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	<title>Comments on: Il Sole 24 Ore - Energia - Senza i reattori Kyoto si allontana</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:01:52 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Il Sole 24 Ore - Energia - Senza i reattori Kyoto si allontana by: Alessandro De Maida</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15576</link>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 19:00:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15576</guid>
					<description>Dunque, ogni anno una centrale da un GW (che funzioni sempre per 8760 ore all'anno) consuma dai 150 alle 200 tonnellate di uranio naturale; ora, o questo materiale viene arricchito a qualche per cento per produrre qualche decina di tonn di U leggermente arricchito o viene usato direttamente in reattori ad acqua pesante funzionanti ad U naturale (nessun arricchimento richiesto).
Nel primo caso, valori tipici sono tassi di combustione 50 MWg (megawattgiorno = 24 mila kWh termici) per kg di U arricchio al 4,5%, nel secondo circa 7-8 MWg per kg di uranio.
Nel primo caso, quindi occorrono 365/(50*0,35) = circa 21 tonn di U arricchito per 1000 MWanno di elettricitÃ  (con il 35% dell' efficienza termica) che una volta &quot;consumate&quot; producono l' 1% di plutonio e transuranici (vita media decine e centinaia di migliaia di anni), circa il 5-6% di prodotti di fissione a bassa o a lunga vita media come cesio, stronzio,iodio e tecnezio, il rimanente essendo uranio impoverito, ma ancora con arricchimento &amp;#62; 1%, quindi superiore del livello naturale

Chiaramente, esistono tutta una serie di molto piÃ¹ voluminosi rifiuti radiaottivi a bassa o media attivitÃ  che si producono nell'operazione dell' impianto, diciamo qualcosa come 100 mc all'anno, compreso lo smantellamento della centrale stessa

Sono essenzialmente due le strategie di stoccaggio delle scorie prese in considerazione: una Ã¨ quella geologica in siti di profonditÃ  che garantisca il contenimento contro il rilascio futuro di prodotti radioattivi per periodi molto lunghi; l'altra Ã¨ quella temporanea in siti superficiali appositamente ingegnerizzati (per es. in siti del demanio mlitare) che prevede di posporre al futuro una soluzione definitiva al problema delle scorie</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Dunque, ogni anno una centrale da un GW (che funzioni sempre per 8760 ore all&#8217;anno) consuma dai 150 alle 200 tonnellate di uranio naturale; ora, o questo materiale viene arricchito a qualche per cento per produrre qualche decina di tonn di U leggermente arricchito o viene usato direttamente in reattori ad acqua pesante funzionanti ad U naturale (nessun arricchimento richiesto).<br />
Nel primo caso, valori tipici sono tassi di combustione 50 MWg (megawattgiorno = 24 mila kWh termici) per kg di U arricchio al 4,5%, nel secondo circa 7-8 MWg per kg di uranio.<br />
Nel primo caso, quindi occorrono 365/(50*0,35) = circa 21 tonn di U arricchito per 1000 MWanno di elettricitÃ  (con il 35% dell&#8217; efficienza termica) che una volta &#8220;consumate&#8221; producono l&#8217; 1% di plutonio e transuranici (vita media decine e centinaia di migliaia di anni), circa il 5-6% di prodotti di fissione a bassa o a lunga vita media come cesio, stronzio,iodio e tecnezio, il rimanente essendo uranio impoverito, ma ancora con arricchimento &gt; 1%, quindi superiore del livello naturale</p>
	<p>Chiaramente, esistono tutta una serie di molto piÃ¹ voluminosi rifiuti radiaottivi a bassa o media attivitÃ  che si producono nell&#8217;operazione dell&#8217; impianto, diciamo qualcosa come 100 mc all&#8217;anno, compreso lo smantellamento della centrale stessa</p>
	<p>Sono essenzialmente due le strategie di stoccaggio delle scorie prese in considerazione: una Ã¨ quella geologica in siti di profonditÃ  che garantisca il contenimento contro il rilascio futuro di prodotti radioattivi per periodi molto lunghi; l&#8217;altra Ã¨ quella temporanea in siti superficiali appositamente ingegnerizzati (per es. in siti del demanio mlitare) che prevede di posporre al futuro una soluzione definitiva al problema delle scorie
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il Sole 24 Ore - Energia - Senza i reattori Kyoto si allontana by: Daniele</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15557</link>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 07:25:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15557</guid>
					<description>In risposta al commento di Alessandro De Maida.

La ringrazio per la spiegazione molto interessante. Le chiedo sepuÃ² anche spiegare quali sono i flussi in uscita, in termini di materiale esausto e rifiuti, da una centrale nucleare e quali sono le modalitÃ  di smaltimento degli stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>In risposta al commento di Alessandro De Maida.</p>
	<p>La ringrazio per la spiegazione molto interessante. Le chiedo sepuÃ² anche spiegare quali sono i flussi in uscita, in termini di materiale esausto e rifiuti, da una centrale nucleare e quali sono le modalitÃ  di smaltimento degli stessi.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il Sole 24 Ore - Energia - Senza i reattori Kyoto si allontana by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15517</link>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 10:44:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15517</guid>
					<description>Tanto perchÃ¨ nessuno si faccia illusioni vorrei solo aggiungere che anche il bioetanolo, sopratutto se prodotto dal mais, presenta un bilancio energetico disastroso come conferma un articolo su &quot;Le Scienze&quot; di qualche mese fa (l'energia contenuta nell'etanolo Ã¨ di poco superiore a quella del metano consumato per far fermentare la biomassa). Le altre rinnovabili sono piÃ¹ o meno in linea.

Nel frattempo tutti &quot;spendono e spandono&quot; senza &quot;remissione&quot; (penso a cina e stati uniti in particolare...) e si inventano falsi problemi (le scorie nucleari) per speculare alla grande sui capriccetti di una popolazione viziata.

Difficile capire dove stiamo andando. Ho paura che il motto di molti governanti sia quello della pubblicitÃ  &quot;Life is now&quot;: i guai se li cuccheranno i nostri figli (i problemi di Napoli su scala mondiale)! Nel frattempo demagogia a tutta manetta.

Solo adesso mi rendo conto di quanto sbagliata fosse l'educazione che mi Ã¨ stata data per vivere in questi tempi. Un'educazione che considerava positivi valori come l'onestÃ , la serietÃ , il lavoro ecc... Ã¨ invece con gli atteggiamenti parassitari, l'irresponsabilitÃ  e le pagliacciate ben orchestrate sui media che si fa una montagna di soldi (le rinnovabili sono un affare, no?).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Tanto perchÃ¨ nessuno si faccia illusioni vorrei solo aggiungere che anche il bioetanolo, sopratutto se prodotto dal mais, presenta un bilancio energetico disastroso come conferma un articolo su &#8220;Le Scienze&#8221; di qualche mese fa (l&#8217;energia contenuta nell&#8217;etanolo Ã¨ di poco superiore a quella del metano consumato per far fermentare la biomassa). Le altre rinnovabili sono piÃ¹ o meno in linea.</p>
	<p>Nel frattempo tutti &#8220;spendono e spandono&#8221; senza &#8220;remissione&#8221; (penso a cina e stati uniti in particolare&#8230;) e si inventano falsi problemi (le scorie nucleari) per speculare alla grande sui capriccetti di una popolazione viziata.</p>
	<p>Difficile capire dove stiamo andando. Ho paura che il motto di molti governanti sia quello della pubblicitÃ  &#8220;Life is now&#8221;: i guai se li cuccheranno i nostri figli (i problemi di Napoli su scala mondiale)! Nel frattempo demagogia a tutta manetta.</p>
	<p>Solo adesso mi rendo conto di quanto sbagliata fosse l&#8217;educazione che mi Ã¨ stata data per vivere in questi tempi. Un&#8217;educazione che considerava positivi valori come l&#8217;onestÃ , la serietÃ , il lavoro ecc&#8230; Ã¨ invece con gli atteggiamenti parassitari, l&#8217;irresponsabilitÃ  e le pagliacciate ben orchestrate sui media che si fa una montagna di soldi (le rinnovabili sono un affare, no?).
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il Sole 24 Ore - Energia - Senza i reattori Kyoto si allontana by: Alessandro De Maida</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15494</link>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 22:27:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-15494</guid>
					<description>Ci sono tonnellate di studi seri che ci indicano chiaramente
che il nucleare, anche valutato nel suo intero ciclo del combustibile, Ã¨
inequivocabilmente una fonte a bassa produzione di gas serra ed inquinanti
vari, ovvero come molti fonti rinnovabili o se vogliamo almeno due ordini di grandezza inferiori ai combustibili fossili. E' davvero incredibile
constatare come una simile porcheria sia divenuta cosÃ¬ popolare su tutta
l'usenet !

http://www.theoildrum.com/story/2006/8/7/195721/3132?page=1
http://www.uic.com.au/nip57.htm
http://ist-socrates.berkeley.edu/~kammen/er100200/lectures/er100peterson.pdf
(dati Iaea, pag. 10/11)
http://ec.europa.eu/research/energy/pdf/externe_en.pdf
http://www.poweron.ch/upload/cms/user/Pomeriggiodistudioeolica.pdf
 .... e tanti altri ancora ce ne sono

Come si vede il nucleare ha in realtÃ  un ritorno energetico e una
corrispondente produzione di CO2 persino migliore rispetto a molte fonti
rinnovabili, con poche eccezioni (lungi da me
sostenere che per questo bisogna sostituire le fonti rinnovabili con il
nucleare, sono utili entrambe).
E' interessante notare come il passaggio dell'arricchimento
dell'uranio ove richiesto (l'attivitÃ  di gran lunga piÃ¹ energivora di tutto
il ciclo del combustibile nucleare) dalla diffusione alla centrifugazione
(oggi quasi tutto l'uranio al mondo Ã¨ arricchito in tal modo)
abbia diminuito le richieste di elettricitÃ  da 2500 a 50 kWh per unitÃ  di
lavoro separativo e come il trasporto del gas naturale liquefatto sprechi
dal 30 fino al 50% del potere calorifico del combustibile tra le fasi di
liquefazione (fino a 160 gradi sottozero) e trasporto del gas liquefatto a
temperature criogeniche

Ancora faccio notare come una delle miniere di uranio attive piÃ¹ povere al
mondo, quella di Rossing in Namibia (vedi primo link) con un ore grade di
appena centinaia di parti per milioni (0,035 %, oggi usualmente le miniere
hanno ore grade dell' ordine del  % o di frazioni di %) abbia un ritorno
energetico di piÃ¹ di 500 volte (elettricitÃ  prodotta dall'uranio ricavato / 
energia
primaria investita nell' estrazione e trattamento dell' uranio)

Inoltre, come ordine di grandezza, si tenga presente che per produrre un
GWanno di elettricitÃ  si deve movimentare per il nucleare appena 150-200
tonnellate di uranio (pochi mc di materiale), per i combustibili fossili
invece milioni di tonnellate di carbone o petrolio o alternativamente
miliardi di mc di gas


Solo due ultime considerazioni  a margine : 1) la Vattenfall in Svezia opera
sia impianti nucleari che impianti da fonte rinnovabile, compresi
solare, biomassa ed eolico : secondo loro meno di 3,5 grammi di CO2 per kWh
(comprese le perdite di distribuzione dell' elettricitÃ ) Ã¨ la produzione
dal nucleare, mentre 400 g/kWh dal gas in ciclo combinato e 700 g/kWh dal
carbone (valori riferiti al solo potere calorifico dei combustibili, 
ovviamente, non al loro intero ciclo del combustibile) ; secondo altri, come l 'IPCC Ã¨ dell' ordine dei 15-20 g/kWh, persino per un' organizzazione anti-nuclearista come in Usa l' union of concerned scientist riconosce che le emissioni di CO2 sono le stesse di fonti rinnovabili come l' eolico,

2) in piÃ¹, Ã¨ molto semplice anche con gli impianti esistenti o con le 
tecnologie
attuali (quindi senza breeders o cose strane del genere) raddoppiare 
l'elettricitÃ 
prodotta per unitÃ  di massa di combustibile, a differenza dei combustibili 
fossili che
possono solo farlo con miglioramenti della efficienza termica, che come noto
ha limiti fisici e tecnologici pressocchÃ¨ insormontabili</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ci sono tonnellate di studi seri che ci indicano chiaramente<br />
che il nucleare, anche valutato nel suo intero ciclo del combustibile, Ã¨<br />
inequivocabilmente una fonte a bassa produzione di gas serra ed inquinanti<br />
vari, ovvero come molti fonti rinnovabili o se vogliamo almeno due ordini di grandezza inferiori ai combustibili fossili. E&#8217; davvero incredibile<br />
constatare come una simile porcheria sia divenuta cosÃ¬ popolare su tutta<br />
l&#8217;usenet !</p>
	<p><a href='http://www.theoildrum.com/story/2006/8/7/195721/3132?page=1' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.theoildrum.com/story/2006/8/7/195721/3132?page=1' rel="nofollow" target="_blank">http://www.theoildrum.com/story/2006/8/7/195721/3132?page=1</a></a><br />
<a href='http://www.uic.com.au/nip57.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.uic.com.au/nip57.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.uic.com.au/nip57.htm</a></a><br />
<a href='http://ist-socrates.berkeley.edu/~kammen/er100200/lectures/er100peterson.pdf' rel="nofollow" target="_blank">ist-socrates.berkeley.edu/~kammen/er100200/lectures/er100pet...</a><br />
(dati Iaea, pag. 10/11)<br />
<a href='http://ec.europa.eu/research/energy/pdf/externe_en.pdf' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://ec.europa.eu/research/energy/pdf/externe_en.pdf' rel="nofollow" target="_blank">http://ec.europa.eu/research/energy/pdf/externe_en.pdf</a></a><br />
<a href='http://www.poweron.ch/upload/cms/user/Pomeriggiodistudioeolica.pdf' rel="nofollow" target="_blank">poweron.ch/upload/cms/user/Pomeriggiodistudioeolica.pdf</a><br />
 &#8230;. e tanti altri ancora ce ne sono</p>
	<p>Come si vede il nucleare ha in realtÃ  un ritorno energetico e una<br />
corrispondente produzione di CO2 persino migliore rispetto a molte fonti<br />
rinnovabili, con poche eccezioni (lungi da me<br />
sostenere che per questo bisogna sostituire le fonti rinnovabili con il<br />
nucleare, sono utili entrambe).<br />
E&#8217; interessante notare come il passaggio dell&#8217;arricchimento<br />
dell&#8217;uranio ove richiesto (l&#8217;attivitÃ  di gran lunga piÃ¹ energivora di tutto<br />
il ciclo del combustibile nucleare) dalla diffusione alla centrifugazione<br />
(oggi quasi tutto l&#8217;uranio al mondo Ã¨ arricchito in tal modo)<br />
abbia diminuito le richieste di elettricitÃ  da 2500 a 50 kWh per unitÃ  di<br />
lavoro separativo e come il trasporto del gas naturale liquefatto sprechi<br />
dal 30 fino al 50% del potere calorifico del combustibile tra le fasi di<br />
liquefazione (fino a 160 gradi sottozero) e trasporto del gas liquefatto a<br />
temperature criogeniche</p>
	<p>Ancora faccio notare come una delle miniere di uranio attive piÃ¹ povere al<br />
mondo, quella di Rossing in Namibia (vedi primo link) con un ore grade di<br />
appena centinaia di parti per milioni (0,035 %, oggi usualmente le miniere<br />
hanno ore grade dell&#8217; ordine del  % o di frazioni di %) abbia un ritorno<br />
energetico di piÃ¹ di 500 volte (elettricitÃ  prodotta dall&#8217;uranio ricavato /<br />
energia<br />
primaria investita nell&#8217; estrazione e trattamento dell&#8217; uranio)</p>
	<p>Inoltre, come ordine di grandezza, si tenga presente che per produrre un<br />
GWanno di elettricitÃ  si deve movimentare per il nucleare appena 150-200<br />
tonnellate di uranio (pochi mc di materiale), per i combustibili fossili<br />
invece milioni di tonnellate di carbone o petrolio o alternativamente<br />
miliardi di mc di gas</p>
	<p>Solo due ultime considerazioni  a margine : 1) la Vattenfall in Svezia opera<br />
sia impianti nucleari che impianti da fonte rinnovabile, compresi<br />
solare, biomassa ed eolico : secondo loro meno di 3,5 grammi di CO2 per kWh<br />
(comprese le perdite di distribuzione dell&#8217; elettricitÃ ) Ã¨ la produzione<br />
dal nucleare, mentre 400 g/kWh dal gas in ciclo combinato e 700 g/kWh dal<br />
carbone (valori riferiti al solo potere calorifico dei combustibili,<br />
ovviamente, non al loro intero ciclo del combustibile) ; secondo altri, come l &#8216;IPCC Ã¨ dell&#8217; ordine dei 15-20 g/kWh, persino per un&#8217; organizzazione anti-nuclearista come in Usa l&#8217; union of concerned scientist riconosce che le emissioni di CO2 sono le stesse di fonti rinnovabili come l&#8217; eolico,</p>
	<p>2) in piÃ¹, Ã¨ molto semplice anche con gli impianti esistenti o con le<br />
tecnologie<br />
attuali (quindi senza breeders o cose strane del genere) raddoppiare<br />
l&#8217;elettricitÃ<br />
prodotta per unitÃ  di massa di combustibile, a differenza dei combustibili<br />
fossili che<br />
possono solo farlo con miglioramenti della efficienza termica, che come noto<br />
ha limiti fisici e tecnologici pressocchÃ¨ insormontabili
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Il Sole 24 Ore - Energia - Senza i reattori Kyoto si allontana by: Daniele</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-13604</link>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 10:08:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/20/sole24ore-energia-senza-reattori-kyoto/#comment-13604</guid>
					<description>Non viene fatto un paragone su ciÃ² che rimane a valle del processo. Vorrei sapere quali sono gli scarti e qual'Ã¨ il materiale esausto per entrambi i processi (nucleare e termoelettrico), come vengono smaltiti e qual'Ã¨ il tempo di decadenza dell'uranio esausto. Vorrei inoltre sapere quali metodologie vengono utilizzate per stoccare gli scarti di produzione.
L'articolo, a parere mio, non risulta esaustivo, deficitando delle suddette informazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non viene fatto un paragone su ciÃ² che rimane a valle del processo. Vorrei sapere quali sono gli scarti e qual&#8217;Ã¨ il materiale esausto per entrambi i processi (nucleare e termoelettrico), come vengono smaltiti e qual&#8217;Ã¨ il tempo di decadenza dell&#8217;uranio esausto. Vorrei inoltre sapere quali metodologie vengono utilizzate per stoccare gli scarti di produzione.<br />
L&#8217;articolo, a parere mio, non risulta esaustivo, deficitando delle suddette informazioni.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
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