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Luciano Maiani e l’ iter di insediamento alla presidenza del CNR

29 Gennaio 2008 di Amministratore

Il 21 dicembre il Consiglio dei Ministri (dell’ ormai uscente governo Prodi) aveva dato il via libera alla nomina del fisico Luciano Maiani alla presidenza del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

La scelta era ricaduta su di lui tramite una selezione effettuata non da partiti politici ma da un comitato di alto profilo (composto da scienziati italiani e stranieri), così come era stato voluto dal Ministro dell’ Università e della Ricerca Fabio Mussi. Tra i candidati era stato scelto alla fine proprio il fisico della Repubblica di San Marino Luciano Maiani.
La nonima di Maiani (che andrebbe a prendere il posto di Fabio Pistella) è stata apprezzata sia dalla maggioranza del centrosinistra sia dall’ opposizione del centrodestra. Anche la rivista “Science” ne ha lodato tale nomina.

Ma per poter essere effettivamente nominato e quindi insediarsi come presidente del CNR, è previsto che le “Commissioni Cultura Scienza e Istruzione” di Camera e Senato debbano dare il loro parere (consultivo e comunque non vincolante).

Al di là del fatto che poi attualmente è in atto una crisi di governo (con conseguente sostanziale stallo dei lavori delle Commissioni), tuttavia il parere ancora non arrivato è legato anche ad una vicenda che non ha molto a che fare con la scienza: Maiani nelle due Commissioni (di Camera e Senato) è stato considerato da alcuni esponenti (Angela Filipponio Tatarella e Nicola Bono di Alleanza Nazionale, in Commissione Cultura della Camera; Franco Asciutti di Forza Italia, in Commissione Cultura del Senato) come persona che potrebbe non essere “garante della oggettività che ogni ricerca scientifica esige per essere se stessa” e privo di un “atteggiamento equilibrato e laico”.

Il motivo? Luciano Maiani è stato uno dei 67 professori dell’ Università “La Sapienza” che hanno sottoscritto la lettera-manifesto in cui definivano inopportuna la presenza del Papa Benedetto XVI in occasione dell’ inaugurazione dell’ anno accademico.

Con ironia, si può dire che non sono questi i veri problemi culturali dell’ Italia.

Maiani è professore di Fisica teorica presso l’ Università “La Sapienza” di Roma dal 1976. Nel 1970 ad Harvard ha sviluppato l’ estensione del modello a quark che permette di correggere alcune anomalie della teoria elettrodebole, in collaborazione con Sheldon Lee Glashow e John Iliopoulos. È stato inoltre presidente dell’ INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) dal 1993 al 1998 e direttore generale del CERN (Consiglio Europeeo per la Ricerca Nucleare) dal 1999 al 2003.

Per chi volesse leggersi i resoconti dei lavori in Commissione Cultura Scienza e Istruzione:

Legislatura 15º - Commissione Cultura Scienza e Istruzione del Senato - Resoconto seduta 149 del 16 gennaio 2008
(leggere l’ intervento iniziale del senatore Franco Asciutti di Forza Italia)

Legislatura 15º - Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera - Resoconto seduta 268 del 17 gennaio 2008
(leggere l’ intervento finale dell’ onorevole Angela Filipponio Tatarella e Nicola Bono di Alleanza Nazionale)

AGGIORNAMENTO - 4 FEBBRAIO 2008

Venerdì 1 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato la nomina di Luciano Maiani come presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
L’ approvazione giunge dopo il parere favorevole espresso da Camera (il 31 gennaio) e Senato (il 29 gennaio).
L’ ultimo formale ostacolo ora è il via libera che è atteso dalla Corte dei Conti, poi Luciano Maiani potrà insediarsi nel nuovo incarico.



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  • 12 Commenti a “ Luciano Maiani e l’ iter di insediamento alla presidenza del CNR”

    1. Marco Calviani scrive:

      Piccola precisazione: il Prof. Maiani e’ stato direttore del CERN dal 1 gennaio 1999 alla fine del 2003 non 2007.
      m

    2. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve Marco,
      grazie per la segnalazione: correzione effettuata!

    3. Loris Groppo scrive:

      Per chi ha seguito un po’ questa vicenda è risultato subito evidente la vergognosa strumentalizzazione politica di una presa di posizione che fin dall’inizio (dalla lettera del prof. Cini, intendo) aveva tutto il diritto di essere espressa.
      Sebbene la vicenda sia intrisa di condizionamenti ideologici decisamente fuori luogo, bene ha fatto l’Amministratore a farne cenno, nonostante il rischio della polemica e dello scontro.
      Qui, infatti, si tratta di dare al pensiero scientifico la sua giusta collocazione nell’ambito dell’opinione pubblica. Ed è proprio dai risultati che si possono ottenere in questo senso che si può arrivare a certe conclusioni. Questo vale per il nucleare come per gli OGM oppure, ancora, per la ricerca sulle cellule staminali. E via dicendo.
      Maiani che sarebbe privo di “atteggiamento equilibrato e laico”. Infatti. Uno che ha ottenuto risultati sostanziali come quelli da lui raggiunti nel campo della ricerca scientifica, già me lo vedo (prima dell’acquisizione del potere (?) – la nomina al CNR) complottare con pochi per destabilizzare il quadro politico italiano. Figurarsi.
      Perché non pensare, invece, che vi sia stata una nobile (per quanto ingenua) esigenza di esprimere un atteggiamento rivolto alla crescita di tutta la società nel nostro paese? A quei 67 va tutto il mio rispetto. Se non altro per il coraggio.

    4. Stefano Panebianco scrive:

      E’ puerile pensare che Maiani possa tramare per la destabilizzazione del quadro politico italiano (che a destabilizzarsi ci pensa da solo… senza bisogno di aiuti esterni!!!). E’ disonesto non riconoscere gli enormi meriti scientifici dei quali Maiani si puo’ ragionevolmente pregiare (sebbene ormai un po’ datati…). E’ pero’ utile discutere con chi ha lavorato al CERN negli anni della direzione Maiani, informarsi sulla gestione che in quegli anni è stata messa in atto per uno dei più grandi progetti scientifici mai realizzati (LHC), capirne i ritardi, i buchi di bilancio, la gestione del personale (scientifico e non), le politiche di transferimento tecnologico e di “soutraitance”, i criteri nelle nomine alle direzioni e nei comitati scientifici. Tale confronto permetterebbe di avere una visione più ampia delle capacità manageriali di Maiani, che nulla hanno a che vedere con suoi meriti scientifici. E lo stesso discorso lo si potrebbe in seguito applicare a Zichichi, a Rubbia (se ne parla in un altro post di questo forum se ho letto bene…) e ad altri ricercatori di primissimo piano.
      Ma dove sta scritto che un ottimo magistrato sia il miglior guardasigilli possibile, e che un medico capace farà faville alla sanità…

    5. Pietruccio scrive:

      Riprendo il discorso di Panebianco, per allargarlo ancora in quanto è da sempre che sono convinto che la quasi totalità dei guai del sistema paese derivano dal fatto che a comandare ci va chi è bravo a fare politica, cioè, in democrazia, chi è bravo a raccogliere consensi. Ma chi lo dice che uno bravo a raccogliere consensi sia poi anche un buon amministratore?

      E quando parlo del nostro sistema, cioè di un sistema democratico, parlo del migliore di tutti: figuriamoci gli altri! Dopo una rivoluzione o una guerra, poi, a gestire un paese ci va chi è più bravo a combattere e ad allearsi coi più forti, per cui, per i motivi citati sopra, le cose, dopo, vanno spesso peggio di prima.

      Insomma, secondo me, il baco sta nelle basi costitutive del tipo di organizzazione sociale che si dà questa povera umanità.

      Non c’è allora da stupirsi se stiamo andando in totale incoscienza verso una crisi energetica che ci trascinerà in una crisi economica senza pari, il tutto senza muovere un dito, e per lo più applaudendo a gruppi di sedicenti esperti che senza prendersi responsabilità alcuna e in nome di un (loro?) qualche interesse (ricordate? si sente dire spesso che le rinnovabili sono “un affare”) affermano di risolvere tutto con un po’ di sole, un po’ di vento e il (nostro?) risparmio energetico.

    6. Loris Groppo scrive:

      Ineccepibile la considerazione di Panebianco. Nessuno meglio di chi ci ha lavorato al CERN può formulare delle valutazioni su Maiani. Personalmente ammetto di non saperne molto sul suo operato e mi riprometto dunque di informarmi.
      Tuttavia mi permetto fin d’ora di buttare lì un paio di riflessioni.
      1) Il CERN nasce negli anni ’50 per iniziativa di diverse nazioni. Tante persone, tante idee, tante risorse in gioco. Ed ha funzionato. Si tratta della maggiore istituzione al mondo in questo campo. Mi viene da pensare perciò che là ormai si sia costituito un modello amministrativo evoluto, di certo non privo di difetti, ma che può portare risultati concreti (ad alto livello). E se Maiani ne viene eletto a capo per quattro anni non mi sembra un caso. Così come non mi sembra che si possa imputare ad una sola persona le inefficienze di una struttura così complessa.
      Siamo d’accordo. Non sono mai caduto nella banalità di considerare una persona “titolata” come sicuramente capace. Purtroppo, però, non mi è mai capitato di constatare “capace” una persona non titolata. Non so, rischio di fare brutta figura, ma mi fate l’esempio di un ministro della Giustizia ottimo magistrato che abbia fatto peggio delle perle che abbiamo avuto nelle ultime due legislature? Fate voi. Dai, mettiamo al CNR un ottimo capitano d’industria o un bravo dirigente statale senza un minimo di idea sulla differenza fra un neutrone ed un neutrino. Poi vediamo (oppure abbiamo già visto?).
      2) Ma tutto questo, alla fine, cosa c’entra con il Papa? Si può pensare di mettere in discussione la nomina al CNR sulla base di una presa di posizione politica? E’ chiaro che se l’operato di uno scienziato (o presunto tale) è di fatto condizionata dall’ideologia, tutto va messo in discussione. Ma in questo caso il macigno ideologico non mi sembra affatto pesare su questa nomina. Se c’è, per favore, aiutatemi a scoprirlo.

      Mi sento deluso per la nota di Pietruccio. Egli, con una dose di pessimismo che non gli avevo fino ad ora riconosciuto, esprime una così bassa considerazione sul nostro “sistema” da risultare incomprensibile. Quando tu dici “figurarsi gli altri!”, cosa c’è dunque di meglio?
      Dopo una rivoluzione o una guerra? Beh, in tempi relativamente recenti, dopo una guerra devastante sono nati i totalitarismi, con la guerra che ne è seguita subito dopo si sono costituite democrazie straordinarie.
      Cosa dire in particolare della classe dirigente del nostro dopoguerra? Semplicemente che ha fatto rinascere ed evolvere un paese disastrato. In fondo, la misera (ma non tanto) esperienza del nucleare italiano è nata proprio da lì.
      Nostalgia? Per molti versi sì. Speranze? Poche, ma qualcuna bisogna averne.

    7. Sergio scrive:

      Se il prof. Maiani non appare il miglior Presidente possibile per il CNR, non è certo per questioni di natura politico-ideologica, bensì per la grave carenza di correttezza e sensibilità dimostrate quando ci fu la crisi finanziaria del progetto LHC, che egli tentò inutilmente di tenere nascoste al Personale e, peggio ancora, al Consiglio del CERN, fin quando non uscì sulla stampa svizzera. Il risultato fu che, per salvare l’immagine dell’Organizzazione, il Consiglio rinunciò a chiederne le dimissioni, ma gli affiancò un Comitato di Revisione esterna, presieduto dal futuro direttore, R. Aymar, che di fatto lo esautorò fino alla fine del suo mandato. Al riguardo ci sono varii articoli pubblicati nell’autunno 2001 sulla rivista Nature, che descrivono ampiamente la vicenda.
      Un semplice commento: se questo è capitato per un Ente come il CERN, monotematico, con criteri svizzeri di organizzazione, quindi facile da gestire, cosa può capitare per il CNR, struttura quanto mai complessa e frammentaria?

    8. Loris Groppo scrive:

      Grazie a Sergio per la puntualizzazione ed a Panebianco per aver sollevato la questione. Ne ero all’oscuro, ma l’ignoranza, si sa, non è una giustificazione. Vado un po’ a studiare.
      Ma tutto questo conferma (qualora ce ne fosse stato bisogno) la scandalosa stumentalizzazione ideologica della vicenda della Sapienza.
      Di nuovo grazie.

    9. Sergio scrive:

      Le strumentalizzazioni ideologiche sono purtroppo una costante nella nostra classe politica, e non c’è da stupirsene più di tanto. Basti pensare come i politici del Centro-Destra, invece di entrare nel merito della candidatura del Prof. Maiani, erano dispostissimi a votarlo in comm.ne ed è stato solo per quell’incauta firma sulla lettera dei 67 (che lui poi ha cercato di ritrattare, non facendoci una bella figura) che gli si sono scagliati contro, non percependolo più come persona neutrale politicamente.

    10. Pietruccio scrive:

      Come volevasi dimostrare. Esempio tipico di quello che intendevo dire.

      Non credo proprio che chi vota o sostiene quella parte politica lo faccia perchè vuole questo tipo di bassezze. Sono convinto che la quasi totalità delle popolazione che porta qualcuno al governo lo fa nella speranza che questo faccia funzionare la macchina dello stato, i servizi, riduca gli sprechi e le sperequazioni, faccia funzionare l’economia, consenta di vivere in un paese dove non sia impossibile trovare una lavoro e una casa… poi ognuno è convinto che a farlo sia questo o quello ma quasi tutti vogliamo le stesse cose.

      Caro Loris, il mio non credo che sia pessimismo, è solo una semplice constatazione. Se uno ha la febbre e dice che ha la febbre non è pessimista, è realista.

      Quello che vedo, se alzo un po’ la testa sopra il tetto di casa, è che la frazione di popolazione che ha la fortuna di vivere in democrazia, senza essere oppressa da religioni, ideologie assurde o gruppi di potere violenti, è minima: e come vedi il quadro lascia poco spazio all’autocompiacimento. E anche queste, che noi chiamiamo democrazie, mi appaiono piuttosto “primitive”, perchè se attraverso i media non avviene una discussione paritaria e completa sugli argomenti vitali per la vita di una nazione, alla fine la libertà sulle scelte, essendo queste ultime pilotate, è puramente fittizia.

      Certo dipende anche da cosa si vuole intendere con la parola “amministrare” riferito alla cosa pubblica. Per me è sottinteso “nell’interesse della gente”. Ideologie, ottusità e interessi personali vanno in direzione opposta a quest’ultima specifica ma spesso prevalgono. Non sto mica dicendo che succede sempre, né dappertutto, ogni generalizzazione è sbagliata. Ci sono dei momenti, come ad esempio nell’ultimo dopoguerra che citavi tu, in cui nonostante tutto si fanno dei vistosi progressi e altri momenti, in tempo di pace, in cui c’è un inesorabile regresso, come sta avvenendo adesso in Italia. Ma ti sfido a dimostrarmi che l’opposto sia la regola, ad esempio che la dittatura seguita alla Rivoluzione Francese incarnasse gli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza in cui è nata. E mi viene in mente un’infinità di altri esempi di questo genere, assolutamente evidenti, ma siccome coinvolgono posizioni politiche attuali preferisco evitare…

    11. Stefano Panebianco scrive:

      Grazie a Sergio per avere dato qualche input per capire meglio il mio post, forse un po’ vago, e per aver ravvivato la discussione. Voglio pure aggiungere che, sebbene capisca il pessimismo di Pietruccio, non sento di condividerlo fino in fondo perchè credo che la cattiva (direi disastrosa…) gestione di Maiani al CERN non è il frutto di un’ideologia o di una ricerca di arricchimento personale. Penso piuttosto sia semplicement il frutto di una cultura molto diffusa in Italia (e non solo…), che considera la gestione di un ente di ricerca in maniera puramente contabile, di contabilità allegra… E questo è tanto più grave se viene da uno scienzato, quindi un “non contabile”, che non è in grado di arginare le derive intrinsche a una gestion contabile. La mia idea è quindi molto semplice, e si ispira alla gestione del centro di ricerca in cui lavoro. Il miglior modello è secondo me quello che prevede una gestione bicefala, composta da un comitato scientifico (presieduto da un eminente scienziato, e preferibilmente di respiro internazionale) che fissa le priorità di ricerca e valuta i progetti in base a motivazioni di tipo prettamente scientifico. L’altra testa è un consiglio di amministrazione che, in base agli indirizzi e le priorità decise su base scientifica, eroga le risorse, gestisce il personale e assicura la gestion “puramente contabile”. Non dico che questo sistema sia esente da critiche (tutt’altro…), ma in un quadro in cui le competenze e le responsabilità dei due organi di gestione (scientifico e contabile) sono ben definite e trasparenti, non è scioccante avere un direttore generale che non sa nulla di fisica (sebbene un piccolo corso accelerato non fa mai male… non fosse altro che per cultura generale…!). Spero che la mia idea sia ora più chiara. Sono evidentemente disponibile per argomentare più dettagliatamente e per contribuire all’analisi delle capacità gestionali del prof. Maiani.

    12. Amministratore scrive:
      Commento ufficiale dello Staff

      Salve,

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