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Francia - fuoriuscita di acqua contaminata dall’ impianto di Romans-sur-Isere

22 Luglio 2008 di Amministratore

Il 18 luglio è stato comunicato dall’ “Autorité de Sûreté Nucléaire” (l’ Autorità francese per la sicurezza nucleare - ASN) un malfunzionamento presso l’ impianto di Romans-sur-Isere (dipartimento della Drome), nel sud-est della Francia.

L’ evento causante la fuoriuscita dell’ acqua contaminata è stata la rottura di una condotta nello stabilimento FBFC del gruppo franco-belga AREVA/NP, impianto dove si produce combustibile nucleare per reattori nucleari.
La quantità di uranio fuoriuscita sarebbe imprecisata (poche centinaia di grammi) ma comunque di quantità da non determinare impatti sull’ ambiente esterno.

Sono stati previste ulteriori ispezioni.

L’ ASN ha classificato l’ incidente al livello 1 della scala INES.



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  • 125 Commenti a “ Francia - fuoriuscita di acqua contaminata dall’ impianto di Romans-sur-Isere”

    1. Wil scrive:

      Caro Archivio,

      quando capiremo che la tecnologia nucleare va definitivamente abbandonata? Quando si creerà una classe dirigente pronta a destinare anima, cuore e portafoglio alle energie alternative?

      Il ritorno di Scajola e della sua arroganza è stato un tuffo al cuore. Tornare al nucleare è una scelta talmente fuoriluogo da apparire ridicola. Per una volta l’Italia è all’avanguardia in qualcosa, anche se dal momento del “No” avremmo dovuto (sicuramente i fondi c’erano) puntare fortemente su Sole e Vento … invece ci hanno fregato “assimilatamente” …

      Un disastro …
      A presto
      http://nonleggerlo.blogspot.com/

    2. Pietruccio scrive:

      X Wil

      archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/07/gas_uccise_atomo_...

    3. Edoardo scrive:

      Per Will:
      Quelli che fregano sono quei bugiardi che vogliono convincere la gente comune che con il sole ed il vento (energie troppo diluite ed intermittenti ed in questo forum troverari dati e numeri lo che confermano) riusciremo a coprire il fabbisogno italiano (ogni anno aumenta del 3%)

      Vien da dire: bisogna risparmiare, consumare meno…anche ai tempi del referndum contro il nucleare si parlava di risparmio energetico, rinnovabili, ecc.: ad oggi per esempio, lampade alogene, elettrodomestici moderni, consumano molto meno elettricità dei quelli di vent’anni fa (es.: un CD consuma 5VOLTE meno di un giradischi; le lavastoviglie di oggi 3 volte meno, per non parlare dell’abbattimento del consumo in determinati impianti industriali) eppure la fame di energia sale sempre di più…

    4. Wil scrive:

      Esistono delle realtà locali che autoalimentano il proprio fabbisogno grazie al solare. L’indipendenza energetica probabilmente non avverrà mai, ma un conto è il ritorno al nucleare, che per fortuna non succederà, un conto è fare informazione, far capire alla gente, anche con incentivi, che può aiutare l’ambiente ed il portafoglio grazie alle nuove tecnologie verdi.

      Sindaci ed ambientalisti spesso sono i primi a bloccare la crescita di questo settore. L’eolico è brutto da vedere…blocca le rotte migratorie degli uccelli…non serve a niente.

      Ma perfavore! Nessuno mi toglie dalla testa che se ogni casa, impresa, condominio, etc, avesse sul proprio tetto un sistema di pannelli solari, il beneficio che deriverebbe da ciò sarebbe incredibile.

      Questo è un caso limite, ma ci si può avvicinare o allontanare da una situazione di questo genere, con l’aiuto dell’eolico. Forse l’errore italiano (anche se preferisco così) è stato rinunciare al nucleare negli anni 80, mentre tutti gli altri paesi hanno compiuto una scelta diversa, creando una barricata economica ed energetica per noi negativa.

      Nonostante ciò Germania, Inghilterra e Spagna ad esempio si stanno muovendo con ottimi risultati verso questa filosofia. Certo, hanno il nucleare a garantire una certa produzione, ma una fetta sempre più consistente del fabbisogno è coperto dalle alternative.

      Come al solito l’Italia non è ne carne ne pesce, e le famiglie sono sempre più in difficoltà.

      Caro Edoardo, sentiamo la tua strategia a questo punto.

    5. gianna scrive:

      SLOVENIA 10.06.08 Krsko fughe liquidi
      UCRAINA 12.06.08 Rivne fughe liquidi
      GIAPPONE 14.06.08 Fukushima-Daini.fughe per terremoto
      GERMANIA 28.06.08 Wolfenbüttel fughe in miniera
      FRANCIA 08.07.08 Tricastin fughe liquidi
      FRANCIA 16.07.08 Tricastin tumuli in falda
      FRANCIA 18.07.08 Romans-sur-Isere fughe liquidi

      Un mese di ordinaria amministrazione nucleare, un energia davvero sfuggente

    6. Egisto scrive:

      ITALIA 1/07/08 circa 500.000.000 kg di pericolosi gas climalteranti vengono emessi dal mix elettrico italiano. oltre a numerose sostanze cancerogene SO, NOX

      ITALIA 2/07/08 circa 500.000.000 kg di pericolosi gas climalteranti vengono emessi dal mix elettrico italiano. oltre a numerose sostanze cancerogene SO, NOX

      ITALIA 3/07/08 circa 500.000.000 kg di pericolosi gas climalteranti vengono emessi dal mix elettrico italiano. oltre a numerose sostanze cancerogene SO, NOX

      ITALIA 4/07/08 circa 500.000.000 kg di pericolosi gas climalteranti vengono emessi dal mix elettrico italiano. oltre a numerose sostanze cancerogene SO, NOX

      ……………..

    7. Egisto scrive:

      Per Gianna

      se vuoi continuare con questa litania puoi dare un’occhiata a questo sito:

      asn.fr/sections/rubriquesprincipales/actualites/avis-d-incid...

      dove sono elencati tutti gli incidenti di categoria 1 francese (79 per il 2007 e 63 per il 2008).
      Anzi ti do un’anticipazione: i francesi moriranno tutti.
      Se però vuoi trovare qualche incidente più grave (categoria 2) dovrai consultare quelli relativi all’utilizzo medico delle radiazioni, di cui spero non farai uso per chiedere l’abolizione di queste cure.

    8. Edoardo scrive:

      Gianna lo sai quanti morti nei petrolchimici o nelle varie industrie chimiche e minerarie?…

    9. PIMBY scrive:

      Scala INES livello 1: incidenti per anno in Francia

      2000: 135 (uno ogni 65 ore)
      2001: 114 (uno ogni 77 ore)
      2002: 105 (uno ogni 83 ore)
      2003: 108 (uno ogni 81 ore)
      2004: 97 (uno ogni 90 ore)
      2005: 76 (uno ogni 115 ore)
      2006: 120 (uno ogni 73 ore)
      2007: 79 (uno ogni 111 ore)

      Perchè mai solo OGGI questi incidenti francesi di lieve entità fanno tanta notizia, mentre negli anni scorsi erano bellamente passati in cavalleria?
      Non vi viene il sospetto che i lanci di agenzia vengano oggi ripresi dalla stampa solo perchè in Italia si torna a parlare di nucleare?

      Please In My Back Yard

    10. Pietruccio scrive:

      No. A me non viene nessun sospetto: io ne sono proprio convinto. Sono pronto a scommettere la mamma che le cose stanno così!

    11. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Cari PIMBY e Pietruccio,

      certo che è così. Non per essere autoreferenziale, ma il perchè lo accenno in questa intervista (che probabilmente già conoscete):

      tecnosophia.org/rassegna_stampa/articoli/2006_06_romanello.h...

    12. Pietruccio scrive:

      x Ing. Vincenzo Romanello

      Certo che conosco l’intervista: l’ho fatta leggere a un sacco di persone.

    13. Pietruccio scrive:

      x Wil

      Un pannello per ogni casa? Ma il conto l’ho già fatto tante volte.
      Mettiamo un taglio tipico da 24 mq per ogni edificio che in Italia sono 11 milioni fanno 264 km-quadrati di pannelli. Se ci vogliono, diciamo, 8 mq-quadrati per fare 1 kWp, allora vuol dire che 8 km-quadrati fanno 1 GWp. In totale allora, mettendo impianti da 24 mq su ogni edificio si ottengono 264/8 = 33 GWp che moltiplicato per una media (in Italia il sole non è uguale dappertutto) di circa 1300 ore utili all’anno fanno 43 TWh. Il consumo italiano di energia elettrica è circa 340 TWh/anno: quindi produrresti il 12.6% del fabbisogno della sola energia elettrica. Il fabbisogno energetico totale è, invece, di circa 2300 TWh quindi i tuoi pannelli produrrebbero l’1.9% del fabbisogno energetico totale facendo risparmiare 43/0.4=108 TWh che corrrisponderebbero al 4.7% in termini di tonnellate di petrolio equivalente (l’ultimo calcolo l’ho fatto perchè, se no, Egisto mi sgrida perché confronto energia elettrica “buona” con una fonte primaria).

      Con contributi a 0.45€/kWh allo stato (cioè a me & simili) costerebbe 0.45*43E9 = 19 miliardi di euro all’anno (ci faresti 5 centrali atomiche all’anno ciascuna delle quali fornirebbe il 3.7% dell’energia elettrica necessaria alla nazione).

      Come vedi se si fanno due conticini emerge con tutta evidenza l’assurdità dell’idea di andare tutto e solo a rinnovabili

    14. Wil scrive:

      PIETRUCCIO

      MA chi l’ha mai detto che spannellando tutta Italia arriveremmo ad una situazione di perfezione? Non è questo il discorso.

      Ci sono dei Paesi e dei Comuni in Lombardia ed in Svizzera che sono totalmente indipendenti per quel che riguarda il fabbisogno energetico. Delle piccole reti autosufficienti, che magari col tempo possono diventare città e metropoli.

      Ora capirai che più ci si muove in una direzione del genere, più diminuisce questa assurda situazione di costi altissimi ed approvvigionamento all’estero.

      Un grande successo sarebbe già coprire 1/3 del totale, per poi magari arrivare ad 1/2…migliaia di famiglie ed imprese, oltre a rispettare l’ambiente, risparmierebbero cifre importanti, che magari potrebbero usare per smuovere questa immobile economia.

      Fino a che il Governo e chi di dovere avrà accordi con Petrolieri, Lobby Energetiche, Gasdotti etc … i costi e l’inquinamento non potranno che aumentare, che ne dici?

      I tuoi calcoli lasciano il tempo che trovano, per quanto siano precisi. Nessuno spera che il Sole alimenti una nazione intera, ma l’importante è dare la possibilità ai più avveduti di farlo in maniera economica. Il tutto da condire con qualche campo eolico …

      http://nonleggerlo.blogspot.com/

    15. Egisto scrive:

      Ci sono dei Paesi e dei Comuni in Lombardia ed in Svizzera che sono totalmente indipendenti per quel che riguarda il fabbisogno energetico.
      Esistono alcuni paesini dal vasto territorio che possono usare risorse idroelettriche e biomasse per rendersi formalmente indipendenti. Anche la Toscana se avesse un decimo degli abitanti sarebbe indipendente grazie alla geotermia (come l’Islanda). Ma questo non vuol dire nulla: c’è bisogno anche delle città e delle industrie. Questi paesini importano comunque energia trasformata (prodotti industriali, automobili, trattori, servizi ospedalieri, ecc.), quindi sono comunque importatori di energia prodotta coi fossili.
      Inoltre nessun paese potrà mai rendersi indipendente solo con le rinnovabili intermittenti a meno di utilizzare inefficienti e costosi sistemi di accumulo. Al limite potranno produrre tanta o più energia di quanta ne consumino, ma essendoci sfasamento temporale tra produzione e consumo non si sono resi indipendenti dai fossili.

      I tuoi calcoli lasciano il tempo che trovano, per quanto siano precisi.
      Ovvero stai vendendo i tuoi sogni!!! ma i conti con la realtà bisogna farli.

    16. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      Sole, vento… tanto amore e fantasia!

      Al solito, anni di retorica ambientalista hanno colpito nel segno.

      Ma al di la delle elucubrazioni ideologiche la domanada e’ sempre la stessa: chi paga? Perche’ scusate tanto, ma io no…

    17. Pietruccio scrive:

      x Wil

      “MA chi l’ha mai detto che spannellando tutta Italia arriveremmo ad una situazione di perfezione? Non è questo il discorso.”

      L’hai detto tu.

      “…Ma perfavore! Nessuno mi toglie dalla testa che se ogni casa, impresa, condominio, etc, avesse sul proprio tetto un sistema di pannelli solari, il beneficio che deriverebbe da ciò sarebbe incredibile…”

      a meno che tu non intendessi dire “incredibilmente basso”

      Ad ogni buon conto non avevo finito (è che ogni tanto bisogna anche pensare a portare a casa la pagnotta).

      Intanto dimostrami queste affermazioni con dei dati che abbiano un senso

      “Nonostante ciò Germania, Inghilterra e Spagna ad esempio si stanno muovendo con ottimi risultati verso questa filosofia.”

      perchè a me, ad esempio, risulta che la Germania sia piuttosto nei guai per le scelte folli degli ambientalisti (finti, perchè quelli veri vogliono i nucleare), anche se grazie a Dio e per fortuna loro e dell’intera Europa, non ancora assecondate: evidentemente laggiù, per ora ha prevalso il buon senso.
      Qualche link
      spiegel.de/international/germany/0,1518,547555,00.html
      spiegel.de/international/world/0,1518,565363,00.html
      “Franco Battaglia su “Il Giornale” di sabato 23 giugno 2007
      l’energia elettrica, in Germania, è prodotta per meno dello 0.3% col fotovoltaico e per oltre l’85% con carbone e nucleare (55% dal primo e 30% dal secondo)…”

      La Svezia, per fare un’altro esempio, aveva detto, vent’anni fa (epoca Chernobyl), che sarebbe uscita dal nucleare “appena possibile”. Il fatto che dopo vent’anni non sia ancora uscita e non ci stia nemmeno pensando dimostra che il nucleare è una fonte irrinunciabile per paesi progrediti come il nostro che, ricordo, usa quasi il 15% di energia nucleare, solo che invece che produrcela qui la compriamo a prezzi ben più alti dalla Francia esattamente come paghiamo a peso d’oro la spazzatura campana che viene portata in Germania perchè lorsignori non vogliono la loro spazzatura sul loro territorio… preferiscono usare i miei soldi (quelli delle tasse)… già, dimenticavo, gli italiani sono un popolo di furbi!.
      _________________________

      Poi, io sostengo che con degli incentivi assurdi come quelli che vengono dati adesso sul FV, non si favorisce certo né lo sviluppo di quella tecnologia, né una discesa dei prezzi: era giusto incentivarla così qualche anno fa, per farla maturare, ma adesso bisognerebbe prevedere degli incentivi che vanno a calare di un tot % all’anno in modo tale o si svegliano e abbassano i costi per kWh prodotto oppure bisogna prendere atto che, a questi prezzi e con questi rendimenti, questa tecnologia non serve a soddisfare il fabbisogno di energia e bisogna abbandonarla.
      In queste condizioni assurde, mi risulta che ci sono perfino dei contadini che adibiscono dei campi a fotovoltaico invece di coltivarli: e qui siamo veramente all’assurdo, allo scempio e alla speculazione selvaggia (vestita di verde).
      __________________

      Altra considerazione: i tempi di installazione per un ricorso massiccio al FV… ma questa la faccio dopo.

    18. Stefano scrive:

      x Wil (… ma a sostegno)

      L’indipendenza energetica probabilmente non avverrà mai…
      MA chi l’ha mai detto che spannellando tutta Italia arriveremmo ad una situazione di perfezione? Non è questo il discorso.

      Infatti non è proporio questo il discorso. La tua analisi è giusta perciò non sminuirla di fronte a chi cerca di far vedere lucciole per lanterne.

      In Italia il contributo del nucleare è nullo come è pressoché nullo quello delle nuove rinnovabili: si parte da zero per entrambi, solo che è come avere sulla linea di partenza un atleta ventenne per le nuove rinnovabili e un vecchio di 80 anni per il nucleare.

      Il trend del nucleare lo si conosce già (quello di III gener. ovvero quello proposto per il rilancio):
      - ad oggi, dopo 50 anni e a mercato ormai ampiamente maturo, copre solo il 4% dell’energia primaria
      - dalla fine degli anni 80 la costruzione di nuove centrali nel mondo è diminuita fino quasi a zero. (se l’Italia vi ha rinunciato, gli altri non hanno comunque costruito)
      - dopo 50 anni, rimane competitivo e renumerativo solo in presenza di contributi (ufficiali, come quello recente di Bush, o nascosti, come la sicurezza, la dismissione, il trattamento del carburante, lo stoccaggio delle scorie…)
      - L’Uranio è una risorsa finita. Già oggi, quello estratto copre solo il 60% della domanda globale, mentre il resto è dato dal riuso delle testate atomiche dismesse. Uranio dal mare? Troppo diluito: spendo più energia di quella che riotterrei. Reattori autofertilizzanti? passato già fallito oppure futuro non prossimo.

      Il trend delle nuve rinnovabili si profila anno dopo anno. Basta saperlo leggere.
      Vento:
      - ormai competitivo senza incentivi è la fonte più economica da sviluppare nell’attuale fino al suo potenziale (globalmente modesto, ma economico e pulito. esempio Italia: 36 GWh/anno su terra ferma + altrettanto spendendo qualcosina in più per l’off-shore).
      - Proprio oggi il GSE dà le statistiche 2007: eolico +42%
      Sole (Fotovoltaico):
      - è una tecnologia che rientra nell’industria dell’elettronica quindi libera e non di nicchia. Sviluppabile da tutti. E’ competitiva con il 30% di rendimento. Cioè già adesso per il FV a concentrazione per centrali solari, fra qualche anno per i pannelli in ambito residenziale. Gli incentivi decresceranno e spariranno a mercato maturo.
      - Il potenziale per il FV è immenso. Si copre il fabbisogno di energia primaria mondiale con una frazione minima di superficie terrestre (tanto per far notare che il limite è oltre il fabbisogno).
      - Statistiche GSE 2007 per il FV in Italia: +93%

      Tutto questo (liste non esaustive) solo parlando a livello economico, ovvero al solo livello che interessa la CINICA industria. Lascio a voi le considerazioni su sicurezza e scorie.

      A contorno, indipendentemente da nucleare o rinnovabili: il potenziale di risparmio energetico (inteso come efficenza energetica e non come sacrificio) è enorme.
      - Interventi di isolamento per gli edifici + tecniche di riutilizzo di energia termica
      - Pompe di calore per scaldarsi (e raffrescarsi) al posto del gas.
      - Veicoli elettrici a posto di quelli con motore a scoppio.
      - Illuminazione a LED
      - riduzione dei rifiuti alla fonte + riciclaggio renumerato
      Basterebbe questo per ridurre di un quinto il fabbisogno di energia primaria in un decennio.

      Ti ripeto Wil… non c’è bisogno di sminuire. E naturalmente il tutto non è un credo, non è una questione di fiducia.
      Per un quadro completo su energia, fonti primarie, nucleare, rinnovabili, rifiuti, ti consiglio di frequentare ASPO ( www.aspoitalia.net, http://aspoitalia.blogspot.com/, http://petrolio.blogosfere.it/, http://it.groups.yahoo.com/group/nuovetecnologieenergetiche/)

      Stefano

    19. Egisto scrive:

      Stefano scrivi un sacco di balle:

      In Italia il contributo del nucleare è nullo come è pressoché nullo quello delle nuove rinnovabili: si parte da zero per entrambi, solo che è come avere sulla linea di partenza un atleta ventenne per le nuove rinnovabili e un vecchio di 80 anni per il nucleare.

      In Italia buona parte dell’elettricità importata è di origine nucleare: siamo al 15%. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, l’eolico è una tecnologia vecchia come il cucco e ormai arrivata ai suoi limiti tecnologici.

      ad oggi, dopo 50 anni e a mercato ormai ampiamente maturo, copre solo il 4% dell’energia primaria
      Visto che fa energia elettrica il contributo va misurato in energia elettrica e siamo al 16%, esattamente come l’idroelettrico. Tecnologia vecchia di 100 anni ma di gran lunga la più importante tra le rinnovabili.
      i ricordo che il primo pannello PV e il primo reattore nucleare producono energia entrambi negli anni 50. Facciamo il confronto tra l’energia prodotta ad oggi?
      dalla fine degli anni 80 la costruzione di nuove centrali nel mondo è diminuita fino quasi a zero. (se l’Italia vi ha rinunciato, gli altri non hanno comunque costruito)

      Peccato che in questo momento ci siano in costruzione 34 reattori in tutto il mondo.

      dopo 50 anni, rimane competitivo e renumerativo solo in presenza di contributi (ufficiali, come quello recente di Bush, o nascosti, come la sicurezza, la dismissione, il trattamento del carburante, lo stoccaggio delle scorie…)

      Prima di tutto gli incentivi al nucleare rapportati all’energia prodotta sono un paio di ordini di grandezza inferiori alle rinnovabili, secondo quelli che tu chiami costi nascosti sono invece evidenti e calcolati nel costo dell’energia nucleare.

      L’Uranio è una risorsa finita. Già oggi, quello estratto copre solo il 60% della domanda globale, mentre il resto è dato dal riuso delle testate atomiche dismesse. Uranio dal mare? Troppo diluito: spendo più energia di quella che riotterrei. Reattori autofertilizzanti? passato già fallito oppure futuro non prossimo.

      L’uranio è una risorsa finita ma ce ne è in abbondanza per i prossimi 150 anni e buona parte dei giacimenti è ancora da scoprire. I reattori autofertilizanti funzionano benissimo e hanno 300 anni/reattore di esperienza, sono al palo essenzialmente per motivi economici (bassi costi e ampia disponibilità di U). Con i breeders il nucleare è una fonte non rinnovabile ma inesauribili (come il silicio per i PV)
      Vento:
      - ormai competitivo senza incentivi è la fonte più economica da sviluppare nell’attuale fino al suo potenziale (globalmente modesto, ma economico e pulito. esempio Italia: 36 GWh/anno su terra ferma + altrettanto spendendo qualcosina in più per l’off-shore

      Accertato che sei ignorante in materia visto che confondi energia e potenza (come speso fanno i sostenitori delle rinnovabili)e l’eolico ha generato nel 2007 4.000 GWh, se il potenziale eolico fosse 36 staremmo freschi. Prova tu a mettere 25.000 pale eoliche, che generano energia intermittente e casuale da backuppare con il gas metano ( a proposito i petrolieri ringraziano) nel poco territorio italiano adatto (parte del sud e del centro).

    20. Egisto scrive:

      - è una tecnologia che rientra nell’industria dell’elettronica quindi libera e non di nicchia. Sviluppabile da tutti.Questa è una ca..ata fare pannelli PV avanzati non è certo la cosa più facile del mondo in particolare per i paesi in via di sviluppo.

      E’ competitiva con il 30% di rendimento. Cioè già adesso per il FV a concentrazione per centrali solari, fra qualche anno per i pannelli in ambito residenziale. Gli incentivi decresceranno e spariranno a mercato maturo.
      Peccato che il PV a concentrazione sia in fase di sviluppo e forse sarà disponibile tra 20 anni. In particolare non si sa quanto dura dato che introduce un notevole layer di complessità al PV tradizionale, il cui principale vantaggio è la semplicità. Per ora siamo fermi inchiodati al 15% di rendimento e i costi scendono ma poco. In ogni caso si tratta di energia intermittente, di scarsa qualità, non adatta a rimpiazzare il nucleare.
      Che il PV sia cresciuto tanto è un giochino coi numeri perché si parte quasi da zero.
      D’accordissimo sul risparmio energetico ma ridurre di 1/5 non ci cambia poi molto, visto la necessità di aumentare i consumi del resto del mondo.

      Se queste panzane te le raccontano sul sito di ASPO Italia preferisco riferirmi al buon collega di ASPO France Chavanne che vede, più realisticamente, il futuro energetico della Francia in reattori autofertilizzanti del modello SPX. Vedi
      http://aspofrance.org/texts/documents#xc

    21. Edoardo scrive:

      In Italia il contributo del nucleare è nullo come è pressoché nullo quello delle nuove rinnovabili:

      Per forza!…hanno fermato tutto l’apparato nucleare! Se non l’avessero fermato vedevi che contributo! (una sola centrale da 1600 Mw copre il 3% del fabbisogno nazionale)

      Il trend del nucleare lo si conosce già (quello di III gener. ovvero quello proposto per il rilancio)

      Sbagliato: generazione III+ entro il 2011 e IV entro il 2021

      ad oggi, dopo 50 anni e a mercato ormai ampiamente maturo, copre solo il 4% dell’energia primaria
      Sbagliato: nel mondo il nucleare copre il 16% in Europa il 38% (http://world-nuclear.org/info/inf01.html)

      dalla fine degli anni 80 la costruzione di nuove centrali nel mondo è diminuita fino quasi a zero. (se l’Italia vi ha rinunciato, gli altri non hanno comunque costruito)

      Non hanno costruito perché i reattori che avevano erano più che sufficienti: es la Francio aveva costruito circa 5 reattori in più al fabbisogno: ringrazia Dio di questo loro errore perché quei 5 impianti ci hanno fornito e ci forniscono il 18% di elettricità.

      dopo 50 anni, rimane competitivo e renumerativo solo in presenza di contributi (ufficiali, come quello recente di Bush, o nascosti, come la sicurezza, la dismissione, il trattamento del carburante, lo stoccaggio delle scorie…)

      Sbagliato: il modello finlandese (consorzio fra imprese pubbliche e private in Italia, ad es.: Enel Ansaldo, Enea, Edison) permette loro di costruire il quinto reattore del paese con abbattimento dei costi.

      L’Uranio è una risorsa finita. Già oggi, quello estratto copre solo il 60% della domanda globale, mentre il resto è dato dal riuso delle testate atomiche dismesse. Uranio dal mare? Troppo diluito: spendo più energia di quella che riotterrei. Reattori autofertilizzanti? passato già fallito oppure futuro non prossimo.

      Basta che barba!
      Abbiamo speso post su post riportato dati ufficiali (Iaea, Nea, Doe, Enea) che certificano le abbondanti scorte di uranio oltre che i nuovi giacimenti scoperti in Australia e Kazahkistan e c’è ancora che insiste con le solite (SOLO con le testate nucleari avremmo 50 anni di riserve!)… Uranio dal Mare?…I giapponesi ed gli indiani hanno già tre laboratori e stanno avendo dei buoni risultati. I costi sono ancora alti ma se il petrolio arriva ai 200 dollari il barile la zolfa cambia!

      Proprio oggi il GSE dà le statistiche 2007: eolico +42% sole (Fotovoltaico) Statistiche GSE 2007 per il FV in Italia: +93%

      In Italia per l’eolico le regione ventose sono la Sicilia, la Sardegna (ove una legge regionale voluta dai verdi pone una mare di ostacoli alle centrali eoliche) e l’appennino calabro… visti gli spazi e le ore/anno in Italia (2500) codesto boom eolico come si spiega?
      …+42% di solare FV: mah…in Toscana, per esempio, non appena decidi di metter dei pannelli di scontri con un’infinità di vincoli ambientali, amministrativi e burocratici: c’è stata anche una recente (Maggio 2008) polemica arrivata fino al presidente Martini.

      Interventi di isolamento per gli edifici + tecniche di riutilizzo di energia termica
      - Pompe di calore per scaldarsi (e raffrescarsi) al posto del gas.
      - Veicoli elettrici a posto di quelli con motore a scoppio.
      - Illuminazione a LED
      - riduzione dei rifiuti alla fonte + riciclaggio enumerato

      Sulla carta e tutto bello e facile…ma nella realtà? In quanto anni credi che sistemi simili siano a regime? Nel frattempo altro che IV generazione!

      L’ho detto e lo ripeto: l’ASPO di cui è attivo esponente il Dott. Ugo Bardi, si rifà alle tesi ultra ambientaliste del Club di Roma (associazione ambientalista famosa negli anni ’70 e ’80) e al libro che questa fece pubblicare nel 1973, all’indomani dello shock petrolifero, intitolato “I limiti dello sviluppo” ove, oltre a prevedere una glaciazione intorno ai primi anni 2000, si affermava che oro, argento e rame si sarebbero esauriti entro la metà degli anni ’80 mentre le scorte di petrolio non sarebbero andate oltre il 1999…. Mah! Tirate voi le conclusioni

    22. Wil scrive:

      Grazie, Stefano, ma il mio pensiero non cambia.

      Non volevo sminuire le mie intenzioni, e dire che una copertura capillare di eolico e solare porterebbe vantaggi incredibili non significa che risolverà per intero il fabbisogno energetico della nazione.

      Inutile fare i copia ed incolla delle frasi se poi si attribuiscono ad esse altri significati.

      I veri ambientalisti vogliono il nucleare? Ma perfavore, vallo a dire a Chernobyl, vallo a dire ai 100 operai francesi intossicati. Se come fonte mi citi il Giornale, tutto mi appare più chiaro …

      Come potrebbero mai smentire la politica del Re Massimo in materia energetica?

      Forse la Germania non è stato l’esempio più felice, ma ad esempio la Spagna, che ci sta surclassando sotto molti aspetti, durante il periodo pasquale ha coperto il 40% del fabbisogno grazie all’eolico (c’era molto vento).

      In Italia come al solito innovazione e premura per l’ambiente vanno in direzione opposta, oppure non si muovono affatto. I verdi sono retrogradi sotto molti aspetti, riusciamo a far migrare all’estero delle eminenze come Rubbia che in Spagna sta svolgendo un lavoro fantastico.

      Non ho molti dati da portare, e scusatemi per questo. Ma ho un pensiero che mi assilla.

      Se la mia casa è dotata di pannelli solari, è possibile che durante tutto l’anno mi arrangi energeticamente. Se questo succede per un intero paese è un ottimo risultato. Se ad una realtà metropolitana od industriale Spannellata (mi piace sto termine) ci aggiungiamo qualche chilometro fuori una struttura eolica, è probabile che anche una grande città possa autosostenersi. O comunque avvicinarsi a questa condizione.

      Ora com’è possibile che potenzialmente dalla bassissima percentuale attuale di energia pulita non si passi ad una situazione di almeno il 50%?
      Si può.

      Ma bisogna incentivare in maniera forte, anche se non ci sono i soldi, perchè il beneficio sarà nel medio o lungo periodo. Ah già dimenticavo, in Italia si punta solo alle politiche del breve (condoni, schede con 200 euro dentro …).

      Abbiamo rinunciato al Nucleare, non dovremmo nemmeno parlarne più. In questi 20 anni ci è stato rubato dalla bolletta elettrica un 7% che doveva essere dedicato alla ricerca ed alla realizzazione di energia pulita. Non assimilata.

      Lo svantaggio competitivo della rinuncia nucleare è stato fortissimo, lo so, ma non si è fatto niente per marciare in direzione opposta. A questo punto avremmo potuto rappresentare una realtà incredibilmente innovativa.

      Svegliamoci, basta uranio.

    23. Edoardo scrive:

      Per Wil:

      dici bene: svegliati però prima tu. A chiacchiere, idee e sogni non si risolve niente.
      In questo forum i nuclearisti portano dati, fonti e numeri che dimostrano quello che dicono (giusto o sbagliato che sia): porta anche tu fatti veri che dimostrano quello che dici ed allora possiamo discutere seriamente.

      Ma bisogna incentivare in maniera forte, anche se non ci sono i soldi, perchè il beneficio sarà nel medio o lungo periodo. Ah già dimenticavo, in Italia si punta solo alle politiche del breve (condoni, schede con 200 euro dentro …).

      Hai dimenticato le lobbies di petrolio e gas che, illudendo con frottole tanti ingenui, continuano a fare i loro interessi che vanno al di là del 7% in bolletta.

    24. Edoardo scrive:

      Per Stefano:

      riguardo alle tue percentuale (+93% +42%) per sole e vento, dai un’occhiata a quest’Ansa di poche ore fa:

      ENERGIA, AUMENTA RINNOVABILE MA NON QUOTA PRODUZIONE
      ROMA - Prosegue in Italia la crescita di nuovi impianti a fonti rinnovabili, ma non cresce la quota di produzione elettrica italiana da queste fonti sul totale della produzione nazionale. Lo rileva il Gestore dei Servizi Elettrici nel Rapporto annuale 2007, che è stato illustrato dal presidente Carlo Andrea Bollino e dall’amministratore delegato Nando Pasquali. Il Gse evidenzia una continua crescita di nuovi impianti a fonti rinnovabili: nel 2007 il numero di impianti qualificati è passato da 1.469 a 2.296, di cui 1.335 in esercizio e 961 a progetto; al 31 dicembre 2007 erano in esercizio 1.335 impianti incentivati con i certificati verdi e 4.841 impianti fotovoltaici incentivati con il Conto energia.

      Pur a fronte di un aumento della potenza efficiente lorda degli impianti rinnovabili nell’ultimo decennio dai circa 17 mila Mw del 1997 a oltre 21 mila Mw nel 2006 - rileva il rapporto - la quota di produzione elettrica italiana da fonti rinnovabili sul totale della produzione nazionale “si è mantenuta intorno al 20%” e la causa è “l’aumento dei consumi e la riduzione negli anni della produzione idroelettrica, dovuto sia a ragioni ideologiche che a disposizioni legislative”. Tra il 1994 al 2007, ha precisato Bollino, la quota di produzione da fonti rinnovabili sul consumo interno lordo di elettricità è scesa progressivamente dal 18% al 13,7%.
      In bolletta, rileva ancora il rapporto, l’onere complessivo dell’energia incentivata (Cip6) è risultato nel 2007 di 2,4 miliardi di euro: questo onere - precisa il Gse - si ridurrà gradualmente nei prossimi anni fino ad annullarsi nel 2020, allo scadere di tutte le convenzioni.
      (staremo a vedere!)

    25. Wil scrive:

      download.repubblica.it/pdf/2008/ambiente/rinnovabili.pdf

      Ecco quanto viene sfrutttato il solare in Italia…e di sole ce n’è. Notizia fresca fresca di oggi.

      Siamo bloccati per quel che riguarda l’energia pulita, in totale controtendenza con le altre democrazie.
      Mi impegnerò a portare cifre più precise, ma il solo fatto che altri paesi coprano in maniera importante il fabbisogno in maniera pulita, è il dato più preoccupante.

      Un ritorno al nucleare è una barzelletta a cui nessuno crede. Tutti i calcoli del mondo non possono oscurare la pericolosità (bassissima in percentuale, ma quando il danno capita sono stracazzi per tutti cari miei) ne il fatto che l’uranio non durerà in eterno, e che dedicarsi ad altri studi sarebbe intelligente. Non c’è mica solo vento e sole!

    26. Wil scrive:

      Ecco alcuni miei dati, Rubbia dice (sono sicuro che verranno contraddetti, ma almeno la fonte è decente):

      - Se vogliamo fare come Francia, Spagna, Germania, ovvero coprire il 30% di fabbisogno con il Nucleare, ci vorrà una centrale per Regione … E già questo …

      - Il costo si aggira sui 5 miliardi di euro, soldi che non ci sono ovviamente

      - Dai 10 ai 20 anni di lavoro perchè le centrali siano operative, e 50 anni per il ritorno dell’investimento.

      - Il problema delle scorie è super rilevante, ne sappiamo qualcosa in Italia. Per smaltire e smantellare i residui delle antiche centrali ci abbiamo messo una vita, ed alcune zone devono ancora essere bonificate. Per non parlare dei problemi che abbiamo nello smaltire rifiuti normali o speciali …

      - L’uranio, come già detto, si esaurirà in breve tempo. Se pensate che pure l’India sta progettando l’entrata nel mondo nucleare, fate voi.

      Almeno in qualcosa, potremmo essere d’esempio, giusto?

    27. Wil scrive:

      Lo so che dietro alla spinta ambientalista CONTRO IL NUCLEARE c’è il mostruoso interesse di puntare su Petrolio, Gas e Carbone. Lo so quanto è facile veicolare l’opinione pubblica verso più o meno facili entusiasmi o giustizialismi.

      Ma il nucleare non rappresenta il futuro, come non lo è il petrolio, nonostante si continuino ad usare. Non è poesia pensare a Sole, Vento, Monnezza, Idrogeno, etc.

      Se l’energia ed i fondi che si impiegano per infrastrutture scadenti, riforme inutili, manovre disastrose, in questi 20 anni posto “NO NUCLEARE” fossero stati spesi bene, chissà a che punto saremmo ora. Invece abbiamo assecondato i signori del petrolio e le grandi lobbies.

      Un potere ce l’abbiamo anche noi cittadini. Tenere ferma la macchina in garage e ridurre i consumi. Io sono il primo ad avere difficoltà nel farlo, tra lavoro e studio, ma ci sembra che tutto sia dovuto, necessario, imposto. Possiamo ancora scegliere, ed i consumi sono la via migliore.

      Battagliare contro voi Pro Nucleare mi sembra triste. L’idea di riesumare una tecnologia tanto pericolosa e dispendiosa mi fa male. Ma l’importante è confrontarci.

      Purtroppo i continui tagli ad università, ricerca e sviluppo spingono verso la continuazione di questa politica energeticodipendente … E fidatevi, il nucleare non si farà. Ciò che fa specie è che forse non si punterà nemmeno sulle nuove tecnologie…

    28. Pietruccio scrive:

      x Wil

      Tutto sbagliato: sorry!

    29. Wil scrive:

      Lo so, di castronerie ne posso sparare molte. Ma se non riescono a mettersi d’accordo eminenze assolute della ricerca energetica su questi temi, come possiamo farlo noi? Ci proviamo …

      A questo punto tiro le fila di questi commenti: il Nucleare, lo confermo qui con una firma virtuale, in Italia per fortuna non si farà mai, anche perchè solo i Governi Cialtroni come quello attuale possono affrontare un simile progetto. Spero che le prossime amministrazioni invece, comincino a capire il disastro ambientale che petrolio ed affini stanno producendo sull’ecosistema, dedicandosi magari un po’ più tenacemente allo studio di fonti rinnovabili, e su come carpir loro il massimo risultato con il minimo sforzo.

      Senza le banche tra i piedi.

      http://nonleggerlo.blogspot.com/

    30. Renzo Riva scrive:

      Wil ha scritto:
      Rubbia dice:
      - Se vogliamo fare come Francia, Spagna, Germania, ovvero coprire il 30% di fabbisogno con il Nucleare, ci vorrà una centrale per Regione … E già questo …

      Ha detto una cazzata stratosferica perchè per ottimizzare i fattori produttivi necessita installare 4 reattori (p.es. EPR da 1,6 GW cadauno) per ogni sito.
      Quindi per installare 26 GW, che è la potenza minima richiesta dal sistema in qualsiasi ora del giorno e della notte, sono sufficienti 4 siti nucleari distribuiti sul territorio in ragione delle richieste.
      2 al Nord, 1 al Centro e 1 al Sud.

      Mandi,
      Renzo Riva

      Posto un articolo del Prof. Franco Battaglia pubblicato su “il Giornale di oggi.

      http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278241

      Nucleare, il pericolo non c’è ma il terrore mediatico sì

      Trovo raccapricciante il terrorismo mass-mediatico che segue ogni volta che qualcosa non procede secondo i canoni della perfetta perfezione in qualsiasi attività connessa con la produzione d’energia elettronucleare. Pensate che l’onorevole Ermete Realacci (Pd), come sempre molto ermetico e poco realistico, ha strillato che il nostro governo chieda non so cosa all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, perché, secondo lui, «uno dei problemi che il nucleare porta con sé è la mancanza di trasparenza». Mentre, se c’è qualcosa di trasparente a questo mondo è proprio l’attività connessa alla produzione d’energia elettronucleare. Basti pensare che se la donna delle pulizie scivola sul sapone mentre sta lavando il pavimento della sala-macchine di una centrale nucleare, i comunicati delle agenzie di stampa di tutto il mondo denunciano l’incidente nucleare. Consentendo così a vari gruppi folcloristici di dar ragione della propria esistenza e a individui tipo il nostro simpatico onorevole di giustificare a se stesso il proprio stipendio.
      Alcuni giorni fa in un impianto che lavora l’uranio (non in una centrale nucleare) avvenne un malfunzionamento (non un incidente): per errore umano, una soluzione contenente uranio è stata riversata in un fiume. Non si ha contezza del senso dell’evento se non si conoscono i numeri. E i numeri sono, mi risulta, che si trattava di circa 70 kg di uranio diluitissimi in ben 25.000 litri di acqua. L’uranio è un elemento debolissimamente radioattivo ed è contenuto nell’ambiente in quantità tali che quel che è successo è totalmente irrilevante: nessuno è morto, nessuno si è ammalato, neanche di raffreddore, né l’ambiente può averne sofferto, essendogli stato restituito ciò che gli era stato sottratto. Mi sono contaminato di più io, ieri sera, con l’insalata consumata, per via del potassio-40 ingerito. Tant’è che nella scala, da 0 a 7, in cui si classificano gli eventi indesiderati del nucleare, quello recente è stato classificato di livello 1. Dobbiamo accettare l’idea che non possiamo pretendere il rischio zero: esso non esiste, perché l’errore umano è sempre in agguato e non c’è altro modo di eliminarlo se non eliminando gli uomini.
      Franco Battaglia

    31. Pietruccio scrive:

      x Wil

      Abbiamo ricordato spesso che Ugo Spezia, su Le Scienze del giugno 2005 (bellissimo articolo), ci ricorda che le fonti rinnovabili che sono costate all’Italia (ma l’Italia siamo noi) 100.000 miliardi di lire (50 miliardi euro = una grossa finanziaria), contribuiscono allo 0.5% del fabbisogno energetico nazionale.

      Non è vero che l’Italia non ha speso in ricerca sulle rinnovabili. E’ che bisogna vedere a chi sono finiti in tasca i soldi. Il fatto è che spingere su rinnovabili tipo il FV serve soprattutto per buttare fumo negli occhi e far consumare alla gente il gas. Nel momento in cui il FV dovesse veramente produrre quantità significative vedrai che giornalisti e ambientalisti (finti) cominceranno a dire che inquina e disturba: come è successo con l’eolico che veniva sbandierato all’epoca del referendum sul nucleare e oggi, che potrebbe dare qualcosa, viene osteggiato. E come è successo con il “risparmio energetico” anche quello sbandierato all’epoca. Per intenderci

      1987
      - Consumi energia totali 150 Mtep
      - Energia elettrica prodotta 201 TWh
      - Energia elettrica richiesta 210 TWh

      2007
      - Consumi energia totali 200 Mtep (circa)
      - Energia elettrica prodotta 314 TWh + 48 TWh acquistata all’estero
      - Energia elettrica richiesta 340 TWh

      In compenso i consumi di gas sono cresciuti in modo impressionante sostituendo di fatto il petrolio nella produzione di energia elettrica.

      Domanda: a chi è servito soprattutto il referendum?

    32. Wil scrive:

      Qualsiasi attività umana, essendo tale, è di per sè imperfetta. Può succedere che nei prossimi 50 anni accada 1 solo incidente nucleare, o forse nessuno.

      Tante volte si accusa l’errore umano, la svista, la mancata professionalità per giustificare il disastro nucleare. E questo vi sembra una buona ragione per dichiarare sicura questa tecnologia?

      Basta 1 errore, 1 mancanza, 1 evento non calcolato, per creare il cataclisma. Certo, per quel che concerne il nucleare la percentuale di disastri è bassissima rispetto all’energia prodotta e alla produttività dei sistemi, e ci mancherebbe altro!

      Le assicurazioni non ne vogliono sapere di tutelare questo settore, e questo è un indice un po’ popolano, ma che fa riflettere. Basta 1 errore. Ovviamente mi dispiaccio anche per le atomiche che abbiamo sotto il sedere, a Brescia ed Aviano. Mi dispiaccio anche per l’inquinamento e le morti provocate da petrolio ed affini. Mi dispiaccio per moltissime cose.

      Ma qui parliamo di nucleare, e a mio giudizio ci sarebbero tutte le capacità ed i mezzi per riuscire a farne senza. Alcuni “sognatori”, come li chiamate voi, lavorano concretamente, per un futuro SENZA atomi. Moltissime tecnologie da anni sono affossate, petrolio e nucleare non devono avere rivali, o comunque non da mettere in pericolo il business che generano agli addetti ai lavori.

      Le tabelle e le statistiche sono interessanti ed aiutano a capire meglio molte cose. Ma non abbastanza. L’uomo è un parassita vorace, che distrugge le risorse in maniera scellerata per proseguire il proprio percorso. Di ciò siamo coscienti.

      C’è allora chi pensa sia giusto continuare su questa strada, vivere il presente, e tanti saluti, e chi invece, pazzo, cerca di far capire agli altri anche con il proprio lavoro, che la sostenibilità è un scenario possibile. Purtroppo le masse sono facilmente controllabili, pareri, opinioni, consumi, vengono indirizzati senza difficoltà.

      Chiamateli sogni, utopie, etc. e soprattutto, variate nella scelta dei quotidiani!

    33. andrea m scrive:

      Pietruccio scrive
      Abbiamo ricordato spesso che Ugo Spezia, su Le Scienze del giugno 2005 (bellissimo articolo), ci ricorda che le fonti rinnovabili che sono costate all’Italia (ma l’Italia siamo noi) 100.000 miliardi di lire (50 miliardi euro = una grossa finanziaria), contribuiscono allo 0.5% del fabbisogno energetico nazionale.

      Ho fatto una ricerca senza esito, per il testo dell’articolo di cui parli, devo dire che i dati che citi mi sorprendono molto, dato che nel 2005 gli incentivi per il FV non avevano ancora visto la luce, ed anche oggi con i 260 MWp finora in esercizio sul “conto energia” non credo che il GSE abbia distribuito più di pochi milioni di euro.
      Potresti farmi avere il testo? Grazie

    34. Pietruccio scrive:

      x Wil

      “Basta 1 errore, 1 mancanza, 1 evento non calcolato, per creare il cataclisma…”

      Questo è quello che ti hanno fatto credere. Si lo so: Chernobyl. Dovrei avere tempo per spiegati quello che abbiamo detto tante volte (se giri per il sito trovi tanti riferimenti a Chernobyl), anche in dettaglio. In sintesi: non è stato così disastroso come si dice (ordine di grandezza 200 morti accertate = molto meno di tanti disastri industriali, forse qualche migliaio in tutto, ma non accertate). E’ avvenuto per cause del tutto particolari su un impianto particolare, un incidente quasi altrettanto grave per il nocciolo a Tree Miles Island, in un reattore del nostro tipo, non ha prodotto praticamente niente all’esterno. Per Ugo Spezia il 70% del nocciolo fuse e non uscì quasi niente: mi ricordo che al corso di strumentazione nucleare calcolammo che la dose presa in aereo da quelli che se ne sono andati era praticamente uguale a quelli che erano rimasti. Il fatto è che alla gente le informazioni arrivano gonfiate dai media al limite del ridicolo.
      _____________________________

      “Ma qui parliamo di nucleare, e a mio giudizio ci sarebbero tutte le capacità ed i mezzi per riuscire a farne senza…”

      Le cose stanno in maniera esattamente opposta. In realtà ci sono buoni motivi per pensare che, appena l’effetto del superamento del picco del petrolio (vedi Hubbert) comincerà a farsi sentire, non ce la caveremo tanto facilmente neanche con un ricorso massiccio al nucleare fatto a partire da subito. Figuriamoci se volessimo basarci solo sulle rinnovabili: ma ti rendi conto di quello che realmente propone certa gente? Quante persone volete eliminare?
      ______________________________

      “Chiamateli sogni, utopie, etc. e soprattutto, variate nella scelta dei quotidiani!”

      Ma guarda che io sono di sinistra (con tessera). Solo che siccome non sono deficente leggo tutti i giornali, dal manifesto al giornale e non sono così ottuso da dare ragione a uno solo perchè è del mio partito e magari torto a un altro solo perchè è su posizioni politiche diverse dalle mie. Anche se un antinucleare fa un osservazione critica, ma giusta, su questa tecnologia, non gli do certo contro: prendo atto e, casomai, penso quali strade si devono prendere per risolvere il problema e, casomai, cerco di capire cosa posso fare io per dare il mio micro contributo, come dovrebbe fare ogni cittadino. Poi è chiaro che finchè giornali come la repubblica parlano del nucleare attraverso le interviste a Rifkin e si mettono a distorcere i fatti e a spaventare la gente, mi cadono le braccia e non posso certo prenderli ad esempio, ne tantomeno citarli (perchè, come diceva quel tifoso, ho esaurito gli insulti).

    35. Pietruccio scrive:

      x Andrea

      Non ho l’articolo sotto mano (non sono a casa), appena arrivo spero di ricordarmi di farlo.

      Ce l’ho su carta (nel senso che ho proprio la rivista: ho messo apposta il riferimento in modo che uno possa recuperarla in una biblioteca), quindi non riesco a fartelo avere, comunque guardo meglio a cosa si riferiva. Non mi pare che si riferisse al FV in particolare, ma in generale alle fonti che avrebbero dovuto sostituire il nucleare in questi anni. Il dato che ho fornito è citato sia nell’editoriale di una pagina che in un ampio articolo all’interno della rivista.

    36. andrea m scrive:

      Anzi, qualcosa ho trovato, ma si tratta di una citazione fatta da un altro autore e non so se è corretta.
      “Tra il 1981 ed il 2002 lo Stato ha speso circa 99.000 miliardi di lire (51,1 miliardi di euro) per l’incentivazione delle fonti rinnovabili, prevalentemente attraverso il provvedimento CIP 6/92″

      IL cip 6/92 è quel prodigioso provvedimento grazie al quale quasi tutti i contributi per le rinnovabili sono finiti ai petrolieri, visto che vi erano incluse anche le benzine verdi, gli olii BTZ ed i gasoli ecologici, e con il placet dei vari governi che si sono succeduti, si sono cuccati quasi l’80% dei contributi.
      Vedi, nel 2002 non era partita neanche la campagna dei “10.000 tetti fotovoltaici” quei soldi se li sono spartiti i soliti ladroni, metterli sul conto delle rinnovabili mi sembra una pura manipolazione denigratoria.

    37. andrea m scrive:

      PS: Fatta dall’autore, intendo, non da te

    38. Pietruccio scrive:

      x Wil

      Link molto interessante su Chernobyl
      agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=vi...

    39. Pietruccio scrive:

      x andrea

      Interessante.
      Appena avrò l’articolo sotto mano vedremo cosa dice Spezia. A questo punto sono curioso anch’io. L’articolo decisamente a memoria non me lo ricordo. Certo che ogni volta che si va a scavare su qualsiasi questione si vede che come cittadini c’è qualcuno che ci ha fregato, una volta mi arrabbiavo, adesso non riesco neanche più a farlo.

    40. Wil scrive:

      Pietruccio, forse mi sono espresso male. Non sono di sinistra, e la battuta del Giornale era più che altro riferita al fatto che è stato l’unico quotidiano che ho sentito nominare, più volte, tra i commenti. Amo il pluralismo e come te leggo dal Corriere a Liberazione e scrittori di ogni appartenenza politica, che spesso non mi interessa.

      Per quel che riguarda Chernobyl la paura è stata sicuramente maggiore all’effettivo danno. Sicuramente l’alcol uccide più persone che i problemi derivanti dalle centrali nucleari. Ma da qui a dire che le centrali sono assolutamente sicure ce ne passa … ripeto, basta una imperizia, un errore, un evento esterno particolare, per creare qualcosa di grande.

      Ovviamente questa non è la causa principale della mia contrarietà al nucleare. Se nella storia si fossero guardati solo i rischi, l’evoluzione sarebbe stata strozzata dai codardi.

      Il fulcro della mia teoria è questo:

      Abbiamo rinunciato al Nucleare 20 anni fa. I costi dell’energia in Italia sono altissimi, com’è altissima la dipendenza dall’estero. I soldi non sono molti, il debito altissimo, la capacità di questo paese a gestire grandi problematiche come quella del nucleare è scarsa, e di mezzo ci andrebbero interessi underground che Dio solo sa chi andrebbero a foraggiare. Come avete potuto vedere non ho troppi dati e non ho studiato a fondo l’argomento, e su questo cercherò di rimediare. Ma nessuno mi leva dalla testa l’idea che una campagna di sensibilizzazione sul risparmio, sommata alla proliferazione delle Energie Alternative, ridurrebbe moltissimo questa corsa folle al petrolio, la necessità di ricorrere al nucleare (Non ne sono convinto), l’inquinamento ambientale.

      Innovazione e Ricerca (stiamo ulteriormente tagliando i finanziamenti) sono armi che possono migliorare l’efficienza di tecnologie come l’eolico ed il FV, ottimizzandoli. E sicuramente esistono altre fonti pulite ed economiche che non conosciamo o non c’è interesse, almeno per il momento, a farle conoscere. Una famiglia che con il suo pannello solare crea la sua indipendenza, e riesce magari a vendere un leggero surplus, moltiplicato per migliaia di casi, aziende, condomini, cimiteri, tetti, giardini, garages, piazzole, etc, creerebbe di certo ricchezza, risparmio, tutela dell’ambiente.

      L’energia potremmo continuare a comprarla dall’estero, ma sempre di meno, e nel frattempo la ricerca e lo sviluppo consentirebbe di diminuire ulteriormente questo gap con gli altri paesi.

      Ora, che c’è di sbagliato in questo concetto?

    41. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      C’è di sbagliato che anche spingendo al massimo sulle rinnmovabili riusciremmo a produrre al massimo qualche percento del fabbisogno nazionale, sperperando miliardi di euro. Con gli stessi soldi investiti nel nucleare produrremmo un 30 % del fabbisogno, allegerendo il problema.
      Dai commenti degli ultimi anni questo emerge chiaramente e prove alla mano, basta avere la pazienza di documentarsi (leggendo i numerosissimi interventi che si sono susseguiti su questo forum negli anni).
      Fra sfamare gli affamati con pasta e acqua (opzione nucleare), e sfamarli con caviale e champagne (energie alternative), personalmente scelgo la prima opzione. In un mondo affamato ed assetato, dove se non si fa qualcosa assisteremo a migrazioni epocali e/o a guerre di violenza inaudita ed imprevedibile, sarebbe folle e criminale non agire secondo la via più efficace per pura scelta ideologica.

    42. Pietruccio scrive:

      x Win

      A quanto detto dall’Ing. Romanello voglio solo aggiungere un commento a questa frase che ti sento ripetere spesso:

      “Ma da qui a dire che le centrali sono assolutamente sicure ce ne passa … ripeto, basta una imperizia, un errore, un evento esterno particolare, per creare qualcosa di grande.”

      Pare di capire che immagini un impianto nucleare come una specie di bomba che viene mantenuta sul filo del rasoio come se si trattasse di una “esplosione controllata”, ma un impianto non funziona così: in pratica si regola da solo perchè le reazioni aumentano spontaneamente se la turbina chiede più energia, e quindi l’acqua entra nel nocciolo più fredda, e tende a ridurre le reazioni se c’è meno richiesta di energia, col conseguente riscaldamento dell’acqua. Il processo continua se l’acqua si scalda ulteriormente fino a spegnere il reattore nel caso di mancanza di richiesta di energia o nel caso si verifichi un qualche inconveniente (in più c’è anche la possibilità di SCRAM, cioè spegnimento per mezzo dell’inserimento rapido delle barre di controllo). Comunque, in caso di incidente, i reattori “normali” si spengono da soli! L’unico problema è portare via il calore residuo prodotto dai prodotti di fissione nelle prime ore immediatamente successive la fermata, ma per questo ci sono diversi sistemi che entrano in azione e altri pronti a farlo nel caso qualcosa non funzionasse. L’intero reattore è confinato all’interno di un “contenimento” che è un involucro spesso fatto di acciaio e cemento armato (adesso è un doppio involucro) adatto a resistere a tutte le azioni che si possono esercitare dall’esterno e dall’interno, e ad azionare tutti i dispositivi di sicurezza per isolare il reattore e abbattere gli effetti di un incidente. Il tutto viene progettato per resistere a terremoti, trombe d’aria, siccità e inondazioni ecc… compresa la caduta di un aereo sul reattore.

      Un paio di link per approfondire, così ti rendi conto meglio:

      ingegnerianucleare.net/Tematiche/4SN/4SNsicurezzaD/4SNsicure...

      www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/Note%20sulla%20Sicurezza%20Nuc...

      Dov’è il problema?

    43. Wil scrive:

      Sicuramente nella mia mente una centrale nucleare non è di certo ne un campo eolico, ne un campo di fiori. Nemmeno una bomba ad orologeria, ma ogni tecnologia umana è imperfetta.

      Lo so che il tasso di incidenti e problemi è bassissimo, e che la resa energetica è alta. Ma il problema sicurezza come ho già detto molte volte non è la causa principale del mio No Netto al Nucleo.

      L’uranio non durerà per sempre, quindi non è meglio chiudere definitivamente il discorso? Le scorie sono un problema rilevante, e l’usanza italiana di seppellire un po’ ovunque, soprattutto nelle campagne campane, rifiuti di ogni tipologia, dalle polveri stradali ai liquami industriali, non mi mette tranquillo.

      Per non parlare di costi, e collocazione delle centrali. Scajola, dall’alto del suo Genio, propone sconti nella bolletta per chi accetterà le centrali vicino casa sua … siamo nelle mani di persone allucinanti, far gestire la rinascita nucleare al Pdl è un disastro annunciato, che comunque sotto questa legislatura per fortuna, non avverrà mai.

      Speriamo che le prossime gestioni capiscano quanto tempo si è perso.

      A presto

    44. Pietruccio scrive:

      x Wil

      Sulle scorte di Uranio
      archivionucleare.com/index.php/2008/07/01/situazione-risorse...

      Sugli incentivi alle popolazioni che accettano certi impianti
      E’ prassi normale, anche nel paese dei miei suoceri c’è una discarica per cui non pagano certe tasse.

      Sulla questione politica
      Credo che dovrebbe essere una scelta bipartizan, non tanto quella di “fare il nucleare”, ma quella di fare il un Piano Energetico Nazionale (sul serio, per breve, medio e lungo periodo), perchè la situazione non consente più di fare scherzi, furbizie ecc… e non può essere oggetto di scontro politico.

      Sulla mancanza di affidabilità dell’amministrazione italiana
      Se non controlleremo le mafie di vario genere, tipo e provenienza chi ti assicura che, anche non facendolo noi, non ti troverai lo stesso le scorie radioattive di qualche altra nazione sepolte sotto casa, o nei muri o qualcosa del genere? Il problema è che nel mondo d’oggi non è più consentito fare le oche giulive. Dobbiamo diventare adulti, con o senza il nucleare.

    45. Edoardo scrive:

      Per Wil:

      ENERGIA, AUMENTA RINNOVABILE MA NON QUOTA PRODUZIONE
      ROMA - Prosegue in Italia la crescita di nuovi impianti a fonti rinnovabili, ma non cresce la quota di produzione elettrica italiana da queste fonti sul totale della produzione nazionale. Lo rileva il Gestore dei Servizi Elettrici nel Rapporto annuale 2007, che è stato illustrato dal presidente Carlo Andrea Bollino e dall’amministratore delegato Nando Pasquali. Il Gse evidenzia una continua crescita di nuovi impianti a fonti rinnovabili: nel 2007 il numero di impianti qualificati è passato da 1.469 a 2.296, di cui 1.335 in esercizio e 961 a progetto; al 31 dicembre 2007 erano in esercizio 1.335 impianti incentivati con i certificati verdi e 4.841 impianti fotovoltaici incentivati con il Conto energia.

      Pur a fronte di un aumento della potenza efficiente lorda degli impianti rinnovabili nell’ultimo decennio dai circa 17 mila Mw del 1997 a oltre 21 mila Mw nel 2006 - rileva il rapporto - la quota di produzione elettrica italiana da fonti rinnovabili sul totale della produzione nazionale “si è mantenuta intorno al 20%” e la causa è “l’aumento dei consumi e la riduzione negli anni della produzione idroelettrica, dovuto sia a ragioni ideologiche che a disposizioni legislative”. Tra il 1994 al 2007, ha precisato Bollino, la quota di produzione da fonti rinnovabili sul consumo interno lordo di elettricità è scesa progressivamente dal 18% al 13,7%

      Solo rinnovabili e risparmio?… Ma finiamoli di illuderci!

    46. Edoardo scrive:

      Sempre per Wil:

      il tuo insitere sulla sicurezza, sulle riserve di uranio e del trattamento delle scorie ormai stanca. Ripeto qui ed in altre discussioni del forum ci sono dati ufficiali e scientificamente riscontrabili che sfatano tanti “miti” e favole ambientaliste.

      Ma tutta la discussione deriva dal fatto che in Francia ci sono fuoriusciti 70 kg di uranio (debolmente radioattivo) disciolti in 25.000 litri di acqua (in gran parte recuperata) e che poi da una tubatura è uscito del cobalto 58 (usatissimo anche in radioterapia) che ha fatto scattare i controlli medici sui 100 (che poi erano 91) operai risultati poi sanissimi e non contaminati.

      Solo ora, in Italia, si da peso a questi ultimi eventi mentre di tutti gli altri successi negli anni passati non si è mai voluto parlare: forse perchè il governo a deciso di ritornare al nucleare?….

      Inoltre sono eventi, non incidenti, e per questo c’è la scala INES che toglie ogni dubbio (ideologico) sul verificarsi di problemi in impianti nucleari.
      Riporto, a tale proposito, un interessante articolo con spiegazioni ed esempi molto calzanti:

      NUCLEARE/ Guasti in Francia, molto rumore per nulla. A chi giova?
      Marco Ricotti
      25/07/2008
      “Ma cosa succede in Francia?” ci si potrebbe lecitamente chiedere di questi tempi, viste le cronache recenti, che hanno letteralmente sbattuto in prima pagina quattro eventi in sequenza, accaduti negli impianti nucleari d’Oltralpe.
      Uso volutamente e correttamente il termine “eventi”, e non “incidenti” nell’accezione comune del termine, perché esattamente di questo si tratta. Nel nucleare, infatti, esiste una scala internazionale degli eventi, chiamata INES ovvero International Nuclear Event Scale, definita dall’agenzia internazionale di Vienna dell’IAEA (International Atomic Energy Agency) e dalla NEA (Nuclear Energy Agency), organismo dell’OECD.
      Lo scopo dell’INES è di rendere percepibile al pubblico, in maniera corretta, la gravità degli eventi che coinvolgono le radiazioni e che possono accadere negli impianti nucleari (siano essi centrali elettronucleari o altri impianti quali quelli per la produzione di combustibile), senza dover fare riferimento a dati tecnici che sarebbero poco comprensibili.
      È quindi una scala del tutto analoga ad altre, quale ad esempio la scala Richter per i terremoti. Gli eventi, quindi, sono valutati principalmente sulla base dei loro effetti o di parametri misurabili, e non delle loro cause. Nella scala Richter, ad esempio, vengono identificate 10 classi di “magnitudo” (da 0 a 9), ossia di “energia equivalente rilasciata” dal terremoto. E tutti percepiamo che se un sisma in Giappone è stato classificato di magnitudo 5 o superiore, c’è da attendersi che questo corrisponda ad un serio danneggiamento delle strutture e alla possibilità di avere morti e molti feriti.
      La scala INES per il nucleare è divisa in due parti comprendenti in tutto sette livelli. La parte superiore riguarda gli “incidenti” (accident) ossia tutti gli eventi che producono danni significativi di natura radiologica alle persone, all’ambiente o alle cose. È suddivisa in 4 livelli che vanno dal grado 7, ovvero eventi disastrosi tipo Chernobyl, fino al grado 4 per il quale le conseguenze sugli individui della popolazione sono valutabili in dosi di radiazioni comparabili con quelle di una radiografia all’addome.
      La parte inferiore riguarda invece i “guasti” (incident), ossia gli eventi che producono danni di poco conto alle persone, all’ambiente o alle cose. È suddivisa in tre livelli che vanno dal 3 grado, quegli eventi per i quali le dosi di radiazioni agli individui valgono meno di una radiografia, fino al 1 grado, livello che chiude la scala e nel quale vengono classificate le anomalie rispetto al normale regime di funzionamento di un impianto, con conseguenze radiologiche praticamente nulle per la popolazione e l’ambiente. Vi è poi un livello zero, o più correttamente “al di sotto della scala”, che comprende tutti gli eventi che non hanno alcuna importanza ai fini della sicurezza nucleare.
      Dei quattro eventi francesi occorsi in luglio, due sono classificati come eventi di livello 0 e due di livello 1.
      Attenzione quindi a valutare correttamente le notizie, visto che non c’è niente di più falso di una mezza verità. Tanto per essere chiari. Sul sito di Repubblica (ma non è il solo), il 14 giugno scorso si poteva leggere: “Terremoto nel nord del Giappone. Morti, perdita in centrale nucleare”. A fronte di un sisma di livello 7 della scala Richter, che ha fatto almeno 6 morti, qualche centinaio di feriti e ha mezzo distrutto qualche migliaio di case (e non altrettante industrie ma solo perché la zona era rurale), nel titolo si associa la fuoriuscita di 14 litri di acqua debolmente radioattiva da una piscina di una centrale nucleare, acqua riversata sul pavimento all’interno della centrale stessa e poi raccolta. Come dire: “Incidente stradale a Pisa. Muore una famiglia, sull’altra vettura malfunzionamento di una luce di posizione”. Sconfortante.
      Di “terremoti” di livello fino a 2 nella scala Richter, ne accadono alcune migliaia al giorno. Ma non per questo si riempiono i quotidiani. Se invece nel nucleare accade un “evento a livello 0” ovvero una semplice deviazione, si aprono le prime pagine dei giornali. Potenza del nucleare?…

    47. Edoardo scrive:

      spiacente per gli errori di battitura…

      saluti.

    48. Egisto scrive:

      Nel frattempo a Bari brucia un impianto chimico in città, ci sono intossicati e il Sindaco ordina di starsene tappati in casa. Quante sostanze saranno disperse nell’ambiente? quale sarà il rischio per la salute pubblica? saranno contaminati i terreni? probabilmente non lo sapremo mai. E la notizia non uscirà da un ambito locale. E nessuno chiederà la messa al bando della birra, per fortuna.

    49. Renzo Riva scrive:

      http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278505

      “il Giornale” venerdì 25 luglio 2008, 08:30

      Nucleare, inutile allarmismo: siamo tutti contaminati
      di Franco Battaglia

      Se volete divertirvi a terrorizzare la gente, pronunciate la parola «nucleare» ed il gioco è fatto: una parola una garanzia. Pensate, una delle più potenti tecniche diagnostiche in medicina - la risonanza magnetica nucleare - ha dovuto cambiare nome: c’è chi la chiama risonanza magnetica, chi, più esterofilo, magnetic imaging, ma nessuno cita l’essenza della tecnica, che è nucleare.

      E poco importa che i nuclei di cui trattasi sono quelli del vostro corpo. Il quale, tra l’altro, emette di suo una buona dose di radioattività, perché radioattivi sono alcuni nuclei che lo compongono, come il carbonio-14 o il potassio-40, contenuti in abbondanza anche nei cibi di cui si nutre, compresa l’insalata biologica: alla radioattività siamo esposti tutti i giorni e ce la portiamo dietro ovunque andiamo. Inoltre, siamo esposti quotidianamente a radiazioni provenienti dallo spazio extraterrestre e da altri nuclei radioattivi presenti in natura: come ognuno di noi, anche ogni fiocco di neve, ogni zolla di terra, ogni mattone delle nostre case, emette radiazioni. Viviamo quindi immersi in un rumore di fondo naturale sul quale non abbiamo controllo e col quale dobbiamo convivere. Quanto è elevato? Dipende da dove viviamo. In media, ciascuno di noi è esposto a una dose annua di circa 2.2 mSv (milliSievert, l’unità con cui si misura la dose radioattiva), ma gli abitanti di Napoli sono esposti a una dose quadrupla rispetto a quelli di Aosta; e in piazza S. Pietro, lastricata con cubetti di porfido naturalmente radioattivi per via del torio in essi contenuto, la dose è quasi doppia di quella entro il raggio di 30 km dell’area proibita attorno a Chernobyl.

      Ma vi sono luoghi della Terra (in India o Brasile, per esempio) ove le popolazioni sono esposte a dosi anche 100 volte maggiori, senza che si osservino in esse maggiori incidenze di alcuna patologia legata alle radiazioni. Persino a quei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki che furono esposti a dosi istantanee di 200 mSv non è stato riscontrato alcun aumento di incidenza di cancro, né, a distanza di 60 anni, nella loro progenie.

      Le attività umane hanno elevato quella dose annua a 2.8 mS, ma il 95% dell’aumento è dovuto alla diagnostica medica ai raggi X, visto che tutti noi, prima o poi, una radiografia la subiamo: le centinaia di esplosioni effettuate per test nucleari, ad esempio, hanno contribuito per meno dell’1% all’aumento del dosaggio.

      Le misure di sicurezza adottate per tutte queste attività sono spropositate e sono state concepite accondiscendendo a due ipotesi di lavoro sconfessate dalla scienza: che non vi sarebbe dosaggio non innocuo e che il danno sarebbe direttamente proporzionale alla dose. Purtroppo, grazie alle istanze di un’opinione pubblica tenuta sotto pressione da allarmismi ingiustificati voluti da speculatori irresponsabili, quel che era un’ipotesi di lavoro è diventata una pratica scientifica; che non è precauzione e neanche sicurezza: mantenere standard di sicurezza per proteggersi da finti pericoli è dannoso e immorale, perché i costi necessari stornano denaro da reali emergenze.

      Inoltre, ciò che andava usato per soli scopi radioprotezionistici, è stato usato per scopi diagnostici di radiopatologie. E così, per dire, siccome un individuo muore se esposto, istantaneamente, a 1000 mSv, è stato deciso che se 1 milione di individui sono esposti a 1 mSv aggiuntivi, allora di essi 1000 devono morire. Ed è su questo uso creativo della statistica che sono diffusi i più subdoli allarmismi, quelli che hanno fatto sì che il numero maggiore di decessi del disastro Chernobyl fu dovuto ai suicidi di individui terrorizzati dai mercanti di terrore.

    50. Pietruccio scrive:

      Ottimo l’articolo di Battaglia. L’ho letto oggi sul giornale, insieme ad altri, fra cui l’intervista a Tulli Regge che conferma quanto dice Battaglia e diciamo anche noi.
      _______________________________

      Sullo stesso giornale

      Il costo della centrale Finlandese viene dato a 3.2 miliardi di euro ma il corriere della sera qualche tempo fa mi pare parlasse di una previsione a 5 miliardi: comunque sempre abbastanza bassa rispetto al servizio che svolge, infatti pare che ne vogliano fare un altro.

      Sono anche perfettamente daccordo con quanto dice Scajola. Mi preoccupa, non poco, invece, quanto afferma il Presidente del Consiglio che parla di centrali italiane all’esterno (pare che in prima fila ci sia l’Albania). Credo che sia un errore lasciare le chiavi di qualcosa di così importante in mano a paesi stranieri: piuttosto annettiamoli.

      Oltretutto mi sembra il sintomo di una mentalità decisamente poco nobile: in fondo è un assecondare il NIMBY, cioè l’irresponsabilità, è un po’ come portare la monnezza in Germania. Quello che bisogna fare, per dare il nucleare all’Italia, è, prima di tutto, una massiccia poltica di informazione corretta dopo questi anni assurdi di oscurantismo, balle e stupidaggini.

    51. PIMBY scrive:

      Per Pietruccio

      Hai ragione, parlare (inizialmente, varie settimane or sono, era soprattutto Tremonti) di centrali in Albania sembra per lo più assecondare il NIMBY (invece che favorire il …PIMBY!!! eh eh eh).
      Ma forse va scrutata anche un’altra faccia della medaglia: il dovere esercitare, per un politico, una certa dose di realismo sull’accettazione delle popolazioni, una volta che dovesse essere accertata la non sufficienza delle misure compensative per i territori con i siti delle centrali. E poi, i tempi delle procedure di siting sarebbero molto più celeri, e noi abbiamo bisogno subito di energia…
      Ma tanto, la sindrome NIMBY è come un’epidemia inarrestabile: hai visto cosa è successo in Sicilia, dove la gente non vuole neanche l’eolico?
      Ciao
      Please In My Back Yard

    52. Pietruccio scrive:

      x Andrea

      “…Tra il 1981 ed il 2002 lo Stato ha speso circa 99.000 miliardi di lire (51,1 miliardi di euro) per l’incentivazione delle fonti rinnovabili, prevalentemente attraverso il provvedimento CIP 6/92…
      …IL cip 6/92 è quel prodigioso provvedimento grazie al quale quasi tutti i contributi per le rinnovabili sono finiti ai petrolieri, visto che vi erano incluse anche le benzine verdi, gli olii BTZ ed i gasoli ecologici, e con il placet dei vari governi che si sono succeduti, si sono cuccati quasi l’80% dei contributi…”

      Confermo la tua ipotesi: l’articolo di Spezia che parla dei 50 miliardi di euro (ripreso dall’editoriale di Bellone) fa riferimento al CIP 6/92.

      Quindi hai ragione: non è corretto mettere tutti quei soldi in quota alle nuove rinnovabili (che, però, non sono composte solo dal FV). Il 20% rappresenta comunque un bel 10 miliardi di euro.

      A proposito, hai qualche riferimento per il dato che citi, dell’80% dei soldi destinati alle nuove rinnovabili, che si sarebbero invece cuccati i petrolieri & C.?
      _________________________________________

      Questo fatto si presta anche ad un’altra considerazione. Usare l’ambiente e l’ambientalismo come paravento per l’interesse di chi commercia in fossili è, a quanto pare, un vizio piuttosto frequente. Secondo me, infatti, vi hanno usato per far fuori il nucleare (energia, ricordo, pulita, sicura e rispettosa dell’ambiente: l’unica vera sporcizia è l’informazione falsa che viene data alla gente), col vantaggio che un domani, se la popolazione sarà imbestialita, verrà coi forconi sotto casa vostra, lasciando del tutto tranquilli quelli che da questa situazione ci hanno straguadagnato: ti ricordo che da un punto di vista pratico, se vengono a mancare le fossili, nel momento in cui volessimo andare con le sole rinnovabili si bloccherebbe tutto, come un albergatore che avendo solo 18 posti letto, avendone trovato 1/2 in più (le nuove rinnovabili), ha accettato prenotazioni per 230 persone. Non sono numeri sparati a caso: rappresentano le proporzioni reali rinnovabili-nuove rinnovabili-fabbisogno. Quando all’albergatore arrivano i 230 clienti cosa succede? Credi davvero che non useranno i forconi nei confronti di chi, senza giustificazione, ha promesso, senza nessuna possibilità di poter mantenere?

      Leggiti a questo proposito l’articolo dell’Ing. Romanello che approfondisce il discorso sul reale ruolo che possono giocare le “rinnovabili”
      salentopocket.it/modules.php?name=News&file=article&...

      La cosa buffa (si fa per dire) è che nel caso dell’energia i soldi li ha riscossi qualche altro. All’albergatore i guai, al furbo i vantaggi: ma come possiamo fare a non farci più fregare? Qui da qualunque parte uno si gira…

    53. domenico scrive:

      guarda caso le notizie di ” incidenti- fughe” da impianti nucleari e guarda caso frances,i saltono fuori prorpio ora che si è deciso per questa strada?

      ma i francesi non arretrano anzi ne stanno costruendo di nuove e noi a trastullarci sulle rinnovabili, siamo ridicoli?

      è ora di smetterla di sovvenzionare , profumatamente, con i soldi di tutti i pannelli solari; era meglio bruciare i soldi in una caldaia , probabilmente avrebbero fornito più energia dei PFV?

      Distintamente

    54. Wil scrive:

      Leggo molti dati precisi, ma anche commenti contenenti assurdità. In Italia non si stanno incentivando le rinnovabili. C’è troppa confusione e troppo poco interesse affinchè ci sia un allargamento di queste tecnologie.

      Ma voi, che ne pensate delle energie rinnovabili? Cos’è per voi una casa che alimenta il suo fabbisogno grazie ad un sistema FV? E 100 case che seguono lo stesso principio e potenzialmente rivendono la propria energia? E 100.000 Case?

      Non c’è mai stata la volontà di incentivare queste tecnologie, non prendiamoci in giro. I costi sono ancora esorbitanti, il periodo economico è inoltre negativo, sarebbe quindi impossibile l’estendersi delle alternative senza l’aiuto dello Stato, almeno per ora.

      Sapete che in Spagna stanno finendo le forniture di Pannelli, e ci sono agenti che li vengono ad acquistare dalle ditte italiane, tanta è la richiesta ed il beneficio apportato?

      Io non ho mai parlato di un sistema INTERAMENTE retto sulle alternative, per ora è probabilmente impossibile, ma l’uomo è o no andato sulla luna? Negli ultimi 100 anni si sono fatte scoperte impensabili già all’inizio del secolo. Se la ricerca venisse incentivata a dovere, da un raggio di sole che oggi porta ad X energia, un domani potrebbe portare ad X + Y.

      Stiamo cercando di pannellare l’impresa di mio zio, beneficiando dell’aiuto statale. Abbiamo riscontrato molta ignoranza nel settore, che dovrebbe essere continuamente aggiornato dalle istituzioni, creando quindi una rete chiara di interessi. Per non parlare delle cifre, che obbligano molte persone ad infognarsi con le BANCHE. I benefici economici per molti anni coprirebbero i soli interessi, facendo desistere molti possibili acquirenti.

      Sicuramente la paura del nucleare è eccessiva, ma non ingiustificata.

      La regione di Pamplona vanta una produzione da solare/eolico che copre il 70% del suo fabbisogno energetico. Che mi dite di un dato del genere? C’è margine di crescita, ma bisogna puntarvi decisi. La Spagna ha fatto molto più di noi.

      Che direste se il 50% del fabbisogno italiano venisse coperto da Rinnovabili? Sarebbe un risultato eccezionale, ma fattibilissimo. In Spagna la copertura Verde si aggira attorno al 30%, ed in alcuni periodi supera quella del Nucleare.

      Quindi non stiamo parlando assolutamente di Sogni Pseudoambientalisti. Bisogna iniziare a provarci però, altrimenti le mie rimarranno chiacchiere sterili.

      (ecco un articolo interessante, al di la del partito politico, che spiega il NO al nucleare: files.meetup.com/1029024/PBC_Nucleare_Un_Costosissimo_vicolo...)

      A presto gente e grazie per lo spazio.

    55. Renzo Riva scrive:

      Se invece di spammare opinioni si citassero dati incontrovertibili e se prima di parlare ci si informasse …

      La scienza è totalitaria e non democratica.
      Le sue leggi per il fatto di essere totalizzanti non possono essere sottoposte a voti di maggioranza o di fiducia.

      Piaccia o no la scienza non è democratica.

      galileo2001.it/materiali/pubblicazioni/paradosso_nucleare.pd...

      http://www.freefoundation.com/copertine/copertina19.pdf

      freefoundation.com/libri/Verdi_fuori_Rossi_dentro.pdf

      galileo2001.it/materiali/pubblicazioni/battaglia_illusione_s...

      galileo2001.it/materiali/pubblicazioni/costi_non_scienza.pdf

      Alla c.a. della Redazione de
      Il Gazzettino
      Quotidiano del NordEst
      LA PAROLA AI LETTORI
      Si allega lettera e informativa ricevuta dall’Eni

      Privacy solo per i delinquenti

      È recapitata in questi giorni una lettera informativa dell’Eni, Divisione Gas & Power, che in applicazione a quanto disposto dall’Autorità per L’Energia Elettrica e il Gas con la delibera ARG/com 15/08, dal 1° ottobre 2008, l’Autorità stessa in collaborazione con l’Autorità Garante per la Privacy, ha stabilito che alcuni dati personali dei clienti domestici di energia elettrica e gas possano essere comunicati, da parte delle società distributrici, ai venditori che operano sul mercato libero che ne facciano esplicita richiesta.

      “Questi dati possono essere utilizzati per formulare al Cliente, in formato cartaceo, proposte commerciali sulla fornitura di energia elettrica e/o gas; non è consentito usarli per contatti telefonici o telematici, né per promozioni legate ad altri scopi o per comunicazioni a terzi. I dati che le società distributrici comunicheranno, su richiesta di venditori, sono i seguenti:

      cognome e nome del cliente;
      indirizzo civico del punto di fornitura; per la fornitura di energia elettrica, tipo di misuratore installato (monofase o trifase) e conformità o meno del misuratore medesimo ai requisiti previsti dagli articoli 4 e 6 della deliberazione n. 292/06; potenza impegnata espressa in kW;
      consumo totale annuo espresso in kWh e indicazione del periodo cui tale consumo si riferisce; per la fornitura di gas naturale, codice identificativo dell’impianto di regolazione e misura (codice REMI) di cui al capitolo 10 del Codice di rete Snam Rete Gas; fattore di correzione di cui al paragrafo 9.2.1 del Codice di rete distribuzione gas (o indicazione della presenza del convertitore dei volumi);
      calibro del misuratore; consumo totale annuo espresso in metri cubi di gas naturale riportati in condizioni standard e indicazione del periodo cui tale consumo si riferisce.”

      Sarebbe come se una Banca a sua richiesta pretendesse di avere da parte degli altri istituti il nominativo dei suoi clienti ed i movimenti che annualmente sono registrati sui loro conti bancari.
      Al peggio non c’è fine; e questo perché la “Privacy” non serve a tutelare il cittadino comune bensì i delinquenti che hanno appunto bisogno non si sappia in giro chi sono.
      Qualsiasi soggetto che su un mercato può farsi conoscere con il mezzo pubblicitari ed al “cliente” il diritto di scegliere.
      La “Politica” che fa? Si nasconde dietro il dito del vorrei ma non posso?
      A questo punto ho dei dubbi sull’integrità morale loro e del personale dei vari partiti che governano questo sistema ormai di democrazia degenerata in oclocrazia.

      Renzo Riva
      Energia e Ambiente
      Nuovo PSI
      Friùli Venezia Giulia

      =============================================

      Eni S.pA
      Divisione Gas & Power
      Sede Operativa
      Largo Regio Parco II
      10152 Torino
      Tei. centralino:+39 011.2394.1
      www.eni.it
      Sede Legale in Roma, Piazzale Enrico Mattei I, 00144 Roma
      Capitale Sociale € 4.005.358.876 i.v. Registro Imprese di Roma, Codice Fiscale 00484960588 Partita IVA 00905811006 R.E.A. Roma n. 756453
      NAZ/95/2008 DCOOS2951
      0000689 0000214 18

      RIVA RENZO V AVI LLA 12/2 33030 BUJA UD

      Gentile Cliente,
      in applicazione a quanto disposto dall’Autorità per L’Energia Elettrica e il Gas con la delibera ARG/com 15/08, Le inviamo, per conto della Sua società di distribuzione, l’informativa sul trattamento dei dati personali prevista dalla citata delibera.

      Dal 1° ottobre 2008, infatti, l’Autorità per l’Energia Elettrica e del Gas, in collaborazione con l’Autorità Garante per la Privacy, ha stabilito che alcuni dati personali dei clienti domestici di energia elettrica e gas possano essere comunicati, da parte delle società distributrici, ai venditori che operano sul mercato libero che ne facciano esplicita richiesta. Questi dati possono essere utilizzati per formulare al Cliente, in formato cartaceo, proposte commerciali sulla fornitura di energia elettrica e/o gas; non è consentito usarli per contatti telefonici o telematici, né per promozioni legate ad altri scopi o per comunicazioni a terzi. I dati che le società distributrici comunicheranno, su richiesta di venditori, sono i seguenti:

      cognome e nome del cliente;
      indirizzo civico del punto di fornitura;
      per la fornitura di energia elettrica, tipo di misuratore installato (monofase o trifase) e conformità o meno del misuratore medesimo ai requisiti previsti dagli articoli 4 e 6 della deliberazione n. 292/06;
      potenza impegnata espressa in kW; consumo totale annuo espresso in kWh e indicazione del periodo cui tale consumo si riferisce;
      per la fornitura di gas naturale, codice identificativo dell’impianto di regolazione e misura (codice REMI) di cui al capitolo 10 del Codice di rete Snam Rete Gas;
      fattore di correzione di cui al paragrafo 9.2.1 del Codice di rete distribuzione gas (o indicazione della presenza del convertitore dei volumi);
      calibro del misuratore; consumo totale annuo espresso in metri cubi
      di gas naturale riportati in condizioni standard e indicazione del periodo cui tale consumo si riferisce.

      Le ricordiamo che, qualora Lei intendesse esercitare i Suoi diritti rispetto al trattamento dei dati personali, e in particolare:

      chiedere al distributore di non comunicare più i Suoi dati ad uno o più venditori;
      contestare un trattamento illecito o non corretto, dovrà comunicare la Sua volontà alla società di distribuzione secondo le modalità indicate nell’allegata Informativa.

      Cordiali saluti.
      Servizio Clienti

      Informativa
      (art. 13 Codice in materia di protezione dei dati personali)

      Allegato B
      Per favorire la concorrenza, la recente disciplina sulla liberalizzazione dei mercati dell’energia (1) prevede che alcuni Suoi dati debbano essere comunicati, a richiesta, a venditori di energia elettrica e di gas naturale che operano sul mercato libero, non oltre il 31 dicembre 2010.

      I dati sono i seguenti:

      cognome e nome, indirizzo civico del punto di fornitura,
      tipo di misuratore installato,
      codice della cabina REMI di riferimento e fattore di correzione di cui alla deliberazione n. 108/GS per la fornitura di gas naturale, consumo totale annuo espresso in kWh o in metri cubi di gas naturale, potenza impegnata espressa in kW o calibro del misuratore di gas naturale.

      Questi dati possono essere utilizati da venditori di energia elettrica e di gas naturale che operano sul mercato libero per formularLe, in formato cartaceo, proposte commerciali sulla fornitura di energia elettrica e/o gas naturale (non è consentito usarli per contatti telefonici o telematici, né per promozioni legate ad altri scopi o per comunìcazioni a terzi).

      Qualora intenda esercitare i Suoi diritti rispetto al trattamento dei dati personali (2) e, in particolare chiedere al distributore di non comunicare più i Suoi dati ad uno o più venditori;
      contestare un trattamento illecito non corretto,
      può rivolgersi a ITALGAS S.p.A. Concor / Codre / Gecon (Codici di Rete e Gestione Contratti) - Largo Regio Parco, 9 - 10152 Tornio.
      L’elenco aggiornato dei nostri responsabili del trattamento è consultabile sul sito internet www.italgas.it

      (1)
      Articolo 1 decreto legislativo 18 giugno 2007, n. 73; deliberazione Autorità energia elettrica e gas 27 giugno 2007, n. 157 come successivamente modificata e integrata; deliberazione Garante per la protezione dei dati personali 25 luglio2007.

      (2)
      L’interessato ha il diritto di accedere in ogni momento ai dati che lo rigurdano; può anche chiedere la correzione, l’aggiornamento o l’integrazione di dati inesatti o incompleti, la cancellazione o il blocco di quelli trattati in violazione di legge e opporsi al loro utilizzo (art. 7 Codice in materia di protezione dei dati personali).

    56. Ing. Vincenzo Romanello scrive:

      files.meetup.com/1029024/PBC_Nucleare_Un_Costosissimo_vicolo...

      Ovvero un’accozzagli di idiozie puramente ideologiche, sistematicamente smentite, punto su punto, sia su questo sito che dai fatti…
      Basterebbe avere voglia di documentarsi prima!

    57. andrea m. scrive:

      Pietruccio scrive:
      A proposito, hai qualche riferimento per il dato che citi, dell’80% dei soldi destinati alle nuove rinnovabili, che si sarebbero invece cuccati i petrolieri & C.?

      Su questo link la norma; presta attenzione al titolo I, dove vedono la luce le fantasmagoriche “energie assimilate”
      http://www.autorita.energia.it/docs/riferimenti/CIP_6.htm
      Secondo la decima commissione del Senato della precedente legislazione, presieduta da Bruno Tabacci, si tratta di una “tassa occulta a favore dei finanzieri”
      quello che non mi riesce di appurare è se ancora è in vigore, sarebbe da ridere…mentre parlano di Robin Hood tax. no?

      Per la quota relativa alle “energie assimilate” ho trovato questo articolo a cura di ASPO (Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio)http: solarstrategy.blogspot.com/2005/07/lo-scandalo-italiano-del-...
      che dice tra l’altro:
      “Nella relazione del 6 luglio 2004 il presidente dell’Autorità per l’Energia, Alessandro Ortis, nella sua relazione sulle attività d’istituto, ha fornito sul “caso Cip6″ molte più notizie dei suoi predecessori. Ora sappiamo i nomi delle otto aziende che nel 2003 hanno prodotto da sole l’84,3% dell’energia ritirata dal Gestore della Rete, come “assimilata”, cioè superpagata coi nostri soldi ancorché “sporca”.
      Esse sono Edison (41,2%), Sarlux Enron (10’8%), ERG (10,2%), Acea (6,3%), Foster Wheeler (5,1%), Enipower (4,3%), Apienergia (3,4%), Elettra Lucchini (3,0%).
      Sappiamo che l’energia Cip6 da fonte assimilata è stata nel 2003, e nei due anni precedenti, ben oltre il quadruplo di quella da fonte rinnovabile”

      Pietruccio scrive:
      Secondo me, infatti, vi hanno usato per far fuori il nucleare (energia, ricordo, pulita, sicura e rispettosa dell’ambiente: l’unica vera sporcizia è l’informazione falsa che viene data alla gente), col vantaggio che un domani, se la popolazione sarà imbestialita, verrà coi forconi sotto casa vostra.

      Piuttosto inquietante la rappresentazione che fai, tanto più che nel frequentare questo sito mi sento sempre un po’ assediato e sono sicuro che molti tra voi sarebbero in prima fila ad aizzare la folla.
      Infatti, nonostante verdi e sinistra siano rimasti al governo (come componente minoritaria) solo 5 anni dei 63 della storia della Repubblica, a leggere i vostri post sembrano gli unici responsabili di ogni male italico; c’è perfino un craxiano in giro, che malgrado la sua appartenenza al partito autore dello smantellamento del nucleare, si erge a sanzionatore supremo delle colpe altrui ed a promotore indefesso del ritorno nucleare.

    58. andrea m. scrive:

      Il secondo link è inesatto, questo è quello corretto: solarstrategy.blogspot.com/2005/07/lo-scandalo-italiano-del-...

    59. andrea m. scrive:

      Amministatore ,,, sto filtro è una jattura.
      sopprime post, e quando va bene ne pospone l’ordine, e se provaste a farne a meno?

    60. Egisto scrive:

      Caro Marciani,
      lungi da me voler difendere il cosiddetto CIP6. Vorrei solo far notare un paio di cose.

      1) Quando si dice che la gran parte degli incentivi è andata alle fonti assimilate si dimentica di dire che questo è successo perché tali fonti hanno prodotto più energia. Il prezzo pagato per MWh è uguale per fonti rinnovabili e assimilate. Se il mercato ha premiato le assimilate è perchè in quel periodo le possibilità di investire in rinnovabili erano scarse.
      2) La ratio della norma non era solo di sviluppare le fonti rinnovabili ma di migliorare l’indipendenza energetica del paese (allora, come ora, in piena crisi dopo lo smantellamento del nucleare) e di promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo razionale dell’energia. Produrre calore in cogenerazione, bruciare rifiuti e prodotti di scarto del processo petrolifero significa risparmiare energia che altrimenti avrebbe dovuto essere prodotto usando fossili di importazione. Questo è per me degnissimo di un contributo pubblico, se le condizioni di mercato sono tali per cui il privato da solo non lo farebbe.
      3) Quello che ha scandalizzato gli ambientalisti è stata la paroletta
      “assimilate”. Come? Assimilate il candore di sole e vento a queste schifezze di raffinerie e rifiuti? Giammai!!! in realtà è un’assimilazione solo ai fini degli incentivi, mai estese a fini statistici. Gli incentivi a queste fonti assimilate esistono in tutta Europa, ricordo il regime speciale spagnolo e gli incentivi al CHP a metano in Danimarca.
      4) Quello che si può criticare al CIP6 è casomai la mancanza di trasparenza . Sarebbe bello leggere in bolletta quanto va alle assimilate e quanto alle rinnovabili.Altra critica è il livello degli incentivi, probabilmente troppo alto. Ma non si capisce perché tali critiche valgano per le assimilate e non per le rinnovabili. Adesso io non posso sapere quanto pago per i Certificati Verdi, perché tali oneri finiscono nel gran calderone dei costi di produzione. E per quanto riguarda il livello degli incentivi siamo comunque al doppio della media europea.

    61. Egisto scrive:

      Ho visto che Wil ha citato le magnifiche e progressive sorti della Spagna come esempio per le rinnovabili. Vediamo qualche dato:

      L’elettricità richiesta nel 2007 è stata pari a 260 TWh. L’eolico ha prodotto 26 Twh, l’idro 26 TWh a cui ne vanno tolti 4,5 di elettricità consumata per i pompaggi. L’elettricità in regime speciale (energia prodotta da impianti ad alta efficienza, tipo cogenerazione recupero di calore,rifiuti, ecc ecc). Il solare è naturalmente trascurabile. Siamo a circa il 18% a cui vanno aggiunti la parte rinnovabile dei rifiuti. Quindi saremo al 20-22%. Non siamo molto distanti dall’Italia che produce il 17%.
      Il nucleare ha prodotto 55 TWh contro i 48,6 di eolico + idro. Ma la capacità installata nucleare è pari a 1/4 di quella eolica più idroelettrica (7,7 GW contro 16,6+13,4). Quindi il nucleare produce di più delle due maggiori rinnovabili messe assieme. Che ci siano delle notti ventose (non certamente dei periodi lunghi) in cui l’eolico produce di più del nucleare e raggiunge alti picchi di copertura della domanda (di notte la domanda è bassa e la capacità di riserva è alta) è assolutamente fisiologico visto che la potenza installata è doppia. Ma i bilanci si fanno a fine anno.
      L’eolico è sicuramente il maggior successo spagnolo. Ma è un successo ripetibile altrove? Ed è realmente un successo?
      La Spagna ha una superficie quasi doppia rispetto all’Italia. Una densità di abitanti molto minore. In Italia inoltre l’area realmente sfruttabile per l’eolico ( dove c’è vento) è la metà del territorio nazionale. In Spagna i venti sono più forti e soprattutto c’è un doppio regime di venti (atlantico e mediterraneo) e una conformazione orografica più favorevole. Che alcune zone della Spagna facciano il 70% dell’energia da eolico è un trucco statistico perché buona parte dell’energia va in altre regioni spagnole. Come dire che se un paese installa un impianto eolico è autosufficiente. E’ una menzogna, perché senza rete elettrica di appoggio l’eolico è inutile.
      Le emissioni di CO2 spagnole sono diminuite? No sono aumentate dal 1990 del 50% (molto di più dell’Italia). Ma le rinnovabili non servivano ad abbassare le emissioni? Forse, ma la crescita economica tumultuosa ha azzerato qualsiasi presunto vantaggio. L’aumento tendenziale della richiesta di energia elettrica in Spagna è del 4% annuo, il che significa che la sterminata distesa di torri eoliche ha coperto solo gli aumenti di consumi elettrici di 2,5 anni.
      L’indipendenza energetica è migliorata? Nel 2007 si sono installati ben 5455 MW di ciclo combinato a gas (il doppio rispetto all’eolico). Oggi come oggi la Spagna è un paese fortemente dipendente dalle importazioni di gas (25% dell’elettricità) con un mix di combustibili comunque più equilibrato rispetto all’Italia, grazie al nucleare e al carbone (che resta la fonte dominante ed è in crescita). L’eolico è una componente addizionale importante ma non fondamentale.

    62. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve andrea m.

      il filtro antispam blocca i commenti, ma una volta approvati vengono inseriti nella discussione secondo il giusto ordine cronologico.

      Considerate che non vengono bloccati solo i vostri commenti, ma anche quelli davvero spam. circa 4.000 nell’ ultimo anno.

      Il forum http://www.nuclearmeeting.com/forum/ è privo di filtro.

      Saluti.

    63. Egisto scrive:

      Segnalo alcuni ulteriori dati sugli eventi nucleari: lo scorso anno in Germania ne sono stati riportati 122 (di cui 120 di grado 0 e 2 di grado 1).

    64. valeriano84 scrive:

      x Pietruccio :

      qualche post fa ha fatto una stima del contributo che potrebbe apportare l’energia solare fotovoltaica.Volevo farle notare che forse la quota che lei calcola è un pò sottostimata.Non c’è alcuna presunzione in quello che dico, ma ho trovato un articolo,di cui riporto una parte, che arriva ad una conclusione differente dalla sua e volevo sottoporlo alla attenzione sua e di tutti quelli che ne fossero interessati:

      Gli impianti fotovoltaici sono cresciuti nel mondo in media al ritmo del 40 per cento all’anno negli ultimi cinque anni e, secondo le proiezioni dell’European Photovoltaic Industry Association (Epia), nel 2030 questa tecnologia arriverà a coprire il 9,4 per cento della produzione globale di elettricità. I dati di un recente studio di Photon Consulting dicono che l’Italia sarà il sesto mercato fotovoltaico entro la fine del decennio con una capacità installata di 1.500 MW, superato solo da Germania (6.508 MW), California (3.065), Nord America (1.780), Spagna (2.400) e Giappone (1.600). Ciò significa che entro il 2010 la capacità globale installata arriverà a 23 GW. Potenzialmente si stima che il fotovoltaico integrato negli edifici in Italia potrebbe produrre fino a circa 126 TWh/anno.

      126 Twh/anno rappresentano circa il 37% del fabbisogno italiano di energia elettrica.Se questo dato fosse verosimile si produrrebbe una considerevole quantità di energia, paragonabile a quella che si ha intenzione di generare con il nucleare.Cosa ne pensate?

      Inoltre,secondo voi, in termini di Twh/anno qual’è il potenziale che in Italia ha il solare termodinamico?

      il resto dell’articolo è qui

      galileonet.it/primo-piano/10227/centrali-fai-da-te

      Vi ringrazio.

    65. Egisto scrive:

      Caro Valeriano,

      rispondo io: tutto si può fare. Dovresti installare 100 GW di PV ad un costo di 600 miliardi di euro con cui potresti costruire 120 centrali nucleari da 1,6GW con cui potresti ottenere 1536 TWh invece di 126. In più dovresti costruire un sistema di accumulo a base stagionale basato probabilmente sull’idrogeno con relativi costi energetici ed economici. Per come la vedo io realisticamente il PV è un’ottima tecnologia per uso domestico, però deve calare di prezzo altrimenti il costo degli incentivi peserà paurosamente sulla bolletta.

    66. Egisto scrive:

      Il solare termodinamico ha un ottimo potenziale per gli usi domestici (quando si utilizzerà anche per il raffrescamento ancora di più), un potenziale nullo per la produzione di energia elettrica visto che non abbiamo l’insolazione necessaria. Naturalmente si potrebbe fare nei deserti dove funziona decentemente (Progetto tedesco, scopiazzato da Rubbia).

    67. andrea m. scrive:

      Egisto scrive:
      2) La ratio della norma non era solo di sviluppare le fonti rinnovabili ma di migliorare l’indipendenza energetica del paese (allora, come ora, in piena crisi dopo lo smantellamento del nucleare) e di promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo razionale dell’energia. Produrre calore in cogenerazione, bruciare rifiuti e prodotti di scarto del processo petrolifero significa risparmiare energia che altrimenti avrebbe dovuto essere prodotto usando fossili di importazione. Questo è per me degnissimo di un contributo pubblico, se le condizioni di mercato sono tali per cui il privato da solo non lo farebbe.
      3) Quello che ha scandalizzato gli ambientalisti è stata la paroletta “assimilate”

      Caro Egidio, il mio post prendeva origine da una citazione di Pietruccio di un articolo del 2006 delle “Scienze” in cui si affermava che le rinnovabili avevano beneficiato, tra il 1987 ed il 2002, di 51 miliardi di euro senza superare la quota dello 0.5%. ed in questo senso desideravo solo rimettere i dati nella giusta prospettiva.

      Quello che mi scandalizza sul cip6, oltre all’assenza di trasparenza che pure tu lamenti, è che sono stati pagati incentivi soprattutto sugli oli combustibili BTZ in virtù di un procedimento di desolforizzazione che lo Stato avrebbe semplicemente dovuto pretendere dai petrolieri, e poi, qualsiasi cosa brucino nelle loro centrali, visti gli immensi profitti che realizzano, possono benissimo fare a meno dei nostri incentivi finanziandosi da soli le indispensabili provvedimenti di controllo degli inquinanti.

      Egisto scrive:
      Dovresti installare 100 GW di PV ad un costo di 600 miliardi di euro con cui potresti costruire 120 centrali nucleari da 1,6GW con cui potresti ottenere 1536 TWh invece di 126

      Sempre però facendo finta che il costo del decommissioning non ci riguardi.

    68. PIMBY scrive:

      Per Egisto

      Quindi il costo specifico dell’energia fotovoltaica è di circa 6 Milioni € / MW.
      Sai dirmi, all’incirca, anche il costo dell’energia eolica (sempre in termini di euro per MW installato)?
      Così, tanto per fissare le idee…
      Ciao

    69. Egisto scrive:

      Il costo dell’eolico onshore è compreso tra 1.700.000 e 2.000.000 € al MW. per l’offshore calcola un 50% in più ma non ho dati precisi. Tieni presente che il costo dell’energia prodotta varia molto di più con l’eolico che con il fotovoltaico, perchè variano molto di più le performance dei generatori a seconda del sito.

    70. PIMBY scrive:

      Per Egisto

      GRAZIE!

    71. PIMBY scrive:

      Ed inoltre ho trovato anche questo recente ed interessante documento sull’eolico italiano:

      cnp-online.com/eolico/coiante/ProgrammaEolicoItaliano.html

      Ciao

    72. Egisto scrive:

      Per Andrea:
      Sempre però facendo finta che il costo del decommissioning non ci riguardi.
      Il costo di decomissioning nucleare ci riguarda eccome e viene conteggiato nel costo dell’energia elettrica. Una piccola quota confluisce in un fondo apposito che genera interessi e permette di avere alla fine della vita operativa la somma necessaria per smantellare l’impianto pari al 20-30% del costo iniziale. Gli impianti nucleari, in sostanza, si costruiscono pian piano la propria pensione. Concetto noto e straripetuto su queste pagine. Lo stesso vale per il combustibile esausto.

      Val e la pena di ribadire che anche il costo di smantellamento e di ripristino a prato verde dei 200.000 ettari necessari a sostenere una tale installazione di PV non sarebbero indifferenti.

      Sul CIP6:

      Non ho dubbi che i petrolieri siano riusciti a fare qualche giochetto sporco con il CIP6 ma hai qualche dato in più? non voglio mettere in dubbio quel che dici ma mi interessa (va bene persino documentazione di Legambiente, tanto so come fargli le dovute tare, ormai). Per il CIP6 mi sembrano assodate alcune cose:

      - La componente A3 non mi dice quanto vengono remunerate le rinnovabili. Per due motivi: 1)in tale voce vengono comprese anche fonti che rinnovabili non sono e costituiscono la maggior parte della remunerazione. 2) la maggior parte della remunerazione delle rinnovabili (Certificati Verdi e contributi in conto capitale da enti vari) non è evidenziata separatamente in bolletta. Non sono nemmeno evidenziati altri oneri tecnici a carico della collettività (conseguenti alla priorità di dispacciamento e all’obbligo di acquisto) che si traducono in un funzionamento meno efficiente del sistema e nella necessità di nuove linee di trasmissione (come quelle in progetto per portare l’energia eolica dalle isole al continente).
      - Le fonti assimilate producono in ogni caso un risparmio di combustibile. E’ su questo che si dovrebbe giudicare se sono degne o no di finanziamento pubblico.
      - le fonti assimilate hanno sotto il sistema CIP6 una remunerazione notevolmente inferiore a quelle rinnovabili CIP6: 111 €/Mwh contro 189 €/Mwh nel 2006.

    73. Edoardo scrive:

      Caro Edoardo, sentiamo la tua strategia a questo punto.

      Caro Wil,
      i grafici circa l’aumento dell’utilizzo delle rinnovabili, che hai scaricato dal sito di Repubblica e che ho anche io, non tiene conto che dal 1998 il fabbisogno energetico italiano(elettricità) ha avuto una forte impennata (nonostante il petrolio a 15 dollari il barile) facendo aumentare la necessità di di gas (ogni anno questo bisogno aumenta del 3%)
      Con questi aumenti esponenziali, il quantitativo di potenza (a noi serve la potenza non l’energia, l’abbiamo detto fino alla noia sul forum) ottenuto dalle rinnovabili, ovvero nella maggior parte idroelettrico e geotermico, è minimo.

      Pur a fronte di un aumento della potenza efficiente lorda degli impianti rinnovabili nell’ultimo decennio dai circa 17 mila Mw del 1997 a oltre 21 mila Mw nel 2006 (ADDIRITTURA PRIMA DEL 1998!) - rileva il rapporto del GSE (Carlo Andrea Bollino) - la quota di produzione elettrica italiana da fonti rinnovabili sul totale della produzione nazionale “si è mantenuta intorno al 20%” (La Spagna è al 22% eppure ha molta più potenze eolica installata) e la causa è “l’aumento dei consumi e la riduzione negli anni della produzione idroelettrica, dovuto sia a ragioni ideologiche che a disposizioni legislative”, ciò vuol dire che se non “tira” l’idroelettrico dalle altre rinnovabili ottieni ben poco!

      Se tra il 1994 al 2007, come ha precisato Bollino, la quota di produzione da fonti rinnovabili sul consumo interno lordo di elettricità è scesa progressivamente dal 18% al 13,7% hai voglia ad insistere che il nucleare e brutto, sporco, cattivo e non ci serve.

      Tappezzare tutti i tetti italiani di pannelli (come, per esempio, dai calcoli riportati dal Prof. Soraperra) ti è stato dimostrato che per un misero 3.7 % di potenza ottenuta dal FV spenderesti 20 milioni di euro l’anno (6 centrali nucleari pari quasi al 20% del fabbisogno): visto che il FV è incentivato enormemente dallo stato, te lo immagini che bollette!

      La soluzione è un mix energetico che comprenda sia le rinnovabili, ma anche il carbone (nuove generazione di centrali con abbattimento emissioni del 60/70%), il NUCLEARE, il gas (leggi rigassificatori: ne sarebbero sufficienti 4, uno c’è già in Liguria dagli anni ‘70)

      Se non capiamo questo, e ci rifugiamo in tanti sogni e sognacci ideologici, rischiamo veramente di trovarci nei guai seri.

    74. Renzo Riva scrive:

      Caro Edoardo,
      pensi che serva utiulizzare tanta pazienza per raddrizzare il cervello di chi lo ha storto?
      Io rispondo: No!
      Se poi per te è un esercizio di scrittura per affinare il tuo discorso allora dico che stai facendo un lavoro produttivo.
      Mandi

    75. Renzo Riva scrive:

      Caro Edoardo,
      Dei rigassificatori hanno necessità coloro che speculano sui contributi previsti e non il sistema energetico italiano.

      Pubblicata sul sito www.autorita.energia.it il 5 agosto 2005, GU n. 193 del 20-8-2005

      http://www.autorita.energia.it/docs/05/178-05.pdf

      TITOLO IV – INCENTIVI ALLA REALIZZAZIONE DI NUOVI TERMINALI

      Articolo 13
      Misure per incentivare la realizzazione e l’utilizzo di nuovi terminali

      13.1 Le misure tariffarie per incentivare la realizzazione e l’utilizzo di nuovi terminali, di cui ai commi 13.2 e 13.3, diventano efficaci dall’anno termico di entrata in esercizio di un nuovo impianto di rigassificazione di Gnl.

      13.2 Il fattore correttivo di cui all’articolo 10, comma 10.3, è sostituito da un fattore garanzia, FGL, che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento RLC. Tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto e ha durata per un periodo di 20 anni.

      13.3 Il corrispettivo di capacità di trasporto relativo ai punti interconnessi con il terminale è applicato in misura ridotta agli utenti del servizio di trasporto titolari di conferimenti di impegni di rigassificazione continuativa.

      13.4 L’Autorità definisce con successivo provvedimento le modalità applicative della disciplina di cui al comma 13.2 e 13.3.

      Come promemoria di seguito riporto una lettera dell’Ing. Paolo Fornaciari.

      Da “Il Gazzettino”
      Fascicolo del Friuli
      del 22 settembre 2006

      Caro energia
      elettrica
      causa crisi economica

      Il “pacchetto Bersani” è stato accolto da un ampio peana di elogi e di consensi, da più parti, nella illusione che il decreto possa consentire la riduzione del prezzo dell’energia elettrica, il più alto in tutta Europa e causa prima dell’attuale grave recessione economica del nostro Paese.
      Luca Cordero di Montezemolo ha detto di condividerlo “dalla prima all’ultima parola”; Alessandro Ortis lo ha definito “un segnale giusto da seguire”; Antonio Catricalà e Mario Monti si sono espressi in favore del mercato e della concorrenza. Eppure la crisi economica attuale, almeno nel nostro Paese, non è dovuta, come correntemente si crede, alla scarsa flessibilità nel mondo del lavoro, ad insufficienti investimenti per ricerca ed innovazione, a liberalizzazioni non completate, a mancanza di concorrenza, ma al “caro energia elettrica” con bollette ormai doppie rispetto alla media europea.
      Esistono settori, dalla siderurgia al tessile, dal vetro alla ceramica, dalla carta alla plastica, nei quali l’incidenza del costo del chilowattora sul prezzo del prodotto finito può essere anche del 30 o del 40%, generando declino competitivo e difficoltà a competere sui mercati internazionali.
      La liberalizzazione per essere efficace postula alternative abbondanti ed a basso costo, in modo da aumentare l’offerta rispetto alla domanda. Potrà andar bene per vendere biscotti o merendine, per ridurre il reddito di tassisti, farmacisti, professionisti o commercianti, non certo per ridurre il prezzo dell’ energia elettrica.
      Ma quale mercato e quale concorrenza ci possono essere quando, come avviene in Italia, l’80% del costo di generazione elettrica dipende dai combustibili (idrocarburi) il cui prezzo, soggetto “a cartello” e non “a mercato”, non è contenibile. La competitività può agire solo sul residuo 20%, con benefici marginali! Solo con il nucleare o con il carbone si potranno ridurre le nostre bollette elettriche, non certo con le centrali a gas a ciclo combinato.
      Tali centrali potevano risultare una scelta oculata, quando, 20 o 30 anni fa, la proposero Franco Reviglio e Gabriele Cagliari, Presidenti di Eni; ma allora il gas costava 130 lire al metro cubo, non le quasi mille di oggi. Nel giro di soli sei anni il prezzo degli idrocarburi è infatti aumentato del 600%.
      Sorprende e meraviglia che si contìnui a sponsorizzare il gas nella produzione di energia elettrica: a fronte di un costo medio di produzione del chilowattora elettrico nazionale di 200 lire al chilowattora (£/kWh), il costo di quello da olio combustibile è di 250 £/kWh; di quello da gas 300 £/kWh, che diviene 350 £/kWh in caso di rigassificazione, in quanto a causa delle perdite di processo (energia spesa per liquefare e rigassificare il gas) e degli investimenti necessari (impianti di liquefazione, flotta metaniera, impianti di rigassificazione) il prezzo finale del metro cubo di gas, liquefatto, trasportato via mare ed infine rigassificato, potrebbe risultare anche doppio di quello a terminale di gasdotto; quello del fotovoltaico di oltre 650 £/kWh.
      La liberalizzazione a 360° potrà servire a far scendere sul piede di guerra tassisti, farmacisti, panificatori ed altre categorie interessate, non certo a ridurre il prezzo dell’energia elettrica. Ci si continua ad illudere -ci credeva anche il ministro Antonio Marzano nella precedente legislatura- che il completamento del processo di liberalizzazione e l’avvio delle nuove centrali a gas a ciclo combinato avrebbe consentito di ridurre la nostra bolletta elettrica.
      Non è stato così: negli ultimi sei anni si è verificato un drammatico cambiamento nel settore energetico con un aumento del prezzo degli idrocarburi, combustibili più usati in Italia nella generazione elettrica. Si poteva prevedere? Era stato correttamente previsto! Già cinquant’ anni orsono un geologo statunitense della Shell, Martin King Hubbert, aveva previsto il declino della produzione petrolifera Usa per i primi anni Settanta e di quella mondiale a partire dai primi anni del Duemila.
      Paolo Fornaciari

      opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=13&id_...

      Edizione 13 del 17-01-2007
      Dagli anni ‘70 gli incidenti legati alla lavorazione del gas hanno causato più di tremila vittime
      Resistono i pregiudizi sul nucleare ma il gas è molto più pericoloso

      di Renzo Riva
      A Trieste il 12 gennaio presso la Stazione marittima, si è aperta una tavola rotonda promossa dalla locale sezione di “Italia dei valori” sulla “Sicurezza degli impianti di rigassificazione di Gnl (Gas naturale liquefatto). Valutazione e quantificazione del rischio d’incidenti”. A confrontarsi sono stati tecnici, esperti e ambientalisti, i rappresentanti di Gas Natural ed Endesa, Iginio Marson presidente dell’Osg (Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale), Enrico Nobile, docente di fisica tecnica all’università di Trieste, il geologo Livio Sirovich e Carlo Franzosini in rappresentanza del Wwf.
      Paolo Bassi, responsabile dell’IdV ha introdotto i lavori e presentato il moderatore, l’architetto Roberto Barocchi. Dopo le relazioni è stata data la parola al pubblico, tra cui sedeva l’estensore del presente articolo. Nei due minuti concessimi ho puntualizzato che da rappresentante del Comitato italiano per il rilancio del nucleare del Friuli Venezia Giulia non mi era possibile dismettere i panni di referente di Socialisti 2005–Federalismo Fiscale. E ho notato che quando i rappresentanti di Endesa e Gas Natural hanno affermato che mai ci sono stati morti per le operazioni tecnologiche legate ai processi di liquefazione e rigassificazione, erano nel torto.

      L’impianto di liquefazione di Skikda in Algeria, nell’anno 2004, ha prodotto 29 morti e 74 feriti a seguito dell’esplosione e di un incendio durato otto ore che ha provocato danni per 1 miliardo di dollari. L’ufficio investigativo di una compagnia assicuratrice attribuì la causa ad una fuga di gas liquido dalla tubazione di carico. Inoltre, in Belgio, in fase di scarico un’analoga esplosione provocò la morte di 15 persone sempre nell’anno 2004. Posso affermare senza tema di smentita che il gas è altamente pericoloso e ha provocato morti, feriti ed evacuazioni di gran lunga superiori a tutti gli incidenti nucleari verificatisi sinora, solo due ma mediaticamente superesposti, di Three Mile Island (200.000 evacuati) e Chernobyl (morti 31, feriti 299, evacuati 135.000). Il gas ed i relativi trattamenti e trasporti hanno provocato 3.241 morti, 7.906 feriti, 531.600 evacuati; tutto questo per i 52 incidenti registrati dall’anno 1970÷1998. Storicamente si ricorda, uno per tutti gli anni antecedenti, l’esplosione di un serbatoio di gas liquido a Cleveland (Ohio) che nel 1941 produsse 131 morti, 225 feriti, 680 senzatetto, 2 fattorie e 79 case distrutte. Il processo tecnologico di liquefazione e di rigassificazione è un non-senso energetico oltre che economico.

      Come ha dimostrato Paolo Fornaciari presidente del Cirn (Comitato Italiano Rilancio Nucleare), i processi richiedono un dispendio energetico pari al 25%-30% dello stesso gas. Inoltre, il non-senso economico deriva dal fatto che, riconvertite parecchie centrali a olii derivati dal petrolio in centrali a gas, in epoca di prezzi bassi, sono diventate antieconomiche e se non ci fosse energia nucleare importata (18% del totale elettrico) a calmierare il prezzo attuale praticato la bolletta della luce sarebbe ancora più cara. Poi parlare di liberalizzare il mercato elettrico (80% del costo deriva dal combustibile) è da prodiani e chi oggi la propone meriterebbe il Nobel per l’economia fantascientifica.

      ===============================================

      Nella fretta di scrivere avevo dimenticato il maggiore disastro accaduto per il gas

      Explosion (storage tank) 1984
      Mexico, St. J. Ixhuatepec
      Gas (LPG)
      Morti: 500
      Feriti: 2.500
      Evacuati: 200.000

    76. Edoardo scrive:

      pensi che serva utiulizzare tanta pazienza per raddrizzare il cervello di chi lo ha storto?

      Renzo, forse hai ragione: ma dopo vent’anni di bugie sul nucleare è il momento di insitere sul comuncare la verità a più persone possibili….non tutti fanno finta di non capire, rifugiandosi dietro assurde ideologie.

      Saluti.

    77. Renzo Riva scrive:

      Caro Edoardo,
      cosa ti suggeriscono tutte queste notizie che arrivano dalla Francia a spron battuto di incidenti NUCLERI?

      Sarkozy si fotta pure la Bruni (ora cittadina francese) ma non creda di fotterci la ripartenza del nucleare in Italia.

      T’ha capì il furbillo?

      Mandi,
      Renzo Riva

    78. andrea m. scrive:

      per Egisto

      Il costo di decomissioning nucleare ci riguarda eccome e viene conteggiato nel costo dell’energia elettrica. Una piccola quota confluisce in un fondo apposito che genera interessi e permette di avere alla fine della vita operativa la somma necessaria per smantellare l’impianto pari al 20-30% del costo iniziale. Gli impianti nucleari, in sostanza, si costruiscono pian piano la propria pensione. Concetto noto e straripetuto su queste pagine. Lo stesso vale per il combustibile esausto.

      Questo è un ottimo proposito, che sarà forse vero in un radioso futuro per i civilissimi popoli scandinavi, allo stato dell’arte né in Italia, né in USA è successo nulla di quanto affermi.
      Che ci si renda conto che tale aspetto è fondamentale per rendere digeribile il nucleare alla popolazione è evidente e positivo (e qualche merito ce lo possiamo prendere anche noi ambientalisti rompicoglioni, in questo), come benvenute sono le ricerche sul “deep burn” dell’articolo di Romanello pubblicato in queste ore, che poi la realtà segua i migliori intenti è un altro paio di maniche, una cosa tutta da verificare.
      (lo storno dei fondi pensione è quasi una prassi consolidata nella moderna e disinvolta finanza, lo fanno ai cristiani pensi si faranno qualche scrupolo per i reattori obsoleti?)

      - Le fonti assimilate producono in ogni caso un risparmio di combustibile. E’ su questo che si dovrebbe giudicare se sono degne o no di finanziamento pubblico.

      Nella quasi totalità dei casi non risparmiano CO2 d’origine fossile all’atmosfera e questo per me, dovrebbe essere il crinale su cui decidere chi finanziare e chi no.(Visto che si lavora all’adempimento degli accordi di Kyoto, o no?)

      Per il Cip6 ho un sacco di materiale cartaceo (non solo di LA), ma da rivisitare, perché è un argomento di cui mi sono occupato diversi anni fa, appena mi riesce te lo posto.
      Tu in cambio me lo sai dire il totale ammontare di quanto abbiamo pagato in bolletta, prima all’Enel e poi alla Sogin, alla voce A2 ? non riesco a trovarne traccia.

    79. Egisto scrive:

      Per Andrea
      Questo è un ottimo proposito, che sarà forse vero in un radioso futuro per i civilissimi popoli scandinavi, allo stato dell’arte né in Italia, né in USA è successo nulla di quanto affermi.

      Su questo ti sbagli perché negli USA sta succedendo proprio questo: il fondo esiste ed è regolato dalla NRC e comprende circa 20 miliardi di dollari. Per evitare storni o gestioni allegre non è gestito dai proprietari degli impianti ma da entità terze.
      Nella quasi totalità dei casi non risparmiano CO2 d’origine fossile all’atmosfera e questo per me, dovrebbe essere il crinale su cui decidere chi finanziare e chi no.(Visto che si lavora all’adempimento degli accordi di Kyoto, o no?)
      Giustissimo, quindi sei d’accordo nel dare finanziamenti all’energia prodotta con il nucleare, mi sembra di capire?
      Bisogna mettere le cose nel giusto contesto temporale. Quando è stato fatto il provvedimento CIP6, nel 92, il protocollo di Kyoto non esisteva e la priorità era il risparmio di combustibile. Le leggi successive (Bersani del 99) hanno cambiato obbiettivo in linea con Kyoto. A oggi gli incentivi CIP6 vanno in scadenza man mano che finiscono le convenzioni. Inoltre molte delle fonti assimilate permettono effettivamente risparmi di CO2 pari o superiori alle rinnovabili (ad esempio la cogenerazione o il recupero di calore di processo).
      Quello che abbiamo pagato in bolletta alla componente A2 è sicuramente tanto ed è dovuto alla scelta referendaria, altrimenti lo smantellamento le centrali se lo pagherebbero da sole. Un aspetto che nel 87 i fautori del SI hanno evitato di menzionare.

    80. EnricoS scrive:

      Renzo Riva30 Luglio 2008 alle 10:03
      Caro Edoardo,
      cosa ti suggeriscono tutte queste notizie che arrivano dalla Francia a spron battuto di incidenti NUCLEARI?
      Sarkozy si fotta pure la Bruni (ora cittadina francese) ma non creda di fotterci la ripartenza del nucleare in Italia.
      T’ha capì il furbillo?

      _____________________________________________________

      A questo link http://www.iaea.or.at/OurWork/ST/NE/ne_databases.html dell’INTERNATIONAL ATOMIK ENERGY AGENCY (IAEA.org) fra le tante altre sezioni del sito si trova il link http://www.iaea.org/programmes/a2/index.html al Power Reactor Information System (PRIS).

      Nella colonna di sinistra di quella pagina potete inserire i termini per una semplice ricerca attraverso la quale potete raggiungere i dati di tutte le centrali nucleari costruite sul pianeta.

      Se selezionate France ottenete il quadro d’insieme di tutte le 71 centrali francesi di cui 11 spente, 59 operative ed una in costruzione.

      Un dato interessante è che i francesi hanno connesso in rete solo 10 centrali fra il 1990 ed il 1999, nessuna nel terzo millennio e l’unica prevista ed in costruzione entrerà presumibilmente in rete fra 4 anni nel maggio 2012.

      Se ulteriormente ci concentriamo sulle 4 centrali PWR da 915 MWe di capacità ciascuna a TRICASTIN (Drome), vediamo che hanno 27-28 anni di vita operativa.

      Se ulteriormente si approfondisce l’analisi esaminando di ognuna la “Operating Experience History” si può notare che negli ultimi anni l’impiego orario è stato continuativamente fra i massimi del loro ciclo come l’energia prodotta e, quindi, è stato “massimizzato” il loro Fattore Operazionale.

      Una ricerca su tutte le centrali nucleari operative nel mondo presenta risultati assolutamente allineati, quindi le centrali nucleari sono più utilizzate ora, da vecchie, di quanto non fossero nei primi lustri della loro vita operativa.

      Attendersi che i guasti ed i malfunzionamenti crescano col tempo è assolutamente corretto e frutto di un ragionamento basato sul buonsenso e sulla conoscenza dell’operato umano.

      … con buona pace di chi imputa “furbillerie” ad altri!

    81. andrea m. scrive:

      Egisto scrive:
      Quello che abbiamo pagato in bolletta alla componente A2 è sicuramente tanto ed è dovuto alla scelta referendaria, altrimenti lo smantellamento le centrali se lo pagherebbero da sole. Un aspetto che nel 87 i fautori del SI hanno evitato di menzionare
      .

      x Egisto
      Questo non corrisponde a verità: delle quattro centrali nucleari italiane all’epoca dei referendum, solo una, quella di Caorso, è stata chiusa anzitempo e non per effetto dei referendum, perché nessun referendum imponeva la chiusura di centrali operative.
      Uno inseriva una moratoria di cinque anni sulle nuove costruzioni, e gli altri sospendevano gli indennizzi a comuni e regioni che ne ospitassero di nuove.
      Come é stato più volte ribadito in questo forum la chiusura fu voluta dal governo Craxi su pressione di lobby petrolifere e governi americani,
      sfruttando l’indignazione popolare per gli incidenti di Three Miles Island” e Chernobyl

      La mia posizione sul nucleare è la seguente:
      Il vaso di Pandora è ormai scoperchiato, a questo punto ben vengano tutte le ricerche atte a sviluppare reattori o tecnologie che aiutino all’eliminazione di scorie ed i materiali bellici prodotti fin qui.(e gli incentivi necessari)
      Il ricorso ai combustibili fossili ha “dopato” lo sviluppo dell’umanità, basta accostare una curva demografica ad una delle estrazioni di combustibili fossili degli ultimi tre secoli per rendersi conto della loro perfetta coincidenza, e per capire che ora ci aspetta una lunga discesa, l’energia nucleare potrebbe aiutare a rendere meno ripida la discesa.
      Ma quello su cui bisognerebbe lavorare in primo luogo è all’acquisizione della consapevolezza che l’unica energia su cui dovrebbe far conto l’umanità è quella che ci eroga il sole ogni giorno, e promuovere una riduzione dei consumi in occidente ed una più equa suddivisione delle risorse, questa è l’unica via per una “decrescita” indolore, tutte le altre prevedono il ricorso alla legge della giungla e l’eliminazione bellica di una buona fetta dei viventi (se non tutti)
      Un discorso a parte merita il nostro paese, la cui condizione morale ha raggiunto dei livelli talmente infimi da darci assai poche speranze di un nuovo “risorgimento” (secondo me bisognerà aspettare l’uscita di scena del Caimano ed il conseguente risveglio dall’incantesimo di una gran massa di italiani, per poterlo intraprendere)
      Bene, in questo paese, ad onta dell’indubbia capacità dei nostri scienziati e tecnici, un programma nucleare non sarebbe auspicabile, perché il contesto di degenerazione della classe imprenditoriale e politica lo renderebbe troppo pericoloso.

    82. Renzo Riva scrive:

      … con buona pace di chi imputa “furbillerie” ad altri!

      Sbardolini mettiti il cuore in pace.
      In Italia il nucleare si farà.
      Amen

    83. andrea m. scrive:

      X EnricoS
      Grazie per il link.
      Condivido quanto scrivi, ed anche il giudizio sulla “dietrologia” che citi.
      (I francesi si procurerebbero ad arte degli incidenti in casa per danneggiare il programma nucleare Italiano!! d e m e z i a l e)

    84. Renzo Riva scrive:

      È demenziale pensare che negli anni scorsi non sia accaduto mai niente ed oggi i giornali ti sbattono in prima pagina anche la notizia che Mme Sarkozy ha le mestruazioni.
      Non è dietroligia bensì concatenazione logica nel registrare gli eventi.

    85. Egisto scrive:

      Questo non corrisponde a verità: delle quattro centrali nucleari italiane all’epoca dei referendum, solo una, quella di Caorso,
      Caro Andrea,
      dici delle mezze verità che sono in realtà intere menzogne. Nessuna centrale nucleare è stata chiusa per gli effetti legislativi dei referendum. I referendum in Italia sono abrogativi di Leggi e non servono a chiudere centrali elettriche o industrie di alcun tipo. I referendum hanno invece importanti effetti politici e tra questi vi è stato la chiusura di Caorso, Latina e Trino (queste ultime due avrebbero comunque avuto una vita residua di alcuni anni). La centrale di Montalto (ben 2 GW di potenza) era in fase avanzata di costruzione ed è stata abbandonata con un enorme costo per la collettività. La centrale di Trino 2 era in fase avanzata di pianificazione. Il PEN prevedeva 12.000 MW di nucleare.
      Sul fatto che gli ambientalisti abbiano avuto un ruolo secondario siamo d’accordo, ma senza referendum la centrali di montalto sarebbe lì a produrre energia pulita a basso costo (e forse non avremmo la vicina centrale a carbone, inaugurata ieri).
      Uno inseriva una moratoria di cinque anni sulle nuove costruzioni,
      Nessun referendum avrebbe potuto fare ciò: si abolivano gli incentivi ai comuni, gli accordi all’estero dell’ENEL e la possibilità di decidere dove realizzare le centrali.Anche qua ho l’impressione che ti ricordi solo quello che ti fa comodo…

      Il tuo ragionamento è poi esclusivamente ideologico, Berlusconi o non Berlusconi, l’energia elettrica ci servirà comunque. E poi perché visto il livello morale del nostro paese non dovremmo chiudere anche gli impianti chimici, svuotare i bacini idroelettrici, eliminare i rigassificatori, ecc… ?
      E cosa ti fa pensare che l’Italia se non è in grado secondo te di realizzare un programma nucleare potrebbe realizzare un programma solare (che se gestito male potrebbe avere come conseguenze nel migliore dei casi un enorme sperpero di denaro pubblico, nel peggiore effetti disastrosi sulla fornitura di energia elettrica e di conseguenza sulla vita civile)?
      E perché mai l’unica fonte di energia dovrebbe essere il sole? Non ti viene in mente che forse anche nel futuro l’energia verrà da un mix di fonti (nucleare, solare in senso lato, fossili)?
      Il tuo discorso sulla decrescita indolore è poi un capolavoro di ipocrisia… noi manteniamo il nostro tenore di vita, riducendo leggermente i nostri consumi (senza esagerare troppo se no li senti tu i referenti politici di Legambiente!!!) e nel frattempo diciamo ai paesi in via di sviluppo che non possono usare il nucleare perché potrebbero farsi le bombe e perché non piace agli ambientalisti occidentali, il carbone perché c’è Kyoto, l’idroelettrico no per tutelare l’ambiente africano, il gas neppure perché ce lo puppiamo tutto noi e le navi preferiscono attraccare ai rigassificatori toscani benedetti dalla bandiera del cigno, e loro devono usare sole e vento, tanto costosi quanto inefficienti togliendogli qualsiasi possibilità di sviluppo economico. Sinistra a chiacchiere, destra e razzismo nelle conseguenze.

    86. Wil scrive:

      lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200807articoli/352...

      Sarebbe questa la classe dirigente efficiente e lungimirante che si occuperà della rinascita nucleare in Italia? Ma per favore, l’ignoranza di Scajola, sommata alla scarsa lungimiranza sulle nuove tecnologie in Italia, ci apre davanti agli occhi uno scenario desolante.

      Almeno imparassimo a COPIARE (un tempo copiavano noi) …

    87. andrea m scrive:

      Egisto scrive:
      Nessun referendum avrebbe potuto fare ciò: si abolivano gli incentivi ai comuni, gli accordi all’estero dell’ENEL e la possibilità di decidere dove realizzare le centrali.Anche qua ho l’impressione che ti ricordi solo quello che ti fa comodo…

      DA Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Abbandono_dell%27energia_nucleare#Ital...

      ” la moratoria su questo punto, inizialmente valida dal 1988 al 1993 è stata prolungata a tempo indeterminato. Il risultato del referendum infatti è stato interpretato come una volontà di chiudere le centrali nucleari e di fermare gli investimenti in tal senso (non di vietare l’atomo e la ricerca).”

      Sul resto non replico, non mi interessano i battibecchi.

    88. Wil scrive:

      Caro Renzo Riva,

      si metta pure il cuore in pace, perchè il Nucleare su suolo italiano è un incubo che resterà tale, per fortuna.

      Risorse, classe dirigente, contrarietà popolare, desiderio di innovazione e direzionamento verso energie pulite, faranno si che si continui ad importare la maggior parte dell’energia dall’estero.

      Tutto questo mentre alcune realtà europee (nonostante il nucleare), ci surclassino per quel che riguarda Sviluppo e Risorse dedicate allo sviluppo delle Alternative.

      Lo so che posso sembrare ottuso ed incapace ad analizzare coerentemente un problema, ma chiamare il Nucleare “Energia Pulita” è una bestemmia inaudita. Le energie pulite sono altre, e chi si sta muovendo da anni in quella direzione in maniera concreta e ben studiata, sta avendo benefici notevoli, economici, ambientali, e non meno importante sociali: l’immagine di un paese che dedica una fetta importante del pil alla ricerca, attrae investimenti, attira studiosi, crea un circolo virtuoso che innalza il Paese stesso.

      Chiamateli sogni, e forse per l’Italia tali rimarranno, ma è possibile un futuro senza Petrolio, Rigassificatori, “Termovalorizzatori”(il termine fa ridere), Carbonfossile, Nucleare.

    89. Renzo Riva scrive:

      Sul resto non replico, non mi interessano i battibecchi.

      Egisto non perdere tempo! A meno che per te non sia un esercizio.

      I Radicali Italiani in teoria hanno ragione;
      in pratica hanno combinato solo disastri: nucleari.

      Mandi,
      Renzo Riva

    90. Egisto scrive:

      Caro Andrea,

      sinceramente non capisco la logica. Tu hai sostenuto che un referendum prevedeva una moratoria e questo non è vero, come si può capire dalla pagina di Wikipedia (peraltro poco chiara: cosa intenderanno dire con “il referendum non voleva vietare l’atomo”? sarebbe stato curioso un referendum contro gli atomi…). poi si può far finta che Montalto non esista, ma le conseguenze continuiamo a pagarle. E non è per nulla scontato che Latina e Trino chiudessero, visto che potevano benissimo ricevere un’estensione della vita operativa. Ricordiamo anche il Cirene? completato e mai avviato per l’effetto referendum.

    91. Edoardo scrive:

      la moratoria su questo punto, inizialmente valida dal 1988 al 1993 è stata prolungata a tempo indeterminato. Il risultato del referendum infatti è stato interpretato come una volontà di chiudere le centrali nucleari e di fermare gli investimenti in tal senso (non di vietare l’atomo)

      L’art. 75 della Costituzione Italiana afferma quello che dice Egisto: i referendum non possono, ad esempio, porre fine a trattati o accordi internazionali e, negli anni ‘50, l’Italia (Trattato di Roma) si era impegnata a sviluppare un’industria nucleare civile. (Ah, siamo ancora membri dell’Euratom! E paghiamo per esserlo!)
      il voler interpretare come una volontà di chiudere le centrali nucleari e di fermare gli investimenti in tal senso è stata solo un stupida decisione politica del Sor Bettino (buon’anima) e compagnia (Martelli) seguita poi dai peggio democristiani (De Mita, Andreotti).
      Su Wikipedia (da sempre antinucleare) non si trova quest’articolo del Corriere (non de Il Giornale)

      archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/07/gas_uccise_atomo_...

      Continuare a dire che il nucleare è stato fermato per una scelta del popolo è la solita fesseria dietro la quale si nasconde un’ideologia ormai alla fine.

    92. Renzo Riva scrive:

      Edoardo ha in parte ragione.

      Furono Martelli, Di Donato e altri a strattonare per la giscchetta Craxi.
      Craxi cercò di salvare capre e cavoli con l’escamotage della moratoria.
      L’errore fatale fu la decisione di chiudere Caorso e Trino.

      Martelli ne porta la maggiore responsabilità nel voler inseguire l’elettorato dei Verdastri dopo vari viaggi e contatti con i Grüne tedeschi.

      Certo che al tempo i Democristiani e i Comunisti non scherzavano nemmeno loro, foraggiati chi dalle sette sorelle chi da altre potenze straniere nemiche.

      Mi ricordo bene quando in campagna referendaria del 1987 ammonivo a non esportare le nostre contraddizioni all’estero: comprare dall’estero l’energia prodotta col nucleare.

    93. andrea m. scrive:

      Continuare a dire che il nucleare è stato fermato per una scelta del popolo è la solita fesseria dietro la quale si nasconde un’ideologia ormai alla fine.

      X Edoardo
      se ti fossi dato la pena di leggere anche i post precedenti, forse ti saresti accorto che almeno su questo siamo d’accordo

    94. andrea m. scrive:

      x Egisto
      sui referendum hai ragione tu, la moratoria è stato un atto di governo e non un esito referendario.
      È un imprecisione che che non sposta di nulla il senso del mio discorso, Ricordi ? si parlava del mancato accantonamento delle risorse necessarie al decommissioning delle quattro centrali italiane e tu attribuivi questo all’esito referendario.
      Visto che nessuna centrale è stata chiusa per imposizione referendaria il mancato accantonamento non è giustificato da altro che dalla gestione allegra della cosa pubblica praticata dai governi di questo paese ed in particolare da quello Craxi.

    95. Edoardo scrive:

      se ti fossi dato la pena di leggere anche i post precedenti, forse ti saresti accorto che almeno su questo siamo d’accordo

      Si, lo so. Ma, prendendo spunto dal tuo post, mi riferivo ad altri (anche su altri forum) che affermavo che il referendum dell’87 fu una vittoria del cittadino comune.

    96. Egisto scrive:

      Caro Andrea,
      continui a fare orecchie da mercante e ad attaccarti a formalismi retorici. Dire che dal punto di vista legale non c’era nessun obbligo di chiudere le centrali e a costruirne altre è verissimo. Che il referendum sia stata l’unica causa dello smantellamento del nucleare italiano non lo sostiene nessuno: diciamo che è stata la scusa a cui altri poteri forti si sono aggrappati per fare i propri interessi. Ma se il risultato del referendum fosse stato diverso nessuno si sarebbe potuto aggrappare ad un presunto consenso popolare per fare i propri interessi. E di questo ha responsabilità chi ha incitato ha votare si al referendum.
      Poi se ci fosse stato un governo responsabile sarebbe successo come in Svezia dove fu fatto un referendum (che non prevedeva tra le scelte il sì al nucleare ma dove ha vinto l’opposizione più soft) dove non si sono chiuse le centrali ma si è scelto di uscire dal nucleare quando fosse stato possibile (ovvero, probabilmente, mai) e dove il 50% dell’elettricità è tuttora nucleare.
      Riguardo al decommissioning con la chiusura del nucleare ci si è preclusa la possibilità di far pagare le spese nell’unico modo equo ovvero accollandole a chi guadagna dall’elettricità prodotta. Questa è l’unica cosa che conta. Le spese sono state trasferite alla collettività senza che di questo chi votava fosse informato (ma rimane comunque il problema minore rispetto a tutti i guai che tale scelta ci ha procurato).

    97. Renzo Riva scrive:

      Edoardo scrive:
      1 Agosto 2008 alle 09:58

      Si, lo so. Ma, prendendo spunto dal tuo post, mi riferivo ad altri (anche su altri forum) che affermavo che il referendum dell’87 fu una vittoria del cittadino comune.

      A ben vedere una vittoria alla Pirro.

      Una fine da cornuti e mazziati.

      Ovvero le scelte “progressiste” del popolo italiota.

      Mandi,
      Renzo Riva

    98. andrea m scrive:

      Egisto scrive:
      Caro Andrea,
      continui a fare orecchie da mercante e ad attaccarti a formalismi retorici.

      Ormai ho capito, quando cominci con “Caro …” è perché stai per menare un fendente.

      Ma non capisco su cosa farei orecchie da mercante.
      Quello che volevo affermare è che indipendentemente dalle scelte emotive del referendum, la nostra classe politica, da Craxi fino ai giorni nostri si è dimostrata del tutto incapace di gestire una faccenda delicata come l’energia atomica. e dai tuoi commenti non mi sembri poi tanto lontano dalle mie posizioni.

    99. Pietruccio scrive:

      x Wil del 27.07.2008

      “…In Spagna la copertura Verde si aggira attorno al 30%, ed in alcuni periodi supera quella del Nucleare…”

      http://www.ree.es/
      ree.es/sistema_electrico/pdf/infosis/Inf_Sis_Elec_REE_2007.p...

      Produzione totale in Spagna
      271 TWh/anno
      di cui 55 TWh col nucleare (20%)
      e 36 TWh le rinnovabili tutte insieme (13%)
      quasi per intero eolico che da solo fornisce 27 TWh (10%)
      mentre l’idroelettrico solo 4 TWh (1.5%)

      Notare che la potenza nucleare è 7.7 GW
      mentre l’eolico ha una potenza installata di 13.9 GW
      e quindi le pale “lavorano” per circa 2000 ore all’anno

      In questo momento l’eolico sta producendo
      il 6% della domanda
      corrispondente al 15% della sua potenzialità

      La Spagna si vanta della prima centrale solare termodinamica
      energoclub.it/doceboCms/news/3_476/152/La_Spagna_leader_nell...
      “Si tratta della PS10, La Scossa, il cui costo complessivo è di 35 milioni di euro ed ha una potenza di 11 MWp, occupa 60 ettari di terreno e secondo le previsioni produrrà 23 GWh/anno per un costo di circa 0,1 euro per kWh prodotto. Un risultato interessante - se si considera che i migliori sistemi fotovoltaici attuali producono energia a non meno di 0,23 €/kWh – che si avvicina significativamente ai costi dell’energia prodotta dagli impianti a combustibili fossili (circa 0,06€/kWh).

      Quindi

      11 MWp per 60 ettari -> 11000 kWp per 60 00 00 mq = 54 mq/kWp
      35 milioni € per 11 MWp -> 3 milioni/MWp = 3000€/kWp

      Direi che sono numeri che parlano da soli e mostrano che quello che sostieni sono sogni.

    100. Pietruccio scrive:

      x Andrea

      “…Piuttosto inquietante la rappresentazione che fai, tanto più che nel frequentare questo sito mi sento sempre un po’ assediato e sono sicuro che molti tra voi sarebbero in prima fila ad aizzare la folla…”

      Lungi da me l’idea di fare discorsi “minacciosi”. E’ che lavorando per privati, gente comune, so che faccia fanno quando anche solo qualcosina non va. Qui, sull’energia, la situazione è paradossale: nel proporgli la rinuncia al nucleare e la “fattibilità” di un Italia che va a rinnovabili e “risparmio” non gli state dando nemmeno lontanamente l’idea di cosa li aspetta (diciamo, a spanne, tanto carbone e dimezzamento dei consumi, inflazione e prezzi astronomici, limitazione dei trasporti, energia elettrica intermittente, economia stagnante, ecc…). Secondo un sondaggio, su Repubblica, risulta che sì la gente vuole le rinnovabili e NIMBY vari, ma quando sente parlare di risparmio energetico pensa che si debbano ridurre un po’ le temperature in casa d’inverno e un pelino meno di condizionatori d’estate, con qualche costo in più per i viaggi. Gli “ambientalisti” dovrebbero raccontarla giusta, perchè non è uno scherzo, e non so come andrà a finire perchè la fornitura di petrolio e gas è instabile e non possiamo avere una dipendenza di questo genere da queste due fonti (78%).

      Riguardo all’”assedio”, non credo che sia giustificato, in fondo si discute un po’, da posizioni diverse, tutto lì. Certe reazioni, all’inizio, direi che te le sei cercate, buttandola, senza motivo, sulla politica (il “nucleare è di destra”).

    101. Egisto scrive:

      Pietruccio, devo correggerti l’idro in Spagna ha prodotto 26 Twh… a cui però devi togliere 4 Twh di consumi per i pompaggi.

      Poi volevo farti notare un’altra cosa:

      Nel 2007 hanno installato il doppio di gas a ciclo combinato che eolico… questo però quelli che li presentano come modello si dimenticano di dirlo.

      E dal 90 hanno aumentato del 50% le emissioni di CO2 alla faccia di Kyoto!!!

    102. Renzo Riva scrive:

      Posso inviare quanto pubblicato sul mensile “Alto Friuli” a chi me lo richiede.
      È una mia intervista sul dibattito nucleare.
      Sotto riporto quanto quanto dato come traccia alla giornalista.

      Mandi

      Traccia a disposizione della giornalista Paola Treppo per un articolo da pubblicarsi su “Il Gazzettino”

      Energia, questa sconosciuta

      Nell’anno 2001, dopo varie esperienze lavorative nei Paesi dell’Europa, mulinava nella mia testa una sorta d’allarme per le conseguenze dovute alle scelte, sarebbe meglio dire non scelte, del nostro Paese in campo energetico.
      Scorrendo un’intervista effettuata da Celso Gallina a pre Saverio (Monsignor Saverio Beinat parroco di Avilla di Buja fino alla morte sopraggiunta nell’anno 1997) sulla “Mozione del clero friulano” dell’anno 1967 m’imbattei in una considerazione originata dal seguente passo:

      Da “Mai vé pore di vé coragjo” (poi pubblicata in “Buje pore nuje!”)
      La mozion dai predis furlâns dal 1967
      di Celso Gallina

      Domande - Pre Saverio cemût nassie cheste mozion?
      Rispuéste - Le paternitât ‘e jê di pre Londero. Mi confidave ”Da timp ‘stoi pensant che il prossim an o dovin tornâ a votâ chei ch’e laran al parlament; duc’ i predis, cun a capo il lôr Vescul, ‘e varessin di firmâ une letare pal guviâr di Rome e par chel de Region, dulà che si à di sberlâ che il Friûl, zone depresse, al è plen di miseriis e di dibisugnis».

      Al che semplicemente mi posi questa domanda:
      Qual ise le disbisugne di ué dal Friûl?
      La risposta che mi diedi fu: l’ E N E R G I A

      Oggi sperimentiamo gli effetti del mercato energetico sui nostri stili di vita che consideravamo acquisiti ed intangibili.
      La dissennata politica energetica dei “Verdastri” di produrre il biocarburante (vedasi mia lettera pubblicata da “Il Gazzettino” del Friuli in data martedì 28 Agosto 2007 a pagina XV ed un corsivo sul mensile “Il Piave” del mese di settembre 2007 a pagina 9), ottemperante, al loro dire, di non essere inquinante ci fa oggi sperimentare un aumento dei prezzi dei generi alimentari che prevedo entro un anno potranno essere raddoppiati rispetto al 2007.
      Perché ciò? Semplicemente perché sul mercato vi è una consistente rarefazione delle granaglie causa la nuova domanda che superando l’offerta porta alla rincorsa vertiginosa dei prezzi.
      Inoltre la speculazione sul fronte dei prezzi petroliferi, a mio modo di vedere per mantenere chiuso il coperchio della cloaca dei subprime, ingenera un’ulteriore spinta al rialzo degli stessi perché tutti i beni che noi utilizziamo, prima cosa il cibo per gli umani e gli animali inglobano in sé e per la maggior parte, prezzi energetici e costi finanziari.
      Da molti anni sto conducendo una campagna per il rilancio del nucleare nella veste di responsabile del settore Energia e Ambiente nel Nuovo PSI del FVG e da referente del C.I.R.N. del FVG (Comitato Italiano Rilancio Nucleare).
      Ricordo come fosse oggi quando, in piena campagna referendaria nell’anno 1987, ammonivo gli antinuclearisti a non esportare le nostre contraddizioni.
      Poverini, non capivano che bloccarne la produzione in Italia per poi importare dalle nazioni confinanti energia elettrica prodotta con il nucleare era una scelta schizoide.
      Tant’è oggi siamo giunti al capolinea e dopo avere esaurito tutte le carote ci renderemo conto che ci è rimasto solo il bastone: democraticamente inteso.
      L’ultimo fatto accaduto nella centrale slovena mi dice che bisogna ancora insistere nello sfatare il nucleare come il “male assoluto” che ancora permea alcune frange d’irriducibili.
      Conforta comunque che le ultime elezioni hanno decretato l’espulsione dal parlamento italiano dei massimalisti Verdi e Comunisti, e sia chiaro: per volontà del cittadino-elettore che ne aveva ormai fin sopra la testa del loro no a tutto.
      Dopo alcuni tentennamenti si vede oggi una compagine governativa proiettata alla risoluzione dei troppi problemi accantonati per troppo tempo ed anche le ultime mosse del Presidente della nostra regione Renzo Tondo fanno ben sperare per il futuro. Lo stesso dicasi del suo omologo della regione Veneto, Galan.
      Al rientro dalle ferie nella terza decade di settembre è mia intenzione cominciare una campagna d’informazione; sono in attesa della risposta del prof. Franco Battaglia al riguardo di essere lui il relatore tecnico unico e perciò ho interessato anche l’assessore all’ambiente di Buja, di Forza Italia, dott. Stefano Bergagna che paventa la possibilità di coinvolgere anche il Presidente Tondo.

      Continuo nelle considerazioni ed a ruota libera

      Non c’è domanda più imbarazzante che chiedere oggi a uno scienziato cos’è l’energia.
      Abbiamo acquisito la capacità di utilizzarla e trasformarla degradandola (per il dettame del 1° principio della termodinamica: l’energia si conserva, né si crea né si distrugge) ma di spiegarne la natura intima ancora no.
      Bisogna fare una premessa fondamentale: l’uomo ha sì bisogno dell’energia ma ad una data potenza.
      Pertanto più che d’energia è necessario parlare di potenza.
      Ecco perché il Sole non potrà esserci utile per produrre energia alla potenza necessaria. Pertanto voglio trasmettere un concetto che il prof. Battaglia ha sapientemente saputo infondere con il suo libro “L’illusione dell’energia dal Sole” quando afferma che, dati alla mano e con un po’ d’aritmetica, l’energia del Sole è l’energia del passato; non volendo con questo significare che potremmo fare a meno del Sole ma che dobbiamo rassegnarci al fatto che se un contributo potrà dare alle odierne esigenze energetiche dell’umanità potrà essere solo marginale, irrilevante, insignificante.
      Ciò non significa che non sia lodevole aumentare l’efficienza nell’utilizzo dell’energia stessa ma quando sento parlare di risparmio energetico comincia a ribollirmi il sangue: ma chi può essere oggigiorno così dissennato da sprecare energia e per giunta ai costi attuali?
      Chi propugna la strada del risparmio lo invoca per gli altri e non per sé stesso: vedi i consumi del Lenny italiano fustigatore dei costumi (non i suoi) ovvero il “Beppe nazionale” che risponde al cognome Grillo; per non parlare poi de “er piotta” Paolo Cento che se ne scorazza per Roma con un suv.
      Nel campo dell’efficienza energetica la “Palma d’oro” va all’industriale Giovanni Arvedi presidente dell’omonimo gruppo che tramite la tecnologia Esp (Endless Strip Production) per la produzione di rotoli laminati, detti comunemente “coils”, sviluppata con il partner Siemens, ha tagliato i costi del 30% con un risparmio d’energia fino al 75% per tonnellata prodotta.
      Tutto questo senza un becco d’un quattrino di pubblico denaro.
      Se pensiamo alla follia del conto energia 2 che di fatto regala gli impianti con i soldi d’ignari cittadini supertassati è tutto dire: è come se i possessori della vecchia panda fossero obbligati a finanziare al 100% le voglie di chi per moda vuole dotarsi dell’ultima BMW di grido che può anche darti un passaggio quando a lui comoda e del quale a questo punto non sai cosa fartene.
      Peggio ancora. Dopo che in Italia sarà installata una potenza di 1.000 MW con la tecnologia fotovoltaica allora, e solo allora, qualcuno capirà che non potremmo chiudere un impianto tradizionale di potenza equivalente perché l’energia del sole ha delle pessime/buone abitudini:
      -è intermittente (giorno/notte)
      -è diluita nel tempo
      -è diluita nello spazio
      -è inaffidabile (non sempre il Sole brilla)
      A questo punto aver speso una montagna di soldi per dover poi tenere di riserva al parco del fotovoltaico l’impianto tradizionale è troppo: ça suffit, bestemmierebbero i francesi; loro che hanno un parco nucleare pagato da noi italiani per oltre un terzo con delle bollette salate e che sono elettricamente quasi autosufficienti.
      È pertanto urgente ripartire con il nucleare, per adesso di generazione III+ (3a plus) che può essere operante e dare elettricità 36 mesi dopo l’nizio dei lavori. Se poi la “politica” per decidere il sito in cui collocare alcuni reattori ci mette dieci anni l’opera comunque comporterà sempre 36 mesi per la sua realizzazione e non tredici anni come sostengono alcuni. Saremmo così pronti domani per la quarta e quinta generazione in attesa che il progetto ITER sulla fusione nucleare possa decollare nel giro dei trenta/quaranta anni oggi ipotizzabili.
      Che poi Zapatero voglia chiudere il nucleare in Spagna, perché l’aveva promesso durante la campagna elettorale, è una notizia che mi rallegra. Quando l’economia spagnola subirà i contraccolpi, che già noi abbiamo subito per la scellerata decisione del 1987: perdita di competitività, delocalizzazioni ecc., allora potremo beneficiare delle “stupidaggini” spagnole perché il nostro Paese diverrà più appetibile per gli investitori esteri purché siamo capaci di offrire anche serietà, stabilità, sicurezza e certezza dei costi.

    103. Egisto scrive:

      Quello che volevo affermare è che indipendentemente dalle scelte emotive del referendum, la nostra classe politica, da Craxi fino ai giorni nostri si è dimostrata del tutto incapace di gestire una faccenda delicata come l’energia atomica. e dai tuoi commenti non mi sembri poi tanto lontano dalle mie posizioni.

      E’ vero, un po’ preoccupato lo sono sicuramente. Quando Berlusconi dice che bisogna sfruttare l’energia che viene dalla scissione delle cellule come fai a non esserlo?
      D’altronde il nostro paese manda avanti senza problemi tecnologie delicate quanto il nucleare e ha tecnici competenti. Quello che bisogna costruire è un sistema istituzionale di controllo e autorizzazione serio e su questo bisognerà essere vigilanti… in particolare le associazioni ambientaliste e i cittadini delle zone interessate.
      Spesso si fa riferimento al problema dei rifiuti ma ci si dimentica che è un problema che la maggior parte delle Regioni ha risolto egregiamente. I termovalorizzatori al nord funzionano da almeno 10 anni.

    104. PIMBY scrive:

      Per Egisto

      “E dal 90 hanno aumentato del 50% le emissioni di CO2 alla faccia di Kyoto!!!”

      Purtroppo la Spagna può aumentare le proprie emissioni di gas serra.
      Con il Protocollo di Kyoto i Paesi industrializzati si impegnarono a ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra del 5,2% rispetto al 1990. In particolare, con la decisione 2002/358/CE del Consiglio dell’Unione europea, l’Unione Europea si è data come obiettivo l’8% (6,5% per l’ Italia, 21% per la Germania, 21% per la Danimarca, 12,5% per la Gran Bretagna; 0% per la Francia). La Spagna ha ottenuto di poter aumentare le proprie emissioni del 15%.
      E’ uno strano ambientalismo…

      Please In My Back Yard

    105. andrea m scrive:

      Pietruccio scrive:
      Gli “ambientalisti” dovrebbero raccontarla giusta, perché non è uno scherzo,

      Si, non è uno scherzo, soprattutto perché la maggior parte della gente è in preda ad una bulimia demenziale,
      Come si giustifica altrimenti un aumento annuo di richiesta di elettricità del 2.5% in un paese che è in stagnazione demografica e produttiva da anni?

      Ma non capisco perché ti sembra che il compito d’informare debba ricadere sulle spalle dei soli ambientalisti ?

      Pensi davvero che un massiccio ricorso all’energia nucleare consentirebbe il prosieguo di questo consumismo onnivoro e scervellato?
      davvero credi che sarebbe auspicabile mantenere questo assurdo stile di vita, con le città arroventate dai condizionatori d’aria (+ 6/8°C. nelle metropoli più “Climatizzate”), col traffico ingombrato da inutili SUV e dalle quali fuggire 3 giorni con voli low cost di 10.000 km per andare a passare il Natale ai Caraibi?
      È per consentire questo, che vorresti darti tanto da fare?

      Io credo che il compito d’informare la gente, che questa strada non è più percorribile, dovrebbe essere degli economisti e dei governi, e invece continuano a darci a bere il mito dello sviluppo permanente.

      E poi, che possibilità ho io di “raccontarla giusta” ai telespettatori del Grande fratello o dell’Isola dei famosi?
      Si sveglieranno quando si spegnerà, per blackout, la TV.

      Egisto scrive:
      Quello che bisogna costruire è un sistema istituzionale di controllo e autorizzazione serio e su questo bisognerà essere vigilanti… in particolare le associazioni ambientaliste e i cittadini delle zone interessate.

      Sono commosso, riconosci agli ambientalisti un compito di vigilanza, come fanno le autorità tedesche quando lasciano entrare quelli di Greenpeace sui convogli di scorie a fare verifiche di radioprotezione.
      Sei forte Egisto.

    106. Pietruccio scrive:

      x Egisto

      Giusto. Grazie.
      Sai mica quei 3.965 di Regimen especial - Hidraulica cosa sono?

      Riporto la tebellina aggiornata

      Produzione totale in Spagna 271 TWh/anno
      di cui 55 TWh col nucleare (20%)
      ciclo combinato 68 TWh (25%)
      e 58 TWh le rinnovabili tutte insieme (21%)
      quasi per intero eolico che da solo fornisce 27 TWh (10%)
      mentre l’idroelettrico 26 TWh (10%)

      Notare che la potenza nucleare è 7.7 GW
      l’idroelettrico 16.7 GW
      ciclo combinato 21.0 GW
      mentre l’eolico ha una potenza installata di 13.9 GW
      e quindi le pale “lavorano” per circa 2000 ore all’anno

      Già che ci siamo a parlare di Spagna
      ec.europa.eu/energy/climate_actions/doc/2008_res_directive_e...
      Quote rinnovabili sull’energia totale
      Spagna
      Realizzate nel 2005 = 8.7%
      Assegnate nel 2020 = 20%

      Perchè ho scritto tutto questo?
      Ma per inquadrare le cose nell’ottica giusta. Se uno legge una pagina come questa

      http://qualenergia.it/view.php?id=248&contenuto=Articolo

      cosa capisce ?
      Che la Spagna va prevalentemente a eolico e che è possibile fare un paese che va solo a rinnovabili. Mentre, se si va a scavare e a leggere i dati in dettaglio, si vede che non è vero.

    107. Pietruccio scrive:

      x Andrea

      Se vai a vedere i miei post, vedrai che non sono affatto per un consumo sfrenato e una bulimia energetica. Dico sempre che per razionalizzare l’uso dell’energia ci vogliono prezzi più alti per il petrolio: l’unico vero incentivo al risparmio energetico.

      Quello che non accetto, negli ambientalisti, è che tutti sostengono e ripetono ossessivamente, come avrai notato se hai letto anche solo i commenti degli ultimi mesi, con leggerezza e irresponsabilità, che si deve rinunciare alla principale fonte alternativa alle fossili (il nucleare) tanto con le nuove rinnovabili si può andare avanti alla grande senza preoccuparsi di quello che farà il petrolio: questo non è vero. Al di là delle discussioni, delle ragioni e di quanto dichiarano i ministri, a oggi, quella degli ambientalisti, è la linea che sta seguendo l’Italia ed è una posizione che può creare grossi danni al nostro paese perchè lo lascia completamente scoperto su questa opzione, senza uno straccio di tecnologia nucleare a cui poter ricorrere in caso di necessità.

    108. Egisto scrive:

      X Pietruccio

      Il regime speciale è qualcosa di simile al nostro CIP6 e comprende biomasse, rifiuti, cogenerazione, ecc… una parte di rinnovabili e una parte no.

      X Andrea

      Il tuo discorso sul risparmio energetico non fa una piega e lo spreco di energia è un crimine. Tuttavia concordo con Petruccio che l’unico modo per ottenerlo è che l’energia costi tanto. Poi dobbiamo pensare che non siamo soli e che India, Cina, e, speriamo il prima possibile, l’Africa dovranno raggiungere un livello di consumi di energia che gli permetta uno stile di vita comparabile al nostro. Quindi il nostro è un impegno più che altro simbolico.

    109. Renzo Riva scrive:

      Egisto,
      Stai sbagliando.
      Guai se l’energia costa tanto.
      Il vero problema è come produrne in quantità abbondante e a basso costo.
      Altrimenti son dolori: per tutti.
      Tu saresti disponibile a regredire nella tua aspettativa di vita?
      Questo accadrebbe con la tua ricetta.
      È stata la possibilità di avere energia abbondante e disponibile che ci ha consentito di raggiungere quella civiltà e benessere che oggi conosciamo.
      Altrimenti, per dirla come il prof. Battaglia, bisogna che 6 miliardi di noi si affrettino a passare a miglior vita il più presto possibile.
      Se mi fai avere un recapito mail vorrei inviarti la presentazione in .ppt del prof. Battaglia; consta di 40 slides.

      Mandi

    110. Edoardo scrive:

      Sono commosso, riconosci agli ambientalisti un compito di vigilanza, come fanno le autorità tedesche quando lasciano entrare quelli di Greenpeace sui convogli di scorie a fare verifiche di radioprotezione.

      Gli ambientalisti devono però essere coerenti e non prevenuti. Mi spiego: quando Lovelock, fondatore di Greenpaeace ed acerrimo nemico del nucleare fino a qualche tempo fa, quando fu invitato a visitare vari siti nucleari (non solo centrali ma anche depositi di superficie es. Sellafield in Inghilterra, ed al riguardo ci fu anche un articolo del Times) e a fare egli stesso dei controlli, dopo aver rilevato con apparecchi ed altro che i rischi non c’erano o erano irrilevanti si è, da persona onesta, ricreduto tanto da diventare egli stesso un fautore dell’energia nucleare.
      un fautore dell’energia nucleare.

    111. Egisto scrive:

      Edoardo,
      fai un po’ di confusione. Il fondatore di Greenpeace è Peter Moore. Il prof. Lovelock non è per nulla un convertito all’energia nucleare: è sempre stato favorevole pur essendo uno dei padri dell’ambientalismo.

    112. andrea m. scrive:

      Egisto scrive:
      Poi dobbiamo pensare che non siamo soli e che India, Cina, e, speriamo il prima possibile, l’Africa dovranno raggiungere un livello di consumi di energia che gli permetta uno stile di vita comparabile al nostro. Quindi il nostro è un impegno più che altro simbolico.

      Si, hai ragione, ma dovremo incontrarci a metà strada, perché non è ipotizzabile un mondo dove 10 miliardi di individui vadano in aereo a passare le ferie all’estero, o in viaggio di nozze a Venezia, dove circolino 6 miliardi di autovetture, dove tutti mangino carne due volte al giorno.
      Di questo bisogna essere consapevoli.
      Finora il 20% della popolazione consumava l’80% delle risorse (a spanne) neanche con 10.000 centrali in funzione saremmo in grado di garantire l’accesso a tutti a quello stile di vita.
      Poi non raccontiamoci favole, malgrado non si faccia che parlare del miracolo economico dell’India, quel paese non sta conoscendo un complessivo miglioramento delle condizioni di vita, sta solo riproducendo su scala nazionale quello che finora subiva su scala mondiale, ed un manipolo di imprenditori, tecnici, informatici sta accrescendo il suo benessere e la capacità produttiva del paese a scapito della gran massa delle popolazioni rurali che conoscono una miseria di molto peggiore di quella dei tempi del colonialismo ( si parla di 830 milioni di persone che vivono con meno di mezzo dollaro al giorno !)
      Ho seguito una interessante puntata di Radio3mondo su questo argomento che è ancora ascoltabile sul sito, su alcuni moti contadini nel bengala:radio.rai.it/radio3/radiotremondo/view.cfm?Q_EV_ID=258146

    113. andrea m. scrive:

      qui http://vidslib.com/index.php?view=593700 è anche possibile vedere un documentario amatoriale realizzato da Piero Pagliani, un matematico di passaggio a Calcutta al momento delle insurrezioni.

    114. Edoardo scrive:

      Per Egisto:

      Vero, hai ragione. Sono andato a ricontrollare ed effettivamente mi ero sbagliato.

      Saluti.

    115. andrea m. scrive:

      X Edoardo
      Anche io, nel mio piccolo, devo fare qualche realistica ammissione, quando sono entrato in questo blog l’ho fatto con un notevole bagaglio di pregiudizi.
      ed ho scritto qualche sonora castroneria.
      Mi sto ricredendo su molti argomenti,
      Intendiamoci, la conversione non è in agenda e la lista dei “distinguo” ancora lunghissima, ma avendo rinunciato alle posizioni pregiudiziali …

    116. Renzo Riva scrive:

      La povertà dell’80% della popolazione mondiale non è conseguenza del benessere degli altri 20% ma del grado di civiltà e dell’organizzazione sociale.
      La scienza non può essere misurata con il concetto di democrazia.
      Anche il Sole si fa le pippe con la democrazia.
      Tant’è vero che all’equatore e prodigo (democratico?) ed ai poli è micragnoso (dittatore?).
      La differenza tra benessere e privazione?
      La possibilità di produrre e consumare energia! Abbondante ed a basso costo.
      Tant’è che sperimentiamo, per la prima volta dal dopoguerra, in l’Italia un’economia da privazione che se non ha ancora toccato i consumi basilari, di sussistenza, poco ci manca e perché?
      Perché i nostri prezzi energetici sono maggiori del 30%÷40% rispetto ai nostri partner, e concorrenti, europei.
      Il consumo d’energia a cranio è direttamente proporzionale al grado di benessere.

      Mandi

    117. Pietruccio scrive:

      x Andrea

      Vedo che ci sono diversi punti di convergenza, e non avevo dubbi. Credo che se si cerca di ragionare in modo da tenerci lontani, per quanto possibile, dai pregiudizi, l’analisi della situazione non può risultare troppo diversa. In particolare la situazione mondiale mi preoccupa parecchio, questa incapacità di organizzarci, di darci un equilibrio fra risorse, necessità e sviluppo economico e demografico…

      Ricordo i dati dell’articolo delle scienze Novembre 2007 di Per Pinstrup e Fuzhi Cheng che fa notare come la denutrizione (il 18% dei denutriti sono bambini sotto i 5 anni pari a circa 150 milioni) colpisca
      - 820 milioni nei paesi in via di sviluppo
      - 25 milioni nei paesi in transizione (ex unione sovietica)
      - e addirittura 9 milioni nei paesi industrializzati (che come si vede tanto avanzati non sono, almeno dal mio punto di vista)

      Inoltre dai dati FAO (citati dall’articolo) ogni anno 12 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono per cause legate alla denutrizione e mezzo milione di bambini diventano parzialmente o totalmente ciechi per effetto della carenza di vitamina A.

      Possiamo chiamarlo progresso? Io direi di no. Direi che siamo in balia di eventi e sistemi, politici ed economici, che, come umanità, non controlliamo, perchè non credo che nessuno, per quanto cinico ed egoista, possa volere qualcosa del genere, oltretutto a fronte di un problema complessivo di sovrapproduzione alimentare. Dal mio punto di vista (so che è poco condiviso), se alziamo appena un po’ gli occhi sopra l’orizzonte per guardarci intorno, emergono, in tutta la loro disarmante evidenza, i limiti abissali in cui ci avvitiamo.

      Tornando coi piedi per terra (questo non è un sito di politica altrimenti avrei da continuare per ore), ritengo che qui in Italia, una seria posizione ambientalista dovrebbe darsi da fare per pretendere la più totale e completa trasparenza, non solo nella gestione della cosa pubblica, ma anche su quelle attività e quegli aspetti, magari gestiti da privati, che hanno rilevanza per la sicurezza e l’interesse della popolazione. Ad esempio, sul nucleare, non trovo che sia corretto che venga lasciata all’iniziativa dei dirigenti delle aziende, o degli enti di controllo, la responsabilità di decidere se quando e quanto informare i media di un evento, di un guasto o di un incidente. Dovrebbero essere stabilite per legge le modalità, i tempi e i ruoli che garantiscano la trasparenza totale. Lo stesso dovrebbe valere, naturalmente, per ogni altra attività, tipo gli scandali sugli alimentari dove invece mi risulta (correggetemi se sbaglio) che di recente (governo precedente, quello coi verdi!!!) sia stata approvata una legge che impedisce ai giornalisti di diffondere informazioni in tal senso, anche se vere.

      Quindi il fatto che ci sia, all’interno della popolazione, chi si preoccupa dell’ambiente (ambientalisti) è estremamente positivo, direi necessario, ma andrebbe fatto nel modo giusto (pretendere regole, controlli, informazioni e trasparenza) senza farsi intortare da scienziati di vario genere e tipo che, in un mondo come questo, non sono certo fuori dai giochi. La cosa andrebbe gestita, anche, senza farsi prendere da smanie di rivincita sociale (io credo che ci sia anche una componente non indifferente di tipo psicologico nel fatto che alcune persone cercano di bloccare il lavoro di altre). Sarebbe necessaria trasparenza anche nella gestione degli ambientalisti, perchè non si può neanche dare a qualcuno, che non sia soggetto né a controlli, né a consenso, né a responsabilità, una specie di “diritto di veto” che, non ci vuole molto, troverebbe facilmente la possibilità di “farlo fruttare” a dovere.

    118. andrea m. scrive:

      Renzo Riva srive:
      Anche il Sole si fa le pippe con la democrazia.
      Tant’è vero che all’equatore e prodigo (democratico?) ed ai poli è micragnoso (dittatore?).

      Ovvio che la natura se ne freghi delle forme di convivenza sociale che l’Umanità cerca di darsi, ma questo cosa dimostra?

      La scienza non può essere misurata con il concetto di democrazia

      La scienza è un utensile, l’uso che se ne fa è conseguente a scelte politiche, la politica poi ne influenza anche l’indirizzo, finanziando certe ricerche e non altre.


      Tant’è che sperimentiamo, per la prima volta dal dopoguerra, in l’Italia un’economia da privazione che se non ha ancora toccato i consumi basilari, di sussistenza, poco ci manca e perché?
      Perché i nostri prezzi energetici sono maggiori del 30%÷40% rispetto ai nostri partner, e concorrenti, europei.

      Come scrive Pietruccio anche nei paesi occidentali ci sono fasce della popolazione che cominciano a soffrire la fame, e non in Italia, dove tutto sommato ancora ci teniamo a galla,
      Questo è legato anche all’aumento del petrolio, che sospinge la produzione agricola verso i biocarburanti, ma è soprattutto legato alla crescente diseguaglianza nella distribuzione delle ricchezze, e questo dovrebbe essere chiaro ad uno che, come Lei, si fregia (e non me ne spiego francamente il motivo) dell’appellativo di “Socialista”

    119. andrea m. scrive:

      Pietruccio scrive:
      Possiamo chiamarlo progresso? Io direi di no. Direi che siamo in balia di eventi e sistemi, politici ed economici, che, come umanità, non controlliamo, perchè non credo che nessuno, per quanto cinico ed egoista, possa volere qualcosa del genere,

      Nessuno lo vuole esplicitamente, ma abbiamo quasi del tutto smantellato gli Stati Sovrani, che hanno abdicato alla legge del mercato ed alla globalizzazione
      Ora il governo del pianeta ce l’hanno le grandi multinazionali, con il loro bilanci faraonici e la loro organizzazione sovranazionale.
      Il problema è che non si può nemmeno sperare nella bonomia di qualche padrone illuminato, esse sono governate da manager che rispondono solo al consiglio d’amministrazione ed agli azionisti, e questi guardano solo alle quotazione delle loro azioni in borsa.
      La responsabilità così è frazionata, e nessuno si sente minimamente responsabile se, per ottenere questi successi, si ruba terra fertile ai contadini del Bengala, o se si seccano le loro falde nell’Arda Pradesh per produrre bibite gassate.

    120. Egisto scrive:

      Caro Andrea,
      ma era realmente meglio quando il potere era agli stati sovrani? pensa ai disastri creati dal nazionalismo negli ultimi cent’anni… due guerre mondiali, la bomba atomica, la guerra fredda, ecc…
      Le grandi multinazionali esistono solo per soddisfare i nostri bisogni. Vogliamo prodotti belli e a poco prezzo e loro ce li danno e lo fanno in maniera efficientissima. Trovo le filippiche contro le multinazionali un po’ pretestuose. Le multinazionali siamo noi quando andiamo al supermercato o a fare il pieno della macchina, o semplicemente quando accendiamo una lampadina.

    121. Renzo Riva scrive:

      Andrea,
      “Socialista” e se vuoi aggiungo anche “riformatore”.
      Ovvio perciò “non comunista”.

      Vedi stabilizzazione precari Asu a Palermo in Sicilia a spese dello Stato, 55 milioni di euri, in una regione speciale e autonoma, super-clientelare che non versa una lira alle casse statali ma anzi riceve anche altri finanziamenti.
      33.000 forestali anche se parte a contratto agricolo-forestale che poi dà diritto alla CIG per i mesi restanti.
      I leghisti dov’erano?
      Il nuovo federalismo bossiano serve a spostare le tangenti in periferia: vedi vicenda Del Turco (progressista sinistroso del PD) e la voragine dei conti in rosso alla sanità.

      Basta!

      Sono stato sufficientemente chiaro?

      Mandi

    122. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Renzo Riva
      è stato modificato l’ intervento del 5 Agosto 2008 alle 13:14

      per favore si possono esprimere gli stessi concetti usando termini meno volgari.
      In questo modo si evita anche di urtare la sensibilità altrui.

      Si confida in tutti voi. Grazie.

    123. andrea m. scrive:

      Vedi Egisto,
      il problema con le multinazionali sta nel fatto che agiscono nel esclusivo interesse dei loro azionisti, e sulle loro scelte noi (popolo) non abbiamo alcun potere di controllo.
      Non rimpiango la monarchia Sabauda ( responsabile di almeno due degli eventi di cui parli), ma preferirei che un governo eletto alle urne avesse il potere di stabilire quello che possono fare o meno nel paese di sua pertinenza.
      Cosa che non avviene ormai più da nessuna parte, ovunque governanti corrotti cedono alle loro blandizie invece di difendere gli interessi dei loro elettori.
      Non so che tipo di consumatore sei tu, ma io vigilo molto sugli artefici di un prodotto prima di acquistarlo, e da anni perseguo consumi etici e minimali, certo la strada è lunga e piena di trabocchetti e per certi prodotti ci si deve arrendere a compromessi, ma posso affermare che dell’esistenza di molte di esse potrei fare tranquillamente a meno.

      PS. Anche se sembri essere una brava persona, devo dirti che questo vizio che hai di dare dell’ipocrita e del “pretestuoso” al tuo interlocutore senza avere informazioni specifiche delle sue scelte di vita, è molto scorretto e superficiale,
      Io sono una persona ben definita, e non lo stereotipo del “ambientalista” che alberga nella tua mente, dovresti concedermi almeno il beneficio del dubbio.

    124. Edoardo scrive:

      Non so che tipo di consumatore sei tu, ma io vigilo molto sugli artefici di un prodotto prima di acquistarlo, e da anni perseguo consumi etici e minimali

      Non è che ti complichi la vita… tanto le multinazionali riescono sempre a farla franca. E poi se il prodotto è buono…

    125. Egisto scrive:

      Caro Andrea,

      non ti conosco, ma non ho dubbi che tu viva davvero secondo i tuoi principi. Quando parlo di ipocriti e ragionamenti pretestuosi non mi riferisco a te ma al mondo ambientalista e ai suoi rappresentanti. Vedi ad esempio la decrescita felice di Alfonso Pecoraro Scanio:

      gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/08/07/grand-h...

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