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Nucleare e politica - effetto Nimby nel PDL

18 Febbraio 2010 di Amministratore

Solitamente si preferisce non dare ampio spazio alle dichiarazioni politiche, visto che spesso le dichiarazioni dei politici sono spesso meri slogan con finalitĂ  elettorali soprattutto quando poi non sono lontani appuntamenti elettorali, come le elezioni regionali che si terranno a marzo.

E’ tuttavia sintomatico, per comprendere meglio il senso del dibattito sul “nucleare sì o no” nella politica italiana, notare che sia Formigoni (candidato PDL per la Regione Lombardia) sia Zaia (candidato PDL per la Regione Veneto) abbiano in pubblico dichiarato nei giorni scorsi di essere “favorevoli per il nucleare, ma non nella loro regione” e motivando questa decisione affermando che la loro regione sarebbe giĂ  autosufficiente a livello energetico.

Si ricorda che Lombardia e Veneto sono state le uniche regioni italiane (assieme al Friuli Venezia Giulia) che nella Conferenza delle Regioni del 27 gennaio scorso non hanno espresso parere negativo sul decreto legislativo che prevede il ritorno del nucleare civile in Italia.

A questo si aggiunge che la Polverini (candidato PDL per la Regione Lazio) ha tappezzato la cittĂ  di Roma con manifesti in cui con lettere cubitali afferma che il nucleare non serve nel Lazio.
E sono seguite dichiarazioni piĂą o meno nette di disappprovazione verso il nucleare nella propria regione anche da: Palese (candidato PDL per la Regione Puglia), Caldoro (candidato PDL per la Regione Puglia), Pagliuca (candidato PDL per la Regione Basilicata)

Claudio Scajola (Ministro dello Sviluppo Economico) in un’ intervista al Corriere della Sera nei giorni scorsi ha criticato questo atteggiamento assunto in materia energetica da parte dei candidati del PDL.

In pratica si sta assistendo ad un “effetto Nimby” molto bizzarro all’ interno della discussione politica: ancora una volta la discussione sul nucleare viene utilizzata dai politici (di destra e di sinistra) piĂą che altro come “slogan elettorale”, senza mai affrontaredavvero in modo serio ed in modo piĂą generale il sistema energetico italiano ed il fabbisogno energetico italiano.



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  • 11 Commenti a “ Nucleare e politica - effetto Nimby nel PDL”

    1. Giacomo scrive:

      Vi posto un commento interessante riguardo nimby,politici,e referendum sull’energia:

      “Il tema è molto interessante, perchè chiama direttamente in causa i diritti democratici: one man, one vote, la casalinga di voghera come rubbia.
      Parte pero’ da una premessa sbagliata: guarda solo il diritto democratico a esprimere la propria opinione, e non il dovere che tale opinione sia anche sensata!
      Reclamo il diritto al voto, ma preferisco andare al mare piuttosto che a votare, vedermi i simpson piuttosto che quark.
      A questo poi aggiungiamo che ogni scelta ha il suo rovescio: finora, in campo ambientale si è sempre nascosta l’esistenza di un rovescio.
      Chiudiamo Caorso? OK ma… non si va in francia a comprare l’11% di EE, la si taglia!
      Non rigassifichiamo? OK ma… se l’UKR non paga i suoi debiti con la Russia glieli pago io?
      Non facciamo la TAV, il passante, la variante di valico, il ponte sullo stretto … ma… usciamo dall’europa (checcavolo ci separano le Alpi, mica nate ieri) e aderiamo all’insieme dei paesi del mediterraneo! Non è possibile che ogni volta che c’è un NO, si trovi una scappatoia per nasconderne i danni!
      No alle nuove nuke? eh, vabbè le faremo fare ai gonzi albanesi…
      Che cavolo di democrazia è?
      Per chi non se lo ricordasse, ci sono temi, quali la politica fiscale, sui quali, costituzionalmente il referendum non è possibile: sarebbe troppo comodo!
      A mio avviso, (e libero sfogo a contumelie e lancio di ortaggi), anche questi temi di interesse nazionale andrebbero esclusi da referendum: la democrazia, in italia, è mediata da un Parlamento: tocca al parlamento e al governo che ne scaturisce prendere le decisioni; non al comitato per il NO alla centrale di rimpompaggio di Castro (BG) o al sindaco di Salemi per due pale eoliche. IMHO, ovviamente.”

      Fantastico nella sua semplicita’!

    2. Giacomo scrive:

      Il fenomeno Nimby paralizza il cantiere Italia

      L’osservatorio Nimby Forum evidenzia 283 opere contestate nel 2009, con una crescita del 7% e una netta prevalenza del comparto elettrico

      L’Italia è un paese sempre piĂą in stallo sul fronte delle grandi opere. Questo è il quadro che emerge dalla quinta edizione dall’Osservatorio Nimby Forum, che dal 2004 analizza il fenomeno delle contestazioni ambientali territoriali a progetti di varia natura, basandosi su un monitoraggio delle principali testate nazionali e locali. Si tratta di impianti e infrastrutture che si trovano la strada sbarrata a causa di motivazioni riconducibili, nella maggior parte dei casi, proprio alla “sindrome” Nimby (Not in my back yard, non nel mio cortile).
      Il fenomeno è in continua crescita, come testimoniano i 283 casi di impianti contestati nel 2009 (di cui 152 nuovi casi di protesta), con un aumento del 7% rispetto al 2008, e negli anni ha mutato le proprie caratteristiche, oltrepassando i confini delle opposizioni di cittadini per passare sul terreno di scontro tra schieramenti politici o tra istituzioni locali e centrali. Va di pari passo la tendenza di Nimby a trasformarsi in Not in my term of office (non durante il mio mandato elettorale), “in un quadro nel quale tendono a prevalere gli interessi locali, particolari, quando non esplicitamente individuali”, come recita il Rapporto. Il fenomeno, insomma, ha subito una forte politicizzazione ed è utilizzato spesso per fini elettorali. E la diatriba sul nucleare da parte delle Regioni si inserisce in questa scia.

      Il fenomeno Nimby non fa differenze tra ambiti o tipologie di infrastrutture ed è indipendente dal loro stato di avanzamento: vengono infatti contestati termovalorizzatori, discariche, centrali energetiche, rigassificatori, infrastrutture viarie o ferroviarie sia in fase di autorizzazione che di cantiere o anche esistenti. Nel dettaglio, il comparto elettrico, con 160 impianti contestati (tra impianti per la produzione di elettricità e elettrodotti, gasdotti e siti di stoccaggio gas) , detiene il 56,5% del totale, seguito dai rifiuti (41 termovalorizzatori, 38 impianti per il trattamento dei rifiuti, 16 discariche) e dalle infrastrutture (8,1%). Il settore elettrico ha manifestato una crescita notevole e costante nel numero di contestazioni, dovute alla proliferazione dei progetti, mentre per contro le opposizioni nel comparto rifiuti sono diminuite rispetto alle edizioni precedenti del Rapporto.
      A questi numeri si aggiunge la recente ondata di contestazioni rivolte agli impianti energetici che sfruttano fonti rinnovabili. L’Osservatorio Nimby Forum 2009 ha riscontrato un aumento dei casi di opposizione a centrali a biomasse (70 rispetto alle 52 del 2008) e impianti eolici (20 contro 5 del 2008) e, per la prima volta dall’inizio della ricerca, ha rilevato tre contestazioni a parchi fotovoltaici. Anche il consenso alle pale eoliche, insomma, sembra venir meno nel caso in cui siano installate nel proprio “cortile”.

      Risultano stabili i dati inerenti la distribuzione geografica del fenomeno Nimby, confermando una maggior concentrazione al nord: oltre il 50% degli impianti contestati è rilevato nel nord est e nord ovest, mentre sud e centro si attestano attorno al 20%. La paura per l’impatto sull’ambiente è la prima causa delle contestazioni (26,1%), ma in seconda posizione, con un buon 17,9%, vengono addotte carenze procedurali. Dato lo stretto legame con il territorio, gli enti pubblici che hanno piĂą preso posizione contro le opere censite sono i Comuni limitrofi (85,6% di pareri contrari) e i Comuni interessati dall’opera (68,3%). L’Osservatorio ha anche dedotto che, tra le amministrazioni comunali che si oppongono agli impianti, prevalgono quelle guidate da liste civiche non riconducibili a uno dei due schieramenti (59,3%), mentre centrodestra e centrosinistra si spartiscono piĂą o meno equamente un 20% a testa.
      In generale, gli enti pubblici sono la seconda fonte di contestazione (31,4%), preceduta da soggetti riconducibili a movimenti di cittadini (40,7%), mentre le tanto vituperate associazioni ambientaliste sono fautrici solo del 9,9% delle opposizioni.

      fonte:
      energia24club.it/articoli/0,1254,51_ART_105956,00.html?lw=51...

    3. Renzo Riva scrive:

      Pubblicato sul Messaggero Veneto nel fascicolo del Messaggero di Udine
      Sezione lettere
      Sabato 13 Febbraio 2010

      Leggete l’allegato 2010_02_13_MV_Tondo Nimby_1.doc e capirete che per il nucleare i vari governatori sono come quel tale che pretendeva di fare il finocchio col sedere degli altri: nel caso del Friuli VG col sedere degli sloveni.
      Mandi,
      Renzo Riva

      ENERGIA/3
      Una scelta sbagliata

      Sono basito alla lettura della decisione assunta dal presidente Tondo sul parziale interramento dell’elettrodotto Udine-Redipuglia, dice lui, per mantenere coesa la sua maggioranza.
      Il presidente Tondo in perfetto stile “NIMBY” (Not In My Back Yard – Non nel mio giardino) vuole fare il nucleare in Slovenia in quota regione F-VG.Cosa dire? Lo so che chiedere coerenza ad un politico è troppo ma a questo punto prego il mio segretario, la prof. Lauretta Iuretig, di rivedere le lodi a Tondo espresse nella sua lettera pubblicata su queste pagine Venerdì scorso.

      Riporto un passo di uno scritto del prof. Franco Battaglia che dĂ  l’idea di cosa certe persone intendono per “fare politica”: “Particolarmente interessante fu l’atteggiamento di Antonio Di Pietro. Per ragioni sulle quali è ora troppo lungo dettagliare, il senatore mi aveva contattato per chiedermi di aiutarlo nella stesura della voce protezione-ambientale del suo programma politico, dicendomi che intendeva porre, al centro dello stesso, la questione – a suo dire – morale. Onorato di tanta considerazione gli dissi di dubitare di intendermi io di questioni morali ma che, per quel che capivo, poteva forse interessargli la faccenda elettrosmog che, al di lĂ  dei 60mila miliardi di lire, stava impropriamente allarmando l’intero Paese, e che avrebbe potuto rassicurare, almeno lui – che non era col centrosinistra nĂ© possedeva impianti di emissioni di campi elettromagnetici – che l’elettrosmog non esiste. Mi rispose che non poteva farlo perchĂ© non poteva perdere voti e che avrebbe invece messo la lotta all’elettrosmog al centro del suo programma di protezione dell’ambiente. Sconsolato per la certezza di non intendermi affatto di questioni morali salutai definitivamente il senatore.
      Chiosa finale: Nel 2001 il centro-destra vinse le elezioni e nel 2002 il bravo Altero Matteoli, allora ministro all’Ambiente, pose la pietra tombale sulla questione in modo da evitare al Paese lo sperpero di 60mila miliardi di lire in interramento delle linee di trasmissione elettrica, una manovra che, anche se fatta, non avrebbe evitato neanche una leucemia infantile. Antonio Di Pietro, invece, assieme a Verdi, Rifondazione comunista e compagnia cantando, nel 2003 organizzò un referendum che, se fosse passato, avrebbe obbligato, comunque, l’interramento dei cavi elettrici e lo sperpero di 60mila miliardi. Gli italiani al referendum di Di Pietro neanche ci andarono.”

      Se nelle elezioni politiche dell’anno 2008 gli italiani defenestrarono dal parlamento italiano i Verdi ed i Comunisti alle prossime elezioni regionali farò di tutto per defenestrare i seguaci di Di Pietro ed il presidente Tondo.
      Tanto, anche per lui, Berlusconi, se lo vorrĂ  ancora, gli troverĂ  un collegio nazionale sicuro a Savona.
      Ormai posso solo sperare nei politici di AN confluiti nel PdL e come socialista è tutto dire.

      Renzo Riva
      Nuovo PSI F-VG
      Energia e Ambiente

    4. Pietruccio scrive:

      A quanto pare anche in Germania i politici sono come da noi.

      http://www.aamterranuova.it/article4267.htm

      Accipicchia che PEN: sostituire il nucleare con le rinnovabili entro il 2030! (adesso infatti i due insieme fanno il 40%)

      E l’altro 60%?

      Nel 2030 a tutto gas? Bruciando montagne di carbone (giĂ  ora hanno acidificato i laghi della Finlandia)? Sono convinti di scoprire immensi giacimenti di petrolio al Polo Nord? Oppure pensano di andare a birra?

    5. matteo scrive:

      Per Petruccio: per fortuna che in Germania c’Ă© Angelona Merkel!
      ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20100220194935032...
      Buona domenica e buon calcio!

    6. Giuseppe Filipponi scrive:

      I candidati a Governatore delle regioni indifferentemente di destra o di sinistra, stanno facendo a gara per inseguire le paure della gente alimentando l’eterno indecisionismo italiano. Il Senatore Menardi (PDL) ha scritto un lettera aperta a tutti i candidati per le prossime ragionali denunciando la corsa bipartisan a dire “no” alla localizzazione di qualsiasi sito nucleare. Cosa certo non di buon auspicio per il programma del governo inteso a realizzare subito almeno quattro centrali nucleari.
      Aderisci anche tu alla lettera del Sen. Menardi ; diversi tecnici, scienziati e anche politici hanno sottoscritto l’iniziativa.
      fusione.altervista.org/Sen_Meneradi_sul_nucleare.htm

    7. Renzo Riva scrive:

      Caro ing. Filipponi,
      devo in parte rettificare la tua dichiarazione al riguardo dei governatori “Nimby”.
      Da responsabile Nuovo PSI F-VG devo dire che l’on.le Stefano Caldoro, durante una riunione in confindustria regionale campana, ha dichiarato di essere favorevole all’energia nucleare e che seguirĂ  le indicazioni dei tecnici nazionali sulle eventuali localizzazioni nella sua regione.
      Dichiarazione adamantina che non dĂ  adito a incomprensioni.
      Lo stesso dicasi dell’attuale consigliere regionale del Lazio e di nuovo candidato Donato Robilotta anche lui favorevole al nucleare nella sua regione in contrasto con le dichiarazioni della candidata Polverini che si era espressa per il no nella sua regione.
      Un tanto dovevo per una puntuale e corretta informazione.

    8. Pietruccio scrive:

      Giusta precisazione, caro Renzo Riva: riconosciamo il valore di chi parla chiaro e ha il coraggio di sostenere una posizione giusta tantopiĂą di fronte a una comunitĂ  sterminata di aspiranti “governatori” che sa solo inseguire posizioni di comodo che, ci scommetto, non pagheranno.

    9. Edoardo scrive:

      Spesso si sente dire: “A noi il nucleare non serve, siamo già auto sufficienti (Puglia) o lo saremo (Lazio)” “Da noi no, abbiamo già dato (Veneto installati 700Mw turbogas contro un deficit di produzione del -51,6% dati Terna 2008/2009)
      Nel tutto centro Italia il deficit è del 35% (es. nel 1990 la Toscana, ove vivo, presentava da sola un deficit elettrico di circa il 15 per cento; successivamente la necessitĂ  d’importare energia elettrica è via via diminuita, fino ad avere un esubero nel biennio 1997-1998 successivamente, però, la situazione si è nuovamente ribaltata: la Toscana è tornata ad importare elettricitĂ  per il 10%)
      L’uniche regioni che sono in surplus di produzione sono la Puglia (non certo per l’eolico o il solare ma per le enormi ed inquinanti centrali termoelettriche) e la Calabria (sempre per centrali a gas e petrolio con danno ambientale) E se queste regioni non esportassero il surplus di energia? Allora tanti ambientalisti rimarrebbero al buio ed al freddo a cominciare dal centro Italia.
      Tutti ragionano del proprio territorio ma al fabbisogno e all’interesse nazionale o, per chi preferisce, comune? Lo stesso si potrebbe dire, ad esempio, per i servizi sanitari (“da noi funzionano … Da voi no? Affaracci Vostri!) per i rifiuti (già da prima delle’emergenza Campania buona parte di quella monnezza veniva portata in Toscana, Emilia e Piemonte) … Più che federalismo io lo chiamerei egoismo! Ovvio che quando poi si parla di nucleare, all’egoismo si aggiunge l’ideologia, l’ignoranza e la viltà del politico di turno….

    10. Renzo Riva scrive:

      Pietruccio, con te si potrebbe anche fare un governo di unità per gli interessi superiori nazionali, tanto sei conseguente con il tuo pensiero. Cosa facciamo! Lo chiedi tu o lo chiedo io. Forse è meglio chiederlo entrambi contemporaneamente per evitare primogeniture.

      Edoardo, rappresenti la toscanitĂ  che piĂą apprezzo.
      “La tu sorella!” Dicesti al rappresentatnte di greenpaeace.

      Forte

    11. Pietruccio scrive:

      x Renzo Riva

      Ne parlavo stamattina con un mio amico. Credo che la politica in italia sia diventata spaventosamente complessa e che ne siano rimasti prigionieri gli attori stessi che si muovono dentro questo ambito in cui mi pare che nessuno, nĂ© gli elettori, nĂ© quelli che poi vanno a fare gli amministratori pubblici (e hanno una coscienza), sono realmente soddisfatti. NĂ© mi pare di vedere all’orizzonte un qualche tipo di movimento che possa coagulare un’opinione pubblica che pure sente la necessitĂ  di una politica radicalmente differente da quelle che vengono proposte adesso.

      Non resta che vedere come evolve la situazione: certo sono convinto che gli schemi destra-sinistra, stato-mercato, sindacati-imprenditori ecc… ormai non abbiano piĂą senso. Casomai mi pare che il problema vero, al giorno d’oggi, sia quello di mettere un freno a certi tipi di esaltazione, fanatismo, cinismo ecc… Il contrasto oggi lo vedo soprattutto fra chi vorrebbe una vita sociale organizzata su basi “ragionevoli” e chi invece predilige gli eccessi: sono convinto che i primi siano la stragrande maggiornaza, ma purtroppo finiscono per farsi coinvolgere (e a volte anche abbindolare) dai pochi…

      finchè dura…

      vediamo quanto dura…

      Cosa centra quello che ho detto con l’argomento di questo sito?

      Che ritengo la posizione antinucleare (ma anche quella ambientalista in generale) figlia di uno dei tanti eccessi che creano problemi allo sviluppo armonico della societĂ , del benessere e dell’economia.

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