deve riferire in patria dello stato dell´affare ha preso nota. Una centrale a Chioggia? «Sì al nucleare, ma niente centrali in Veneto», ha proclamato il candidato Zaia. A Fossano e Trino? «Il nucleare è la soluzione –ha detto il leghista Cota – ma mai in Piemonte». Formigoni ha chiarito di essere per il nucleare, ma non in Lombardia, e «non in questo momento». Magari a Palma di Montechiaro, in Sicilia? «Ci batteremo a costo di barricarci per impedirlo», ha avvisato Lombardo. A Oristano? «In Sardegna non c´è posto per le centrali», ha tagliato corto il governatore Pdl Cappellacci. Latina, Montalto? «Nel Lazio non ce n´è bisogno», ha assicurato la Polverini. Forse a Mola di Bari, Nardò, Manduria? «Sono favorevole al ritorno al nucleare», ha detto il candidato Pdl Palese. Ah, ecco. «Però non in Puglia!» Ah, appunto. L´abruzzese Chiodi è stato laconico: «Sono favorevole, ma non in Abruzzo». Ci mancherebbe altro. Non cito i governatori e i candidati del centrosinistra perché grazie al cielo non uno di loro è favorevole al ritorno al nucleare. Che cosa scriverà dunque l´inviato francese? Il quale peraltro non avrà mancato lo spettacolo del coro dei candidati in piazza San Giovanni, nel quale si giurava fedeltà al patto di governo, che contiene il ritorno al nucleare. Potrebbe pensare allora che governatori e candidati tirano l´acqua al proprio mulino, ma Berlusconi tiene dritta la barra.<br />
Ma ecco che Berlusconi, passando dalla Puglia, ha detto anche lui che il nucleare è bello, ma in Puglia no, e l´avrebbe detto in qualunque regione si fosse trovato a passare, così come è pronto a dire in Israele il contrario di quello che dirà a Ramallah fra mezz´ora, e Dio non voglia che passi da Teheran. In un tale imbarazzo, e volendo magari andare incontro alle aspettative dell´Edf, che ha venduto a Berlusconi le centrali in cambio della fontana di Trevi, l´inviato francese potrà riferire enigmaticamente che l´Italia è pronta per il nucleare, con l´eccezione delle sue regioni. Guardate che ci siamo arrivati davvero, visto che si è proposto di costruire le centrali nucleari italiane in Albania.<br />
Questa incredibile pagliacciata avrebbe meritato di coprire ed esaurire un´intera campagna elettorale. Neanche tanto sul sì o il no al nucleare, quanto sui farseschi sotterfugi di una politica che compra le centrali come fossero popcorn, le tiene chiuse nel sacchetto, e poi si ingegna a farle ingoiare ai cittadini, a partire da lunedì pomeriggio. In tutto l´Occidente sono in costruzione due soli impianti nucleari, uno in Francia e uno in Finlandia, con la tecnologia francese scelta dall´Enel e dal governo italiano. L´impianto finlandese avrebbe dovuto essere consegnato un anno fa, si parla ora del 2012 e i costi sono già aumentati del 60 per cento. I sistemi di questi impianti sono stati messi in mora dalle agenzie per la sicurezza nucleare francese, britannica e finlandese. Nel 2008 per la prima volta gli investimenti privati negli impianti di energia rinnovabile nel mondo hanno superato quelli per tecnologie a combustibili fossili. Da noi, Verdi, Democratici, Radicali, Sinistra, hanno elaborato programmi importanti, e valorizzato le esperienze di riconversione ecologica dell´economia italiana e di conversione dei consumi e delle aspirazioni. «Con la sua piccola e media impresa, con il patrimonio storico di saperi e di tradizioni artigianali, con la varietà produttiva mai completamente domata dagli imperativi della grande industria, il nostro è un Paese d´elezione della green economy». Ma il governo italiano è l´unico che non si sia proposto di affrontare la crisi puntando sull´economia verde. Ermete Realacci, responsabile per il Pd della green-economy, cita la sentenza di Berlusconi all´inizio della crisi: «Occuparsi di ambiente in un momento di crisi è come fare la messa in piega quando si ha la polmonite». Ognuno parla di quello che sa: economia di parrucchieri.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Don Peppone</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29775</link>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 16:37:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29775</guid>
					<description>ti ho scritto che c'è tutta una tiritera sul discorso delle cifre, dammi il tempo di finire non ho finito è inutile che vedi un discorso incompleto (solo il documento del 2003) devo anche mettere le risposte dell'associazione nucleare, fino a quando non lo completo con tutti i riferimenti è inutile discutere fino a quel momento, il discorso del blog del cbo era una parte. ci sentiamo quando ho finito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>ti ho scritto che c&#8217;è tutta una tiritera sul discorso delle cifre, dammi il tempo di finire non ho finito è inutile che vedi un discorso incompleto (solo il documento del 2003) devo anche mettere le risposte dell&#8217;associazione nucleare, fino a quando non lo completo con tutti i riferimenti è inutile discutere fino a quel momento, il discorso del blog del cbo era una parte. ci sentiamo quando ho finito.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Egisto</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29774</link>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 16:04:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29774</guid>
					<description>Caro Peppone,
&lt;em&gt;Osservazione del tutto sbagliata e fuorviante: una centrale o un reattore e di che potenza? l’unico costo che conto è quello al MW di potenza installato.
Se è sbagliata o fuorviante perche mi fai una domanda? Se non lo sai come fai a dire che è sbagliata o fuorviante? Informati e poi mi sai dire&lt;/em&gt;

Fare un'osservazione del genere (i 9 miliardi a centrale) significa non aver capito nulla di economia dell'energia. I 9 miliardi che potenza permettono di installare? cosa è incluso in tale costo? le linee di trasmissione? il costo del combustibile? ecc? tutti elementi che spesso sono inclusi nei preventivi delle centrali nuke...

Spiacente per te ma non è una questione di lana caprina.

Tu citi prima un documento del 2009 che fa delle assunzioni sul 50% di default che, come scritto a piè di pagina, risultano essere del tutto ipotetiche e che devono essere riviste caso per caso.
Poi citi (sul tuo sito) un documento del 2003 che confermerebbe le tue assunzioni a proposito del 50% del rischio di default. Peccato che non siamo più nel 2003 e che la situazione energetica sia cambiata di molto.

Primo l'energia nucleare ha ripreso un forte sviluppo, secondo c'è sempre un maggior riconoscimento (vedi Obama) delle esternalità negative dei fonti fossili che verranno penalizzati, quindi si crea un clima favorevole al nucleare e il tasso ipotetico di default non è più quello del 2003.

Se tu vai in banca e chiedi un prestito la banca per chiederti gli interessi non guarda le condizioni di mercato del 2003, guarda quelle del 2010 o no?

Quindi l'assunzione del tasso di default del 50% se poteva essere vera nel 2003 (quando difatti negli USA non si costruivano centrali nucleari) non lo è certamente adesso.

Il CBO lo spiega bene qui:

http://cboblog.cbo.gov/?p=478

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;fai confusione tra i termini ratepayer e taxpayer usati nel rapporto UCS, inoltre parte dei costi sono stati sostenuti anche dagli azionisti delle società nucleari),&lt;/strong&gt;
Lo stato subentra nella garanzia per la parte residua se un’attività è stata già avviata; se è stato dichiarato il default gli azionisti perdono la loro quota azionaria; cosa significa quello che dici? Boh&lt;/em&gt;&lt;em&gt;
Evidentemente non hai letto bene nemmeno il rapporto dell'UCS che citi come se fosse la bibbia (e che già di suo è un'accozzaglia di falsità, se manco lo leggi poi). Dove la distinzioni è chiarissima i 200 miliardi dollari in gran parte non derivano dal fallimento delle aziende nucleari ma dai maggiori costi di costruzione che sono stati pagati dai consumatori di energia. Curiosamente lo studio fa una stima dei costi solo fino al 1990 e parla di un sovracosto di 3 cent al KWh. Non dice che il trend dei costi dal 1990 in poi si è invertito e che ad oggi (dati 2008), rispetto al gas naturale, l'energia nucleare USA permette di risparmiare 6 cent al KWh.
Quindi una stima dei costi pagati dai consumatori per gli impianti nucleari ha senso solo se non si limita al 1990 ma prende in considerazione anche i risparmi che tali impianti hanno permesso dal 1990 ad oggi. E in tal caso i conti sarebbero ben diversi.
&lt;/em&gt;&lt;em&gt;
L’indice di costruzione serve per costruire l’andamento prospettico visto che deve essere applicato per gli anni di costruzione che sono molti.
In merito ai costi finali dell’energia è un altro discorso ma ho parecchi analisi fatte da tutti i principali investitori, ma sicuramente fino a quando non si arriva al costo che vuoi te non va bene. 
&lt;/em&gt;
Ribadisco, visto che si parla di energia, ciò che importa è il costo dell'energia. Il costo di costruzione è importante solo perché contribuisce al costo dell'energia. Ma preso da solo non significa molto, soprattutto se si fa il paragone con i fossili.
Inoltre il confronto con le rinnovabili non può essere evitato se il governo ha in atto una politica di riduzione dei gas serra come il governo USA. Visto che l'alternativa è nucleare o rinnovabili, il confronto è fondamentale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Caro Peppone,<br />
<em>Osservazione del tutto sbagliata e fuorviante: una centrale o un reattore e di che potenza? l’unico costo che conto è quello al MW di potenza installato.<br />
Se è sbagliata o fuorviante perche mi fai una domanda? Se non lo sai come fai a dire che è sbagliata o fuorviante? Informati e poi mi sai dire</em></p>
	<p>Fare un&#8217;osservazione del genere (i 9 miliardi a centrale) significa non aver capito nulla di economia dell&#8217;energia. I 9 miliardi che potenza permettono di installare? cosa è incluso in tale costo? le linee di trasmissione? il costo del combustibile? ecc? tutti elementi che spesso sono inclusi nei preventivi delle centrali nuke&#8230;</p>
	<p>Spiacente per te ma non è una questione di lana caprina.</p>
	<p>Tu citi prima un documento del 2009 che fa delle assunzioni sul 50% di default che, come scritto a piè di pagina, risultano essere del tutto ipotetiche e che devono essere riviste caso per caso.<br />
Poi citi (sul tuo sito) un documento del 2003 che confermerebbe le tue assunzioni a proposito del 50% del rischio di default. Peccato che non siamo più nel 2003 e che la situazione energetica sia cambiata di molto.</p>
	<p>Primo l&#8217;energia nucleare ha ripreso un forte sviluppo, secondo c&#8217;è sempre un maggior riconoscimento (vedi Obama) delle esternalità negative dei fonti fossili che verranno penalizzati, quindi si crea un clima favorevole al nucleare e il tasso ipotetico di default non è più quello del 2003.</p>
	<p>Se tu vai in banca e chiedi un prestito la banca per chiederti gli interessi non guarda le condizioni di mercato del 2003, guarda quelle del 2010 o no?</p>
	<p>Quindi l&#8217;assunzione del tasso di default del 50% se poteva essere vera nel 2003 (quando difatti negli USA non si costruivano centrali nucleari) non lo è certamente adesso.</p>
	<p>Il CBO lo spiega bene qui:</p>
	<p><a href='http://cboblog.cbo.gov/?p=478' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://cboblog.cbo.gov/?p=478' rel="nofollow" target="_blank">http://cboblog.cbo.gov/?p=478</a></a></p>
	<p><em><strong>fai confusione tra i termini ratepayer e taxpayer usati nel rapporto UCS, inoltre parte dei costi sono stati sostenuti anche dagli azionisti delle società nucleari),</strong><br />
Lo stato subentra nella garanzia per la parte residua se un’attività è stata già avviata; se è stato dichiarato il default gli azionisti perdono la loro quota azionaria; cosa significa quello che dici? Boh</em><em><br />
Evidentemente non hai letto bene nemmeno il rapporto dell&#8217;UCS che citi come se fosse la bibbia (e che già di suo è un&#8217;accozzaglia di falsità, se manco lo leggi poi). Dove la distinzioni è chiarissima i 200 miliardi dollari in gran parte non derivano dal fallimento delle aziende nucleari ma dai maggiori costi di costruzione che sono stati pagati dai consumatori di energia. Curiosamente lo studio fa una stima dei costi solo fino al 1990 e parla di un sovracosto di 3 cent al KWh. Non dice che il trend dei costi dal 1990 in poi si è invertito e che ad oggi (dati 2008), rispetto al gas naturale, l&#8217;energia nucleare USA permette di risparmiare 6 cent al KWh.<br />
Quindi una stima dei costi pagati dai consumatori per gli impianti nucleari ha senso solo se non si limita al 1990 ma prende in considerazione anche i risparmi che tali impianti hanno permesso dal 1990 ad oggi. E in tal caso i conti sarebbero ben diversi.<br />
</em><em><br />
L’indice di costruzione serve per costruire l’andamento prospettico visto che deve essere applicato per gli anni di costruzione che sono molti.<br />
In merito ai costi finali dell’energia è un altro discorso ma ho parecchi analisi fatte da tutti i principali investitori, ma sicuramente fino a quando non si arriva al costo che vuoi te non va bene.<br />
</em><br />
Ribadisco, visto che si parla di energia, ciò che importa è il costo dell&#8217;energia. Il costo di costruzione è importante solo perché contribuisce al costo dell&#8217;energia. Ma preso da solo non significa molto, soprattutto se si fa il paragone con i fossili.<br />
Inoltre il confronto con le rinnovabili non può essere evitato se il governo ha in atto una politica di riduzione dei gas serra come il governo USA. Visto che l&#8217;alternativa è nucleare o rinnovabili, il confronto è fondamentale.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Ing.A.Ciriello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29765</link>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:00:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29765</guid>
					<description>A quanto vedo la discussione scivola sempre sui soliti punti: remunerazione (corretto fino ad un certo punto) e scorie. Continuare su questa strada non porta da nessuna parte. Ogni scelta tecnologica é un compromesso tra aspetti economici, scientifici, tecnologici ed ambientali. I progetti &quot;massimalisti&quot; (tutto nero o bianco, tutto e solo rinnovabile o nucleare) falliscono e falliranno sempre. Ma a quanto vedo, il vecchio detto che &quot;la storia é maestra di vita&quot; é sempre dimenticato. In ogni settore scientifico e tecnico si lavora solo (e lo dico perchè io lo faccio davvero come lavoro) con compromessi accettabili e sostenibili. Non esisterà mai un mondo in cui le rinnovabili possono sostenere il carico di base (sempre, comunque ed in ogni momento) cosi come non si possono non tentare tutte le vie (come le rinnovabili) ma senza dare false speranze e senza imbonire le persone con affermazioni, che non hanno nulla di scientifico. Come molti in questo forum sanno, il metodo scientifico prevede che ad una affermazione (ipotesi) segua una dimostrazione o una sperimentazione, seria e critica. Questo approccio non mi sembra essere seguito dai fautori delle rinnovabili, come d'altro canto nel nucleare si eccede troppo nello spaccare il capello in quattro (alle volte giustamente, ma tante altre volte solo per ideologico ostruzionismo).  Come ho avuto recentemente modo di dire in un altro Forum, io credo che la discussione debba essere aperta a tutti, ma le decisioni importanti debbano essere prese di concerto solo da chi ha le adatte responsabilità e/o da chi è in grado di CAPIRE e non imparare a memoria, (intendo chi ha una preparazione adatta), cosi come chi in queste cose ci lavora veramente. Io vedo solo dichiarazioni e affermazioni riportate in terza persona o riportate e scopiazzate da Internet. (Internet non è una buona fonte scientifica di per sé --&amp;#62; esistono i journals!). Qualcuno approverà ciò che ho detto, qualcun'altro no. Non credo che questo sia molto importante, quello che é certo é che molte persone dovrebbero rispettare i ruoli e parlare per esperienza propria in prima persona.
Saluti
A.C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>A quanto vedo la discussione scivola sempre sui soliti punti: remunerazione (corretto fino ad un certo punto) e scorie. Continuare su questa strada non porta da nessuna parte. Ogni scelta tecnologica é un compromesso tra aspetti economici, scientifici, tecnologici ed ambientali. I progetti &#8220;massimalisti&#8221; (tutto nero o bianco, tutto e solo rinnovabile o nucleare) falliscono e falliranno sempre. Ma a quanto vedo, il vecchio detto che &#8220;la storia é maestra di vita&#8221; é sempre dimenticato. In ogni settore scientifico e tecnico si lavora solo (e lo dico perchè io lo faccio davvero come lavoro) con compromessi accettabili e sostenibili. Non esisterà mai un mondo in cui le rinnovabili possono sostenere il carico di base (sempre, comunque ed in ogni momento) cosi come non si possono non tentare tutte le vie (come le rinnovabili) ma senza dare false speranze e senza imbonire le persone con affermazioni, che non hanno nulla di scientifico. Come molti in questo forum sanno, il metodo scientifico prevede che ad una affermazione (ipotesi) segua una dimostrazione o una sperimentazione, seria e critica. Questo approccio non mi sembra essere seguito dai fautori delle rinnovabili, come d&#8217;altro canto nel nucleare si eccede troppo nello spaccare il capello in quattro (alle volte giustamente, ma tante altre volte solo per ideologico ostruzionismo).  Come ho avuto recentemente modo di dire in un altro Forum, io credo che la discussione debba essere aperta a tutti, ma le decisioni importanti debbano essere prese di concerto solo da chi ha le adatte responsabilità e/o da chi è in grado di CAPIRE e non imparare a memoria, (intendo chi ha una preparazione adatta), cosi come chi in queste cose ci lavora veramente. Io vedo solo dichiarazioni e affermazioni riportate in terza persona o riportate e scopiazzate da Internet. (Internet non è una buona fonte scientifica di per sé &#8211;&gt; esistono i journals!). Qualcuno approverà ciò che ho detto, qualcun&#8217;altro no. Non credo che questo sia molto importante, quello che é certo é che molte persone dovrebbero rispettare i ruoli e parlare per esperienza propria in prima persona.<br />
Saluti<br />
A.C.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Amministratore</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29763</link>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 22:11:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29763</guid>
					<description>Don Peppone

ho eliminato l'ultima frase del tuo ultimo intervento.

per favore cerchiamo di mantenere la discussione serena in modo da essere costruttiva.
altrimenti è inutile discutere...

grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Don Peppone</p>
	<p>ho eliminato l&#8217;ultima frase del tuo ultimo intervento.</p>
	<p>per favore cerchiamo di mantenere la discussione serena in modo da essere costruttiva.<br />
altrimenti è inutile discutere&#8230;</p>
	<p>grazie
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Don Peppone</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29762</link>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 21:00:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29762</guid>
					<description>Se leggessi bene invece di guardare singole parole ho scritto sopra che ci sono anche le altre tipologie e l'ho scritto nel messaggio

don peppone 18 marzo ore 17.51 in fondo

In merito alla nota in fondo il congressionale budget office non la intende come dici te visto e considerato che è la prima volta che la vedi giusto?
(se mi fai questa domanda è la prima volta); c'è tutto un discorso che diro' un'altra volta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Se leggessi bene invece di guardare singole parole ho scritto sopra che ci sono anche le altre tipologie e l&#8217;ho scritto nel messaggio</p>
	<p>don peppone 18 marzo ore 17.51 in fondo</p>
	<p>In merito alla nota in fondo il congressionale budget office non la intende come dici te visto e considerato che è la prima volta che la vedi giusto?<br />
(se mi fai questa domanda è la prima volta); c&#8217;è tutto un discorso che diro&#8217; un&#8217;altra volta.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Don Peppone</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29761</link>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:52:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29761</guid>
					<description>Ascoltami, se uno vuole parlare tranquillamente con dialettica e confronto / discussione ci sto ma non mi piace che io devo essere ripreso, contestato, parafrasato e apostrofato quando ho scritto, scritto e riscritto.
Oltretutto di quello che dico viene fatta l'analisi del capello, viene esaminata la singola parola a mo di testimoni di Geova, mi trovo pertanto nella situazione che qualsiasi cosa che dico deve essere fatta l'analisi del sangue. Vorrei capire oltretutto perche l'unico che deve fornire l'onere della prova sono solo io in questo blog, forse perche sono l'unico che parrebbe antinucleare? I

Premesso che ho fornito cifre e numeri che dopo avere dato non vengono tenuti in considerazione, vorrei capire il senso di questa frase (come delle altre):

&lt;em&gt;Osservazione del tutto sbagliata e fuorviante: una centrale o un reattore e di che potenza? l’unico costo che conto è quello al MW di potenza installato. &lt;/em&gt;
Se è sbagliata o fuorviante perche mi fai una domanda? Se non lo sai come fai a dire che è sbagliata o fuorviante? Informati e poi mi sai dire

&lt;em&gt;Prima di tutto Forbes non è la bibbia, poi ribadisco che i costi di 200 miliardi di dollaraumento dei costi non sono stati pagati dai contribuenti ma dai consumatori di energia &lt;/em&gt;
Siccome è una garanzia federale e risponde lo stato, ritorna sotto forma di tasse; in alcune contee dove c'era una garanzia locale c'è stato un incremento localizzato; informati e poi mi sai dire.

&lt;em&gt;fai confusione tra i termini ratepayer e taxpayer usati nel rapporto UCS, inoltre parte dei costi sono stati sostenuti anche dagli azionisti delle società nucleari), &lt;/em&gt;
Lo stato subentra nella garanzia per la parte residua se un'attività è stata già avviata; se è stato dichiarato il default gli azionisti perdono la loro quota azionaria; cosa significa quello che dici? Boh

&lt;em&gt;e sono già stati aggiunti ai costi dell’energia tramite maggiori ammortamenti (ti sei già dimenticato come funzionano gli ammortamenti). Tant’è che oggi il costo dell’energia prodotta da quegli impianti (gli stessi che hanno avuto il superamento dei costi in fase di costruzione) è la più bassa di tutto il parco dei generatori degli USA e quindi i maggiori costi vengono restituiti ai ratepayers.&lt;/em&gt;

Quello che ho scritto sul blog è solo una minima parte dei sussidi americani (e quindi probabilmente si possono permettere riduzioni di prezzo comunque..) in merito agli ammortamenti gli USA permettono gli ammortamenti anticipati; con l'estensione della garanzia gli impianti già completamente ammortizzati hanno un costo gestionale piu' basso; in francia l'edf ha applicato originalmente un ammortamento di 30 anni per cui parte dei suoi reattori è già ammortizzato; i nuovi reattori hanno un costo piu' elevato. Informati e poi mi sai dire.

&lt;em&gt;Non sto parlando del costo delle rinnovabili o dell’energia in se quanto il costo vero e proprio per fare le costruzioni, c’è un indice ad hoc elaborato dall’Università di Cambridge.
Solo che non stiamo giocando con i LEGO, stiamo costruendo generatori di energia e l’unico costo che conta è quello dell’energia.&lt;/em&gt;
L'indice di costruzione serve per costruire l'andamento prospettico visto che deve essere applicato per gli anni di costruzione che sono molti.
In merito ai costi finali dell'energia è un altro discorso ma ho parecchi analisi fatte da tutti i principali investitori, ma sicuramente fino a quando non si arriva al costo che vuoi te non va bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ascoltami, se uno vuole parlare tranquillamente con dialettica e confronto / discussione ci sto ma non mi piace che io devo essere ripreso, contestato, parafrasato e apostrofato quando ho scritto, scritto e riscritto.<br />
Oltretutto di quello che dico viene fatta l&#8217;analisi del capello, viene esaminata la singola parola a mo di testimoni di Geova, mi trovo pertanto nella situazione che qualsiasi cosa che dico deve essere fatta l&#8217;analisi del sangue. Vorrei capire oltretutto perche l&#8217;unico che deve fornire l&#8217;onere della prova sono solo io in questo blog, forse perche sono l&#8217;unico che parrebbe antinucleare? I</p>
	<p>Premesso che ho fornito cifre e numeri che dopo avere dato non vengono tenuti in considerazione, vorrei capire il senso di questa frase (come delle altre):</p>
	<p><em>Osservazione del tutto sbagliata e fuorviante: una centrale o un reattore e di che potenza? l’unico costo che conto è quello al MW di potenza installato. </em><br />
Se è sbagliata o fuorviante perche mi fai una domanda? Se non lo sai come fai a dire che è sbagliata o fuorviante? Informati e poi mi sai dire</p>
	<p><em>Prima di tutto Forbes non è la bibbia, poi ribadisco che i costi di 200 miliardi di dollaraumento dei costi non sono stati pagati dai contribuenti ma dai consumatori di energia </em><br />
Siccome è una garanzia federale e risponde lo stato, ritorna sotto forma di tasse; in alcune contee dove c&#8217;era una garanzia locale c&#8217;è stato un incremento localizzato; informati e poi mi sai dire.</p>
	<p><em>fai confusione tra i termini ratepayer e taxpayer usati nel rapporto UCS, inoltre parte dei costi sono stati sostenuti anche dagli azionisti delle società nucleari), </em><br />
Lo stato subentra nella garanzia per la parte residua se un&#8217;attività è stata già avviata; se è stato dichiarato il default gli azionisti perdono la loro quota azionaria; cosa significa quello che dici? Boh</p>
	<p><em>e sono già stati aggiunti ai costi dell’energia tramite maggiori ammortamenti (ti sei già dimenticato come funzionano gli ammortamenti). Tant’è che oggi il costo dell’energia prodotta da quegli impianti (gli stessi che hanno avuto il superamento dei costi in fase di costruzione) è la più bassa di tutto il parco dei generatori degli USA e quindi i maggiori costi vengono restituiti ai ratepayers.</em></p>
	<p>Quello che ho scritto sul blog è solo una minima parte dei sussidi americani (e quindi probabilmente si possono permettere riduzioni di prezzo comunque..) in merito agli ammortamenti gli USA permettono gli ammortamenti anticipati; con l&#8217;estensione della garanzia gli impianti già completamente ammortizzati hanno un costo gestionale piu&#8217; basso; in francia l&#8217;edf ha applicato originalmente un ammortamento di 30 anni per cui parte dei suoi reattori è già ammortizzato; i nuovi reattori hanno un costo piu&#8217; elevato. Informati e poi mi sai dire.</p>
	<p><em>Non sto parlando del costo delle rinnovabili o dell’energia in se quanto il costo vero e proprio per fare le costruzioni, c’è un indice ad hoc elaborato dall’Università di Cambridge.<br />
Solo che non stiamo giocando con i LEGO, stiamo costruendo generatori di energia e l’unico costo che conta è quello dell’energia.</em><br />
L&#8217;indice di costruzione serve per costruire l&#8217;andamento prospettico visto che deve essere applicato per gli anni di costruzione che sono molti.<br />
In merito ai costi finali dell&#8217;energia è un altro discorso ma ho parecchi analisi fatte da tutti i principali investitori, ma sicuramente fino a quando non si arriva al costo che vuoi te non va bene.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Egisto</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29760</link>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 19:59:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29760</guid>
					<description>&lt;em&gt;Io ho solamente riportato i dati che sono dei fatti e sono stati citati anche da Forbes. Penso che quindi la cosa corretta è quella di aggiungere al costo dell’energia i 240 miliardi di dollari che sono stati comunque girati ai contribuenti americani sotto forma di tasse.&lt;/em&gt;
Prima di tutto Forbes non è la bibbia, poi ribadisco che i costi di 200 miliardi di dollaraumento dei costi non sono  stati pagati dai contribuenti ma dai consumatori di energia (fai confusione tra i termini ratepayer e taxpayer usati nel rapporto UCS, inoltre parte dei costi sono stati sostenuti anche dagli azionisti delle società nucleari), e sono già stati aggiunti ai costi dell'energia tramite maggiori ammortamenti (ti sei già dimenticato come funzionano gli ammortamenti). Tant'è che oggi il costo dell'energia prodotta da quegli impianti (gli stessi che hanno avuto il superamento dei costi in fase di costruzione) è la più bassa di tutto il parco dei generatori degli USA e quindi i maggiori costi vengono restituiti ai ratepayers.
&lt;em&gt;Non sto parlando del costo delle rinnovabili o dell’energia in se quanto il costo vero e proprio per fare le costruzioni, c’è un indice ad hoc elaborato dall’Università di Cambridge.&lt;/em&gt;
Solo che non stiamo giocando con i LEGO, stiamo costruendo generatori di energia e l'unico costo che conta è quello dell'energia.

&lt;em&gt;Dall’esame dei progetti per centrali nucleari presso il DOE il costo medio overnight di una singola centrale nucleare è di 9 miliardi di dollari.&lt;/em&gt;

Osservazione del tutto sbagliata e fuorviante: una centrale o un reattore e di che potenza? l'unico costo che conto è quello al MW di potenza installato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><em>Io ho solamente riportato i dati che sono dei fatti e sono stati citati anche da Forbes. Penso che quindi la cosa corretta è quella di aggiungere al costo dell’energia i 240 miliardi di dollari che sono stati comunque girati ai contribuenti americani sotto forma di tasse.</em><br />
Prima di tutto Forbes non è la bibbia, poi ribadisco che i costi di 200 miliardi di dollaraumento dei costi non sono  stati pagati dai contribuenti ma dai consumatori di energia (fai confusione tra i termini ratepayer e taxpayer usati nel rapporto UCS, inoltre parte dei costi sono stati sostenuti anche dagli azionisti delle società nucleari), e sono già stati aggiunti ai costi dell&#8217;energia tramite maggiori ammortamenti (ti sei già dimenticato come funzionano gli ammortamenti). Tant&#8217;è che oggi il costo dell&#8217;energia prodotta da quegli impianti (gli stessi che hanno avuto il superamento dei costi in fase di costruzione) è la più bassa di tutto il parco dei generatori degli USA e quindi i maggiori costi vengono restituiti ai ratepayers.<br />
<em>Non sto parlando del costo delle rinnovabili o dell’energia in se quanto il costo vero e proprio per fare le costruzioni, c’è un indice ad hoc elaborato dall’Università di Cambridge.</em><br />
Solo che non stiamo giocando con i LEGO, stiamo costruendo generatori di energia e l&#8217;unico costo che conta è quello dell&#8217;energia.</p>
	<p><em>Dall’esame dei progetti per centrali nucleari presso il DOE il costo medio overnight di una singola centrale nucleare è di 9 miliardi di dollari.</em></p>
	<p>Osservazione del tutto sbagliata e fuorviante: una centrale o un reattore e di che potenza? l&#8217;unico costo che conto è quello al MW di potenza installato.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Egisto</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29758</link>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 19:34:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29758</guid>
					<description>Vedi che ti eri dimenticato di citare il 25% di recovery rate... 
Che ti eri dimenticato di dire che le cifre fatte si riferiscono non solo al nucleare ma a tutte le tecnologie che possono usufruire dei loan guarantees incluso eolico, solare termodinamico,  gassificazione del carbone, CCS, ecc....
Che non hai visto la nota 4 alle cifre che fai che dice:
&lt;em&gt;4 Assumptions reflect an illustrative example for informational purposes only. The assumptions will be determined at the time of execution, and will reflect the actual terms and conditions of the loan and guarantee contracts.&lt;/em&gt;

Quindi tali tassi default sono messi solo come esempio e non sono quelli effettivamente stimati che saranno definiti al momento della stipula del contratto.

A proposito del programma di LG il GAO dice:

&lt;em&gt;Risks inherent to the LGP will make it difficult for DOE to estimate subsidy costs with a reasonable degree of accuracy, which could lead to financial losses and may introduce biases in the projects that ultimately receive loan guarantees. The nature and characteristics of the program and uncertain future economic conditions greatly increase the difficulty of estimating the program’s subsidy costs. For example, because the LGP targets innovative energy technologies and because projects will likely have unique characteristics—varying in size, technology, and experience of the project sponsor—evaluating the risks of individual projects applying for loan guarantees will be complicated&lt;/em&gt;

Come noterai non si fa cenno del nucleare ne tanto meno si fa riferimento alle esperienze precedenti degli anni 70 come fai tu in modo del tutto improprio.

I LG sono programmi pensati apposta per favorire tecnologie innovative che avrebbero difficoltà a trovare finanziamenti sul mercato e che si ritiene siano necessarie per la collettività. Evidentemente questo ha un rischio che però dipende dal progetto in questione e non è certo quello che sostieni tu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Vedi che ti eri dimenticato di citare il 25% di recovery rate&#8230;<br />
Che ti eri dimenticato di dire che le cifre fatte si riferiscono non solo al nucleare ma a tutte le tecnologie che possono usufruire dei loan guarantees incluso eolico, solare termodinamico,  gassificazione del carbone, CCS, ecc&#8230;.<br />
Che non hai visto la nota 4 alle cifre che fai che dice:<br />
<em>4 Assumptions reflect an illustrative example for informational purposes only. The assumptions will be determined at the time of execution, and will reflect the actual terms and conditions of the loan and guarantee contracts.</em></p>
	<p>Quindi tali tassi default sono messi solo come esempio e non sono quelli effettivamente stimati che saranno definiti al momento della stipula del contratto.</p>
	<p>A proposito del programma di LG il GAO dice:</p>
	<p><em>Risks inherent to the LGP will make it difficult for DOE to estimate subsidy costs with a reasonable degree of accuracy, which could lead to financial losses and may introduce biases in the projects that ultimately receive loan guarantees. The nature and characteristics of the program and uncertain future economic conditions greatly increase the difficulty of estimating the program’s subsidy costs. For example, because the LGP targets innovative energy technologies and because projects will likely have unique characteristics—varying in size, technology, and experience of the project sponsor—evaluating the risks of individual projects applying for loan guarantees will be complicated</em></p>
	<p>Come noterai non si fa cenno del nucleare ne tanto meno si fa riferimento alle esperienze precedenti degli anni 70 come fai tu in modo del tutto improprio.</p>
	<p>I LG sono programmi pensati apposta per favorire tecnologie innovative che avrebbero difficoltà a trovare finanziamenti sul mercato e che si ritiene siano necessarie per la collettività. Evidentemente questo ha un rischio che però dipende dal progetto in questione e non è certo quello che sostieni tu.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Obama rilancia il nucleare civile negli USA by: Don Peppone</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29757</link>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 16:51:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2010/02/18/obama-rilancio-nucleare-usa/#comment-29757</guid>
					<description>La fonte del documento del GAO è il seguente:

http://www.gao.gov/new.items/d08750.pdf

e precisamente:

DOE’s metric to assess the effectiveness of financing decisions—containing the loss rate to 5 percent—may not be realistic; it is far lower than the estimated loss rate of over 25 percent that we calculated using the assumptions included in the fiscal year 2009 president’s budget.(20)

dove il (20) nelle note specifica:

(20)
Calculated from table 6 of the Federal Credit Supplement, Fiscal Year 2009. The assumptions presented for the LGP were a default rate of 50.85 percent and a recovery rate of 50 percent, which result in a loss rate of 25.42 percent when multiplied together 
Il budget degli Stati Uniti di cui a tabella 6 sopra citato è a questo link:

http://www.gpoaccess.gov/USbudget/fy09/sheets/cr_6.xls

vedere titolo 17. Innovative Technology loan guarantees (riga 46 del foglio excel) colonna M default rate (tasso di fallimento) pari al 50,85 e recovery rate (quota a carico governo) pari al 50% da cui un tasso di un po piu del 25 (50,85% * 50%).

La stima è relativa a tutte le fonti che utilizzano il loan guarantee program, compreso il nuovo nucleare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>La fonte del documento del GAO è il seguente:</p>
	<p><a href='http://www.gao.gov/new.items/d08750.pdf' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.gao.gov/new.items/d08750.pdf' rel="nofollow" target="_blank">http://www.gao.gov/new.items/d08750.pdf</a></a></p>
	<p>e precisamente:</p>
	<p>DOE’s metric to assess the effectiveness of financing decisions—containing the loss rate to 5 percent—may not be realistic; it is far lower than the estimated loss rate of over 25 percent that we calculated using the assumptions included in the fiscal year 2009 president’s budget.(20)</p>
	<p>dove il (20) nelle note specifica:</p>
	<p>(20)<br />
Calculated from table 6 of the Federal Credit Supplement, Fiscal Year 2009. The assumptions presented for the LGP were a default rate of 50.85 percent and a recovery rate of 50 percent, which result in a loss rate of 25.42 percent when multiplied together<br />
Il budget degli Stati Uniti di cui a tabella 6 sopra citato è a questo link:</p>
	<p><a href='http://www.gpoaccess.gov/USbudget/fy09/sheets/cr_6.xls' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.gpoaccess.gov/USbudget/fy09/sheets/cr_6.xls' rel="nofollow" target="_blank">http://www.gpoaccess.gov/USbudget/fy09/sheets/cr_6.xls</a></a></p>
	<p>vedere titolo 17. Innovative Technology loan guarantees (riga 46 del foglio excel) colonna M default rate (tasso di fallimento) pari al 50,85 e recovery rate (quota a carico governo) pari al 50% da cui un tasso di un po piu del 25 (50,85% * 50%).</p>
	<p>La stima è relativa a tutte le fonti che utilizzano il loan guarantee program, compreso il nuovo nucleare.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
</rss>

