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	<title>Comments on: Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Tue, 22 May 2012 12:10:04 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Umberto Foli</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20721</link>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 06:54:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20721</guid>
					<description>Rileggendo le mie risposte ho notato errori di ortografia o refusi,
me ne scuso. Trovo difficile correggere quanto scrivo direttamente dallo schermo.

Un cordiale saluto a tutti i partecipanti a questi interessanti discorsi,

Peccato che non tutti leggono domande e risposte, ne guadagnerebbe la conoscenza reale e non quella politica o dettata da obblighi di partito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Rileggendo le mie risposte ho notato errori di ortografia o refusi,<br />
me ne scuso. Trovo difficile correggere quanto scrivo direttamente dallo schermo.</p>
	<p>Un cordiale saluto a tutti i partecipanti a questi interessanti discorsi,</p>
	<p>Peccato che non tutti leggono domande e risposte, ne guadagnerebbe la conoscenza reale e non quella politica o dettata da obblighi di partito.
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: egisto</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20720</link>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 06:00:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20720</guid>
					<description>Alcune considerazioni sull'inserimento delle fonti rinnovabili in rete e sulla loro variabilità. Non tutte sono uguali.
L'eolico è il caso peggiore: una piccola variazione del vento genera grandi variazioni nell'output. Il vento soffia in modo casuale senza alcuna correlazione con la richiesta di elettricità. Disperdere le turbine su aree geografiche vaste rende le variazioni più dolci ma non le elimina affatto. Nonostante questo ingenti quantità di eolico vengono integrate in rete in Spagna e Germania, però a costo di costruire nuove centrali turbogas di riserva (soprattutto in Spagna dove la quota coperta è maggiore). Questo riduce di molto l'utilità del sistema.
Il solare (CSP e PV) ha un'intermittenza decisamente inferiore. Di notte si sa che non produce. Il passaggio di nuvole dovrebbe essere evento più raro nelle località in questione.  Poi il consumo di elettricità ha dei picchi diurni ed estivi ed è abbastanza in fase con la produzione solare. L'accumulo nei sistemi CSP permette di coprire anche le prime ore della sera quando il consumo è ancora alto.
Altre fonti rinnovabili come le maree (non sfruttabili da noi) sono intermittenti ma prevedibili. Lo sbarramento dell'estuario del Severn nel Regno Unito potrebbe dare il 5% dell'elettricità e porrebbe meno problemi di integrazione dell'eolico. Naturalmente avrebbe un notevole impatto ambientale, come peraltro tutte le fonti rinnovabili se fatte su larga scala (e come le altre fonti, del resto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Alcune considerazioni sull&#8217;inserimento delle fonti rinnovabili in rete e sulla loro variabilità. Non tutte sono uguali.<br />
L&#8217;eolico è il caso peggiore: una piccola variazione del vento genera grandi variazioni nell&#8217;output. Il vento soffia in modo casuale senza alcuna correlazione con la richiesta di elettricità. Disperdere le turbine su aree geografiche vaste rende le variazioni più dolci ma non le elimina affatto. Nonostante questo ingenti quantità di eolico vengono integrate in rete in Spagna e Germania, però a costo di costruire nuove centrali turbogas di riserva (soprattutto in Spagna dove la quota coperta è maggiore). Questo riduce di molto l&#8217;utilità del sistema.<br />
Il solare (CSP e PV) ha un&#8217;intermittenza decisamente inferiore. Di notte si sa che non produce. Il passaggio di nuvole dovrebbe essere evento più raro nelle località in questione.  Poi il consumo di elettricità ha dei picchi diurni ed estivi ed è abbastanza in fase con la produzione solare. L&#8217;accumulo nei sistemi CSP permette di coprire anche le prime ore della sera quando il consumo è ancora alto.<br />
Altre fonti rinnovabili come le maree (non sfruttabili da noi) sono intermittenti ma prevedibili. Lo sbarramento dell&#8217;estuario del Severn nel Regno Unito potrebbe dare il 5% dell&#8217;elettricità e porrebbe meno problemi di integrazione dell&#8217;eolico. Naturalmente avrebbe un notevole impatto ambientale, come peraltro tutte le fonti rinnovabili se fatte su larga scala (e come le altre fonti, del resto).
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: egisto</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20719</link>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 05:03:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20719</guid>
					<description>Caro Gambino,

l'idea del club di Roma ( a proposito di quella cartina io una volta avevo visto una versione in cui sulla Russia campeggiava il simbolo dell'atomo: poi modificata probabilmente per motivi di opportunità) è difatti non certo da buttare e dotata di una certa lungimiranza. Fermo restando che non cambia di una virgola la necessità del nucleare come base del sistema elettrico. Ogni paese dovrebbe trovare sviluppare l'energia rinnovabile più adatta in base alle proprie caratteristiche. In Italia centrale ad esempio la geotermia dove si possono ancora fare moltissime cose: è un'energia tutt'altro che sfruttata completamente come molti dicono.

Sul CSP poi ci sono ancora alcuni problemi tecnici tutt'altro che banali da superare:

- la scarsa efficienza: i sistemi americani nel deserto del Nevada (luogo ottimale per l'insolazione) hanno un rendimento solare-elettrico del 14% (poi in aggiunta bruciano fossili). Quanto renderanno quelli di nuova generazione?

- il sistema dei sali fusi: è una tecnologia molto complessa. Tali sali solidificano a temperature alte (150-250°) e bisogna riscaldare i tubi di notte. Se solidificano c'è il rischio di rompere tutti i tubi. La scalabilità a dimensioni enormi come quelle richieste è tutta da dimostrare.

- sono normali sistemi con un ciclo termico e richiedono acqua per il raffreddamento. Essendo a bassa efficienza le quantità di acqua richieste sono circa doppie rispetto ai più efficienti impianti termici e di molto maggiori del nucleare.  Questo pone alcuni problemi, come il fatto che tali impianti non dovranno essere molto lontani dal mare.

Detto questo io sono dell'idea che nel futuro avremo bisogno di tutto, senza abbandonare nulla per ideologia ma solo per motivi tecnici ... facciamo persino quell'idea folle degli aquiloni, potrebbe anche funzionare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Caro Gambino,</p>
	<p>l&#8217;idea del club di Roma ( a proposito di quella cartina io una volta avevo visto una versione in cui sulla Russia campeggiava il simbolo dell&#8217;atomo: poi modificata probabilmente per motivi di opportunità) è difatti non certo da buttare e dotata di una certa lungimiranza. Fermo restando che non cambia di una virgola la necessità del nucleare come base del sistema elettrico. Ogni paese dovrebbe trovare sviluppare l&#8217;energia rinnovabile più adatta in base alle proprie caratteristiche. In Italia centrale ad esempio la geotermia dove si possono ancora fare moltissime cose: è un&#8217;energia tutt&#8217;altro che sfruttata completamente come molti dicono.</p>
	<p>Sul CSP poi ci sono ancora alcuni problemi tecnici tutt&#8217;altro che banali da superare:</p>
	<p>- la scarsa efficienza: i sistemi americani nel deserto del Nevada (luogo ottimale per l&#8217;insolazione) hanno un rendimento solare-elettrico del 14% (poi in aggiunta bruciano fossili). Quanto renderanno quelli di nuova generazione?</p>
	<p>- il sistema dei sali fusi: è una tecnologia molto complessa. Tali sali solidificano a temperature alte (150-250°) e bisogna riscaldare i tubi di notte. Se solidificano c&#8217;è il rischio di rompere tutti i tubi. La scalabilità a dimensioni enormi come quelle richieste è tutta da dimostrare.</p>
	<p>- sono normali sistemi con un ciclo termico e richiedono acqua per il raffreddamento. Essendo a bassa efficienza le quantità di acqua richieste sono circa doppie rispetto ai più efficienti impianti termici e di molto maggiori del nucleare.  Questo pone alcuni problemi, come il fatto che tali impianti non dovranno essere molto lontani dal mare.</p>
	<p>Detto questo io sono dell&#8217;idea che nel futuro avremo bisogno di tutto, senza abbandonare nulla per ideologia ma solo per motivi tecnici &#8230; facciamo persino quell&#8217;idea folle degli aquiloni, potrebbe anche funzionare&#8230;
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Massimo Gambino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20709</link>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 22:26:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20709</guid>
					<description>Ottima la risposta di Foli a Marciani sull'inserimento in rete dell'energia variabile. Anch'io, spesso, utilizzo questa argomentazione per cercare di far capire ai sostenitori dei pannelli solari che la soluzione al problema del bilancio energetico della nazione non può venire dal sole, almeno non con le attuali tecnologie.

Però quando, a dir la verità quasi casualmente, ho scoperto l'esistenza del progetto DESERTEC (energia abbondante con il sole del deserto sahariano) e ne ho valuato le pospettive mi si è illuminata una lampadina: è stato come vedere in lontananza un enorme tesoro, un infinito tesoro!
E' lì, a portata di mano. Potrebbe risolvere il problema energetico dell'intero mondo, potrebbe aiutare a risolevare l'intero continente africano dalla povertà più &quot;nera&quot;.

Attenzione! Io non sono affatto un credulone, né considero le energie alternative come la soluzione attuale ai nostri problemi. Però, dott. Foli, in questo caso io credo che un uomo di scienza, un tecnologo, un ricercatore o un insegnante debba quanto meno porsi alcune domande e non dare nulla per scontato. La posta in gioco è altissima e non mi accontento di risposte del tipo &quot;bisognerebbe pensare alla pulizia degli specchi, ed alla manutenzione delle parti meccaniche, il vento del deserto che colpisce quelle zone e trasporta polveri abrasive (arrivano anche in Italia) distruggerebbe gli impianti in tempi piuttosto brevi&quot;.

Mi rendo conto che i problemi in gioco sono stratosferici. Ma stratosferici potrebbero essere anche gli obiettivi. La soluzione non è a portata di mano, né dal punto di vista tecnico né da quello politico. Anzi, forse le problematiche politiche potrebbero essere addirittura più rilevanti di quelle tecnologiche (il che è tutto dire, ovviamente). Ma, se fossi il presidente del mondo, anzi l'imperatore del mondo (che non ha problemi di essere rieletto) io qualche bel soldino in Tunisia cercherei di investirlo... a fondo perduto!

Sull'eolico, devo ammettere, sono totalmente ignorante. In fondo all'università mi fecero studiare la fisica ed il controllo del reattore, gli impianti nucleari mica quelli eolici.
Ma sono sobbalzato sulla sedia quando ho letto un documento ufficiale francese, inviato all'IAE, e contenente le previsioni di assetto enrgetico francese al 2030: &quot;Scénario énergétique de référence DGEMP-OE(2008)&quot;

Qui c'è descritta una previsione che avrei senz'altro rifiutato se non l0avessi letta coi miei occhi: dai 350 MW installati nel 2004, ai 1400 del 2006, ai 17.000 previsti per il 2020 ai 20.000 MW indicati per il 2030.

Si tratta dell'8% della potenza elettrica netta nazionale installata che, per il 2030, i francesi stimano si assesti attonto ai 161 GW (contro i 110 GW del 2000 ed i 113 del 2006.

E' chiaro... la Francia è &quot;splendidamente esposta&quot; alla corrente del golfo sul suo confine atlantico ed è forse da lì che ritengono di poter produrre tutta quell'energia elettrica. Ma siamo certi che, con l'off-shore, anche la fascia orientale dell'Italia (spesso battuta da venti dell'est) non riesca a realizzare qualche buon risultato nella necessarissima opera di differenziazione delle fonti di approvvigionamento?

Ovviamente ragazzi, lo ripeto. differenziare è un imperativo categorico ma, senza il nucleare, non c'è soluzione ai nostri enormi problemi energetici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ottima la risposta di Foli a Marciani sull&#8217;inserimento in rete dell&#8217;energia variabile. Anch&#8217;io, spesso, utilizzo questa argomentazione per cercare di far capire ai sostenitori dei pannelli solari che la soluzione al problema del bilancio energetico della nazione non può venire dal sole, almeno non con le attuali tecnologie.</p>
	<p>Però quando, a dir la verità quasi casualmente, ho scoperto l&#8217;esistenza del progetto DESERTEC (energia abbondante con il sole del deserto sahariano) e ne ho valuato le pospettive mi si è illuminata una lampadina: è stato come vedere in lontananza un enorme tesoro, un infinito tesoro!<br />
E&#8217; lì, a portata di mano. Potrebbe risolvere il problema energetico dell&#8217;intero mondo, potrebbe aiutare a risolevare l&#8217;intero continente africano dalla povertà più &#8220;nera&#8221;.</p>
	<p>Attenzione! Io non sono affatto un credulone, né considero le energie alternative come la soluzione attuale ai nostri problemi. Però, dott. Foli, in questo caso io credo che un uomo di scienza, un tecnologo, un ricercatore o un insegnante debba quanto meno porsi alcune domande e non dare nulla per scontato. La posta in gioco è altissima e non mi accontento di risposte del tipo &#8220;bisognerebbe pensare alla pulizia degli specchi, ed alla manutenzione delle parti meccaniche, il vento del deserto che colpisce quelle zone e trasporta polveri abrasive (arrivano anche in Italia) distruggerebbe gli impianti in tempi piuttosto brevi&#8221;.</p>
	<p>Mi rendo conto che i problemi in gioco sono stratosferici. Ma stratosferici potrebbero essere anche gli obiettivi. La soluzione non è a portata di mano, né dal punto di vista tecnico né da quello politico. Anzi, forse le problematiche politiche potrebbero essere addirittura più rilevanti di quelle tecnologiche (il che è tutto dire, ovviamente). Ma, se fossi il presidente del mondo, anzi l&#8217;imperatore del mondo (che non ha problemi di essere rieletto) io qualche bel soldino in Tunisia cercherei di investirlo&#8230; a fondo perduto!</p>
	<p>Sull&#8217;eolico, devo ammettere, sono totalmente ignorante. In fondo all&#8217;università mi fecero studiare la fisica ed il controllo del reattore, gli impianti nucleari mica quelli eolici.<br />
Ma sono sobbalzato sulla sedia quando ho letto un documento ufficiale francese, inviato all&#8217;IAE, e contenente le previsioni di assetto enrgetico francese al 2030: &#8220;Scénario énergétique de référence DGEMP-OE(2008)&#8221;</p>
	<p>Qui c&#8217;è descritta una previsione che avrei senz&#8217;altro rifiutato se non l0avessi letta coi miei occhi: dai 350 MW installati nel 2004, ai 1400 del 2006, ai 17.000 previsti per il 2020 ai 20.000 MW indicati per il 2030.</p>
	<p>Si tratta dell&#8217;8% della potenza elettrica netta nazionale installata che, per il 2030, i francesi stimano si assesti attonto ai 161 GW (contro i 110 GW del 2000 ed i 113 del 2006.</p>
	<p>E&#8217; chiaro&#8230; la Francia è &#8220;splendidamente esposta&#8221; alla corrente del golfo sul suo confine atlantico ed è forse da lì che ritengono di poter produrre tutta quell&#8217;energia elettrica. Ma siamo certi che, con l&#8217;off-shore, anche la fascia orientale dell&#8217;Italia (spesso battuta da venti dell&#8217;est) non riesca a realizzare qualche buon risultato nella necessarissima opera di differenziazione delle fonti di approvvigionamento?</p>
	<p>Ovviamente ragazzi, lo ripeto. differenziare è un imperativo categorico ma, senza il nucleare, non c&#8217;è soluzione ai nostri enormi problemi energetici.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20700</link>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 16:20:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20700</guid>
					<description>Grazie mille</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Grazie mille
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Umberto Foli</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20699</link>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 16:17:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20699</guid>
					<description>Rispondo al Sig. Pietruccio

Utilizzare l'aria compressa in serbatoi sotterranei, come vecchie cave o pozzi di petrolio dismessi, mi sembra una follia. Innanzi tutto si consuma energia per comprimerla, poi non è detto che questi &quot;sebatoi&quot; non abbiano perdite, infine si traterrebbe di quantitativi di aria compressa enormi. Non faccio i calcoli sull'energia necessaria ma, a naso so tratta di quantitivi non indifferenti. Inoltre, nell'utilizzo la pressione decrescese e si adoperano turbine anche i rendimenti di queste ultimee vanno a pallino.

Personalmente non ci credo, è, più o meno, la stessa folle proposta di  produrre energia elettrica con il fotovoltaico a 0,3-0,4 Euro/kWh, utilizzarla per produrre idrogeno con l'elettrolisi con un rendimento del 70-80%, utilizzare l'idrogeno per riprodurre energia elettrica la dove serve con le fuel cells che hanno rendimento dell'ordine del 70%. Alla fine il rendimento totale è inferiore al 50% per cui il kWh prodotto, a parte i costi di impianti e loro manutensiane, costerà 0,6-0,8 Euro/kwh.

La mia impressione, con tutte queste proposte, è che si cerchi l'araba fenice ma non si valutino realmente le possibilità delle forme di energia disponibili</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Rispondo al Sig. Pietruccio</p>
	<p>Utilizzare l&#8217;aria compressa in serbatoi sotterranei, come vecchie cave o pozzi di petrolio dismessi, mi sembra una follia. Innanzi tutto si consuma energia per comprimerla, poi non è detto che questi &#8220;sebatoi&#8221; non abbiano perdite, infine si traterrebbe di quantitativi di aria compressa enormi. Non faccio i calcoli sull&#8217;energia necessaria ma, a naso so tratta di quantitivi non indifferenti. Inoltre, nell&#8217;utilizzo la pressione decrescese e si adoperano turbine anche i rendimenti di queste ultimee vanno a pallino.</p>
	<p>Personalmente non ci credo, è, più o meno, la stessa folle proposta di  produrre energia elettrica con il fotovoltaico a 0,3-0,4 Euro/kWh, utilizzarla per produrre idrogeno con l&#8217;elettrolisi con un rendimento del 70-80%, utilizzare l&#8217;idrogeno per riprodurre energia elettrica la dove serve con le fuel cells che hanno rendimento dell&#8217;ordine del 70%. Alla fine il rendimento totale è inferiore al 50% per cui il kWh prodotto, a parte i costi di impianti e loro manutensiane, costerà 0,6-0,8 Euro/kwh.</p>
	<p>La mia impressione, con tutte queste proposte, è che si cerchi l&#8217;araba fenice ma non si valutino realmente le possibilità delle forme di energia disponibili
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20696</link>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 13:47:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20696</guid>
					<description>Per il prof. Umberto Foli

Il tuoi interventi sono veramente interessantissimi.

Mi piacerebbe, però, sapere il tuo parere (te l'ho gia chiesto qualche giorno fa, senza avere risposta) a proposito dell'accumulo di energia con l'aria compressa (riempire i pozzi di petrolio dismessi con aria a 70 atm) come veniva proposto in quell'articolo sulle Scienze di qualche mese fa in cui sostenevano di poter soddisfare la produzione di energia elettrica USA interamente col FV ? E anche valutare quali sviluppi potrebbe avere una tecnologia di questo genere in Italia.

A me pare che non possa funzionare in quanto un sistema isotermo per energie in gioco di quelle dimensioni non mi pare fattibile mentre una compressione veloce sarebbe necessariamente adiabatica, poi, o si garantisce il mantenimento della temperatura raggiunta, oppure inevitabilmente si perde in calore una quantità importante dell’energia spesa per comprimere il gas (l'aria) e che non può più essere recuperato nella successiva fase di  fase di espansione (anche questa immagino adiabatica).

Grazie per la cortese attenzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per il prof. Umberto Foli</p>
	<p>Il tuoi interventi sono veramente interessantissimi.</p>
	<p>Mi piacerebbe, però, sapere il tuo parere (te l&#8217;ho gia chiesto qualche giorno fa, senza avere risposta) a proposito dell&#8217;accumulo di energia con l&#8217;aria compressa (riempire i pozzi di petrolio dismessi con aria a 70 atm) come veniva proposto in quell&#8217;articolo sulle Scienze di qualche mese fa in cui sostenevano di poter soddisfare la produzione di energia elettrica USA interamente col FV ? E anche valutare quali sviluppi potrebbe avere una tecnologia di questo genere in Italia.</p>
	<p>A me pare che non possa funzionare in quanto un sistema isotermo per energie in gioco di quelle dimensioni non mi pare fattibile mentre una compressione veloce sarebbe necessariamente adiabatica, poi, o si garantisce il mantenimento della temperatura raggiunta, oppure inevitabilmente si perde in calore una quantità importante dell’energia spesa per comprimere il gas (l&#8217;aria) e che non può più essere recuperato nella successiva fase di  fase di espansione (anche questa immagino adiabatica).</p>
	<p>Grazie per la cortese attenzione.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Umberto Foli</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20693</link>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 12:15:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20693</guid>
					<description>Per Andre Marciani,

col solito copia incolla, invio una parte di qull'articolo che sto scrivendo e che mi serve anche per le lezioni all'unuversità.

INSERIMENTO IN RETE DI ENERGIA VARIABILE 
Nella rete elettrica, allo scopo di evitare variazioni nella tensione con conseguenze più o meno gravi per le utenze vi deve essere un equilibrio costante fra energia immessa ed energia assorbita. In altre parole, i diagrammi di produzione e di carico devono avere lo stesso andamento e questi diagrammi variano durante le 24 ore e nelle stagioni.
In conclusione, la potenza immessa in rete deve continuamente adeguarsi alla potenza richiesta dalle utenze. Ogni variazione della situazione di equilibrio si ripercuote sulla tensione della rete. Quando alla rete richiede più potenza di quella che gli impianti le possono fornire si ha un abbassamento della tensione per arrivare, nei casi limiti, ad un black-out. In caso contrario, ovvero quando la richiesta di potenza decresce, la tensione della rete aumenta. 
Per uniformare i diagrammi di produzione a quelli di carico sarebbe necessario intervenire sulla potenza degli impianti di produzione. Poiché le centrali termoelettriche non possono essere modulate facilmente, l’eccesso di energia, durante le ore di minor carico come quelle notturne, è sfruttato per pompare acqua in bacini a più alto livello e realizzare così una riserva di energia che può essere facilmente utilizzata nel momenti di maggior richiesta di potenza. 
Coloro che, con faciloneria, sostengono che è possibile sostituire o incrementare la potenza da inserire in rete con le energie integrative non tengono conto che esiste una notevole differenza fra l’energia prodotta da una centrale termoelettrica o da bacino con quella prodotta dalle energie rinnovabili. 
Le prime garantiscono stabilità e costanza nella produzione, le seconde sono legate ai capricci del vento ed alla disponibilità di insolazione, notoriamente variabili. Allo scopo di evitare pericolose ripercussioni sulla stabilità della rete, questa situazione obbligherebbe a mantenere in rotazione almeno l’ottanta per cento di analoga potenza tradizionale per poter intervenire rapidamente, quando la potenza del fotovoltaico o dell’eolico venissero a mancare od a ridursi pericolosamente. 
La situazione sopra esposta deve far riflettere sulle reali possibilità di considerare l’energia prodotta dalle fonti integrative, fotovoltaico ed eolico, come energia in grado di sostituire od integrare l’energia prodotta dagli impianti termici od idraulici da bacino, in quanto la sua disponibilità non è garantita. 
Un semplice esempio chiarisce meglio la questione. Se volessimo sostituire con energie rinnovabili una centrale della potenza di 1000 MWe, termica od idraulica da bacino, dovremmo far riferimento all’energia che questa produce in un anno, pari a 7,88 miliardi di kWh, con una disponibilità del 90%.
I dati di produzione in Italia del solare fotovoltaico e dell’eolico, mostrano che l’energia prodotta in un anno dal primo è dell’ordine di 1200 kWh, per ogni kWp  installato e di 1800 MWh, per ogni MW di potenza installata per il secondo.
Tenendo conto che un kWp di fotovoltaico, corrisponde ad 8 mq di pannelli, per produrre la stessa energia delle centrali tradizionali, occorrerebbe installare ben 52 kmq di pannelli. Nel caso dell’eolico che, si dovrebbero installare oltre 4000 aerogeneratori della potenza di 1 MW ciascuno. Il tutto con un impatto ambientale tutt’altro che trascurabile.
Una possibile alternativa per superare questa situazione, sarebbe quella di utilizzare queste forme di energia per pompare acqua nei bacini già esistenti o di crearne di nuovi. Con questa soluzione si potrebbe creare un accumulo energetico sfruttando l’energia potenziale dell’acqua pompata in un bacino più alto, superando in questo modo la variabilità delle energie integrative e renderle affidabili ed accettabili dalla rete. La definizione della quantità di acqua da portare in quota dipende da quanta energia si vuole accumulare per avere la continuità della produzione energetica e dal dislivello fra i due bacini. La tecnica attuale fornisce impianti di pompaggio-generazione che hanno un rendimento globale che supera l’ottanta per cento. L'Italia è fra i primi posti in Europa per centrali di pompaggio con una potenza installata di circa 7000 MW. Purtroppo i limiti imposti dal rispetto dell’ambiente nel caso dell’eolico e delle superfici di territorio per il fotovoltaico, accoppiate agli alti costi del kWh generato da quest’ultimo rendono, almeno per ora, discutibili queste soluzioni che non farebbero altro che contribuire sensibilmente ad innalzare il costo del kWh elettrico pagato in Italia da industrie e privati.
È opportuno sottolineare che il costo dell’energia prodotta da queste fonti integrative, è dell’ordine di 0,3-0,4 €/kWh per il fotovoltaico e di 0,08-0.10 €/kWh per l’eolico. A questo costo bisogna aggiungere quelli dell’impianto di pompaggio e generazione e degli eventuali bacini. Con queste voci il costo del kWh aumenterebbe ulteriormente. La trasformazione degli attuali invasi in bacini di accumulo o la creazione di nuovi richiede investimenti non indifferenti.
Occorre precisare che, sia il fotovoltaico che l’eolico hanno delle buone possibilità di utilizzo e che possono concorrere a ridurre il prelievo di energia dalla rete. Queste possibilità si identificano nel fornire energia elettrica ad utenze isolate, ad impianti di illuminazione e di trasmissione dati lontani dalla rete, a migliorare la resa agricola di terreni scarsamente produttivi per mancanza di una adeguata irrigazione. In genere, a tutte quelle utenze che possono sopportare senza danno la variabilità della fornitura di energia o necessitano di impianti di accumulo di limitate dimensioni. Più in generale, possono trovare un valido utilizzo in tutti quei casi ove l’allaccio alla rete elettrica risulta impossibile o oneroso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per Andre Marciani,</p>
	<p>col solito copia incolla, invio una parte di qull&#8217;articolo che sto scrivendo e che mi serve anche per le lezioni all&#8217;unuversità.</p>
	<p>INSERIMENTO IN RETE DI ENERGIA VARIABILE<br />
Nella rete elettrica, allo scopo di evitare variazioni nella tensione con conseguenze più o meno gravi per le utenze vi deve essere un equilibrio costante fra energia immessa ed energia assorbita. In altre parole, i diagrammi di produzione e di carico devono avere lo stesso andamento e questi diagrammi variano durante le 24 ore e nelle stagioni.<br />
In conclusione, la potenza immessa in rete deve continuamente adeguarsi alla potenza richiesta dalle utenze. Ogni variazione della situazione di equilibrio si ripercuote sulla tensione della rete. Quando alla rete richiede più potenza di quella che gli impianti le possono fornire si ha un abbassamento della tensione per arrivare, nei casi limiti, ad un black-out. In caso contrario, ovvero quando la richiesta di potenza decresce, la tensione della rete aumenta.<br />
Per uniformare i diagrammi di produzione a quelli di carico sarebbe necessario intervenire sulla potenza degli impianti di produzione. Poiché le centrali termoelettriche non possono essere modulate facilmente, l’eccesso di energia, durante le ore di minor carico come quelle notturne, è sfruttato per pompare acqua in bacini a più alto livello e realizzare così una riserva di energia che può essere facilmente utilizzata nel momenti di maggior richiesta di potenza.<br />
Coloro che, con faciloneria, sostengono che è possibile sostituire o incrementare la potenza da inserire in rete con le energie integrative non tengono conto che esiste una notevole differenza fra l’energia prodotta da una centrale termoelettrica o da bacino con quella prodotta dalle energie rinnovabili.<br />
Le prime garantiscono stabilità e costanza nella produzione, le seconde sono legate ai capricci del vento ed alla disponibilità di insolazione, notoriamente variabili. Allo scopo di evitare pericolose ripercussioni sulla stabilità della rete, questa situazione obbligherebbe a mantenere in rotazione almeno l’ottanta per cento di analoga potenza tradizionale per poter intervenire rapidamente, quando la potenza del fotovoltaico o dell’eolico venissero a mancare od a ridursi pericolosamente.<br />
La situazione sopra esposta deve far riflettere sulle reali possibilità di considerare l’energia prodotta dalle fonti integrative, fotovoltaico ed eolico, come energia in grado di sostituire od integrare l’energia prodotta dagli impianti termici od idraulici da bacino, in quanto la sua disponibilità non è garantita.<br />
Un semplice esempio chiarisce meglio la questione. Se volessimo sostituire con energie rinnovabili una centrale della potenza di 1000 MWe, termica od idraulica da bacino, dovremmo far riferimento all’energia che questa produce in un anno, pari a 7,88 miliardi di kWh, con una disponibilità del 90%.<br />
I dati di produzione in Italia del solare fotovoltaico e dell’eolico, mostrano che l’energia prodotta in un anno dal primo è dell’ordine di 1200 kWh, per ogni kWp  installato e di 1800 MWh, per ogni MW di potenza installata per il secondo.<br />
Tenendo conto che un kWp di fotovoltaico, corrisponde ad 8 mq di pannelli, per produrre la stessa energia delle centrali tradizionali, occorrerebbe installare ben 52 kmq di pannelli. Nel caso dell’eolico che, si dovrebbero installare oltre 4000 aerogeneratori della potenza di 1 MW ciascuno. Il tutto con un impatto ambientale tutt’altro che trascurabile.<br />
Una possibile alternativa per superare questa situazione, sarebbe quella di utilizzare queste forme di energia per pompare acqua nei bacini già esistenti o di crearne di nuovi. Con questa soluzione si potrebbe creare un accumulo energetico sfruttando l’energia potenziale dell’acqua pompata in un bacino più alto, superando in questo modo la variabilità delle energie integrative e renderle affidabili ed accettabili dalla rete. La definizione della quantità di acqua da portare in quota dipende da quanta energia si vuole accumulare per avere la continuità della produzione energetica e dal dislivello fra i due bacini. La tecnica attuale fornisce impianti di pompaggio-generazione che hanno un rendimento globale che supera l’ottanta per cento. L&#8217;Italia è fra i primi posti in Europa per centrali di pompaggio con una potenza installata di circa 7000 MW. Purtroppo i limiti imposti dal rispetto dell’ambiente nel caso dell’eolico e delle superfici di territorio per il fotovoltaico, accoppiate agli alti costi del kWh generato da quest’ultimo rendono, almeno per ora, discutibili queste soluzioni che non farebbero altro che contribuire sensibilmente ad innalzare il costo del kWh elettrico pagato in Italia da industrie e privati.<br />
È opportuno sottolineare che il costo dell’energia prodotta da queste fonti integrative, è dell’ordine di 0,3-0,4 €/kWh per il fotovoltaico e di 0,08-0.10 €/kWh per l’eolico. A questo costo bisogna aggiungere quelli dell’impianto di pompaggio e generazione e degli eventuali bacini. Con queste voci il costo del kWh aumenterebbe ulteriormente. La trasformazione degli attuali invasi in bacini di accumulo o la creazione di nuovi richiede investimenti non indifferenti.<br />
Occorre precisare che, sia il fotovoltaico che l’eolico hanno delle buone possibilità di utilizzo e che possono concorrere a ridurre il prelievo di energia dalla rete. Queste possibilità si identificano nel fornire energia elettrica ad utenze isolate, ad impianti di illuminazione e di trasmissione dati lontani dalla rete, a migliorare la resa agricola di terreni scarsamente produttivi per mancanza di una adeguata irrigazione. In genere, a tutte quelle utenze che possono sopportare senza danno la variabilità della fornitura di energia o necessitano di impianti di accumulo di limitate dimensioni. Più in generale, possono trovare un valido utilizzo in tutti quei casi ove l’allaccio alla rete elettrica risulta impossibile o oneroso.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20664</link>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 15:15:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20664</guid>
					<description>Per Andrea Marciani:

Guarda che io sono tranquillissimo: di fesserie come le tue le sento tutti i giorni (essendo la Toscana una regione rossa)

Inoltre non hai capito niente riguardo all'informazione di cui parlavo:

&lt;em&gt;Qualora non te ne fossi accorto te lo comunico: alla sinistra sono rimasti solo un giornale e 1/2 ed una televisione (ancora per poco)&lt;/em&gt;

Nessuno si riferiva esplicitamente all'Unità, al Manifesto o a Rai Tre ma a quell'informazione (di destra e sinistra) che mette in evidenza il nucleare come il mostro peggiore che ci sia (chidendo su tanti altri scandali es. Petrolchimici, industrie conciarie, colorifici, ecc.) 

Se sei stomacato, il problema è tutto tuo: cambia forum! Non è che ci mettiamo a piangere.
Secondo me hai cominciato a partecipare alle discussioni con lo scopo di imporre le TUE di idee...Invece hai ottenuo il contrario.

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per Andrea Marciani:</p>
	<p>Guarda che io sono tranquillissimo: di fesserie come le tue le sento tutti i giorni (essendo la Toscana una regione rossa)</p>
	<p>Inoltre non hai capito niente riguardo all&#8217;informazione di cui parlavo:</p>
	<p><em>Qualora non te ne fossi accorto te lo comunico: alla sinistra sono rimasti solo un giornale e 1/2 ed una televisione (ancora per poco)</em></p>
	<p>Nessuno si riferiva esplicitamente all&#8217;Unità, al Manifesto o a Rai Tre ma a quell&#8217;informazione (di destra e sinistra) che mette in evidenza il nucleare come il mostro peggiore che ci sia (chidendo su tanti altri scandali es. Petrolchimici, industrie conciarie, colorifici, ecc.) </p>
	<p>Se sei stomacato, il problema è tutto tuo: cambia forum! Non è che ci mettiamo a piangere.<br />
Secondo me hai cominciato a partecipare alle discussioni con lo scopo di imporre le TUE di idee&#8230;Invece hai ottenuo il contrario.</p>
	<p>Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Flamanville - Bloccati i lavori per il reattore EPR di terza generazione by: Enrico B.</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20645</link>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 20:54:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/30/flamanville-sospensione-lavori-epr/#comment-20645</guid>
					<description>Andrea, renditi conto che stai dicendo un mucchio di fesserie ideologiche (ti ricordo che hai esordito con un discorso da anni di Piombo...), e che ti ostini a millantare una sorta di superiorità morale che non hai.

Se ti incalzano, ti perdi per strada. Se scrivono articoli, li tratti con sufficienza. Se non dicono quel che vuoi sentirti dire, sono fascisti.

No, non credo proprio che nessuno sentirà la mancanza dei tuoi interventi, ma non per ostilità nei tuoi confronti quanto per pochezza di contenuti.

PS: non confondere la rabbia col disgusto. Io ho da tempo deciso che non rimarrò più impassibile di fronte a quelli che hanno affondato il mio Paese. E per quel poco che posso fare, non gliene farò passare una.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Andrea, renditi conto che stai dicendo un mucchio di fesserie ideologiche (ti ricordo che hai esordito con un discorso da anni di Piombo&#8230;), e che ti ostini a millantare una sorta di superiorità morale che non hai.</p>
	<p>Se ti incalzano, ti perdi per strada. Se scrivono articoli, li tratti con sufficienza. Se non dicono quel che vuoi sentirti dire, sono fascisti.</p>
	<p>No, non credo proprio che nessuno sentirà la mancanza dei tuoi interventi, ma non per ostilità nei tuoi confronti quanto per pochezza di contenuti.</p>
	<p>PS: non confondere la rabbia col disgusto. Io ho da tempo deciso che non rimarrò più impassibile di fronte a quelli che hanno affondato il mio Paese. E per quel poco che posso fare, non gliene farò passare una.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
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