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Una ricerca italiana: le reazioni piezonucleari da pressione ultrasonica

4 Luglio 2008 di Amministratore

Oggi approfondiamo un argomento (segnalatoci un po’ di tempo fa da un lettore) relativo ad una ricerca eseguita in Italia e condotta in particolare dai due fisici italiani Fabio Cardone e Roberto Mignani: le reazioni piezonucleari da pressione ultrasonica (reazioni nucleari prodotte con il suono in elementi senza radioattività).

Prima di parlarne abbiamo cercato di contattare il Prof. Fabio Cardone e il prof. Roberto Mignani, i quali gentilmente hanno risposto dandoci i giusti riferimenti in modo da cercare di dar vita ad un articolo certamente non esaustivo ma comunque che potesse essere un buon punto di partenza per conoscere ed approfondire l’ argomento.
Abbiamo anche contattato il Signor Marco Curione che ha avuto l’ idea di raccogliere e rendere disponibile molto materiale su tali ricerche.

La scoperta è avvenuta intorno al 2004, nel periodo in cui a capo del CNR si trovava Fabio Pistella.
Le ricerche sono state eseguite dal 2003 al 2007 presso laboratori sia civili sia militari, con la collaborazione dei ricercatori civili G. Cherubini, A. Petrucci, F. Rosetto, G. Spera e dei tecnici militari A. Aracu, A. Bellitto, F. Contalbo, P. Muraglia.
I brevetti sono attualmente detenuti dal CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) e l’ Ansaldo Nucleare sarebbe al momento molto interessata allo sfruttamento su scala industriale di quanto scoperto.

Riportiamo quanto scrittoci via mail dal prof. Roberto Mignani in modo da rendere sinteticamente inquadrabile l’ ambito di queste ricerche:

“Gli ultrasuoni possono produrre nei liquidi reazioni nucleari. Questo in sintesi il risultato delle ricerche, sia teoriche che sperimentali, condotte nell’ ultimo decennio dai fisici Fabio Cardone del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Roberto Mignani dell’ Università “Roma Treâ€.
In particolare, gli esperimenti effettuati (in collaborazione con i fisici Walter Perconti, Andrea Petrucci e Giovanni Cherubini e dei chimici Francesca Rosetto e Guido Spera) hanno mostrato che in acqua irraggiata con ultrasuoni di opportuna potenza e frequenza si verificano trasmutazioni di elementi, sia stabili che instabili, ed è possibile produrre elementi non presenti in natura come l’ Europio. Tali processi avvengono apparentemente con emissione di neutroni. La produzione di neutroni è stata esplicitamente riscontrata nell’ irraggiamento ultrasonico di soluzioni contenenti sali di ferro. L’ emissione di neutroni è una chiara marcatura delle reazioni nucleari, che, causa il loro innesco ad opera di onde di pressione, sono state denominate reazioni piezonucleari. Il fenomeno è riproducibile e in buona misura controllabile, mostra un comportamento a soglia nell’ energia fornita al liquido dagli ultrasuoni, e ha luogo senza produrre scorie radioattive.
Il meccanismo teorico proposto da Cardone e Mignani per spiegare i processi piezonucleari è il seguente. Sotto opportune condizioni di potenza e frequenza, gli ultrasuoni producono nei liquidi il processo di cavitazione, ovvero la formazione di bolle di gas che successivamente implodono. A causa della tensione superficiale, gli atomi degli elementi presenti nel liquido rimangono intrappolati sulla superficie della bolla. Quando questa implode, gli atomi sono forzati ad avvicinarsi superando la barriera colombiana, e i loro nuclei si fondono. In altri termini, le superfici delle bolle prodotte dalla cavitazione si comportano come tanti acceleratori inerziali.
Le reazioni piezonucleari producono energia, com’è evidenziato dalla consistente evaporazione delle soluzioni, e, come già sottolineato, non danno luogo a scorie radioattive in quanto impiegano “combustibile†stabile. Inoltre, un esperimento effettuato irradiando con ultrasuoni una soluzione contenente torio ha mostrato un dimezzamento della vita media del torio e quindi un’ accelerazione del suo decadimento. Ciò implica che le reazioni piezonucleari possono svolgere un ruolo anche nello smaltimento delle scorie radioattive. Possibili applicazioni industriali sono attualmente allo studio.”

Da quanto si legge, si possono ipotizzare davvero diverse applicazioni di tali scoperte.

Ma altre informazioni si possono desumere consultando le schede sinottiche dei brevetti detenuti dal CNR relativi alle reazioni piezonucleari:

1 - Apparecchiatura e procedimento per l’ abbattimento della radioattività di materiali radioattivi mediante reazioni piezonucleari indotte da ultrasuoni e cavitazione

2 - Processo e impianto per la produzione di reazioni piezonucleari endotermiche ed esotermiche mediante ultrasuoni e cavitazione di sostanze

3 - Apparecchiatura e procedimento per la produzione di neutroni mediante ultrasuoni e cavitazione di sostanze

Per approfondire inoltre ulteriormente l’ argomento si può:

- visitare il sito Escatologikagestito dal signor Marco Curione

- scaricare e leggere il volume “Verso il Nucleare Pulito - Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche
(file Word di circa 9,5 mb e 74 pagine)

- vedere su “Youtube” tre filmati relativi ad un intervento di Fabio Cardone durante il recente convegno del 21 maggio 2008 “Energia e Ambiente” della Facoltà di Scienze dell’ Università di Chieti in collaborazione con il Lions Club. In tali filmati Fabio Cardone fa un resoconto delle ricerche
(filmato 1 - filmato 2 - filmato 3)
(ogni filmato dura circa 8 minuti)



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  • 21 Commenti a “ Una ricerca italiana: le reazioni piezonucleari da pressione ultrasonica”

    1. Andrea scrive:

      La notizia sembra avere basi solide e non ha l’aspetto di una burla, infatti sarebbe molto difficile scrivere testi come quelli menzionati sui siti che la riportano.
      Tale realtà, che stimola l’immaginazione di una nuova era senza la schiavitù del petrolio, sembra non essere condivisa dall’opinione pubblica che non menziona minimamente tale evento che definirei storico. Dai dati, pochi per la verità, pubblicati sui vari siti che riportano la scoperta, sembra che gli scienziati, quelli veri, che contribuiscono con il loro eccezionale lavoro, non siano giustamente e pubblicamente riconosciuti e inoltre le loro scoperte non correttamente valorizzate col concreto utilizzo ed anzi nascoste.
      Quali paure e quali motivi fanno in modo che questa situazione perduri e forse venga strumentalizzata ?. Sembra che il bene di pochi (e già economicamente ricchi) sia primario sul bene DI TUTTI.

      Pensiamo per una volta e in modo sincero solo a chi ha fame e all’ambiente che già a questo livello di inquinamento è in forse il suo ritorno alla normalità.

      Mi auguro che con questo “TAM-TAM” ci siano delle risposte SERIE ed è necessario per questo che ogniuno di noi faccia la propria parte con onestà e giusta critica al fine di portare un contributo positivo per tutti.

    2. Pietruccio scrive:

      x Andrea

      E’ un lavoro interessante e come vedi (basta che vai su questo sito alla data che vedi) ne avevamo già parlato: non c’è nessuna preclusione e nessun interesse “fissionista” nascosto da difendere. E’ che anche da quando è stato scoperto il neutrone al primo reattore nucleare ne sono passati di anni, e c’era E. Fermi. Non è così semplice, bisogna vedere tante cose. Se son rose fioriranno.

      “Pietruccio scrive:

      13 Dicembre 2007 alle 20:11
      x Aioo e Raimondo

      Certo la fusione fredda non mi sta antipatica! Sono nuclearista a 360 gradi (e me ne compiacio). Sono tutte ricerche interessanti e sicuramente lo è anche quella di Iorio e Cirillo. Oltre ai famosi Fleishmann e Pons e ai giapponesi che dicono di essere riusciti a mantenere in piedi quella reazione a piacere, per un tempo indefinito, io ricorderei anche quella italiana, col raffreddamento rapido di deuterio in una matrice metallica nonché la cosiddetta sonofusione dove si dimostra che degli ultrasuoni in acetone deuterato producono una cavitazione con relativo collasso delle microbolle che può portare, in base alla simulazione numerica, a raggiungere i 10 milioni di Kelvin, temperatura confrontabile con quella dell’interno del Sole, e innescare così reazioni di fusione di cui, in alcuni esperimenti, sembra di scorgerne gli effetti (dimostrarli è un’altra cosa)…”

    3. Pietruccio scrive:

      … continuazione

      Frasi come quelle che seguono lasciano invece perplessi, molto molto perplessi…

      “…L’Italia quindi, forse di nuovo alla ribalta con gli studi applicativi di una nuova energia, pulita, abbondante, economica, utile alla neutralizzazione delle attuali scorie, e chissà cos’altro, visti i notevoli effetti “collaterali” di trasformazione della materia.
      .
      .
      .
      Piccola dimenticanza dei due post precedenti:
      il doppio dell’energia prodotta da 30Kg di uranio, è stata ricavata con la macchina sperimentale del CNR da… ..pochi grammi di cloruro di ferro”

      Uranio come? Naturale? Arricchito? Fissionato?
      Ma chi è che scrive queste cose?

    4. Marco scrive:

      Per approfondire un argomento di questo tipo e’ necessaria una pubblicazione sotto mano, non mi sembra “scientificamente corretto” andare a vedere siti o documenti doc fatti “in casa” (i riferimenti ad arxiv non mi sembrano validi, in quanto non e’ una pubblicazione con referee). Basta con questi sensazionalismi senza riscontri su rivista.

      Sui commenti, concordo con l’ultimo post di Pietruccio.

      marco

    5. Pietruccio scrive:

      Mi sono letto il mattone e …
      a parte le solite cattiverie che molti fisici dicono sul nucleare da fissione (consumi di un milione di tonnellate all’anno di “minerale”, scorte finte, reattori che sono sempre accesi ecc…, mi chiedo se quelli non sono capaci di parlare delle loro ricerche senza parlare male di qualcuno) …
      sono molto più perplesso di prima.

      Pensavo che il cloruro di ferro facesse da tramite, da catalizzatore o fornisse un qualche tipo di supporto alle solite reazioni nucleari D-D o qualcosa del genere, invece, a quanto ho capito, l’autore attribuisce all’emissione di neutroni da parte del ferro la “generazione” di energia e dice che è “doppia di quella da fissione” ma non spiega né cosa intende né il perchè!? (energia per unità di volume? per unità di massa? per reazione?) Che poi si possa usare combustibile nucleare il ferro (il più stabile fra i nuclei) …

    6. Pietruccio scrive:

      … continuazione

      Oltretutto più ci penso più credo che, al di là di un’improbabile apparecchio che aggira il Primo Principio della Termodinamica (per ottenere energia bisogna che i “prodotti della reazione” siano più “stabili” dei reagenti), qui si tratta di una fantastica macchina che potrebbe produrre neutroni! Il fatto, sperimentalmente rilevato dai ricercatori, se consentisse produzioni “industriali” a partire da apparecchi costruiti con sostanze e strumenti “normali”, è veramente il massimo di ciò che si potrebbe sognare per la fissione nucleare: basti pensare alla produzione di combustibile da materiali fertili quali Th232 e U238, nonchè il bruciamento di quegli odiosi prodotti di fissione a vita lunga tipo lo I129.

    7. uforobot scrive:

      Ma si può sapere quant’è questa frequenza ?

      Forse per saperlo bisogna andare da una indovina munita di sfera di cristallooo ?

      bla bla bla bla e non dice la frequenza, quindi è la solita bufala.

    8. galileo scrive:

      La ricerca è seria e fondata. I brevetti sono del cnr e quindi dello stato.
      Grossi interessi economici ne vietano l’applicazione.

    9. Pietruccio scrive:

      Io nei miei interventi ho posto delle questioni. Se ne sai qualcosa, perchè non entri un po’ nel dettaglio?

      Altrimenti quello che capisco io è che sia una delle solite bufale per impuntarsi, far perdere tempo e dire no al nucleare vero, quello degli EPR e della ricerca sui reattori di IV generazione.

    10. mirko scrive:

      toh…guarda guarda!
      e se per bombardare il torio, invece di un acceleratore usassi il protone libero della piezo, otterrei la quarta generazione?
      e cosi tutto resterebbe centralizzato…anche se solo il piezo IS WORKING!
      ciao

    11. mirko scrive:

      per uforobot, la frequenza e’ di 20KHz

    12. Alessandro Braggio scrive:

      Cari amici,

      durante le mie letture del blog mi sono imbattuto in questa notizia. Ho visto che c’è stato un minimo di dibattito poi la cosa è finita lì. Ho cercato le pubblicazioni scientifiche al quale fare riferimento e ho trovato solo alcuni articoli elettronici ed alcuni articoli su Phys. Letters A e relativi commenti….prima di prendermi la briga di andare a leggermi le relative pubblicazioni qualcuno di voi ha compreso il livello di credibilità della cosa?
      A me sembra bassina ma magari mi sbaglio. Fatemi sapere se potete cosa ne pensate grazie.

      alessandro Braggio

    13. Pietruccio scrive:

      Se ci dovessi scommettere, non ci scommetterei un centesimo.

      Poi la storia della scienza è costellata da esperimenti e/o fatti sottovalutati che nei secoli successivi si sono rivelati utili in qualche maniera (magari non quella pensata all’epoca), quindi un margine di dubbio è d’obbligo su ogni affermazione, anche quella che sembra più assurda…

      ma con la giusta moderazione….

      est modus in rebus

    14. mirco scrive:

      http://arxiv.org/pdf/0710.5115v3

    15. energymanager scrive:

      In questi giorni ho analizzato l’ultimo lavoro del prof Carpinteri e del dr.Cardone sulle reazioni piezonucleari nei solidi.
      Detto in breve secondo loro se si prende un parallelepipedo di granito e si mette sotto una pressa nell’intorno dell’istante di frattura si rileva un’emissione di neutroni… ma è tutto molto nebuloso.
      Le mie critiche e la risposta (indiretta) del dr.Cardone si possono trovare qui.

      finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=924195&page=18

    16. Pietruccio scrive:

      x energymanager

      Occhio!

      Uno che dice che ricava “energia nucleare dal ferro” che è il nucleo più stabile che ci sia è sicuro che sta dicendo cavolate: è una specie di cartina di tornasole per riconoscere i millantatori.

      E’ come se uno dicesse che è un “fuochista” bravo perche sa perfino bruciare la cenere: è sicuro che mente (la cenere non brucia).

      Così dal ferro non si può ricavare energia nucleare.

    17. energymanager scrive:

      @Pietruccio

      Lo so bene che dal ferro energia non si ricava…. infatti l’ho scritto più volte nei commenti a cui ho mandato il link.
      Il problema è che non basta liquidare questa storia come ‘assurda’ sebbene lo sia sotto tutti i punti di vista.
      Questi signori si stanno cercando di ottenere dallo Stato un finanziamento a sette cifre per costruire non si sa bene cosa (un ‘reattore’ piezonucleare?)… e quindi a mio parere vanno messe in luce ad ogni occasione le lacune di questi lavori ’scientifici’ entrando nel merito (i neutroni dove sono? come li avete misurati?….) cercando di rendere meno forte l’accettazione pubblica di questa pseudo-scienza. Già la ricerca langue…e nelle nostre università il ricercatore più giovane ha 40 anni… se ci mettiamo a finanziare questa ‘immondizia’ possiamo benissimo chiudere bottega e ammettere che la nostra economia deve andare a vanti solo a prosciutti e borse firmate.

    18. Lorenzo scrive:

      documentazioni critiche al lavoro di Cardone e Carpintieri.

      http://arxiv.org/abs/0910.3501

      non la liquidano ma la ritengono non probante e chiedono semmai una nuova serie di esperimenti con una maggiore precisione in tutte le fasi dalla preparazione al rilevamento delle supposte emissioni neutroniche.

    19. energymanager scrive:

      Grazie Lorenzo,
      le avevo lette, comunque mi pare che Ericsson, pur parlando in linguaggio accademico, ci vada piuttosto pesante e che tra le righe dica che tutta questa ricerca è sostanzialmente ‘fuffa’.

      sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TVM-4XST...

      Comunque il lavoro sui solidi è questo:

      http://www.accademiadellescienze.it/media/699

    20. Pietruccio scrive:

      Comunque è una cosa ben diversa dire che si ricava energia nucleare dal ferro (assurdità) e dire, invece, che in concomitanza con un evento violento come la spaccatura di una roccia si registra un incremento nel flusso neutronico. Non mi scandalizza il fatto che sia una cosa su cui indagare. Portebbe (anzi è molto probabile) essere un segnale spurio, come dici tu, ma potrebbero anche trovare qualcosa, magari molto diverso e lontano da quello che immaginano: quello che penso è che non c’è motivo di cassare la ricerca purchè venga appurato che i fatti di cui parlano quei signori siano veri (data l’approssimazione della presentazione e la notevole superficialità nell’esposizione e nella conduzione dell’esperimento, direi che è lecito più di un dubbio).

    21. energymanager scrive:

      Giustissime osservazioni… ma se avessero davvero scoperto un fenomeno fisico nuovo (scoperta da Nobel) sarebbe molto grave che in 2-3 anni non uno dei ricercatori e docenti universitari sia stato in grado di scrivere un lavoro comprensibile per spiegarlo alla comunità scientifica.
      Io li manderei tutti a casa… altro che finanziamenti speciali…

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