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	<title>Comments on: Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia?</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 22:36:38 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18817</link>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 16:24:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18817</guid>
					<description>Chiedo venia ma nella fretta di scrivere ho sbagliato: no &quot;merdiamente&quot; ma &quot;mediamente&quot; ... che gaffe!

Volevo anche aggiungere che il nucleare non rappresenterebbe problemi circa la densità della nostra penisola. In Italia il rapporto è di 190 abitanti/Km2 (60.000.000 abitanti) contro i 235/km2  della Germania (80.000.000 abitanti e 19 reattori nucleari) il Regno Unito con 250/Km2 (60.000.000 e 18 reattori nucleari) o il Giappone con 340 abitanti/km2 (120.000.000 di abitanti E 51 REATTORI NUCLEARI)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Chiedo venia ma nella fretta di scrivere ho sbagliato: no &#8220;merdiamente&#8221; ma &#8220;mediamente&#8221; &#8230; che gaffe!</p>
	<p>Volevo anche aggiungere che il nucleare non rappresenterebbe problemi circa la densità della nostra penisola. In Italia il rapporto è di 190 abitanti/Km2 (60.000.000 abitanti) contro i 235/km2  della Germania (80.000.000 abitanti e 19 reattori nucleari) il Regno Unito con 250/Km2 (60.000.000 e 18 reattori nucleari) o il Giappone con 340 abitanti/km2 (120.000.000 di abitanti E 51 REATTORI NUCLEARI)
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18814</link>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 16:09:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18814</guid>
					<description>Un centrale nucleare, formata da due unità, occupa merdiamente uno spazio di poco meno di 15 acri (nucleartourist.com)
Un acro corrisponde a 0,4047 ettari così 15 acri sono circa 6 ettari di spazio occupato. 
6 ettari (60000 m2) sono le dimesioni di un podere medio/piccolo.
Rispetto all'enormità di spazio che richiedono gli impianti eolici e/o solari (e l'esiguità di energia prodotta!) mi sembra che una centrale nucleare, &quot;dimensionalmente&quot; parlando, è una cosa più che fattibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Un centrale nucleare, formata da due unità, occupa merdiamente uno spazio di poco meno di 15 acri (nucleartourist.com)<br />
Un acro corrisponde a 0,4047 ettari così 15 acri sono circa 6 ettari di spazio occupato.<br />
6 ettari (60000 m2) sono le dimesioni di un podere medio/piccolo.<br />
Rispetto all&#8217;enormità di spazio che richiedono gli impianti eolici e/o solari (e l&#8217;esiguità di energia prodotta!) mi sembra che una centrale nucleare, &#8220;dimensionalmente&#8221; parlando, è una cosa più che fattibile.
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18710</link>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 15:18:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18710</guid>
					<description>Ovvio che concordo con Vincenzo, anche sul fatto che il problema energetico porterebbe a delle conseguenze ben più gravi di quello della &quot;monnezza&quot;. E' simile solo nella modalità in cui si sta sviluppando: nessuno ne parla, si dicono solo dei no, ognuno è contento se difende il proprio orticello (NIMBY) e non viene chiamato a dare il proprio contributo di responsabilità. Tutto procede tranquillamente e speditamente verso il disastro.

Vorrei anche far notare a Daniele che 30.000 metri cubi di scorie non è certo un volume così gigantesco come il numero potrebbe far pensare. E', a spanne, il volume della scuola dove insegno. Un edificio come ce ne sono tanti altri nel paese. Non è certo un problema trovare i Italia spazi di quel genere. Tanto per avere un termine di confronto in tema, nella sola centrale di Caorso (da 875 MW, cioè poco più della metà di un EPR da 1600 MW) sono stati utilizzati 126.000 metri cubi solo di cemento. Insomma, è poca roba, come le scorie prodotte in generale dal nucleare.

Non si capisce invece a cosa si riferiscano i 55 campi di calcio equivalenti a un impianto, visto che un terreno di gioco deve essere un rettangolo della lunghezza da 120 a 90 metri e della larghezza da 90 a 45 metri (se internazionale 100-110 per 64-75). Un campo medio è allora di 100 x 75 = 7500 metri quadri, 55 campi sono circa 410 mila metri quadri: un cerchio di 725 metri di diametro. Ma a che impianto ti riferisci?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ovvio che concordo con Vincenzo, anche sul fatto che il problema energetico porterebbe a delle conseguenze ben più gravi di quello della &#8220;monnezza&#8221;. E&#8217; simile solo nella modalità in cui si sta sviluppando: nessuno ne parla, si dicono solo dei no, ognuno è contento se difende il proprio orticello (NIMBY) e non viene chiamato a dare il proprio contributo di responsabilità. Tutto procede tranquillamente e speditamente verso il disastro.</p>
	<p>Vorrei anche far notare a Daniele che 30.000 metri cubi di scorie non è certo un volume così gigantesco come il numero potrebbe far pensare. E&#8217;, a spanne, il volume della scuola dove insegno. Un edificio come ce ne sono tanti altri nel paese. Non è certo un problema trovare i Italia spazi di quel genere. Tanto per avere un termine di confronto in tema, nella sola centrale di Caorso (da 875 MW, cioè poco più della metà di un EPR da 1600 MW) sono stati utilizzati 126.000 metri cubi solo di cemento. Insomma, è poca roba, come le scorie prodotte in generale dal nucleare.</p>
	<p>Non si capisce invece a cosa si riferiscano i 55 campi di calcio equivalenti a un impianto, visto che un terreno di gioco deve essere un rettangolo della lunghezza da 120 a 90 metri e della larghezza da 90 a 45 metri (se internazionale 100-110 per 64-75). Un campo medio è allora di 100 x 75 = 7500 metri quadri, 55 campi sono circa 410 mila metri quadri: un cerchio di 725 metri di diametro. Ma a che impianto ti riferisci?
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18704</link>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 12:11:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18704</guid>
					<description>Siamo alle solite. Contestare fino alla morte, anche se stiamo per morire di fame. L'importante e' dire che non si puo' fare, e lasciare tutto com'e' (dimenticando che fra molto poco il problema energetico ci esplodera' fragorosamente fra le mani, ma non come per i rifiuti campani, ma molto peggio a mio avviso).

x Daniele

&quot;Da cittadino vi chiedo: ma cosa vuol dire realizzare un PEN nel quale sia inserito il nucleare? Vuol dir sapere quale sarà la percentuale di eletrtricità generata nel mix energetico dal nucleare? Vuol dire sapere quante centrali servono per raggiungere quel valore?&quot;

Si, direi un 30% circa per cominciare, con almeno una decina di impianti tipo EPR ad esempio.

&quot;Ma si parla di centrali oppure di impianti che comprendano anche il deposito di scorie, il centro di condizionamento delel stesse e l’officina di fabbricazione del combustibile?&quot;

Ho gia' detto che il deposito di scorie si dovra' fare comunque, nucleare o meno, e se fatto bene non sara' un problema (le tecnologie esisitono); quanto alla fabbrica del combustibile se ne puo' tranquillamente costruire una o due (tipo quella che ho visto in Svezia, a Vasteras) - darebbe ulteriori opportunita' di lavoro e di rilancio di questa importantissima tecnologia in campo energetico.

&quot;Quanta superficie servirebbe per costruire questo impianto?&quot;

Non tantissima, e comunque qualcosa di assolutamente trascurabile in confronto a quella richiesta per ottenere la stessa potenza da fonte eolica o (peggio che mai) solare.

&quot;E il trasporto del combustibile verso gli impianti come verrà fatto?&quot;

Come dapperttutto nel mondo: su rotaia per esempio, in opportuni container (ampiamente studiati e provati!!!) a prova di qualsiasi incidente.

&quot;E l’Uranio lo compriamo all’estero?&quot;

Si, dal migliore offerente, esattamente come fa la Svezia da anni, come grandissimo vantaggio. In seguito potremmo pensare anche ad altre (molto interessanti!) vie...

&quot;Poi c’é il problema delel vecchie scorie. Cosa faciamo dei 30.000 metri cubi di II catezgoria ancora da condizionare?&quot;

O le mettiamo nel deposito geologico, o le diamo via in cambio di soldi (non tanto corretto ne conveniente), o le mettiamo da parte finche' non le bruciamo (ci sono molte proposte su come fare, ed e' una cosa fattibile, non fantascienza, ve lo assicuro!).

&quot;Ed infine l’ultima domanda: ma siete sicuri che un popolo di merda come il nostro appena sà che nella sua regione, provincia e comune si costruirà un’impianto grande come 55 campi di calcio, con merci radioattive che entrano ed escono, con il pericolo che qualche terorrista vada a buttarci qualche bomba, non scenda in strada a dire no?&quot;

Basterebbe volerlo fare. Una volta informata debitamente la popolazione, una volta rassicurata sulla realizzazione delle opere a regola d'arte, ed una volta garantiti tutti i privilegi derivanti e giusti per chi ospita tali impianti, penso che i comuni farebbero a gara a chi ne costruisce prima.
Ovviamente servirebbe uno Stato serio, onesto, meritocratico e moderno,. senza il quale e' meglio lasciar perdere e rassegnarsi ad un futuro nelle grotte con le fiaccole...
Ora vi chiedo: cosa volete davvero?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Siamo alle solite. Contestare fino alla morte, anche se stiamo per morire di fame. L&#8217;importante e&#8217; dire che non si puo&#8217; fare, e lasciare tutto com&#8217;e&#8217; (dimenticando che fra molto poco il problema energetico ci esplodera&#8217; fragorosamente fra le mani, ma non come per i rifiuti campani, ma molto peggio a mio avviso).</p>
	<p>x Daniele</p>
	<p>&#8220;Da cittadino vi chiedo: ma cosa vuol dire realizzare un PEN nel quale sia inserito il nucleare? Vuol dir sapere quale sarà la percentuale di eletrtricità generata nel mix energetico dal nucleare? Vuol dire sapere quante centrali servono per raggiungere quel valore?&#8221;</p>
	<p>Si, direi un 30% circa per cominciare, con almeno una decina di impianti tipo EPR ad esempio.</p>
	<p>&#8220;Ma si parla di centrali oppure di impianti che comprendano anche il deposito di scorie, il centro di condizionamento delel stesse e l’officina di fabbricazione del combustibile?&#8221;</p>
	<p>Ho gia&#8217; detto che il deposito di scorie si dovra&#8217; fare comunque, nucleare o meno, e se fatto bene non sara&#8217; un problema (le tecnologie esisitono); quanto alla fabbrica del combustibile se ne puo&#8217; tranquillamente costruire una o due (tipo quella che ho visto in Svezia, a Vasteras) - darebbe ulteriori opportunita&#8217; di lavoro e di rilancio di questa importantissima tecnologia in campo energetico.</p>
	<p>&#8220;Quanta superficie servirebbe per costruire questo impianto?&#8221;</p>
	<p>Non tantissima, e comunque qualcosa di assolutamente trascurabile in confronto a quella richiesta per ottenere la stessa potenza da fonte eolica o (peggio che mai) solare.</p>
	<p>&#8220;E il trasporto del combustibile verso gli impianti come verrà fatto?&#8221;</p>
	<p>Come dapperttutto nel mondo: su rotaia per esempio, in opportuni container (ampiamente studiati e provati!!!) a prova di qualsiasi incidente.</p>
	<p>&#8220;E l’Uranio lo compriamo all’estero?&#8221;</p>
	<p>Si, dal migliore offerente, esattamente come fa la Svezia da anni, come grandissimo vantaggio. In seguito potremmo pensare anche ad altre (molto interessanti!) vie&#8230;</p>
	<p>&#8220;Poi c’é il problema delel vecchie scorie. Cosa faciamo dei 30.000 metri cubi di II catezgoria ancora da condizionare?&#8221;</p>
	<p>O le mettiamo nel deposito geologico, o le diamo via in cambio di soldi (non tanto corretto ne conveniente), o le mettiamo da parte finche&#8217; non le bruciamo (ci sono molte proposte su come fare, ed e&#8217; una cosa fattibile, non fantascienza, ve lo assicuro!).</p>
	<p>&#8220;Ed infine l’ultima domanda: ma siete sicuri che un popolo di merda come il nostro appena sà che nella sua regione, provincia e comune si costruirà un’impianto grande come 55 campi di calcio, con merci radioattive che entrano ed escono, con il pericolo che qualche terorrista vada a buttarci qualche bomba, non scenda in strada a dire no?&#8221;</p>
	<p>Basterebbe volerlo fare. Una volta informata debitamente la popolazione, una volta rassicurata sulla realizzazione delle opere a regola d&#8217;arte, ed una volta garantiti tutti i privilegi derivanti e giusti per chi ospita tali impianti, penso che i comuni farebbero a gara a chi ne costruisce prima.<br />
Ovviamente servirebbe uno Stato serio, onesto, meritocratico e moderno,. senza il quale e&#8217; meglio lasciar perdere e rassegnarsi ad un futuro nelle grotte con le fiaccole&#8230;<br />
Ora vi chiedo: cosa volete davvero?
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18701</link>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:00:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18701</guid>
					<description>Concordo con Pietruccio del quale conservo ogni post: molto chiari, dettagliati e capaci di farti riflettere anche sul argomenti che esulano il nucleare.

Inoltre si sparla tanto di risparmio di energia...Mah!... Al limite risparmiare le fonti di energia. 
Infatti, quando si parla di fonti non rinnovabili (gas, carbone e petrolio) si intende fonti energetiche &quot;finite&quot;. Un esempio:
Se, in preda a follia ambientalista, decidessimo di risparmiare tutto il gas e/o Petrolio e lascialrlo nei serbatoi, fra 50 anni quando riapriremmo i rubinetti, con la fame di energia che ci ritroveremo, in poco meno di un anno consumiamo tutto l'oro nero risparmiato (nel frattempo, causa penuria di energia, meno benessere, regerssione tecnologica,  morti di bambini, malati ed anziani)
Risparmiare le fonti per prolungare, a caro prezzo, di un solo anno l'esaurimento del petrolio disponibile.
E poi sappiamo che il fabbisogno di energia sale, in Italia, ogni anno del 2%... e ci dicono di risparmiare? E' come se ad uno che muore di fame gli dici di stare a dieta. 
Il risparmio è importatissimo ma in un altra ottica: occorre migliorando il mix energetico nazionale con tutto ciò che è disponibile: carbone, rinnavabili ma sopratutto nucleare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Concordo con Pietruccio del quale conservo ogni post: molto chiari, dettagliati e capaci di farti riflettere anche sul argomenti che esulano il nucleare.</p>
	<p>Inoltre si sparla tanto di risparmio di energia&#8230;Mah!&#8230; Al limite risparmiare le fonti di energia.<br />
Infatti, quando si parla di fonti non rinnovabili (gas, carbone e petrolio) si intende fonti energetiche &#8220;finite&#8221;. Un esempio:<br />
Se, in preda a follia ambientalista, decidessimo di risparmiare tutto il gas e/o Petrolio e lascialrlo nei serbatoi, fra 50 anni quando riapriremmo i rubinetti, con la fame di energia che ci ritroveremo, in poco meno di un anno consumiamo tutto l&#8217;oro nero risparmiato (nel frattempo, causa penuria di energia, meno benessere, regerssione tecnologica,  morti di bambini, malati ed anziani)<br />
Risparmiare le fonti per prolungare, a caro prezzo, di un solo anno l&#8217;esaurimento del petrolio disponibile.<br />
E poi sappiamo che il fabbisogno di energia sale, in Italia, ogni anno del 2%&#8230; e ci dicono di risparmiare? E&#8217; come se ad uno che muore di fame gli dici di stare a dieta.<br />
Il risparmio è importatissimo ma in un altra ottica: occorre migliorando il mix energetico nazionale con tutto ciò che è disponibile: carbone, rinnavabili ma sopratutto nucleare.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18667</link>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 19:49:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18667</guid>
					<description>A quanto pare io di anni ne ho un po' più di voi e mi ricordo bene che prima di Chernobyl, e più che altro prima del voltafaccia dei socialisti al congresso di Venezia (precedente a Chernobyl),  c'era solo un po' di pressione contraria (con i soliti argomenti assurdi e le falsità che citava Edoardo) ma niente di simile alla situazione che c'è adesso. Addirittura a un certo punto sembrava si fosse deciso per un piano energetico che comprendeva la costruzione di 16 centrali atomiche (credo PWR) da fare dopo Montalto. La popolazione non era certo contraria: solo qualche sparuto gruppetto di poco conto, e i radicali con poco seguiti su questa posizione, comunque. 

E’ la questione che pone Panebianco il nocciolo dei problemi, su questo aspetto, di questo paese: non è possibile avviare una politica energetica che comprenda il nucleare se non con tempi che si contano in decine di anni. Il tempo in gioco non è, infatti, certo quello di costruzione di un reattore! Solo per cercare il posto e mettere a punto VIA e permessi ci vorrebbero anni, e altri anni a costruirlo, e sarebbe solo il primo. Poi, siccome non avrebbe molto senso fare una, due, tre e neanche cinque centrali (come politica energetica nazionale intendo, per un singolo gruppo di investimento il discorso è diverso) c'è da creare tutto il resto di cui parlava Stefano: prima di avere dei tecnici italiani, tanti tecnici, sfornati da scuole professionali, istituti e Università quanti anni ci vorrebbero? E per fare tutte quelle scuole gli insegnati dove li prendiamo? Ricordo che servirebbero competenze in molti rami, non solo sui quelli dell'ingegneria, della chimica e della fisica: si va dalla biologia, agli aspetti sanitari, alla geologia. La tecnologia nucleare richiede moltissimo personale altamente qualificato perchè è un modo per trasformare in energia, moltissima energia, un lavoro prevalentemente intellettuale (è per questo che mi piace). E a un'industria che si volesse lanciare in quel settore, con le pesanti conseguenze organizzative oltre che le molte competenze che sono necessarie, che garanzie economiche diamo? E per quanto tempo? Poi servirebbero naturalmente un sistema di gestione delle scorie, e un sistema di alleanze per la l'approvvigionamento del combustibile nucleare ecc...

Insomma per creare una tecnologia nucleare sarebbe necessario uno sforzo notevole e molto lungo: secondo me bisognerebbe partire oggi riaprendo Trino e Caorso tanto per cominciare e avviare così pian paino un circolo virtuoso che ci porti a non essere totalmente spiazzati sul piano energetico fra vent'anni quando sarà inevitabilmente molto molto dura (ricordo, ai più giovani, che passano molto prima di quanto possiate immaginare).

In parte mi pare di aver risposto anche a Daniele: un piano energetico, per quanto riguarda la parte nucleare, deve prevedere un sistema per arrivare ad avere in qualche decina di anni un &lt;strong&gt;sistema&lt;/strong&gt; capace di sostenere la produzione di energia elettrica con diverse decine di centrali e una ricerca capace di far si che mano mano che ne vengono costruite di nuove siano sempre migliori fino a sfociare con competenza ed esperienza a una tecnologia molto impegnativa come quella dei reattori di IV generazione. Una &quot;buona&quot; tecnologia è tale se offre, poi, molte soluzioni ai vari problemi che si presentano e si adatta a rispondere a una serie di esigenze in modi che adesso possiamo solo in parte immaginare.

Per capire di cosa stiamo parlando chiediamoci allora, a spanne, quanti reattori servirebbero all'Italia? Difficile dire perchè dipende da molte variabili, ma queste stime possono servire par capire se si parla di 1 di 100 o di 10000.
Se da un EPR si possono ricavare diciamo circa 12 TWh all'anno, per fare tutta l'energia elettrica in Italia ne basterebbero  30, ma non avremmo risolto che una minima parte dei nostri problemi energetici (circa il 30%). Però si potrebbe pensare di spostare tutta una serie di consumi sull'elettricità (ad esempio potremmo scaldare le case con delle pompe di calore, spostare la maggior parte dei trasposti su ferrovia, produrre idrogeno o altro combustibile per gli altri tipi di veicoli) e poi potremmo cercare di recuperare in qualche modo il molto calore che le centrali perdono per il raffreddamento del ciclo termico. Se ad esempio pensassimo di riuscire a recuperarne almeno la metà, nell'ipotesi che si riesca a fare col risparmio energetico quello che non ci è mai riuscito, cioè mantenere almeno stabili i consumi (non dico di ridurli ma almeno far sì che non aumentino) allora ci accorgeremmo che di centrali ne basterebbero 100.  Chiaramente sarebbe assurdo voler utilizzare come unica fonte primaria il nucleare, ho fatto questi conti solo per dare il senso delle dimensioni della questione.

In conclusione un buon piano energetico dovrebbe prevedere dei mutamenti graduali e lo sviluppo di altre tecnologie oltre a quelle in uso, fra cui il nucleare.  L'Italia si dovrebbe quindi organizzare per avere qualche decina di centrali perfettamente funzionanti nel momento in cui i prezzi dei combustibili fossili si faranno insostenibili, e ho proprio paura che non succederà fra moltissimo tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>A quanto pare io di anni ne ho un po&#8217; più di voi e mi ricordo bene che prima di Chernobyl, e più che altro prima del voltafaccia dei socialisti al congresso di Venezia (precedente a Chernobyl),  c&#8217;era solo un po&#8217; di pressione contraria (con i soliti argomenti assurdi e le falsità che citava Edoardo) ma niente di simile alla situazione che c&#8217;è adesso. Addirittura a un certo punto sembrava si fosse deciso per un piano energetico che comprendeva la costruzione di 16 centrali atomiche (credo PWR) da fare dopo Montalto. La popolazione non era certo contraria: solo qualche sparuto gruppetto di poco conto, e i radicali con poco seguiti su questa posizione, comunque. </p>
	<p>E’ la questione che pone Panebianco il nocciolo dei problemi, su questo aspetto, di questo paese: non è possibile avviare una politica energetica che comprenda il nucleare se non con tempi che si contano in decine di anni. Il tempo in gioco non è, infatti, certo quello di costruzione di un reattore! Solo per cercare il posto e mettere a punto VIA e permessi ci vorrebbero anni, e altri anni a costruirlo, e sarebbe solo il primo. Poi, siccome non avrebbe molto senso fare una, due, tre e neanche cinque centrali (come politica energetica nazionale intendo, per un singolo gruppo di investimento il discorso è diverso) c&#8217;è da creare tutto il resto di cui parlava Stefano: prima di avere dei tecnici italiani, tanti tecnici, sfornati da scuole professionali, istituti e Università quanti anni ci vorrebbero? E per fare tutte quelle scuole gli insegnati dove li prendiamo? Ricordo che servirebbero competenze in molti rami, non solo sui quelli dell&#8217;ingegneria, della chimica e della fisica: si va dalla biologia, agli aspetti sanitari, alla geologia. La tecnologia nucleare richiede moltissimo personale altamente qualificato perchè è un modo per trasformare in energia, moltissima energia, un lavoro prevalentemente intellettuale (è per questo che mi piace). E a un&#8217;industria che si volesse lanciare in quel settore, con le pesanti conseguenze organizzative oltre che le molte competenze che sono necessarie, che garanzie economiche diamo? E per quanto tempo? Poi servirebbero naturalmente un sistema di gestione delle scorie, e un sistema di alleanze per la l&#8217;approvvigionamento del combustibile nucleare ecc&#8230;</p>
	<p>Insomma per creare una tecnologia nucleare sarebbe necessario uno sforzo notevole e molto lungo: secondo me bisognerebbe partire oggi riaprendo Trino e Caorso tanto per cominciare e avviare così pian paino un circolo virtuoso che ci porti a non essere totalmente spiazzati sul piano energetico fra vent&#8217;anni quando sarà inevitabilmente molto molto dura (ricordo, ai più giovani, che passano molto prima di quanto possiate immaginare).</p>
	<p>In parte mi pare di aver risposto anche a Daniele: un piano energetico, per quanto riguarda la parte nucleare, deve prevedere un sistema per arrivare ad avere in qualche decina di anni un <strong>sistema</strong> capace di sostenere la produzione di energia elettrica con diverse decine di centrali e una ricerca capace di far si che mano mano che ne vengono costruite di nuove siano sempre migliori fino a sfociare con competenza ed esperienza a una tecnologia molto impegnativa come quella dei reattori di IV generazione. Una &#8220;buona&#8221; tecnologia è tale se offre, poi, molte soluzioni ai vari problemi che si presentano e si adatta a rispondere a una serie di esigenze in modi che adesso possiamo solo in parte immaginare.</p>
	<p>Per capire di cosa stiamo parlando chiediamoci allora, a spanne, quanti reattori servirebbero all&#8217;Italia? Difficile dire perchè dipende da molte variabili, ma queste stime possono servire par capire se si parla di 1 di 100 o di 10000.<br />
Se da un EPR si possono ricavare diciamo circa 12 TWh all&#8217;anno, per fare tutta l&#8217;energia elettrica in Italia ne basterebbero  30, ma non avremmo risolto che una minima parte dei nostri problemi energetici (circa il 30%). Però si potrebbe pensare di spostare tutta una serie di consumi sull&#8217;elettricità (ad esempio potremmo scaldare le case con delle pompe di calore, spostare la maggior parte dei trasposti su ferrovia, produrre idrogeno o altro combustibile per gli altri tipi di veicoli) e poi potremmo cercare di recuperare in qualche modo il molto calore che le centrali perdono per il raffreddamento del ciclo termico. Se ad esempio pensassimo di riuscire a recuperarne almeno la metà, nell&#8217;ipotesi che si riesca a fare col risparmio energetico quello che non ci è mai riuscito, cioè mantenere almeno stabili i consumi (non dico di ridurli ma almeno far sì che non aumentino) allora ci accorgeremmo che di centrali ne basterebbero 100.  Chiaramente sarebbe assurdo voler utilizzare come unica fonte primaria il nucleare, ho fatto questi conti solo per dare il senso delle dimensioni della questione.</p>
	<p>In conclusione un buon piano energetico dovrebbe prevedere dei mutamenti graduali e lo sviluppo di altre tecnologie oltre a quelle in uso, fra cui il nucleare.  L&#8217;Italia si dovrebbe quindi organizzare per avere qualche decina di centrali perfettamente funzionanti nel momento in cui i prezzi dei combustibili fossili si faranno insostenibili, e ho proprio paura che non succederà fra moltissimo tempo.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18658</link>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 16:18:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18658</guid>
					<description>P.S. = ovviamente le varie notizie sono andate a leggerle sui giornali e resoconti dell'epoca o procurandomi altre fonti attendibili (es. i vecchi VHS)

Certo che a sette anni non mi ponevo il problema nucleare si, nucleare no...ma ciò non mi pare grave visto che ad oggi ci sono politici che, con il petrolio a 120$ il barile e tanti anni sul groppone, continua a non porsi la questione e si baloccano sognando un mondo che va avanti a sole e vento..MA FATEMI IL PIACERE!</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>P.S. = ovviamente le varie notizie sono andate a leggerle sui giornali e resoconti dell&#8217;epoca o procurandomi altre fonti attendibili (es. i vecchi VHS)</p>
	<p>Certo che a sette anni non mi ponevo il problema nucleare si, nucleare no&#8230;ma ciò non mi pare grave visto che ad oggi ci sono politici che, con il petrolio a 120$ il barile e tanti anni sul groppone, continua a non porsi la questione e si baloccano sognando un mondo che va avanti a sole e vento..MA FATEMI IL PIACERE!
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18645</link>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 11:33:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18645</guid>
					<description>Per Daniele:

io (36 anni) ricordo invece che Caorso, quando fu avviato nel '78, fu visto che una tappa importante della tecnologia nucleare Italiana: l'Enel ed Ansaldo erano riuscito a costruire una reattore (BWR) all'avanguardia per l'epoca.

Ricordo purtroppo le proteste, o meglio le CARNEVALATE, fuori del cantiere di Montalto di Castro e di tanta gente che, a parte i soliti idioti pseudo ambientalisti, era lì a strillare soltanto perchè qualcuno gli aveva raccontato un sacco di falsità, sia dal punto di vsita tecnico che dal punto di vista economico. &lt;em&gt;A quel tempo, ed ancor di più dopo Chernobyl, si raccontava che il vapore che usciva dalle torri di raffreddamento era radioattivo ed uccideva gli uccelli che vi passavano  sopra!&lt;/em&gt;

Penso che ogni popolo male informato e bombardato da falsità prive di fondamento (oggi va di moda il Global Warming) diventa un popolo di merda e pauroso.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per Daniele:</p>
	<p>io (36 anni) ricordo invece che Caorso, quando fu avviato nel &#8216;78, fu visto che una tappa importante della tecnologia nucleare Italiana: l&#8217;Enel ed Ansaldo erano riuscito a costruire una reattore (BWR) all&#8217;avanguardia per l&#8217;epoca.</p>
	<p>Ricordo purtroppo le proteste, o meglio le CARNEVALATE, fuori del cantiere di Montalto di Castro e di tanta gente che, a parte i soliti idioti pseudo ambientalisti, era lì a strillare soltanto perchè qualcuno gli aveva raccontato un sacco di falsità, sia dal punto di vsita tecnico che dal punto di vista economico. <em>A quel tempo, ed ancor di più dopo Chernobyl, si raccontava che il vapore che usciva dalle torri di raffreddamento era radioattivo ed uccideva gli uccelli che vi passavano  sopra!</em></p>
	<p>Penso che ogni popolo male informato e bombardato da falsità prive di fondamento (oggi va di moda il Global Warming) diventa un popolo di merda e pauroso.</p>
	<p>Saluti
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Stefano Panebianco</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18644</link>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 11:02:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18644</guid>
					<description>x Antonino
Se lo dici tu... non ho motivo di non crederci, sebbene per quanto ne sapevo io la Sogin è specializzata piuttosto sul decommissioning (all'internazionale soprattutto nei paesi dell'est). Probabilmente le informazioni di cui dispongo non sono aggiornate. Le tue informazioni da dove provengono?
Se magari ci fosse qualcuno di Sogin che legge il forum potrebbe deliziarci con un commento chiarificatore... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Antonino<br />
Se lo dici tu&#8230; non ho motivo di non crederci, sebbene per quanto ne sapevo io la Sogin è specializzata piuttosto sul decommissioning (all&#8217;internazionale soprattutto nei paesi dell&#8217;est). Probabilmente le informazioni di cui dispongo non sono aggiornate. Le tue informazioni da dove provengono?<br />
Se magari ci fosse qualcuno di Sogin che legge il forum potrebbe deliziarci con un commento chiarificatore&#8230; <img src='http://www.archivionucleare.com/wp-images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Milano - E&#8217; possibile una ripresa dell&#8217;impegno nucleare in Italia? by: Antonino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18642</link>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 09:20:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/05/06/milano-possibile-ripresa-impegno/#comment-18642</guid>
					<description>x Pietruccio,
scusami ho sbagliato, la domanda era rivolta a Daniele.

Daniele, dimmi, secondo te, chi sono gli attori del nucleare (che agiscono da strumento del Governo) italiano che avresti gradito intervenissero al meeting?
AREVA? EdF? i Russi? I cinesi? I giapponesi?

X Daniele, 
le tue supposizioni e congetture su sogin ed enel mi sembrano al quanto semplicistiche....non ti spiego perche', potresti scoprire dinamiche diverse da quelle che supponi.

x Stefano Panebianco,
sicuramente in Italia, non c'e' altro posto migliore in cui possano essere quelle competenze di cui parli se non in Sogin. 
Ovvio che non bastano per i motivi che hai detto, vedi turn over.
Si parla di ri-costruire, ma la base non è zero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Pietruccio,<br />
scusami ho sbagliato, la domanda era rivolta a Daniele.</p>
	<p>Daniele, dimmi, secondo te, chi sono gli attori del nucleare (che agiscono da strumento del Governo) italiano che avresti gradito intervenissero al meeting?<br />
AREVA? EdF? i Russi? I cinesi? I giapponesi?</p>
	<p>X Daniele,<br />
le tue supposizioni e congetture su sogin ed enel mi sembrano al quanto semplicistiche&#8230;.non ti spiego perche&#8217;, potresti scoprire dinamiche diverse da quelle che supponi.</p>
	<p>x Stefano Panebianco,<br />
sicuramente in Italia, non c&#8217;e&#8217; altro posto migliore in cui possano essere quelle competenze di cui parli se non in Sogin.<br />
Ovvio che non bastano per i motivi che hai detto, vedi turn over.<br />
Si parla di ri-costruire, ma la base non è zero.
</p>
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